Il crollo

La tragica vicenda del crollo di parte del ghiacciaio del versante nord della Marmolada, è molto più seria di quanto possa indicare la conta dei deceduti e dei feriti. Essa sarà infatti sfruttata per integrare le politiche di controllo, elemento nodale del Great Reset. A sua volta, ultima terapia radicale dell’agonizzante Occidente.

Il crollo
di Lorenzo Merlo
(ekarrrt 4 luglio 2022)

Il disegno è uno solo. Ridurre i costi del capitalismo occidentale. Con questa mira si possono intendere le politiche energetiche, la digitalizzazione, il lavoro a distanza, la riduzione del privato, la politica ambientale, il possesso dei corpi, la tracciabilità famelica, la rottamazione obbligatoria, lo scavalco della costituzione, del parlamento, delle elezioni, l’assegno di cittadinanza o come lo si vorrà chiamare e altro ancora.

Il Great Reset ha bisogno di un ampio spettro d’intervento per controllare la massa disoccupata, per mantenere la facciata di democrazia, per dare la responsabilità di come vanno le cose a noi tutti, per coprire di diversivi il tentativo di eliminare la Russia, per nascondere l’obiettivo Cina. Eh sì! C’è sempre un nemico là fuori (1).

Tutto ciò si verificherà in caso vada loro, agli occidentali, tutto bene. In caso cioè che la Russia e i Brics non si compiano appieno come l’attuale embrione – emerso dal XIV summit Brics (2) – ha annunciato, il cui figlio è la multipolarità, il cui spirito è la reciprocità.

A Madrid la Nato ha detto senza dirlo chi non è con noi è nemico (3). Premessa per proseguire nella sua folle corsa al potere assoluto. Costi quel che costi, il popolo ucraino per esempio, ma anche tutto quello – seppure, per il momento, senza il medesimo sangue – europeo.

La folle corsa non ammette cedimenti. Il piatto sul banco lo impone. Perdere la partita sarebbe lasciare l’Europa alla Russia e alla Cina, sarebbe rischiare l’autarchia per gli americani e i loro cuginetti canadesi – i britannici saranno probabilmente perdonati purché sottomessi –, sarebbe vedere la minaccia alle porte da parte di quel Centro e Sud America cui sempre hanno fatto paura, scorrazzando colpi di stato, guerre, sommosse.

Non mancherà neppure la politicizzazione in modalità coercitiva del crollo di ghiaccio della Marmolada.

Mai occasione più facile da sfruttare si è offerta alla logica politica in corso. Il signor Mario non è stupido, nonostante dica “non succederà più” (4). Chi sei? Dio?, verrebbe da chiedergli. Ma lui non intende dire che fermerà le prossime frane alzando una mano. Intende che i controlli, divieti e restrizioni, travestiti da bontà e cura, sulle persone saranno tali che nessuno finirà più sotto una frana. Intende che avrà il sostegno di tutti quelli che troveranno condivisibile pensare che gli alpinisti se la cercano, che i costi del soccorso sono eccessivi per colpa loro, che è giusto proibire. Ma allora è stupido? O allude che i divieti elargiti a piene mani arriveranno dal cielo come i generi di conforto arrivavano, anch’essi identicamente travestiti, con il Piano Marshall?

Il cuore delle parole del signor Mario da Canazei è chiaro: “Il governo rifletta perché non accada più” (5). Di proposte di legge, ovvero di parlamento, non parla. Non gli serve più. Il progetto può farne a meno.

La traduzione dell’affermazione del presidente del Consiglio è: riduzione delle libertà al fine di un maggior controllo, di un’utile educazione, di una migliore economia. Con tanto di soddisfazione dei numerosi fan imbambolati che credono che qualcosa si possa fare contro il cambiamento climatico senza cambiare il sistema che l’ha prodotto, agendo con le pecette della povera e ignara gente.

Per evitare il crollo dell’evanescente sistema occidentale tutto sarà fatto.

Note
(1) “NATO should stop drawing ideological lines, stoking political confrontation, or seeking to start a new Cold War. It should discard the Cold War mentality and zero-sum game mindset and stop making enemies. NATO has already disrupted Europe. It should not seek to destabilize Asia and the world”. http://firenze.china-consulate.gov.cn/ita/fyrth/202206/t20220629_10712209.htm

(2) Pechino, 22 giugno 2022 http://brics2022.mfa.gov.cn/eng/

(3) https://www.nato.int/nato_static_fl2014/assets/pdf/2022/6/pdf/290622-strategic-concept.pdf

(4) https://www.repubblica.it/cronaca/2022/07/05/news/emergenza_climatica-356595523/?ref=RHTP-BH-I356166258-P1-S3-T1

(5) https://www.repubblica.it/cronaca/2022/07/04/diretta/marmolada_valanga_ghiacciaio_notizie_oggi-356522937/

3
Il crollo ultima modifica: 2022-07-07T04:57:00+02:00 da GognaBlog

49 pensieri su “Il crollo”

  1. 49
    MAX says:

    Caro Pasini, io credo che sia possibile anche in rete. con dinamiche, declinazioni e intensità sicuramente diverse, ma alla fine siamo noi anche qui. 
    ovviamente al bar, con un bianchetto e una focaccia, davanti discorreremmo in altro modo, ma alla fine  Pasini  e Ginesi che si rapportano qui a carte aperte non credo siano maschere. semmai senza il supporto fisico e sensoriale credo sia più facile fraintendersi.

  2. 48
    Roberto Pasini says:

    A me interessa un dialogo tra persone non tra maschere o personaggi. La esplicitazione di elementi autobiografici non è in quest’ottica esibizione, ma condivisione delle radici delle parole e dei concetti. Ciò che è originale e unico sono le storie delle persone. Le parole e i concetti sono spesso molto simili e sono da noi recuperati sui banchi del mercato delle idee, non sempre fresche e di prima mano. A volte un già sentito.  Le storie personali non sono mai un gia’ sentito. Sono uniche e irripetibili, mai banali o ripetitive. Il mio errore, oltre a tanti altri, è pensare che questo sia possibile in rete. Non ho capito che si tratta di un ambiente radicalmente nuovo e adotto approcci vecchi, nati in altri contesti. Come chi va in montagna senza considerare il riscaldamento globale. Rimedierò o almeno ci proverò. Vedremo. 

  3. 47
    max says:

    ps esempio pratico: “la mia curiosità per i temi giuslavoristici ha un collegamento con il mio lavoro”
    citare l’intero cursus honorum suona un pò diverso (pensa che eufemismo garbato che ho trovato…)
    se ognuno di noi citasse i propri studi, master, pubblicazioni e riconoscimenti ad ogni opinione o tesi che esprime, Gogna si sarebbe già impiccato al campanile di val montanaia.

  4. 46
    max says:

    Pasini. nessun pre-giudizio. neanche giudizio.
    leggo quello che scrivi e – talvolta – esprimo valutazioni su quello (che trovo quasi sempre parecchio didascalico/moraleggiante/paternalistico con un buon velo di saccenza), soprattutto quando lo trovo disfunzionale alla discussione.
    per quel che può contare e rilevare. tutto qui.
    come potrebbe starmi sulle palle qualcuno che non conosco?

  5. 45
    Giuseppe Balsamo says:

    @43
    Anche se siamo su due divani diversi (il mio è più alto 🙂 ) non vedo perchè non parlare e confrontarsi, se si vuole e lo si ritiene interessante.
    Anzi.
     
    Intanto grazie per il suggerimento. Me lo leggerò (da profano) con calma, ma ora per me è pausa dal mondo digitale per almeno un paio di giorni.
    Buon fine settimana.

  6. 44
    Roberto Pasini says:

    Max & Ginesi. I tuoi pregiudizi nei miei confronti mi risultano incomprensibili. Avrai le tue ragioni. Guarda che il “lei non sa chi sono io” è quanto di più estraneo ci sia  al mio modo di pormi in tutto il corso della mia vita. Ti ho solo chiarito che la mia curiosità per i temi giuslavoristici ha un collegamento con il mio lavoro e non è un allargamento improprio di uno che vuol fare il tuttologo come tu mi hai rimproverato.  Tutto qua.  Ma tu l’hai subito interpretato in chiave negativa. Più volte ho sostenuto qui il principio della focalizzazione e della competenza. Pazienza. Purtroppo c’è sempre qualcuno al quale stai sulle palle, tu non sai perché, forse lui lo sa ma a volte neppure lui lo sa. Così è. 

  7. 43
    max says:

    Balsamo, poi la chiudo qui, perché vedo che siamo davvero seduti su due divani diversi. o forse io sto più sul tappeto di merlo. non lo so.
    Delle statistiche me ne frega poco, le statistiche in campo giuridico e normativo lasciano il tempo che trovano. 
    ti lascio un link, dal quale si comprende  abbastanza bene (se si vuole) il problema, serio. sono passaggi che magari sfuggono al normale cittadino ma all’operatore del diritto fanno drizzare le orecchie.
    Da quela via, come qualcuno diceva altrove, anche nei commenti di questo blog, anche il povero ghiacciaio della Marmolada diventerà un pretesto per qualche atto normativo peculiare… perché i cittadini chiedono o devono avere sicurezza.
    di esempi, più o meno aberranti se ne possono fare a centinaia, ma per ravvisarne la gravità basta anche solo un atto, ad esempio la reiterata rielezione del capo dello stato, prassi sconosciuta al nostro ordinamento e ritenuta non consentita da buona parte dei costituzionalisti:
    https://www.quotidianolegale.it/legge-delega-questione-di-fiducia-lequilibrio-dei-poteri-nel-nostro-sistema-costituzionale/
    Pasini: lei non sa chi sono io :o) ahinoi…
     

  8. 42
    lorenzo merlo says:

    Quando a questo viene ridotta la vita il disastro è fatto. Se non capisci scendi dal divano forse trovi qualcuno che ha ancora voglia di provare a spiegare che significa. 

  9. 41
    Giuseppe Balsamo says:

    @39
    Che io trovi quanto da te evidenziato “tutto normale”, è una tua estrapolazione.
    Io direi, piuttosto, usuale.
    Mi pare che il ricorso al decreto legge e al voto di fiducia siano pratiche di cui hanno fatto uso un pò tutti i governi, chi più chi meno.
     
    Sulla fiducia ho trovato questa statistica:
    lavoce.info/archives/95123/e-una-questione-di-fiducia/
    che mostra come il governo Draghi guidi attualmente la poco invidiabile classifica degli ultimi governi, seguito a breve distanza da quello Monti.
    Forse i governi c.d. tecnici tendono a farvi ricorso più spesso per qualche ragione ?
     
    Sui decreti legge invece non ho trovato statistiche. Tu ne hai forse qualcuna da proporre ?
     
    Per quanto riguarda l’elezione del capo dello Stato, i partiti e le leggi elettorali dovresti essere più specifico o c’è il rischio di fraintendere a cosa ti riferisci.

  10. 40
    Roberto Pasini says:

    Max & Ginesi. Solo per precisazione. Ho lavorato per 40 anni nel campo della gestione delle cosiddette risorse umane in vari settori di business,compreso il Pharma, nel quale ho avuto diversi clienti,  avendo come base una specializzazione non giuridica ma  in psicologia sociale e del lavoro.Ho avuto dunque a che fare indirettamente con temi giuslavoristici, appoggiandomi ad operatori professionali del settore quando era necessario.  A Bologna durante la specializzazione ho seguito i corsi dei prof. Romagnoli e Ghezzi. Chiunque si occupi di gestione del personale non può non interessarsi almeno in modo generale di tematiche che riguardano il rapporto di lavoro. I meccanismi di difesa, individuali e collettivi (tra i quali ci sono l’ironia e la proiezione, che hanno carattere molto diverso)  di cui parla Arioti, sono sempre stati invece un mio specifico professionale e ho aiutato individui e organizzazioni a gestire alcuni processi degenerativi in merito, ma preferisco lasciar perdere. Quel tempo è passato, solo decespugliatori oggi, anche se mi è rimasta una certa sensibilità in materia. Di nuovo saluti e buon mare&monti. 

  11. 39
    max says:

    bravo Arioti, condivido. tuttavia un minimo di confronto anche acceso è insito nella dinamica dei forum et similia. quello che a volte affatica e finisce per far passare la voglia di qualunque interazione è la pretesa (per taluni patologica) di dovere sempre saper tutto su tutto, di far morali saccenti  o di buttarla in caciara, su temi seri dove volte ascoltare per capire da chi magari quella materia la mastica per lavoro non sarebbe male (non dimentichiamo che questo è il blog dei costituzionalisti di quartiere… :o).
    ma anche questo è insito nella dinamica del virtuale. eco docet; ad esempio oggi apprendo che il buon PAsini oltre che esperto di big pharma (e di qualunque altro tema riguardi l’interazione  fra umani) per avrei lavorato, è anche un avanzato cultore del diritto del lavoro.
    Sorrido, eh… che di questa roba me ne frega il giusto.  
    Balsamo, fermiamoci pure. Se non vedi da te quello che è accaduto negli ultimi decenni, credo nessuno te lo possa indicare, neanche accendendo insegne al neon. Bada che non ne faccio una questione di complottismo, non sarei neanche dire chi ci sia dietro ma non posso non osservare, come cittadino ancor prima che come giurista (che si è laureato 34 anni fa non 340) che 2/3 di quello che ho studiato viene oggi utilizzato in un modo decisamente peculiare, tradendo il contenuto dell’istituto specifico. 
    Se vuoi rimanere su profili generali guarda l’utilizzo del decreto legge, della fiducia, le assai singolari prassi nell’elezione del capo dello stato, la stessa essenza dei partiti (da organi di aggregazione e rappresentanza a strumenti di gestione del potere), le leggi elettorali… 
    Io avevo studiato cose diverse. se tu trovi tutto normale… va bene così.
    Non sono un pessimista, credo tuttavia in in queste dinamiche non vi siano mezzi istituzionali epr cambiare, poichè ciò a cui si è lavorato è proprio quello, disinnescare le garanzie.  
    buona giornata a tutti, belli e brutti, con eskimo  e senza.
    E comunque il mio idolo rimane Cominetti e la sua bruciante riflessione”c’è posto per tutti, come nelle discariche”. geniale. 
     

  12. 38
    Antonio Arioti says:

    Il metodo purtroppo è sempre lo stesso e viene usato da tutti o quasi (ci sono anche i puri). Quando non si hanno argomenti sufficienti a sostegno delle proprie tesi la si butta sull’ironia, sul sarcasmo, sul “firmati”, ecc.. Stranamente (ma va) ce ne accorgiamo quando lo applicano gli altri nei nostri confronti e non quando lo applichiamo noi nei confronti degli altri.
    Penso sia un meccanismo di difesa che alcuni sanno far funzionare meglio rispetto ad altri. Diciamo che in un confronto ideale bisognerebbe tacere ed ascoltare quando non si è sul pezzo ma il problema è che ciascuno di noi può essere veramente sul pezzo limitatamente a ciò che conosce di persona, per es. con riguardo alla propria professione. Certo, può essere una professione anche quella dell’opinionista ma più aumentano le materie oggetto di opinione e maggiore è il rischio di scadere nel superficiale fino ad arrivare a dire delle vere e proprie scemenze.
    A quel punto la persona saggia lascia perdere per non farsi trascinare ad un livello basso ma è chiaro a tutti che la persona veramente saggia manco s’infila in certe situazioni. Per farla breve, è da illusi avere delle aspettative, quantomeno senza un minimo di moderazione al fine di consentire un confronto di qualità. Se si spera nell’autogestione, peraltro senza obiettivi condivisi, il risultato non può discostarsi da quello che quotidianamente osserviamo.
    Pertanto, a chi gliene frega qualcosa (posto che se non gliene fregasse assolutamente nulla non sarebbe nemmeno qua) non resta che riderci sopra per non farsi venire il fegato grosso, cosa che, peraltro, con tutti i problemi reali che ci sono avrebbe poco senso.

  13. 37
    max says:

    CAro PAsini, nessun rancore neanche da parte mia.
    semmai nessuna stima per il tuo metodo. 
    ma poco importa

  14. 36
    Roberto Pasini says:

    Caro Max & Ginesi,(all’americana) “massimalismo” sarebbe la parola giusta, guarda caso. Infatti il Vate Olrem rilancia sempre sui massimi sistemi e sui macroobiettivi quando noi meschini ( e vigliacchi sfuggenti) parliamo di quisquiglie contingenti e di microazioni di miglioranento. Poi se vuoi parlare delle puttanate varie fatte sul piano della legislazione giuslavoristica dal bulletto di Firenze che voleva farsi Tony Blair de’ noialtri volentieri,ammesso che interessi il gogna blog e anche se non è più il mio campo, visto che adesso mi occupo di decespugliatori e di moto/seghe, ecco soprattutto di queste ultime con grande soddisfazione. A proposito, per riprendere una battuta di quella carogna di Govi, ricordo che i motori a due tempi sono in fase di superamento. Potenti ma inquinanti. Scrivi un pezzo, sarebbe interessante, magari dopo la stagione delle cicale, notoriamente poco amate dai tristi e dai moralisti e che io ho sempre trovato invece simpatiche affascinanti, anche se magari ti sembrerà strano. Sulle forzature costituzionali abbiamo già detto tanto ai tempi dell’emergenza. Alcuni vedono un “metodo” io come il capitano Willard nella scena finale di Apocalypse Now dico, nel mio piccolo: “Veramente non vedo alcun metodo, Signore”. Saludos, senza rancore. 

  15. 35
    Giuseppe Balsamo says:

    @33
    “questo mi pare già un buon punto di partenza”
     
    Partiamo da questo, allora.
    Ma se ritieni che la “possibilità di scelta è stata totalmente eliminata sotto il profilo sostanziale” (da chi ?), facciamo anche presto a fermarci: tutto è già scritto e non rimangono che le lamentazioni (e che siano a random o giustificabili, a questo punto la sostanza non cambierebbe).
    Una posizione – permettimi – piuttosto comoda.
    Io mi ritengo un pò pessimista di natura, ma non così pessimista 🙂
    Ciò che mi preoccupa è il tempo: tic tac, tic tac…

  16. 34
    max says:

    ps, camanni non dice l’ovvio. l’inciso finale forse vi è sfuggito, ma è quello che dice tutto.

  17. 33
    max says:

    @32 – questo intendo epr tirar la palla in tribuna. Un parasimpatico modo di non dir nulla e di smorzare ogni confrontò nella saggezzamelassa. Io non credo di essere estremista, ho idee in cui credo, ritengo di avere una visione certamente anticonformista e insuale delle cose, che non pretendo sia condivsa ma sulla quale pretendo un confronto leale e oggettivo, ciò che le categorizzazioni alla pasini elide in radice. Ti diverti così, buon per te. 
    BAlsamo – “Che i pilastri del nostro vivere stiano crollando, è tanto ovvio quanto è insito nei loro presupposti.
    Com’è possibile che qualcosa che ambisce alla crescita infinita possa funzionare (a lungo termine) in un ambiente a risorse finite ?Ma questo è solo parte del problema.Il punto, a mio parere, è cosa vogliamo metterci al suo posto. E come farlo.”
    questo mi pare già un buon punto di partenza. non pare così scontato, leggendo qui sopra. Su tutto il resto possiamo anche confrontarci. magari capendo quanto valga quella prima persona plurale. perché a mio avviso la possibilità di scelta è stata totalmente eliminata sotto il profilo sostanziale, lasciandone solo i simulacri formale. Non è una posizione politica, è una posizione tecnica, posso anche spiegare il perché, ad esempio parlando di quella che oggi in maniera ipocrita si chiama improcedibilità in campo penale (spacciata come approdo di giustizia).
    e con l’auspicio che non intervenga il vecchio saggio l’igure d’adozione con l’eskimo che ha sempre una lezioncina precotta e frullatutto per tutti noi.
     

  18. 32
    Roberto Pasini says:

    Concludiamo allegramente con l’angolo dello zio Sigmund, dallo splelacchiato e consunto divano, in versione donna Letizia (non Moratti però,  il futuro alfiere del rinnovanento Longobardo, magari anche con l’appoggio del PD…ah ah..nulla ci sarà risparmiato). Perché il sorriso è sempre una grande medicina, anche di fronte alle peggiori disgrazie. Estremisti e democristiani !?! Due anime mi straziano il petto, disse il travagliato Faust nel suo oscuro studiolo o era Snoopy, maledetta memoria dei vecchi! Che poi, sotto sotto, ma proprio sotto sotto, il problema è sempre quello: uccidere il padre e accettare il duro fardello del ruolo genitoriale adulto e abbandonare il dolce e rassicurante sapore del tempo delle fiabe. Alpendurst bellisima via in Svizzera, facile e tutta spittata plasir. Un processo che non finisce mai e comporta strepiti, rabbie, lamenti, lacrime e rancori, rimpianti, sensi di colpa, riattivati rapidamente non appena qualcuno o qualcosa riattizza, magari senza volerlo, il fuoco sempre acceso sotto le ceneri del nostro caminetto. Ale’….e ritorna un’altra estate, Ricomincia un altro amore….porta sempre un batticuore..(copyright Collage, dall’album Concerto d’amore). Vamos a la playa che li’ non ci sono crolli anche se il mare è pieno di meduse da riscaldamento globale, dicono. 

  19. 31
    Giuseppe Balsamo says:

    “Di solito”, ma non nel tuo caso.
     
    Ovvio.

  20. 30
    lorenzo merlo says:

    Molto storte.
    Camanni non dice l’ovvio.
    Dice, a chi ha sparato frescacce, l’ovvio di cui non si avvedono.
    “Di solito”, ma non nel tuo caso.

  21. 29
    Giuseppe Balsamo says:

    Di solito dall’alto c’è una visuale migliore 🙂

  22. 28
    lorenzo merlo says:

    Così alto che non vedi neanche cosa c’è a terra. Anzi che lo vedi storto.
    “Polarizzazione è vedere tutto o bianco o nero.Occidente cattivo vs oriente buono, Russia cattiva vs NATO buona, pro-vax vs no-vax sono le opposte facce della stessa medaglia”.

  23. 27
    Giuseppe Balsamo says:

    @23/24
    Caro Max (Ginesi?). In estrema sintesi, Camanni esprime il concetto (ovvio) che la sicurezza garantita in montagna (e anche altrove, peraltro) non esiste.
    C’era bisogno del dramma sulla Marmolada per ricordarcelo ?
     
    Da qui a parlare di scavalchi di costituzioni, parlamenti ed elezioni (a propostito, c’è qualche sentenza in merito ?) e compagnia cantante c’è un mare.
     
    Polarizzazione è vedere tutto o bianco o nero.
    Occidente cattivo vs oriente buono, Russia cattiva vs NATO buona, pro-vax vs no-vax sono le opposte facce della stessa medaglia.
    Chi segue questa linea di pensiero (unico), semplificante e confortante, non dovrebbe fare troppa fatica a riconoscere la controparte: gli basta uno specchio.
     
    Quanto alla rabbia repressa e al “tirare la palla in tribuna”, io lo vedo dal tenore dei commenti (@25 costituisce un ottimo esempio di entrambe).
     
    Che i pilastri del nostro vivere stiano crollando, è tanto ovvio quanto è insito nei loro presupposti.
    Com’è possibile che qualcosa che ambisce alla crescita infinita possa funzionare (a lungo termine) in un ambiente a risorse finite ?
    Ma questo è solo parte del problema.
    Il punto, a mio parere, è cosa vogliamo metterci al suo posto. E come farlo.

  24. 26
    Roberto Pasini says:

    Max. Appunto. Non mi meraviglio. Non ci intenderemo mai. Me ne sono fatto una ragione. Per me l’estremismo resta sempre la malattia infantile del comunismo. Ma non considero l’estremismo complice, corrotto e opportunista, non lo insulto e non lo disprezzo. Lo considero solo infantile e frutto sprecato di energia e generosità. Molti eterni fanciulli mi sono pure simpatici e li frequento nella vita privata con divertimento reciproco. Stai pure tranquillo che non frequento reazionari e benpensanti.  Mi fa solo dispiacere, ovviamente finché non minaccia anche fisicamente chi lavora concretamente e modestamente ogni giorno per cambiare qualcosa. Camanni è molto focalizzato e concreto, parla dell’andare in montagna e di conseguenze dei cambiamenti climatici. Non di geopolitica. Pensi forse che noi “democristiani’ non lo sappiamo e siamo negazionisti?   Tra l’altro l’Europa è responsabile di una piccola parte delle emissioni. Pace e bene. 

  25. 25
    lorenzo merlo says:

    Mercixmax.
    Il trio, oltre ad avermi illuminato in merito alla faccenda degli stupidi, mi hanno fatto capire che l’altezza del divano gli è direttamente proporzionale. Quindi non scendono. Nel salto potrebbero rompersi la biografia.

  26. 24
  27. 23
    Max says:

    Paini mi pare che come sempre te la canti e te la suoni, con una non lieve democristiana tendenza sl girotondo su se stessi e un unnpo di miraletta da fratello maggiore. Contento te…
    io non credo vi sia ne polarizzazione ne rabbia repressa. Semmai sgomento. Tacciare aualcuno di estremismo è un mido sciocco di tirare la palla in tribuna, peraltro senza mai argomentare ( vale per i balsamogovipadisini).
    vi prongo un bel camanni ( da fb) un po meno onirico di merlo ma alla fine non lontano. E credo che si vi è qualcuno di non estremista, sia camanni. Se però oggi non si vuol vedere la frana, non della marmolada, ma dei pilastri del nostro vivere o si è un po crovelli o si è ciechi o si è in malafede
     

  28. 22
    Giuseppe Balsamo says:

    @20
    Pasini, nessun problema, non c’è bisogno di scusarsi.
     
    Otterrà di più il piccone o la lima e il cacciavite ?
    Staremo a vedere.
    Nel frattempo, dispiace osservare tanta polarizzazione (e rabbia repressa): la barca è la stessa per tutti, mi pare.
     
    P.S.
    Non ho mai creduto nel toscanaccio.
    Un amico che lo conosce bene mi aveva messo in guardia.
    E aveva ragione.

  29. 21
    Roberto Pasini says:

    Ps. Balsamo. E ti faccio anche una confessione. Io, come molti altri compagnucci, dopo quella scena umiliante dissi : allora meglio assoldare il killer malandrino e toscanaccio, soldato di ventura, pronto a usare il coltello senza problemi e senza bisogno di essere amato e rispettato come una brava persona. Errore: perché il coltello lo ha poi usato per tagliarseli da solo, come spesso accade ai bulli, toscani e non.  Ad maiora.

  30. 20
    Roberto Pasini says:

    Balsamo. Scusami tanto. È stato un classico lapsus. Tu vuoi proposte, piani di lavoro, disegni di legge. Ma fai una richiesta “impropria” direi se permetti “emiliana”. Molti, anche qui, considerano la società occidentale decadente, corrotta, violenta e sopraffatrice, ipocrita e profondamente diseguale e destinata ad un crollo più o meno imminente e vedono in paesi diversi da quelli occidentale una possibile alternativa, se non ideale, almeno diversa e per certi versi più umana. Questa convinzione di carattere politico e culturale ha spesso anche una forte connotazione passionale ed emotiva. Tendono a considerare “nemici” e “traditori” coloro che a loro parere sono complici e sostenitori di un sistema profondamente tossico per gli uomini e la natura. In particolare la loro ostilità e il loro disprezzo, che spesso sfocia nell’invettiva o nel sarcasmo, vanno proprio a coloro che ritengono operare per un colpevole rappezzamento del sistema che ne rallenterebbe il processo di distruzione, unica reale possibilità di vero cambiamento. Il dialogo è quasi impossibile con altri tipi umani che pure considerano se stessi, non alfieri dell’esistente ma riformatori moderati. Sul piano politico/partitico si possono trovare magari dei compromessi e delle alleanze temporaneee, ma su altri piani, più profondi bisogna prendere atto della insuperabile diversità. Io mi sono rassegnato da tempo, per esaurimento delle batterie. Troppo faticoso. Quello che mi limito ormai a chiedere è solo un po’ di rispetto. Nel caso di attacchi eccessivi mi difendo, oggi verbalmente in passato in modo meno elegante e mi sono vergognato per come si fece trattare a suo tempo quel brav’uomo per bene di Bersani, non a caso di Gambettola.

  31. 19
    Giuseppe Balsamo says:

    @18
    Forse volevi scrivere @Govi, ma non fa niente.
     
    Su codesto articolo non mi esprimo (come hai giustamente fatto notare, sarebbe inutile).
    Vorrei tuttavia dire che, oltre alle lamentazioni (che in teoria potrei anche considerare sacrosante, se ben circostanziate e supportate dai fatti – quelle proposte lo sono ?), credo che sarebbe interessante ogni tanto leggere (dal medesimo autore) anche qualche proposta.
    Così, giusto per variare 🙂

  32. 18
    Roberto Pasini says:

    @Balsamo. “Le coeur a se raisons que la raison ne connait point”. E dire che, se non sbaglio, vivi in Francia, terra dove convivono illuminismo e misticismo (come nel gogna blog…ah ah..) Si tratta di questioni di cuore. Alberto ha capito tutto: non discute come fai tu, cercando l’aria sottile della Ragion Pura, solo contro tutti, vero Don Chisciotte, ma oppone all’ostilità e alla speranza del crollo la sua pura, intensa, incontaminata dichiarazione d’amore per l’Occidente. È un giro di giostra che si ripete sempre uguale, a prescindere, direbbe il filosofo De Curtis. E nessuno ha niente da dire. Giustamente. Come si fa a discutere un amore? Così come non si può discutere un’ostilita’, netta, limpida, tenace e  inscalfibile dal dubbio. I sentimenti non si discutono. Si accettano o si respingono. Per trovare una spiegazione non superficiale o di seconda mano della loro origine, bisognerebbe molte volte andare in cantina a ravanare. E’ faticoso e non sempre ne vale la pena. Spesso non si arriva a niente o si trovano solo frammenti impolverati di antiche fiabe che gli uomini raccontano a se stessi. Così siamo fatti, mon ami. Ci sarà una ragione evolutiva? Forse. Bonne chance. 

  33. 17
    max says:

    Govi, ti sfugge un dato.
    Non è uno scambio.
    Talvolta mi fa piacere dir la mia, specie a fronte di evidenti  sparate da bar.
    tutto qui.
    stai bene

  34. 16
    Giacomo Govi says:

    Ginesi “Max”, se non hai imbarazzo a partecipare a questo scambio e’ perche’ al bar ci vogliono andare pure gli esperti.  Ma potresti semmai trovare un giudice che ti dia retta. Il sistema e’ tanto sbagliato e cattivo, ma ne dovresti trovare almeno qualcuno che ha la tua stessa valutazione “tecnica”. Fino ad allora, per quanto mi riguarda, restera’ politica. 
    Mi chiedi argomentazione alle mie tesi. Se lo non avessi ancora capito, la mia tesi e’  che questo testo di Merlo non contiene un’analisi, e che per me non e’ di alcun stimolo ne’ culturale ne intellettuale.  Ho gia’ argomentato, “ribaltalo” se vuoi. Visto che ti offende tanto, indicaci in cosa (quale contenuto dialettico o informativo)  ti pare cerebralmente stimolante e meritevole di tale strenua difesa, magari io non lo vedo

  35. 15
    max says:

    Caro Govi
    inizio e fine della discussione. Non ammanto nulla di tecnico, sono un tecnico, se vuoi parliamo di norme di legge, ma non credo interessi nello specifico a qualcuno.
    Non esprimo valutazioni politiche esprimo valutazioni giuridiche. Dal Jobs act in poi è stato smontato ciò che i costituenti avevano inteso come tutele essenziali del lavoratore  (e che lo statuto del 70 attuava).
    Mettila tu qualche argomentazione alle tue di tesi, continui a ripetere  la solita solva vagamente provocatoria e che mi ricorda il bar di Eco.  
    Quanto alla possibilità di far valere l’anticostituzionalità delle leggi dovresti sapere che può essere sollevata da un giudice ma non da un singolo  cittadino (questa è educazione civica, neanche diritto…).
    Mi pare che se vi è un generalista qui sia tu. Qualcuno Ti ha già risposto sulla Tua provocazione della bassa intensità cerebrale. Mi accodo. 
    Vuoi le soluzioni? non ci sono e non ci sono – con metodi istituzionali – proprio per le ragioni evidenziate da Merlo.
    buona giornata 
    Vedi se ti ci ritrovi. 

  36. 14
    Giacomo Govi says:

    Senti Ginesi, mi spiace, il livello di questa roba e’ incommentabile. Ma degustibus, capisco che per chi ci legge il proprio pensiero possa costituire un piccolo sollievo. E come ho gia’ detto non e’ il “senso” di quanto sostiene Merlo a rimanere vago. Il senso mi e’ ben chiaro, se non altro per la martellante insistenza con cui ci rifila i suoi scritti, rigirando 4-5 concetti in tutte le loro possibili combinazioni. Quello che e’ totalmente assente sono gli argomenti, la logica ( che magari a non tutti interessa), e una traccia di proposta che dia prova di una effettiva comprensione del problema. 
    Riguardo al tuo intervento, al fatto “che e’stata fatta carta straccia dell’impianto costituzionale”, ti potrei rispondere, forse con meno autorevolezza ma con pari genericita’, che se ci sono concrete violazioni delle leggi costituzionali, dovreste poterle denunciare e farvi rispondere nel merito. Aggiungo, che dal mio punto di vista, le tue valutazioni, per quanto pronunciate con un tono “tecnico” per rivestirle di oggettivita’ , sono tue opinioni politiche, per altro legittime. 
    L’analisi, insisto, e’ un’altra cosa. Meno poesie, partire da fatti, spiegare i concetti che si propongono, argomentare le proprie interpretazioni, proporre soluzioni. O ritornare alle madonne iniziali.

  37. 13
    Alberto Benassi says:

    purtroppo c’è chi ambisce alle restrizioni costituzionali.  Ci vede un futuro positivo,  una sicurezza. Non gli interessa la verità, gli interessa l’utilità. E per questo è disposto a svendersi. Chi si fa domande è un pericoloso complottista. La via della seta è spianata.

  38. 12
    Mario says:

    11@Vedi Govi, io non mi firmo per esteso perche’ non ho voglia di farlo ed il sito lo consente , non ho ambizioni ne’ di gloria  ne’ di polemista  e davvero non capisco chi rimarca la mancanza di un cognome (che potrebbe essere benissimo fasullo) davanti ad una opinione. Forse questo inficia la validita’ numerica o sostanziale dell’opinione espressa?  Se si fai a mano di rispondermi e non sprechiamo inchiostro. Riguardo al tema del post, Merlo evoca scenari, ed e’ bravo in questo, sta alla sensibilita’ del lettore intravvedere dietro gli scenari le prove o gli indizi che avvalorano o meno la visione. In questo caso io vedo lo scenario combaciare con l’indizio e  mi basta . Per quanto riguarda il tuo tentativo di provocazione reiterato (bassa intensita’ cerebrale) te lo rigiro su un piatto, vedi se ti si adatta. Cordialita’, Mario.

  39. 11
    massimo ginesi says:

    Govi, aldilà dell’inutile flame, di qualcosa di utile.
    parliamo di costituzione, è il mio campo. sugli altri non mi esprimo (anche se ho delle idee non dissimili da Merlo).
    Negli ultimi dieci anni, nel silenzio generale, è stata fatta carta straccia dell’impianto costituzionale, a partire dalla riforma del lavoro in poi. 
     
    le garanzie e le tutele del singolo sono saltate, totalmente e oggi il cittadino è ostaggio di un meccanismo produttivo che lo spreme come un criceto, senza più riconoscendogli briciole, con una precarizzazione dilagante assistita dalla legge. 
    Se vuoi parliamo di processo civile di riforma dell’ordinamento penale di legislazione bancaria, di privacy…. dell’attuale modo di legiferare che – a colpi di fiducia- ha bypassato totalmente il percorso parlamentare anche su temi delicatissimi con un capo dello stato che firma in silenzio e nell’ombra qualunque cosa, altro che garante.
    Merlo si esprime in maniera certamente originale e onirica, ma il senso è chiaro, per chi lo vuol vedere (concordo con DAidola).
    Vuoi dire qualcosa dia rgomentato e di direzioen contraria su questi aspetti espliciati in maniera un pò meno onirica?
     
    Vuoi spiegarci il perché da tre anni si fanno norme sulla pelle della gente in maniera assolutamente autoritaria che vaiolano ogni garanzia che sono perennemente restrittive, che stanno delineando uno stato di potere e autoritario che crea sudditi, o sei anche tu della scuola Crovella che è il popolo che chiede maggior sicurezza?
    perchè se gli argomenti son  quelli, allora mi fermo.  
     

  40. 10
    Giacomo Govi says:

    Se questa e’ logica, “Mario”, capisco che  non vuoi firmarti per esteso, in un mondo tanto difficile.
    Ad ogni modo, non e’ questione di capire o non capire. Un’analisi non e’ ne’ una poesia ne’ un quadro astratto, dove ognuno possa trovarci quello che ‘sente’. E Daidola ha ragione, quelli di Lorenzo sono dei flash, anche se (per me ) non troppo lucidi.  Ovvio che vi piaccia, permette una lettura a regime di bassa intensita’ cerebrale. Questo non vuol dire che sia totalmente da buttare, ma che non aiuta (per me) ne’ a capire, ne ‘ tantomeno a trovare una via d’uscita. L’analisi non c’e’, non pervenuta. Altrimenti Lorenzo dovrebbe potere rispondere alle domande che ho posto.
    Invece ci rifila un’altra poesia:
    “Il costo occidentale è maggiore di quello orientale.Le politiche energetiche sono una briciola.Riduzione del privato è la tracciabilità tout court.Il possesso è l’obbligo di intruglio, senza assunzione di responsabilità.Tracciato, già detto.Rottamato, obbligo di buttare l’auto o la moto, a spese del proprietario e colpevolizzazione del cittadino.Costituzione, non rispondo, tranne che ho paura di te.Elezioni, Draghi che fa lì? E i suoi predecessori? E Mattarella eletto con l’esclusione forzata di almeno un deputato?L’assegno è un bromuro, se vieni giù dal divano lo vedi da te.”
    Un perfetto bignami di banalita’ inconsistenti
    Ma se per voi sono di conforto, enjoy…

  41. 9
    Mario says:

    Per una volta che Lorenzo e’ perfettamente intelleggibile e  logico….nonche’ a mio avviso per la maggior parte  condivisibile  non vedo ne’ spazio ne’ costrutto per una polemicuccia a vuoto come quella in corso qui  . mahhhh…. e’ un mondo difficile 🙂 

  42. 8
    lorenzo merlo says:

    Non ho spazio per ripartire da zero.
    Quanto è scritto lo capiscono tutti tranne tu.
     
    Comunque.
    Il costo occidentale è maggiore di quello orientale.
    Le politiche energetiche sono una briciola.
    Riduzione del privato è la tracciabilità tout court.
    Il possesso è l’obbligo di intruglio, senza assunzione di responsabilità.
    Tracciato, già detto.
    Rottamato, obbligo di buttare l’auto o la moto, a spese del proprietario e colpevolizzazione del cittadino.
    Costituzione, non rispondo, tranne che ho paura di te.
    Elezioni, Draghi che fa lì? E i suoi predecessori? E Mattarella eletto con l’esclusione forzata di almeno un deputato?
    L’assegno è un bromuro, se vieni giù dal divano lo vedi da te.
     
    Ma quello che vedo è: neanche un ribaltamento. CVD.

  43. 7
    Giorgio Daidola says:

    Terrificanti flash di lucidità. 

  44. 6
    Maurizio says:

    Mi ero iscritto da una settimana. Mi tolgo subito. Saluti

  45. 5
    Giacomo Govi says:

    “Il disegno è uno solo. Ridurre i costi del capitalismo occidentale. Con questa mira si possono intendere le politiche energetiche, la digitalizzazione, il lavoro a distanza, la riduzione del privato, la politica ambientale, il possesso dei corpi, la tracciabilità famelica, la rottamazione obbligatoria, lo scavalco della costituzione, del parlamento, delle elezioni, l’assegno di cittadinanza o come lo si vorrà chiamare e altro ancora.”
    Prima di tutto bisognerebbe poter discernere i gusti nel frullatone. Che cosa sono per te “i costi”? Come li riducono le politiche energetiche. Che cosa sono la riduzione del privato, il possesso dei corpi. In cosa sei o ti senti tracciato o rottamato. Dove sono state scavalcate la costituzione e/o le elezioni. Se togliessero l’assegno di cittadinanza non grideresti ancora di piu’?
    Ma assomiglia un po’ una seduta psicanalitica…

  46. 4
    lorenzo merlo says:

    Prendine un pezzo a scelta e ribaltalo.

  47. 3
    Giacomo Govi says:

    Per me e’ un pastrocchio senza ne’ capo ne’ coda, con ambizioni di geo-politica da quattro soldi e il tono misticheggiante di Lorenzo. Non c’e’ una sola frase che sia non dico condivisibile, ma che abbia perlomeno un senso logico. Incommentabile, ma e’ il genere di frullato che piace alla platea.
    In realta’ c’e’ da avere nostalgia delle madonne spirituali del primo periodo di Merlo. 
     

  48. 2

    Governa chi non conosce la vita.

  49. 1
    antoniomereu says:

    Draghi a Canazei…mai copertina fu più azzeccata di quella di “GHIACCIO VIVO storia e antropologia dei ghiacciai Alpini di Enrico Camanni.
    Saluti

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