Il Consiglio di Stato boccia il Comune di Baunei

Selvaggio Blu, è fondato il ricorso a Mattarella da parte dell’ex sindaco.

Il Consiglio di Stato boccia il Comune di Baunei
di Giampaolo Porcu
(pubblicato su L’Unione sarda del 9 dicembre 2020)

La regolamentazione del trekking Selvaggio stabilita dal Comune di Baunel con un’ordinanza del sindaco Salvatore Corrias datata 4 aprile 2019, dovrà essere completamente rivista. Lo ha stabilito nel giorni scorsi il Consiglio di Stato che ha accollo un ricorso presentato da due cittadini baunesi, Pasquale Zucca (storico ex sindaco) a nome dell’associazione  “Su Fundamentu” di cui è presidente, e Sandro Tegas, imprenditore nel settore dei servizi turistici.

Il ricorso
I due ricorrenti avevano depositato il 12 agosto 2019 il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, “avverso l’ordinanza n. 4/2019”, contro il Comune di Baunei e nei confronti dell’Associazione Club di Prodotto Supramonte, contestando la mancanza dei presupposti giuridici di “necessità e urgenza” e la “violazione del principi di trasparenza nella parte in cui l’ordinanza individua l’operatore al quale affidare in concessione la gestione dell’area gravata da usi collettivi”.

Su Selvaggio Blu

L’ordinanza contestata stabiliva l’avvio di una “gestione sperimentale del sistema di prenotazione e fruizione di Selvaggio Blu”, e contestualmente attivava un servizio di segreteria per il coordinamento dei flussi; il Club di prodotto Supramonte aveva l’incarico di organizzare i bivacchi, mentre la municipale e i barracelli venivano incaricati di controllare il rispetto delle norme emanate. Tali servizi, sempre secondo l’ordinanza sindacale, avendo dei costi di gestione, prevedono il pagamento pro capite di 30 euro, che ogni escursionista deve versare in anticipo.

Il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso di Zucca e Tegas, rimarca che «le doglianze sono fondate», poiché «dall’esame dell’ordinanza emerge l’inesistenza di una situazione di necessità e urgenza che possa giustificare l’adozione del provvedimento: la generica e apodittica esigenza di salvaguardare igiene e sanità, la sicurezza e l’incolumità pubblica, accompagnata da un’assoluta carenza di istruttoria, non può rappresentare presupposto idoneo a fondare l’adozione di un’ordinanza contingibile e urgente».

I punti fermi
L’ordinanza contestata normava i bivacchi nei punti tappa di Ginnircu, Portu Pe drosu, Portu Cuau, Genna ‘e Mudrégu, Piredda, Su Tasaru e Ololbizzi. A Cala Sisine il bivacco era consentito presso il punto di ristoro “Su Colle”, ricavato da un’antica dispensa dei carbonai. Norme che ora dovranno essere riscritte, dopo la sentenza del Consiglio di Stato.

Baunei, riunione preparatoria all’ordinanza del 4 aprile 2019

Immediata la reazione del Comune di Baunei che, nella stessa mattinata del 9 dicembre 2020, alle ore 11, posta sulla sua pagina facebook la seguente nota:

Comune di Baunei – Santa Maria Navarrese
Oggi sulla stampa si parla di “bocciatura” del Comune, per via di un ricorso che voleva evidenziare un vizio di forma sull’ordinanza comunale del territorio, dove veniva regolamentato il progetto Selvaggio Blu. Progetto che, corretti gli errori formali, andrà avanti senza fermarsi. Ci viene contestato che nell’ordinanza in oggetto non sussiste il carattere d’urgenza, necessità e difetta di trasparenza. Siamo convinti invece oggi come allora, che ci fosse eccome, anche la trasparenza non venne a mancare, se ne parlò fin troppo, le foto allegate (a proposito di trasparenza) raccontano la riunione preparatoria all’ordinanza. Venne fuori una fotografia preoccupante di quello che stava diventando Selvaggio Blu. Fu un incontro con i vertici del soccorso alpino, del CAI, dei rappresentanti regionali di AIGAE, delle guide alpine nazionali, club di prodotto Supramonte, barracelli e polizia municipale, in quel periodo si riscontrarono denunce di incendi dolosi in ovili storici usati come bivacchi, il ginepro delle coperture e delle corti usato per arrosti e fuochi vietati, abbandono di spazzatura in ogni dove, anarchia diffusa nel bivacco, bivacchi nelle spiagge e luoghi deturpati (ci ricordiamo cosa erano diventate Goloritzé e la spiaggetta di Mudaloru?). Più volte intervenimmo con la Polizia municipale, quell’ordinanza venne fatta con queste basi di intervento.

Veniamo alla “bocciatura” del Comune:
In questi giorni è stato reso pubblico il parere reso dal Consiglio di Stato nell’ambito del procedimento di impugnazione dell’ordinanza sindacale n. 4 del 2019.
In precedenza, in data 6 agosto 2020, nell’ambito dello stesso procedimento era stata resa la relazione da parte del Ministero dell’Interno
.

Ora, sia il parere del Consiglio di Stato che la relazione del Ministero dell’Interno concludono nel ritenere che l’ordinanza sindacale non sia lo strumento amministrativo idoneo per disciplinare l’uso del territorio.

Ne prendiamo atto con il rispetto che si conviene alle pronunce delle Istituzioni e Autorità, così come rispetteremo il successivo D.P.R. che si pronuncerà definitivamente sull’ordinanza in oggetto.
Al fine di scongiurare equivoci e al fine di dipanare eventuali dubbi, in ogni caso, va fatta una riflessione.

Probabilmente lo strumento dell’ordinanza sindacale non è lo strumento corretto. Ne prendiamo atto. Anzi, ne avevamo già preso atto da tempo.
Perché, come ben evidenzia la relazione del Ministro dell’Interno del 6 agosto, sulle stesse questioni erano stati adottati tutti gli atti idonei e legittimi (anche nella forma) previsti.

È la stessa relazione ministeriale, a pagina 5, a fare un elenco completo ed esaustivo:
– delibera Consiglio Comunale n. 5 del 2012 (approvazione regolamento comunale per l’esercizio degli usi civici);
– delibera Consiglio Comunale n. 31 del 2012 (adozione del piano di valorizzazione e recupero delle terre soggette ad uso civico, approvato definitivamente dal decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 132 del 2013);
– delibera Giunta Comunale n. 17 del 2019: proposta al Consiglio Comunale di approvare il progetto Selvaggio Blu e di affidarne la gestione al Club di Prodotto Supramonte che avrebbe dovuto riscuotere da ogni escursionista la somma di euro 30,00;
– delibera Consiglio Comunale n. 9 del 2019 che, utilizzando le parole della relazione ministeriale “ha approvato detta proposta nella sua interezza”.

Sul punto il Ministero conclude affermando che “Tali atti non stati oggetto di gravame e continuano a produrre i propri effetti”.
In altri termini, il Ministero, afferma che se, formalmente, non è corretto l’utilizzo dell’ordinanza sindacale per disciplinare alcune materie, non può non evidenziarsi che le stesse, come richiesto dalla normativa, sono state comunque oggetto di disciplina e vaglio da parte del Consiglio Comunale.

Dal punto di visto politico e giuridico, occorre altresì evidenziare che l’ordinanza in oggetto di fatto non ha alcun peso in quanto le stesse materie sono state oggetto di disciplina da parte delle ordinanze sindacali emanate durante la stagione turistica del 2020, pienamente legittime e non oggetto di impugnazione.

Da ultimo, ci preme soprattutto significare che la complessiva gestione (e, per il futuro, visione) del territorio comunale e della disciplina degli usi civici non muta.

Siamo ben consapevoli che la salvaguardia e l’utilizzo del nostro, a tratti fragile, territorio abbia la assoluta necessità di norme (come il numero chiuso in alcune cale) che disciplinino, contemperandoli, la tutela dei diritti dei cives, la salvaguardia degli aspetti ambientali e lo sviluppo economico.

Se, per continuare a perseguire questo disegno, sarà necessario mettere mano ad altri strumenti amministrativi, se dobbiamo emendare e integrare qualche aspetto formale (anche modificando, adottando o abrogando regolamenti; anche modificando, adottando o abrogando ordinanze sindacali), lo faremo, consapevoli che chi guarda avanti e vuole costruire un percorso perseguendo gli interessi generali, non può cedere il passo a chi agisce (ed ha agito), mosso da interessi che chiunque può giudicare, senza avere alcuna visione sul futuro (e sul passato) del nostro territorio e della nostra Comunità.

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Il Consiglio di Stato boccia il Comune di Baunei ultima modifica: 2020-12-17T05:41:46+01:00 da GognaBlog

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