Il faraone Netanyahu

Israele non merita il governo Netanyahu, la sua grettezza, i danni che ha comportato in tanti anni di scellerata politica di oppressione dei palestinesi. I due popoli devono comprendere le reciproche tragedie per curare con una pace giusta la piaga che li ferisce e li divide.

Il faraone Netanyahu
di Romano Romani
(pubblicato su centroriformastato.it il 29 marzo 2024)

La libertà è amore. Un popolo è libero quando non odia e non è odiato.

Nell’essere umano la stupidità può divenire ferocia.

Il faraone Netanyahu ha detto che il popolo schiavo palestinese non avrà un suo territorio con uno Stato indipendente e che continuerà a essere bombardato fino alla resa completa e alla rinuncia a ogni forma di libertà.

Il faraone sa che difficilmente il popolo palestinese organizzerà un esodo simile a quello del popolo ebraico in Egitto. Non è facile trovare un Mosè e anche Mosè non fu sempre ascoltato dal suo popolo. Come non fu ascoltato dal faraone. E ascoltare Mosè era ascoltare Dio, il divino, che è il desiderio di libertà di ciascun essere umano e degli esseri umani.

Manca poco alla celebrazione della Pasqua ebraica che, religiosamente, tutto il popolo degli ebrei celebra come la festa della propria liberazione.

L’esercito del faraone, nello Stato di Israele, lo Stato che si dichiara di tutto il popolo ebraico, celebrerà la Pasqua ebraica continuando a bombardare il proprio popolo schiavo e, usando gli aerei, sarà certo di non essere sommerso dalle acque del Mar Rosso. Il progresso a qualcosa serve.

Il faraone egiziano pensava, anche lui, che per non essere odiati si deve uccidere tutti coloro che ci odiano. Ma così il numero di coloro che ci odiano cresce sempre e si è obbligati inesorabilmente a continuare a uccidere.

La legge mosaica indica un’altra strada, molto breve e altrettanto inesorabile: non uccidere.

Questa strada della legge mosaica i faraoni non la sanno, non la conoscono. Ma gli ebrei, i veri ebrei, non la dimenticano.

La violenza omicida nega la bellezza che è verità e vita.

Gli ebrei non sono una stirpe. Non sono ebrei a causa della loro discendenza fisica da Abramo, come dice con linguaggio mitico la Bibbia e come credevano rozzamente i nazifascisti. Essi sono un popolo e lo sono perché hanno una storia e una lingua, e un libro che ne racconta la storia, ne illustra le vicende, ne descrive le credenze, la morale, i principi etici, le vicende politiche, le vittorie e le sconfitte, la schiavitù e la libertà, la speranza e la disperazione, la vita, la morte, le meraviglie, gli orrori.

Il legame tra loro degli ebrei è spirituale, non fisico. E Stato ebraico non può né potrà mai significare Stato nazional-sionista.

La diaspora ha costretto gli ebrei a contrarre matrimoni in piccole comunità. Il che ha prodotto una parentela tra individui di queste comunità. Ma la matrilinearità come valore di discendenza, in queste comunità è un residuo mitico, di un modo di ragionare antico, dove si pretendeva di poter riportare ogni nato ai primi antenati ricordati nella storia scritta e nella tradizione orale.

Avere uno Stato potrebbe significare, per il popolo ebraico, non concentrarsi in un territorio minuscolo con un genocidio del popolo che lo abitava, ma riconoscere nei luoghi originari della sua antica patria un punto di incontro e di processo di modernizzazione ed emancipazione della sua cultura e della sua civiltà. Un luogo nel quale fondere particolare e universale, per dare un contributo alla emancipazione dalla servitù e dall’ingiustizia dell’intera umanità.

Tutto questo era nella speranza degli ebrei della diaspora, dei più illuminati di costoro che la nascita dello Stato di Israele hanno vissuto con consolazione e speranza, e hanno anche difeso nei momenti più delicati e difficili.

Queste speranze, questa lunga storia, questa grande civiltà, non meritano il governo Netanyahu, la sua grettezza, i danni che ha comportato in tanti anni di scellerata politica di oppressione del popolo palestinese, di tensione e di conflitto armato anche dei governi che lo hanno preceduto. Occorre un nuovo passo nella politica israeliana, un passo ebraico, non sionista. Un modo diverso di concepire se stesso dell’ebraismo. Un ebreo può essere alto o basso, nero o giallo, biondo o bruno. Purché si riconosca nello stesso Dio, nella stessa tradizione, nella stessa legge. Lo Stato di Israele non è nato dal sionismo, non è stato il premio alla sua politica nel secolo diciannovesimo e nella prima metà del secolo ventesimo.

Lo Stato di Israele è nato dalla shoah. È la conseguenza di una tragedia nata dalla follia omicida nazista. Non è stato istituito dalle Nazioni Unite per provocare un’altra smisurata tragedia.

Uno Stato sionista non è in grado di amministrare degnamente una città come Gerusalemme. Per Gerusalemme e la Terra Santa occorre una gestione consapevole del significato che quei luoghi hanno per miliardi di persone che appartengono alle religioni monoteiste derivate dalla religione ebraica. L’umanità deve uscire dall’infelice momento storico nel quale le questioni religiose si affrontavano con le armi in pugno. L’ultima crociata risale a oltre cinque secoli fa e non si fece, non partì. Ci voleva l’antisemitismo europeo e il conseguente sionismo, seguito dal nazismo di Hitler con i suoi campi di sterminio, per riportare la Terra Santa al centro di una interminabile guerra di religione. Ma al popolo ebraico, dopo tante sofferenze nel secolo ventesimo, la storia ha assegnato il compito difficile e delicato di farsi carico del destino dei suoi luoghi sacri senza turbarne la geografia e l’equilibrio tra le popolazioni. Non si tratta di un compito da assolvere con le armi, ma con la civiltà, con l’umanesimo, con tutto ciò che di alto v’è nella spiritualità umana.

Con questa coscienza lo Stato ebraico deve giungere alla consapevolezza di sé, per fare una pace giusta con il popolo con il quale il destino ha voluto che dividesse e condividesse quei territori. I palestinesi devono comprendere la tragedia degli ebrei, gli ebrei devono comprendere che il destino ha voluto che i palestinesi condividessero la loro tragedia e questo ha provocato un conflitto che va superato, ha prodotto una piaga che va curata e sanata in entrambi i popoli. Non è soltanto un dovere morale, tanto meno è una necessità, si tratta di una istanza di vita.

Il non essere che non è lo chiamano vittoria.

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Il faraone Netanyahu ultima modifica: 2024-05-21T04:16:00+02:00 da GognaBlog

82 pensieri su “Il faraone Netanyahu”

  1. Siamo alle solite, come con tutti quelli della tua schiera. Il tema è se la democrazia è che prevalga o meno la volontà della maggioranza. Io sono convinto che questa sia l’essenza della democrazia, purché ovviamente tutto avvenga in modo cristallino e senza aumma-aumma. Se non fosse così, sarebbe inutile andare a votare. Un sistema come in genere piace ai radical chic di tutta la tua schiera (“pesi e contrappesi”…) NON è un sistema veramente democratico  ma un regime camuffato. Es l’Italia vive da 80 anni in un regime camuffato. Ma non divaghiamo. Se alle eventuali  elezioni israeliane, il risultato dovesse nuovamente dare a Nethanyau i numeri per governare, il problema con i palestinesi NON è Nethanyau, ma è costituito dalla volontà della maggioranza degli israeliani. Cosa che io sostengo da mesi: gli ebrei si sono rotti di avere i palestinesi fianco a fianco e si aspettano che il governo (destra o sinistra, poco rileva) arrivi a farli spostare. Per mettere sotto pressione la comunità internazionale, li bombardano, al fine di far dire alla comunità int. “ma sì, dai spostiamo i palestinesi, così smettono di bombardarli.”. La conclusione è che chi davvero ha a cuore i palestinesi dovrebbe agire per spostarli il prima possibile, non per IMPORRE la loro perdurante presenza vicino agli israeliani.

  2. citate l’opinione di un sin golo come se fosse rappresentativa della volontà della maggiorana degli israeliani.

    Ma davvero?
    E dove avrei detto che l’opinione di Etgar Keret sarebbe quella della “maggiorana (sic) degli israeliani”?
    Ho addirittura esplicitamente scritto di aver solo aggiunto un tassello al mosaico, ovvero, visto che evidentemente non è sufficientemente chiaro, aver citato una voce fra le tante.

    Quanto al “popolo sovrano”, ci sono leggi che, per fortuna, arginano la sovranità di chiunque, popolo compreso. Non mi pare che in nome della volontà popolare si possa fare qualunque cosa.

  3. Ma c’è di più! Di fronte all’ipotesi di elezioni israeliane ad ottobre, come richiesto da Gantz, i sondaggi danno di nuovo in vantaggio Nethanyau. pensate che beffa per tutti i sostenitori del politically correct! Fanno cadere Nethanyau, colpevole di misfatti abominevoli, si va ad elezioni e chi ri-elegge il popolo israeliano??? Di nuovo Nethanyau! Che beffa!
    https://www.ilgiornale.it/news/politica/gantz-vuole-far-cadere-bibi-israele-sta-col-premier-2328273.html
    Nonostante le pressioni internazionali e interne su «Bibi» (come viene chiamato confidenzialmente il premier Netanyahu), i sondaggi dell’ultima ora in Israele dicono che il primo ministro può dormire sonni decisamente più tranquilli di qualche mese o settimana fa. Secondo una rilevazione di Channel 12, per la prima volta in un anno il capo del governo israeliano – tra l’altro il più longevo della storia – ha superato Gantz con il 36% delle preferenze contro il 30% del rivale, che oggi lo affianca al governo per puro senso di responsabilità istituzionale dopo il più sanguinoso attacco dalla fondazione di Israele. Il sondaggio restituisce un quadro ribaltato rispetto a dicembre, quando «Bibi» era al 27% e Gantz volava al 45%. Un segnale che, a dispetto delle proteste di piazza e delle condanne internazionali, c’è una maggioranza silenziosa pro-Bibi, pronta a emergere se si tornasse alla urne.
     

  4. E ci risiamo! avete tali paraocchi ideologici che citate l’opinione di un sin golo come se fosse rappresentativa della volontà della maggiorana degli israeliani. Dimenticate che Israele ha un impianto “democrtatico”, ovvero che il Governo può essere messo in crisi in qualsiasi momento e cadere, a quel punto o si fa un altro governo dentro la stessa legislatura o si va ad elezioni anticipate e vediamo come andrà a finire. Nell’attuale gabinetto di guerra sono presenti anche Gantz e gallant che sono i principali competitor politici di Nethanyahu. Basta che diano le dimissioni e il governo cade automaticamente. se invece il governo continua a stare in sella è perché gli israeliani “vogliono” così. Ora Gantz, che già ad aprile aveva ventilato ipotesi di crisi di governo ed elezioni anticipate, sta tornando all’attacco. bene! E’ dimostrazione di quanto sia “sano” l’impianto democratico del sistema israeliano. Si andrà ad elezioni: non vedo l’ora che, alle elezioni israeliane, vinca una maggioranza alternativa a Netanyahu, per vedere all’atto pratico come si comporterà il nuovo ipotetico governo. io ho la sensazione (avvalorata dalle confidenze con i miei amici ebrei) che… la strategia antipalestinese non cambierò di una virgola. Questo perché non è il solo Nethayahu che la vuole, ma la maggioranza dei cittadini. a quel punto, con un governo di centro-sinistra e la stessa identica politica antipalestinesi, non potrete che stare muti: la volontà del popolo è sovrana.

  5. @ Balsamo
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    Sono molto ignorante sulla questione ucraina , e’ inutile che mi improvvisi “esperto di vela” per l’America’s cup.
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    Fino a poco tempo fa’ per me ucraini e russi erano esattamente la stessa cosa : non conoscevo le differenze culturali , lingiistiche e di stile di vita.
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    Secondo me hai ragione quando dici che ogni popolo dovrebbe potersi autodeterminare , ma credo che rispetto ad altre situazioni la questione ucraina sia una “mina”.
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    Supponiamo che Putin non fosse il cinico stronzo rettiliano che e’ , se anche ci fosse ai comandi della superpotenza russa un personaggio piu’ mite e presentabile , non sono sicuro che potrebbe tollerare gi farsi “fottere” dai rivali mezza Russia geopolitica.
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    Io credo che sotto ci sia soprattutto questo

  6. Ricordi il supermercato di Karkhiv ma dimentichi sempre Belgorod, Donestsk, ecc. ecc.
     
    Vegetti, ricordarsi solo le cose che fanno comodo è un bias cognitivo molto comune (bias di conferma). Esserne consci è una consapevolezza molto importante.
     
    Detto questo ti rispondo.
    E voi allora?
    Si, ma e voi allora?
    E voi allora ?
    Si, ma e voi allora?
     
    https://www.youtube.com/watch?v=_0wWV2tce_4
     
    Sei tu per caso un ammiratore della legge del taglione?
    In questo caso dovresti sentirti affine sia a Putin che a Netanyahu 🙂

  7. /$ Giuseppe. Niente altro che questo.
    Ricordi il supermercato di Karkhiv ma dimentichi sempre Belgorod, Donestsk, ecc. ecc.
    Per sapere cosa volevano gli ucraini basta che ti rileggi le promesse del pagliaccio Zelenskji quando si è candidato alla presidenza e le identiche dichiarazioni appena eletto: per quelle parole gli ucraini lo avevano votato. Mi pare che evidente che non ha mantenuto alcuna delle promesse fatte. Il risultato: l’Ucraina si è svuotata e gli uomini si nascondono dalla mobilitazione forzata. Perché non chiedi a loro cosa vogliono davvero gli ucraini? Magari chiediglielo in russo, perché ben pochi parlano l’ “ucraino”…

  8. termini come:”nazista” […] sono entrati a far parte del marketing politico
     
    Come è recentemente accaduto ai termini “antisemitismo” e “antisionismo”.
    Svuotare di significato queste parole fa certamente gioco a qualcuno.
     
    La guerra in Ucraina , secondo me […]”
     
    Trovo curioso osservare come molti di coloro che cercano di trovare motivazioni di qualsiasi genere alla guerra in Ucraina, non tengano in alcun conto il desiderio del popolo ucraino, ma considerino queste persone come oggetti di contesa.
    Putin considera l’Ucraina come “cosa russa” (l’ha detto lui) e tu affermi che – secondo te – tutto nasce dalla “volonta’ degli Usa“.
    Perché, in tutto questo, le aspirazioni del popolo ucraino non trovano mai alcun ruolo?
    Non hanno essi il diritto di autodeterminazione come tutti gli altri e di scegliersi la propria strada, come hanno fatto altri Paesi dell’est Europa?

  9. @ Balsamo
    Io ci vedo sempre distanze enormi fra quello che hanno fatto i nazisti ieri , e quello che fanno gli ebrei oggi : termini come:”nazista” come “razzista”/”fascista”/”imperialista”/”capitalista” ormai sono entrati a far parte del marketing politico , ed ormai chi li usa spesso non capisce un cazzo di cio’ che sta dicendo.
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    In particolare gli ebrei non volevano cacciare i tedeschi dalla Tedeschia , non avevano nemmeno lanciato bombe/ missili / kamicaze verso i germanici.
    La loro minaccia era essenzialmente un potere economico.
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    Di piu’ gli ebrei vennero perseguitati a prescindere , non esistevano combattenti e non , erano tutti uguali.
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    Se oggi Hamas rinunciasse alle sue pretese e consegnasse armi , capi , ed ostaggi israeliani , sarebbe tutto finito e forse si potrebbe lavorare sui ” due stati”.
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    La guerra in Ucraina , secondo me , e’ nata dalla volonta’ degli Usa di togliere pezzi della scacchiera tattica a Putin.
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    Stop
     

  10. E allora perche’ succede cosi’ spesso ?
     
    Il fatto è che, spesso, i rapporti internazionali si concretizzano sul campo in “la forza per i forti e la legge per i deboli“, e chissenefotte della CPI.
    Cosa che piace molto ai forti (USA, Cina, Russia, per capirci), che amano fare quello che vogliono per quanto orribile e deprecabile possa essere, e che si considerano al di sopra delle regole (che devono valere, invece, per tutti gli altri).
    Ai deboli invece piace un pò meno 🙂
     
    Per via della Shoah subita dal popolo ebraico, possiamo (o… potevamo ?) collocare Israele fra i c.d. forti.
    Ma se giochi il ruolo di vittima e poi tu stesso imponi un trattamento analogo nei confronti di qualcun altro, difficilmente la tua posizione potrà reggere a lungo, e il giochino prima o poi si romperà.
    Almeno così la vedranno i c.d. deboli, che i forti riguardo a questo modus operandi appaiono solidali tra loro (vedi Cina vs Russia, USA vs Israele,…).
     
    Alla fine, in tutto ciò non vedo gran che di diverso dalle pretese di denazificazione o di liberazione del Donbass oppresso da parte di Putin pergiustificare il suo imperialismo: fumo.

  11. @ Balsamo
    Condivido in buona parte.
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    Se ammazzare civili non e’ la massima aspirazione di nessuno , tantomeno dei giovani studenti e professionisti di Tsahal , farlo ora e’ pestare la piu’ grossa e puzzolente delle merde.
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    E allora perche’ succede cosi’ spesso ?
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    Io qualche domanda nel senso che adombri tu me la farei.
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    Non che il fatto che i combattenti si nascondano sotto un ospedale oppure un asilo legittimi il bombardamento di ospedale ed asilo , e’ un orrore comunque , ma in guerra , ed in queste due guerre a maggior ragione, la prima vittima e’ la verita’.

  12. @69
    Già.
    Ma c’è un motivo per cui il bombardamento a un centro commerciale ucraino, tipo quello di Kharkiv dell’altroieri, non dovrebbe farci altrettanto rabbrividire, Parmeggiani ?
    Oppure le motivazioni (che a scrivere di ragioni mi si bloccano le dita) addotte per Putin non valgono altrettanto per Netanyahu: “i civili morti lo sono soprattutto quando l’esercito Ucraino e gli “eroi Azov” si nascondono a combattere tra i civili, se non addirittura se ne fanno scudo” (sono parole tue, eh).
    Se sostituiamo “esercito Ucraino e gli eroi Azov” con “Hamas“, per te cambia qualcosa ?

  13. Spero che a nessuno siano capitati sotto agli occhi i risultati del bombardamento al campo profughi di Rafah dei giorni scorsi. Da rabbrividire 

  14. E’ più che evidente che le richieste di arresto da parte della CPI abbiano prevalentemente un valore simbolico, e che Netanyahu e gli altri accusati possano ridersela… per ora.
    Tuttavia, se i massacri del 7 ottobre hanno già ricevuto unanime condanna, Israele, proprio a seguito di quei massacri,  sembrava poter godere di un certo “credito”, che però si sta sempre più assottigliando, unicamente a causa della dissennata (eufemismo) condotta di Israele stesso.
    Che l’attuale politica sia “figlia” unicamente di Netanyahu e Gallant, oppure no, è irrilevante, ed, in ogni caso, Netanyahu e Gallant, in quanto “figure apicali” [cit.], sarebbero i primi responsabili di eventuali [cautelativo] crimini di guerra e contro l’umanità commessi da Israele.

  15. Sul “fondamentalisno islamico” , vogliamo uscire dalle pippe e citare morti ed attentati dei fondamentalisti cristiani , ortodossi , buddisti nel 2024 ?
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    Non e’ che tutte le volte che un iman organizza una strage si possa girarsi dall’altra parte e fare finta di niente , oppure dire che : “c’e’ un’ altra , fumosissima , spiegazione”…

  16. @Vegetti
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    Se fossimo vis a vis probabilmente sarei molto piu’ brusco , perche’ ne ho le palle piene di sentire vulgate di parte spacciate per verita’ rivelate..
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    Se tu chiedi a Conte come e’ andato il 110 % , ti dira’ che e’ stato un enorme succezso , il sindaco di Milano Sala mercoledi’ ha tenuto una conferenza stampa in cui diceva che l'”area b” avrebbe fatto crollare l’inquinamento a Milano del 40 %.
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    Il venerdi’ l’Istat e’ uscita con il suo studio dicendo che secondo lei e’ raddoppiato…
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    Chi ha ragione ?
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    Mi fa’ un po’ tenerezza pensare che tu trovi in rete citazioni di presunte vessazioni ai palestinesi.
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    Wikipedia e’ la prima “fonte” che esce da google , la cito per evitare sterili battibecchi fra chi cita “Il giornale” e chi cita “Repubblica”.

  17. I numeri sugli abitanti di Gerusalemme li trovi online ovunque: riportano i dati delle statistiche e censimenti israeliani. Delle “vessazioni” basta che leggi quello che riportano i siti delle organizzazioni umanitari, a volte persino dell’ONU. Perdonami Expo, ma tre quarti delle cose che dici su svariati argomenti non sono “verificabili”, eppure ne scrivi. Come la mettiamo?
    Wikipedia una volta dite non ha valore “scientifico”, un’altra rimandate a quella. Fenomenale saltimbanco!
    Il “fondamentalismo islamico” è un bel termine in cui viene buttato dentro di tutto a piacimento. Dal singolo alle organizzazioni strutturate. Non sono la stessa cosa. Mi pare abbastanza ovvio.  Per altro a me pare che ci sia la tendenza ad accomunare tutto, così nella confusione si può scaricare addosso all’Islam qualsiasi cosa. Tanto, chi andrà mai a verificare?

  18. @ vegetti
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    Le cose che asserisci sulle vessazioni agli arabi israeliani e su cui mi chiedi una risposta non mi risultano, ma non ho modo di verificarle.
    E’ come se tu mi dicessi , come ogni giorno fa qualcuno , che le auto elettriche sono “sbagliate” perche’ ogni batteria del Tesla model x inquina 300 tonnellate di terra e va a break even con il Co2 prodotto in fase di produzione quando e’ completamente scarica.
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    A me sembrano stronzate e narrazioni di parte , ma come posso commentarle se non ho fonti di prima mano ?
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    Se parliamo di Beslan e Mosca , credo che non si possa mentire all’infinito con una narrazione , ne dire che due islamici algerini con cittadinanza inglese siano inglesi e quindi non legati all’estremismo islamico , come del resto i ceceni.
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    A Beslan per esempio gran parte dei morti furono fatti da uomini e donne bomba con compensi in paradiso.
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    Chi volesse un’infarinatura puo’ leggere qui.

  19. L’unica soluzione è spostare i palestinesi. Gli israeliani non li vogliono più e le vesseranno sempre più, a Gaza con i bombardamenti e negli altri posti con le altre forme. Proprio perché raccontate quei fatti, se davvero volete bene ai palestinesi, dovreste esser voi i primi a auspicare il loro spostamento. Imputarsi a volerli lasciar lì a tutti i costi, in nome del principio della “non deportazione”, è voler il loro male, non il loro bene. In tutto questo Netanyahu non c’entra un fico secco.

  20. A Gerusalemme, la percentuale di abitanti è questa: circa 68 % ebrei, circa 28% arabi. Esiste anche una presenza cristiana, pari al 1,4% della popolazione, Non esagerare dunque sulla presenza di altri…
    A Beslan erano fondamentalmente separatisti ceceni (e solo in parte fondamentalisti islamici). Se poi vuoi, approfondisci e scoprirai che tra i terroristi c’erano ceceni, ucraini, un inglese-algerino, un uomo africano non identificato, un orientale non identificato. Molti avevano precedenti penali criminali, non legati né alla politica né al fondamentalismo. Tra i pianificatori anche due sauditi… Al Crocus a Mosca erano tagiki forse legati a un ISIS-K che di fatto non esiste, un surrogato del vero ISIS, guidato incredibilmente da un nonaghano e nonpakistano (prima volta!). Ed erano talmente fondamentalisti che nei loro video pre-attentato usano la mano sinistra per pregare e inneggiare all’Islam, cosa che un qualsiasi musulmano, anche non integralista, non farebbe MAI perché sacrilega. 
    Ma ormai basta che chiunque vagamente arabo gridi allah akbar che subito lo si trasforma in una propaggine dell’ISIS… Ma forse non sempre lo è… E comunque, su tutto quello che ti ho detto di Gerusalemme, non un cenno… 

  21. @ vegetti
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    Gerusalemme e’ una citta’ piu’ vecchia di Roma : sotto ogni luogo di culto ce ne sono 4/5 preesistenti.
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    Ad ogni angolo c’e’ una diversa etnia : armeni , cristiani ortodossi , copti , turchi , arabi israeliani che vivono 100 volte meglio dei colleghi stranieri.
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    Possibile che in tutta questa umanita’ di culture ed orientamenti religiosi , a rompere i coglioni ( perche’ di questo si tratta ) , siano solo gli arabi ed in particolare gli arabi palestinesi ?
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    Qualche piccolo dubbio non ti viene ?
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    A Beslan e a Mosca ,lontani culturalmente e geograficamente 2000 chilometri , e con nessuna scusa legata al capitale , alla terra , o ai wasp razzisti vs niggars , chi erano gli attentatori stragisti ?
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    Buddisti ?
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    Ortodossi ?
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    Minoranze russe ?
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    Oppure erano i soliti  musulmani contro gli infedeli ?

  22. 57 Expo. Tu vedi sempre e solo l’accoltellato dall’arabo… Non senti invece l’aria da controllo brutale su parte della popolazione fatto da soldati armati, da cancelletti girevoli, da coloni civili che ostentano armi d’assalto? Tu non l’hai sentita quell’aria opprimente di un controllo così militaresco? Non ti sei accorto del divieto agli arabi di passare in certe zone, non ti sei accorto da bianco con passaporto che a te tutto è permesso e a loro, residenti e lavoratori -per Israele, ovviamente, perché gli israeliani certi lavori duri non li fanno- invece è precluso? E magari vivono da generazioni a Gerusalemme, ben prima che arrivassero frotte di ebrei russi e ucraini, ora coloni (il)legali, armati, ricchi e presupponenti… Sai che nonostante i palestinesi di Gerusalemme Est paghino le tasse quando lavorano, in quella parte della città non viene effettuata la racolta dei rifiuti o la manutenzione delle strade comunali? O che i nuovi nati palestinesi a Gerusalemme Est non vengono registrati dall’anagrafe anche se i genitori ne hanno fatto richiesta: non esistono, non sono residenti, non hanno diritto all’assistenza sanitaria… E tu vedi l’arabo isolato che accoltella un passante ma non TUTTO il resto? 

  23. “Tel Aviv e’ una bella citta’ che geograficamente somiglia a Rimini”
     
    Cribbio, ho sempre pensato che Rimini fosse uno dei posti più brutti al mondo!
    ????

  24. Sul lungomare il mix di etnie porta anche fighe da paura : bionde russe e bellezze mediorientali.
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    L’ultima volta sul lungomare ho camminato fino a Jaffa , dove c’era un ristorantino che faceva un hummus grandioso.
    Erano 5 km , a meta’ ad una fermata del bus un arabo aveva accoltellato un tizio che aspettava il bus.
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    Cosi’ a casaccio…magari perche’ voleva cacciare gli ebrei “from the river to the sea”.
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    Non mi piace la tensione con cui si vive li’ , ma non riesco proprio a dare la colpa a chi da 80 anni subisce imboscate terroristiche a matrice religiosa.

  25. @Vegetti
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    Io a Gerusalemme sono stato un po’ di volte e a Tel Aviv di piu’.
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    Il clima e’ fastidiosamente teso e “controlloso”, prima di prendere qualsiasi volo persone diverse ti chiedono se qualcuno ti ha dato pacchetti da portare in Italia.
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    Tel Aviv e’ una bella citta’ che geograficamente somiglia a Rimini , dentro e’ un coacervo di culture che in Italia possiamo solo immaginare : ebrei , ortodossi , arabi israeliani , armeni , cristiani , cristiano ortodossi….

  26. Posto che, personalmente, non vorrei alcun prete in giro, l’unica risposta allo scandalizzato primo link è quella dell’imam «Perché invitano il vescovo all’inaugurazione dell’Anno Accademico e non invitano l’Imam? Questa non è laicità»
     
    La tesi del secondo link invece è, come al solito, semplicemente stupida.
    E’ ovvio che il riconoscimento di Spagna, Irlanda e Norvegia dello stato palestinese crea tensioni: è fatto apposta.
    Esattamente come le denunce davanti alla CPI e CIG
    Crea tensioni, speriamo insopportabili, all’interno del governo e della società israeliana che iniziano a pensare di dover fare i conti con la riprovazione internazionale delle loro azioni e che non godono di alcuna eccezionalità. 
    Che Netanyahu o un Gant valgono quanto un Sinwar o un Putin.
     
    E crea tensioni, altrettanto benvenute ed auspicate, all’interno di quel fronte che per malriposta fedeltà atlantica, ignavia o semplice abitudine ha finora accettato di considerare Israele come portatore di diritti speciali.
     
     

  27. Crovella, sei mai stato a Gerusalemme? Posti di blocco ovunque, dove controllano solo i palestinesi, coloni armati con AR15 al collo che girano indisturbati, accessi alla spianata bloccati agli arabi, a volte anche l’accesso alla moschea al-Aqsa sul monte del tempio per le preghiere del venerdì. Stato “democratico”? A Gaza, l’accesso all’acqua e alle fonti di energia è in mano a Israele, non ad Hamas, ed è usato come arma. Usa restrizioni alla circolazione ai palestinesi in Cisgiordania, nega la nazionalità, nega la possibilità di costruire a Gerusalemme est, nega il rientro della diaspora palestinese, mette restrizione alla pesca nelle acque di Gaza… Stato “democratico”?

  28. Netanyauh è un problema collaterale e ridicolissimo nell’importanza globale. Non spetta a nessuno, se non ai cittadini israeliani, cacciarlo dal governo. Il sistema è “democratico”, cioè si può cacciare il premier imn qualsiasi momento e sostituirlo. Se non lo hanno ancora fatto, è perché non c’è in Israele tutta questa voglia di cacciarlo. Quando i tempi matureranno, ,.lo cacceranno e si farà un altro governo israeliano. Ma gli unici che possono farlo sono gli israeliani, non la comunità internazionale. 
     
    Esempi di “veri” problemi, cioè oggettivi. Finché il clima è questo, scordatevi che gli israeliani abbassino la guardia-e per estensione le comunità ebraiche nel mondo. Per cui chi davvero vuol buttar giù Netanyahu, dovrebbe lavorare per risolvere i problemi del clima generale, fra (a puro titolo di esempio, fra i mille del clima antisionista e antisemita) quelli sottoindicati:
     
    https://www.lastampa.it/torino/2024/05/24/news/moschea_in_ateneo_attacco_a_israele-14329065/?ref=LSHA-SN-P1-S1-T1
    Moschea in ateneo, attacco a Israele
    A Torino la preghiera di Brahim Baya a Palazzo Nuovo occupato. «Dallo Stato ebraico furia genocida». La condanna delle autorità
     
     
    https://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/39403957/palestina-riconoscimento-fuga-avanti-ipocrita-crea-tensioni-non-pace.html
    Palestina, il riconoscimento? Fuga in avanti ipocrita che crea tensioni, non pace
     

  29. “Capito perché”
    Marco, cosa vuoi che capisca Expo, che distingue Einstein da Vannacci solo perché il secondo ha i capelli corti…

  30. Non ho prove o sospetti che permettano di discernere la casualita’ di questi eventi da un piano preordinato.
    .
    In medio oriente pero’ c’e’ una miscela esplosiva fra fondamentalismo religioso ,poverta’ della gente e vagonate di soldi in armi.
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    Checche’ se ne dica dubito che nel 2024 un cristiano , buddista , ortodosso , o chi vogliamo ammazzi dei civili perche qualcun’altro gli ha bruciato un testo religioso.
    .
    Con i musulmani hai una  probabilita’ sostanziale , e Charlie Hebdo o i giovani al Bataclan non avevano ucciso nessuno.

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