Il Parco Sonoro della Val di Rabbi

E’ nostro avviso dover necessariamente dare notizia di qualunque iniziativa possa essere considerata nuova in un campo “così difficile” come quello turistico.

La difficoltà c’è però solo quando si pensa, erroneamente, che la montagna debba essere trattata come un qualcosa da “valorizzare”, creando una “distinzione” che, nell’intenzione degli ideatori e dei promotori (per lo più sicuramente in buona fede) dovrebbe attirare il maggior numero di appassionati, suscitare stupore ed emozioni.

Con ciò celando nel miglior modo ciò che è la vera essenza del mondo naturale, tarpando le nostre stesse capacità intuitive di “immergerci” nella natura. L’artificio e l’aiuto esterno sono i più grandi nemici della naturalezza e della nostra capacità estatica.

Ecco l’ultimo esempio di esperienza artificiale che, se ha comunque almeno il pregio di non essere troppo invasiva, rischia di rimpicciolire sempre di più la nostra capacità di essere liberi nella natura, limitandoci alla solita esperienza epidermica, senza quell’approfondimento che può prosperare solo nell’essenziale. Il solito guardare il dito invece della luna.

La luna è lì, chiunque la può vedere e può rimanerne affascinato nel cuore della notte. C’è davvero bisogno di additarla? Davvero i nostri sette Chakra hanno necessità di essere associati ad alcunché perché ne possiamo avvertire l’esistenza? La montagna non è un libro per il quale occorra imparare a leggere. E’ nostra opinione che non ci sia attrazione turistica più forte della semplice naturalità (la Redazione).

Parco Sonoro della Val di Rabbi, Bosco Derniga. Foto: Tommaso Prugnola – Archivio APT Val di Sole.

Il Parco Sonoro della Val di Rabbi
(per ritrovare l’armonia con i suoni della foresta)
a cura della Redazione Viaggi di Sportoutdoor.it
(pubblicato da Sportoutdoor.it  il 21 giugno 2021

Basta DAD, call, cellulari e videoconferenze, e tutti nel Parco Sonoro della Val di Rabbi per ritrovare l’armonia con i suoni della foresta. Sette postazioni nei boschi di conifere della Val di Rabbi, la pittoresca valle laterale della Val di Sole, con altrettante esperienze per stimolare positivamente i centri di energia del corpo umano. Un parco sonoro, immerso in una idilliaca foresta di abeti e larici, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio trentino, per recuperare le energie vitali. Il nuovo parco delle Pozzatine è costruito attorno a sette postazioni sonore ed esperienziali: campane di legno, mega-carillon collegati agli alberi, tamburi ricavati dai tronchi, trombe giganti per amplificare i rumori del bosco. L’idea è di associare ogni postazione a uno dei 7 Chakra, i centri di energia presenti nel corpo umano secondo le filosofie orientali.
«Vogliamo portare le persone ad ascoltare il silenzio offerto dai boschi e i suoni degli elementi naturali contro il bombardamento sonoro cui siamo sottoposti. Una sorta di silenzio terapeutico» spiega Sara Zappini, direttrice delle Terme di Rabbi. Per questo il percorso si conclude in una sorta di anfiteatro naturale in mezzo al bosco, nel quale vengono installati strumenti musicali di legno che emettono suoni sempre più alti. Un approccio mutuato dalle campane tibetane.

«Il parco sonoro della Val di Rabbi è un percorso di immersione nella foresta» spiega Emanuele Lapiana, dello studio di architettura Raro, che ha ideato il progetto, poi realizzato in collaborazione con Terme di Rabbi e Azienda per il Turismo della Val di Sole. «I visitatori potranno aumentare il proprio benessere interiore sia attraverso i percorsi sonori, sia attraverso la riscoperta dei silenzi della foresta e alcune esperienze fisiche che saranno proposte in collaborazione con le terme: abbraccio degli alberi, meditazione, lettura».
L’iniziativa del parco sonoro si inserisce in un progetto più ampio portato avanti dalle Terme di Rabbi, dal Parco Nazionale dello Stelvio, da APT Val di Sole e dal Comune di Rabbi per diventare un punto di riferimento di iniziative che, poggiando su solide basi scientifiche, utilizzino i prodotti turistici per veicolare benessere fisico e psichico. «Vogliamo che tutti i prodotti offerti siano coerenti con questo obiettivo. Solo con un approccio “olistico” possiamo davvero fare della Val di Rabbi la Valle del benessere naturale diffuso» aggiunge Zappini.

Quanto ci sia bisogno di questo tipo di esperienze di disintossicazione digitale lo sanno medici e psicoterapeuti, sempre più alle prese con pazienti che presentano sintomi fisici e psichici legati all’eccesso di esposizione alle tecnologie: aumento del battito cardiaco, sudorazione, pupille dilatate, salivazione ridotta, senso di ansia e frustrazione, alterazione del ciclo sonno-veglia e dei processi cerebrali, affaticamento degli occhi, emicranie frequenti, difficoltà di concentrazione e calo della produttività. Tutti fenomeni che ricordano da vicino quelli delle tossicodipendenze e colpiscono sempre più spesso i giovani: il 50% degli under 24, secondo la piattaforma di ricerca Dscout, si sveglia in piena notte per leggere gli aggiornamenti social ed è in crescita il fenomeno del “vamping” che spinge a restare svegli tutta la notte scorrendo le pagine web.

Le 7 tappe del Parco delle Pozzatine, il Parco Sonoro della Val di Rabbi
1. Campanelle
Non le solite campanelle in vetro ma campane e tubi inseriti in forme di legno che emetteranno suoni diversi grazie agli spostamenti del vento.

2. Stazione di ascolto panoramico
Due gigantesche “orecchie” faranno capolino nelle foreste. Si tratta di enormi trombe che catturano il suono ambientale in modo dettagliato e vicino. La stazione permetterà così di ascoltare il suono della valle.

3. L’irraggiungibile
Nell’ultima tappa, un pianoforte a coda è incastrato su una conifera a 20 metri di altezza. Da ammirare ma non suonare. L’installazione è un omaggio al Maestro Arturo Benedetti Michelangeli, habitué della Val di Rabbi.

4. Carillon
Collocati in due aree differenti e con suoni ben distinti, i carillon si troveranno all’interno di una forma iconica rialzata rispetto ai visitatori. Verranno azionati tramite un meccanismo a chiave che scenderà lungo le cortecce degli alberi.

5. Punto Parco-Gioco-Libri
Dentro un “campo triangolare” vengono collocati tre elementi verticali in legno che conterranno libri, riviste e oggetti vari da poter fruire contemplando il panorama circostante.

6. Tamburi
Tronchi d’albero scavati e incisi in modo che il legno vibri emettendo un suono. Le percussioni sono divise in due gruppi che emettono frequenze e suoni più o meno alti per creare un gioco di suoni che innesca un processo di creatività e dialogo tra persone diverse.

7. L’anfiteatro
Un elemento circolare in metallo lucido per riflettere il paesaggio circostante a ricordare uno specchio d’acqua. Chi ci salirà potrà sentirsi avvolto interamente nel panorama circostante ma sarà usato anche come base per spettacoli di vario genere da gustare seduti sui tronchi di legno distribuiti nel prato circostante.

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Il Parco Sonoro della Val di Rabbi ultima modifica: 2022-07-07T05:55:00+02:00 da GognaBlog

13 pensieri su “Il Parco Sonoro della Val di Rabbi”

  1. 13
    albert says:

    basta ci sia temperatura diurna inferiore di 10 gradi a quella di pianura ,perchè spendere per aggiungere gadgets?Meglio fontane basse con acqua fredda  spumeggiante di torrente in cui immergere i piedi.

  2. 12
    albert says:

    Preparatevi agli ennesimi raduni per  concertoni in alta  quota…!

  3. 11
    albert says:

    ALCUNI COLLOCANO I SONAGLI A VENTO  nel proprio giardino recintato , con altre abitazioni vicine confinanti…e’ un tormento continuo ad ogni alito di vento. Visto bimbo in un parco ombroso dolomitico  che semplicemente si divertiva ad immergersi  in una pozza fresca  e rotolarsi sull’erba e..debitamente assicurato con mini imbrago e caschetto, salire a piediscalzi una via di falesia.Poi scorazzava con un monopattino su un prato liscio appena falciato.

  4. 10
    Luciano Pellegrini says:

    Idea strana. I promotori hanno pensato ALLA FLORA E ALLA FAUNA?   Cara Sara Zappini e Emanuele Lapiana, se mentre riposate a casa vostra, qualcuno vi sveglia con rumori strumentali, come reagite? Mah 

  5. 9
    Riva Guido says:

    Quando al truna in Val Culera al fa brut prima de sera!

  6. 8
    Paolo Gallese says:

    Matteo, mi sa che è la stessa sonorità nostra quando nel mio giro parliamo di “venti appenninici”!

  7. 7
    albert says:

    3) Forse piacciono ai bambini che si ricorderanno e diverranno fedeli ad una specifica localita’.

  8. 6
    antoniomereu says:

    …Arte Sella a Borgo ValSugana…

  9. 5
    Matteo says:

    Mah, quando nel mio giro si parla di “suoni dell’Alpe” si intende qualcosa di ben differente, che credo non attirerebbe un granché di turisti…ma noi ci si diverte uguale!

  10. 4
    Mario says:

    Ci sono le fototrappole per gli orsi e le phonotrappole per turisti scemi . Seguiranno i binocoli \caleidoscopio fissi  con fotografie di donnine nude in Val di Non? Una polverina bio- ecologica-sostenibile  rossa per il lago di Tovel? Il Trentino e’ al limite inferiore della decenza e va peggiorando…

  11. 3
    Albertro Benassi says:

    purtroppo la naturalità non ci meraviglia più. Per stupirci abbiamo bisogno di modificarla, ti incipriarla, di ridicolizzarla.
    Da qui le panchine che fanno sentire importante un luogo. Non basta andare li, sedersi semplicemente per terra e ammirare. No ci vuole la droga panchina.
    La droga panchina poi si evolve, e si passa a queste minchiate.

  12. 2

    Chissà  perché la provincia di Trento è sempre stata aperta alle minchiate?

  13. 1
    albert says:

     creazioni ottiche:https://www.mezzanoromantica.it/cataste-e-canzei1
    poi https://www.giornaletrentino.it/cronaca/trento/l-arte-dei-graffiti-si-%C3%A8-impadronita-dei-barchi-di-imer-1.1318215
     Sostando  nei pressi  di  un ghiacciaio in lento movimento(Mandrone) si avvertono sinistri scricchiolii e pure un rombo quando la crosta terminale svivola e si infrange sulle rocce.O  in passeggiata una comare al telefonino che parla di banalità come la riunione condominiale in città, chi cornifica chi..Il Bramito dei  cervi..la solita motosega che rompe il silenzio magico
    Ci sono le sensazioni olfattive (mughi, roseti, orti e  e letamai, legno tagliato ed accatastato in segheria.. le ascelle  in cabinovia di chi da giorni indossa abbigliamento sintetico), tattili come le frustate dei mughi sulle gambe o  le punture di tafani,gustative come le fragoline selvatiche, i mirtilli,l’insalata montanara.

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