Bioavversità

Bioavversità
di Gianfranco Valagussa

Negli ultimi tempi, soprattutto in vista di progetti legati ad eventi principalmente sportivi, si è riacuito il dibattito, o meglio lo ”scontro”  molte volte prettamente ideologico dei sostenitori di questa o quella alternativa di sviluppo economico dei territori montuosi o alpini. Il nuovo libro-inchiesta di Giannandrea Mencini si insinua in questo dibattito con nuovi elementi che riguardano principalmente gli aspetti ecologici dello sviluppo agricolo.

Con la sicurezza di chi analizza realtà specifiche e quindi difficilmente contestabili, finora è andata così ma si rimane in attesa di chi abbia il coraggio di contestare pubblicamente le affermazioni contenute nelle inchieste, Mencini prosegue il lavoro iniziato alcuni anni fa con altri libri-inchiesta che chiunque voglia approfondire le ragioni di uno sviluppo agricolo “inquinato” da interessi speculativi e mafiosi, deve leggere.

Si impone una riflessione al dibattito generale: l’economia agricola in montagna non si sviluppa per oggettive difficoltà o perché, istituzioni in primis, si preferiscono guadagni finanziari più facilmente gestibili dal Capitale finanziario come Grandi Eventi, Turismo di massa e Olimpiadi oppure cementificazioni in quota come il nuovo albergo-rifugio al Passo Santner o le prospettive di nuove strutture sulle Dolomiti Venete?

Dopo aver indagato le ancora attuali speculazioni in atto negli alpeggi delle nostre montagne con il fortunato e premiato volume Pascoli di carta, sempre per “Kellermann editore” segnalo l’uscita del nuovo libro di Mencini: Bioavversità. Il vizio delle monocolture nelle terre alte.

Si tratta di un nuovo interessantissimo viaggio o, meglio, di un nuovo “cammino”, come sottolinea l’antropologa Letizia Bindi nella sua bella prefazione, attraverso le nostre colline e le nostre montagne ad indagare gli effetti delle colture specializzate e intensive nelle terre alte.

Con grande attenzione e soprattutto la capacità di ascoltare, Mencini raccoglie numerose informazioni, testimonianze, aneddoti, per evidenziare le conseguenze negative sulla biodiversità agraria e ambientale, causate dall’intensificazione di alcune colture che hanno invaso il nostro Paese. Uno sviluppo delle colture industriali che hanno “trasformato sostanzialmente l’Italia in un puzzle di monoculture, con perdita di promiscuità agricola, uso dei pesticidi e una produzione basata sempre di più sulle richieste della grande distribuzione”.

Il libro per l’appunto è un cammino che ha portato l’autore a indagare la diffusione del prosecco nel Nord-est, dei meleti in Val di Non, dei noccioli in centro Italia, dei pascoli non sempre sostenibili nelle Alpi e Appennini, analizzando con attenzione articoli, documenti, rapporti scientifici, dialogando con diversi protagonisti di queste vicende e affrontando anche l’attualissimo tema dalla crisi ecologica e climatica che coinvolge sempre di più le nostre montagne.

Ma come nel precedente suo libro, Mencini racconta anche diverse storie virtuose ed economicamente vincenti che vanno dal Veneto fino all’Alto Molise passando per il Lazio e la Toscana. Evidenziando che esiste anche un’agricoltura diversificata e un pascolamento sostenibile, basati sul rispetto del territorio e della sua storia rurale, capaci di stare sul mercato puntando alla qualità e non solo alla quantità. Buona lettura.

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Bioavversità ultima modifica: 2023-04-07T05:09:00+02:00 da GognaBlog

72 pensieri su “Bioavversità”

  1. 72
    Carlo says:

    68. “l’unica concessami”.
    Si accontenta del compitino autoassolutorio. Content
    ….ed io che credevo il voto il premio si vincitori di una guerra civile ed una conquista delle donne…..povero Carlo 
     
     

  2. 71
    okabe says:

    E’ chiaro che la politica dovrà fare la sua parte, ma il cambiamento ci sarà (speriamo) quando la collettività prenderà coscienza di far parte di una comunità di viventi che occupano spazi comuni dove necessariamente interagiscono. Bene o male dipende da tutti i nostri comportamenti.  

  3. 70
    Carlo says:

    Temo che il pur necessario cambiamento non potrà non passare per la politica. Spero di poter ancora scegliere ad esercitarla. Credo che esempi virtuosi ve ne siano . Per gli altri posso solo consigliare qualche libro.
     

  4. 69
    Luciano Regattin says:

    68. “l’unica concessami”.
    Si accontenta del compitino autoassolutorio. Contento lei. Ha idea di quante cose utili può fare anche evitando quella “parte”? Quelli che vota, siano di qua o di là, quando si tratta di denaro, chissà perchè sono tutti daccordo. Esempi ce ne sono a migliaia.

  5. 68
    Carlo says:

    A me pare che gli umani decidano eccome. Deforestazione, cementificazione, svuotamento degli oceani . Piantumazione di monocolture. Rimboschimenti con essenze non idonee. Introduzione di specie animali e vegetali alloctone. Mi paiono decisioni nostre. La mia parte, l’unica concessami, è l’andare a votare e tampinare l’eletto. E Lei?
     
     
     

  6. 67
    Luciano Regattin says:

    63. “Non capisco perché dobbiamo essere noi umani a decidere quali, dove e quando”
    Innanzitutto gli umani, inteso come genere, non decidono un bel nulla, ci sono agli estremi quelli che vorrebbero fare tabula rasa e mettere cemento dappertutto, anche sul Colosseo e sulla cima del Bianco se potessero, e quelli che tentano di difendere la storia e preservare quel veramente poco di ambiente naturale che ci è rimasto. Lei da che parte sta?

  7. 66
    Luciano Regattin says:

    64. okabe, d’accordo, ma dai commenti precedenti mi sembrava abbastanza chiaro che il riferimento non fosse ai prati alpini situati al di sopra dei limiti vegetazionali, che non hanno certo necessità di essere sfalciati. Sul senso di mantenere o no un biotopo naturale, si tratti di un prato o di qualsiasi altro tipo, credo non sia nemmeno il caso di discutere troppo, trovi ampia letteratura in rete sulle motivazioni, ad esempio sotto la voce Natura 2000 o sotto la voce prati stabili.

  8. 65
    okabe says:

    per la precisone la Coturnice è un fasianide originario dell’area mediterranea orientale che si è stabilito in zona alpina solo dopo l’ultima glaciazione ad opera soprattutto per l’azione dell’uomo. Con l’avvento dell’agricoltura e dei continui disboscamenti.

  9. 64
    okabe says:

    caro luciano non sono del tutto d’accordo, al di sopra di una certa quota un prato non sfalciato non viene ricoperto da una vegetazione arborea. Pensa alle praterie alpine! Il problema è semmai se ha senso mantenere un biotopo artificiale come il prato quando non ci sono le condizioni economiche e sociali perchè esso esista! 

  10. 63
    Carlo says:

    Sign Regattini, ciò che dice e vero. Ma il tempo della natura non è il nostro. Ippolito Nievo descrive foreste ove ora ci sono vigneti e prima granturco. I prati da sfalcio sono importanti per molte specie vegetali e animali (pensiamo alla coturnice co-evolutasi proprio con i pascoli a fieno). Ma lo sono anche le fitte boscaglie impenetrabili (l’averla usa i rovi per uccidere e conservare le sue prede) .Ogni ambiente ha le sue prerogative. Non capisco perché dobbiamo essere noi umani a decidere quali, dove e quando visto che ora sappiamo che i calanchi appenninici vanno fatti risalire a disboscamenti fatti da uomini preistorici con mezzi persino minori dei nostri avi

  11. 62
    Luciano Regattin says:

    52. Non volevo intromettermi in questo confronto, fino a quando ho letto il suo parere sul prato non sfalciato. In realtà se non sfalciato il prato è destinato a ritornare bosco o boscaglia in un periodo che dipende dalla quota e dalla zona nella quale si trova. Nella mia regione sono sufficienti 4 anni di mancati sfalci perché il prato scompaia e si trasformi in un impenetrabile groviglio di rovi e robinia. Altri 10 anni e non c’è più traccia di erba, solo un sottobosco comunque impenetrabile ma di sola terra ed edera tappezzante. Ben vengano “custodi” e “giardinieri” che si prendono cura di questi habitat che i nostri avi hanno ricavato con enormi fatiche, non avendo a disposizione i mezzi odierni, e che noi in pochi decenni abbiamo letteralmente gettato ai rovi. La natura si regola da sola, è vero, ma i suoi tempi non si misurano in anni ma in centinaia di anni.

  12. 61
    grazia says:

    Ciao Marcello,
    io mi riferivo al solo insulto. Per il resto, come puoi leggere dalla mia risposta a Carlo, ti capisco.

  13. 60
    grazia says:

    Carlo, la ringrazio per i consigli. Conosco già Mancuso.
    Tuttavia, temo di condividere il disagio di Marcello. 
     
     

  14. 59
    marcello cominetti says:

    Grazia, io non ho esagerato per niente. E si vede.

  15. 58
    Carlo says:

    La ringrazio Sign. Grazia, seguirò il consiglio e, se permette, Le consiglio i libri di Mancuso e Zovi ed uno dell’austriaco Thomas. PensiamoCi sotto un faggio seduti sull’umido muschio con un libro e l’assordante silenzio di un bosco abbandonato

  16. 57
    grazia says:

    Io obiettavo puramente la sua idea di proprietà e cura della Terra. 
    La mia idea di custodi e giardinieri della Terra al momento si sposa con una porzione di umanità – purtroppo noi occidentali siamo mediamente occupati a distruggere il nostro areale, ma esistono realtà virtuose in ogni dove. 
     
    La invito a leggere il mio articolo pubblicato qui sul blog il 31 gennaio.

  17. 56
    Carlo says:

    Molti studi  dimostrano come la natura sappia generarsi e rigenerarsi benissimo da sola. Esempi sono presenti anche in italia, sia in appennino che nelle alpi e persino nelle prealpi. Se poi consideriamo che l’uomo coltiva la terra per produrre cibi che in gran parte da agli animali per poi mangiarseli a me par chiaro che “custodi e giardinieri” abbiano poco a che fare con biodiversità e naturalità. E mi sembra che anche questo traspaia nel libro di Mencini

  18. 55
    grazia says:

    Marcello ha certamente esagerato, ma ora comincio a capire…

  19. 54
    Carlo says:

    “La potatura di una pianta che disturba”
    …maledette piante che disturbano il vivere degli uomini

  20. 53
    grazia says:

    Carlo, a me sembra che lei non legga con attenzione ciò che viene scritto, altrimenti non avrebbe fatto questo commento.
    Da quali parti del mio commento desume ciò che ha scritto? 

  21. 52
    Carlo says:

    Mah, messa giù così par quasi che un albero non sappia stare in piedi e fruttificare da solo. Che un prato non sfalciato sia destinato a soffocare…..eppure son qua da milioni di anni prima di noi. Mah, mi sa si che non abbiamo la stessa visione…evviva la diversità 

  22. 51
    grazia says:

    Caro Carlo, mi piacerebbe molto che avesse la mia visione, ma non credo sia così: perché un custode dovrebbe scalciare un prato in fiore? La potatura ha generalmente come scopo la raccolta dei frutti o, nelle città, per evitare che un elemento della pianta disturbi o, ancora, per dar sfogo alle frustrazioni dell’operatore quando, per esempio, pensa che ulivi o cedri siano barboncini, privandoli del loro fogliame.
    Un luogo davvero naturale è in perfetto equilibrio. 
    È noto che per mantenere il giusto apporto di nutrienti senza intossicare, sarebbe ideale tagliare magari l’erba ma non toglierla del tutto – ogni singolo essere vivente concorre alla costruzione delle proprietà organolettiche di un’essenza e dei suoi frutti.
     
    Per me prendersi cura di un altro essere vivente significa concorrere a mantenerlo in buona salute e questo non è possibile con medicine industriali (diserbanti, anti parassitari, pesticidi chimici), o privandolo delle sue protezioni naturali. 

  23. 50
    marco vegetti says:

    Orso o meno… Io, invece dei giornali (o dell’ex direttore del Parco dello Stelvio – non sarà mica quello che qualche hanno fa ha lasciato disboscare nel territorio del Parco per i Mondiali di sci a Bormio?) aspetterei la Forestale o chi per essa. I media italiani sono totalmente inaffidabili (Es.: OPEN on line di Mentana parla e mostra code a San Pietroburgo a un ufficio cambi dicendo che c’è la corsa ad acquistare moneta estera perché il rublo è uno straccio… Amici miei a San Pietroburgo hanno filmato ieri e oggi LO STESSO ufficio cambi -il più conveniente della città- ma non c’era una cane (oggi in Russia non è nemmeno festivo…). Scusate la disgressione…

  24. 49
    marco vegetti says:

    9, Riva il calibro della S&W 500 è, appunto, .500… 12.7 sono mitragliatrici MG Browning NATO  😀

  25. 48
    Carlo says:

    Sign Grazia, smile, diciamo la stessa cosa ma non ci capiamo, smile. Certo che non siamo proprietari della terra. Ma quando lei parla di custodia e cura cosa intende? Perché per un custode sfalciare un prato in fiore significa prendersi cura del prato.  Per un giardiniere potare un albero significa farlo respirare meglio. Per un’ape significa fame nel momento massimo del bisogno. Per un albero significa la riduzione di far fotosintesi. Meleti in fiore, vigneti turgidi di uva , puliti, ordinati, diserbati significa tenere ordine?eppure son belli passandoci con le ciclabili!! Distese di grano dove non si vede più non dico un narciso ma nemmeno un papavero, un insetto è cura del territorio? Eppure son belli passandoci in treno
     
     
     
     
     diserbati

  26. 47
    grazia says:

    45. Carlo, mi duole farle notare che continua a parlare di proprietà.
    È necessario, dunque, essere proprietario di un luogo per custodirlo e prendersene cura?
    Questa prerogativa, purtroppo, è insita negli italiani: non hanno rispetto per il bene comune, ma trasformano in un tempio la propria abitazione – all’estero vale l’opposto. 
     
    Io ritengo che tutto ciò che vivo è la mia casa e come tale tratto tutti i luoghi che frequento. Sarebbe ideale che questa modalità si diffondesse al più presto, lasciando perdere il gioco delle proprietà private e dei divieti.

  27. 46
    Carlo says:

    Nel cogliere il suggerimento, alla presentazione del libro PASCOLI di CARTA , Mencini indica le politiche locali quali “complici”. Abbagliate da risorse preziose per piccoli comuni e spesso incapaci di applicare normative europee studiate forse per paesi più virtuosi del nostro. Indica anche pregevoli esempi di buona gestione, segno forse ancor più sconfortante in quanto….se si può far bene perché non lo di fa sempre?
    Come detto sarà mia cura acquistare e leggere anche BIOAVVERSITÀ, per cercare di dare una spiegazione al perché sia diventato così spregevole il paesaggio attraversando certe valli a mio ricordo molto più varie e ….diverse 

  28. 45
    Carlo says:

    38, Sign Grazia. Un custode tutela una proprietà altrui, un giardiniere mantiene una proprietà altrui secondo i dettami del proprietario. Personalmente ritengo errato considerarci specie animale proprietaria della terra, così come non mi riconosco nella visione cristiana di custodia di un creato. Per virus intendevo propriamente come è, essere che abita la terra da circa 300milioni di anni, che la ha invasa on ogni suo anfratto ed essere vivente del quale si nutre e nel quale vive e convive, a volte annientandolo, ma poi modificandosi per continuare a riprodursi. Ecco, noi siamo peggio, perché annientiamo sapendo di farlo.

  29. 44
    Roberto Pasini says:

    Calvi. Condivido le tue considerazioni sulle cadute di stile e il resto. Ma non vale per tutto il blog, c’è un nucleo che stimerei pari al 50% con cui si dialoga in modo civile  scambiando idee, informazioni, esperienze, emozioni. È il motivo per cui io intervego soprattutto quando per motovi diversi mi trovo ad avere contatti sociali minori. Però effettivamente certe volte è scoraggiante. Ma non sono certo meglio altri blog. Le zanzare e i tafani fanno parte della biodiversità virtuale temo, a volte anche caproni e orsi.

  30. 43
    Luca Calvi says:

    39.
    Pasini.
    Non ho nulla contro il discutere sulla questione dell’orso.
    Dato il titolo del topic, ho cercato di riportare in vita l’analisi del prezioso lavoro di Mencini. Speravo di salvare la discussione sulle bioavversità.
    Le mie sono solo proposte, in fin dei conti. Se qualcuno vuole continuare a parlare della tragedia consumatasi in Val di Sole senza aprire un topic ad hoc per me va benissimo, ci mancherebbe. Credo però di potermi permettere di parlare anche del libro di Giannandrea. Il tono del mio “post” era volutamente ironico, qualcosa del tipo “scusate se parlo di Mencini in un post dedicato a Mencini”.
    Ho anche visto la piega che sta assumendo il tutto e posso garantire che centellinerò ancor di più eventuali partecipazioni perché, sinceramente, dopo forum, chat, facebook e quant’altro  la voglia di leggere scambi di insulti o di idiozie, o peggio ancora scritti votati solo alla parcellizzazione delle altrui gonadi, francamente, è pari a zero.
    Troppo spesso qui dentro si parte da una singola frase di un singolo contributo per andare a parlare di tutt’altro, cosa peraltro non antipatica, anzi… Più che positiva se fatta rispettando i canoni del saper vivere e saper rispettare chi dialoga con te.
    Qui dentro troppo spesso noto cadute di stile (non morfosintattiche, proprio comportamentali, di semplice educazione) e un sottile piacere nella ricerca della contrapposizione sterile. 
    Grazie, preferisco un sano “vaffanculo” avendo tra me e l’interlocutore una bottiglia dalla quale, dopo il vaffanculo, verso da bere per ambedue.
    Cordialità
     

  31. 42
    grazia says:

    Marcello, che succede stasera? 

  32. 41
    Carlo says:

    40, mi spiace inquinare questo pregevole blog impreziosito dal Sign Cominetti. Ma non è la prima volta che offende la mia persona del tutto gratuitamente. Intendo risponderle per le rime con le sue stesse parole. Premetto che Lei, Sign. Cominetti mi considera un ectoplasma, io La considero guida alpina. Pertanto, usando esattamente le Sue parole:
    VAFFANCULO, IDIOTA, FOTTITI GUIDA ALPINA DEL CAZZO 
    per me finisce qui. Scusate
     
     
     
     
     

  33. 40
    Marcello Cominetti says:

    Mi stupisce che si dia credito a un troll come Carlo. Ma non ve ne accorgete che è un deficiente che ha tempo da perdere e sostanza zero in quello che scrive e lo fa solo per provocare? Peraltro riuscendoci malissimo. 

  34. 39
    Roberto Pasini says:

    Calvi.Non ho capito il tuo post. Perché non sarebbe legittimo porsi delle domande sul fatto della Val di Sole ? Non c’è nessuna mancanza di rispetto, anzi una grande compassione e dispiacere. Poi sicuramente non sappiamo cosa è successo e forse non lo sapremo mai. Ma chiedersi cosa è andato storto nell’interazione tra le due specie ha un senso anche dal punto di vista della prevenzione. Il rispetto non c’entra, è scontato, vale per qualunque incidente in montagna. Si spera sempre di ricavarne insegnanenti affinche’ non si ripetano, anche se sappiamo tutti che le cose accadono e spesso non possiamo farci niente.

  35. 38
    Grazia Pitruzzella says:

    Buonasera Carlo, non ho afferrato il concetto di proprietà legato a compito di custode e giardiniere.
     
    So che il ruolo del giardiniere è stato molto alterato, limitandolo al capitozzamento di alberi maestosi e secolari per adattarli a una qualche moda effimera che non tiene conto che si ha a che fare con altri esseri viventi. Ma un vero giardiniere, in realtà, ha il compito di mantenere l’armonia del giardino stesso, prendendosi cura delle piante in difficoltà e alimentando quelle in buona forma.
     
    Preferisco non fare commenti a proposito del virus a cui si riferisce, visto che, ancora una volta, sono (stati) gli umani a cavalcare l’onda della sopraffazione.

  36. 37
    Grazia Pitruzzella says:

    33. Ciao Luca, grazie per il tuo accorato invito che mi ha portata ad ascoltare un’intervista all’autore a proposito del suo libro “Pascoli di carta”. In effetti le tematiche affrontate sono realmente interessanti.

  37. 36
    Carlo says:

    Grazie Sign Cominetti per il Suo contributo che rende questo blog migliore. Complimenti e …..riporto il Suo salito ad un mio post
     
     
     
     
     
     

  38. 35
    Carlo says:

    Sign. Grazia, mi perdoni, ma pur condividendo il suo pensiero non vorrei che (come il mio) fosse poco limpido. Custodi e giardinieri implica una proprietà che è concetto esclusivamente umano. Certo, molte specie animali sono territoriali, ma è una cosa molto diversa. Loro prendono risorse naturali per vivere e riprodursi e se la loro presenza risulta eccessiva in breve tempo ritorna un equilibrio in in ambiente rimasto inalterato. Noi no, sfruttiamo la natura oltremodo più fi ciò che serve, la modifichiamo in modo irreversibile e non smettiamo di crescere ne tantomeno di adeguare le nostre esigenze. In fondo siamo meno intelligenti di un virus che ha fatto dell’adattamento il suo successo evolutivo. Un custode mantiene ciò che c’è, un giardiniere modifica a proprio interesse. La natura è continuo cambiamenti, continua evoluzione senza uno scopo, senza fine. Diversificare, convivere, caos questa ritengo sia natura. A noi il compito di ammirarla estasiati prendendo il poco che ci serve a vivere

  39. 34
    Marcello Cominetti says:

    Una perla pasquale:
    https://youtu.be/A2r5l72UCMc
    Felice ascolto. Auguri.

  40. 33
    Luca Calvi says:

    Non vorrei andare off-topic.
    Caso mai chiedo a chi di dovere la cancellazione di questo  mio commento.
    Mi piacerebbe comunque affermare che il libro di Giannandrea Mencini è di rara bellezza e profondità. Un’indagine, certo, anzi, una summa di indagini di vario tipo che permettono una serie di riflessioni ben più ampie.
    Per cui, davvero, invito chi fosse interessato a questo tipo di letture ad acquistare il libro (pregevole anche a livello tattile) ed a leggerselo.
    Detto questo, chiedo ancora scuso per essermi intrufolato in un topic dedicato all’orso ed al fattaccio. Qui la bioavversità è stato l’improvvido “attendismo” dimostrato dagli amministratori e dai politici.
    Senza offesa e col massimo rispetto per il parere di tutti, forse per ora è ancora il momento del silenzio, Per quel ragazzo. Il “runner”. Per me una vita umana.
    Buona Pasqua e scusate ancora se sono andato off topic.
     

  41. 32
    grazia says:

    22. Caro Carlo, grazie per la spiegazione. Quel che non è chiaro alla maggior parte di noi umani è che noi stessi, non solo siamo animali, ma siamo natura. Per questo è impossibile estromettere questo aspetto dalle nostre esistenze: se non accettiamo la natura, significa che non accettiamo neppure la nostra esistenza come parte di una dimensione molto più ampia del limitato cortile in cui pensiamo individualmente di operare.
     
    Io, per di più, credo in un ruolo preciso degli umani, che non è certo quello di poter disporre a piacimento di spazi ed esseri viventi, ma quello di custodi e giardinieri della Terra. 

  42. 31
    antoniomereu says:

    Con tutto il rispetto per il 26enne che c’ ha lasciato la pelle…se capitava la stessa cosa in Vallee subito sarebbe intervenuto Rocco quello con la S davanti al cognome per capire dopo lunghe stressanti rotture di 10° che qualcuno si era impossessato temporaneamente di unghie e denti di plantigrado dal museo locale per farne un calco e aveva cominciato lo sfoltimento di merenderos e cannibali…ma a Giallini non la si fa’ e le indagini sono tuttora in corso.
    Prepariamo l alibi.

  43. 30
    Carlo says:

    Ha ragione Sign albertperth, mi ha confuso la frase iniziale del Suo intervento che mi è parso appoggiasse la tesi del Sign.  Riva. Le chiedo venia e condivido in toto la Sua considerazione al Direttore citato. Groff e i vertici al momento, a mio giudizio giustamente, si astengono da rilasciare interviste ..troppo caldi gli animi a rifosso dell’accaduto. Mentre il gruppo grandi carnivori del comitato scientifico del cai mi pare abbia ribadito sia necessaria una visione politica delle questioni uomini/selvatici. La ringrazio
     

  44. 29
    Cla says:

    Runner 

  45. 28
    Cla says:

    Sig. Carlo 24: sia mai che  l’orso abbia estratto uno smartphone per una foto al ranner sbucato per caso e sia stato  da questi aggredito. 

  46. 27
    Albertperth says:

    Precisazione al Sig.Carlo leggere meglio non ho affermato nulla di armi,le avevamo in dotazione,ma era un altra storia,ho citato le affermazioni e considerazioni dell ex Direttore Parco Stelvio,a leggerle in merito alla fauna che popolano le aree boschive e non,si fidi,merita,ed è esplicativo,le considerazioni non erano neanche contro i cani,loro da sé non sono un problema,lo sono i proprietari,come vede si ritorna all,uomo.Rileggersi,Parabole e catastrofi di Renè Thom

  47. 26
    Carlo says:

    Sign  telleschi, 21 mi permetta di darLe un consiglio non richiesto. Se ad uno che buole avvicinarsi all’alpinismo di consiglia una guida o un corso, Le consiglio l’acquisto di un cane ed un breve corso per gestirlo… rimarrà sorpreso di quanto migliore diverrà la VOSTRA vita. Smile

  48. 25
    Carlo says:

    Sign Riva 9, Sign. Albert 11…e se la pistola si fosse inceppata? E se avesse sbagliato mira? Ok girare armati se La fa sentire tranquillo….ma senza munizioni per carità 

  49. 24
    Carlo says:

    Altra tediosa nota a piè pagina: a differenza del lupo, l’orso nel Trentino non si è mai eradicato, neberano rimasti una femmina vecchia ed un maschio cieco. Con il piano PACOBACE (di cui consiglio una veloce lettura) ne sono state rilasciate due coppie della stesse specie. Quindi rilascio, non introduzione . Nel merito li grave e purtroppo luttuoso incidente è nato da paura, quella dell’orso sorpreso dall’uomo e quella dell’uomo sorpreso dall’orso. Entrambi hanno reagito d’istinto ed ha prevalso la specie più forte. Quindi ci sta che la nostra specie abbatta l’orso, a patto che sia solo quello realmente redponsabile
     
     
     
     
     

  50. 23
    Carlo says:

    Sign Tedeschi, mi spiace ma dissento. I cani sono stati addomesticati da noi in tempi remoti , e direi non sospetti, per poter sopravvivere in un ambiente allora difficile per la nostra sopravvivenza. Ci siamo riusciti mi permetto di dire anche grazie a loro. Un po’ di riconoscenza mai?? Come scrive il Sign. Pasini che si dovrebbe adeguatamente preparare i locali ( cosa già iniziata da tempo ma che va intensificata) anche per i proprietari di cani servirebbe un patentino.  Ed anche un abbinamento ” giusto” (, non si può dare un pitbull ad un esagitato fascista pieno di se)
    Notizia di oggi una mucca ha mezzo ucciso un trentenne….non è che gli animali abbiamo finalmente preso le armi per parteggiare la natura e sterminare il virus uomo che la infesta e distrugge??
     
     
     
     
     
     

  51. 22
    Carlo says:

    18, ,Sign. Grazia. Intendo che l’uomo ( inteso come specie animale) deve finalmente includere la natura nei suoi pensieri, nelle sue azioni, nei duoi progetti non più come fonte di sviluppo economico ma di progresso. Prendere consapevolezza che senza natura non possiamo esistere e resistere. Ma immagino che siano concetti chiari oer Lei, mea culpa per averli mal condensati

  52. 21
    bruno telleschi says:

    Sugli orsi ho qualche dubbio, ma sui cani ci sarebbe poco da discutere: non sono cose naturali. I cani, come altri animali domestici, sono il frutto avvelenato della selezione artificiale che gli uomini impongono alla natura per soddisfare i propri interessi. Sarebbe ora di vietare la produzione e lo spaccio dei cani per proteggere la biodiversità della natura e soprattutto l’incolumità degli uomini.

  53. 20
    Roberto pasini says:

    Le mie domande riguardano cosa può essere accaduto tra loro due per dar luogo ad un finale così assurdo e raro per entrambi. Forse non lo sapremo mai ma qualcosa tra loro è andato storto. Mi ha colpito il dettaglio del bastone. Ricordo che il ranger ci disse che con l’orso o l’alce ancora più pericoloso, l’opzione per certo peggiore e perdente è mettersi a correre cercando di batterlo in velocità o ingaggiare un contatto diretto pensando di farcela, a meno di essere adeguatamente armati.,sono opzioni che peggiorano la nostra situazione ma purtroppo nel panico rispondono ad istinti di fuga o attacco che nel rapporto uno a uno ci vedono totalmente perdenti e ci fanno percepire come un potenziale pericolo e non un essere di nessuna rilevanza per loro. Magari più avanti capiremo e potrà essere utile per una seria opera di educasione preventiva. Poi per carità tutto può capitare ma partire da un addestramento di base per chi vive in certe zone è fondamentale 

  54. 19
    grazia says:

    Caro Luciano, gli incidenti durante la stagione della caccia, così come i pedoni investiti nelle città, purtroppo sono talmente comuni che non fanno più notizia per chi vive senza osare alzare lo sguardo dai propri piedi.
     
    Ma è più facile puntare i riflettori sugli animali selvatici, così diviene più semplice chiudere gli umani nelle riserve metropolitane…

  55. 18
    grazia says:

    Perdonami, Carlo, ma esattamente cosa intendi per “uomo inclusivo della natura”? 

  56. 17
    grazia says:

    Credo che Roberto non sia fuori tema: incolpare un orso se un runner corre a casa sua è solo una nuova scusa per farne fuori qualcun altro e, soprattutto, per fare apparire la natura sempre più distante è separata dall’umanità e questo si può definire bio avversità. 

  57. 16
    Carlo says:

    Provato che sia stato un orso, probabile sia MJ5, con già una condanna a morte sulla testa. È giusto venga abbattuto, perché un orso così confidente non è educabile e ingabbiarlo a vita sarebbe solo crudele. Certo, questa storia renderà più difficile la convivenza. Col piano Pacobace si erano raggiunti ottimi risultati con l’80% degli abitanti favorevoli nel 2000. Poi errati comportamenti e disattenzioni hanno portato a qualche spiacevole episodio cavalcato da “portatori di interessi” affiancati da stampa superficiale. Siamo ora a percentuali inverse e la vedo molto dura per l’orso nonostante il trentino lo usi come testimonial turistico. …..e dopo l’orso ci sarà il lupo. Intanto cinghiali, gamberi, scoiattoli, cervi fanno danni irreparabili. Senza contare le api  che uccidono una trentina di persone all’ anno. ma non si pensa a sterminare le api! Girare armati per boschi, prati e rocce non lo prenderei neanche in considerazione altrimenti si l’elenco delle vittime sarebbe lungo!! Ma è la solita storia: fa più rumore il vento che schianta un albero che un buldozzer che abbatte una foresta.
     Triste episodio, povero ragazzo, ma speriamo prevalga il buon senso e si possa ancora sperare in un uomo inclusivo della natura tutta e che non di legga più la brutta parola BIOAVVERSITÀ

  58. 15
    Luciano Regattin says:

    Pasini, da runner che frequenta esclusivamente i monti la notizia ha colpito anche me, come pochi mesi fa mi hanno colpito queste due, che però per la loro alta frequenza sono “normalmente” accettate come causa di morte e passano direttamente in secondo piano. Credo sia fondamentale conoscere i rischi che si possono incontrare durante una qualsiasi uscita, ed essere preparati ad affrontarli. Per questo tra tutte le situazioni sfavorevoli ma prevedibili che possono capitare, temo più di tutto l’imprevedibilità dei cacciatori.
    https://www.ildolomiti.it/cronaca/2022/colpito-da-una-fucilata-mentre-va-a-caccia-aperto-un-fascicolo-per-omicidio-colposo-a-carico-di-ignoti-domani-lautopsia-sul-corpo-di-massimiliano-lucietti
    https://www.lastampa.it/cronaca/2023/03/07/news/milano_investito_da_bus_atm_mentre_attraversa_sulle_strisce_pedonali_25enne_muore_in_ospedale-12681710/
     

  59. 14
    antoniomereu says:

    Beh più bioavversita’ di un aggressione …così…giusto per restare in tema almeno al titolo.
    Ma chi è fuori posto l uomo che persegue un istinto modernista e antropocentrico spinto al massimo anche tra i monti o l’ orso che anche se reintrodotto è pur sempre nel suo ambiente?

  60. 13
    Roberto Pasini says:

    Mg. Per carità non volevo sostenere nessuna posizione o promuovere abbattimenti o altro. Sono solo rimasto colpito dalla notizia: morire così a 29 anni in Val di Sole. Mi è sembrata una cosa così assurda che mi sono posto un sacco di domande su come possa essere successo, sui due fronti,l’uomo e l’orso. Poi è scattata anche un po’ di empatia essendo io stato nel mio piccolo un trail runner in posti molto più selvatici della val di Sole, anche paradossalmente in aree quasi urbane, ricordo l’incontro da paura lungo il Tevere all’altezza del Parco dei Principi con un branco di cani randagi. Da paura davvero.

  61. 12
    MG says:

    @pasini perdona la digressione, ma ho già letto un paio di articoli su questo incidente che mi hanno fatto incazzare, non ultimo uno che diceva che si stanno facendo rilievi sul dna prelevato in loco per identificare l’orso responsabile (immagino per sopprimerlo).
    ANche a me ha colpito la morte di una raGAzzo giovane per una faccenda così incredibile ma la domanda è “allora?” vogliamo sterminare tutti plantigradi?
    hai mai attraversato la stazione di Milano? Ti sei mai trovato in luoghi dove moltI dei cd. migranti  che noi accogliamo con così ampia benevolenza si radunano la sera (se vuoi te ne indico qualcuno anche dalle mie parti dove non ti basterebbe il corso del ranger per sopravvivere…) 
    o vogliamo tirarla là per cavalcare un pò l’onda emotiva del povero runner sbranato dall’orso?.
    perché oggi è assai più complicato sopravvivere ai bipedi che ai quadrupedi in molte parti del territorio nazionale 

  62. 11
    Albertperth says:

    Sig.Pasini,il problema in parte lo ha evidenziato il Sig.Riva dalle mie parti si camminava ore e giorni e non si vedeva un cane,già,ora con il cane si fanno ferrate semplici e ski alp,e si corre con il cane,e l orso non è incline al cane,in questo caso,non vi è il cane,ma nella maggio parte dei casi problematici con l orso vi è sempre stato un elemento con il cane,libero,il cane fa il cane l orso fa l,orso,nell esplicativo articolo del ex Direttore del Parco dello Stelvio emerge che l,unico animale che non fa quello di cui ci si aspetta,è …l,uomo.
     
     

  63. 10
    Roberto Pasini says:

    Urca Riva sei un trumpiano ? parlo di armi non di altre sue piccole passioncelle (un po’ costosette a quanto pare). Un sorriso ogni tanto ci consola. A parte questo i cani a volte sono un problema per corridori e ciclisti. Anzi francamente più i padroni che le dolci bestiole. Sono stato aggredito da un maremmano (non addestrato e non un serio professionista antilupo, con i quali non ho mai avuto problemi, gente seria)  e mi sono protetto coi bastoncini e il padrone si è pure incazzato.

  64. 9
    Riva Guido says:

    @ Pasini all’8. Conclusioni o no, dobbiamo poter girare armati come là nelle Rockies. Mercoledì scorso, a pochi minuti dall’auto, ho incrociato uno che saliva con al guinzaglio una via di mezzo tra un Pizbuin e un Rotwater che appena mi ha visto si è messo a spiccare balzi con la bocca spalancata mostrandomi per bene le due file di denti bianchissimi. Se quella bestia fosse sfuggita di mano al proprietario, o si fossero rotti il guinzaglio o il collare, cosa mi sarebbe successo? Se avessi avuto in dotazione un bel pistolone tipo Smith & Wesson 500 (calibro 12,7 mm) . . . mi sarei sentito molto più tranquillo.

  65. 8
    Roberto Pasini says:

    Perth. Certo i numeri sono ben diversi per altri motivi. Però non è proprio una non notizia. Le emozioni sono diverse dai numeri. Qui dove sto io parecchi sono rimasti colpiti da questa notizia. L’anno scorso due miei amici anziani a Camogli mentre prendevano il sole sono finiti al San Martino di Genova con ferite gravissime, attaccati da un cinghiale terririzzato uscito dal mare, proprio così (sono diventati provetti nuotatori) inseguito da una motovedetta della guardia costiera. Io ho incontrato un mare di cinghiali  correndo nei boschi, madri con piccoli comprese, ma non ho avuto mai problemi finora. Anch’io uso la tattica del cantare e urlare (che fa anche bene per vedere se sei sotto soglia areobica) e non uso cuffiette per mantenere controllo dei rumori ambientali. Però il caso dei miei amici ha suscitato un gran polverone. È vero che il cinghiale non è un orso ma non scherza neppure lui se cadi per terra. Comunue ha ragione chi ha detto di aspettare le conclusioni. 

  66. 7
    albertperth says:

    Sig.Pasini ,se Lei vivesse in Trentino osserverebbe  che le vittime maggiori, in Trentino le fà l’alcool, se lei osservasse i report dei controlli sulle strade, ne troverebbe ampia ragione, vi sono poi  gli incidenti con le moto, Haa! il Trentino il Paradiso dei motoclisti, infine  se andasse a scorrere i decessi tra gli anziani  causa trattori ne rileverebbe un numero alto,  troppo, come gli incidenti. Inoltre se analizzerebbe gli innumerevoli incidenti, con decessi, causa selvaggina di grosso taglio sulle rotabili,osserverebbe che le ore più pericolose per chi guida,sono la mattina presto,o la sera tardi. Ora se un allogeno, corre tra i boschi di casa sua, e dovrebbe conoscere gli innumerevoli pericoli cui va incontro, compreso quelle di una popolazione senescente che guida oltre gli 80,anni,costui,portasse un fischietto, piccolo e banale e vi soffiasse dentro a intervalli, non spaventerebbe, suo malgrado un plantigrado che non sa di abitare in una delle regioni,che  se molto belle ,morfologicamente ,sono anche tra le maggiormente pericolose. Per se  e per i suoi coabitanti. Ora questo non perchè si sia con l’orso  e contro il corridore alpestre. Ma perchè quanto accaduto è una non notizia. La notizia la dà  sul Corriere della sera l’ex presidente del Parco dello Stelvio.

  67. 6
    Roberto Pasini says:

    Carlo. Sono d’accordo.,Aspettiamo le conclusioni. Però le domande rimangono. Qusndo ho corso nelle montagne rocciose il ranger mi ha sottoposto ad un corso obbligatorio di comportamento prima di darmi il permesso, Ho fatto il bravo scolaretto e ho pure risposto al questionario di apprendimento, Sono convinto che qualcuno che ho incontrato avesse comunque nello zainetto un bel pistolone, comprato alla stazione di servizio di fianco alla sede del Parco, probabimente mostramdo solo la carta di credito. Ma ero nelle Rockies. 

  68. 5
    Carlo says:

    Sign Pasini. OFF TOPIC. Io aspetterei la fine delle indagini e la ricostruzione della dinamica. Ad ogni modo ci son voluti oltre 30 anni a che venisse accettata questa reintroduzione. Non sempre i locali han seguito le disposizioni inevitabili che questa convivenza comporta ( niente rifiuti umidi in giro, animali da affezione custoditi, muoversi in ambiente rumorosamente) . Alcuni, veramente due o tre sul totale, son diventati confidenti. (Succede anche in Groenlandia dove da sempre ciesistono uomini e orsi). Sono stati sedati (un paio pure uccisi per errata dose) e allontanati. Su uno di loro vige la pena di morte. Runner locale vuol dire niente se corri leggero e silenzioso e non ti accorgi se sei finito nella zona di confort di un orso appena uscito da un difficoltoso letargo e, magari, con un paio di cuccioli a seguito . …..staremo a vedere

  69. 4
    Cla says:

    West Nile in Italia, un po’ di numeri
    Dall’inizio di giugno al 30 agosto 2022, il bollettino periodico dell’Istituto Superiore di Sanità riporta 386 casi umani di infezione confermata, con 22 decessi; il primo caso è stato in Veneto e prevalgono le segnalazioni al nord, ma se ne registrano anche più a sud come in Toscana ed Emilia-Romagna, nonché in Sardegna. 

  70. 3
    Roberto Pasini says:

    So che è il post sbagliato ma non so dove metterlo. Non so voi, ma io sono rimasto veramente colpito dalla morte in Val di Sole del giovane trail runner. Le indagini non sono concluse ma sembra quasi certo sia stato ucciso da un orso. Essendo un runner molto esperto non penso abbia commeso imprudenze, oltretutto era di li’ , non un turista occasionale. Sarà anche un evento casuale però pone tante domande. 

  71. 2
    Carlo says:

    Grazie della presentazione, senz’altro entrerà nella mia libreria come i precedenti. Ho anche ascoltato l’autore di persona . Purtroppo nelle sue risposte non ha saputo nascondere la consapevolezza di aver ben poco potere a che le cose si raddrizzino. Sob!

  72. 1
    bruno telleschi says:

    La bioavversità è una bella invenzione linguistica che non solo denuncia gli inconvenienti materiali legati alla diffusione delle monoculture in montagna. Si tratta soprattutto dell’avversità che il consumismo moderno provoca nei confronti del paesaggio, un bene spirituale che dovrebbe essere fondamentale nella costituzione dell’identità personale.

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