33 pensieri su “Alla prova dei fatti”

  1. Ma il commento 32 cosa c’entra esattamente col tema dell’articolo? Pare la sceneggiatura di un film con 007. Complimenti.

  2. @31 Luciano Pellegrini
    Ah ma le gare pilotate ci sono solo al soccorso?
    Deve essere un caso allora che gente che lavora da 10/15 anni con il CAI con contratti rinnovati annualmente abbia firmato richieste di dimissioni per Montani, abbia trasmesso documenti sottoposti a segreto d’indagine, abbia fatto denunce di cui sono arrivate richieste di archiviazione, sia andata a festival e rassegne a convincere gente a non votarlo e cose così.
    Ed è sempre un caso che altri si siano dimessi chiedendo al Ministro di commissariare l’ente perchè il Presidente eletto non era degno.
    Ed è sempre un caso che la corte dei conti mandi contestazioni da 60 pagine sui vecchi bilanci
    Ed è sempre un caso che il nuovo Presidente abbia richiesto un audit esterno
    Sono cose che capitano così, senza nesso di causalità!

  3. Quando ho tempo vado a collegarmi con i commenti su alcuni articoli. Vedi questo…. Alcune risposte dopo il mio commento N.19 – mi confermano la scelta del mio abbandono del CAI.
    Il commento n 20 – DARIO –  il problema della tutela dell’ambiente NON E’ DEL NUOVO PRESIDENTE, ma PER ME, è del funzionamento generale del CAI.
    POI AL COMMENTO N 22 DI Carlo Crovella  9 Settembre 2022 alle 10:56
    (@19 mi pare che tu sia sragionando: non si capisce neppure cosa sta sottintendendo) , PREFERISCO NON RISPONDERE… ANCHE PER IL LEI…
    Commento 23- Federico Galimberti – ti consiglio di leggere questo articolo:
    https://gognablog.sherpa-gate.com/vigili-del-fuoco-servizio-elisoccorso-118-e-cnsas/
    https://www.cronacheagenziagiornalistica.it/2021/06/20/vasta-indagine-della-guardia-di-finanza-sull-elisoccorso-scoperto-il-sistema-delle-gare-pilotate/
    La mia idea, ripeto…mia, è di ABOLIRE IL CNSAS. Lascerei che il soccorso alpino, stradale, ecc, venga fatto dai militari. Sono giovani, si addestrano sempre, hanno i mezzi di soccorso, ad iniziare dall’ELICOTTERO, non devono assentarsi dal lavoro. IL CNSAS HA L’ELICOTTERO? I VOLONTARI, DEVONO CHIEDERE IL PERMESSO AI DATORI DI LAVORO PER ASSENTARSI? Poi, i milioni che lo stato italiano dà a questo ente, è DUE MILIONI DI EURO!
    IL COMMENTO 26 DI Carlo Crovella ESPRIME IL SUO NERVOSISMO. IO NON HO MAI OFFESO NESSUNO, DA SEMPLICE MORTALE, EDUCATO, CERCO DI ESSERE UTILE, NO CACOFONICO, ASPRO, RIPETITIVO.
    9 Settembre 2022 alle 12:27 CROVELLA
    … Ah, forse la “marmellata” è la lunghezza dei commenti??? Ma ancora con ‘sta scemenza da rincitrulliti??? Ma concentratevi sui contenuti. Anziché menarla sui risvolti collaterali (lunghezza, esse caiano, ripetitività…), elaborate due contenuti in croce con un senso compiuto, anziché spararle a caso…
    GRAZIE DEL RINCITRULLITO CHE SI RIFERISCE NON SOLO A ME, MA ALLE TANTE PERSONE CHE CERCANO DI ESPRIMERE EDUCATAMENTE IL LORO PENSIERO! Poi, ANCORA grazie CROVELLA, PER IL participio passato DI SCENTRARE, CHE MI HAI ASSEGNATO: SCENTRATO (In senso fig., di persona stramba, stravagante, bislacca, Matto, svitato)
    … D’altra parte uno che è così scentrato (@12) che prende un testo (nella fattispecie un mio precedente commento), ne fa copia e incolla, lo porta su word e poi si mette a calcolare la lunghezza, il numero delle parole, il numero delle battute (con spazi e senza spazi) ecc ecc ecc…. è evidente che è una persona talmente vuota di contenuti che poi il sistema a lui fa “semaforo rosso” … Non siamo mica qui a pettinare le bambole, come dice Bersani.
    BRAVO CROVELLA, HAI SPUTATO TUTTO IL VELENO, TI SENTI REALIZZATO, VINCITORE, SPERO DI INCONTRARTI E PARLARTI, NON PER LITIGARE O OFFENDERE. FARAI CARRIERA! CIAO LP
     

  4. @29 agh
    Parliamo della stessa SAT la cui presidente ha presentato in assemblea il candidato del triveneto Carrer?
    Candidato che Pinelli avrebbe preferito alla presidenza?

  5. Pinelli non ha ragione, ma stra-ragione. Qui in Trentino è anche peggio con la SAT, la costola del Cai. Che nella bambagia della Provincia Autonoma ha stretto un abbraccio mortale con l’ente pubblico, che finanzia generosamente l’ex glorioso Sodalizio con circa 1,5 milioni di euro l’anno. In cambio di cosa? L’abbiamo capito bene: non solo un “ammorbidimento” generale sulle tematiche ambientali, praticamente scomparse dalle battaglie SAT salvo qualche sporadica bagatella, ma addirittura una indecente corrispondenza di amorosi sensi verso la promozione e lo sfruttamento turistico del territorio. Con l’osceno “Progetto Translagorai” della Provincia, voluto dalle APT e dagli operatori economici, col quale trasformare varie malghe del Lagorai in ristoranti-rifugi, Sat ha dato il suo indegno avallo sottoscrivendo il progetto e stavolgendo così il proprio statuto, che prescrive la tutela dell’ambiente e non il suo sfruttamento turistico. Ma non basta: ha perfino progettato nuovi sentieri in aree protette ZPS, ZSC e Rete Habitat Natura 2000 per assecondare i fasulli “punti tappa” della Translagorai, un progetto che con la scusa del rilancio della traversata è in realtà indecente pretesto per lo sviluppo e sfruttamento turistico dell’ultimo angolo wilderness del Trentino. Contrari al progetto sono perfino ex presidenti SAT e il probiviro Elio Caola, ovviamente inascoltati.I 27.000 soci SAT avrebbero magari avuto diritto di esprimersi su uno stravolgimento così radicale del sodalizio, che ormai va a braccetto coi vari “valorizzatori” pubblici e privati, ma non sono stati minimamente interpellati. Anzi il progetto è stato tenuto accuramente nascosto nei cassetti, gli iscritti sono stati “informati” a cose fatte, col progetto già approvato, finanziato e già partito. Sat negli ultimi anni ha preso una deriva preoccupante e imbarazzante con le ristrutturazioni esagerate dei propri rifugi, sempre robustamente finanziati dalla Provincia a botte di milioni di euro, come l’ecomostro al Piz Boé a quasi 3000 metri di quota, coi servizi scavati addirittura nella roccia con la dinamite (!) nella Val Lasties nel cuore del Gruppo di Sella. Ora si appresta a stravolgere anche lo storico rifugio Pedrotti nelle Dolomiti di Brenta, l’ultima “valorizzazione” di una serie, sempre con lo stesso scopo: aumentare il traffico dei turisti e quindi il guadagno.

  6. @20 Dario
    https://gognablog.sherpa-gate.com/lumilta-di-entrare-nel-cuore-della-montagna/
    16 febbraio 2016
    Intervista a Carlo Alberto Pinelli
    Per concludere non posso non chiederti del CAI e dell’atteggiamento bivalente nei confronti dei grandi temi ambientali. Penso all’eliski ma non solo.“Preferisco non parlare male del CAI, associazione che mi ha accolto giovanissimo e grazie alla quale sono diventato un alpinista. Resto con orgoglio socio del CAAI e della sezione di Roma, della cui scuola di alpinismo sono stato istruttore e direttore. Ho fatto parte del Consiglio Centrale e ho presieduto la TAM centrale. Depreco però che un’associazione così illustre e benemerita continui ad assumere posizioni tentennanti, a volta addirittura ambigue, quando si tratta di affrontare i temi scottanti della difesa delle montagne (i casi dell’eliski e della nuova funivia della punta Helbronner insegnano!). Mi sembra che i vertici del CAI continuino a nutrire il segreto terrore di essere assimilati a una qualsiasi associazione ambientalista militante, per definizione “poco equilibrata”. Un’associazione capace cioè di difendere la wilderness montana con le unghie e con i denti, anche correndo il rischio di aderire a slogan e a iniziative “garibaldine” non sempre suffragate al cento per cento da prove scientifiche, ma animate solo da un pericoloso “spirito profetico”. Non manca poi nel CAI il timore di assumere posizioni non condivise da tutto il suo sfaccettato corpo sociale. Così facendo lo storico Sodalizio troppo spesso si è auto-emarginato dal campo di battaglia. Che peccato!”
    Par di capire che dal 2016 ad oggi l’unica cosa che è cambiata è il desiderio di Carlo Alberto Pinelli di parlare male del CAI, perchè da questa risposta anche le predenti Presidenze erano problematiche…

  7. Sono iscritto al CAI dal 1987, e tuttora pratico alpinismo. Al CAI devono smetterla di fare i democristiani. Devono decidere da che parte stare e non di cercare di accontentare tutti. Semplice 

  8. Ah, forse la “marmellata” è la lunghezza dei commenti??? Ma ancora con ‘sta scemenza da rincitrulliti??? Ma concentratevi sui contenuti. Anziché menarla sui risvolti collaterali (lunghezza, esse caiano, ripetitività…), elaborate due contenuti in croce con un senso compiuto, anziché spararle a caso…
     
    In ogni caso la mia risposta è: “audaces fortuna juvat“. Io scrivo quanto ho da scrivere, poi invio e quasi sempre va in linea. Se ad altri non capita, si vede che il sistema ha un’istruzione che sa “riconoscere” la qualità dei contenuti: quando è buona avvalla anche testi lunghi, invece se non buona, no party
     
    D’altra parte uno che è così scentrato (@12) che prende un testo (nella fattispecie un mio precedente commento), ne fa copia e incolla, lo porta su word e poi si mette a calcolare la lunghezza, il numero delle parole, il numero delle battute (con spazi e senza spazi) ecc ecc ecc…. è evidente che è una persona talmente vuota di contenuti che poi il sistema a lui fa “semaforo rosso”…
     
    Non siamo mica qui a pettinare le bambole, come dice Bersani.

  9. “@18 scusa, solo per curiosità? a che “marmellata” ti stai riferendo?”
     
    Carlo, adesso ti spiego.
    1) Ricordi il tuo commento n. 10?
    2) Hai letto il commento n. 12 di Luciano Pellegrini? Certo che sí! Eccolo qua:
    “Per correttezza di informazione. Ero a conoscenza che i commenti NON DOVEVANO SUPERARE I 1500 CARATTERI. Invece Crovella sa come bypassare questa raccomandazione il suo commento n.10Pagine 2. Parole 678Caratteri (spazi esclusi) 3.739. Caratteri (spazi inclusi) 4.432Paragrafi 1. Righe 63″
    3) A quel punto, beccato da Luciano con le mani nella marmellata, ti sei sfogato nel commento n. 17: “Ci sputate sopra tutti quanti, sui miei commenti, ma poi non ve ne perdete neppura una sillaba. Si vede che hanno un contenuto di spessore oppure che siete dei masochisti cronici.”
     
    Era cosí difficile capire a che cosa mi stessi riferendo?
    … … …
    Carlo, a me dispiacciono i diverbi, anche quelli con te e soprattutto se di scarsissima importanza. Però di tanto in tanto si arriva a un limite (di pazienza) oltre il quale non si riesce piú a tacere di fronte alla prosopopea. 
    Per quanto mi riguarda il problema con te non riguarda le tue opinioni, su cui a volte sono d’accordo e altre no, ma il modo di interloquire: non si fa cosí.

  10. @3 OSCAR
    da NON veneto di chiedo: quali attenzioni dedicava il candidato Carrer a tutte le montagne tranne quelle del Nord est?
    Ma soprattutto: quali erano le sue posizioni sui temi ambientali innovative e di spessore?
    E non mi dilungo su “le donne sono fondamentali per l’alpinismo giovanile e la montagnaterapia”, praticamente DONNA=madre/crocerossina angelo del focolare

  11. @Luciano Pellegrini, guarda che il CAI è un ente pubblico non economico e riceve un contributo per la sua attività e le ricadute che la stessa ha sulla popolazione, in modo particolare per l’attività di mantenimento di sentieri e rifugi e per l’attività di soccorso.
    Per la protezione ambientale l’ente pubblico deputato è l’ISPRA: Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione ambientale.
    Dei milioni che citi: 5 vanno al soccorso alpino, che come saprai è sezione nazionale del Club Alpino Italiano, per la propria attività.
    1 rimane al CAI per il fondo rifugi.
    Anche i Parchi nazionali, come il CAI ricevono fondi dal governo essendo la medesima tipologia di ente.
     

  12. @19 mi pare che tu sia sragionando: non si capisce neppure cosa sta sottintendendo. 
     
    Suggerimenti per Montani? Li ho ripetuti a iosa, basta leggere i mie precedenti interventi (sia in questo che in altri dibattiti). Tra l’altro sono gli stessi del commento 16 (Ugo Ranzi): il CAI deve fare il CAI, cioè deve essere il Club degli alpinisti e non il Club degli ambientalisti. Il CAI non è una associazione ambientalista. O, meglio, lo è solo in modo molto collaterale e molto secondario: il CAI fa cultura ambientalista e la diffonde (specie attraverso i suoi organi preposti), ma non deve assumere ruoli da protagonista. Esempio: non spetta al CAI battagliare in prima persona (né come Presidente Generale né come sezioni locali) contro lo scempio delle Olimpiadi 2026. Sul tema Olimpiadi il CAI può fare solo dei comunicati, prendere delle posizioni, ma non agire come capocordata in azioni politiche  e legali: ci sono le associazioni specifiche (MW, Italia Nostra ecc). Piuttosto, il CAI deve puntare a “educare” tutti i suoi soci (sia già attivi che a maggior ragione di prossima iscrizione) affinché crescano con una mentalità ambientalista

  13. Scusate ma io sarò ignorante ma le Presidenze precedenti (Torti e Martini)  cosa hanno fatto per la tutela dell’ambiente montano? Facciamo un confronto e vediamo subito se il problema è il nuovo Presidente oppure il funzionamento generale. 

  14. Caro Crovella conosci il significato di TAM? DA Wikipedia TUTELA= difendere, proteggere – AMBIENTE= tutto ciò che sta intorno o che circonda qualcosa” – MONTANO= che appartiene alla montagna.
    Quindi, il CAI deve eliminare immediatamente questa attività, con tanti presidenti e spese inutili. E IL BIDECALOGO? Anche questi 20 articoli del dovere di ogni socio sull’ambiente, deve essere eliminato. Lo sai che non ho mai avuto risposta dai soci CAI se conoscevano TAM E BIDECALOGO? Anzi, Un presidente regionale CAI, mi ha risposto che a lui non fregava niente! E come giustifichi la sezione del CAI di Colico, dove con stupefacente impudenza, viene messo a disposizione dei soci un servizio di elicotteri, per raggiungere la festa annuale organizzata dal rifugio Scoggione? E del presidente della sezione CAI locale di Cortina, portavoce delle posizioni di tutti i presidenti delle sezioni CAI del Cadore, quasi tutti favorevoli alle manomissioni fatte o in via di attuazione in nome dei giochi olimpici, non devono essere cacciati dal CAI? Hai suggerimenti da dare al presidente generale MONTANI? Altrimenti, è meglio che il CAI provveda solo a governare i suoi rifugi/alberghi di alta quota, ad avere regali di milioni di euro dallo stato italiano, grazie a parlamentari che hanno approvato ultimamente 5 milioni euro e in anni passati 2 milioni euro. Non dimenticare i 6 milioni euro anno! Sembra una industria che deve produrre profitto, con 300mila addetti!

  15. Carlo, in passato piú volte ci hai invitati a ignorare i tuoi commenti nel caso in cui non fossimo interessati.
    Sappi però che noi ti vogliamo bene, ti leggiamo sempre e, se vieni scoperto con le mani nella marmellata, ti becchi una sgridata come fa ogni buon padre di famiglia quando il pargolo combina qualche marachella. Però tu, col ditino ancora imbrattato (gusto arancia o fragola?), non devi tentar di rovesciare la colpa su di noi, che in fin dei conti agiamo per il tuo bene.
    Hai capito ora di aver fatto male?

  16. Dice il saggio: “Sclive tanto chi ha tante cose da dile”
     
    Ci sputate sopra tutti quanti, sui mie commenti, ma poi non ve ne perdete neppura una sillaba. Si vede che hanno un contenuto di spessore oppure che siete dei masochisti cronici.

  17.  
     
    A Milano un saggio detto recita “Ofelè fa el to mestè” (pasticcere fa il tuo mestiere per significare che ognuno deve occuparsi di quello che lo riguarda. Per cui il CAI deve fare il CAI e cioè, secondo me, si deve occupare di Alpinismo, Sentieri, Rifugi, e di ciò che vi è strettamente correlato (materiali, storia, ecc.) evitando di occuparsi di “Montagna a 360°”, lasciando ad altri cultura, turismo, bike, gare, ecc. 
     
    Per quanto riguarda l’ambiente ci sono già importanti associazioni dedicate e basta che il CAI dia il suo appoggio alle loro attività che condivide.
     
    Il nuovo presidente è stato eletto, anche se da una maggioranza risicata, e andrà valutato senza pregiudizi non sul suo passato ma su quello che saprà realizzare nei prossimi anni.
     
     

  18. Ma Pinelli intende continuare a scrivere articoli ripetitivi fino a gennaio 2023 per citare un’udienza di archiviazione? Perchè se fosse così direi che siamo tutti informati della situazione e possiamo passare direttamente alla parte contenutistica con il prossimo testo…

  19. Basta limitarsi a leggere le prime 3 righe…poi sono tutte ripetizioni. Quando va bene.

  20. Per correttezza di informazione, Ero a conoscenza che i commenti NON DOVEVANO SUPERARE I 1500 CARATTERI. Invece Crovella sa come bypassare questa raccomandazione il suo commento n.10
    Pagine 2
    Parole 678
    Caratteri (spazi esclusi) 3.739
    Caratteri (spazi inclusi) 4.432
    Paragrafi 1
    Righe 63
     

  21. DOLOMITI PATRIMONIO UNESCO. Caro Crovella, NON SONO D’ACCORDO CON I TUOI LOGORROICI COMMENTI, ESTENUANTI. Quindi il BIDECALOGO, IL TAM, A COSA SERVONO? SE il CAI NON è un’associazione ambientalista in senso stretto?

  22. L’interpretazione che i mie interventi corrispondano al voler salire in cattedra è chiaramente soggettiva da parte dell’interlocutore. Mi sembra che, specie in questo specifico dibattito, mi sono sempre limitato ad affermare quello che il CAI dovrebbe essere e dovrebbe fare. Magari non l’ho specificato a chiare lettere, ma…mi si rinfaccia che faccio commenti sempre troppo lunghi… e poi “manca” sempre qualcosa… Sta anche ai lettori saper leggere tra le righe…
     
    In ogni caso, sono iscritto la CAI dal 1969 (avevo 8 anni) e lo frequento da 53 anni senza soluzione di continuità, Anzi in realtà lo frequento persino da prima perché mio padre era un attivo Consigliere del CAI Torino (che non è proprio l’ultima delle sezioni italiane, sia per importanza che per numeri) e ha anche attivamente partecipato a numerose Assemblee Nazionali, cui mi portava dietro anche quando avevo 4-5 anni. Quindi mastico pane e CAI da quasi 60 anni consecutivi. Inoltre ricordo il mio coinvolgimento come istruttore titolato (da 40 anni consecutivi) ed anche come Direttore di una delle più importanti Scuole italiane di scialpinismo. Frequento con assiduità altre Sezioni e altre Scuola. Per cui conosco il tema CAI e posso ragionevolmente descrivere in pubblico cosa sia oggi il CAI, cosa faceva in passato e cosa dovrebbe fare in futuro.
     
    Tornando al punto “ambientalista”, da qualche tempo mi sto convincendo che lo sforzo prioritario degli organi apicali del CAI dovrebbe puntare sull’utilizzo del rete didattica delle Scuole, praticamente capillari sull’intero territorio nazionale o quasi, per “educare” i soci ad un approccio consapevole alla montagna. L’obiettivo prettamente didattico (cioè insegnare le specifiche manovre), pur rimanendo nel compiti delle Scuole, dovrebbe passare in secondo o addirittura in terzo piano. Infatti su temi come imparare a fare una sosta o come ci si lega in cordata si trova un’infinità di tutorial su internet. Invece “come” comportarsi in montagna, anche in termini di rispetto ambientalistico, è cosa immateriale e, oggi, è una finalità didattica più importante dell’insegnare come si fa il nodo barcaiolo.
     
    Bisognerebbe che il CAI rendesse obbligatorio a tutti i propri soci (in particolare a quelli di nuova adesione) la partecipazione ai suoi corsi, nella disciplina preferita da ciascun socio. Gli arrampicatori parteciperanno a corsi di arrampicata, gli scialpinisti a quelli di scialpinismo, gli escursionisti a quelli di escursionismo e così via: ciascuno farà l’attività tecnica di suo gradimento, ma l’imprinting educazionale (specie in termini “ambientalistici”) sarà uguale per tutti, dal Brennero a Ragusa, poiché si tratterà di un programma ufficialmente varato dal Consiglio Centrale. In tal modo, giorno dopo giorno, educheremo tutti i soci ad attuare un approccio che si preoccupa delle montagne, magari lasciando i SUV a casa (anche nelle uscite private), evitando i rifugi-albergo e gli impianti pur di fare un 4000… In molte scuole (come quella in cui opero io) l’impostazione è già  in tale direzione (e non da ieri…), ma dovrebbe diventare strutturale in TUTTE le Scuole del CAI e l’efficacia educativa dovrebbe coinvolgere tutti e 330.000 soci nazionali.
     
    Pinelli propone che il CAI pretenda da tutti i soci la sottoscrizione del famoso Bidecalogo. Ottima idea, ma conoscendo i mie polli, rischia di essere una delle tante ipocrisie italiane: molti soci firmeranno e poi all’atti pratico se ne sbatteranno…
     
    Invece, forgiandoli giorno dopo giorno, insegnando loro specie con l’esempio personale, ripetendo pazientemente come e cosa si fa in montagna (e, soprattutto, cosa NON si deve fare, specie in termini di comportamento), potremmo divulgare il messaggio ambientalista di rispetto delle montagne. Se non lo vuole fare il CAI, con 330.000 soci e un’infinità di Scuole diffuse capillarmente, allora tanto vale che chiudiamo baracca e burattini…
     
    Ecco, io sono convinto che un obiettivo “ambientalista” di questo tipo dovrebbe essere quello prioritario che alimenta l’attività del Presidente CAI (chiunque esso sia), piuttosto che essere colui che firma l’EVENTUALE esposto alla magistratura contro la pista di bob di Cortina. 
     
    Intendiamoci: a titolo personale, io sono CONTRARISSIMO alla pista di bob di Cortina (al rifacimento della stessa, intendo), ma non credo che fare il capofila su tale battaglia sia una preoccupazione strutturale che grava sul Presidente del CAI.

  23. C’è qualcosa che non torna.
    Se guardiamo il calendario dei vari CAI sono proposte uscite ogni fine settimana da ciscuna delle sottosezioni (escursionistiche, alpinistiche e via dicendo) e neanche tutte a due passi dalla sede di appartenenza. Quindi non mi sembra che il CAI educhi ad una riduzione delle uscite ne’ a quella dei chilometri percorsi in auto o mezzi vari.
    Siamo sicuri che Crovella abbia così chiari quali siano le intenzioni e le finalità del CAI?
    Io concordo sulla legittimità del fatto che Crovella abbia una propria opinione di ciò che il CAI dovrebbe “essere” e “fare”. E’ giusto che ce l’abbia e che dia il suo contributo per andare in quella direzione.
    Non conocordo invece con il suo voler salire in cattedra per spiegare agli altri cosa realmente il CAI sia e cosa voglia fare, perchè dipinge un quadro che secondo me non è attinente alla realtà dei fatti.
    Concludo dicendo che personalmente concordo con chi sostiene che il CAI abbia il dovere di intervenire in modo chiaro e deciso sulle questioni elencate, manifestando un deciso diniego ad un ulteriore uso consumistico dell’ambiente. Ritengo che per poter insegnare alle persone cosa voglia dire vivere e muoversi nell’ambiente i messaggi debbano essere pochi e chiari.
    Che poi la maggior parte delle persone sia ipocrita e creda di essersi messa a posto la coscienza prendendo una tessera, per poi fare le peggiori azioni….è la scoperta dell’acqua calda…basti vedere quante persone vanno in chiesa a prendere l’ostia.

  24. Non ho detto che il CAI debba sbattersene della questione ambientalista. Vale per il sodalizio e vale, soprattutto, per i singoli soci, il cui comportamento aggregato (se “pro” o “contro” l’ambientalismo) conta molto di più delle prese di posizione “politiche” dei vertici. Guardate i commenti al post di qualche giorno fa (“In montagna non si è mai soli”) e vedrete che cosa intendo per essere “veramente” ambientalista.
     
    In questo contesto affermo però che il compito ambientalista non è né il primo della lista né tanto meno l’unico obiettivo del CAI, specie se inteso come prese di azioni politiche di stampo ufficiali. La richiesta di ultime da parte dei soci sa tanto di “scarica barile”: il singolo socio, anziché impegnarsi a tenere un rigido comportamento ambientalista a livello individuale (arrivando al limite di autocontingentare le proprie uscite in montagna per amore verso la montagna e non rovinarla ulteriormente – vedi commenti all’altro post), “scarica” il compito sul CAI. Ci pensi paparino (il Presidente) a fare bella figura sul piano ambientalista.
     
    Della serie: “Pensaci tu, Presidente in carica (chiunque tu sia), a fare l’atto giudiziario, l’esposto, l’iniziativa politica contro la pista di bob di Cortina oppure contro i nuovi impianti delle Cime Bianche… Pensaci tu, che così facciamo bella figura (in un quadro molto politically correct), mentre io, singolo socio, continuo ad andare in montagna utilizzando il SUV nell’avvicinamento stradale, prendendo gli impianti per ridurre il dislivello, pernottando in rifugi albergo con tanto di SPA e cucina stellata, accodandomi alla lunghissima fila di utilizzatori consumistici della montagna...”
     
    Più che in prese di posizioni ufficiali, l’impegno ambientalista del CAI deve essere prioritariamente culturale e diretto ai propri soci. Su tale obiettivo deve concentrarsi il Presidente, inteso come figura apicale del Sodalizio. Occorre insegnare a tutti i soci un concetto molto semplice, ma difficile da far digerire a tutti e cioè: far parte del CAI dovrebbe significare che tutti noi soci amiamo la montagna e la rispettiamo fino a autoregolamentarci nelle uscite e nel nostro comportamento sul terreno. Sennò il presunto ruolo ambientalista del CAI (“reclamato” da molti soci, ma scaricato sui vertici) è solo ipocrisia di facciata.

  25. Il CAI non è un’associazione ambientalista. OK.
    Ma il CAI è il club degli alpinisti, arrampicatori ed escursionisti che per praticare il loro giochino hanno bisogno dell’ambiente montano . Per questo lor signori e di conseguenza il CAI ne devono avere il massimo rispetto e il massimo dovere di difenderlo.
    Altrimenti è solo opportunismo e sfruttamento.

  26. Condivido le considerazioni di Michele e ritengo che il CAI, anche alla luce della propria importanza e notorieta’ DEBBA fare da capocordata nelle questioni ambientaliste. Il fatto che vi siano molte altre associazioni che hanno questo scopo non puo’ e non deve privare il CAI di un ruolo primario in tale ambito.

  27. Non sono d’accordo con il commento di Carlo Crovella. Per curiosità sono andato a leggermi il Regolamento generale del Cai reperibile online e trovo quanto segue:

    Il Club alpino italiano…
    i) opera per la conservazione della cultura alpina e per la pratica di ogni attività connessa con la frequentazione e la conoscenza della montagna; assume e promuove iniziative atte a perseguire la difesa dell’ambiente montano e in genere delle terre alte, anche al fine di salvaguardare dalla antropizzazione le zone di particolare interesse alpinistico o naturalistico; 

  28. Pinelli è un “totem” storico dell’ambientalismo, specie riferito alla montagna e le sue considerazioni non fanno una grinza. Tuttavia ripeto, sinteticamente, quanto ho riportato nei commenti riferiti ai post relativi all’elezioni di Montani pubblicati sul Blog a inizio estate circa.
     
    Il CAI è il club degli alpinisti. Nell’art 1 cita anche la preservazione dell’ambiente delle montagne. Ciò perché l’alpinismo si svolge in montagna e, se si distruggono le montagne, viene meno il terreno su cui svolgere l’alpinismo, che quindi si estingue . Ma il CAI NON è un’associazione ambientalista in senso stretto. In Italia tra l’altro ci sono molte, moltissime (forse troppe) associazioni esclusivamente ambientaliste, da MW a Italia Nostra… e mille altre. Quindi non è il CAI che deve fare da capocordata su questi temi. Il CAI può certamente affiancarsi, collaborare, portare idee… Ma ritengo che non tocchi al Presidente Generale del CAI impegnarsi in prima persona in azioni (politiche o addirittura giudiziarie) contro la pista di Bob di Cortina. Lo faranno MW, Italia Nostra ecc, ma NON il Presidente del CAI, che al massimo si accoderà alle azioni delle altre istituzioni. Ben altri sono gli obiettivi, i problemi e le finalità del sodalizio e dei suoi organi direttivi, compreso il Presidente.
     
    Sorvolo sulla questione personale di Montani, vicenda che certo getta un’ombra su di lui, ma la cui valutazione non è pertinenza dei cittadini né dei soci. Ci sta lavorando la magistratura, lasciamola lavorare in pace. Fino a esplicite decisioni della magistratura, per noi cittadini normali ed anche per noi soci, la vicenda personale di Montani è come se non esistesse. Così dobbiamo procedere.

  29. Non ho simpatia per il neo presidente, per vari motivi, non ultimo la vicenda giudiziaria che mi pare lo coinvolga tuttora. Da veneto e appassionato dolomitista avrei preferito di gran lunga Carrer.  Noto tra l’altro che Montani, nella sua intervista a Montagna TV dopo l’elezione, non spende una parola sulle montagne del Nordest, dilungandosi invece su alpi occidentali ed appennino.
    Rilevo anche che la sua elezione non puo’ certo definirsi plebiscitaria….
    Ho molta stima invece di Pinelli, la cui onesta’ intellettuale e competenza non sono in dubbio. 

  30. Ottime e precise considerazioni. Io intanto non rinnoverò la tessera. Mi godrò da fuori le “rivoluzioni” che questa presidenza vorrà fare. E attenderò la prossima, tra qualche anno, per riacquistare, forse, fiducia nel Cai.

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