Cosa è successo a Cortina

Il presidio di Cortina contro la pista da bob
di Giuseppe Pietrobelli
(pubblicato su il fattoquotidiano.it il 19 febbraio 2024, aggiornato)

Nel giorno in cui a Cortina, nonostante le contestazioni degli ambientalisti, si apre il cantiere per costruire la pista da bob in vista delle Olimpiadi invernali 2026, arrivano in Italia i componenti del Cio, il Comitato olimpico internazionale, che terranno a Venezia il loro quinto meeting. I commissari dovranno esaminare i dossier sull’organizzazione dei Giochi: le opere infrastrutturali, i problemi organizzativi, i budget, la campagna di sponsorizzazione e quella informativa. Nel programma della sessione – riunita per tre giorni in un albergo della Serenissima – c’era anche la visita a Cortina di ieri 21 febbraio 2024: lo scopo era appurare a che punto sono i lavori per la costruzione della contestatissima pista “Eugenio Monti”, affidata alla Pizzarotti di Parma, l’azienda aggiudicataria del bando di gara lanciato in extremis per volere del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. La Pizzarotti è l’unica impresa che ha accettato la sfida di completare i lavori della parte strutturale della pista entro marzo 2025, quindi fra tredici mesi, per consentire il collaudo dell’impianto.

Sarà interessante conoscere il giudizio del Comitato (che venerdì terrà una conferenza stampa a Venezia) sull’incredibile ritardo accumulato dagli italiani. Sono trascorsi più di 1.700 giorni da quando Milano e Cortina hanno vinto l’organizzazione delle Olimpiadi, ne mancano poco più di 700 all’inaugurazione del 6 febbraio 2026: non solo la pista non è stata realizzata, ma il bosco di Ronco su cui dovrà sorgere non è ancora stato abbattuto nella parte necessaria per consentire i lavori. Il cronoprogramma del cantiere, della durata di 625 giorni complessivi, parte ora: dopo aver disboscato e spianato l’area, dovrà essere realizzato un villaggio per ospitare le squadre di operai, poi comincerà la lavorazione vera e propria. Il Cio però non si fida delle promesse e lo ha dimostrato con numerose, preoccupate dichiarazioni: per questo nei prossimi giorni, durante gli incontri con i responsabili di Fondazione Milano Cortina 2026, gli ispettori verificheranno l’esistenza di un “piano B”, ovvero l’utilizzo di una struttura all’estero (probabilmente in Svizzera o negli Usa) nel caso la “Eugenio Monti” non dovesse essere pronta. In questa ipotesi, Cortina si troverebbe con una pista nuova (ma ridimensionata rispetto al primo progetto) dal costo di 120 milioni di euro, non utilizzabile per i Giochi.

Attendiamo la scadenza del marzo 2025. Se la pista non sarà collaudata in tempo, ci rivolgeremo alla Corte dei Conti perché valuti l’esistenza di un colossale danno erariale”, ha dichiarato la consigliera regionale Cristina Guarda, di Europa Verde, durante la manifestazione che si è tenuta nel piazzale del Bob Bar, il punto di accesso ai cantieri. “Investire tutti quei soldi in una pista, a fronte dei cambiamenti climatici in atto, apparirebbe una follia se non fosse che oggi alcuni politici sembrano aver abdicato al loro senso di responsabilità verso il bene comune”, attacca. Al presidio sono intervenuti i rappresentanti delle associazioni Mountain Wilderness, CAI, WWF, Peraltrestrade, Italia Nostra, Climate Venice Group, Extinction Rebellion, Ultima Generazione, Friday for future, Pfas.land, Le Voci di Cortina e Cortina Bene Comune, oltre a esponenti di gruppi regionali del Friuli-Venezia Giulia, del Trentino-Alto Adige e della Lombardia. Alcune centinaia di persone hanno tenuto un’assemblea pubblica e poi hanno seguito il percorso della nuova pista. Alcuni hanno abbracciato gli alberi, altri hanno portato striscioni di protesta. Una manifestazione pacifica e a tratti dolente. “Altro che Olimpiadi sostenibili. Dovevano essere a costo zero, ma abbiamo già superato una spesa prevista di cinque miliardi di euro”, ha riassunto l’ambientalista Luigi Casanova.

Matteo Salvini e l’orgoglio di chi si sente vincitore

Cosa è successo a Cortina
di Alberto Peruffo

Sera del 19 febbraio 2024, vi scrivo dal rientro da Cortina, dove sono rimasto con una decina di attivisti fino a tardo pomeriggio: siamo riusciti a parlare con il direttore del cantiere, comparso verso le 15 con il suo entourage, avvisandolo delle nostre intenzioni dopo la manifestazione della mattina.
Il dialogo, impacciato e faticoso, con il responsabile del cantiere, non è certo stato facile. Sembrava spaesato, come di fatto lo è nella vita professionale… visto che distrugge paesaggi… che non conosce. Ho avuto l’impressione di metterlo di fronte – in scienza e coscienza, anche sua, se ce l’ha – alla criticità dell’opera. Ma un ordine è un ordine e di certo per un dipendente c’è il dovere di eseguire.

Di fatto, ieri non c’è stata nessuna inaugurazione: la tanta attesa prima pietra di Matteo Salvini non c’è stata. Zero politici presenti (a parte Cristina Guarda, che era con noi).

Non c’erano neppure le reti di cantiere, tanto che abbiamo potuto “camminare attraverso” la pista fino alla partenza. Dal parcheggio del presidio lungo la pista gli alberi da abbattere non erano ancora segnati (procedura che richiede molto tempo e perizia). Si vedevano invece infissi dei paletti da cantiere, con i classici nastrini biancorossi.

La locandina della manifestazione a Cortina del 19 febbraio 2024

Alcune cose importanti devono succedere e stanno succedendo.
Il taglio è infatti incominciato la mattina di ieri 21 febbraio, alle ore 6.45. Dopo l’abbattimento di una decina di larici in circa due ore, col ritmo di un’esecuzione capitale di pianta ogni 12 minuti, i lavori sono stati interrotti a causa della prevista visita del CIO ufficiale (ieri c’eravamo noi, il CIO contro-ufficiale…) compito della quale è dire la sua sullo stato dell’arte dei lavori a Cortina. Gli ispettori hanno subito fatto osservare che al cantiere mancava ogni forma di recintazione e di cartellonistica. Ciò ha provocato la necessità di un’ulteriore interruzione per provvedere a questa grave mancanza. Alla fine della giornata però gli operai hanno potuto abbattere ancora un’altra mezza decina di alberi.

Altro video sconcertante: https://www.facebook.com/reel/6879637935473831

Provenienti da Venezia, sono sbarcati dal pullman all’Alexander Girardi Hall di Cortina i membri della IOC, Coordination Commission del Cio per le Olimpiadi del 2026, con la presidente Kristine Kloster, e gli altri invitati di Coni, Fondazione Milano Cortina e Simico. Loro compito è di visitare con attenzione impianti e cantieri dei Giochi.

A questo punto possiamo solo sperare, prima di pensare ad altre possibili forme di opposizione e di lotta, che al più presto venga eseguito il blocco contro i tagli di cui all’esposto che è stato aperto con urgenza dalla Procura venerdì pomeriggio (16 febbraio 2024).

Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 terranno una conferenza stampa il 23 febbraio 2024, alle ore 11.15, a Palazzo Grandi Stazioni – Venezia, a conclusione del 5° meeting della IOC Coordination Commission, che ha avuto inizio il 20 febbraio 2024. In quell’occasione è in programma una manifestazione, anche perché non si può avere grande fiducia nelle decisioni che prenderanno. Ma la speranza, anche qui, è l’ultima a morire. Bisogna comunque iniziare ad organizzarci per reagire, da parte mia vi terrò informati sul mio profilo fb.

Per finire questo breve report – e poi ci aggiorneremo – vi assicuro che essere ieri a Cortina, senza neve, a febbraio, negli stessi giorni dell’Olimpiade 2026, camminare nel fango della pista da bob, non è stato una bella impressione dal punto di vista della sostenibilità invernale delle stesse Olimpiadi, e neppure sociale (molti i cortinesi rinchiusi nei loro affari e silenzi, omertà). Ma è anche triste osservare che la presenza degli alpinisti alla manifestazione è stata davvero minima: solo Pietro Dal Pra si è esposto per la causa. Evidentemente tutti gli altri, anche abitando vicino o in provincia, stanno a guardare da casa, tanto per loro la montagna è solo fuga e divertimento…

Conoscendoli personalmente, ho scritto a Mauro Corona e a Reinhold Messner: chissà che non decidano di dare un giudizio pubblico su questa vicenda.

Al contrario, è stata una bella dimostrazione di unità delle molte singolarità, associazioni, movimenti presenti, una forza davvero molteplice che potrà forse crescere se ancora più unita.

Abbiamo portato naturalmente i saluti da Milano del nostro CIO e raccontato della situazione della città prendendo spunto dalla manifestazione di sabato 10 febbraio 2024.

Vi allego due servizi video di sintesi:
– il servizio del TGR
https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2024/02/belluno-cortina-ampezzo-olimpiadi-invernali-2024-cantiere-pista-bob-taglio-alberi-proteste-ambientalisti-9e3e59c9-7eca-4796-b855-bec8bb9d00a2.html

– l’ottimo servizio della televisione svizzera, con una bella chiusura di videoreportage
https://www.rsi.ch/info/mondo/Cortina-tempi-stretti-e-polemiche-per-la-nuova-pista-da-bob–2074429.html

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Cosa è successo a Cortina ultima modifica: 2024-02-22T05:21:00+01:00 da GognaBlog

69 pensieri su “Cosa è successo a Cortina”

  1. E’ veramente triste vedere tutti queste piante secolari abbattute per far posto da bob e slittino che sarà poi utilizzata da chissà quante migliaia di appassioni e tesserati alle due due discipline.

  2. @63 Scusa Genoria, intervengo perché  voglio chiarire una volta per sempre i concetti.
     
    Nel sistema NON ci sono SOLO i sostenitori dell’approccio affaristico e consumistico (per cui chi è contro tale approccio è solo “fuori” dal sistema). A parte che il sistema NON comprende solo la destra (conosco dei politici e degli esponenti di sinistra particolarmente “affaristi”), ma la destra è molto variegata.
     
    Semplificando, e mettendo da parte i “nostalgici” (cioè quei quattro fessi che fanno ancora il saluto romano ecc ecc ecc), la destra è composta da due approcci molto diversi, paralleli, autonomi uno dall’altro e anzi in contrasto ideologico fra di loro.
     
    C’è l’approccio affaristico-consumistico e c’è l’approccio conservatore che, proprio perché molto conservatore, “sente” propria la conservazione dell’ambiente, sbattendosene dei risvolti economici. Io appartengo a quest’ultimo filone ideologico. Difatti sono in aperta polemica con la destra affaristico-consumistica (un tempo i berluscones, oggi i Briatore, le Santanché ecc ecc ecc).
     
    A questo punto sei tu che devi “capire” una volta per tutte e saper differenziare, all’interno del sistema (che, ripeto, non è solo di destra, ma comprende anche la sinistra) gli affaristi e i conservatori dell’ambiente. Tu invece parti da un assioma errato: che chi fa parte del sistema sia per definizione a favore dell’approccio affarista, o peggio sia con le mani in pasta. Non è così§: c’è gente nel sistema che NON vuole l’approccio affaristico e lo combatte dall’interno del sistema. Finché tu non maturi la corretta analisi, non capirai mai la realtà ideologica.

  3. Mi chiedo: quando mezza valle scarica le fogne in Boite ha senso spendere così i soldi?   Non si tratta di destra, sinistra (se ne sono viste di cotte e crude da una parte e dall’altra), bellunesi o no. Si tratta di buonsenso o no. Poi è chiaro che ci sono investimenti che al momento appaiono assurdi (vedi la smart road) ma che poi  magari (chissà quando) saranno utili. Ma la logica sensata di questo investimento qualcuno dovrebbe spiegarla senza scadere nella banalità.

  4. 64#ora passata direi…in dialetto passada…in 50 anni è cambiato poco lo scenario bellunese ed era questo il senso ,oltre che far conoscere il pezzo a chi non lo conosceva,ovvio.
    Sono assolutamente con voi ed il vostro impegno.
     

  5. Claudio, il vaste programme di cui hai detto tu però non corrisponde esattamente alle parole della battuta di De Gaulle riportata nel commento 61. Ma io ricordo bene di aver letto anche del vaste programme…
    E allora, come stanno davvero le cose? Incuriosito dalla faccenda, ho consultato la versione francese di Wikipedia. Ecco che cosa è saltato fuori.
     
    “Mort aux cons [morte agli imbecilli]” era la scritta che faceva bella mostra di sé (!), durante la Seconda guerra mondiale, sulla fiancata di una jeep della seconda divisione corazzata del generale Leclerc. Tra l’altro fu la prima a entrare a Parigi, il 24 agosto 1944, durante la battaglia per la liberazione della città. Jeep eroica!
    Ebbene, quando il generale De Gaulle la vide e lesse la scritta, corre voce che abbia borbottato: “Vaste programme…”.
     
    Quindi gli episodi che riguardano gli imbecilli sono almeno due: quello della jeep e quello del comizio.
     
    P.S. Scusate la divagazione, ma chi è sopravvissuto ai diecimila commenti di Crovella digerisce anche questo.
     

  6. Ah, e per antoniomereu, con tutto il rispetto, i Belumat rappresentano proprio quella parte di Belluno che vota Zaia, è ora di emanciparsi.

  7. Vorrei sapere come sono in contraddizione con il mio “vasto programma”

     
    Infatti non lo sei: ma è proprio il tuo vasto programma ad essere in contraddizione palese col tuo proclamarti uomo del sistema. Ci arrivi?
     
    (PS vasto programma l’ho sempre inteso come sinonimo di pretenzioso e irrealizzabile, ringrazio Bertoncelli per la precisazione ma insomma andava bene anche così, e buona serata a tutti) 

  8. ———  IL  GENERALE  DE  GAULLE  ———
    Forse non tutti sanno la storia della battuta di De Gaulle. Ebbene, a costoro ora la racconterò (anche perché non resisto alla tentazione).
     
    Ordunque, dovete sapere che una volta il generale stava tenendo un comizio elettorale. La folla in piazza lo ascoltava in religioso silenzio, pendendo dalle sue labbra. 
     
    All’improvviso si levò una voce: 
    – Mon général, morte agli imbecilli!
    – Caro amico, il suo programma è troppo ambizioso.
     

  9. Non riesco proprio a cogliere la presunta incoerenza nella mia posizione. Probabilmente sei tu che non hai capito la mia posizione ideologica.
     
    Io sono contrario all’eccesso di antropizzaizone umana in montagna (il mio slogan è “più montagna per pochi”: molti spazi per poche persone) e porto avanti questa battaglia CULTURALE da circa 12 anni, forse anche un po’ di più. Spingo per una montagna più spartana., meno comodosa (perché i consumisti cercano il comodo e detestano lo spartano). All’interno di tale battaglia culturale si inserisce la mia contrarietà verso i nuovi impianti sciistici e anche verso i nuovi rifuigi/bivacchi ecc. Dove possibile, sono per lo smantellamento degli impianti in essere.
     
    All’interno di tale visione, sono CONTRARIO ai grandi eventi sportivi internazionali perché è ormai provato che suscitano solo ingordigia per gli sghei distribuiti e determinano scempi e distruzioni. All’interno di tale visione anti olimpiadi, nello specifico sono CONTRARIO alla pista da bob di Cortina e ho sempre spalleggiato l’idea di effettuare le gare bob/slittino/skeleton in piste già esistenti e ancora attivi come Igls o St. Moriz. Per la cronaca ero fermamente contrario all’ipotesi di recupero della pista di Cesana, di cui addirittura auspico lo smantellamento totale.
     
    Bene, tutto ciò premesso, io sono sempre STATO CONTRAIO alla pista da bob di Cortina (e ho pubblicato almeno degli articoli in merito, qui sul blog fra 2021 e 2022): a volerla non sono stato io, ma i veneti. Questo specifico progetto, di cui ora è stato aperto il cantiere, era noto da giugno 2022: dico che, in un anno e mezzo, volendo, si poteva verificare se c’erano le condizioni per bloccarlo. Non risulta che nessuno si sia mosso sullo specifico (lascia perdere le accuse di Peruffo a Zaia sugli PFAS, non c’entrano una mazza sul tema pista bob Cortina).
     
    Adesso sottolineo l’ingenuità di pensare che, se abbattono i larici, sia solo “colpa” di Zaia perché è un filibustiere a tal punto che Peruffo & C lo hanno denunciato all’ONU (???!!???).
     
    Oltretutto gli sberleffi che Peruffo indirizza a Zaia, oltre che esser privi di fondamento (sul punto specifico “pista da bob”) sono del tutto innocui, in quanto la stragrande maggioranza dei veneti è innamorata di Zaia. Quindi provocano solo un effetto boomerang.
     
    Questi ultimi due punti (paragrafo “Adesso” e paragrafo “Oltretutto”) sono le considerazioni, sintetizzate al massimo, dei miei interventi di questi giorni. Vorrei sapere come sono in contraddizione con il mio “vasto programma”. A me pare che si inseriscano armonicamente: “se vi foste mossi prima, magari qualche cosa avreste ottenuto. Ormai il danno è fatto ed è colpa dei cittadini veneti, ancor prima che di Zaia”. Non credo che queste conslusioni scalfiscano la mia posizione ideologica sulla pista da bob , rispetto alla quale  sono sempre stato e sono tuttora contrario. Addirittura sono molto più tranchant (tra l’altro in perfetta coerenza con la mia posizione generale): aboliamo  per sempre i grandi eventi sportivi (come le Olimpiadi), o rimpiccioliamoli nel format. Così tagliamo la testa al toro. Per me addirittura NON si dovrebbero fare tutte le gare olimpiche del 2026, non solo quelle di bob…
     
    Spero di averti chiarito per sempre la limpidezza a cascata delle mie posizioni. Se, a questo punto, non le cogli è solo perché sei prevenuto e potrei rispiegartele milioni di volte ma non le accetteresti. Per cui non ci tornerò più sopra.

  10. Focalizzi male. A parte la confusione dendrologica, qui fai soprattutto confusione tra un argomento e l’altro. Dove ti accuso di vaste programme, mi riferisco al tuo sbandierato ambientalismo “tabula rasa” no-impianti no-eventi no-tutto  (vaste programme, dovresti saperlo, è espressione sarcastica del generale De Gaulle per descrivere progetti utopistici e irrealizzabili), argomento che usi solitamente per difenderti dall’accusa di incoerenza. Per l’ultima di ultima di ultima volta ti invito a risolvere questa accusa in altro modo.

  11. Solo ora focalizzo che mi si accusa di contraddizione fra il mio progetto di abbattere gli impianti sciistici e le considerazioni sulla attuale situazione della pista da bob di cortina. A parte che sono due cose completamente diverse, ma io sono sempre stato CONTRARIO alla pista da bob di Cortina. L’ho detto a chiare lettere migliaia di volte. però dico che non toccava a me muovermi dal Piemonte per cercare di bloccarla. I residenti interessati dovevano muoversi e farlo a tempo debito. il progetto è stato reso noto pubblicamente almeno del giugno 2022 (in realtà, negli ambienti ad hoc, era noto fin dal febbraio 2022). A cortina ci sono state le elezioni comunali (giugno 2022)  e l’unica candidata esplicitamente contraria al predetto progetto è arrivata TERZA. Significa che a maggioranza gli stesi cortinesi sono favorevoli alla pista (o quanto meno non contrari, il che lavora per i favorevoli, allo stato attuale delle cose). LA MIA TESI E’ LA SEGUENTE: LA PRINCIPALE RESPONSABILITA’ PER IL TAGLIO DEGLI ACERI E’ DEI CORTINESI che, a maggioranza, non si sono opposti a suo tempo, rinunciando ad eleggere la candidata “giusta” per schierare il comune contro la pista. Il resto è venuto di conseguenza. inutile sbeffeggiare, oggi, Zaia 8che, a titolo personale non mi sta neppure simpatico, ma io lo rispetto perché è stato eletto legittimamente dai veneti).

  12. @55 in Piemonte c’è stato un piccolo momento in cui è riemersa  l’illusione e l’ingordigia di farsi riprendere dal gorgo delle olimpiadi 2026, MA E’ STATA STRONCATA IMMEDIATAMENTE. Di fatti noi piemontesi ci siamo sfilati a stretto giro e non se n’è parlato più. Quando (estate 2023 circa) si è nuovamente avanzata l’idea di recuperare la pista di Cesana, al posto di quelle di Cortina, era una foglia di fico dei politici (sia di destra che di sinistra), difatti è svanita in un battibaleno e nessun piemontese si è strappato le vesti.
     
    Le azioni “legali” citate da Peruffo sono azioni effettivamente lunghissime, ma non c’entrano nulla con l’abbattimento dei larici in zona pista. Per cui sono fuori tema, come è fuori tema la relazione sulla conferenza stampa di domenica 24. oltretutto le trovo un po’ “ridicole” (ho capito bene che avete denunciato Zaia all’ONU? Ma se l’ONU non è riuscita a fermare i bombardamenti israeliani su Gaza, e voi vi aspettate che fermi le presunte malefatte ambientali di Zaia????? ma dai)
     
    Le azioni giuridico-amministrative, cui mi riferisco io in questi giorni, sono esclusivamente quelle, se ne esistevano i presupposti, volte a bloccare lo specifico progetto della pista da bob (noto dal giugno 2022). Il resto, fondato o meno, non c’entra. (Cmq a me pare che il consenso complessivo dei veneti a Zaia non sia in caduta verticale. Parlo da distante, è vero, ma ricordo che nel 2020 è stato rieletto con il 76%…. e adesso sarebbe inviso?!? Mah…).

  13. cari tutti, Crovella in primis, non ho il tempo di scrivere, molto, qui, come sembra avere Crovella stesso 
    ma per gentilezza, sia a lui, sia agli altri interlocutori, rispondo così per stoppare commenti inutili alla causale lotte civili hanno processi lunghiad esempio, una enorme e molto complessa, sul campo e giuridicamente, a tutti i livelli, quella sui Forever Chemicals, i PFAS (v. questo sito che raccoglie tutto il work in progress https://pfas.land/) – iniziata nel 2016

    la stiamo vincendo a livello locale, nazionale, globale
     
    – avendo istruito il più grande processo della storia contemporanea per reati ambientali e fatto chiudere la fabbrica, le fabbriche (si sta generando un effetto domino mondiale)
     
    – avendo portato ed esautorato Zaia e c. di fronte alle Nazioni Unite e alle autorità scientifiche nazionali
     
    Zaia è in ginocchio e i veneti lo stanno capendo, nonostante la sua forza mediatica e la disinformazione che Crovella stesso sembra avere anche su un piccolo tema come la pista da Bob, la cui lotta l’abbiamo iniziata – come attivisti amanti pure della montagna – nel 2021https://www.altitudini.it/non-nel-mio-nome/
     
    con la pista da bob, con i 12 miliardi di debito per la SPV, Zaia è alla frutta, 
     
    dunque, tempo al tempo, o “time will tell”, come dicono in altra lingua
     
    e usiamo quel poco che abbiamo per agire, o scrivere con serietà, non riempire panegirici digitali

     

  14. vi trovo un po’… ingenui

     
    Potevano anche essere le Olimpiadi di e per Cortina, come scritto da Enrico Lacedelli, in un articolo apparso anche qui, il 6 aprile 2023. Lacedelli parlava giustamente di “illusione”, ed è plausibile che in tanti siamo stati illusi. Ingenui? Forse. Però anche basta con questa cosa di puntare il dito contro i bellunesi, i cortinesi, i veneti in generale.
     
    Posso confermare come, tra le persone di qui, vada formandosi una nuova coscienza, perché il danno di questa operazione è ancora tutto da vedere, non è solo questione di alberi: è anche, soprattutto, questione di risorse sprecate e debiti milionari. Okay, dovremo fare i conti con le nostre passate ingenuità, ci proveremo, e questa forse è l’occasione.
     
    Ma Crovella? Cosa vuole da noi Crovella?!
     
    Crovella il militante di Fratelli d’Italia (commento n. 135, 19 gennaio 2024, I sette anni di Totem e Tabù):
     

    A me interessa, molto banalmente, che vinca il partito a cui appartengo. Mi trovo bene in Fdi e quindi “tifo” per questo partito.

     
    Crovella l’uomo di sistema (commento n. 122, 17 gennaio 2024, I sette anni di Totem e Tabù):
     

    In realtà io sostanzialmente sono un “uomo di sistema”: ci sono nato dentro (al sistema), ci vivo da sempre, mi piace e mi ci riconosco perfettamente e quindi non voglio cambiarlo (se a uno piace il mondo in cui vive, perché dovrebbe cambiarlo?)

     
    Questo è l’uomo che viene qui ad insegnare ai bellunesi (e ad Alberto Peruffo!!!) come si sta al mondo. Quello che scrive e riscrive contro tutti gli impianti di risalita dal primo all’ultimo e contro ogni tipo di evento sportivo, tutto da cancellare – vasto programma, direbbe qualcuno – e crede che sparare a raffica puttanate su puttanate di questo tipo basti a rifarsi una verginità. Tutto da radere al suolo (a parte la TAV). Contro il sistema ma anche “uomo del sistema”. Luciano Regattin, in un commento apparso poco fa sotto all’ultimo post di Peruffo – commento che sposo dalla prima all’ultima parola, per inciso – definisce Crovella “parte in causa”. 
     
    “Tifiamo tutti per Milano-Cortina-Torino”, diceva la deputata piemontese Monica Ciaburro di Fratelli d’Italia, tacciando di “miopia” le voci contrarie ed augurandosi che la Regione Piemonte, “finalmente a guida centrodestra”, potesse “rientrare all’interno di un evento mondiale” come le Olimpiadi. Crovella dov’era quando l’espressione piemontese del suo partito diceva queste cose?!
     
    I bellunesi hanno eletto Zaia. Però non tutti. E l’occasione per (ri)farsi una coscienza è qui veramente per tutti. Compresi quelli che bellunesi non sono, e compreso (ehm) anche Crovella.

  15. Crovella continui, assai scioccamente fastidiosamente, a pontificare e a dare addosso a delle persone senza avere alcuna cognizione di ciò di cui  parli.
    Leggere una faccenda sul giornale e pretendere di farne una analisi politica o giuridica è come voler parlare degli anelli di Saturno osservandoli a occhio nudo dall’isola d’Elba.
    Non sai quale sia il problema, non sai quali iniziative giudiziarie siano state poste in essere, non sai quali siano i risultati, non conosci gli atti adottati e quindi non sai (e non puoi sapere, perché non è il tuo mestiere, quali iniziative giudiziarie potessero adottarsi e chi fosse legittimato a porle in essere), non hai il polso della situazione politica e sociale del luogo, ma parli, parli, parli a getto continuo del nulla e senza dire nulla.
    Buttando rumenta addosso ad iniziative e persone pregevoli e accusandole in base il tuo sentire soggettivo e deduttivo.
    Dall’alto del tuo magnifico sapere, peraltro, ci fai un esempio, uno solo, di iniziative folli sotto il profilo ambientale o sociale o urbanistico che siano state tempestivamente fermate da un’azione giudiziaria o da una protesta popolare più o meno numerosa?
    Restiamo in attesa. 
     
     

  16. Caro Peruffo, ti seguo e ti sostengo sul piano ideologico, ma mi pare che ormai i giochi siano fatti e resti poco da giocarvi.
     
    Pur guardando le cose da lontano (attraverso la stampa nazionale, quindi con tutti le imprecisioni e gli errori del caso), continuo a sostenere che:
     
    1) dovevate giocarvi le carte giuste al momento giusto (ora è tardi) e tempo ne avevate da vendere. “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”;
     
    2) a me pare tanto, come ho già ampiamente dimostrato sul piano numerico, che la stragrande  “maggioranza” dei cortinesi/bellunesi/veneti (intendo i veneti in generale, compresi quelli di pianura) sia favorevole a tutto ciò (Olimpiadi ecc), o quanto meno NON contraria, per cui siete una sparuta minoranza, in termini politici;
     
    3) Ciò nonostante nulla osta a esprimere il vostro/nostro dissenso, ma tali numeri politici, che vi giocano contro, erano noti da moltissimo tempo: li si poteva fermare solo sul fronte giuridico-amministrativo (esposti, ricorsi ecc);
     
    4) su tale fronte o non sono state fatte per nulle delle mosse (che NON emergono dalla stampa nazionale, quindi questo sono propenso a pensare…) o, se sono state fatte dette mosse, esse sono risultate in qualche modo “sbagliate”, o, ancora, non ci sono per nulla vizi procedurali (degli altri) da attaccare.
     
    Eh… a questo punto le Olimpiadi 20262 si faranno per intero e lo scempio della pista da bob di cortina NON sarà l’unico, né forse il peggiore. Ma, ribadisco, la sensazione è che la stragrande maggioranza della popolazione veneta VOGLIA così. Non è una “cosa” imposta dall’alto contro la predominante volontà popolare. Finché il dato di partenza resta quello, ogni azione di tipo politico-ideologico non ha successo. Per questo vi trovo un po’… ingenui. Bisognava impedire le Olimpiadi quando era ancora da prendere la decisione iniziale, alimentando ALLORA una robusta opinione contraria. ora… è tutto andato. Ho descritto questa posizione ancora una volta, ma penso che ormai abbiano capito tutti… inutile rimestare il mestolo nel pentolone, diremmo solo più le stesse cose…

  17. Personalmente temo che finirà con i larici abbattuti (e pazienza, che in fondo nella conca d’Ampezzo ci sono molti più boschi oggi che 100 anni fa), con una brutta colata di cemento (e un po’ meno pazienza perché a Cortina di cemento a vista ce n’è fin troppo) e con le gare da qualche altra parte perché la pista che non  verrà completata in tempo per le Olimpiadi…

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