Breve corrispondenza con Gian Carlo Grassi

Recentemente mi è capitata in mano una vecchia guida di arrampicata, Valle Susa e Sangone, a firma niente meno che di Gian Carlo Grassi. Si tratta della sua prima pubblicazione e, in ogni caso, una delle prime guide in cui si è iniziato a respirare a pieni polmoni il nuovo clima del Nuovo Mattino. Gian Carlo lì ha mescolato vecchio e nuovo, in un momento di rapida successione di nuove produzioni arrampicatorie, comprensive dell’attenzione ai passaggi boulder, in genere allora del tutto trascurati dalla letteratura specifica. Un festival di nuovi nomi, di fantasie sfrenate come Diedro della Chiarificazione mentale, il Diedro degli Abulici, La sottile Cortina della Fortuna o, ancora, Il Mito della Sfera del Tetraedro. E così via.

Breve corrispondenza con Gian Carlo Grassi

La sua prima lettera da me ricevuta non è datata, ma è del febbraio 1978.
Caro Alessandro, ti spiego subito il mio problema che riguarda la pubblicazione della guida delle palestre di Val Susa e Sangone (questa uscirà solo dopo due anni, nel marzo 1980, con il titolo Valle Susa e Sangone, NdR).

A metà mese di gennaio ho inviato a Tamari la documentazione fotografica completa delle pareti e varie vie, più gli schizzi schematici. Sul lucido sovrapposto alle foto ho pure già fatto anche i tracciati, quindi in definitiva la guida è completa.

Nella lettera che seguiva il lavoro, sollecitavo l’editore a una prossima pubblicazione, specificando i problemi di aggiornamento generale del lavoro in caso di ulteriore attesa (di mesi?).

Inoltre nell’ambiente la guida è attesissima, ora è trascorso un mese e non ne ho saputo più nulla, in effetti Tamari non si è fatto vivo neppure a mezzo lettera. Non so cosa pensare. E’ possibile per te entrare in contatto con Oscar? In modo da definire o sapere se il lavoro procede e verrà pubblicato. Francamente io ho continuato a inviare alla Tamari relazioni e aggiornamenti, ed ora il lavoro fotografico completo, senza mai avere una risposta ufficiale che la guida verrà edita.

Attendo una tua risposta, se riesci a saperne qualcosa. Ciao, Gian Carlo“.

Uno degli schizzi che corredano la guida: Via Diagonale al Torrione Ovest della Parete di Gneiss di Borgone.

Milano, 15 febbraio 1978
Caro Gian Carlo, ho ricevuto questa mattina la tua lettera. Ho telefonato a Tamari, che come sai ha da pubblicare anche la mia guida sulla Valle dall’Orco. Si scusa sia con me che con te par i ritardi e per non averti mai scritto nulla. Comunque non pensava tu volessi adesso, prima dal contratto, una lettera ufficiale di conferma, in quanto lui ha già stampato e tu hai già corretto le bozze, perciò è chiaro che il lavoro verrà sicuramente pubblicato!!

Gli ho fatto presente le difficoltà di continuo aggiornamento e l’attesa che accompagna negli ambienti alpinistici queste due guide; mi ha risposto che farà sicuramente tutto quanto gli sarà possibile per farle uscire prima.

Assieme a questa lettera ti mando un foglio della FILA. Leggitelo attentamente. Ormai le promozioni con la Fila le faccio così, devo scegliere gli alpinisti migliori e vedere se sono disposti ad accettare. Puoi prendere fino ad otto capi, ma per questo dovrai consigliarti con Ravelli Sport. Se ti va di accettare, firma il foglio, dopo averlo compilato, portalo da Ravelli, scrivete i capi e le taglie, fallo firmare anche lui e dopo rispediscimi il tutto.

Se invece non ti va di accettare, rispediscimi per favore ugualmente il foglio.

A Torino ho fatto la stessa cosa con Ugo Manera, Claudio Sant’Unione, Corradino Rabbi, Roberto Bianco, Luciano Pezzica, Enrico Pessiva, Agostino Zimaglia, Giovanni Marino, Roberto Bonis e Claudio Persico.
A risentirci presto

Il Maestro sulle cascate

Anche la sua seconda lettera non è datata, ma è del marzo 1978.
Caro Alessandro, nel frattempo prima di ricevere la tua lettera di risposta ho firmato il contratto con Tamari. Però ci sono alcuni problemi per questa benedetta guida della Val Susa.

Sì, ho corretto le bozze un anno fa (consegnate esattamente a febbraio 1977), però da quella data gli aggiornamenti si sono moltiplicati e io ho sempre inviato il materiale dattiloscritto a Tamari specificando dove andava inserito. In base alla tua esperienza, pensi che mi invierà altre bozze da correggere?

Io credo che se Tamari mi avesse inviato una lettera delucidatoria tutto si sarebbe semplificato nella procedura del lavoro.

Nel contratto è specificato come spettanza personale il 10% sulle vendite, non si parla di rimborso spese, come tu mi avevi accennato. Credi che mi verrà corrisposto?

Ormai Tamari possiede tutta la documentazione figurativa (schizzi e foto), però ufficialmente ne so meno di prima.

Scusa se ti pongo questi interrogativi, ma sei l’unico che può dirmi qualcosa di definitivo.

Ho letto l’accordo pubblicitario Fila con le sue clausole, vorrei sapere se la scadenza è annuale o se prolungata senza limitazioni di tempo. Attendo una tua gradita risposta. Ciao, Gian Carlo“.

Milano, 29 marzo 1978
Caro Gian Carlo, ho ricevuto la tua lettera ultima. Purtroppo stai a tue spese accorgendoti cosa vuol dire aver a che fare con un qualsiasi editore. Sono sempre grane a non finire, sembra che lo facciano apposta e infatti spesso lo fanno apposta. Tamari è ancora uno dei meno tirchi.

Certamente ti invierà le bozze definitive da correggere, anzi ti consiglio di scrivergli un’altra lettera per sollecitarle: prima ricevi le seconde bozze, prima esce la guida e meno hai da aggiornare.

Per ciò che riguarda il rimborso spese neppure sui miei contratti vi si accenna. Se ne è sempre guardato bene. Nonostante ciò, come già ti avevo detto, io riesco a farmi rimborsare un po’ di spese (circa 500.000 lire per guida). Naturalmente non so cosa vi siate detti la prima volta che vi siete visti. Tutto dipende da quello. Un editore cerca sempre di fregarti, non puoi aspettarti che sia lui a volerti dare dei soldi…  Come ti dico, non so come siate rimasti d’accordo: avete parlato di rimborso spese o no? Se non ne avete parlato, potresti tentare di farti dare ugualmente qualcosa, se invece ne avete parlato allora esigi subito il rimborso.

L’accordo pubblicitario con la Fila (c’è scritto anche sopra) e valido per un anno, rinnovabile. Se lo vorrai sottoscrivere, fallo firmare a Ravelli e poi spediscimelo.
Cari saluti

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Breve corrispondenza con Gian Carlo Grassi ultima modifica: 2021-04-03T05:55:00+02:00 da GognaBlog

4 pensieri su “Breve corrispondenza con Gian Carlo Grassi”

  1. 4
    Agostino Zimaglia says:

    Mi ricordo quando tu Alessandro venisti da Grassi  per farci le foto sulla parete di Eriador nella gola di Caprie e la mettesti sul tuo libro Rock Story. Peccato in B&W in quanto i nostri vestiari sgargianti erano belli da vedere sulle placche. Conservo ancora le tue 3 diapositive che avevi dato a Gian Carlo. Un grande saluto. 

  2. 3
    albert says:

     
    Corrispondenza interessante su risvolti  del mestiere di Guida.Grane editoriali ed anche dettagli sulla sponsorizzazione. A quei tempi  era pure poca, oggi i  campioni dell’alpinismo sono irti di logo..e pure i presentatori di trasmissioni su Montagna Bianca.Tali  presentatori sfoggiano in bella evidenza il marchio    per contratto, mentre gli altri invitati locali intervistati od accompagnatori spesso devono oscurare le zone del loro vestiario con cerotti o nastro adesivo oppure se ne incarica la correzione immagini con uno sfumo sulla zona che non ha pagato. Non sfugge neppure il mezzo auto usato per i trasferimenti, con l’obbiettivo della telecamera che indugia su particolari marchiati , mentre si distoglie dal paesaggio circostante. Spesso il logo di ditta sponsorizzante sembra di dimensioni esagerate, mentre lo stesso applicato ai capi in vendita e’ ridotto…o  viceversa prende l’intero capo trasformando chi lo porta dopo aveverlo  pagato,  in un manifesto sandwich ambulante.

  3. 2
    Carlo Crovella says:

    Interessanti reperti storici. Vedo che le “grane” con il mondo editoriale non sono esclusivamente figlie dei giorni nostri, anzi… e, da sempre, possono coinvolgere anche autori di spessore… figuriamoci gli altri…
    Buona Pasqua a tutti.

  4. 1
    albert says:

    Che ricordi !.La giacca Fila  di tela antistrappo asintetica me la comprai ed aveva una chicca: le cerniere laterali ..  in caso di dover indossare sotto altri capi caldi e soprattutto in caso di crescita  della  circonferenza  de panza. Finita usurata e stracciata…come pure pantaloni . Adesso non si trova piu’  l’abbigliamento   Fila settore  montano???. . Le guide cartacee ormai sono da collezione..sul web si trova tutto online.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

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