Il blitz alla ferrata Walserfall

Il blitz alla ferrata Walserfall (VB)
a cura di Mountain Wilderness Italia
(pubblicato su mountainwilderness.it l’1 maggio 2023)

Quando, nell’estate del 2022, Mountain Wilderness ha lanciato la campagna Basta ferraglia, basta nuove ferrate, sono stati chiariti in un documento di sintesi gli obiettivi e le motivazioni. Nessun attacco a ferrate storiche o sentieri parzialmente attrezzati che hanno acquisito una valenza storica o paesaggistica, ma un segnale forte nei confronti di quelle ferrate costruite principalmente a scopo ludico, generosamente attrezzate con cavi, maniglie, staffe con l’unico scopo di vendere il brivido a buon mercato.

Non poteva quindi sfuggirci la ferrata Walserfall, realizzata pochi anni fa dal comune di Baceno (provincia di Verbania) sulla parete alla sinistra orografica della cascata di Agaro “fino a raggiungere Piodacalva, un pugno di baite e stalle poste su un ampia e panoramica balconata rocciosa”.
La via ferrata è costituita da cinque muri verticali inframmezzati da cenge boscate e corre su una parete quasi completamente liscia dove, per facilitare la progressione, è stata fatta un’opera di carpenteria mastodontica con tonnellate di acciaio, tra cavi, staffe e gradini. L’impatto estetico è poco visibile da lontano ma quello ambientale è importante e la seconda foto mette in evidenza gli imponenti interventi fatti sulla parete.

Foto 1: la parete con il nostro striscione appeso, fotografato e riportato a casa.
Foto 2: in giallo sono evidenziati le staffe e i cavi infissi sulla parete.

Il sito internet del Comune di Baceno, committente del progetto, è ricco di informazioni sulla ferrata.
La Walserfall è costata 65.994€ di fondi pubblici finanziati in parte dalla Regione Piemonte e in parte dall’Unione Europea (28.546 €) con denaro che proviene dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (sic!).
Il soggetto gestore della ferrata Walserfall, si legge nel sito, è il Comune di Baceno, che ha l’onere di effettuare la manutenzione, di garantire la copertura assicurativa e che ha la facoltà, in caso di pericolo, di interdire l’accesso all’area.

Il regolamento, con tanto di classificazione delle difficoltà, materiale obbligatorio, “avvertimenti importanti”, raccomandazioni e sanzioni, non ha evitato parecchi voli in elicottero per soccorrere gli escursionisti che, attratti dalla liscia parete addomesticata dall’abbondante ferraglia, sono stati respinti dalla fatica e dall’esposizione.

E’ chiaro, nel caso della Waserfall, come l’infrastrutturazione dell’area ponga di fatto costi a carico della collettività (messa in opera, manutenzione e assicurazione, soccorso alpino) e importanti implicazioni di responsabilità giuridica a carico del committente (il Comune di Baceno e quindi sempre la collettività).
E’ evidente inoltre che la falsa sicurezza data dai cavi metallici, dai cartelli di accesso e più in generale da un ambiente addomesticato, è un invito più o meno esplicito agli escursionisti a sottovalutare il terreno in cui si muovono e ad assumersi rischi superiori alle proprie capacità.

Ci auguriamo che i nostri blitz possano stimolare una riflessione sulle modalità di muoverci in un ambiente delicato che non ha bisogno di essere imprigionato da nuovo acciaio. Non basta dichiarare, se si è un professionista della montagna, che “la sostenibilità, oggi, non è una scelta o un’opzione ma un dovere civico”, bisognerebbe avere il coraggio di eliminare dal proprio catalogo proposte come la Walserfall.

32
Il blitz alla ferrata Walserfall ultima modifica: 2023-06-08T05:46:00+02:00 da GognaBlog

52 pensieri su “Il blitz alla ferrata Walserfall”

  1. Alberto, aldilà di tutto, ho veramente piacere di un dibattito pacifico e teso alla crescita, grazie. Nella vita ho cambiato idea molto spesso su tante cose, compresi i comportamenti vari in montagna. La ricerca dell’equilibrio è sempre prioritaria, forse stiamo dicendo un po’ tutti la stessa cosa, ma in modo diverso, per cui a volte non ci capiamo alla prima. Però, a mio parere, il tuo ultimo pensiero è chiaro e corretto. 

  2. Andrea, vero anche io tanti anni fa, dopo qualche camminata,  ho iniziato da una ferrata, quella del monte Procinto, si dice la ferrata più antica d’Italia.
    Quando parlo di esibizionismo, non mi riferisco tanto alle persone che decidono di salire una ferrata, quanto piuttosto a chi le realizza. Si decide di realizzare una ferrata senza alcuna logica, senza intelligenza di percorso, se non quella della spettacolarizzazione con tratti strapiombanti, dove ci si tira assurdamente su cavi di ferro e, per fare questo, si riempie di ferro una parete. Si cerca la stettacolarizzazione perchè si pensa che abbia più effetto sulle persone.
    Non si tratta di schierarsi, quanto piuttosto di rimarcare il concetto che frequentare  la montagna dovrebbe riavvicinare la persona alla naturalezza del rapporto con l’ambiente che ci circonda. Una ferrata di questo genere, è una esagerata forzatura tecnologica. Non ha nulla di naturale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.