La nuova area boulder Angelicum

La nuova area boulder Angelicum
(intervista ad Alessandro Marinaro)
di Carmela Malomo
(pubblicato su climbingspotfactory.com il 26 maggio 2021)

D: Ciao Alessandro, chi sono i Sassisti Tusciaroli?
L’associazione dei Sassisti Tusciaroli è stata fondata a gennaio 2019 ed è composta sia da “storici” sassisti scopritori e sviluppatori dei principali  settori di boulder nella Tuscia (dalla Faggeta di Soriano alla zona di Vitorchiano passando per Viterbo) dal vecchio al nuovo secolo, che da nuovi e moderni scalatori.

Alcuni di noi, quindi, vengono dalla montagna, altri dalla palestra. Giovani e old skill insieme!

Leghiamo tra loro il “protosassismo storico” leggermente maniacale, romantico e totalizzante al più attuale approccio socializzante e comunicativo. Il tutto condito da un po’ di sana goliardia e tanto divertimento.

1) Arrampicata all’Angelicum. Foto: Federico D’Isep; 2) Il giorno della scoperta dell’Angelicum. Archivio: Alessandro Marinaro.

D: Cosa fate?
L’obiettivo più alto della nostra attività è la promozione e la valorizzazione del sassismo “sostenibile” nella Tuscia, perché siamo innamorati sia del nostro sport che di questo territorio.

Sostenibilità e promozione sono due cose che si legano obbligatoriamente. Senza sostenibilità i siti di scalata e di boulder chiudono.

Con la semplice osservazione di quello che accade da 20 anni circa a questa parte è evidente che cercare di aumentare la frequentazione di siti di scalata consumando la natura, facendo guide, promuovendo con video, foto, news, social, ecc. senza un progetto più ampio porta a solo due risultati a lungo termine: problemi per tutti e chiusura.

I terreni non sono (quasi) mai della comunità scalatoria, ma sono del demanio, di enti o di proprietari privati e, quindi, siamo sempre degli ospiti.

1) Sassisti al lavoro nel settore Angelicum, Alessandro Marinaro al centro; 2) Valerio Angeletti su il Volo dell’Angelo, nel settore Angelicum; 3) Alessandro Marinaro nel settore Shining (Faggeta).
Archivio: Alessandro Marinaro.

D: Come lo fate?
Noi cerchiamo da una parte di seguire e trasmettere valori etici nella gestione e frequentazione dei siti e nella pratica della scalata, dall’altra di lavorare con le amministrazioni ed enti a progetti comuni ed integrati di sviluppo turistico/sportivo.

Quindi, semplificando: rispetto della natura, educazione, scalata non consumistica, accordi con comuni e privati per utilizzo di settori con le giuste caratteristiche.

Tutto questo è super bello e onorevole, ma non siamo santi… ci divertiamo pure a fare tutto questo: grufolare nei boschi, cercare, trovare, avere progetti, scalare, stare assieme, fare le maglie sociali, preparare eventi, prenderci in giro, andare in vacanza , staccare dalla vita civile e dai suoi problemi per entrare nel mondo magico della passione. Ognuno di noi mette quello che riesce in termini di tempo e capacità personali.

L’inaugurazione del settore Angelicum, avvenuta il 29 maggio 2021, è la somma di tutto quanto detto sopra e dopo tanto lavoro di preparazione abbiamo anche un risultato tangibile, con un anno di ritardo causa CoViD-19, ma forse con più entusiasmo sempre causa CoViD-19.

A questo proposito, dobbiamo un ringraziamento particolare alla società Piangoli Legno, che ci ha reso possibile l’uso del bosco del quale è proprietaria. 

Il Comune di Soriano, grazie alla lungimirante scommessa del Sindaco Fabio Menicacci e dell’Assessore allo sport Luciano Perugini, nel giugno 2019 ci ha dato le chiavi della città per l’organizzazione di uno street boulder e noi ci abbiamo aggiunto (il nostro vero obiettivo) un secondo giorno di accompagnamento dei partecipanti alla scoperta dei sassi della Faggeta di Soriano: il risultato ha visto una partecipazione di 300 persone (abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni) allo street e di 130 il giorno dopo nella Faggeta. Sono venuti da tutta Italia, hanno scalato, mangiato, conosciuto nuovi posti, dormito e sono stati tutti contenti.

Nel frattempo questo inverno la Faggeta Vetusta è stata chiusa alla scalata perché patrimonio UNESCO, e i nostri progetti si sono adeguati.

Soriano nel Cimino: sassisti al tempo di CoViD-19. Archivio: Alessandro Marinaro

D: Quali saranno i vostri prossimi passi?
Ora stiamo lavorando su due direttrici parallele:
a) l’individuazione, preparazione, presentazione ed apertura alla comunità sassista dei settori “sostenibili” su tutto il territorio scalatorio (primo esempio il settore Angelicum) con il lavoro, la fatica e anche la soddisfazione che questo porta;

b) il trovare un modo di frequentare in modo sostenibile la Faggeta Vetusta per riaprirla alla frequentazione. Anche questa attività viene svolta nell’unico modo possibile e cioè con la stretta collaborazione tra il Comune e le varie associazioni ed enti interessati tra cui il CAI, l’Associazione La Menica Alta (trekking e valorizzazione di antichi sentieri e risorse come le fonti), l’Associazione Faggeta Gravity Park (enduro Mtb e Archeotrekking) e noi. Su questo aspetto siamo fiduciosi ed incrociamo le dita.

Con l’evento del 29 abbiamo tentato di portare le persone venute con noi dal lato oscuro della Forza: ora ci riposiamo un po’, per ripartire poi con le altre novità che presenteremo a breve.

Soriano nel Cimino, bouldering. Foto: Federico D’Isep.
Soriano nel Cimino, bouldering. Foto: Federico D’Isep.
8
La nuova area boulder Angelicum ultima modifica: 2021-07-30T05:54:00+02:00 da GognaBlog

32 pensieri su “La nuova area boulder Angelicum”

  1. 32
    Simone Di Natale says:

    Mea culpa.
    Ogni tanto stuzzico Pasini, quando mi sembra diventi troppo saggio e tollerante. Mi piace di piú quando graffia…..probabilmente tutta invidia la mia. 
    Scusate, la.chiudo qui.

  2. 31
    Roberto Pasini says:

    Cominetti. È il bello della diretta. Si sa dove si parte ma non dove si arriva, a volte succede anche in montagna. Siamo finiti un po’ lontano, sicuramente per colpa mia, ma in fondo forse non è stato così grave, il dialogo era sincero, tra persone interessate allo scambio su temi non così banali. In ogni caso mi scuso. Cercherò di non ricaderci. Leggi, se ne hai voglia, il libro di Camanni che ho citato nel commento al pezzo di Crovella. 

  3. 30

    Ok, ma tutto questo che c’entra con l’area Boulder Angelicum?

  4. 29
    Roberto Pasini says:

    Simone. Hai colto nel segno. Complimenti per la perspicacia.  Nel mezzo del cammin, il mio bastardo psico-analista ortodosso mi diceva “Lei predica perché non vuole imparare”. Non hai idea di quante lacrime ho versato e di quanti dolci mi sono mangiato per consolarmi nella vicina pasticceria, uscendo da quella torbida caverna freudiana. Qualcosa ho imparato nel frattempo,poco. Mi scuso se ti ho irritato,non era mia intenzione, però spero tu riconoscereai almeno lo sforzo di sincerità. Ciao

  5. 28
    Alberto Benassi says:

    è bello vivere in pace con se stessi e con il mondo. Io ancora non ci riesco….la FACE nord mi attira… Nonostante le giunture che cigolano, preferisco ancora il fresco ombroso al troppo caldo sole dispensatore di vitamina D.
    Pasini da grande saggio e ottimo artigiano, quale sei,  mi dovrai insegnare.

  6. 27
    Simone Di Natale says:

    Non voleva essere un ingaggio il mio.
    E’ che negli ultimi tempi, in toni molto cortesi e argomentando in modo efficace, mi sembra sempre più che stia dispensando sermoni. 
    Non dico che non condivido quanto Pasini scrive, ma sento spesso sul fondo il suono della predica…tutto qui.

  7. 26
    Roberto Pasini says:

    Grazie Benax. Artigiano e’un bellissimo complimento. Oggi sto corrichiando a Sud con un sole velato ma la tua parola lo ha reso più splendente.

  8. 25
    Albero Benassi says:

    Di Natale, col Pasini un ce la fai. Rassegnati.
    Ha una risposta per tutto. E’ un buon artigiano…
     

  9. 24
    Roberto Pasini says:

    Di Natale. La Chiesa non c’entra. Io sono un panteista senza Dio, o meglio il mio Dio consolatorio è la Natura. Si può scegliere il versante Nord o il Versante Sud delle montagne. Ultimamente il versante Nord mi mette tristezza e preferisco gli itinerari a Sud. Poi ci sono già tanti altri qui che invece amano le pareti Nord. Poi ti confesso che ho notato che stare sul lato Nord non aiuta a gestire il risentimento e la depressione senile legata all’invecchiamento, un problema con il quale più o meno tutti nella fase pre-finale si trovano a dover gestire, anche se a volte fanno finta e lo rimuovono. Cosi’ cerco di stare al sole o di intercettare qualche raggio di sole anche nelle giornate brutte, senza però esporre le parti più ombrose, come recentemente è stato suggerito, quella è roba per giovani attraenti dalle solide chiappe. Ognuno fa le sue scelte e ne gestisce le conseguenze, e come ben sai è arbitro della sua fortuna. Saluti cari. 

  10. 23
    Simone Di Natale says:

    Pasini da un po’ di tempo a questa parte a leggere i tuoi commenti mi par quasi di sentir cantare messa….ma mi sbaglierò di certo visto che io e la chiesa non andiamo proprio a braccetto.

  11. 22
    Roberto Pasini says:

    Le Olimpiadi sono business ma hanno anche un valore simbolico per le storie che vengono costruite/raccontate. Tre esempi positivi di casa nostra. La campionessa dell’arco che con assoluta naturalezza dichiara il suo amore per la compagna: basta con gli atteggiamenti omofobi, diamo sicurezza ai ragazzi e alle ragazze di manifestare i loro sentimenti  e diventiamo un paese normale. Il velocista nero italiano al 100% : basta con il razzismo strisciante, prendiamo atto che il mondo è cambiato, i nati in Italia a 18 anni devono diventare cittadini italiani, subito, senza che la burocrazia li ostacoli per mesi e anni, applichiamo almeno le leggi esistenti. Il saltatore che davano per spacciato dal look eccentrico che ha dimostrato un carattere e una volontà di ferro: basta con i pregiudizi provinciali e con il giudicare le persone dal loro aspetto. Questi sono tre esempi/messaggi positivi. Poi ci sono anche molti aspetti negativi, ma voglio vedere il bicchiere mezzo pieno. Tanti, anche i ragazzi, guardano i Giochi e questi messaggi comportamentali sono più efficaci di 1000 parole. Spero che la nostra Laura salga sul podio: anche la sua faccia pulita e la sua storia sono un bell’esempio. Poi ricordiamoci che la perfezione non ci appartiene.

  12. 21
    Matteo says:

    “io vedo ragazzi che si presentano alla partenza e fanno ciò per cui hanno lavorato dando il meglio di se”
     
    Naturalmente Gratis et amore dei, che non li paga certo nessuno a partire dai quattordici anni circa.
    Ma anche i cronisti e i commentatori sono lì solo per passione, le televisioni lo fanno per pubblico servizio e le aziende ci tengono a non far vedere i loro marchi per non influenzare gli acquirenti.
     
    Come nel calcio, d’altra parte…

  13. 20
    emanuele says:

    Da ignorante, mi spiegate come si fa a vedere l’interesse economico che sta dietro alle Olimpiadi? Io vedo ragazzi che si presentano alla partenza e fanno ciò per cui hanno lavorato dando il meglio di se.

  14. 19
    Placido Mastronzo says:

    A me le gare, onestamente, piacciono e mi diverto a guardarle, specie quelle di bouldering.
    Certo, nel passato abbiamo assistito a momenti indimenticabili grazie ai vari Edlinger, Legrand, Glowacz, ecc. ma i personaggi veri ci sono anche oggi: l’eccezionale Janja Garnbret, Adam Ondra (e sì… guarda caso anche lui fa le gare), Jakob Schubert, Tomoa Narasaki, la nostra Rogora…

  15. 18

    Forse mi sono spiegato male. Ho assoluta ammirazione per tutti gli atleti che si allenano e gareggiano in ogni sport. Arrampicata compresa, ma ripudio i giochi olimpici odierni che sono governati dal solo interesse economico e molto meno dallo spirito sportivo che li aveva fatti nascere. 

  16. 17
    Roberto Pasini says:

    DinoM. Concordo. La lead è la più vicina tecnicamente alla roccia. I movimenti sono quelli, compresa la necessità di rinviare anche se i rinvii sono fissi. La nostra Laura eccelle in questo essendo abituata in falesia. La combinata probabilmente la penalizza. Difficile avere lo stesso livello anche nelle due altre prove. Abilità diverse.

  17. 16
    DinoM says:

    Personalmente le gare mi piacciono molto soprattutto lead. Non me perdo una.

  18. 15
    albert says:

     Liberamente gli atleti  climbers possono sceglier di diventare alpinisti e viceversa, se buscano qualcosa partecipando e vincendo gare mi fa piacere, oltre a paga di arruolamento per alcuni. Simpatica la climber Italiana  che studia matematica, come la ciclista  Austriaca  ma residente in Svizzera medaglia d’oro. . sincerament etutto l’ambaradan nazionalistico  del cerimoniale esibito in inaugurazioni, premiazioni e chiusura sa un poco di muffa…ma se a certipiace…li si accontenta ed intanto ci si alza dalla poltrona.In Un Paese del Trentino con bel macigno in centro ai giardini..non ci fanno niente e lo lasciano ricoprire di muschio , c’e’ poi un bel campanile interno a proprieta’ privata che ho consigliato ai proprietari ,conoscenti, di attrezzare..ma lavorano gia’ troppo e non vogliono responsabilita’. Certe zone  con molti massi dei dintorni sono inserite in boschi ombrosi di dipini, purtoppo infestati da nidi di processionaria e nessuno se ne cura …perchè comporta spesa. Chissa’ se oltre al materassone si studia qualche altro metodo.. per gli stunt men usano distese di scatoloni di cartone.

  19. 14
    Roberto Pasini says:

    Lo so cari Old Boys. È solo che io cerco di essere un po’ aperto, ottimista e ingenuo verso la modernità. O almeno fingo di esserlo, perché la cupa e tenace ossessione di molti apocalittici più o meno coetanei (non mi riferisco a voi, sia ben chiaro) a volte mi fa girare le palle, ma il più delle volte mi fa una grande tristezza. Aggiungo anche una nota femminista, questa ragazza, come altre atlete all’opposto “cicciottelle”, che non si trucca, che non mette pantaloncini attillati mostrando le chiappe o il seno, esprime una cultura femminile non subalterna a quella maschile. Ben diversa da quella  cultura delle adolescenti che si vestono e si atteggiano da bamboline sexy e che usano la loro sessualità per essere riconosciute dai maschi, senza capire che in questo modo, tragicamente, non fanno che porsi in una posizione di subordinazione passiva, che nei casi più estremi può produrre conseguenze pericolose come leggiamo nella cronaca. Quindi anche un bell’esempio per le ragazze. Perché comunque le Olimpiadi ancora vengono viste da molti, nonostante tutto.

  20. 13

    Ok Pasini, ma io conosco decine e decine di giovani in gamba, così non mi sorprendo se ne salta fuori uno/a tra gli arrampicatori sportivi. Ormai tra chi fa le gare e chi scala in falesia si è creato un tale divario che ci si meraviglia quando un atleta fa entrambe. È qualche anno che considero le olimpiadi un evento amorale che non seguo affatto, quindi che da quest’anno ci sia l’arrampicata non mi importa, ma così mi pare anche per molti che conosco. Non se ne parla, punto. Sarà che vivo nel mio mondo …..

  21. 12
    Enri says:

    Forse non mi sono spiegato bene, la fanciulla ha tutto il mio sostegno e io resto sempre piacevolmente stupito da questi ragazzi che hanno voglia di impegnarsi e di spostare sempre un po’ piu’ in la’ i propri limiti. Sulla insipidezza delle gare mi riferivo alla cosa in se’, non e’ certo colpa degli atleti. Tant’e’ che a mio avviso, se anche le gare non esistessero, e’ tutta gente animata dal mettersi un paio di scarpette e scalare…. punto! Cosa che invece forse per la maggior parte degli altri sport, perlomeno quelli olimpici, non accade: ve lo immaginate un atleta, che so io, che fa salto in lungo, passare mesi a saltare nel prato vicino a casa solo per sfida con se stesso? La maggior parte degli sport ha in se’ la competizione con altri atleti, ne va del senso stesso dell’attivita’. La scalata non funziona cosi. Poi ci sono anche le gare ma, ” primordialmente” nasce come sfida personale. 

  22. 11
    Roberto Pasini says:

    Enri & Cominetti. Sono d’accordo con entrambi sulle gare olimpiche. Però siete due burberi brontoloni sicuramente dal cuore tenero. Lo scricciolo 152 cm # 40kg ,futura matematica, col suo accento romano e il suo sorriso educato, merita tutto il nostro sostegno. Ma avete visto come si muove su roccia? E poi è così moderna, o meglio post-moderna, come Honnold, semplice e simpatica, non si crede una dea o un’eroina, non tira in ballo il mondo e i massimi sistemi. Si impegna di brutto e si diverte e ha una sua vita. Unassuming dicono gli americani. Sarà che gli anziani si commuovono facilmente, ma a me piace molto e mi fa sperare sul mondo che questa parte migliore dei nostri giovani saprà costruire.

  23. 10

    Pallose, non pallide.

  24. 9

    Guardare una gara d’ arrampicata è una delle cose più pallide che ci siano.
    Complimenti per la perseveranza a Alessandro Marinaro, che conosco piuttosto bene 🙂

  25. 8
    Enri says:

    Pur avendo ad un certo punto anche deciso di dedicare piu’ tempo all’arrampicata sportiva che non all’apinismo (“tanto sui vioni alpinistici ci si va anche a 50 anni” dicevamo erroneamente a 25…) sta cosa delle olimpiadi proprio non mi dice nulla. E anche le gare, che pur hanno avuto un momento di successo negli anni di Moffat, Legrand, Hyraiama, Petit ecc. poi hanno, a mio avviso, perso il loro, seppur parziale, moto attrattivo. Oggi le gare sono una struttura organizzata, ormai l’eta’ media e’ molto bassa, si fanno le gare come si facevano ai miei tempi quelle in piscina. Ma non c’e’ piu’ nulla da raccontare e non lo dico io ma lo dice il silenzio che regna su di esse. Finche’ le gare erano animate dai personaggi che ho citato sopra allora c’era di che raccontare ( per non parlare delle primissime di Bardonecchia Arco ecc… con i miti presenti). Ora ho l’impressione che non abbiano piu’ nulla da dire, allo stesso modo le olimpiadi. La scalata non nasce come sport, meno che meno come sport di competizione fra concorrenti. La competizione e’ fra se stessi e la via. Benissimo che siano arrivate le gare, benissimo che qualche nostro e nostra atleta sia a Tokyo ma l’arrampicata rimarra’ sempre e prima di tutto libera in tutti i sensi: oggi sono contento di vedere Honnold, Ondra, Megos… che non batterebbero ciglio se non ci fossero le gare…. e questi fringuelletti di 40 kili e dita sottili come Laura sono certo non perderebbero nulla se alle Olimpiadi l’arrampicata non ci fosse. C’e’, ne siamo in qualche modo lieti, ma anche se cosi non fosse l’arrampicata vivrebbe molto bene lo stesso.
     

  26. 7
    Roberto Pasini says:

    Per farmi perdonare posto un video dove spiega la formula che useranno nelle gare. Non dimentichiamo che su roccia ha salito un 9a+ . Seconda donna al mondo. https://www.eurosport.it/arrampicata/tokyo-2020/2021/tokyo-laura-rogora-racconta-in-esclusiva-i-segreti-dell-arrampicata-sportiva-al-debutto-alle-olimpiadi_vid1477344/video.shtml
     

  27. 6
    Roberto Pasini says:

    Sorry Riva. Chiedo indulgenza. Si sbagliano i cognomi e volte pure si dimenticano. Dicono che bisogna mettersi davanti allo specchio e pronunciare ad alta voce il proprio🥲 

  28. 5
    Riva Guido says:

    Rogora, Pasini, Rogora! E non è la prima volta. Magari si storcesse solo il naso! Il grado Rogora chi non lo fa!

  29. 4
    AnTonio Mereu says:

    Altro che storcere il naso!Ringrazio il Sig. Pasini per le date.

  30. 3
    Roberto Pasini says:

    Lo metto qui perché non saprei dove metterlo. So che molti storcono il naso, però ricordiamoci che dal 2 al 4 agosto ci sono le gare di arrampicata alle Olimpiadi e che sono in parete tre nostri atleti, tra cui la fortissima Laura Regora. Forza Laura. Anche il Giurassico è con te e ammira la tua abilità, la tua eleganza e la tua serenità di giovane ragazza e atleta italiana moderna. 

  31. 2
    Giovanni Massari says:

    Bellissima iniziativa. Complimenti davvero.

  32. 1
    albert says:

    cosa cambia se si sale in cima ai sassi  magari con una scala e si fa sicura a chi arrampica ??
    https://www.google.com/search?client=firefox-b-d&q=bpouldering+incidenti
    Non sembra una pratica priva di incidenti..

La lunghezza massima per i commenti è di 1500 caratteri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.