La guerra dentro

Se non ci avvediamo dei sentimenti e delle emozioni che attraversano gli uomini, se non riconosciamo in essi il perno della giostra che chiamiamo realtà, se non ce ne emancipiamo fino a osservare con chiarezza quando e come ci identifichiamo in essi e, quindi, fino a riconoscere che maggiore è l’identificazione, maggiore sarà la forza con la quale li difenderemo, nulla, se non la castrazione cognitiva, potrà ridurre il rischio di perpetuare il conflitto e la guerra.
Non significa non avere più sentimenti ed emozioni, soltanto non esserne più dominati. Ammesso che si voglia fare realmente qualcosa di utile al benessere individuale e sociale. Ammesso che si voglia cercare la coerenza tra la nostra condanna alla guerra e ciò che pensiamo e facciamo.

La guerra dentro
di Lorenzo Merlo
(ekarrrt – 15 ottobre 2023)

La storia si ripete. Le sue circostanze non sono infinite. A cicli ritmici si ripropongono travestite con nuove maschere, animate dalle stesse emozioni, condotte dagli stessi sentimenti. Sono infatti proprio queste tre inconsapevolezze a mantenere inalterato il moto dei cicli che si ripropongono a tutti i livelli – dall’individuale al politico – e la certezza che quanto la storia ci ha mostrato, ancora ci mostrerà. Inconsapevolezze nei confronti delle quali non esiste azione culturale intenta a farcene prendere coscienza e quindi a farci evolvere, facendo nostro il necessario per emanciparci dal giogo della ripetizione, il cui antidoto razionale, fatto di leggi, censure e divieti, nulla può. Come per la medicina e la farmacopea scientista, la dimensione razionale, per quanto perfetta per giudicarne e sopprimerne gli esiti, non è atta a riconoscere le ragioni delle patologie.

Il miglior argomento razionale non basta a modificare o interrompere una fioritura pregna di entusiasmo, ovvero spaccare l’inossidabile muro emozionale e sentimentale che avviano e sostengono le nostre scelte. Razionalità e cosiddetto buonsenso volano senza turbolenze nel loro piccolo cielo di superficie, dove l’intelletto, convinto d’essere l’Intelligenza, spadroneggia nella sua gabbia da canarino, certo d’essere libero.

E anche il miglior argomento di una delle parti della diatriba non può scioglierla. Al contrario – e nonostante le pretese di ragione e le implicite richieste di sottomissione alla parte avversa – esso la alimenta, in quanto impone la propria difesa o il contrattacco dell’altra fazione.

Non solo: il perdono di una delle parti nei confronti dell’altra, se sulla carta pare una soluzione, di fatto, nei confronti della meteora sentimental-emozionale, che siamo e che sta all’origine del conflitto, nulla può.

Se, dunque, la fioritura della storia darà di nuovo il frutto moralmente indesiderato, non potremo che concludere che, alla faccia del dogmatico accredito del razionalismo quale solo strumento idoneo alla convivenza pacifica, la pianta è stata ben e lungamente coltivata.

Lo spirito del liberismo, la sua natura competitiva, la sua apolide moralità, la sua arrogante presuntuosità, il suo ontologico materialismo sono nel latte che succhiamo dal primo giorno di vita. Nostra madre Cultura ci nutre così, fin da subito, dei germi indispensabili alla florida pianta della guerra. E anche i suoi presunti antidoti alle socio-psicosi, quali lo sport, non sono che palliativi.

Nella pratica sportiva, infatti, l’aggressività sarebbe deviata in grinta e quindi consumata, mentre l’alienazione avrebbe spazio per essere dimenticata. Ma tale attività non può assorbire l’enorme e continua pressione che vediamo con regolarità crescente esplodere nell’individuo, nel privato e in società. Lo sport, da presunto psico-analgesico, dovrebbe essere visto anche nel suo nefasto potere educativo, quale incentivo a mantenere fuori dal rettangolo di gioco il medesimo comportamento imparato sul campo, pena la panchina, l’esclusione, l’alienazione, la rabbia. L’unica cosa che conta è vincere. Ce lo dicono i guru della cultura, annidati nel seno di mammà.

Chi teme dunque che le paraboliche vicende in cui siamo sempre coinvolti e attori possano imboccare direzioni sconvenienti ai propri valori e alle proprie ideologie travestite da ideali, potrebbe analizzare il proprio passato, più che giudicare il presente che crede altrui e dedicarsi, con presunta saggezza, a premonire il prossimo su un futuro terrifico, qualora non seguisse i suoi consigli. Niente più che una canarinica svolazzata sulla superficie del mondo.

Non significa che non ci sia nulla da fare allora, in questo momento critico. Nei momenti di crisi c’è un paesaggio insolito, dove è possibile osservare aspetti altrimenti tenuti nascosti sotto i divani del benessere o zittiti dalle raffiche di mitra. Il boom economico del nostro dopoguerra ha trovato la sua linfa emozionale tra le macerie. Gente comune e imprenditori avevano visto a che punto erano arrivati gli uomini. Sapersi sopravvissuti al peggio li ha stretti a corpo unico. Avevano macerie intorno e, invece che dedicarsi al lamento, hanno scavato, sapendo che avrebbero trovato la linfa vitale senza la quale tutto è impossibile.

È un elisir segreto, finché si continua a cercare nel prossimo la ragione della propria condizione di pena. È una brocca dionisiaca e creativa per chi raggiunge le doti per guardarsi dentro e trovare in sé lo stato del mondo. Allora, qualunque sia la condizione storica, sapremo mantenere la nostra spinta creativa, il nostro equilibrio, e così sfruttare al meglio ciò che questi ci propongono. Evolvere, cioè, nella condizione apollinea, la sola idonea a riordinare e armonizzare il caos. Diversamente è guerra.

Ma nessuna politica, esaurita nella sola dimensione economica del mondo, potrà mai dedicarsi a tanto. Il compito è individuale. Cosa banale, se ci si assume la responsabilità del mondo; impensabile e ridicola, se ancora in attesa di qualcuno che faccia le cose per noi.

Nel primo caso, ci dedicheremo ai figli, affinché facciano dell’ascolto, dell’assunzione di responsabilità e della reciprocità un piano di lettura della realtà; affinché non pensino più che il sapere consista nel misurare e scomporre, ma sentano l’organismo di cui sono espressioni, loro e gli altri.

Nel secondo, ci occuperemo ancora di noi stessi. E, credendoci separati dagli altri, cercheremo di prenderne le distanze, esaurendo cioè l’infinita realtà nel giudizio con il quale ce la rappresentiamo.

Nel primo caso, sarà tangibile la parabola che sboccerà dai nostri sentimenti e si alzerà per andare a creare la realtà a essi corrispondente; diventerà banale pensare all’amore cristico – ora non più chimerico – come a una possibile evoluzione disponibile agli uomini; diverrà chiaro come non possiamo astrarci dal contesto, giudicarlo e, soprattutto, identificare in quel giudizio l’esistente; apparirà ovvio che ci muoviamo entro un volume in cui agiscono forze differenti; diventeremo capaci di chiaroveggenza, perché quelle forze le vedremo come goccia d’inchiostro nell’acqua e, senza incertezza, le sapremo evitare, se nocive, o cavalcare, se opportune.

Nel primo caso, dunque, saremo sulla via dell’equilibrio, della forza, della bellezza. Saremo noi, non più disponibili a delegare il comando di noi stessi, finalmente capitani adatti a tenere la rotta, indipendentemente dalle burrasche che attraverseremo.

Nel secondo, resteremo dove siamo e concorreremo a ripetere la storia. Sdegnati, segnaleremo con l’indice cosa va e cosa non va. Penseremo di non essere responsabili di ciò che osserviamo, e con le toghe d’ermellino crederemo di poter restare assisi di fronte al mondo. Non arriveremo a sentire la natura della nostra natura. Strati ideologici di ogni stirpe continueranno a ricoprirla, lasciando agli archeologi della psiche il compito di recuperarla.

Nel primo caso, arriveremo ad abbracciare la vita; nel secondo, a imbracciare le armi. Sì, noi, proprio noi, così per bene e onesti.

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La guerra dentro ultima modifica: 2023-11-14T04:01:00+01:00 da GognaBlog

100 pensieri su “La guerra dentro”

  1. 100
    Marcello Cominetti says:

    Bertoncelli 92, sono stato recentemente a Bologna con mia moglie e siamo rimasti entrambi inorriditi dalla massa di studenti universitari riversi di pomeriggio per le vie del centro storico. Fumati e/o ubriachi ma non ho mai visto tanta gioventù così degradata per strada. E direi che la maggior parte è nostrana. Gli extracomunitari mi fanno meno impressione. Sarà che sino nato in una città portuale dove negli anni ’60 c’erano già persone di colore che parlavano il dialetto come mia nonna e travestiti nei vicoli, ma molto più decorosi (questi ultimi) della massa di studenti universitari che ho visto a Bplogna.
    Mia figlia ha 21 anni e viaggia continuamente per il mondo passando per aeroporti, stazioni di treni o bus molto più pericolosi di quelli italiani che hai citato. Da padre sono a volte preoccupato ma gli emigrati in Italia non c’entrano. 
    Siccome qui si parla di PERCEZIONE che ha il cittadino, la mia é che si parla per luoghi comuni guardando al proprio giardinetto. Oltre che al telegiornale e Il Giornale. 
    Meglio mago Otelma.

  2. 99
    Fabio Bertoncelli says:

    Un’astensione del 50% non determina una riduzione del 50% degli eletti.
     
    I parlamentari vengono eletti anche col 90% di astensioni. In quest’ultimo caso saranno eletti dal 10% degli aventi diritto. Ci sta bene?
     
    Sono convinto che votare il meno peggio convenga di piú che astenersi; se non altro il partito meno peggio farà meno danni. In tal modo si determina una lenta selezione; nel giro di due secoli (sto scherzando) avremo forse un Parlamento decente. Però, se non si prova nemmeno, la situazione nel 2223 sarà la stessa.
     
    N.B. Ricordiamo che nel passato tanti italiani hanno sacrificato la loro vita per permettere a noi oggi di votare. Per esempio i partigiani.
     

  3. 98
    Riva Guido says:

    @ Tiziano al 97. Vai comunque a votare e annulla il voto se nessuno ti convince.

  4. 97
    Tiziano says:

    Riepiogando :
    8 super ricchi guadagnano come 4 miliardi di persone
    Si va a votare in quasi tutti i paesi occidentali tra partiti che per le cose che contano fanno le stesse scelte ( e difatti la gente ha smesso di votare )
    Per provare a risolvere le questioni più importanti ( clima , guerre ecc ) ci sarebbe bisogno di più uguaglianza ma si sta andando nella direzione opposta
    In conclusione nessuno ( me compreso ) sa più da che parte incominciare , perchè le redini del comando reale sono inavvicinabili

  5. 96
    Fabio Bertoncelli says:

    @ 94
    Matteo, giusto per convincerti che io non ragiono sulla base delle ideologie di partito o dei bandieroni al vento, ti informo che sono sempre stato contrario all’invio di armi in Ucraina.
     
    La questione andava risolta per via diplomatica, molto prima che scoppiasse la guerra.
    Ma gli USA e la NATO hanno provocato, poi la Russia ha invaso. Per la “civile” Europa del XXI secolo si tratta di una macchia nera.
    Tutti ora sono nel torto, compresi i governi italiani (Draghi e Meloni, con l’approvazione di quasi tutti i partiti in Parlamento) che hanno inviato armi.
     
     
     
     

  6. 95
    Fabio Bertoncelli says:

    Carlo, ricorda il detto: distruggere è facile, ma ricostruire è molto piú difficile.
     
    La Santanchè è indegna, La Russa con i suoi busti del Duce è ridicolo ancor piú che impresentabile, i ministri dell’Interno e della Salute sono deboli e incapaci.
    Sono convinto che la Meloni non ce la farà mai: purtroppo non ha la forza sufficiente per rimediare a una situazione incancrenita da decenni; ne occorreranno altrettanti, o forse ancor di piú. Intanto la nave Italia, con tutte le falle apertesi nel tempo, è in balia della tempesta e rischia di affondare.
    Questo è il Paese che lasceremo ai nostri figli: c’è da vergognarsi.
     

  7. 94
    Matteo says:

    “In soldoni, mandereste vostra figlia di 17 anni in giro da sola, di sera o ancor peggio di notte, alla stazione ferroviaria di Milano?”
     
    Mia figlia ne ha 21 e le è capitato di partire e/o arrivare di sera tarda, poi chiude (la stazione)
    E, per favore, smettetela di parlare per slogan “Ne faccio una questione di stupro” altrimenti potrei iniziare anch’io e accusarvi di voler far morire gli italiani negli ospedali per armare l’Ucraina o cazzate del genere…ma francamente vorrei evitare

  8. 93
    Carlo says:

    Comunque nell’Italia attuale, quella “voluta dalla maggioranza ” e della “new view” una cosa che mi da insicurezza c’è….che gente come casellati , la russa, piantedosi, salvini Santanchè possano cambiare la costituzione 

  9. 92
    Fabio Bertoncelli says:

    A Bologna il numero degli stupri dal 1946 sino alla fine degli anni Settanta è stato il seguente: zero (o uno?).
    Ora invece gli stupri si susseguono numerosi, perfino di giorno e nel parco della Montagnola al centro della città.
    Mi domando: le povere donne stuprate hanno forse avuto una percezione distorta? sono state fomentate da biechi partiti fascisti? si sono inventate gli stupri?
    Oppure la sinistra ignora bellamente gli stupri (e tutto il resto) in quanto essi costituiscono la prova lampante del fallimento della politica dei porti aperti a tutti i clandestini del mondo? Fallimento che, peraltro, sarebbe stato di tutta evidenza sin dall’inizio anche a un cieco.
     
    Le altre città d’Italia (Milano, Roma, Torino, Napoli, ecc. ecc.) sono un’Arcadia oppure la delinquenza dilaga impunita?
    In soldoni, mandereste vostra figlia di 17 anni in giro da sola, di sera o ancor peggio di notte, alla stazione ferroviaria di Milano? di Torino? di Roma? di Bologna? di Modena? di Reggio Emilia? di Parma? di qualsiasi altra città d’Italia? La mandereste o non la mandereste?
     
    Io non ne faccio una questione di partito.
    Ne faccio una questione di stupro, oltre che – beninteso – di spaccio di droga, di sfruttamento della prostituzione, di riduzione in schiavitú, di omicidi e smembramenti di ragazze, di accoltellamenti per strada, di occupazioni abusive di case altrui, di incessanti furti e borseggi.
    Mi dite che esistono pure i delinquenti italiani? Certo! Ma gli italiani ne hanno già abbastanza di loro. Non è necessario importarne altri, tra l’altro molto piú numerosi di quelli nostrani.
     
    Siete soddisfatti del degrado? Sí?
    Be’, io no. Tutt’altro: sono inferocito.
     

  10. 91
    Carlo Crovella says:

    Se credi ai puffi, continua pure: è tanto di guadagnato, per noi. Vi schianterete contro un muro. Me ne rallegro: noi ci guadagniamo solo da questo vostro modo di ragionare

  11. 90
    Carlo Crovella says:

    Se credi ai puffi, continua pure: è tanto di guadagnato, per noi. Vi schianterete contro un muro. Fai pure, me ne rallegro: noi ci guadagniamo solo.

  12. 89
    Tiziano says:

    Matteo , sacrosante parole

  13. 88
    Matteo says:

    No caro, stiamo parlando della percezione della popolazione italiana, subornata da un’informazione falsa e volutamente tendenziosa a cui quelli come te prestano volontario supporto, come stai facendo qui e adesso.

  14. 87
    Carlo Crovella says:

    Stiamo parlando che la popolazione italiana si è ROTTA LE PALLE del clima di insicurezza in cui viviamo. Conta poco se siamo primi o 24.simi, se altri paesi europei hanno statistiche peggiori o migliori delle nostre (questo spiegherà la “mucca” che sta per arrivare anche a livello continentale).
     
    Quello che conta è la percezione del problema da parte della popolazione. e’ questa la variabile chiave che spinge a destra gli elettori e che la sinistra continua a snobbare, arrampicandosi sui vetri delle considerazioni se la realtà oggettiva sia davvero pericolosa o meno rispetto a quella percepita. Finché la sinistra risponderà al problema (della insicurezza percepita) solo con queste argomentazioni, non darà mai le risposte che i cittadini si aspettano. ecco perché la popolazione vira a destra.

  15. 86
    Matteo says:

    ERRATA CORRIGE: la media 2008-2018 degli omicidi in Italia è 91.8, non 491.8 

  16. 85
    Matteo says:

    Dati ufficiali? Ma perché limitarsi all’Italia:
    https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Archive:Statistiche_sulla_criminalit%C3%A0&oldid=506799#omicidi_volontari_nell.27UE-27_nel_2018
     
    RAPINE 2016-2018 
    Belgio (155 x 100000 abitanti)
    Francia 
    Spagna
    Portogallo
    Svezia
    Lussemburgo
    Italia (50 x 100000 abitanti)
     
    OMICIDI 2008-2018)
    Belgio (189 x 100000 abitanti)
    Bulgaria
    Cechia
    Danimarca
    Estonia
    Irlanda
    Grecia
    Spagna
    Francia
    Croazia
    Italia (491.8 x 100000 abitanti)
     
    Però nel 2018 eravamo al 24° anziché al 10° della media dei 10 anni, quindi gli omicidi sono in evidente, sensibile diminuzione.
     
    In altre parole DI COSA STIAMO PARLANDO?
    A meno che sia una ben concertata azione di disinformazione e propaganda, alla quale quelli come te sono perfettamente organici…di sicuro in buonafede, sono sicuro.

  17. 84
    Carlo Crovella says:

    Alcune cose prese da internet.

    (NOTA: ne approfitto per correggere un dato da me segnalato in modo sbagliato in precedenza: i reati degli stranieri sono il 32% e non il 62%, ma resta il concetto che si riferiscono a bacini statistici inferiori a quello degli autoctoni)
     
    Criminalità 

    Il peso della componente straniera, ovvero delle persone di 18 anni e più nate all’estero, tra gli autori dei reati è andato aumentando a partire dagli anni Novanta, mentre prima di allora il fenomeno era trascurabile. Se nel 1990 gli stranieri erano pari al 2,5% degli imputati, nel 2009 gli stranieri rappresentano il 24% del totale degli imputati.
    Gli stranieri rappresentano il 32,6% del totale dei condannati, il 36,7% dei detenuti presenti nelle carceri e il 45%o del totale degli entrati in carcere:
    Fonte: ISTAT
     
    Inoltre:
     
    Al 30 giugno 2023, così come riportato sul sito ufficiale del ministero della Giustizia, nelle patrie galere risiedevano 42.511 detenuti, di cui quasi 18mila stranieri, per la precisione 17.987, pari al 31.27% e totale. Considerando che la fetta di stranieri regolari in Italia all’1 gennaio 2023 era di 5 milioni e 50mila unità, pari all’8.5% del totale dei residenti, e che nel nostro Paese è lecito considerare un’ampia fetta di irregolari non censiti, l’incidenza di soggetti stranieri colpevoli di reato risulta essere 5 VOLTE PIU’ ELEVATA rispetto a quella degli italiani.
    Fonte: Il Giornale su DATI DEL MINISTERO GIUSTIZIA
     
    Inoltre:
    Sul totale dei cittadini extracomunitari denunciati per i vari delitti, quelli senza permesso di soggiorno sono quasi il 70% per le lesioni volontarie, il 75% per gli omicidi, l’85% per i furti e le rapine
     
    Inoltre:
    Secondo i dati Istat è vero che il 40,4% delle persone denunciate nel 2021 per violenza sessuale sono stranieri, ovvero 2.007 su 5.073 e che nel 2017 il 41,5%, dei condannati con sentenza irrevocabile per violenza sessuale non era italiano
     
     
    Mia conclusione: di malandrini abbiamo già i nostri, almeno quelli forestieri evitiamoceli fin dall’inizio! Lasciamoli a casa loro!

  18. 83
    Matteo says:

     “vedo solo bambini viziati”
     
    proprio non riesci a contenerti, a evitare l’attacco vero?
     
    “Vi piace vivisezionare se io sono stato o no di persona a verificare se Via Padova “
     
    Sei tu che affermi di esserci stato, io affermo che se anche ci sei passato (cosa che francamente dubito) non hai visto e non hai capito nulla. Come spesso ti capita.
     
    “non vi siete ancora accorti che la mucca non solo qualche tempo fa era in corridoio, ma oggi è ormai entrata nell’appartamento”
     
    Non so nulla di corridoi e appartamenti, ma ti assicuro che ci siamo ben accorti, purtroppo, che a Palazzo ci è ben arrivata

  19. 82
    Carlo Crovella says:

    @79. Vuoi dei dati ufficiali?
     
    Eccoteli: fonte Viminale (Ministero degli Interni) confluiti in un articolo del Sole 24 Ore.
     
    https://www.ilsole24ore.com/art/indice-criminalita-milano-maglia-nera-e-roma-sale-podio-AFuSJv6?refresh_ce=1
     
    Milano maglia nera della criminalità in Italia, Roma sale sul podio
    I dati del Viminale sulle denunce rilevate nel 2022 dalle forze dell’ordine danno vita alla graduatoria su base provinciale che contribuisce alla storica indagine della Qualità della vita del Sole 24 Ore in uscita a fine anno
     
    ……Milano si conferma maglia nera nell’Indice della criminalità 2023 del Sole 24 Ore, con 6.991 reati denunciati ogni 100mila abitanti nel 2022 e denunce in crescita del 3,5% anche nel primo semestre 2023 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno………….
    ………A inasprirsi, però, sono i reati predatori, che spesso avvengono per strada: agli “storici” record negativi per i furti con destrezza (1.030 ogni 100mila abitanti) e negli esercizi commerciali, Milano oggi affianca nuovi primati nel numero di rapine in pubblica via e nei furti con strappo che fino all’anno prima appartenevano ad altre province (rispettivamente Rimini Napoli).

  20. 81
    Carlo Crovella says:

    Molto più interessante e profondo, invece, il contributo di Ines Millesimi. La sua storia politica è diametralmente opposta alla mia (ricordo che ho ho già raccontato che mi iscrissi nel 1976 al Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile dell’MSI, e da allora sono sempre stato legato al partito di destra, seguendone l’evoluzione), ma il messaggio che fornisce è quello che mi aspetto dai miei avversari politivi.
     
    La ricetta è la stessa che applico anche io (ovviamente sul, lato opposto della partito politica): impegno, impegno costante e coerente, impegno quotidiano, anche nei risvolti spiccioli dell’esistenza. Se davvero la realtà è quella che alcuni di voi dipingono (ovvero che il Paesi ha un’anima sostanzialmente di centro-sinistra) allora fatecela vedere, quest’anima di sinistra, attraverso  il relativo impegno individuale, giorno per giorno.
     
    Invece vedo solo bambini viziati, impregnati (forse in buona fede) di ideali anni Settanta (quelli che io giudico “obsoleti” ma che a tavolino rispetterei, certo li voglio battere, ma cavallerescamente), ma all’atto pratico solo bimbi viziati che sono talmente disimpegnati che non fanno neppure lo sforzo di andare a votare, per poi dire che le maggioranze legittime non sono rappresentative per colpa dell’assenteismo (scmenza colossale!)
     
    Fateci vedere, col vostro impegno quotidiano, che davvero la spina dorsale del paese è di centro-sinistra, che si “ribella” all’onda di destra, che si muove per far cadere il governo di destra (ovviamente seguendo le regole costituzionali) ecc ecc ecc. Fateci vedere. Ines col suo impegno ci fa vedere che esiste ancora un’anima di sinistra, ma lei è una. Affermate che siete la maggioranza? E dov’è tale maggioranza del paese? Non esiste più, come maggioranza.
     
    E invece di farvi il culo a sostegno dei vs valori, cosa vi piace fare? Vi piace vivisezionare se io sono stato o no di persona a verificare se Via Padova sia pericolosa o meno, se il parlamento rappresenti o no la volontà della popolazione (stante la vs convinzione che la popolazione NON è a maggioranza di destra), se chi governa deve fare o no ciò che è giusto astrattamente e non ciò che ha sottoscritto il suo parco elettori (e allora, perché facciamo le elezioni se poi destra o sinistra devono fare quello che si “deve” fare a prescindere dall’orientamento politico e dalla scala di valori di chi ha vinto???).
     
    A forza di rimbecillirvi con queste pippe mentali, anziché “impegnarvi” a combattere per i vs valori,  come invece fa Ines, non vi siete ancora accorti che la mucca non solo qualche tempo fa era in corridoio, ma oggi è ormai entrata nell’appartamento e si è già seduta sul divano del salotto.

  21. 80
    Matteo says:

    Concordo invece sul fatto che tu quelli come te teniate in poco conto le elezioni…

  22. 79
    Matteo says:

    Sicurezza, Sala: «Contro Milano in atto un’evidente campagna politico-mediatica. Lo dicono i dati» [Corsera]
     
    Sissì, tu sei stato in via Padova, tu confondi “non godere di buona fama” con pericolo, tu citi dati e giornali anonimi.
     
    Io passo tutti i giorni in via Padova, cito le lezioni dei municipi in questione, il Corriere della Sera e il mio sindaco.
     
    Sono certo che abbia ragione tu!

  23. 78
    Carlo Crovella says:

    @76 Caro amico, con l’onda lunga in atto (che, ciechi come siete e con le fette di salame introno agli occhi, non vi arrendete a voler “vedere”), di due voti ce ne facciamo un baffo! 

  24. 77
    Carlo Crovella says:

    Guarda che le palle le racconti tu (e non solo su questo specifico risvolto).
     
    Faccio copia e incolla al volo da internet:
    Oltre all’analisi del Politecnico di Milano, i quartieri che non godono di buona fama, i più ‘difficili’, sono:
    §  Quarto Oggiaro (criminalità organizzate, spaccio di droga, flusso migratorio incontrollato);
    §  Barona;
    §  Corvetto;
    §  Via Padova;
    §  San Siro (racket delle case abusive gestito da egiziani);
    §  Lorenteggio (occupazioni abusive, spaccio, scontri fra clan)
    §  Via Gola (situazione molto simile a quella di Lorenteggio e San Siro).
     
     Da altro articolo:
     
    Oggi leggevo che “Via Padova, a nord-est della stazione, resta una zona pericolosa, in particolare la sera e la notte, malgrado i tentativi di riqualificazione.” e che, in ogni caso, “Milano è la città con più reati in Italia”. (questa affermazione è vera, fonte Il sole 24 Ore. Milano ha quasi 7.000 reati ed è in testa alla classifica italiana. Di tali reati il 62% (cito a memoria, ma siamo da quelle parti) è effettuato da immigrati: tanti reati commessi da un gruppo ancora relativamente ristretto di immigrati rispetto alla complementare % di reati, commessi però da un bacino statistico enormemente più ampio. Conferma che gli immigrati hanno una propensione a delinquere infinitamente superiore a quella degli autoctoni NdR).
    Riprende l’articolista:
    Pur lavorando poco distante da via Padova, fortunatamente sono andato ad abitare in provincia da tempo, ma l’Amica Erre che abita in zona mi ha scritto: lasciamo perdere! Sala dovrebbe stare regolarmente in via Padova, soprattutto verso Loreto” ed aggiunge poi Emme: “Cosi potremo dire di essere stati derubati su un boulevard, che fa molto più elegante

  25. 76
    Carlo says:

    Sign. Crovella  mi sa che tra chi vive a Padova e chi in via Padova……ha già perso due suffragi!

  26. 75
    Matteo says:

    “In modo particolare sono andato più volte nel quartiere di Via Padova e anche in quello di Viale Brianza. Ergo “so” di cosa parlo e “so” cosa chiede la cittadinanza. (il tema che Milano è una città estremamente pericolosa)”
     
    Oellà, ma sei ubiquo e onniscente!
     
    Però, io che ci abito nel quartiere di via Padova, mi permetto di pensare che tu dica solo palle…

  27. 74
    Carlo says:

    Anche i partigiani erano assenti durante il ventennio ……eppure….poi a furia di dai e dai … .lo hanno ben appeso all’albero

  28. 73
    Carlo Crovella says:

    I lettori attenti sanno che da molto tempo testimonio anche qui sul Blog (“è agli atti”) che io giro sistematicamente fra la gente, andando in luoghi particolari per tastare il polso (in linguaggio moderno si direbbe il “sentiment”) della cittadinanza. E’ il mio contributo specifico all’organizzazione politica. Lo faccio in particolare nella mia città, ma mi sono spostato e sono andato di persona in altre città e ho parlato con i residenti. In modo particolare sono andato più volte nel quartiere di Via Padova e anche in quello di Viale Brianza. Ergo “so” di cosa parlo e “so” cosa chiede la cittadinanza. (il tema che Milano è una città estremamente pericolosa è sulla ribalta del sistema mediatico proprio in queste settimane…). Per questa mia costante frequentazione di quartieri, negozi, mercati rionali, zone antistanti le stazioni ecc ecc ecc, da almeno 10 anni ho percepito l’aumento di domanda di sicurezza da parte della cittadinanza e ho capito in anticipo che questa “domanda” avrebbe comportato una virata verso la destra dell’elettorato italiano (ma anche europeo). Peraltro lo affermano anche esponenti della sinistra, non accecati dall’ideologia, ma invece dotati di onestà intellettuale, come per esmpio Bersani (sua la metafora della “mucca nel corridoio”: noi eravamo già lì – nel corridoio- pronti a entrare in scena e solo lui se n’era accorto. Il resto della sinistra ha continuato (e per certi versi continua) a fare come se noi non esistessimo, ma  alla fine l’ondata è arrivata. Voi vivete come se foste ancora negli anni Settanta, ma il paradigma è completamente rovesciato. Per questo non avete il polso di cosa chiede davvero la cittadinanza: siete out e lo sarete sempre di più, non perché così piace a me, ma perché i desiderata della cittadinanza si stanno allontanando sempre più dal paradigma degli anni Settanta, quello cui sono rimasti agganciati quatto nostalgici con i capelli ingrigiti

  29. 72
    Ines Millesimi says:

    Ho trovato l’articolo di Carlo Crovella molto profondo e denso. Fa riflettere il suo apporto, soprattutto alla luce uguale e contraria del successo inaspettato, nazional-popolare, del film di Cortellesi “C’è ancora domani”. E questo a proposito, visto che  nei commenti si parla di voto, di democrazia e di maggioranza (che non è detto abbia sempre ragione…), sono stata colta in castagna. Non riesco a mettere insieme questi tasselli, il tema della paura e della ricerca della sicurezza dentro i propri confini, il tema identitario e di appartenenza, il tema dell’essere cristiano oggi e il tema del rinnovamento, del domani, del fare comunità per ricostruire tutte le falle di questo stare al mondo per coabitarci. 
    Sono stata presa in castagna. Lo confesso, non mi piacciono e a me fanno paura questi governanti. Lo confesso, non mi piace, mi irrita e rispondo a tono a quella maggioranza silente che li tollera o li approva. Lo confesso, giudico criticamente, rispondo e non sto zitta neanche quando l’opportunità, la convenienza, la prudenza me lo sollecitano (in privato e in pubblico).
    Quindi ben venga l’articolo di Crovella che mi fa pensare: 1) all’auto responsabilità, tutti i santi giorni, come un mantra 2) ai figli e ai giovani che hanno bisogno di esempi, non di chiacchiere; per esempio, la scuola, dall’asilo alle università, ogni consesso laico dove si fa formazione, sarebbero utili per gettare i semi di una pace “non all’acqua di rose e alla pasta di mandorla”. Questi governanti hanno s-fiaccato tutti i docenti, li hanno depotenziati; 3) al proteggermi con antidoti al chiasso becero (valori rifugio: andare in montagna con quelli a cui piace andarci, vedere una buona mostra, scegliere un buon film o un buon libro); 4) al non stancarmi mai di praticare 1), 2) e 3) nonostante tutto. Delle volte la conflittualità è interna, ho preso atto che necessita governarla con la postura giusta, ridimensionando sia il peso degli eventi sopra le proprie egocentriche spalle, sia il contenuto degli eventi che spesso obbligano una presa di posizione decisa, coerente con i propri principi e la propria scelta esistenziale. 

  30. 71
    Matteo says:

    “Andate a Milano, in Via Padova i in Viale Brianza, a Baggio o alla  Bovisa…”
     
    Perché tu sei andato in via Padova? Hai parlato ai residenti?
    O ti sei limitato a leggerne sul Giornale Libero…
     
    Per sottolineare l’ignoranza della tua sicumera ideologica, sappi che i i Municipi delle zone 2 e 3 hanno votato il PD (da lunga pezza, peraltro…)

  31. 70
    Carlo says:

    Ho sempre pensato che chi va al governo debba avere una propria idea di stato sociale e che non debba cavalcare la vox populi, altrimenti finisce per realizzarsi il mondo da Lei professato: montagne deserte, paesi svuotati, tutti chiusi in casa dietro le sbarre e fuori solo civili armati e clandestini appesi agli alberi…..non prenderei casa nel Suo paese!!!!!

  32. 69
    Carlo Crovella says:

    Ho già detto, anche qui sul Blog, più e più volte (per cui “è agli atti”: se lo devo ripetere significa che siete distratti e superficiali) che chi è assente ha sempre torto, Vale per qualsiasi occasione in cui si effettua una votazione democratica, dall’assemblea di condominio fino alle elezioni politiche. Ritenete che la vostra opinione (sia generale che sul punto in questione) vada ben oltre il bacino di elettori ante-destra del settembre 2022? Dovevate andare tutti a votare: il vostro schieramento (secondo i “vostri” calcoli) avrebbe vinto alla grande e ora ci sarebbe un’altra gestione del Paese…. Non siete andati a votare per fare muro contro le destre? Caxxi vostri. Adesso vi tenete quel risultato elettorale.
     
    In realtà non è neppure quello soppra descritto il vostre vero problema, Il sentiment della popolazione italiana (direi addirittura eurpea) è virato a destra da almeno una decina d’anni e voi continuate con le fette di salame sugli occhi a non accorgevene. Il punto di scollinamento oggettivo è stato il periodo del Covid e soprattutto l’immediato post Covid, il periodo del Green Pass per capirci. Lì moltissimi cittadini comuni hanno definitivamente capito che, in fondo in fondo, non è un male perdere fettine di libertà in nome di una maggior sicurezza (in quello specifico caso di tipo “sanitario”, il concetto si è poi esteso e abbraccia tutto il vivere, in particolare l’ordine pubblico. il parole povere il Green Pass ha definitivamente abbattuto il tabù sul tema. Il paradosso è che è stato introdotto dal Governo “più a sinistra della storia della Repubblica Italiana”. I tempi erano maturi, ma la sinistra, quella dell’intoccabilità dei principi costituzionali, si è data la zappa sui piedi e da allora è iniziato un altro film.
     
    Vi sfugge infine che i sondaggi (pur nella loro generalità statistica), essendo calcolati in tempo reale, NON risentono più della stortura (come la considerate voi) connessa alla scarsa affluenza la voto. Quindi sondaggi attuali che vedono FdI poco sotto al 30% sono riferiti all’oggi e non a calcoli sbagliati (sul piano politico) dell’elezione del settembre 2022. Sempre i sondaggi dell’oggi confermano che la maggioranza degli italiani è ormai attestata su posizioni complessivamente conservatrici, cioè di centro-destra, non di centro-sinistra.
     
    Anzi, le manifestazioni del bisogno di sicurezza, da parte di comuni cittadini, stanno fioccando ormai a ripetizioni… Andate a Milano, in Via Padova i in Viale Brianza, a Baggio o alla  Bovisa e guardate con i vostri occhi, oppure andate alla Stazione Termini di Roma o nel quartiere Barriera di Milano a Torino, oppure ancora andate davanti alla Stazione di Trieste e ora, mi ha colpito molto, anche in centro a Cagliari e a Palermo. Andate lì e chiedete in giro ai residenti italiani e avrete la miglior risposta alle vostre pippe mentali.  se continuate a stare arroccati sulle vostre pippe mentali (“nel settembre 2022 avete vinto perché i nostri non sono andati a votare”…), verrete travolti dall’ondata del pensiero della cittadinanza, che ormai NON è più sulle vostre posizioni.

  33. 68
    Matteo says:

    “Queste non sono mie idee “isolate” dal resto del dibattito.”
    In effetti è vero…sono solo cazzate qualunquiste e populiste, che fanno presa su chi non conosce la realtà e non vive la città ma si “informa” su TG e leggendo il giornale o libero!

  34. 67
    Luciano Regattin says:

    Crovella, dall’alto della tua conoscenza mi stupisce che non tu non sappia fare due conti: il 30% non è “degli italiani”, ma di quelli che hanno espresso una preferenza. Che sono, a seconda del sondaggio, solo il 40-45% del totale degli intervistati. Quindi prendiamo il massimo, 30% del 45% fa 13,5 % degli italiani.
    Buona notte.

  35. 66
    Carlo says:

    Mi riferivo alla classe politica locale, ed a Lei, nel mio invito a visitare la mia città. Le ricordo che il governo ha la maggioranza degli elettori, e che dovrebbe governare anche chi non lo ha votato, non è andato a votare e non può votare….e queste categorie rappresentano pur sempre la maggioranza di chi vibe e lavora in Italia. Comunque staremo a vedere  serenamente. Per ora sono stati annunciati passi da gigante….ma fatti passi da nani. Mi ricordano quelli che finito il corso cai, con attrezzatura nuova di zecca che parlano dei gradi delle varie vie del gruppo montuoso….e vanno al rifugio a bere il cappuccino per decidere quale fare…e poi li vedi su quella più facile, tremanti e preoccupati che il tel prenda!!!

  36. 65
    Carlo Crovella says:

    Carlo hasi davvero le idee molto confuse (ma dove vivi, almeno un TG ogni tanto lo senti?): guarda che di “sabaudi” nella classe dirigente al Governo non ce ne sono tanti. Anzi sono pochi: c’è Crosetto , c’è Picco Fratin, c’è Molinari che è  Capogruppo della Lega alla Camera, forse mi dimentico in questo momento di qualche altro, ma la pattuglia è davvero sparuta. Quindi l il tuo invito alla classe dirigente sabauda è davvero molto “ingenuo” (anche perché, se riferito all’Amministrazione comunale di Torino, ti ricordo che il Sindaco Lo Russo è del PD: completamente cannata la sua osservazione!).
     
    La classe dirigente oggi la Governo è principalmente romana, a iniziare da Giorgia Meloni,  con alcuni innesti milanesi. Mi sa che ormai stai andando un po’ alla deriva nelle cose che dici…  In ogni caso il muticultaralismo è anche lui roba “vecchia” e perfino gli USA orami stanno voltandogli le spalle. Infine quelli che credono nel multiculturalismo non devono convincere “me” (un singolo cittadino) ma circa il 30% degli italiani che stando ai sondaggi sostengono FdI e anzi su questo tema devi tener conto del sostengo popolare alla terna dei partiti, perché questo è un tema condiviso dalla coalizione. La maggioranza è appunto “maggioranza”. Premesso che io sono convintissimo (da molto tempo) della posizione che ho espresso, ti segnalo che vivere in democrazia non significa perseguire la cosa più giusta in astratto, ma la cosa più condivisa. Sul tema specifico, la cosa più condivisa è la ricerca della sicurezza, non il paese delle meraviglie che tu citi descrivendo il tuo quartiere. Vai  chiedere cosa pensano del multiculturalismo agli italiani che abitano in Via Padova a Milano  o in quello che, sempre a Milano, è ormai chiamato il chilometro della morte in Viale Brianza… e potrei citare mille altre zone invivibili in ogni città italiana.

  37. 64
    Carlo says:

    A me piacciono molto le pere  e ancora le coltivo e raccolgo nella città dive vivo. Sede di una delle più antiche università e circondata da mura alte e spesse. Da sempre feudo democristiano dopo che lo sprovveduto D’Alema ha consegnato le frequenze tv ad un imprenditore palazzinaro, è diventata di destra. In quel luminoso periodo si formò una vera e propria balieu, dove persino la polizia si teneva alla larga. I cittadini, giovani e disillusi grazie alle frequentazioni che venivano dalla gioventù universitaria, virò a sinistra. Il quartiere venne letteralmente ricostruito e carcerati non tanto gli spacciatori ma i loro fornitori…in hran parte italiani!!!
    Ora è un bellissimo quartiere multietnico ricco di vita, giovane e colta, abitato da studenti e, guarda caso  dai figli di quie clandestini a Lei tanto invisi. Le mura  non hanno mai tenuto fuori gli invasori, che sono sempre entrati dalle finestre o con giochi di palazzo. Ma sono servite a tutelare aree verdi dove …..coltivo il mio alberello di pere.
    Forse la classe dirigente sabauda dovrebbe uscire dalla sua geometrica città senza mura, aprirsi…. chissà non scopra un mondo migliore e possibile rispetto a quello che vede attraverso le sbarre del salotto.

  38. 63
    Riva Guido says:

    “Arrivare in cima non è difficile, difficile è restarci”.

  39. 62
    Carlo Crovella says:

    Ma di nuovo: ma dove vivi????
    Queste non sono mie idee “isolate” dal resto del dibattito. Se leggi il programma elettorale di FdI per le elezioni del settembre 2022 (un anno e un mese fa!) queste cose venivano già dette in modo molto chiaro, come altre cose, quali la riforma costituzionale, la riforma della giustizia ecc ecc ecc. 
     
    Inoltre il programma di FdI è stato poi rafforzato dal programma di coalizione (FdI+Lega+Forza Italia) con cinque punti base condivisi dall’intera coalizione che, vincendo le elezioni del settembre 2022, ora compone la maggioranza di Governo. Per cui quei cinque punti riassuntivi rappresentano all’atto pratico il programma ideologico cui punta il Governo in carica, fatto salvo la necessità di adeguare la “navigazione” agli intoppi che emergono (guerre ecc). In quanto cittadino ti consiglio di leggere detto programma, non con l’auspicio che tu lo condivida, ma per tuo stesso tornaconto individuale, nel senso che se NON SAI dove  vuole andare il Governo in carica, ti potrà capitare, per i prossimi quattro anni (tempo residuo della legislaztura), di cadere di nuovo dal pero di fronte a scelte che verranno, di volta in volta, perseguite dal Governo, coerentemente con il programma che si è posto.
    (Nota. Certo che se stia fuori dal mondo! Evidentemente non guardi i TG, non leggi i giornali, non ti informi… e poi caschi dal pero di fronte alla realtà. Ma non è colpa della realtà, è colpa di chi non si informa, neanche fuori dal cosiddetto mainstream).
     
    Se, per tua pura informazione culturale, ti interessa conoscere il programma elettorale di FdI, lo trovi qui:
     
    https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/Brochure_programma_FdI_qr_def.pdf
     
    Ciaooooooooooooo!

  40. 61
    Carlo says:

    Pensare di eradicare immigrazione clandestina mi suona come la Merlin che chiudendo i casini pensava di togliere prostituzione o come in america vietare l’alcool che ha portato la mafia italiana a livelli inimmaginabili prima. Pensare di  “prenotare” braccia come descrive Lei mi fa pensare agli europei che andavano legalmente a prelevare braccia per i cotonieri americani. Certo che se queste da Lei enunciate sono le nuove visioni….un brivido lungo la schiena mi corre.
     

  41. 60
    Carlo Crovella says:

    Carlo, cerco di spiegarti in modo sintetico. C interpreta bene le mie parole, non voglio offenderti, ma effettivamente hai le idee confuse, molto confuse.
    Lo so bene che vivi in Italia, ma intendo dire un’altra cosa: mi pare di aver capito che NON vivi in una città, neppure di medie dimensioni. Questo può fare la differenza, specie sul tema criminalità predatoria. Se non vivi né a Milano, né a Napoli, ma neppure a Palermo o a Verona, ma in un piccolo centro o addirittura in un paesello, probabilmente il problema non è ancora arrivato da voi, per questo non ne hai contezza. Ma se aspettiamo che il problkma arrivi fin nei paeselli, se non interveniamo, arriverà anche sotto casa tua, è solo questione di tempo. Ma allora sarà tropo tardi.
    Cmq:
    1) Io non mi limito a combattere i delinquenti che derivano dall0immigrazione clandestina, ma  ritengo che si debba estinguere in toto (a ridurre fortemente) il fenomeno dell’immigrazione IRREGOLARE e ILLEGALE, e non il solo risvolto che tale fenomeno produce in termini di problematiche di ordine pubblico. L’immigrazione illegale va sostituita con l’immigrazione regolare, verificata nei paesi di origine da hot spot presumibilmente di organizzazione europea e non solo italiana ecc ecc ecc (ho già spiegato tutto in passato).
     
    3) L’obiettivo non è riempire le nostre carceri (che sono già al collasso) di altri condannati, perseguendo così la criminalità conseguenza dell’immigrazione irregolare. L’obiettivo è non averli proprio, né un strada che delinquono, né nelle nostre carceri che sono al collasso e non abisognano di altri detenuti.
     
    2) Certo che ci sono anche delinquenti “nostrani”. Ci sono, li dobbiamo arginare, cercando innanzi tutto di prevenire la loro propensione a delinquere (ad esempio lavorando per sanare le condizioni di disagio in ghetti come le borgate periferiche ecc). Chi delinque deve essere perseguito, secondo  le nostre leggi e va messo in carcere. Ovvio tutto questo. Ma proprio perché di delinquenti “nostrani” (cioè italiani di DNA) ne abbiamo già che basta… quelli “non nostri” e che oggi stanno sul nostro territorio in modo irregolare, poiché giuntivi con l’immigrazione clandestina, che li aggiungiamo a fare??? Evitiamo che arrivino, gli irregolari!
     
    3) Gli immigrati che ci servono a fini economici (e ho già detto che mi urta chi fa questi ragionamenti, perché crede di essere in posizioni eticamente nobili e viceversa si rivela in potenziale sfruttatore di risorse umane…), cmq quelli che ci “servono” vanno selezionati a casa loro e fatti arrivare con aerei pagati dagli europei, in base ad una programmazione precisa dei flussi numerici.
     
    Non ricordo se mi hai chiesto altro, ma essendo di corsa non avrei neppure il tempo per altre spiegazioni. Scusami.  A presto. Ciao

  42. 59
    Carlo says:

    Vivo in Italia, Sign. Crovella. Le mie idee sono senza dubbio confuse, forse saranno stati il ventennio berlusconiano (governi che non durano ma con esponenti che più o memo rappresentano la stessa mentalità) …..o una lega al governo e all’opposizione allo stesso tempo.  Fatto sta che il debito pubblico è sceso solo col governo Prodi, fucilato dalla sinistra estrema che, giustamente, voleva ridurre l’orario di lavoro.(grande idea per un paese dove l’industria più fiorente è quella turistica). Ma torniamo alla mia confusione: Lei dice di voler combattere i clandestini che delinquono…..o i delinquenti son solo clandestini???

  43. 58
    Carlo Crovella says:

    @48 Ma dove vivi??? Intervengo per chiarirti le idee (ma è incredibile che esistano cittadini italiani con le idee così confuse) e ricordati alcuni riferimenti storici.  Il Governo Berlusconi 2001-2006 (seppur con un rimpasto a metà di alcuni Ministri) è durato 5 anni. Quindi un precedente c’è. Sia il primo Prodi (eletto nel 1996) sia il secondo (2006) sarebbero durati 5 anni, ma sono stati pugnalati da propri sostenitori, gente della sinistra. L’obiettivo della riforma presidenziale, che sia nella forma del presidenzialismo puro o nel premierato poco rileva, è evitare le manovre di palazzo, anche quanto l’esisto elettorale (come per i due Prodi) è esplicito. Non è un favore alla destra: governerà chi vincerà le libere elezioni, potrebbe vincere anche uno di sinistra o del M5S.
     
    Certo che 5 anni da soli sono “pochi” per modernizzare il paese, ma intanto garantiamo a chi vince le elezioni di avere un arco temporale che non sia quello storico (poco più di un anno) della Repubblica Italiana. Ovvio che la speranza (sottolineo “speranza”, non il disegno, l’obietivo) è quello di garantire ttranche da 5 anni l’una ion sequensza. DSe non alla stessa pèersona, alla stessa linea politica. Se inizi ad avere 3 o 4 tranche consecutive con Premier dello stesso linea ideologica, le chance di modificare il trend del paese aumentano di conseguenza.
     
    Per quanto riguarda la cosiddetta criminalità predatoria (immigrati clandestini che vagano senza controllo e quindi sono portati a rapinare per strada ecc ecc ecc), sei completamente fuori strada. La linbea NON è sbatterli in carcere, dando la certezza della pena ecc ecc, ma non averli proprio sul nostro territorio. GLI ILLEGALI NON DEVONO ARRIVARE. Ricordo che stiamo parlando di immigrati clandestini, ovvero arrivati qui con l’immigrazione illegale e irregolare. La mano d’pera che ci può esser utile, e necessità di integrazione e quindi di sua “europeizzazione”, è un’altra: è quella LEGALE e REGOLARE, con modalità che ho già espresso in un recente passato (credo proprio rispondendo a te) per cui non utilizzo altre spazio per ri-spiegare cose già dette. Con 5 anni a disposizione (ora in verità solo più 4) e con un auspicato quadro politico comunitario diversissimo al seguito delle elezioni del giugno prossimo, io coltivo molte speranze che si possa andare in quella direzione. Dovrà essere decisione condivisa a livello comunitario, non basta il singolo paese.

  44. 57

    E se usassimo un più personale o soggettivo ma cinematografico POV?
    Point of view.
    Punto di vista, insomma.
    Così poi ognuno lo potrà caratterizzare cronologicamente e democraticamente come cazzo gli pare.

  45. 56
    Matteo says:

    “ma a me questa (presunta) new view sembra più vecchia della (presunta) old view.”
     
    Ma và?!

  46. 55
    Placido Mastronzo says:

    Sarà… ma a me questa (presunta) new view sembra più vecchia della (presunta) old view.

  47. 54
    Riva Guido says:

    Apperol, che discussione interessante!

  48. 53
    Marcello Cominetti says:

    Ostia, certo che non ci sono più i fascisti di una volta. Usano gli inglesismi a cuor leggero. Certo che quando c’era lui…

  49. 52
    Giulia Butturini says:

    Non sei assolutamente fuori tema, Marcello! Però adesso ti becchi lo spiegone. Aperitivo è parola di origine italiana, viene dal latino “aperire”, ovvio, apre lo stomaco prima della cena. E fin qui siamo in linea con le esigenze di italianità del noto periodo. Aperol, inventato nel 1919, si limita ad aggiungere all’italianissima ? radice aper il suffisso “ol” che non ha alcun significato ma conferisce alla parola un suono che fa pensare al gesto di girare, roteare proprio come quando si prepare un cocktail (ops, questa non è una parola italiana!).
    Quindi il nonno del tuo amico è stato ingiustamente costretto a cambiare l’insegna del suo bar, non c’era alcun inglesismo nella sua insegna.

  50. 51
    Gianni Battimelli says:

    “L’etimologia del termine non lascia dubbi: viene definito aperitivo, dal latino aperitivus (che apre), una bevanda in grado di stimolare e, dunque, “aprire” la sensazione della fame.” (da Wikipedia) Aperol poi se lo sono inventato, ma di inglese non c’è niente, direi.

  51. 50
    Marcello Cominetti says:

    In inglese è Aperitif , stessa radice. Potrebbe essere quella utilizzata più una parte in italiano.
    Il mio non è un fuoritema eh!?
    Durante il fascismo il nonno di un mio coetaneo che aveva un bar in un paesino della Val Trebbia, aveva dovuto modificare l’insegna e scriverci APEROLLO, visto che l’incaricato locale del partito (anche lui frequentatore dell’unico bar del paesino) gli aveva detto che era proibito l’uso di parole straniere.

  52. 49
    Carlo says:

    Per via delle risorse mi pare la scienza ci abbia aiutato con energia nucleare e carne sintetica….entrambe mal viste dai nostri governanti. Se per la prima ormai il treno è perso la chiusura a riccio sulla seconda mi pare proprio visione vecchia

  53. 48
    Carlo says:

    In futuro l’uomo si inurbererà sempre più e questo porterà qualche problema di sicurezza, ma non credo la soluzione possa essere carceri più grandi e più leggi, ma la vecchia visione di certezza della pena. Si prospetta regime duro coi deboli e questo porta sicurezza solo ai più abbienti. 5 anni sono un tempo lunghissimo per un governo italiano, credo nessuno ci sia arrivato e comunque 5 anni sono nulla per cambiare un paese. Forse ci sono idee troppo ambiziose e  al solito, si pensa un elefante e si partorisce un topolino. Spesso è capitato così da noi. Staremo a vedere, ma buttare la storia per ipotizzare il futuro non credo sia buona idea. Avrei più considerazione di vecchie visioni….r meno speranze sulla durata di una classe politica molto mediocre e marginale rispetto interessi mondiali

  54. 47
    Carlo Crovella says:

    Il clima, specie storico, c’entra poco o nulla nei discorsi sul tavolo. C’entra però in visione futura, per il fatto che, prospetticamente, si andrà verso un pianeta sempre più caldo (p.e.: Mercalli prevede 50 gradi costanti da aprile a ottobre in Pianura Padana fra pochi decenni) e credo che di sicuro questo non calmerà gli animi, anzi. In prospettiva, però, la vera variabile dirompente, fra le due, è quella demografica: anche a meno trenta, se sei stipato come sardine, chiaro che sbrocchi per procurarti i mezzi di sopravvivenza. Tanti umani e sempre meno risorse disponibili (e relativi spazi dove trovarle): mors tua, vita mea.

  55. 46
    Matteo says:

    “Per amore di precisione segnalo che a me risulta che i paesi nordici siano ai vertici della classifica mondiale dei suicidi, ma IN TERMINI PERCENTUALI sulla popolazione.”
     
    Termini percentuali che sono gli unici a poter avere un qualche senso quando si confrontano popolazioni numericamente differenti.
     
    Ma tanto per smentire le analisi di cui sei tanto convinto, mi piacerebbe sentire come definisci il clima dell’India (ma anche della Cina), le cui popolazioni sono notoriamente molto aggressive e intolleranti…magari paragonandolo al clima scozzese o polacco, popolazioni decisamente tolleranti e famose per le abitudini parche e le discussioni civili.

  56. 45
    Matteo says:

    Non credo Marcello, direi che deriva dallaradice dell’italianissimo APERitivo, più un suffisso di fantasia

  57. 44
    Carlo Crovella says:

    Per amore di precisione segnalo che a me risulta che i paesi nordici siano ai vertici della classifica mondiale dei suicidi, ma IN TERMINI PERCENTUALI sulla popolazione. In assoluto si tratta di numeri piccoli, mentre i numeri assoluti più elevati appartengono a India e Grecia, appesi caldi e affollati, specie il primo. Cmq qui si sta parlando di “aggressività” verso gli altri (nello specifico conseguente allo stipamento umano, stile sardine in scatola) più che di felicità/infelicità individuale. Inoltre uno che arriva poi a suicidarsi, si chiude progressivamente su se stesso: difficile che aggredisca gli altri. Esistono casi anomali, ovvio, ma non fanno statistica

  58. 43
    Antonio Migheli says:

    #42 Fabio: tutt’altro, avverto un masochistico bisogno di sentirmi dare del “tronista”, quindi attendo con ansia le nuove ingiurie del nostro filosofo animista ed antirazionale. 

  59. 42
    Fabio Bertoncelli says:

    @ 40
    Il popolo del forum rivuole Merlo ai commenti!
     
    Cosí, visto che il sottoscritto deve spesso reprimere istinti omicidi quando si scatena il Crovella, almeno Antonio (Migheli) patirà un travaso di bile.
     
    Mal comune, mezzo gaudio. Antonio, ne convieni?
    ???

  60. 41
    Marcello Cominetti says:

    Qualcuno mi sa dire se Aperol è di derivazione anglofona per favore?
    Grazir

  61. 40
    antoniomereu says:

    14#talmente felici i Finlandesi che ha dovuto intervenire un piano governativo per abbassare le medie spaventose da record in negativo per i suicidi…e un po funziona visto il numero in calo.
    Felicissimi di essere al freddo e compensare con le bevande a base di alcol ,felicissimi di accendere 6 mesi la luce  al posto del sole…felicissimi di combattere una loro guerra intestina al suicidio giovanile.
    P.s. bello il pezzo di Merlo.
    A quando un Suo rientro tra i post?

  62. 39
    Carlo Crovella says:

    Può darsì che la mia propensione all’uso di termini anglofoni è mutuata dal settore della gestione aziendale, dove opero professionalmente e dove tali termini sono ormai talmente in uso da non poterne fare a meno. In ogni caso tale mia propensione al loro uso, che rivendico, è conferma di un a mia libertà di pensiero per cui non seguo pedissequamente le indicazioni el partito, laddove non le condivido. 
     
    Infine trattasi di evidente esempio di argomenti da chiacchiere al bar, roba da gente in coda dal parrucchiere. Ma non ve ne rendete conto? Ad avanzare argomentazioni da beghine, sputtanate voi stessi: vi abbassate a livello delle beghine e bi siete ormai giocati ogni disponibilità a valutare le vostre argomentazioni, anche dove, magari, sono fondate e intelligenti.

  63. 38
    Carlo Crovella says:

    Ricordo ai soliti provocatorim oldvieuristi (la seconda “u” è un errore di battitura) che la riforma costituzionale in senso presidenzialista era esplicitamente citata nel programma elettorale 2022 del partito in cui io mi riconosco (FdI). Non è un’idea tirata fuori dal cassetto ieri mattina, ma un tema su cui nella destra si lavora da molto tempo. Ora si sta parlando di premierato e non di elezione diretta del presidente (che fonderebbe in una sola carica Capo dello Stato e Capo del Governo come in USA per capirci) perché la seguito del dibattito nelle fila della maggioranza è emersa la preferenza per questa specifica opportunità Ma l’idea in sé è vecchia come il mondo, non è il desiderio di consolidare uno potere di una specifica persona. anzi il premierato come alternativa è già un presidenzialismo attenuato rispetto al presidenzialismo puro (cui io personalmente continuo a dare la mia preferenza). Vedremo lo sviluppo.

  64. 37
    Matteo says:

    “Perché old view e tutte le altre menate di inglese?”
     
    Certo Fabio, sopratutto in considerazione dell’appartenenza politica di Carlo: avevano mica proposto una legge per l’uso dei termini italiani e la sanzione di quelli stranieri…un po’ di coerenza!
     
    Gli stessi che poi sono riusciti per la prima volta a introdurre l’inglese nella denominazione di un Ministero della Repubblica Italiana (vedi qui: https://www.mimit.gov.it/it/)
     
    Ho come la sensazione che voglia dire qualcosa tutto ciò…

  65. 36
    Ratman says:

    Molta filosofia si dipana in una prosa che diluisce argomentazioni debolissime in una improponibile fumosità letteraria fatta di parole esoteriche accostate in una sintassi tra l’improbabile e l’illeggibile.
    In questo caso una ideuzza trita e ritrita litiga in arrocchi composiivi in cui l’ordinaria sintassi è in evidente stato comatoso: puo dire di capire qualcosa da questo scritto solo chi presenutosamente pensa di avere una cultura da confrontare con queste fumosità: tipo chi vuole fare il pugile nella pista del circo con Bagonghi in posizione di guardia.
    Diciamocelo: queso pezzo sta alla filosofia come la direttissima a Superga sta ad una impresa candidata al piolet d’oro.

  66. 35
    Fabio Bertoncelli says:

    “oldviueruista”
    Alessandro, posso resistere (forse) agli sproloqui di Carlo, ma non a oldviueruista. Qui rischio un infarto.
     
    Esigo censura! ???
     

  67. 34
    Carlo Crovella says:

    Rifiutare aprioristicamente i termini di uso corrente, che purtroppo sono in gran parte anglofoni o anglesizzati, è a sua volta sintomo di old view.

  68. 33
    Carlo Crovella says:

    Bertoncelli. Ma ancora con queste obiezioni???? Ho espresso il concetto sulla Libertà-Sicurezza  almeno 3 anni fa, al tempo del dibattito su lockdown-Green Pass ecc e già allora ho scritto esattamente questa cosa (cioè che la popplazione europee ha cambiato mood: è disposta a cedere quote di libertà individuale in cambio di maggior sicurezze). Sono arcisicuro di aver già scritto così qui sul Blog e anche molto più di una volta. Anche allora me l’hai contestata (coerentemente con la tua natura di “oldviueruista”), ma il punto di questo mio intervento non è entrare nel merito del tema Libertà o meno, bensì un altro. Sei sicuro che non hai perdite di memoria??? Se OGNI VOLTA mi ri-contesti esattamente le stesse cose su ogni argomento (oggi questo, ieri un altro, domani chissà…) diventa PESANTISSIMO aver a che fare con te. Renditi conto di ciò e almeno inizia i tuoi interventi scrivendo “non ricordo se ne abbiamo già parlato, nel qual caso scusatemi, ma vorrei dire che…..”. almeno così un po’ di disponibilità ad ascoltarti da parte mia c’è. Se parti in quarta come se fosse, ogni volta, la prima volta che leggi una mia considerazione (in realtà già da me espressa e magari anche più di una volta) fai letteralmente cascare le braccia e in genere inneschi una reazione innervosita.
     
    Inoltre renditi conto che, se ogni volta parti in quarta come se fosse la PRIMA volta che espongo un concetto (ripeto oggi questo, ieri un altro, domani chissà…) primo fai perdere la pazienza, ma secondo sputtani la validità delle tue eventuali obiezioni (scatta il meccanismo del tipo “ma sto vecchio rimbambito che manco si ricorda che abbiamo già parlato di ciò e oggi casca dal pero come se fosse la prima volta che ne parliamo….. ma che razza di idee fondate e intelligenti avrà mai…?). La conclusione? Che manco leggo i tuoi interventi (contento tu…).
     
    Guarda la differenza fra l’approccio odierno del mio omonimo Carlo e il tuo, che è sistematico. Finché segui la modalità dello smemorato, ovvio che affido un peso specifico negativo alle tue considerazioni. Non è per cattiverai, ma è realtà. A essere sincerissimi, ti i ho già spiegato questo problema almeno 20 volte… forse addirittura di più. Sarà la volta buona che capirai e soprattutto memorizzerai???????????????

  69. 32
    Fabio Bertoncelli says:

    E poi – perdio! – almeno sproloquia in italiano! Perché old view e tutte le altre menate di inglese?
    Da te mi sarei aspettato piú rispetto – piú amore – per la nostra lingua. Ah, Carlone mio, non ci sono piú i sabaudi di una volta…
     
     

  70. 31
    Carlo Crovella says:

    Carlo. Innanzi tutto l’immigrazione non è di quattro gatti e sarà sempre più consistente.  Non voglio aprire qui lo specifico dibattito, ma che l’immigrazione irregolare alimenti problemi di sicurezza in senso stretto (degrado nella migliore delle ipotesi e criminalità “predatoria” come oggi si chiama, cioè rapine, coltello alla gola, tentativi di violenza su donne ecc) è purtroppo realtà quotidiana. Il numero dei carcerati è solo la cartine di tornasole, magari fossero tutti in carcere… invece stazionano ormai in ogni città, non solo più Milano o Roma, ma anche città di medie dimensioni e del sud, come Cagliari e Palermo. Città che appartengono a una cultura tradizionalmente “ospitale” (sicuramente molto di più di noi bastardi sabaudi, non c’è dubbio), ebbene cagliaritani e palermitani sono “esausti” da questi fenomeni. Ne ho certezza da feedback recentissimi e mi pare che vi siano stati anche specifici servizi in TV.
     
    Mi par di capire che tu non abiti in un centro rbano e forse è questo il motivo per cui njon hai rispondenza diretta del fenomeno. fatti un giuro alla Stazione Centrale di Milano o a quella di Roma Termini, specie id sera e dimmi se ci faresti andare a prendere il treno da sola a tua moglie/figlia (se non hai né moglie né figlie, immagina il contesto).
    Il fenomeno NON è solo italiano, ma ormai continentale. Londra è pericolosissima, a Parigi musulmani con il machete fra la folla (Allah Akbar), a Bruxelles uccido col mitra i tifosi che stanno per andare allo stadio…  ecc. In Europa ormai nessuno vuole più nuovi immigrati clandestini, cioè irregolari. Neppure la Svezia che pure per anni ha operato volutamente una politica da “accogliamoli tutti”. Le soluzioni strutturali al problema strutturale le ho già prospettate in una precedente conversazione, se la memoria non mi inganna illustrandole proprio a te (cioè specificando tuoi precedenti interventi sulla “necessità” di sangue fresco). Vedo che non hai ancora aperto gli occhi completamente, non te ne faccio una colpa, ma devi mettere in discussione le tue convinzione “old view”.
     
    Il problema sarà sempr più grave per i flussi in uscita da aree mondiali che diventeranno sempre più invivibili al seguito del trend dei cambiamenti climatici, per cui va affrontato e ho già detto che se le prossime elezioni europee (giungo 2024) cambieranno gli equilibri verso il centro-destra, le cose si muoveranno anche lì. Preciso a scanso di equivoci che le soluzioni di hot spot in paesi Extra-UE, stile protocollo con Albania, da un lato NON solo la SOLUZIONE STRATEGICA del problema generale (ma solo una soluzione spicciola di gestione operativa di parchegghio dei richiedenti asilo arrivati con flussi irregolari), ma dall’altro hanno visto l’approvazione di altri stati, a iniziare dal cancelliere tedesco, quindi vedrete che sarà una soluzione tampone ma non della sola Italia.
     
    Per quanto riguarda sia lavoro che salute che sono le esigenze cardini della popolazione italiana, oltre alla sicurezza di ordine pubblico e al sistema dell’istruzione, chiaro che si deve lavorare in quella direzione, cioè migliorare le rispettive situazioni. Allo stato attuale ci sono margini di manovra risicati per vincoli di bilancio, a loro volta particolarmente pesanti, per la specifica situazione italiana, per colpa del debito pubblico pesantissimo accumulato da metà anni ’80 in poi. Non so se il dato che sto per fornirti ti possa aiutare nei tuoi ragionamenti, ma nel 2024 si pagheranno all’incirca 100 miliardi di euro di soli interessi sul debito già in essere. Questo mattone pesa nelle scelte di bilancio: l’obiettivo è sicuramente detassare il cosiddetto cuneo fiscale (qualcosina si è fatto) e prospetticamente aumentare i fondi per il sistema sanitario, in modo da fare nuovi investimenti in tale settore (nonché nell’istruzione). Non si riesce a fare tutto in una sola legge di bilancio. Il governo si propone di lavorarci in cinque anni… Bisogna vedere i passettini indirizzati verso l’obiettivo che presumibilmente si raggiungerà a fine legislatura, non frignare perché non è stato raggiunto in un coilplk solo.
     
    infine, la madre di tutte le domande: cambiare la Costituzione? Forse non frequentavi il Blog qualche anno fa quando (non ricordo più a che proposito, forse diritti costituzionali compressi per il lockdow-Green pass ecc) io ho espresso apertamente quello che penso, ovvero che la Costituzione del 1947 è un ottimo lavoro di pensatori molto in gamba, ma nel frattempo è… “invecchiata”. Non mi riferisco solo al presidenzialismo, quello è un tassello. Io la riscriverei da zero, non per disprezzo verso i padri costituenti, ma proprio perché il mondo nel suo complesso è cambiato in 75 anni come non è mai successo (in pari arco temporale) nella storia dell’umanità. Quindi se mi sfidi sul terreno di riscrivere la Costituzione, con me sfondi una porta aperta….
     
    Spero di esser stato esaustivo e non polemico. Quest’ultimo non è mio obiettivo, ma anzi ho colto l’esigenza di “comprendere” le mie tesi. Non dico condividerle, ma comprenderle: in questo hai una posizione molto diversa da chi, accecato dall’old view, rifiuta aprioristicamente ogni mia considerazione, affermando che si tratta di cazzate da coglione. Apprezzo invece la tua apertura alla comprensione. Buona giornata.
     
     
     

  71. 30
    Fabio Bertoncelli says:

    La libertà è un valore “vecchio e bacucco”?
    Carlo, ammettilo: stanotte hai sognato di scalare Separate Reality. Ti ha talmente coinvolto che anche adesso vivi in una realtà separata, tutta tua.
    Ti confesso che il mio vecchio cuore liberale e radicale ha patito un mancamento mentre leggevo le tue parole (beninteso, mi riferisco alle idee libertarie del Partito Radicale degli anni Settanta, e non ai deliri psicotici di Pannella impazzito, di Toni Negri e della Cicciolina).
     
    P.S. C’è chi vive sul pianeta Papalla, fuori dalla realtà. Tu, almeno, sei convinto di vivere in Separate Reality. Beato te!
     
    N.B. Libertà e sicurezza NON sono in contrasto fra loro. Si può avere la libertà e, nello stesso tempo, la sicurezza. Detto in altro modo, libertà non significa poter delinquere impuniti e sicurezza non significa servirsi degli idranti contro chi manifesta in modo pacifico.
     

  72. 29
    Matteo says:

    Certo che la costituzione va cambiata, Carlo e chi non  è d’accordo è fuori dalla realtà, old view!
    Il Governo deve poter governare, quindi ci vuole un Premier forte e un premio di maggioranza che garantisca almeno il 55% del parlamento.
    E ovviamente va garantita la continuità del Governo, quindi vanno esclusi cambi di schieramento in corsa e il parlamentare non può dimetterti dal Partito durante la legislatura, pena la decadenza.
     
    Questa è la modernità e il Partito attualmente al governo sta lavorando alacremente a questo.
    Vabbé, Partito…diciamo Famiglia, ecco
     
    Avvertenza: l’uso di maiuscole e minuscole non è casuale
     

  73. 28
    Carlo says:

    Veramente le mie erano domande. Ma pensare al lavoro (in Italia che ha costituzione su esso fondata ) ed alla salute (anchessa fondante della nostra carta costituzionale) senza aver paura di quattro immigrati detenuti nei centri di accoglienza è da vecchi??? O è vecchia la costituzione e va cambiata??

  74. 27
    Carlo Crovella says:

    Classiche risposte da “old view”. La realtà è altrove rispetto a quella che vedete voi. Addirittura la realtà alcuni di voi la vedono al contrario di come è davvero. Pensate che siano le destre che alimentano esigenza di sicurezza mentre è vero proprio l’opposto: prima è emersa l’esigenza di sicurezza (anzi di sicurezze al plurale), se n’era accorto perfino Minniti da Ministro del Pd, e questa esigenza diffuse fra gli strati deboli della società occidentale ha trovato risposta non nella sinistra ma nella destra.
     
    Disagio mentale,autoimnganno ecc…??? E’ la diagnosi di chi ragiona ancora con l’old view. La realtà è altrove rispetto a dove la vedono gli oldviueristi… è questo che li disorienta completamente. E li fa incazzare e non potendosi incazzare con la realtà si incazzano con chi sottolinea che sono fuori strada. A me non fa un baffo, ho le spalle larghe, ma sappiate che, già oggi, siete scollegati dalla realtà e lo sarete sempre di più, perché l’evoluzione della realtà la sta allontanando ogni giorno di più dai paradigmi dell’old view cui vi ispirate. Contenti voi…

  75. 26
    Carlo says:

    Ma non è che tutto questo bisogno di sicurezza sia fomentato dalle destre per poter comandare?.invasione di migranti, mai così pochi come ora, delinquenti nelle case  mai così pochi come ora. Ed invece nella sicurezza sanitaria ( mai liste di attesa cisi lunghe) ed economica nulla di fatto , (lo stipendio di un operaio non mantiene più la famiglia) ????

  76. 25
    Matteo says:

    In effetti qualche spunto lo trovo anche.
    Per uno studio antropologico su disagio mentale, autoinganno, incapacità di confronto con la realtà

  77. 24
    Carlo Crovella says:

    La cosa più stupefacente è che in Occidente ci siano  coì tanti cittadini occidentali che ragionano con stereotipi ormai del passato. Il problema vero per la società occidentale (specie europea) non è che alcuni di tali occidentali “old view” scrivano i loro commenti sul Gogna Blog, ma proprio l’esistenza di una quinta colonna nella dinamica socio-culturale dell’Europa stessa. E’ un freno in più alla concretizzazione delle decisioni che servirebbero, oggi, per l’Europa e poer l’Italia in particolare. Le posizioni “old view” sono ancorate a scale di valori ormai vecchie e bacucche, perché erano quelle ideologicamente dominanti nel dopoguerra e, in particolare, negli anni Settanta. Im quella visione i paradigmi erano incentrati sul concetto architrave della “Libertà” e da tale concetto principe derivava tutta la visione del mondo che metteva i “diritti” in posizione privilegiata ecc ecc ecc. 
    Orbene, il quadro generale è già completamente cambiato (e cambierà sempre di più)  e l’errore di chi continua a scrivere all'”old view” non è tanto l’essere intriso di “old view”, ma di non rendersi conto che la sua scala di valori NON è più ADEGUATA al mondo di oggi e, a maggior ragione, al mondo di domani.
     
    Non tutti gli osservatori, però, hanno le fette di salame intorno agli occhi e chi è più lucido sa già “vedere” non solo il mondo di oggi (che NON è più quello in cui credevate voi), ma addirittura il mondo di “domani” e forse anche quello di dopodomani.
     
    Dall’errato approccio dei seguaci dell'”old view”, derivano infiniti errori di ragionamento. Mi fischiate dietro, a me lucido osservatore che vede anche il dopodomani, ma non vi rendete conto della figura barbina che fate. Mi dite che faccio ragionamenti da asilo infantile, quando i bambinetti siete voi. Dovreste riflettere sugli spunti che fornisco, che sono illuminanti sulla situazione in essere e soprattutto su quella che verrà. E invece schiamazzate e strillate, come oche isteriche, ma non vi accorgete che ragionate con paradigmi che ormai sono (concettualmente) in cantina.
     
    Alcuni esempi di chiacchierate sul Blog del recente passato dovrebbero convincervi a modificare il vostro atteggiamento sulle considerazioni che espongo.
     
    Vediamo due casi presi a caso (scusate il gioco di parole):
     
    1) Da anni sto dicendo, anche qui sul Blog, che il concetto di Libertà è andato in soffitta e che ora la popolazione occidentale, europea in particolare (e italiana nello specifico) chiede un’altra cosa: “Sicurezza” o, meglio, “Sicurezze”, dove il plurale abbraccia una molteplicità di sicurezze (di ordine pubblico, ma anche economica, lavorativa, famigliare, ecc ecc fino ad arrivare ai spicciole esigenze di quotidianità, come avere i marciapiedi lustri e non insozzati come purtroppo vediamo oggi). Ho detto mille volte che, ai nostri tempi, la popolazione europea è dispostissima a cedere quote di libertà in cambio di maggiori sicurezze, il che significa che la popolazione europea sta virando a destra (in realtà ha già virato da un bel po’ e virerà sempre di più), Quando ho scritto questo….apriti cielo! Crovella sei un coglione, non capisci un cazzo, hai il cervello micragnoso (spesso con sottintesi, a volte neanche tanto impliciti, del tipo: ma come è possibile che cagate del genere trovino spazio sul Gogna Blog???)…. Ebbene, i risultati elettorali, specie in Italia, sono chiari e il clima ideologico e politico è sensibilmente cambiato. Proprio oggi su La Stampa c’è un’intervista al filosofo francese Michel Onfray, intervista il cui succo è: “La gauche insegue il voto dei mussulmani – intesi come immigrati di seconda generazione che hanno acquisito la cittadinanza francese, NdR – e ha abbandonato le classi povere francesi, che vanno a destra“.  In effetti se voi frequentaste, come faccio io per il mio ruolo di volontario nel partito politico, l’uscita degli operai dagli stabilimenti o i mercati rionali o i piccoli artigiani di quartiere, avreste già verificato di persona che ormai questi cittadini italiani votano o per la Lega o per FdI, compresi gli operai di Mirafiori, un tempo il baluardo di PCI e dell’annesso sindacato CGL! Quindi mi avete dato del coglione, ma in realtà non avete colto (e forse testardamente non volete cogliere neppure adesso) che la popolazione europea (italiana in particolare) vuole sicurezza e non libertà e la sicurezza, oggi, gliela offre la destra e non la sinistra.
     
    2) Quando, in passato sul Blog, a vario titolo, ho espresso l’auspicio personale di una riforma costituzionale in senso presidenziale e ho addirittura detto (senza altri dettagli, per questioni di riservatezza) che c’era almeno un gruppo di lavoro, anche con personaggi di peso, che ci stava lavorando, mi avete fischiato sbeffeggiandomi. Crovella sei un coglione, non capisci un cazzo, parli a vanvera. Addirittura alcuni giuristi, che frequentano il Blog, mi hanno dato del pazzo e dell’eversivo, perché esponevo ipotesi a loro giudizio anticostituzionali. Ebbene: la proposta di riforma costituzionale è bella e servita, anche se nella variante del premierato, mentre io, a titolo di opinione di singolo cittadino, continuo a preferire il presidenzialismo “puro” (all’americana per intenderci). E’ abbastanza plausibile che la stessa premier preferisca il presidenzialismo puro, ma la dinamica del dibattito all’interno dello schieramento ha fatto prevalere l’ipotesi del premierato. Io stesso dico che è meglio il premierato che il mantenimento dell’impostazione da prima repubblica (68 governi in 75 anni circa). Non voglio ora aprire una discussione sul tema “riforma costituzionale”, voglio solo sottolineare che mi avete sbeffeggiato, dandomi del coglione,  e intanto ci ho azzeccato io e non voi.
     
    Ebbene tutta ‘sta pappardella per dare sostegno alla conclusione che, anche sul tema di questo dibattito collegato all’articolo di Merlo, potrebbe replicarsi lo stesso cliché (cioè che mi fischiate dietro dandomi del coglione e poi invece le cose si evolveranno – “largo circa” – come vi sto illustrando io). Forse forse, i commentatori che appartengono allo “old view” dovrebbero fermarsi un attimo e riflettere a fondo sulle considerazioni che espone un certo picio che si chiama Crovella. Dovrebbero dirsi, fra sé e sé: “A istinto mi pare una colossale cazzata, ma, siccome altre cose di Crovella che all’inizio mi parevano colossali cazzate, poi si sono verificate o si stanno verificando, forse forse una riflessione a mente fredda la cazzata di Crovella la merita”
     
    Meditate , gente, meditate

  78. 23
    Stefano says:

    Che rottura dell’anima Gogna! ancora un post cancellato dove dicevo che siamo sommersi d’acqua…cosa c’era di male? Rob de mat poi è un modo di dire molto diffuso e non offensivo. .
    E meno male che lei non è un censore è per la libera espressione!!!

  79. 22
    Stefano says:

    Situazione che innescano l’aggressività: il caldo e l’affollamento
     
     
    Ma se la storia insegna che è la crescita economica c’è proprio quando ci sono periodi caldi!!! 
    Ma cercate di capire il segreto dell’economia, della sociologia, di tutto… da Merlo… SONO I CICLI CHE CONTANO. 

  80. 21
    Stefano says:

    “tutti i conflitti, da quelli styrettamente militari a quellio collaterali (eocnomici, sociali, culturali ecc), sono e saranno sempre più esasperati dalla crescita demografica in atto. Il pianeta non è infinito e 8 mld (tendenti a 10 per il 2050) che devono convivere nello stesso spazio finito, si scontrrano con molte maggiori probabilità rispetto a quando l’umanità era solo di 2 mld, nello stesso spazio planetario.”
     
    Che du balle… ancora con sti discorsi da bambini dell’asilo? la gente è tanta e quindi ci sono conflitti. Ma i conflitti ci sono anche se sono pochi…una volta la dimensione spaziale e l’entita’ numerica dell’uomo aveva un senso, oggi con un aereo che in un giorno o due ti gira tutto il globo figurati se diminuire le persone non crea conflitti.
    Roba nemmeno da manualetto di Qui, Quo e Qua. 
    Le guerre sorgono sovente per motivi economici. Perchè non c’è natalita’ la crescita langue, i debiti crescono e la classe dirigente deve sviare il problema. Oppure vedi Coazia e SErbia dove i primi erano la locomotiva, con le crisi il piu’ forte vuole sbarazzarsi della zavorra, etc. 
    Ascoltatevi Rampini, che dice cose di spessore
    https://twitter.com/puresoulfree/status/1724476422134063482
     

  81. 20
    Carlo Crovella says:

    Concordo in pieno con il 19, il cui concetto è l’altra faccia della medaglia di quello sul tema demografico. Cipe’: tanti umani e poche risorse ergo si lotterà al coltello per disporre delle risorse. È vero che si vedrà sempre meno il modello tradizionale di “esercito contro esercito”, cioè saranno più guerriglie piu’ che guerre. Ma sempre conflitti saranno.

  82. 19
    Carlo says:

    Le prossime guerre, a differenza di quelle fatte per conquistare territori, saranno fatte per le risorse. L’acqua in primis. E saranno sempre più combattute sui civili dai civili.

  83. 18
    marco vegetti says:

    Ok, come sempre: non accetti critiche o pensieri che non si allineano con il tuo. Che, come un disco rotto, continui a rimestare, di fatto mostrando che tu non puoi essere mai in errore (sono sempre gli altri a non capire o a non arrivarci) e che, soprattutto, delle opinioni altrui non te ne frega nulla (tanto sono sempre e comunque sbagliate se differiscono dalla tua). Chi non è con noi, è contro di noi. Quella è la radice. Roma, 24 marzo 1924

  84. 17
    Carlo Crovella says:

    Sto dicendo che la variabile demografica, che in passato non ha significativamente agito in termini di causa scatenante di conflitti e guerre, accentuerà sempre più la sua importanza come effetto deflagrante dell’aggressività. Forse non sarà l’unica causa scatenante di ogni conflitto, ma sarà la leva attraverso la quale le criticità sottostanti entreranno in contatto e innescheranno il conflitto.
     
    Articolo: 
    Situazione che innescano l’aggressività: il caldo e l’affollamento.
    https://www.newcitizenpress.com/articolo.php?id_news=26624&titolo=situazione-che-innescano-l%E2%80%99aggressivit%C3%A0-il-caldo-e-l%E2%80%99affollamento
     
    Siccome stiamo andando verso un futuro che prevederà un pianeta sempre più caldo e sempre più affollato, ma cosa ci aspettate dal futuro? Che ci baceremo tutti in bocca per strada??? Ovvio che no, aumenteranno i conflitti e le guerre.
     
    Oltretutto si ridurrà la superficie “vivibile” (o piacevolmente vivibile) del pianeta e quindi ciò aumenterà ancor di più la necessità di strapparci l’un l’altro lo spazio e le risorse. Quando devi cibarti per sopravvivere (o respirare l’aria pulita) non c’è etica, coscienza, credo religioso, bontà d’animo, insomma non c’è nessuna “sovrastruttura culturale” che sappia compensare l’aggressività che è richiesta dall’istinto di sopravvivenza. Mors tua, vita mea.
     
    Anche per questo motivo, oltre che per alleggerire l’ambiente in quanto tale, convien all’umanità iniziare a governare la politica demografica dell’intero pianeta. L’Occidente e in particolare l’Europa è già in denatalità per motivi interni, per cui il problema è costituito dai paesi terzi. In particolare da quell’aera che, in geopolitica, si chiama “il grande sud islamico”. E’ un’area che va dall’Asia centrale islamica (Afghanistan ecc) al M.O., al Maghreb e ai paesi sub-sahariani e anche centro-africani. Il comun denominatore di tutto questo insieme è l’Islam, ma non c’entra la religione in quanto tale, è solo elemento che viene “strumentalizzato” per omogeneizzare questo grande spazio. Le problematiche sono di sottosviluppo, sia culturale che economico.

  85. 16
    marco vegetti says:

    Ma fai finta di non capire o non ci arrivi? In Medio Oriente, il problema non sarebbe demografico se uno dei Paesi in questione non avesse deciso che quella terra è sua e chiunque altro, autoctoni compresi, deve semplicemente sparire. Impone la sua politica con la forza, mentre il mondo sta a guardare, lo stesso mondo che ha fatto 13.500 sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina. Gli israeliani fanno un mare di figli solo per occupare più spazio sottraendolo agli arabi, rinchiudono gli abitanti in prigioni a cielo aperto, aprono kibbutz ovunque violando ogni regola internazionale, continuano a favorire l’immigrazione ebraica a dismisura. Tutto ciò, Crovella, è una scelta e strategia POLITICA, non dovuta ai numeri demografici di per sé. Se chi ne aveva la forza e la capacità (non ovviamente la volontà) avesse 50 anni fa permesso la creazione di due Stati indipendenti, forse non saremmo a questo punto. Questa assoluta mancanza di volontà politica ha portato allo sfacelo di oggi, non il numero dei figli che fanno i due popoli…

  86. 15
    Fabio Bertoncelli says:

    Carlo, per quanto mi ricordi, finora per fortuna non ci sono state guerre causate dalla sovrappopolazione; forse ce ne saranno in futuro.
    Piú probabilmente, i poveri che vivono in Paesi poveri emigreranno sempre di piú, come clandestini, verso Paesi piú ricchi, come sta accadendo da qualche decennio.
     
    Resta il fatto che, con quattro, cinque, sei figli per donna, è assai piú difficile contrastare la povertà. Per l’islam però non si tratta di uno svantaggio; al contrario, è una risorsa.
    Gheddafi: “Col ventre delle nostre donne conquisteremo l’Europa”.
    Boumedienne (ex presidente dell’Algeria) : «Il mondo islamico ha nell’utero delle proprie donne le armi che domani conquisteranno l’Europa».
    E con loro tanti altri.
     
    Ma questo è un altro problema, fuori tema.
    P.S. Problema sgradevole, tanto da fingere o illudersi che non esista, ma estremamente reale. Se noi non affronteremo la realtà, la realtà affronterà noi.
     

  87. 14
    Carlo Crovella says:

    Anche se non è mia prassi abituale, so che fa molto trendy citare riferimenti, seppur prelevati da wikipedia, che non è certo un’inappellabile Corte Suprema.
    Ebbene:
    John B. Calhoun (1917 – 1995) è stato un etologo statunitense, noto per i suoi studi sulla densità di popolazione e sui suoi effetti sul comportamento.
    Sosteneva che  il suo esperimento per osservare gli effetti negativi della sovrappopolazione nei roditori potesse essere un modello di studio per il futuro dell’umanità. Durante i suoi studi, Calhoun coniò termini come “fogna del comportamento” per descrivere i comportamenti aberranti venutisi a creare in situazioni di eccessiva densità di popolazione e “quelli belli” per descrivere gli individui passivi che si sono ritirati da ogni interazione sociale
     
    Beccatevi questo altro articolo:
    Situazione che innescano l’aggressività: il caldo e l’affollamento
    https://www.newcitizenpress.com/articolo.php?id_news=26624&titolo=situazione-che-innescano-l%E2%80%99aggressivit%C3%A0-il-caldo-e-l%E2%80%99affollamento
     
    Dunque caldo e affollamento accentuano l’aggressività, che io affermo esser implicita (e quindi impossibile da estirpare completamente) nella natura umana (“homo homini lupus”). Caldo e affollamento accentuano l’aggressività: vale dalle mura domestiche alla dimensione planetaria.
    Ora, stiamo andando incontro ad un futuro in cui il pianeta sarà sempre più caldo e sempre più affollato: ma cosa mai vi aspettate dal futuro? che ci baceremo tutti in bocca?
     
    La controprova? I finlandesi, da anni, sono in vetta alla classifica delle popolazioni più felici. Non emerge fra le motivazioni la variabile demografica, ma io invece sono convinto che incida e non poco. Infatti i finlandesi sono poco meno di 6 ml di abitanti in una superficie leggermente superiore a quella italiana (dove invece risiedono circa 60 ml di individui, 10 volte tanto!).
    Se escludiamo la capitale Helsinki e poche altre città di dimensioni medie, la maggioranza dei finlandesi vive “a distanza”: i molti km che li separano uno dall’altro sono il prerequisito della felicità.
     
    Di conseguenza, le condizioni opposte, cioè di sovraffollamento, agiscono da leva e scatenano l’aggressività. Nei topi come negli umani. Per cui fra le cause dei conflitti e delle guerre agirà sempre di più la variabile demografica: più saremo e più ci ammasseremo e più di scanneremo.

  88. 13
    Carlo Crovella says:

    Ho scritto che ora come ora e in futuro sempre di più, anche in M.O., dove esistono motivi di contrasto dalla notte dei tempi, la variabile demografica è quella che esaspera il contesto di generale criticità. Se riuscite ad andare oltre ai soliti ragionamenti fatti in questi giorni, arriverete a capire che, in questo frangente storico, la variabile demografica è quella che accentua le criticità storiche.
     
    A prescindere dal M.O. (citato solo su richiesta, altrimenti il tema non riguarda nello specifico il M.O.), la mia consapevolezza è la seguente; non solo il pianeta fisicamente non può espandersi, ma addirittura si ridurrà la parte di pianeta vivibile. Basterebbe ciò per accentuare le tensioni, a parità di individui. Figuriamoci se gli individui passeranno da 8 mld a 10 mld: chiaro che scatteranno un’infinità di conflitti e anche di guerre per stare nella parte vivibile del pianeta, per cibarsi di ciò che resta ancora mangiabile e di respirare l’aria ancora respirabile. 
     
    Se non si piega la dinamica demografica, oltre a stressare l’ambiente mettendolo in crisi, questa cosa sarà il prologo di conflitti e guerre praticamente incontrollabili. Non ci sarà coscienza, credo, scala di valori, etica, senso di umanità che potranno contrapporsi alla necessità di ciascuno di procurarsi condizioni di sopravvivenza.

  89. 12
    marco vegetti says:

    Crovella. I cosiddetti coloni irregolari in Cisgiordania sono una violazione di 50 anni di risoluzioni dell’ONU votate a maggioranza. Poi, visto la coda di paglia, euro-americana verso gli ebrei, han lasciato fare. Quello che israeliani sionisti in realtà vogliono è la sparizione della popolazione autoctona araba, mussulmana o meno. Quanto a Gaza. sono ammassati lì dalle politiche israeliane: Gaza è una prigione a cielo aperto, circondata da mura su tre lati e dalla flotta israeliana sul mare. Se non venissero cacciati con la forza, l’arroganza e a volte la crudeltà dai sionisti israeliani, il fenomeno Gaza non esisterebbe. E uguale è il discorso del sovraffollamento israeliano nella regione di Gerusalemme: non dovevano sequestrare terre e coltivazioni, abbattere case, cacciare con la forza la popolazione araba che ci viveva da sempre. Non sparare cazzate con i motivi demografici: una scusa per coprirne le cause. Sempre a “giustificare” il potere o il più forte, alla faccia della realtà e della Storia. (Ovviamente anche le guerre sabaude erano demograficamente giustificate… Ma va là…)

  90. 11
    Fabio Bertoncelli says:

    Ora vi propongo un altro esempio: la Germania nazista perseguiva il Lebensraum, cioè la conquista dello “spazio vitale” per il popolo tedesco.
     
    Secondo voi, si trattava di problema demografico?
     

  91. 10
    MG says:

    ma quindi fra poco anche Liguria e toscana si scontreranno perché le persone si pesteranno i piedi non avendo più spazio dove stare?
    o forse l’uomo è portato a scontrarsi da un delirante sistema economico e neoliberista che ha annullato tutto ciò che non è profitto, che ha affamato e reso la vita impossibile ai più, che ha annientato  l’anima, la bellezza, il silenzio, il tempo libero, il senso della vita riempiendolo con infinite scemenze di pronto consumo, che ha ucciso qualunque divinità –  chiamatela come volete a seconda delle inclinazioni – pigiando a fondo sul pedale dell’Homo Homini Lupus ?
    perché il senso dell’articolo (condivisibile o meno) è questo. Buttarla in caciara, sul versante demografico ambientalista  mi sembra davvero una emerita crovellata.
    ebrei e palestinesi si scontrano per milioni di ragioni in cui il dato numerico non ha alcun rilievo e si sconterebbero sino alla fine anche se rimanessero in due, oppure il demiurgo tuttologo sabaudo ha qualche dato concreto e  oggettivo su cui fondare la sua balzana teoria ?
    Per chi ha voglia di riflettere su una deriva che non è necessariamente tracciata, consiglio la visione di questo video: comunque la si pensi, contiene a mio avviso belle riflessioni, in linea con quelle dell’articolo
    https://www.youtube.com/watch?si=Dyd15rXEXCOY0mQP&v=mZJe7rjoBjs&feature=youtu.be

  92. 9
    Fabio Bertoncelli says:

    A me pare che in Medio Oriente ci si stia scannando dal 1948 per i seguenti motivi: 
    1) Gli israeliani dicono: “Questa terra – Israele – è la nostra terra”. 2) I palestinesi dicono: “Questa terra – la Palestina – è la nostra terra”.
     
    Il problema prescinde dal numero degli abitanti.
     

  93. 8
    Carlo Crovella says:

    Un esempio di guerra la cui variabile determinante è demografica è quella in corso in Medio Oriente. L’impatto della variabile demografica è  molto chiara. Gli spazi sono oggettivamente ristretti (da Gaza a Gerusalemme si impiegano all’incirca due ore di auto, forse qualcosima di più (ma siamo davvero a livello di minuti), altrettante – più meno- da Gerusalemme al Giordano oppure verso nord in direzione del confine con Libano). A  fronte di spazi geografici ristretti, abbiamo due popolazioni in forte espansione numerica. A differenza dell’Europa, gli israeliani sono in vistosa crescita demografica perché “credono” nel futuro e voglio affermare il loro futuro attraverso una crescente presenza numerica. I palestinesi, dal canto loro, sono in crescita demografica per dinamiche analoghe a tutte le popolazioni non evolutesi.
     
    Di conseguenza: stessi spazi (già in partenza non estesissimi) e popolazioni in crescita demografica. Ovvio che letteralmente si pestano i piedi. I famosi coloni ebrei cosiddetti “irregolari” in Cisgiordania sono lì perché nel territorio di Israele non c’è più altro spazio per iniziative economiche, tendenzialmente di agricoltura.
     
    Ovvio che tutto questo si innesta su una molteplicità di problematiche culturali, etniche, religiose, tutta roba vecchia come il mondo, ma, nel Terzo Millennio, la variabile chiave, cioè l’innesco di queste guerre in M.O., è quella demografica. E tale variabile rende di fatto irrisolvibile la situazione in M.O. Sono letteralmente uno sull’altro. Se l’attacco del 7 ottobre ha provocato tante vittime è perché i kibbuz più recenti sono stati costruiti a pochi km dal muro che sancisce il confine con Gaza. Come mai i kibbuz sono arrivati così vicino a Gaza? Perché a “monte” (cioè più verso Gerusalemme) lo spazio è già tutto sfruttato. Dall’altra parte la situazione demografica di Gaza (2 ml abbondanti di cui il 50% di età inferiore ai 14 anni) dimostra che anche lì la variabile demografica è quella determinante.
     
    Se ci fossero migliaia di km di spazio fra un popolo e l’altro oppure se, a parità di spazi ristretti, ci fossero popolazioni in diminuzione demografica, forse ci sarebbero ancora speranze di trovare delle soluzioni di convivenza. Con le attuali curve demografiche, è impossibile.
     
    con l’aumento della popolazione planetaria verso i 10 mld (stimati a cavallo del 2050), è pressoché inevitabile che questi meccanismi “demografici” si ripercuotano a livello mondiale. Gli spazzi sono sempre gli stessi (pianeta Terra), anzi gli spazi vivibili diminuiranno, per colpa della degradazione dell’ambiente, e viceversa ci saranno sempre più individui che devono vivere sullo stesso pianeta, cibandosi, bevendo e respirando aria m(quella poca pulita). Questa sarà la principale causa di conflitti crescenti di numero e incontrollabili sia nell’innesco che negli sviluppi.

  94. 7
    marco vegetti says:

    Questo è quello che hai scritto:
    “tutti i conflitti, da quelli styrettamente militari a quellio collaterali (eocnomici, sociali, culturali ecc), sono e saranno sempre più esasperati dalla crescita demografica in atto.”
    Quindi, il tuo 4 non rispecchia esattamente quel che hai scritto nel tuo 1.

  95. 6
    marco vegetti says:

    Carlo C:: Ma leggi quello che gli altri scrivono o pur di affermare le tue idee distorci le parole altrui? Ho scritto, e ti invito a rileggerti e rileggermi, che NON sono MAI esistiti conflitti puramente militari (aggiungo, quelli che tu chiami collaterali sono, storicamente, le VERE motivazioni dei conflitti militari). Mi faresti un esempio di un conflitto odierno (visto che dici che sono e saranno) determinato o esasperato da ragioni demografiche? Grazie

  96. 5
    Fabio Bertoncelli says:

    “Non ci credete? Basta aspettare: rifaremo il punto fra 5 o 10 anni e vedrete che probabilmente sarà così.”
     
    ???
     

  97. 4
    Carlo Crovella says:

    Non ho detto che in passato le guerre sono state innescate dalla “vicinanza” fra umani. Ho detto che, in futuro, ci saranno sempre più conflitti (che non sono necessariamente guerre militari in senso stretto) anche perché l’umanità sarà sempre più stile sardine in scatole. Andiamo verso un futuro di sempre più conflitti,. non di sempre meno conflitti come dovrebbe essere vista l’evoluzione di pensiero e di cultura. Non ci credete? Basta aspettare: rifaremo il punto fra 5 o 10 anni e vedrete che probabilmente sarà così.

  98. 3
    Guido says:

    Ci sono pochissimi studi sistemici sul numero massimo di umani che la Terra può supportare, fra cui uno studio dell’Università Cornell (2 miliardi) e il famoso rapporto sui “Limiti dello sviluppo”, dove gli unici due scenari che non collassavano avevano come condizione necessaria e non sufficiente la stabilizzazione della popolazione mondiale attorno al 1975 (3-4 miliardi). Una considerazione veloce nel “Manifesto per la Terra” di Mosquin e Rowe: Quanti eravamo quando abbiamo iniziato ad estrarre e sfruttare i combustibili fossili? Circa un miliardo, quindi quello è più o meno il numero buono. Naturalmente, in funzione dell’alimentazione e dei consumi. Comunque, in pochi si sta meglio. Anche la famosa frase di Gandhi (“C’è posto per tutti, ma non per l’avidità di pochi”) si riferiva a circa due miliardi di umani. Mi diverto a chiamare gli anni 70 del secolo scorso “L’Ultima chiamata”. Nessuno ha risposto. Ora è troppo tardi: provvederà la Terra (ricordo che anche noi siamo la Terra).
     

  99. 2
    marco vegetti says:

    Ma da quando esistono conflitti puramente militari che non siano frutto di ambizioni politiche, interessi economici, rivolte sociali? Cavolo c’entra la demografia con le guerre, ad esempio americane? In 270 anni di storia degli USA solo 16 sono stati anni pacifici… E non una era fatta per problemi “demografici”… Dai, Crovella, non distorcere la realtà per adattarla al crovella-pensiero!

  100. 1
    Carlo Crovella says:

    tutti i conflitti, da quelli styrettamente militari a quellio collaterali (eocnomici, sociali, culturali ecc), sono e saranno sempre più esasperati dalla crescita demografica in atto. Il pianeta non è infinito e 8 mld (tendenti a 10 per il 2050) che devono convivere nello stesso spazio finito, si scontrrano con molte maggiori probabilità rispetto a quando l’umanità era solo di 2 mld, nello stesso spazio planetario.
     
    Contro questo meccanismo, no c’è sovrastruttura umana (culturale, educazionale, emotiva) che tenga. E’ il paradosso dell’evoluzione umana: in linea teorica dovremmo saper gestire con lucidità i potenziali conflitti (anche a bassissimi livelli, stile beghe di cortile con i vicini), invece stiamo andando incontro a un futuro fatto sempre più di conflitti.
     
    Il mio suspico di un rigido controlla delle nascite, come meccanismo per piegare la curva demografica mondiale, si incentra sulla tematica ambientalista (troppo umani = uso eccessivo dell’ambiente), ma non nego che un effetto collaterale del ridimensionamento demografico verte anche sul tema conflitti e conflittualità. Il territorio ci servirà come polmone fra umani e umani. Più stiamo distanti gli uni dagli altri e meno conflitti avremo. La cultura, l’intelligenza, l’evoluzione ideologica non possono nulla su questo fronte.

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