I valori naturalistici non si barattano

Progetto di “fruizione” ciclo-escursionistica “Valgrande bike”
dal sito web istituzionale del Parco nazionale della Val Grande
(Vogogna, 17 agosto 2023)
Foto di A.N.S.A. e GrIG

L’Ente Parco Nazionale della Val Grande ha stabilito che non è possibile escludere che il progetto presentato dall’Unione Montana Valgrande e del Lago di Mergozzo possa pregiudicare l’integrità del sito.

Il progetto “Valgrande bike – assetto della rete ciclo-escursionistica del territorio dell’Unione, con interventi di integrazione e valorizzazione, finalizzato all’incremento della fruizione sostenibile del territorio montano” era finalizzato all’istituzione di un itinerario ciclo-escursionistico con l’adeguamento dei percorsi e realizzazione di nuovi tracciati, oltre che un intervento di land-art sul crinale di Piancavallone, consistente nell’installazione di 10 statue dalle fattezze umane in grandezza naturale.

Stambecco (Capra ibex)

La relazione tecnica ha evidenziato che il progetto avrebbe comportato significative interferenze con l’integrità del sito e con la conservazione degli habitat e delle specie (alcune delle quali di interesse comunitario) presenti nella zona di protezione speciale e nella zona speciale di conservazione del Parco. Gli interventi avrebbero dunque rischiato di alterare l’unicità del paesaggio per cui è stato istituito il Parco Nazionale della Val Grande. In particolare, sono state sollevate preoccupazioni riguardo al rischio di erosione del suolo, all’alterazione del patrimonio naturalistico, e all’impatto sulla biodiversità causato dalla realizzazione e frequentazione degli itinerari ciclo-escursionistici, soprattutto in relazione all’utilizzo di biciclette elettriche (e-bike).

La decisione del Parco Nazionale, basata su valutazioni tecniche approfondite, è allineata alle norme di conservazione ambientale, con particolare considerazione alle recenti politiche europee incentrate sulla tutela della biodiversità e tese a promuovere uno sviluppo sostenibile.

Ciuffolotto (Pyrrhula pyrrhula)

L’Ente Parco sottolinea la priorità di tutelare il carattere naturale e selvaggio dell’area protetta, preservando l’unicità del paesaggio e promuovendo la conservazione degli habitat e delle specie presenti. La decisione, basata sul principio di precauzione, pur riconoscendo la necessità di favorire lo sviluppo economico del territorio protetto, pone innanzitutto l’accento sulla tutela dell’ambiente.

A tal fine, come richiesto dalla Comunità del Parco, risulta importante arrivare a definire il Piano per il parco e il Regolamento del parco, strumenti attesi da anni e previsti dalle Legge quadro sulle aree protette che consentono di stabilire quali attività possano essere svolte nelle diverse aree del Parco e con quali modalità  – sottolinea il presidente Luigi Spadoneperché è ovvio che le zone più esterne così come molte aree comprese nei nuovi confini sono praticamente antropizzate e non possono essere considerate allo stesso modo delle zone più interne. La stesura del Piano per il parco passa, peraltro, attraverso un percorso condiviso che vede coinvolti tutti i portatori di interessi, dalle pubbliche amministrazioni alle associazioni ambientaliste: l’unico modo per consentire al Parco di essere luogo di tutela ma anche motore si sviluppo”.

Il Parco Nazionale della Val Grande, nel suo impegno a preservare l’ecosistema e la vita naturale, continua a lavorare per garantire una gestione sostenibile e rispettosa dell’ambiente, consentendo fruizione e attività compatibili con le finalità istituzionali dell’area protetta.

I dettagli del provvedimento sono consultabili a questa pagina in calce alla sezione VINCA progetto “VALGRANDE BIKE”.

Marmotta (Marmota marmota)

E-bike e statue nell’area wilderness, no definitivo al progetto
a cura di ANSA, 16 agosto 2023

Le nove statue alte quasi due metri da collocare al Pian Cavallone, il pianoro a più di 1500 metri di quota all’interno del Parco nazionale della Val Grande (Verbano-Cusio-Ossola), non verranno realizzate.

Il progetto, promosso dall’Unione Montana Valgrande e del lago di Mergozzo e chiamato Valgrande Bike (era prevista anche la realizzazione di due sentieri cicloescursionistici per e-bike), non ha superato la valutazione d’incidenza ambientale da parte dell’Ente parco.
Si ritiene che il progetto proposto abbia incidenze significative sul sito nel suo complesso costituendo una minaccia per la sua integrità e per la conservazione degli habitat e delle specie presenti, alterando l’unicità per cui è stato istituito il Parco nazionale Val Grande”, si legge nella relazione tecnica messa a punto dall’Ente parco.

Aquila reale (Aquila chrysaetos)

In un altro passaggio viene spiegato che “le opere proposte e la successiva fruizione delle aree interessate interferiscono con l’integrità del sito, non escludendo modifiche degli equilibri tra le specie presenti e riduzione della diversità biologica del sito né perturbazioni che possono incidere sulle dimensioni o sulla densità delle popolazioni o sull’equilibrio tra le specie animali e vegetali”.

Cervo europeo (Cervus elaphus)

I valori naturalistici non si barattano
a cura del GrIG
(pubblicato su gruppodinterventogiuridicoweb.com il 22 agosto 2023)

Nel fantastico mondo degli amministratori pubblici di tutti i livelli e di tutte le parti d’Italia (e pure oltre) talvolta, in perfetta buona fede, si ripongono le speranze del territorio (così s’usa dire) in progetti tanto assurdi quanto impattanti, alla faccia del fondamentale interesse pubblico della salvaguardia dell’ambiente naturale.

Bisogna rendersi conto, una volta per tutte, che l’ambiente naturale non è la banale quinta scenica dello sprovveduto o del megalomane di turno: non si può fare ogni assurdità che passa per la mente, oltre tutto a spese pubbliche.

Bosco sotto la neve

A puro titolo di esempio, ha fatto benissimo e ha assolto benissimo alle proprie finalità l’Ente Parco nazionale della Val Grande, che ha bocciato il progetto “di un itinerario ciclo-escursionistico con l’adeguamento dei percorsi e realizzazione di nuovi tracciati oltre che un intervento di land-art sul crinale di Piancavallone, consistente nell’installazione di 10 statue dalle fattezze umane in grandezza naturale”, predisposto dall’Unione Montana Valgrande e del Lago di Mergozzo, ente locale formato da sette comuni piemontesi della zona del parco nazionale e gestito da amministratori locali.

Parco nazionale della Val Grande, rendering progettuale Valgrande Bike. Foto: A.N.S.A.

E’ in palese contrasto con il fondamentale interesse pubblico alla conservazione di ambienti naturali di grande rilievo la realizzazione di una rete di sentieri per mountain bike elettriche abbellita – se così si può dire – da una decina di statue di non michelangiolesca fattura.

Perdita di naturalità dei luoghi, rischio di erosione, antropizzazione crescente, rischio di allontanamento della fauna selvatica. Basta e avanza.

Pieno sostegno alla decisione dell’Ente Parco nazionale della Val Grande.

qui progetto, valutazione di incidenza ambientale e documentazione allegata.

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I valori naturalistici non si barattano ultima modifica: 2023-09-05T05:59:00+02:00 da GognaBlog

33 pensieri su “I valori naturalistici non si barattano”

  1. 33
    Matteo says:

    “L’opera verrebbe … ricoperta con materiali organici” 
     
    Come opera d’arte militante ed ecosostenibile, che usi la fisicità per sostanziare la sofferenza delle ideologie, propongo di ricoprire di materiale organico Pierre Auzias.
     
    Per iniziare…

  2. 32
    grazia says:

    Penso che ognuno sia libero di esprimere le sensazioni provate rispetto a un evento o una tematica attraverso un’opera d’arte.
     
    Inquietante, invece, mi sembra che qualcuno possa aver pensato di posizionare statue del genere in luoghi che solitamente trasmettono pace o aiutano a ritrovarla.
    Perché continuare a inquinare qualunque ambiente con tracce umane?

  3. 31
    Mcenzo says:

    Le trovi ovunque ormai le ” installazioni” , che in un primo momento ,forse, potevano anche far sorridere, ma poi ,come le panchine giganti, son diventate troppe ,brutte e fuori contesto.
    Da noi ora e la moda delle “Stars bag” casette in legno sollevate da terra col tetto apribile di 180 per 150 cm.
    Poste vicino ai rifugi, nidi a caro prezzo per dormire sotto le stelle ( nota bene che la tenda e osteggiata se posta nei pressi di rifugi) .
    In quanto ai sentieri per bici… La lobbi che sta alle spalle delle bici elettriche deve essere potentissima, e se avete provato ancora una bici assistita, be ovvio che troverà sempre più adepti visto la poca fatica che richiede per fare percorsi altrimenti ammazza gambe.
    Purtroppo non ci sono soluzioni, o meglio ci sarebbero ma nessuno le applicherà.
    Rassegnarsi?…. No!
    Non servirà a molto nell’ immediato, ma finché qualcuno avrà la voglia di fare sentire una voce non omologata al resto del mondo, be forse una speranza c e!
     

  4. 30
    Alberto Benassi says:

    Chissà perché finché per crode e praterie girava meno gente, non c’era sì tanto afflato per piste ciclabili, land art, mega panchine, draghi di Vaia e suon(at)i delle Crolloniti.Mah

    Drugo, sarà che io vengo dalle Apuane dove, oggi, tanti fanno a gara per farsi i selfi  sulle mega-panchine e al David disegnato su un taglio di cava  e chiudono gli occhi davanti alla distruzione. Anzi qualcuno, nelle cave,  ci va  a prendere l’aperitivo.

  5. 29
    Riky says:

    @28 in una riserva integrale non deve passare il concetto che si possano fare opere, anche se si scioglie ai primi caldi. Non si tocca e basta. Lo dovrebbe capire anche l’artista! Se no diventa un precedente. Poi si finisce col Cristo di Rio de Janero…. Se si vogliono fare opere per ricordare i rastrellamenti, le si facciano nei paesi orfani delle vittime. Anche se ormai sarebbe ora di voltare pagina della storia e tirare fuori ancora la guerra mondiale per vendere arte mi sembra banale e facente parte di una dialettica di politically correct da salotto radical chic… (sicurezza, valorizzazione, etc etc)

  6. 28
    claudio genoria says:

    Carlo, copio e incollo da Rainews: “L’allestimento, ideato dal giovane artista francese Pierre Auzias, è intitolato ‘Ciò che resta’ e richiama al rastrellamento e al bombardamento del 1944 avvenuto proprio in Val Grande. L’opera verrebbe realizzata in calce e ricoperta con materiali organici che con il tempo e gli agenti atmosferici si disgregherebbero”

  7. 27
    Carlo says:

    Nell’immagine in questione ci vedo un richiamo al fatto che l’uomo è nudo e solo al cospetto della natura. In quest’ottica la totalità non può che concordare . (Questa si chiama arte.) Altro discorso è se piace o meno il modo, la forma con cui il concetto è espresso ( questo si chiama gusto personale)

  8. 26
    Drugo Lebowsky says:

    Chissà perché finché per crode e praterie girava meno gente, non c’era sì tanto afflato per piste ciclabili, land art, mega panchine, draghi di Vaia e suon(at)i delle Crolloniti.Mah…

  9. 25
    claudio genoria says:

    Grazie Riky, non sapevo. Cercherò di rendere questo artista partecipe della discussione. Al di là degli insulti che ha ricevuto, e al di là della bocciatura (giusta, secondo me) del progetto in generale, non sarebbe male poter parlare direttamente ad una persona che pensa di avere il talento, o la competenza, per “valorizzare” il crinale di una montagna.

  10. 24
    Cla says:

    Per fare capire un concetto in poche parole è d’obbligo una forma raccapricciante.
    I commenti a lenzuolate li lascio ad altri. 

  11. 23
    Riky says:

    @20 in un concorso pubblico “ordinario” si cercano sempre valutazioni alfanumeriche (prezzo a parità di servizio, titoli di studio, bontà della proposta sulla base di studi sulla base di parametri quanto più oggettivi). Nel caso della scelta di un artista o di un’opera d’arte… stabilito un budget si sceglie chi piace di più, o chi conviene di più in base a logiche che non devo spiegare. Quindi: apriti cielo!

  12. 22
    Matteo says:

    “Poi, l’arte è arte… e va valutata per quello che rappresenta, non per quello che è.” 
    Makekkazzo vuol dire?
     
    …parlaci di Pareto, và, che è meglio…
     

  13. 21
    Alberto Benassi says:

    quando leggo il termine VALORIZZAZIONE mi viene la febbre a 42 .
    Lo bandirei dal vocabolario. Lo trovo squallido.

  14. 20
    claudio genoria says:

    Buongiorno Carlo, dunque favorire un candidato in un concorso pubblico è legale? (è una domanda, nel senso che secondo me non lo è, ma non sono un esperto e posso sbagliare)

  15. 19
    Carlo says:

    Si confonde con concussione e corruzione (che sono reati) con raccomandazione che può avere persino una connotazione positiva (raccomando il tale perché ha maggiori titoli).
    Poi, l’arte è arte, come cacca d’artista o il vespasiano o una tela tagliata e va valutata per quello che rappresenta, non per quello che è. Nulla centra il gusto ( o disgusto) personale 

  16. 18
    Riky says:

    @alberto
    estremamente d’accordo, anzi. Proporrei di redigere un breve vocabolario di parole  o concetti che quando enunciati squalificano immediatamente chi le sta pronunciando, smentendo in maniera automatica le falsità che nasconde dietro a queste.
    1) Sicurezza (messa in sicurezza, gita in sicurezza, scalata in sicurezza)
    2) valorizzazione (v esempi) 
    3) ristrutturazione 
    4) sostenibile
    5) fruizione
     
    (e comunque dalla relazione ho capito che i promotori del progetto vorrebbero chiudere delle strade al traffico di macchine per trasformarle in ciclabili… ho visto di peggio in val di Mello, valmalenco, resegone, per non parlare della strada del bettelmatt in val vannino e tutte le altre porcherie che ben conosciamo)
     

  17. 17
    claudio genoria says:

    Alberto e Riky:
    1) la raccomandazione in questo caso sarebbe un reato: “amico degli amici” significa, direi inequivocabilmente, “raccomandato”;
    2) scrivere pubblicamente che uno è raccomandato è diffamazione, ed anche la diffamazione è un reato.
    Non c’entrano niente le volgarità, l’uso allusivo delle espressioni “pseudoartista LBGTQ..” e “prenderlo in culo gratis”, che semmai qualificano chi le usa, come ha detto giustamente Riky. E non c’entra niente l’opportunità dell’opera, punto sul quale posso anche essere d’accordo con voi.

  18. 16
    Alberto Benassi says:

    I commenti possono essere anche poco rispettosi, spesso lo sono, ma anche trasformare in un luna park un ambiente naturale, dove la natura ha già pensato da se stessa alla bellezza del luogo,  lo è !!!!!!!!
    L’uomo ha la pretesa di valoroizzare perchè fa il PADRONE, esercitando un potere come se fosse per diritto divino. Quando da valorizzare non c’è nulla perchè il valore è già li , basta sapersi guardare intorno.
    Lo fa con gli ambienti naturali e lo fa con gli animali, nella convinzione che tutto sia un soprammobile da spostare a proprio piacimento.

  19. 15
    Riky says:

    @14, il commento di cui parli è volgare e stupido, per me. Ma rappresenta l’opinione di qualcuno. Se vuoi sentire solo quello che ti piace sentire, ti consiglio la Corea del Nord.
    Non conosco l’artista in questione, non me ne frega molto ad essere onesti. Ma il succo del commento 8 è condivisibile, anche se la formula adottata è raccapricciante. Io non vorrei mai vedere le mie opere (se fossi un artista) in un’oasi wilderness, e gli artisti che operano col pubblico devono (in Italia almeno) essere amici di o figli di, se no col kaiser che espongono e soprattutto gli vengono comprate le opere.
    Poi la lieve vena omofobica espressa con linguaggio da cavernicolo tradisce il calibro del commentatore, ma una discussione non è una discussione se tutti siamo d’accordo!

  20. 14
    claudio genoria says:

    Stavo pensando di segnalare all’artista Pierre Auzias il contenuto diffamatorio del commento n. 8. Ma magari Alessandro Gogna vuole intervenire prima che io lo faccia.

  21. 13
    Luciano Regattin says:

    9. Alberto, però cerchiamo di non confondere le azioni che hanno impatto zero sull’ambiente con le cosiddette “valorizzazioni”. Un conto è salire una cima, anche a velocità “Killian”, ma con le proprie gambe, altra cosa è l’antropizzazione.

  22. 12
    Daniele says:

    E bike in val grande…. Proprio in Val grande. Forse il posto più pericoloso per andare in bici. Almeno fate anche le ringhiere….. 

  23. 11
    Daniele Caldi says:

    E bike in val grande…. Proprio in Val grande. Forse il posto più pericoloso per andare in bici. Almeno fate anche le ringhiere….. 

  24. 10
    Luciano Regattin says:

    Mi auguro che ad analoghe conclusioni arrivi il Parco delle Dolomiti Friulane, dove si sta progettando una pista ciclabile per e-bike per collegare Forni di Sotto a Claut, in una zona dove i sentieri stanno via via scomparendo a causa dell’elevata franosità di alcuni versanti, e che andrebbe ad alterare assai visibilmente un versante tra i più selvaggi della Regione. 

  25. 9
    Alberto Conserva says:

    La natura è in grado di valorizzare le aree naturalistiche molto meglio dell’uomo e dei suoi ritrovati cervellotici o di sfruttamento del territorio per attività ludiche. Lasciamo fare alla natura.
    Il tema di fondo è la cultura di chi freqenta la montagna. Se i modi più efficaci per attirare l’attenzione sono le imprese atletiche del tipo: “In cima al Cervino in 3 ore” o le meraviglie della tecnica che trasportano a 4.000 metri senza muovere un passo, vuol dire che il sensazionalismo muove più della ricerca del contatto con la natura o dell’avventura a mani nude. Occorre un’umanità nuova che sappia distinguere tra l’autentico e l’artificiale.

  26. 8
    Cla says:

    Il significato delle statue?
    Serve a dare un reddito di cittadinanza in rata unica ( e sostanziosa) a uno pseudoartista LGBTQIAPK amico degli amici, che non vuole prenderlo in quel posto proprio gratis. 

  27. 7
    Carlo says:

    Mah, la stessa utilità delle croci, dei tabernacoli, delle statue fatte con  gli alberi di vaia…..cose aggiunte all’ambiente per far venir persone a farsi i selfi, per lo sviluppo della comunità locale. Si sviluppa per regredire

  28. 6
    Alberto Benassi says:

    Al di là che queste statue siano belle o brutte (per me brutte), ma a che servono messe li? Che senso hanno?
    Sono come le big-panchine…come si direbbe in  Toscana: fanno caaaàà

  29. 5
    piccini daniele says:

    Era ora , dietro il paravento ecologico delle mountain bike ed e-bike si sta producendo l’ennesim0 tentativo per installare  luna park in quota.

  30. 4
    Riky says:

    quello delle statue mi sembra il male minore, sembrano opere di un nordico, tipo Vigeland. Il risultato in un posto come il parco della Valgrande è comunque di fornire a spese della comunità umana un divertente cesso per volatili. Che piaccia agli umani o meno, poco cambia.
    Ben diversa è la questione bici, che comunque in quegli ambienti risulterà probabilmente marginale. Onestamente non ho una forte opinione in materia, nel senso di impatto sull’ecosistema. 
    Mi interesserebbe una visione più completa sul progetto del parco della Valgrande per capre di cosa si tratta oggi, come viene gestita etc etc. 
    Cosa che mi pare essere estremamente vaga

  31. 3
    Matteo says:

    “Qualcuno sa spiegare il significato di… “
    No, francamente non credo proprio sia possibile…

  32. 2
    Giorgio Daidola says:

    È arte moderna caro Bertoncelli. Elogio alla bruttezza di ieri, diventata bellezza di oggi. E c’è di peggio.

  33. 1
    Fabio Bertoncelli says:

    Qualcuno sa spiegare il significato di quella cagata pazzesca (cit. Fantozzi rag. Ugo) che si vede nell’ultima fotografia?
     
    È l’idea di un demente? la provocazione di un malato di turbe sessuali?  l’allucinazione di un drogato in preda a crisi psichedeliche?
    Oppure, semplicemente, è una banalissima presa per il c**o?

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