La truffa ai danni di Mountain Wilderness Italia

La truffa ai danni di Mountain Wilderness Italia
a cura del Direttivo di Mountain Wilderness Italia

Desideriamo informarvi con la massima trasparenza di un grave episodio che ha recentemente colpito la nostra associazione. Mountain Wilderness Italia è stata vittima di una sofisticata truffa bancaria, messa in atto attraverso una lunga telefonata da parte di individui che si sono finti appartenenti all’Arma dei Carabinieri, con modi e competenze tali da apparire del tutto credibili. Approfittando di questo raggiro, i truffatori sono riusciti ad accedere al nostro conto e a sottrarre una parte significativa dei fondi correnti.

Nei medesimi giorni, truffe analoghe hanno colpito diverse realtà in Piemonte, Lombardia e Trentino, confermando la complessità e la pericolosità dell’operazione messa in atto.

Il gruppo dirigente dell’associazione ha già avviato un percorso di autotassazione, coinvolgendo anche amici storici vicini a Mountain Wilderness, per contribuire a tamponare il danno subito.

Per affrontare questo momento difficile e condividere con tutta la base sociale il cammino verso il risanamento, abbiamo deciso di attivare una sottoscrizione straordinaria, aperta fino alla data della prossima assemblea sociale, che si terrà a Milano il 28 marzo 2026.

In un’ottica di assoluta trasparenza, è stato aperto un conto dedicato, intestato al Presidente, Luigi Casanova, presso la Cassa Rurale di Moena. Tutte le somme raccolte saranno versate in un’unica soluzione all’associazione al termine della sottoscrizione.

Invitiamo chi lo riterrà possibile a contribuire, secondo le proprie disponibilità, utilizzando il seguente conto e indicando una causale unica per tutti i versamenti:

Intestatario: Luigi Casanova
IBAN: IT34T0814035050000000175892
Causale: Sottoscrizione straordinaria Mountain Wilderness Italia

In un momento complesso come questo, ogni gesto di solidarietà rappresenta un aiuto concreto e un segno di fiducia nel futuro dell’associazione e nelle sue battaglie a tutela della montagna.

Grazie sin d’ora per il vostro sostegno e per il legame che continuate a mantenere con Mountain Wilderness Italia.

La truffa ai danni di Mountain Wilderness Italia ultima modifica: 2025-12-12T05:46:00+01:00 da GognaBlog

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17 pensieri su “La truffa ai danni di Mountain Wilderness Italia”

  1. Tutti o quasi dimenticano che MW International, e quella italiana, sono associazioni di volontari che, maneggiando piccole cifre, non possono affidarsi a cyber esperti in grado di schermarli dalle truffe. Esperti che poi non bastano mai perché c’è sempre qualcuno più esperto o malizioso di loro. Chi è senza peccato, cerchi di ricordare meglio, per parafrasare un famoso avvertimento, elevato quanto trascurato…
    Chi ama MW, italiana o internazionale, faccia una piccola donazione, la cifra di cui si tratta sarà 5.000-10.000€ al massimo, mille versamenti da 10 euro bastano, o cinquecento da venti e via esemplificando 

  2. Mi dispiace veramente per quanto è successo, ma chi gestisce gli accessi ai conti correnti di una società e/o organizzazione deve essere formato adeguatamente sia dal punto di vista informatico che dal comportamento di come gestire eventuali tentativi di frode.In ogni caso i livelli di sicurezza di accesso al conto dovrebbero ormai comprendere sistemi completi con login, password e OTP che tutte le banche dovrebbero ormai avere contemplato.

  3. Non ho idea dell’ ammontare della somma sottratta e posso immaginare l’imbarazzo dei coinvolti in MW. Queste truffe sono le nuove rapine, meno rischiose, più remunerative e la sofisticatezza delle tecniche si affina , quindi è ingeneroso oltre che inutile affermare “io non ci sarei cascato” fino a quando non ci accade. Ho lavorato in istituti di credito e le casistiche come le statistiche sono in crescita ed a tutti i livelli. Preciso che le banche non hanno nessun obbligo di rimborso – comprensibile, perché all’ atto della consegna dei codici si sottolinea SEMPRE che sono personali ed incedibili a terzi, e quindi anche ad una segretaria  – per fare un paragone, è come denunciare un furto in casa avendo lasciato le chiavi nella toppa. Un recente episodio accadutomi, senza esito negativo, può essere esplicativo ( la tecnica ci è stata chiarita dalla PS che ha seguito per anni questi casi): SMS da Unicredit che avvisa di un tentato pagamento d’importo elevato via carta ed un telefono da chiamare  per sicurezza dei carabinieri di zona se il pagamento non è riconosciuto. Il numero, reale , in realtà viene bypassato ad altro invisibile dai truffatori che confermano trattarsi dei CC ed invitano a contattare l’ufficio truffe di Unicredit con una videochiamata: qui, sotto ad un logo ben imitato dell’ istituto, rispondono due distinti , gentili operatori dall’ aspetto di impiegati che confermano si tratti di tentata truffa, che i codici d’accesso on-line sono ormai compromessi ed invitano a girare il saldo del cc su un “conto sicuro”, il resto è noto e posso garantire che il 90% ci casca a piè pari,  i più non denunciano. 

  4. Confermo che le tecniche sono davvero molto efficaci proprio perché si è portati ad abbandonare la propria volontà, sia di grandi che piccini.
    Una mia parente, che non è certo una sprovveduta, è stata accompagnata a prelevare una congrua somma. E’ tornata in sé solo quando i malfattori erano già lontani.
    Confido che il tono di alcuni messaggi sia mosso dalla sorpresa.

  5. Premesso che oramai non ci caschiamo più nemmeno noi rimbambiti pensionati, mi fido di più di un finto caramba che di un caramba vero, il finto la sgamo in un secondo quello vero mai!

  6. E in ogni caso, le tecniche di manipolazione mentale usate per queste truffe sono MOLTO piu’ sofisticate di quanto non si creda, e giudicare le vittime come altrettanti babbaloni e’ non solo ingiusto, ma pericoloso per noi stessi portandoci a sottovalutare la gravita’ del problema. 
    Chi non sapesse di cosa io stia parlando, puo’ fare una ricerca per “furti con ipnosi”, e avra’ delle belle sorprese.
    Personalmente, posso testimoniare di essere stato sul punto di  dare ad una dolce e tranquilla voce femminile al telefono tutti i dati per l’accesso al mio conto – e questo senza alcuna promessa o minaccia, ma solo perche’ me li chiedeva ed era percio’ mia’ volonta’ darglieli. Ne uscii solo perche’ mia moglie mi grido’, “ma cosa stai facendo?!?”, bloccandomi di colpo. Al che la voce commento’ “ah… c’era vostra moglie…’ e chiuse la chiamata.
     

  7. Posto che chiunque (compresi, e anzi sopratutto, quelli che si sentono furbi) e’ vulnerabile a truffe di questo genere), c’e’ una cosa che non capisco.
    MW e’ un’associazione di un certo peso e dimensioni, ed e’ quindi normale che sia in disponibilita’ di somme non trascurabili. Ma anche cosi’, montare un’operazione del genere, che richiede tempo, capacita’ e impegno, per… arrivare ai fondi di MW? Quando centinaia di ditte e organizzazioni commerciali avrebbero fornito bersagli ben piu’ succosi?
    Questo non e’ uno dei classici casi di “pesca a strascico”, in cui i truffatori mandano migliaia di messaggi nella speranza di beccare un paio di polli. Si e’ invece trattato di un attacco mirato.
    Non sara’ magari che si sia voluto proprio colpire MW in quanto tale, visto che non ha solo amici?

  8. Non era mia intenzione mettere in dubbio l’onestà di chicchessia e apprezzo la volontà di trasparenza sottesa al comunicato di MW, però lasciare che qualcuno acceda a un conto corrente in base a una sola telefonata per quanto lunga, mi sembra una grave mancanza del minimo di conoscenza e cautela doveroso di un amministratore.
    Mi spiace molto che sia accaduto a MW e provvederò a fare una donazione per lenire le conseguenze, ma mi sembra doveroso rimarcare che una cosa del genere è incredibile.
    Da come è stata raccontata, non si è trattato di un attacco hacker, di un furto di codici, di una sostituzione di identità: qualcuno ha comunicato a uno sconosciuto i codici di accesso a un conto bancario.

  9. io credo che i commenti vadano tutti in unica direzione comunque sembra che sia passata una legge che le banche debbano risarcire grazie

  10. Senza alcuna polemica e in risposta al commento della redazione e premesso che ho più volte ho contribuito a MW. Voglio solo affermare che chi amministra beni non suoi, specialmente se lo fa volontariamente senza corrispettivo,  dovrebbe essere molto più attento, molto più di quanto lo è se amministra cose proprie. Un’osservazione lecita o è ancora ‘girare il coltello …’ ecc. ecc.,? 

  11. Nell’eterna lotta tra guardie e ladri la tecnologia non ha disoccupato i malavitosi, che si sono evoluti al passo con i tempi. Tuttavia in questo caso giova ricordare che la truffa è avvenuta ai danni di un’associazione il cui tesoriere non dovrebbe essere certamente uno sprovveduto. Lo sanno proprio tutti, e viene data ampia pubblicità, che banche e Carabinieri non telefonano a casa di nessuno per blandire o allarmare o convincere a fornire dati sensibili. Non consola il fatto che in quei giorni sono avvenute altre truffe con modalità simili. L’associazione dovrebbe affidare le ‘chiavi’ dei propri conti ad altri dopo aver chiarito bene le modalità della truffa. Qualche dubbio mi resta. 

  12. Il tono generale dei commenti 1, 2 e 4 è davvero deprimente. Visto che gli autori non hanno alcun tipo di sospetto sulla trasparenza e sull’onestà del tesoriere o dell’associazione in generale, i loro commenti sorprendono per la loro ingiustificata malignità.
    Siamo tutti esposti a questo genere di truffe, oggi a te domani a me. E’ come prendersela con le vittime di un incidente stradale. Personalmente sono in completo disaccordo con il voler girare il coltello nella piaga. Chi non è interessato al futuro di MW si astenga da questo genere di commenti, almeno per civile comprensione. Chi invece è interessato intervenga con una più o meno generosa donazione. Chiedere garanzie e invocare responsabilità in questo caso è ridicolo, stiamo parlando di volontariato, non di un contratto con postille microscopiche.

  13. I truffatori sono diventati, purtroppo, molto abili e truffano non solo gli anziani rimbambiti: siamo tutti a rischio, anche se esponenti di età caratterizzate da una maggior lucidità, né più ne é meno come lo sono tutti i viaggiatori della metropolitana, perché questi possono esser alleggeriti da borseggiatori/trici in qualsiasi momento. E’ la società del Terzo Millennio, da questo punto di vista ripiombata nel Medio Evo. Tutto ciò tanto a livello individuale quanto istituzionale (come nel caso di specie): bisogna indossare sistematicamente le mutande di ferro, diffidando di chiunque come se fosse un appestato e, purtroppo, a volte non basta.

  14. Fatemi capire bene, Mountain Wilderness si è fatta raggirare da una truffa telefonica come il proverbiale vecchio pensionato rimbambito?

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