La soluzione? Dire le cose come stanno

È scomodo, ma imprescindibile se non vogliamo protrarre la crisi in cui siamo gravemente avviluppati e che ha fatto emergere gravi tensioni soprattutto sui mercati.

La soluzione? Dire le cose come stanno
di Alberto Clò
(pubblicato su agi.it il 31 dicembre 2021. Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2021 di WE World Energy)

Della Cop26 di Glasgow si è detto tutto e il suo opposto. Da una parte, chi ha sottolineato che l’ottimo è nemico del bene e quindi meglio poco che nulla; che di piccoli passi ne sono stati fatti; che i fatti dimostreranno il rispetto degli impegni assunti dai governi. Dall’altra parte, chi ha evidenziato come anche a Glasgow non si sia andato oltre le solite “parole al vento” tipiche di questi summit, come ebbe a dire anni fa il Nobel Jean Tirole, o il solito bla, bla, bla nelle più recenti parole di Greta Thunberg. Non basta certo nobilitarla come “Glasgow Climate Pact” per celarne gli scarsi risultati rispetto alle grandi aspettative maturate dopo due anni di preparazione. Come sempre accaduto, nessuna decisione operativa è stata presa, ma mille futuri vaghi impegni non vincolanti.

Alberto Clò

Quel che mi ha più colpito della Cop26 (quel che vale anche per il G20 di Roma di fine ottobre 2021) non è stato tuttavia quel che si è detto, invero abbastanza scontato, ma quel che non si è detto o si è voluto artatamente tacere. Riguardo in particolare a due questioni. La prima, è il silenzio sulla grave crisi energetica che sta attraversando il mondo intero (la prima crisi dell’era della globalizzazione) ove fatti accaduti in un qualsiasi angolo del mondo, si tratti della siccità in Brasile e in California o del grande freddo in Cina e Giappone, sono rimbalzati ovunque in tempo reale rendendo i sistemi energetici molto più instabili, imprevedibili, meno governabili. Ne è seguita un’esplosione in un anno dei prezzi del metano sino a 20 volte da 2 doll/MBtu a punte di 40. Prezzi che hanno contagiato quelli all’ingrosso dell’elettricità, che dai primi dipendono, esplosi in Italia, per fare un esempio, da minimi lo scorso anno di 10 euro/MWh a punte, giorni fa, di 385 euro/MWh.

© We World Energy – dicembre 2021 –

Le questioni taciute al summit
Inevitabili gli impatti negativi sulle bollette a livelli prima mai conosciuti, con pesanti interventi dei governi per lenirne l’impatto sociale sulle famiglie. Quel che ci rammenta, o dovrebbe rammentarci, è che la transizione energetica prima ancora che questione tecnologica, infrastrutturale, energetica, è questione sociale che, se non fronteggiata adeguatamente, colpisce le parti più fragili della società. Altrettanto inevitabile l’impennata dei prezzi energetici sul tasso di inflazione a livelli nell’eurozona intorno al 5 percento, col rischio ravvisato da Kenneth Rogoff di Harvard che possa ripetersi lo spettro della stagflazione che vivemmo negli scorsi anni Settanta. Una crisi, quella che viviamo, causata da un’effettiva scarsità di metano e financo di carbone, difficilmente riassorbibile nel breve periodo come pure sostenuto dalla Commissione di Bruxelles.

La seconda questione taciuta attiene alle decisioni assunte dai governi per tamponare la crisi. Decisioni che muovevano in una direzione esattamente opposta agli impegni che essi andavano assumendo davanti alla platea dei 40.000 partecipanti. A iniziare da quelle di Boris Johnson che, pur definendo la Cop26 un grande “successo” (mentre chi lo presiedeva, Alok Sharma ne decretava la conclusione con le lacrime agli occhi), aveva da poco riattivato vecchie centrali a carbone per sopperire alla scarsità di metano e dell’eolico per la bassa ventosità. Una gran faccia tosta poi rimproverare l’India per il suo rifiuto a indicare una data precisa per il phase-out del carbone da cui genera oltre il 70 percento dell’elettricità del paese.

La realtà delle cose è che la natura e lo spessore della crisi energetica vanno palesando le contraddizioni della transizione energetica, nei termini almeno in cui la si pone, facendo emergere posizioni diverse da quelle sinora sostenute dai governi. Il presidente francese Emmanuel Macron, anche solo poco tempo fa, non avrebbe potuto tenere il discorso del 12 ottobre per la presentazione del Piano “France 2030” ove ha esaltato il ruolo del nucleare e la sua ferma decisione di sostenere, finanziandolo, lo sviluppo dei reattori di nuova generazione.

Similmente, in Cina il presidente Xi Jinping ha espresso l’intenzione di rivedere profondamente tempi e road map disegnate per conseguire una piena neutralità carbonica entro il 2060. Non ultimo negli Stati Uniti il Presidente Joe Biden è stato costretto dal Congresso a dimezzare le immani risorse previste nel provvedimento “Building Back Better” sacrificando la maggior parte del “Clean Electricity Performance Program”. Comportamenti di cui non si è dato conto nel G20 di Roma e nella Cop26 di Glasgow, espressioni di quell’ipocrisia organizzata che caratterizza larga parte delle relazioni internazionali.

Quali sono i passi imprescindibili
La crisi, si diceva, ha fatto emergere esigenze imprescindibili per evitare il ripetersi di grandi tensioni nei mercati. Tre in particolare: essenzialità del metano, anche nel lungo periodo, per ridurre gli usi di carbone nei paesi asiatici; necessità di riprendere l’attività mineraria nell’industria petrolifera per ampliare la capacità estrattiva sia di metano, oggi satura, che di petrolio; far ricorso all’intera cornucopia di tecnologie e non solo a quelle rinnovabili. Dire le cose come stanno è scomodo, ma imprescindibile se non vogliamo protrarre la crisi in cui siamo gravemente avviluppati.

Alberto Clò è economista e accademico, ha fondato nel 1980 energia, rivista del RIE (ricerche industriali ed energetiche, di cui dal 1984 è direttore. E’ stato, con il governo di Lamberto Dini (1995-1996), Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.

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La soluzione? Dire le cose come stanno ultima modifica: 2022-01-24T05:53:00+01:00 da GognaBlog

27 pensieri su “La soluzione? Dire le cose come stanno”

  1. 27
    albert says:

    23 febbraio 2022…momento di revisione visione eco green.
    Era bello e gratificante e green  essere NO TAP, no centrali a carbone, no centrali a nafta,  PRO Gs e PRO   rinnovabili.
    Ma col senno di poi e soprattutto in concomitanza della crisi Ucraina – Russia ..non sarebbe stato meglio mantenere in funzione seppure ridotta ma  riattivabile al bisogno queste centrali? chiusa Porto Tolle -nafta ,  riconvertita da carbone ad altro   Fusine, col prevalente temoelettrico a   gas siamo ricattabili .  Alcuni (presi da sentimento green e pure da una convenienza)hanno   installato  pannelli fotovoltaici con scambio e conguaglio in  rete .Poi…il conguaglio e’stato misero e dopo qualche rottura nei pannelli non hanno trovato l’inverter originale e pure la ditta installatrice fallita, la lontana  ditta produttrice evaporata. Di conseguenza ricorso ad altri riparatori o fornitori di pezzi non sempre compatibili. Greta ste cosette le sa??L’Italia compra energia elettrica da altri paesi, grazie all’interconnessione delle linee.  In che modo gli altri paesi producono??(NIMBY ! OVVERO NON CE NE FREGA..MEGLIO NON SAPERE), UN SOVRACCARICO DI LINEE..PRODUCE BLACKOUT A CASCATA…anche se viene innescato all’estero.Non si fermano solo gli impianti di risalita,ma pure ospedali , scuole, caserme, ascensori, treni cc.”Medio evo prossimo venturo!?? saggio di RobertoVacca SCRITTO NEL 1971..si sta avverando…nel 2022. Forse e’ giunto il momento:specie umana costretta a ritornare  ad un livello pre-tecnologico, in un contesto basato sulla povertà e la lotta per la sopravvivenza( non per  super  ricchi concentratori di risorse che si permettono i viaggi nello spazio, e purtroppo ce la fanno  pure a ritornare a terra, con disappunto di chi non puo’ ,  e pure degli eredi loro)
    Pure gran giubilo per l’ecobonus 110%, conuno schiocco di dita in due anni tutte le case italiane  rispamiatrici di energia e …invece..buco nelle finanze, truffe , profittatori e argomento di campagna elettorale..alcuni se ne fanno merito..ovvero propaganda a spese  del”Erario, la mazzata arrivera’…forse, col tempo, a campione…magari colpira’ i piu’deboliceh non hanno a stipendo fior di fiscalsti e commercialisti e avvocati.

  2. 26
    marco vegetti says:

    I fornitori sono mesi che spiegano agli europei che han lasciato svuotare i depositi nazionali e che hanno rifiutato i contratti a lungo termine come ha sempre fatto, sperando una speculazione sui contratti a brevissima scadenza. Gazprom, che è una azienda come Eni o chiunque altra, da mesi avverte che non avrebbe accettato questi contratti. Quindi, ognuno si prenda le sue belle responsabilità…

  3. 25
    albert says:

    In passato campagne ecologiche  per chiudere le centrali italiane a carbone o  olio pesante, meglio il “sano” metano che dà una mano(al fisco ed ai fornitori).Ora che i fornitori  di metano ricattano volendo  ottenere una distrazione o posizione prona in campo politica estera…non sarebbe stato meglio tenercene alcune di riserva per i periodi di carenza o di ricatto politico,o  anche di siccita’ che non riempie i bacini idroelettrici?Infatti molti ritornano alle candele, alla stufa a legna, alle lampade ad acetilene e carburo.

  4. 24
    albert says:

     Esperimento riuscito:luce generata da fusione nucleare..un lampo di  5 secondi con  molta piu’ energia prodotta che adoperata per innescare.
    La verita’ e’ che l’applicazione industriale forse verra’ tra n anni,forse la vedranno  nipoti o bis bis nipoti.Intanto a letto presto, maglie e calzettoni di lana pure in casa,  auto il meno possibile sostituita con camminate e biciletta e carrettino spesa.Si scoperchia un pentolone sull’  ecobonus 100%, tanta burocrazia e finanza e poca o nulla sostanza… con sotterfugi in cui si tuffa la criminalita’.Meglio col fai da te rivestire internamente le pareti fredde  con legno  o nuovi materiali..costa sempre meno di asseveratori, periti,faccendieri, finanziarie  .

  5. 23
    albert says:

    “Non solo inquinano tanto, ma sono anche inutili. Sono aerei che attraversano i cieli europei vuoti o quasi per consentire alle compagnie aeree di conservare gli slot di decollo e atterraggio negli aeroporti:  causano un enorme danno ambientale, equivalente a quello provocato dalle emissioni annuali prodotte da oltre 1,4 milioni di veicoli. L’organizzazione ambientalista ha fatto una stima: questi viaggi nel Vecchio Continente sarebbero più di 100 mila.”prassi scoperta da Green Pace.Scoperte pure truffe su ecobonus 110%, su fondi di sostegno alle laziende in tempo di lockdown ecc.    Chi produce   TROPPA energia fotovoltaica , poi deve rendere conto

  6. 22
    albert says:

    https://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/le-dolomiti–spettacolo-naturale–principali-caratteristiche-meteo-climatiche-62737
     Molte valli hanno venti statisticamente studiati  stabili .Non ho visto pale eoliche dove il flusso sarebbe conveniente, tranne in una gola stretta dove il vento si”concentra”(effetto Venturi) arrivando dalla pianura calda.O viceversa per venti provenientida Nord.Il posto e’ talmente brutto e disabitato che ogni protesta per  insulto al paesaggio sarebbe pretestuosa.Posti  simili insignificanti magari se ne troverebbero altri, non e’ detto che sempre ed ovunque in montagna ci sia bellezza paesaggistica.   Tutto fa brodo al fine di essere meno ricattati nelle forniture di combustibili fossili.

  7. 21
    albert says:

     Altra  verita’ non detta:la merda  (sic!) anche UMANA  e’oro. https://biopianeta.it/2016/07/biogas-energia-dalle-deiezioni-umane/
     Ed e’un bene  democratico se reso accumulato collettivamente , non di proprietari di giacimenti e manovratori di valvole per ricatto.Damose da fà e non concediamolo a  mutinazionali…all’origine e’democratico e proletario.I super ricchi che concentrano il 99% ne fanno poca.

  8. 20
    albert says:

    La corrente  alternata prevale nella produzione, ci sono picchi di richiesta ed ore notturne in cui le centrali termoelettriche vanno al minimo..addirittura ce n’è per alimentare  le pompe che ricaricano i bacini artificiali alti ripescando dai  piu’ bassi.Le centrali  Idroelettriche si azionano nei picchi di richiesta : se tutti caricheranno milioni di auto nelle ore notturne  o anche quelle di picco alto, come verra’gestita la faccenda?Intanto proibirei le auto a motore termico dalle prestazioni di “prestigio”, quando mai possono andare ai 200.. 300 e sfruttare centinaia di kilowatt?? servono solo a mandare il messaggio”Io sono Io e tu che hai l’ utilitaria sei niente”.        Visto ieri un paesaggio dolomitico: paesi in esposizione solare su pendi  esposti da est ad ovest verso sud, senza schermi di altri monti, per tutto il giorno.Nessun pannello fotovoltaico sulle case o facciate o prati abbandonati..invece porebbero produrre per sè e il resto della rete.Pure possibili caldaie solari a sabbia e specchio parabolico…ma di sicuro ecologisti paesaggisti di citta’ storcerebbero il naso e voterebbero contro, hanno piu’numeri degli isolati sparsi ultimi abitanti dei borghi assolati.Intanto letto notizia triste in cittadina del Trentino (ma chissà anche in  quanti altri posti)”Si moltiplicano i pensionati che tagliano il gas perché le bollette ormai sono troppo care: per restare caldi rimangono sotto le coperte” Eppure biomasse abbondano  e  per teleriscaldamento ci sono gia’esperienze attive.Pure per metano da biodigestori…con restrizioni e  contrarieta’ preconcette.

  9. 19
    albert says:

    “…essenzialità del metano, anche nel lungo periodo, per ridurre gli usi di carbone nei paesi asiatici; necessità di riprendere l’attività mineraria nell’industria petrolifera per ampliare la capacità estrattiva sia di metano, oggi satura, che di petrolio; far ricorso all’intera cornucopia di tecnologie e non solo a quelle rinnovabili”..Magari studiare tecnologie che permettono di sfruttare carbone e petrolio e metano  con dispositivi di  riduzione consistente delle emissioni.    Si predica bene e si razzola male: visto nel mio paesello drastico taglio di piante spontanee  arboree locali ..faranno nuova zona urbanizzata residenziale, con popolazione in calo e altre zone simili invendute e mai decollate? Centrale a carbone di Fusina-Marghera…. maxi camini catalitici, raccoglieva le polveri di combustione inerti(??) da mescolare a cemento e bitume per asfalto e piastrelle..ma in estate non riusciva a raffreddare convenientemente  scaricando acque calde in laguna, gia’ troppo calde per riscadamento solare estivo. Esistono anche  biodigestori  di letame per piccole produzioni di chilowatt prossime alle stalle, nuova tecnologia “a secco”ma incontrano ostacoli  burocratici e normativi e di”vicinato olfattivo”. Ogni diversa soluzione innovativa  si cimenta  sempre col “Favorevole nel cortile degli altri, non nel mio “. A qualcuno dà fastidio il pannello fotovoltaico pensile del vicino,pero’ poi dirige il flusso di aria calda del climatizzatore verso i confinanti.

  10. 18
    albetperth says:

    Ah.AH..toccato nel vivo il gestore non pubblica il cassato e il pueblo sempre
    chino si accoda: Lo strumento come un arma è utile se usato bene, se serve per paraculare chiacchere allora va bene così’.Se ti esponi oltre le tue possibilità incorri nei danni da errore valutativo.Esempio se fai bene il 4° non è detto che farai il 7°, ma neache se sai fare il 7° poi magari non rientri da un 4°.E’ la proiezione di molti atleti ,anzi ex atleti, che convinti di ciò che hanno fatto debordano in campi che presuppongono studi particolari e conoscenze da studio non wikipediatici. Sig. Matteo continui a sbancare le ciclabili a 5 mt. 

  11. 17
    albert says:

    5) Nei paesi poveri si fanno piu’figli per vari motivi.Uno potrebbe essere la mortalita’ infantile elevata.Per cui solo una parte  di molti arriva oltre 1-5-12 anni…ovvero varie forche caudine.Poi, non essendoci previdenza sociale, molti figli riescono almeno un poco ciascuno a sobbarcarsi gli anziani genitori e parenti  non piu’in grado di lavorare . Essendoci poi una speranza di vita minore, cominciano a far figli molto piu’ giovani.Nel nostro mondo e specie in Italia, non ostante le leggi a garanzia , le donne al lavoro temono ripercussioni sulla carriere e molti casi di cronaca alimentano questa convinzione.

  12. 16
    Matteo says:

    Marco, tu ed io si può discutere e magari sfancularci e va bene così: qualche volta ci si arriva anche a capire l’un l’altro.
    Con Albertperth lascerei perdere: quello che scrive vale meno della carta su cui è scritto (e tengo conto del fatto che non è scritto sulla carta!).
    Credo che non sia mica sempre d’accordo lui stesso con quello che scrive…di certo non si capisce

  13. 15
    marco vegetti says:

    Alessandro un censore? Vi siete bevuti il cervello!

  14. 14
    albertperth says:

    Perfetto,manifesto e chiaro non si accettano provocazioni, sull’analfabetismo beh un buon terzultimo lo merito, e ciò che è incomprensibile  beh chapeau, se non si comprende delle due due l’una, tertium non datur, tradotto, il dattero non è mai un terzo.Il gestore  non fa il moderatore  ma il gestore e il censore.Ahh,l’entropia!

  15. 13
    Alessandro Gogna says:

    Le critiche espresse in questo post il gestore non le cassa, anche se assai discutibili, facilmente contestabili e comunque formulate con scrittura semianalfabeta; il gestore cancella cio’ che e’ del tutto incomprensibile e manifestamente provocatorio.

  16. 12
    albertperth says:

    Dire le cose come stanno non è peculiarità di questo sito .Non vuole e ti censura un bel esercizio che dimostra che è povero di argomenti fa chiaccherare gli  altri  e usa ragionamenti di altri ancora.Bravo gestore leggi  e chiudi anche questo.

  17. 11
    Tiziano says:

    Discutiamo molto di possibili soluzioni tecniche , ma secondo me è dall’organizzazione sociale da cui partire. Se non mettiamo al centro un cammino ( da discutere nei tempi e nei modi ) che porti ad una uguaglianza ( più o meno spinta ) all’interno dei paesi ” ricchi ” e in seconda battuta fra i vari paesi non si andrà da nessuna parte. Un mondo così contrapposto tra ricchi ( pochi ) e poveri ( tanti ) non permette scelte di qualsiasi genere condivise. Alternativa :   forzature dall’alto tipo guerre mondiali  . Resto comunque alquanto pessimista  

  18. 10
    albert says:

     Dal 2030 banditi i motori a combustione interna. Che il motore elettrico  abbia un rendimento maggiore dei motori a pistoni  e’noto da tempo.Poi la gestione dipende da dove si applica.L’energia elettrica per la ricarica delle batterie come la si farà?? Se anche in tutta Italia ci fossero energie rinnovabli, l’aria inquinata che arriva da est non si ferma alla dogana.Le piogge acide hanno danneggiato le piante in  Val d’ Aosta,   ma provenivano dalle centrali a carbone della Jugoslavia.Per non rivangare  Chernobyl…funghi in zona dolomitica carichi di cesio e molti se li sono slappati…sbalorditi per tanta abbondanza.

  19. 9
    albert says:

    Leggo .”….un letto occupato nelle Aree mediche dedicate al virus in regione si aggira attorno ai 700 euro. Ovviamente al giorno. In Rianimazione invece i costi schizzano fino a raggiungere i 1.500 euro al giorno per ogni paziente a rischio vita. La differenza la fanno i macchinari complessi che caratterizzano le Terapie intensive….”Parlare di  costi comparati  per diverse tipologie di cure o prevenzione,sembra disdicevole, da taccagni. Se qualcuno vi fa cenno in qualche talk show, viene sepolto da critiche  e pure minacciato.

  20. 8
    albert says:

    Per produrre aggeggi tecnologici  che permettono di sfruttare energie rinnovabili, occorre usare ancora tipologie di energia sporca.Per piazzare pannelli moderni fotovoltaici a  facciata o pensili da poggioli, occorre produrre pratiche burocratiche, ottenere l’approvazione di condomini. Impianti di Biogas, combustione bio masse , ecc non sono cosi’ frequenti. Quando  qualcuno aumenta i prezzi, allora si vorrebbe gia’avere  ad uno schiocco di dita cio’ che per essere costruito impega anni.Programmazione vecchia piaga, e’ da quando portavo i pantaloni corti anni 60 che sento dire che il costo del Chilowatt italiano appesantisce l’industria e la nostra economia. In questi giorni viene demolita la centrale  termoelettrica( petroldipendente ) di Porto Tolle  che forni’ il 10% del  fabbisogno nazionale. . Ad esempio in altro campo, si vorrebbro avere medici anestesisti rianimatori, come se ce ne fossero di surgelati e  bastasse riscaldarli.In realta’ ci vogliono 4-5 anni di specializzazione, vengono buoni quelli che hanno iniziato in era precovid,mentre di carrieristi politici ci teniamo sempre quelli da decenni.

  21. 7
    albert says:

    4) Da quel che vedo,   I GIOVANI  istruiti di coppie  procrastinano  la messa al mondo di prole..  alcuni  fortunati lavorano anche 10-12 ore  al giorno e quando tornano a casa son sfiniti.I Nonni ancora in gamba danno parecchia assitenza nella cura dei nipoti e contribuiscono anche dirottando parte della loro pensione e patrimonio. Poi pero’i vari capi religiosi incitano a prolificare ..e molti nullafacenti  e senza arte ne’parte obbediscono…e con parecchia prole passano le giornate al bar.

  22. 6
    lorenzo merlo says:

    Ma la luna non prendi neanche d’isbaglio?

  23. 5
    marco vegetti says:

    I tassi di natalità sono più alti nei paesi poveri. In Occidente non lo sono affatto così alti. Guardando l’anzianità, il rapporto si rovescia. Che si fa allora?

  24. 4
    Giorgio Daidola says:

    Intervento 1: “La prima verità è che abbiamo sorpassato la quota: OTTO MILIARDI DI ABITANTI SUL PIANETA TERRA”. Bravo Albert!  La seconda verità è che nessuno ha il coraggio o l’interesse di fare tentativi per risolvere il problema: politici, economisti, giornalisti di fama e capi religiosi lanciano piuttosto  deliranti editti per convincere a fare più figli per aumentare ancora la popolazione, in Paesi già ad altissima densità come l’Italia.  Perchè lo fanno? Perchè sono ignoranti e pensano solo al PIL o perchè sanno che l’unica soluzione razionale per far fronte allo spaventoso aumento della popolazione degli ultimi 100 anni sarebbe quella di accettare un doloroso invecchiamento della stessa per almeno due o tre generazioni, chiedendo ai tanti “vecchi” ancora perfettamente abili di continuare a lavorare anziché internarli nelle case di riposo. Il tutto fino a quando la popolazione mondiale si sia riequilibrata su numeri “sostenibili”. Cosa perfettamente  logica e salutare ma decisamente impopolare. Con risultati solo a lungo termine, ossia quelli che non portano ne voti ne consensi. Dire “le cose come stanno” significa, prof. alberto Clò, dire anche questo.
     

  25. 3
    Paolo Gallese says:

    Dirò con sincerità e senza polemiche accusatorie a nessuno, che sono profondamente preoccupato, doppiamente essendo al corrente delle problematiche per via del lavoro che faccio. Perché non credo che la nostra attuale compagine politica sia all’altezza della situazione. Non ne faccio una questione di parte o di parti. Penso davvero che non siano abbastanza competenti né abbiano le idee chiare, tutti indistintamente. Non è una lamentela populista, ma una constatazione di fatto. E non ho personalmente nessuna ricetta valida da considerare al momento, se non tamponare per salvaguardare il benessere della mia famiglia. 
    Che si fa?

  26. 2
    lorenzo merlo says:

    Grazie Alberto Ciò.
    Ma i ciarlatani denunciano certo procedere politico da molti decenni.
    L’importante è votare ancora chi mente.
     
     

  27. 1
    albert says:

    La prima verita’  e’ che abbiamo sorpassato la quota :OTTO MILIARDI DI ABITANTI DEL PIANETA TERRA.CONTEMPORANEAMENTE SI SONO ALLARGATE  LE INGIUSTIZIE NELLA REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA E DELLE RISORSE.Nonostante cio’  , anche il piu’ povero sa che esistono  moto, auto , aerei, armi , orologi prestigiosi, piscine, ville ed ambisce a quei beni  di lusso status symbol. Esempio: vedo mini appartamenti infarciti molto oltre gli indici di abitabilita’, condizioni igieniche pietose, pero’ogni componente   DEVE avere il suo smartphone, monili d’oro, e la sua auto di marca in cortile, anche di quarta-mano ma con  logo e lavata ogni sabato a porte aperte con  stereo al massimo.    Se c’e’ un ascensore (discensore)..si pigia il bottone , si accende la luce scale anche in pieno sole e poi non si pagano le spese codominiali comuni energetiche.

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