Il rifugio Dibona dice basta al servizio motoslitte

Il rifugio Angelo Dibona, a 2083 metri di quota, ha deciso di interrompere lo storico servizio motoslitte. Il custode: “Con l’arrivo del CoViD-19 è avvenuta in me una maturazione che ho deciso di portare anche nell’ambiente che gestisco. Desidero offrire agli amanti della montagna un luogo in cui trovare natura, tranquillità e silenzio”.

Il rifugio Dibona dice basta al servizio motoslitte
di Lucia Brunello
(pubblicato su ildolomiti.it del 25 novembre 2021)

“La pandemia ci ha fatti riflettere. Credo che dopo un periodo così si possa solo scegliere tra due direzioni opposte in cui andare, e noi abbiamo deciso di fare un passo indietro e prendere quella che guarda alla natura, alla tranquillità e al silenzio”. Così racconta a il Dolomiti.it Nicola Recafina, gestore insieme al padre Riccardo del rifugio Dibona (a quota 2.083 metri) ai piedi della maestosa Tofana di Rozes, sulla decisione di dire basta al servizio motoslitte.

Un servizio storico per il rifugio, si potrebbe dire attivo sin dagli anni ’50, quando i nonni Mario Recafina e Antonia Dibona hanno costruito il rifugio in onore del famoso alpinista e guida alpina ampezzana, Angelo Dibona. 

“L’uso delle motoslitte aveva avuto un boom dagli anni ’80, e abbiamo continuato a tenere attivo il servizio fino a prima del CoViD-19. Oggi però abbiamo deciso di dire basta prendendo una decisione che crediamo riavvicinerà la nostra struttura principalmente ad escursionisti ed alpinisti”.

Senza il servizio motoslitte, infatti, il rifugio sarà raggiungibile solo a piedi, con le ciaspole o con le pelli di foca.

“E’ da anni che sentivo di dover cambiare qualcosa e avevo la pulce nell’orecchio – continua – e con l’arrivo del CoViD-19 è avvenuta in me una maturazione che ho deciso di portare anche nell’ambiente che gestisco. Desidero offrire agli amanti della montagna un luogo in cui trovare natura, tranquillità e silenzio”.

Il servizio era molto utilizzato, specialmente per la cena durante i periodi festivi ed era scelto da molti turisti in quanto permetteva di raggiungere il rifugio in soli 15 minuti. Una decisione che quindi non sarà presa di buon grado proprio da tutti. “Alcuni me ne hanno già dette un bel po’”, ci racconta scherzando. “Ma ci sta”.

“Utilizzavamo tre motoslitte, però il tutto stava prendendo una piega che non mi portava nulla e il rifugio stava diventando una specie di parco divertimenti. Oltretutto la gestione dei mezzi era anche pericolosa”.

Un’importante decisione all’apparenza semplice, ma invece molto coraggiosa, che mette in luce una genuina voglia di mettere la natura e la salubrità dell’ambiente sopra qualunque altro fine. “Sono veramente carico perché dietro a questa scelta c’è un’idea abbastanza precisa. Credo che vedremo un po’ cambiare il nostro giro di turisti”.

“L’esperienza della pandemia poteva portarci a prendere due decisioni totalmente opposte. O compravamo altre dieci motoslitte, oppure facevamo un passo indietro“. E conclude: “Il nostro rifugio era diventato una via di mezzo tra più cose, e per questo era arrivato il momento di prendere una decisione. Vi aspettiamo”.

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Il rifugio Dibona dice basta al servizio motoslitte ultima modifica: 2021-12-07T05:18:00+01:00 da GognaBlog

25 pensieri su “Il rifugio Dibona dice basta al servizio motoslitte”

  1. 25
    albert says:

    “CORTINA. Esposizioni d’èlite, test drive endotermico ed elettrico, stunt-men professionisti, freestyler, senza dimenticare la sicurezza stradale e la mototerapia: questo, e anche altro, è quello che offrirà la prima edizione di International Motor Days che si terrà a Cortina dal 14 al 16 gennaio. Tre giorni di spettacoli con auto, moto, quad, motoslitte, stunt e freestyle che si esibiranno all’aperto tra Fiames e il centro di Cortina, oltre a tantissimi test drive su asfalto e neve.”SHOW MUST GO ON !,LA SCELTA DEI RIFUGISTI NON FA SCUOLA.Un dubbio:ci sara’ pista di pattinaggio si ghiaccio  al lago di Misurina, o sara’ utilizzato per esibizioni di auto?? almeno su quello di  Antorno??.

  2. 24
    albert says:

    Un altro aspetto da considerare e’ che il turismo in Montagna e’ soggetto a forti oscillazioni di frequenza stagionale, quindi che male c’e’se alcuni  gestori tendono a mettere parecchio fieno in fienile  , assecondando certi desideri , compreso quello di usare le motoslitte in modo regolamentato.Verosimilmente  i motoslittatori cambieranno frequentazioni e si spera che verranno sostituiti da frotte di escursionisti ..e’ un buon tentativo di diversificare le proposte. Alcuni  valligiani col gusto del proibito scendevano dal passo san Pellegrino innevato di   fresco, prima del passaggio degli spartineve,usando la strada statale..e poi conoscevano strade forestali alternative che portavano in centro , con qualche prudente attraversamento . Si tenevano tali  pratiche  ristrette ad  adepti , una specie di riserva.

  3. 23
    albert says:

    Le polemiche servono a fare chiarezza anche se sgradite a chi considera ovvia una sua versione. Avendo consultato questo :” https://www.caiveneto.it/rifugio/dibona “avevo capito fosse del  Cai.La considerazione sull’aspetto economico, alla fine serve a chi ha  compiuto la scelta innovativa , non a chi legge. Saranno i  gestori a fare il loro bilancio che  auguro  molto piu’ conveniente . In altre zone  in inverno si calava una sbarra con lucchetto la cui chiave era detenuta da  Corpo  forestale o altre  gestioni ( provinciali o regole di comunita’), poi hanno aperto ristoranti e malghe  e la sbarra rimane alzata, con viavai di mezzi vari .

  4. 22
    Matteo says:

    Albert, va bene la volontà di provocare, però un minimo di intelligenza sarebbe meglio mettercela. E magari anche una vaga conoscenza di cosa si parla sarebbe utile.
    Il Dibona è una struttura privata, quindi rifugi CAI e gare d’appalto non c’entrano nulla e, visto che nessuno vive d’aria, mi pare ovvio che la proprietà guardi anche il lato economico.
    Proprio per questo sono ancora più stimabili, perché sanno di rinunciare a un utile immediato per motivi etici.
    Sempre che tu sappia a cosa mi riferisca.

  5. 21
    albert says:

    “…tra due direzioni opposte in cui andare, e noi abbiamo deciso di fare un passo indietro e prendere quella che guarda alla natura, alla tranquillità e al silenzio “”
    Un dubbio: a fine periodo si guarderà anche al bilancio conseguente al nuovo indirizzo o si lavora solo per spirito di servizio o perche’ piace lo stile di vita laborioso senza profitto ? ?? Si vedono rifugi Cai proposti per gare d’appalto a  nuove gestioni.. si sgomita e  si rilancia al rialzo o si stenta a trovare nuovi gestori?I conduttori che si aggiudicano una gestione..pagano regolarmente le rate o si ritirano pentiti?

  6. 20

    1983, con Enrico Baccanti tentammo la Tissi alla Tofana in inverno. Nevicava sempre e la nostra tenda si sfondò nella notte dopo una penosa ritirata. Decidemmo di calzare gli sci e scendere verso il Dibona che doveva essere chiuso. Noi eravamo arrivati alla base della parete passando dal Lagazuoi. Giunti al rifugio lo trovammo aperto perché vi si svolgeva una sontuosa cena in abito da sera di avventori trasportati con felino meccanico. Al vederci bagnati e pieni di neve,  tutti ci fecero fare la figura dei fenomeni e divenimmo il centro della serata. Il vecio Recafina ci fece dormire lì e non volle essere pagato. Inutile dirlo che fu divertente (era pieno di gnocca) ma anche umanamente esemplare.

  7. 19
    Matteo says:

    Ricordo il nonno che più di quarant’anni fa lasciava dormire noialtri poveri squattrinati sul tavolato sotto la tettoia (e veniva anche a chiederci se non avevamo freddo!)
    Mi colpì allora, sopratutto pensando che Cortina è uno dei più iconici luoghi della prostituzione alpina allo sfruttamento becero.
    Sono tornato diverse volte al Dibona e ci tornerò ancora più volentieri per questa loro scelta!

  8. 18
    albert says:

    17)  Largo ai prestanti  con le pelli…basta che nello zaino non  si portino paninazzi e lattine , o che  poi non  pretendano  con la consumazione di un caffe’ di occupare  sedie al sole.Il Portafoglio ci vuole pur sempre, visto il prezziario dei manicaretti, vini e birre e  ci si augura che che  al giovanilel budget non contribuiscano  gli anziani  che fanno vita sedentaria di società vip  a valle .https://rifugiodibona.business.site/ L’offerta cibi e bevande del menu’ non e’ da rustici penitenti   e  se davvero ci sara’afflusso di giovani prestanti, almeno si organizzino per un traino di chi GNAFA con PULKA multi traino,molto  allenante!A Proposito: il rifugio come si rifornirà di viveri ed altri merci necessarie,  come portera’ a valle  i rifiuti??   e’servito da teleferica di servizio?Oppure con portatori di  gerle tradizionali o muli?o fuori orario arriverà una motoslitta con traino e  battipista per gli skialper?

  9. 17
    Loris says:

    Complimenti per la bella bellissima scelta, bravi è ora che qualcuno riporti sti “4 amanti della montagna” al amare veramente la montagna,poi però se non possono arrivare fin sotto al rifugio in SUV o motoslitta danno aria solo alle lamentele.
    Capire veramente la montagna,fatta di tante difficoltà vuol dire capire anche chi fa certe scelte,il portare rispetto alla montagna inizia anche da certe scelte,forse azzardate…ma che vanno in primis rispettate.
    Poi leggo alcuni commenti di chi dice: il povero anziano non potrà più andare in montagna,lui con la carta di credito bella piena !!! Quel tipo di anziano semmai va in Corso Italia a Cortina o ancora meglio ai Caraibi, voi invece che credete di essere ricchi perché con il vostro SUV (che poi è della banca) pensate di arrivare dovunque e che ogni cameriere o barista sia il vostro piccolo schiavo, vi dovete accontentare di un pomeriggio da “ricchi”, per poi ricadere nella dura triste povera realtà !!!
    Così per iniziare,cominciate a camminare per arrivare alla vetta, respirate l’aria sana,godetevi il silenzio e soprattutto imparate ad essere civili e rispettosi con la montagna e con chi fa certe scelte.
    Se poi volete la comodità di un SUV,la motoslitta o quant’altro beh, sicuramente troverete altri rifugi adatti a voi falsi amanti della natura e montagna e credetemi io e chi la pensa come me saremo veramente felici di non avere certi falsi amanti della montagna vicino.
    Quanto prima possibile sarò ben lieto con pelli e sci di arrivare da voi Rifugiò Dibona saluti Loris Cero.
     

  10. 16
    Andrea Parmeggiani says:

    Albert,
    questa è la soluzione “all’italiana”… Fatta la legge trovato l’inganno…
    Gli anziani danarosi se ne faranno una ragione, e andranno in altri rifugi…

  11. 15
    albert says:

    Pero’vengono tagliati fuori gli anziani non piu’ arzilli nostalgici di  gite giovanili, ma con portafoglio (o bancomat) meglio rifornito di quello di giovani pimpanti.Una via di mezzo?? Esempio alcune n  motoslitte.. tenendo proporzione   alla eta’ della clientela degli anni scorsi e alla frequenza stagionale.Esistono anche motoslitte o quad cingolati  a motore elettrico , se il problema e’ l’inquinamento.

  12. 14
    Riva Guido says:

    Perchè agli itagliani conviene la memoria estremamente corta.

  13. 13
    Andrea Parmeggiani says:

    “Gli eccessi in tutti i campi prima o poi rimbalzano indietro e si torna a  comportamenti piu’ umani.”
    Io non capisco perchè prima di iniziare a risalire si deve sempre toccare il fondo.

  14. 12
    Mario says:

    Gli eccessi in tutti i campi prima o poi rimbalzano indietro e si torna a  comportamenti piu’ umani. Il tempo  dira’ quanto la visione dei gestori  e’ stata giusta . Per intanto facciamo il tifo , un in bocca al lupo e grazie per la bella iniziativa. 

  15. 11
    fabiomarasso says:

    …. seguirà, immagino, in primavera anche la chiusura alle auto private. 

  16. 10
    gigi says:

    Se ci sono ancora persone così  allora non tutto è  perduto .GRAZIE

  17. 9

    Lavorare con chi ha piacere a fare un po’ di fatica è meglio che farlo con chi arriva coi tacchi a spillo e pretende le stesse cose che trova a Portofino. E poi oggi è una scelta commerciale azzeccata quella di uscire dal monotono improntando la propria attività in maniera originale.
    Vado spesso al Dibona e ora ci andrò con o senza i miei clienti, ancora più volentieri. Complimenti.

  18. 8
    Dario Mura says:

    In questo periodo, ed in particolare in quella zona,  ammorbata da salvifiche “MERAVIGLIE MONDIALI  ed OLIMPICHE”,  finalmente una salutare boccata di ossigeno. Un sentito ringraziamento ai coraggiosi ed illuminati gestori. 

  19. 7
    Antoniomereu says:

    5@ mi ha preceduto al fotofinish ! Identico pensiero.
     
     
     

  20. 6
    Alberto Benassi says:

    COMPLIMENTI!!
     
    Una scelta corggiosa e allo stesso tempo  lungimirante che spero possa essere da esempio anche per altri rifugi.

  21. 5
    Ugo Manera says:

    Decisione molto saggia e coraggiosa. Un plauso convinto.
    Speriamo che molti ne seguano l’esempio.

  22. 4
    Paola Cesco-Frare says:

    L’idea di cambiare, finalmente, la tipologia degli avventori, è tutta a vanraggio della montagna. Scelta coraggiosa e opportuna! 

  23. 3
    Andrea Parmeggiani says:

    Ottima scelta!

  24. 2
    Filippo Petrocelli says:

    Bella notizia! E poi un questo momento storico è anche commercialmente appetibile una scelta del genere. 

  25. 1
    albert says:

    Un escamotage: sciatori trainati da cani addestrati , vedi web:”skijoring”.

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