I graffiti chiodati

Lo scalatore che ha chiodato tre vie di roccia in cima e vicino ad antiche incisioni rupestri dei nativi americani ha detto alla rivista Climbing che si è pentito del suo errore e di qualsiasi danno che potrebbe aver causato.

I graffiti chiodati
di Michael Levy
(pubblicato su climbing.com il 14 aprile 2021)

Il 13 aprile 2021Climbing ha pubblicato un reportage di tre vie sportive che erano state chiodate sopra e vicino a esemplari di arte rupestre dei nativi americani, che si stima abbiano un migliaio di anni. Da allora abbiamo appreso più dettagli che fanno luce sull’incidente. Sebbene le nuove informazioni non scusino l’autore, Richard Gilbert, di questo gesto delittuoso, sono utili per comprendere le sue azioni, nate dall’ignoranza, e possono aiutare la comunità a prevenire scenari simili in futuro. 

Il rapporto di oggi ha un filo secondario angosciante: sebbene molte reazioni all’articolo di Climbing siano state produttive e lungimiranti, Gilbert afferma di aver ricevuto una serie di minacce di morte. “Faccio un errore innocente, e dal momento che sono uno scalatore disabile, un nessuno, la gente vuole uccidermi“, ha detto.

Gilbert, 36 anni, è un veterano della guerra in Iraq. Dice di aver subito “una frattura alla schiena, una spalla lussata, un ginocchio rotto e la rottura della parete addominale”, durante il suo servizio. Dice anche di aver subito una lesione cerebrale traumatica mentre era all’estero, ed è il fondatore del Project Unity, “una raccolta di sangue mirata [a riunire] studenti musulmani e veterani”, al Mesa Community College, San Diego, California.

Gilbert ha detto a Climbing che “vorrebbe chiedere scusa agli indigeni locali per qualsiasi mancanza di rispetto o danni causati da una qualsiasi delle mie azioni. Vorrei anche chiedere scusa alla comunità degli arrampicatori per aver travisato e danneggiato il modo in cui il pubblico vede gli alpinisti. Non è mai stata mia intenzione causare disagio a nessuno ed è stato un errore grossolano anche se fatto a fin di bene“.

A marzo 2021, Robert Gilbert aveva chiodato tre vie, circa 5.3, vicino alle Sunshine Slabs a nord dello Utah’s Arches National Park. Ha pubblicato informazioni su queste novità su Mountain Project insieme a foto dell’arte rupestre che ha erroneamente identificato come graffiti moderni. La didascalia di una delle foto diceva: “Graffiti: C’è già una buona quantità di graffiti su questo percorso, PER FAVORE NON aggiungetene!”

Quando lo scorso fine settimana lo scalatore del Wyoming Darrin Reay e un gruppo di suoi amici hanno notato le nuove vie, si sono resi conto che le linee chiodate si trovavano direttamente su antiche incisioni rupestri dei nativi americani che Gilbert aveva identificato erroneamente. Reay ha rimosso gli spit.

Reay ha confidato la sua scoperta allo scalatore e autore di guide Stewart Green. La scorsa domenica sera Green è andato a Mountain Project per dare l’allarme. In scambi continui nelle sezioni dei commenti sulle pagine delle vie e sulle foto di Gilbert dell’arte rupestre (le voci delle vie sono state rimosse dal sito web), Green ha rimproverato Gilbert e questi ha perorato la sua causa. Gilbert ha spiegato perché pensava che si trattasse di roba recente, e poi ha riconosciuto di aver commesso un terribile errore. Quando Gilbert finalmente si è reso conto del suo errore ha detto: “Sistemerò tutto immediatamente”, poi ha cambiato la didascalia sull’immagine dell’arte rupestre in “Petròġlifo (incisione rupestre) di un uomo che tiene una lancia!” e modificato il nome della via da Peaches a Peaches: NON arrampicare!.

I risalti rocciosi con l’incisione rupestre e gli spit in questione. Foto: Darrin Reay.

Gilbert ha detto a Climbing che “la mattina successiva [lunedì] sono andato a Moab [da casa sua a Colorado Springs]. Mi sono seduto con l’agente Cody Marsh, che all’epoca non aveva quasi nessuna informazione, e gli ho raccontato cosa era successo. La conversazione è durata da un’ora a un’ora e mezza”.

Mentre le autorità hanno iniziato a indagare sull’incidente, questo è diventato un argomento caldo su Mountain Project, anche perché è stato ripreso anche da Climbing , Instagram e Facebook. La protesta contro le azioni di Gilbert è stata rapida e travolgente. Molti commenti lamentavano il danno all’arte e applaudivano le azioni di Reay nell’estirpare gli spit. “Ottimo lavoro per gli alpinisti che hanno rimosso gli spit”, si legge in un commento. Altri hanno espresso rabbia e lanciato epiteti come “stupido” nei confronti di Gilbert.

È a questo punto che Gilbert afferma di aver ricevuto dozzine di messaggi diretti, comprese molte minacce di morte. “Ho risposto a quasi tutti quelli che mi hanno contattato”, ha detto, “tranne che per le minacce di morte. Li elimino immediatamente poiché non c’è motivo per alzare ancora i toni”.

La comunità degli arrampicatori deve fare di meglio e assumere un ruolo più attivo nella protezione dei siti d’arte e del patrimonio culturale dei nativi americani. Non si tratta di un incidente isolato: altri siti sono stati e sono attualmente a rischio a causa delle azioni di alpinisti. Restate sintonizzati per un articolo di follow-up che includerà membri dello Utah Public Archaeology Network, Stop Archaeological Vandalism e altri archeologi professionisti e gestori di terreni. 

Come ha detto ieri Stewart Green Climbing, “La chiave per assicurarsi che non si ripeta un altro incidente simile, che getterebbe discredito su tutti gli scalatori, è l’istruzione. Come alpinisti, dobbiamo fare un lavoro migliore educando i nuovi scalatori che hanno imparato nelle palestre e senza mentori che abbiamo bisogno di praticare l’etica del non lasciare tracce dove scaliamo, e questo include il rispetto dei siti sacri, così come le risorse culturali storiche e preistoriche”.

8
I graffiti chiodati ultima modifica: 2021-04-26T05:20:00+02:00 da GognaBlog

27 pensieri su “I graffiti chiodati”

  1. 27
    Antoniomereu says:

    Nel articolo c é tutto…l ABC
     
    Arte
    Arrampicata
    Buchi nella roccia
    Cultura ….ignorata
    Dakota
    Errore 
    Fantasia…poca
    Graffiti
    Handicap
    Internet Ignoranza
    Lesioni …Lakota
    Minacce
    Natura
    Offese
    Parco
    Q.intellettivo
    Rispetto
    Storia di Spit 
    Tracce del passato
    Unicita’
    Violazione…
    e il solito Zoo
    Voglio provocare ma se a forare fosse stato un nativo magari al M.te Rushmore (casa sua!)sul naso di uno dei 4 nonni dei 6 che erano ,cosa scrivevano i social americani?stesso perdonismo e buonismo? 
     
     
     
     

  2. 26
    palms says:

    Superbo uso del benaltrismo.
    Ma la ragione resta confusa, e il cuore manca completamente.
    Però si dorme meglio, immagino.

  3. 25
    albert says:

    Alcune zone  dolomitiche  sono ricche di fossili marini e minerali , cristalli..
    “legge n. 1089 del 1939 e dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio del 2004, che disciplinano anche le attività archeologiche. I fossili ritrovati sul nostro territorio sono di proprietà dello Stato, il quale a fronte di una denuncia di possesso può concedere o meno la possibilità di custodirli al denunciante. Il commercio dei fossili è quindi assolutamente vietato.”
    eppure a volte  collezionisti  li cercano, li staccano a martellate da una parete, spaccano pietre per estrarne minerali interni e se li portano a casa o in negozio li rivendono sottobanco.Ogni mondo e’paese.

  4. 24
    albert says:

    In Italia ne ricordo di altrettanto gravi, volontari : martellatori della Pieta’ di Michelangelo e della facciata del duomo di Orvieto.. restaurate come fu possibile  riutilizzando i frammenti ..ma con la polvere non ci fu nulla da fare.

  5. 23
    Alberto Benassi says:

    Almeno  non lo hanno preso per il collo con morsa a braccio o ginocchio premuto.

    se fosse stato di colore, forse di si.

  6. 22
    albert says:

     Si discute tanto per passarte il tempo, di sicuro il chiodatore  si trovera’ ad affrontare causa legale…La’  ne intentano per molto meno. Decidera’ un giudice se ci sono aggravanti o attenuanti e risarcimenti.Almeno  non lo hanno preso per il collo con morsa a braccio o ginocchio premuto.

  7. 21
    palms says:

    Chiunque entri in un National Lark americano vine fornito all’ingresso, INSIEME al biglietto di un depliant con le principali attrattive.
    Le quali peraltro sono localmente – intendo lo stato – ben note a tutti.
    Escludo quindi che lo scalatore si sia “confuso”, essendo lui locale, ma capisco benissimo che in sua difesa ostenti l’argomento confusione. Lui non lo giustifico, ma posso capire come stia cercando di difendersi.
    Non capisco e non giustifico, invece, chi mostra di credergli – ancora una volta per sminuire il valore di reperti che non appartengono alla sua cultura e, direi a questo punto, sfuggono alla sua comprensione.
    Ma quando uno non capisce, non farebbe meglio a tacere?
    Non c’era alcuna possibilità di “equivoco” in quel luogo e su quelle incisioni.

  8. 20
    albert says:

    Forse l’equivoco e’ nato dal fatto che   abbondano graffitari in citta’ su muri  e quindi qualcuno abbia trasferito   in ambiente naturale su  pareti rocciose, con del graffito.  E’accaduto che personale di pulizia in sala di mostra artistica, abbia gettato via cartoni ritenendoli avanzi di imballaggio di opere d’arte, invece erano la vera e propria opera d’arte.Chi si ricorda la burla delle false sculture di Modigliani ? Un  vecchio wc di porcellana abbandonato in zona industriale, e’  vandalismo o abbandono di opera d’arte griffata?Non parliamo dei graffiti con cuori e nomi che costellano paretidi Colosseo, cupole di San Pietro, mura di stadi, panchine..ecc.

  9. 19
    Simone Di Natale says:

    @ Matteo.  Sempre riguardo il discorso della possibile necessità di una spittatura “sul facile” in taluni casi.
    Daccordissimo sul fatto che in quel luogo è assolutamente ingiustificabile.
     
    Tanto per chiudere. Personalmente capisco benissimo e volendo anche condivido chi condenna la spittatura di per se’. Ma questo è una altro discorso.

  10. 18
    Simone Di Natale says:

    Roberto, come espresso già in precedenza, sono daccordo con te.
    La mia non era una giustificazione per il gesto compiuto, ma solo una riflessione sul perchè spittare un 5.3
    Riguardo all’opinoine di Matteo io personalmente non sarei così netto.
    Però non ho sufficiente esperienza ne’ titolo per argomentare. Quindi può benissimo darsi che tu abbia ragione.

  11. 17
    Matteo says:

    Caro Simone, no, non credo che la disabilità possa spiegare in alcun modo la relazione tra la chiodatura e il grado, così come non giustifica la chiodatura di un sito archeologico.
    Altrimenti il sentiero per disabili in val di Mello sarebbe altrettanto giustificato.
    Come sarei giustificato io, in quanto arrampicatoriamente disabile, se spittassi ascellare il Pesce o anche solo Polimagò

  12. 16
    Roberto Pasini says:

    Simone, hai ragione sul 5.3 spittato, ma non è lì il punto. La pirlata del povero reduce, che forse non sapeva cosa faceva, rimanda a temi più ampi di cui abbiamo discusso tanto sui rapporti tra arrampicatori e ambiente naturale e storico/culturale. Ho appena visto un film: The Dig, lo sforzo disperaro alla vigilia della 2 guerra mondiale per preservare un reperto del passato anglosassone. Ecco, questo ha colpito me. Preservare e rispettare le radici del proprio passato, senza esserne schiavi o succubi. Un individuo o una comunità che, magari in buona fede e con un po’ di superficialità, non lo fa, si espone senza ripari alle onde della storia, soprattutto nei periodi di tempesta. 

  13. 15
    albert says:

    “Certo che minacciare di morte , per  fatti che non hanno lesionato atro che  testimonianze , la dice lunga.” n 1.
     Rito propiziatorio ecc. uguale pensiero magico.Poi al Colosseo o altari Maya si faceva ben di peggio ( sacrifici umani e stremini odi  inermi o di gladiatori), qundi oggi si ammira  il bello architettonico dei ruderi , che in passato grondava sangue e dolore.

  14. 14
    Roberto Pasini says:

    Per Massimo Camere. Mi era noto che si tratta di buona fede e anch’io partecipo al lavoro di pulizia dei sentieri insieme al Cai Rapallo. Immaginavo anche che fosse autorizzata dal Parroco, forse in un afflato di proselitismo memore del fatto che i santuari erano in passato anche luoghi di svago. Questo non toglie che, ovviamente a mio giudizio personale e soggettivo, non è il posto giusto. E parlo da ateo e non credente. Nell’ultimo libro di Roccati “Onde di Pietra” ci sono elencati centinaia di tiri nel Levante. Alcuni si possono usare come scuola. Ognuno ovviamente ha le sue opinioni. Io penso che non si debba mescolare giovedi grasso e venerdì santo e che certi luoghi magici vadano lasciati al silenzio e alla riflessione o per chi crede alla preghiera. A Rapallo esiste una paretina palestra artificiale attrezzata dal Soccorso Alpino e a Recco una palestra indoor piuttosto ampia. Senza rancore ma con educato dissenso.

  15. 13
    Il garantista says:

    Nessuno che si scandalizza per le minacce di morte?

  16. 12
    massimo Camere says:

    Spett. Sig.Roberto Pausini,
    Le scrivo a proposito del commento da lei fatto sulla piccola falesia Pandemica, realizzata a Caravaggio. Le preciso che essa è stata voluta e approvata dalla Parrocchia che gestisce il Santuario. a Rapallo non ci sono scogli da poter attrezzare, è stata fatta per avere una possibilità d’insegnare l’arrampicata e le manovre relative in totale sicurezza. L’opera ha visto 18gg di lavoro e circa 50 coffe di materiali di risulta da spostare, tutta la pulizia fatta da volontari di cui una parte ha anche finanziato di tasca sua il progetto. L’ultimo atto è stato la pulizia del sentiero che sale dalla Croce di Spotà al Santuario che da decenni era invaso da pietre spostate dai cinghiali. Spero che le sia utile la mia spiegazione per capire che c’è anche chi regala falesie per sviluppare il movimento e, non è solo come chi  le utilizza pensando che i chiodi nascano come i funghi. Cordialmente.

  17. 11
    Simone Di Natale says:

    A Roberto e Matteo
    Senza niente togliere alla grossa castroneria compiuta volevo solamente far notare…riguardo al chiodare un 5.3… che nell’articolo mi sembra sia scritto che l’arrampicatore in questione sia un disabile.
    Ripeto, questo non giustifica il gesto ma forse spiega la relazione fra la chiodatura ed il grado

  18. 10
    Geri Steve says:

     
    DA SAPERE: GRAFFITI, INCISIONI… ERANO PITTURE
     
    Solo dopo anni che mi occupavo di incisioni e di pitture rupestri, visitandole e scoprendone di nuove, io ho capito che le incisioni non erano fatte per essere guardate; erano soltanto lo strumento per rifare una pittura magica.
     
    Quelle pitture erano parte di un rituale propiziatorio per la caccia, la pesca, la pioggia, l’aratura di un nuovo campo, un duello, un sacrificio.
     
    Se poi andava bene, la volta successiva si aveva cura di rifare la pittura esattamente come prima ed esattamente nello stesso punto, perchè il successo aveva dimostrato che quello era un luogo magico, a differenza di altri che non avevano dato il risultato desiderato. Per essere sicuri di rifare la pittura esattamente come e dove era prima, si faceva l’incisione, da riempire con le pitture successive.
     
    Le tecnologie si sono raffinate e oggi si riescono a ritrovare pigmenti dove sembrava che non ci fosse niente. Si spera di arrivare un domani a ricostruire come erano le pitture, così come già adesso si riescono a ricostruire parti di pitture rupestri diventate invisibili.
     
    Per questo le incisioni vanno rispettate: non basta non piantarci chiodi. Non ci si deve arrampicare ne sopra nè vicino, dove è molto probabile che ci siano altre incisioni difficilmente visibili.
     
    Confesso che in Val Camonica e dintorni io ho calcato (e anche frottato) tante incisioni, da solo o con altri archeologi. Allora non sapevo i danni che facevo.
     
    geri
     
     
     
     
     

  19. 9
    albert says:

    Paradossalmente, i nativi che incisero, furono i primi a “deturpare”la natura.Ogni epoca lascia i suoi segni..che col tempo diventano “monumenti”.

  20. 8
    albert says:

    Non un generico restauro con un po’di stucco e ‘na manciata di colore, ma esperti di restauro coi fiocchi  , come non mancano in Italia.Quanto alla scarsa precisione toponomastica , cerco di stare nel limite dei 1500 caratteri. ..e mi fido di chi legge. O  Richard Gilbert, non ha dato peso ai cartelli, ha trovato  una  finestra   temporale di “lavoro”senza altri  testimoni, o scarseggia la sorveglianza o altri climbers presenti non hanno fatto azione bloccante ai primi  rumori o vista dell’inizio perforazioni ..anche sulle falesie nostrane il divieto e’ scattato dopo periodi di” lasciar fare”.L’elenco delle montagne sacre del mondo lo trovo in le montagne sacre del mondo di Bernbaum,ma mi pare che  ne siano rimaste poche  ..e con qualche rito propiziatorio o riparatorio…dopo la scalata …ci si  e’ messa una toppa.

     

     

  21. 7
    Matteo says:

    A me la cosa che disturba di più e che mi pare più devastante è che si pensi di attrezzare a spit una via di 5.3 a prescindere dai graffiti

  22. 6
    palms says:

    Era: rispetto dell’esistenTE, non dell’esistenza come vorrebbe il correttore

  23. 5
    palms says:

    Non volevo essere (troppo) censorio e mi scuso. L’oggetto dell’esperienza raccontata mi pare appunto il rispetto dell’esistenza da parte degli scalatori.
    Incluse le vecchie vie già chiodate o salite senza chiodi, e i luoghi speciali.
    Perchè io non ci credo che uno si rechi ad Arches National Park, con l’abbondanza d’ informativa che c’è in quel tipo di parchi americani, e non sappia delle incisioni rupestri preistoriche…
    E se davvero non sapeva, più che una scusa mi pare peggio!

  24. 4
    Roberto Pasini says:

    Per carità, niente di paragonabile, ma dove sono io in questo periodo, il Levante ligure, è stata chiodata a spit ( una trentina di spit in tutto con cavo di collegamento in acciaio tra le soste) una paretina alta cinque metri dietro l’abside dello storico Santuario di Caravaggio, sopra Rapallo. Ma che bisogno c’era? Perché proprio lì e non cercare piuttosto da qualche parte uno “scoglio” isolato come lo chiamano qui. Il lavoro rivela una mano professionale e anche qualche costo che qualcuno si deve essere assunto. A volte non capisco certi comportamenti anche in seno alla comunità arrampicatoria. Perché esporsi così a possibili e forse anche giuste critiche di mancanza di rispetto per luoghi storici e pure sacri per qualcuno? 

  25. 3
    palms says:

    “Non hanno lesionato altro che testimonianze”.
    Mi dispiace leggere, Albert, che lo sfregio per te è avvenuto “in quel posto”, nonostante l’articolo dettagli con precisione il luogo, le Sunshine Slabs ad Arches National Park in Utah – facendo un  danno a reperti che non conosci, di popoli che non conosci, in un luogo molto lontano da casa tua: le incisioni preistoriche quindi, per te, non possono essere altro che testimonianze, di valore discutibile: un po’ di stucco, una manciata di colore e possiamo andare a dormire tranquilli.
    Oppure facciano loro come si fa da noi, “su alcune falesie a picco sul mare” – che la nota educativa fa sempre coscienza superiore.
    Dispiace leggere una marcata insensibilità per tutto ciò che non sia l’orticello.

  26. 2
    Roberto Pasini says:

    Da non credere: 5.3 significa II o massimo III. L’ignoranza + stupidità porterà prima o poi ad un patentino per usare il trapano a batteria come avviene per l’uso professionale della motosega ?

  27. 1
    albert says:

    Alcune falesie italiane  a picco sul mare  sono state chiuse all’arrampicata in quanto vi nidificano specie rare di uccelli marini.   Vi si calavano dall’alto in doppia ancorati a ringhiere robuste o alberi  di itinerari escursionistici e poi risalivano in arrampicata, sicuri  senza bisogno di chiodature, anche se mancava l’ebbrezza della salita dal basso con ancoraggi distanti.Pare di  intuire che anche in qule posto sarebbe possibile. Si spera in restauro  a spese del danneggiante.  Sempre possibile cercare alternative non  danneggianti, spostandosi e non volendo cercare l’effetto fotogenico a tutti i costi. Certo che minacciare di morte , per  fatti che non hanno lesionato altro che  testimonianze , la dice lunga.Poi sembra  di capire dalle foto che  i fori sono vicino e non proprio  sopra i graffiti.Con certi impasti di resine e polvere di roccia i restauratori sapranno ben come fare…ma  ghi haters andrebbero di sicuro con lente di ingrandimento per evidenziare minime differenze solo per il gusto di polemica odiante.

La lunghezza massima per i commenti è di 1500 caratteri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.