Incontro a Milano contro la nuova legge sulle professioni della montagna

La sede nazionale del CAI ha accolto i professionisti dell’accompagnamento in montagna, uniti contro l’istituzione della nuova figura della “Guida escursionistica di montagna”.

Incontro a Milano contro la nuova legge sulle professioni della montagna

Il 15 marzo 2024 a Milano, nella sede nazionale, il Club Alpino Italiano ha chiamato a raccolta le principali associazioni che hanno a che fare con il mondo dell’accompagnamento in montagna. Un incontro “storico”. Assieme al presidente del CAI Antonio Montani c’erano il Vicepresidente generale Manlio Pellizon, il componente del Comitato Direttivo Centrale Angelo Schena e i Consiglieri centrali Franco Capitanio e Andrea Carminati.

Montani aveva esordito «Come Club alpino italiano abbiamo fortemente voluto ospitare una riunione utile alla valutazione di una proposta di legge che riteniamo necessaria, vista l’evoluzione e la diversificazione delle modalità di frequentazione ludica della montagna», ha affermato il Presidente Montani. «L’occasione è stata molto utile anche per un confronto costruttivo su tematiche come l’accompagnamento e la formazione, questioni imprescindibili visto il numero crescente dei frequentatori dei territori montani. L’invito fatto oggi è quello di trovare un minimo comune denominatore che sia condiviso da tutti gli operatori per portare istanze ai decisori politici».

Il Disegno di Legge n. 194, a firma del Senatore Enrico Borghi, “Modifiche alla Legge 2 gennaio 1989, n. 6, in materia di ordinamento delle professioni di montagna”, ha l’obiettivo di modificare le disposizioni della legge del 1989, relative al comparto delle professioni di montagna. “Oltre a prevedere una più moderna articolazione e regolamentazione delle professioni di montagna, il presente disegno di legge si prefigge l’obiettivo di dare legittimità e di uniformare le nuove professioni di montagna che si sono sviluppate negli ultimi anni, per garantirne l’esercizio in tutto il territorio nazionale in modo professionale fissando i requisiti e le modalità per l’istituzione degli elenchi speciali e per la formazione dei professionisti”, si legge nelle prime righe del Ddl.

Per un giorno, la montagna è scesa in città per confrontarsi vis-à-vis. C’erano i padroni di casa, le associazioni professionali maggiormente rappresentative delle Guide ambientali escursionistiche a livello nazionale (Aigae, Agae, Lagap e Assoguide). Ma c’era anche l’Associazione guide alpine italiane (AGAI), oltre a rappresentanti del mondo dell’arrampicata sportiva, del canyoning e delle guide turistiche. Una trentina di persone, in tutto. Seppure da remoto e per una breve introduzione, c’è stata anche la politica, con la senatrice Daniela Sbrollini, sempre di Italia Viva e relatrice della proposta. “Ho fatto una relazione del testo in commissione, ma ci sarà tempo per ricevere altre proposte di legge e, soprattutto, per fare audizioni e ricevere proposte di modifica e integrazioni“, ha chiarito. La parlamentare ha aggiunto, inoltre, di essere già d’accordo con il ministro dello Sport, Andrea Abodi, e con il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che “se non si troverà la quadra su una proposta condivisa con il tavolo che avete istituito, il disegno di legge verrà bloccato“. E la strada, visti anche gli esiti del confronto successivo cui la senatrice non ha preso parte, sembra essere proprio questa.

Infatti alla fine dell’incontro è sembrato ormai un destino segnato quello del disegno di legge n. 194. Quantomeno nelle forme in cui al momento è incardinato in commissione Cultura e Sport a Palazzo Madama. “Questa legge, così com’è, non interessa a nessuno“, ha sintetizzato Montani. La volontà di Montani era di mettere, per una volta, nella stessa stanza tante realtà che quotidianamente fanno fatica a parlarsi tra loro e, quando lo fanno, non di rado si pestano i piedi. “Non c’è tutta questa volontà e interesse da parte della politica a portare avanti la riforma – tira le somme – il disegno di legge ha già difficoltà a raccogliere adesioni, visto che è stato presentato da due esponenti della minoranza, figuriamoci se tutti noi diciamo che così non va bene“. E questo però è sembrato essere l’unico punto veramente condiviso da una parte all’altra del tavolo, dove di fatto si è ripresentato lo scontro andato in scena nelle scorse settimane (e in mesi e lustri di esistenza), seppure a distanza.

Le Guide ambientali escursionistiche hanno contestato il disegno di legge perché sono preoccupate dal fatto che la nuova figura di “Guida escursionistica di montagna” possa minare la loro esistenza, che coinvolge circa 7.500 persone in tutta Italia, imponendo la costituzione di un ordine professionale. Inoltre, hanno rivendicato che “non si continui con l’idea che l’escursionismo sia un sottoprodotto dell’alpinismo, dal punto di vista legislativo. Un buon medico non è necessariamente un buon veterinario“. Le Guide alpine, attraverso il vicepresidente di AGAI, Fabrizio Pina, hanno ribadito: “Non siamo stati coinvolti in questo disegno di legge né lo abbiamo sollecitato. Facciamo attenzione prima di cominciare a sparare. Le leggi non le fanno le Guide alpine: anche a noi non piace tutto quello che c’è scritto, fosse solo per la conflittualità che sta creando. Non sappiamo da dove salti fuori, ma crediamo che sia una proposta sepolta prima di partire“.

Hanno partecipato all’incontro tra gli altri: Fabrizio Pina (vicepresidente Agai – Associazione guide alpine italiane: Ezio Marlier, presidente Uvgam – Unione valdostana guide alta montagna, non era presente), Guglielmo Ruggero (presidente Aigae – Associazione italiana guide ambientali escursionistiche), Alberto Calamai (presidente Agae – Associazione guide ambientali europee), Giovanni Pischedda (presidente Lagap – Libera associazione guide ambientali-escursionistiche professioniste), Mara Viganò (Presidente Gea Piemonte – Associazione guide escursionistiche della regione Piemonte), Luca Berchicci ed Elena Ronca (presidente e vicepresidente Assoguide), Gerardo Ghisleni (presidente Assoarrampicata, molto provocatorio nei confronti del Collegio delle Guide Alpine), Laurent Brudonet (presidente Aic – Associazione italiana canyoning), Roberto Locatelli (presidente  Engc – Ente nazionale guide canyoning), Simone Cecchi (presidente Aigc – Associazione italiana guide canyon), Marco Antonetti (vicepresidente di IAMAS, l’Associazione italiana maestri arrampicata sportiva che non si occupa di accompagnamento ma di formazione), Monica Price (ActiveItaly, Rete d’impresa di tour operator e agenzie viaggi italiani di turismo attivo), Davide Battistella (il Presidente Fasi – Federazione arrampicata sportiva italiana, il cui intervento, fatto quando la conversazione oramai era sterile e influenzata da vecchi attriti, è stato molto esplicativo: “inutile parlare tra di noi una legge senza la Senatrice”).

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Incontro a Milano contro la nuova legge sulle professioni della montagna ultima modifica: 2024-03-24T05:11:00+01:00 da GognaBlog

34 pensieri su “Incontro a Milano contro la nuova legge sulle professioni della montagna”

  1. 34
    Filippo says:

    Buondì,
    Alla fine dell’articolo leggo “32 pensieri su…”, penso quindi Vediamo che ne pensano, le persone, tentando di farmi un pensiero prima di esser condizionato da quelli altrui, avrò mancato una prospettiva, di certo ne uscirò più ricco. Sono invece sconfortato di fronte a una scena amara: per lo più – e ringrazio di cuore chi se n’è discostato – quella a cui siamo obbligati a spettare nei palazzetti, su fb, nei film della Disney. Fazioni, A vs B, qualcuno pensa di dover tener banco, difendersi per forza, altri si limitano al giudizio, piuttosto che spender fatica ed esporre proprie idee sul tema. Che depressione.
    Penso che oggi la complessità sia cresciuta tanto da ritenere molto ingenua una “riunificazione”. Gli interessi si diversificano, le culture si sfaccettano, ogni campo diviene sempre più profondo e quindi sempre meno accessibile senza il supporto di chi ne sa.

  2. 33
    Filippo says:


    La soluzione? Per me è regolamentare, piuttosto che eliminare, le varie realtà esistenti, che hanno il merito di esser nate dal basso, da chi si appassiona a ciò che fa. Il sapere ogni tanto (per essere educati) nasce dal basso e quindi cosa fare? Bandire? Piuttosto, sì, meglio lasciar le cose come stanno, almeno finché non saremo in grado di accogliere le varie esigenze e supportarne la convivenza, acquisendo la consapevolezza che far la lotta serve solo per cercare di sminuire l’altro e per la paura di esser sommersi.
    Difficile? Certo, ma, come nel mondo dell’outdoor, anche nella vita in generale.
    Chissà come mai non c’erano rappresentanti dei mastri di sci su pista! Ve lo siete chiesti? Eppure anche quella è un’attività outdoor.
    Chi poi non ha ancora portato avanti una certa cultura, ma che vorrebbe prenderne parte, dovrebbe avere il diritto di poterlo fare, con o senza costi. Tornando a monte: gli interessi per le attività fuori porta si sono sfaccettati, ergo sarebbe opportuno accoglierli, rendendo merito a chi ha arricchito questa o quella cultura.

  3. 32
    Carlo Crovella says:

    @25. In data 8 marzo 2024, sul Gogna Blog è stato pubblicato il seguente articolo:
     
    https://gognablog.sherpa-gate.com/disegno-di-legge-n-194/
     
    Al commento n. 2 di quell’articolo, io ho scritto esplicitamente che ritengo che debba esistere un SOLO ordine professionale, quello delle GA. Ho poi dovuto ripetere il concetto in successive precisazioni, perché ci sono sempre dei lettori distratti… E ho anche specificato che le eventuali “nuove” discipline (in quel caso, a titolo di esempio, si aprlava del canyoning) vanno inserite come sotto-voci dell’unico ordine professionale delle GA. Il che significa fare piazza pulita di tutte le sigle e siglette a esterne rispetto all’ordine professionale delle GA. Peraltro tale mia posizione è nota da tempo immemore, anche in precedenti articoli pubblicati sul blog.

  4. 31
    Marcello Cominetti says:

    Benassi e Vegetti, guardate che il portale esiste già. 
    Provate a prenotare Cap.Margherita, Gnifetti, Mantova, ad esempio.
    Ne vedrete delle belle. Giuro!

  5. 30
    Alberto Benassi says:

    Approfitto dello spazio dove si parla di CAI. Ieri ho letto che farò un portale tipo booking per prenotare rifugi ecc ecc Siamo arrivati al cannibalismo CAI?

    Si l’ho letto anche io. Spero per il CAI che sia una balla.

  6. 29
    marco vegetti says:

    Approfitto dello spazio dove si parla di CAI. Ieri ho letto che farò un portale tipo booking per prenotare rifugi ecc ecc Siamo arrivati al cannibalismo CAI?

  7. 28
    Carlo Crovella says:

    @26 Hai ragione sul sottolineare l’inutilità pratica dell’incontro. ma io credo che l’incontro sia stato importante per due motivi: 1) l’iniziativa del CAI (in quanto istituzione blasonata e, in campo professionale, super partes) e 2) l’obiettivo proprio di dimostrare che non esiste un possibile riordino del settore che soddisfi tutti (da qui l’impossibilità di trovare un accordo ecumenico).
     
    Se si vuole riordinare sul piano normativo un settore attualmente caratterizzato da una vera jungla, o scontenti questi o scontenti quelli. Varare una “nuova” legge per legittimare l’attuale situazione (=jungla) è lavoro inutile: basta lasciare tutto com’è. Se si vuole davvero riordinare, impossibile non entrare nel settore con il machete e il lancia fiamme. Sennò che “riordino” è?
     
    Sinceramente sono anche un po’ stupito che i rappresentanti ufficiali delle GA siano così sempre stati morbidi e permissivi: sono decenni e decenni che accettano passivamente episodi di esercizio abusivo della professione. E’ tempo di rimettere le cose al loro posto, strutturalmente e una volta per tutte.

  8. 27
    Carlo Crovella says:

    @25 mi spiace ma non mi sono MAI celato dietro commenti ambigui e confusi. Ho sempre detto papale papale cosa penso, su tutti i temi e su questo (“riordino degli accompagnatori professionisti”) in modo particolare.  Basta rileggere i miri commenti ad un articolo sul tema pubblicato qui sul Gogna blog pochissimo tempo fa. Ma è da tempo immemore che sto dicendo che sigle e siglette vanno “spazzate” vie, assorbendole, dove opportuno/mecessario, come sotti voci nell’unico ordine professionale riconosciuto dalla legge: quello delle Guide Alpine: ve ne “accorgete” solo ora che dico così? Non è che siete dei gran levrieri di intelletto…
     
    Punto 2: nei commenti sottostanti c’è un sistematico errore (dei commentatori) nell’uso del termine cannibale, riferendolo a me. Se mi imputate di cannibalismo, non avete ancora capito bene cosa sono davvero i cannibali. 

  9. 26
    Michele Natali says:

    Vedo con una certa incredulità che la quasi totalità dei commenti è su come scrive post il Sig. Crovella, ignorando praticamente del tutto il contenuto dell’articolo.
     
    Vorrei riportare l’attenzione su questo invece, che mi sembra più importante.
    Per la prima volta dopo non so quanto tempo c’è stato un tavolo in cui si sono riuniti i rappresentanti di praticamente quasi tutte le figure che girano attorno al mondo della montagna assieme a rappresentanti delle istituzioni legislative e portavoce di organi sportivi e turistici.
    Alla fine cosa ne è venuto fuori? Che sono tutti d’accordo nel non essere d’accordo. Proposta di legge ormai (virtualmente) bocciata e stop, il compito è finito. Tante belle parole come “ma ci sarà tempo per ricevere altre proposte di legge e, soprattutto, per fare audizioni e ricevere proposte di modifica e integrazioni”, ma poi di concreto cosa è stato proposto? Nulla.
    Si parla che c’è tempo per cambiare, modificare, confrontarsi (Ma và? Perché qualcuno ha messo una scadenza? Sono decenni che si sente il bisogno di ammodernare la legge 6/89 ma non mi pare che ci sia tutta questa fretta di farlo).
    Io da questo articolo leggo solo che c’è stato un grande spreco. Avrei voluto che qualcuno (a livello statale, tipo Ministero dello sport o del turismo) avesse avuto i coglioni di dire: “Tutti bravi a dire Non mi piace, non la voglio, gne gne gne, visto che siete bravi a vedere cosa non va bene, adesso non vi alzate dal tavolo finché non si fa un disegno di legge che stia bene a tutti, così chiudiamo una volta per tutte questa faccenda delle professioni della montagna”.
    E invece no, tutti si alzano dal tavolo contenti di aver centrato il proprio obiettivo (bocciare informalmente il DDL in attesa che venga affossato di conseguenza anche in Parlamento), e via, tutti a casa, chi ce lo fa fare di trovare una soluzione? Non c’è niente di meglio che mantenere lo status quo.
    Che tristezza e, ripeto, che occasione sprecata.
     
    Infine ci tengo solo a far notare una cosa: a questo incontro (oltre alle istituzioni) erano presenti:
    – il CAI organizzatore della riunione (volontari);
    – 2 rappresentanti delle Guide Alpine (professione ordinistiche);
    – ben 11 rappresentanti di associazioni varie (professioni non ordinistiche di cui 5 associazioni di guide escursionistiche, 3 di guide canyoning e 3 di arrampicata);
    – 1 rappresentante di tour operator e agenzie viaggi.
    Se fino a oggi mi pare che lo scontro c’è stato fra professioni ordinistiche e professioni non ordinistiche, qui la lotta mi pare piuttosto imparziale. Ma poi, quante associazioni bisogna avere per rappresentare la stessa cosa? Se queste sono le basi, sarà mai possibile trovare una soluzione? Secondo me senza qualcuno (un Ministero) che si impone no. Ma chi si imporrà mai rischiando di tirarsi addosso il malcontento di così tanti elettori?

  10. 25
    Davide Galli says:

    Carlo Crovella finalmente ammette una linea di pensiero, spesso malcelata ma qui scritta nero su bianco. “Fare piazza pulita” e lasciare solo le Guide Alpine. Ognuno valuti se la complessità e poliedricità delle attuali richieste del mercato dell’accompagnamento outdoor, delle esigenze formative, delle tutele dei consimatori, oltre che dell’aderenza ai principi cardine dell’Unione Europea sui test di proporzionalità, la libera circolazione delle professioni e l’obbligo di concorrenzialità, possona essere soddisfatte da questo passaggio attraverso un angolo di visione di 1 grado sui 360 del cerchio.Ringrazio Crovella per la trasparente ammissione di quale sia il criterio immaginato.

  11. 24
    riky says:

    ma un commento pertinente no?

  12. 23
    Adesbasta says:

    “Saranno stati sempre pieni di errori, ma i collaboratori trottavano come levrieri, state tranquilli. Se per caso uno mi diceva “scusa non ho capito cosa mi hai detto, perché ci sono troppi errori di battitura”, il giorno dopo la lasciavo a casa… ” 
    Tolta la maschera  del perfetto sabaudo montagnino  ecco il vero cannibale…..anche in pianura..

  13. 22
    Fabio Bertoncelli says:

    “Ma vi ricordate anni fa come era formale e correttissimo?!Salutava a ogni commento, in entrata e in uscita, facendo notare che trattavasi di sabaude usanze. Ora fa errori, fa battute a sfondo sessuale da liceale ingenuo, dice le parolacce. Finalmente ha mollato il freno dimostrandosi il vero cannibale che è.” 
     
    Lo strano caso del dottor Crovella e Mr Krovellik.
     

  14. 21

    Crovella è maturato!
    Ma vi ricordate anni fa come era formale e correttissimo?!
    Salutava a ogni commento, in entrata e in uscita, facendo notare che trattavasi di sabaude usanze. Ora fa errori, fa battute a sfondo sessuale da liceale ingenuo, dice le parolacce. Finalmente ha mollato il freno dimostrandosi il vero cannibale che è. 
    Il mio essergli stato spesso contrario era dovuto a questo, sicuramente più che a causa di come la pensa davvero, perché secondo me non pensa affatto. Basta leggerlo.
     
    A parte tutto questo, il suo commento 3 è ineccepibile. 

  15. 20
    Matteo says:

    Ah, è il metodo Settimana Enigmistica, la base fondamentale della tua sabauda cultura!

  16. 19
    Carlo Crovella says:

    Io invece prevedo che i lettori che si applicheranno  nella sistematica ginnastica mentale (dovendo leggere i mie commenti con refusi), vedranno crescere sensibilmente il loro quoziente intellettivo. E anche in tempi rapidi.
     
    Tu non ti ci mettere neppure, tanto non si ottiene sangue da una rapa.

  17. 18
    Matteo says:

    “ma inserirò volutamente refusi a manetta,”
     
    Prevedo due possibili opposti esiti:
    1 – la leggibilità del tuo scritto ci guadagna
    2 – la quantità di refusi si allinea all’intelligenza delle tesi esposte

  18. 17
    Fabio Bertoncelli says:

    “Anzi d’ora in avanti non solo non rileggerò più i commenti per correggere gli eventuali errori, ma inserirò volutamente refusi a manetta [….].” 
    Addirittura!
     
    Carlo, ormai sei una scheggia impazzita del GognaBlog.

  19. 16
    Carlo Crovella says:

    Non mi sono offeso, sono irritato, è concetto ben diverso. Sono irritato dai continui ordini (troppi post, troppo lunghi, troppi errori…) avanzati da gente che, in genere, dimostra di non saper “mettere una fetta di prosciutto fra due fette di pane” (tipica frase auto-esplicativa). Quanto a te, se anche non leggi i miei testi, disincentivato dai troppi refusi, tanto di guadagnato.
     
    Anzi d’ora in avanti non solo non rileggerò più i commenti per correggere gli eventuali errori, ma inserirò volutamente refusi a manetta, così tutti dovranno far fare ginnastica alle sinapsi cerebrali. Speriamo che riescano a svegliarle. Faccia un po’ di moto, disse il medico al signor Guzzi…

  20. 15
    Matteo says:

    Ma povero ciccino, ti sei offeso perché ti hanno detto che scrivi male?
     
    Se ti può calmare un po’ secondo me scrivi molto meglio e con maggiore correttezza di come pensi, pallino!

  21. 14
    Carlo Crovella says:

    Minchia che palle, ma sempre solo rogne ponete. E troppi post e troppo lunghi e troppi errori….. tutti pretesti solo per rompere i coglioni, come se io dovessi prostrarmi per farmi leggere da questo o da quello… Ma sai che me ne frega: chi capisce che i contenuti valgono anche la fatica di decifrare la scrittura magari in quel momento complicata, li apprezza. Chi sa solo frignare, non merita la mia attenzione. Ma un minimo in intelligenza ogni tanto caratterizza la vostra esistenza? Nessuno che abbia un minimo di intelligenza? ma l’educazione che c’entra? Scrivo in fretta, è come se e stessi parlando. si tratta di commenti istantanei, mica devo rileggerli.  Vero che rileggo attentamente gli articoli e i libri, ma sono un altro pianeta rispetto a semplici post. Non interessano se non perfetti? Non leggeteli. Ci perdete solo perché normalmente i contenuti sono cmq di spessore, anche quando antitetici ai pensieri dei lettori, fanno cmq riflettere. Chiedere scusa? incredibile: perfino questo. io devo chiedere scusa a voi???????????????? Appartenete proprio di un’altra mondo… correte un po’ col cervello e attrezzatevi a cogliere i contenuti, non a romper le palle agli altri.
     
    in questa fase della vita, professionalmente, non ho più collaboratori, da un bel po’, per scelte razionali, che non ho voglia di raccontare. Ma negli anni di fuoco, quando avevo da 5 a 10 collaboratori diretti, mica stavo a rileggere le istruzioni che spedivo loro via mail e/o sms e più di recente whatsapp. magari su due device diversi (esempio un pc e un cellulare) scrivevo in contemporanea (con una e con l’altra mano) due messaggi, su temi completamente diversi, a due destinatari diversi. Saranno stati sempre pieni di errori, ma i collaboratori trottavano come levrieri, state tranquilli. Se per caso uno mi diceva “scusa non ho capito cosa mi hai detto, perché ci sono troppi errori di battitura”, il giorno dopo la lasciavo a casa… i tempi di lavoro non permettono di stare a rileggere la “forma” delle comunicazioni ai collaboratori. Cmq, se non vi piace il mio modo di fare, saltate i commenti e si risolve tutto così, senza rompermi le pelotas. Salutation 

  22. 13
    Matteo says:

    Pare che gli incontri siano tutt’altro che inutili se tutti gli operatori di tutte le sigle e siglette si trovano d’accorso nel bollare la proposta di legge come una corazzata Kotiomkin.
     
    Per fortuna pare ci sia ancora abbastanza buon senso in giro per non farsi dettare “i chiari obbiettivi” di discussione da qualcuno che, evidentemente, con la montagna ha ben poco a che fare!
     
    Se e cosa potrà nascerne è comunque tutto da verificare…

  23. 12
    grazia says:

    Carlo, ti offendi pure?
    Resta inteso che qualche errore può scappare a tutti, ma ci si aspetterebbero delle scuse da chi scrive fior fiore di articoli!

  24. 11
    grazia says:

    Ciao Franco,
    sono anch’io d’accordo per il discorso sugli elicotteri e spero che, con l’aiuto anche del CAI, qui sull’Etna ci ridimensioni.
    Per il resto, in veste di guida, posso raccontarti che essere accompagnati da qualcuno lungo un percorso non lede la libertà personale, anzi lo vedo come una buona pratica, se non si conosce bene il luogo e si vuole acquisire qualche conoscenza in più.

  25. 10
    Fabio Bertoncelli says:

    Carlo, non si tratta affatto di acutezza. Si tratta di educazione verso chi ti legge e, se mi permetti, pure di rispetto verso se stessi.
     
    Presumo che, nei rapporti di lavoro e nel tuo gruppo di politica, tu abbia cura dell’italiano.
    Oppure non ti interessano gli strafalcioni? e, in tal caso, l’interlocutore che vuoi convincere quale fiducia può mai avere in te?
     
    P.S. Come vedi, qui ho preso in considerazione solo la forma, non i contenuti.

  26. 9
    Carlo Crovella says:

    Chi è acuto, coglie i contenuti anche se i testi contengono errori. chi si limita a cogliere gli errori resta in superficie, per cui non mi interessa interfacciarmi con costoro.

  27. 8
    Fabio Bertoncelli says:

    Guido, è il pulpito di chi, anche con l’ironia, desidera invitare una persona di cultura come Carlo ad applicare, una buona volta, gli insegnamenti e i consigli della maestra delle scuole elementari; in particolare rileggere ciò che si è scritto, per eliminare errori – fossero anche soltanto errori di battitura – e ripetizioni.
    Non oso sperare nella concisione.
     

  28. 7
    Riva Guido says:

    Da che pulpito, Bertoncelli! ! !

  29. 6
    Fabio Bertoncelli says:

    Se però Carlone scriverebbe in italiano limitandosi a un testo alla volta (e non tre) e alla fine rileggerebbe, ci fossero meno errori di sbaglio e noi capissimo meglio.
     
    Carlo, devvi pun gtafre a schivere un texto alla gnolta.
     

  30. 5
    Fabio Bertoncelli says:

    @ 4
    Luciano, sta’ tranquillo: non c’è da preoccuparsi. Per la legge dei grandi numeri (diciassettemila commenti) capita a tutti nella vita.
     
     

  31. 4
    LUCIANO PELLEGRINI says:

    E’ la PRIMA VOLTA che sono d’accordo con CARLO CROVELLA

  32. 3
    Carlo Crovella says:

    Si deve pun gtafre a una modello generale e normato per legge di tre grandi insiemi, sinteticamente così caratterizzati:
     
    1) mondo del volontariato (CAI) con meccanismi tali per cui i soci, specie se nuovi, devono partecipare con profitto all’attività didattica del CAI. Non per esser portati, ma per imparare l’imprinting del CAI. e’ assurdo che all’interno del CAI ci possono essere individui con approcci alla montgna anche diametralmente opposti (in parole semplici è assurdo che possano esistere soci CAI che sono dei cannibali.
     
    2) mondo degli accompagnatori professionali che deve fare piazza pulita di tutta la jungla di sigle e siglette e lasciare come unuico ordine profesisonale quello delle Guide alpine, con tutte le sotto-voci congrue con le disipline essitenti 8o di futura codificazione): ogni profesuionista prenderà i brevetti delle duisipline in cui intende operare e nelle discipline dove NON ha il relativo brevetto non può operare.
     
    3) mondo del soccorso esplicitamente composto da professionisti che sono inquadrati o nelle forze dell’ordine o in comparti analoghi (es: vigili del fuoco) o anche in specifici corpi militari. In tale mondo va fatta piazza pulita di tutte quelle figure ambigue e opache, ovvero di volontari che incassano dei corrispettivi sotto forma di rimborsi spesa.
     
    Bern vengano quindi gli incontri e i dibattiti su questo argomento, ma solo se gli obiettivi sono chiari a tutti. Se invece c’è contrapposizione di interessi corporativistici (come ho sensazione che sia…), gli incontri purtroppo risulteranno inutili, anzi dannosi perché alimentano confusione e sfrigolii fra i diversi soggetti. tutto ciò non per coilpa dell’organizzatore degli incontri (Il CAI Centrale), ma per la contrapposizione degli interessi. far chiarezza normativa sul mondo significa scontentare qualcuno. Se si vuole raggiungere l’obiettivo, occorre che il legislatore abbia il coraggio di scontentare qualcuno, altrimenti sarà solo un gran polverone.

  33. 2

    FAMIGLIA MONTAGNA
    Quando ci si riunisce in tanti buone cose accadono. Mi piace l’insieme di quella che mi sento di  definire “FAMIGLIA MONTAGNA” perché abbraccia i tre ambiti del volontariato, del professionismo e della sicurezza nella, iniziando dalla prevenzione ed educazione.
    Importante l’opera sociale di mediazione e aggregazione del Cai. Sicuramente una buona occasione per delineare una comune visione di futuro della montagna libera da elisky, insostenibili impianti di risalita e altri interventi in quota. Culturalmente attenti a una frequentazione crescente nella consapevolezza e nelle responsabilità, accompagnati nel prendersi cura della montagna e dei montanari.

  34. 1
    Franco tosi says:

    Quante sigle, quanti Presidenti e vicepresidenti: tutto organizzato per camminare in montagna. Io ero fermo ai corsi CAI di base, dopodichè ognuno va per conto suo e i suoi amici. Cosi anche per alpinismo scialp,arrampicata libera. Nessuno che ti accompagna, nè sulle colline nè in altezza. Un pò di sobrietà e libertà, prego.
    Il CAI abbia il coraggio di proporre e imporre una legge contro uso elicottero sulle alpi, dolomiti per motivi turistici. Anche qui le guide non saranno d’accordo, ma sono certo che una discussione ben argomentata convincerà tutti.
    Franco tosi

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