E’ assai probabile che nel tempo aumenteranno le situazioni di conflitto come quella che oggi ammorba l’ambiente arrampicatorio veronese: ciò a causa della crescente popolarità che in tutta Italia sta acquisendo l’arrampicata. Alcune cifre: nel 2019 gli iscritti alla FASI (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana) erano 40.000. Oggi i tesserati hanno superato i 100.000. Se a questo aggiungiamo la numerosa schiera di non tesserati e gli arrampicatori iscritti al CAI o ad altre associazioni, possiamo cominciare a intravvedere le dimensioni del fenomeno.
“A qualchedun ghe piase pì ròto che intèro”
La schiodatura
Mi perdoneranno gli amici veneti se mi permetto di tradurre nel loro stupendo e variegato dialetto un vecchio proverbio genovese “A quarchedun ghe ciù cao rutu che intregu”: è solo una constatazione obbligatoria al cospetto di litigiosità perenni e di rifiuti al dialogo, in qualunque campo.
Nell’estate 2024 era apparsa la scritta Tourists go home: uno sfregio ad un masso di calcare dolomitico bene in vista delle colonne di escursionisti e turisti che dal rifugio Auronzo camminano verso il rifugio Lavaredo.
Ai primi di novembre 2024 è la volta di un Climbers go home che appare alla base di una via di arrampicata in Val d’Adige.
Il primo a darne notizia è il sito www.bergsteigen.com, che tratta le ultime novità alpinistiche austriache, tedesche e italiane. Ciò in quanto questa deturpazione si accompagna alla notizia che, di quella via (Mamma li Turchi), sono stati asportati i primi spit.
Mamma li Turchi è una via molto ripetuta perché di difficoltà contenute e di facile accesso: l’attacco è a pochi minuti dall’abitato di Canale di Rivoli. Aperta nel dicembre 2016 dalla cordata di Christian Confente, Simone Gianesini e Manuel Leorato, la via consta di 6 lunghezze con difficoltà mai superiori al 5c+. Dotata di spit ravvicinati aveva tutti i numeri per diventare una via di successo.
E’ curioso osservare come il nome di questa via richiamasse (ma non si sa quanto involontariamente) l’invasione della zona negli ultimi anni: dovuta alla vicinanza del casello autostradale di Affi (punto cruciale delle direttive Venezia, Milano, Brennero e Italia Centrale) e al ridicolo avvicinamento a piedi. Si arriva, si parcheggia e, anche prendendosela comoda, si può scalare già dopo una decina di minuti. Una situazione perfetta per i corsi (del CAI, delle guide alpine e di qualunque altro tipo di associazione più o meno abilitata), ma ovviamente anche per gli scalatori “della domenica” e “no big” amanti delle difficoltà blande e delle chiodature sicure.
La notizia della schiodatura si diffonde in rete molto rapidamente. Negli anni precedenti c’era stato in zona veronese qualche caso di schiodatura parziale, ma questa volte ne viene data per iscritto una motivazione per certi versi sibillina.
“In difesa della Valdadige
A fronte dei fenomeni di sovraffollamento turistico che hanno stravolto la vita dell’abitato di Tessari, l’acritica riproposizione di modelli turistici dovuti a un’inflazionata “valorizzazione del territorio” da parte di alcune lobbies dei trapani veronesi impone il bisogno di mitigare la non-gestione dei flussi turistici attraverso azioni politiche a tutela delle comunità locali.
Nessuno di noi è infatti interessato al turismo che oggi siamo costretti a vivere a causa di un’inerzia decennale, di pensiero e di azione, che ha permesso il dilagare di iniziative individuali da parte di alcuni scalatori. Soprattutto attraverso la rete, Tessari è stata oltremodo pubblicizzata imboccando una strada per scelta, ovvero quella della promozione indiscriminata: noi non vogliamo che i nostri paesi vengano invasi ogni fine settimana e per questo vi recapitiamo la prima di una lunga serie di schiodature con l’invito a riflettere sulla non-gestione del turismo che ci state propinando, un invito esteso sia alle amministrazioni comunali, ma anche ai privati che in tutti questi anni con le loro azioni non hanno fatto altro che fomentare l’assalto a questi luoghi.
Confidiamo in un coinvolgimento attivo della popolazione, e non dei portatori d’interesse (guide alpine, operatori turistici, certa politica, ecc.), in scelte future a salvaguardia dei nostri piccoli paesi.
Sicuri del vostro ascolto, Nucleo Abitanti Rivoluzionari”.
Al di là dell’evidente richiamo (anche se non si sa quanto voluto) ai Nuclei Armati Rivoluzionari degli anni di piombo, organizzazione terroristica di estrema destra, il volantino non cita né Mamma li turchi né Canale di Rivoli: cita invece Tessari, la vicina località dove in effetti nei weekend si verificano i più significativi episodi di sovraffollamento data la presenza di una grande quantità di itinerari facili o di media difficoltà chiodati in stile plaisir.
Questo, all’osservatore, fa porre la prima domanda: “Ai Tessari si potrebbe capire, magari vedendo oltre 100 automobili parcheggiate tra i vigneti, ma a Canale… perché?”. Una prima risposta potrebbe essere che Canale è molto meno esposto di Tessari allo sguardo di chi avrebbe potuto accorgersi della schiodatura in atto.
La motivazione è per certi versi sibillina perché non si comprende come la schiodatura di un itinerario in una zona non sovraffollata possa appoggiare ragionevolmente le rivendicazioni ambientaliste e sociali di cui parla il volantino.
Intanto le notizie al riguardo della schiodatura si precisano in fretta. L’11 novembre 2024 è ormai chiaro che su Mamma li Turchi manca la prima sosta e sono state asportate le piastrine della seconda lunghezza: così viene segnalato sul gruppo Facebook del Gruppo Rocciatori Valdalpone, con l’avvertimento che “la via non sarà percorribile fino a ripristino” (la Val d’Alpone è una valle veronese che confina con la provincia di Vicenza, NdR).
Non manca chi fa notare che l’itinerario è comunque agibile con una normale dotazione di protezioni veloci: vero, ma così si cambia sport…
Questa precisazione impone la certezza (non che prima ce ne fosse molto bisogno) che l’azione sia stata intrapresa non da sprovveduti abitanti di Tessari o Canale bensì da esperti arrampicatori.
Il più grosso nodo di discussione nei primi giorni si fonda proprio sulla ricerca dei responsabili anonimi che hanno dato corpo visibile ad un malcontento, per decidere se questo è dovuto a un attrito tra climber e comunità locali oppure tra climber e climber.
I commenti-1
Solo restando nell’ambito degli scritti apparsi a commento dell’articolo di Manuel Leorato Vandali vs Turchi, esponiamo una rapida carrellata di quelli più significativi precedenti al 5 gennaio 2025. I commenti presenti sono 265 (ma è stata cancellata senza pietà una dozzina di quelli più insopportabilmente aggressivi). Tra questi 265 ci sono comunque molti sfoghi rabbiosi con molteplici insulti reciproci tra le fazioni: però si può comunque desumere un dialogo, anche se con molta fatica. La scelta di queste citazioni è dettato dal puro desiderio di cronaca, con una selezione degli interventi che rispecchi la situazione, senza la pretesa di deviare la discussione in una direzione precisa. Molti commenti indulgono sulla non sopportazione dell’anonimato, qui intesa come assenza di firma agli scritti, non di sigla alla schiodatura. Per inciso, diciamo qui che l’Amministratore nulla può contro l’anonimato, perché chiunque può crearsi un account e-mail con nomi fittizi, raggirando con successo qualunque pretesa di accesso controllato.
“Sarà stato qualche saggio uomo ormai stanco delle pericolose (nel senso anche letterale del termine) chiodature del gruppetto della Valdalpone.
Già: sono proprio loro i principali autori di questi over-climbing nella bassa valle dell’Adige, grazie alle loro chiodature sistematiche, a metro, di un numero sconsiderato di vie incredibilmente inutili e lontane solo pochi metri l’una dall’altra.
I ragazzotti dovrebbero fare un passo indietro e rendersi conto che stanno arrecando danno a tutta la comunità arrampicatoria (Unopolemico, 13 novembre 2024, ore 7.58)”.
“L’affiancamento deliberato delle scritte dei vaccini – si sa benissimo chi le ha fatte, un orsetto lavatore anche lui complice di aperture seriali “per tutti” in stile Valdalpone – con questo atto politico e lecito (come è lecito aprire, lo è anche schiodare!) la dice lunga sulla malafede di Leoretto, che invece di fare un passo indietro come suggerisce il buon Unopolemico, o comunque di riflettere sull’accaduto, si indigna e promette di ripristinare la via (ma lo paga qualcuno?). Inoltre, si capisce molto delle sue doti alpinistiche quando ipotizza una schiodatura in corda doppia: Leoretto, ci spiegheresti come si fa a togliere ogni singola sosta calandosi dall’alto? Magari in Valdapone avete sviluppato nuove tecniche di discesa, tipo che ne so, l’anchor-jumping? (Gelido 3.0 , 13 novembre 2024, ore 10.27)”.
“Egregio Gelido 3.0 rispondo a te ma anche a Unopolemico, che vedo siete pappa-e-ciccia.
Si parla di chiodature sistematiche, a metro, di vie incredibilmente inutili.
Posto che tutte le vie sono inutili, nel senso etimologico (non servono a nulla, come l’arrampicarta e l’alpinismo), che differenza c’è con le vie della placconata di Desiderio Sofferto o di Castel Presina? Con ciò intendo due posti storici, a 1 km di distanza dove si passa agevolmente da una via all’altra.
Cosa avrebbero di più pericoloso le vie dei Valdalponi da quelle storiche, talora cementate/consolidate/sikate anche abbondantemente (e qualche volta malamente)?
Perché qualcuno, provocatoriamente definito “ragazzotto”, arrecherebbe danno a tutta la comunità arrampicatoria e dovrebbe fare un passo indietro?
Schiodare falesie/vie/tiri/soste senza accordo e senza dirlo pubblicamente non è atto da saggi, anzi. E’ da stronzi, anche in caso di palesi brutture (e non è certo questo).
E’ vigliacco e pericoloso, soprattutto se si tratta di vie lunghe entry level.
Nel caso in oggetto è il frutto dell’antagonismo becero e livoroso di chi, ritenendosi investito per volontà divina del sacro compito di guru di un luogo, vede apparire un foresto che pretende di chiodare in quello che ritiene sua proprietà.
E della sua conventicola di fedeli seguaci, cui non frega un cazzo del over-tourism, della sicurezza altrui né della valle, ma solo che vengano riveriti e ammirati i loro guru e per riflesso loro, gli adepti e veri credenti.
La stessa, solita storia che è capitata ad Arco con Heinz Grill (Matteo, 13 novembre ore 11.51)”.
“Non giustifico ma provo a comprendere: per quale motivo ci indigniamo di una schiodatura e non di una chiodatura? Pensate all’impatto che hanno avuto su quei luoghi le vie dei vari Leoretti, eppure nessuno si è mai indignato perché tanto ci si va il fine settimana divertendosi e non si parla mai di quanto ferro ci sia in parete, delle centinaia di auto parcheggiate, del disturbo della flora e della fauna, del danno alla popolazione (che non ci guadagna nulla se non disturbo della quiete). E anzi ci si prodiga a pubblicizzare sui social in maniera indiscriminata (vedi vari gruppi tipo “Arrampicata in Valdadige” e così via) e ignara delle conseguenze a medio e a lungo termine in nome di una non meglio definita “libertà”. Ma invece, se uno o più schiodano, indignazione popolare! […] (Gelido 3.0, 13 novembre 2024 ore 14.24)”.

C’è anche chi, non perfettamente al corrente, non sa che al gesto una motivazione è stata comunque data:
“Sono anch’io critico verso la modalità con cui le aperture sono state divulgate (d’altronde purtroppo oggi funziona così), ma penso che se gli schiodatori avessero voluto fare un gesto davvero “politico” e dare un segnale, allora avrebbero dovuto motivare la schiodatura, perché altrimenti senza alcuna rivendicazione/spiegazione/motivazione questa azione corre il rischio di restare un dispettuccio, o “appropriazione indebita” (esagero, eh) di materiale, e non generare alcun effetto/riflessione, oltre all’“indignazione popolare” che comunque avrebbe sollevato.
Correndo il rischio di volare troppo alto, dico che “gesto politico” è quello di Mountain Wilderness del 1988 con lo striscione sulla funivia del Monte Bianco, o di Hayden Kennedy e Jason Kruk che schiodano la Via del Compressore al Cerro Torre e lo rivendicano… mentre azioni come questa, con un generico “climbers go home” lasciato a mo’ di sberleffo, secondo me lasciano il tempo che trovano (Placido Mastronzo, 13 novembre ore 14.50)”.
C’è pure chi (in genere estraneo all’ambiente veronese) è animato da genuina voglia di risolvere il dissidio con il dialogo:
“Il problema del sovraffollamento delle falesie “di tendenza” è un problema reale.
Ormai le falesie belle e ben attrezzate fanno, anche giustamente, da ritrovo a centinaia di arrampicatori, soprattutto per il livelli medio bassi, che si sono moltiplicati negli ultimi anni e che frequentano certi siti come si frequenta una palestra o un locale alla moda che però sono attrezzati per accoglierli come invece non succede in ambienti outdoor.
Si pone quindi il problema di regolare questi flussi sia per non arrecare disturbo ai residenti ma anche per gestire i parcheggi o più semplicemente per nascondere le olezzanti deiezioni umane di gruppi ravvicinati anche di cento persone.
Questa è la vera sfida del domani per le falesie più popolari che sono ormai assimilabili ad impianti sportivi a cielo aperto.
Gestire numericamente gli ingressi e i parcheggi? Forse.
Mettere e rendere obbligatorio l’utilizzo di wc chimici? Sicuramente.
Per la specifica questione e trattandosi della schiodatura di una via multipitch credo che il fatto si possa ascrivere alla solite beghe territoriali tra piccoli gruppi mentre la rimozione dei primi spit avvenuta in molte altre falesie penso possa essere più facilmente riconducibile al fastidio che può dare ai residenti la massiccia ed incontrollata presenza umana nelle vicinanze (Giovanni Massari, 14 novembre ore 8.59)”.
C’è chi insiste a presentare il gesto come un’azione voluta dagli abitanti (ma piccole sfumature gli sfuggono: è credibile?):
“Vedo che il punto continua a non essere colto da tutti (eccetto Unopolemico e Gelido che come al solito si rivelano perspicaci): qui non si tratta di offrire servizi (bagni, parcheggi, ecc.), bensì di operare scelte turistiche lungimiranti, non a favore di un’attività praticata principalmente da semiaccattoni che girano in furgoni camperizzati consumando il territorio senza dare niente in cambio (ammesso che si voglia qualcosa in cambio da loro). Si tratta insomma di progettualità: che futuro vogliamo per i nostri paesi? Non di certo questa logica di progresso acritico ed esasperato con cui negli anni pagine FB tipo “Arrampicata in Valdadige” o gruppi di stelle alpine veronesi e austriache hanno indiscriminatamente promosso le scalate in valle (lucrandoci sopra), favorendo il proliferare delle vie dei Leoretti (con il mito di Arco in testa), vie che hanno ridotto Tessari a quello che è: si tratta ovviamente di persone dalle vedute molto ristrette, dei sempliciotti: e chi è contrario è doveroso che si faccia sentire, magari non si otterrà nulla, ma tant’è! Oppure il diritto ad esprimersi è solo degli scalatori? (Andrea Gelmetti, 14 novembre 2024)”.
A questo punto intervengono “pompieri” (quella è la loro natura…) come Roberto Pasini che cerca di mediare suggerendo modalità sensate di dialogo:
“Purtroppo anche su questo tema paghiamo la nostra endemica mancanza di senso di comunità e la diffusa litigiosità. Se ci fosse una maggiore focalizzazione su ciò che unisce e non su ciò che divide si creerebbero associazioni locali e nazionali che potrebbero raccogliere risorse, condividere regole comuni, coordinare i lavori di chiodatura e manutenzione. Cosa che accade in altri paesi. Anche da noi ci sono esempi positivi ma sono limitati e tende a prevalere il liberi tutti e tutti contro tutti. Per condividere bisogna che ognuno rinunci a qualche cosa e questo a molti appare un sacrificio troppo grande per la propria individualità è libertà. Così è: vantaggi e svantaggi di vivere e pure arrampicare nel nostro Bel Paese. Il blog è uno specchio interessante delle variegate tendenze che animano anche questa piccola sotto-comunità della comunità montagnarda: basta osservare e confrontare questa discussione a quella sull’esperienza di volontariato in Sardegna: tipo di interlocutori, stile di comunicazione, emozioni emergenti… (Roberto Pasini, 14 novembre 2024 ore 10.27)”.
“Da quello che ricordo la LAAC (Libera Associazione Alpinisti Chiodatori, NdR), che ora non so nemmeno se sia ancora attiva, durante le prime chiodature dei Valdalpone aveva provato a sensibilizzarli e in tutta risposta loro li avevano scanzonati aprendo vie come Mamma li Turchi e Balla coi Becchi, rispondendo sostanzialmente che facevano ciò che volevano avendo il favore del popolo arrampicatorio. Proprio a causa di frizioni sulle nuove aperture, alcuni “storici” tipo Sergio Coltri e la sua compagna Giuliana Steccanella si erano allontanati dall’associazione perché fervidi sostenitori della libertà dei Valdalpone di fare ciò che volevano. Ad oggi le osservazioni fatte al tempo, che non riguardavano certo la gelosia per l’invasione del proprio giardino come molti credevano, ma appunto le dinamiche che negli anni si sono poi avverate, appaiono molto più ragionate di tante altre e sarebbe interessante sapere cosa ne pensa oggi quella stessa LAAC, che a conti fatti non aveva tutti i torti e, a suo modo, ha avuto una visione lungimirante. Che questa schiodatura sia un’occasione di confronto? (Francesco Robol, 14 novembre 2024 ore 12.35)”.
“Io sono stato un socio dell’associazione LAAC. So che ora i pochi soci rimasti hanno tirato i remi in barca delusi dal codardo tradimento di APS e sembra si siano rotti le scatole di impegnarsi nel sociale quando poi ti tirano pesci in faccia (Arrampicata Verona APS, in modo colloquiale APS, è un’associazione di promozione sociale attiva sul territorio veronese con l’intento di promuovere l’arrampicata sportiva prendendosi cura del patrimonio “verticale” esistente che si è creato in 40 anni di attività, NdR).
Ricordo bene la questione di apertura dei nuovi facili itinerari sul Monte Cordespino. Ricordo bene l’incontro con Confente e Leorato, era stato suggerito loro di aprire vie nello stesso territorio con etica diversa, rispettando l’ambiente e evitando chiodature seriali di facili percorsi che avrebbero portato quello che hanno portato. Io sono totalmente convinto che la scelta più stupida da seguire sarebbe quella di addomesticare le pareti, rendendole preda di orde di principianti con tutti i rischi connessi: soccorso alpino sempre in allerta, abusi di parcheggio, sporcizia, poco spazio per gli animali selvatici e infine l’etica che viene a mancare. Ma sembra che ormai l’etica sia cosa antica e dimenticata… Aperture seriali, falesie con linee cambiate senza interpellare i chiodatori originali, chiodature seriali. E APS in questo moderno modus operandi è capofila, ne va orgogliosa grazie al suo potere. Quindi ai poveri alpinisti romantici non resta che schiodare di nascosto. Hanno il mio appoggio totale. Chi non si presta al confronto viene ripagato con azioni, avete poco da lamentarvi e sostenere che era meglio uno striscione o una conferenza. Si risponde al ferro con il ferro. Non so chi sia stato ma lo sostengo di brutto (Niccoló, 14 novembre 2024 ore 13.29)”.
“[…] Vi riporto giusto un commento ormai datato dei Valdalponi nei confronti della LAAC, commento che potete tranquillamente trovare anche voi su fb: ‘i Rocciatori Val d’Alpone vogliono pubblicamente prendere le distanze dall’associazione LAAC di Caprino non condividendone l’etica e l’operato in Valdadige. Vie di difficoltà classiche in stato di abbandono e ricavato dei proventi delle guide che tutti noi abbiamo acquistato destinate per la maggior parte all’apertura di itinerari per soli big. Pensiamo che lo sviluppo dell’arrampicata e soprattutto dell’alpinismo sia diametralmente opposto all’operato avvenuto in questi anni, e che il fenomeno Valle del Sarca sia un esempio da seguire e non da ripudiare, come già pubblicamente esposto con i rappresentanti della sopra citata libera associazione. Cordialmente, gli apritori del GRV (Gruppo Rocciatori Val d’Alpone)’. Perché a volte si pensa che la gente sia gelosa o non sappia quello di cui sta parlando, ma per fortuna ci sono ancora quelli che non dimenticano, e per fortuna i social almeno in questo aiutano! (Riccardo Verzè, 14 novembre 2024 ore 14.27)”.
Ancora buona volontà da parte di Giovanni Massari che insiste:
“L’arrampicata è diventata una pratica sportiva di massa con tutti i pregi e difetti che la cosa comporta. Perché quindi non dare la possibilità a chi esce da una sala di arrampicata di ritrovare le stesse modalità all’aperto?
Falesie assimilabili ad impianti sportivi con roccia sana, chiodatura rassicurante, gradi europei e infrastrutture che ne consentano la fruibilità a carico dei comuni ospitanti credo potranno essere in futuro uno sbocco importante per questa attività in modo che tutti possano accedere facilmente all’arrampicata e, perché no, incidere anche sull’offerta turistica.
Allo stesso tempo ci sono e ci saranno sempre falesie o pareti più selettive dove si seguirà più fedelmente il solco della tradizione e dove andrà chi non troverà consona l’altra possibilità.
A ciascuno la scelta se praticare una o l’altra possibilità o magari entrambe; la schiodatura anche se legittima (io chiodo, tu schiodi) non può portare da nessuna parte…
Oppure qualcuno vuole dire agli altri cosa possono o non possono fare? (Giovanni Massari, 15 novembre 2024 ore 11.21)”.
Gli risponde Unopolemico e non gli concede alcuno spazio:
“[…] Il problema delle già citate associazioni è che non lasciano nessuna libertà di scelta a nessuno: omologano TUTTO. Hanno stilato delle linee guida unilaterali, senza nessun confronto. Non coinvolgono gli apritori nelle richiodature. Non c’è più la libertà di creare o frequentare “pareti o falesie selettive, nel solco della tradizione”, per il semplice fatto che per APS non dovrebbero nemmeno esistere e si stanno prodigando per eliminarle con sistematiche spittature.
Massimo Bursi ha provato a fare il Pilato di turno, lavandosi le mani con degli articoli (qui e qui) a dir poco ipocriti (e sappiamo benissimo che lui ce l’ha con Verona rock per altri motivi, più economici che altro), ma ci ha fatto solo una bruttissima figura. Il ragionamento di Massari avrebbe senso se APS, King Rock (la sala di arrampicata di Verona, NdR) e Valdalponi fossero disponibili a mantenere certe aree inalterate… Ma così non è (Unopolemico, 15 novembre 2024 ore 11.28)”.
Rivolgendosi a Roberto Pasini, commenta in modo pessimistico anche Andrea Lanzoni:
“A quanto so confronti fra le parti sono stati più volte richiesti, ma salvo qualche incontro fra chi ha le palle (e le ha sempre avute) di metterci la faccia e i pochi che a stento reggono il confronto, non si è cavato un ragno dal buco. A Verona, come anni fa successe con la pubblicazione della guida Monte Baldo Rock di Eugenio Cipriani e Cristiano Pastorello (https://kingboulderblog.blogspot.com/2012/11/lettera-aperta.html), si perpetrano le medesime dinamiche: muro di gomma, arrocco nel King Rock, intorbidimento delle acque al limite della diffamazione e ricerca di proseliti fra chi non sa. Il presidente attuale della LAAC, associazione che non è morta come molti credono ma vive ancora sul territorio (ovviamente per chi concepisce la sola attività trapanatoria è morta, ma vabbè li perdoniamo per il semplicismo) ha chiesto più volte un confronto pubblico fra i vari attori della scalata veronese, ovviamente senza ricevere risposta alcuna. Se finalmente avvenisse questo auspicato dibattito, se ne vedrebbero delle belle, ma a questo punto credo che la richiesta di chiarimenti debba venire dal popolo arrampicatorio, dalle centinaia di soci che pagano le rispettive quote ignari. Ma io, da semplice praticante che ha la fortuna di conoscere le persone giuste, mi sono convinto che purtroppo le cose andranno avanti così e nessuno sarà mai costretto a rendere conto delle proprie azioni (Andrea Lanzoni, 15 novembre 2024)”.
Ultimo della serie, un commento di Roberto Pasini, che riassume efficacemente la disputa:
“Direi che dopo la lettura del comunicato su FB e dei commenti che vi hanno fatto seguito le cose sono abbastanza chiare. C’è un gruppo che ritiene sia ormai scaduto il tempo della ricerca della mediazione e ha deciso di passare all’azione con interventi di demolizione a forte impatto simbolico e comunicativo. L’obiettivo è fermare la spinta alle chiodature abbondanti di vie diciamo intermedie che attirano un numero elevato di arrampicatori con impatto significativo e non gestito sulle comunità locali. Il gruppo in questa sua azione si fa paladino e rappresentante degli abitanti o almeno di una parte più sensibile e reattiva al tema del sovraffollamento.
Su questa base poi si innestano elementi secondari e un po’ spuri da parte di qualcuno: disprezzo per i tapascioni dell’arrampicata, ostilità verso i foresti cittadini, riferimenti a piattaforme ideologiche che riecheggiano slogan del passato, forse anche rancori personali e locali… ma la sostanza resta quella: una risposta dura ad un processo che si ritiene in costante crescita e che viene giudicato come pesantemente negativo. I terreni di confronto sono dunque due:
1. la valutazione del processo in atto, quello che ho chiamato l’esondazione che si sta verificando in molti luoghi, soprattutto di comodo accesso dai centri urbani;
2. l’efficacia della strategia degli atti simbolici distruttivi al fine del raggiungimento degli obiettivi di contenimento del processo. Il resto sono questioni di colore a forte impatto emotivo (giramenti reciproci di palle) ma secondari (Roberto Pasini, 20 novembre 2024 ore 11.59)”.
Nota
Nella sequela dei commenti abbiamo citato varie sigle, per le quali forse occorre fare un po’ di chiarezza.
Parlando di monotiri, ad oggi esiste un’associazione APS Verona che fa capo al King Rock, che si è presa l’onere e l’onore, non sempre condiviso, di richiodare vie a loro discrezione. Non essendo quest’attività condivisa con gli apritori e gli “storici” spesso è vissuta come imposizione piuttosto che altruismo. La LAAC ha fatto il possibile negli anni sul territorio, ma essendo priva di soci paganti e moneta sonante si è dovuta confrontare con dei limiti evidenti. APS Verona invece conta più di 200 soci paganti che nel loro tornaconto usufruiscono di scintillanti spit inox con tasselli del 12 già posizionati in maniera ascellare per la gioia di tutti. Sulle multipich il discorso è diverso: essendo terreno di avventura, sta all’apritore intervenire dove è necessario.
Il ripristino di Mamma li Turchi
Sulla pagina fb Arrampicata in Val d’Adige Manuel Leorato il 5 gennaio 2025 esulta:
“Mamma Li Turchi è risorta! Ci abbiamo messo un po’ ma alla fine siamo riusciti a riunire il gruppo di lavoro nato dalla solidarietà sopraggiunta dopo i fatti che ben conoscete. Ora Mamma li Turchi è stata ripristinata completamente, nulla è stato aggiunto o tolto ed è conforme alla relazione pubblicata su Val d’Adige Plaisir (di Manuel Leorato e Christian Confente, Idea Montagna, 2024 – NdR).
Sono state posizionate inoltre nuove corde fisse dopo il canale di discesa ed una nuova cassetta per il libro di via comune a tutte le vie della parete.
Si ringrazia Giovanni Preghiera e il CAI Ferrara per il materiale donato, la cordata Gianesini-Brighente-Dal Cerè per la costruzione della nuova cassetta e la pulizia-spittatura di CatulloV. Daniele Dal Pozzolo di Viefacilipertutti e i ragazzi del team “Valdalponi”. Non ultimo Davide Melchiori a rappresentanza della proprietà e degli abitanti di Canale e Tessari, vera parte lesa della vicenda. Per concludere, ringraziamo Gelido e il fantomatico gruppo NAR per aver regalato non solo una grande visibilità a queste vie, ma anche una splendida giornata di amicizia e condivisione.
A nessuno sfugge la finale punta d’ironia, neppure a ildolomiti.it che lo stesso 5 gennaio 2025 osserva “Fare, disfare e poi rifare ancora. La richiodatura di Mamma li Turchi metterà il punto su questa storia?”.
No, non l’ha messo.
La schiodatura del Leone di Nemea
L’8 gennaio 2025 compare un altro volantino dei NAR (Nucleo Abitanti Rivoluzionari) che ci comunica la schiodatura di un altro itinerario di successo, questa volta sito sopra Tessari anche se non tra i più comodissimi da raggiungere (non pochi minuti bensì “ben” 40’). Si tratta del Leone di Nemea, una via aperta tra l’ottobre 2017 e il gennaio 2019 da Mario Brighente, Christian Confente e Manuel Leorato.
Si tratta di 11 lunghezze di bella arrampicata con difficoltà non superiori al 6b e con 6a obbligatorio.
Ecco il testo integrale del volantino:
“La deriva populista dell’arrampicata
I danni ambientali sono reversibili, quelli sulla vita delle comunità irreparabili. L’oppio occidentale del tempo libero ci impone la perdita di identità a favore del benessere delle masse. L’unica via per le piccole comunità è decidere del proprio destino.
In seguito alla schiodatura della ‘via’ Mamma Li Turchi abbiamo assistito a un’isteria checcomane-collettiva da parte del popolo tessariano, particolarmente nutrito di caioti e arrampicatori dell’ultim’ora tremolanti per qualche piastrina mancante, affrettati nell’emettere giudizi sui probabili responsabili, vani conoscitori della storia della scalata in Valdadige, men che meno delle dispute fra gruppi di rocciatori nel corso degli anni. Vogliamo quindi rassicurare questi arrampicatori esaltati e fanatici: le piastrine che mancano qua e là non le abbiamo tolte noi, tutt’al più [è responsabilità] dei vostri colleghi rumegari.
I NAR si contraddistinguono infatti per opere di schiodatura totale di vie di arrampicata scelte per i motivi già esposti, i quali vanno oltre le antipatie personali; è dunque inutile che continuiate ad arrovellarvi il cervello sull’identità dei nostri fantomatici membri, non la scoprirete mai: per scomodare un noto adagio, ci muoviamo su questo territorio come pesci nell’acqua, ne conosciamo ogni piega e anfratto, agiamo quando meno ve l’aspettate prendendo tutte le precauzioni necessarie: la nostra identità coincide totalmente con l’azione di schiodatura degli itinerari prescelti. Attraverso tale atto sociale intendiamo ridurre, con l’auspicio di estirpare, le metastasi del mondo scalatorio veronese che da tempo cercano di estendersi anche in Valdadige e nel caprinese: lobby dei trapani, guide alpine, portatori di interesse, promotori del territorio: consideriamo questi soggetti degli usurpatori, la nostra antitesi, il nostro obiettivo.
Stavolta è toccato al Leone Nemeo, un ‘itinerario’ che tormenta da anni la popolazione di Tessari e i cui apritori, al pari dell’animale mitologico, possiedono una pelliccia insensibile al dialogo: pertanto, ugualmente a Eracle, solo la forza dei nostri martelli e chiavi ha portato alla sua definitiva sottomissione.
Presto colpiremo nel profondo del cuore, e ancor più duramente, coloro che pensano di agire indisturbati e intoccabili. Nel frattempo, cogliamo l’occasione per augurare a tutti un felice anno nuovo!”.
Segue la firma “Nucleo Abitanti Rivoluzionari”.
In calce al volantino i NAR tengono ulteriormente a tratteggiare la loro identità, definendosi:
“Gruppo apolitico e nonviolento, umile servitore del pensiero critico. Oppositore delle combutte fra guide alpine e portatori di interesse. Avverso al dogma della standardizzazione. Antagonista delle lobby dei trapani. Ostile all’ignavia e al democratismo prét-à-porter. Promotore di una gestione consapevole e previdente del territorio e dei flussi turistici”.
Ciò che si ricava da questa lettura è la certezza che la storia non è chiusa per niente, perché c’è la promessa di ulteriori schiodature e ulteriore “pulizia etica”.
Nell’articolo Degenera la situazione a Tessari apparso su pareti.it l’8 gennaio 2025, Andrea Gennari Daneri ce ne dà una lucida visione riassuntiva, anche se secondo noi si presta eccessivamente alla visione dei fantomatici NAR, prendendo acriticamente per buona la versione per la quale “In quel momento era risultato evidente che la misura era colma e che i residenti, evidentemente non alieni al mondo dell’arrampicata, avevano deciso di prendere in mano la situazione per riprendere in mano un po’ del proprio territorio”.
Gennari Daneri osserva anche che le chiodature seriali avrebbero potuto anche essere accettate se ci fosse stata “una pianificazione e un accordo con gli abitanti della zona, che finora avevano subito questa invasione dei terreni coltivati, passando dalle poche vie che c’erano negli anni ‘90, frequentate da poca gente, a questa ragnatela di spit piantati ovunque, andando a cercare la roccia tra una pianta e l’altra”.
Infine, dichiarandosi comprensivo verso quei “chiodatori storici del veronese che hanno visto crescere questa cosa a dismisura, certamente non approvando lo stile e le scelte dei luoghi, ma tollerando la cosa in nome della tradizionale anarchia che regola il mondo delle aperture alpinistiche o pseudo alpinistiche”. Una tolleranza decisamente esaurita, proprio come recentemente è successo nella zona di Rovereto alla falesia di Castellano (e questo non lo sapevamo) dove “schiodatori roveretani hanno recentemente fatto piazza pulita in soli due giorni di tutte le vie della falesia, incautamente pubblicata su una importante guida austriaca”.
I commenti-2
Incominciamo con un commento firmato dalla new entry Apoca Tastasi, indirizzato soprattutto a Matteo (di cui ai precedenti commenti):
“Non siamo troll, siamo in tanti o comunque molti di più di quelli che pensate (credi che certe cose si riescano a fare facilmente da soli?) e il nostro obiettivo è proprio prevenire una Valdadige-Monte Baldo in pasto agli interessi politici ed economici di molti attori che non proprio lentamente stanno cercando di inserirsi, forti dei numeri alle loro spalle (non c’è solo il caso Tessari ovviamente, basta guardare a certi rifugi in quota o alla promozione turistica che si sta tentando di fare, o ancora alle guide alpine che lentamente si ergono a cultori e custodi del luogo, alle neonate associazioni “che-esistono-da-sempre-e-siamo-noi-a-non-essercene-mai-accorti”). Se sapessi leggere l’avresti capito dal manifesto, e non sono cazzate ecologiste come pensi tu. Solo che noi ci vediamo lungo, come altri prima di noi ci avevano visto lungo anni fa e sono rimasti inascoltati. Ma finché ci sono quelli come te che ritengono tutto una cazzata e una scusa per nascondere beghe tra chiodatori non andiamo avanti. D’altronde sei nato e cresciuto nell’era dell’individualismo sconsiderato, non puoi certo capire se qualcuno è in grado di agire senza un tornaconto personale… (Apoca Tastasi, 8 gennaio 2025 ore 14.30)”.
Gli risponde Matteo:
“Tu ti esprimi in maniera ben differente dalla serie di troll fin qui intervenuta… o almeno da alcuni di questi (nota che per almeno tre sono certo che siano la stessa persona). Detto questo, ti confesso (di malavoglia) che non sono certo nato e cresciuto nell’era dell’individualismo sconsiderato, ma sono decisamente un boomer, cioè semmai un’era di classi, lotte e ideali (più o meno malriposti).
Non era assolutamente mia intenzione definire cazzate le lotte in generale e quelle ecologiste in particolare e anzi una qualche parte l’ho fatta anch’io.
Ma invocare l’ecologia o la salvaguardia dell’ambiente per Tessari e la bassa Valdadige riguardo all’impatto di Mamma li Turchi o del Leone di Nemea, francamente, mi pare una cazzata.
Così come paragonare i rifugi in quota con la Valdadige, realtà incomparabili e sulle quali l’impatto della frequentazione e le fonti di inquinamento e degrado sono incomparabilmente diverse.
Ripeto, finora nessuno ha chiarito il reale motivo del contendere ed è per questo che l’ipotesi della beghe tra i galletti del pollaio appare piuttosto credibile. Se sbaglio correggimi, ne sarò felice. Ma usa argomenti adeguati per essere convincente (Matteo,8 gennaio 2025 ore 15.24)”.
Gli risponde Apoca Tastasi:
“Nel gruppo non siamo tutti uguali e ognuno si esprime come può, ma ti assicuro che il 65% degli anonimi è una persona diversa dall’altra. Su ciò che chiedi penso di averti già risposto: noi facciamo la nostra battaglia, che come obiettivo ha una battaglia più grande, sebbene la nostra competenza sia limitata alle vie d’arrampicata o al mondo montagna più in generale, e lì ci muoviamo. Siamo infatti in molti, ma non così tanti da riuscire a occuparci dei grandi problemi: sono cose però già dette e ridette nei commenti precedenti, siamo stati chiari. Quindi il reale motivo del contendere è la visione miope di un futuro per le comunità valligiane che stanno vedendo la longa manus della non gestione del territorio, ben nota sul Garda e su certa montagna, avvicinarsi anche dalle loro parti. Questo mi pare chiarissimo. I toni impiegati e i nomi sono intenzionalmente provocatori, ce la ridiamo insomma consapevoli della miriade di commenti sui NAR e sugli anni di piombo. Ci siamo dichiarati apolitici e questo siamo, ma il nome ci piaceva. Punto. Cosa non è chiaro? sinceramente fatico a capirlo…
Poi: non siamo ecologisti, ma ci teniamo a preservare la vita e i ritmi delle piccole comunità, non volgiamo essere costretti a trasferirci dal caprinese, rivolese o dove che sia mettendo in affitto la nostra casa perché fra 15-20 anni la mentalità turistico-lacustre sarà arrivata anche da noi. Quindi non siamo ecologisti, stiamo solo lottando per i nostri diritti contro chi, come i Valdalponi, se n’è sempre fregato del dialogo prendendoci per il culo e facendosi forti dei numeri dei loro seguaci, la stessa dinamica che sta portando avanti APS Verona, che guarda caso si è legata con loro (sebbene a molti dei suoi membri i Leoretti siano invisi, ma la legge del consenso impone questo e pertanto si sono mangiati l’ennesima merda) (Apoca Tastasi, 8 gennaio 2025 ore 15.37 e 15.46)”.
L’autorevole opinione di Beppe Vidali
L’ultimo aggiornamento di questa diatriba è un’intervista fatta il 14 gennaio 2025 a Beppe Vidali da Andrea Gennari Daneri, cui rimandiamo per la versione completa. Ricordiamo che Vidali è uno dei padri storici della arrampicata libera e sportiva della parte veronese della Val d’Adige, assieme a pochissimi altri come Eugenio Ciprian, Sergio Coltri o il non veronese Alberto Rampini, quelli già attivi al tempo in cui nasceva, grazie a Manolo, Roberto Bassi e Heinz Mariacher il gigantesco comprensorio di arrampicata sportiva di Arco di Trento e della Valle del Sarca.
Come premessa Gennari Daneri riferisce che di certo nell’intervista il dialogo poteva essere sbilanciato in favore dell’arrampicata tradizionale, quella senza dubbio caldeggiata da Vidali; e che, quindi, aveva interpellato Manuel Leorato, in rappresentanza della parte avversa, ma questi aveva declinato l’invito, “non riconoscendo Pareti come tribunale adatto per mettere sul piatto le loro argomentazioni”. Eppure le domande a Leorato erano semplici, spaziavano dalla storia del loro gruppo, ai chiarimenti sulle tecniche da loro usate, fino ai possibili piani di manutenzione del loro operato (si sa che le chiodature la richiedono).

All’inizio dell’intervista Vidali ricorda che la prima via ad essere aperta sulla bastionata di Tessari è stata Danza Celtica, di concezione alpinistica anche se chiodata a spit. In zona esistevano le via aperte sul Trapezio da Eugenio Cipriani: anche queste, se pur facili (al motto ‘facile è bello’), erano caratterizzate da una limitata chiodatura, dunque oggi non adatte alle esigenze degli arrampicatori sportivi.
Dopo un rapido riepilogo di come il trapano elettrico abbia necessariamente cambiato le cose, procedendo da un tipo di via dove i passaggi non erano regalati data la relativa lontananza degli spit fino a vie sempre più difficili ma ben protette, Gennari Daneri gli chiede un parere sulle aperture al limite tra roccia e bosco, dove vengono rimossi quintali di piante e di terra per mettere in luce il buon calcare.
Per Beppe la parola “rumego” usata in senso dispregiativo (soprattutto nel vicentino, mentre a Verona si usa di più “scaranto o scrozo”), si presta bene a definire quei tipi di itinerari. “Se applicata alle pareti indica settori friabili, vegetati, ingrovigliati, ma viene usata anche nell’intercalare dialettale: ‘ravanar sul rumego’ significa ‘ma in che casino ti sei infilato?’, per evidenziare una situazione a dir poco evitabile”.
Vidali fa risalire questa pratica alla squadra coordinata da Heinz Grill in Valle del Sarca: “Non è detto che tutto quello che c’è sotto le piante è bello, e se Grill e soci hanno azzeccato itinerari degni di nota e resi popolari, non è così per i Tessari e la Roda del Canal”. Qui riaffiora la vecchia polemica tra Grill e Gennari Daneri/Rolando Larcher, ma Vidali non se ne cura e insiste sul fatto che non è possibile “chiodare facile per tutti” perché i fruitori hanno percorsi ed esperienze diverse, dal principiante, a quello appena uscito dalla sala indoor, dall’allievo di corsi a colui che pretende la sicurezza come se gli fosse dovuta.
Afferma con certezza che il principiante oggi non possa essere approcciato al mondo dell’arrampicata in questo modo, invero assai comodo per gli organizzatori e quasi privo dei rischi relativi alla responsabilità. Così gli allievi tendono a confondere i propri limiti (che non conoscono) con i limiti della loro prestazione sportiva misurata solo su itinerari addomesticati.
Nel seguito dell’intervista Vidali nega che gli abitanti abbiamo mai espresso del malcontento, al massimo la richiesta di spostare una macchina per far entrare un trattore nella vigna… Il disagio si registra di più in coloro che frequentano quelle pareti, che però sono gli stessi che creano il problema…
E’ probabile che Vidali conosca le identità degli schiodatori, ma non si sbottona: si limita ad osservare che, dopo tutto questo casino suscitato, “il comune di Rivoli Veronese si è preso a cuore la questione e si è messo a capo di un progetto di outdoor che coinvolga anche l’arrampicata, costruendo le infrastrutture necessarie, ma rispettando le normali regole di tutela del territorio (proprietà private, siti di interesse naturalistici ambientali, ecc.)”. E aggiunge: “Vediamo ora se i trapani selvaggi si fermeranno!”.
Vidali poi prosegue con un interessante “distinguo” tra i chiodatori seriali (tralasciando però i professionisti). Ci sono i “falsi altruisti”, o egocentrici inconsapevoli: questi “non sanno cosa è la qualità” e sono “spinti dalla bramosia e dalla folla che dietro di loro li acclama come benefattori”. Poi ci sono gli “egocentrici dichiarati”, quelli che non rispettano le vie già esistenti pensando che la loro opera sia solo valore aggiunto. Il loro ego smisurato gli fa mitragliare di spit anche gli unici corridoi di roccia rimasti liberi. Infine ci sono i “visionari” che, irrequieti, sono continuamente sospinti alla ricerca di qualcosa di nuovo, qualche volta riuscendoci: ma quelle vie rimarranno tali o diventeranno altri siti popolari e affollati?
Vidali conclude il suo intervento affermando che, tutto sommato, la zona di Tessari è abbastanza limitata al confronto dell’enormità di terreno disponibile che offre l’intera bassa Val d’Adige, sia pur a prezzo di avvicinamenti più lunghi. Perciò auspica che la situazione non degeneri ulteriormente e che il fenomeno si arresti allo stato attuale.
Il commento
di Drugo Lebowsky
(pubblicato sulla pagina fb Arrampicata in Val d’Adige il 14 gennaio 2025)
Comunque, a monte di tutto, l’intervista a Vidali è una chiacchierata con uno che ha esperienza di quasi cinquant’anni d’arrampicata alpinistica e sportiva e che ha creato vie secondo i diversi stili in tutta la valle e non solo. Ovvero uno con tanta esperienza alle spalle che intervistato ha espresso garbatamente le proprie idee, frutto di una esperienza di croda diversa da chi ha iniziato da molto meno tempo. Queste idee ovviamente possono essere condivise o meno, ma mi pare gratuitamente volgare che alcuni di fatto lo taccino di saccenza, di voler imporre un pensiero unico o di essere rimasto a un tempo che fu. Sinceramente non ravvedo gli estremi per tali critiche e mi pare che ormai al solito si ragioni, o meglio sragioni, da tifosi. Se non accogli con favore le mie tesi ti contesto a priori. Manicheismo di campagna. Tifo da stadio paesano. E infatti in tanti subito a spostare l’attenzione sull’opinabile schiodatura, che palesemente ha dato il La all’intervista, ma santiddio le idee espresse vanno oltre al singolo fatto.
Anche Leorato si è espresso in merito secondo il proprio metro. Peccato non abbia colto l’occasione per esporre più estesamente le proprie idee accettando l’intervista. Poi, de gustibus…
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“sembra proprio stiate mescolando interessi personali ad alti ideali (anche condivisibili in una certa misura)”
Maddai…
credo di averlo scritto 8 o 10 mesi fa, ma mi sono attirato l’ira funesta, i gratuiti insulti e gli infantili giuochi di parole del/lo/la Gelideugeniachesariamegliochetasi e devo ancora riprendermi.
🙂
Però ormai agli occhi del nutrito pubblico che segue questa vicenda qui sul blog inizia ad apparire strano che le uniche tre vie che avete schiodato appartengono fatalità allo stesso gruppo di apritori, pensa te che coincidenze oh!
Ci sono altre vie ai Tessari (vedasi Alalazo) che hanno tappezzato di spit una parete peraltro facilmente proteggibile in maniera tradizionale, però alcune vie non le toccate. Credo sia importante chiarire questo punto con la comunità che ormai vi siete creati.
Perché sembra proprio stiate mescolando interessi personali ad alti ideali (anche condivisibili in una certa misura).
PS È inutile che continuate a fare terrorismo psicologico dicendo che avete schiodato chissà quali altre vie; statisticamente, visto il numero dei frequentatori, è impossibile che queste non vengano scoperte in breve tempo.
oddio, riusciremo a sostenere questo fardello? sempre meglio che essere ricordati come “gli stronzi che chiodavano a metro qualsiasi cosa per compiacere gli altri o per qualche mania di omologazione”. Ce ne faremo una ragione ragazze, meglio stronzi che sovraffollatori 😉
Ciao Ivo, noi non ci nascondiamo, perché fino a prova contraria non esistiamo. La tua impotenza è il nostro maggior godimento, e il tuo fastidio il nostro più grande onore. Continua a boccheggiare. La legittimità del nostro agire è pari a quella degli ego-chiodatori e delle lobbies, continueremo su questa strada e sarà la storia a giudicarci. Noi siamo fiduciose. Un caro saluto A.A.
Care Gelide, Alpache, o Perette, o Medjugorje, chiamatevi come volete.
Siete tornate a scaldare la sedia in ufficio, eh? Finite le sessioni con l’Igolteam, adesso avete di nuovo tempo per dedicarvi alle vostre solite bambinate, dettate dal guru con la doppia A.
Sappiate però che, in questo eterno circolo di schiodature-richiodature, vi ci siete infilate da sole, e ora risultate anche voi condannate. Con l’aggravante che i vostri nomi e cognomi (quelli veri) girano ormai nell’ambiente veneto e, come qualcuno ha scritto con ragione, sarete ricordate come “gli stronzi che schiodavano a Tessari”.
Vi toccherà nascondervi per andare ad allenarvi nelle falesie richiodate dalla vostra odiata lobby, fare boulder o prestare servizio nei rifugi.
Ciao, un bacio.
Hai colto pienamente nel segno: è ciò che vogliamo e bramiamo, la condanna all’eterna schiodatura, il moto perpetuo delle nostre chiavi e martelli. Sei molto poco attento Carlo, ci tocca ripetere sempre tutto con te, lo avevamo già sottolineato ma a quanto pare sei uno che arriva sempre dopo, sempre in ritardo: Omen pseudonomen. Ti facciamo solo notare che con le nostre incursioni, nei periodi di tremarella collettiva, a Tessari il parcheggio era semivuoto. Torneranno e ritorneranno ciclicamente quei tempi, e si estenderanno per anni e anni a venire colpendo GA, lobbies dei trapani, ego-chiodatori: in una parola, sovraffollatori. Per quanto riguarda le vie, torno a ripeterti: sei un povero illuso, tre è un numero fortemente sottodimensionato, ma lasciamo il piacere della scoperta agli avventori. Noi nel frattempo continueremo a muoverci come pesci nell’acqua, mentre a quelli come te restano solo i commenti boccheggianti qui e altrove.
Egregi signori NAR apprezzo lo sforzo narrativo, ma restiamo ai fatti: in 9 mesi avete schiodato 3 vie. Altro che rivoluzione: sembrate più un’agenzia di comunicazione con occasionali incursioni nel mondo reale.
I proclami cartacei avevano però tutto un altro fascino, soprattutto con quel nuovo logo che avevate creato per sottolineare la presa di posizione di questi fantomatici “residenti oppressi dalle lobbies”.
Ma quanto siete altruisti e benefattori!
A conti fatti, probabilmente state facendo più pubblicità voi ai Tessari di quanta ne abbia mai fatta qualsiasi altro ente o promotore.
Ormai questa località è conosciuta in tutta la penisola, grazie alla copertura mediatica che sta avendo la vicenda. E questo cosa porterà?
Altri arrampicatori della domenica, altre orde curiose, e inevitabilmente nuove pressioni sul territorio. Le comunità locali ne soffriranno.
A quel punto voi dovrete di nuovo schiodare, altri torneranno a chiodare, e si ricomincerà da capo.
Un ciclo infinito.
Sarete condannati a schiodare per sempre, come dei moderni Sisifo…
Caro Carlos, ci avevi chiesto una lista, iniziamo con la prima della lunga serie dei lavoretti di quest’estate visto che la schiodatura è già stata divulgata sulla rete:
1- Pace senza confiniLe molte altre le scoprirete settimana dopo settimana, alcune vicine, altre lontane, ma tutte legate da un unico obiettivo: la lotta al sovrafollamento, agli usurpatori, alle lobbies dei trapani che come la peste stanno ammorbando i luoghi eletti per il soddisfacimento del loro ego. I teorici del sovraffollamento risponderanno di certo “Se per caso cadesse il mondo Io mi sposto un po’ più in là, sono un benestante radical che di regole non ne ha, la mia vita è tutto un disimpegno, i miei impegni tu li sai, sogno un furgone camperizzato, e magari anche il partimeeeeee”. E noi continueremo a lottare contro questa prevaricazione che vorrebbe sacrificata la vita delle piccole comunità, costantemente nell’ombra e nell’anonimato.
Carissimo, permettimi di dissentire sulla tua capacità di lettura. Se noti non si tratta di un’unica fonte, ma vicino alle principali affermazioni fatte dagli autori sono riportate almeno altre 6 fonti bibliografiche diverse. Ti preso di ripassare meglio il metodo scientifico, grazie.
Ma quindi i tessaresi vi hanno pagato per questo servigio? Avete una tabella delle tariffe per spit?
Nel caso qualcun altro avesse bisogno di questo tipo di servizio come può contattarvi?
In attesa di un vostro gentile riscontro,
C
Ohhhh ritorno su questo tema a me carissimo, e trovo un altro “Scemenzo” a cui serve un ripassino di intelligenza. Dunque, da dove partiamo? Dire che solo la popolazione locale “nella sua maggioranza” possa decidere se si tratta di overtourism è come dire che solo i passeggeri di un aereo in picchiata possano decidere se sono in pericolo. Se manca la consapevolezza, se manca il confronto con dati esterni, si rischia di negare un problema fino a quando diventa ingestibile. L ’overtourism non è una percezione folkloristica: si misura con indicatori di flussi, capacità di carico, impatto ambientale e sociale. Escludere “agenti esterni” significa rifiutare l’uso di strumenti terzi, indipendenti e comparativi — cioè il cuore del metodo scientifico — per rimanere nel rassicurante recinto del “ci sentiamo bene, quindi va tutto bene”. La popolazione locale può avere motivi economici o identitari per minimizzare il problema (pensa ai beneficiari diretti del turismo). Lasciare a loro soli il giudizio significa ignorare il conflitto d’interessi e aprire la porta al negazionismo di comodo (o disimpegnato, molto comunque qui sul blog). Seguendo questa logica demenziale, una comunità potrebbe dichiarare di non avere overtourism anche con 10 turisti per ogni residente – cosa che ai Tessari avviene pienamente stando alle stime annuali fatte -, rifiutando dati su inquinamento, affitti inaccessibili, collasso dei servizi. “Non lo percepiamo come problema, quindi non esiste”: è la versione turistica dell’argomento terrapiattista. Complimenti Carlito re di Spagna!
come abbiamo già avuto modo di spiegare, hanno deciso di farli valere incaricandoci di schiodare le vie, rileggiti i commenti per favore anziché obbligarci al continuo ripetere. Noi siamo la manifestazione della volontà dei tessaresi, che preferiscono però restare anonimi. L’unico scemo del villaggio che è a favore delle vie non è neanche del villaggio, oltre che nemmeno originario di lì, e lo chiamano “lo Sceriffo”, anche sei io preferisco “Scemriffo”, suona meglio. Lui ha incaricato le FFOO per stanarci, ma noi stiamo beatamente circolando da mesi senza la minima traccia di FFOOO. Scemriffoooooo dove seiiiii???
sei un po’ scadentino come studioso, regola numero uno per un vero scienziato è infatti quella di non citare una fonte unica, ma compararle tutte e quindi dedurne, altrimenti si scade nella propaganda, nella semplificazione ideologica, insomma nello stumentalismo, cose di cui sei evidentemente esperto dato il tuo spessore politico di ex sovrano di un regno che però hai portato al declino ;P Sei per caso anche tu uno di quelli che crede che l’istruzione soffochi l’immaginazione? so che è una corrente di pensiero forte in certe aree del veronese, corrente di pensiero figlia della favola esopica della volpe e dell’uva, “vorrei ma non posso (perché non ne sono in grado…)”.
Lascio a voi la traduzione, ma come si evince dal paper solo la popolazione locale nella sua maggioranza (e non agenti esterni) può decidere se quello che stanno vivendo è overturism.
Voi abitate ai Tessari?
Aggiungo inoltre che, se davvero percepissero la situazione come un problema, avrebbero da tempo recintato tutti i campi e vietato l’accesso alle pareti. Praticamente tutti i Tessari sono su proprietà privata, quindi basterebbe far valere i propri diritti: è semplicissimo.
Vi lascio un estratto da Herntrei & Janova (2024).
Nevertheless, while overcrowding may be one of the factors that led to the subsequent occurrence of overtourism, it does not automatically imply the occurrence of overtourism per se (Butler, 2019; Koens, Postma & Papp, 2018; Wall, 2019). Research has shown that destinations with high objective tourism criteria such as tourism density and intensity may not face the state of overtourism if local communities’ perceptions of tourism impacts are favourable. The qualitative, social component of overtourism in terms of the subjectively perceived impacts of tourism on the quality of life and well-being of host communities is essential. Whether overcrowding evolves into overtourism thus ultimately depends on destination-specific acceptance of tourism by local inhabitants (Herntrei, Pillmayer, Scherle & Nikitsin, 2022).
non servono le loro idee, esiste la scienza geografica e sociologica per questo, Tessari è ampiamente dentro…
Apoca e Gelido, sarebbe anche da capire qual è il numero limite per cui si può parlare di sovraffollamento oppure no! In quanto dei ex-machina del veronese avete qualche idea?
Per quanto riguarda l’elenco delle aree era solo una mera curiosità intellettuale. Ma come, giustamente, suggerisci Gelido ci potrebbero essere anche altri motivi.
Un beso
Carlitoss, non sono le aree a produrre sovraffollamento, sono le persone. Ti mancano le basi proprio…
ma ci spieghi per quale motivo dovremmo produrre per te un elenco di aree? a che pro? semplicemente perché non ci arrivi da solo o ci sono altri motivi? fermo restando che 1) le aree con roccia comoda e difficoltà sobrie sono autoevidenti 2) ci interesserebbe meno di zero condividere con te un elenco di questo tipo
Egregio Gelido,
Se riuscissi a produrre un disegno o un piccolo schema ne sarei più contento!
Potresti fare anche un elenco di quali aree a tuo parere provocano sovraffollamento e quali no?
C
Mettiti il cuore in pace: noi ci arroghiamo i cazzo di diritti che vogliamo arrogarci, così come fanno i chiodatori. Quindi mettetevela via: di qui ai prossimi anni spariranno vie e falesie per tutti i gusti, ovunque intercetteremo la volontà di instaurare un sistema di sfruttamento territoriale che stravolge la vita delle comunità. Non abbiamo fretta e siamo dotati di molto tempo libero. Saremo, come già siamo, lo spauracchio delle lobbies dei trapani, delle GA e degli ego-chiodatori, coloro che vogliono lucrare sulle terre che invadono con i loro progetti da straccioni. A proposito: stiamo ancora aspettando le indagini delle forze dell’ordine, avevamo sentito dire che erano sulle nostre tracce. Siete a corto di idee? noi siamo ancora qui che vi aspettiamo 😉
Carlos, fai parte anche tu di quelli che non hanno capito un cazzo: noi infatti non siamo interessati alle questioni spit non spit, ma al problema del sovraffollamento. Castel Presina crea sovraffollamento? no, abbiamo già avuto modo di spiegarlo qui, ma evidentemente sei troppo stupido per capire anche concetti davvero elementari. I NAR non sono in NAP, anche se alcuni di noi avevano creduto, firmandoli, nei manifesti inconcludenti dei giovani vicentini; a noi non frega un cazzo delle teghe etiche sulla purezza e sugli obbligatori, fermo restando che riteniamo ridicolo e decisamente non ecologico riempire di ferro le montagne, soprattutto su passaggi così facili, ma anche su gradi più alti, dal momento che è stato dimostrato che si può fare di (molto!) meglio; quindi noi aberriamo anche gli scempi di Castel Presina e Brentino, ma non interveniamo perché non creano sovraffollamento, le questioni ecologiche le lasciamo ad altri; a noi interessano solo gli effetti delle azioni sistematiche di chiodatura perpetrate al fine di compiacere l’ego chiodatorio in luoghi che hanno il potenziale di essere sovraffollati, come Tessari nelle stagioni di punta. Riesci a capirlo Carlitos Ritarditosss? o fai parte della categoria dei mentecatti come molti dei tuoi amici ritardatelli? datti una sveglia, Carlossss, lo diciamo da mesi ormai: A NOI NON FREGA UN CAZZO DELLE DIATRIBE SPIT-NO SPIT. Chiaro anche per i decerebrati come te ora? disegnino?
Carissimo Apokatastasis,
Credo non stessero solamente parlando di piantare spit, ma piuttosto del fatto che li usate quando, per esempio, andate a ripetere vie a Castel Presina. Questo è un po’ ipocrita, non credi? Deturpare una parete così bella con questi terribili chiodi ad espansione che lasciano traccia indelebile del passaggio umano. Bisognerebbe schiodare anche quella!
Perché a quanto capisco lo spit non va bene fintanto che le difficoltà obbligatorie rimangono nel vostro livello, ma appena si alzano allora vi piace la chiodatura a spit S1, giusto?
E per piacere non giustificate le vostre azioni ponendovi super-partes e arrogandovi il diritto di decidere cosa è giusto o sbagliato per tutto il mondo arrampicatorio veronese.
Siete un esempio di totalitarismo spiccio e di un elitarismo che non ha ragion d’essere, perché non c’è nulla di più democratico della montagna (nel bene e nel male).
Non so se anche voi ora siete in ferie, Vi auguro comunque buone schiodature,
Carlos
ciao rancy: alcuni di noi non hanno mai piantato un spit in vita loro, anche se per certi lo spit non è di per sé un problema. Fai parte di quella categoria che deve ancora comprendere la nostra battaglia, sei affetto da preconcetto, credi di sapere chi siamo ma brancoli completamente nel buio 😉 bellissimo vederti così, perso e assetato di noi <3 sentiamo il tanfo della paura da centinaia di chilometri di distanza. Fai parte di quelli che qualche mese fa, terrorizzati, chiedevano a destra e a manca se qualcuno “sapeva”, pregando per una tregua. Noi non ci fermeremo fintanto che il vostro sovraffollamento non sarà placato, i tessaresi ci hanno incaricati, e porteremo avanti fino alla fine questo fardello. A Tessari, come altrove 😉 vatti a fare un giro e vedrai con i tuoi occhi (ti consiglio zone trentine per esempio)
Ordunque?
Voi anime elette appartenenti ai NAR siete riusciti a produrre la lista delle schiodature? Così facendo, chi sta dall’altra parte potrebbe recensire il vostro lavoro, in modo da certificare e ricevere il bollo di approvazione dalla comunità.
Inoltre mi domandavo: perché su alcune vie adoperate gli spit?
Se riusciste a rispondere a queste due domande mi sentirei più tranquillo.
Ciao,
R
ahaaha quanto mi diverto con voi 😀
in quanto a.ego.bagna.il naso.anche a crovella.
tranquillo Matte, so che ormai senza di me non sai stare <3 vedrai che sarà così, te lo garantisco. So fiutare le rivoluzioni, ne ho già fatte molte da me in altri campi dello scibile umano, questa è semplicemente l’ennesima. Sono forte di natura, ovunque io mi cimenti. Qui finalmente qualcuno, in maniera programmatica e strutturata, non si sta girando dall’altra parte: ti rode? hai rigurgiti di coscienza per questo’ lo capiamo, è normale, noi abbiamo deciso di non passare oltre, ma di fermarci e lottare. Ti crea fastidio? Del resto non hai mai avuto lo spirito che molti dei nostri hanno, hai sempre preferito il perseguimento dei tuoi interessi privatistici: lo capiamo, ma non lo tolleriamo.
“semmai qualcuno scriverà la storia moderna della scalata veronese, occuperemo il capitolo più importante”
Si certo…
ma tu non trattenere il fiato fino all’avverarsi del tuo patetico sogno di gloria e approvazione
cari tutti, grazie per motivarci sempre più. Il mistero rimarrà: un giorno, semmai qualcuno scriverà la storia moderna della scalata veronese, occuperemo il capitolo più importante: quello dedicato a chi ha rivoluzionato le idee in un mondo rancido e omologato, un mondo fatto di sovraffollamento, chiodatori in cerca di approvazione, combutte di lobbies di trapani e guide alpine. Abbiamo ancora molto da fare e da dire, il prossimo manifesto è pronto. Hasta la victoria
Una volta ero schizofrenico, ma poi siamo guariti.
si scrive.e si risponde.da solo.
Carissimo Rancido,
Mi dispiace udire il tuo disappunto.
Da parte del nostro piccolo ma attivo gruppo possiamo solo confermare le nostre azioni. Sono state “sistemate” delle vie ritenute diseducative, irrispettose della storia del contesto in cui si trovano e aperte solamente per narcisismo o per motivi commerciali (vedi corsi cai e/o guide alpine).
Sono d’accordo nel fornire prossimamente una lista delle nostre azioni, ma questo non dipende solo da noi. Nel frattempo lasciamo ai turisti della domenica scoprire le vie ora inesistenti.
Ti ringrazio per la riflessione Gelidus: intensa, fumosa, vagamente distopica. Un po’ Philip K. Dick, un po’ rantolo da assemblea condominiale.
Devo dire che siete decisamente più performanti con la tastiera che con la chiave inglese. Lo stile è impeccabile: un mix tra manifesto rivoluzionario e diario post-apocalittico. L’effetto è garantito. Peccato che, sul fronte pratico, non si vedano grandi effetti collaterali… né spit tolti, né aggiornamenti. Solo nebbia e allusioni.
Ma forse è proprio questa la nuova frontiera dello schiodatore moderno: agire così in profondità da diventare invisibile. O più semplicemente, non agire affatto.
In entrambi i casi, complimenti: il mistero è salvo.
Cordiali saluti
Mi sembrava un commento stupido da parte tua marcello: da Matteo ci aspettiamo anche di peggio, ma da te no. Grazie per la specificazione, sarebbe da capire chi usa il tuo nome a sproposito. Sulle beghe locali purtroppo i teorici del sovraffollamento sono così: la risposta emblematica è “bevi una birretta e vai a scalare”, tipico atteggiamento della generazione benessere e tempo libero. Ma siamo noi che non capiamo: loro sul Gogna vogliono parlare di massimi sistemi e di cose intellettualoidi, non si rendono conto come dici tu, Lupo e fratello, che il problema è grave e che finalmente c’è una generazione che non si gira dall’altra parte, andando a scalare in una zona ancora poco frequentata – vedasi commento di Crovella all’ultimo post del blog-, per evitare il problema e continuare indisturbati a inseguire la propria nullità. Noi non siamo così, è un difetto? siamo dunque felici di essere difettosi, sempre meglio del disimpegno matteoide, che ripudiamo.
Scopro adesso che qualcuno ha commentato al 65 usando il mio nome.
Lasciate perdere per favore. L’argomento non mi interessa. Grazie.
Al lupo!
Be’, dopo quest’ultimo commento la convinzione che si tratti di beghe locali si rafforza in me.
Caro lupacchiotto, io trascorro l’estate a Cortina e qui delle beghe della valle dell’Adige, nessuno ne sa nulla.
Mi spiace, ma non è che soffrite di delirio di onnipotenza?
Se così fosse, fatevi curare, scalate e bevetevi una birretta. Vi farebbe bene.
Uuuuhhhh, che paiuraa!
Cari Mattei e Bagnasco vari. Mi rivolgo a voi generalizzando tutte le persone che nel vostro piccolo rappresentate.
Parlate senza avere la reale idea della gravità della situazione. Non si sta parlando solo di overtourism, ma anche di etica ideologica e del futuro della nostra amata passione, che sia falesia, multipitch sportive o alpinismo tradizionale.
Continuate a ripetere questa odiosa frase “Beghe da locali”, come se tutto fosse concentrato ai Tessari. Non avete idea dell’espansione geografica che l’ideologia NAR sta generando. Le zone colpite sono varie, dalle semplici colline delle Prealpi alle Dolomiti.
Volete una bella lista? Sarebbe troppo facile… Lasciamo a voi scoprire le vie schiodate, così una volta arrivati capirete cosa vuol dire affrontare una parete senza spit a distanza S1. Il vostro Ego finirà dritto nel vostro retto.
paura eh Rancido? non sapere cosa succede, quando succede, come succede, chi è che fa succedere, è un continuo inseguire i fantasmi, immagino non sia per nulla piacevole, hai bisogno di dati oggettivi per ancorarti a una speranza. Comunque ci trovi d’accordo in una cosa: anche noi condividiamo con te il totale ripudio per gli storici che addomesticano le loro vie per il consenso o, peggio ancora, per le accorate difese in nome del “tutti siamo liberi di fare ciò che crediamo, la montagna è libertà, evviva la montagna”. Siamo oltremodo disgustati da questi atteggiamenti da parte di chi dovrebbe essere baluardo di memoria storica. Chi tra noi fa parte della vecchia guardia rimane fedele a questi principi, ma molti altri no, e questa è una grande delusione. La vecchiaia fa anche questo effetto: in cambio di approvazione sociale si svende anche il proprio territorio, per qualche “mi piace” in più. Vittime di solitudine, povertà morale e neuronale. E dobbiamo venire da fuori per risolvere il problema, perché i local veronesi sanno solo parlare e parlare. Oppure peggio, fondare lobbies dei trapani.
Sono molto curioso di sapere quali vie avete schiodato durante tutto questo periodo di lavori. Non potreste fornire un elenco, magari in formato Excel o anche cartaceo se preferite, in modo da poter verificare concretamente il vostro operato? Finora, da quanto si vede, vi siete limitati a sole due vie, tra l’altro con un intervento tutt’altro che accurato su MLT, visto che alcuni spit sono ancora presenti.
Vi chiedo, per favore, di mantenere uno standard elevato nella pulizia e di non lasciare i lavori a metà.
Mi domando inoltre quale sia il criterio con cui scegliete le vie da schiodare e perché, almeno fino a ora, si tratta sempre di itinerari aperti dalla stessa coppia di apritori. Anche questo atteggiamento mi sembra poco onesto intellettualmente, considerando che esistono molte altre vie che potrebbero interferire con la nidificazione dei rapaci o che risultano comunque dei “rumeghi” senza senso. Ma il chiodo deve rinascere in qualche modo.
Infine, non capisco questa tendenza di alcuni chiodatori locali a voler spingere le persone a ripetere le proprie vie, arrivando a modificarne la chiodatura da tradizionale a spittata. Forse c’è un po’ troppa vanità in circolazione.
Bravo Gelido, sentiti meritevole di vivere perché hai sempre lavorato!
In questo trovi appagate le tue aspirazioni di sopravvivente di professione, con l’hobby della roccia, per evadere dalla tua rotta verso la morte. Ma per strada si incontra altro. La vita, per esempio.
Ma a capirlo devi ancora arrivarci. Impiega meglio il tuo tempo.
Di cultura ce n’è molta, solo che tu non sei in grado di coglierla. Vai a giocare allalpinismo che ti ha cambiato la vita, sei una nullità sociale, lasciaci a quelle che tu chiami beghe da quartiere. Noi a differenza tua ci siamo sempre guadagnati, e continueremo a guadagnarci, da vivere.
Brentino, Tessari, Valdalponi…se non sono beghe di paese queste, allora cosa sono? Attacchi ai massimi sistemi? Cosa c’entra il gognablog con questo argomento privo di cultura e di utilità.
Dal livello dei commenti, tutti chiaramente anonimi, si percepisce un’ignoranza rumorosa che non da fastidio solo a voi che la praticate.
Come non ci interessa l’aspetto sabaudo del pensiero di Crovella (sono sabaudo anch’io, sic), non ci interessa partecipare a queste liti troglodite su argomenti insulsi e provinciali.
Fatevi un blog tutto vostro e piantatela lì di tediarci con queste minchiate.
“ti ho riconosciuto per quello che sei al secondo messaggio di questo articolo”
Direi che hai solo preso la vacca per le balle…
Eppure un dato è reale c’è: la nostra vulcania Eugenia ha risposto punto punto, il caro Matteo se n’è subito defilato con il solito sarcasmo e ironia nichilista. Mi sono riletto tutti i messaggi ed è sempre stato così fin dall’inizio: a obiezioni concrete, risposte vuote. Che peccato che noi anziani non riusciamo più ad essere incisivi nella quotidianità di questi giovani. Saluti Jean-Paul S.
Ho solide basi per non credere il contrario: seppur giovane di quelli come te ne ho conosciuti abbastanza, ti ho riconosciuto per quello che sei al secondo messaggio di questo articolo 😉
Credici, perché l’alternativa è che sia tu il poveretto.
Quindi ho ragione, ti definisco così fin dall’inizio, ci ho azzeccato: sei solo un povero coglione.
Visto Eugenia, come volevasi dimostrare l’ha buttata subito in caciara, non ce la fanno, anni di disimpegno sono difficili da recuperare, i discorsi vengono sempre affrontati solo in superficie da quelli come loro. Appena scalfisci la crosta, ti giri e sono spariti, li trovi su qualche croda ben spittata a prova di ciccione 😉
“Io ti ho risposto punto punto, che ne pensi? “
Penso semplicemente che hai detto stronzate e che la bega sia di bassa lega campanilistica.
Brentino siamo al limite, ma noi non ci occupiamo di là, ci sarebbe chi è in possesso di tutte le carte in regola e i mezzi eppure non lo fa, e questo ci sconforta. Per quanto riguarda i Tessari, si tratta di puro sodalizio fra gli abitanti, pensi che schiodare decine di vie alla Roda o vie lunghe come LDN non abbia dato nell’occhio? se non avessimo il benestare della comunità saremmo già usciti allo scoperto, svegliatevi cazzo… Aggiungici la consapevolezza dell’atteggiamento arrogante e prevaricatore che da sempre caratterizza la frequentazione dei Valdalponi in qualsiasi luogo, per cui la causa ci sta ulteriormente a cuore. Ora che a quanto pare ti è tutto chiaro, entra nel merito invece di buttarla in vacca con tua nonna. Io ti ho risposto punto punto, che ne pensi? hai la disonestà intellettuale di dire che le cose non stanno così? non sviare il discorso su Spiazzi, abbiamo già avuto modo di dire che noi agiamo circoscritti e per ovvie ragioni non possiamo prenderci cura del turismo nel mondo.
Dunque se ho capito bene, a Tessari c’è overtourism a Brentino invece no anche se ci sono moooolti più turisti/pellegrini/auto/pulmann che a Tessari. A a Spiazzi chisseneciava perché non è val d’Adige.
Il manifesto è rivendicato dagli abitanti di Tessari, che però pubblicamente non lo dicono per non esporsi e anzi sorridono pure ai foresti quando passano: ci pensi tu/voi a interpretare le loro inespresse rivendicazioni e a difenderli dalla canea che rischia di soffocarli. In virtù della vostra indiscussa primazia e lungimiranza intellettuale, immagino.
Te mandi minga a daà via el cu perché te foò ‘n piaseé [cit. mia nonna]
Eugenia, non ti risponderà mai nel merito, come ha sempre fatto fino ad oggi. Al massimo tra qualche mese ti ripeterà la pappardella, fa tutto parte dell’avanzata fase di senilità nella quale è piombato…
Mattea, torno a ripeterti ogni cosa causa la tua tardezza:
1 – overtourism non è certo applicabile alla bassa val d’Adige: ti sbagli alla grande, se consideriamo le definizioni sociologiche Tessari è abbondantemente dentro il concetto di sovraffollamento, mentre il santuario no (Capacità di carico fisica, sociale, ecologica e percettiva, tutte cose di cui ovviamente non conosci il significato. Io parlo della Valdadige e dunque Brentino, non di Spiazzi, che è un altro film, ma ovviamente uno da Milano cazzo ne sa;
2 – i problemi di inquinamento causato dalle auto: mai ventilati, sempre detto che a noi quello non interessa minimamente, siamo consapevoli dell’autostrada che noi stessi percorriamo da est a ovest e da sud a nord per schiodare le vie;3 – la ventina di abitanti di Tessari non hanno mai dato segno concreto di insofferenza o fastidio: eppure il manifesto è rivendicato da loro, che però pubblicamente fingono di non esporsi, quindi informati meglio, scoprirai forse che sono molto più furbi di quello che credi gli abitanti del comune di Rivoli Veronese…4 – a Castel Presina ci sono almeno una decina di vie “fotocopia” di livello paragonabile a quello delle vie da te schiodate (e alcune di queste pure addomesticate, sikate, consolidate) che però a te non danno alcun fastidio: certo, non creano sovraffollamento, mi sembra lapalissiano e solo un mentecatto come te non lo riesce ancora a capirlo.
Ti è chiaro ora? vuoi un disegnino? cose dette e ridette, trite e ritrite, ma tu hai evidentemente dei problemi cognitivi, è chiaro a tutti ormai.
Gian Paolo Sartori, eccone un altro…fino a 5 minuti fa la tua posizione e le tue opinioni erano più rispettabili!
https://www.lememorie.it/necrologio/giampaolo-sartori/
Eugenia dal genere incerto (se non capisci perché, rileggiti) sei così vicina che nessuno ti conosce e te ne fai merito.
Alle tue insulse affermazioni ho risposto puntualmente, solo che a te non vanno bene le risposte.
Sintetizzo:
1 – overtourism non è certo applicabile alla bassa val d’Adige e comunque non sarebbe dovuto certo ai tapascioni che vanno sulle vie dei valdalponi, sorpassati almeno di un fattore 10 dai pellegrini al santuario della Madonna
2 – i problemi di inquinamento causato dalle auto di detti tapascioni da te ventilato appare alquanto pretestuoso se non risibile a fronte di autostrada, cementificio e irrorazioni intensive.
3 – la ventina di abitanti di Tessari non hanno mai dato segno concreto di insofferenza o fastidio
4 – a Castel Presina ci sono almeno una decina di vie “fotocopia” di livello paragonabile a quello delle vie da te schiodate (e alcune di queste pure addomesticate, sikate, consolidate) che però a te non danno alcun fastidio
A fronte di quanto sopra pare proprio evidente che si tratti di litigio livello portineria tra chi si è autoeletto guardiano e padrone del territorio e chi ha “osato” invadergli il giardinetto di casa.
Non so se beghi per la presunta lesa maestà, perché le vie dei foresti hanno un evidente successo al contrario delle tue, perché arrampicano meglio di te oppure perché qualche valdalpone ti ha trombato la moglie e non i interessa affatto saperlo, ma è evidente che le tue rivendicazioni sono scuse risibili, campate per aria e senza attinenza con quelle vere.
Tutto questo te l’ho già scritto, cara Eugelidastella, ma non hai mai risposto: preferisci lanciarti i giochetti di parole infantili e poveri insulticchi senza sugo.
Eugenia ma perché ti affanni a dare bado a Matteo, la sua postura estetico-intellettuale di apparente distanza dalle responsabilità sociali e politiche è l’unico modo che gli è rimasto per rivendicare la sua inattività come forma raffinata di superiorità critica o nichilismo ironico. Per questo lui come Bagnasco si celano dietro un atteggiamento cinico, come se ai loro occhi ogni forma di impegno fosse già compromessa o inutile. Il loro disimpegno non nasce da ignoranza o apatia, ma da un’iperconsapevolezza diventata pretesto per l’inazione, atteggiamento del quale nemmeno si rendono conto. Negli anni hanno travestito la loro l’inerzia da scelta di stile o da “posizione filosofica”, spesso colta, elegante, mai volgare, prediligendo il dibattito fine a sé stesso – motivo per cui si sono rifugiati qui sul blog -, il sarcasmo colto, l’ironia borghese da rivista letteraria, senza mai sporcarsi le mani. Perciò disprezzano ogni forma di attivismo come quella dei NAR etichettandola come “teatro di buone intenzioni”, mentre loro passano da un fine settimana all’altro alla ricerca del proprio svago. Sono senza speranza, lasciali perdere cara.
no, lo capisco da solo: tu che non hai risposto alle mie domande risulti tardo, domande che peraltro ti poniamo da 300 commenti a questa parte, solo che tu e i vari Bagnasco (voi non generalizzato), gente che non conosce un emerito cazzo della Valdadige e del veronese, vi siete permessi fin da subito di entrare nella discussione poiché considerate questo blog la vostra tribuna e vi comportate come delle mamme rompi palle quando qualcun altro prende la scena. Avete fin da subito sminuito le azioni dei NAR declassificandole a beghe locali, dimostrando il solito disimpegno radical che vi contraddistingue qui come altrove. Solo che questo giro io egli altri membri del gruppo vi stiamo prendendo a pesci in faccia, e vi da fastidio assai, tanto da continuare a disturbarvi per rispondere (anche se so che non fate un cazzo dalla mattina alla sera, quindi disturbo relativo, ma tant’è). Per i tuoi rapporti con il gestore, uuuuuuuuuuhhhhhh bravo Matteeeeooooo, i nostri complimenti, ostriche e champagne in centro a Milano? comunque tranquillo, non hai l’esclusiva 😉 Sono più vicina di quello che pensate…ciao!
“Tardtteo, facevo il verso a voi che chiamate in causa il gestore del blog quando le cose non vi vanno più bene”
Come già scritto ad altri generalizzatori seriali: ma voi chi, esattamente?
Comunque il gestore del blog ed io ci conosciamo e ci frequentiamo personalmente.
Per chiamarlo uso il telefono, certo non scrivo qui.
Vuoi sapere chi appare evidentemente tardo?
quali sarebbero gli argomenti da cretini, sentiamo: ciò che voi considerate beghe locali perché disimpegnati? la tutela dei territori sovraffollati è un argomento che non merita le vostre attenzioni da benestanti? avanti, fateci sapere, siamo curiosi. Bagnasco lo psicanalista serve a te, noi per buttarci giù ci potete solo ammazzare, tutto il resto è inefficace. Tardtteo, facevo il verso a voi che chiamate in causa il gestore del blog quando le cose non vi vanno più bene, ma giustamente sei troppo scemo per arrivarci da solo, onori il nomignolo con cui ormai nel veronese sei noto: Matteo il Tardo.
Gelido 35, ti consiglierei un buon psicanalista ma sicuramente ne avrai già uno pessimo da sbandierare a noi quattro coglioni.
Delle vostre beghe da 4 chiodi non ci interessa. Vedetevi a un bar e parlatene, menatevi e fate come volete ma non rompeteci più le scatole con argomenti da cretini. Grazie.
Che fai Eugenia, chiami la maestra?
Vero che da fastidio quando qualcuno motiva opinioni contrarie alle tue…sopratutto quando hai risposte valide da dare.
fa.come donald.pensa di denigrare.affibbiando.nomignoli.
da solo.non ce la fa.
chiedo al moderatore di intervenire al più presto: è in atto un’invasione di Mattei nei commenti di queste schiodature, Mattei che intendono preservare i loro orticelli di benessere, scalate plaisir e tempo libero, fregandosene degli effetti che provocano sui territori che, come zecche, infestano con le loro attività da accattoni. Urge una moderazione: al bando i disimpegnati radical dal blog, per capirsi quelli che commentano tra una settimana di ferie e l’altra, tra un’escursione e un’arrampicata, tronfi nel loro ego di boomers-sanguisighe.
grazie Bagnetto, con il tuo messaggio non hai fatto altro che confermare e incrementare il ripudio che proviamo per quelli come te e Tardtteo. E sei talmente insulso che ti vanti pure, dichiarando le difficoltà incontrate, di come l’abbondanza ti abbia portato all’alienazione nel comfort, alienazione che hai curato tramite attività vacue, una forma di apatia post-materialista davvero sudicia e imbarazzante. Ma tant’è, tu e socio vi qualificate da soli, meno male che siete carne avariata ormai, vi resta solo il blog mentre noi siamo nel pieno della vita e delle forze. Di quelli come voi il mondo della scalata è pieno, non ci stancheremo mai di ripeterlo: generazione di falliti.
Esimio Gelido del menga, hai una quadro della situazione decisamente sbalestrato.
Non tiro più tacche da molti anni e anche quando arrampicavo ero più interessato alla montagna in generale (alpiismo) che alla singola tacca.
Si, considero queste beghe locali inadatte al gognablog perché sono di qualità culturale scadente e interessano solo i coinvolti, che comunque appaiono letteralmente come un branco di idioti senza speranza. Per quello non mi interessa leggerne. Ti sembro strano?
Infine, fortunatamente o purtroppo, non ho mai avuto in vita mia il problema di dovermi guadagnare da vivere e quindi ho sempre avuto ampia disponibilità di tempo per fare quello che volevo. Ti assicuro che non è sempre stato bello coome potrebbe sembrare. Sono arrivato all’alpinismo dopo l’automobilismo, il paracadutismo e la roulette russa (proprio quella!), scoprendo un mondo affascinante e motivante. E’ successo negli anni ’70 e mi ha cambiato la vita.
Ma cosa te lo scrivo a fare.
Le tue fantasie di confronti muscolari da povero represso mi ricordano quelle di qualcun altro su baite, colpi a palla o navigazioni nel darkweb…
Noi invece quelli come te speriamo di incontrarli, più siete e meglio è, in un bosco: la nostra dialettica è rafforzata, decuplicandone l’efficacia, dal suono frammisto metallico-osseo delle spranghe che utilizziamo per divellere i fittoni del turismo che infanga i nostri territori e la nostra storia. Ma capiamo che per uno come te sono solo beghe di quartiere: del resto, perché porre i problemi quando è più facile girarsi dall’altra parte e andare a scalare? Minimizzatori e banalizzatori di professione, cotti e sfatti nel valore morale da decenni di opulenza e immobilismo sociale.
Non ho consigli per quelli come te, tesi a giudicare e accusare gli altri per giustificare le proprie colpe e le proprie ossessioni d’accatto.
Al massimo speranze: che vi estinguiate.
E comunque di non incontrarvi.
Bravissimo, hai fatto bene. Mi raccomando, concentrati su di te e sulla tua sfera intima e personale, ciò che conta è il tuo benessere mentale e il soddisfacimento dei tuoi desideri materiali, anch’io vorrei tanto lavorare niente e scalare sempre, è un obiettivo a cui tendo: la totale relaizzazione del mio ego e, se possibile, la sua moltiplicazione. Spero un giorno di diventare come te e vedere beghe locali ovunque, solo così riuscirei a soffocare la vocina morale che oggi mi attanaglia. Se hai consigli, ti prego, illuminaci: noi giovani schiodatori-beghisti-localisti pendiamo dalle vostre labbra di professionisti dell’ego e del disimpegno sociale 🙂
Certo, oh Supremo Censore della Virtù Morale (Altrui) ero ad arrampicare con mia figlia nella vera patria dell’Overtourism.
Tutte vie dove non c’era mai nessuno e scommetto che ho speso (e consumato) meno io in 15 gg di quello che spendi (e consumi) tu in una settimana normale.
usa.il plurale maiestatis.
eccoti Tardtteo, ultimamente ci eravamo chiesti dove tu fossi finito. Vacanzine-disimpegno estive? solito mesetto in qualche località dolomitica a inseguire i tuoi obiettivi? lavoro tutto ok? sempre troppo immagino per uno con tutte le tue aspirazioni, dai che tra qualche anno arriva l’agognata pensione e potrai diventare un professionista del disimpegno 😉
“i coglioni sono molti più di due”
e continuano a saltar fuori…
Perché Pierluigi è superiore, per lui sono tutte beghe locali che non hanno nulla a che vedere con il sovraffollamento turistico e sulla mala gestione dei territori e della visione che si ha rispetto al futuro sviluppo. Per Bagnasco sono tutte beghe locali, a lui interessa solo che gli sia garantito il suo fine settimana a tirare tacche da qualche parte. Tutto il resto beghe locali.
E per quale motivo?
Mi spiace dirlo ma il gognablog, quando pubblica articoli come questo, cade di stile in maniera profonda.
La famosa chiodatura plaisir ha intaccato anche le vergini pareti del lagorai. Loro la chiamano “Lagorai Plaisir”, in barba a tutta la storia di una delle montagne più selvagge che ci rimangono. Metri e metri di fessure tappezzate da spit ascellari. Più facile portare nello zaino una decina di rinvii rispetto alle pesanti serie di friend. Il Lagorai che diventa una palestra indoor a cielo aperto. Un’offesa per tutti gli amanti della montagna pura e cruda. Un’offesa per tutti i veri amanti dell’arrampicata. Un’offesa verso i nostri vecchi pionieri del granito e del porfido.
Una involuzione imbarazzante e raccapricciante.
Non la passerete liscia.
Afa 2.0 ne facciamo pienamente parte, se avessi letto i nostri manifesti saresti stato in grado di coglierlo. Ovviamente non diamo per buone le tue capacità di lettura e comprensione del testo, di cui certo dubitiamo.
Saranno nascosti sotto qualche sasso impauriti da una società di cui credono di non fare parte, anche se ne condividono gli stessi vizi e interessi.
Non siete un élite, ma una piatta e noiosa normalità.
oh ma sapete che gli schiodatori sono stati messi in galera grazie alle segnalazioni dei nostri indefessi e strenui teorici e difensori del sovraffolamento, paladini e negazionisti del dramma turistico! meno male che sono intervenuti loro con quel concistoro di menti sopraffine del panorama scalatorio veronese, ho sentito dire che dopo la riunione fatta i NAR si sono messi paura, li hanno catturati e ora sono tutti a Montorio…Ben sta loro! Così imparano a mettersi contro alle lobby del turismo come APS/Valdalponi e i vari gruppi di guide alpine che orbitano sul veronese (X-M X-A Outdoor Pl. ecc.)!
Andrea, si davvero brutta roba, soprattutto quando non si è in grado di accettarla e si continuano a sparare cagate rivisitando il passato in chiave moderna perché incapaci di lasciare veramente un segno morale con le proprie azioni, dimostrando semplicemente di essere una banda di quaquaraquà, opportunisti, inetti e pusillanimi in balia degli eventi (e dell’età). Meno male che ci sono i NAR a mettere un po’ di scompiglio, io personalmente non vedo l’ora che se la prendano con il vero problema del veronese: la “lobby dei trapani“. Ma forse, parlando da cittadino, non colgo a fondo il problema Tessari e pertanto rispetto le loro scelte. L’unica cosa di cui sono certo è che, se aspettavamo i NAP, saremmo ancora qui a chiederci dove sono finite tutte le loro chiacchiere sui massimi sistemi etici della chiodatura, che non hanno portato a nulla, lo stesso nulla che riempie le menti della maggior parte dei loro protagonisti e seguaci. Hasta la victoria, NAR!
Da mediocrissimo arrampicatore veronese che ha superato i 60, ho visto e vissuto l’evoluzione dell’arrampicata in Val d’Adige anche attraverso la lettura delle guide che sono state date alle stampe. Ebbene, dalla storica “Scalate scelte in Val d’Adige” del 1986 alla “Arrampicare in Valdadige – Monte Cimo” del 2000 (credo), il salto etico è palpabile: dai gradi UIAA si è passati ai gradi francesi e dal materiale alpinistico indicato come indispensabile (staffe comprese), compe per le dolomitiche, si è passati alle chiodature a fix, ancorché … “alla Coltri”. Il grande salto a mio avviso però era già stato fatto (grazie anche alla diffusione dei leggeri trapani a batteria), ma perchè l’evoluzione del nuovo millennio non fu accolta con gesti altrettanto plateali e, a mio avviso patetici, di quelli di oggi? Perchè bellissime vie come la Simoncelli, Capitani Coraggiosi, Spigolo del 4° Sole, Girl e molte altre del mio mediocre palmares, non vennero schiodate? La risposta è semplice: I guru erano gli stessi, passati dai loro vent’anni Sturm und Drang, sazi di letture eroiche, ai primi “anta” che, pur non togliendo molto in termini di forza fisica, aggiungono un pò di sano istinto di conservazione. Oggi che i Guru sono anagraficamente vecchi, come spesso accade si comportano da VECCHI, e considerano la Valdadige come la loro Heimat, da preservare ad ogni costo dall’assalto plebeo delle nuove generazioni “podagrose e asmatiche”, cresciute non più nel culto degli eroi postfascisti alla Bonatti, ma imbevuti di (sani?) principi di sicurezza appresi ai corsi CAI, per cui anche la borraccia deve essere marcata CE…
Brutta roba, la vecchiaia.
ma è vero che lo Sceriffo dichiara falsità sulle sue proprietà a Tessari e Canale impedendo di fatto la scalata a molti appassionati arrogandosi il diritto di decidere dove si scala o no sulla base di dichiarazioni totalmente false e infondate? questo fatto mi pare molto grave e merita di essere indagato, avviserò personalmente le FF. OO. e, se del caso, procederò per vie legali per procurato allarme e falso nei confronti dello Sceriffo. Ora vi saluto che corro a scalare alla Bolla, ma domani sento le FF. OO. e avvocato per chiarire la cosa.
leggiamo sui gruppi FB esaltati che qualcuno sta andando a controllare la mancanza di chiodi in falesie come Bolla e Cubo: tranquilli, là non mancheranno mai, in altre falesie complici del sovraffollamento invece sì, è solo una questione di tempo. Per ora la nostra attenzione si è spostata in zone un po’ più lontane dallo sguardo rapace e intelligente dello Sceriffo, in alcuni casi fin troppo lontane, ma tant’è, il gruppo è vario e ognuno opera secondo le sue inclinazioni, ma sempre contro il dogma della vendita dei luoghi. Dobbiamo proprio dire che in queste giornate di sole e tepore primaverile si sta davvero bene lungo tutta la Valdadige, abbiamo il Monte Baldo come confine geologico e operativo, anche se il progetto è quello di estenderci sempre più. La nostra brigata è davvero numerosa, allegra e spensierata. Il lavoro fatto è imponente, tuttavia non pubblicizziamo più nulla, lasciamo ai ripetitori il gusto della scoperta. Hasta la victoria.
Perché dici peccato Celestino?
Adesso Apoca scrive in dialetto vicentino? Si dice butei non tosi qui da noi.. Peccato che Alessandro abbia cancellato.
Vedi, cara, è difficile spiegare, è difficile parlare dei fantasmi di una mente. Vedi, cara, tutto quel che posso dire è che cambio un po’ ogni giorno, è che sono differente.
Vedi, cara, certe volte sono in cielo come un aquilone al vento, che poi a terra ricadrà. Vedi, cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.
Vedi, cara, certe crisi son soltanto segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire. Vedi, cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già…
… … …
Per favore, lasciamo fuori la poesia dalle liti.
@ Marco
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Pur soffrendo molto l’overtourism, che interessa quasi zero le pareti, faccio mie le tue considerazioni.
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Rispetto, obtorto collo , la scelta di avere vie protette male o improteggibili come in Val di Mello , ma io non sono nessuno per andare a toccare le vie altrui , soprattutto di coloro che le vogliono cosi.
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All’ Angelone abbiamo una estesa “area medioman” protetta metodicamente e su ottima roccia , che , dopo le feroci polemiche iniziali , gode di un buon favore di pubblico.
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In Grignetta hanno laconicamente protetto le classiche.
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Cento anni fa’ avevamo fatto la bella Via delle Guide di Ivo Mozzanica sui Denti della Vecchia , e recentemente ho visto che e’ stata oggetto di un restyling da parte dell’autore dopo che era un po’caduta in abbandono .
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E allora perché questo rodiculo in Valdadige ?
Anonimo Fascista Schiodatore Eugenia persona dai mille nomi…..
non ti firmi neanche e da qui si capisce il tuo di livello!
Invece di insultarmi prova anche darmi delle risposte così magari capisco :
1. ma perché non uscite alla luce del sole e vi confrontate civilmente con chi ha chiodato. perché state nell’ anonimato ?
2. Ma se siete sempre a castel presina a fare le vs belle vie di 7c, che cosa ve ne frega di noi arrampicatori della domenica che andiamo a tessari?
3. Un s1 sul 7c è valido ma sul 5c è immorale?
4. Ma se i proprietari dei terreni ed i residenti non hanno problemi chi siete voi per decidere cosa è giusto e sbagliato,
5. Quale l obiettivo finale distruggere tutto, ingressi limitati, cacciare i foresti?
io vengo da Milano una decina di anni fa hanno richiodato tutto il lecchese a spit, da noi c’è gente forte, fortissima e abbiamo vie di terzo chiodate con i resinati. Non è mai successo una cosa del genere, hanno messo in sicurezza tutte le classiche altre no, perché i primi sali tori non hanno voluto ed adesso sono abbandonate, punto. Insultami pure ma prova a rispondere, invece del avere solo rabbia repressa e violenza pura quello che scrivi!
https://www.larena.it/territorio-veronese/citta/droga-carabiniere-arrestato-2-chili-cocaina-1.12605149 ecco, ora che hanno risolto questa grana le FF.O – [sic!] come scrive lo Sceriffo – avranno certamente il tempo di occuparsi di piastrine mancanti piantate su terreni privati non di proprietà degli apritori senza chiedere autorizzazione alcuna, e che hanno anche pubblicato una guida che recensisce tali siti, favorendo quindi il rischio di potenziali incidenti, quindi schiodatori – ma anche apritori a questo punto? – fate attenzione che ora le FF. O saranno sulle vostre tracce, con un collega in meno ma pur sempre sulle vostre tracce!
Apprendista, anche tu dimostri di non averci capito un emerito cazzo come molti altri tuoi sodali, e sinceramente qui sul gogna siamo stufi di leggere le solite argomentazioni. Mi pare che questi, a loro modo di vedere, abbiano posto il problema prima che fosse troppo tardi – ti ricordo che si parla di sovraffollamento relazionato alle capacità ricettive di un luogo, credo che per Tessari con 50 persone di media giornaliera si possa già parlare di sovraffollamento. Comunque, non mi pare tu abbia la stazza dello studioso o specialista per addentrarti in certi tecnicismi, quindi limitati a prendere atto di un fatto: voi del GRV vi siete arrogati il diritto di invadere una zona senza prima farvi due domande, altri stanno facendo la medesima cosa ma al contrario, che differenza c’è tra voi e loro? Secondo me nessuna, siete entrambi gruppi che portano avanti le proprie istanze, giuste o sbagliate che siano, a voi non è mai fregato un cazzo del pensiero degli altri, e a loro pure. Fatevi due domande ogni tanto e guardatevi allo specchio, scoprireste di non essere poi così diversi!
La cosa più “divertente” di tutto questo fastidioso starnazzare è che si vogliono far passare cose non vere per la verità tramite azioni forzate, ovvero improbabili articoli su specializzate (?) riviste, inneggiando ad altisonanti valori per mezzo di scritti ricercati quanto grotteschi nel loro svolgersi. La questione, tuttavia, è molto più povera e priva di qualsivoglia virtù. Ma si sa, le oche si mettono tutte in fila indiana, senza pensare, mangiano tutto quello che trovano sul loro cammino senza distinzione, sfogando la loro aggressività non tanto per validi motivi ma solamente perché fino ad allora era stata repressa. In questo modo vogliono far capire a tutti chi è il forte e chi lo scarso. Peccato.
Chiedo scusa a GognaBlog per aver invaso per un’ultima volta i suoi spazi, ma valeva la pena far sapere che l’orchestra non è formata da un unico strumento – in questo caso anche stonato -, e che alla fine omnia vincit veritas.
Fabio, a noi le hanno promesse, e sinceramente non vediamo l’ora! Ieri si sono accorti di una catenella mancante, con calma arriverà anche la botta di tutto il resto, e sarà una bella botta. C’è una primavera da godersi, un’estate di lavori, e un autunno di pura libido davanti a noi. P.S. Marco da come scrivi ho già capito di che pasta sei fatto, livello piastrelle del bagno, complimenti al GRV per la qualità dei vostri seguaci. Siete in una botte di ferro 😂
Ora, andando a scalare, pare che si rischi di prendere botte.
È meglio una bella camminata da solo per i monti. Sei in compagnia di te stesso; il pensiero può volare libero.
Eugenia, grazie che ti degni me : il vs Tessari 3 Reich ha vinto, io sono solo un alpinista del sabato. Farete la vs area esclusiva, noi morti di fame, con pochi gradi, ignoranti con le ns macchine pop saremo cacciati. E questa immagino che sia solo la prima fase, la seconda ci prenderete a randellate nei boschi, nei parcheggi l!la soluzione finale come inneggiava il vs amico tedesco con il baffetto. D’ altronde siete coerenti, vi piace il regime, il pensiero unico, chissà se tra i sovraffolatori c’è anche un gay!!!! Immagino comunicati stampa e darete fuoco a qualche auto Ciao fascistella!
ragazzi e ragazze uniamo le forze come goku e la sua sfera energetica e troviamoci a tessari a tappezzare ogni cm2 di roccia con spitttsss luccicanti loro si stanno organizzando ma noi non facciamo nulla??? dai facciamo qualcosa viva sovraffollamento matteo espoo scrivete un manifesto tanto vi basta copiare incollare qualche vostro commento ed è fatta, riunite le folle e facciamo atti pro sovraffollamento – tipo overtourism-rave party? cose così – così questi avranno vita dura potremmo anche fare ronde nei boschi fototrappole ecc per beccarli io ci sono e voi? Gelidoforovertourismthankstomatteo&espoo W GRV
mi dispiace Marco, dovete accettare il diritto alla schiodatura così come noi accettiamo quello alla chiodatura o alla richiodatura perpetrato da privati esalatati come gli esponenti del GRV, o da combutte di guide alpine e lobbies dei trapani nate ad hoc: oppure sostieni che noi non siamo degni della stessa vostra libertà? Ognuno faccia il suo: voi sovraffollatori, noi schiodatori, altri trivellatori professionisti. A proposito: ieri giornatona di pioggia, che spasso muoverci in settori lontani dall’occhio dello Sceriffo, come formichine laboriose abbiamo prodotto e ci siamo divertiti, mentre sui gruppi FB vediamo annunci con due sole vie schiodate ci viene da ridere, un vero spasso (ma quanto siete scarsi?)…alla prossima pioggia 😉
Cara Eugenia, assolutamente sì, hai vinto, avete vinto! Il vs califfato trionferanno, le bandiere nere con il flessibile incrociato, marcerete a testa alta con il passo dell’oca nei vs pile rigorosamente neri, e sterminerete noi alpinisti inferiori e blasfemi. Siete la razza eletta del mondo verticale, dei veri fascisti come il nome che siete dato NAR! I libri di storia racconteranno i vs atti eroici ! Gente con le palle che non si ferma davanti a nulla, hanno sterminato gli alpinisti della domenica gli indegni che non si muovono sui vs scaldi! Liberato il mondo ! chiamatevi SS super schiodatori così fate il salto di qualità. Devo stare attento a venire a tessari con un mio amico di colore, oltre che spaccarci le vie sicuramente ci spaccherete la faccia, tra i super affilatori anche uno di colore…….