#iostoacasa

#iostoacasa
(come la paura e la mancanza di ragione uccidono la libertà e la democrazia)
di Riccardo Manzotti
(pubblicato su leoniblog.it l’8 aprile 2020)

La campagna del governo #iostoacasa sarà ricordata come un esempio da scuola di come in pochissimo tempo ignoranza e paura possono cancellare il patto di mutua ragione tra cittadino e istituzioni. Di fronte alla minaccia del virus e il rischio del collasso del sistema sanitario, il governo ha proceduto, a partire dal 21 marzo, a una campagna di quarantena basata sull’hashtag #iostoacasa convincendo milioni di italiani che stare il più a lungo possibile nel chiuso delle loro abitazioni è l’unica strada possibile per fermare la avanzata del virus.

Questo è ovviamente falso. Altri hashtag, molto più precisi e dettagliati, come #iostoatremetri o #iostodasolo, sarebbero stati molto più onesti e, nella misura in cui sarebbero stati più sostenibili, sarebbero stati anche molto più efficaci. Purtroppo, il governo ha invece scelto di fondare la sua campagna su un diktat approssimativo e dannoso.

È ovvio a chiunque voglia esercitare un po’ di buon senso come stare al chiuso con la famiglia non è sostenibile e richieda per lo meno l’accesso a supermercati e altri servizi essenziali. Di per sé rendendo vana la pretesa di un’applicazione del diktat. Ma è altrettanto evidente che non si tratti nemmeno di una misura necessaria, perché basterebbe stare a distanza e seguire le norme previste dalla OMS (mascherine, lavaggio mani, ecc.).

Tuttavia, la richiesta ai cittadini di compiere un SACRIFICIO è stata ideologicamente efficace, soprattutto in un paese con le nostre radici storico-culturali. Stare a casa è diventato subito un gesto scaramantico, che si fa per motivi tra la superstizione e l’appartenenza alla comunità. Nessuno si interroga sui meccanismi di trasmissione del virus. Sono demandati agli esperti, come in passato era demandato ai preti di interpretare le sacre scritture e agli intellettuali di sinistra di fare l’analisi del momento storico. La popolazione è contenta di affidare ad altri, esperti o autorità che siano, il proprio destino contando nel principio antico che è più importante appartenere a una comunità, sia un gregge di pecore o una torma di lemming, il proprio destino.

Ai virologi non vengono chiesti lumi circa i meccanismi di trasmissione del virus, ovvero un trasferimento di conoscenza che richiederebbe, da parte delle persone, un atteggiamento di comprensione critico-scientifica del problema, ma regole e direttive da applicare in modo fedele salvo eccezioni (“padre ho tanto peccato, mi dia l’assoluzione”).

La minaccia del virus, da problema concreto da affrontare con gli strumenti della ragione, è stata trasformata nell’espressione delle colpe morali di una parte dei cittadini e ha legittimato molti altri nella presunta affermazione della propria superiorità morale. Atteggiamento paternalistico e moralistico in tutto e per tutti simile alla genuflessione superstiziosa di molte religioni. Non si salveranno dal virus i più accorti che faranno uso della propria intelligenza, ma i più giusti che sapranno sacrificarsi e, insieme agli altri giusti come lor pari (o appena meno), meritarsi un posto sull’arca galleggiante. O questo la gente crede.

Soltanto questa deriva salvifico-moralista può spiegare l’acredine e l’astio moralistico (l’onda di m…a con cui si sono affrontate le posizioni non allineate). Il dissenso è stato immediatamente associato con la indegnità morale del difensore. Chi sosteneva l’importanza dell’attività fisica è stato immediatamente deriso (la “corsetta”, “andare a spasso”) o associato a tratti moralmente inferiori (narciso, egoista, individualista, persona priva di rispetto), mentre l’abuso di carboidrati, tabacco e alcool che pure ha accompagnato la clausura domestica viene visto con indulgenza (tabacco) e generalmente con vera e propria simpatia (alcool e cibo). È ovviamente irrazionale pensare che chi corre manchi di rispetto mentre chi sforna torte e pizze sia un monaco penitente, ma è coerente con la cornice ideologica dove il virus deve essere sconfitto dal sacrificio e dalla sottomissione all’autorità e non dall’intelligenza e dalla tenacia.

Non si deve correre, andare al mare, passeggiare in montagna, non perché sia un’attività oggettivamente correlata con il virus, ma perché siamo indegni, incapaci di fiducia. Siamo cioè peccaminosi e dobbiamo mondarci dei nostri peccati, soffrendo tutti insieme. Magari spiando dalle tapparelle chi non si sottopone agli stessi riti. La giustificazione del divieto di stare all’aperto da soli è analoga a quella che viene data, in nazioni dove i costumi impongono la repressione sessuale, perché le donne si debbano coprire il corpo e il viso: perché se lo facessero tutte, i maschi non potrebbero essere tentati di far loro violenza. E quindi, poiché gli esseri umani sono indegni di fiducia, anche chi non ha colpa (le donne) devono vivere segregati. Non a caso, in questi paesi, casa e vestiti hanno un ruolo simile a quello della casa in questi giorni di quarantena, spazio privato sottratto al presunto pericolo esterno (che invece è solo interno).

In quest’atmosfera irrazionale, resa possibile dalla tradizionale mancanza di cultura scientifica, l’applicazione del diktat diventa un articolo di credo, spesso imposto più dai fedeli (i solerti sceriffi da balconi) che dalle stesse autorità (vigili e polizia). Si chiudono parchi e aree balneari, si inviano i droni per individuare pericolosi camminatori solitari, si inviano elicotteri per stanare bagnanti e subacquei (non è una esagerazione). A nulla vale il fatto che, a detta della OMS, il virus non sopravvive all’aperto sotto l’effetto dei raggi del sole e che, anzi, basterebbe l’aria aperta per disperdere la carica virale sotto ogni soglia di pericolo. Contro ogni ragione, l’ambiente esterno è associato con la libertà di pensiero e di movimento in cui i cittadini impauriti da una propaganda martellante dei media non possono che credere. Come ha recentemente scritto Massimo Recalcati, “l’odio è non sopportare la libertà dell’altro”.

Come nel romanzo di George Orwell le persone sono isolate le une dalle altre e soggette a una continua imposizione di notizie da parte di schermi installati nelle loro abitazioni. A differenza della distopia, nel nostro caso gli schermi sono pagati direttamente da noi.

Il runner solitario non mette a rischio la salute fisica dei cittadini, ma mette in discussione il valore salvifico della loro presunta moralità: “se io sto in casa a soffrire, perché non lo fa anche lui”. E così si deve stare in casa non per evitare il virus, ma per non mettere in discussione l’autorità del governo cui la società ha demandato la propria libertà. Perché il sacrificio della libertà di tutti sia efficace, deve essere condiviso – non si deve parlare in chiesa o mettere in discussione le parole del sacerdote (in questo caso l’esperto scelto dal governo), è un mancare di rispetto. Così si rivela il lato oscuro dell’irrazionalità: paura e ignoranza. È un meccanismo raccontato da tantissimi, da Noam Chomsky a Miguel Benasayag, da Elias Canetti a Michel Foucault, da Thomas Hobbes a Niccolò Machiavelli. Non c’è bisogno di citarli.

L’ignoranza gonfia la paura che cerca nel sacrificio della libertà e nella sottomissione all’autorità una salvezza che viene applicata con la stupidità irrazionale propria della superstizione.

L’aspetto peggiore si è manifestato in tutte quelle forme d’intolleranza e di miseria umana che trovano amplificazione nel razzismo da balcone. Si spiano le persone perché gli altri non sono più percepiti in quanto esseri umani, ma come un potenziale pericolo. L’applicazione rigida della legge diventa il pretesto per sfogare invidie, rivalità, complessi d’inferiorità, asti campanilistici.

Felice Cimatti, in una recente intervista ha affermato “Ci sono le ragioni della medicina, ma non ci sono solo le ragioni della medicina. […] Sostenere che non è tempo per discutere di filosofia e di libertà individuali, che ora è il tempo dell’emergenza, è esattamente il tipo di risposta che non promette nulla di buono”.

Quando la libertà individuale è sospettata di egoismo, quando si avalla il principio etico-politico che la sola vera libertà è quella che esprime il bene universale (che poi non è mai universale, ma di qualche particolare che ha la forza per proporsi e, invero, imporsi, come universale), la persona è in pericolo, perché la persona è la sua libertà individuale, insindacabile, ingiudicabile, indominabile.

Riccardo Manzotti

Certo, ogni società può proporre le sue regole d’ingaggio, diciamo così, ma senza pretendere che il proprio bene (quello della società in gioco) diventi il bene universale o debba corrispondere al bene di ciascuno. La paura del virus ha spinto molti a rinunciare ai propri diritti individuali. La salvezza del corpo in cambio dell’anima – per tanti che come gli zombie di Romero (altra epidemia, altra allegoria) quell’anima non l’hanno in fondo mai avuta – è un baratto ragionevole.

Accettare il diktat dello stare a casa senza ragione non è solo un rischio sanitario (il danno che tanti avranno da questa inutile clausura domestica) ma soprattutto il fallimento del patto di ragione tra stato e cittadino. Allo stato non si chiede di spiegare le motivazioni razionali delle regole. Ai cittadini non si chiede di comportarsi responsabilmente. Ognuno viene meno ai suoi obblighi e ci si tratta con l’indulgenza tipica di persone immature. Il patto non è più basato sulla ragione e sul rispetto reciproco tra persona e istituzione, ma sull’interesse e la paura. E la superstizione ne è il naturale collante. #iostoacasa esprime il fallimento della libertà e della democrazia.

Riccardo Manzotti è professore di filosofia teoretica (Università IULM di Milano), psicologo e ingegnere. Dalla teoria che ha elaborato sulla coscienza ha tratto vari libri, tra cui il più recente The Spread Mind, tradotto ed edito in Italia da Il Saggiatore. https://www.riccardomanzotti.com/

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#iostoacasa ultima modifica: 2020-04-22T04:51:00+02:00 da Totem&Tabù

95 pensieri su “#iostoacasa”

  1. Fabio Bertoncelli: il “Ricordai che devi morire!” oggi ci starebbe pure bene… mica siamo immortali… di qualcosa si deve pur morire e … non lo decidiamo noi…Ma ovviamente l’ho riportato (l’articolo me l’ha fatto ricordare) per connettere il bigottismo odierno (come lo definisce l’articolo) e quello antico… C’è sempre qualcuno che ti ricorda della signore Morte e sempre un bel po’ di gente che si caga addosso… senza comprendere che prima o poi ci arriva… e… (già detto) non lo decidiamo noi…!

  2. Paolo si è vero i cinesi sono molto diversi, ma la situazione in Italia adesso è parecchio cambiata. Incertezza, paura del futuro, grossa crisi economica, libertà molto limitata. 
    Magari i cinesi ci daranno la soluzione, una possibilità e noi per prenderla, ci venderemo a loro.
     

  3. Alberto, dubito che noi si possa diventare come i cinesi, siamo troppo individualisti da millenni.
    Un po’ di Vesuvio o Etna, qualche terremoto e mareggiata forte, forse potremmo cambiare,……  se non cade una serie di meteoriti a Roma, Torino, Milano, Venezia, Palermo, Napoli….. mi sa che sarà difficile cambiare
    Però i cinesi sono più vecchi e più tanti di noi, hanno almeno il doppio della nostra età come storia e sono quasi in rapporto 30 a 1 e magari sanno come convincerci….. però a loro piace come si vive qui.

  4. Insomma, Stefano (88), da “Ricordati che devi morire” a “Ricordati che devi stare in casa”.Sono i tempi moderni, bellezza.

    bellezza Fabio???
    tutti ci attacchiamo alla vita ma conta anche la QUALITA’ della vita.
    Oggi mentre tornavo a casa ascoltavo MELOG l’argomento era un libro appena uscito sul modello cinese.
    Un modello dove non esiste l’individuo, dove ogni persona è un piccolo ingranaggio del sistema e deve fare di tutto per non bloccare il sistema. Pena guai a lui!
    Sembra che anche il nostro mondo , fatto, più o meno,  di individualità, stia inesorabilmente incamminandosi verso il modello cinese.
    E questa pandemia gli darà una bella accelerazione.
     

  5. Insomma, Stefano (88), da “Ricordati che devi morire” a “Ricordati che devi stare in casa”.
    Sono i tempi moderni, bellezza.

  6. Grande articolo Lorenzo: diffuso subito a pioggia, sperando possa colonizzare un po’ di menti e stemperare il clima francamente irrespirabile!

  7. Lorenzo l’articolo che hai postato è SUBLIME! 
    In altri tempi c’era chi predicava: “Ricordati che devi morire!”
    Mi son fatto 4 risate di gusto perché scritto veramente bene, poi però il riso diventa amaro…

  8. @Lorenzo possiamo mettere tra i nuovi bigotti anche il governatore De Luca, che dà degli imbecilli a quelli che girano senza mascherina (a prescindere) quando le regole attualmente vigenti dicono che nei luoghi aperti puoi stare senza mascherina a patto che stai a 1,5 – 2 metri di distanza? 
    Forse si, per non scendere ad altri aggettivi…

  9. @Fabio, commento 82
    Perchè no? Da domani, essendo in regione, sarebbe fattibile!!! 😉 

  10. Fabio, buonasera.
    Recentemente per lavoro sono stato spesso a Castelvetro.
    Salutami l’appennino modenese. Magari mi farò accompagnare da te sul crinale tra Modena e Pistoia e Lucca, magari sul Libro Aperto o sul Corno alle Scale, che geologicamente sono interessantissimi …. i circhi glaciali a nord sono descritti anche nel libretto ‘L’ulima glaciazione’ edito dal convegno sezioni tosco emiliane romagnole del CAI che ho a casa ….
    https://geo.regione.emilia-romagna.it/schede/geositi/scheda.jsp?id=1226

  11. Grazie, Andrea (80). Forse ci vedremo sul Monte Giovo. Lí pianteremo finalmente la bandiera della riconquista, dopo due mesi di vetta inviolata. 

  12. E comunque in questi giorni il problema più grande sembra essere quante mascherine verranno prodotte e quanto costeranno.

  13. beh, è proprio come dice un vecchio adagio “i coglioni sono molto più di due”

  14. Il libro Don Chisciotte era una forte critica alla maniera di pensare e di fare della gente, ma la gente mica lo aveva capito 🙂 
    Anche dopo secoli la gente non capisce, la massa non può mai capire subito, bisogna aspettare, il problema è riuscirci.
     

  15. L’ordinanza del governatore dell’Emilia-Romagna (con decorrenza 4 maggio) consente l’attività motoria individuale all’aperto senza uscire dalla propria provincia.
     
    Quindi io, modenese, potrò andare per sentieri sull’Appennino Modenese (ma non Bolognese né Reggiano): è esatto? C’è qualche emiliano in grado di confermare? Grazie.

  16. @ alessandro gentilini al 72: Vergognati, vai a nasconderti, non fatti più vedere! Non hai affondato il dito nella piaga, neanche la mano, ma tutto il braccio e fino all’ascella! Come ti permetti? Vergognati di nuovo e non farlo più! Quando la capiranno o lo ammetteranno?

  17. Bene GENTILINI siccome sei italiano quindi sei un problema, cominciamo da te. 

  18. Sono d’accordo con Alessandro Gentilini, il Governo ha fatto bene a metter in atto le misure restrittive. Quando si tratta di provvedimenti atti alla salvaguardia della salute pubblica tutto il resto viene in secondo piano. Prima la salute che è il bene prioritario e poi il resto. Il diritto alla salute non è negoziabile!

  19. Il governo doveva fare i conti con una popolazione di irresponsabili che se non costretti con misure eccessive si sarebbero fatti il bidet con norme più blande.
    In definitiva perché non ammettere che il problema dell’Italia siamo noi italiani?
     

  20. Massimo, 
    così non si fa che spostare l’attenzione dal reale problema e i giornali non possono che essere complici di questa felice pratica che ci accompagna da mesi. 

  21. Massimo, la lettura dell’intero articolo è riservato agli abbonati, ma già il titolo mi fa rabbrividire! 
    Matteo, io non “seguo” le idee di nessuno in particolare, mi baso sull’osservazione dei fatti avvenuti in questi pochi mesi, nonostante sembra sia trascorsa un’eternità, in qualità di persona libera e pensante.
    Direi che sia più saggio ascoltare tutti (nel limite della propria sopportazione 🙂 ) e sviluppare una propria idea, che non dev’essere forzatamente legata a uno schieramento o a quello opposto.
    Semplicemente ribadisco che non ha senso basarsi sui numeri forniti da febbraio 2020, visto che, a eccezione di chi si occupa di statistiche, nessuno di noi era a conoscenza di cosa accadeva prima.
    Ciò che è chiaro e lampante è che non siano stati diffusi gli studi sui decessi, nel contempo gettando il popolo nello sgomento con video e foto di parate di carri carichi di bare, separazione dai propri cari, cremazione e assenza di cerimonie.
    Non sono un medico, ma mi sembra quanto di più ovvio che se si verifica una morte anomala e sospetta, il primo passo da fare è l’autopsia. Figuriamoci quando le morti si moltiplicano e soprattutto nel limite di certe aree.
    Com’è che gli studi che hanno evidenziato trombi in luogo della polmonite come causa del decesso su individui con basse difese immunitarie sorgono solo ora? 
    Mi rallegro che molti medici, nonostante le intimidazioni, abbiamo saputo onorare la loro professione, che è più vicina a una missione che non a un lavoro, e che vuole che la prima regola da seguire sia “non nuocere”. 

  22. Vabbè Grazia, però se dai retta a Next News Network, poi ti tocca credere alle scie chimiche, la terrapiatta e citare i Protocolli dei Savi di Sion.

  23. Il decalogo dell’anonimo danno un quadro più preciso di qualunque altra analisi, ovvero che c’è molto fumo attorno a ciò che sta accadendo e il fumo non è arrivato in maniera naturale. 

  24. Nessun piano. Solo incompetenza e faciloneria da parte delle Autorità. Ed interessi economici: da quella partita l’incasso presunto potrebbe attestarsi attorno a 4.500.000 di Euro: hanno svenduto i morti in più a poco più di 1000 Euro ciascuno e c’è stato un morto in più ogni 11 spettatori di quella partita ….
    I costo sociali, anche solo per la Sanità, non sono stati calcolati ma probabilmente saranno a 9 cifre. Ed andranno a carico dei contribuenti. Ad aggiungersi i costi sul sistema produttivo.
    Questo solo per Bergamo, ma lo stesso andrebbe esteso a Lodi, Cremona, Brescia …. Un disastro TOTALE!

  25. … infatti chi ha presentato l’esposto vuole proprio far saltar fuori il problema!
    E ti assicuro che è partito dai numeri ufficiali, li ha corretti con parametri oggettivi e con semplici considerazioni è arrivato ai numeri che vi ho riferito: fatto 100 i morti in provincia di Bergamo, nelle province di cui ti ho detto i morti sono a 15!
    Poi posso anche essere d’accordo che ci possano essere stati anche altri fattori, ma senza quegli eventi scatenanti si sarebbe tutto ridotto a poco più di una normale amministrazione …. non al disastro totale!

  26. Grazie, Lorenzo! 🙂
    Massimo, ti chiedo scusa per questo, ma non mi fido di nessun numero. Abbiamo tristemente cominciato a interessarci al numero dei morti solo dopo questa tempesta. Come puoi esser bravo a interpretare qualcosa di fumoso al pari di questa malattia che ci inchioda (o siamo noi a starci?!?) a casa?
    Se ci pensi, ai tuoi numeri, siamo proprio dei c……i a non ribellarci sapendo che un gran numero di quelle morti sono state certamente dovute all’insensatezza delle direttive seguite. 
    Questo aspetto mi fa più rabbia dello stop all‘economia e le lesioni alla libertà degli individui.
     

  27. 21. Burioni, da buon scenziato, è riuscito a scomporre la realtà una volta per tutte. Siamo tutti avvisati da che parte è giusto stare. E se non siete d’accordo è solo perché  – non si sà come – ancora ragionate da soli. Attenti.

  28. Sintesi grandiosa Lorenzo, ma manca l’accenno a una grave conseguenza del virus: il burionismo

  29. I numeri, PURCHE’ BEN INTERPRETATI, danno delle spiegazioni oggettive.
    I cinesi che importano il virus non c’entrano proprio …. se fosse vero al quartiere di via Paolo Sarpi a Milano dovrebbero essere tutti contagiati, cosa che non è. In Cina negli ultimi tempi sono più i contagi di chi rientra con il virus preso qui …. . Nel caso specifico è stato il non aver bloccato i macroeventi di febbraio / inizio marzo, che ha causato il grande disastro.
    Guarda, gli scambi con la Cina secondo te sono più frequenti su Milano (2.300.000 abitanti l’area metropolitana), o su Como (tutto il tessile della seta) o sulle industrie di Busto / Varese oppure sui 100000 abitanti della bassa Val Seriana? Direi proprio sui primi …., il che conferma che la causa del disastro è prettamente nazionale! Di incapacità a capire cosa stava succedendo e di interessi particolari (mondi del calcio e dello sci). Su questo si sono poi sovrapposti gli interessi delle ditte del posto, gli errori nelle strutture sanitarie, la mancata istituzione della zona rossa in Val Seriana …. ma sono tutte cose CONSEGUENTI alla causa primaria ….

  30. Da Anonimo. Almeno per me.
    Finalmente una buona sintesi.
     
    LE 20 CHIARISSIME REGOLE SUL CORONAVIRUS1. Non puoi uscire di casa per nessun motivo, ma, se devi, allora puoi.2. TUTTI I NEGOZI SONO CHIUSI! Tranne quelli aperti.3. Non dovresti andare negli ospedali a meno che tu non debba andarci. Anche dal medico non puoi andare, purché tu non sia troppo malato.4. Quando esci ricorda l’autocertificazione che è illegale ma obbligatoria. Se non ce l’hai però non è un problema perché te ne verrà fornita una al momento del controllo.5. Le mascherine sono inutili! Però indossarne una può salvarti la vita.6. I guanti non aiuteranno, ma possono comunque aiutare.7. Questo virus se ne andrà in estate, ma forse resterà per sempre. Non ha ancora deciso.8. Dovremo rimanere rinchiusi fino a quando non raggiungeremo l’immunità di gregge, che vuol dire contagiarci tutti, ma restando rinchiusi.9. Stanno preparando il vaccino per dotarci degli anticorpi per un virus che muta e non genera anticorpi. Nel frattempo chi è guarito non può ammalarsi nuovamente, o forse si.10. Il virus non ha effetto sui bambini tranne quelli che colpisce.11. Gli animali ce lo hanno trasmesso, ma non si possono infettare … tranne il gatto che è risultato positivo in Belgio a febbraio che non aveva letto l’ordinanza.12. Avrai molti sintomi quando sei malato! Però puoi anche ammalarti senza sintomi…puoi anche avere sintomi senza stare male, o essere contagioso senza avere sintomi. A discrezione del malato.13. Per non ammalarsi bisogna mangiare sano e fare esercizio fisico. Una bella corsa di dieci chilometri in un appartamento di sessanta metri quadrati è tonificante e sviluppa la fantasia.14. È meglio prendere un po’ d’aria fresca, ma se non hai il giardino o il balcone, lascia perdere.15. Puoi farti consegnare il cibo dal ristorante a casa, che però potrebbe essere stato preparato da persone che non indossavano maschere o guanti. Quindi ti conviene far decontaminare il cibo fuori per tre ore, se non hai il cane che ti mangia tutto.16. Il virus rimane attivo su diverse superfici per due ore. No, quattro ore. Come dice? Sei ore? Forza, chi offre di più?17. Il virus si diffonde nell’aria per un metro, a volte due, ma se c’è vento forse di più.18. Hai l’obbligo di restare chiuso in casa con i tuoi familiari, ma non devi assolutamente farti trovare chiuso in macchina con i tuoi familiari.19. Non abbiamo cure, tranne un medicinale contro i reumatismi ed uno contro il colera … la scienza sta facendo passi da gigante!20. Questo virus è mortale, ma non troppo, tranne che a volte può portare ad un disastro globale. In Italia ha già fatto molte vittime, ma forse meno degli anni passati e comunque, se sei in una casa di riposo, SCAPPA!

  31. Massimo, non posso fornire una spiegazione logica, ma non mi faccio bastare le partite e le aziende che continuano a produrre.
    I cinesi sono dappertutto e ritengo che i loro scambi con la madre patria siano sempre stati intensi. Io no, ma la maggior parte degli italiani si serviva in negozi cinesi, ancora una volta sparsi in tutto il territorio. Non soltanto bazar, ma parrucchieri, ristoranti, estetistemassaggiatriciequalcos’altro, bar, sarte, calzolai. 
    Non mi accontento di questa spiegazione. Ritengo ci sia altro, ma non so dir cosa.
    Direi di lasciar perdere i numeri, poiché ci hanno tratti in inganno da subito e ancora continueranno a farlo. 

  32. Mi sembra molto possibile che sia accaduto qualcosa nelle zone più colpite, prima o anche durante la diffusione del virus.
    Grazia, a Bergamo l’ho già scritto cosa è successo: se stimi che dei 44000 allo stadio San Siro in tale occasione se ne sono contagiati 1/3 con 3 contagi in serie trovi la stima dei contagi totali esposta dall’Eco:
    44000 * 33% = 14500 * 2,7 * 2,7 * 2,7 = 285000
    (2,7 è la media contagi per persona variabile tra 2,4 ed oltre 3 a seconda delle fonti)
    La differenza di 20000 contagiati sarebbe la condizione di espansione naturale senza l’evento scatenante, quella che giustifichebbe i 700 morti su 4800!
    E’ ovvio che NESSUNO abbia interesse a far saltar fuori il problema: ci sono responsabilità a TUTTI i livelli della catena autorizzativa.
    SOLO UN EVENTO SCATENANTE DI QUESTA PORTATA PUO’ AVER CAUSATO UN RAPPORTO DI CONTAGIATI UFFICIALI  DA 1 A 8 / 1 A 9 TRA BERGAMO E LE PROVINCE VICINE (LECCO, COMO, MONZA, VARESE, LA STESSA MILANO).
    NB: l’avviso dell’OMS di estrema attenzione alla pandemia risale al 30 gennaio. Ma in provincia c’erano polmoniti strane e contagiose già da ottobre 2019, ossia ancor prima del novembre in cui in Cina stimano che sci siano stati i primi casi (non ufficiali). Quanti italiani saranno rientrati prima di Natale dalla Cina? E guarda caso in provincia a fine anno numerosi casi di polmoniti atipiche segnalate dai medici di base ….
     
     

  33. Peppe, sebbene la preoccupazione non mi abbia mai abbandonata, ho avuto forti dubbi sin dall’inizio a proposito della propagazione del virus al sud. Questo alla luce degli intensi scambi esistenti tra settentrione e meridione anche prima che migliaia di persone tornassero a casa. 
    Basti pensare ai numerosi insegnanti che lavorano su e tornano giù almeno ogni quindici giorni, e non menzioniamo autotrasportatori, autisti di tutti i mezzi, rappresentanti, studenti e turisti.
    Mi sembra molto possibile che sia accaduto qualcosa nelle zone più colpite, prima o anche durante la diffusione del virus. Che cosa in particolare, a meno che qualcuno non lo espliciti, per il momento non ci è dato di saperlo. 
    Confesso che questi quindici giorni di attesa fino al 3 maggio mi lasciano inquieta. Mi sembra evidente che dappertutto ci siano dei piccoli segnali di apertura, ma non so perché mi sembrano forieri di tempi più duri.
    Naturalmente spero ardentemente di essere in errore.

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