I sette anni di Totem e Tabù
Oggi Totem e Tabù compie esattamente sette anni: era l’8 gennaio 2017 quando uscì il primo articolo di questa testata, Paolo Mieli e il riscaldamento globale (quindi con un autore mainstream, così tanto per sapere da dove si è partiti…). A questo sono seguiti altri 1.067 post, a una media di 12,71 post al mese.
Qualche parola sulla scelta del nome. A suo tempo fummo assai esitanti, perché Totem e Tabù è anche il nome di un famoso libro di Sigmund Freud: pur nutrendo per il padre della psicanalisi grande rispetto, un po’ ci dava fastidio non trovare un nome più originale.
Ma alla fine lo scegliemmo, perché in queste due parole è il nocciolo di quella che abbiamo sempre inteso come una missione: parlare di Totem, nel senso di “ideologie”, “ismi”, fede totale nella scienza, spaziando dall’informazione “oggettiva” in senso britannico alle convinzioni egoiche e ai preconcetti, ivi compreso quello del “buon senso comune”; e nel contempo parlare di Tabù, nel senso di “pregiudizi”, “cose che non si possono dire”, razzismi latenti, vissuti psicologici repressi, conoscenza emozionale o egoica incapacità di ascolto e di accettazione altrui.
Attualmente l’account Instagram di Totem e Tabù (#totemetabu_lettura) conta solo 83 follower: non c’è da stupirsene, vista l’eterogeneità delle foto che popolano la pagina dei feed. Queste non seguono un filo, non raccontano una storia, non ci sono ego smisurati con i quali identificarsi: sono solo casuali flash su attualità, problematiche, analisi, dove la scienza è affiancata al mito e a contenuti esoterici, dove la favola potrebbe sostituire la realtà e viceversa. Dello stesso tenore sono le storie giornaliere (quelle che muoiono nel giro di 24 ore), nelle quali facciamo un uso nullo di filmati e di musiche invasive. E’ evidente che, per sua stessa costituzione, Totem e Tabù non può essere influencer. Non ce ne vantiamo, ne prendiamo atto con serenità.
La stessa cosa si può dire della pagina facebook Totem&Tabù: con i suoi 744 follower non si può definire certo “popolare”.
Pur non avendo l’impressione che la nostra società sia costituita in prevalenza da individui “liberi”, è proprio a loro che abbiamo dedicato la testata (lettura per individui liberi).
Ancora nella dedica, come non bastasse, abbiamo specificato che questi individui liberi debbano sapere che la lettura di Totem e Tabù “è priva di contenuti retorici e di luoghi comuni (se ci sono sono presentati come tali) e contiene prospettive di carattere eretico”; poi ci siamo spinti a dire che gli stessi individui liberi sicuramente sanno “che certi articoli dovrebbero essere letti con la curiosità, il sospetto o la resistenza che certe idee meritano”.
Infine l’accenno al fatto che “le persone che animano Totem e Tabù combattono aspramente ogni genere di inquinamento”. Dove l’inquinamento s’intende relativo all’ambiente come al nostro essere: inquinamento non è “assenza” o “contaminazione” della cosiddetta verità, è la decisione volontaria di escludere i contenuti che potrebbero far assumere alla “verità” i caratteri della tanto temuta contraddizione, che però in realtà è assai più vicina alla nostra essenza umana della teorica “verità”. Dalla contraddizione vissuta e accettata fino in fondo nascono le sintesi e le grandi creazioni, di idee e di opere. Dalla verità conclamata e dalla sua concubina menzogna nascono noia, superstizione, sufficienza e soprattutto violenza.
In questi sette anni siamo orgogliosi di aver mantenuto le promesse. Abbiamo proposto alla lettura pezzi che la stampa generalista e mainstream rifiuta con sdegno e pervicacemente, pezzi che sfiorano (e a volte oltrepassano) il limite dell’apologia del fascismo, saggi di chiara matrice comunista, oppure pezzi visionari, respinti o adorati, rifiutati quanto benefici. Allo scopo di far riflettere, ma soprattutto di comprendere ciò che continuiamo a rifiutare, nell’illusione che il tempo sistemerà la cose oppure nella pessimistica convinzione della catastrofe prossima ventura. Abbiamo combattuto l’ossessione della sicurezza, l’idolatria funesta di un mondo desiderato senza morte e incertezze che per di più è anche teatro di grandi business: sicurezza deriva dal latino “sine cura” (senza prendersi cura, vedi Heidegger), dove cura sta per vicinanza, comprensione, accettazione, emozioni, affetto, amore. Sine cura significa vivere senza nulla di tutto questo, nella convinzione che nulla di male potrà mai succedere al nostro piccolo “io” quanto più lo difendiamo dall’avventura delle relazioni umane. L’orgia di selfie ne è la prova.
La sicurezza può essere definita come “sapere che l’evoluzione di un sistema non ci produrrà danni”. La sicurezza è il primo dei Totem, poiché un sistema può evolversi senza dar luogo a stati indesiderati, ma non per questo esso potrà mai essere ritenuto davvero sicuro (per fortuna, sosteniamo). La sicurezza è dannosa alla nostra formazione di individui liberi, vista l’assenza già nella stessa parola della quantità di elementi fondamentali per la nostra vita (prima elencati) compresi nella parola “cura”.
La missione di Totem e Tabù è dunque stata e continuerà ad essere quella di “prendersi cura”, quindi di favorire scambio e relazione, di comprendere assieme per accettare, al fine di far compiere alla nostra visione del mondo quel salto di qualità che sussidiari, telegiornali, talk show, griffe, statistiche, reel, spettacoli adrenalinici e social organizzati vogliono impedire (con l’esercizio del loro smisurato potere di comunicazione).
Il compito è immane ma lo affronteremo assieme, augurandoci che chi si unisce a noi abbia ben maturato interiormente quei contenuti individuali che, se non ancora accolti e fatti propri, verrebbero involontariamente ma irrimediabilmente risputati nel nostro collettivo, con grave danno all’evoluzione di tutti.
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Che bello avere nuove cose a cui appigliarsi così da non rispondere mai alle obiezioni… Geniale metodo di discussione! Mi ricorda quelli a cui dicevo “In Cile c’è una dittatura militare cr4eata e appoggiata dagli americani” e la risposta era “Si, però anche a Cuba c’è una dittatura…”. Fantastico! Andresti bene nei talk show televisivi dove pur di non rispondere scatenano risse su altri argomenti…
Per quanto riguarda gli alpinisti e il fascismo. Certo, molti avevano la tessera del fascio, ma senza si rischiava grosso, fossero famosi o meno. Poi, secondo me, le scelte fatte dopo l’8 settembre valgono eccome.
Certo di più di quelle del nuovo calendario 2024 dell’Esercito (voluto da Isabella Rauti, figlio di Pino, ordinovista il babbo, senatrice Fratelli d’Italia e sottosegretario alla Difesa con la Meloni:::) che celebra l’Esercito prima e dopo l’8 settembre 1943 (“Per l’Italia… Prima e dopo l’8 settembre 1943”)… Ah già non ci sono fascisti in FdI…
E che dire di quella linea di analisi storica dell’alpinismo (linea che io personalmente non condivido) secondo la quale Giusto Gervasutti era un agente in incognito al soldo dell’OVRA, la polizia politica del regime fascista? Sì, proprio Gervasutti, l’eroe supremo dell’alpinismo “libero e senza condizionamenti”! La realtà è infinitamente più complicata e ingarbugliata di come appare a prima vista. La frase di Castiglioni, nobilissima a prima vista, si rivela in realtà un esercizio sterile, non applicabile alla realtà degli individui.
Tu non hai niente a che fare con niente, tranne che con quello che tu dici di avere a che fare anche se poi potrai avere a che fare se deciderai che ne hai a che fare, quando penserai di averne a che fare.
Diciamo che quando scrivi sei molto chiaro e comunque l’avevi già detto, ma nessuno capisce quello che dici perché non ci focalizziamo e non ci arriviamo…
Ma se ho già detto che usare il termina fascista con me è completamente sbagliato! In ogni caso quasi tutti i coetanei di Castiglioni avevano la tessera del PNF, anche quelli che, dopo l’8 settembre, hanno collaborato con la Resistenza. Probabilmente si turavano il naso, lo facevano pur di potersi avvicinare al confine o addirittura espatriare (a fini alpinistici), ma intanto avevano la tessera nella patta dello zaino e collaboravano sistematicamente con le organizzazioni del regime (tipo i GUF ecc)… Sto parlando di grandi nomi, Gervasutti, Chabod, Rivero, ecc ecc ecc. Addirittura sfilarono in camicia nera davanti al duce e anche più di una volta.
Allora se valesse, in modo duale, la frase di Castiglioni, tutti quei grandi nomi lì li dovremmo cancellare dalla storia dell’alpinismo. Non parliamo di Emilio Comici che fu nominato commissario prefettizio in Val Gardena (in pratica svolgeva le funzioni di podestà (il podestà era una figura che sostituiva il sindaco, con una “piccola” differenza: era nominato dalle autorità e non eletto dai cittadini)… Allora che ne concludete? Che, applicando la frase roboante di Castiglioni, dovremmo cancellare, per ignominia, il nome di Comici dalla storia dell’alpinismo?
Quindi tutto il mondo è paese e la frasi altisonanti scritte a tavolino lasciano il tempo che trovano.
E cmq io con il fascismo, con il ventennio, con il duce non ho niente a che fare. per cui la “chiosa” è doppiamente sbagliata, nel riferimento storico e nel collegamento a me.
Splendida chiosa ai deliri sovranisti e parafascisti, Luciano.
Grazie!
A proposito di “veri alpinisti”, tema tanto caro al “nostro” e di fascisti, ecco una raffinata sintesi sulle due realtà di Ettore Castiglioni, tratta dal suo “Il giorno delle Mésules, diario di un alpinista antifascista”
Da ricordare ogni qualvolta il “nostro” se ne esce con le sue illuminate esternazioni sabaude.
“(…) il vero alpinista non può essere fascista, perché le due manifestazioni sono antitetiche nella loro più profonda essenza. L’alpinismo è libertà, è orgoglio ed esaltazione del proprio essere, del proprio io come individuo sovrano (…) il fascismo è ubbidienza, è disciplina, è annullamento della propria individualità nella pluralità e nella promiscuità amorfa della massa, è abdicazione della propria volontà e sottomissione alla volontà altrui”.
Ah, ecco. I sondaggi “che valgono” sono soltanto quelli che citi tu. Non ho parole. IPSOS, dal 1975, tra i leader mondiali – terzi – delle ricerche di mercato, analisi di opinion e consulenza strategica. Presente in 90 Paesi con più di 18.000 professionisti. Ma a Crovella non piace per cui non vale niente…
Le spari proprio a vanvera…
I sondaggi che “valgono” danno da mesi e mesi FdI in rafforzamento/stabilizzazione (più o meno a ridosso del 30%), sia in Italia che in prospettiva europea.
Tra l’altro votano tutte le età: è importantissimo il voto dei giovani (circa il quale io sono felice nel constatare la folta partecipazione alle ns. riunioni: non ho mai visto tale entusiasmo fra i ns giovani in tanti decenni di militanza), ma votano anche le altre classi di età e alla fine ciò che conta è il risultato complessivo. Non risulta, se non agli ubriachi, che FdI sia mai strutturalmente sceso sotto l’area 28%-29% raggiunta nei mesi successivi alle elezioni del settembre 2022 (dove prese il 26%). Questo è quello che conta, il resto è mangime per gli ingenuoni…
Ovviamente sono le date dei sondaggi a rendere o meno veritiero l’esito. Quando l’ho scritto era così. Certo che per altro non rispondi mai alle obiezioni degli altri, ma scrivi solo ed esclusivamente quello che ti interessa. You trend/Agi del 18 gennaio: FdI – 28.7 %, meno 0,1% rispetto al 28 dicembre.
IPSOS 10 gennaio: il 62% degli intervistati dice che il Governo non ha migliorato la sua posizione; il 66% dice di stare peggio rispetto al passato;.
DEMOPOLIS: priorità del Governo per il 2024: contenimento inflazione e costo della vita 80%; sanità 67%; riduzione pressione fiscale 66%; occupazione 58%; sicurezza 53%; scuola 51%
SMENTITO DA ALTRI SONDAGGI, caro Crovella….
La tua totale incapacità di saper leggere correttamente la realtà che ti circonda è sintetizzata dalla tua affermazione che Giorgia Meloni perde consensi… Ti basti questo titolo, del Fatto Quotidiano (cioè non di Sallusti o di Libero…) del 20 gennaio scorso, quindi recentissimo:
Sondaggi, crescono Meloni e FdI (che ruba voti alla Lega).
Ti ricordo che FdI, dopo un anno di governo, è a ridosso del 30%, quando ha vinto le elezioni del settembre 2022 con il 26%. Se questo significa aver perso il collegamento con la base elettorale per gli errori commessi, ben vengano tanti di questi “errori”
135 Crovella. Ucraina: è evidente che 200 miliardi di dollari e migliaia e migliaia e migliaia di armi e mezzi e l’intelligence non sono serviti a nulla se non ad arricchire i corrotti governanti ucraini e l’industria militare americana. Gaza: è evidente che soldi e armi e intelligence non sono serviti a nulla visto che gli stessi analisti americani pensano che il 70-80% di Hamas sia ancora operativo nonostante 20.000 morti e la Striscia di Gaza distrutta. Houti: navi, missili e minacce non sembra servano a nulla, visto che gli Houti continuano a lanciare razzi e sono stati capaci di sopravvivere a 10 anni di bombardamenti sauditi. Quindi militarmente, mi pare che questo ombrello serva a ben poco, tanto meno a noi europei. Tutto il resto è pura propaganda per inventarsi uno spaventevole domani coi cattivi alle porte. PS – Il “futuro eccitante” lo vedete tu e Zelenskji, lui perché si droga e vive in un altro mondo. E tu?
114 Crovella “Non c’è la dovuta volontà della popolazione, né quella dei governanti, né tanto meno quella di poteri forti (industrial-finanziari).”
Finalmente arrivano anche i “poteri forti”, ovvero quelli che tengono in piedi i Borrell, le Van der Leyden, e i loro simili (mai eletti da nessuno ma piazzati lì di forza). E i “governanti” si accodano, zitti e a 90° aspettando le prossime direttive da Oltreoceano, allegramente fregandosene del disastro che questo comporta per i propri “elettori”. Prevedo alle europee una astensione mai vista… proprio per lo scollamento tra non eletti, eletti ed elettori…
112 Crovella: Europa entità unica? Si chiama utopia. Lo capisce chiunque legga cosa succede nelle diatribe europee. Penso a Orban e Fico per ora, e poi ai prossini governanti di destra (che tu prevedi). Da una parte ci saranno i “pragmatici sovranisti” e dall’altra i vassalli americani: due posizioni inconciliabili.
Veramente, se i governanti europei a Bruxelles e negli Stati guardassero i sondaggi, si accorgerebbero che e popolazioni NON vorrebbero mandare più soldi all’Ucraina e vorrebbero togliere le sanzioni alla Russia. Quello che succede in Europa (Germania, Francia, Romania, Bulgaria, Polonia, prossimamente Italia) sono rivolte di categorie massacrate dalla mancanza di sussidi dopo la perdita di fonti energetiche a basso costo (leggi Russia) e politiche green (il governo olandese vorrebbe che gli allevatori abbattessero i 2/3 delle vacche..). Ma chi ci governa se ne frega allegramente di cosa pensano gli elettori: guarda a casa nostra, la Meloni si è fatta eleggere con una campagna sovranista ed ora fa il cagnolino degli americani… E infatti, nei sondaggi, perde consensi…
tutto opinabile. Renzi e Salvini, per motivi diversissimi sobno arrivati al culmine da zero in pochissimo tempo. Meloni ha un lavoro di anni, dietro, e soprattutto ha alle spalle un partito (la parte “seria” del partito, ovviamente: tocca a noi iscritti ripulire il partito dai nostalgici), con una tradizione e un radicamento che oggi non hanno eguali (se non in lenea teorica nel Pd, il quale però si suicida a ripetizione…). Ciò che ha fatto il Pd negli anni della pandemia è preistoria. letta è sparito dai radar, uscendo di scena mestamente. Parlare del Pd del covid è un altro modo per continuare a stare con lo sguardo al passato. Cmq staremo a veder, inutile perder tempo a scornarci sul quel che sarà. io resterò della mia idea e tu della tua. A pelle, il mood della grance pancia elettorale europea viaggia nella direzione che ho indicato io. però, vedremo. Ciao!
Intendevo dire che il cosidetto “occidente” non ha mai esportato pace, legalità e diritti.
A non capire il senso di quello che leggi sei un vero genio!
La tua analisi è fondata e condivisibile. Ti faccio notare però che proprio il Partito Democratico durante la pandemia si è speso, più che tutti gli altri, in misure di limitazione delle libertà individuali (nel nome della sicurezza o, come dici tu, le sicurezze), anche sposando convintamente l’agenda Draghi, mentre l’atteggiamento delle destre su tutto questo è stato molto ambiguo, incluse lisciate di pelo ai più improbabili deliri cospirazionisti.
Stesso discorso può essere fatto per quanto riguarda l’aggressività NATO, dove anche Giorgia Meloni avrebbe molte cose da spiegare, per esempio, sul suo rapporto col filo-russo Orbàn. Solo per fare un esempio.
Crovella, i voti, soprattutto quelli degli idioti, si vincono e si perdono con le sparate. Meloni ha vinto (il 25% del 50%) facendo finta di fare opposizione al governo Draghi. Al prossimo giro qualcuno farà le scarpe a lei, che venga da destra più a destra dell’immaginabile o che sia – finalmente – un partito di sinistra senza più ipocrisie. In genere funziona così: consolidamento del consenso alle europee e crollo totale un minuto dopo (è andata così a Renzi e Salvini e loro avevano anche più voti di Meloni: quando cominciano a contestarti in piazza è il segno che la festa è finita, segnatelo).
Guardati introno è GIA’ così. Non fermiamo Israele e invece bombardiamo gli Houti, e diamo soldi e armi all’Ucraina perché combatta lei contro la Russia. Non è “Mors tua, vita mea”? Altro che esportare diritti, pace e legalità. quella è una visione che appartiene al passato. L’occidente ha svoltato, non per volontà di tizio o di caio, ma per dei trend che vengono da profondo e proprio per questo sono inarrestabili. Altro che geronto-fascista (riferito a me). I pazienti da reparto geriatrico (sul piano ideologico) sono quelli che credono che l’occidente sia ancora nella fase in cui “esporta diritti, pace e felicità”. non lo è più e lo sarà sempre meno. Ma che mi scaldo a fare? Più gente c’è che crede ancora nel passato, proponendo da sinistra idee e nozioni “morte e sepolte”, e più facile sarà vincere nelle urne.
“l’occidente non sarà più esportatore (come nei decenni scorsi) di pace, legalità, diritti ecc”
Tra tutte le falsità ideologiche e propagandistiche e tra tutte le scemenze scritte direi che questa merita premio “Stronzata Galattica” per distacco!
Segreteria Gentiloni , una accelerata spinta verso la morte . Forse è necessaria x una rinascita
Genoria. A differenza tua, confermo che io vedo nella destra che si sta profilando come la barra di comando dell’intero occidente, qualcosa di “nuovo”: dà un’idea di futuro, addirittura di un 2futuro eccitante” e proprio per questo attira molto l’interesse dei giovani. Se a te/voi fa piacere darci dei giovani-vecchi, è solo una questione di definizione superficiale. chiamami pure così, non mi offendi nè mi condizioni, come non mi offendono né mi condizionano quelli che mi danno del fascista, anche se continuo a spiegare loro che tale definizione è del tutto sbagliata, sia per me sia per gli altri che costituiscono la nuova destra. Sintesi: che io sia un giovane-giovane o un giovane-vecchio, sinceramente non i importa un fico secco. L’importante è che vinca il partito in cui mi riconosco e che questo partito proceda nelle cose che dice di voler fare.
2) “peace and love” è altrettanto una definizione soggettiva, che uso io per sintetizzare, ma potrebbe anche essere sbagliata, nel senso di imprecisa. Può darsi che sia imprescisa, come sarà sicuramente imprecisa la locuzione che ho contrapposto “Mors tua, vita mea” per indicare il mood che a mio modesto avviso sarà invece quello dominante nei prossimi decenni, per l’occidente.
Se vuoi entrare nel dettaglio di quello che hai descritto, io sono convintissimo che quella lì (proprio quella che hai descritto) sì che sia roba “vecchia”, ideologicamente morta e sepolta. E’ stato il mantra dominante per almeno 4 decenni (tutti i 70, gli 80, i 90 e il primo decennio del 2000), è entrato in crisi, per diverse cause 8che non riporto per esigenze di sintesi) nel corso del decennio 2010-20 e il biennio del covid (non per il covid in sé sul piano sanitario, ma per il senso di “insicurezza” in cui gli occidentali si sono imbattuti) l’ha definitivamente sbaragliato. Non dico che non ci sarà mai più nessuno di “sinistra”, dico che tale mantra non sarà più quello dominante nella popolazione occidentale, che oggi non cerca, non chiede e soprattutto non offre al mondo “diritti”, ma chiede per sé “sicurezze” (il perché del plurale l’ho già spiegato abbondantemente). nonosatnte le mie spiegazioni, tu non credi che la mia analisi socio-politica (che qui ho evidentemente ridotto all’osso) sia fondata? Ma per carità, ci sta: fai benissimo. Ci sta addirittura che io possa aver sbagliato tutto, in buona fede. Però guardati in giro e vedrai che i segnali sono tutti nella direzione che indico io: i prossimi decenni saranno caratterizzarti da un occidente che 1) si “chiude a riccio” (ergo: datemi sicurezza, anche la gretta sicurezza di continuare a fare il pranzo di Natale con i mie familiari senza rottura di palle né dei palestinesi né degli houti ecc ecc ecc) e 2) che l’occidente sarà costantemente impegnato in ripetute guerre locali, le quali però saranno episodi sparsi un’unica grande guerra strutturale, che sarà la III guerra mondiale, ovvero la guerra fera l’occidente e i suoi tre nemici (1-Russia, 2-Cina – che preferisce guerre economiche a guerre militari, ma sempre guerre sono – e 3-quel mondo islamico condizionato dall’Iran). L’occidente per quanto possibile cercherà di combattere queste guerre per interposta persona, cioè senza inviare proprie truppe a combattere. Ecco che dà aiuti all’Ucraina contro la Russia e non impedisce a Israele di bombardare Gaza ecc,. Solo dove necessario, l’occidente interviene direttamente, come sta avvenendo contro gli Houti (tra l’altro pare che l’Italia sia un po’ più “convolta” in un eventuale intervento militare di quanto desse a intendere la scorsa settimana). Cito questi tre eventi (Ucraina, Gaza e Houti) perché io li vedo come esempi di quello che sarò il prossimo futuro: in pratica la III guerra mondiale è già in essere e si protrarrà per decenni e non sarà combattuta solo sin termini militari ma in mille modi (economici, informatici, diplomatici ecc). in sintesi: l’occidente non sarà più esportatore (come nei decenni scorsi) di pace, legalità, diritti ecc, ma vivrà in un clima di strisciante guerra, che accentuerà la richiesta dei cittadini occidentali i quali “impauriti” dal cointesto, chiederanno ai loro governanti sempre più “sicurezze”.
3) Pd. sinceramente non ti seguo proprio. che mi interessa a me del Pd? Mi dici che dovrei andare da loro. A parte che andarci adesso è masochistico, perché perderanno sempre, ma proprio non mi riconosco in ciò che dice/fa il Pd, e viceversa sto molto bene in FdI. perché dovrei cambiare? A parte il mio caso personale, il Pd è destinato a naufragare sistematicamente. E’ nella sua natura: se leggi attentamente le cronache, si sta già parlando del “dopo-Schlein”! per la cronaca si profila una segreteria Gentiloni. Cmq io non metto becco in casa d’altri: se la vedano loro. A me interessa, molto banalmente, che vinca il partito a cui appartengo. Mi trovo bene in Fdi e quindi “tifo” per questo partito.
Purtroppo è tutto vero , tra PD e la destra a parte i diritti civili , ben poche differenze sostanziali
Crovella (128): ti ringrazio per avere letto l’articolo che segnalavo. Purtroppo non l’hai capito.
1) “la destra cui appartengo io non ha niente a che fare col ventennio”: l’articolo dice che “il fascismo è ovunque sulla scena italiana ed europea” (e lo dici anche tu), ed elenca questi punti di continuità: nazionalismo, militarismo, repressione dei sindacati, spinta alla natalità. Fin qui, penso che sia indiscutibile, i programmi del tuo partito sono in continuità con quelli del partito fascista. Con una differenza (e questa è la tesi di fondo dell’articolo): mentre “il fascismo di Mussolini era futurista, esaltazione della giovinezza e della conquista”, il nuovo fascismo (il geronto-fascismo) “all’impeto conquistatore sostituisce il timore di essere invasi dai migranti” (dobbiamo chiuderci a riccio! strilli tu, come un’aquila). Prendi il rilancio della natalità, che tanto sta a cuore a Giorgia Meloni: per Mussolini “se le culle sono vuote la nazione invecchia”, per Meloni, invece, “bisogna fare figli bianchi per evitare la sostituzione etnica” (spauracchio, buono solo per gente vecchia e paurosa, gente paranoica, arrabbiata e in fondo anche razzista).
2) Il voto dei giovani. In realtà, in questo articolo non è scritto che i giovani non vi hanno votati (testualmente: “so bene che anche un po’ di giovani hanno votato per Meloni”), è scritto però che anche il loro voto è sostanzialmente vecchio. Sono giovani-vecchi. So bene che ai ragazzi piace Elon Musk, perché ha successo, perché è ricchissimo, perché il suo business è la tecnologia, tutte cose che a loro piacciono (egraziealcazzo, mi viene da dire: l’equivoco non è qui, infatti). Ai dirigenti di Fratelli d’Italia invece Elon Musk piace perché è un padrone con zero rispetto dei suoi dipendenti. Gli piace perché è, di fatto, un fascista. Fratelli d’Italia usa l’esca di un fascista milionario per avvicinare i giovani alle proprie paranoie senili. Come cazzo si fa anche solo a scrivere che i giovani vanno educati al concetto di “mors tua, vita mea”, ma ti rendi conto di quale merda di morale stai cercando di far passare, in questo modo, nella mente di un giovane. I “vostri giovani” (il possessivo l’hai usato tu) sono giovani-vecchi, già rabbiosi e impauriti dalla loro stessa ombra. Complimenti a chi li ha portati a questo.
3) “peace and love”: lo scrivi tu, ma la connotazione è negativa, evoca raduni di hippies strafatti. Prova invece a scrivere: passione per le cose che fai, rispetto nei confronti degli altri, fine delle barriere nazionali perché il mondo è grande e c’è ancora posto, a questo mondo, per i sogni di tutti. E pace, certo. Basta guerra. Solo un coglione potrebbe contrapporre il valore della guerra al valore della pace.
4) Ultima cosa, il Partito Democratico. Il partito di Enrico Letta, militarista fino all’osso, e di Marco Minniti, “l’artefice della politica ipocrita e crudele di respingimento e detenzione dei migranti”, per citare l’articolo che dici di aver letto, che sul Partito Democratico anche scrive di “lealtà adamantina alle politiche guerrafondaie della NATO” e “politica padronale delle leggi sull’occupazione”: tutta roba DOCG Made in Partito Democratico. Magari hai sbagliato partito, Crovella. Quello giusto, per te, è proprio il Partito Democratico. Lì è casa tua. Puoi fare finta di essere ambientalista e votare a favore di inutili, faraonici progetti infrastrutturali: sei tu (ambientalista sì, ma non toccatemi la TAV). Puoi fare finta di essere “contro la destra affarista”, e allo stesso tempo frequentare “circoli privati dove ci si scambiano informazioni e idee di business”: sei tu. Puoi promuovere politiche repressive della libertà individuale, ogni occasione è buona: un’epidemia, una frana in montagna, un’ondata di calore. Sei tu, è il PD, è il Partito Democratico. Non lo sai ancora, ma questo è il tuo partito, Crovella. Il Partito Democratico.
A parte che Fanoage è una fonte inattendibile perché schieratissima e faziosa, ma questi sono sondaggi sulle singole persone, non dichiarazioni Di voto ai partiti. Le dichiarazioni di voto sono cose ben diverse dal gradimento ai singoli. Calenda qui avrebbe il 33% dei giovani, quando il suo partito non sa se superera’ lo sbarramento del 4% alle europee! Conte pare spopolare fra i giovani (a me non risulta, ma qui il punto è un altro, cioè che il M5S è accreditato del 15%-16% circa. Nelle elezioni votano tuttim, di tutte le età. A me interessa il risultato compl del partito e se anche siamo secondi fra i giovani (tutto da dimostrare perché dai mostri sondaggi non è cosi: noi abbiamo una formazione giovanile , i 5 stelle NO), ma primissimi in assoluto, conta questo. stammi bene
https://www.fanpage.it/politica/sondaggi-politici-conte-il-leader-piu-apprezzato-dai-giovani-stacca-meloni-calenda-e-terzo/
Fattene una ragione, oppure fatti un sondaggio tutto tuo, Crovella!
Mi spiace ma hai preso Roma per Toma proprio tu. A parte che si tratta di tesi di parti e poi su campioni limitati (in un caso 3500 intervistati), mi preme sottolineare che FdI, che è il partito di mio riferimento, è sempre in alto in termini di preferenze dei giovani, nei sondaggi riportati in quell’articolo. A volte è al primo posto, a volte al secondo, a volte al terzo, ma cmq sempre lì. Di che cosa succeda in Forza Italia e nella Lega a me non importa gran ché e in effetti anche la mia impressione, specie su Forza Italia, è che siano due partiti di elettori “anziani” (tutto sommato anche la Lega…). Ma d’altra parte anche il PD mi dà, in parte, la stessa idea, non parliamo poi dei partiti centristi. Infine quell’articolo è riferito alle elezioni del settembre 2022 che, seppur abbastanza ravvicinate, rappresentano già il passato. nel frattempo le fila si sono ulteriormente irrobustite. Chi conosce bene FdI sa che la sua presenza giovanile è folta e piena di entusiasmo, lo era a settembre 2022 ma ora molto di più. Sono generazioni nate a volte 60 anni dopo la fine del Ventennio e che al Ventennio non sono minimamente interessate, ecco perché io confido che il trend di ripulitura di FdI dalle residue scorie dei nostalgici avrà successo. Ci sarà una fisiologica sostituzione generazionale e, allontanandosi sempre di più dal “passato”, FdI sarà sempre più attrattivo agli occhi dei giovani.
FdI ha invece molto seguito
128. Ti sbagli di grosso. Tutti i rilievi ci dicono che i giovani hanno fatto abbassare la percentuale di FI e si sono indirizzati ad altri partiti.
In sintesi “Al di là delle differenze tra le varie stime dei flussi elettorali, dovute molto probabilmente al fatto che sono state raccolte in modo diverso, dalle urne è emersa una tendenza: i giovani sembrano essere stati più propensi a votare per partiti con posizioni di centrosinistra o progressiste. Tra i principali partiti, Lega e Forza Italia, come mostrano le tabelle viste sopra, sono tra quelli meno votati dalle fasce più giovani della popolazione avente diritto di voto.”
https://pagellapolitica.it/articoli/voto-giovani-elezioni-2022
Non ne azzecchi una.
Carina la definizione di geronto-fascista, provocatoriamente la adotterei anche. Ma sono andato a leggere il link segnalato e dissento completamente. innazi tutto perché la destra cui appartengo io NON ha niente a che fare con il ventennio (tesi invece di fondo dell’articolo segnalato, per cui significa non avefr capito una beata mazza). In secondo luogo è sbagliato un altro concetto cardine: che le giovani generazioni votino solo in minima parte per la destra. in realtà sono proprio loro, le giovani generazioni, che imprimeranno un’accelerazione al trend che ho segnalato più volte nei commenti sottostanti (passaggio da “peace and love” a “mors tua, vita mea”). io sono molto attento all’analisi delle giovani generazione e direi anche alla loro formazione politica. ho già detto più volte che non mi interessato un coinvolgimento politico in termini di candidatura, ma invece sono molto sensibile al tema dell’educazione giovanile (sia in polita sia in mille altri risvolti, come – a puro titolo di esempio – l’approccio alla montagna). Ad Atreju c’era una folta presenza di nostri giovani. Chi è stato l’invitato di spicco ad Atreju? Elon Musk. Non è il mio eroe, anzi è espressione di quella destra consumistica e affaristica che a me non piace. Tuttavia è un personaggio che dà idea di esser proiettato nel futuro: altro che passato! Come ha risposto il Pd? Con una ridicolo convegno dove gli invitati cardine erano Prodi e Rosy Bindi. Personaggi rispettabilissimi, ma espressione del passato 8anche abbastanza “lontano”). Il “vecchio”, sul piano ideologico, non sta affatto nelle nostre fila, ma semmai nel campo avverso. Chi non ha la lucidità di focalizzarlo, non capirà mai i trend in atto nella società occidentale, in particolare europea.
Ma sai, gli “strilli starnazzanti” magari servono a sollevare il problema o possono aiutare anche i “cretini” a vedere le cose da un punto di vista differente.
Certo i “cretini” ci mettono il loro tempo ad accorgersi della realtà e nel frattempo fanno i peggio disastri, però dopo due anni stanno addirittura riuscendo a capire che la soluzione militare in Ucraina non esiste e non può esistere come dicevano i “servi di Putin”…
Io credo che gli europei non siano poi così cretini…datti un po’ di tempo e forse capirai anche tu!
@124 può darsi che io sia completamente in errore 8non credo, ma provo a ragionare provocatoriamente in tale senso), specie sul tema specifico degli USA. Ma non si vedono, se non strilli starnazzanti come i tuoi, del tutto privi di efficacia, segnali europei di volersi svincolare dagli USA. Né i governanti né la popolazione si esprime in tal senso. può darsi che siamo tutti cretini, ma allora fatevene una ragione e rendetevi conto che vivete in un continente di cretini, che numericamente, faranno prevalere la loro visione cretina. Ciò premesso le vostre esternazioni sono puro esercizio a tavolino e non generano nulla di concreto. I cretini, invece, vanno a votare e determinano la composizione dei parlamenti e quindi dei governi. E questi ultimi indirizzano la vita dell’intero continente. A prescindere dalla vostra intelligenza.
@124 può darsi che io sia completamente in errore 8non credo, ma provo a ragionare provocatoriamente in tale senso), specie sul tema specifico degli USA. Ma non si vedono, se non strilli starnazzanti come i tuoi, del tutto privi di efficacia, segnali europei di volersi svincolare dagli USA. Né i governanti né la popolazione si esprime in tal senso. può darsi che siamo tutti cretini, ma allora fatevene una ragione e rendetevi conto che vivete in un continente di cretini, che numericamente, faranno prevalere la loro visione cretina.
Ciò premesso le vostre esternazioni sono puro esercizio a tavolino e non generano nulla di concreto. I cretini, invece, vanno a votare e determinano la composizione dei parlamenti e quindi dei governi. E questi ultimi indirizzano la vita dell’intero continente. A prescindere dalla vostra intelligenza.
E non si accorge che chi gli tiene testa lo fa con pochissime parole e con argomenti molteplici.
Non ha più nulla da imparare. Questo è (il suo) guaio.
“Vi concentrate sul solo risvolto militare degli USA, mentre io valuto l’insieme”
Ma guarda un po’…
Io avrei detto proprio il contrario: tu ti concentri solo sulla preferenza che dai al “campo occidentale”, al suo “sistema” e ai suoi (presunti) “valori occidentali”, mentre io considero l’insieme globale, tutto l’insieme e ne valuto le possibili (probabili) evoluzioni.
E mi pare di averlo scritto chiaro:
1 – la supremazia degli USA è in evidente declino almeno da vent’anni
2 – i nostri interessi non coincidono con quelli degli USA, almeno non completamente, e sopratutto non è nel nostro interesse delegare agli USA la gestione della nostra politica estera -nostra come Italia e come Unione Europea
3 – questo non significa certo fare la guerra agli USA, ma svincolarsi da una sudditanza obsoleta e cercare nuove forme di relazione e collaborazione (con gli USA e con tutti gli altri players internazionali) per sostenere i nostri interessi e, sperabilmente, costruire un mondo migliore
Note a margine:
A) chi si accontenta dello status quo, chi non prova a immaginare e a costruire qualcosa di diverso vuol dire che o si considera servo o si considera sotto tutela, cioé un “minore” a tutti gli effetti
B) vari player hanno chiaramente dimostrato in differenti occasioni e modi di voler costruire differenti rapporti internazionali, dalla Cina alla Russia agli inizi del duemila. Ignorare questi tentativi perché non graditi agli USA anche quando potenzialmente positivi per noi mi pare proprio da imbecilli.
Ti prego di esentarmi dal compito di definire te e quelli come te: se non ne sei capace tu, sarebbe pura protervia arrogarmene il diritto!
Per come la vedo io, gli uomini di sistema (quelli coinvolti nel “sistema”, magari con un minimo di potere) non sono così chiacchieroni. Vorrei-ma-non-posso, mitomane, sono già definizioni più calzanti nel tuo caso: lo hanno scritto altri commentatori, e sono abbastanza d’accordo.
Ma proporrei anche un termine più creativo, che secondo me ti descrive quasi alla perfezione: sei un geronto-fascista. La spiegazione è qui: https://not.neroeditions.com/geronto-fascismo/
Vi concentrate sul solo risvolto militare degli USA, mentre io valuto l’insieme: la loro potenza sociale, occidentale, diplomatica, ideologica, culturale. A me piace essere in cordata con gli USA, nonostante i loro difetti. A prescindere dalle mie preferenze, direi che non si ravvisano segnali europei interessati a slegare tale cordata. Tutti si guardano bene di slegarsi da loro.
Dai, ho esplicitamente detto mille volte in passato che utilizzavo il termine gollista in modo “improprio”, perché nell’esperienza italiana non esiste un termine per indicare un esponente di destra ma non fautore del regime fascista (quello del ventennio). Ora non utilizzerò più neppure gollista e mi definisco un conservatore illuminato. In realtà io sostanzialmente sono un “uomo di sistema”: ci sono nato dentro (al sistema), ci vivo da sempre, mi piace e mi ci riconosco perfettamente e quindi non voglio cambiarlo (se a uno piace il mondo in cui vive, perché dovrebbe cambiarlo?). Se trovare un termine più azzeccato per definire quelli come me, ve ne sono grado, almeno la smettiamo con questa pantomima. Ci accordiamo su un termine e non perdiamo più tempo a disquisire se questo è giusto, se quello è sbagliato, se allora dici così guarda che De Gaulle (per la Francia, non per l’Italia) sosteneva cosà ecc ecc ecc.
Si condivido, considerando anche il fatto , a differenza loro ,che noi dovremmo sapere cosa signfica una guerra in casa
“utilizzo il termine gollista per cercare di far capire che…”
come già detto altrove, guarda che non puoi usare i termini come pare a te o almeno sarebbe buona norma cercar di parlare tutti la stessa lingua.
@Tiziano: il punto critico è che secondo me, e secondo parecchi commentatori, gli USA non sono più, o si stanno avviando a non essere più, la potenza dominante sociale ed economico.
Lo rimangono invece da un mero punto di vista di potenza militare (comunque da mettere alla prova).
E questo è un bel problema, perché chi ha la potenza militare ma non quella economica è ben tentato di sostenere la seconda usando la prima, di solito senza riuscire nell’intento ma provocando discreti disastri.
Questo gli USA lo stanno facendo già da un bel po’ con guerre abbastanza limitate e talora anche un po’ a caso.
Supportarli senza se e senza ma aggrava la situazione, ma dal nostro punto di vista di europei e italiani è anche un po’ cretino!
Considerando che nel mondo ci sono più di 500 basi americane e che sono stati in larghissima misura loro a fomentare guerre dal 1945 in tutto il mondo è chiaro il pensiero di Crovella : non mi interessa cosa sia giusto o no voglio stare col più forte.
precisazione: utilizzo il termine gollista (che nel panorama politico italiano NON ha alcun senso, non esistendo un partito gollista) per cercare di far capire che esistono degli individui di destra, ma non fascisti del ventennio.
Per il resto non ho mai detto che sposo la visione gollista, che tra l’altro calza con la Francia ma in Italia sarebbe cmq forzatissima. Sul punto specifico dissento totalmente dalle scelte (storicamente datatissime) di de Gaule sulla NATO. sono un atlantista convintissimo.
Non mi pare di essermi mai definito un sovranista. Credo nella conveneinza dei paesi eurlopei di raggrupparsi in un unità politica più ampian, appunto l’Europa, e mi puacerebbe che il processo di completasse con il passaggio dei poteri dagli stati nazionali al governo europeo centrale. A ciò si aggiungerebbero una serie di risvolti collaterali, come un unico sistema giuridico (stese leggi da capo nord a Rausa), un unico esercito (europeo e non composto da eserciti nazionali), un unuico sistema fiscale e un unico sistema di welfare.
tuttavia anche se mai arrivassimo a tale completamento dell’unità europea, resto un sostenitore dell’atlantismo, impersonificato dall’esistenza della NATO, cioè da un rapporto molto stretto con gli USA in termini di loro protezione militare, ma non solo: protezione economica, diplomatica, ideologica. Gli USA mi piacciono (anche se mi sono chiari i loro mille difetti) e preferisco averli “collegati” che slegati da noi europei.
Forse il termine migliore (anche se non perfetto) per identificare il posizionamento politico, in cui mi inserisco anche io, è “Conservatore illuminato”: cioè un sostanziale conservatore che però non esclude tassativamente delle aperture alle novità (molto poche e molto limitate).
Quindi cancellate gollista (da usata in modo impreciso, alla ricerca di un termine valido), cancellate sovranista (mai usato da me), cancellate fascista (inteso come sostenitore del ventennio).
Dissento completamente da te sulla natura superflua della NATO, ma anche se non ce ne fosse più bisogno, io mi sento più sicuro con la NATO che senza. NATO intesta come struttura istituzionale attraverso la quale ci arriva la protezione degli USA. Questa è quello che mi interessa, non la NATO in assoluto. Ma dopo tutti questi decenni, alla fin fine meglio tener in piedi la NATO che smantellarla: una eventuale protezione diretta degli USA magari oggi c’è e domani chissà… con la NATO sono maggiormente impelagati anche loro e non ci mollano dalla sera alla mattina.
A Torino diciamo “cintura e bretelle” (così, di sicuro non ti cascano i pantaloni).
Un altro nostro detto è: non tutti i gusti sono alla menta. Il punto è che in Europa non c’è nessuna voglia di abolire la NATO, sennò l’avrebbero già fatto (invece non se ne parla neppure, meglio così)
Matteo , condivido pienamente
Al momento attuale (e in tutti gli scenari plausibili) non c’è alcun bisogno della NATO.
Dando per scontato -anche se un po’ forzatamente- che gli USA non attaccherebbero in armi un paese europeo, chi potrebbe rappresentare una minaccia armata all’Europa? La Cina non credo, Israele ha le sue rogne e la Russia non arriva a Kyiv.
Iniziamo quindi a riprenderci la politica estera, come singoli stati e in prospettiva come comunità europea, evitando per esempio di bombardare la Serbia o la Libia.
Iniziamo a pretendere le transazioni in Euro, non in Dollari.
Iniziamo a fare gli affari nostri.
Non sono ingenuo, basta poco, veramente poco, per spostare gli equilibri abbastanza e immaginare e creare spazi nuovi e differenti.
Se non lo facciamo, l’alternativa è decisamente peggiore. Dando per scontato che la supremazia politico-economica degli USA è decisamente agli sgoccioli, continuare a puntellarla sdraiati sui paradigmi obsoleti da anni ’60 non ferma la storia, ma esclude la possibilità di governare disegnare uno scenario diverso. Ovvero ti riduce a reagire a quello che qualcun altro farà; segnatamente la Cina e forse i BRICS o se vuoi ad obbedire agli USA che reagiscono a Cina e BRICS, ma facendo solo e unicamente i propri interessi.
Secondo me la gran maggioranza della popolazione italiana e europea preferirebbe questo tipo di soluzione se appena, appena le fosse prospettata. Temo però che l’attuale classe politica europea, ma direi la cultura politica europea, sia assolutamente non all’altezza e incapace di capire.
Tu ne sei un ottimo esempio: ti dichiari sovranista e addirittura gollista, ma sembri ignorare che fu proprio de Gaulle quello che creò la force de frappe e fece uscire la Francia dalla NATO per mantenersi la mano libera in politica estera!
Ammiro la tua fiducia (che io trovo, però, “ingenua”) nella volontà e nella capacità della popolazione europea di volersi rendere autonoma da ogni forma di “protettorato”, sia degli USA che di altri. Ma non ci credo per nulla. Non c’è la dovuta volontà della popolazione, né quella dei governanti, né tanto meno quella di poteri forti (industrial-finanziari).
Le uniche alternative pratiche che abbiamo, come europei, sono: a) esser guidati dalla longa mano USA attraverso la NATO; b) oppure esser senza una potenza guida e protettrice, ma ciò significa vivere da guscio di noce in un mare in tempesta e quindi essere in balia delle mire di potenze terze. Queste mire possono essere quelle strutturali della Russia (che non necessariamente vuole un diretto potere in Europa, ma vorrebbero una “NATO al contrario”, con potenza centrale la Russia e non gli USA) a quelle economiche cinesi o arabe (saudite) fino alle invasioni islamiche del mondo arabo non saudita (e condizionato dall’Iran).
Fra tutte queste alternative, senza sapere né leggere né scrivere, da sempre io sposo l’ipotesi “Europa protettorato USA”, che è quella che ci fa vivere all’occidentale e ci condiziona di meno nella vita di tutti i giorni. Viviamo complessivamente bene e tranquilli proprio grazie al protettorato USA, per cui a me va bene così.
i miei desiderata non incidono nulla sui trend generali, però non credo di esser l’unico a pensarla così, specie ai piani alti della società europea (i cosiddetti poteri forti), per cui non ci sarà mai la spinta a rendere l’Europa un vero player autonomo e indipendente. Se ci fosse questa ambizione, in tutti questi decenni sarebbe già arrivata al governo continentale, invece non c’è e credo che non ci sarà mai.
Vedete bene che anche la Meloni, una volta divenuta premier, è rigorosamente atlantista ed europeista (i due concetti tendono a convergere proprio perché l’Europa è sotto la protezione degli USA attraverso la NATO).
Sono quasi d’accordo con il tuo primo capoverso, tranne per due piccoli appunti.
Il primo riguarda il sistema politico-giuridico unico da capo Nord a Ragusa (ma forse sarebbe meglio dire Lampedusa o Cipro), che ovviamente non esiste ne’ sarebbe giusto esistesse. D’altronde neanche gli Stati Uniti hanno un sistema politico-giuridico unico essendoci parecchie differenze tra i singoli stati: hanno un sistema superiore che li coordina e regola.
La seconda è che la frase ““L’Europa potrà fare a mano della copertura USA solo quando completerà il suo percorso e diventerà davvero una nazione unica.” andrebbe ribaltata in “l’Europa completerà il suo percorso e diventerà una federazione vera (non uno stato!) solo se saprà fare a meno della Tutela USA”
Non abbiamo alcun bisogno di una potenza che ci tuteli, ma di costruire rapporti e relazioni internazionali stabili e credibili che ci tutelino. Cosa che non avverrà di certo finché internazionalmente saremo considerati l’appendice degli USA senza volontà propria.
La fola dell’espansionismo russo o della volontà russa (o anche solo semplice possibilità) di renderci schiavi pericolo è pura propaganda fondata su una totale ignoranza di geostrategia e rapporti di forza mondiali.
In realtà penso che un’Europa indipendente e in buone relazioni con la Russia sia il vero incubo vero degli Stati Uniti, perché a quel punto surclasserebbe decisamente sia gli USA che la Cina da un punto di vista economico
L?Europa potrà fare a mano della copertura USA solo quando completerà il suo percorso e diventerà davvero una nazione unica. Con un solo parlamento, quello centrale, con un solo governo, quello centrale, con un solo sistema giurudico, valido da Capo Nord fino a Ragusa. allora ci sarà anche una sola politica estera, quella europea decisa cenytralmente, e soprattutto unjh solo e grande esercito, quello europeo, comandato centralmente. allora e solo allora l?europa avrà delle chance di poter contare qualcosa in modo autonomo. Fino ad allora abbiamo bisogno del cordone ombelicale con gli USA, altreimenti i non occidentali (Russsia, cina, mondo islamico condizionato dell’Iran) ci faranno a fettine, perché siamo deboli in quanto divisi. MI è chiaro che la difficoltà a pervenirte ad un’europa unica e centralizzata siano costituite dai mondi politici dei paesi che la compongono. Oggi come oggi ci sono 27 capi di stato o doi governo che si riuniscono per decidere (?!?), domani ci sarà un solo governo centrale che deciderà in autonomia. Lo stesso per i parlamenti, per le corti costituzionali per le varie autorità ecc. Nessuno vuole perdere il proprio piccolo potere locale ed è ciò che impedisce il completamento del processo di unificazione europea in un 0’unica grande nazione governata centralmente.
In attesa di tale completamento e/o nell’impossibilità di concretizzarlo, abbiamo bisogno di una potenza più potente di noi che ci protegga. O sono gli USA o è la Russia di Putin. Fra i deu preferisco esser succube degli USA piuttosto che schiavo di Putin. per due motivi: 1) esser succubi è un po’ meno oppressivo che esser schiavi; 2) gli USA, pur con i loro difetti, mi stanno complessivamente simpatici, mentre la Russia, specie la Russia di Putin, mi sta sulle palle.
Credo che entrambi questi punti sinao largamente condivisi dai governanti europei, non solo attuali ma anche storici. per tale motivi abbiamo sempre preferito, anche prima dell’EU, esser sotto la coperta protettiva degli USA che finire in mani russo/sovietiche.
Qualcuno di voi ha preferenze diametralmente opposte alle mie? Legittime. ma ancora una volta, la maggioranza della popolazione europea preferisce la situazione offerta dagli USA che quella eventuale sotto la Russia. Lo dimostrano le sistematiche votazioni parlamentari di aiuti militari all’Ucraina (che combatte la Russia), nel pressoché generale silenzio dell’opinione pubblica europea. Se la maggioranza dei cittadini europei volesse davvero interrompere la guerra in Ucraina, scenderebbe in piazza, con adunate oceaniche, per esprimere dissenso alle votazioni dei rispettivi parlamenti. Invece non succede: gli eventuali cittadini dissenzienti sono quattro gatti spelacchiati e non incidono sulle scelte europee.
E’ vero che Trump vuole un’America che scelga di chiudersi in sé stessa, abbandonando anche l’Europa, o meglio il compito di proteggere l’Europa. Ma due considerazioni: A) ho già detto che non “tifo” per Trump alle prossime elezioni USA: spero che i repubblicani sappiano candidare un altro personaggio, oppure nel caso, pur turandomi il naso, tifo per un democratico. meglio un Biden-bis che Trump, proprio perché Biden è (almeno in questi 4 anni è stato) un sostenitore della NATO e quindi mi aspetto che continuerà ad esserlo; B) io dubito che Trump, una volta rieletto, girerà davvero le spalle alla NATO: nel suo primo quadriennio non lo ha fatto, perché il ruolo degli USA è fondamentalmente basato sulla NATO. Privarsi della NATO non è nell’interesse profondo neppure degli USA e per real-politik alla fine perfino un presidente sovranista come Trump (magari turandosi il naso) la tiene in piedi e ben viva
L’andazzo alla “mors tua vita mea” lo definirei in parole povere da figli di puttana.
Personalmente preferisco avere a che fare con chi crede nella pace e nell’amore tra i popoli.
Mi sembra così ovvio.
Veramente non è una mia opinione, è il programma esposto da Trump.
E’ però curioso come un sovranista, sia fautore della NATO che al momento e da almeno quindici anni è diventata la longa manus di un paese che non è europeo e che, anche a volerlo pensare come ombelicalmente legato all’Europa, ha chiaramente dimostrato di fare solo e unicamente i propri interessi, particolarmente in campo economico.
Temo che ti manchi un minimo di visione oggettiva…o per dirla come ami dire tu, che hai le fette di prosciutto del pregiudizio ideologico sugli occhi!
“fratello maggiore dell’Europa”
Non farci ridere Crovella.
Cermis ti dice nulla? Piloti assolti e non si discute. E mi fermo qui, che non ho tutto il tempo che hai tu.
Quella è la tua rispettabile idea (cioè Trump che smonta NATO e lega con Putin). io la penso all’opposto: sono un sostenitore della NATO e il nostro cordone ombelicale è con gli USA non con la Russia. Magari ciò ci rede un po’ succubi dei vincoli NATO perché gli USA sono il fratello maggiore dell’Europa, ma molto meglio il cordone ombelicale con gli USA che la sudditanza che subiremmo da Putin!
Mi chiedo come sia possibile temere l’invasione da parte di un paese che riesce a impantanarsi in Ucraina…
Il fatto che Trump voglia smontare la NATO e disimpegnarsi in Europa (fosse vero, ma si sa che i presidenti americani contano pochino in politica estera) dovrebbe fare felici gli europei: da un punto di vista economico, politico e geostrategico, non riesco a una opportunità migliore per noi di costruire una politica continentale e agganciare una fonte di materie prime come la Russia.
Certo che se vincerà Trump non sarà una notizia positiva per l’Europa, ma che c’entra? Io non auspico la vittoria di Trump, ben sì di un altro repubblicano contro il candidato democratico. Però da osservatore terzo (che sono, invece sei tu che sei inquinato dalla tua ideologia…), temo che purtroppo vincerà proprio Trump: il chiudersi dell’Occidente comprende anche il chiudersi degli USA verso l’Europa. Quindi come osservatore “vedo” la vittoia di Trump, come “tifoso” vorrei la vittoria di un altro candidato, capace di tenere robusta l’asse USA-Europa.
Quello che incide sulla popolazione europea è il sentiment, è il mood, non so come chiamarla: l’impostazione emotiva. C’entra poco se le notizie siano fondate o meno e non c’entra nulla la capacità di analisi oggettiva dei cittadini europei, che anzi ne sono privi. Ho già detto più volte che la maggioranza di elettori ragiona di pancia e non di testa. Rispetto ai decenni passati, la maggioranza elettorale ha ormai svoltato e non guarda più a ideali come libertà, diritti per tutti, vogliamoci bene ecc, ma oggi domina un pensiero del tipo: “mi metto a difendere il mio orticello a tuti i costi e voto per chi mi propone queste cose e non per chi smania diritti per tutti”.
Un titolo come quello sottostante, su La Stampa odierna, a prescindere che sia fondato o una bufala pazzesca (come sono propenso a pensare io), alimenta allarmismo e paure fra gli europei, che, a forza di notizie del genere (giorno dopo giorno) si getteranno sempre più nelle mani di chi promette “sicurezze” (ribadisco su tutti i risvolti: militare, economico, sanitario, logistico, informatico…..)
Notizia da La Stampa:
Kaja Kallas e il report choc dell’intelligence estone: “I paesi della Nato hanno dai tre ai cinque anni per prepararsi a un potenziale conflitto militare con la Russia”
Fonti di intelligence occidentali riferiscono che i membri del blocco militare «lavoreranno su un tentativo di respingere l’aggressione russa contro uno dei paesi»
Ultima nota (ma come fai a non arrivarci da solo?): Il mantra “peace and love” è quello che io utilizzo per indicare la visione del mondo che è risultata di maggioranza in Europa per i decenni ’70-’80-’90 ed anche il primo decennio del 2000. Intendo con questo mantra la sintesi della visione di sinistra: pace nel modo, diritti per tutti, libertà, abbracciare gli altri, anche popoli lontani, lottiamo per tutti i popoli vessati del mondo, compresi (oggi) i poveri Houti bombardati dai Sauditi… (non parliamo dei palestinesi…)
Nel corso nel decennio 2010-2020 c’è stato un scollinamento, non mi dilungo sulle cause né sulle conferme, ma è ovvio anche ai muri che ormai il sentiment prevalente in Occidente non è più quello anche solo di 15-20 anni fa. Ora la maggioranza dell’opinione pubblica europea è nettamente cambiata e cambierà sempre di più, allontanandosi allontanerà sempre di più dal mantra “peace and love”. Ora ci sarà tendenza a chiudersi sempre di più, che la causa del chiudersi sia militare o economica poco rileva. Soprattutto non si vorrà più “condividere” con gli altri popoli e quindi ci sarà molto prevenzione se non avversione verso l’esterno, cioè verso il mondo “non occidentale”, cioè verso gli altri popoli e i loro problemi. Il mantra del chiudersi a riccio (verso il resto del mondo) potrebbe essere “Mors tua, vita mea”.
Il passaggio, in Occidente, da “peace and love” alla nuova impostazione “mors tua, vita mea” è la grande rivoluzione copernicana dell’ultimo decennio. I miei auspici o il vostro diniego su tale trend sono del tutto irrilevante. Questi trend sociologico-politici sono inarrestabili: provengono dal profondo della società e si esprimeranno a prescindere da eventuali volontà di reprimerli.
Per cui, così come io mi sono sciroppato 4-5 decenni di “peace and love”, ora toccherà alla sinistra sciropparsi alcuni decenni in cui dominerà il mantra “mors tua, vita mea”. Se non ti piace questo contesto, mettiti di mutande di latta e stringi i denti: forse fra 40-50 anni tornerà di moda il “peace and love”, chissà. Non farmelo ripetere altre volte. Salutoni!
@103
Ah, mi mancavano le tue galoppate, Vegetti… 🙂
Non posso però fare a meno di notare l’omissione – al solito – dei fatti storici sfavorevoli alle tue narrazioni (una su tutte: l’affermazione che nel 2014 “non c’era nessuna invasione russa“. A parte quella della Crimea e ilsupporto militare conclamato da parte dei russi alle zone separatiste, naturalmente).
Tuttavia non ti seguirò su questo terreno, il gioco del palleggio delle colpe non mi sembra né particolarmente interessante né moralmente opportuno.
Mi piacerebbe, invece, sapere come fai a conciliare la tua posizione morbida (per usare un termine leggero) nei confronti delle azioni intraprese da Putin e quanto scrivi invece riguardo a quelle di Netanyahu.
Perché, personalmente, fra ciò che hanno messo in moto i due soggetti (e anche fra i due soggetti stessi) io ci trovo più somiglianze che differenze (una differenza, ad esempio, è che Netanyahu ha subito un attacco diretto in casa propria: fatto che potremmo inserire fra le motivazioni – non certo fra le giustificazioni – di quanto è successo dopo. Putin nemmeno quello).
Crovella. Tu saresti un osservatore terzo e asettico? Ma ti prego, dai…
1 – Non capisco cosa c’entri io con il tuo denigratorio “peace and love”, ma tant’è, sembra che ti piaccia tanto scriverlo…
2 – Magari chi scrive poco ha doti di sintesi, cosa che ti manca ma che è considerata un pregio…
3 – Taiwan. Pensare ad un’invasione cinese dell’isoletta (che ieri ha perso uno dei pochi che la riconoscono, quindi oggi solo 12 al mondo) significa essere davvero fuori dalla realtà. A meno che non si sia il Pentagono o il complesso industriale militare americano: l’uno per avere più finanziamenti dal governo federale, l’altro per incassare con il riarmo. Tutto il resto è una montatura: nessuno può fare una guerra diretta a una potenza nucleare. Se la Cina invadesse, che farebbero gli americani? Come con l’Ucraina, armamenti e soldi, ma da molto lontano. Ma non potrebbero mai colpire direttamente la Cina. Con in più l’incognita della Corea del Nord a un tiro di schioppo. Can che abbaia non morde, e gli USA si sono sdentati abbastanza negli ultimi anni…
4 – Il documento tedesco è la traccia di una futura esercitazione: lo sostiene la Bundeswher. Ovvio che una esercitazione si fa immaginando gli scenari peggiori, altrimenti a cosa servirebbe?, a prepararsi a un picnic sull’erba con il presunto nemico?
5 – La sicurezza che tanto sbandieri, io nei sondaggi l’ho vista sempre al quarto/quinto posto e te l’ho già scritto. Prima, caro Crovella, viene la paura economica: gli agricoltori in Germania, Francia, Polonia, Romania chiedono soldi, non frontiere chiuse. Le uniche che vogliono chiudere sono quelle ucraine che la UE ha aperto non pensando ai lavoratori europei travolti da prodotti a bassissimo costo (e di scarsa qualità, visto che il grano ucraino è stato bandito da più stati perché pieno di sostanze vietate in Europa). In realtà, gli agricoltori (e l’industria europea) vogliono ri-aprire le frontiere con la Russia, vista la quantità di soldi che han perso grazie a delle sanzioni americane e dei vassalli europei…
5 – Per chiudersi a riccio ci vogliono troppe cose che qui non ci sono: un esercito unico e forte (utopia), una indipendenza militare (da ridere), la indipendenza industriale (utopia), la indipendenza energetica (mi viene da ridere), una unanimità politica (in Europa?), una indipendenza politica (altra risata), una natalità di segno fortemente positivo (ricambio generazionale altrimenti decadimento) . Prima che l’Europa si chiuda a riccio, passeranno i millenni…
6 – Vincerà Trump? Probabile. Ma, e te l’ho già scritto ma tu fai finta di nulla: ha già detto che la Nato verrà praticamente sciolta e che gli europei non dovranno più aspettarsi che lo zio d’Oltreoceano gli pari il culo. Si chiama, ancora, America First il suo motto.
Giuseppe- Propaganda pro Putin è quella della Merkel o di B. Johnson che hanno detto pubblicamente più volte di aver fatto fallire gli accordi di Minsk per armare l’Ucraina? O quella dell’attuale Ministro della Difesa inglese che dice che addestravano i soldati ucraini fin dal 2014? Propaganda pro Putin quella di Johnson che ammette di essere volato a Kiev dopo Minsk e aver detto di non trattare con la Russia? Propaganda pro Putin è dire che il Donbass è bombardato dal 2014 quando non c’era nessuna invasione russa? Propaganda pro Putin è dire che i missili ucraini arrivano puntuali sulle zone civili di Donetsk anche perché in città non ci sono caserme, armamenti, installazioni e gli HIMARS o le SCALP sono guidati con il GPS quindi sanno esattamente dove vanno? Propaganda pro Putin è semplicemente affermare che se davvero volessero colpire i civili, i russi non avrebbero grandi problemi a farlo? Li uccidono? Certo, c’è una guerra. Ma nessun debunker mai va a studiare le traiettorie di quei missili che sarebbero caduti sui condomini di Kiev… Un missile balistico con 250/300 chili di esplosivo non distrugge un appartamento, fa crollare un palazzo… Comunque sia, a novembre 2023 l’ONU parlava di circa 10.000 morti dall’inizio della guerra. a Gaza, 20.000 in NOVANTA GIORNI. Non ci sono differenze per voi? E volontà diverse dietro?
Se non si usano canali alternativi per confrontare le notizie, si fa fatica a distinguere vero e falso. E’ corretto. Peccato che le nostre decantate democrazie hanno messo la censura sui canali russi (ma non su quelli ucraini…). Chissà come mai…
“Come dicono i giuristi, la forma è sostanza”
The first thing we do, let’s kill all the lawyers [William Shakespeare, Henry VI
E’ ovvio che lo Stato Maggiore tedesco studi dei piani per qualunque evenienza, comprese quelle assolutamente improbabili come un attacco russo: sono persone serie e sanno come fare la guerra. Scommetto che hanno un piano anche per una guerra contro l’Ungheria.
Pensare che questo significhi “prepararsi allo scenario peggiore nell’estate 2025” non significa essere “peace and love”, ma “hate and stupid”!
Logorroico o meno è il mio stile di espressione, anzi è il mio modo di essere, è così da che sono nato (ricordo che già alle elementari ero l’unico alunno che chiedeva due fogli protocollo per i temi di italiano, figurati al liceo scrivevo tomi da quattro fogli protocollo…). Come dicono i giuristi, la forma è sostanza. Per cui rivendico con orgoglio la mia natura di logorroico. Chi scrive poco ha poco da dire, di questo sono convintissimo. Per cui il mio modo di esprimermi (“logorroico”) è una delle componenti del mio modo di essere, mi piace e non lo rinnego certo, specie se non piace a gente di “sinistra”! L’ho già ripetuto in mille occasioni: se non ti piacciono i mie interventi, basta non leggerli. Obbligarti a leggere testi che ti ributtano (nella forma come nella sostanza) non è manifestazione di gran acutezza, diciamo così!
Sul punto, continui a dimostrare che non ti rendi conto della realtà che ci circonda. Anzi vai alla pretestuosa ricerca di elementi che confermi la tua visione (inventata) della realtà. Tutto ciò prescinde dai tuoi desisderata (sintetizzabili in ultima istanza, nella prosecuzione del mondo “peace and love”, cioè diritti per tutti gli esseri umani ecc ecc ecc, contesto che è durato dagli anni Settanta fino a circa il 2010-2015), cerchi affannosamente di mantenere in vita un modo che è morto e sepolto. Fai, pure, ma non spacciare le tue conclusioni come il pensiero medio della maggioranza dei cittadini occidentali, specie europei. La pancia elettorale ha cambiato verso già nel corso del decennio 2010-2020 e ora andrà sempre più in direzione opposta alle tue analisi e ai tuoi desiderata. Basta guardare i sondaggi, italiani ed anche internazionali. Le svolte a destra dei governanti in carica (con rimpasti di governo in quella direzione, vedi Francia) sono una mossa prelettorale per cercare di arginare il vistoso spostamento a destra che si prospetta in Europa.
Sul quadro generale, ti segnalo:
1 1) Su Taiwan quello sottostante è un esempio di ciò che si legge da ieri (15/1/24) in seguito all’esito elettorale. La Cina “freme” per l’annessione, anche in tempi brevi, e questa alzerà la tensione nel Pacifico e inevitabilmente anche gli USA saranno molto più allertati e nervosi dei mesi scorsi. Questo nervosismo americano inevitabilmente coinvolgerà anche l’Europa (se il socio forte èp nervoso, non è certo il socio debole e succube che riesce a calmarlo, ma anzi a sua volta ne sarà condizionato).
“Il risultato è il peggiore che il presidente cinese Xi Jinping potesse aspettarsi, perché il rischio di altri quattro anni di politica identitaria proiettata su scala internazionale è quello di un ulteriore allontanamento di Taipei da Pechino. E la massiccia affluenza giovanile al voto è un chiaro segnale di allarme per la leadership comunista”
12) Se non bastasse, il termometro della tensione si alza anche in Europa a prescindere dal nervosismo americano. Articolo di ieri su La Stampa:
Il documento segreto delle forze armate tedesche: la Germania si prepara allo “scenario peggiore”, un attacco diretto di Putin alla Nato nell’estate del 2025
Il testo del Ministero della Difesa tedesco delinea tappe e date: il pretesto sarebbero disordini creati ad hoc nei paesi baltici, il punto d’attacco il “Corridoio Suwalki”, la striscia di terra polacca che congiunge Kaliningrad e la Bielorussia
Il Cremlino si è affrettato a dichiarare che si tratta di una bufala, ed è anche possibile che lo sia. Cioè un’invenzione, una paranoia tedesca. Tuttavia questo fatto, proprio perché “piscologico”, è una conferma di quanto sia consistente in Europa la paura di attacchi dall’esterno, attacchi che potranno esser militari, informatici, economici ecc ecc ecc.
Più sale la paura della cittadinanza europea, ancorché irrazionale e infondata, e più si irrobustisce la reazione della cittadinanza a chiudersi a riccio. Chiudersi a riccio è la reazione alla paura ed è ricerca di “sicurezza”, anzi io dico al ricerca di “sicurezze” (al plurare: sicurezza in senso stretto, ma anche sicurezza economica, informatica, sanitaria ecc ecc ecc). La popolazione europea desidera che i suoi governanti la “proteggano”, non che si occupino dei diritti di popoli lontani. Se la popolazione europea “chiede” sicurezze, voterà per quei partiti che offrono “sicurezze”, non certo per quei partiti che oggi strillano “poveri palestinesi!, poveri houto, poveri islamici! Difendiamo i loro diritti!”, ecc ecc ecc.
Continuapure a credere in un mondo “paece and love”, fai pure ci mancherebbe, ma almeno rendeti conto che il mondo sta andando dall’altra parte rispetto alle tue idee!
Direi a questo punto che possiamo darci appuntamento a novembre 2024, cioè post elezioni presidenziali USA. Non solo per l’esito di queste ultime, ma perché sono le ultime elezioni di un anno (2024) in cui, per il gioco della sorte, sono chiamati alle urne circa 3 miliardi di individui su 8 circa di popolazione mondiale. Così ho letto, ma credo che la stima sia fondata. Non per l’agone da tifoso della destra generale, ma da osservatore terzo e asettico, io sono convinto che a fine 2024 il quadro dei prossimi decenni sarà chiaro: un Occidente molto più chiuso a riccio 8e quindi in fase di “destrizzazione”) e un generale clima mondiale di guerre locali (Ucraina, Israele, Houto, Taiwan e chissà quante altre: se se ne chiude una se ne apre subito un’altra), che sono manifestazioni locali di una guerra mondiale, cioè generalizzata fra l’Occidente e le tre gradi forze del Non-occidente (Cina, Russia e quel mondo islamico condizionato dall’Iran).
Risentiamoci a fine 2024 e vedrai che il quadro sarà questo (altro che “peace and love“!). Ciao!