Ci sono opinioni e ci sono LE opinioni

Ci sono opinioni e ci sono LE opinioni
di Davide Scaricabarozzi
(pubblicato sul suo profilo fb il 29 maggio 2021)

Tra le grandi neonate delittuosità da social media c’è quella di farsi un’opinione.

A differenza di molti io non sono esperto in nulla, leggo qua e là, guardo la televisione e conseguenzialmente ci penso su.

Quindi mi faccio un’opinione suscettibile a repentini cambi di rotta nel caso che qualcun altro dovesse argomentare in senso contrario con elementi che abbiano sufficiente pertinenza e conoscenza da farmi cambiare idea.

Mi è accaduto più volte perché non sono un asino col paraocchio.

Ci sono opinioni e ci sono LE opinioni.
Queste ultime sono ad appannaggio di soloni intransigenti, depositari dell’onniscienza e un tantino (lasciatemelo dire) fascisti nel modo di proporsi.

Poco importa ai più, ma mi sono veramente rotto i coglioni.

Qui o sei un esperto di statistica, un virologo, un fisico nucleare e in ultimo un esperto in rotture di cavi portanti o traenti, oppure non sei un cazzo.

Bene, non sono un cazzo. Quindi?
Quindi ho la mia opinione sui vaccini, sul nucleare e sul fattaccio del Mottarone.

In sintesi settimana prossima farò il vaccino, non voglio il nucleare e quelli del Mottarone vanno messi dentro e poi buttata via la chiave nel rispetto del famoso “i processi si fanno nei tribunali”, forse vi è sfuggito il concetto di opinione che non fa il paio con quello di sentenza.

Forcaiolo? Probabile.
‘gnurant? Sì
Sì a tutto quello che vi pare.

Garantisti ed esperti che vi posso dire? Questo sono e questo resto, ma non sono un coglione e men che meno un lacchè.

Ma posso cambiare idea perché sono un uomo intelligente e sufficientemente democratico.

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Ci sono opinioni e ci sono LE opinioni ultima modifica: 2021-06-08T04:13:00+02:00 da GognaBlog

42 pensieri su “Ci sono opinioni e ci sono LE opinioni”

  1. 42
    lorenzo merlo says:

    Al no. 1 c’era il sito del Ministero della Salute? Se no, c’e qualcosa da rivedere.

  2. 41
    Roberto Pasini says:

    Data Room odierno di Michela Gabanelli sui siti individuati a livello internazionale come diffusori di fake news. Tra i 14 italiani una sorpresina, oddio sorpresina proprio no. Detto e ridetto, suggerendo attenzione nelle ospitate. A meno che anche Mi-iena come la chiama Dagospia……

  3. 40
    Riva Guido says:

    Tempo fa Tinto affermò: “Le opinioni sono come il buco del culo, tutti ne hanno uno e tutti puzzano”.

  4. 39
    albert says:

    Intorno alla tragedia del Mottarone, ci voleva pure la diatriba sui Gip, titolari in congedo e supplenti..e rientro del titolare…
    Mi raccontarono per fatto meno grave:  A denuncia B per danneggiamento auto, ma le prove non son evidenti, un video scuro con ombre sfumate, il danneggiato(? o autolesionato con complice) abbozza un compromesso (ricatto?)con contante da ricevere brevi manu.Ottiene un diniego ed attual il mobbing giudiziario.UnPM  ritiene causa infondata e perdita di tempo, invece un altro che incappa nell’esposto sia ccanisce e afferma che gli estremi ci sono.Dopoi 6 anni B viene assolto oer non aver commesso il fatto ( verosimilmente costruito  su auto semicatorcio dal denunciante) e si deve pagare una congrua parcella di avvocato, non gli viene concesso il carico all’altro delle  spese  per causa temeraria. NO alla giustizi asommaria, pero’No pure al mobbing giudiziario che asfissia i tribunali penali e civilie distorglie energie e risorse da casi ben piu’ gravi.,

  5. 38
    Geri Steve says:

     
    COME FORMARSI UN’OPINIONE?
     
    Ti sei mai domandato perchè i telegiornali sono così lunghi ma danno così poche notizie?
    Perchè molte notizie preferiscono non dartele per niente e perchè serve tempo per indirizzarti e convincerti su quelle poche che ti danno.
     
    Pensa che se nessuno trattasse criticamente le informazioni che ci propinano e se tutte le fonti di informazione fossero equivalenti, tutti noi avremmo una sola opinione su tutto.
     
    ciao,
     
    Geri
     

  6. 37
    Geri Steve says:

     
    COME FORMARSI UN’OPINIONE? (3)
     
    Tu scrivi: “guardo la televisione e conseguenzialmente ci penso su”.
    La televisione ha come caratteristica principale che decide lei se e quanto ci puoi pensare su. Se tu leggi, puoi decidere tu se soffermarti su una frase, rileggerla o no.
     La televisione invece ti dà lei i tempi per commuoverti o no su una immagine, se apprezzare o meno una affermazione. Se lei cambia immediatamente argomento, tu quel tempo non ce l’hai.
    Se la TV si sofferma a lungo su certe immagini e non te ne fa vedere altre, ti crea l’illusione di essere stato un testimone, che sia successo esattamente quello che ti hanno fatto vedere e che non sia successo quello che non hai visto.
    segue

  7. 36
    Geri Steve says:

    COME FORMARSI UN’OPINIONE? (2)
    Per i casi che tu citi (vaccini, nucleare, fattaccio del Mottarone), tutti noi, se non siamo testimoni diretti,  partiamo da informazioni su certi fatti. La opinione ce la formiamo poi valutando la validità delle informazioni (da chi provengono, a quale ideologia si ispira la fonte…) e dalle conoscenze con cui valutare quei fatti.
     
    Credo sarebbe logico e doveroso cambiare opinione di fronte a fatti nuovi, conoscenze nuove, ragionamenti più convincenti; ma anche perchè seguendo, interessandosi, si modificano le nostre valutazioni su chi esprime quei fatti, quelle conoscenze e quei ragionamenti.
    Sarebbe utilissimo poi il confronto con chi ha altre opinioni, se però non si riduce una contrapposizione fra tifosi di una teoria contro l’altra.
     
    Purtroppo le informazioni che riceviamo sono poco attendibili, mal espresse da giornalisti che poco ne capiscono, ma soprattutto finalizzate a formare le nostre opinioni.
    Il famoso detto del buon giornalismo che rigidamente separa i fatti dalle opinioni resta un detto: il giornalismo fa esattamente il contrario, gli editori comprano giornali e TV non certo per informarci, ma per condizionare le nostre opinioni.
    segue

  8. 35
    Geri Steve says:

     
    COME FORMARSI UN’OPINIONE?
     
    Davide, io credo di essere abbastanza d’accordo con te, ma non sono affatto d’accordo con quanto tu hai scritto.
    Contraddizione mia?
    Non credo. Percepisco una condivisibile insofferenza per chi ritiene di sapere tutto e che la sua opinione debba essere semplicemente accettata, percepisco una pregevole disponibilità a modificare le tue opinioni, ma per come tu ti esprimi non posso essere d’accordo con te.
     
    Il discorso su come formarsi un’opinione, come confrontare e confrontarsi su opinioni diverse potrebbe essere lunghissimo, all’incirca quanto la storia della scienza.
     
    Prendiamo soltanto la tua ultima frase: “posso cambiare idea perché sono un uomo intelligente e sufficientemente democratico”.
    Certamente, non vale neanche la pena di discutere con qualcuno che non accetterà mai di cambiare idea, ma tu non ci dici niente del perchè e percome tu saresti disposto a cambiare opinione, e questa non è una mancanza da poco.
     
    Anche alcuni tifosi sono disposti a cambiare la squadra per cui tifare, ma sempre tifosi restano e niente valgono le loro opinioni da tifosi.

  9. 34
    Antonio Arioti says:

    Roberto, oggi fa caldo, un riposino non può che essere salutare. A la prochaine, sempre su questi schermi.

  10. 33
    Roberto Pasini says:

    Arioti. Antonio,  in una notte di insonnia mi sono guardato per curiosità qualche mese di interventi sul blog. Mi sembra di aver individuato cinque categorie: sfogo, confronto/dibattito, informazione, propaganda, autobiografia/affermazione di se’. Tutte le categorie confluiscono in modo indifferenziato nel mappazzone. Succede in tutti i social per “anziani”. Quelli per giovani, tipo Instagram o Tik Tok seguono altre logiche.  Per questo può essere faticoso e a volte confuso seguire il flusso. Per esempio mettersi a fare dibattito su uno sfogo non ha molto senso e viceversa. Io adesso mi prendo una pausa di riposo e disintossicazione. Seguirò solo il blog della Ferragni, oltre ai cruciali stimoli intellettuali lì si può trovare molta “frescura”, ottimo rimedio alla depressione senile, come ci ha insegnato il maestro Reinhold.  Ciao. I shall return. 

  11. 32
    Roberto Pasini says:

    Benassi. Alberto ho citato Guantanamo perché ho appena visto un film molto coinvolgente “The Mauritanian” su un caso reale. Guantanamo è un esempio estremo dei costi che può avere sospendere o mantenere di fronte a crimini emotivamente coinvolgenti uno dei caposaldi su cui si reggono le società in cui viviamo: “la regola della legge”. La tentazione di metterla in pausa quando sembra troppo garantista è molto forte. Chi la difenda rischia di essere stritolato dalle emozioni collettive o di essere considerato complice. In questi casi avere valori di riferimento pochi e semplici ma solidi aiuta a prendere posizione.

  12. 31
    Alberto Benassi says:

    Anche Beppe Grillo sembrava volere una giustizia vera. Oggi la pretende per il figlio solo che si trova dall’altra parte della barricata.

    No!!
    Grillo vorrebbe la sua.
    E’ diverso

  13. 30
    Davide says:

    Intervengo solo per fare un paio di precisazioni, credo non serva sottolineare la malcelata provocazione del mio post.Lungi da me la volontà di sostituirmi a qualsivoglia organo preposto alla “ricerca della verità”, sul fattaccio del Mottarone ho la mia opinione, e come ho scritto a chiare lettere non è sinonimo di sentenza….ci mancherebbe altro.Non impiccherei nessuno perchè mi fa schifo il sol pensiero, ma non ho una gran fiducia nei contorti e volutamente polverosi processi e nella fattispecie parlo per esperienza/e di vita vissuta e finsice qui.Ascolto i pareri di tutti, sopportando a obtorto collo quelli espressi dai più che hanno in genere una tuttologa infarinatura e che arrogantemente la propongono come verità rivelata.Bevo un negroni la sera perchè mi piace, mi conforta come un’ubertosa mammella color coccinilia.Mi ritrovo in questo perfetto inciso:”In effetti lo Scaricabarozzi è un personaggio che affonda le certezze. “Sì, le affondo perchè non ce ne sono…..e talvolta le affondo per schermirmi dalle mie incertezze.Vi ringrazio per tutti i commenti….davvero.

  14. 29
    Antonio Arioti says:

    Anche Beppe Grillo sembrava volere una giustizia vera. Oggi la pretende per il figlio solo che si trova dall’altra parte della barricata.
    Esiste un proverbio che dice “chi la fa l’aspetti”. Per questo mantengo sempre un atteggiamento cauto quando si parla di certi argomenti, non vorrei mai trovarmi dall’altra parte, soprattutto per errore.
    Ma torniamo sempre lì, esistono le opinioni e gli sfoghi. Io rispetto entrambi ma non mi si chieda di metterli sullo stesso piano.

  15. 28
    Alberto Benassi says:

    Le coscienze se le devono mettere a posto loro. Ma visto il peso, non so se ci riusciranno.
    E’ ladro chi ruba e chi tiene il sacco.
    Non si tratta di essere bianchi o neri ma di pretendere una giustizia vera che non affonda in mille cavilli da azzeccarbugli

  16. 27
    Antonio Arioti says:

    Ecco, che il sistema sia supergarantista è un’opinione.
    Condivisibile o meno ma è un’opinione.
    Forse ci stiamo avvicinando.

  17. 26
    Antonio Arioti says:

    Ma quale sarebbe l’opinione sul Mottarone? Dire che si è trattato di un atto criminale e che i colpevoli devono pagare è un’opinione? Più che un’opinione mi pare una conclusione ovvia.
    Un’opinione la si può avere in merito all’omicidio di Chiara Poggi. L’assassino è Alberto Stasi? Così hanno stabilito cinque gradi di giudizio, a parer mio una follia, ma non mi si venga a dire che tutti i dubbi siano stati fugati.
    Sul Mottarone le indagini sono ancora in corso e ci sarà un processo al termine del quale emergeranno sicuramente dei colpevoli ma sembrerebbe, il condizionale è d’obbligo, che a Davide Scaricabarozzi della sentenza non gliene freghi nulla perché lui il verdetto l’ha già emesso. Verdetto che poi auspico sia solo una boutade perché se no ha ragione Pasini, fuciliamoli tutti, dal titolare della ditta all’ultimo dei subalterni, così mettiamo a posto le coscienze.

  18. 25
    Alberto Benassi says:

    E spesso e volentieri i criminali la spuntano sulle vittime.

    Perchè un sistema supergarantisca, furbamente supergarantista, spesso permette ai carnefici di spuntarla sulle vittime.
    Guantanamo non c’incastra nulla.
    Ma tiramola in là che tanto c’è la prescrizione.

  19. 24
    Alberto Benassi says:

    Benassi. I ruoli che nel processo penale garantiscono i diritti delle vittime. Funziona così o preferisci Guantanamo o le fucilazioni rapide con pallottole fatturate alla famiglia?Ogni tanto mi cascano le braccia e mi sembra veramente assurdo dire cose così ovvie. Mi sto scoraggiando.

    Pasini scoraggiati pure ma non ho detto questo. Cosa c’incastra Guantanamo.
    Non ho detto che bisogna trovare comunque un colpevole, anche se innocente, per darlo impasto alla piazza.
    Ma quello che è stato fatto al Mottarone o sul ponte di Genova è da CRIMINALI.
    E spesso e volentieri i criminali la spuntano sulle vittime.

  20. 23
    albert says:

    Per  sua fortuna l’ Autore non parla del gran dibattito sull’adesione di mega condominio con 190 appartamenti alla”Gran opportunita’ del bonus 110%”.  
    Legge ingarbugliata con continui adeguamenti e decreti interpretativi, fate per il bene dell’ambiente ma occhio che se xxxx vi chiediamo indietro il bonus con gli interessi, i preventivi sballano causa continuo aumento dei prezzi dei materiali, uffici intasati…antiche amicizie tra vicini che crollano..e’ tutto gratis se cedete il bonus, no vi tocca aggiungere di tasca vostra..poi in ogni rete tv  aggiornamenti continui su vaccini, farmaci, neo cure sperimetali per covid, cancro , Alzehimer…bimbe e fanciulle scomparse,  sindachesse denunciate pe runcomune incidente a piccolo..Italia via dall’Afghanistan ma niente sorvolo del jet ..
     pero’chissa’ quando.. tutto sottocntrollo lasciateci lavorare allora vai con Negroni, birra e raboso a gogo e partitelle della nazionale…tornei di tennis..

  21. 22
    Antonio Arioti says:

    Forse sarebbe opportuno chiarire che le/Le opinioni e gli sfoghi sono due cose diverse. Non credo che attribuire pari dignità ad entrambe sia buona cosa.
    Ovviamente va tutelato sia il diritto all’opinione quanto quello allo sfogo, coi dovuti limiti s’intende, ma rimane il fatto che, nella sostanza, uno non vale uno.
    Il problema è che sfogarsi è semplice mentre farsi un’opinione richiede tempo e dedizione e soprattutto ti fa prendere pochi like.
     

  22. 21
    Fabio Bertoncelli says:

    1) In Italia spesso si va in galera prima del processo. Almeno, era ciò che accadeva fino a non molti anni fa, in genere allo scopo di estorcere una confessione. Chi ha una certa età lo ricorda perfettamente.
    2) In Italia spesso si esce di galera dopo una condanna penale.
    … … …
    Incredibile ma vero: il mondo capovolto.

  23. 20
    Roberto Pasini says:

    Benassi. I ruoli che nel processo penale garantiscono i diritti delle vittime. Funziona così o preferisci Guantanamo o le fucilazioni rapide con pallottole fatturate alla famiglia?Ogni tanto mi cascano le braccia e mi sembra veramente assurdo dire cose così ovvie. Mi sto scoraggiando.

  24. 19
    Alberto Benassi says:

    forcaiolo ?!?!?
     
    Roberto sono state AMMAZZATE  14 persone.
     
    Le garanzie di chi subisce chi le garantisce??

  25. 18
    Roberto Pasini says:

    Matteo, si era capito che non volevi essere denigratorio verso l’autore. Qui si parlava di Esegesi Biblica, non di via alcolica all’arrampicata (e alla vaccinazione) , nobile tendenza peraltro, assai diffusa fin dall’origine di questa come di altre arti creative. Poi evolutasi in “vie” chimiche più impattanti sulla felicità e la comunione cosmica con la realtà. Benassi io sono un fascistone ma tu sei un anarchico forcaiolo: ti auguro di non avere mai a che fare con la magistratura come imputato. Il diritto prevede garanzie anche per le merde umane. Lo sai benissimo anche tu. E menomale,  anche se poi sappiamo cosa può succedere ma c’è chi è messo peggio: dirottano un areo e ti arrestano o ti sequestrano e ti fanno crepare di torture. 

  26. 17
    Alberto Benassi says:

    In sintesi settimana prossima farò il vaccino, non voglio il nucleare e quelli del Mottarone vanno messi dentro e poi buttata via la chiave nel rispetto del famoso “i processi si fanno nei tribunali”, forse vi è sfuggito il concetto di opinione che non fa il paio con quello di sentenza.

    sul Mottarone c’è poco da cambiare idea.

  27. 16
    Matteo says:

    Ma sopratutto il “tema” Negroni l’ho introdotto io non Arioti, perché conosco e stimo Davide (credo anche ricambiato), ci ho arrampicato e so che il Negroni è per lui una religione e un marchio distintivo.
     
    Avevo aggiunto respect per sottolineare che non credo che i suoi pensieri e le sue opinioni siano fondate sul Negroni. Se non in senso lato e positivo

  28. 15
    Roberto Pasini says:

    Arioti caro, non sono emiliano (il cognome è di origini camune) ma dopo la laurea ho fatto per due anni una scuola di specializzazione a Bologna, grave colpa di questi tempi, e ho imparato la lingua e la cultura emiliana, della quale ho una sconfinata ammirazione. Si potrebbero anche usare per concludere altre espressioni abitualmente usate anche dalle signore per bene ma non vorrei urtare la suscettibilità dei sacerdoti seriosi del pensiero alternativo.

  29. 14
    Antonio Arioti says:

    Pasini, hai ragione. In effetti lo Scaricabarozzi è un personaggio che affonda le certezze. Anche
    Garantisti ed esperti che vi posso dire? Questo sono e questo resto, ma non sono un coglione e men che meno un lacchè.
    Ma posso cambiare idea perché sono un uomo intelligente e sufficientemente democratico.
    merita una riflessione profonda.
    Ieri ho preso la prima dose di Pfizer ma tengo a sottolineare che non sono un coglione e men che meno un lacché. Ma posso cambiare idea perché sono un uomo intelligente e sufficentemente democratico.
    Conoscendoti un po’ so che coglierai l’ironia che attraverso il blog non riesco compiutamente a manifestare.
    Caro Pasini, sei emiliano-romagnolo e io lo sono d’adozione (58 anni su 59 vissuti a Bologna). Cosa diresti di concludere, così come battuta, senza riferimento alcuno, con un bel “ma va a caghér”?

  30. 13
    Roberto Pasini says:

    Arioti. Grazie della dritta “esegetica”. Tu intendi dire che sarebbe nel filone Calimero buono e indifeso contro il mondo ostile popolato di cattivoni che mascherati in vario modo cercano di zittirlo e magari rinchiuderlo dicendogli che è nero e invece è solo un po’ sporco. Filone che ultimamente va forte.  Visto che l’autore si dichiara pronto a vaccinarsi io pensavo invece si volesse sottolineare il nesso tra propensione al Negroni e propensione alla vaccinazione. È sempre un po’ così coi testi sacri, si prestano a diverse interpretazioni. 

  31. 12
    Antonio Arioti says:

    11) Pasini, forse il senso risiede in questa frase
    “Queste ultime sono ad appannaggio di soloni intransigenti, depositari dell’onniscienza e un tantino (lasciatemelo dire) fascisti nel modo di proporsi.”
    che tu da conclamato fascistone fai finta di non aver letto 🙂
     

  32. 11
    Roberto Pasini says:

    “Figliolo, tu non puoi reggere la Verità. Viviamo in un mondo pieno di muri e quei muri devono essere sorvegliati da uomini col fucile. Chi lo fa questo lavoro? Tu?” Scena finale di Codice Rosso. Chi ha una mentalità militare/militante (destra, sinistra, religiosa…) ritiene di essere in guerra per la Verita’ e questa Verità giustifica che si raccontino verità parziali e/o falsità per realizzare il progetto “salvifico”, perché pensa che il popolo non sia sempre in grado di reggere la Verità. Vuoi un esempio all’acqua di rose ma significativo emerso qualche settimana fa: la Chiesa ha sempre saputo che la data della nascita di Cristo è sbagliata sulla base delle fonti storiche e che non è affatto morto a 33 anni. Ma chi se la sente di cambiare la Narrazione che per secoli ha sorretto la Fede. In fondo è un dettaglio poco rilevante rispetto al grande Piano, come altri dettagli storici più cruenti. Pajetta, come molti uomini di quella generazione di acciaio, si considerava un soldato in guerra. Aveva fatto 12 anni di prigione, di cui due ancora minorenne, quando fu cacciato dal Liceo Massimo d’Azeglio di Torino. La Verità finale per lui giustificava di aver raccontato per anni falsità ai compagni e non, perché molti come lui ben sapevano cosa era successo nell’URSS. Tema molto delicato e complesso da gestire quando si hanno pesanti responsabilità di comando. Personalmente, essendo stato io un “professional” sono lontano anni luce da quella mentalità e non ho mai gestito posizioni di potere ma mi sono posto spesso la domanda incrociando uomini che quelle responsabilità avevano e pesanti ed essendo uomini onesti e magari religiosi (non tutti i capi sono banditi) erano dilaniati dal dilemma, a volte persino con somatizzazioni fisiche. È facile prendere posizione stando seduti in poltrona davanti alla televisione o sugli spalti dell’arena. Più difficile quando hai la responsabilità della squadra in campo e tutti ti guardano e giudicano.Ps. Mi sforzo di capire ma mi sfugge il senso della pubblicazione di questo coming out, ma appunto sono un osservatore, anche un po’ rinco, non il responsabile editoriale di T&T che avrà le sue ragioni.

  33. 10
    lorenzo merlo says:

    Esaurire se stessi nella dimensione cognitiva è quantomeno drammatico.

  34. 9
    Matteo says:

    P.S.: in realtà il bambino può decidere e lo fa continuamente. Solo che spesso lo fa male, per se’ e per gli altri

  35. 8
    Matteo says:

    Già solo questa frase da fondamento a ciò che, mi pare, volesse dire Arioti (che parla più propriamente di attendibilità):
    “distinguere il razionale e il giusto dall’irrazionale e dall’ingiusto.”
    perché da per scontato che il razionale sia giusto e l’irrazionale ingiusto.
    Il che non è necessariamente vero. Anzi.

  36. 7
    Giovanni battista Raffo says:

    Il bambino non può decidere, deve essere costantemente seguito e/o in fluenzato positivamente o negativamente dalle persone che si trova vicine; è  ancora in via di evoluzione.
    L’adulto dovrebbe avere una veduta d’insieme più concreta, pur non essendo specializzato in nulla.
    L’uomo , infatti, a differenza degli animali, è dotato di quel tanto d’intelligenza che  può permettergli di distinguere il razionale e il giusto dall’irrazionale e dall’ingiusto.
    L’ unico deterrente per l’incompetente è la completa assenza di cultura.
    Con un minimo di conoscenza, a prescindere dalle informazioni mediatiche , sarebbe in grado di essere completamente autosufficiente, senza porsi troppi perchè.
     Chi non sarebbe  in grado di capire che le vaccinazioni effetuate nei decenni precedenti  hanno drasticamente rivoluzionato il campo medicio/scientifico.? Sono state cancellate, infatti,  terribili patologie dalla faccia della terra, per sempre.
     In merito al cambio climato  e alle tematiche ambientali , anche senza le informazioni( spesso errate) dei Media, è impossibile non comprendere dove stà il problema e quali sono i provvedimenti da adottare.    ( Ho citato due semplici esempi)

  37. 6
    Antonio Arioti says:

    5) Fabio, se il ragionamento verte sulla frase di Pajetta concordo.
    In generale ritengo invece che la verità assuma dei contorni sempre più sfumati man mano che ci si avvicina ad essa. Molto spesso è difficile scindere la verità dall’opinione di chi l’ha scoperta.
    Pertanto assume valore il percorso per giungere ad essa. Più tale percorso è libero da pregiudizi, vissuti personali e tutto il resto da te citato e più è facile che il finale sia attentibile.

  38. 5
    Fabio Bertoncelli says:

    Ecco, Roberto, io ritengo invece che si debba preferire la verità, sempre. Di ogni avvenimento – non importa che si tratti di storia, cronaca, politica, scienza, alpinismo – si debbono prima conoscere i fatti; poi, eventualmente, se ne darà un giudizio. 
    Spesso però la valutazione è distorta dal pregiudizio, dal nostro vissuto e, peggio di tutto, dall’ideologia e dal fanatismo. Tuttavia, almeno un tentativo di usare la ragione bisogna farlo; a ciò dovrebbero educare i genitori e la scuola. Oggi la scuola educa?
     
    In piú serve la buona fede. Io disprezzo gli ipocriti.

  39. 4
    Roberto Pasini says:

    Bertoncelli. Giancarlo Pajetta,Fabio, nel 1961, in modo provocatorio nel corso di una conferenza stampa a commento del XXII congresso del PCUS in cui furono denunciati i crimini di Stalin.

  40. 3
    Matteo says:

    Ma sopratutto il Negroni non deve mancare mai.
     
    Respect!

  41. 2
    Fabio Bertoncelli says:

    Contro la fede religiosa la ragione soccombe.
    Contro la fede ideologica la ragione soccombe.
    Contro il fanatismo la ragione soccombe.
    … … …
    Chi disse: “Tra rivoluzione e verità scelgo la rivoluzione”?

  42. 1
    Antonio Arioti says:

    Nessuno è perfetto.

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