Che fine ha fatto l’era Solare?

Che fine ha fatto l’era Solare?
(gli ostacoli e le prospettive della transizione energetica)
Tesi di Dobbiaco 2018
Da un’idea di Wolfgang Sachs e Karl-Ludwig Schibel
Moderatore: Karl-Ludwig Schibel
a cura dell’Accademia dei Colloqui di Dobbiaco

Introduzione
Raramente il divario tra retorica e realtà è stato così grande. Nelle conferenze internazionali i governi hanno concordato solennemente che la transizione verso l’era solare, ovvero il passaggio della base del sistema energetico dal fossile al solare, sarà in gran parte completato entro il 2050. Altrimenti, il caos climatico e una grave disintegrazione socialesaranno inevitabili. Ciò nonostante, le emissioni globali di CO2 hanno raggiunto il loro picco nel 2017 e alla fine dell’anno il governo tedesco ha abbandonato gli obiettivi climatici del 2020 (riduzione delle emissioni del 40%). La famosa Energiewende tedesca si è arrestata e la decarbonizzazione non sta procedendo bene neanche in Italia e in Austria. Allo stesso tempo però, in tutto il mondo gli investimenti nelle energie rinnovabili superano di gran lunga quelli nelle centrali elettriche a combustibili fossili. Sullo sfondo delle innovazioni tecnologiche nell’eolico, fotovoltaico e nelle bioenergie i Colloqui di Dobbiaco 2018 (28-30 settembre 2018) hanno discusso le opzioni politiche e le alternative infrastrutturali della transizione energetica, inclusi i conflitti – multinazionali verso cittadini, distruzione del paesaggio verso protezione della natura, tecnocrazia verso sufficienza, che già animano gli inizi dell’età solare.

Bernd Löschl

Tesi di Dobbiaco 2018

La presente versione delle tesi, che si basano su una prima bozza di Karl-Ludwig Schibel, è risultato della collaborazione di Martina Blum, Marica Di Pierri, Felix Ekardt, Bernd Hirschl, Stephan Kohler, Andreas Löschel, Hans Mönninghoff, Klaus Münschen, Wolfgang Sachs, Hans Schmieder e Silvia Zamboni. Nessuna di queste persone è pienamente d’accordo con il testo, ma anche questo fa parte dello spirito dei Colloqui di Dobbiaco. Il merito finale va ad Alberto Clò e al suo prezioso lavoro di revisione.

Tesi 1
Se vogliamo che l’umanità continui a esistere sulla Terra nelle forme che conosciamo oggi, realizzare la transizione energetica è un imperativo categorico per tutto il Pianeta. Se entro la metà del secolo non ci sarà un passaggio quasi completo da una produzione energetica basata sui combustibili fossili e nucleari, a un sistema sostenibile che utilizza il solare, l’eolico, la biomassa, l’energia geotermica e le maree, e se non riusciremo nei prossimi decenni a dimezzare il consumo di energia attuale (nell’elettricità, nel riscaldamento e nei trasporti), in tutto il mondo i cambiamenti climatici antropogenici renderanno impossibile una vita dignitosa per la comunità umana.

Hans Mönninghoff

Tesi 2
La trasformazione da compiere è urgente, ineludibile e di dimensioni drammatiche. Attualmente, nel 2018, circa l’85% dell’energia che utilizziamo è tuttora prodotta con combustibili fossili o nucleari. Da trent’anni si è preso atto ovunque della necessità di realizzare la transizione energetica, ma solo recentemente si è capito in quali forme attuarla. Gli esperti del clima non hanno solo dimostrato quanto reale e inquietante sia la minaccia, ma hanno anche indicato un percorso possibile verso un futuro sostenibile, e l’accordo di Parigi, con il consenso dell’intera comunità mondiale, ha definito l’assetto normativo internazionale di questo percorso.

Tesi 3
La transizione energetica è una sfida assai difficile, ma è alla nostra portata, poiché ormai le tecnologie disponibili consentono di trasformare l’attuale sistema energetico fossile in un sistema sostenibile. Varie innovazioni – come le smart grid – rendono possibile una trasformazione energetica completa, e saranno essenziali per difendere la competitività dell’Europa. Sono anche economicamente convenienti, tanto più se si considera il costo reale dei combustibili fossili e nucleari, calcolando quindi sia i danni all’ambiente e alla salute, sia i sussidi attualmente erogati ai carburanti fossili e nucleari che distorcono la concorrenza fra le varie fonti energetiche. Oggi, in tutto il mondo prorompono iniziative di mobilitazione locale contro progetti a grande impatto emissivo e climalterante sul territorio. Questa resistenza diffusa esercitata dalle comunità locali contro il modello energetico fossile rappresenta, in questa fase, un elemento decisivo di spinta verso la transizione.

Harald Reiterer

Tesi 4
Il cammino della transizione energetica è disseminato di ostacoli e freni, e nel breve periodo sarà inevitabile che qualche categoria ne subisca delle ricadute negative: è importante riconoscerlo e adottare le dovute contromisure, affinché la transizione sia equa e condivisa. Già con i presupposti normativi attuali si riescono a trovare soluzioni che producono benefici a tutti i soggetti coinvolti, anche se al momento restano degli esempi isolati. Ma tali presupposti vanno adeguati alle nuove esigenze, in modo che i prezzi esprimano di più gli interessi dell’ambiente, e che sia garantita la partecipazione economica dei cittadini e dei comuni, rafforzando in tal modo il consenso locale. Un prezzo adeguato per le emissioni di CO2 permette inoltre di distribuire meglio oneri e benefici nella fase di transizione, compensando i nuovi costi per determinati settori economici e per le famiglie più deboli, come già avviene in Svizzera e in Svezia. Complessivamente, la transizione energetica creerà più benessere e una migliore qualità della vita.

Tesi 5
Attualmente, gli organi politici a tutti i livelli – locale, nazionale e internazionale – non hanno un ruolo di protagonisti nella transizione energetica. Ma esistono eccezioni esemplari di enti locali lungimiranti, basti citare Zurigo e il suo progetto della “società dei 2 chilowatt pro capite”, i comuni “rinnovabili al 100%”, le esperienze regionali avanzate come quella della California, settima potenza industriale del mondo, e perfino alcuni progetti interessanti di trasformazione energetica avviati in Cina. Gli accordi di Parigi sono un barlume di speranza per una transizione energetica mondiale.

Karl-Ludwig Schibel

Tesi 6
Criticare l’incapacità degli organi politici di cogliere i segni dei tempi non serve a molto. Piuttosto, dobbiamo formulare scenari globali accattivanti e convincenti, che abbraccino in modo organico tutte le strategie e le misure necessarie. La sensatezza – o l’insensatezza – delle singole scelte politiche, al pari degli interessi particolari e delle iniziative dei movimenti sociali, vanno valutati dalla prospettiva di un progetto mondiale.

Tesi 7
Sviluppare questo progetto mondiale dell’era solare, farne comprendere la necessità, renderlo auspicabile, e realizzarlo nei fatti, è una responsabilità che devono assumersi tutti i soggetti coinvolti: movimenti sociali, esperti, divulgatori impegnati, cittadini interessati, responsabili politici e imprenditori. I Colloqui di Dobbiaco – come molte altre fucine d’idee – sono utili per confrontarsi sui vari modi di “narrare” e presentare questo progetto mondiale, per farlo uscire dalle torri d’avorio degli esperti, e per far sì che da questa narrazione emerga in maniera comprensibile, convincente e accattivante l’essenza vera della transizione energetica, diventando un pilastro portante del pensiero collettivo.

Vanda Bonardo

Tesi 8
È ormai evidente che il dovere di difendere il clima per garantire ai giovani e alle generazioni future una vita decente sulla terra, è una motivazione troppo debole per indurre le persone ad agire. Per esempio, solo l’uno percento di chi si sposta in bicicletta lo fa per amore dell’ambiente, l’altro novantanove lo fa perché in bici si arriva a destinazione più velocemente, spendendo molto meno e traendone benefici per la propria salute. Questo deve farci capire che per “narrare” la transizione energetica, occorre partire dalla vita delle persone coinvolte, ponendo in risalto il contributo che ciascuno può dare per la tutela del clima e per un futuro intelligente del sistema energetico, non in nome di ideologie astratte, ma per la legittima aspirazione di ogni essere umano a vivere in un ambiente più bello e più sano, con infrastrutture efficienti, posti di lavoro, sicurezza degli approvvigionamenti, alloggi a prezzi accessibili e altri interessi altrettanto legittimi. Se vogliamo che la transizione energetica riesca davvero, molto dipende da quanto saremo disposti a ripensare i nostri stili di vita e le nostre forme di socializzazione, e da quanto sapremo far confluire questa nuova prospettiva nel pensiero collettivo, nel confronto pubblico e soprattutto nelle nostre azioni.

Relatori e relazioni

Martina Blum
esperta in gestione di energia dell’amministrazione comunale di Zurigo, Zurigo
“Verso la società dei 2000 Watt – La politica energetica del Comune di Zurigo”
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Marica Di Pierri
A-Sud, attivista e giornalista che si occupa di tematiche ambientali e sociali, Roma
“Fuori dai carburanti fossili – Movimenti sociali contro il carbone, metano e petrolio”
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Felix Ekardt

Responsabile del cento di ricerca sostenibilità e politica climatica, Lipsia
“La trasformazione energetica in Germania. Che cos’è che non va?”
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Vanda Bonardo
responsabile energia di Legambiente, Roma
“Comuni Rinnovabili di Legambiente”
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Bernd Hirschl
Istituto per la ricerca per un economia ecologica, Berlino
“Decentrato e digitale. Cittadini e Comuni come prosumer”
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Hermann Knoflacher
Prof.emerit. dell’Istituto di Costruzioni
“Sulla bicicletta nell’era solare? A dieci anni dalla morte di Hans Glauber”
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Stephan Kohler
EnergyEfficiencyInvest Eurasia GmbH, Berlino
“EUREF Campus: Laboratorio della transizione energetica”

Andreas Löschl
Responsabile della commissione di esperti del governo federale tedesco per il monitoraggio della transizione energetica, Berlino
“Economia e politica della transizione energetica globale”
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Klaus Müschen
Centro di ricerca per la politica ambientale presso la Libera Università di Berlino, Berlino
“Archivio Energiewende”
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Hans Mönninghoff
Fino al 2013 responsabile per il settore energia e ambiente della città di Hannover, oggi capo del collegio sindacale della cooperativa NaturEnergie – Region Hannover, Hannover
“Transizzione energetica. Quando deve essere centralizzata? Quanto può essere cooperativa? L’esempio della Regione Hannover.”
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Harald Reiterer
Responsabile Settore Green Mobility della Provincia Autonoma di Bolzano, Bolzano
“La mobilità elettrica in Sudtirolo oggi e domani”
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Wolfgang Sachs
Autore, Istituto Wuppertal per il Clima, l’Ambiente e l’Energia, Berlino/Roma

Karl-Ludwig Schibel
Coordinatore Fiera delle Utopie concrete e Allenza per il Clima Italia, Città di Castello/Perugia
Introduzione e riflessioni conclusive

Gianni Silvestrini
Direttore sciantifico Kyoto-Club e QualEnergia, ricercatore e autore del libro “2°C”, Roma
“La trasformazione energetica in Italia. Cos’è che non va?”
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Che fine ha fatto l’era Solare? ultima modifica: 2019-09-17T04:51:29+02:00 da Totem&Tabù
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