Che salita rivendicare?

Che salita rivendicare?
di Mike Graham
(pubblicato su La Bagarre il 27 febbraio 2025)

Era il 1974 e nello Yosemite era cominciato a succedere che gli scalatori europei venissero a scalare e poi tornassero in patria vantando – che so – la prima salita francese, o svizzera, o italiana del Nose o della Salathé, che erano vie che noi facevamo regolarmente più volte durante la stagione senza mai avere la sensazione di essere arrivati per primi da qualche parte.

Da sinistra, John Bachar, Mike Graham e Ron Kauk in vetta al Capitan nel 1976

Trovavamo la cosa molto divertente e ci scherzavamo parecchio sopra. A noi sembrava ridicolo. Così una sera, dopo qualche birra, scherzando, pensammo che volevamo rivendicare una salita anche noi. Che salita potevamo rivendicare? Ci venne l’idea della prima scalata italiana “clean” della Regular Northwest Face all’Half Dome, che era la via che volevamo fare il giorno dopo.

Dennis Hennek, Doug Robinson e Galen Rowell avevano effettuato la prima salita senza chiodi, solo con protezioni rimovibili pochi mesi prima, nel 1973. La loro impresa era valsa la copertina del National Geographic, e anche quella era una cosa che a noi faceva abbastanza ridere. Tutti in Yosemite in quel periodo cercavamo quotidianamente di arrampicare senza usare chiodi ma solo protezioni rimovibili, era la direzione che aveva preso l’arrampicata, non un modo per stabilire dei record.

Mike Graham in arrampicata free solo

Mi ricordo che era metà estate, un periodo in cui i pomeriggi erano caldi e le notti fresche. Io e i miei compagni abituali di arrampicata avevamo 17 o 18 anni a quell’epoca. Eravamo a Camp 4 e dopo qualche altra birra e probabilmente anche un cannone, cominciammo a preparare il materiale per la mattina dopo. Volevamo andare a ripetere la Regular Northwest Face all’Half Dome, quindi preparammo sacconi, corde, camme, dadi e nut e iniziammo a scherzare inventandoci dei nomi italiani, in modo da poter rivendicare anche noi la nostra “prima” italiana.

Mike Graham nel 1980

Rick che di cognome faceva Accomazzo, non doveva fare nulla con il suo nome, perché era già italiano all’origine. Gib Lewis, diventò Antonio Gibbo. E io, che ho sempre ammirato Emilio Comici, storpiai il mio nome Mike Graham in Michelangelo Gramicci, una parola che aveva nel suono qualcosa di simile a Comici.

Quella fu una serata memorabile. Tutti a Camp 4 iniziarono a chiamarmi Gramicci perché noi, per prendere tutti per il culo, continuammo anche dopo la salita nel nostro teatrino rivendicando quella salita come “prima italiana”. Il soprannome Gramicci da allora mi è rimasto per sempre e anche la azienda di abbigliamento che ho fondato poi anni dopo, porta sempre quel nome: Gramicci”.

Che salita rivendicare? ultima modifica: 2026-06-14T05:13:00+02:00 da GognaBlog

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8 pensieri su “Che salita rivendicare?”

  1. Ma questi cosa ne sapevano!? 
    In valle orco erano gli anni di sitting bull, mika pizza&faics

  2. L’alpinismo, l’arrampicata libera (!), che oggi qualcuno chiama grottescamente e pateticamente: trad, sono esattamente questa roba qui.
    Cosa credevate? 
    Forse alla cronaca de: Lo Scarpone, da cui hanno persino scritto dei libri di storia? In cui in molti credono.
    Fatevi una grassa risata. È il caso.
    E fa bene.
     

  3. Come una vecchia e polverosa “dia”questo breve esilarante raccontino mi riporta alla mente quando senza voler perculare nessuno tantomeno le tribù Californiane avevamo agli inizi ’80 ribattezzato la zona sud ovest del Rite …Termity Valley ,loro roccia compattissima noi sfasciumi e interi costoni quasi pericolanti inframezzati da qualche metro da sogno…ecco forse  era la bellezza da sogno dei posti con le nebbie mattutine dal Boite l’assenza quasi totale di anima e che evocava situazioni HugoPrattiane confondendo realtà e nostre fantasie .
    …”Qualche parete senza pretese l’ abbiamo anche noi in paese”…cit .Mai compariranno foto e tantomeno relazioni di quei ragazzi tanto simili a quelli d oltre oceano e le pareti termitose chissà se ancora verticali o disgregare nel bosco sottostante…quelle si differenti!
    Un saluto a tutti!
     

  4. Motivo per cui Stefano Ragazzo con i suoi exploit (Eternal Flame e Riders on the Storm) mi ha fatto sussultare, modestia, potenza e poche fanfare. Come l’effetto della notizia (all’epoca)del “ragazzo austriaco che ha fatto il Pesce slegato”. Poi uno può rientrare in valle a bere birra e a cannonarsi d’erba…Ma quando fai la Storia con la S maiuscola rimane scritta però.
     

  5. Incredibile con che leggerezza si prendessero queste leggende sacre dell’arrampicata.
    Proprio l’opposto dei tempi odierni, dominati dai social network, dove  spesso l’utente anche medio della montagna cerca gloria a pochi bit con imprese che imprese non sono.
    Che dire: genio, sregolatezza e anche leggerezza sono solo per pochi eletti….

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