Il rifugio dell’anima

Inaugurato il “Rifugio dell’anima”, un’elegante camera a 1600 metri con il pavimento trasparente che si affaccia sullo strapiombo.

Qui sotto il report dell’inaugurazione e, di seguito, le riflessioni di Fabio Balocco, Pietro Lacasella e Carlo Crovella.

Il rifugio dell’anima
di Elena Caligiuri
(pubblicato su lagrafite.it il 25 febbraio 2023)
Servizio a cura di Roberto Bergamino

In molti si sono dati appuntamento a Usseglio, sabato mattina 25 febbraio 2023, alle 9.30, per partecipare all’inaugurazione dello Skylodge, il “Rifugio dell’anima”. Guidati dagli ideatori e costruttori della struttura, gli ussegliesi Barbara Cibrario e Marco Borla, una lunga fila di escursionisti, in circa 40 minuti di cammino su un sentiero sufficientemente ripido ma ottimamente ripristinato e allargato, si è radunata sul piccolo terrazzino naturale, a 1600 metri di quota, in stupenda posizione panoramica sulla piana di Usseglio e sui monti che la circondano, dove si trova lo Skylodge. La piccola folla ha poi atteso il taglio del nastro inaugurale e, dopo il brindisi, ha potuto entrare nella struttura. Si tratta di una elegante camera di charme, rivestita in legno, dotata di un comodo locale spogliatoio, il necessario per la preparazione della colazione e di un pasto e la camera da letto che ha la particolarità di affacciarsi direttamente sullo strapiombo sottostante grazie al pavimento trasparente, oltre che ad ampie vetrate che consentono uno sguardo a 180°.

Il “rifugiodell’anima”
25 febbraio 2023, inaugurazione. Foto: Arduino Baietto.

E’ giusto sottolineare che lo Skylodge, il “Rifugio dell’anima”, è una novità assoluta non solo per l’Italia ma per tutta Europa poiché qualcosa di simile si trova solo nel Sud America, in Perù.
Dopo l’inaugurazione i partecipanti sono ritornati a Usseglio dove ad attenderli c’era un ricco rinfresco curato da Bivacco Matematico.
L’opera è stata sostenuta dal GAL Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone e dal MIP – Mettersi in proprio di Città metropolitana di Torino e Regione Piemonte.
Tra i presenti la consigliera metropolitana Sonia Cambursano, il sindaco di Viù Daniela Majrano, il sindaco di Rubiana Gianluca Blandino, e, per il GAL Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone Claudio Amateis (presidente) e Mario Poma.
Tra qualche settimana si potrà già pernottare (per due persone). Per chi volesse vedere lo skylodge e (a brevissimo) prenotare una vacanza “a sbalzo”, il sito è www.uskylodge.it
Online è disponibile un nuovo suggestivo video:

Il commento di Fabio Balocco
“Animali non ammessi.” Accidenti, peccato, avrei prenotato. No, scherzo. Bisogna prenderla in ridere, altrimenti ti mangi il fegato a vedere come va il mondo. Nello specifico parlo dello Skylodge di Usseglio, nella Valle di Viù, una delle tre valli di Lanzo, alle porte di Torino, Alpi Cozie Settentrionali. Definito “Il rifugio dell’anima”, è una struttura in legno e ampie vetrate, a precipizio sulla valle. Un nido d’aquila di 24 metri quadrati, completamente e sontuosamente arredato con vista mozzafiato sull’alta valle.

E’ l’ultima (?) trovata sulle nostre Alpi, ideata sulla scorta dell’albergo sospeso di Cuzco, in Perù. Una trovata – a detta dell’ideatore Marco Borla, già vicesindaco del comune di Usseglio nonché impresario edile – concepita per aiutare la valle e ripopolare la montagna.

https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/530084/ecco-a-voi-il-rifugio-dell-anima-da-qui-la-vista-e-stupenda.html

25 febbraio 2023, inaugurazione. Foto: Arduino Baietto.
25 febbraio 2023, inaugurazione. Foto: Arduino Baietto.

Una struttura pensata per ricchi. Per dormire una notte: “Alta stagione € 540,00/notte: luglio e agosto, tutti i venerdì e tutti i  sabati, i giorni festivi, escluse le domeniche. Bassa stagione € 490,00/notte: dalla domenica al giovedì.” Prima colazione inclusa, esclusa invece la cena. Ma davvero questo signore pensa di ripopolare la montagna con una struttura in cui può dormire ogni notte solo una coppia? Usseglio aveva 2.495 abitanti l’anno dell’unità d’Italia. Nel 2017 ne contava solo più 207. Nonostante, tra l’altro, abbia puntato negli anni anche sullo sci di pista con gli impianti in località Pian Benot. A nulla è servito lo sci e a nulla servirà lo Skylodge, che rimarrà quello che è: l’ennesima offerta esclusiva, per ricchi. Un po’ come la Starlight Room del Passo Falzarego, o di altre strutture che hanno letteralmente usurpato, come lo Skylodge, il termine “rifugio”. Così il rifugio Comici (con il suo pesce fresco a 2000 metri) o il rifugio Ria Da Saco (con il suo evento moda di Valentino). Solo che questi si trovano già in località per ricchi come Selva di Val Gardena e Cortina d’Ampezzo. Le Valli di Lanzo invece si possono definire “depresse”, come buona parte delle valli piemontesi. E non sembra lo Skylodge, così come non sembrano le panchine giganti (nelle valli di Lanzo ce ne sono già due), le ricette per ripopolare i paesi o aumentare il reddito dei residenti. Forse, dico forse, anziché puntare su nuove strutture per chi è disposto a spendere centinaia di euro per dormire, si dovrebbe/potrebbe puntare su un turismo alla portata di tutti e più culturale. In ultimo non stupisce che all’inaugurazione il 25 febbraio 2023 ci fosse una rappresentante entusiasta della Città Metropolitana, la quale ha anche celebrato l’evento sulla sua homepage. Non stupisce perché la Città è a guida PD. E al PD gli appuntamenti trendy piacciono assai.

Foto: Arduino Baietto.

Il commento di Pietro Lacasella (Alto-Rilievo/voci di montagna)
Leggo che un contributo fondamentale per la realizzazione del lussuoso e panoramico “Rifugio dell’anima”, fresco fresco di inaugurazione, è stato quello del GAL Valli di Lanzo: 25.000 euro attinti al fondo del Piano di Sviluppo Locale 2014-22 (fonte RaiNews).

Leggo anche che il principale fine del GAL (Gruppo di Azione Locale) è quello di “favorire lo sviluppo locale di un’area rurale considerata svantaggiata”.

Leggo inoltre che una parte delle risorse che finanziano il GAL deriva dalla Regione Piemonte che utilizza il Fondo Europeo Agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

Leggo infine che il “Rifugio dell’anima” non è per tutti accessibile. Non tanto per i 45 minuti di avvicinamento, piuttosto per prezzi: in bassa stagione e in settimana costa 490 euro a coppia, in alta stagione e nei weekend 540 euro.

Un alloggio indubbiamente affascinante: da dentro per chi se lo può permettere e da fuori per gli altri.

Alla luce di tutto ciò mi domando e vi domando: siamo sicuri che appoggiare economicamente questo tipo di iniziative sia una misura efficace (soprattutto se consideriamo che il “Rifugio” può ospitare, al massimo, due persone) per “favorire lo sviluppo locale di un’area rurale considerata svantaggiata”?

Foto: Arduino Baietto.

Il commento di Carlo Crovella
A proposito di “nuovi” rifugi, di montagna consumistica, di accessi da parte di chi non ha la mentalità alpinistica, ecco una “bella” novità. La speranza è che, quanto meno, il modello non si propaghi.

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Il rifugio dell’anima ultima modifica: 2023-04-30T04:13:00+02:00 da GognaBlog

62 pensieri su “Il rifugio dell’anima”

  1. PS – Avete notato come è pacato Crovella quando si parla della “sua” terra? Ahahahahahah

  2. 56 Ti ha risposto Matteo. Quando è nata Cervinia dove erano gli abitanti del Brueil? Non si sono accorti che torinesi e milanesi si stavano comprato il comprensorio? O magari si son detti “Basta con le quattro vacche al pascolo… che per fare centomila lire ci metto un anno…”? Come ti ha detto Matteo, a volte sembra che i valligiani vivano in un mondo delle favole e non si accorgono di nulla… O se ne accorgono quando arrivano i “cittadini” a dimostrare contro lo/gli scempi…  Chissà come, ma arriva sempre prima, per dire, Mountain Wilderness…

  3. Sciur Carlo, guarda che Cognetti è milanese, di una certa Milano e che in Valle non è molto amato, non tanto per il suo resort politicanente corretto (quella è solo invidia) ma per le sue prese di posizione ambientaliste e in particolare per il suo impegno diretto a sostegno della difesa del valllone delle Cime Bianche. Il suo successo letterario principale è peraltro, tra le altre cose, costruito proprio intorno alla dualità città/montagna nell’animo del protagonista e la cosa ha chiaramente una componente autobiografica, viste le sue scelte personali di vita. Corona, come abbiamo già detto altrove, è un’altra storia. 

  4. Non sono convinto si contenterebbero dell’IBAM, penso ai vari cognetti e corona che riempiono i paesini e che godono più dell’ostentare il loro narcisismo che non dei dubbi frutti dei denari racimolati!

  5. C’è un comico genovese specializzato nel tema dei rapporti tra liguri e milanesi. Una delle sue gag più divertenti è quella dei liguri che dicono ai milanesi (con forte accento genovese): vi mandiamo l’IBAN così fate direttamente il versamento, state a casa e la smettete di venire a rompere il belino. Direi che sarebbe il desiderio non solo dei liguri ma anche di tanti “montanari”. Mi permetto di scherzarci perché sono di famiglia montanara ? 

  6. Bionaz, “la maggior parte dei terreni su cui sono stati costruiti i condomini nelle blasonate località sono stati acquistati a 2 lire da contadini” vuol dire che il contadino ha venduto. E proprio perché qualcuno ci costruisse, il comune del contadino, votato dal contadino stesso ha reso edificabile il terreno.
    Il contadino ha venduto e il comune permesso di costruire per diventare ricchi, o per lo meno più ricchi…
    Poi contadino e comune hanno scoperto che chi ha comprato ci ha guadagnato molto di più e perciò al secondo giro ha venduto a un prezzo più alto ma ha lasciato costruire edifici più grandi e impattanti.
    E via così, la ruota ha preso a girare…e continua a leggere l’entusiasmo di parecchi valligiani e comuni per i collegamenti sciistici e le mega opere.
     
    Non volete essere considerati e ridotti ad arcadici valligiani alla nonno di Heidi, e mi pare giusto.
    Ma non venitemi a dire che le vallate sono state deturpate a insaputa degli abitanti e con la loro opposizione!
     
     

  7. Sig. Marco Vegetti, ciò che hai scritto lo puoi dimostrare? Non credo, è fantasia e sta tutto nella tua testolina. E visto che ti rivolgi a me di persona ti avviso che hai preso la persona sbagliata con cui dire ste cavolate! Dati alla mano, che tu non avrai mai perché faresti troppa fatica a darti da fare per averli, la maggior parte dei terreni su cui sono stati costruiti i condomini nelle blasonate località sono stati acquistati a 2 lire da contadini e rivenduti con una resa economica spropositata, e la maggior parte delle imprese di quel periodo erano milanesi e torinesi. Ma anche adesso. Non solo, alcuni condomini sono stati costruiti su permafrost. I cittadini e gli abitanti sono sempre allo scuro di queste dinamiche. Non mi venire a dire che ci siamo arricchiti con gli ecomostri per mi incazzo di brutto! Non solo i condomini, ma anche i vostri amati rifugi sono di proprietà “straniera” (Vari cai in giro) costruiti su terreni altrui. Qualcuno si è già svegliato e ha già fatto l’esproprio. 
    detto questo sono strasicuro che un mille piccole strutture come quelle dell’articolo sono molto meno impattanti di pochi ecomostri che ospitano migliaia di persone tutte insieme. Voi però siete abituati a pensare che la montagna sia a vostro consumo e vorreste il mantenimento dello status quo. 

  8. 45. Bionaz, le nostre seconde case (non mia, sia chiaro, non ne ho) le abbiamo costruite con il permesso le autorizzazioni il placet dei vostri amministratori. Quelli che avete eletto voi. E molti, grazie alle nostre seconde case, sono diventati ricchi, più di me di certo. Non siamo stati “noi” cittadini a imporvele: VOI avete detto si… 

  9. Molti, anche non “crovelliani”, vorrebbero liberare dalle cavallette del turismo montano quelli che erano in passato gli spazi dell’alpinismo “ facile” e tradizionale e ricostruire ambienti e atmosfere della loro giovinezza. A mio parere è un’illusione e una battaglia persa. Quel mondo non c’è più, è andato e non ritorna. Può rivivere solo nei ricordi, come gli anni ‘60 e 70. Bisogna farsene una ragione, anche se fa dolore e rimpianto per chi li ha vissuti. Piu’ utile impegnarsi per altre cause, contro gli eccessi come le Cime Bianche ad esempio e su altri posti metterci una pietra sopra. 

  10. Tanto festeggiare, ma non mi pare un grande affare per i locals. Nel senso, quand’anche qualcuno ci vada ( in una zona molto poco glamour come le valli di Lanzo gente che paga quei prezzi ne circola poca ), perche’ dovrebbe esserci un ritorno per il circondario? 
    Inoltre sono d’accordo con Cominetti che altrove e’un genere che tira, specialmente tra gli stranieri, ma li’?? Comunque si vedra’… 
    Riguardo al #46, mi pare possa (eventualmente) rappresentare se stesso, ma non certo la maggioranza degli abitanti dei paesi di montagna. Che hanno guadagnato, piu’ o meno direttamente, e in abbondanza ( in alcuni casi cifre notevoli – vedi Cortina o VDA ) dalla cessione di terreni o partecipazione alla costruzione di condomini o villette per i turisti. Ma forse e’ successo tutto a loro insaputa…

  11. Cominetti. Conosciamo (parola grossa)  “ricchi” diversi. Quelli che conosco io non sono arricchiti, anzi. Gli arricchiti vanno nei posti classicamente “lussuosi” e conosciuti dove vanno le celebrities. Le Dolomiti ne sono piene. La ex fanciulla dell’autogrill abitava in un cortile del 1500 in centro milano, famiglia di nobiltà del fascio, ma sempre nobiltà. Comunque, pratiche private a parte,  l’equivoco deriva dal confondere turismo montano e alpinismo. In questi ultimi decenni il turismo è salito di quota, andando a invadere spazi una volta appannaggio dell’alpinismo “facile” grazie a impianti, ferrate o altro. A questo punto per rivivere certe atmosfere o alzi il livello o fai in posti defilati, magari un po’ sfigatelli. Non potendo alzare il livello io ho scelto questa seconda strada. Poi che facciano una stanza o un miniresort esclusivo ed elegante per il pubblico ZTschlein o gli arricchiti in cerca di legittimazione culturalenon mi turba più di tanto. 

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