I disegni di Stefano Bragantini

L’amico Salvatore Bragantini, dopo la lettura del nostro post del 7 gennaio 2017, L’alpinismo è uno sport?, ci ha proposto la pubblicazione di alcuni disegni del tutto inediti dal tema similare e, soprattutto, della stessa epoca (anni Sessanta).

Scrive Salvatore Bragantini: “Era l’anno in cui io e mio fratello Renzo abbiamo cominciato ad arrampicare con un certo impegno, e naturalmente seguivamo con interesse quello che stampa, radio e Tv ci proponevano (o propinavano…). Mio fratello Stefano, morto qualche anno fa e che disegnava benissimo, aveva colto anche lui questo filone; nei diciassette giorni del gennaio 1963, quando fu aperta da Peter Siegert, Rainer Kauschke e Gerd Uhner la diretta “super artificiale”, a “goccia cadente” alla Nord della Grande di Lavaredo (la via dei Sàssoni, ma il GR Rai disse allora che la via era stata chiamata, chissà perché, via dei sassòni…), fece questi divertenti disegni. Si vedono, da me conservati religiosamente, alpinisti-testimonial, striscioni pubblicitari, sponsor, rifornimenti dal basso per i concorrenti, corse per chi primo si avventa sul filo di lana posto in cima, radiocronisti e cronometristi che registrano i tempi delle salite; c’è da ridere, di un riso amarognolo. Disegni profetici dunque“.

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La spiegazione di questo disegno sta nel fatto che, per Renzo (spesso preso di mira da Stefano per le sue manie assolutiste), chi andava ia scalare non doveva partire dalla città già vestito da montagna, per non sembrare uno che si dava delle arie da alpinista… Nasce così questa specie di Thomas Bubendorfer ante litteram
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Ovviamente il Jolly che figura nel disegno di Stefano non ha nulla a che vedere con Alessandro Jolly Lamberti, se non altro perché quel Jolly è nato dopo, il 9 dicembre 1964…
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I disegni di Stefano Bragantini ultima modifica: 2017-03-09T05:53:41+01:00 da GognaBlog

1 commento su “I disegni di Stefano Bragantini”

  1. 1
    Cavagna Giorgio says:

    Ricordo con piacere tre scalate fatte con Salvatore Bragantini attorno agli anni 64 , 65 . la via Fermhan alla Stabler, lo spigolo del Pollice alle 5 Dita,
    lo spigolo alla prima Torre del Sella ,La Tissi alla prima torre con Toni Rizzi di Vigo come capocordata
    Salvatore mi era sembrato bravo tecnicamente ma sempre prudente .Mi fidavo totalmente di lui.
    Approfitto di questo ricordo per salutarlo e rigraziarlo per quelle indimenticabili avventure
    Giorgio Cavagna

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