Cosa sono queste foto in bianco e nero di donne su Instagram?

Non sembrano avere alcun significato particolare, se non una generica “solidarietà femminile”, e non è vero nemmeno che sia una campagna legata ai femminicidi in Turchia.

Cosa sono queste foto in bianco e nero di donne su Instagram?
a cura della redazione de ilpost.it
(pubblicato da ilpost.it il 29 luglio 2020)

Negli ultimi giorni su Instagram sono stati pubblicati milioni di fotografie in bianco e nero di donne – famose e non – accompagnate dall’hashtag #ChallengeAccepted e dai nomi di una o più amiche, per invitarle a partecipare alla campagna e a fare altrettanto. Finora sono state condivisi più di 3 milioni di foto, accompagnate anche dall’hashtag #womensupportingwomen: le donne si sostengono a vicenda.

Sull’origine e lo scopo dell’iniziativa sono state fatte varie ipotesi, e spesso sembrano non essere chiare nemmeno a chi pubblica le fotografie: alcune la legano semplicemente alla solidarietà femminile (ma non è chiaro quale sarebbe il “challenge”, la sfida), un’altra la lega alle recenti manifestazioni in Turchia contro il femminicidio, criticando di conseguenza il fatto che il senso della “campagna” sia andato perso. Non ci sono conferme sull’origine turca, però, e le prime foto di questa campagna non hanno legami con la Turchia. La sostanza dell’iniziativa sembra essere esattamente quella che è: pubblicare una propria foto con un generico messaggio a sostegno delle donne. E se anche l’obiettivo dell’iniziativa fosse quello di promuovere in modo vago il cosiddetto “empowerment” femminile, non è chiaro come e se ci riesca.

L’hashtag 
Un responsabile di Instagram ha fatto sapere che il primo post di questa “campagna” è stato pubblicato una settimana e mezzo fa dalla giornalista brasiliana Ana Paula Padrão, che taggando un’altra donna ha scritto in portoghese “Desafio aceito” (“sfida accettata”) con l’hashtag #womensupportingwomen.

L’hashtag #ChallengeAccepted era già stato utilizzato in passato: nel 2016, per esempio, per una campagna di sensibilizzazione sul cancro. Il successo dell’iniziativa, oltre al fatto che vi hanno partecipato alcune attrici e celebrità, potrebbe poi avere a che fare con un episodio recente: Cristine Abram, dirigente di una società di marketing sui social media, ha spiegato che il video con la risposta della deputata statunitense Alexandria Ocasio-Cortez alle offese di un collega ha portato a un picco di post che parlavano di femminismo e di emancipazione femminile.

In molte e molti hanno poi condiviso il fatto – a partire dalla spiegazione di un attivista turco – che l’iniziativa avesse a che fare con le manifestazioni femministe in Turchia nate dal femminicidio, da parte del suo ex compagno, di Pinar Gültekin, studentessa universitaria di 27 anni il cui corpo è stato ritrovato la scorsa settimana in un bosco dentro a un bidone coperto di cemento. È stato fatto notare che sui giornali o nelle tv turche le immagini delle vittime di femminicidio vengono spesso pubblicate o mostrate in bianco e nero: e quindi, da qui, la condivisione di ritratti non a colori.

Sul New York Times e poi su Twitter, però, la giornalista Taylor Lorenz ha raccontato di aver studiato l’hashtag #ChallengeAccepted in turco e in Turchia, scrivendo che non sembra avere alcuna correlazione con l’iniziativa diffusa in questo momento sui social. Alcuni in questi giorni stanno dicendo che le foto pubblicate in bianco e nero senza avere consapevolezza di quello che accade in Turchia avrebbero tradito il “significato originario” della campagna, ma sembra che non ci sia nessun “significato originario” legato alla Turchia.

Qual è il senso?
Lorenz scrive che i post che accompagnano le foto sono piuttosto insignificanti: danno la sensazione di essere parte di qualcosa senza che in realtà chi vi partecipa dica (o faccia) qualcosa di realmente efficace. Una critica, quest’ultima, che viene rivolta anche dalle attiviste femministe a un certo “femminismo mainstream”, patinato e molto popolare sui social, su alcuni giornali o tra le cosiddette celebrità: «Gli influencer e le celebrità adorano questo tipo di “sfide”, perché non richiedono un vero sostegno o una reale esposizione», scrive Lorenz.

Al di là della sua origine e del suo senso, l’iniziativa in sé è stata criticata da molte donne e femministe: la scrittrice Alana Levinson ha suggerito di cominciare a praticare realmente il femminismo, anche facendo un semplice gesto nella propria vita quotidiana, piuttosto che fare cose che non hanno alcun significato o approfittarne per postare una propria foto. C’è chi ha chiesto di non condividere un selfie ma libri, articoli o informazioni sulle associazioni che lavorano con le donne; altre hanno scritto che se questa iniziativa includesse donne trans o diversamente abili, o se desse risalto alle donne nella storia avrebbe più senso; altre ancora si sono chieste se l’iniziativa non sia partita dagli uomini.

Non è male parlare della Turchia, comunque
Nonostante non ci siano correlazioni, l’iniziativa ha fornito comunque l’occasione di parlare della violenza contro le donne in Turchia. Secondo gli ultimi dati, lo scorso anno in Turchia ci sono stati almeno 474 femminicidi, e 40 solo nello scorso luglio.

La Turchia ha sottoscritto nel 2011 la Convenzione di Istanbul, il testo più avanzato e il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere e della violenza domestica. Tuttavia da allora il numero di donne uccise nel paese è più che raddoppiato: i movimenti femministi e le associazioni che lavorano con le donne denunciano da tempo la mancata attuazione della Convenzione da parte del governo.

Inoltre – come in Polonia, in Ungheria e in Slovacchia, solo per citare gli esempi più recenti e di cui si è parlato – in Turchia ci sono gruppi e organizzazioni ultraconservatrici, antiabortiste, antifemministe e anti-LGBTQI che stanno esercitando una forte pressione politica affinché il governo esca dalla Convenzione, sostenendo che il suo contenuto influenzi negativamente i valori della famiglia tradizionale (cioè patriarcale ed eterosessuale).

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Cosa sono queste foto in bianco e nero di donne su Instagram? ultima modifica: 2020-08-06T04:55:54+02:00 da Totem&Tabù

1 commento su “Cosa sono queste foto in bianco e nero di donne su Instagram?”

  1. 1
    grazia says:

    Sono d’accordo con chi sostiene che la solidarietà femminile non si dimostra virtualmente pubblicando, peraltro, una foto propria.
    La sorellanza è un valore elevato che vive nella quotidianità, nella complicità di qualche gesto, nell’aiutarsi vicendevolmente nel momento del bisogno, nella condivisione di gioie e dolori, nella comprensione. 

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