Diventare tecnico di elisoccorso

Diventare tecnico di elisoccorso
di Fabrizio Pina, Guida alpina Maestro di alpinismo, volontario Tesa (Tecnico soccorso alpino) del CNSAS, dal 2005 presso la Stazione Triangolo lariano, XIX Delegazione

In Europa il servizio di elisoccorso è la punta di diamante del sistema di gestione delle emergenze. L’eliambulanza è un elicottero che contiene presidi medico sanitari gestiti da medico e infermiere. Il pilota e il tecnico di volo sono preposti alle operazioni aeree e infine un tecnico di elisoccorso gestisce la sicurezza a terra dell’equipe sanitaria e partecipa attivamente alle operazioni aeronautiche speciali previste per le operazioni di soccorso.

Fabrizio Pina
DiventareTecnicoElisoccorso-Pina, Fabrizio
In Italia, a seconda delle regioni, il servizio di elisoccorso è differentemente organizzato.

Ci sono situazioni regionali in cui il servizio è in capo a corpi come Vigili del Fuoco. In questo caso tutti i componenti dell’equipe sono inquadrati come dipendenti pubblici.

In molte regioni la sanità struttura direttamente il servizio di elisoccorso: indìce una gara d’appalto riservata alle ditte aeronautiche che forniscono quindi i velivoli e il relativo personale.

E’ il caso della Lombardia: in questo caso pilota e tecnico di volo sono dipendenti della ditta aeronautica che ha vinto l’appalto del servizio di elisoccorso. Medico e infermiere che salgono a bordo sono dipendenti della pubblica sanità, mentre il tecnico di elisoccorso viene fornito dalla “libera associazione nazionale di volontariato senza fini di lucro, sezione nazionale
del Club alpino italiano” denominata CNSAS (Soccorso Alpino), mediante le proprie strutture regionali o provinciali, sulla base di una convenzione con la Pubblica Sanità (art.5bis comma 1b, legge 26/2010).

Chi opera nel Soccorso Alpino è a tutti gli effetti un membro di un’associazione di volontariato riconosciuta dallo Stato Italiano come preposta alla prevenzione e alle operazioni di soccorso in montagna.

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Il tecnico di elisoccorso è un volontario dilettante, dove per volontario si intende colui che fa qualcosa senza percepire in cambio denaro e dilettante sta per “non professionista”. Infatti il TE (Tecnico di Elisoccorso) non è una professione regolamentata in quanto non esiste un albo professionale di riferimento ed allo stesso tempo quando un TE “lavora” per il soccorso alpino in un contesto di equipe di elisoccorso non è inquadrato come dipendente; di fatto però percepisce un compenso relativo alla prestazione effettuata malgrado sia un volontario.

Nonostante vi sia un rapporto subordinato ad un’organizzazione, tipico del lavoro dipendente, il tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino non è assunto. Alcuni tecnici fatturano utilizzando un codice iva generico, altri utilizzano contratti CoCoPro oppure fac simile. Di fatto, dell’equipe che lavora sull’eliambulanza, il TE è l’unico a non risultare lavoratore dipendente dell’organizzazione a cui fa riferimento ma bensì risulta un lavoratore autonomo che partecipa ad operazioni aeronautiche speciali che lo espongono ad altissime responsabilità penali e civili nei confronti delle persone con cui interagisce. Si spera che le coperture assicurative che dovrebbero tutelarlo siano adeguate. Si spera…

Il tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino è quindi una figura con un piede nel mondo del volontariato ed un piede nel mondo del professionismo.

I tecnici di elisoccorso del Soccorso Alpino hanno di solito un’altra professione e si dedicano a tempo perso (circa due o tre volte al mese) a partecipare a turni di durata giornaliera presso le basi di elisoccorso. A tempo perso quindi intervengono in delicate operazioni aeronautiche che prevedono l’utilizzo di operazioni speciali come sbarco ed imbarco in hovering e verricello. A tempo perso intervengono con l’eliambulanza del servizio sanitario regionale in situazioni di emergenza su terreni alpini quali pareti rocciose, cascate di ghiaccio e ghiacciai per prestare soccorso.

Durante alcuni fine settimana, a tempo perso, partecipano ad addestramenti a volte valutativi.

A tempo perso; poiché ognuno dei TE ha il proprio lavoro: chi idraulico, chi falegname, chi impiegato, chi veterinario e chi Guida alpina dedica una parte del proprio tempo al soccorso e viene così ingaggiato ogni tanto (Tra i 20 e i 30 turni all’anno) a fare il tecnico di elisoccorso.

Come detto precedentemente il Tecnico di Elisoccorso non è una professione in quanto non esiste un albo professionale e non esiste una scuola a libero accesso che formi tecnici di elisoccorso.

Il soccorso alpino forma la propria figura di elisoccorritore e sulla base di convenzioni con le aziende sanitarie regionali lo inserisce nell’equipe di elisoccorso.

Come avviene la formazione del tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino? Il volontario del Soccorso Alpino riceve la formazione che il soccorso alpino impartisce utilizzando i propri istruttori. Partecipa alle operazioni di soccorso a terra in squadra come volontario nella misura in cui è stato formato. Il volontario che intraprende una carriera tecnica nell’associazione parte da “Operatore di Soccorso Alpino OSA” per diventare “Tecnico di Soccorso Alpino TESA” fino a raggiungere la qualifica più alta di “Tecnico di Elisoccorso TE”. Tutti e tre i livelli prevedono periodi di formazione e periodi di esame erogati tramite istruttori del soccorso alpino che sono qualifiche interne all’associazione. Non sono titoli professionali riconosciuti dallo Stato come può invece essere quello di Guida alpina.

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Che poi tanti istruttori siano Guide alpine è vero. Ma il soccorso alpino quando opera in ambito formativo, formalmente non incarica il professionista Guida alpina, ma bensì il volontario Sig. Mario Rossi. Spesso, l’organizzazione non apprezza il fatto che l’istruttore si firmi Guida alpina ma allo stesso tempo trae grandi vantaggi nel momento in cui l’istruttore incaricato alla formazione ed alla redazione dei programmi formativi sia un professionista.

Il vantaggio è duplice: qualità nell’operato ed assunzione delle responsabilità. Di fatto le Guide alpine sono presenti nel soccorso alpino e rivestono un ruolo importante soprattutto al vertice degli organi tecnici come la Scuola Nazionale Tecnici (SNATE) in cui ad oggi sono presenti solo Guide alpine; ma questo titolo formalmente non viene riconosciuto.

Il volontario del Soccorso Alpino che desidera diventare tecnico di elisoccorso deve fare domanda alla propria stazione di appartenenza ed alla delegazione. E’ a discrezione del delegato e del capo stazione inviare il candidato alle prove di selezione per accedere al corso Tecnici di elisoccorso.

E’ chiaro che l’accesso al corso sia vagliato da prove tecniche che si basano sul principio di meritocrazia, ma per accedere a queste è necessario avere il parere positivo personale di due soggetti fisici privati il cui ruolo nel Soccorso Alpino è più politico che tecnico. E’ un filtro iniziale che decide sulla base di quanto il volontario partecipi alla vita della stazione. Il problema è che in questi casi anche la simpatia piuttosto che la scomodità di una persona possono influire sul giudizio iniziale: non è possibile provare il contrario.

Se il soccorso alpino fosse un’associazione privata che opera esclusivamente con se stessa non ci sarebbero problemi. Ma in realtà il soccorso alpino è coinvolto in una convenzione con le ASL regionali che vivono sulla base di soldi pubblici. Lo stesso soccorso alpino riceve finanziamenti pubblici per organizzare i suoi corsi tra cui anche quelli di elisoccorritore.

Il giudizio personale di due soggetti privati influenza in maniera imprescindibile la partecipazione ad un corso organizzato con risorse pubbliche per formare volontari retribuiti che a tempo perso vengono inseriti in una equipe di elisoccorso che vive sui soldi del contribuente, cioè le tasse che tutti noi paghiamo. Questa è la risposta italiana in un contesto europeo che si basa sul professionismo nell’elisoccorso.

Se una Guida alpina, unico professionista (Legge n.6/89) a poter accompagnare su terreno alpino con tecniche ed attrezzature alpinistiche, volesse diventare elisoccorritore (mansione retribuita con soldi pubblici) deve passare attraverso il giudizio privato di capo stazione e delegato del Soccorso Alpino.

Quindi il veterinario e l’elettricista, se hanno il benestare di capo stazione e delegato possono accedere alle selezioni per elisoccorritori. La guida alpina certificata dallo Stato italiano ad accompagnare chiunque su qualsiasi terreno che viene ritenuta non idonea da capo stazione e delegato (figure politiche e non tecniche), ovviamente per motivi che esulano dalle capacità tecniche, non passa.

E’ difficile dimostrare che i motivi personali non possano mai influenzare il giudizio di delegato e capo stazione.

Quindi il falegname promosso dal parere positivo del capo stazione e del delegato accede ad una selezione per un corso di circa 15 giorni che lo abilita ad accompagnare medico ed infermiere su terreno alpino con tecniche ed attrezzature alpinistiche… La Guida alpina che ha frequentato un corso riconosciuto dallo stato italiano di 120 giorni distribuiti in 4 anni che lo abilita all’accompagnamento di chiunque, su qualsiasi terreno ed in maniera esclusiva, se viene bloccato dal parere personale di capo stazione e delegato non passa, e non può partecipare alle selezioni e di conseguenza al corso e quindi, in qualità di professionista ad una mansione retribuita con i soldi pubblici versati dai contribuenti, come successo a me ad inizio del 2015 nella Stazione del Triangolo lariano – XIX Delegazione.
Queste sono le mie considerazioni, ormai è tempo che si prenda la strada del riconoscimento della figura professionale di Guida alpina nell’ambito CNSAS, per i miei colleghi Guide che operano all’interno con grande professionalità, che in futuro possano operare con la stessa, ma da professionisti riconosciuti!

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Diventare tecnico di elisoccorso ultima modifica: 2015-11-30T05:39:23+01:00 da GognaBlog

228 pensieri su “Diventare tecnico di elisoccorso”

  1. Ernesto, non hai colto il mio messaggio: due TE che svolgono lo stesso lavoro in seno alla stessa squadra e percepiscono somme diverse e giustificate in modo differente? Ah beh, tutto chiaro insomma…

  2. La qualifica di TE non è superiore ,se uno al contempo è lavoratore autonomo guida alpina.Il TE è semplicemente TE, perchè ha superato positivamente degli step addestrativi in seno al CNSAS,con relativa esperienza e capacità per svolgere quella mansione.Il TE volontario, che sia lavoratore dipendente,o autonomo ,ma che fa ad esempio il “rappresentante”,se ha la qualifica di TE nulla ha di diverso da un TE che è anche guida alpina….mi sembra semplice come concetto.

  3. Cioè non avrei colto che il TE “volontario” (chiamiamolo così) percependo un rimborso spese legato alla distanza da casa e al costo dei pasti, con giornata lavorativa pagata dalla Marniga se dipendente o prendendo 70-80 € per giornata lavorativa persa se lavoratore autonomo, dà il cambio in base elisoccorso al TE “professionista (perché guida alpina) che fattura 250€ + iva per lo stesso servizio?? Stesso “lavoro ” altamente specializzato, stesse responsabilità? O ho colto male anche questa volta? Perché la confusione, mi pare, qui aumenta.

  4. Caielli vedo che ha colto, ciò che invece Crescenzio non ha minimamente compreso.Maggioni è un libero professionista come altri, che emette fattura per una prestazione,i volontari intesi come operatori,che per loro caratteristiche vengono impiegati come TE per conto dell’associazione,sono soggetti unicamente al rimborso delle spese secondo rendicontazione,e con tetto massimo stabilito dall’associazione.Vado nuovamente a sottolineare, che l’italia è grande ,e le modalità scelte in Lombardia funzionali allla tipologia di servizio ,possono essere anche molto differenti dal resto d’Italia,ma sempre nelle more di ciò che è stabilito dalla legge!!!

  5. Giulio Maggioni ha confermato la cifra che già conoscevo, ma egli, come anche chi me l’ha detta di persona, è una Guda Alpina che emette fattura per quel compenso, almeno così l’ho capita. Ma se la stesso trattamento è riservato a chi il TE lo fa da Volontario c’è qualcosa che non va, sempre che per volontario non si intenda come quelli dell’esercito che vanno in missione… Comunque, visto che funziona tutto bene e che, pare, non si può commentare, va bene così.

  6. Tutti zitti ora? 250€ +iva fatturati (lordi) al giorno, formazione continua e obbligatoria a carico del TE. Ti credo che “tutto sommato funziona”, vero Ernesto? Questo, per la regione Lombardia, si chiama AFFARONE, per un servizio di alta specializzazione e responsabilità come questo. E la casta ora? “Nel volontariato non c’è casta”…peccato che mi pare che siamo già nell’alveo del professionismo. Come la mettiamo ora? E le altre regioni? Nessuno vuole aggiungere quanto prende nelle altre regioni per una “professione” nel volontariato, determinata anche dalla selezione dei capistazione che fanno i geometri (per fare un esempio) di lavoro? Così va davvero tutto bene? Discrezionalità nel distribuire favori di tipo economico. La formula non “suona” bene.

  7. Buongiorno, mi chiamo Giulio Maggioni, guida alpina, tecnico di elisoccorso e istruttore regionale di soccorso alpino. Mi sono sentito in dovere di intervenire in questo lungo dibattito, che spesso però è uscito dal tema iniziale, soprattutto perché alcune delle persone intervenute esprimevano opinioni personali senza conoscere il problema e soprattutto senza sapere minimamente in cosa consiste il LAVORO di elisoccorritore.
    E’ difficile spiegare in poche parole un lavoro così complesso, difficile e carico di responsabilità come quello del TE,
    comunque ci provo…
    Durante un turno di servizio, che in alcuni giorni dell’anno può raggiungere anche la durata di 13 ore consecutive, il tecnico di elisoccorso (in caso di intervento in montagna o in luogo impervio) è tenuto a gestire: la strategia di intervento e di approccio al paziente (chiaramente confrontandosi col comandante e il tecnico di bordo), il raggiungimento e la prima valutazione sanitaria del paziente, e, nel caso che il tipo di patologia lo richieda, anche lo sbarco del personale sanitario e gestire quindi anche la movimentazione e la sicurezza del medico e dell’infermiere sul terreno; infine concordare con l’equipaggio aeronautico l’evacuazione del paziente e di tutta l’equipe dal luogo dell’incidente.
    Tutto questo anche analizzando attentamente i pericoli ambientali e la sicurezza della scena dove intervenire: e chi conosce un po’ la montagna sa quante variabili entrano in gioco, le nuvole, il vento, la neve, il freddo, le scariche, le valanghe…
    A completare il tutto, le decisioni che il TE deve prendere in quei contesti devono essere rapide e precise perché spesso c’è in gioco la pelle della persona che chiede aiuto e la sicurezza dei colleghi sanitari che si affidano alla nostra competenza e PROFESSIONALITA’.
    CAZZAROLA, NON E’ POCO!!!!!
    Inoltre, il servizio offerto dall’elisoccorso, essendo un lavoro d’equipe, richiede un continuo addestramento e affiatamento fra le varie componenti, aggiornamenti professionali, simulazioni, qualifiche, corsi… tutte giornate di lavoro che spesso noi elisoccorritori (solo noi, non i sanitari e tantomeno gli aeronautici) siamo tenuti a fornire spesso a titolo gratuito!!!
    Ok, ora alcune cifre tanto per rendere chiare le cose a chi parlava di rimborsi spese e compagnia bella. Per quanto riguarda la situazione delle basi lombarde non sono mai stati fatti da me e da miei colleghi neanche 10 minuti di LAVORO compensati con rimborsi chilometrici e vari più o meno gonfiati!!
    Un tecnico di elisoccorso che presta servizio in una delle 5 basi lombarde percepisce una diaria di 250€ lorde piu iva, tutto regolarmente fatturato, più un rimborso chilometrico relativo alla distanza da casa alla base moltiplicato per 0.35 € al km (centesimo più o meno). Questi sono i fatti.
    Mi fermo qui e non entro nel merito delle tante polemiche, che sono emerse da questo forum, anche se di cose ne avrei moltissime da dire perché sono quasi 20 anni che faccio questo LAVORO.
    Comunque ci tengo a dire che sono assolutamente d’accordo con tutto quello che ha detto il mio collega e amico Fabrizio Pina, che ha scatenato questa bagarre.
    Questo purtroppo è il risultato di un modo di agire di alcune figure del CNSAS che, ahimè ormai da troppo tempo, dimostrano ottusità e incapacità di adeguare questa importante e meritevole associazone a standard più moderni in termini di efficenza ma soprattutto in termini di gestione delle persone che ne fanno parte!
    Ringrazio chi ha avuto la pazienza di leggere tutta ‘sta spatafiata, ma non vi aspettate altri miei interventi o repliche perché non sono avvezzo a queste discussione sul web.

  8. Ernesto, telefona a Beltrami così ti spiega meglio perché avevano costituito una srl.

  9. Esaurito perchè non siete approdati a niente.Avendo basato tuttae le vostre tesi su vostre tesi ipotetiche ,ma senza uno straccio di numero tra le mani…….

  10. Prego, comincia pure. Tanto l’argomento, con i “vostri” contributi, mi pare esaurito

  11. Ecco, questa era quella che ci mancava. Adesso possiamo proprio continuare sul forum delle scie chimiche.

  12. @Luigi. Io mica ho mai vantato conoscenze particolari sulle normative dei DPI e quanto altro.
    Semplicemente non è il mio lavoro ne interesse. Mi preoccupo di conoscere quelli che uso e di fare periodicamente i corsi al riguardo. Non è il mio compito conoscere tutti i dettagli della normativa, essendo il mio lavoro un altro.
    Sono comunque ragionevolmente certo che tutti coloro che salgono ed operano con l’elicottero, hanno fatto i corsi necessari e la mia azienda è stata tra le prime, forse ancora l’unica, a far certificare la linea di ancoraggi interni la dove molti utilizzano semplice materiale da alpinismo o da lavoro su corda, adattato
    .
    Quanto alle forzature, talvolta presenti, della norma, applicata all’elicottero, sono abbastanza certo di non dire grosse castronerie. Ma fa parte di un altro discorso.

  13. Mi piacerebbe sapere quanti di tutti coloro che sono intervenuti, svolgano regolarmente e con frequenza, compiti in elisoccorso.
    Perché ho l’impressione che qui molti abbiano soluzioni ad un qualcosa che non conoscono e che pur di dar sfogo a qualche rancore, siano disposti ad augurarsi lo sfascio di qualcosa che tutto sommato funziona e anche piuttosto bene.

  14. Massimo Ginesi, credo che le risposte dei professionisti (intendo le Guide Alpine presenti su questa discussione) siano già piuttosto chiari:
    il servizio è già pagato ampiamente dallo Stato con personale che per dirla un po’ sdrammatizzante, “fa la calza” in attesa di essere impiegato.
    Si tratta di organizzare questo impianto già esistente da sempre, togliendo potere ad un volontariato che come abbiamo interpretato quasi (qualcuno non lo capirà mai…) tutti, ci sguazza in virtù di leggi e decreti che vanno soltanto ad ingarbugliare e manomettere una legislazione, come detto, già esistente!
    In questo ambito possiamo discuterne, valutarne da cittadini le caratteristiche più o meno importanti ma certamente non saremo mai in grado di cambiare le sorti del sistema, a meno che, grazie forse anche a discussioni pubbliche come questa, qualche legislatore non si renda conto della situazione e la prenda a cuore o che qualche magistrato cominici ad indagare a fondo…molto a fondo… denunce a quanto si può comprendere non ne mancano…

  15. Mi richiamo all’esortazione fatta dal proprietario del luogo un cui scriviamo che, con molto garbo e molta sensibilità, ha esortato a riportare la discussione su temi e toni civili e pertinenti.

    Io lascerei perdere le divise, le valutazioni politiche, le ingiurie, le risposati, i troll e le provocazioni. molti di quelli che scrivono qui sopra (non io) sono persone che di montagna vivono per professione. Molti sono anche fortissimi alpinisti e di grande esperienza.

    Che il CNSAS oggi abbia qualche problema di coordinamento e gestione della mutata realtà operativa, normativa e organizzativa è fatto noto a chiunque lo abbia frequentato.

    Citare inchieste che non sono giunte a conclusioni porta a poco se non a sottolineare che quel malessere in seno, o intorno a quella organizzazione c’è.

    Va anche detto che è organizzazione che svolge un compito meritorio e raccoglie, oltre a diversi furbi, un sacco (la maggior parte?) di persone in gamba, in buona fede e che davvero dedica il proprio tempo per far qualcosa di buono per gli altri.

    Serve a poco discutere dei rimborsi e della loro moralità e legittimità, lo accerteranno eventualmente nelle sedi competenti se sono erogati allegramente o meno.
    Fatto sta che il meccanismo del rimborso esiste ed è previsto a livello normativo.

    Allora il punto è, ed in questo i professionisti, invece che accapigliassi con gli ernesti, possono dare un contributo importante: qual’è la modalità?

    quali gli spazi di intervento oggi per modificare le cose, quali le iniziative che possono essere messe in campo per far si che qualcosa cambi?

    circoscritto ciò, dall’unione dei professionisti della montagna e di quelli che si occupano di aspetti più squisitamente giuridici potrebbe anche venir fuori una bella serie di iniziative che potrebbero prendere spunto proprio dall’opera meritoria di diffusione delle notizie e di segnalazione di molti casi critici che il buon Alessandro (Gogna) svolge con grande attenzione rigore e correttezza.

    Tutto il resto è fuffa (diceva qualcuno).

    Buona serata e un grazie ad Alessandro.

    mg

  16. Michelazzi, stia sereno che al sottoscritto non si sgualcisce nulla,tanto meno una divisa che non ho mai avuto , ne a cui posso essere minimamente accomunato ,semplicemente perché non ho mai fatto parte dell’associazione che le veste……Vedo e continuo a vedere e leggere un sacco di frustrati che accampa pretese,sperando in un futuro da soccorritore eliportato che è evidentemente fuori dalla loro portata.ma bene’ ci sta….in rete si trova proprio di tutto!!

  17. Che spettacolo….(triste s’intende)
    E’ la riprova che quando a certe persone viene data (erroneamente) una divisa e un compito, parte per la tangente e pensa di poter fare come le pare, senza rendicontare al popolo.
    Questi soggetti sono il cancro del CNSAS e del Volontariato in generale, e fanno di tutto per mantenere i propri privilegi e col loro comportamento ambiguo rischiano di infettarne altri. E il tutto è andato avanti fino ad ora perchè nessuno sapeva, coloro che sapevano avevano paura e tacevano (e tuttora tacciono) e via col lucro. Per fortuna che la montagna non è rappresentata solo da questi signori dal “Volontariato OGM” e che esistono persone coraggiose e giuste come Innocenti, Gardelli, Michelazzi, Crescenzio etc…
    E se i loro colleghi che per essere reperibili si fanno un c..o quadro e prendono quei pochi spiccioli di rimborso, venissero a sapere di tutto questo lucrare, come la prenderebbero? Difenderebbero a spada tratta la bandiera o analizzerebbero obiettivamente la cosa?

    E coloro che qua sopra “non devono rendere conto a nessuno” di quello che percepiscono, fanno pure gli sbruffoni e sfidano di denunciare “il sistema”.

    Non c’è problema, si è già visto che esistono persone col coraggio di denunciare, e ce ne saranno tante altre in futuro…e ora esistono pure i politici onesti che guardano a questi giochini, e funzionari onesti che indagano…

    E’ ora di rendere giustizia al vero Volontariato del CNSAS.

  18. Ernesto… Ernestooooooooooo… perché continuare a farsi del male o meglio a farsi ridere dietro??? Qui nessuno vuole farti del male (ti do del tu perché così è l’uso del blog… 😉 )…
    Leggi bene l’articolo, meglio di ciò che hai fatto finora perché appare palese che qualcosa anzi diverse cose ti siano sfuggite…
    Che vi sia malessere piuttosto diffuso appare ben evidente, che questo malessere venga esposto e discusso è sinonimo di democrazia e libertà d’opinione (sempre che non si sia tornati al ventennio senza accorgercene…) che vi siano arzigogoli legislativi non sarebbe una novità in Italia e sfido a provare il contrario… 😉
    Che vi siano o meno reati, lo saprenmo a tempo debito su diversi argomenti che sono al vaglio dei magistrati come puoi rilòevare sia da alcuni post in questo articolo sdia su altri articoli e posts di corredo.
    Non spetta a me denunciare situazioni che sto cercando di comprendere come immagino almeno il 90% di chi legge, ma a chi vi è coinvolto e sembvra che qualcosa sia già statop fatto no…?
    Buona serata Ernesto e prendila meno di petto che ti si sgualcisce la divisa rossa e gialla… 😉

  19. Ha ragione Massimo. E, tornando a bomba, un bello spunto ce lo dà il famoso articolo del giornale: “A spiegare il motivo che ha portato il Soccorso a far nascere una Srl nella quale confluiscono parte dei finanziamenti che la Regione dà al Soccorso Alpino è lo stesso Beltrami: “E’ nata per ovviare a un problema, ovvero quello di regolarizzare il pagamento degli elisoccorritori. Essendo richiesta la loro presenza e disponibilità giornaliera è evidente che non possono farlo per puro volontariato e quindi senza essere pagati nel rispetto dlla legge vigente. E allora si doveva trovare una formula che consentisse questo pagamento in modo ” detto in altri termini: l’attività di volontariato (non pagato) è incompatibile con un servizio giornaliero. “Società che pagava anche gli istruttori “impeganti – come ha spiegato lo stesso Beltrami – in un ciclo di addestrammento continuo per tenere aggiornati i tecnici ma anche il personale sanitario del 118 presente sull’elisoccorso. E quest’altra attività molto qualificata non può a sua volta essere svolta a livello di volontariato”. Ovvero: il livello di formazione e aggiornamento non è compatibile con il volontariato. Se lo dice Beltrami, chi siamo noi per contraddirlo?!

  20. Cominetti mi chiamo Ernesto Gnutti per gli amici e conoscenti Ernesto,nome regalatomi dalla mia mamma e dal mio povero babbo.Ora che ha questo fantasmagorico dettaglio,si sente meglio???
    @Michelazzi ora che ci ha resi edotti dell’avere un suo sito internet in cui pubblicizza le sue attività,ritiene che queste sue credenziali le regalino diritti particolari rispetto a ciò che legge sulle associazioni di volontariato prescrive????Se si ,assieme a Genesi, Cominetti e Caielli ed ad altri che credono evidentemente di poter essere unti dal signore , non avete da fare altro che denunciare nelle opportune sedi il malaffare che secondo voi riscontrate.Mi raccomando ,siate dettagliati,solitamente i casi ipotetici dalle autorità sono tenuti in bassissimo conto.

  21. Copio ed incollo dal discorso di Ernesto questo risibile ma pericoloso pensiero, questa considerazione che la dice lunga su quello che certe persone ritengono essere i loro doveri verso gli altri. Alla fine dei conti non è distante dal discorso iniziale, dalla lettera di Pina, anzi ci va a braccetto proprio perché ribadisce un sistema fatto di scarsa trasparenza. Rileggiamola, facciamoci due risate come se niente fosse, mettiamo la testa sotto la sabbia come gli struzzi e facciamo finta che vada bene così.

    «…….Tetto massimo ,vuol dire che è la cifra massima rimborsabile su presentazione di rendicontazione,ovvero scontrini,pedaggi,etc che il volontario esibisce a controprova delle spese effettivamente sostenute,che sono le uniche che possono essere rimborsate.Le delibere non vanno certo messe a statuto essendo regole interne per il funzionamento associativo,e sono visibili su specifica richiesta, unicamente degli associati.Se poi le varie delegazioni hanno statuto a se, sulla base di quello nazionale,ogni consiglio facente capo ad una delegazione può deliberare autonomamente le cifre come tetto max da rimborsare.Questo è quanto avviene in tutte o quasi le associacioni comprese quelle di volontariato,a seconda delle norme statutarie che si sono date.Credo capisca da se che difficilmente qualcuno le metterà in internet cifre ,che possono variare di volta in volta a seconda di locazione geografica e deliberatoria dei vari consigli di delegazione.Ogni associazione ,risponde unicamente ai propri associati,non a chiunque ,men che meno su internet…..»

    Sconcertante….

  22. Se da una parte, come amministratore del sito, sono lieto dei 174 commenti finora registrati a questo post, dall’altra ricordo a TUTTI che è opportuno un tono di voce, nei vostri scritti, degno di una comunità civile. Invece vedo che siamo a limite.
    Agli anonimi (e anche ai semi-anonimi) ricordo che la loro presenza è tollerata solo e unicamente perché, quand’anche i loro commenti venissero respinti, rimarrebbe loro la possibilità di pubblicare sotto falso nome e falsa mail. Meglio un anonimo che un falso. Agli anonimi dunque rinnovo l’invito di cessare di essere tali. La discussione ne guadagnerebbe e i toni potrebbero essere meno accesi. Di sicuro la stima nei loro confronti subirebbe un’impennata positiva, sapendo perfettamente tutti noi che leggiamo che ogni paura è giustificata proprio dalla società cui apparteniamo. Dunque onore a chi esce allo scoperto.

  23. cari ragazzi, le figure come ernesto nel web si definiscono Troll ed hanno il solo scopo di mandare ramengo una discussione.

    E’ sufficiente non interargirci e riportare il discorso sul tema di pertinenza.

  24. Ragazzi, ma non vi siete accorti che Ernesto oltre che avere i paraocchi e limitate capacità di valutazione, è pure sordo? Ma vatti a nascondere, va là che se siamo nella cacca è grazie a quelli come te!

    Poi, sul fatto che la finanza stia indagando sulla srl e non sulla delegazione lombarda del CNSAS, mi è sembrato che (ma per Ernesto sarà un dettaglio trascurabile, ovviamente) il Presidente di entrambe sia LA STESSA PERSONA!
    A Ernesto, ma rivatti a nascondere e abbi rispetto delle persone oneste, perché é chiaro che tu non sei di quelle e se resta valida la bufala del nickname potevi dartene uno più appropriato, tipo Giuda, Benito, Adolfo, Pinocchietto…. Vergogna!

  25. ERNESTO FOR PRESIDENT!
    Dopo il nano di Arcore neanche la Lega era riuscita ad esprimerte tanta boria…
    Ma gli date ancora corda?
    E’ piuttosto evidente che a qualcuno questa conversazione e probabilmente molto di più quelle precedenti stiano dando fastidio… il Gogna Blog è diventato in breve tempo punto di riferimento per questioni sulla montagna di ogni genere e continua imperterrito a denunciare fatti e misfatti dei quali per diversi motivi altri non parlano.
    Logico supporre che, visto l’andazzo culturale del Paese, ci sia chi interferisce per “svaccare” sia a titolo personale che inviato da altri e gli altri in questo caso si possonbo benissimo ipotizzare… ma solo ipotizzare visto che come più volte rimarcato sono talmente conigli da inventarsi milioni di scuse e giustificazioni onde evitatare di firmarsi per esteso.
    Ah…future president… non sono un fake e neanche un nickname, se clicchi sul nome appare il sito di riferimento personale con tutte le crednziali, quindi scrivo non nascosto come una pantegana ma visibile come un uomo (casomai ti servisse capire cosa significhi uoomo chiedi e ti sarà spiegato!)

  26. Benassi credo che lei possa pretendere unicamente ciò che la legge concede,altrimenti se non fa parte delle categorie che ho menzionato a crescenzio,per ciò che concerne l’associazionismo ,si può accodare alla pletora degli urlatori che accampano pretesi diritti che non gli competono.

  27. Ernesto, ma hai letto bene l’articolo http://www.lecconotizie.com/cronaca/soccorso-alpino-beltrami-tutto-regolare-nessun-problema-con-la-gdf-77750/ ?? Qua si dichiara esplicitamente che il sistema di volontariato non funziona per l’elisoccorso e si è inventato un sistema con creando una srl (“società Soccorso Lombardia Service srl azienda presieduta da Danilo Barbisetti, amministratore unico nonchè presidente del Cnsas Lombardia” Ma daiiiii), confermando quello che stiamo dicendo da 160 messaggi: il volontariato non funziona per l’elisoccorso e l’ha dichiarato , ma nel frattempo si son fatti dei giri strani, privatizzandolo di fatto, con tutto quello che ne consegue. Tutto nel rispetto della legge, però poi sono tornati sui loro passi chiudendo tutto . In Lombardia siete sempre avanti.

  28. caro Ernesto pretendo di sapere che fine fanno i soldi pubblici. Una parte sono anche miei. Visto che pago le tasse.

  29. Ah si scusa, m’ero dimenticato di far parte di quei cittadini contribuenti che a casa loro non contano un cazzo! ( scusate il francesismo, ma ci sta)

  30. Davide Crescenzio ,le cifre le fornisce eccome invece,annualmente con i bilanci ed i registri contabili.Le fornisce,in quanto a disposizione degli organismi preposti,allo stato,e ai suoi associati…..se tu non fai parte di queste categorie,non capisco cosa tu abbia a pretendere?

  31. ..esatto!!!…..però la creazione di questa società SRL ,sembrerebbe dalla lettura, strettamente legata ad alcune attività , non tutte , svolte dal CNSAS, ed anche alcune figure sembrano presenti sia nel CNSAS che nella SRL .Purtroppo se l’ultima notifica della GdF è avvenuta il 16/07/2014 l’epilogo della vicenda è ancora lontanissimo!

    http://www.lecconotizie.com/cronaca/soccorso-alpino-beltrami-tutto-regolare-nessun-problema-con-la-gdf-77750/

  32. Abbiamo un’associazione di volontariato che non è tenuta a fornire cifre, prende i contributi dallo stato, decide su base discrezionale chi sta dentro e chi sta fuori. Una perfetta macchina per distribuire favori e gestire potere, basta solo usarla. Ma tutto “a norma di legge” come dice Ernesto. Il fatto che nessun TE, che legge questo forum, dichiara come quanto percepisce la dice lunga. Ce ne faremo una ragione, tanto qua in Italia di gente che deve farsene una ragione ormai in Italia ce n’è a bizzeffe.. Mal comune, mezzo gaudio.

  33. Ma il procedimento GDF è relativo alla “Società soccorso lombardia service srl”……..

  34. Una interessante discussione del 2012……le risultanze??
    @Marcello ,non penso di avervi fatto scoprire nulla,anche perché sembra che di ridicolo ci si sia coperto tutto da solo,con le sue stravaganti asserzioni.

  35. Parole parole parole…
    Si sta questionando si €, Vigili del fuoco, DPI ecc. (Per non parlare dei nickname).
    Si è un po’ usciti dal nocciolo della questione.
    Vogliamo rientrare (vd mio commento sotto )?

  36. Ernesto, dopo la virgola, prema una volta la barra spaziatrice quando scrive. Non farlo é anche quello un errore di battitura.
    E grazie per averci insegnato un sacco di cose. Te lo do io il nickname, ma va, va. Ci hai fatto scoprire il ridicolo che fa piangere. Buonanotte

  37. Mi scuso Ginesi per l’errore di battitura ,ma la sostanza non cambia,ognuno in siti dove non è necessario loggarsi usano pseudonimi o nickname e viste le possibili omonimie c’è ben poco da tutelare come identità virtuale. Massimo Ginesi,Ernesto ,pinco pallo o napoleone …..sono nickname.Buona serata!!!

  38. per scrupolo, pur condividendo le critiche ai rimborsi odierni che rischiano di rendere il volontariato assai poco spontaneo e il soccorso un interessante affare per alcuni a scapito di altri, ricordo che la disputa iniziale era sulla opportunità e correttezza che un capostazione che potrebbe anche avere un livello tecnico miserrimo (posso presentarvene almeno 5 o 6) abbia titolo di sindacare la competenza e attitudine di un professionista della montagna.

    e da lì se abbia senso che una machina così complessa, specialistica e delicata sia affidata ad un carrozzone eterogeneo come il CNSAS o sarebbe più utile affidare quel compito principalmente a professionisti pagati per essere tali.

  39. Caro Ernesto

    una delle prime forme di educazione quando si parla con qualcuno, virtualmente o de visu, è non storpiarne il nome. Io mi chiamo Ginesi.
    Se poi siamo a dubitare che Cominetti sia commenti e Ginesi sia Ginesi, credo davvero che non abbiamo altro da dirci.

    LA sua ipotesi è astrattamente possibile, anche se dubito fortemente che vi sia una schiera di buontemponi in giro per la penisola che si firma nel web con nomi di altri anche perché, visto che è così addentro alle faccende di internet , dovrebbe sapere che anche l’identità virtuale è tutelata e, nel caso, i veri soggetti potrebbero arrabbiarsi assai…

    siccome io sono un po’ tonno tendo a credere, almeno qui, che Michelazzi sia Michelazzi e Cominetti sia Cominetti.

    e, comunque, assai raramente anche quando vado ad una festa e mi presentano qualcuno gli chiedo i documenti :o)

    buon proseguimento sulle vostre penose dispute patrimoniali.

  40. Et voilà. Una bella supercazzola per dimostrare il livello di trasparenza in una associazione senza fini di lucro che ha in mano, per legge dello stato, il soccorso in montagna sul territorio italiano e riceve finanziamenti. Senza contare i ticket (ma d’altronde, i tempi sono duri).Me ne farò, con calma, una ragione. Mediamente un’auto di media cilindrata risulta costare 0,30€/hm (tariffe ACI, e vado grasso). Vuol dire che per prendere 200€ (suppost, ancora una volta, ma nessuno smentisce) ogni volta i volontari partono da 150km di distanza ( calcolando andata e ritorno), insomma, “casa e bottega”. Correggimi se sbaglio. Ciao Ernesto e grazie.

  41. @ Massimo genesi provo a spiegarlo un’ultima volta per non tediare la platea che scrive su questa piattaforma.Che i nomi da lei menzionati identifichino o meno qualche frequentatore della montagna più o meno conosciuto o autorevole, su internet hanno la valenza ne più ne meno, che di un qualsiasi Nickname.Io stesso, lei e chiunque altro si potrebbe firmare e rispondere qui come Massimo Genesi,Cominetti ,o Mauro Corona,è questo evidentemente non è sinonimo ne certezza di autorevolezza,ne della vera identità di chi scrive.Quindi che io metta solo il mio nome,il mio nome e cognome o un nickname di pura fantasia niente cambia,al netto dei casi di omonimia che a migliaia troviamo in rete.@Davide Crescenzio invece rispondo che, se la cifra( che non conosco) sia 200/250/300 oppure 1000 euro ritengo che, come da legge, sia il tetto massimo stabilito autonomamente dall’associazione di volontariato,ovvero come stabilito da delibera dal consiglio direttivo del CNSAS in questo caso.Tetto massimo ,vuol dire che è la cifra massima rimborsabile su presentazione di rendicontazione,ovvero scontrini,pedaggi,etc che il volontario esibisce a controprova delle spese effettivamente sostenute,che sono le uniche che possono essere rimborsate.Le delibere non vanno certo messe a statuto essendo regole interne per il funzionamento associativo,e sono visibili su specifica richiesta, unicamente degli associati.Se poi le varie delegazioni hanno statuto a se, sulla base di quello nazionale,ogni consiglio facente capo ad una delegazione può deliberare autonomamente le cifre come tetto max da rimborsare.Questo è quanto avviene in tutte o quasi le associacioni comprese quelle di volontariato,a seconda delle norme statutarie che si sono date.Credo capisca da se che difficilmente qualcuno le metterà in internet cifre ,che possono variare di volta in volta a seconda di locazione geografica e deliberatoria dei vari consigli di delegazione.Ogni associazione ,risponde unicamente ai propri associati,non a chiunque ,men che meno su internet.

  42. Anche io, nonostante abbia avuto e ricevuto i riferimenti normativi, sia quelli chiari che quelli non, sto aspettando una qualsiasi norma, legge, comma, foglio di carta intestato o scannerizzato, che mi mostri che i TE percepiscono per l’attività svolta in elicottero, una cifra TOT ai sensi della legge bla bla bla…
    E lo stesso discorso vale anche per gli Istruttori Nazionali; chiediamo riferimenti normativi all’insegna della trasparenza.

    Se possibile anche i bilanci del CNSAS con le relative voci.
    Così chiariamo tutto in maniera limpida.

    Non lo chiede un Soccorritore, non lo chiede un magistrato, ma un semplice cittadino.

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