Medaglie, polemiche e sorprese: il racconto dei Giochi di Milano‑Cortina attraverso sport, curiosità e fuoriprogramma. Venti+due momenti magici.
I 20 momenti più iconici delle Olimpiadi 2026
(dall’inchino a Brignone alla fuga nel bosco di McGrath)
di Annachiara Mottola di Amato
(pubblicato su repubblica.it/sport il 22 febbraio 2026)
Dall’inchino delle avversarie alla Tigre Brignone, al tram che per un giorno diventa tribuna istituzionale con Sergio Mattarella accanto a Valentino Rossi: le Olimpiadi 2026 hanno prodotto immagini destinate a restare.
C’è il primo oro italiano che accende il medagliere e fa da spartiacque emotivo e ci sono le sorprese che cambiano la geografia dello sport, come il Brasile che scopre la neve. E poi i fuori programma – preparati o improvvisati– e le gaffe in telecronaca che diventano meme. Le cadute che gelano lo stadio e costringono al ricovero, le lacrime di chi vede sfumare una finale all’ultimo salto. E, ancora, gli eroi annunciati che fanno all-in e i campioni che riscrivono i record di medaglie. E un fiume, anzi una bufera, di polemiche (su caschi, tute e dettagli millimetrici) che dividono federazioni e social. Ci sono gli imprevisti destinati a restare nell’immaginario collettivo: un traguardo tagliato di schiena, una fuga nel bosco e persino un bronzo che diventa confessione pubblica.
La sorpresa di Mattarella: in tram con Valentino Rossi direzione Olimpiadi
Alla cerimonia inaugurale di Milano-Cortina, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella arriva a San Siro a bordo di un tram storico della linea 26, in un video proiettato prima dell’ingresso ufficiale. Accanto a lui c’è un conducente a sorpresa, è Valentino Rossi, trasformato per l’occasione in autista simbolico dei Giochi. Durante il tragitto tra la città e lo stadio. Mattarella saluta i passeggeri, raccoglie la mascotte caduta a due bambine, si lascia fotografare. L’idea, spiegano gli organizzatori, è mostrare un capo dello Stato tra la gente, dentro la quotidianità milanese.
La telecronaca delle gaffe
Durante la cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026, la telecronaca Rai è finita sotto i riflettori per motivi ben diversi dalle performance sportive. Paolo Petrecca, direttore di RaiSport chiamato all’ultimo minuto alla conduzione, ha inanellato una serie di errori che sono diventati immediatamente virali sui social: ha aperto la diretta salutando dal “lo Stadio Olimpico” (quando l’evento era a San Siro), ha scambiato Matilda De Angelis per Mariah Carey, ha confuso la presidente del CIO con la figlia del presidente Mattarella e non ha riconosciuto gran parte dei pallavolisti tedofori. Il tutto punteggiato da battute discutibili su culture e nazionalità e da omissioni nelle presentazioni dei momenti musicali più attesi che hanno trasformato la telecronaca in uno spettacolo di strafalcioni e luoghi comuni.
Lollobrigida, l’oro più bello nel giorno del suo compleanno
Il primo oro italiano dei Giochi arriva dal ghiaccio con Francesca Lollobrigida. La vittoria coincide con il giorno del suo compleanno, dettaglio che amplifica il peso simbolico della gara. Lollobrigida costruisce il successo con una gestione regolare dei passaggi e un finale in progressione. Parla di “gara preparata per mesi, metro dopo metro”. Il pubblico intona “Tanti auguri” e lei corre ad abbracciare il figlio che la guarda dagli spalti.
Il ricovero di Lindsay Vonn dopo la caduta
Dopo la caduta drammatica nella discesa libera olimpica, con immediato trasporto in elicottero all’ospedale di Treviso, Lindsey Vonn ha iniziato una fase di cure che ha tenuto con il fiato sospeso il pubblico di Milano-Cortina 2026. L’atleta 41enne, che era scesa nonostante un crociato già compromesso, è stata sottoposta a quattro interventi chirurgici alla gamba sinistra per stabilizzare la frattura riportata nello schianto.
La notizia della sua dimissione dall’ospedale di Treviso e del ritorno negli Usa ha chiuso una delle pagine più dure per una fuoriclasse, che aveva deciso di tornare alle Olimpiadi per inseguire un sogno, dopo anni di infortuni e una carriera leggendaria.
La disperazione di Malinin dopo essersi giocato la finale
L’oro e il record sembravano a portata di mano: il “Quad God”, il re dei quadrupli, si era presentato ai Giochi di Milano-Cortina 2026 con l’aura del predestinato. Poi il sogno di Ilia Malinin si è infranto: due cadute, il quadruplo axel che sfuma, le lacrime a fine esibizione. Ottavo posto. Una crepa improvvisa nell’armatura del campione statunitense del pattinaggio artistico, una sorpresa che ha già fatto la storia di queste Olimpiadi.
Oro Brignone, quando le avversarie si inchinano alla grandezza
Dopo il capolavoro in superG, nel gigante di casa Federica Brignone costruisce l’oro con due manche solide, senza sbavature, davanti al pubblico delle Tofane. Ma l’immagine che resta è quella dopo il traguardo: le avversarie si avvicinano e si inchinano, gesto spontaneo di rispetto per la superiorità mostrata in pista. E per la forza di riprendersi dopo un infortunio avvenuto solo dieci mesi fa. Con il doppio oro conquistato a Milano-Cortina, la Tigre diventa la sciatrice italiana più vincente di sempre.
Jutta è d’oro e vince le polemiche
Jutta Leerdam non ha dominato solo i 1000 metri del pattinaggio di velocità: la vittoria olimpica della pattinatrice olandese è diventata un caso internazionale anche per il gesto subito dopo il traguardo.
Appena tagliata la linea, la campionessa ha abbassato la zip della tuta lasciando intravedere il reggiseno sportivo bianco con il logo Nike, immagine poi rilanciata dai social e dagli sponsor. Secondo gli esperti di marketing, quell’istante potrebbe valere per lei bonus e contratti a sei zeri, con ricadute economiche ben oltre la medaglia.
L’allenatore che cambia giacca di corsa
Uno dei protagonisti delle gare di pattinaggio artistico non era in pista, ma in tribuna. Parliamo dell’allenatore e coreografo francese Benoit Richaud, volto simbolo di questi Giochi non per la sua bravura (peraltro indiscutibile), ma per i suoi outfit. Richaud, coach richiestissimo, allena 16 atleti, di 13 nazionalità diverse. Risultato? È stato costretto a cambiare casacca in continuazione. Una giacca nuova per ogni atleta. Indossa quella della Francia e voilà, pochi secondi dopo ha la divisa della Georgia. Lui si è spiegato così: “È sempre molto impegnativo. Quando sono uno dopo l’altro è molto, molto difficile. La gente mi prende in giro perché in genere indosso sempre il nero”. Il colmo: anche un coreografo di fama mondiale costretto a piegarsi al cliché più antico della storia della moda.
L’atleta in canottiera che vomita in gara
Nelle gare di sci di fondo la temperatura ha fatto più notizia del cronometro e la scena più commentata non è stata una medaglia, ma un atleta che ha affrontato la prova in canottiera. Sotto un sole insolitamente forte per un’Olimpiade invernale, alcuni corridori hanno rinunciato agli strati tecnici per cercare sollievo dal caldo opprimente. Uno di loro, il britannico Andrew Musgrave, è già diventato il simbolo di Giochi invernali costretti a fare i conti con il surriscaldamento globale. Con la canottiera ben visibile e il pettorale stretto al busto, ha attirato l’attenzione delle telecamere durante la gara, scatenando commenti misti tra ironia e ammirazione per l’audacia.
McGrath e la fuga nel bosco
La descrizione di un attimo. Atle Lie McGrath perde l’oro e fugge nel bosco. Non un fuoripista, una fuga volontaria, figlia della delusione sportiva. Il norvegese era tra i favoriti: in testa allo slalom, ha inforcato ed è fuggito in lacrime. È stato recuperato con una motoslitta. Un crollo psicologico dettato anche da un lutto, il nonno che se ne è andato via nel giorno della cerimonia di apertura. Ma nemmeno la fuga ha avuto troppo successo. “Volevo allontanarmi da tutto e tutti, pensavo che avrei trovato un po’ di pace e tranquillità, avevo solo bisogno di un po’ di tempo per me stesso, invece non è stato possibile, mi sbagliavo completamente, perché sono arrivati tutti, i fotografi e la polizia mi hanno trovato”.
Il casco della discordia
Ventiquattro fotografie in bianco e nero incollate su un casco: sono i volti degli atleti ucraini uccisi dall’inizio dell’aggressione russa. Un gesto simbolico che è costato caro a Vladyslav Heraskevych, campione di skeleton e portabandiera per Kiev alla cerimonia inaugurale dei Giochi, squalificato dalle Olimpiadi. Il motivo? Il tributo ai caduti violerebbe la norma 50 del regolamento del Cio che impedisce agli atleti durante le gare qualsiasi forma di propaganda “politica, religiosa o razziale”. Il divieto imposto all’ucraino ha aperto un acceso dibattito tra chi ritiene sia legittimo e chi critica l’incapacità di scostarsi dalle regole dei burocrati del massimo organismo sportivo mondiale.
La doppietta azzurra dello ski cross
A Milano‑Cortina 2026, lo ski cross ha regalato un’immagine storica: Simone Deromedis l’oro e Federico Tomasoni l’argento, firmando la prima doppietta italiana nella disciplina. I due azzurri hanno condotto la gara fianco a fianco, trasformando la finale in uno spettacolo di energia pura. All’arrivo, i due si sono abbracciati tra sorrisi e lacrime, mentre gli spalti esplodevano in un fragoroso applauso per l’impresa dei due atleti.
Sighel taglia il traguardo di schiena
“Un’idea pazza”, provata solo nella sua testa, e non un tentativo di prendere in giro qualcuno. Così Pietro Sighel ha raccontato il suo arrivo di schiena nel tagliare il traguardo nella finale d’oro della staffetta dello short track. Con ironia ha spiegato che quel gesto spettacolare era collegato al desiderio di far crescere la visibilità di una disciplina spesso sottovalutata. Insomma, uno show per avvicinare il pubblico.
Curling, il dito delle polemiche
Alzi la mano chi in queste settimane non si è scoperto un appassionato indomito del curling, sport tanto oscuro nelle regole quanto capace di emozionare e creare pathos. Ma in grado anche di creare polemiche sugli imbrogli, come accaduto in Svezia-Canada, match finito a insulti e veleni. Al centro del caso, un presunto doppio tocco irregolare della stone da parte del canadese Mark Kennedy. Subito lo svedese Oscar Eriksson gli ha chiesto provocatoriamente: “Non l’hai fatto nemmeno una volta?”. La risposta di Kennedy non è stata in pieno stile olimpico: “Puoi fotterti. Non l’ho mai fatto nemmeno una volta, non ci provare”. L’arbitro non è intervenuto e, a dire il vero, nemmeno i video diventati virali sul web chiariscono esattamente la dinamica. In ogni caso, se la godono i canadesi, che non solo hanno battuto 8-6 la Svezia, ma si sono andati anche a prendere l’oro vincendo la finale con la Gran Bretagna.
Pene ingrandito, il trucco nella tuta dei saltatori
A Val di Fiemme, il salto con gli sci è finito al centro del cosiddetto “pene-gate”. Secondo alcune segnalazioni giornalistiche e voci riportate nella stampa italiana, ci sono state ipotesi e sospetti — originati da alcuni media stranieri e ripresi da quotidiani come La Repubblica — secondo cui alcuni saltatori con gli sci avrebbero tentato di ottenere un vantaggio aerodinamico alle gare manipolando temporaneamente le misurazioni del proprio corpo prima della vestizione delle tute da gara.
La teoria raccontata nelle cronache è che inserire sostanze come acido ialuronico nei genitali potrebbe alterare la misurazione 3D necessaria per la vestizione della tuta, in modo da ottenere una tuta leggermente più larga nella zona inguinale — e quindi teoricamente una maggiore superficie per “catturare” aria e aumentare la distanza di salto.
La World Anti-Doping Agency (WADA) ha chiuso il caso: iniezioni di acido ialuronico o paraffina non costituiscono doping. La FIS resta cauta: “Nessuna prova di irregolarità, se dovessero emergere vantaggi li valuteremo”.
Tra ironia e dibattito, l’episodio è diventato uno dei casi più chiacchierati di questi Giochi. La questione è stata descritta come scandalo insolito e controverso alle Olimpiadi, ma non ci sono ancora risultanze ufficiali definitive di atleti puniti per questo specifico trucco.
Vince il bronzo e chiede scusa alla ex tradita
Nel biathlon olimpico la giornata di gara si è trasformata in un colpo di scena fuori dalle piste quando Sturla Holm Lægreid ha scelto di rompere il silenzio. Dopo aver vinto il bronzo, l’atleta norvegese ha confessato pubblicamente ai microfoni della stampa di aver tradito la sua ex fidanzata, chiedendole scusa in diretta. “La verità è dolorosa, ma necessaria”, ha detto tra le lacrime, sperando così di riconquistarla. Un gesto che ha subito polarizzato il pubblico: da una parte applausi per l’onestà, dall’altra le critiche per il tempismo per una confessione in mondovisione.
Klæbo fa all-in e con sei ori è il re dei Giochi
Nel freddo di Tesero, Johannes Klæbo ha chiuso la sua Olimpiade con una prova tattica e potente nella 50 km mass start, tagliando il traguardo davanti ai compagni di squadra e aggiudicandosi il sesto titolo d’oro in sei gare disputate ai Giochi di Milano-Cortina 2026. La vittoria non è stata solo un trionfo individuale: con il podio completamente norvegese e una gestione di gara perfetta, Klæbo ha riscritto i libri di storia del fondo conquistando il maggior numero di ori mai vinti da un atleta in una singola edizione invernale, superando il record di cinque di Eric Heiden del 1980.
Fontana fa record di medaglie
Con quattordici medaglie, Arianna Fontana è l’azzurra più volte sul podio nella storia dei Giochi. Ci riesce sotto gli occhi della presidente del Consiglio Giorgia Meloni con l’argento nella staffetta femminile. Così Fontana ha superato nella classifica di ogni tempo lo schermidore Edoardo Mangiarotti, che tra Berlino 1936 e Roma 1960 si era preso sei ori, cinque argenti e due bronzi.
Fenomeno Braathen: il Brasile scopre la neve
Nel gigante di Bormio Lucas Braathen ha trasformato la pista in una festa verdeoro portando il Brasile sul podio olimpico per la prima volta nella storia invernale. Cresciuto tra Norvegia e Brasile, ha scelto di rappresentare la terra della madre e il suo gesto sul traguardo, un sorriso largo e il pugno al cielo, racconta una vittoria che va oltre lo sport. “Se ci credi, riesci”, ha dichiarato ai microfoni, sintetizzando il senso della medaglia.
Il ritiro di Giacomel per un malore
Considerato tra i favoriti, la sua avventura è finita nel peggiore dei modi possibili: tradito dal fisico. Tommaso Giacomel era in testa dopo i due poligoni a terra, poi si è accasciato a terra. “Il mio corpo in qualche modo ha smesso di funzionare correttamente e facevo fatica a respirare e muovermi”, ha raccontato dopo l’atleta sui social. Per rendere meno amara la delusione, l’argento vinto nella staffetta mista.
Shiffrin, prima la festa in Casa Austria e il crollo a letto con la medaglia
Dopo il trionfo nello slalom femminile, Mikaela Shiffrin non si è fermata al podio, ma ha festeggiato fino a notte fonda in Casa Austria tra champagne, musica e compagne di squadra, dove la vittoria è diventata festa collettiva. La campionessa ha poi condiviso con i tifosi uno scatto dal suo profilo social in cui, stremata ma sorridente, giace sul letto con la medaglia d’oro al collo, con addosso non più la tuta, ma pigiama e pantofole.
Il ventunesimo momento
a cura della Redazione
Durante le qualifiche della gara di team sprint di sci di fondo femminile a Tesero (Val di Fiemme), un cane lupo è apparso improvvisamente sulla pista di gara mentre le atlete si avvicinavano al traguardo.
L’animale – descritto da molti media come un cane lupo (Czechoslovakian wolfdog) – ha tagliato il traguardo con le gare in corso, sorprendendo il pubblico e i commentatori.
Il momento è diventato virale sui social e ha attirato molta attenzione divertita da parte degli spettatori, con video che ritraggono l’animale correre al fotofinish con le atlete.
L’episodio è stato descritto come un fuori programma leggero e divertente, e l’animale è poi stato rimosso dalla pista senza conseguenze per le atlete.
In alcune descrizioni si dice perfino che inizialmente il cane è stato scambiato per un lupo, ma poi si è appreso che si trattava di un cane di proprietà locale che era scappato mentre veniva portato a passeggio.
Il ventiduesimo, quello più magico
a cura della Redazione
Nello svolgimento della cerimonia di chiusura dei Giochi, all’Arena di Verona, la performance di Joan Thiele, affiancata dall’étoile Roberto Bolle, è stata uno dei momenti più suggestivi della cerimonia, caratterizzando il segmento artistico del finale con una forte carica simbolica. Bolle, per la prima volta nella sua carriera, ha eseguito parte della sua coreografia in sospensione aerea, con movimenti sospesi tra danza classica e immaginario visivo, incarnando il tema della bellezza dinamica e in movimento. Dal canto suo, Thiele, alla chitarra, ha interpretato una versione intensa e più intima di Il mondo” (classico italiano di Jimmy Fontana), creando un sottofondo emotivo e poetico che ha preceduto e poi accompagnato la danza di Bolle.
Il segmento è stato concepito come una rappresentazione del “ciclo dell’acqua”, tema centrale della narrazione artistica della serata, che evocava il viaggio dell’acqua dalle vette alpine fino alle lagune venete. Al successo di questa esecuzione ha contribuito la magistrale coreografia di danza contemporanea e lo spettacolo di movimento realizzati dal Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto.
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@Matteo, sono d’accordo.
Quello che volevo dire è che le persone non si interessano esclusivamente alla cultura “alta”, né devono farlo, ma anche a quella pop, e, via via scendendo, al gossip e alla curiosità più triviale. Anche senza alcun tipo di condizionamento.
Chiaro poi che chi può cerca di orientare e sfruttare tutto a proprio vantaggio.
Placido, il gossip non è certo un’invenzione dei nostri giorni, ma tu pensi sul serio che quello che leggi non sia in qualche modo controllato ed eterodiretto in molte e svariate forme , spesso poco pulite?
Trovo ridicolo e insensato pretendere di poter controllare di cosa parla la gente e a cosa si interessa. Tanto più che il gossip non è certo un’invenzione dei nostri giorni.
Chissà perché tutti pensano di non essere compresi nella base di rincoglioniti di cui la società piramidale ha bisogno.
Poi passano la vita a cercare di possedere di più e guadagnare di più e a giudicare chi non si adegua, è un parassita, non si adegua o è diverso…
Scusa Carlo ma in che tipo di società credi di vivere?
La società piramidale ha bisogno di una larga base di rincoglioniti a cui devi inevitabilmente dare Sanremo gossip, olimpiadi gossip ecc ecc ecc
E ritieniti fortunato a non appartenere a quella base….
Rassicuro i miei detrattori: come capita da tempo immemore, anche quest’anno non ho guardato Sanremo neppure per un centesimo di secondo. Non mi interessa minimamente. Il mio precednete intervento è completamente diverso. Ho rilevato che, nei giorni di Sanremo, i siti dei quotidiani (che leggo o quanto meno sfoglio0 ogni mattina, a decine) riportavano all’inizio una decina di titoli contenenti notizie di Sanremo, ma NON incentrate sulle canzoni (per definirle “belle” o “brutte”) bensì sul circondario, ovvero sui gossip (di canzoni quasi neppure la citazione). Ormai nella nostra società “liquid”a (per dirla alla Bauman) si è definitivamente completata la rivoluzione copernicana in merito agli “eventi” (che siano poi eventi sportivi o canori o di altro genere, poco rileva): il “contenitore” è diventato più importante del “contenuto” e si parla esclusivamente del contenitore. Lo stesso è capitato con le Olimpiadi: la maggior parte dei momenti “iconici” di queste Olimpiadi riguardano risvolti collaterali, roba da chiacchiericcio, appunto gossip. Lo sport in quanto tale si è stemperato sulla sfondo, a volte è sparito del tutto. Se uno (come me) voleva leggere i veri contenuti sportivi di queste Olimpiadi doveva andare a cercarli col lanternino. E questo si collega al dibattito sui danni ambientali e sugli sprechi (di denaro pubblico): abbiamo accettato tutto ‘sto ambaradan (nocivo in sé) non per vero “amore” per lo sport, ma per la curiosità pruriginosa di esser messi al corrente del tipo che confessa il tradimento o di quell’altro “balengo” che gareggia in canottiera e vomita o della pattinatrice che ha abbassato la zip della tuta per far vendere il reggiseno… Capite che cazzate “dominano” gli eventi sportivi? Così come il Festival della canzone italiana di Sanremo (questo è il suo nome ufficiale) è dominato dall’interesse pruriginoso per le gaffes a doppio senso della Pausini o per il bacio lesbo sul palco o le polemiche Pucci sì-Pucci no…
Come ho gia scritto in altra occasione, vedere sciare in quel modo Federica Brignone, sapendo da dove usciva, e quanto gli sia costato essere lì in pista, mi ha emozionato e, non sono un patito dello sci. Grande Federica. Di tutto il resto, mi associo ad Enri, cerimonie e minchiate varie , me ne sbatto.
Si parte male chiedendosi quale sia stato il momento più iconico ( termine pessimo) delle olimpiadi. Certamente i momenti piu significativi sono stati quelli della Vonn e della Brignone perché, anche se cin risultati opposti, ci hanno posto di fronte due figure che sono risorte dall’inferno e che, nel caso di Vonn, ci sono tornate. Ormai mi interesso di più agli sport per disabili che insegnano e ispirano di più. Detto questo e detto che ho fatto in vita mia in tutto 10 piste in un pessimo spazzaneve, seguire Brignone e Vonn mi ha lasciato qualcosa. Mentre non so nulla delle varie cerimonie ne’ del perché Valentino abbia interloquito con il Presidente della Repubblica.
O Madonna …..ma il festival di Sanremo…..non ci siamo Carlo…. mi deludi
A me la cinesina americana del freestyle non mi fa dormire la notte…..
Direi che il gossip delle olimpiadi è molto più genuino del gossip di Sanremo.
Consiglio personale : non li guardare, ti rovini la salute…
Questo articolo consolida la mia convinzione che i grandi eventi sportici internazionali, specie quelli all round come le Olimpiadi (molte discipline nello stesso evento, con sfaccettate storie personali di atleti/e…) sono solo più un caravanserraglio a disposizione degli appassionati di gossip… Ma merita tutto ‘sto bordello solo per vedere il Presidente Mattarella arrivare in tram (!) o l’atleta in canottiera che vomita… o il cane lupo che invade la pista o la Shiffrin morta sul letto dopo la festa sfrenata…
questo destino infame abbraccio tutti gli eventi e non solo delle Olimpiadi: il recente Festival di Sanremo è a sua volta ridotto a un caravanserraglio di scemenze come le battute a doppio senso della Pausini, il bacio lesbo, la polemica sulla presenza o meno del comico Pucci… ecc ecc ecc e delle conzoni (che sarebbero il “vero” contenuto del Festival) non se ne è quasi parlato in giro… Idem con patate per gli eventi sportivi, con la differenza, già rimarcata migliaia di volte, che questi eventi sportivi comportano ingenti danni ambientali e infiniti sprechi di denaro pubblico.