Lettera agli ebrei italiani

La distinzione fra ebraismo e stato d’Israele, che fino a ieri ci era potuta parere preziosa acquisizione contro i fanatismi, è stata rimessa in forse dall’assenso o dal silenzio della Diaspora. Una grande donna ebrea cristiana, Simone Weil, ha ricordato che la spada ferisce da due parti. Anche da più di due, si può aggiungere.
Il manifesto ha pubblicato questo testo la prima volta il 24 maggio 1989, una seconda volta il 18 gennaio 2009 e una terza il 4 novembre 2023. I problemi e le domande che pone restano ancora oggi aperti e immutati. Semmai «solo» aggravati.

Lettera agli ebrei italiani
di Franco Lattes Fortini
(pubblicato su ilmanifesto.it il 4 novembre 2023)

Ogni giorno siamo informati della repressione israeliana contro la popolazione palestinese. E ogni giorno più distratti dal suo significato, come vuole chi la guida.

Cresce ogni giorno un assedio che insieme alle vite, alla cultura, le abitazioni, le piantagioni e la memoria di quel popolo e – nel medesimo tempo – distrugge o deforma l’onore di Israele.

Gaza

In uno spazio che è quello di una nostra regione, alle centinaia di uccisi, migliaia di feriti, decine di migliaia di imprigionati – e al quotidiano sfruttamento della forza-lavoro palestinese, settanta o centomila uomini – corrispondono decine di migliaia di giovani militari e coloni israeliani che per tuttala loro vita, notte dopo giorno, con mogli, i figli e amici, dovranno rimuovere quanto hanno fatto o lasciato fare.

Anzi saranno indotti a giustificarlo. E potranno farlo solo in nome di qualche cinismo real-politico e di qualche delirio nazionale o mistico, diverso da quelli che hanno coperto di ossari e monumenti l’Europa solo perché è dispiegato nei luoghi della vita d’ogni giorno e con la manifesta complicità dei più.

Per ogni donna palestinese arrestata, ragazzo ucciso o padre percosso e umiliato, ci sono una donna, un ragazzo, un padre israeliano che dovranno dire di non aver saputo oppure, come già fanno, chiedere con abominevole augurio che quel sangue ricada sui propri discendenti. Mangiano e bevono fin d’ora un cibo contaminato e fingono di non saperlo. Su questo, nei libri dei loro e nostri profeti stanno scritte parole che non sta me ricordare.

Quell’assedio può vincere. Anche le legioni di Tito vinsero. Quando dalle mani dei palestinesi le pietre cadessero e – come auspicano i “falchi” di Israele – fra provocazione e disperazione, i palestinesi avversari della politica di distensione dell’Olp, prendessero le armi, allora la strapotenza militare israeliana si dispiegherebbe fra gli applausi di una parte dell’opinione internazionale e il silenzio impotente di odio di un’altra parte, tanto più grande.

Il popolo della memoria non dovrebbe disprezzare gli altri popoli fino a crederli incapaci di ricordare per sempre.

Gli ebrei della Diaspora sanno e sentono che un nuovo e bestiale antisemitismo è cresciuto e va rafforzandosi di giorno in giorno fra coloro che dalla violenza della politica israeliana (unita alla potente macchina ideologica della sua propaganda, che la Diaspora amplifica) si sentono stoltamente autorizzati a deridere i sentimenti di eguaglianza e le persuasioni di fraternità.

Per i nuovi antisemiti gli ebrei della Diaspora non sono che agenti dello stato di Israele. E questo è anche l’esito di un ventennio di politica israeliana.

L’uso che questa ha fatto della Diaspora ha rovesciato, almeno in Italia, il rapporto fra sostenitori e avversari di tale politica, in confronto al 1967. Credevano di essere più protetti e sono più esposti alla diffidenza e alla ostilità.

Onoriamo dunque chi resiste nella ragione e continua a distinguere fra politica israeliana e ebraismo. Va detto anzi che proprio la tradizione della sinistra italiana (da alcuni filoisraeliani sconsideratamente accusata di fomentare sentimenti razzisti) è quella che nei nostri anni ha più aiutato, quella distinzione, a mantenerla.

Sono molti a saper distinguere e anch’io ero di quelli.

Ma ogni giorno di più mi chiedo: come sono possibili tanto silenzio o non poche parole equivoche fra gli ebrei italiani e fra gli amici degli ebrei italiani?

Coloro che ebrei o amici degli ebrei – pochi o molti, noti o oscuri, non importa – credono che la coscienza e la verità siano più importanti della fedeltà e della tradizione, anzi che queste senza di quelle imputridiscano, ebbene parlino finché sono in tempo, parlino con chiarezza, scelgano una parte, portino un segno.

Abbiano il coraggio di bagnare lo stipite delle loro porte col sangue dei palestinesi, sperando che nella notte l’Angelo non lo riconosca; o invece trovino la forza di rifiutare complicità a chi quotidianamente ne bagna la terra, che contro di lui grida.

Né mentiscano a se stessi, come fanno, parificando le stragi del terrorismo a quelle di un esercito inquadrato e disciplinato. I loro figli sapranno e giudicheranno.

E se ora mi si chiedesse con quale diritto e in nome di quale mandato mi permetto di rivolgere queste domande, non risponderò che lo faccio per rendere testimonianza della mia esistenza o del cognome di mio padre e della sua discendenza da ebrei. Perché credo che il significato e il valore degli uomini stia in quello che essi fanno da sé medesimi a partire dal proprio codice genetico e storico, non in quel che con esso hanno ricevuto in destino.

Mai come su questo punto – che rifiuta ogni «voce del sangue» e ogni valore al passato ove non siano fatti, prima, spirito e presente; sì che partire da questi siano giudicati – credo di sentirmi lontano da un punto capitale dell’ebraismo o da quel che pare esserne manifestazione corrente.

In modo affatto diverso da quello di tanti recenti, e magari improvvisati, amici degli ebrei e dell’ebraismo, scrivo queste parole a una estremità di sconforto e speranza perché sono persuaso che il conflitto di Israele e di Palestina sembra solo, ma non è, identificabile a quei tanti conflitti per l’indipendenza e la libertà nazionali che il nostro secolo conosce fin troppo bene.

Sembra che Israele sia e agisca oggi come una nazione o come il braccio armato di una nazione, come la Francia agì in Algeria, gli Stati uniti in Vietnam o l’Unione Sovietica in Ungheria o in Afghanistan. Ma, come la Francia era pur stata, per il nostro teatro interiore, il popolo di Valmy e gli Americani quelli del 1775 e i sovietici quelli del 1917, così gli ebrei, ben prima che soldati di Sharon, erano i latori di una parte dei nostri vasi sacri, una parte angosciosa e ardente della nostra intelligenza, delle nostre parole e volontà.

Non rammento quale sionista si era augurato che quella eccezionalità scomparisse e lo stato di Israele avesse, come ogni altro, i suoi ladri e le sue prostitute. Ora li ha e sono affari suoi. Ma il suo Libro è da sempre anche il nostro, e così gli innumerevoli vivi e morti libri che ne sono discesi.

È solo paradossale retorica dire che ogni bandiera israeliana da nuovi occupanti innalzata a ingiuria e trionfo sui tetti di un edificio da cui abbiano, con moneta o minaccia, sloggiato arabi o palestinesi della città vecchia di Gerusalemme, tocca alla interpretazione e alla vita di un verso di Dante o al senso di una cadenza di Brahms?

La distinzione fra ebraismo e stato d’Israele, che fino a ieri ci era potuta parere una preziosa acquisizione contro i fanatismi, è stata rimessa in forse proprio dall’assenso o dal silenzio della Diaspora. E ci ha permesso di vedere meglio perché non sia possibile considerare quel che avviene alle porte di Gerusalemme come qualcosa che rientra solo nella sfera dei conflitti politico-militari e dello scontro di interessi e di poteri.

Per una sua parte almeno, quel conflitto mette a repentaglio qualcosa che è dentro di noi.

Ogni casa che gli israeliani distruggono, ogni vita che quotidianamente uccidono e persino ogni giorno di scuola che fanno perdere ai ragazzi di Palestina, va perduta una parte dell’immenso deposito di verità e di sapienza che, nella e per la cultura d’Occidente, è stato accumulato dalle generazioni della Diaspora, dalla sventura gloriosa o nefanda dei ghetti e attraverso la ferocia delle persecuzioni antiche e recenti.

Una grande donna ebrea cristiana, Simone Weil, ha ricordato che la spada ferisce da due parti. Anche da più di due, oso aggiungere.

Ogni giorno di guerra contro i palestinesi, ossia di falsa coscienza per gli israeliani, a sparire o a umiliarsi inavvertiti sono un edificio, una memoria, una pergamena, un sentimento, un verso, una modanatura della nostra vita e patria.

Un poeta ha parlato del proscritto e del suo sguardo «che danna un popolo intero intorno ad un patibolo»: ecco, intorno ai ghetti di Gaza e Cisgiordania ogni giorno Israele rischia una condanna ben più grave di quelle dell’Onu, un processo che si aprirà ma al suo interno, fra sé e sé, se non vorrà ubriacarsi come già fece Babilonia.

La nostra vita non è solo diminuita dal sangue e dalla disperazione palestinese; lo è, ripeto, dalla dissipazione che Israele viene facendo di un tesoro comune.

Non c’è laggiù università o istituto di ricerca, non biblioteca o museo, non auditorio o luogo di studio e di preghiera capaci di compensare l’accumulo di mala coscienza e di colpe rimosse che la pratica della sopraffazione induce nella vita e nella educazione degli israeliani.

E anche in quella degli ebrei della Diaspora e dei loro amici. Uno dei quali sono io.

Se ogni loro parola toglie una cartuccia dai mitra dei soldati dello Tsahal, un’altra ne toglie anche a quelli, ora celati, dei palestinesi.

Parlino, dunque.

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Lettera agli ebrei italiani ultima modifica: 2024-03-12T05:03:00+01:00 da GognaBlog

585 pensieri su “Lettera agli ebrei italiani”

  1. 585
    marco vegetti says:

    I tuoi “intellettuali di sinistra” non hanno da dire nulla su questo?
    11 aprile 2024
    Israele ha colpito un convoglio dell’UNICEF che trasportava aiuti umanitari a Gaza nord
    Tess Ingram, portavoce dell’UNICEF: “I colpi provenivano da un checkpoint israeliano. Siamo stati colpito dai proiettili e siamo stati davvero fortunati. La sicurezza non è garantita nemmeno quando adottiamo tutte le misure necessarie”.
    …dopo che settimana scorsa avevano ASSASSINATO con tre droni sette operatori umanitari della World Central Kitchen…
    Naturalmente il problema per loro sono tre Senati accademici su 97… INTELLETTUALI MA A DOPPIO STANDARD….

  2. 584
    marco vegetti says:

    DOMANDA A CROVELLA: Dove erano Ricolfi, Bachelet, Violante (che tanto sono sempre  tre) quando nel 2022 sono state interrotte tutte le collaborazioni con le Università russe?

  3. 583
    marco vegetti says:

    Si, Placido e anche la Shoah stando a Crovella. Magari però qualcuno dei suoi amichetti ebrei ha il nonno con un numero sul braccia e la pensa un po’ diversamente… 

  4. 582
    Placido Mastronzo says:

    Avete una concezione datatissima dell’antisemitismo, e per questo oggi sbagliata. Roba da quasi 100 anni fa, ai tempi appunto della Shoah.

    Accidenti! L’antisemitismo c’ha la data di scadenza come il latte!
    Meno male che c’è Rocvella ad aprirci gli occhi.

  5. 581
    marco vegetti says:

    A memoria: Itzhak Rabin, primo ministro israeliano, assassinato da un colono estremista e sionista di destra, perché aveva sottoscritto gli Accordi di Oslo coi palestinesi (Arafat) e odiato dalla destra nazionalista e conservatrice e dai leader de Likud che vedevano negli Accordi il primo passo per dover abbandonare ii territori occupati. La stessa destra conservatrice e lo stesso Likud che sono al potere oggi. Fatti un pensierino…

  6. 580
    marco vegetti says:

    RAGIONEVOLMENTE per chi? Per te? Pubblica un qualcosa di UFFICIALE dove ci sia scritto che questa è la soluzione. Non una tua elucubrazione o deduzione, qualcosa che lo dica ESPRESSAMENTE e che provenga da una AUTORITA’ ISRAELIANA RICONOSCIUTA.
    Mezza verità sta nel Ministro della sicurezza nazionale israeliano Beng-Vir: “Se Netanyahu non attacca a Rafah, lo mettiamo fuori dal Governo)
    Quanto all’essere obsoleto l’Olocausto meglio che lo tieni per te e non lo dici ai tuoi amici ebrei. Quanto alla signora Bruck, è ebrea e visto che gli ebrei si parlano (Crovella dixit) ne sa sicuramente più di Ricolfi Violante Bachelet e pure Crovella. A differenza dei precedenti lei ha un metro di giudizio sull’antisemitismo che voi manco vi sognate…

  7. 579
    Carlo Crovella says:

    Parafrasando il titolo dell’articolo principale, più che una “Lettera agli ebrei italiani”, bisogna scrivere una “Lettera alla sinistra italiana, specie se woke”.  Più manifesta a sostengo dei palestinesi e più danni fa a questi ultimi, l’ho già detto. Bisogna invece smetterla di attaccare sia gli israeliani in senso stretto che gli ebri in un’accezione più ampia, per alleggerire il clima emotivo mondiale sul tema M.O., affniché la comunità internazionale (USA in primis ecc) concretizzi una soluzione tecnica strutturale, che ragionevolmente non può che essere spostare i palestinesi.

  8. 578
    Matteo says:

    Mi pare che qui occorra un 
     
    DISCLAIMER
    Il precedente intervento #576 è da considerarsi come pesantemente ironico e provocatoriamente sarcastico nella sua parte centrale.
     
    Per una corretta interpretazione del pensiero dell’autore e del significato dei termini usati si rimanda al Dizionario  dell’Italiano Treccani o anche a: https://www.treccani.it/enciclopedia/elenco-opere/Vocabolario_on_line/

  9. 577
    Carlo Crovella says:

    A parte che non tutti i commentatori ammettono di “aver capito e metabolizzato” l’esistenza del razzismo della sinistra e dei woke, mi pare di aver riportato ampi stralci (sia di ebrei che di non ebrei, fra cui Luca Ricolfi e Luciano Violante, acclarati esponenti della sinistra lucida e onesta intellettualmente) di chi, oltre al sottoscritto, afferma che le manifestazioni ed episodi Pro Palestina siano espressione di antisemitismo conclamato, cioè razzismo (testuale!) e quindi di “fascismo degli antifascisti”. Se non cambiamo radicalmente questo approccio completamente sbagliato, non si rivolverà MAI il problema israelo-palestinese

  10. 576
    Matteo says:

    L’unica cosa chiara (drammaticamente chiara) è quanto tu non riesca nemmeno a prendere in considerazione un qualunque appunto o obbiezione (o quello che tu anche solo recepisci come obbiezione) a quello che scrivi e che ritieni di essere l’unica verità assoluta.
     
    Abbiamo capito: gli ebrei sono un’entità monolitica, portatori di qualità eccezionali che superano il livello del resto dell’umanità, graniticamente sostenitori di Israele a prescindere da qualunque nefandezza essa possa compiere (anzi sono certi che Israele non può che essere sempre dalla parte della ragione).
    Quindi inimicarseli significa essere destinati a soccombere se non addirittura a perire o scomparire dalla scena.
    Chi non è d’accordo è antisemita, odia l’occidente ed è un razzista e nazista di sinistra.
     
    Ho riassunto correttamente? Dimenticato nulla?
     
    Visto che abbiamo capito, adesso potresti smetterla con ‘sti interventi monocordi e ripetitivi?

  11. 575
    Carlo Crovella says:

    Avete una concezione datatissima dell’antisemitismo, e per questo oggi sbagliata. Roba da quasi 100 anni fa, ai tempi appunto della Shoah. Testimonianze di personaggi che hanno vissuto quel periodo, per quanto rispettabilissime, appartengono al passato. Il quadro è diametralmente cambiato: l’antisemitismo di oggi è fuso con l’antisionismo (che allora sostanzialmente non esisteva), anzi deriva dall’antisionismo ed è alimentato dal mondo islamico. Ma il fenomeno, come più volte spiegato, trova appoggio in Occidente in quella cosiddetta cultura woke, che si schiera con i palestinesi non per amore specifico a favore dei palestinesi, ma per astio verso l’Occidente, che (nel dualismo-israelo-palestinese) è rappresentato da Israele. Da lì la reazione degli ebrei residenti in Europa, che si sentono “traditi”, pugnalati alle spalle, da alcuni loro concittadini (quelli di sinistra e/o “woke”). Se NON è chiaro questo nuovo quadro in essere, si tranciato giudizi che, oggi, non hanno fondamento.

  12. 574
    marco vegetti says:

    E per tua conoscenza, la signora Bruck porta su un braccio il numero 11152. Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen.
    Nessuno dei tuoi citati era ancora nato, per cui la signora ha molta più conoscenza dell’antisemitismo…

  13. 573
    marco vegetti says:

    549 CROVELLA. Per mettere fine ai tuoi ebrei italiani incazzati, amichetti o no, oggi l’ebrea Edith Bruck, vatti a vedere chi è se non lo sai, ha detto chiaro e tondo: “Netanyahu è responsabile del ritorno dell’antisemitismo”.
    La signora vale 1000 Ricolfi o Bachelet o Violante essendo ebrea prima di tutto, e poi storica, poetessa, scrittrice, regista, traduttrice, testimone diretta della Shoah in Ungheria. Anche Di Segni dovrebbe inchinarsi davanti a lei…

  14. 572
    Matteo says:

    “lo spostamento (=deportazione)…eviterà il loro sterminio da parte degli israeliani e, contemporaneamente, alleggerirà questo pesante clima antisemita “
     
    Certo che con sostenitori intelligenti e lungimiranti come te, cosa se ne fa Israele dei nemici antisionisti!

  15. 571
    Carlo Crovella says:

    Continuate, continuate… nella vostra babbeaccine woke. Non fate altro che esasperare il clima che si indirizzerà sempre più verso lo spostamento (=deportazione) dei palestinesi. Perché tale soluzione sarà la preferita, in quanto salverà capra e cavoli: eviterà il loro sterminio da parte degli israeliani e, contemporaneamente, alleggerirà questo pesante clima antisemita che grava un po’ in tutto il mondo.

  16. 570
    Placido Mastronzo says:

    Expo al #566:

    Il conflitto Israele – Palestina non sara’ iniziato il 7 Ottobre 2023 , ma vedere gente che dopo un efferato assalto terrorista in cui muoiono circa mille civili , si precipita a difendere le ragioni degli assassini che da due anni progettavano di scannare mille civili , cercando di ribaltare la colpa su Israele che non l’aveva previsto per colpa sua , come equilibrio e coerenza fa un po’ ridere.

    Immagino sia una risposta al mio #564: spiacente, ma posso rispondere solo del mio equilibrio e della mia coerenza, non dell’equilibrio e della coerenza di qualcun altro.
    Concederai che al #564 (così come al #563, #557, …) replico a quello che tu e/o Rovella avete scritto e sostenuto, non a quanto scritto/fatto/detto da qualcun altro di cui non potete rispondere.
    Detto questo, rimane comunque un fatto che proteste, legittime e motivate, contro lo stato di Israele si siano verificate anche ben prima del 7 Ottobre.

  17. 569
    marco vegetti says:

    518 – FINO alla rivoluzione russa. Prima era solo una “forma” culturale (neppure “politica” sponsorizzata dall’Impero austro-ungarico contro l’Impero zarista…

  18. 568
    marco vegetti says:

    DOMANDA AI GENI DELLA GEOPOLITICA.
    Alcuni terroristi tagiki uccidono in un attentato vicino a Mosca circa 140 persone. La Russia, come Israele, sarebbe stata “autorizzata” a bombardare Dushanbe e nessuno avrebbe potuto protestare perché era un suo “diritto”?
    Israele si inventa grazie alla Bibbia di essere il popolo eletto e di avere DIRITTO a tutta la terra che sta lì intorno, cacciando (nell’ipotesi più “morbida”) chiunque lui stesso decida. Dunque, siccome di Ucraina NON C’E’ TRACCIA STORICA come Stato alla rivoluzione russa, di conseguenza Polonia, Russia, Ungheria hanno il diritto di ri-prendersi le terre che erano loro in origine?

  19. 567
    Expo says:

    @ 565
    Come e’ intervenuto l’occidente per impedire il  genocidio ruandese in cui morirono trenta volte piu’ persone ?
    Chi si mobilito’ bloccando le universita’ e le collaborazioni con chi era coinvolto nella guerra ?

  20. 566
    Expo says:

    Il conflitto Israele – Palestina non sara’ iniziato il 7 Ottobre 2023 , ma vedere gente che dopo un efferato assalto terrorista in cui muoiono circa mille civili , si precipita a difendere le ragioni degli assassini che da due anni progettavano di scannare mille civili , cercando di ribaltare la colpa su Israele che non l’aveva previsto per colpa sua , come equilibrio e coerenza fa un po’ ridere.

  21. 565
    marco vegetti says:

    549 CROVELLA. Per mettere fine ai tuoi ebrei italiani incazzati, amichetti o no, oggi l’ebrea Edith Bruck, vatti a vedere chi è se non lo sai, ha detto chiaro e tondo: “Netanyahu è responsabile del ritorno dell’antisemitismo”.
    Hai dimenticato il Ruanda, 800.000/1.000.000 di morti grazie alle becere politiche  coloniali prima tedesche poi belghe… 

  22. 564
    Placido Mastronzo says:

    l’ergersi a difesa dei palestinesi è arrivato quasi subito, le prime manifestazioni di piazza in Italia sono state fatte che Israele forno non aveva ancora iniziato a bombardare, oppure che era proprio agli inizi.

    Faccio sommessamente notare che il conflitto non è iniziato il 7 Ottobre.
    PS
    forno??

  23. 563
    Placido Mastronzo says:

    Mah… io sono l’ultimo delle capre, ma dire “non hai protestato per X, quindi statte zitto (come si dice a Torino) e non protestare nemmeno per Y, che altrimenti vuol dire che sei in malafede”, non mi sembra un gran argomento.
    Comunque, contenti voi, fate pure.

  24. 562
    Matteo says:

    Si è mai visto uno schioppo ad avancarica venduto alla Cina?
    Si son mai visti politici precipitarsi a esprimere sostegno totale alla Cina o quantomeno a fornirle a ogni piè sospinto scusanti condannando gli Uiguri per le loro azioni o affermazioni al suo diritto alla difesa.
     
    “C.D.D.” = *azzo Dici Deficiente è il significato dell’acronimo 

  25. 561
    Carlo Crovella says:

    Si è mai vista UNA SOLA azione di protesta di studenti italiani a favore degli uiguri?
    Si è mai visto UN SOLO Senato accademico italiano che ha boicottato le collaborazioni con la Cina (cioè la nazione che perseguita gli uiguri)?
     
    Da odierna La Stampa
     
    Napoli come Torino, gli studenti occupano l’Università Federico II: “No a progetti con Israele”
    L’Ateneo napoletano si mobilita definendo «genocidio» l’azione di Tel Aviv nella Striscia. A Firenze lettera appello di 200 docenti per non aderire al bando Maeci
    C.D.D.

  26. 560
    Expo says:

    Se i 30.000 morti non avessero coinvolto la “turbocapitalista” Israele e i “poveri proletari” palestinesi , a quest’ ora ne parlerebbe solo il Papa , i collettivi universitari non abbaierebbero , e della guerra conosceremmo gli stessi dettagli che conosciamo della guerra fra Ucraina e Donbass.

  27. 559
    Expo says:

    E’ pacificamente accettato che in Rwanda Tutsi ed Urdu siano etnie contrapposte in una faida da prima del 1800.
    Il governo socialista di Mitterand ebbe un discusso ruolo , non certo determinante , nel genocidio appoggiando una parte in guerra contro l’altra.
    Il capitalismo, ovviamente , c’entra nulla perche’ Mitterand era socialista e a Macron non sembra vero oggi di criticare il suo operato.
    A conti fatti l’occidente si disinteresso’ completamente di un genocidio di una decina di volte superiore a quello di Ucraina + Medio oriente : nessun contendente era un “cattivo” ufficiale  e nessuno era un “buono” da difendere dai capitalisti , le universita’ non furono occupate e non ci fu grande mobilitazione:, una guerra fra balabiott.
    Qui qualche notizia sul tipo di coinvolgimento della Francia.
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ruolo_della_Francia_nel_genocidio_del_Ruanda
     
    Wui c’e’ uno schema.
     

  28. 558
    Carlo Crovella says:

    che c’è da dimostrare? Da ottobre 2023 a oggi le maniefstazioni di piazza PRO Palestina sono state, solo in italia, 1100, fore qualcosina di più. I vari cortesi e le “pressioni” sugli atenei da parte degli studenti dei centri sociali “Cambiare rotta” non si limitano al solo caso torinese… avete mai visto simile spiegamento di forze per gli uiguiri e/o per i rohingya? Anche solo per la guerra civile nello Yemen, che pare aver fatto più di 400.000 vittime? Gli Houti sono balzati alla ribalta mediatica solo dopo aver iniziato a bombardare le navi commerciali occidentali e/o gli israeliani.
    Come mai questa differenza? certo, in linea di principio ci possono esser tante cause per il particolare atteggiamento degli occidentali woke a tutele dei palestinesi. Si dice, per es, la sproporzione fra 1200 morti del 7 ottobre e i 32.000 morti a gaza. Certo, tutto fondato, ma non è solo quello. infatti l’ergersi a difesa dei palestinesi è arrivato quasi subito, le prime manifestazioni di piazza in Italia sono state fatte che Israele forno non aveva ancora iniziato a bombardare, oppure che era proprio agli inizi. Insomma è autoesplicativo che ci sia un astio prevenuto verso Israele. io lo lego al fatto che, in quel particolare dualismo Israele sia la parte che rappresenta l’occidente. I woke portano cos’ all’eccesso la loro visione che ogni caso che sia “occidentale” è per forza sbagliata e sta dalla parte del torto… A prescindere, come diceva Totò

  29. 557
    Placido Mastronzo says:

    Corvella #549:

    […] ci si schiera per i palestinesi non solo e non tanto per i palestinesi in sé, ma soprattutto perché la loro controparte (gli israeliani) sono marcata espressione dell’occidente.

    Dimostrare, prego.
    Altrimenti sono solo (ad essere gentili) chiacchiere.

  30. 556
    Matteo says:

    “non ve ne frega un beato cazzo , perchè non c’è un “capitalista” da colpire
    No, infatti…ti ho appena finito di dire che un paese alquanto capitalista si è assunto la responsabilità politica (per la prima volta nella storia, onore a loro) della vicenda. Ma di certo nessuno avrebbe mai potuto pensarlo all’epoca
     
    Sei proprio un fine pensatore…

  31. 555
    Expo says:

    Sisi , Macron…  :-)Adesso sono morte 1/30 delle persone e c’è un clamore mediatico 1000 volte superiore.In realtà di una durissima e fratricida  guerra fra poveri non ve ne frega un beato cazzo , perchè non c’è un “capitalista” da colpire nel Vs. elementare schema mentale.Ma a lavare la testa all’asino si perde solo tempo e sapone…

  32. 554
    Matteo says:

    P.S.: era in Ruanda e quanto alla possibile politicizzazione vatti a leggere le dichiarazioni di Macron…anche ignorante

  33. 553
    Matteo says:

    Il tema in realtà è chi se sta zitto sembra un normale imbecille, ma si ostina a intervenire.

  34. 552
    Expo says:

    Nel periodo 1992/1995  nel centrafrica sono morte 1.000.000 di persone nella faida fra Tutsi e Urdu , ma la cosa era meno politicizzabile.

  35. 551
    Expo says:

    Alcuni terroristi pesantemente armati fanno irruzione in un rave party nel deserto falciando a mitragliate qualche centinaio di ragazzi e ragazze , inclusi quelli che si sono rinchiusi nei bagni o che si sono finti morti : 250 morti civili israeliani.Qualche mese dopo l’esercito israeliano entra negli ospedali palestinesi dove si sono asserragliati i terroristi armati e i loro vertici uccidendo 1000 persone fra terroristi ( non si sà quanti , in Palestina Hamas è il primo partito con il 70 % dei voti  ) , e civili palestinesi.In Italia nella perpetua polemica politica/calcistica qualcuno osserva sprezzantemente che gli israeliani avrebbero dovuto limitarsi ad uccidere 1000 palestinesi , non importa se terroristi o meno , così i conti sarebbero stati pari.Nella mia nuvoletta la penso come gli israeliani : il tema non è l’ennesima rappresaglia , è distruggere un organizzazione terrorista che si riorganizzerà e tornerà a colpire fra qualche mese ( come del resto l’Isis ).Solo questo è utile , altrimenti tanto vale non muoversi neanche.

  36. 550
    Matteo says:

    “la sinistra europea, specie italiana, si è scalmanata a dismisura per la situazione dei palestinesi, mentre non ha battuto ciglio sugli altri “genocidi””
     
    Esattamente come la destra italiana si è scalmanata sulle foibe ma latita su Marzabotto, e quindi?
    Ma, a parte che le dimensioni dell’oppressione e delle stragi degli uiguri (ma anche dei rohingya) non sono assolutamente paragonabili a quanto sta avvenendo a Gaza, mi pare che tu faccia affermazioni decisamente false riguardo alla reazione della sinistra sulle questioni e perdipiù tu sia piuttosto approssimato sulla posizione della Birmania, che non è certo “comunista”.
     
    Diciamo che la tua analisi sul filopalestinismo come  antioccidentalismo ha la stessa valenza di filopalestinismo come espressione di antisemitismo: una corazzata Kotiomkin!

  37. 549
    Carlo Crovella says:

    anche in tal cosa, a maggior ragione essendo giunti a 550 commenti, lascio le mie considerazioni ad alcuni articoli che spero Gogna sia disponibile a pubblicare. Qui mi focalizzo solo su un punto: la sinistra europea, specie italiana, si è scalmanata a dismisura per la situazione dei palestinesi, mentre non ha battuto ciglio sugli altri “genocidi” (intesi in senso lato) in giro per il mondo. Me ne vengono in mente due: quello a danno degli uiguri nel nord est della Cina e quello dei rohingya in Birmania. io ne deduco un’osservazione interessante: coerentemente con la cultura “eoke” che sta ammorbando la sinistra in tutto l’Occidente, ma in particolare in Europa, ci si schiera per i palestinesi non solo e non tanto per i palestinesi in sé, ma soprattutto perché la loro controparte (gli israeliani) sono marcata espressione dell’occidente. Negli altri due casi citati, Cina e Birmania non ispirano altrettanto astio (all’interno sinistra italiana) perché non “sono” Occidente, mentre Israele è indiscutibilmente “occidentale”. Quindi, a parità di criticità sul piano umano, la variabile dominante (in tipico stile “woke”) sul tema palestinesi è principalmente l’astio che alcuni occidentali (sinistrorsi e woke) provano verso l’Occidente. E questo è forse la cause per cui gli ebrei residenti in Occidente (in (Europa nello specifico) sono particolarmente sensibili agli attacchi della sinistra a Israele.

  38. 548
    Placido Mastronzo says:

    Six months in, the war in Gaza has dramatically shifted – and Israel is running out of road
    Breve estratto:

    In Gaza, the six-month milestone has arrived, and with it a perceptible shift. Whatever amnesty the Israeli government was given by its allies in the wake of the Hamas attacks is now threatening to expire. To much of the public, who backed a ceasefire since the early days of the Gaza assault, it was always clear that a calamity was going to unfold. But in the official sphere – among politicians and parts of the media – the horror of 7 October extended what seemed to be a blank cheque for Benjamin Netanyahu and his government.

    Perhaps it took the killing of seven World Central Kitchen aid workers for that shift to occur, perhaps it was cumulative, but what is hard to deny now is that Israel has gone rogue. Over the last six months, both in tone and in action, what has emerged is a state that is breaking all protocols in a way that situates it not within the democratic fold, but in some outlaw category. Israel’s government has insulted its allies and sponsors. It has ignored and defied the rulings and warnings issued by the organisations of that democratic, law-abiding world, the one that it claims to represent in a backward, hostile region. And it has made its allies look weak and helpless, destabilising their domestic politics.

  39. 547
    Matteo says:

    Io sono d’accordo con il rabbino Arbib, solo manca di porsi e quindi di rispondere alla domanda fondamentale: “perché le cose sono cambiate e dalla solidarietà di è passati all’antisemitismo?”
     
    Eppure la risposta è chiara e semplice: perché dopo il 7 ottobre con 1100 morti e 200 rapiti [terribile e orrendo] c’è stato il 26 ottobre con 33000 morti [quasi 30 volte peggio] e che Israele non è l’unico stato che combatte per la propria sopravvivenza, anche se forse è il più violento!
     

  40. 546
    Matteo says:

    “È un dovere ricordare perché c’è stato un inizio di grande solidarietà dopo gli attacchi del 7 ottobre e dopo col tempo le cose sono state dimenticate. Soprattutto è importante ricordare dopo che abbiamo assistito a un’ondata di antisemitismo a seguito del 7 ottobre. [Il Sole 24 Ore]
    è un antisemitismo che ha l’obiettivo di essere buono, si tratta cioè di persone che pensano di difendere gli oppressi e combattere per il bene – ha concluso -. Questa forse è una cosa da chiarire perché l’antisemitismo è sbagliato [ANSA]
    Qui è successo qualcosa di terribile. Possibile che non provochi emozione? Questa è una cosa che mi impressiona. Così come mi impressiona quello che succede con gli ostaggi, persone prese dalle loro case e rapite. … Stiamo vivendo un periodo estremamente difficile, forse il periodo peggiore della storia ebraica dopo la seconda guerra mondiale, sicuramente il peggiore che io abbia vissuto [Il Giorno]
     

  41. 545
    marco vegetti says:

    Crovella, ma sei scemo o fai apposta? PRETENDERE? E chi pretende nulla da 30.000 italiani di religione ebraica? Starnazzino finché vogliono. Però attento: a furia di gridare al lupo al lupo… E poi: gli studenti HANNO COSTRETTO cosa? Erano armati? Violenti? Dalle testimonianze non sembrerebbe. La signora Terracina era là, a differenza di tutti quelli che straparlano: lei non ha sentito o visto queste violenze. Stai, state affermando che i Senati Accademici di un paio di Università italiane su 97 (ovverosia 23 docenti a Senato) in Italia sono dei pusillanimi, paurosi, vigliacchi? Bene, ma se voi siete scribacchini da PC e quelli stanno lì, un motivo ci sarà. Siate almeno un po’ umili…  Strano che citi Violante, un ex-giudice ex-comunista che di Berlusconi diceva che era un pericolo per la democrazia…

  42. 544
    Carlo Crovella says:

    E daje, siete proprio di coccio! Continuate a PRETENDERE che gli ebrei italiani SCONFESSINO Israele: è questo l’errore metodologico. I 100.000 israeliani ieri in piazza, NON sono contro Israele ma contro Netanyahu. Le due cose NON coincidono e, una volta di mezzo tolto Netanyauh, vedrete che la politica israeliana NON cambierà strutturalmente. In ogni caso 100.000 persone in piazza (che sono tante a vederle) rappresentano “solo” l’1% dei circa  10 milioni di cittadini israeliani: un’inezia…
    Per cui chi attacca Israele attacca gli ebrei europei (italiani nello specifico), così almeno percepiscono gli ebrei. E più attaccate Israele e più ferite e vi inimicate gli ebrei. Ho riportato una sfilza di prese di posizioni in tal senso e non sono dichiarazioni di ebrei qualsiasi, cioè “individui isolati”, ma prese di posizioni di ebrei che occupano ruoli rappresentativi (Presidenti di Comunità ebraiche o rabbini capi…): le loro opinioni possono esser intese come opinioni rappresentative della grande comunità ebraica italiana.
     
    Non basta Luca Ricolfi come esempio di intellettuale italiano di sinistra ma lucido e dotato di estrema onesta intellettuale? Bene ECCO  UN ALTRO ESEMPIO DI UN ITALIANO DI SINISTRA, CHE NON LE HAI MANDATE A DIRE AI SUOI “COMPAGNI” E MENO CHE MAI LO FA ORA
     
    Luciano Violante (ex Presidente della Camera): «L’azione contro Israele negli atenei è sconfinata nell’antisemitismo»

  43. 543
    claudio genoria says:

    Parliamo del sentiment (?) di questi bambini:
    https://aje.io/2pcovu

  44. 542
    Carlo Crovella says:

    SE VOLETE DAVVERO CAPIRE IL SENTIMET DEGLI EBREI ITALIANI
     
    “La strage del 7 ottobre è già stata dimenticata. Dopo la solidarietà è rimasto l’antisemitismo”
    Estratto dall’intervista al rabbino capo di Milano, da Il Giornale
    Cosa pensa di quel che accade nelle università? «Minoranze, credo, che però impongono le loro idee. Inaccettabile. Ci sono sempre state, intendiamoci, ma il problema sta nella mancata reazione».
     
    E la politica? «Ho l’impressione che soffra degli stessi difetti di parte dell’opinione pubblica: una certa superficialità nell’affrontare la questione del Medioriente, la scarsa capacità di capire problemi drammatici, riducendoli a slogan».
     
    Anche Israele è nel momento più difficile «È un passaggio molto critico. Una guerra drammatica, una situazione difficile e non sempre sottolineata: Israele lotta per sopravvivere, con nemici che hanno il dichiarato obiettivo di distruggerlo. Io conto che venga fuori da tutto questo. Con la sicurezza e la pace
     

  45. 541
    marco vegetti says:

    540 EXPO. Commetti un grosso errore. Io non ho detto che c’è di meglio, sei tu che hai etichettato il Mossad così. Io  semplicemente ho sottolineato il fatto INCONTROVERTIBILE che il Mossad non si è accorto di una azione che è stata pianificata da Hamas per due anni prima che avvenisse. Una bella debacle per un servizio che si reputava il migliore del mondo. Tutto qui. 

  46. 540
    Expo says:

    @537
      Marco Vegetti 
    Attendo di sapere dagli informatissimi :”agenti segreti” del forum quali siano i migliori servizi segreti del mondo.
    Buona notte

  47. 539
    Matteo says:

    Marco, non sfidare Expo sennò ci toccherà leggere commenti a tuo nome inneggianti alla Spada Fiammeggiante dell’Asilo Mariuccia seguiti dalle tue smentite…

  48. 538
    marco vegetti says:

    Placido! La Bibbia ebraica! Solo quella “logica” esiste. La Bibbia e la fandonia del popolo eletto… 

  49. 537
    marco vegetti says:

    521, EXPO. Ma tu le tue fonti quali sono? The Guardian è uno dei più importanti giornali inglesi, secondo dietro al Times. I tabloid sono ben altri. Il Mossad ? Quel super servizio segreto che non si è accorto dei preparativi (si parla di due anni!) di Hamas per il 7 ottobre? Ma scrivi barzellette per La Settimana enigmistica?

  50. 536
    marco vegetti says:

    511 Crovella. Se però dovesse succedere quello che NON dicevi tu, sarai così loquace e onesto da dire : Ok, ho cazzato tutto. Le mie erano illazioni. Scusate, ho sbagliato”? Io ci credo poco. Troverai, come sempre, qualche motivo per svicolare e far finta di nulla… Magari parlando di brogli o di influenza russa 😀

  51. 535
    Placido Mastronzo says:

    L’originale dell’inchiesta sull’uso, da parte dell’esercito israeliano, del sistema di IA “Lavender” per individuare possibili “bersagli” da bombardare: ‘Lavender’: The AI machine directing Israel’s bombing spree in Gaza

    The Israeli army has marked tens of thousands of Gazans as suspects for assassination, using an AI targeting system with little human oversight and a permissive policy for casualties, +972 and Local Call reveal.

    […] the Israeli army systematically attacked the targeted individuals while they were in their homes — usually at night while their whole families were present — rather than during the course of military activity. According to the sources, this was because, from what they regarded as an intelligence standpoint, it was easier to locate the individuals in their private houses. Additional automated systems, including one called “Where’s Daddy?” also revealed here for the first time, were used specifically to track the targeted individuals and carry out bombings when they had entered their family’s residences.

  52. 534
    Placido Mastronzo says:

    Altro articolo fazioso, “woke”, disonesto e basato su “fisime mentali”:
    Un cittadino di Gaza fa causa al governo italiano per la sua “complicità” con Israele

    Salahaldin M. A. Abdalaty, avvocato gazawi, ha perso sei familiari a fine 2023 uccisi dalle bombe israeliane sulla Striscia. Grazie a un pool di legali del foro di Torino ha fatto depositare al Tribunale di Roma a inizio aprile un ricorso urgente per far condannare il nostro Paese per il supporto militare, economico e politico a Tel Aviv

  53. 533
    Expo says:

    Purtroppo mi tocca ammettere di aver fatto una cazzata, in preda alla frustrazione e alla discussione ho scritto il commento  525 firmandomi come Matteo, il che oltre a essere abbastanza stupido è anche motlo scorretto.
    Me ne scuso
     
     
     Questo è quanto dovrebbe scrivere Expo, ma non l’ha fatto.
    L’ho fatto io, Matteo (quello vero), per lui per dimostrare quanto sia facile farlo (con qualunque nome) e che lo si può fare tutti senza difficoltà. 
    Io me ne sono sempre astenuto per rispetto al Capo e perché penso che sia un ottimo modo per sputtanare questo blog . Credo e spero che la maggioranza pensa e agisca come me

  54. 532
    Expo says:

    Una Università in cui qualsiasi pirla bypassa gli organi democratici rappresentativi , cancella il diritto di opinione e impone una linea imposta da quattro pirla è già fascismo.

  55. 531
    claudio genoria says:

    Di fronte all’incursione ancorché non violenta nei modi, degli studenti nella riunione del Senato Acc di Torino, un “vero” rettore come Dio comanda, avrebbe chiamato i carabinieri e li avrebbe fatti sloggiare

     
    Ai tempi del Fascismo funzionava così. Gli facevano passare la voglia.

  56. 530
    Expo says:

    Di fronte all’incursione ancorché non violenta nei modi, degli studenti nella riunione del Senato Acc di Torino, un “vero” rettore come Dio comanda, avrebbe chiamato i carabinieri e li avrebbe fatti sloggiare.Esatto

  57. 529
    Carlo Crovella says:

    Università italiane: bene che tengano in vita qualsiasi collaborazione con qualsiasi parnter, ma NON è compito delle Università esprimere delle posizioni “politiche”. A quello ci pensa il Governo o  il Parlamento. La cosa detestabile, infine, sono i Senati accademici e i Rettori che si piegano a 90 rispetto alle pretese degli studenti (in questo caso di sinistra, ma il principio vale in assoluto). Di fronte all’incursione ancorché non violenta nei modi, degli studenti nella riunione del Senato Acc di Torino, un “vero” rettore come Dio comanda, avrebbe chiamato i carabinieri e li avrebbe fatti sloggiare. L’autorevolezza scientifica e l’indipendenza ideologico-politica degli atenei si vedono fin dal “polso” dei loro timonieri.

  58. 528
    Carlo Crovella says:

    Io NON sono un sostenitore di Nethanyauh e, a prescindere dalle sue ultime azioni (ormai bombarda a casaccio, vedi Damasco), dopo 10 anni di governo e forse più, ha fatto il suo tempo. Bene quindi che Israele vada ad elezioni. Il Likud presenterà un altro candidato (chi non so). Possibile che vinca Gantz, che ha più carisma internazionale e ha già esperienze di governo. Ma non illudetevi che Israele ora. Diciamo che Gantz sarà più furbo e anziché bombardare a casaccio, inimicandosi la comunità internazionale, farà accorsi e stringerà collaborazioni, ma vedrete che l’obiettivo di Israele resta “liberarsi” dei palestinesi. Il tema Hamas (mescolata ai palestinesi o indenitificabile) è collaterale. Certo è un’aggravante in più, ma non è “il” tema cardine. Israele vuole risolvere una volta per tutte il “problema palestinesi”, non solo il problema terrorismo.

  59. 527
    Placido Mastronzo says:

    Crovella #516:

    La logica dice che spazi stretti e due popolazioni entrambe in vistosa crescita demografica non lasciano altra alternativa che lo spostamento dei palestinesi.

    Logica? Quale logica?
    E soprattutto in base a quali principi/normative?
    Forse la legge del più forte?

  60. 526
    Matteo says:

    “Faccio fatica a rispondere nel merito , scrivere due monate o attacchi personali e’ piu’ semplice.
    L’ho imparato all’Asilo Mariuccia.”
     
    Questo è ovviamente un altro Matteo che pensa di fare lo spiritoso…

  61. 525
    Matteo says:

    Faccio fatica a rispondere nel merito , scrivere due monate o attacchi personali e’ piu’ semplice.
    L’ho imparato all’Asilo Mariuccia.
     

  62. 524
    Expo says:

    @516 Crovella
    Nemmeno i loro parenti piu’ stretti vogliono i palestinesi : facendo un parallelo centinaia di migliaia di ucraini sono espatriati in Polonia , Germania e  altri stati europei confinanti , e sono stati accolti relativamente bene perche’ facilmente integrabili.
    Provate a parlare con Egitto , Libano , Giordania o Siria di beccarsi dei palestinesi…( ? ) vedete che cosa vi rispondono.
     

  63. 523
    Expo says:

    Scusatemi, ho postato due pirlate per il solo gusto di provocare. Ritiro tutto.

  64. 522
    Expo says:

    Francia , Germania , Belgio , UK , e pure Russia. 

  65. 521
    Expo says:

    @ 519
    Hamas mescolato con la popolazione : il Guardian dice che e’ facilissimo beccarli.
    Tutto bellissimo e surreale : un tabloid del Regno Unito ,stato che non riesce a beccare nemmeno i clandestini che attraversano la manica , da’ “autorevoli” consigli antiterrorismo ai migliori servizii segreti e di intelligence del mondo contro una tipologia di terrorismo mimetico che ha allegramente sforacchiato negli ultimi anni le difese di Francia , Germania e Belgio.
    Come al solito chi sa fa’ , chi non sa’ insegna..

  66. 520
    Expo says:

    @ 519
    Uso della ricerca scientifica per fini militari.
    Oggi , in occasione di due ridicole “Mozioni di sfiducia” , un tizio di FDI ha detto una cosa che condivido dal midollo :  cioe che’ la sinistra e’ usa applicare sempre due pesi e due misure : una misura per gli “amici” e una per i “nemici”.
    In particolare basta un ‘indagine nata sulla base di un “esposto” di un parlamentare e un ministro in cerica si dovrebbe dimettere ( se e’ nemico ) , oppure restare in carica ( se e’ “amico” ).
    Veniamo al punto : dopo 3 anni di Covid 19 fuoriuscito da un laboratorio cinese qualcuno di Voi ha chiesto di bloccare le collaborazioni universitarie con la Cina ?
    Non mi sembra.
    Eppure le tecnologie di “guerra batteriologica” fruiscono pacificamente delle collaborazioni con la ricerca universitaria italiana senza che nessuno dica: “beh”.
    E il Covid 19 non lo hanno mica costruito per insaporire il brodo…

  67. 519
    claudio genoria says:

    Crovella, dopo una galoppata di oltre 500 commenti, dei quali quasi 200 recano la tua firma, e chissà quanti la mia (gulp), siamo arrivati forse ad elaborare un paio di punti di possibile convergenza:
     
    1) Le università italiane devono essere aperte alla collaborazione scientifica, ma non esimersi dall’affrontare, democraticamente, la discriminante dell’uso potenzialmente aggressivo/criminale della stessa.
     
    2) La partnership con Israele e il suo popolo è un valore di primaria importanza per l’Italia, così come lo sono gli “anticorpi” ad ogni forma di antisemitismo, soprattutto se considerato che le leggi razziali, nel nostro paese, furono emanate da una dittatura che conta tuttora molti nostalgici, anche tra gli esponenti di partiti oggi al governo.
     
    Ti invito infine a rivedere l’affermazione

    poiché Hamas è mescolato con la popolazione civile, è impossibile isolare e poi uccidere i 40.000 miliziani

    alla luce di quanto riportato dal Guardian, nell’articolo segnalato al 482. Non sarebbe per niente impossibile, ma a quanto pare a qualcuno non interessa farlo.

  68. 518
    Matteo says:

    Come già detto io sono tendenzialmente abbastanza d’accordo con la posizione della Bicocca, però l’affermazione:
     
    “l’Università di Milano-Bicocca dialoga con istituzioni scientifiche israeliane e palestinesi”
     
    pare un po’ infelice e suona al limite del buon gusto…
     

  69. 517
    Carlo Crovella says:

    ECCO COME SI DEVONO COMPORATE LE UNIVERSITA’ ITALIANE
    La Bicocca boccia il boicottaggio delle università israeliane: “Diplomazia scientifica”.  Gli studenti provano a occupare i rettorato
    da Il Fatto Quotidiano
    Il Senato Accademico dell’Università di Bicocca di Milano boccia il boicottaggio nei confronti delle università israeliane. Una richiesta che arrivava dagli studenti di Cambiare Rotta che questo pomeriggio hanno manifestato dentro e fuori dall’ateneo durante la riunione dei senatori accademici … alla fine (post confronto università-studenti, NdR) si stila un documento condiviso in cui si afferma: “l’Università di Milano-Bicocca dialoga con istituzioni scientifiche israeliane e palestinesi ritenendo prioritario mantenere i rapporti con il mondo scientifico e accademico, utilizzando lo strumento della diplomazia scientifica quale sostegno al processo di pace, anche partendo dalle collaborazioni con i colleghi e le colleghe israeliani e palestinesi” … Una scelta che era stata già messa nera su bianco in un documento votato nel 2021, come ricorda il prorettore alla ricerca Guido Cavalletti che aggiunge: “Lo stop agli accordi con Israele non è la via giusta”. Una posizione che non soddisfa gli studenti che provano a raggiungere il Rettorato chiedendo un incontro pubblico con la rettrice. NOTA: il successivo incontro degli studenti con la rettrice non sembra aver modificato la posizione ufficiale dell’ateneo.

  70. 516
    Carlo Crovella says:

    Genoaria La logica dice che spazi stretti e due popolazioni entrambe in vistosa crescita demografica non lasciano altra alternativa che lo spostamento dei palestinesi. L’obiettivo primario degli israeliani (condiviso emotivamente dagli ebrei europei, che spesso sono genitori e nonni di residenti in Israele) è certo risolvere il problema terrorismo, cioè Hamas, ma, poiché Hamas è mescolato con la popolazione civile, è impossibile isolare e poi uccidere i 40.000 miliziani di Hamas. O si sterminano tutti i palestinesi di Gaza o li si sposta lontano. il discorso è più articolato e riguarda anche Hezbolla e il Libano, nonché i palestinesi della Cisgiordania: mancanza di tempo e limiti alle batture rendono impossibile spiegare più in profondità. Ciao!

  71. 515
    claudio genoria says:

    Dall’intervista ad Assaf Gavron (Il Giorno di oggi): “Da entrambe le parti c’è sfiducia reciproca, la gente ha paura, così appoggia soluzioni radicali”. Netanyahu e Hamas sono due opposti estremismi che si autoalimentano. Se Israele non fosse guidato da un estremista guerrafondaio, non ci sarebbe neanche da discutere sull’opportunità di finanziare progetti congiunti di ricerca in qualsivoglia tecnologia, comprese quelle utilizzabili dagli eserciti per protocolli di difesa

  72. 514
    claudio genoria says:

    può darsi che non proprio tutti gli israeliani condividano le modalità attuate da Netanyah, ma sicuramente la maggioranza dei cittadini condivide gli obiettivi strategici 

     
    Crovella, quali obiettivi strategici? L’unico obiettivo condiviso da tutti gli israeliani è (giustamente!) la sconfitta di Hamas. Ma i più hanno capito – e sempre saputo – che Netanyahu non sarà mai in grado di sconfiggere Hamas. Certo che hanno fiducia nell’esercito, il cui disorientamento – probabilmente non hai letto l’articolo del Guardian segnalato ieri da Placido – significa per l’appunto che in questo momento non c’è nessuna strategia. Ma quali obiettivi strategici! Quella roba che continui a scrivere, la strategia dello “spostamento” – tradotto: deportazione, cioè un crimine ignominioso – a questo punto non la sostiene apertamente più nessuno, neanche tra i più bifolchi degli estremisti (forse Trump, ma Trump è un idiota). Torna pure a concentrarti sulle polemiche da salotto tra Luca Ricolfi e il rettore – antisemita 🙂 – di UniTorino.

  73. 513
    Placido Mastronzo says:

    è palese che la comune molla sottostante a tutte queste obiezioni sia solo quella di fare polemiche pretestuose per tacitare la libera espressione di contenuti che infastidiscono, proprio perché “veri”

    Yawn.

  74. 512
    Matteo says:

    “polemiche pretestuose per tacitare la libera espressione di contenuti che infastidiscono, proprio perché “veri”
     
    Come al solito tendi a una semplificazione ideologica, questa si pretestuosa: ci sono numerosi motivi diversi dall’essere “veri” per cui dei contenuti risultano fastidiosi e si cerchi perciò di tacitarli.
    Per esempio “stupidi”, “razzisti”, “falsi”, “pericolosi” sono ancora più validi.
     
    Giusto per non giustificare il tuo sillogismo “fastidioso”=”vero”
     
    Per tornare a bomba, se si è riusciti a far barcollare un governo incrollabile perdipiù nel bel mezzo di una guerra, beh allora è proprio il caso di continuare il “bombardamento di parole” (così temuto dai campioni dello status quo) per cercare di porre fine all’ingiusta mattanza!

  75. 511
    Carlo Crovella says:

    COMMENTO C.C.: Sono contento che Israele possa andare davvero a nuove elezioni, così si chiarisce l’”equivoco Netanyauh”. Tale equivoco fornisce un elemento ai detrattori di Israele: infatti essi sostengono che Netanyauh IMPONE la sua politica militare a Israele e questa NON sa ribellarsi. Non è così, può darsi che non proprio tutti gli israeliani (e, a monte, gli ebrei europei) condividano le modalità attuate da Netanyah, ma sicuramente la maggioranza dei cittadini condivide gli obiettivi strategici (come da % riportate nell’articolo sottostante). Bene, dunque, che si vada a nuove elezioni. Se, tolto di torno Netanyauh, cambierà davvero l’obiettivo strategico (=risolvere una volta per tutte il problema dei palestinesi, presumibilmente spostandoli), allora hanno ragione quelli della linea opposta alla mia. Se invece, tolto Netanyahu, il nuovo governo israeliano (che sia di destra o di sinistra, poco rileva) proseguirà verso lo stesso obiettivo (già citato), allora ho ragione io, ovvero che non è Netanyauh che impone la sua politica a Israele, ma che è la maggioranza degli israeliani che esige quella particolare politica. E di conseguenza si posizionano gli ebrei europei.

  76. 510
    Carlo Crovella says:

    Bibi perde consensi, la guerra no
    Da Il Giornale (ah, già, è il quotidiano dei fascisti…)
     
    «Elezioni a settembre, a circa un anno dal conflitto». Le chiede per la prima volta Benny Gantz, il leader di «Unità nazionale» entrato nel Gabinetto di guerra israeliano dopo il 7 ottobre e che secondo i sondaggi sarebbe il sostituto ideale di Benjamin Netanyahu. L’uscita dell’ex leader dell’opposizione, che sostiene di averne parlato con il premier, è la prova di come stia crescendo l’insofferenza nei confronti del primo ministro Benjamin Netanyahu, mentre resta invece altissima la fiducia nell’Esercito.
    Che le proteste (dei cittadini israeliani, NdR) siano contro il premier e non contro il conflitto per sconfiggere Hamas lo hanno rilevato ormai diversi sondaggi, tra cui una serie condotti a metà marzo dall’Istituto per la democrazia israeliana. Il 75% degli israeliani è a favore anche di uno degli scenari considerati fra i peggiori dalla comunità internazionale: l’invasione di terra della città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. La fiducia nelle Forze Armate israeliane, che stanno conducendo il conflitto sul terreno, raggiunge picchi dell’86,5%.
     

  77. 509
    Placido Mastronzo says:

    ho capito da solo i dati tecnico-giuridici del problema

    Buon per te: a giudicare dagli esempi che hai fatto al #504 sembrava proprio il contrario.

    non bisogna mica esser “preparati” come quell’altro tuo amichetto che ti apprezza tanto (l’ho ha scritto esplicitamente).

    ?!?
    Se hai qualcosa dire, a me o a “quell’altro mio amichetto che mi apprezza tanto”, chiunque sia, dilla esplicitamente… altrimenti questo è solo “inchiostro” sprecato.

    siamo in un contesto informale

    Dove comunque vigono delle regole.
     

  78. 508
    Carlo Crovella says:

    Tranquillo, ho capito da solo i dati tecnico-giuridici del problema., non bisogna mica esser “preparati” come quell’altro tuo amichetto che ti apprezza tanto (l’ho ha scritto esplicitamente).  Dico che, oggi uno, domani un altro, sono tanti quelli che fanno i “fini” su questioni metodologiche (nel senso più ampio del termine), mentre siamo in un contesto informale… è palese che la comune molla sottostante a tutte queste obiezioni sia solo quella di fare polemiche pretestuose per tacitare la libera espressione di contenuti che infastidiscono, proprio perché “veri”

  79. 507
    Matteo says:

    “@500 mi aspettavo una obiezione sul tema, ho la riposta pronta”
    Guarda che sei tu che non rispondi…
    e poi su che tema ti aspettavi risposta? 
     
    “come vi siete persi i piccoli artigiani, operai, semplici impiegati  ecc di via Padova”
    Alle tue illazioni infondate, c’è poco da rispondere: basta andare a vedere come ha votato (da sempre) i municipi 2 e 3 di Milano per capire quanto tu li conosca a e quanto valga la tua analisi politica…un po’ come tutte le tue analisi d’altra parte

  80. 506
    Placido Mastronzo says:

    Corvella al #504: non hai capito un H (come si dice a Torino).
    Il problema eventualmente si porrebbe se X non avesse mai divulgato, ad esempio, la sua professione (ma vale per qualsiasi altro dato personale) e bel bello arrivasse Y, che la conosce, e la spiattellasse in pubblico senza il consenso di X.
    Il problema ovviamente non si pone se fosse X ad aver spiattellato motu proprio i fatti suoi ed Y li avesse ripresi.

  81. 505
    Carlo Crovella says:

    @500 mi aspettavo una obiezione sul tema, ho la riposta pronta, vedrai che sarà interessante, ma ti lascio a bagno maria per un po’, anche perché c’è il solito fenomeno che frigna (chissà cosa intende costui per “conversazione”? gente che si pone una domanda, lascia passare tre ora, poi l’altro risponde, poi  altre tre ore di silenzio, poi la controrisposta… ma che “conversazione” è mai questa? non lo era neppure decenni fa, meno che mai oggi nella società “istantanea” dominata dalla tempistica di Wsthsup!). A più tardi

  82. 504
    Carlo Crovella says:

    Ma sul punto balsamo, chiarito che si tratta di un equivoco, mi pare che la facciate troppo ufficiale. Siamo in un blog, non in una assemblea plenaria dell’ONU, quante battute si fanno e nessuno si preoccupa di tutto l’ambaradan giuridico che le soverchia. Ricordo che uno dei commentatori strutturali una volta raccontò che durante il lockdown aveva sfruttato l’occasione epr piacevoli intrattenimenti con vicine di casa… non sono scandalizzato 8anche se non è mio costume comportarmi in tale modo), ma se uno ora riprende quella “informazione” finisce in tribunale??? Al tempo tuti risero della serie “eh bravo, dai…” (manata sulla spalla)… e ora, a riprnderla, si finirebbe denunciati? boh, come al solito c’è un doppio pesismo, che tra l’altro è tipico di una certa ampia posizione culturale: quella del liberi tutti che però è “liberi” quando fa comodo e invece è “non liberi” quando non fa comodo… bah, cmq il problema con Balsamo non esiste proprio in termini oggettivi. Non vedo come posa esser offensivo se uno mi considerasse “primario ospedaliero”. certo, per correttezza gli preciserei che non lo sono, ma non è definizione offensiva.

  83. 503
    Placido Mastronzo says:

    Spero mi perdonerete, ma non posso fare a meno di consigliare la lettura di questo articolo evidentemente affetto da “disonestà intellettuale”, ciecamente asservito all’ “ideologia woke”, infarcito di “discorsi a tavolino” e “fisime mentali” (per non parlare della fonte dalla quale l’articolo è tratto):
    Gaza, Ovadia: “Qui starnazzano di antisemitismo che non c’entra nulla. Quello commesso da Israele è etnocidio con carattere genocidiario”

  84. 502
    Placido Mastronzo says:

    Sull’ “interessantissima questione” faccio comunque sommessamente notare che i dati personali di una persona (come ad es. la professione) possono essere divulgati a terzi (il che include il renderli pubblici) solo col consenso del titolare.
    In questo caso specifico, visto l’equivoco, c’è solo da riderci sopra, ma vale la pena ricordarselo.

  85. 501
    Giuseppe Balsamo says:

    @495
    “[…] chi tace acconsente
    Ma nemmeno per sogno!
    Secondo la tua logica, se io scrivessi in un commento che Crovella è un balengo e tu non rispondessi, dovrei presumere che sei d’accordo con me ?
    Ma ti pare ?
     
    Quindi, posto che sia vero che qualcuno in passato mi abbia definito “strutturato ospedaliero” (francamente non ricordo), non esiste alcun obbligo da parte mia, di nessun genere, di leggere tutti i commenti altrui o di rispondervi per correggere eventuali inesattezze (ovvero: leggo e rispondo se ne ho voglia).
     
    E se qualcuno (ad esempio tu 🙂 ) lo ha inferito da età (?) e competenza espressa, è un viaggio suo e solo suo (si può essere competenti su certi argomenti anche senza essere “strutturati”, per fortuna).
     
    E con questo considererei chiusa l’interessantissima questione della professione di Giuseppe Balsamo.
    O, per dirla in altre parole: bona lè, riga! 🙂
     

  86. 500
    Matteo says:

    Comunque mentre tu continui a svicolare alle domande, qualcosa si muove.
    Un membro del governo israeliano ha chiesto di tenere le elezioni entro settembre, cosa che per Netanyahu rappresenta la peggior iattura, in quanto rischia grosso con la giustizia del suo paese…
     

  87. 499
    Fabio Bertoncelli says:

    ———  APPELLO  A  KROVELLIK  ———
    Carlo, ti do ragione. Su tutto.
    Che tu abbia davvero ragione oppure no. Cioè a prescindere.
     
    Però – ti supplico – non bombardarci piú con venti commenti al giorno (non piú “solo” quindici). Sono centoquaranta alla settimana, seicento al mese, settemilatrecento all’anno.
     
    Non se ne può piú.

  88. 498
    Carlo Crovella says:

    Ve li state perdendo, gli ebrei, anzi a mio parere ve li siete già persi, come vi siete persi i piccoli artigiani, operai, semplici impiegati  ecc di via Padova e di mille altre realtà del genere (a questi nostri concittadini la cultura woke ha imposto di fatto di vivere in un caravanserraglio disgustoso e pericoloso, in nome del multiculturalismo) e come vi siete persi la classe operaria (che, quando io ero ragazzo votava in massa per il PCI e che ora vota Lega o FdI).
    C’è un fil rouge che collega tutti questi risvolti ed è appunto quello “woke” (sarà impreciso, ma è comodo usarlo per sintesi), per cui chi, antepone, con sfile di seghe mentali a tavolino come le vostre,  gli interessi degli “altri”, in genere dei “non occidentali”, si inimica gli occidentali che storicamente erano collegati alla sinistra. Io non ho mai avuto una gran stima di questa particolare sinistra (che oggi chiamiamo “woke”, ma che è sempre esistita, senza che la chiamassimo woke), ma ora vi trovo oggettivamente stupidi, perché vi autopunite perdendo strati sociali italiani un temnpo collegati alla sinistra (ebrei, operai ecc).

  89. 497
    Carlo Crovella says:

    Infatti, rispetto anche solo a20 anni fa, gli ebrei nati qui, residenti qui e con cittadinanza europea oggi concepiscono Israele come una “cosa sola” con loro. Ormai le nuove generazioni di ebrei (=i loro figli), anche se nati in Europa, sempre più spesso vanno a studiare e poi lavorare in Israele, prendono doppia cittadinanza, si stabiliscono là, si sposano là, hanno figli piccoli (=nipotini degli ebrei residenti qui). Per gli ebrei europei Israele non è più una lontana comunità solo con pari fede religiosa, ma slegata e autonoma. Oggi Israele è la casa dei loro figli e nipoti. Ergo: chiunque attacchi Israele, attacca gli ebrei europei, a prescindere. Questa è la loro percezione. Avete un bell’illustrare a loro i vostri amati “distinguo” a tavolino 0seghe mentali). A loro non dicono nulla: quando un senato accademico italiano boicotta la collaborazione con le università israeliane, per gli ebrei (e i loro sostenitori, come me) si tratta di un atto di antisemitismo conclamato e quindi di razzismo.

  90. 496
    Carlo Crovella says:

    Ribadisco ilòpunto cardine, tornando anche la messaggio implicito dell’articolo principale (Lettera agli ebrei italiani). tutti questi vostri ragionamenti a tavolino (es: la definizione di antisemitismo di ques o di quella istituzione, se gli studenti siano stati o meno “squadristi”, cosa sia definibile o meno “collaborazione a uso militare” ecc) sono solo fisime mentali, che, a chi è concreto (come me e come gli ebrei italiani, almeno dalle loro dichiarazioni ufficiali), appaiono solo delle enormi  e irritanti cazzate. Se l’obiettivo della lettera agli ebrei italiani è sensibilizzarli sul piano delle giustizia dei diritti ecc per condizionare Israele ad alleggerire i bombardamenti sui palestinesi, non è con queste seghe mentali a tavolino che potrete mai ottenere tale obiettivo.

  91. 495
    Carlo Crovella says:

    Balsamo. Non ho tempo per andare a cercare la sequanza di commenti in cui si parlò del tuo ruolo professionale, ma la ricordo benissimo. Non ho tempo di cercarla, perché, essendo una sequenza di commenti e NON un articolo, non è semplice cercarla “al volo”. Diciamo che è andata così: si parlava di “vax-no vax” ecc. Alcuni ti hanno definito strutturato ospedaliero. Non hai negato, allora. Te lo hanno detto, ma non con polemica, con apprezzamento 8erano commentatori che approvavano le tue tesi) e te lo hanno detto più volte e tu non hai mai negato… chi tace acconsente. Data l’età e la competenza che esprimevi sul tema specifico, mi è parso naturale immaginarti in un ruolo da “responsabile”. te lo racconto solo per spiegarti la dinamica. E’ del ttto irrilevante che cosa tu faccia in campo professionale. Se sono andato su una strada priva di fondamento, torno indietro e tuto finisce qui. Ciao!

  92. 494
    marco vegetti says:

    Giuseppe, guarda che non è sbagliato l’errore di Crovella. Lui riconosce solo l’autorità e l’autorevolezza di chi ha ruoli apicali… 

  93. 493
    Giuseppe Balsamo says:

    @488
    l’articolo di sallusti è chiarissimo
     
    Certo che è chiaro, il problema è che è una mistificazione dei fatti.
    E l’articolo riparatore è (se possibile) anche peggio.
     
     
    forse sì ho preso una cantonata
     
    In questo caso togli pure il forse: mai millantato di essere un medico ospedaliero (tantomeno primario).
    E ti dirò di più, anche se lo fossi negherei. Aborro il principio di autorità.

  94. 492
    claudio genoria says:

    nessun boicottaggio universitario nei confronti di nessuno, questa la mia posizione

     
    Allora valga anche il finanziamento di collaborazioni con università iraniane o nordcoreane, senza distinzioni di campo. 
     

    Non dobbiamo verificare se il nostro parlamento (e a monte l’opinione pubblica) appoggiano il nostro governo in carica in una ipotetica situazione di emergenza

     
    Faccio notare che è stato proprio il tuo partito quello che ha tradito l’unità nazionale, nel corso dell’emergenza pandemica, per ragioni di mero opportunismo elettorale. Diciamo che se ci dovessimo trovare in una situazione simile al 7 ottobre degli Israeliani, meglio non contare troppo su di voi.
     
    Detto questo, non so se hai i mezzi per farlo – nel mio cranio non albergherà certo Einstein, ma non mi pare che il tuo, di cranio, sia messo tanto meglio – ma ti consiglio la lettura dell’articolo segnalato al 482 (grazie Placido, agghiacciante ma interessantissimo). Diciamo che qualsiasi forma di contributo al casino criminale che stanno combinando a Gaza, in questo momento, lo eviterei a qualunque costo.

  95. 491
    marco vegetti says:

    Ma stai sempre menandola con 1000 si e no ebrei torinesi incazzati? Ma il senso delle proporzioni no? Però adesso sappi che il bombardamento dell’ambasciata iraniana a Damasco porterà a un peggioramento della situazione. Cosa che Nethanyau vuole per poter rimanere in carica ed evitare i tribunali… Ricordo che PER MOLTO MENO /e indimostrato finora) Putin è “ricercato” dal Tribunale dell’Aja (che conta pochino) mentre Israele è inquisito da quello dell’ONU, che conta ben di più…

  96. 490
    marco vegetti says:

    469. Stattene nella tua fiabesca Sabaudia. La sinistra, milanese in primis, non hai detto una parola contro la discriminazione dei russi, università o meno. Il Comune di Milano ha esposto in via Dante una mostra pro-Azov, facendo finta di nulla e nonostante le proteste del Console russo. Proprio sotto la targa in via Rovello che ricordava il Piccolo Teatro come luogo di tortura dei nazisti. Ricordati SEMPRE che il Presidente della Repubbli8ca, il Primo Ministro, e la signora Von der Leyden NON HANNO PARTECIPATO ALLA PRIMA DELLA SCALA. Questa è stata la PRIMA E UNICA VOLTA dalla riapertura dopo la guerra. AVEVANO ALTRI IMPEGNI? Non dicano cazzate, la data della prima E’ SEMPRE LA STESSA, ANNO DOPO ANNO. Ma quest’anno la soprano era Anna Netrebko, la più grande e famosa soprano attuale. MA RUSSA.

  97. 489
    Matteo says:

    “ma forse sì ho preso una cantonata”
     
    Una? E’ il tuo inossidabile ottimismo che stupisce

  98. 488
    Carlo Crovella says:

    @483 Balsamo, altro che fatti, fai un minestrone! Innazi tutto non si tratta di boicottere i ricercatori israeliani, ma di boicottare collaborazioni con università isareliane. poi tyutti il resto. l’artixcolo di sallusti è chiarissimo e a prova di balbngo. certo se uno non 2vuole” capirlo, non lo capisce.
     
    il primario…. ma forse sì ho preso una cantonata, eppure ricordo che in conversazioni molto lontane nel tempo, coinvolgenti anche altri (forse erano del periodo vaccini-no vax ecc) era emerso che sei un medico ospedaliero. A memoria mi pareva proprio che fosse emerso anche la carica. Se non è così, correggerò d’ora in avanti. Ciao!

  99. 487
    marco vegetti says:

    456: SGRETOLANDO… E siamo a 2. Ricolfi e Bachelet (due professori in pensione/aspettativa). Bachelet è un politico di professione. PD, che dire di sinistra mi vien da ridere…

  100. 486
    Carlo Crovella says:

    Genoria. I termini squadristi e razzisti e antisemiti li ha usati Ricolfi. Che tutta quella feccia dei centri sociali ecc generi in me solo disprezzo non è certo novità di oggi: non te n’eri mai accorto?. Per il bene di tutti, dovremmo spazzarli via. Fanno solo danni, a prescindere dai temi incentrati su Israele ecc. Per la stupidità dei centri sociali (sintetizziamoli in tale definizione) stiamo perdendo interessantissime opportunità di collaborazione con le università israeliane, che in molti settori (specie tecnologici) sono leader nel mondo. E’ da stupidi perdere queste opportunità e la colpa è degli studenti e dei Senati Accademici succubi e inadeguati. In più voi intelligentoni di sinistra vi inimicate sempre di più gli ebrei italiani… Einstein non alberga certo nei vostri crani…

  101. 485
    marco vegetti says:

    Crovella: Scusa eh, ma Il Giornale vende 32.000 copie (on line 1565). Sarai d’accordo che non ha questa “portata” o “influenza” universale…
    E, scusami, ma di tutti gli intellettuali di sinistra SEMPRE E SOLO UNO citi: Ricolfi. E gli altri? Non mi pare che non ce ne siano… Non la pensano come te quindi non valgono nulla? 

  102. 484
    Carlo Crovella says:

    @478 Non ritengo giustificate i boicottaggi alla Russia, per cui non capisco la tua domanda. O meglio mi pare di aver risposto: nessun boicottaggio universitario nei confronti di nessuno, questa la mia posizione. Se sono stati fatti, in passato, da università e/o organizzazioni, sono stati dei colossali errori e non li devo giustificare io. In termini geopolitici la differenza è che Israele è amica dell’occidente e la Russia di Putin è nemica. Ma non boicotterei collaborazioni universitarie neppure con università russe.
     
    Quanto la tema sulla maggioranza di governo, grazie a Dio il governo italiano NON ha un problema come quello dei palestinesi confinanti con Israele. e’ questa la grande differenza. Non dobbiamo verificare se il nostro parlamento (e a monte l’opinione pubblica) appoggiano il nostro governo in carica in una ipotetica situazione di emergenza come si trova ora Israele. per la quale, ribadisco, basta che i componenti del governo non in accordo con la politica di Netanyahu escano dal governo e il governo cade immediatamente. Se non lo fanno, significa che condividono la politica militare in corso.

  103. 483
    Giuseppe Balsamo says:

    @468
    Non c’è nessuna mia “prevenzione aprioristica“, Crovella.
    Io valuto i fatti. E nei fatti, la posizione (almeno ad oggi) della Normale, per voce del suo direttore, non è quella di boicottare i ricercatori Israeliani.
    Tutto il resto (ovvero ciò che hai citato da “Il Giornale”, ma poteva essere benissimo “L’Unità” per quel che mi riguarda), è fuffa.
    Fuffa alla quale mi dai l’idea che ti faccia piacere credere, e sulla quale costruisci un tuo mondo fantastico (nel senso di fantasia), dove poter affermare con certezza assoluta che “la volontà vera della Normale è il boicottaggio totale” (e se non è prevenzione aprioristica questo, non so cos’altro lo possa essere).
     
    Peccato, perché il tema del “dual use” poteva essere interessante anche al di là della contingenza attuale, ovvero in merito alla ricerca in generale.
     
    P.S. Prima o poi mi spiegherai chi è questo “primario ospedaliero” al quale fai di tanto in tanto riferimento quando mi rispondi, perché di certo non sono io.
    Avrai mica preso doma per coma ? 🙂

  104. 482
  105. 481
    claudio genoria says:

    sempre dalla lettera dei collettivi (2):
     
    – “la terza linea di finanziamento delle tecnologie ottiche potrebbe essere utilizzata per sviluppare devices (…) ad uso bellico. [il che] aggraverebbe le responsanilità internazionali del nostro Paese”
     
    Tu chiami gli autori di questa lettera “squadristi dei centri sociali” e “antisemiti”. Hai preso un bel granchio. O si ha la capacità di rispondere nel merito dei contenuti (e vale anche per la domanda di Matteo al 465 e 478), o sono solo insulti. alla faccia dell’onestà intellettuale!
    (2) Lettera aperta al MAECI del 29 Febbraio 2024
     
    (3/3)

  106. 480
    claudio genoria says:

    dalla lettera dei collettivi universitari (2):
    – “la Corte Internazionale di Giustizia ha emesso un’ordinanza nella quale si riconosce che vi è un rischio plausibile che Israele stia commettendo il crimine di genocidio a Gaza, e ha indicato (…) misure cautelari urgenti atte a impedire che questo avvenga”
    – “la Federazione Internazionale dei Diritti Umani ha comunicato al Parlamento Europeo che la fornitura di armi a uno stato sospettato di commettere genocidio può configurare la complicità nel crimine”
     
    (parte 2/3)

  107. 479
    claudio genoria says:

    pare siano in essere collaborazioni con stati tutt’altro che verginelle tipo corea del nord

     
    L’hai detto, Crove’. Infatti, leggo (1), ci sono state discussioni, in quanto le “sanzioni normalmente impediscono che [i fisici nord coreani] vengano formati da scienziati stranieri, a causa del loro legame con la ricerca nucleare”. Immagino valgano le stesse restrizioni per gli scienziati iraniani, per fare un esempio.
     
    Ora, mi dirai tu, come oso paragonare Israele agli stati canaglia? Ma io non oso niente: il punto sono le sanzioni – e Israele non è esente, quantomeno, da “misure cautelari” – e la potenziale applicazione bellica delle ricerche.
     
    (1) https://greenreport.it/news/scienze-e-ricerca/i-fisici-della-corea-del-nord-studiano-in-italia/
     
    (parte 1/3)

  108. 478
    Matteo says:

    E non sei andato nemmeno vicino a rispondere al #465, perciò te lo ripropongo:
    Immagino che ritieni giustificati (o giustificabili) tutti i boicottaggi e le sanzioni alla Russia di Putin.Qual è la differenza allora il discrimine, la differenza tra Israele e Russia?O se vogliamo spostarci su un’altra situazione, questa passata, era giustificato l’affermazione ONU dell’apartheid come crimine contro l’umanità e il boicottaggio internazionale verso il sud Africa negli anni dell’apartheid?E se si, ancora una volta che differenza c’è?

  109. 477
    Matteo says:

    Comunque i governi stanno su o cadono secondo logiche, motivazioni e tempi non necessariamente dipendenti sul breve periodo dall’opinione pubblica, a essa correlati magari, ma di certo non automatici. E i componenti di un governo lo appoggiano, certamente con un occhio all’opinione pubblica, ma per motivi che c’entrano ben poco: Salvini non sostiene il governo perché ne approva la politica, ma malgrado non ne approvi la più parte.
     
     Fare pressioni, boicottare  in varie forme e comunque denunciare il governo israeliano serve proprio a cercare di farlo cadere. Non è razzismo, non è odio, non è antisemitismo: è impegno civile nella politica.
     

  110. 476
    Matteo says:

    Ma a te il più semplice ragionamento logico da proprio tanto fastidio?
     
    “La situazione è molto diversa rispetto alla maggioranza di governo italiana…In Israele il governo NON sta insieme perché Netanjahu è un dittatore…”
    Perché la Meloni è una dittatrice? Dov’è la differenza?
     
    “il governo sta in piedi perché i suoi componenti continuano a stare nel governo e quindi appoggiano e condividono la politica…”
    Perché i componenti del governo italiano invece no?
     
    “il che significa che la stragrande maggioranza dell’attuale opinione pubblica israeliana VUOLE questa politica “di guerra””
    Questo è un non-sequitur, cioè un’affermazione che non c’entra nulla con le due precedenti e quindi non è necessariamente vera (o falsa) se le precedenti lo sono.
     
    La semplice dimostrazione è che le prime due affermazioni sono vere anche per il governo italiano, che non ha mai avuto dalla sua parte “la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica”, ma al massimo dei votanti. Quindi le tue restanti considerazioni sono infondate.

  111. 475
    Carlo Crovella says:

    Balengo: nel governo italiano NON siedono rappresentanti fino a 7 ottobre appartenenti all’opposizione! Il gabinetto di guerra israeliano, frutto del rimpasto post 7 ottobre, ha una compagine politica più articolata e comprende anche esponenti “di sinistra”. La situazione è molto diversa rispetto alla maggioranza di governo italiana (che cmq sul problema palestinesi non c’entra un fico secco). In Israele il governo NON sta insieme perché Netanjahu è un dittatore, ma il governo sta in piedi perché i suoi componenti continuano a stare nel governo e quindi appoggiano e condividono la politica militare del governo stesso.

  112. 474
    Carlo Crovella says:

    Ho risposto al 465. Sono contrario a qualsiasi boicottaggio universitario e di altro tipo, perfino sportivo (tipo no atleti alle Olimpiadi ecc). Le negoziazioni e l’attività diplomatica si fanno su altri tavoli.  Le università facciano ricerca, senza preoccuparsi della “bontà” ideologica o meno dello stato cui appartengono le altre università (tra l’altro pare siano in essere collaborazioni con stati tutt’altro che verginelle tipo corea del nord ecc). Anche perché la valutazione sulla nobiltà degli interlocutori dipende molto dal singolo osservatore. Io considero Israele legittimata alla politica che attua e non comprendo che cosa ci sia da boicottare nei suoi confronti.
    Sul tema collaborazione con Israele il boicottaggio è ancora più grave, proprio per gli stretti legami fra ebrei italiani e gli israeliani. C’è un evidente antisionismo, che (come ho già spiegato) oggi è ormai antisemitismo. Le università NON si devono pre4occupare di “prendere posizioni”, ma fare ricerca e cultura. Inoltre fanno incazzare gli ebrei. Sarebbe bello poter assistere al prossimo incontro del Rettore di Torino con la delegazione ufficiale della Comunità ebraica torinese (stante inoltre la mozione di sue dimissioni che già gira fra gli ordinari torinesi).

  113. 473
    Matteo says:

    Anche i componenti del Governo italiano potrebbero dimettersi e il governo non ha mai avuto la maggioranza degli italiani (tantomeno stragrande) e quindi?
     
    Sei un vero campione di appropriazioni e affermazioni indebite!

  114. 472
    Matteo says:

    Non tenere un corso su Dostoevskij o un concerto alla Scala non sono boicottaggio, sono una pirlata, come togliere i libri da una biblioteca.
    La collaborazione tecnico/scientifica tra università o aziende è cosa ben diversa: di queste non credo ce ne siano molte tra Italia e Russia…
     
    Detto questo e per quel che vale, anch’io ritengo che la collaborazione tra università andrebbe preservata e continuata il più possibile.
    E anche con la Russia.

  115. 471
    Carlo Crovella says:

    Otto e Mezzo, La 7, puntata di ieri. Ascoltate Paolo Mieli sul fatto che i componenti del Governo Netanyahu, se volessero, potrebbero dimettersi in qualsiasi momento e aprire la crisi di governo (=verso un nuovo governo, forsev pacifista). Ma NON lo fanno e quindi anche parte della sinistra israeliana consolida QUESTO governo, il che significa che la stragrande maggioranza dell’attuale opinione pubblica israeliana VUOLE questa politica “di guerra”. C’è una minoranza dissenziente, fra gli israeliani, ma appunto è solo una  “minoranza”. La maggioranza vuole risolvere una volta per tutte il “problema palestinesi”.
    https://www.la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/israele-escalation-di-raid-e-polemiche-otto-e-mezzo-puntata-del-242024-02-04-2024-534874

  116. 470
    Matteo says:

    “Quindi la volontà vera della Normale è il boicottaggio totale”
     
    Questa è una tua opinione probabilmente infondata, ma come scritto nell’intervento precedente, se anche fosse?
    La Normale come qualunque altra istituzione o persona può decidere con chi, o cosa e come vuole o ritiene giusto collaborare. 
    Israele è uno stato come tutti gli altri e va trattato come tutti gli altri, altrimenti è razzismo (cosa che peraltro non facciamo assolutamente!)
     
    Rispondi piuttosto alle domande del #465

  117. 469
    Carlo Crovella says:

    Ho sempre condannato i boicottaggi (specie a livello universitario) con la Russia. Per esempio, mi pare a Milano (ma non sono sicurizzimo), dopo l’inizio in Ucraina, è stato annullato il corso su Dostoevskij. SBAGLATISSIMO.
    Per quel che mi risulta, la sinistra ha protestato per i boicottaggi universitari anti-Russia, mentre non solo non protesta, ma anzi appoggia in pieno, i boicottaggi anti- Israele. Lo vediamo dalle vs stesse affermazioni. Ovvio che gli ebrei nostri concittadini si sentano attaccati e quindi feriti. E quindi si incazzano, ma questa volta non con i palestinesi, ma con gli italiani di sinistra.

  118. 468
    Carlo Crovella says:

    IERI io ho già spiegato che la distinzione del direttore della Normale sia la solita manfrina di arrampicarsi sugli specchi. Non è più possibile fare questa distinzione, perché il livello così esasperato della tecnologia rende, in linea di principio, qualsiasi oggettivo, anche una banalissima penna BIC, come potenziale oggetto bellico. E’ provocatoria questa affermazione, ma la cosa è così. Quindi la volontà vera della Normale è il boicottaggio totale, ora ci mettono una pezza cos’, poi in un domani diranno “NO” alla collaborazione (con Israele) di applicazioni sulla penna BIC perché si prevederà un suo uso militare…
     
    Cmq, si vede lontano un miglio che, seppur primario ospedaliero, sei accecato dalla prevenzione aprioristica circa la stampa e i giornalisti e i personaggi di destra. Ecco cosa intendo per “fascismo degli antifasisti“. La prevenzione aprioristica come la tua (non sei l’unico, sia chiaro!)

  119. 467
    Giuseppe Balsamo says:

    @454
    sul contenuto dell’editoriale di Sallusti, le vostre accuse di infondatezza delle affermazioni dello stesso, sono a loro volta accuse infondate
     
    Sono talmente infondate, che è successivamente uscito sullo stesso “Il Giornale” un articolo che riporta le parole di Luigi Ambrosio e che mi sa tanto di smentita, al di là dello stile schierato usuale per quella testata (a partire dal titolo “Rischio dual-use”. La Normale “cede” ai collettivi rossi“: della serie animali fantastici e dove trovarli).
     
    Contrordine, camerati! 🙂
     
    Naturalmente, invece che ammettere di aver preso boma per soma (si dice così, no ? 🙂 ), meglio buttarla in caciara mettendo l’accento sulla questione del “dual use” e banalizzandola come “la stessa argomentazione adottata dai collettivi studenteschi che nelle ultime settimane hanno preso d’assalto gli atenei“.
    Ma certo! Invece di entrare nel merito di un argomento pertinente, meritevole di riflessione e per nulla scontato, meglio far leva sui pregiudizi dei propri lettori.
    E’adottata anche dai collettivi studenteschi ? Non può essere che sbagliata.
    Acà, toro! 🙂
     
    Fonte: https://www.ilgiornale.it/news/attualit/rischio-dual-use-normale-cede-ai-collettivi-rossi-2303825.html

  120. 466
    Matteo says:

    “La distinzione palestinesi-Hamas è un altro esempio di fisima mentale tipica della sinistra”
    Un po’ come la distinzione tra Israele ed ebrei, giusto?

  121. 465
    Matteo says:

    Ottima disquisizione Claudio, ti stimo e ti appoggio in pieno. Grazie!
     
    “Che i NO Israele possano esprimere la loro opinione è legittimo, che arrivino a fare pressioni DOVREBBE INDIGNARE”
    E qui invece c’è la radice del tuo sbaglio ideologico e mentale, Carlo.
    Esprimere la propria opinione senza conseguente azione è sterile e inutile, anzi controproducente e illogico chiederlo.
    Infatti, immagino che ritieni giustificati (o giustificabili) tutti i boicottaggi e le sanzioni alla Russia di Putin.
    Qual è la differenza allora il discrimine, la differenza tra Israele e Russia?
    O se vogliamo spostarci su un’altra situazione, questa passata, era giustificato l’affermazione ONU dell’apartheid come crimine contro l’umanità e il boicottaggio internazionale verso il sud Africa negli anni dell’apartheid?
    E se si, ancora una volta che differenza c’è? 
     
    Io credo che la richiesta di azioni contro Israele  sia un dovere per chi depreca le azioni dell’attuale governo (tal quale la Russia)

  122. 464
    Carlo Crovella says:

    Un interessante convergenza di criticità del mondo “woke” e di tema antisemitismo ecc. (far incazzare gli ebrei non è mai “opportuno”…)
    Da odierno Il Tempo
    Harvard, le proteste pro Gaza affossano le iscrizioni: veleni e denunce
    Crollo delle domande di iscrizione alla prestigiosa università americana di Harvard mentre le altre dell’Ivy League, la crema della formazione Usa, sono aumentate. Il motivo, per il New York Times, è presto detto: le proteste anti-Israele e pro Gaza che hanno caratterizzato gli ultimi mesi.

  123. 463
    Carlo Crovella says:

    Tutti i tuoi distinguo all’atto praticano non hanno nessun valore. Gli ebrei italiani NON vi seguono nei vs ragionamenti a tavolino. Essi si sentono molto più fusi con Israele di quanto avvenisse 20 anni fa e tutti questi episodi, comprese le decisioni universitarie, le percepiscono come attacchi diretti, per cui sono feriti e INCAZZATI. Non mi far ripetere tutte le dichiarazioni ufficiali di figure apicali delle comunità ebraiche italiane ecc ecc ecc.
    (*) La distinzione palestinesi-Hamas è un altro esempio di fisima mentale tipica della sinistra. Certo che Hamas è il pericolo più grave. Ma è così mescolata ai palestinesi di Gaza che è impossibile pensare di uccidere uno per uno i 40.000 miliziani stimati che sono fisicamente mescolati alla popolazione civile e non hanno una divisa che li identifichi. Per Israele ormai non c’è più differenza. Il problema NON è più Hamas da sola, ma i palestinesi. Vale a Gaza, ma anche in Cisgiordania. Israele non ne può più dei palestinesi e, per estensione, di loro non ne possono più gli ebrei del mondo, per i già citati rapporti sempre più stretti con Israele. Ergo, il problema in M.O. lo si risolve solo spostando i palestinesi fuori dal territorio attuale. E’ deportazione? Sì, è deportazione, ma anche nel loro interesse. Più tardi verranno spostati e più morti ci saranno.

  124. 462
    Carlo Crovella says:

    Bhe, la mia conclusione è cmq proprio quella e ne sono arciconvinto. Che io sia uno strenuo tifoso di Israele (e degli ebrei in generale) e quindi un avversario dei palestinesi (*) è fuori di dubbio, che quindi io sia indignato che le università italiane si pieghino, per debolezza dei responsabili, alle pressione dei centri sociali è coerente con la mia posizione.
    Che i NO Israele (a loro volta suddivisi fra Pro Palestina e “riflessivi” come te, ma sempre “NO attuale politica di Israele”) possano esprimere la loro opinione è legittimo, che arrivino a fare pressioni (studenti) o a subirle e deliberare boicottaggi alle collaborazioni con Israele (rettori)  DOVREBBE INDIGNARE ANCHE UNO COME TE. Ho citato Ricolfi proprio per dimostrare che se uno, pur di sinistra, è lucido e onesto intellettualmente, giunge alle conclusioni di Ricolfi (invece tu ti metti a discuterlo…).

  125. 461
    claudio genoria says:

    Il problema è dunque la divisione in tifoserie: pro Palestina, pro Israele. Chiaramente lo stesso odio (razziale) di Hamas nei confronti di Israele, si può trovare, uguale e contrario, nelle politiche di Netanyahu. Nel senso che Netanyahu odia i Palestinesi, non (solo) Hamas. 
     
    Chiamare razzisti i tifosi italiani pro Palestina, come sta facendo il prof. Ricolfi, senza preoccuparsi di esprimersi similarmente nei confronti dei tifosi pro Israele, ha come risultato il proliferare di strumentalizzazioni delle sue parole, come fai tu, Crovella, che metti me o chiunque altro abbia provato a fare un ragionamento critico sulla guerra di Israele dentro la fazione avversa alla tua e a quella dei tuoi “amici ebrei”, e ci fai notare che “persino il prof. Ricolfi, che dovrebbe essere dalla vostra parte, vi ha chiamati antisemiti”. 
     
    (parte 3/3)

  126. 460
    claudio genoria says:

    Ora, dove Ricolfi arriva a definire “antisemitismo conclamato” la protesta pro Palestina, il problema, nella sua analisi, non è la “cultura permissivista verso le minoranze”, come dici tu, ma l’esatto contrario, cioè la “mancanza di anticorpi” di chi vede in Hamas una reazione a una “situazione oggettiva” (6/11/23). Gli anticorpi sarebbero quelli che impediscono di prendere una posizione “neo-razzista” o insomma antisemita, perché non si riesce a vedere in Hamas lo stesso odio per la “razza” ebrea che fu dei regimi nazisti e fascisti. Come se fosse loro esclusiva e un capitolo chiuso. Infatti non lo è. E fermo restando che io, come molti altri del resto, condanno Hamas e ne auspico la distruzione, non posso non far notare che il salto logico, dall’opporsi ai collettivi studenteschi (che giustificano Hamas anziché condannarne la violenza) al definirli antisemiti, somiglia proprio, curiosamente, a una di quelle “forzature woke” che così appassionatamente il prof. combatte. (faccio un esempio: per onestà, bisognerebbe individuare quello stesso odio, quell’inedito razzismo, anche nelle discriminazioni contro i bambini che festeggiano la fine del Ramadam: ah no, sarebbe un’affermazione da woke)
     
    (parte 2/3)

  127. 459
    claudio genoria says:

    Crovella, accolgo l’obiezione. Mai pensato “chissenefrega” ma ero ignorante, questo sì. Cerchiamo però di far chiarezza.
     
    Luca Ricolfi è per la soluzione dei due stati, ma fa notare che “gli insediamenti dei coloni israeliani in Cisgiordania sono così diffusi e capillari da rendere praticamente impossibile la costruzione di uno stato palestinese di dimensioni accettabili” (8/11/23). Risultato di politiche estremiste di una parte dell’attuale governo israeliano. La contrarietà a queste politiche è molto diffusa in Israele: è quello che Francesco Costa (altro intellettuale di sinistra molto in linea con Ricolfi) chiama “la faccia più idiota e feroce di Israele”. Vogliamo far finta di niente? Esponenti di governo o parlamentari che hanno incitato a “non lasciare nessuno a Gaza”, o dichiarato che “a Gaza non ci sono innocenti”. Tutto regolare per te?
     
    (parte 1/3)

  128. 458
    Matteo says:

    Quanto alle tue affermazioni del tipo “è sbagliato “scomunicare” Israele, se lo si fa si concretizza una disparità di trattamento, cioè una preclusione aprioristica, cioè un “razzismo antisemita”  sono chiaramente definite dalla JDA come non antisemite e tantomeno razziste.
    Visto che non sei capace di leggere in inglese ti traduco i punti salienti.
    -Non sono da considerarsi antisemiti: – Sostenere la richiesta palestinese di giustizia
    – Criticare o opporsi al sionismo come forma di nazionalismo
    – La critica basata sull’evidenza dei fatti di Israele come stato.
    – Il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni sono forme comuni e non violente di protesta politica contro gli Stati. Nel caso israeliano non sono, di per sé, antisemiti.
     
    Quindi di fronte all’evidenza:
    – di una criminale rappresaglia di scala mai vista (almeno 27 morti a 1)
    – della negazione dei diritti umani basilari dei civili come forma di ricatto e guerra
    – del continuo innalzamento del livello dello scontro e degli attacchi ai paesi limitrofi si può a buon diritto affermare che il comportamento di Israele è criminale e che richiedere boicottaggio o sanzioni non sono comportamenti antisemiti.
     
    Perciò piantala di dire cazzate e formulare accuse false e provocatorie!

  129. 457
    Matteo says:

    Il Giornale ha smesso di avere qualsiasi credibilità da quando Montaneloi se n’è andato: Sallusti è semplicemente una macchia per chiunque abbia solo una vaga idea di cosa è o dovrebbe essere il giornalismo; diciamo che ha l’onestà intellettuale paragonabile a un Fede e l’obbiettività di un Feltri, ma è molto meno intelligente di quest’ultimo e scrive decisamente peggio.
    Chiunque legga Sallusti è un povero cretino
    E con questo ho chiarito la mia posizione su Sallusti e il Giornale

  130. 456
    Carlo Crovella says:

    Il fronte della crociata santa contro Israele attraverso il boicottaggio delle collaborazioni universitarie si sta sgretolando. E non solo sotto i colpi della stampa di destra, becera e fascista (il Giornale ecc). Oltre al sociologo Luca Ricolfi (storicamente di sinistra e che ha recentemente criticato il rettore di Torino, definendolo apertamente “sottomesso”), stanno arrivando, alla spicciolate, molte altre prese critiche su quell’andazzo: è sbagliato “scomunicare” Israele, se lo si fa si concretizza una disparità di trattamento, cioè una preclusione aprioristica, cioè un “razzismo antisemita”.
     
    Dall’odierna La Stampa
     
    Giovanni Battista Bachelet: “Dico sì a tutti i programmi di ricerca, sbagliato e inutile scomunicare Israele
    Il docente figlio del giurista assassinato dalle Br: «Per gli atenei di Tel Aviv disparità di trattamento. Se si utilizzasse come metro di misura la democraticità dei Paesi resterebbero fuori troppi Stati»
     

  131. 455
    Carlo Crovella says:

    @445 Genoria: se non conoscevi Ricolfi (che peraltro pubblica libri da decenni ed è uno dei principali sociologi italiani contemporanei) non è una colpa di cui ti devi vergognare. però nel primissimo tuo intervento in cui la citato, ha detto una cosa tipo 2ma chi è costui? ma chi se ne frega”. Ostracismo prevenuto per chi non è allineato perfettamente alla cultura permissivista verso le minoranze, anche dall’altra parte del mondo, cultura altresì detta “woke”. prima leggi Ricolfi (e NON un solo articolo) e poi lo discuti. Se lo cassi senza neppure sapere cosa dice, fai censura tipica della cultura “woke” verso le posizioni NON woke

  132. 454
    Carlo Crovella says:

    NO caro Balsamo. E’ proprio fondato quello che ho scritto circa la stampa “avversa”. C’è un intervento di Matteo (non ho tempo e voglia di risalire sl numero) che dice all’incirca “eh figurati… adesso stiamo pure a sentire Il Gioronale…”. Ai suoi occhi Il Giornale si “squalifica” per il solo fatto che è “Il Giornale”. Questa è avversione aprioristica per le posizioni avverse (=dell’altro schieramento, mi pare termine autoesplcativo!). E’ questa preclusione a prioristica che è il cancro più profondo della cultura woke.
     
    A parte ciò, sul contenuto dell’editoriale di Sallusti, le vostre accuse di infondatezza delle affermazioni dello stesso, sono a loro volta accuse infondate. Ho già spiegato perché e non ripeto. Con riferimento a quella massa di episodi (studenti e conseguenti delibere degli atenei) anche intellettuali di sinistra, ma lucidi e onesti intellettualmente, come Ricolfi, parlano di “razzismo e antisemitismo concaamato”… (non ripeto i riferimenti)
     
    Infine: “prendere roma per toma” (non il contrario). Il corrispondente proverbio italiano è “fischi per fiaschi”

  133. 453
    Giuseppe Balsamo says:

    @393
    ostracizzare a priori e a prescindere la stampa avversa è atteggiamento da fascisti
     
    Crovella, perché prendi toma per roma? (O qualcosa del genere 🙂 )
    Il punto non è “ostracizzare la stampa avversa” (avversa a cosa, esattamente?), ma capire che l’articolo de “Il Giornale” da te segnalato è basato sul nulla, dato che non esiste alcuna mozione di esclusione votata al Senato della Normale stando alla dichiarazione del suo direttore (persona che, permetti, forse è meglio informata sui fatti della redazione de “Il Giornale”).
     
    Quindi, “Il Giornale” sta ricamando (o, se preferisci, strumentalizzando) su una non-notizia per i suoi scopi.
    Uno dei quali, palese (e legittimo, almeno finché, per ottenerlo, si resta nella deontologia professionale), è sicuramente vendere copie (o totalizzare visualizzazioni).
    Per scoprire gli altri bisognerebbe cercare di essere un pò più woke (ovvero, svegli 🙂 ) e non bersi in modo acritico qualunque cosa scrive solo perché ci piace.
     
    P.S. Parlo de “Il Giornale” nel caso specifico, ma gli esempi di malagiornalismo non mancano su praticamente tutte le testate.

  134. 452
    Matteo says:

    ” solo la “vostra” verità vi va bene e non accettate nessuna altra”
     
    Mai sentita la storiella del bue che dà del cornuto all’asino? 
    O in Sabaudia terra non conoscete gli asini?

  135. 451
    claudio genoria says:

    Bertoncelli, ecco qui:
    https://support.microsoft.com/it-it/office/use-emoticons-in-communicator-for-mac-dda403dc-ffe9-4cbb-9b9f-aed845ff8b8c
    Possiamo ricominciare a postare faccine a tutta

  136. 450
    claudio genoria says:

    punto e virgola parentesi chiusa (provo) 😉
    due punti lineetta parentesi chiusa 🙂
    due punti o maiuscola :O
    due punti aperta parentesi 🙁

  137. 449
    Fabio Bertoncelli says:

    Però… però questa faccina  🙂  non sghignazza: si limita a sorridere.
     
    Mi servirebbe qualcosa di piú appropriato per le battute che ho in serbo per Krovellik. Insomma, qualcosa alla sua altezza…

  138. 448
    claudio genoria says:

    mi è venuta per caso e ho pensato di far cosa gradita

  139. 447
    Fabio Bertoncelli says:

    @ 445
    Claudio, funziona!!! Grazie.
    Sono di nuovo padrone delle faccine che sghignazzano! Krovellik, trema!
     
    P.S. Ringrazio anche Matteo e Marco (Vegetti): pure loro mi avevano consigliato, ma avevo paura di provare.  🙂
    P.P.S. Per una faccina che spernacchia (mi servirebbe per Carlo), che devo fare? E per una che strizza l’occhio?
     

  140. 446
    Fabio Bertoncelli says:

    @ 445
    Prova: uno, due tre, sí, sí, sí, prova, prova, prova, uno, due, tre, 🙂  

  141. 445
    claudio genoria says:

    la risposta a una tua infondata malizia “ma lo conosci Ricolfi?”

     
    Crove’, la malizia la vedi solo tu. Proprio io non sapevo chi fosse, questo qui. Tu sei “quasi suo amico”? Ottimo. 
     
    PS: MESSAGGIO PER BERTONCELLI:
    Se digiti due punti e chiusa parentesi, viene fuori la faccina. Provaci. 🙂

  142. 444
    claudio genoria says:

    se io scrivessi 10.000 commenti [di] contenuto WOKE e/o PRO Palestina, tu saresti il primo a lasciar scritto “Crovella for president”

     
    Calma 🙂
     
    Io leggo i tuoi commenti. Non ti leggo più quando ti ripeti – e lo fai spesso – o posti citazioni di Sallusti. Ti fossi limitato a dire la tua, ed eventualmente segnalare le riflessioni del prof. Ricolfi, non ci sarebbe stato nulla da dire. 

  143. 443
    marco vegetti says:

    Certo Matteo, un rabbino che Crovella non conosce chi vuoi che sia? Uno in un mare di ebrei israeliani! Che poi la pensino tutti come i tre amici di C., mi fa ridere. L’unica ebrea dichiarata che conosco bene, membro della Comunità ebraica di Milano, non la pensa come loro. Non capisce un cazzo? Forse. O forse no.

  144. 442
    Fabio Bertoncelli says:

    “Bertoncelli…………………… Sei tu che NON capisci, more solito.” 
     
    Domanda: esiste il reato di crovellicidio?
    Se sí, invece di condannarti, che fanno? Ti premiano?
     
    P.S. Ecco, l’ho detta! Non ho saputo tacere. E adesso seguiranno altri cento inutili commenti krovelliani. Colpa mia!
    P.P.S. Carlo, so che con te conviene una spiegazione: stavo scherzando. Stammi bene.

  145. 441
    marco vegetti says:

    427. Diciamo che non l’hai MAI usato prima e lo hai fatto solo dopo l’articolo sul “woke”. Quando ti beccano su qualcosa, mica solo io, subito o accusi gli altri di non capirti, o di voler censurarti o ti inventi “scuse” che fanno solo un po’ ridere e un po’ pena. In tutti i tuoi post sulla lettera agli ebrei NON HAI MAI USATO il termine woke, fino alla comparsa in altro articolo. Ovvio che tu lo conoscevi da tempo immemore, anche quando era solo un modo di dire degli afro-americani per dire stai attento con gli occhi aperti, anni e anni prima di BLM…

  146. 440
    Matteo says:

    e criticare anche un rabbino, se pretende che criticare Israele è antisemita!

  147. 439
    Placido Mastronzo says:

    Crovella (che du maràon, come dicono a Torino), anche ammettendo che

    la fuori gli ebrei italiani (o, pardon, i cittadini italiani di etnia ebraica) percepiscono l’antisionismo come antisemitismo tour court

    non mi pare che per questo allora ci si dovrebbe astenere dal chiedere il rispetto dei diritti dei civili palestinesi, o ci si dovrebbe astenere dal criticare lo stato di Israele quando ce n’è motivo.

  148. 438
    Carlo Crovella says:

    Genoria. innanzi tutto la mia ultima riferimento a Ricolfi era la risposta a una tua infondata malizia “ma lo conosci Ricolfi?”, ci tenevo a precisare. Va bene che sei andato a leggerlo, temo che tu abbia letto un solo articolo. Se vai sul sito fondazione Hume, trovi la sequenza degli articoli recenti, tutti in chiaro e vedrai che Ricolfi è da divserse settimane che analizza il tema razzismo al contrario-antisemitismo striscinte- diritto di parola e censura ecc ecc ecc.
     
    Dopodi cheè:
    1) Crovella è un cretino e quindi non ti va bene quello che scrive.
    2)  Sallusti, che è conclamato di destra, è un doppio cretino e quindi non ti va bene quello che scrive.
    3) Ricolfi, nobnostante sia di sinistra, alla fin fine è anche lui un cretino e sbaglia perché la fa facile e non ti va bene quello che scrive….
     
    ecco cos’è il “fascismo degli antifascisti” (peraltro descritto anche da Ricolfi qualche settimana fa in un suo articolo): che solo la “vostra” verità vi va bene e non accettate nessuna altra. potrei portarvi un articolo scritto dal Papa in persona, ma se il contenuto non collima con la vostra visione, trovereste delle criticità anche in tale ipotetico articolo. Questo ostracismo a prescindere è il fascismo degli antifascisti ed è la caratteristica tipica della cultura woke. E non sfuggi neppure tu… Quindi è corretto che io ti ricomprenda nell’universo woke, non per i tuoi “dubbi” sull’agire di Israele, ma per questa prevenzione aprioristica di base.

  149. 437
    Carlo Crovella says:

    Bertoncelli…………………… Sei tu che NON capisci, more solito. Perché costringere (e con quale legittimità giuridica, poi?) Gogna a interventi nel sistema, con investimento del suo prezioso tempo e costi dei sofwaristi a suo carico, quando basta che i lettori, con esigenze come la tua, facciano attenzione nella sezione “commenti recenti” e sappiano discernere fra i commenti collegati agli articolo “di montagna” e quelli collegati “agli articoli di T&T”?????????
     
    basta un mino di attenzione da parte tua e eviti i commenti di T&T. non ha senso costringere Gogna a fare die lavori, quando si ottiene lo srtesso risultato con un minimo di attenzione…

  150. 436
    claudio genoria says:

     la tua posizione errata su tutto il fronte

     
    Crovella, mi sono preso la briga di leggere qualcosa di questo prof. Ricolfi, che non conoscevo (è così grave? io sono onesto: se una cosa non la so, lo dico senza problemi). Interessante, approfondirò. Tuttavia, sappi che argomenti come il “razzismo alla rovescia” o la “cancel culture” non mi spostano di un millimetro dalle mie convinzioni “errate su tutto il fronte”.
     
    Il prof. Ricolfi la fa troppo facile. Per due motivi: primo, perché il PD non è di sinistra, quindi perché voler mettere in evidenza che non ha una prospettiva “di classe”, quando di fatto non l’ha mai avuta. Secondo, perché nel frattempo c’è stato Obama, che non era per niente – ma proprio per niente – woke, e che aveva una prospettiva di classe come nessun altro è riuscito più ad avere, dopo di lui. Non è una sorpresa che un intellettuale di questo tipo definisca la protesta contro la guerra di Israele come “una forma inedita di razzismo, che invita a perseguitare le persone non per gli atti di cui sono responsabili, ma per i loro caratteri ascritti: etnia, nazionalità, sesso”. Nel senso che questo è il suo “signature dish” (e beccate questa, Crove’).
     
    Meglio che le comunità ebraiche d’Italia si rileggano Franco Fortini.

  151. 435
    Fabio Bertoncelli says:

    @ 433
    No, Carlo. Io ho chiesto due sezioni dei “Commenti recenti” al fine di separare nettamente i due forum, che sono agli antipodi per natura e temi, insulti e livore. La montagna e l’alpinismo non lo meritano.
     
    Riesci a capirlo oppure, perfino in questo caso, vuoi scatenarti in una sequela di cento inutili commenti?

  152. 434
    Matteo says:

    Oh superno conoscitore di tutti gli ebrei, sei tu che hai iniziato a citare personaggi sicuramente da disprezzare e ebrei, schierati, razzisti e faziosi secondo la dichiarazione di Gerusalemme.
    Sei tu che conosci il sentire di tutte le comunità ebraiche d’Italia e d’Europa.
     
    Sei tu che sei incapace di rispondere alle osservazioni che ti vengono fatte e sei tu che tacci tutti di razzismo, antisionismo e financo di fascismo.
     
    Piantala di spargere il letame tossico che ti avvelena il cervello e inizia a pensare che il mondo, per fortuna, è diverso da ciò che hai in testa: farai un favore anche agli ebrei

  153. 433
    Carlo Crovella says:

    Ah dimenticavo: nella sezione Commenti recenti (a destra della home page), è sempre specificato l’articolo cui si collega ogni commenti segnalato. Basta evitare i commenti collegati ad articoli di natura “non montana”…

  154. 432
    Carlo Crovella says:

    Pensate di risolvere tutto a tavolino con la fondatezza o meno di citazioni o definizioni ecc. La realtà è un’altra da quella che avete in testa voi. La realtà quella che c’è la fuori, nelle nostre università e nelle nostre vie intendo, e la fuori gli ebrei italiani (o, pardon, i cittadini italiani di etnia ebraica) percepiscono l’antisionismo come antisemitismo tour court. inutile andare da loro con sterili dichiarazioni di organismi più o meno accreditati. L’ebreo i cui figli vivono in Israele e che sono a potenziale rischio di venir coinvolti in altri episodi stile 7 ottobre o similari, se ne sbatte dei sofismi degli organismo su cosa sia antisemitismo e invece cosa sia “solo” antisionismo.  Il nostro concittadino ebreo, che ha i figli in Israele, vede l’agire dei centri sociali e/o lo sbracamento dei senati accademici e li vive come sostengo ai potenziali assassini dei suoi figlil. Ecco il fenomeno nella vita reale.  Vai a illustare le varie definizioni teoriche, all’ebreo: tu magari pensi di farlo ragionare e invece lo fai  incazzare ancor di più!

  155. 431
    Matteo says:

    Crovella, a continuare a prendere la vacca per le balle se non si prende un calcio ci si trova coperti di merda.
    Se sei capace di leggere l’inglese leggi quello che ho postato (eventualmente al link c’è anche in francese o in ebraico, che puoi chiedere ai tuoi amici)
     
    Ma per fortuna che non tutti gli israeliani (come non tutti gli europei di cultura ebraica) non sono come te li raffiguri tu:
    https://www.timesofisrael.com/tens-of-thousands-throng-knesset-at-start-of-4-day-protest-against-government/
     
    vai a dirlo a loro che sono solo poveri woke antisemiti!

  156. 430
    Matteo says:

    “e ad essere chiamato antisemita non ci sto”
     
    anche perché sarebbe falso, come la dichiarazione della JDA spiega molto bene.

  157. 429
    Carlo Crovella says:

     
    Il coinvolgimento delle posizioni Pro Palestina nel mare magnun della cultura woke è condiviso da molti altri soggetti, sia di destra che della sinistra illuminata. Non è quindi una mia esclusiva sega mentale. Può darsi che risulti improprio, specie per quelli che si limitano a porsi dei “dubbi” (?!). Può darsi, ma è così, ovunque ti guardi in giro oggi, caro Genoria, leggi questo, ovviamente NON nelle posizioni Pro Palestina, ma in quelle NON Woke. Per cui se la cosa ti fa incazzare, non devi incazzarti con Crovella, ma in generale.
     
    In utlimo. Anche in te, Genoria, alla fine aleggia  il fascismo degli antifascisti: se io scrivessi 10.000 commenti, tutti uguali, lunghi, ripetitivi, ma tutti si contenuto WOKE e/o PRO Palestina, tu saresti il primo a lasciar scritto “Crovella for president”. Invece mi critichi, ma non per i motivi che hai descritto, bensì perché ti sta sulle palle che ci sia qualcuno che hai il raccontare esplicitamente la verità che è scomoda per tutti voi. (se hai “solo2 dei dubbi – sull’azione di Israele – perché sentirti così infastidito? nella descrizione dell’antisionismo che finisce per fondersi con l’antisemitismo, io non ho mai fatto diretto riferimento polemico con te. Excusatio non petita…). Ciao!

  158. 428
    claudio genoria says:

    Bertoncelli (421), immagino sia stata l’animosità dei miei due ultimi rants – viva l’inquinamento dell’Italiano con paroline inglesi e a proposito, com’è che Veneziani, che qui è ritenuto degno d’attenzione, non ci ha messo anche quello dentro il suo minestrone di stamattina? – ma in primo luogo, per quel che riguarda lui o Sallusti, solo l’insulto dice bene quel che penso, e dunque valga per lui, e anche per Veneziani, che io li spedirei a calci in cima al Serva. Che poi questa sarebbe una metafora alpinistica, in un certo senso.
     
    Detto (ribadito) questo, per quanto riguarda invece gli insulti tra commentatori, diciamo che questa volta la differenza è che non sono gratuiti, nel senso che se woke non so neanche cosa voglia dire (lo so letteralmente, ma immagino qui sia usato in una accezione dispregiativa del significato letterale), antisemita invece so benissimo cosa significa, e ad essere chiamato antisemita non ci sto.

  159. 427
    Carlo Crovella says:

    Non ho imparato il termine “woke” solo adesso… lo conosco ovviamente da molto tempo. Diciamo che ho scoperto di recente che è utile le per la sua brevità e dento ci metto tutti quelli che vogliono tutelare le minoranze, dalla visione hawaiana a quella degli indiani navajo (chissà se i rispettivi si riconoscono, eh eh eh) fino anche ai palestinesi. Il cancro della visione woke è che il suo prerequisito (magari “nobile” in prima battuta) diventa totalitario e trasforma questa ideologia libertaria nello strumento che porta alla dittatura delle minoranze. Non si potrà fare più niente perché se fai questo offendi quelli, se fai quell’altro offendi quegli altri e alla fine ci auto-impiccheremo in regole che ci strangolano, a noi occidentali caucasici e giudaico-cristiani. Questo è il motivo generale per cui disprezzo l’ideologia woke e la combatto strenuamente.

  160. 426
    Matteo says:

    Riporto qui i punti che mi sembrano salienti e che dimostrano quanto Crovella (more solito) prenda la vacca per le balle e sia un razzista.
     
    B. Israel and Palestine: examples that, on the face of it, are antisemitic
    7-Holding Jews collectively responsible for Israel’s conduct or treating Jews, simply because they are Jewish, as agents of Israel.
    9-Assuming that non-Israeli Jews, simply because they are Jews, are necessarily more loyal to Israel than to their own countries
    C. Israel and Palestine: examples that, on the face of it, are not antisemitic.
    11-Supporting the Palestinian demand for justice and the full grant of their political, national, civil and human rights, as encapsulated in international law.
    12-Criticizing or opposing Zionism as a form of nationalism, or arguing for a variety of constitutional arrangements for Jews and Palestinians in the area between the Jordan River and the Mediterranean. It is not antisemitic to support arrangements that accord full equality to all inhabitants “between the river and the sea,” whether in two states, a binational state, unitary democratic state, federal state, or in whatever form.
     
     
     
    13-Evidence-based criticism of Israel as a state.
     

  161. 425
    Matteo says:

    Siccome sono testardo, non mi piace parlare a minkia e tantomeno basarmi su citazioni a minkia, ho cercato un po’ in rete e ho trovato questo:
     
    https://jerusalemdeclaration.org/
     
    dichiarazione sull’antisemitismo successiva  a quella di IHRA (citata a sproposito anche dalla Di Segni) che la integra, la supera e la chiarisce.
    Vi invito a leggerla attentamente.
     

  162. 424
    Carlo Crovella says:

    Sempre Genoria. Altra cosa: non ho bisogno di farmi sostituire da altri pensatori (sia di destra che di sinistra), con la citazione dei loro scritti, solo perché non so dire le cose in modo diretto e come idee “mie”. A parte che anche su questa affermazione c’è un fascismo di ritorno (se i link sono citati da commentatori woke e riferiti a autori woke, allora va tutto bene, anzi applausi…), ma la mia intenzione è smentire CASTRONERIE scritte qui dai vari commentatori woke, ovvero cose tipo che sostengono che solo io ho queste posizioni (mentre sono condivise sia a destra che a sinistra che soprattutto dal grande mondo degli ebrei), oppure che solo la destra israeliana punta a fondere antisionismo e antisemitismo (mentre è un fenomeno oggettivo, sotto gli occhi di tutti e soprattutto tale è percepito dagli ebrei di casa nostra) ecc ecc ecc

  163. 423
    Carlo Crovella says:

    @§Genoria. Bestemmia pure. Ma come “Luca Ricolfi non so neanche chi sia“????????????? E’ torinese, professore per una vita a UNITO, da qualche anno in pensione, ma sempre attivissimo: è cofondatore e presidente della fondazione Hume. viene soventissimo intervistato sulla Stampa. sono stato spesso a sue conferenze. non posso dire di essergli “amico”, ma sicuramente lo conosco molto più a fondo di quanto lo conosci tu. E questo dimostra, mutatis mutandis, la tua posizione errata su tutto il fronte.
    Nonostante Ricolfi sia storicamente di sinistra, lo leggo da sempre (libri, articoli, interventi vari, anche in TV) perché è, sabaudamente, molto lucido e caratterizzato da un’onesta intellettuale oltre ogni faziosità di schieramento. Dice sempre pane al pane e vino al vino, se del caso (come su questo tema) anche alla sinistra. Vai sul sito fondazione hume e trovi per esteso e in chiaro gli articoli che cito.

  164. 422
    marco vegetti says:

    Come vi ho detto, il fieul ha imparato una parola nuova e ora ce la propina ad ogni pié sospinto, senza sapere che ormai la usa solo la destra americana per etichettare qualsiasi cosa che non gli piaccia e non più nel senso originale “dettato” da BLM … 

  165. 421
    Fabio Bertoncelli says:

    Ormai non sopporto piú la faziosità di certi articoli di “Totem e Tabú”; ancor meno tollero la volgarità e le offese a cui spesso si scade nei relativi commenti. 
    A volte desidererei ribattere. In passato lo facevo, ma ora cerco di trattenermi (sperando di riuscirci): considerato il livello, conviene rimanerne fuori.
     
    Pertanto, cosí come i due blog “GognaBlog” e “Totem e Tabú” sono tenuti distinti, sarebbe logico fare altrettanto con i due forum, in modo da non mescolare la montagna e l’alpinismo con litigi e insulti.
    Chiedo che almeno vengano create due sezioni separate di “Commenti recenti”: una per il “GognaBlog” e l’altra per “Totem e Tabú”. Grazie.
     

  166. 420
    marco vegetti says:

    407 Crovella: Il ministro degli esteri è lo stesso che ieri ha detto che la Russia confina con l’Afghanistan? Siamo messi bene, quanto a referenze… 

  167. 419
    claudio genoria says:

    Crovella, ancora una volta che usi i termini woke o antisemita, va a finire che io metto per iscritto, su questo thread di commenti, una bella bestemmia. Perché va bene tutto, la prolissità sfinente, l’ossessione di avere sempre l’ultima parola, la semplificazione, l’incapacità di entrare nel merito delle altrui obiezioni e l’incapacità di ribattere, finanche, con parole o concetti tuoi, dunque il ricorso alle parole di qualcun altro, siano gli intellettuali cialtroni della destra più schifosamente populista o intellettuali di “sinistra” funzionali alla tua posizione – Luca Ricolfi non so neanche chi sia – insomma va bene tutto, chissenefrega, ma porca di quella puttana se mi sono permesso di dire, insieme a molti altri, qui e altrove, che ho dei dubbi su quello che sta facendo lo Stato di Israele in questo momento, se ho questi dubbi – e se anche avessi scritto di essere certo che Israele stia commettendo crimini di guerra, e faccio notare c’è persino una denuncia ad una corte internazionale, in quel senso – e insomma nell’avere dubbi sono in buona compagnia – migliaia di persone in Israele manifestano contro Netanyahu – se io mi metto dalla parte del dubbio e dalla parte di queste persone, questo non significa che io sia woke – qualunque cosa questo significhi – e meno che meno questo significa che io sia anitisemita. Basta, Crovella, basta per favore con queste sciocchezze, ok?

  168. 418
    Matteo says:

    La fusione antisemitismo-antisionismo è una evidentissima menzogna, dal punto di vista storico e logico e i maggiori detrattori del sionismo sono sempre stati di cultura ebraica, sia laica che religiosa (in particolare ultra religiosa).
    Il tentativo di assimilarli è politico e razzista, perché cerca di identificare una politica (il ritorno a Heeretz Israel) con una religione (ebraismo) per definire una popolazione come una razza (che come già spiegato di per se non esiste)
     
    Chi sostiene questa eguaglianza è in assoluta malafede o semplicemente un cretino.

  169. 417
    Carlo Crovella says:

    @ Genoria. Repetita iuvant anche per te:
     
    Nel vs ormai conclamato fascismo di ritorno, non vi piace Sallusti? Il prof. Luca Ricolfi, “lucido” intellettuale di sinistra, pochi gg fa (31/3) si rivolge ai prof universitari italiani senza peli sulla lingua: “Cari prof di sinistra, siete troppo indulgenti verso la mentalità woke” 
    E poi, acora:
    Esempio di personaggio di SINISTRA, lucido e caratterizzato da onestà intellettuale (da La Stampa). Alla fine fine anche Ricolfi giunge alla stessa conclusione di Sallusti.
     
     
    Luca Ricolfi: “A Torino un rettore sottomesso, è una forma di razzismo”
    Il sociologo: «Si policizza tutto, ma la ricerca dovrebbe essere una zona franca. È inquietante che queste prevaricazioni siano fatte in nome dell’antifascismo»

  170. 416
    Carlo Crovella says:

    La fusione antisemitismo-antisionismo NON è una menzogna, la vivete così voi “woke” perché non vi fa piacere. ma sia la garnde comunità degli ebrei residenti in Europa (in Italia nello specifico) la “vive” così (vedasi la pletora infinita delle loro dichiarazioni ufficiali), sia i pensatori di sinistra alla Ricolfi (vedi mio precedente commento) hanno il coraggio di dire pane al pane e vino al vino.
     
    Voi “woke” vivete invece nella menzogna antitetica in cui vi cullate perché altrimenti crollerebbe tutto il castello della vs intera visione “woke”, e non solo sul tema israelo-palestinese. ma è inutile, i nodi arrivano al pettine…

  171. 415
    claudio genoria says:

    non vi piace Sallusti?

     
    Lo prenderei a calci in culo da qua (Belluno centro) fino in cima al Serva. Giusto per capire l’itinerario che si farebbe, a calci nel sedere, l’intellettuale di riferimento dei geronto-fascisti massacratori di zebedei tipo Crovella, vedasi:
    https://www.abcdolomiti.com/escursione/monte-serva-escursione-cima/
     
    Sallusti è un COGLIONE.

  172. 414
    Carlo Crovella says:

    Il giochetto di fare “l’esame del sangue” sulla fondatezza delle citazioni è il classico giochetto della sinistra, in particolare di quella “woke”, che punta a smontare le citazioni perché non sa come contrapporti alle verità della vita che le vengono dichiarate esplicitamente. La verità “vera” su tutto questo tema è che le posizioni pro Palestina si sono ormai consolidate, da mesi, su posizioni antisemite e come tali vengono percepite dalla comunità degli ebrei residenti qui da noi. E voi “woke” preferite l’aberrazione dell’antisemitismo piuttosto che ammettere che i vari Pro Palestina hanno sbagliato e che occorre ridimensionare il loro agire…
     
    Noemi Di Segni (presidente della UCEI-Unione Comunità ebraiche Italiane) ha dichiarato (vedi infra la citazione precisa)
     
    CESSATE IL FUOCO (delle parole) LO DICIAMO NOI

  173. 413
    Matteo says:

    “le posizioni dei Pro Palestina hanno comportato, all’atto pratico, la fusione fra antisionismo e antisemitismo.”
     
    E questa, benché sia una tua opinione, è semplicemente un’ennesima menzogna.
    Non è tua, d’accordo, ma della destra israeliana, che cerca di propagare questo falso sillogismo bollando di antisemita chiunque abbia od esprima una posizione politica avversa a quella degli ultimi governi dello stato di Israele.
    Tu però credi di tutto cuore a questa palese menzogna e la propali beceramente.
     
    Quello che temo succederà è che di fronte all’impunità e all’impudenza dimostrata dal governo di Israele nel commettere atti alquanto rivoltanti come l’attuale ritorsione e la vendetta contro la popolazione di Gaza (che supera decisamente la pratica nazista del 10:1) porterà a un riaffiorare dell’antisemitismo vero.
    Tutto ciò in nessun modo è attribuibile ai difensori dei diritti umani, dai quali ti pregi di essere escluso, ma solo al governo di Israele e ai corifei idioti e ideologici come te

  174. 412
    Carlo Crovella says:

    Esempio di personaggio di SINISTRA, lucido e caratterizzato da onestà intellettuale (da La Stampa). Alla fine fine anche Ricolfi giunge alla stessa conclusione di Sallusti.
     
     
    Luca Ricolfi: “A Torino un rettore sottomesso, è una forma di razzismo”
    Il sociologo: «Si policizza tutto, ma la ricerca dovrebbe essere una zona franca. È inquietante che queste prevaricazioni siano fatte in nome dell’antifascismo»

  175. 411
    Placido Mastronzo says:

    Crovella al 410: sì, ritenta con un’altra citazione, che non sia piena di errori come quella di Sallusti (che non supporta un bel niente).

  176. 410
    Carlo Crovella says:

    @408. il tuo 404 termina con Ritenta, sarai più fortunato.

  177. 409
    Carlo Crovella says:

     
    Dal mio 401 (repetita iuvant)
    Nel vs ormai conclamato fascismo di ritorno, non vi piace Sallusti? Il prof. Luca Ricolfi, “lucido” intellettuale di sinistra, pochi gg fa (31/3) si rivolge ai prof universitari italiani senza peli sulla lingua: “Cari prof di sinistra, siete troppo indulgenti verso la mentalità woke” 

  178. 408
    Placido Mastronzo says:

    Crovella dice:

    @404 Pare che si intenda attribuire a me il 395 a me, mentre è un estratto dall’editoriale di ieri di Sallusti su Il giornale (peraltro da me ben specificato in testa al 395).

    Evidentemente non sai leggere… Il mio commento dice:

    Sallusti, eh? Allora, vediamo un po’… indipendentemente dal suo CV, dal suo orientamento politico-ideologico, da per chi scrive, ecc., mi pare che quanto Crovella cita al #395 sia viziato da errori e semplificazioni grossolani/e.

    Quale parte di “Crovella cita” non ti è chiara?
    Dove ti avrei attribuito il #395?

  179. 407
    Carlo Crovella says:

    In parallelo è documentata la percezione degli ebrei su tale “fusione” (antisionismo e antisemitismo), per cui tutti i vari episodi dei centri sociali+delibere dei Senati accademici sono percepite dagli ebrei italiani come episodi di antisemitismo (e non di “solo” antisionismo) e ciò determina il loro distacco dalla sinistra.
    All’opposto abbiamo: la presidente del consiglio che, in parlamento, ha criticato esplicitamente la decisione del Senato accademico torinese; la posizione del ministro degli esteri (da me citata mi pare ieri o l’altro ieri); le numerose prese di posizioni di giornali e/o politici e/o semplici cittadini di destra, tutti a sostegno di Israele e quindi percepiti come “sostegni” dei nostri concittadini di etnia ebraica, che invece si sentono profondamente feriti e offesi dal mondo delle sinistra italiana. Le varie citazioni degli ebrei (alcune UFFICIALI da parte di comunità ebraiche italiane) e ho riportate nel corso dei commenti: se interessato, cercale.

  180. 406
    Carlo Crovella says:

    @404 Pare che si intenda attribuire a me il 395 a me, mentre è un estratto dall’editoriale di ieri di Sallusti su Il giornale (peraltro da me ben specificato in testa al 395).
    Anche nei tuoi confronti vale il detto piemontese “suma al pian dei babi”. Per il significato, leggi nei commenti dell’articolo sulle Guide Alpine. Vale anche per te, perché sto affermando fin dai primissimi commenti che le posizioni dei Pro Palestina hanno comportato, all’atto pratico, la fusione fra antisionismo e antisemitismo.
    Peraltro tale tesi è stata ampiamente documentata (anche con citazioni di Ricolfi, intellettuale di sinistra “illuminato” e lucido, che parla di razzismo e antisemitismo conclamato). 

  181. 405
    Matteo says:

    “Sostenere che il “corpo docente [omissis] in parte è impaurito da una minoranza di studenti violenti” è un’accusa precisa che va provata”
     
    Io sarei un po’ più deciso: sostenere che ci siano state azioni intimidatorie e che il corpo docente è impaurito è una menzogna che ben qualifica chi la scrive o pensa. Come testimoniato dalla prof. Terracini che ha votato contro la risoluzione, ma ha difeso il diritto a presentare le proprie idee e l’urbanità di chi le ha presentate.
     
    Ma si sa che i fautori delle alternative truth e i queruli destri in generale se ne fottono dei fatti, della realtà e della correttezza.

  182. 404
    Placido Mastronzo says:

    Sallusti, eh? Allora, vediamo un po’… indipendentemente dal suo CV, dal suo orientamento politico-ideologico, da per chi scrive, ecc., mi pare che quanto Crovella cita al #395 sia viziato da errori e semplificazioni grossolani/e.
    1. Si confonde critica ad Israele con antisemitismo (aridaje, come si dice a Torino).
    2. Con una semplificazione disonesta, si accomunano tutte le voci critiche verso la politica israeliana sotto la generica etichetta “anti-Israele”, come se tutti i critici fossero aprioristicamente contro allo stato di Israele in toto.
    3. Con una semplificazione ancor più disonesta, si accomuna chi chiede il rispetto dei diritti elementari dei civili palestinesi sotto la generica etichetta “pro-Hamas”.
    4. Sostenere che il “corpo docente [omissis] in parte è impaurito da una minoranza di studenti violenti” è un’accusa precisa che va provata (e che, se falsa, diventa una calunnia sia verso gli studenti che verso il corpo docente)
    Ritenta, sarai più fortunato

  183. 403
    Matteo says:

    D’accordo guardare da un punto di vista “eccentrico”, ma “Luca Ricolfi lucido intellettuale di sinistra” mi pare un tantino esagerato…
     
    Piuttosto, cos’è il contrario di woke? Asleepstooned?

  184. 402
    marco vegetti says:

    Non so se avete notato che il nostro buon Crovella NON AVEVA MAI USATO la parola (il concetto) WOKE finché non l’ha letto in un altro articolo…. Ahahahahah

  185. 401
    Carlo Crovella says:

    L’articolato problema “israelo palestinese+convergenza fra antisionismo e antisemitismo+ostracismo verso gli ebrei TUTTI+loro arroccamento oper reazione+loro maggior sostengo ideologico a Israele (anche i NO Netanyahu, sono però SI alla politica di sanificazione del terrorismo Hamas/Hezbolla ecc)+prese di posizioni in Italia di studenti dei centri sociali e relative delibere dei senati accademici”, ebbene tutta ‘sta grande matassa si inserisce in una più generale criticità che è quella della schiavitù ideologica della cultura “woke”. Non bastano certo 1500 caratteri per chiarire gli effetti boomerang di tale cultura, apparentemente ”illuminata” poiché a tutela di ogni minoranza, degenera fino a far diventar ideologicamente schiavi delle minoranze stesse. E’ il tema che contraddistingue le università e che emerge, oggi, sul “pretesto” di specie israelo-palestinese.
    Nel vs ormai conclamato fascismo di ritorno, non vi piace Sallusti? Il prof. Luca Ricolfi, “lucido” intellettuale di sinistra, pochi gg fa (31/3) si rivolge ai prof universitari italiani senza peli sulla lingua: “Cari prof di sinistra, siete troppo indulgenti verso la mentalità woke” 

  186. 400
    marco vegetti says:

    Il perito chimico-tessile Sallusti, direttore di un giornale posseduto dalla famiglia Angelucci (da una holding in Lussemburgo, of course). commesso in farmacia, poi portantino e sindacalista UIL al San Camillo di Roma e poi, oplà, trova 270 miliardi per comprare la sede romana del San Raffaele di don Verzé e la rivende allo Stato per 320. 
    Deontologia professionale di Sallusti, poca, o avrebbe indagato su chi è e da dove viene il suo datore di lavoro…   😀

  187. 399
    Matteo says:

    Gli articoli di commento di personaggi come Sallusti, Minzolini, Feltri sono semplicemente da ignorare.
     
    Non è fascismo, è dare loro il giusto peso. E’ buon senso.
     
    Te chiamali se vuoi giornalisti

  188. 398
    Matteo says:

    Gli articoli di commento di gente come Sallusti, Feltri, Minzolini sono semplicemente da ignorare.
    Non è fascismo, è buon senso.
     
    Tu chiamali se vuoi, giornalisti

  189. 397
    marco vegetti says:

    Anti-Israele ma pro-Palestina. Assimilare Palestina ad Hamas è un gioco barbaro e scorretto, quello che giustifica il radere al suolo “la più grande prigione a cielo aperto e trasformarla nel più grande cimitero a cielo aperto” (Borrell, capo della diplomazia europea, non centro sociale…)

  190. 396
    marco vegetti says:

    Giuseppe, Paesi con la P:
    Paesi Bassi, Pakistan, Palau, Palestina, Panama, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Perù, Polonia, Portogallo.
     
     

  191. 395
    Carlo Crovella says:

    Un altro passaggio dell’editoriale di Sallusti su Il Giornale:
     
    È un fatto che nelle più importanti università del mondo, Harvard in testa, spira un vento antisemita che prende forza di settimana in settimana. L’Italia non fa eccezione negli atenei più importanti – Bologna, Torino, La Sapienza di Roma e ora la Normale di Pisa – la deriva anti-Israele e pro-Hamas appare sempre più evidente, pilotata da un corpo docente che certamente ci mette del suo e che in parte è impaurito da una minoranza di studenti violenti che godono della grancassa di importanti mezzi di comunicazione

  192. 394
    marco vegetti says:

    392. Con la P e cinque lettere? Non ci arrivo.
    Arrivano però i missili nell’ambasciata iraniana a Damasco, territorio iraniano, non siriano. E poi i benpensanti dicono “paura di escalation”. Pensa se i russi bombardassero l’ambasciata americana a Kiev… 
    Se questa è l’incazzatura degli israeliani perché la sinistra europea  li ha mollati. ringraziamoli anticipatamente da tutto il peggio che verrà. Per loro e per noi. E poi lamentiamoci dei musulmani, dell’Iran, ecc. ecc.

  193. 393
    Carlo Crovella says:

    Ribadisco che ostracizzare a priori e a prescindere la stampa avversa è atteggiamento da fascisti, pur derivante dall’ideologia libertaria dell’antifascismo. siamo all0inversione copernicana anche in questo risvolto: credete forse che gli ebrei, che non sono certo “scemi2, non lo abbiano capito ben prima degli altri…
    La precisazione della Normale fa ridere i polli (a parte che il verbale della riunione doveva “esser chiaro” al primo colpo, senza richiedere precisazioni, sennò che verbale è?). Ma il punto è un altro: oggi il livello della tecnologia è così elevato che ogni aggeggio e ogni applicazione operativa, anche le più innocue, posso esser utilizzati a fini bellici. Quindi distinguere fra collaborazioni su ricerche scientifiche con applicazioni militari e quelle “non” fa cascare le palle: è uno degli artifizi del mondo della sinistra, che, ormai è palese, si arrampica costantemente sui vetri per cercare pennellate di legittimità ideologica circa le sue decisioni aprioristiche (=NO a Israele a prescindere), dal taglio fascista.

  194. 392
    Giuseppe Balsamo says:

    @388
    “[…] non è normale che le università schierino l’intero Paese da una parte (sbagliata) della storia
     
    Interessante. Invece, che lo facciano i c.d. “mezzi di informazione” costruendo narrazioni sul nulla(*), per la redazione de “Il Giornale” è normale ?
    Non so se essere più dispiaciuto per lo stato pietoso dell’informazione in Italia (di cui “Il Giornale” non è che un singolo esempio) o per chi continua a dar credito a siffatto genere di articoli, di una faziosità disarmante.
     
    (*) Almeno, stando alle dichiarazioni rese dal direttore della Scuola Normale di Pisa, Luigi Ambrosio, di cui riporto un estratto:
    Una mozione mirata all’interruzione dei rapporti scientifici con gli atenei israeliani, pur presentata in Senato, non è neanche stata messa in votazione
    Fonte:
    https://www.rainews.it/tgr/toscana/articoli/2024/04/scuola-normale-nessun-boicottaggio-ad-israele-68a32f74-bb29-48e9-93f0-35b842769c80.html
     
    @378″Israele bombarda […] violando ogni diritto internazionale, visto che bombarda un Paese terzo senza essere in guerra con lui“Mi viene in mente qualcun altro che ha di recente adottato la stessa tecnica, mandando ad allegre signorine il diritto internazionale. E a te, Vegetti? (Aiutino: cinque lettere e inizia per P 🙂 )

  195. 391
    Carlo Crovella says:

    Il prevenuto sei tu che accetti “solo” citazioni da quotidiani di sinistra. Della serie “il fascismo degli antifascisti”.

  196. 390
    Matteo says:

    Finalmente, mancava proprio la citazione da Il Giornale…adesso si che siamo convinti della saggezza e della imparzialità del Crovella-pensiero!
     

  197. 389

    Ma molla il colpo, ogni tanto, Crovella. Perché devi avere sempre l’ultima parola? Stai rendendo il GognaBlog insopportabile.

  198. 388
    Carlo Crovella says:

    Sarà Normale, ma non è normale
    da Il Giornale di ieri
    … Se il vertice della Normale di Pisa, università d’eccellenza, prende posizioni compatibili (messa al bando della scienza israeliana) con le leggi razziali e le teorie naziste, è evidente che si pone un problema che va oltre le legittime opinioni sulla guerra in corso a Gaza. Il problema è la qualità accademica e l’orientamento politico-culturale antioccidentale e filo-razzista (ovviamente solo con gli ebrei) dell’élite culturale del Paese che discrimina, censura ed emette sentenze allo stesso modo dei dittatori.
    Sarà anche la Normale, ma non è normale che le università schierino l’intero Paese da una parte (sbagliata) della storia senza alcun fondamento di rappresentanza. 

  199. 387
    marco vegetti says:

    Per il nostro “so tutto io” Crovella.
    Alle elezioni in Turchia ha vinto l’opposizioni di centro-sinistra contro il centro-destra del “sultano” Erdogan al potere.
    La prima elezione della primavera l’hai cazzata alla grande… 

  200. 386
    marco vegetti says:

    Il Ministro degli esteri, Antonio Tajani, intervista rilasciata a Il Messaggero:“Vedo molta confusione anche in casa nostra, c’è chi usa le scelte del governo israeliano per attaccare Israele e gli ebrei. Mi preoccupa l’antisemitismo strisciante… 
    Tajani! Le scelte del Governo israeliano non c’entrano con Israele? Crovella dice che tutta Israele è dietro al suo governo, chieda a lui!
    … Come è una vergogna cacciare giornalisti dagli atenei solo perché ebrei.
    Invece cacciare artisti russi solo perché sono russi è democratico?

  201. 385
    Carlo Crovella says:

    Il Ministro degli esteri, Antonio Tajani, intervista rilasciata a Il Messaggero:
     
    “Vedo molta confusione anche in casa nostra, c’è chi usa le scelte del governo israeliano per attaccare Israele e gli ebrei. Mi preoccupa l’antisemitismo strisciante… 
    … Come è una vergogna cacciare giornalisti dagli atenei solo perché ebrei. Questo antisemitismo non ha nulla a che vedere con il sostegno al popolo palestinese”
     

  202. 384
    Carlo Crovella says:

    Dall’odierno Corriere
    Boicottaggi contro Israele negli atenei, la ministra Bernini: «Scelte sbagliate». Burioni: negli atenei eccessi di intolleranza
     
    Bernini e le decisioni anti Israele: ogni forma di esclusione ribalta il principio di neutralità scientifica

  203. 383
    Carlo Crovella says:

    La sinistra, specie italiana, è talmente accecata dall’astio verso Israele che preferisce un danno alla ricerca scientifica nazionale (in conseguenza dei boicottaggio con le università israeliane, che sono all’avanguardia in diversi settori), pur di rinnegare Israele. Così facendo, oltre a innescare la reazione negativa degli ebrei italiani, la sinistra sta alimentando anche la reazione negativa della comunità scientifica “non ebraica”. E stanno già arrivando le prese di posizioni di esponenti governativi, ma anche, udite udite!, di intellettuali di sinistra (Ricolfi & C) e di accademici non certo meloniani (Burioni). Alla fine la reazione sarà così estesa, che spingerà per archiviare le delibere di boicottaggio. Per cui laddove speravate, voi poveri illusi antifascisti (=Israele fascista), di imporre d’autorità i “vostri” principi, riceverete indietro l’effetto boomerang delle vostre stesse azioni. Che imbecilli che siete!
     
     

  204. 382
    Matteo says:

    Expo, sei un povero imbecille che accecato dall’odio propala mezogne.
    Cosa c’entra Ilaria Salis con la resistenza all’arresto di un magrebino in via Padova a Milano? 
     
    Quanto alla collaborazione e sostegno alle università in Israele avrei una proposta: per ognuna di queste se ne faccia una speculare con le università della Russia di Putin…tutti d’accordo, vero?

  205. 381
    Expo says:

    Nel frattempo gli amici di Ilaria Salis continuano a commettere atti per i quali in qualsiasi stato normale andrebbero in galera.
    Ma tant’ e’ che finche’ hanno dei coglioni che li supportano e hanno un ombrello di impunita’ garantita…
     
    https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/rivolta-contro-polizia-arresto-rapinatore-edf6a725

  206. 380
    marco vegetti says:

    L’Associazione degli amici della Normale vs il Senato Accademico?
    Il console israeliano? Una SUA opinione finché non esiste una lettera UFFICIALE dell’Ambasciata di Roma…
    D’altra parte la tua Italietta di destra non fa altro che piegarsi alle sparate delle Ambasciate altrui, che siano israeliane o ucraine, basta far vedere al padrone oltreoceano quanto siamo bravi e affidabili (poi la Meloni va in Libano e manco la riconoscono ahahahah)

  207. 379
    Carlo Crovella says:

    il mondo della sinistra italiana è  così stupidamente accecato dal livore verso Israele che non si rende nemmeno conto che, oltre a inimicarsi gli ebrei italiani, si sta facendo terra bruciata anche a livello di comunità scientifica “non ebraica”.
    Vedi notizia odierna La Stampa:
     
    Stop ai bandi con Israele alla Normale di Pisa, l’associazione dell’ateneo: “Sconcertati, la scienza va sempre valorizzata”
    Polemiche dopo la decisione del senato accademico dell’istituto di piazza dei Cavalieri di rivedere l’accordo di cooperazione scientifica con Tel Aviv. Il console: «Motivazioni vergognose»

  208. 378
    marco vegetti says:

    Con che diritto Israele bombarda la Siria (dal Libano come ti ho detto: non violano lo spazio aereo siriano perché alla fine sono dei vigliacchi che lanciano missili ma da molto lontano)? Perché ci sono gli iraniani? Perché non bombarda direttamente l’Iran, Teheran o Mashhad o Esfahan? Tra qualche settimana non potrà più bombardare le alture del Golan siriane, Hezbollah o meno: i russi stanno insediandosi lungo tutte le alture.
    E per finirla: ma chi cavolo credono di essere 30.000 ebrei italiani da “minacciare” chi no la pensa come loro e chi non gli copre le chiappe giustificando qualsiasi cosa?

  209. 377
    Carlo Crovella says:

    Tra l’altro, GLI STUDENTI DEI CENTRI SOCIALI (o cmq di “sinistra”) che sfilavano nei giorni scorsi per fare pressione sull’ateneo di Pisa, da fotografie riportate sui giornali, avevano striscioni del tipo “ROMPIAMO OGNI COMPLICITA’ TRA ITALIA E ISRAELE“.
     
    L’imbecillità di tali posizioni consiste nel NON RENDERSI CONTO che affermazioni del genere feriscono gli ebrei italiani e impediscono di ricucire lo strappo fra sinistra e gli ebrei italiani. E all’opposto il mondo della destra italiana, dal ministero alle dichiarazioni di politici o di semplici elettori, invece dà sostengo a Israele e quindi agli ebrei nostri concittadini.
     
    Pensate che gli ebrei siano così scemi da non rendersi conto dell’antitesi fra posizioni della sinistra italiana e quelle della destra italiana??? E, secondo voi, i nostri concittadini di etnia ebraica torneranno dalla stessa parte di chi ora li “bastona”?

  210. 376
    Carlo Crovella says:

    Decisioni come quella odierna di sotto riportata, permettono forse di “ricucire” lo strappo sinistra-ebrei italiani? Ma siete proprio stolti! Sul tema “collaborazioni universitarie”, per capire la percezione degli ebrei, leggere dichiarazione della prof. Bettin, che ho riportato al commento 342.
    La resa della Normale di Pisa: “Israele, stop ai bandi”
    Dopo Torino anche l’istituto pisano “boccia” Israele. Il fastidio del Mur: «Scelta contro la nostra cultura»

  211. 375
    Carlo Crovella says:

    Ma dove vivete voi????? Ma certo che sono anni che Isarele bombarda tutto intorno, ma nelle scorse settimane concentrata su Gaza, NON aveva bombardato intorno. Ora che a Gaza c’è una temporanea tregua,. non è che Israele stia ferma, approfitta della tregua sud per riprendere i bombardamenti in Libano e Siria. Significa che Israele non si sente per nulla intimorita dalla pressione dell’ONU, ma anzi si sente rinvigorita dall’appoggio indiretto che riceve dai confratelli di sangue, specie europei.

  212. 374
    marco vegetti says:

    372: Crovella:
     Israele NON si è completamente “zittita”, ma ha semplicemente sposato la sua azione e ha iniziato a bombardare gli Hezbollah in Libano e in Siria
    Ma tu dove vivi? Sono anni che Israele bombarda la Siria (lanciando missili dal Libano, così non entra nello spazio aereo siriano: pure vigliacchi). Ovviamente violando ogni diritto internazionale, visto che bombarda un Paese terzo senza essere in guerra con lui… Ma Israele può (come USA e UK), è il resto del mondo che non può farlo…

  213. 373
    marco vegetti says:

    Per la gioia e la rabbia di Crovella e della etnia ebraica (etnia? naso adunco, ricci scuri, pelle olivastra?) anche la Scuola Normale di Pisa, il suo Senato Accademico, ha fermato una collaborazione con Università israeliane (israeliane, non ebraiche). E addirittura senza intimidazioni squadristiche dei centri sociali… 
    Crovella, ma quando dici che gli ebrei italiani (e/o europei) sono INCAZZATI, cosa bisogna aspettarsi? Io non l’ho proprio capito, al di là delle mie lacune cerebrali…

  214. 372
    Carlo Crovella says:

    Vedete ben che, non potendo ora bombardare Gaza per la tregua ONU (che cmq termina il 10 aprile), Israele NON si è completamente “zittita”, ma ha semplicemente sposato la sua azione e ha iniziato a bombardare gli Hezbollah in Libano e in Siria. La sinistra, urlando Israele NAZISTA, punta a  “fermare” la guerra? E invece sta contribuendo ad alimentarla. Contenti voi…

  215. 371
    Carlo Crovella says:

    Chi non capisce i ragionamenti che espongo ha davvero le “fette di salame intorno agli occhi” (modo di dire del parlato torinese, non so se valga in altre regioni, cmq autoesplicativo e non molto edificante sul livello intellettivo di chi la riceve). Non sto mica alludendo a ipotetiche azioni “armate” di ebrei italiani contro altri cittadini italiani. Sto dicendo che le comunità ebraiche sono molto INCAZZATE (con la sinistra) e ve ne ho date riprova, dalle dichiarazioni della presidente UCEI alle denunce della Comunità ebraica di Roma, tra cui quella in capo a chef Rubio che ha reclamizzato su internet un “coltello antisionista”. Infine sembra che stia già girando (da giorni) una mozione di richiesta di dimissioni del Rettore di Torino, per l’episodio del Senato accademico. La reazione della grande comunità ebraica europea sarà complessa e articolata: se si accusa Israele di esse NAZISTA, gli ebrei europei si sentono attaccati in prima persona e reagiscono NON già allontanandosi eticamente dalle azioni israeliane, ma arroccandosi e quindi dando ulteriore sostegno a Israele, che difatti perdura nella sua politica.

  216. 370
    marco vegetti says:

    359 Crovella: Sì, stiamo spingendo 30.000 ebrei italiani nelle braccia della destra. TRENTAMILA!
    Me la sto già facendo sotto!

  217. 369
    marco vegetti says:

    Non entro nel merito, ma le manifestazioni pro-nazisti le fanno anche il Lettonia, ogni anno, a Riga, con sfilata delle ex SS lettoni con tanto di bandiere e svastiche e emblemi nazisti. Lettonia nella EU come l’Ungheria. Ma la UE tace, mentre dovrebbe URLARE… (Non sto difendendo l’Ungheria, ma attaccando i SOLITI doppi standard della Comunità Europea)

  218. 368
    antoniomereu says:

    10. 100. 1000
    #367!

  219. 367
    Matteo says:

    PER CONCLUDERE, NON MI INTERESSA NULLA DI COSA DICA LA DI SEGNI E DI CERTO NON CESSERO’ IL FUOCO CONTRO I PALESI CRIMINI DI GUERRA E CONTRO L’UMANITA’ CHE STA COMPIENDO ISRAELE A GAZA.
    Pur con tutto il rispetto e la compassione per i crimini che hanno subito l’otto di ottobre, UCCIDERE PIU DI 27 PALESTINESI PER OGNI ISRAELIANO  E’ UN CRIMINE

  220. 366
    Matteo says:

    Faccio notare che storicamente attribuire a qualunque categoria di uomini attributi eccezionali (sia nel bene che nel male) rende loro un pessimo servizio.
    Nel caso di inferiorità il perché è evidente, nel caso di superiorità perché:
    1- genera invidia e risentimento in chi è escluso
    2- inevitabilmente porta a dover soddisfare aspettative eccezionali, che quando deluse portano al rancore e all’odio
    3- perché bollare qualcuno come superiore può portare quel qualcuno a credersi superiore e quindi a pretendere diritti eccezionali
     
    In ogni caso alla fine si arriva all’esclusione e nel peggiore dei casi alla persecuzione.
     
    A me poco interessa quello che pensano i tuoi “ebrei”: io so che non esiste alcun “ebreo”, ma persone o cittadini e pretendo che tutti siano trattati come uomini.

  221. 365
    Matteo says:

    La dizione “ebrei” è come definizione razzista, anche se usata da loro stessi medesimi (che comunque quanto a razzismo non hanno nulla da imparare da nessuno)
    Questo perché un ebreo non è in altro modo identificabile se non come appartenente a una religione o a una cultura di derivazione religiosa (fondata sulla passata appartenenza religiosa)
    Di sicuro non è una razza (che non esistono), ma nemmeno un’etnia, intesa come omogeneità fenotipica.
    E chi usa pervicacemente il termine “ebrei” per connotare una popolazione o è ignorante o è in malafede, ovvero vuole propalare la sua visione ideologica anche usando surrettiziamente termini che ingenerino confusione oppure è razzista (di solito e storicamente di destra, ma non necessariamente: c’era parecchio razzismo al Cremlino e di certo ce n’è in Israele)

  222. 364
    Carlo Crovella says:

    REFUSO:
     
     “CITTADINI ITALIANI DI ETNIA EUROPEA”: LEGGASI “CITTADINI ITALIANI DI ETNIA EBRAICA”

  223. 363
    Carlo Crovella says:

    HO PERSO IL CONTO DI QUANTE VOLTE HO CARICATO QUESTA CHIARA PRESA DI POSIZIONE DI UN’AUTORITA’ APICALE DEI “CITTADINI ITALIANI DI ETNIA EUROPEA”: POSSIBILE CHE VE LA DIMETICHIATE SUBITO? QUESTO E’ IL MOOD DEGLI EBREI ITALIANI
    Dichiarazione della Presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane
     
    CESSATE IL FUOCO LO DICIAMO NOI
    Noemi Di Segni (Presidente UCEI): “Cessate il fuoco delle parole lo diciamo noi a chi continua ad accusare Israele di crimini di guerra e genocidio, con slogan basati sulla nazionalità e sulla fede, dando credito solo alla propaganda di Hamas e nuova vita a pregiudizi che speravamo estinti”.

  224. 362
    Carlo Crovella says:

    sei completamente fuori.
    1) i ragionamenti che esprimo non sono solo di mia fabbricazione, ma li trovi tracce in tutto il mondo mediatico e sempre più frequenti nelle ultime settimane. e’ un tema oggettivo e non costruito per fisime razziste
    2) la distinzione fra ebrei italiani e cittadini italiani di religione ebraica, a parte che è imprecisa 8ci sono ebrei che NON praticano il culto, ma caspita se sono “ebrei” in termini di modo di ragionare e comportarsi…), ma cmq è irrilevante. quei particolari cittadini italiani (di etnia ebraica) sono diventati particolarmente sensibili sul tema accuse a Israele e si incazzano, lo fanno a titolo personale, di singoli cittadini, ma si incazzano cmq. E mettersi contro la comunità degli ebrei… non è mai cosa intelligente. Per 75 anni la sinistra ha anche avuto una liason con tale comunità, al seguito dell’Olocausto, ora ve li siete giocati.  E gli intellettuali (caucasici) di sinistra, ma caratterizzati da onestà intellettuale (come Ricolfi), per atteggiamenti come il tuo vi accusano di essere dei “fascisti dell’antifascismo”.

  225. 361
    Matteo says:

    “Liberissimo di agire in tal senso…”
     
    E vorrei anche vedere!
    Il resto sono sbocchi di un povero cripto-razzista che non avendo argomenti validi, deve buttarla in caciara.
    Evidenzio, ancora una volta, che non esistono ebrei italiani, esistono solo italiani di religione ebraica.

  226. 360
    Alberto Benassi says:

    359@ Crovella
    Io non ho nulla contro ebrei, nulla contro palestinesi, cinesi, russi, ucraini, africani, ect. ect.
    Personalmente sono per una universale  convivenza nel rispetto delle diversità, culturali e religiose. Siamo cittadini del mondo. Una delle attività più belle che ci sono e che possiamo fare è girare il mondo e incontrare altre culture.
    Questa è la mia risposta:
    https://www.raiplay.it/video/2024/03/Il-Cavallo-e-la-Torre-Israele-Palestina-due-padri-I-nostri-figli-uccisi-dallodio-2c6beff1-8592-409b-8a48-8bf826ead0b0.html?wt_mc%3D2.app.cpy.raiplay_null-https%3A%2F%2Fwww.raiplay.it%2Fvideo%2F2024%2F03%2FIl-Cavallo-e-la-Torre-Israele-Palestina-due-padri-I-nostri-figli-uccisi-dallodio-2c6beff1-8592-409b-8a48-8bf826ead0b0.html.%26wt
    Purtroppo c’è gente come te che con il suo comportamento ideologico, fomenta odio e guerra.
    Arroccati pure nella tua Torino, metti mitraglatrici e filo spinato intorno a te.

  227. 359
    Carlo Crovella says:

    Liberissimo di agire in tal senso, ma non recupererai mai più il feeling non solo con Israele, ma soprattutto con gli ebrei europei. Inutile allora riproporre la Lettera agli ebrei italiani, come da articolo, con la speranza di sensibilizzarli sul tema dei diritti umani e attenuare così la pressione di Israele sui palestinesi. Se non vi interessa recuperare il dialogo con gli ebrei italiani, ditelo chiaramente e non menata il torrone con questioni ipocrite tipo “chi è stato perseguitato in passato deve capire l’oggi” ecc ecc ecc. Non ve ne sbatte nulla, degli ebrei italiani,  finalmente è caduta la maschera: per altro se ne sono accorti da qualche mese, il loro mood è la presa di coscienza di ciò. Va benissimo, mettiamo un punto fermo su una situazione che è una rivoluzione copernicana rispetto agli ultimi 70-75 anni (quella della laison ebrei-sinistra, post Olocausto) e ognuno proseguirà per la sua strada. State spingendo la maggioranza degli ebrei nelle braccia della destra (intesa come “europea”, non destra israeliana).

  228. 358
    Matteo says:

    “Il tema qui è che antisionismo e antisemitismo si sono ormai fusi in un’unica criticità, io credo addirittura nella realtà oggettiva”
    Il problema è che antisionismo e antisemitismo si sono fusi nella ideologia della destra israeliana e nella testa di chi sottostà alle sue falsità, sia esso israeliano o italiano, ebreo o gentile.
     
    Sono quindi assolutamente libero e pienamente giustificato a sottolineare come Israele sia un paese razzista (in cui cioè i suoi cittadini sono trattati in maniera differente a seconda della religione e della etnia) come e più del Sud Africa di un tempo, un paese liberale ma non democratico (nel senso che i suoi cittadini non godono dei medesimi diritti) e che attua politiche e pratiche basate su etnia e religione nei territori occupati.
     
    In questo senso è effettivamente un paese dell’orbita occidentale ed europea, essendo che nazionalismo (anche nella variante razzista), segregazione, fascismo e nazismo sono tutte invenzioni europee.
     
    Per questo condanno Israele e definisco esecrabili la sua politica attuale e non permetto a nessuno di definirmi antisemita per questo.
     
    E chi si deve incazzare si incazzi pure fino a farsi scoppiare le vene!

  229. 357
    Carlo Crovella says:

    Ma fai pure, bello mio, ho una pellaccia da rinoceronte e non li sento neppure i tuoi giudizi…
     
    Il tema qui è che antisionismo e antisemitismo si sono ormai fusi in un’unica criticità, io credo addirittura nella realtà oggettiva, ma sono sicuramente fusi nella percezione degli ebrei europei (italiani nel caso di specie) e come mai questi ultimi, in rappresentativa maggioranza, sono così INCAZZATI con la sinistra. continuate a urlare ISRAELE NAZISTA e li fate incazzare sempre di più e daranno sempre più sostengo a Israele e questa continuerà a bombardare i vostri amati palestinesi. Per cui vi date la zappa sui piedi.

  230. 356
    Matteo says:

    “che da anni si consuma nell’odio viscerale per Israele, aleggia il sospetto di quel che gli psicologi chiamano sindrome da fantasia compulsiva”
    I tuoi giudizi gratuiti invece c’entrano con la realtà, vero?
     
    Ovviamente anche noi siamo titolati a emettere giudizi equivalenti su chichessia.
     
    Te per esempio.

  231. 355
    Carlo Crovella says:

    Il dibattito su Ungheria è un altro risvolto del doppio pesismo della sinistra italiana. tuttavia non c’entra una mazza (in linea diretta) con la Lettera agli ebrei italiani. La sotto riportata notizia delle accuse a Israele (=nazista) invece incidono direttamente sull’umore e sull’incazzatura degli ebrei italiani.
     
    FINCHE’ SI LANCIANO QUESTE ACCUSE A ISRAELE (=NAZISTA), GLI EBREI EUROPEI (ITALIANI IN PARTICOLARE) SI SENTONO ATTACCATI IN PRIMA PERSONA, SI ARROCCANO E DANNO ANCOR PIU’ SOSTEGNO A ISRAELE, CHE QUINDI PROSEGUI NELLA SUA POLITICA ANTI PALESTINESE.

  232. 354
    Carlo Crovella says:

    Su Francesca Albanese relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi che da anni si consuma nell’odio viscerale per Israele, aleggia il sospetto di quel che gli psicologi chiamano sindrome da fantasia compulsiva. Trattasi della tendenza alla completa all’inversione della realtà diffusa dalla signora nei talk show più onirici da Mediaset La7, laddove la “relatrice speciale” (dell’ONU, NdR) immagina i figli di Abramo – che la Shoah l’hanno davvero subita – come gli eredi del Fuhrer; e fa di tutto per convincere di questa bestialità anche il resto del mondo.

  233. 353
    Expo says:

    Perche’ il problema e’ la giustizia degli altri , la nostra e’ nu babba !
    Tre sentenze sullo stesso caso danno regolarmente esiti ampiamente difformi , ma a noi italioti va bene cosi

  234. 352
    Matteo says:

    Confidare nella giustizia ungherese è un po’ come fidarsi della polizia egiziana, delle assicurazioni Israeliane di colpire solo i colpevoli o delle libere elezioni in Russia. 
     
    Expo se ti arrampicassi sulla roccia come sugli specchi saresti a livello mondiale…

  235. 351
    Alberto Benassi says:

    Ti ho dimostrato che la comunità europea ha dei dubbi sui “regolari processi” ungheresi, che non ci sono feriti, che non c’è stato arresto in flagranza di reato e una cittadina italiana è in carcere da 18 mesi.

    E non c’è nemmeno una denuncia da parte dei presunti aggrediti.
    Come sempre questo paese si fa tenere in scacco, si fa ricattare, perchè ha l’abitudine di tenere i piedi in più staffe.

  236. 350
    Expo says:

    @ Matteo Se non invochi l’impunità per Salis e Marchesi , come invece fanno i tuoi amichetti dei centri sociali  oggi in piazza , allora lascia che li processino !I processi non sono solo un’arma politica contro per gli “altri” , anche “voi” siete soggetti alla legge !E ti assicuro che a questi manifestanti ungheresi dei Black Blocks italiani non gliene fregava una cippa.

  237. 349
    Expo says:

    Che poi oggi che l’Ungheria ci chiede l’estradizione di un delinquente violento , Gabriele Marchesi , abbiamo tutto il centro sinistra in blocco a fare pressioni su un governo estero , quando abbiamo 10 terroristi assassini rossi che la Francia non ci vuole estradare , alla sinistra viene il mutismo.

  238. 348
    Matteo says:

    Ti ho dimostrato che la comunità europea ha dei dubbi sui “regolari processi” ungheresi, che non ci sono feriti, che non c’è stato arresto in flagranza di reato e una cittadina italiana è in carcere da 18 mesi.
    Tuo cuggino e ciccioformaggio mi sembrano le tue fonti primarie di informazione e referenti, non certo le mie.
     
    Io non invoco impunità per nessuno, ma mi aspetterei che lo Stato Italiano si comportasse come si è comportato con due appartenenti alle Forze Armate che avevano ucciso due cittadini indiani.
    Ma forse è chiedere un po’ troppo agli spiritosi commedianti che siedono al Governo e alle loro vocine e faccette.
     
     

  239. 347
    Expo says:

    @ Matteo 346Di quello che hanno fatto gli aggressori , permetti che facciano un regolare processo dei giudici , o ne discutiamo alla riunione del Leoncavallo come in Italia , dove sulla base di quello che dicono Zerocalcare e Miocuggino sullka base di informazioni di Ciccioformaggio è in corso la causa di beatificazione di una delinquente ??:-D
     

  240. 346
    Matteo says:

    Il tuo pensiero è autonomo solo e unicamente dalla realtà.
    Ho già evidenziato che la comunità europea ha un certo numero di dubbi sulla magistratura e sulla legislazione ungherese e giornalino del centro sociale è il Corriere della Sera
    https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/24_marzo_28/cosa-ha-fatto-ilaria-salis-di-cosa-e-accusata-e-cosa-e-successo-a-budapest-l-11-febbraio-2023-201c8164-6e9b-4683-ba49-4afb66e32xlk.shtml
     
    Tu non sei una persona perbene, sei un povero idiota fascista

  241. 345
    Expo says:

    @ Matteo ( 338 )Li hanno manganellati così tanto che non c’è stato nessun ferito riportato dalle cronacheMa sei scemo o mangi i sassi ??La magistratura ungherese ha aperto dei mandati di arresto internazionali , e tu frigni che sul giornalino del centro sociale non c’è scritto ??Forse qualche tuo amico imparato non te lo ha spiegato che esiste una legge ??Certo, tu non sei mai partito da casa per manganellare, perché saresti andato a celebrare l’orgoglio e in effetti sei decisamente un orgoglione. Ma sei anche un borghesuccio coniglio, rimbambito dai luoghi comuni (black block!), leone da tastiera, incapace di ragionare ma pronto a scrivere cazzateNo , io non parto da casa per manganellare perchè ognuno ha diritto di manifestare quello che pensa se non prevarica gli altri , mentre tu con il tuo ridicolo celodurismo da tastiera , dopo averlo preso in culo un milione di volte dalla storia  sei ancora quì  ad ululare verso un URL di borghesucci conigli , pieno di elogi per dei delinquenti che sono partiti per menare peggio dei tifosi della Lazio.Io sono stato a casa perchè sono una persona per bene , non perchè ho paura di un gruppo di ritardati che pensano di bloccare il pensiero autonomo con le minacce.

  242. 344
    Fabio Bertoncelli says:

    Ore 9.59: otto-commenti-otto!
     

  243. 343
    Carlo Crovella says:

    Il sotto riportato estratto dell’intervista alla prof.sa Bettin (italiana che insegna in Israele) è sintomatico del “senso di tradimento” che la stragrande maggioranza di ebrei (in genere con doppia cittadinanza o strettamente collegati a questi) provano sia di fronte a decisioni come quelle di non approvare altre collaborazioni con università israeliane (“è amorale”) sia, a maggior ragione verso accuse stile ISRAELE NAZISTA. Spesso il senso di tradimento percepito dagli ebrei è il prologo della successiva loro incazzatura. Dopo l’escalation degli episodi delle ultime settimane, è fisiologica la loro attuale incazzatura.

  244. 342
    Carlo Crovella says:

    Accademici italiani in Israele: “I colleghi ci hanno voltato le spalle, boicottaggio sbagliato”
     In merito alle richieste di interrompere le collaborazioni tra atenei italiani e israeliani “siamo rimasti turbati e preoccupati. Alcuni colleghi con cui abbiamo lavorato insieme fino a un anno fa, alcuni dei quali ho anche invitato all’Università Ben Gurion ed erano ben felici di venire, improvvisamente ci hanno voltato le spalle. È una decisione amorale” ha affermato in un’intervista a LaPresse la professoressa Cristina Bettin, docente della Ben Gurion University

  245. 341
    Carlo Crovella says:

    C’è un particolare che sfugge ai più: rispetto anche solo a 15-20 anni fa, sono in vistosa crescita gli ebrei che hanno la doppia cittadinanza, esempio quella italiana (perché nati qui da ebrei “italiani”) e quella israeliana, perché studiano o lavorano là e magari passano più tempo là che qui. Per i soggetti con doppia cittadinanza e inoltre per i loro genitori-parenti (il cuore di mamma batte più forte di ogni ragionamento razionale e ideologico), ogni sgarbo/accusa a Israele è percepito come un attacco portato a loro stessi, poiché loro “fanno parte di Israele”. E’ questa parte di ebrei che numericamente sta facendo la differenza sulla posizione rappresentativa del loro mood generale.

  246. 340
    Carlo Crovella says:

    Non ho MAI affermato che NON esistano ebrei “pacifisti”. Il dissenso c’è sia in Israele che fra gli ebrei europei. Ma il tema non è se la posizione bellicosa degli ebrei sia assolutamente tetragona o meno. Il dissenso c’è anche nelle assemblee di condominio, quindi una percentuale di dissidenti è fisiologica in ogni risvolto della vita. Il tema è che i numeri fra gli ebrei europei sono smaccatamente a sostegno di israele. Ha quindi senso parlare di ebrei incazzati, perché la stragrande maggioranza di loro è incazzata, anche se magari c’è una minoranza che vorrebbe ragionare in termini di “pace”.

  247. 339
    Alberto Benassi says:

    335@ si! Davvero Alberto(scusa il tu)

    Antonio ma di che ti scusi, è un piacere.
    Qui ci sono altri che si dovrebbero scusare per l’arroganza, l’odio  e il razzismo, che hanno dentro.

  248. 338
    Matteo says:

    “In Ungheria o altrove dei poveri pirla che vanno a manganellare dei manifestanti vanno sotto processo.”
    Li hanno manganellati così tanto che non c’è stato nessun ferito riportato dalle cronache
     
    “sono “black blocks” quando sfuggono alla legge , ma adesso li hanno beccati e vanno processati.Io non sono mai partito da casa con un manganello per andare a menare qualcuno che manifestava liberamente in un altro stato.”
    Oddio i black block, gli anarco-insurrezionalisti, i nemici della legge e dell’ordine
     
    Certo, tu non sei mai partito da casa per manganellare, perché saresti andato a celebrare l’orgoglio e in effetti sei decisamente un orgoglione.
    Ma sei anche un borghesuccio coniglio, rimbambito dai luoghi comuni (black block!), leone da tastiera, incapace di ragionare ma pronto a scrivere cazzate retrive e stupide…diciamo che Napalm 51 di Crozza è decisamente il tuo modello.

  249. 337
    Matteo says:

    “se in Ungheria c’e’ una magistratura , allora sarebbe coerente che facesse un giusto processo alla Salis…che e’ un potere notoriamente indipendente da quello giudiziario.”
    In Ungheria c’è una magistratura, ma che sia indipendente è tutto da dimostrare secondo la corte Europea https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020SC0316&from=EN
     
    “In secondo luogo vedo pochissima buona fede in persone che difendono una delinquente che ha programmato un viaggio in un altro stato con l’ unico obiettivo di andare a rompere i coglioni”
    Che sia una delinquente è una tua opinione e rompere i coglioni alla “giornata dell’onore” nazista dovrebbe essere un dovere civico.

  250. 336
    antoniomereu says:

    335@ si! Davvero Alberto(scusa il tu)
    Ed è straordinario il giornalista Da Milano che nella  scia oraria di E. Biagi coglie dei fiori che altri suoi colleghi farebbero calpestare nei filmati da comodi cingoli di carriarmati ,una mosca bianca, anzi una colomba e mai come ora abbiamo  bisogno di gente come lui che sappia coglierli.Buona Pésach.

  251. 335
    Alberto Benassi says:

    331) Convivenza nel rispetto delle differenze culturali e religiose. Se ci riescono quelle due persone che hanno subito una enorme  tragedia, vuol dire che è possibile.

  252. 334
    Alberto Benassi says:

    se ha commesso un reato è giusto che venga processata, ma nel rispetto del diritto e della civiltà. L’eventuale pena deve essere proporzionata al reato commesso. Non è una pazza delinquente sanguinara alla Hannibal Letter da tenere in catene.

  253. 333
    Expo says:

    Eppure e’ precisamente quello che e’ successo: sono “black blocks” quando sfuggono alla legge , ma adesso li hanno beccati e vanno processati.
    Io non sono mai partito da casa con un manganello per andare a menare qualcuno che manifestava liberamente in un altro stato.
    Mal che si vuole non duole , adesso evitino le sceneggiate.

  254. 332
    Alberto Benassi says:

    In secondo luogo vedo pochissima buona fede in persone che difendono una delinquente che ha programmato un viaggio in un altro stato con l’ unico obiettivo di andare a rompere i coglioni ( ostacolare / impedire/ disturbare/ manganellare ) ad altre persone.

    a me invece viene il VOMITO a leggere queste parole. 

  255. 331
  256. 330
    Expo says:

    @328
    Caro Claudio ,
    In Ungheria o altrove dei poveri pirla che vanno a manganellare dei manifestanti vanno sotto processo.
    Solo in Italia , alla luce di una magistratura ideologizzata , troviamo naturale che esista il diritto di non lasciare parlare gli altri.
    Ma fortunatamente ancora per poco.

  257. 329
    Expo says:

    @ Matteo
    In tutti gli stati c’è una magistratura…c’era anche sotto il Puzzone, nella Germania nazista e con Stalin al governo per quello.
    Due considerazioni su questa frase : se in Ungheria c’e’ una magistratura , allora sarebbe coerente che facesse un giusto processo alla Salis , e  la sinistra italiana facessre pace con il proprio cervello evitando di fare pressioni su un esecutivo che e’ un potere notoriamente indipendente da quello giudiziario.
    In secondo luogo vedo pochissima buona fede in persone che difendono una delinquente che ha programmato un viaggio in un altro stato con l’ unico obiettivo di andare a rompere i coglioni ( ostacolare / impedire/ disturbare/ manganellare ) ad altre persone che da anni manifestano in quella ricorrenza.
    Meno male che li hanno beccati , se no con i nostri magistrati finiva come con Battisti & C.
     
     
     

  258. 328
    claudio genoria says:

    Expo, secondo me faresti bene ad andare a vivere in Ungheria: non scherzo, sempre che tu non ci sia già, per come usi gli accenti sembra che tu stia digitando dall’estero. Comunque l’Ungheria mi sembra la tua patria d’elezione.
     
    Però, però. Un paio di belle notizie per chiudere la giornata con un sorriso: la negata estradizione di Gabriele Marchesi, e la segnalazione di Placido al 327 (grazie!): “Per combattere l’odio antiebraico crescente in questo preciso momento, pensiamo che l’unica possibilità sia provare a interrogarci nel profondo per aprire un dialogo di pace costruendo ponti anche tra posizioni che sembrano distanti. Non siamo d’accordo con le indicazioni che l’Unione delle Comunità ebraiche italiane ha diffuso per la giornata del 27 gennaio, in cui viene sottolineato come ogni critica alle politiche di Israele ricada sotto la definizione di antisemitismo”. Mai indifferenti! ottimo

  259. 327
    Placido Mastronzo says:

    Giusto per ricordare che il mondo non è in bianco e nero:
    «Voci ebraiche per la pace», lettera appello con 54 firme

  260. 326
    Matteo says:

    “In altri stati invece una magistratura esiste.”
     
    In tutti gli stati c’è una magistratura…c’era anche sotto il Puzzone, nella Germania nazista e con Stalin al governo per quello.
     
    Certo che la Salis ha commesso un reato così orribile, assalire (da sola) tre neonazisti (rimasti assolutamente illesi) che solo un anarcostalinista la vorrebbe libera!

  261. 325
    Placido Mastronzo says:

    Crovella #318

    Ricolfi (ricordo pensatore storicamente di sinsuitra, ma caratterizzato da onesta intellettuale)

    L’onestà intellettuale che evidentemente non riconosci ad altri, invece a lui è riconosciuta perché dice cose a te gradite?

  262. 324
    Placido Mastronzo says:

    Expo #322

    si è visto anche oggi con Gabriele Marchesi libero

    Vuole sostituirsi alla magistratura.

  263. 323
    Alberto Benassi says:

    In altri stati invece una magistratura esiste.

    Si, e in altri è anche asservita.

  264. 322
    Expo says:

    In Italia solo i leoncavallini non sbagliano mai , si è visto anche oggi con Gabriele Marchesi libero.In altri stati invece una magistratura esiste.

  265. 321
    Matteo says:

    I ragazzi del fronte della gioventù non sono mai scesi in piazza contro i comunisti e mai e poi mai li hanno attaccati, non si è proprio mai visto!
     
    Magari in tre o quattro andavano ad aspettarli di notte con la pistola…ma erano solo camerati che sbagliavano.
     
    Ma in piazza, mai, mai, mai!

  266. 320
    Alberto Benassi says:

    Genoria. Per quanto riguarda me, si vede proprio che non riesci a immaginarti la mia personalità. Pauroso? ma di che? E di chi? A 15 anni ero già in piazza e mi sono conquistato in tempi brevissini il ruolo di trascinare i ragazzi del Fronte della Gioventù (in genere di qualche anno più di me…) all’attacco dei comunisti e spesso sotto il tiro delle loro pietre. si era nella seconda metà dei Settanta, non nella vita soffusa di oggi…

    A leggere queste cose ci sarebbe da piangere.

    “trascinare attacco dei comunisti”

    invece mi ci voglio proprio fare una gran risata.

  267. 319
    Carlo Crovella says:

    Genoria. Per quanto riguarda me, si vede proprio che non riesci a immaginarti la mia personalità. Pauroso? ma di che? E di chi? A 15 anni ero già in piazza e mi sono conquistato in tempi brevissini il ruolo di trascinare i ragazzi del Fronte della Gioventù (in genere di qualche anno più di me…) all’attacco dei comunisti e spesso sotto il tiro delle loro pietre. si era nella seconda metà dei Settanta, non nella vita soffusa di oggi…
     
    Io NON ho paura degli immigrati. NON mi piace convivere con loro. sia come spicciola quotidianità, sia come convivenza nella società generale.
     
    Ma la mia personale posizione che rilievo ha? Se vado a votare, il mio voto pesa per “uno”. Il problema della sinistra è che ha perso il contatto con la grande massa della cittadinanza, non con il singolo Carlo Crovella (io non sono MAI stato di sinistra).

  268. 318
    Carlo Crovella says:

    Per sinistra, eccoti la ricetta Ricolfi (ricordo pensatore storicamente di sinsuitra, ma caratterizzato da onesta intellettuale). L’intervista del 26 febbraio 2024
     
    Ricolfi: “Perché la sinistra non sa più parlare al Paese”
    Il sociologo: “Per contendere il sostegno popolare alla destra bisogna occuparsi di sicurezza, privilegiare i diritti sociali rispetto a quelli civili e considerare gli effetti dell’economia verde

  269. 317
    Expo says:

    @ Claudio
    Minniti ?
    In Italia finora nessuno ha imposto la regolarizzazione dei flussi migratori.
    Ad un punto primordiale lo ha fatto solo Salvini , assumendosi tutte le rogne e le rrsponsabilita’ di avere tenuto fede ad un mandato di fronte ad un establishment di ominicchi e quaquaraqua , ma ancora nulla rispetto ad una gestione corretta in cui e’ l’Italia a stabilire quanti lavoratori e con quali caratteristiche devono entrare.
     

  270. 316
    claudio genoria says:

    Crovella (313), ci stiamo schiodando dagli argomenti triti e ritriti e stiamo andando… fuori tema. Ma tant’è. Sui flussi migratori dall’Africa il nostro PD ha sfoderato l’accoglienza a braccia aperte di Marco Minniti (te l’ho già detto tempo fa: tu sei del Partito Democratico in realtà). Quindi di che novità stiamo parlando, ci eravamo già arrivati da soli. Viva l’Italia.
     
    Io dico invece che una svolta per la sinistra europea potrebbe essere il recupero di una prospettiva “di classe”, e non intendo con questo dividere i gruppi di interesse tra operai, proletari e classe media, anzi, li metto tutti insieme dentro la classe dei dipendenti, quelli che tutti insieme potrebbero finanziare una campagna elettorale, togliendola dagli artigli dei gruppi finanziari che, giustamente, fanno il loro interesse, in questa bella Europa, servendosi di piccoli uomini “schierati” a destra o sinistra ma fondamentalmente mediocri in ugual misura.
     
    Dopo di che, le politiche di chiusura della destra si fondano sulla paura del diverso, e caspita, non vorrai mica dirmi che hai paura? Sei un alpinista, forza, tira fuori gli attributi.

  271. 315
    marco vegetti says:

    Vedi Crovella, il problema è che tu ti arroghi di capire TUTTO in maniera INSINDACABILE. Siano ebrei, Guide Alpine, neve artificiale, natalità, ecc. ecc.
    Il problema è che per te non possono esistere pensieri e opinioni diverse dalla tua che non siano errate, anacronistiche, fallaci. Il problema è che tu credi che il tuo mondo sia il centro dell’unico mondo possibile e giusto. Siamo sette miliardi al mondo, questo dovresti saperlo, e tu credi di essene il fulcro (tu, le tue idee, le tue amicizie).
    Non è così. 
    PS – La signora Wagenknecht (tedesca ma con padre iraniano ARGH), è cresciuta nella DDR ed era membro della Libera Gioventù Tedesca (emanazione del Partito Comunista tedesco est). Dopo l’unificazione è passata all’SPD e a una frazione marxista della stessa. Contro le sanzioni contro la Russia. Il Washington Post e Der Spiegel hanno scritto che è legata a gruppi di influenza russi in Germania. 
    Sicuro che ti piaccia? Ahahahahah

  272. 314
    Carlo Crovella says:

    Ovviamente è implicito che se la “nuova sinistra” vuole tornare attraente alla occhi della nuova società, deve cambiare profondamente. Se la sinistra cambia sul tema migranti (da “accettiamoli tutti” a “sono troppi”), non ci sarà da stupirsi se assisteremo a “nuove” posizioni (cioè ribaltate) della sinistra anche sul tema israelo-palestinesi. se la sinistra vuole ricucire con gli ebrei, dovrà passare da quella strada, sennò non riannoderà mai più con loro.

  273. 313
    Carlo Crovella says:

    @ Genoria. La maggioranza della società reale non esprime più istanze che siano soddisfatte dalle posizioni storiche della sinistra, Sanders o meno. La sinistra europea inizia a dare qualche timidissimo segnale di novità, ma NON certo in ITALIA. Da noi la sinistra è talmente indietro che ci vorranno almeno vent’anni, forse addirittura di più, perché appaia di nuovo “attrattiva” per le nuove generazioni. Timidi segnali di novità della sinistra europea (odierno articolo sul Corriere): Sahra Wagenknecht, nuova stella (rossa) tedesca: «La sinistra ha sbagliato tutto. I migranti? Sono troppi»
     

  274. 312
    Carlo Crovella says:

    Ma leggi bene, balengo. Ho scritto che i mie amici “stretti di montagna sono tre (a questi vanno aggiunti gli altri, i meno stretti, e poi quelli con cui lavoro da 35-40 anni…), ma si sa benissimo che gli ebrei “si parlano”. Difficile, non impossibile certo, ma molto difficile che le prese di posizioni siano isolate e frutto di idee del singolo. Se ti è estraneo questo concetto, significa che non hai mai capito una beata mazza degli ebrei.

  275. 311
    marco vegetti says:

    Per cui tu, Crovella, decidi che siccome i tuoi TRE amici ebrei dicono una cosa (sarebbe interessante sentirla in diretta, non per trasposta persona) e parlano con gli altri ebrei secondo te significa che 30.000 (sì, Crovella, SOLO trentamila) ebrei italiani e circa 1.500.000 (un milione e mezzo di Europa) la pensano come loro… Ma sei un Dio telepatico? O le spari sempre più grosse pur di sentirti su un piedistallo?
    Italia: 30.000 ebrei su 60 milioni di abitanti – Europa 1.500.000 ebrei su 746.000.000 di abitanti. GIUSTO PER SAPERE QUANTO ME LA DEVO FARE SOTTO PER LA LORO INCAZZATURA CONTRO LA SINISTRA ITALIANA ED EUROPEA…

  276. 310
    Carlo Crovella says:

    Ma c’entra, dai. Intendo dire che in genere i fautori del paradigma anni Settanta sono sostenitori dell’assoluta intangibilità della Costituzione in essere, che essi considerano il manifesto dei “valori” intoccabili in eterno (mentre la società è sensibilmente cambiata rispetto ai decenni di fine Novecento e il paradigma attuale e soprattutto prospettico NON è più direttamente collegabile alla Costituzione in essere)

  277. 309
    Matteo says:

    “Ricordo che la Costituzione è entrata in vigore nel 1948”
     
    Ma anche che lo Statuto Albertino è entrato in vigore nel 1848 e la monarchia è finita nel 1946.
     
    C’è qualcos’altro che non c’entra niente da citare?

  278. 308
    Carlo Crovella says:

    Ricordo che la Costituzione è entrata in vigore nel 1948

  279. 307
    Carlo Crovella says:

    @Genoria 2 -Tornando agli ebrei italiani. In tempi non sospetti rispetto alle ultimissime accelerazioni dello stridente contrasto “ebrei italiani – sinistra italiana”, (quindi per capirci fine ottobre circa), tornando da una gita in montagna con i mie amici ebrei torinesi, chiacchieravamo dell’attualità. Il discorso è scivolato di Sanders, di cui ammetto che io non avevo idee molto chiare, proprio perché “lontano” dalla realtà italiana (e NON rappresentativo della stessa). Ebbene già allora (cioè ben prima degli ultimi avvenimenti) i mie amici ebrei erano molto CRITICI verso Sanders, accusandolo di essere un “traditore”, nel senso che pare voler occultare le sue origini ebraiche per sedurre elettoralmente il più grande bacino di cittadini USA islamici o di origine araba, nonché quelli di colore o di altri comparti sociali (ispanici, asiatici). I mei amici ebrei 8quelli con cui faccio gite) sono sostanzialmente TRE. statisticamente non rappresentativi, in prima battuta, né nel mondo ebraico italiano né tento meno di quello europeo. tuttavia ho già spiegato che gli ebrei “si parlano” (lo fanno dalla notte dei tempi, bene prima di internet) per cui le varie comunità, non solo italiane ma europee, sono dei vasi comunicanti. opinioni così nette (come, nel caso di specie, considerare Sanders un “traditore”) è abbastanza difficile che siano espressioni isolate dell’opinione di singoli individui…

  280. 306
    Carlo Crovella says:

    @ Genoria. Tu stesso riconosci che NON c’è, in Italia “quella” sinistra (Sanders). Se non ha attecchito ci sarà ben un motivo… in ogni caso, ammesso di veder emergere un Sanders italiano, non è dietro l’angolo, per cui citarlo ora è del tutto fuori luogo. Quando, magari fra 20 anni, ci sarà una sinistra italiana con leader alla Sanders, si rifaranno i ragionamenti, ma accadrà fra almeno 20 anni, non prima. Parlarne oggi è solo manifestare una speranza personale (la tua), legittima, ma non è analisi della realtà puntuale.
     

  281. 305
    Matteo says:

    Costituzione del ’48? Confondere roma con toma, ebrei e israeliani, diritti universali e figli dei fiori, opinioni con realtà oggettive…
     
    il delirio continua al limite del deliquio.

  282. 304
    Carlo Crovella says:

    No, non è un problema “mio”, ma un problema “vostro”, cioè di chi crede nella fondatezza assoluta (cioè non mutabile nel tempo) dei parametri anni settanta (figli del ’68, per intenderci). Il mondo è cambiato e soprattuo sta cambiando vorticosamente, e voi non ve ne rendete conto veramente, perché pensate di “fermare” la realtà al paradigma Anni Settanta (libertà, diritti, Costituzione del ’48 ecc ecc ecc). La società sta cambiando direi quei giorno per giorno e alla velocità della luce. La rivoluzione copernicana del posizionamento degli ebrei europei (e italiani in particolare), che oggi sono in violentissimo contrasto con la sinistra e, viceversa, si sentono “compresi” se non addirittura “appoggiati” dalla destra (che è apertamente schierata con Israele), è solo uno dei tasselli della enorme rivoluzione complessiva della società. più tardi metabolizzerete tutto ciò 8ben la di là del tema “ebrei italiani”) e più scollamento avrete verso la “nuova” società.

  283. 303
    Placido Mastronzo says:

    Crovella #226

    Il mondo è cambiato, cari miei e, se continuate a ragionare con parametri anni Settanta, verrete travolti da un’onda socio-politica che è già in essere, ma che voi vi ostinate a negare solo per la vostra ottusità abissale.

    Ma cosa vuol dire?!?
    Il mondo è in continuo cambiamento (non può fare altro), e la marea nera che sale la vediamo tutti, ma le persone, tutte, hanno sempre bisogno delle stesse cose: rispetto, equità, giustizia.
    Se queste cose per te sono “parametri anni Settanta” è un problema tuo.

  284. 302
    Alòberto Benassi says:

    298) Auguri agli ebrei italiani che l’hanno scelta come compagna di strada.

    Si tanti auguri , perchè è come andare a braccetto con un serpente a sonagli.

  285. 301
    antoniomereu says:

    Jalis…non salis
     

  286. 300
    antoniomereu says:

    Chissà come è perché…(faccina ironica)ma mi vengono in mente i Jalisse e la loro canzone!:salis dal (arabo)
    compagno o commensale che sa intrattenere le persone e tenere alta la conversazione…
    Ma mi viene in mente spesso “sticazzi” !e applico.

  287. 299
    claudio genoria says:

    Tra parentesi, lo dico con una certa cautela, io ho rapporti di lavoro con Israele, che frequento, e ho contatti con molti israeliani, e nei confronti del loro sgomento, della rabbia e del senso di insicurezza che hanno fatto seguito ai fatti del 7 ottobre, ho provato – e provo – pena e comprensione. Se affermo che si dovrebbero fermare, lo faccio per sensibilità al dolore degli innocenti – loro direbbero eccessiva, e forse ci sta – ma anche perché penso che stiano seminando odio, e questo non va bene per il loro futuro. Per chiarezza.

  288. 298
    claudio genoria says:

    Crovella, io dico Sanders perché in Italia non c’è niente di simile. O forse è che ho vissuto troppi anni in Minnesota, come giustamente ricordi, e ho i figli con la doppia cittadinanza. In un certo senso il futuro lo vedo lì, almeno per loro. Ma se devo guardare all’Italia, all’Italia di oggi, non vedo niente o quasi. Vedo solo intellettuali, del resto, e ho smesso di votare. Gli intellettuali del passato, in particolare: lo stesso Fortini, che scriveva benissimo tra l’altro, oppure, sopra ogni altra cosa, Pier Paolo Pasolini.
    Parafrasi di una cosa scritta da Pasolini (sostituisco Nasser con Hamas e comunisti con sinistra): “L’unico modo per essere veramente amici dei popoli arabi in questo momento, non è forse aiutarli a capire la politica folle di Hamas, che non dico la storia, ma il più elementare senso comune, ha già giudicato e condannato? O quella della sinistra è una sete insaziabile di autolesionismo? Un bisogno invincibile di perdersi, imboccando sempre la strada più ovvia e più disperata?”. L’unico che ho sentito dire cose simili è Bernie Sanders. Ed è il motivo per cui la destra lo ha chiamato antisemita: perché ha detto di voler andar incontro al dramma palestinese. La destra (di ogni dove) fa ribrezzo. Auguri agli ebrei italiani che l’hanno scelta come compagna di strada.

  289. 297
    marco vegetti says:

    Crovella, Parenzo e Ricolfi rappresentano la “sinistra” italiana che tu vorresti, visto che li incensi tanto? Zitta e genuflessa?  Sul presidio all’Università, dai servizi della RAI si vede che  erano presenti forse (forse) 100 persone. Il presidio, lo dice l’ANSA, era indetto da partiti e associazioni pro-Israele, e la Comunità ebraica ha solo partecipato. A vedere foto e immagini, ben meno dei 1000 ebrei della Comunità di Torino. Quindi, non inventarti che rappresentassero TUTTI gli ebrei italiani, se non c’era neppure tutta la Comunità torinese.

  290. 296
    Matteo says:

    Mah, secondo me è un bel fascista chi bolla come sostenitori di Hamas (ma anche filoputiniani o no-vax) quelli che esprimono opinioni contrarie alle proprie, per esempio, come Luigi Florio, presidente dell’associazione Italia-Israele.

  291. 295
    Expo says:

    @294Nihil sub sole novi

  292. 294
    Carlo Crovella says:

    Ieri, mentre gli ebrei torinesi manifestavano, in modo convinto (cartello RETTORE VATTENE), ma civile, un corteo dei centri sociali è partito da un’altra sede universitaria con intenzione di interrompere la manifestazione degli ebrei. Tralascio fasi intermedie, ma poi la parte del corteo formata dai CENTRI SOCIALI voleva fisicamente interrompere la manifestazione degli ebrei. La polizia, in tenuta antisommossa, è stato abilissima e, senza alcuna degenerazione, li ha convogliati in vie collaterali fino a portarli davanti ad un altro ingresso del rettorato, opposto la nostro. Lì i centri sociali hanno fatto la loro contromanifestazione, con fumogeni e solite urla. la polizia è stata così abile che noi non ci siamo neppure accorti dell’accaduto. Lo abbiamo appreso stamattina dai giornali. Le cronache affermano, però, che i centri sociali volessero “interrompere” la manifestazione degli ebrei. Come? Solo con minacce verbali? Con spintoni? Con botte? Non sapremo mai, grazie alla polizia.
    Però resta il confronto evidente fra due modalità comportamentali: da un lato gli ebrei, convintissimi critici del rettore, ma civili nel modo di esprimersi. Dall’altra i centri sociali che volevano INTERROMPERE la nostra manifestazione: fosse anche solo verbalmente, sarebbe cmq stato un atto intimidatorio, da squadristi.
    Ora chiedo: chi è il VERO FASCISTA fra i due?
    La realtà quotidiana con la quale ci confrontiamo è questa, altro che Sanders…

  293. 293
    Carlo Crovella says:

    confermo la mia opinione che più la sinistra europea (italiana in particolare) pesta contro Israele, più gli ebrei europei 8italiani in particolare) si sentono attaccati in prima persona, più di arroccano su posizioni rigide e più “sostegno” fanno avere a Israele, che, rispetto al passato, sentono come una cosa sola con loro (gli ebrei europei). Effetto netto è che anziché sensibilizzare gli ebrei italiani sul tema diritti giustizia ecc (relativamente ai palestinesi), irrobustite il sostegno che dagli ebrei europei giunge a Israele nel continuare con la politica che sta perpetrando. Questo è l’effetto boomerang che ho già descritto doviziosamente. La sinistra italiana anziché alleggerire la situazione dei palestinesi, contribuisce a peggiorarla. Più tardi vi renderete conto di ciò e più danni contribuirete a fare a carico dei palestinesi.

  294. 292
    Carlo Crovella says:

    Ma che c’entra Sanders? Viviamo in Italia, la quotidianità ci propone gli episodi e i personaggi di casa nostra, non quelli d’oltre Atlantico… TU ti riconosci in Sanders, ma nella sinistra italiana quanti possono dirlo, con in più una esperienza di vita in USA come hai avuto la fortuna di vivere tu (in Minnesota se non ricordo male)… La realtà italiana è quella del nostri cortili. Se vai dagli ebrei italiani e chiedi di Sanders ti dicono “chi?”. Se vai dagli italiani di sinistra e chiedi di Sanders, il 99% non sa nemmeno di cosa (non dico di “chi”, ma di “cosa”) si stia parlando. In ogni caso, troppo comodo voler accettare come esponente di sinistra quello che “fa comodo”. La sinistra italiana è fatta (o anche fatta) dai centri sociali protagonisti delle recenti atti di “squadrismo” (definizione di Ricolfi), non dagli illuminati radical chic americani…

  295. 291
    Alberto Benassi says:

    Oggi gli ebrei italiani percepiscono che gli atteggiamenti fascisti arrivano loro dal mondo della sinistra e non da quello della destra.

    Invece penso che percepiscono male!!
    Sarebbe bene che guardassero bene al governo che c’è in Istraele più che alla sinistra italiana. Un governo fascista.
    Sarebbe bene che si ricordassero che anche loro hanno subito sterminio e deportazione.
    Stiano attenti a chi gli offre la mano destra…

  296. 290
    claudio genoria says:

    Expo 287 hahaha infatti
     
    Placido 284, “se le prendono” poteva anche starci: dalle manganellate all’epiteto di squadristi all’accusa francamente vergognosa di essere causa indiretta delle atrocità inferte agli innocenti – “più li fate arrabbiare, più infieriscono”… che però penso l’abbia detta solo Crovella e si è persa, per il bene della sua reputazione, nel mare magnum – io credo che le associazioni delle comunità ebraiche italiane – non solo gli amici di Crovella – dovrebbero darsi una calmata e, sì, proprio rileggersi il richiamo di Franco Fortini qui sopra ripubblicato: richiamo alle loro coscienze e alle loro memorie
     
    Crovella 288, Orsini, Rubio, Parenzo, per favore lasciali perdere, sono solo dei pagliacci. La sinistra in cui io mi riconosco è BERNIE SANDERS. Parlaci di Bernie, di come certa destra americana lo chiami antisemita (da anni). Gli ebrei italiani farebbero bene a scegliere con attenzione i propri compagni di viaggio, non vorrei si trovassero a fare salotto con qualcuno che, per l’appunto in salotto, tiene in bella vista la statua del duce. 

  297. 289
    Matteo says:

    “Io invece sono sempre più convinto che tutte le “critiche” collaterali (dalla lunghezza dei commenti, al “bombardamento”, agli errori ecc) siano solo pretesti per cercar di chiudere la bocca a chi ha il coraggio di esprimere chiaramente opinioni che si pongono in antitesi al mood che, certi lettori, considerano l’UNICO legittimato ad apparire sul Blog di Gogna. “
     
    E da cosa ti deriva questa tua convinzione?
    E cos’è questo “mood”?
    Non mi pare che tu sia l’unico che esprime opinioni contrarie a quelle di altri sui diversi argomenti.
    Di certo sei il più logorroico e ripetitivo dei commentatori, in particolare quando qualcuno commenta le tue fregnacce più palesi.
    Al massimo sei l’unico che spesso sembra cercare di capire quale sia l’opinione prevalente (o quella di alcuni che individui come nemici in particolare) per poi scatenarti nei ripetuti sproloqui logorroici e ripetitivi di cui sopra.

  298. 288
    Carlo Crovella says:

    @283 Se trattasi di errore (nel contenuto contesto apertamente tale tua tesi), ma se trattasi di errore, non è isolato al mio caso di “pazzo visionario”, ma coinvolge moltissime persone dai pensatori di sinistra caratterizzati da onestà intellettuale (Ricolfi), alla Comunità Ebraica torinese. Così come quella romana che ha denunciato Orsini e che Rubio (vedi sotto, non ho voglia di recuperare il num dei commenti). Per gli ebrei italiani se uno (chef Rubio) reclamizza un “coltello antisionista” è atto di “antisemitismo” e non di solo “antisionismo”. Se si trattasse di un episodio esclusivamente di antisemitismo, la denuncia a chef Rubio (e, in parallelo, quella a Orsini, per altre sue affermazioni) le avrebbe fatta un rappresentante di Israele, chessò l’ambasciatore di Israele in Italia. Invece quelle denunce le hanno formalizzate gli ebrei italiani, ovvero cittadini italiani, non cittadini di Israele (“Sion”). Il tema della percezione (degli ebrei italiani) è il punto chiave, al di là del fondamento o meno nella realtà oggettiva. Oggi gli ebrei italiani percepiscono che gli atteggiamenti fascisti arrivano loro dal mondo della sinistra e non da quello della destra.

  299. 287
    Expo says:

    @ 285
    Quod erat demonstrandum 

  300. 286
    Expo says:

    Parenzo e Molinari hanno potuto dire la loro ?
    Se si gli studenti possono contestarla nel merito , altrimenti e’ mero squadrismo intellettuale , che non vogliamo contestare xche siamo in mala fede e quegli squadristi sono i nostri beniamini , vorrei vedere che ridere se la stessa azione squadrista la facessero gli studenti di destra… 🙂

  301. 285
    Carlo Crovella says:

    Io invece sono sempre più convinto che tutte le “critiche” collaterali (dalla lunghezza dei commenti, al “bombardamento”, agli errori ecc) siano solo pretesti per cercar di chiudere la bocca a chi ha il coraggio di esprimere chiaramente opinioni che si pongono in antitesi al mood che, certi lettori, considerano l’UNICO legittimato ad apparire sul Blog di Gogna. Questo errore NON è commesso da Gogna (leggasi la partizione “Chi siamo” in alto a sinistra: scritta nel 2013, alla creazione del Blog), ma di chi vede in Alessandro Gogna un’icona di una certa filosofia di vita (inutile che la ridescriva, l’ho già fatto a iosa) ed erroneamente dà per scontato che questo blog sia il giornale di partito di tale filosofia. Sono questi “gognisti” che vanno in loop perché, su quello che loro considerano il “tazebao” di un certa ideologia, c’è uno o alcuni rompicoglioni che dicono in faccia che la realtà non è quella che quei lettori vorrebbero che fosse. A pure titolo di esempio, questo filone di personaggi vorrebbe che sul blog fosse solo scritto ISRAELE FASCISTA e invece io scrivo che sono i CENTRI SOCIALI PRO PALESTINA che attuano comportamenti FASCISTI. E quando cito altri (Ricolfi, Parenzo…) che sostengono la mia stessa idea, i lettori  scrivono “E chi se ne frega di Parenzo!”. Ergo: tutto pretestuoso solo per cercar di zittire le voci che descrivono la realtà “vera” e non quella che piace ad alcuni commentatori…

  302. 284
    Placido Mastronzo says:

    Al mio #283 leggasi “ma se la prendono”, non “ma se le prendono”.
    Errore di battitura.

  303. 283
    Placido Mastronzo says:

    Crovella al #217 e in altri commenti (come al solito) ad libitum: ti ripeto che per poter sostenere le accuse razzismo e antisemitismo verso gli studenti di Torino bisognerebbe dimostrare che gli studenti non protestano contro la politica dello stato di Israele, ma se le prendono con gli ebrei in quanto tali.
    Se non si è in grado di dimostrarlo, si tratta di fregnacce.
    E tirare fuori la fola della percezione di questo e di quello, o altri esempi di arrampicata sugli specchi, è totalmente inutile.

  304. 282
    Fabio Bertoncelli says:

    @ 281
    Cerca di capirmi: non volevo infierire sul buon Carlone mentre era impegnato in tre o quattro riunioni di lavoro, di partito, di condominio.
     
    Matteo, tu che te ne intendi: come si fa a inserire, tramite i tasti, una faccina che strizza l’occhio?

  305. 281
    Matteo says:

    “NON fare piú cose contemporaneamente! Altrimenti riescono male!”
     
    DISCLAIMER: Non fare più cose contemporaneamente però non assicura comunque che le medesime riescano bene.

  306. 280
    Fabio Bertoncelli says:

    @ 276
    […] nel mio ultimo intervento ci sono refusi connessi al fatto che sono in riunione “call”.
     
    Altro consiglio: NON fare piú cose contemporaneamente! Altrimenti riescono male!
    Per di piú, nel tentativo di difenderti, offendi chi si lamenta (“isterico”, “asilo infantile”, “balenghi”).
     
    P.S. Se questo è il tuo modo di fare anche nelle riunioni di lavoro o di partito, non oso pensare che cosa pensino gli altri partecipanti…
    P.P.S. So già che tu continuerai esattamente come prima.

  307. 279
    Fabio Bertoncelli says:

    @ 269
    “Il problema è quando vai in loop, cioè quando ti ostini a ripetere le stesse cose, quando non molli l’osso. Sembri a volte incredulo del fatto che gli altri la possano pensare in modo diverso dal tuo, e pensi che sia perché non ti hanno capito, altrimenti ti darebbero ragione.”
     
    Carlo, ora sei tu a dover incorniciare queste frasi.
    Tutti coloro che ti criticano nel forum lo fanno perché di opininoni differenti, qualunque esse siano, che siano giuste oppure no. Ti dirò: a volte sono pienamente d’accordo con te, come per esempio sul tema dell’affollamento in montagna e sulle soluzioni proposte (le condivido quasi tutte).
    Però NESSUNO sopporta i tuoi BOMBARDAMENTI a tappeto.
     
    P.S. Sistema la cornice sul comodino e, ogni sera, meditaci sopra.

  308. 278
    Expo says:

    @ 275In sintesi, si assite a numerosi tentativi di cannibalizzazione del Blog. lo si concepuisce come una lavagna dove hanno diritto a esser presenti solo i messaggi di un certo prientamento, declinati di volta in volta sul tema del giorno.CvdTaac !

  309. 277
    Expo says:

    @ 270 La Fed  e ogni banca centrale , non hanno nulla a che fare con la comune operatività bancaria privatistica, perchè sono enti afferenti la politica economica di uno Stato e sono adibiti al controllo degli aggregati monetari nel contesto dell’economia di un paese.Qui sotto come vengono nominati i vertici Fed :Il Board of Governors composto da sette membri nominati dal Presidente degli Stati Uniti e approvati dal Senato, resta in carica per un periodo di quattordici anni. Il Presidente ed il Vice-Presidente devono essere componenti del Board ovvero nominati dallo stesso ed il loro incarico ha durata quadriennale.

  310. 276
    Carlo Crovella says:

    Giusto per anticipare lo strappo delle vesti, con fare isterico, da parte delle vestali della grammatica (anche questo la giudico cosa da asilo infantile: badate invece ai contenuti, balenghi, che spesso manco li riuscite a focalizzare bene da soli, alla vostra età), avverto che nel mio ultimo intervento ci sono refusi connessi al fatto che sono in riunione “call”. Buona giornata!

  311. 275
    Carlo Crovella says:

    In sintesi, si assite a numerosi tentativi di cannibalizzazione del Blog. lo si concepuisce come una lavagna dove hanno diritto a esser presenti solo i messaggi di un certo prientamento, declinati di volta in volta sul tema del giorno. quindi messaggi pro palestinesi, oppure messagi liberi tutti in montagna oppure ancora tutti possono farsi pagare a portar gente in montagna ecc ecc ecc.
    chi ha veramente a cuore la qualità del Gogna blog dovrebbe plafonare l’attività di questi seguaci del falso politicamente corretto, piuttosto che fare pressioni per contenere lo spazio di espressione (di chi, evidentemente, dice cose che fanno fastiosio ai pretoriani del politicamente corretto).
     
    Cmq, la sinistra si è già inimicata gli ebrei italiani: se contiuate così li perderete strutturalmente. Contenti voi…

  312. 274
    Carlo Crovella says:

    4) Arriviamo al più bello. Al 246 riporto, papale palale, la dichiarazione di Parenzo (giornalista ebreo, storicamente di sinistra) che spiega ai “pacifisti di sinistra2 che l’opinione pubblica israeliana è coesa, compresi schieramenti in precedenza all’opposizione. nel 247 specifico che non si può scindere la guerra ad Hamas dal bombardamento indistinto su gaza, per il fatto che Hamas è mescolata alla popolazione. EBBENE, nel 249 viene detto “chi se ne frega di Parenzo!” ho controreplicato pochi numeri dopo, non ripeto.
     
    Ho citato alcuni esempi di interlocutori che, o per ottusità individuale o per mala fede, NON vogliono capire 8e guarda caso la cosa capita su ogni fronte del dibattito che sia il tema israelo-palestinese come i professionisti della montagna, i cannibali o il laricidio di cortina. E spesso sono costoro (non tutti, ma molti) che protestano o per la lunghezza degli scritti o per il numero o per la ripetitività o per questo o per quello. 

  313. 273
    Carlo Crovella says:

    2) Polemica se Ricolfi ha usato o meno il termine “squadristi” nella specifica intervista sull’episodio di Torino (190 e seg). Polemica del tutto stupida, perché ho ricostruito (perdendo del tempo mio) che, se è vero che detto termine non è stato espressamente citato nella intervista, Ricolfi lo ha esplicitamente usato in un articolo di 3 giorni prima riferendosi al comportamento degli studenti di Roma (Parenzo) e Napoli (Molinari), da lui accusati anche di razzismo e antisemitismo. Poiché nell’intervista sull’episodio di Torino, Ricolfi ribadisce le accuse di razzismo e antisemitismo conclamato, estendendole a tutte le azioni degli studenti dei centri sociali, mi è venuto naturale coinvolgere il termine “squadrista” anche al corteo di Torino, corteo che a sua  volta era della stessa natura. 
     
    3) Polemica “ottimizzare la cultura” vs “arricchire la cultura” (248 e deg). A parte che sono allibito che un primario ospedaliero si perda in tali meandri di spaccare il capello in otto sul piano terminologico, ma “ottimizzare” qui era riferito alla collaborazione fra università, che io “vedo” come se fossero aziende che stipulano una joint venture. Come si può non capire la fondatezza del termine “ottimizzare”, quando il fine è lo scambio e la consdivisione di nozioni scientifiche????
     
    CONT

  314. 272
    Carlo Crovella says:

    Genoria, condivido in pieno e cercherò di recepire i tuoi suggerimenti operativi. Tuttavia il loop (che a mio parer viene aumentato dalla riduzione delle battute – causa più commenti che devono “riprendere” i concetti…) è la diretta conseguenza di posizioni polemiche, a me antitetiche, che sono il frutto o di superficialità o peggio, di mala fede. Vanno chiarite le cose, ecco l’origine dell’insistenza.  Se del caso, a martellate. Se gli interlocutori prendono atto di ciò che riporto al mio primo intervento, non c’è bisogno che io scriva i successivi.
    Alcuni esempi di questa sequenza:
     
    1) Ho fatto copia e incolla di molte prese di posizioni ufficiali di autorità apicali (es Presidente Comunità Ebraiche italiane), vedi “CESSATE IL FUOCO LO DICIAMO NOI” (in ultimo rida me ripetuto al 161), e c’è ancora qualche “frescone” che non capisce che il punto chiave non sono i diritti assoluti dei palestinesi ma la percezione attuale degli ebrei italiani. Ho spiegato che le posizioni pro palestinesi della sinistra italiana ha fatto incazzare gli ebrei italiani, per cui avete innescato il risultato opposto rispetto allo spirito della lettera agli ebrei di cui all’articolo principale.
    CONT

  315. 271
    marco vegetti says:

    Immagino che ora la Comunità Ebraica italiana se la prenderà con il Presidente della repubblica perché ha osato pubblicamente elogiare la decisione del liceo di Cinisello di chiudere per la fine del Ramadan.
    Gli ebrei crovelliani se la legheranno al dito, e dopo “aver pensato” al Rettore di UniTo, si scaglieranno con il (LORO) Presidente della Repubblica perché filo-arabo…
     

  316. 270
    marco vegetti says:

    265: non tanto:
     
    La Fed ha una “struttura unica che è sia pubblica che privata” ed è descritta come “indipendente all’interno del governo statunitense”, con finalità pubblicistiche e con alcuni aspetti di natura privatistica. La Fed viene considerata una banca centrale indipendente perché le sue decisioni non sono ratificate da alcun organo del potere esecutivo o legislativo. 

  317. 269
    claudio genoria says:

    Crovella (266), sono d’accordo. Questo limite di battute è una gran sciocchezza, che mi farà perdere la voglia di fare commenti e anche la voglia di leggere quelli degli altri. Faccio notare che i commenti sono parte integrante di questo blog, tanto che sovente sono più interessanti dei post stessi, contengono segnalazioni, informazioni e aggiornamenti e sostanzialmente sono la vita del blog. Perché limitarne la lunghezza? Non ha senso. Di fatto, si tratta di un provvedimento ad personam: in parte, per accontentare le richieste di qualcuno. In parte, per frenare te o me o quelli come noi che scrivono tanto. Ora, cerca di capire: tu offri al blog un punto di vista diverso da quello della maggioranza degli utenti, non scrivi cose banali, lo fai con impegno e con serietà e questo dovrebbe esserti riconosciuto anche dai più fieri tra i tuoi avversari, o tra i più spazientiti. Il problema è quando vai in loop, cioè quando ti ostini a ripetere le stesse cose, quando non molli l’osso. Sembri a volte incredulo del fatto che gli altri la possano pensare in modo diverso dal tuo, e pensi che sia perché non ti hanno capito, altrimenti ti darebbero ragione. Ecco, lì dovresti invece fermarti e lasciar andare. Tutto qui. Io personalmente non ho nessun problema a leggere un commento lungo e, per quanto riguarda i tuoi, al di là della divergenza di opinioni che talvolta esprimo con animosità forse eccessiva, li leggo sempre con interesse. Meglio un commento lungo ma meditato, che uno corto, tranchant, buttato lì come un fallo a gamba tesa.

  318. 268
    Carlo Crovella says:

    Rileggetevi Parenzo al 246 e le mie precisazioni del 247

  319. 267
    Carlo Crovella says:

    Tornando al tema “Lettera agli ebrei italiani”, riporto che ieri pom ho fatto un salto alla manifestazione degli ebrei torinesi davanti al Rettorato di UNITO. Ho chiacchierato con persone che NON conoscevo. Le ho scelte apposta, perché le opinioni di quelli che conosco mi sono già note. Ho complessivamente raccolto una posizione di sensibile INCAZZATURA non solo nei confronti specifici del Rettore torinese (di cui chiedono esplicitamente le dimissioni e risulta che giri già, fra i docenti, la petizione in tal senso, con folta adesione), ma anche in generale verso il mondo della sinistra italiana, per la scelta di schierarsi pro palestinesi. Altro che fare appello agli ebrei italiani, come vorrebbe questa lettera datata 1989. La situazione è diametralmente cambiata: decenni fa gli ebrei europei pensavano a Israele come a una comunità lontana e slegata, ora si sentono una “cosa sola” con Israele. Quando qualcuno attacca Israele, loro si sentono attaccati in prima persona. Con le posizioni pro palestinesi, ve li siete giocati, gli ebrei italiani. Anche le chiacchierate di ieri mi confermano questa impressione.

  320. 266
    Carlo Crovella says:

    Genoria. L’ho già scritto ben prima di te, nel commento 64 dell’articolo Rinuncio ai mie diritti. Il mio citato commento è del 26 marzo ore 15,04. Il tuo 259 qui, delle 17.07, quindi successivo. In sintesi: ho sempre sostenuto (e Gogna lo sa benissimo) che mettere limiti di battute è un errore, li si aggira facilmente e l’effetto che si produce è peggiore della situazione che si voleva correggere. Evidentemente ci sono state svariate pressioni (le ho anche lette esplicitamente in commenti dei giorni scorsi, annegati nella moltitudine degli interventi). Chi ha “premuto” in quella direzione si deve render conto che ha fatto perdere un sacco di tempo a Gogna 8con notevole costo implicito a suo carico)  e probabilmente lo ha costretto a spender dei soldi per softwaristi vari e alla fine è peggio di prima. questo per dimostrare quanto “illuminati” siano i sostenitori di tali pressioni. D’latra parte non solo il solo ad aver aggirato il limite con la moltitudine di commenti, è prassi cui sono arrivati da soli anche altri commentatori. Ho già detto che assisteremo all’esplosione del numero dei commenti di ogni articolo. i vari commenti, in sequenza, si infileranno gli uni negli altri e chi vuole davvero seguire l’evoluzione del dibattito troverà ancora più faticoso e fastidioso.

  321. 265
    Expo says:

    @ 263
    Marco questa e’ una cazzata.
    La banca centrale esiste in tutti i paesi ed e’ uno strumento per adottare una politica espansiva o restrittiva degli aggregati monetari.

  322. 264
    marco vegetti says:

    Deportare i palestinesi non lede i diritti umani di cui la destra mondiale si riempie la bocca per l’Ucraina o le minoranze cinesi? Anche perché spostare secondo l’etnia è DEPORTARE… 

  323. 263
    marco vegetti says:

    Il PIL lo fanno le industrie militari e petrolifere dove nessuno pensa se sei ebreo o meno.
    Il problema è scontentare ad esempio il Texas, come sta succedendo, che ha la maggior parte del petrolio americano: e sono texani, prima che americani o ebraici. 
    Il PIL poi è una ridicolaggine statistica  per uno Stato che ha deficit di migliaia di miliardi di dollari e dove la moneta è stampata da un Ente privato (la Federal Reserve)…
     

  324. 262
    Fabio Bertoncelli says:

    “Prendere Roma per toma” (dal piemontese “capí Roma për toma”) è un proverbio popolare piemontese che significa confondere una cosa per l’altra o, per estensione, non capire nulla o essere tardi di mente (cfr. Wikipedia).
     
    Carlo, a Modena ribatterebbero cosí: “Ma va’ a fēr di gróll”.
     
    P.S. Per la traduzione rivolgersi ad Andrea Parmeggiani, modenese doc.
     

  325. 261
    Fabio Bertoncelli says:

    ———  IL  LOOP  ———
    @ 259
    “[…] ti rispiego – forse non hai capito – se dici di aver capito perché non mi dai ragione – ma allora non hai capito – no, guarda, l’ho già detto, ma ci riprovo – è incredibile, ma come fai a non capire – tu prendi roma per toma – ma” (limite raggiunto).”
     
    Questa me la metto in cornice!
     

  326. 260
    Expo says:

    Io ho la mia personalissima idea: nell’anno delle elezioni americane, meglio perdere un paio di milioni di voti della comunità ebraica che milioni e milioni di giovani, afro-americani o liberal.
     
    Tipo che Biden o Trump avrebbero difficolta’ a scegliere se scontentare il Pil del 40 % degli Usa o quello del 5% ?
     

  327. 259
    claudio genoria says:

    Crovella, probabilmente le persone che ti circondano si sono abituate a dirti sì, nel senso che a contraddirti non se ne esce: c’è qualcosa dentro di te che urla “ma come, se gliel’ho appena spiegato, come ha fatto a non capire? e come ha fatto, se ha capito – così dice – a non darmi ragione?!” e vai in loop. Ed è buffo, perché se Gogna credeva di avere ottimizzato la fruizione dei commenti, erigendo un argine alla tua prolissità, si ritrova invece a fare i conti con un’esplosione di tuoi commenti, decine di commenti all’ora, perché se certe lenzuolate funzionavano da valvole di sfogo, mi pare che il limite di battute faccia invece da tappo, esasperando la frustrazione e spingendoti sempre più nel loop del “ti rispiego – forse non hai capito – se dici di aver capito perché non mi dai ragione – ma allora non hai capito – no, guarda, l’ho già detto, ma ci riprovo – è incredibile, ma come fai a non capire – tu prendi roma per toma – ma” (limite raggiunto)

  328. 258
    Matteo says:

    Giuseppe, cosa stai a sindacare sul significato della parola ottimizzare.
    Stai parlando a un economista, uno che per definizione non si confronta con la realtà e per il quale i numeri non rispondono a leggi o regole ma hanno un valore magico-esoterico. 
    Se prendi due economisti non riusciranno mai a mettersi d’accordo su cosa causa un evento, cosa lo influenza e come o perché questo avvenga o evolva.
    Né prima, né durante, né dopo l’evento stesso.
    E dimostreranno con i numeri di avere tutti ragione, perlopiù inventandoli o inventando il modo di leggerli.
     
    Figurati il senso di una parola!

  329. 257
    Carlo Crovella says:

    Io per abitudine “parlo come mangio” (modi di dire torinese). Uso abitualmente il termine ottimizzare, lo uso almeno 20-30 volte al giorno in ambiente professionale (e ovviamente ci comprendiamo tutti), ma lo uso anche in senso metaforico (nel significato che ho già spiegato) e sinceramente è la prima volta che un interlocutore mi pone questioni, sia da parte di economisti che non economisti. Esempio lo uso abitualmente anche in famiglia su questioni di spicciola quotidianità (ottimizzare gli spostamenti, la lettura dei libri, l’uso dei pc ecc…) e nessuno si è mai messo a dire “sì, ma no, ma cosa, ma perché”. Ecc. Probabilmente è questione di diversa sensibilità personale. Intendo dire che il mio ottimizzazione della cultura è corrispondente al tuo arricchimento della cultura. Più cultura per tutti,  sia sul piano quantitativo che qualitativo. Ma non si può spaccare il capello in quattro su ogni termine usato, occorre avere anche la flessibilità di cogliere che cosa vien detto dall’altro. Non stiamo mica scrivendo la Treccani. Sarò che noi piemontesi siamo gente pragmatica, ma nei nostri dialoghi (pur con specializzazioni professionali diverse) ci capiamo senza tutte ste fisime. Ripeto: è la prima volta nella vita che mi sento fare problemi sull’adeguatezza o meno del termine “ottimizzazione”… bah…

  330. 256
    Giuseppe Balsamo says:

    @251
    Crovella, l’esempio che hai fatto era già chiaro prima e ti avevo anche già ringraziato, perché insisti?
     
    Ottimizzazione (quantitativa o qualitativa che sia) presuppone la definizione di un criterio (il più possibile) oggettivo di ordinamento, da applicare al soggetto sottoposto al processo di ottimizzazione, in modo da poter dire che la condizione “A” è migliore della condizione “B” (A > B).
    Così da scegliere quella più migliore di tutte (l’ottimo).
     
    Se il soggetto è “la cultura”, capisci che possono esserci criteri anche molto diversi a seconda dell’effetto che chi stabilisce il criterio vuole ottenere, e alcuni di questi non vanno proprio nella direzione dell’arricchimento.
    Potrei ritenere, ad esempio, che l’astronomia è materia inutile, tanto chissenefrega dei lontani corpi celesti, e quindi ottimizzare costi e tempi facendola sparire dagli atenei.
    Oppure che la cultura ebrea corrompe la purezza della nostra, e quindi ottimizzare rasandola a zero (ebrei compresi).
    Per dire…
     
     
    Sono un economista aziendale e il termine “ottimizzazione” per noi è molto chiaro
     
    Che lo sia per voi non lo metto in dubbio.
    Ma, quando si comunica con altri, il punto su cui mettere a fuoco il discorso non sei tu, sono gli altri.
     

  331. 255
    Carlo Crovella says:

    Infine: quando parliamo di spostamento dei palestinesi, tutti (io per primo) diamo per scontato che si tratti di spostarli in altri stati. In effetti penso che sia la soluzione più azzeccata: quelli di Gaza nel Sinai egiziano (in tempi relativamente brevi), quelli della Cisgiordania spartiti fra Giordania, Arabia, lo stesso Sinai e magari la Turchia (Anatolia) o altri, in tempi maggiori ma non lunghissimi. L’attuale Gaza, Israele la ricostruirebbe come la citta residenziale di Tel Aviv, dove invece il business sta espandendosi a macchia d’olio e ha bisogno di spazi commerciali (uffici ecc), per cui le abitazioni si sposterebbero tutte a sud (gli israeliani non ci mettono né “a” né “ba” a ricostruire una Gaza moderna e lussuosa e la collegheranno a Tel Aviv con un treno superveloce ogni mezz’ora…). Se l’Egitto NON vuole caricarsi i palestinesi, al limite li spostano nel deserto a due est, sopra Aqaba. Fantascienza? Può darsi, però… ricordate che io lavoro da 35 anni anche con ebrei e, se mi trovo bene da così tanto tempo con loro, significa che ho una testa molto simile alla loro. Se io faccio ragionamenti così, non c’è da stupirsi che loro li abbiano già fatti.

  332. 254
    Carlo Crovella says:

    Parenzo non è che sia una autorità ufficiale, è semplicemente un ebreo che sta riportando informazioni  dirette circa l’opinione pubblica israeliana. Peraltro cose che sostengo da tempo, nel senso che se la cittadinanza israeliana volesse cambiar governo,  potrebbe fare pressione sui rappresentanti parlamentari per farli propendere ad aprire una crisi di governo (dando per scontato che il futuro governo israeliano sarà più “pacifista” dell’attuale…). Ma nessuno nel governo in carica agisce in tal senso e, come segnala Parenzo, il “gabinetto di guerra” ha il sostengo anche di partiti in precedenza all’opposizione. Il gabinetto di guerra è installato da ottobre e da allora “bombarda” Gaza. E nessuno delle componenti del governo israeliano minaccia la crisi di governo. Solo la sinistra italiana continua a sostenere che il governo israeliano dovrebbe dimettersi. La risposta a questo cortocircuito la dà Parenzo (che, tra l’altro, è sempre stato su posizioni di sinistra…). bisogna conoscere gli ebrei per capirli, sennò si ragiona su questioni astratte, a tavolino. Ma la lor realtà è MOLTO diversa.

  333. 253
    Carlo Crovella says:

    @249 Guarda che sei tu che sei completamente “fuori” sul tema “spostamento palestinesi”. Mal comune di quasi tutta la sinistra: vedete le cose solo con fette di salame aprioristiche. Innazi tutto, la posizione degli USA di oggi (Biden) non conta una mazza, visto che vincerà Trump, la cui visione (“America First”) lo porta a preferire la soluzione delle grane lontane.  Per cui o  se ne sbatterà del tutto e lascerà Israele sterminare i palestinesi o avvallerà lo spostamento dei questi. I paesi collaterali:  gli ebrei sapranno compensarli, nelle trattative sono al top da sempre e hanno gli elementi (li ho già citati) da mettere sul tavolo della trattativa. Concludo ricordando che, specie su questo tema, ho sempre detto che io esprimo la mia personale posizione, ma che l’idea non è del tutto ignota agli israeliani ( ho già riportato il link all’articolo di Limes, datato novembre 2023). Anche per l’opinione pubblica israeliane è preferibile “allontanare” geograficamente i palestinesi, piuttosto che sterminarli: di sicuro NON vogliono tenerli lì a pochi km dai loro kibbutz. Lo avevo già percepito da tempo, ma la novità che colgo ora è che l’idea dello “spostamento” sta diffondendosi anche fra gli ebrei che risiedono da noi.

  334. 252
    Matteo says:

    Molto carina Giuseppe, ma mi pare più da matematico.
    Un ingegnere probabilmente direbbe che un numero reale non esiste se non come grossolana approssimazione della realtà, quindi 1+1 è circa 2  🙂

  335. 251
    Carlo Crovella says:

    @248 Sono un economista aziendale e il termine “ottimizzazione” per noi è molto chiaro e di uso più che quotidiano. E’ termine del nostro slang operativo quotidiano. Lo usiamo in via metaforica un po’ in tutti i risvolti, anche dove l’economia (come scienza) non viene applicata in modo diretto. “ottimizzare” le amicizie, “ottimizzare lo scialpinismo” per me sono affermazioni di uso spicciolo, dal significato chiarissimo e non vedo di cosa scandalizzarsi. ottimizzare la cultura, idem. Mi pare di aver dato un esempio molto chiaro: se io posseggo una nozione a te ignota e tu ne possiedi una a me ignota, collaborando ciascuno di noi “sale” a due nozioni. A me sembra un concetto talmente banale che sono basito se ne debba specificare i dettagli. Credo che coincida con il tuo “arricchimento” della cultura. infatti ottimizzazione NON è solo in termini quantititivi, ma anche e soprattutto qualitativi.

  336. 250
    Giuseppe Balsamo says:

    Il 2021 la campagna vaccinale era già in corso.
     
    vorrei che queste e altre considerazioni e valutazioni fossero fatte da ben altri che un povero pirla di un ingegnere
     
    Ah, su questo sono d’accordo (sul fatto che vadano fatte da altri, intendo, altrimenti la prossima volta saremo daccapo).
     
    Che vi conosco, a voialtri ingegneri…
    https://www.slideshare.net/ByronWillems/an-engineer-112
    (…così, giusto per stemperare i toni 😉 ).

  337. 249
    Matteo says:

    Con poca speranza ma prima che tu continui, ottimizzati li cervello e instillati nel cranio che di Parenzo non ce ne frega nulla, non riconosco alcun ebreo, ma solo persone di religione ebraica e sarà ben difficile che qualcuno accetti i palestinesi se mai volessero spostarsi.
    Se qualcuno dovesse deportarli con la forza credo andrebbe incontro a una reazione piuttosto dura (e gli USA hanno appena avvisato)
     
    Giuseppe, mi pareva aver scritto 2021, scusa.
    La fonte c’è (ISTAT) i conti li ho fatti al volo, sono puramente dimostrativi ma credo ben chiari.
    Infine non ho mai detto che “il vaccino è assolutamente inutile” in generale, ma per la classe 0-25 evidentemente si e i soldi buttati sarebbero stati ben più utili per altri scopi.
    Comunque vorrei che queste e altre considerazioni e valutazioni fossero fatte da ben altri che un povero pirla di un ingegnere che dovrebbe fare altro… 🙂

  338. 248
    Giuseppe Balsamo says:

    @242
    Vedi, Crovella, se tu avessi scritto “arricchimento della cultura”, ci sarebbero stati pochi dubbi sul significato della frase. L’uso del termine ottimizzazione, invece, si presta a interpretazioni. Ottimizzazione in che senso? Con quali criteri?
    Perché ottimizzazione può essere intesa anche come eliminazione di tutto quanto non in linea con una certa corrente di pensiero, o di tutto ciò che riguarda la ricerca pura, o quello che non ha ricadute militari o industriali ad esempio.
    Come fa un lettore, che non è nella tua testa, a disambiguare il significato e intendere quello che intendi tu?
    Quindi grazie per aver chiarito, nonostante il tono non proprio urbano utilizzato (un pò da cannibale, permettimi… 🙂 ).
     
    @245
    Matteo, dovresti, secondo me, esplicitare da dove hai preso i dati (o almeno a che anno si riferiscono, cribbio! 🙂 ), considerare altri effetti Covid oltre il decesso (come ti avevo già scritto), stabilire una volta per tutte una classe d’età (prima 0-40, ora 0-25, e poi ?) e, infine, considerare che il rapporto rischio/beneficio (che possiamo prendere come metro di utilità) varia da persona a persona (in particolare per i giovani).
    Quindi, dire che “il vaccino fosse assolutamente inutile” è un pò come dire che l’alzatacco non serve MAI 🙂

  339. 247
    Carlo Crovella says:

    Anticipo le solite frignate da bimbi dell’asilo. “Sì, ma Parenzo si riferisce alla lotta contro Hamas e non ai palestinesi nel loro insieme.” Peccato che Hamas sia mescolato ai palestinesi di Gaza, i miliziani non hanno una divisa e tendono a camuffarsi da normali palestinesi. La lotta ad Hamas non può che svilupparsi  come si sta sviluppando, cioè bombardando e invadendo Gaza. Evoluzione che comporta sofferenza e morte per tutti i palestinesi. Per cui, fra i due mali, meglio spostarli e allontanare il pericolo dagli israeliani. Questo è la mia posizione strettamente personale, ma (sia dai feedback dei miei amici sia da quello che si legge/sente in giro) è tesi che sta crescendo nell’opinione pubblica israeliana e alla fine anche nella comunità internazionale (il che significa USA in primis): pur di far terminare i bombardamenti a Gaza, opteranno per soluzioni di questo tenore. in più gli israeliani hanno molte carte da giocare in trattative con altri paesi arabi: soldi, condivisione di know how tecnologico e costruzione diretta di infrastrutture.

  340. 246
    Carlo Crovella says:

    Stralcio dall’intervista a David Parenzo, pubblicata sul sito UGEI-Unione Giovani Ebrei Italiani (11/2/24).
    D: Qualcuno vuole far credere che lo Stato ebraico oggi sia diviso, ma in realtà è più unito che mai.
    R: Non viene quasi mai ricordato come in Israele il Gabinetto di guerra del Governo abbia incluso anche Benny Gantz, un importante leader dell’opposizione che fino al 7 ottobre si opponeva alla leadership del Premier Benjamin Netanyahu. Il 90% della popolazione israeliana, da destra a sinistra, sostiene il governo di unità nazionale nell’offensiva contro Hamas. Se i pacifisti italiani non si domandano perché persone storicamente di sinistra oggi sostengano l’intervento militare contro il terrorismo e la liberazione degli ostaggi, non capiranno davvero a fondo quanto sta accadendo.

  341. 245
    Matteo says:

    “Davvero da ciò che ho scritto hai capito che “l’influsso del covid era così piccolo da essere irrilevante, rendendo perciò inutile la vaccinazione” ?
    Adesso sì che sono sorpreso”
     
    ‘azz’  Giuseppe, quanti 0-25 anni muoiono all’anno secondo te perché sono fuori casa sul totale? se tenerli a casa fa migliorare l’aspettativa di vita vuol dire che le morti di covid concomitanti sono molte di meno, cioé irrilevanti.
    Non ci credi eh?
    ISTAT cause di morte per anno ed età, 0-25 anni, 3118 morti, 27 covid (e magari contati pure amminkia)
    Per fare un paragone ci sono stati 36 morti di parassitosi
     
    Adesso dovresti essere sorpreso che qualcuno abbia voluto costringere a vaccinarsi gli studenti.

  342. 244
    Carlo Crovella says:

    E’ incredibile che si chieda cosa significhi un colloquio vis a vis con degli ebrei incazzati.  Se non ci arrivare da soli, vuol dire che non capite ‘na mazza di come è fatta la vita. Io ,i limito a dire che non vorrei esser nei panni del rettore. D’altra parte hanno già chiesto le sue dimissioni…

  343. 243
    Carlo Crovella says:

    Io convinto che sia meglio per i palestinesi stessi, esser spostati. E’ mia opinione personale. Tuttavia ravviso molti segnali che tale opinione si sti diffondendo sempre più fra gli israeliani e, di conseguenza, anche fra gli ebrei europei. Molti articoli si leggono in giro su tale argomento. Ne cito uno (Limes, novembre 2023)
     
    https://www.limesonline.com/rivista/per-gli-israeliani-il-destino-dei-palestinesi-e-nel-sinai-14647815/
    PER GLI ISRAELIANI IL DESTINO DEI PALESTINESI È NEL SINAI
    Netanyahu non riesce a gestire gli abitanti di Gaza, dunque vuole spedirli in Egitto. Ma non è la prima volta che lo Stato ebraico valuta tale soluzione. I tentativi del passato e i piani odierni. Perché Il Cairo potrebbe dire sì. Il nuovo ordine mediorientale e la cautela dell’Iran.

  344. 242
    Carlo Crovella says:

    @Ma non so, mi sembra di dover spiegare le cose ai bambini dell’asilo. 1) Nessuno deve avere l’obiettivo di lisciare gli ebrei, né singoli cittadini né le università. Solo che l’intensa sequenza di recenti episodio li hanno dapprima innervositi, poi feriti, ora fatti incazzare. 2) Ottimizzare la cultura: davvero non ci arrivate? Sono basito… E’ concetto autoesplicativo. In certi settori le università italiane sono molto più arretrate di quelle israeliane, abbiamo solo da guadagnarci a collaborare. A prescindere da ciò, in generale lo scambio culturale è arricchimento reciproco e pertanto “ottimizza” tutti e due (io imparo una cosa da te e tu impari una cosa da me. dopo, entrambi possediamo due nozioni anziché uno solo a testa).

  345. 241
    claudio genoria says:

    Balsamo, in linea di principio sono d’accordo. La lettera (indirizzata al Ministero degli Esteri) specifica questo: “la terza linea di finanziamento delle tecnologie ottiche potrebbe essere utilizzata per sviluppare devices di sorveglianza di ultima generazione, anche a uso bellico”. Il dr. Yuval Bar Yossef (autore della lettera pubblicata più sotto da Bertoncelli) lavora qui: https://saphyrion.ch/

  346. 240
    marco vegetti says:

    225 CROVELLA:
    Sinceramente non vorrei esser nei panni del rettore quando incontrerà vis a vis una delegazione di ebrei torinesi INCAZZATI.
    Perché? lo intimidiscono? Come dice Crovella, intimidazione=squadrismo? Lo picchiano? O, come penso io e credo molti altri, chi cazzo sono gli ebrei torinesi per intromettersi nelle decisioni di un Ente dello Stato Italiano? Perché a questo punto, qualsiasi razza, etnia, religione potrebbe fare lo stesso… 

  347. 239
    Giuseppe Balsamo says:

    Credo si dovrebbe entrare nel merito di questo specifico punto
     
    E’ un buon punto, Genoria.
    Non posso che risponderti con le parole di Terracini:
    Per principio sono contraria al blocco delle collaborazioni scientifiche in caso di conflitti.
    Le scienze hanno un afflato verso un valore universale che è la conoscenza disinteressata al di là di ogni frontiera.
    Nella comunità scientifica è più facile riconoscersi e comprendere le ragioni altrui.
    Smontiamo un luogo comune: non è vero che la ricerca scientifica abbia sempre un fine bellico e che gli scienziati siano acquiescenti.
    Dopodiché è chiaro che anche l’acqua, come qualunque cosa, può essere usata a fine bellico, come vediamo in questi giorni a Gaza.
    Se i temi del bando fossero stati sulla logica matematica o sulla paleontologia forse saremmo stati al 100% sicuri che la ricerca non sarebbe mai stata utilizzata come arma.
    Ma chiedo: lo sviluppo di una tecnologia immediatamente utilizzabile in guerra può passare per un bando aperto a tutti?“Fonte: https://ilmanifesto.it/vorrei-fare-una-lotta-contro-i-luoghi-comuni-velenosi-che-diffondono-odio

  348. 238
    marco vegetti says:

    Parte 2:
    Io ho la mia personalissima idea: nell’anno delle elezioni americane, meglio perdere un paio di milioni di voti della comunità ebraica che milioni e milioni di giovani, afro-americani o liberal. Gli USA sono già abbastanza in crisi nel mondo e a casa loro che non possono permettersi (troppi) passi falsi. Una bella figura di palta in Afghanistan, la debacle in Ucraina, le monarchie petrolifere arabe che iniziano ad allontanarsi per avvicinarsi alla Russia… Due terzi del mondo che cercano di svincolarsi da un’egemonia troppo a lungo durata (e fatta pagare cara)… Non è una combinazione se tutto questo si sussegue: ho smesso di credere alle combinazioni tanto tanto tempo fa… E’, secondo me e quindi senza generalizzare o etichettare come fai tu, paura. Esattamente come quella dell’Europa e dei venti di guerra che la leadership europea sostiene e alimenta. Finalmente Borrell l’ha detto: non ce ne frega niente del popolo ucraino, noi aiutiamo perché è nel nostro interesse e in quello americano. 

  349. 237
    marco vegetti says:

    Parte 1:
    L’avvallo USA alla deportazione dei palestinesi è una deduzione TUTTA TUA. La storia dello spostamento nel deserto è uscita dalla bocca del genero di Trump (che non conta nulla) e che comunque parlava del deserto del Negev che è ISRAELIANO. Quindi, sono TUE deduzioni. La REALTA’ é che comunque dopo mesi di veti, gli USA han lasciato approvare una risoluzione che non parla di aggressione di Hamas. Siccome tu sei Crovella e basta, non PUOI SAPERE perché e per come: puoi solo speculare. 

  350. 236
    claudio genoria says:

    il commento con il link viene continuamente bocciato, non c’è speranza (come per l’altro commento che ho cercato di postare in risposta a Grazia, bannato anche quello). passo e chiudo

  351. 235
    claudio genoria says:

    Tutto ciò premesso (si veda il commento precedente), la richiesta è di non finanziare ricerche che “potrebbero essere utilizzate per sviluppare tecnologia dual use, ovvero a impiego sia civile che militare”. Credo si dovrebbe entrare nel merito di questo specifico èunto, prima di giudicare il rettore dell’Univ. di Torino. (parte 3/4)

  352. 234
    claudio genoria says:

    Posto che “la Corte Internazionale di Giustizia ha emesso un’ordinanza nella quale si riconosce che vi è un rischio plausibile che Israele stia commettendo il crimine di genocidio a Gaza”, e che “la Federazione Internazionale dei Diritti Umani ha comunicato al Parlamento Europeo che la fornitura di armi a uno stato sospettato di commettere genocidio può configurare la complicità nel crimine”, (parte 2/4)

  353. 233
    claudio genoria says:

    Per qualche motivo i miei commenti vengono sistematicamente respinti (immagino per qualche automatismo e non volutamente, ma chi lo sa, forse ho dato fastidio a qualcuno). Comunque avrei un link da postare, che secondo me è interessante. Per sicurezza, farò dei copia-incolla. Inoltre, spezzerò l’intervento in quattro parti (per non sforare). Il link è alla lettera dei collettivi studenteschi. Ne estraggo le parti, secondo me, più interessanti ai fini di questa discussione. (parte 1/4)
     

  354. 232
    Giuseppe Balsamo says:

    Matteo, vabbè che non è mia intenzione farti cambiare idea, ma almeno non farmi dire cose che non ho detto per confermare la tua (idea).
    Grazie.
     
    P.S. Davvero da ciò che ho scritto hai capito che “l’influsso del covid era così piccolo da essere irrilevante, rendendo perciò inutile la vaccinazione” ?
    Adesso sì che sono sorpreso :O

  355. 231
    Matteo says:

    Balsamo hai detto che l’influsso del covid era così piccolo da essere irrilevante, rendendo perciò inutile la vaccinazione per tale categoria…appunto.
     
    Ma adesso basta davvero.

  356. 230
    Giuseppe Balsamo says:

    @229
    e tu indicamene anche uno solo
     
    Siamo fuori tema, telegrafico: confronti fra Paesi diversi soffrono di pesanti fattori confondenti; la mortalità giovanile è diminuita causa arresti domiciliari 🙂 ma ciò non implica che quella da Covid fosse zero (nè che la morte fosse l’unica conseguenza Covid).
     
    e qui magari ti sorprenderai
     
    Nessuna sorpresa, si poteva intuire.
     
    Trovo invece assolutamente assurda la frase
     
    Infatti. Anche io fatico ad associare le parole “ottimizzazione” e “cultura” nella stessa frase: non mi è chiaro il concetto che si vuole esprimere.
    Sarebbe anche interessante sapere, dato che non è obiettivo delle università, chi allora abbia come obiettivo il “lisciarsi gli ebrei“, e perché.

  357. 229
    Matteo says:

    Sui due punti da te sollevati, se vuoi, puoi trovare motivi (o spiegazioni) altrettanto buoni mache non coincidono con i tuoi.
     
    e tu indicamene anche uno solo… 
    “Per quel che può valere, trovo tuttavia triste (e sbagliato) che una università scelga la strada dell’esclusione”
     
    e qui magari ti sorprenderai ma tendo ad essere d’accordo con te (e con Terracini)
     
    Trovo invece assolutamente assurda la frase:
     
    “le decisioni delle università italiane devono esser improntate all’ottimizzazione della cultura”

  358. 228
    Carlo Crovella says:

    Ovvio che le decisioni delle università italiane devono esser improntate all’ottimizzazione della cultura e della ricerca scientifica. L’obiettivo delle università NON è lisciarsi gli ebrei. Solo che la lunga sequenza di episodi (nelle università di tutta Italia) degli ultimi mesi ha una chiara impostazione “razzista e antisemita conclamata” (per usar le specifiche parole di Ricolfi) e, di conseguenza, batti e ribatti, alla fine ha innescato l’incazzatura degli ebrei.

  359. 227
    Giuseppe Balsamo says:

    @220
    l’atteggiamento sull’ “epidemiologia” è questo per buoni motivi
     
    Non metto in dubbio che tu abbia ciò che consideri “buoni motivi” a supporto. E’ l’atteggiamento di (granitico) preconcetto che mi sorprende. Sui due punti da te sollevati, se vuoi, puoi trovare motivi (o spiegazioni) altrettanto buoni mache non coincidono con i tuoi.
     
    Riguardo a Di Segni, concordo che le sue parole non siano in linea con la definizione dell’IHRA da lei citata, e abbiano toni piuttosto propagandistici.
    Per quel che può valere, trovo tuttavia triste (e sbagliato) che una università scelga la strada dell’esclusione per manifestare la propria disapprovazione (che considero, invece, legittima). E questo per ragioni culturali, e non certo opportunistiche (tipo non far “incazzare” gli ebrei), che lascio volentieri a Crovella.
    In questo senso ho apprezzato molto le parole di Terracini, che ti ringrazio di aver riportato.
     
    P.S. A scanso di equivoci (e per prevenire una galoppata di Vegetti 🙂 ) trovo altrettanto sbagliata l’esclusione degli scienziati russi e la censura della cultura russa, quando, invece, sarebbe proprio il momento giusto per leggerli, i classici russi.

  360. 226
    Carlo Crovella says:

    Nel tardo pomeriggio andrò alla manifestazione sotto al rettorato torinese e porterò la mia solidarietà personale sia agli ebrei (torinesi, ma per estensione anche italiani) sia agli israeliani. Il mondo è cambiato, cari miei e, se continuate a ragionare con parametri anni Settanta, verrete travolti da un’onda socio-politica che è già in essere, ma che voi vi ostinate a negare solo per la vostra ottusità abissale.
     

  361. 225
    Carlo Crovella says:

    Idem per gli ebrei torinesi, che sono INCAZZATI NERI, per il tema generale e per il recente episodio in particolare. Ho potuto leggere informalmente la comunicazione ufficiale di protesta della Comunità Ebraica torinese (firmata dal suo presidente) e diretta al rettore. Per evidenti ragioni di riservatezza, io non posso diffonderla. Ma vi assicuro che il tono non è certo da “lettera d’amore”, anzi… Hanno chiesto un incontro di persona. Sinceramente non vorrei esser nei panni del rettore quando incontrerà vis a vis una delegazione di ebrei torinesi INCAZZATI.
     

  362. 224
    claudio genoria says:

    Bertoncelli (213 e 214). Questa la posto solo per vedere se finisco di nuovo in moderazione, come per la risposta a Grazia che ho cercato di pubblicare, senza successo, nell’altro thread (facendo eco alle parole del dr. Yuval Bar Yossef, me ne farò una ragione).
    (parte 1/2)

  363. 223
    Carlo Crovella says:

    Continuate a ragionare prendendo roma per toma. Cioè cercate il pelo nell’uovo sul piano razionale e direi quasi aristotetlico nelle posizioni degli ebrei, se la Di Segni ha capito bene o male la definizione dell’IHRA o se la strumentalizza ecc. Finché ragionate così, non capite nulla della attuale posizione ideologica ed emotiva degli ebrei italiani e più insistete a spaccare il capello in quattro sulle definizoni ecc e più li fate incazzare (e più si allontaneranno dal mondo della sinistra).

  364. 222
    Alberto Benassi says:

    Altro errore metodologico che molti di voi commettono: attribuite a me le affermazioni UFFICIALI che io riporto,

    Del resto sei il portavoce ufficiale del governo israeliano in Italia.

  365. 221
    Carlo Crovella says:

    Altro errore metodologico che molti di voi commettono: attribuite a me le affermazioni UFFICIALI che io riporto, papale papale (facendo copia e incolla), di esponenti ufficiali degli ebrei italiani. Nello specifico la Presidente della UCEI. Sono quindi parole sue: che poi io le condivida in pieno, poco rileva. 
     
    ESEMPIO (fine gennaio)
    “CESSATE IL FUOCO LO DICIAMO NOI”
     
     
    Di Segni (Presidente UCEI): “Cessate il fuoco delle parole lo diciamo noi a chi continua ad accusare Israele di crimini di guerra e genocidio, con slogan basati sulla nazionalità e sulla fede, dando credito solo alla propaganda di Hamas e nuova vita a pregiudizi che speravamo estinti”.

  366. 220
    Matteo says:

    Balsamo grazie, avevo trovato l’articolo ma mi era sfuggita la parte in cui di Segni deforma la definizione di IHRA. Confermo il mio precedente giudizio sul soggetto
     
    l’atteggiamento sull’  “epidemiologia” è questo per buoni motivi:
    1) confronta il numero dei morti attribuiti al covid in Germania con quelli in Italia e spiegami come sono stati numerati…di qui o di la sicuramente conteggi amminkia da spiegare.
    2) considerando che l’anno del covid la mortalità tra 0 e 40 anni è diminuita rispetto agli anni precedenti darei per certo che il vaccino fosse assolutamente inutile. O hai altre spiegazioni?
     
    Et de hoc satis, che siamo fuori tema
     
     

  367. 219
    Carlo Crovella says:

    @216 Certo, e chi lo nega? con la differenza che chi (come me) è su posizioni filo israeliane, non si sottrae alla responsabilità morale e infatti sostiene che sia meglio per i palestinesi esser spostati (deportati) piuttosto che sterminati. Se vogliono a tuti i costi rimanere lì, Israele non si fermerà.
    Il problema etico della sinistra, specie italiana, è che vi “battete” a sostegno dei palestinesi, ma (per il già descritto effetto boomerang) contribuite anche voi a farli stare peggio. Se foste intelligenti, anche voi spingereste per il loro spostamento. Quindi, a parità di bombardamenti su Gaza, nella sinistra c’è una contraddizione incurabile, nei filo israeliani no.

  368. 218
    Carlo Crovella says:

    Circa risoluzione ONU di ieri sono gli stolti (eufemismo…) non capiscono che è tutto un teatrino ipocrita. intanto dura solo per il Ramadam (fino 10 aprile), poi Israele ottiene in cambio la restituzione degli ostaggi (da verificare all’atto pratico, ma intanto ottiene questo impegno formale… e potrà sempre rinfacciarlo se non onorato), infine l’amministrazione Biden è un morto vivente, non solo per il rimbambimento di Biden in persona, ma perché tutti sanno che Trump è accreditato di vincere a novembre. E Trump è schierato con Netanyahu e parlano già di ricostruire Gaza, “liberata” dai palestinesi. quindi l’attuale manfrina serve per far passare a futuro avvallo USA allo spostamento (alias DEPORTAZIONE) degli palestinesi da Gaza.

  369. 217
    Carlo Crovella says:

    Il 22 marzo Ricolfi rilascia l’intervista in cui commenta l’episodio di Torino e, commentando l’andazzo universitario generale nelle università italiane, parla esplicitamente di “razzismo e antisemitismo conclamato”. Poiché Ricolfi è fortemente critico verso i collettivi studenteschi, ci può stare la MIA estensione del termine “squadrista” anche agli studenti torinesi. Contestate questa estensione? Non è un problema, passiamo oltre: Ricolfi li coinvolge nelle sue accuse generali, che sono ben più gravi (“razzismo e antisemitismo conclamato”). Fra le due ipotesi, “squadristi” è un’accusa più leggera.
     

  370. 216
    Placido Mastronzo says:

    Crovella al #170:

    Ebbene: continuate a non capire che, dal semplice commento individuale su un blog su su fino alle prese di posizioni ufficiali (es la decisione del Senato accademico di Torino e altre), anziché sensibilizzare gli ebrei italiani, li offendete e li fate incazzare. Ogni giorno di più. E più gli ebrei italiani si incazzano e più si arroccano su posizioni di sostegno a Israele. E, di conseguenza, Israele si sente, ogni giorno di più, sempre più “spalleggiata” dai suoi confratelli italiani ed europei. E quindi Israele prosegue sempre più la sua politica anti palestinese. Quindi state alimentando un meccanismo che aumenta anziché diminuire i danni a carico dei palestinesi.

    Arrivo a dire una cosa provocatoria, ma che non è tanto distante dalla realtà: per ogni bambino di Gaza che morirà, c’è, a monte di tutto, una corresponsabilità comportamentale della sinistra europea e italiana in particolare. Per il meccanismo che ho descritto sopra.

    Se fosse vero, questo implicherebbe automaticamente che la stessa “corresponsabilità comportamentale”, in quota almeno uguale, andrebbe ascritta anche a chi supporta direttamente, senza se e senza ma, la politica di Israele.

  371. 215
    Carlo Crovella says:

    Riepiloghiamo (perché non sono io che faccio il minestrone…). Il 19 marzo Ricolfi pubblica un articolo, dove (vedi estratto, copiato papale papale, nel mio 202) lui accusa gli studenti che impediscono di parlare di “AZIONI EFFETTIVAMENNTE SQUADRISTICHE”. Si riferisce ai fatti di Roma (Parenzo) e Napoli (Molinari). Ma (parole dirette di Ricolfi) “anche ai numerosi casi del passato in cui –spesso in nome dell’antifascismo- è stata negata la parola a personaggi sgraditi ai collettivi studenteschi”.
    CONTINUA

  372. 214
    Fabio Bertoncelli says:

    [CONTINUAZIONE]
     
    Se fossi in Lei, considererei seriamente l’ipotesi di dimettermi dall’incarico, dopo aver esposto la Sua comunità accademica al ludibrio internazionale.
    Per quanto ci riguarda, l’ambiente scientifico israeliano produce innovazioni di rilevanza mondiale e riceve ogni anno miliardi di dollari di investimenti da Stati Uniti ed altri paesi avanzati (compresi, con Sua buona pace, alcuni stati arabi del Golfo).
    Posti di fronte all’atroce ipotesi di non poter collaborare con l’Università di Torino, ce ne faremo una ragione.
     
    Distinti saluti
    Dr. Yuval Bar Yossef

  373. 213
    Fabio Bertoncelli says:

    Egregio Rettore [dell’Università di Torino],
    come scienziato italo-israeliano nel settore dei laser e dell’ottica quantistica, desidero con la presente esprimere il mio più sincero disprezzo e disgusto per la decisione presa dal vostro Senato Accademico di esprimere la sua solidarietà ad Hamas proclamando, con gesto isolato e non imitato neppure dall’ateneo della “rossa” Bologna, il divieto al vostro personale docente di partecipare al bando di collaborazione scientifica con Israele.
    Comprendo che, o per affinità ideologica o perché intimidito dalla teppaglia dei collettivi, invece di chiamare i Carabinieri perché sgomberassero il Rettorato Lei abbia voluto dichiararsi, come un certo personaggio del primo capitolo dei Promessi Sposi, “disposto sempre all’obbedienza”, ma così facendo si è posto idealmente in comunanza con tutti i suoi predecessori che, in altra epoca, sottoscrissero senza farsi domande l’espulsione dei professori ebrei dall’università italiana.
     
    [CONTINUA]
     
     

  374. 212
    Giuseppe Balsamo says:

    Non è quanto riportato da Crovella.
     
    Crovella ne ha dette tante, ma se ti riferisci al #148 (come da tuo intervento) la dichiarazione di Di Segni è in quell’articolo de Il Foglio.
    Puoi trovarne un estratto qui:
    https://www.osservatorioantisemitismo.it/articoli/la-presidente-ucei-noemi-di-segni-esprime-la-preoccupazione-delle-comunita-ebraiche-per-il-clima-di-odio-nelle-universita-verso-gli-studenti-ebrei/
    che riporta le stesse parole citate da Crovella (e Il Foglio come fonte):
     
    Quanto alla statistica sull’epidemiologia, tu dammi i dati e poi se ne parla“Se l’atteggiamento è questo:
    Continuo a pensare che i numeri collegati all’epidemia siano e siano sempre stati tutti dati amminkia (per usare un eufemismo)
    o questo:
    ti dico subito che non può che finire con la franca ammissione che il vaccino è servito solo sopra i cinquanta-sessant’anni
    non c’è dato in grado di scalfire le tue marmoree certezze che io possa darti (oltre al dettaglio che non è mia intenzione farti cambiare idea su alcunchè).

  375. 211
    Matteo says:

    Non è quanto riportato da Crovella.
     
    Quanto alla statistica sull’epidemiologia, tu dammi i dati e poi se ne parla

  376. 210
    Giuseppe Balsamo says:

    P.S.
    Mi sono accorto che l’indirizzo al sito de “Il Foglio” da me inserito non funziona, in quanto il sistema ha automaticamente convertito due trattini in un tratto unico fra “polizia” e “6343077” (un pò come succede quando convertela punteggiatura in faccine, ma non ditelo a Bertoncelli 🙂 ).
    Volendo accedere occorre modificare a mano l’indirizzo (comunque l’articolo è per abbonati).

  377. 209
    Giuseppe Balsamo says:

    @207
    Bravo Matteo, quella di andare a cercare l’informazione direttamente alla fonte, senza pregiudizi, mi sembra davvero un’ottima idea!
    Se tu applicassi questo metodo anche alla statistica e all’epidemiologia, faresti bingo! 🙂
     
    @208
    La dichiarazione è stata resa da Di Segni a Il Foglio (articolo disponibile in abbonamento):
    https://www.ilfoglio.it/politica/2024/03/19/news/di-segni-ucei-grave-il-clima-nelle-universita-ci-vuole-la-polizia–6343077/
    (trovarla “non era poi così difficile!” 🙂 ).
    Poi (parzialmente) ripresa anche da altri.

  378. 208
    Matteo says:

    Come si vede Crovella, prendendola per buona, cita la Di Segni che piega la definizione ai suoi fini. 
    Mi pare che gabellare una definizione falsa sia sufficientemente squalificante e definisca bene chi lo fa e tutte le sue affermazioni e quindi tutti i “ragionamenti” che ne conseguono.
     
    A margine, io non so da dove Crovella abbia tratto la dichiarazione attribuita alla Di Segni e quanto questa sia fedele: se lo fosse qualificherebbe anche lei.
    E questo non sarebbe antisemitismo, ma l’opposto, ovvero applicare gli stessi criteri a un gentile e a una ebrea.

  379. 207
    Matteo says:

    Al numero 148 il nostro scrive:
    “La già citata Presidente delle Comunità ebraiche afferma: “Sarebbe già un bel segnale il recepimento della definizione di antisemitismo adottata dall’Ihra. In quella definizione non si fa solo riferimento agli ebrei, ma anche alla conseguente demonizzazione dello stato di Israele.”
    (Ihra = International Holocaust Remembrance Alliance).”
     
    Quindi sono andato a cercare la definizione della IHRA e l’ho trovata qui (non era poi così difficile!):
    https://holocaustremembrance.com/resources/la-definizione-di-antisemitismo-dellalleanza-internazionale-per-la-memoria-dellolocausto
     
    La definizione dice (copi-e-incolla dal sito ufficiale)
     
    “L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei. Manifestazioni di antisemitismo verbali e fisiche sono dirette verso gli ebrei o i non ebrei e/o alle loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici utilizzati per il culto.”
     

  380. 206
    Placido Mastronzo says:

    Crovella al #203:

    Mi è venuto naturale estendere il termine squadrista anche agli studenti torinesi: nei fatti sono stati intimidatori.

    Stando a quanto si vede nel video de La Stampa, questo è falso.
    Perché ci sia un’intimidazione è necessario che ci sia una minaccia, con atti e/o parole, cosa che NON mi sembra di vedere nel video, dove invece ci sono un gruppo di studenti che entra pacificamente nella sala, una studentessa che legge un comunicato, i senatori che assistono tranquilli: dov’è l’intimidazione?
    Se sei a conoscenza di altri fatti (non supposizioni o impressioni tue o di altri), per favore indica la fonte.
     
    Ti prevengo: non si tratta di “questioni terminologiche” (argomento che usi per sviare il discorso e/o delegittimare chi non la pensa come te), ma di sostanza.
    “Intimidatorio” ha un significato ben preciso. Così come “razzista” e “antisemita”, accuse, converrai, piuttosto gravi, che andrebbero provate, ad esempio dimostrando, se ne sei in grado, che gli studenti non stanno contestando la politica dello stato di Israele, ma si scagliano contro gli ebrei in quanto tali (e per favore risparmiaci l’ennesima iterazione della fola dell’antisionismo che coincide con l’antisemitismo).

  381. 205
  382. 204
    marco vegetti says:

    Non una parola su quanto riportato dalla prof. Terracina, niente sul chiarissimo video della sabauda La Stampa. 
    Niente sui doppi standard ebrei/russi.
    Niente sulla delibera del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e su Nethanyu che si scagli contro gli USA che ora devono, secon CC, stare attenti.
    Niente neppure sulle intimidazioni che Crovella si inventa a nome degli ebrei italiani/europei.
    Solo solito fumo negli occhi…

  383. 203
    Carlo Crovella says:

    In un precedente articolo Ricolfi contrappone due episodi. Da un lato l’accusa di “squadrismo” della professoressa romana (sostenitrice della brigatista rossa) ai giovani di Forza Italia che hanno  interrotto la sua lezione. Dall’altro i centri sociali che, in nome del “dissenso”, hanno impedito gli interventi di Parenzo e Molinari. Mi è venuto naturale estendere il termine squadrista anche agli studenti torinesi: nei fatti sono stati intimidatori. La sostanza non cambia granché: ebrei incazzati neri e Ricolfi che non le manda a dire ai centri sociali

  384. 202
    Carlo Crovella says:

    Ricolfi: Qual è il confine fra la libertà di espressione e il diritto di manifestare il dissenso?
    Difficile non rilevare il doppio standard con cui la questione viene affrontata, specie a sinistra. Da un lato, una breve, silenziosa, interruzione di una lezione come quella attuata dai giovani di Forza Italia, viene classificata come squadrismo, dall’altro azioni effettivamente squadristiche vengono derubricate a legittime manifestazioni del dissenso nei casi, sempre più numerosi, in cui a un relatore viene impedito fisicamente di parlare. Penso a quel che è successo nei giorni scorsi al giornalista David Parenzo, o al direttore di Repubblica Maurizio Molinari, ma anche ai numerosi casi del passato, in cui – spesso in nome dell’antifascismo – è stata negata la parola a personaggi sgraditi ai collettivi studenteschi.

  385. 201
    marco vegetti says:

    Ultim’ora:

    L’Onu chiede il cessate il fuoco a Gaza per la prima volta, Usa si astengono. La reazione di Netanyahu contro Washington”
    Ora gli USA devono stare attenti, vero Crovella?

  386. 200
    marco vegetti says:

    COME SEMPRE, messo di fronte alla realtà fantasiosa dei suoi scritti adesso ci dice che non solo non dovremmo prestare attenzione a COME scrive, ma anche a QUELLO che scrive.
    Altrimenti ci concentriamo su piccolezze…
    E invece lui, uomo da sempre di destra, sa benissimo come dovrebbe essere la sinistra: silenziosa, assuefatta, piegata a suo piacimento e soprattutto pensare come la (sua) destra.
    Crovella è un genio, lo vedrei bene a un talk show in TV o su uno scranno del Parlamento. Posti dove sono abituati a dire tutto e il contrario di tutto, ovviamente urlando, non ascoltando gli altri e offendendo l’altrui intelligenza. 

  387. 199
    marco vegetti says:

     ma una forma inedita di razzismo, che perseguita o invita a perseguitare le persone non per gli atti di cui sono responsabili, ma i loro caratteri ascritti: etnia, nazionalità, sesso.
    E’ per questo che hanno vietato ai pianisti e ballerini russi di esibirsi? Non per gli atti personali ma per etnia nazionalità sesso? Ricolfi su questo (e Crovella nemmeno) hanno niente da dire?
    PS – Il termine squadristi che Crovella si inventa viene, guarda caso, dalla sua “cultura”… E naturalmente, non dice MAI “sì, l’ho attribuito io a Ricolfi erroneamente” ma ci costruisce sopra e come sempre svicola….

  388. 198
    Carlo Crovella says:

    Cito (spesso) Ricolfi, che ammiro da decenni, perché (non solo in questo specifico episodio) è un esponente di come dovrebbe essere la sinistra. Attenta ai valori della sinistra, certo, ma caratterizzata da onesta intellettuale al di sopra del tornaconto campanilistico di schieramento. Quando c’è da dire ai collettivi studenteschi pro Palestina che sono “razzisti e antisemiti”, Ricolfi lo fa senza tanti peli sulla lingua.
     
    Piuttosto che incaponirvi (come peraltro fate abitualmente, tra l’altro è il male tipico della sinistra italiana) in questioni terminologiche e/o di fonti ecc, preoccupateci di come vi ponete nei confronti degli ebrei. State sbagliando su tutto il fronte. E’ paradossale, ma (oltre a danneggiare i palestinesi perché Israele sui sente maggiormente spalleggiata dagli ebrei europei) con l’atteggiamento in atto la sinistra sta letteralmente spingendo la grande comunità ebraica nelle braccia della destra. Domani, davanti al Rettorato di To, ci saranno i centristi e Forza Italia, chissà magari il prossimo passo sarà vedere Fratelli d’Italia a sostegno di manifestazioni degli ebrei italiani. Contenti voi!

  389. 197
    Matteo says:

    Ho trovato l’articolo di commento alle dichiarazioni di Ricolfi da cui hai preso le tue frasi…metodo ineccepibile di andare alle fonti.
    In questo caso paragonabile all’attendibilità e bontà delle stesse

  390. 196
    Placido Mastronzo says:

    Non capisco perché ti ostini a tirare in ballo Ricolfi (tranne ovviamente perché il suo punto di vista ti fa comodo per tentare di corroborare le tue tesi), che può scrivere quello che vuole, ma NON è inconfutabile a priori: mica è il Papa!
    Comunque, in ogni caso, i commenti #191 e #192 non fanno altro che confermare il mio #190.
    E poi basta guardare il video pubblicato da La Stampa (vedere sotto il link) perché ognuno giudichi se c’è stata o no intimidazione. Punto.

  391. 195
    Carlo Crovella says:

    Ecco: il confronto in diretta fra la posizione di un intellettuale di sinistra illuminato come Ricolfi, caratterizzato da onestà intellettuale al di sopra del campanilismo di schieramento, e la generale faziosità della sinistra, qui rappresentata dal 193, la dice lunga sul perché gli ebrei si sentano traditi dalla sinistra, che purtroppo (per la sinistra) non è sulle posizioni illuminate di Ricolfi. Gli ebrei apprezzano prese di posizioni alla Ricolfi, mentre quelle generali della sinistra (es 193, ma non solo) li offendono/feriscono e quindi li fanno incazzare sempre di più.

  392. 194
    Carlo Crovella says:

    In conclusione la questione se Riclofi abbia o meno usato il termine “squadristi” è irrilevante: ha dato loro dei razzisti/antisemiti conclamati (non so cosa sia peggio fra le due ipotesi). Li ha stigmatizzati aspramente e altrettanto ha fatto nei confronti sia del Rettore (sulle cui dimissioni si schiera favorevolmente) sia del Senato accademico.

  393. 193
    Matteo says:

    Non conosco Ricolfi e non so se quanto riportato l’abbia scritto davvero, ma se fosse l’unico commento possibile sarebbe “gran bel coglione!”

  394. 192
    Carlo Crovella says:

    Ho trovato, al volo, un pezzo del Ricolfi pensiero. Se non usa il termine “squadristi”, bolla cmq gli studenti intransigenti (e cita esplicitamente quelli dei centri sociali) di “razzismo e antisemitismo conclamato”. Insomma: atti di intimidazione. Se non hanno spaccato i tavoli, non è che l’episodio in sé non sia “intimidatorio”: di fatti Ricolfi accusa il rettore di esser stato sottomesso e ne chiede le dimissioni.
     
    Luca Ricolfi: “Caso Torino? Gli atenei rimangano zone franche”/ “L’antisemitismo è conclamato”

  395. 191
    Carlo Crovella says:

    Dopo la mozione del Senato Accademico di Torino, Luca Ricolfi parla di “antisemitismo conclamato” in un’altra intervista su La Stampa. “A mio parere, quello cui siamo di fronte non è semplicemente antisemitismo ma una forma inedita di razzismo, che perseguita o invita a perseguitare le persone non per gli atti di cui sono responsabili, ma i loro caratteri ascritti: etnia, nazionalità, sesso. È la fine della civiltà liberale, che era basata sulla tolleranza, che era basata sulla tolleranza, e sul principio di responsabilità personale”. Nelle università italiane, secondo il sociologo, sta accadendo “quello che accade da 60 anni, per ora con frequenza inquietante: si impedisce di parlare a chi la pensa in modo non gradito ai collettivi studenteschi”.

  396. 190
    Placido Mastronzo says:

    Bene. Quindi, ricapitolando:
    1. Ricolfi NON ha mai bollato come “squadristi” gli studenti di Torino.
    2. Sei stato tu, a più riprese, a usare il termine “squadristi” nei commenti di questo articolo (basta fare una ricerca), e l’hai usato a sproposito: lo dimostrano le dichiarazioni di Susanna Terracini e il video pubblicato su La Stampa.
    A latere, e a mio modestissimo parere, Ricolfi sbaglia ad usare il termine “prevaricazioni”, perché, a quanto è dato sapere (vedi sopra), gli studenti hanno fatto la loro pacifica dimostrazione e i membri del Senato hanno votato in piena libertà: dove sarebbe la prevaricazione?
    PS
    Mi auguro sia superfluo precisare che chiunque sia in disaccordo con la decisione del Senato Accademico possa legittimamente dimostrare il proprio dissenso.

  397. 189
    Carlo Crovella says:

    Il prof. Ricolfi forse non ha usato il termine squadristi (non ricordo adesso con precisione millimetrica), ma ha esplicitamente detto che episodi, come quello dei centri sociali che “premono” sul Senato accademico di To, sono un  “razzismo che ci arriva dall’antifascismo”.
    Ho già riportato il copia e incolla del titolo della sua intervista (l’intera intervista nel quotidiano online è leggibile solo per gli abbonati). Ripeto ancora quanto copiabile:
     
    Luca Ricolfi: “A Torino un rettore sottomesso, è una forma di razzismo”
    Il sociologo: «Si policizza tutto, ma la ricerca dovrebbe essere una zona franca. È inquietante che queste prevaricazioni siano fatte in nome dell’antifascismo»

  398. 188
    Placido Mastronzo says:

    Me la prendo con te, Crovella, perché sei stato tu a dare degli “squadristi” agli studenti.
    Se l’ha fatto anche Ricolfi, citami dove. Altrimenti non fargli dire quello che fa comodo a te.

  399. 187
    Matteo says:

    “Se non bastassero le dichiarazioni …la “busiarda” in persona pubblica il video””
     
    Il che dimostra in modo plastico, se ce ne fosse ancora bisogno, come si possa essere ebrei o di sinistra (o quel che volete voi) e dire lo stesso idiozie e falsità.
     
    Ma anche che credere e diffondere notizie solo perché mi conviene, si adatta alla mia posizione o anche perché lo dice uno della mia parte vuol dire essere stupidi o in malafede. 
     
    Sit injuria verbis

  400. 186
    Carlo Crovella says:

    @183 arriva arriva, sta tranquillo

  401. 185
    Carlo Crovella says:

    Chiarisciti con il Prof. Ricolfi e non con me. E’ lui che ha definito (pubblicamente) “razzismo che giunge dall’antifascimo” quell’azione dei centri sociali.
    In ogni caso, ognuno giochi le sue carte: in quell’occasione una frangia della sinistra (i centri sociali) si è espressa per interrompere le collaborazioni son Israele? E lasciate che gli ebrei si esprimano con una manifestazione contro la decisione del Senato, a prescindere se l’azione dei centri sociali sia stata “squadrista” o meno. Il punto è un altro. Ci arrivate a capire che gli ebrei italiani ora gradiscono il sostegno che arriva a loro da centro e centro-destra e NON apprezzano invece le azioni pro palestinesi (che gli ebrei vivono come attacchi diretti a loro stessi)?

  402. 184
    Placido Mastronzo says:

    Se non bastassero le dichiarazioni di Susanna Terracini (“nessuna irruzione”), la “busiarda” in persona pubblica il video della seduta del Senato Accademico, da cui si può vedere  con quale violenza i membri del Senato sono stati obbligati a votare la mozione che prevede di interrompere la partecipazione ad un bando istituito dal MAECI (relativo alla collaborazione con atenei israeliani) per l’anno in corso, e solo per quel bando.
    Ognuno giudichi con i propri occhi.
    LA STAMPA – Israele: l’Università di Torino blocca i contratti di ricerca scientifica
    Ovviamente è legittimo essere in disaccordo con le richieste degli studenti, ma sostenere che abbiano forzato le decisioni del Senato, oppure addirittura abbiano usato metodi antidemocratici mi sembra pura (e faziosa) fantasia.

  403. 183
    Matteo says:

    A proposito Carlo, quando inizia la tua campagna di educazione pubblica di “refusi premeditati”?

  404. 182
    Carlo Crovella says:

    Non ripudio nessuna affermazione, perché sono TUTTE realistiche e fondate. La 166 non è mia, ma della Presidente dell’UCEI (un’ebrea!). La 171 riguarda l’intervista rilasciata dal prof. Ricolfi a La Stampa. Circa 170 il “succo” che vi infastidisce, ma proprio per la sua fondatezza:
     
    Se davvero volete che Israele “allenti la presa” sui palestinesi, la sinistra  deve cambiare completamente strategia e riconquistarsi l’attenzione e la considerazione degli ebrei italiani (europei in generale), sennò la situazione in essere a Gaza continuerà (o, forse, addirittura si appesantirà) e i palestinesi morti non faranno altro che decuplicarsi…

  405. 181
    Carlo Crovella says:

    Nell’annuncio io ho evidenziato in neretto i “partecipanti” che fanno “riflettere”: gli ebrei gradiscono il sostegno che sta arrivando a loro da partiti centristi o addirittura di centro-destra (Forza Italia), mentre non arriva dalla sinistra. Meditate, gente, meditate…

  406. 180
    Carlo Crovella says:

    Aderiscono all’iniziativa di martedì: Associazione radicale Adelaide Aglietta; Comunità Ebraica di Torino; UGEI – Unione Giovani Ebrei d’Italia; Studenti per le Libertà; AIMS Overseas; Associazione Marco Pannella; Forza Italia Giovani; Italia Viva; +Europa Torino; Radicali Italiani; Piemonte Libertà; Italia Liberale e Popolare; Libdem; Associazione Anahita; Associazione SetteOttobre; Istituto Liberale

  407. 179
    Matteo says:

    Questo vostro cercare di influenzare il Senato accademico ritengo sia una provocazione squadristica e intrinsecamente violenta…almeno fintanto che tu ripudi le tue affermazioni come quelle al #166, 170, 171
     
    E mi raccomando: ricordate ai partecipanti che Il colore nero deve essere evitato

  408. 178
    marco vegetti says:

    Invece cacciare 300 scienziati russi che lavorano al CERN è democraticissimo!

  409. 177
    Carlo Crovella says:

    HO APPENA RICEVUTO: Martedì 26 marzo alle ore 18:00 faremo un presidio sotto il Rettorato dell’Università di Torino, contro la decisione del Senato Accademico di non collaborare con le università israeliane. Saremo uniti in una manifestazione nonviolenta per dire che quel che è accaduto è intollerabile e un precedente estremamente pericoloso, che non può passare in sordina…

  410. 176
    marco vegetti says:

    Poi, tra 10 anni, i bambini rimasti orfani dei genitori sotto le bombe sugli ospedali a Gaza, prenderanno in mano gli AK47 e spareranno agli israeliani. E loro a frignare “ce l’hanno con noi” senza rendersi neppure conto di come hanno agito e del perché qualcuno ce l’avrà con loro. Sappi Crovella che anche  il piccolo palestinese reso orfano da una bomba israeliana a gaza se la legherà al dito e prima o poi la farà pagare… 

  411. 175
    Carlo Crovella says:

    Continuate così e vi date la zappa sui piedi: pensate di fermare Israele e invece, inimicandovi sempre più gli ebrei italiani, contribuite a rafforzare la sua convinzione a proseguire.

  412. 174
    Matteo says:

    “Immagino che la vs (e non solo vs) intenzione si quella”
    e come al solito immagini male…
     
    “Arrivo a dire una cosa provocatoria,”
    e come al solito dici una cazzata
     
    “Se davvero volete che Israele “allenti la presa” sui palestinesi”
    l’unica speranza è trattare Israele come qualunque altro stato che abbia messo in atto politiche razziste o omicide (Sud Africa, Cambogia, ecc.) smettendola con le cazzate parareligiose sulla razza ebraica e la sua eccezionalità.

  413. 173
    marco vegetti says:

    E naturalmente al Crovella quello che dice l’ebrea Terracina non interessa. Sarà pure ebrea ma non segue il filone crovelliano… Zac, tagliata fuori

  414. 172
    Alberto Benassi says:

    Arrivo a dire una cosa provocatoria, ma che non è tanto distante dalla realtà: per ogni bambino di Gaza che morirà, c’è, a monte di tutto, una corresponsabilità comportamentale della sinistra europea e italiana in particolare. Per il meccanismo che ho descritto sopra.

    Ma vai a CAGARE, VERGOGNATI !!!

  415. 171
    Carlo Crovella says:

    Ricordo che Luca Ricolfi è notoriamente di sinistra e ha definito “razzismo” le azioni squadristiche, specie ma non solo dei centri sociali, come ad esempio quella di Torino.
     
    Concordo con il professore, che leggo e stimo da decenni per la sua onestà intellettuale. Ma il punto non è neppure la fondatezza o meno della definizione di Ricolfi. Il punto è che posizioni come la sua, per quanto provenienti da un personaggio “di sinistra”, sono molto apprezzate dal mondo degli ebrei. Viceversa i continui attacchi, sia individuali che istituzionali, che accusano Israele di crimini di guerra e demonizzano tutti gli ebrei, sono vissuti “male” dagli ebrei. Se volete riconquistarli, dovete seguire la “via Ricolfi”, non la via “centri sociali”.

  416. 170
    Carlo Crovella says:

    Sinceramente, siete voi “di sinistra” che, pervicacemente e ostinatamente, non riuscite a cogliere il vero punto della questione.
     
    Vedo che vale anche per voi l’antico detto “errare è umano,  perseverare diabolico”. 
     
    Faccio un ultimo tentativo per ricapitolare la situzione:
     
    Immagino che la vs (e non solo vs) intenzione si quella di “fare appello” agli ebrei italiani per sensibilizzarli sul tema dei diritti umani, al fine di innescare una corrente di pensiero che, dagli ebrei italiani (e, per estensione, europei tutti), prema sui loro confratelli israeliani, affinché allentino/interrompano l’azione contro i palestinesi (in particolare a Gaza, ma anche in Cisgiordania). Immagino che questo sia l’obiettivo strutturale, sennò non vedo cosa cavolo ve ne freghi si “sensibilizzare” gli ebrei italiani.
     
    Ebbene: continuate a non capire che, dal semplice commento individuale su un blog su su fino alle prese di posizioni ufficiali (es la decisione del Senato accademico di Torino e altre), anziché sensibilizzare gli ebrei italiani, li offendete e li fate incazzare. Ogni giorno di più. E più gli ebrei italiani si incazzano e più si arroccano su posizioni di sostegno a Israele. E, di conseguenza, Israele si sente, ogni giorno di più, sempre più “spalleggiata” dai suoi confratelli italiani ed europei. E quindi Israele prosegue sempre più la sua politica anti palestinese. Quindi state alimentando un meccanismo che aumenta anziché diminuire i danni a carico dei palestinesi.
     
    Arrivo a dire una cosa provocatoria, ma che non è tanto distante dalla realtà: per ogni bambino di Gaza che morirà, c’è, a monte di tutto, una corresponsabilità comportamentale della sinistra europea e italiana in particolare. Per il meccanismo che ho descritto sopra.
     
    Se davvero volete che Israele “allenti la presa” sui palestinesi, la sinistra  deve cambiare completamente strategia e riconquistarsi l’attenzione e la considerazione degli ebrei italiani (europei in generale), sennò la situazione in essere a Gaza continuerà (o, forse, addirittura si appesantirà) e i palestinesi morti non faranno altro che decuplicarsi…

  417. 169
    Placido Mastronzo says:

    Definire “squadristi” gli studenti di Torino farebbe sbellicare dal riso, se non fosse offensivo nei confronti della Storia.
    Mi auguro non ci sia bisogno di ricordare che gli squadristi erano armati, si accanivano con la violenza su persone e cose, e si macchiarono di svariati omicidi.
    Quindi non confondiamo le acque, per favore.

  418. 168
    Giuseppe Balsamo says:

    Crovella, ho cercato di spiegare gli intenti del mio intervento, ma, devo constatare, con scarsi risultati.
    E’ evidentemente colpa mia: non sono riuscito a essere sufficientemente chiaro. Pazienza.
    Ciao.
     
    P.S. Magari sbaglio, ma scrivere degli ebrei, in generale, che “un semplice commento su tale blog, se non tiene conto di questo loro “sentiment”, non solo non li farà ragionare, ma li farà sentire sempre più attaccati“, come se si trattasse di una massa di adolescenti in preda a pulsioni ormonali, mi fa pensare che tu ne abbia un’opinione veramente bassa (oltre che sopravvalutare un tantino sia il blog che il commento di Balsamo, aggiungerei 🙂 ).
     
    P.P.S. Riguardo alla dichiarazione (da te citata), vorrei attirare la tua attenzione sulle parole “con slogan basati sulla nazionalità e sulla fede“.
    Esattamente quanto indicato nell’esempio di IHRA da me riportato.

  419. 167
    Matteo says:

    E Susanna Terracini, direttrice del Dipartimento di Matematica, ebrea e presente ai fatti, dice:
    “non c’è stata nessuna irruzione dei collettivi…le riunioni del Senato Accademico non avvengono mai a porte chiuse…hanno fatto una dichiarazione e sono usciti in modo civile”
     
    E questo sistema il rettore sottomesso, gli atti razzisti e le posizioni gradite agli ebrei italiani in un colpo solo.
     
    La dottoressa Terracini ha votato contro l’esclusione delle università israeliane dal bando, come aveva già votato contro l’esclusione dei contatti con le università russe e giustifica questa posizione con le parole:
    “l’uso della fame e della privazione degli elementi fondamentali per la vita, come i medicinali, è aberrante. Perciò insisto nel dire che è dovere della comunità accademica non interrompere nessun canale di comunicazione e anzi trovarne altri” 
     
    E questo sistema anche tutte le altre fesserie che continui a sostenere.

  420. 166
    Carlo Crovella says:

    Repetita juvant
     
    Dichiarazione della Presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane
    Fine gennaio 2024 
    CESSATE IL FUOCO LO DICIAMO NOI 
    Noemi Di Segni (Presidente UCEI): “Cessate il fuoco delle parole lo diciamo noi a chi continua ad accusare Israele di crimini di guerra e genocidio, con slogan basati sulla nazionalità e sulla fede, dando credito solo alla propaganda di Hamas e nuova vita a pregiudizi che speravamo estinti”.

  421. 165
    Carlo Crovella says:

    Un esempio di pensatore di sinistra “illuminato”: il prof. Ricolfi, che ha insegnato per tutta la vita all’Università di Torino (ora è in pensione da qualche anno, ma continua a scrivere libri e articoli a valanga). Seppur esplicitamente e storicamente di sinistra, è sempre stato caratterizzato da una eccellente onestà intellettuale. E sul recente episodio di Torino, non le manda a dire: rettore sottomesso e gli atti squadristi, come quelli perpetrati dai centri sociali, sono forme di “fascismo” che paradossalmente deriva dall’originario antifascismo (visto che i centri sociali sono di sinistra). Tale attività Ricolfi le giudica una forma di razzismo.
     
    Ecco questo tipo di posizioni è gradita agli ebrei italiani, mentre chi gira le spalle a Israele o la attacca apertamente (come i centri sociali) li fa solo incazzare. Sempre di più.
     
     
    https://www.lastampa.it/torino/2024/03/22/news/luca_ricolfi_rettore_torino_universita_sottomesso-14165145/
     
    Luca Ricolfi: “A Torino un rettore sottomesso, è una forma di razzismo”
    Il sociologo: «Si policizza tutto, ma la ricerca dovrebbe essere una zona franca. È inquietante che queste prevaricazioni siano fatte in nome dell’antifascismo»

  422. 164
    Carlo Crovella says:

    Balsamo. stai compiendo un errore di strategia, anzi un doppio errore. Sono basito che non lo capisci da solo, anzi insisti. Mi soffermo perché è l’errore comportamentale tipico della sinistra, specie italiana.
     
    Primo errore: attribuisci a me il riferimento all’IHRA. Sbagliato. Io non sapevo neppure che esistesse tale istituzione. La citazione dell’IHRA è stata fatta da Noemi De Segni, presidente dell’Unione Comunità Ebraica Italiane (UCEI). E’ una autorità apicale della grande collettività ebraica italiana, per cui è rappresentativa della posizione ideologica attuale degli ebrei italiani. 
     
    Tale presidente scrive TESTUALMENTE (io faccio solo copio e incollo): “Sarebbe già un bel segnale il recepimento della definizione di antisemitismo adottata dall’Ihra. In quella definizione non si fa solo riferimento agli ebrei, ma anche alla conseguente demonizzazione dello stato di Israele.”
     
    Tu ritieni che sia un’interpretazione “sbagliata” della definizione espressa dall’IHRA? Magari hai pure ragione sul punto, ma dove sbagli è che l’errore NON lo compio io (che manco sono ebreo), bensì un’autorità apicale rappresentativa degli ebrei italiani. Sbagliano quindi gli ebrei italiani? Può darsi ma è’ con loro che dovete confrontarvi e non con me. magari gli ebrei sbagliano ma se la pensano così, non ne cavate un ragno dal buco ad affrontarli sistematicamente in modo polemico. Anzi li fate incazzare sempre di più.
     
    E mi pare proprio che in queste ultime 3-4 settimane, il livello di incazzatura degli ebrei italiani sia notevolmente cresciuto. Lo ravviso nelle chiacchierate informali con i mie amici e lo ravviso leggendo le dichiarazioni ufficiali delle rispettive autorità rappresentative, nonché in certe decisioni quali la denuncia di chef Rubio che ha mostrato un coltello “anrtisionista”. NON un coltello antisemita, ma un coltello antisionista: e lo denunciano NON i sionisti, ma i semiti!
     
    Qui si innesta il tuo secondo errore, che è trasversale a tutta la sinistra. Lo stop ripetendo da una vita, ma siete proprio di coccio! Tu dici che esprimi la tua opinione (sull’operato di Israele), pensando che gli ebrei la “rispettino” come legittima opinione di un altro cittadino, nel contesto di un dibattito quasi asettico e distante dalle situazioni oggettive. Loro non si sentono così, seduti tranquilli in una tavola rotonda. Loro si sentono attaccati e chi attacca Israele (fondatamente o no), attacca loro. Cosi gli ebrei percepiscono l’attuale contesto. Anche un semplice commento su tale blog, se non tiene conto di questo loro “sentiment”, non solo non li farà ragionare, ma li farà sentire sempre più attaccati e quindi li spingerà sempre più ad arroccarsi. E più gli ebrei europei si arroccano e più danno sostegno a Israele e più Israele proseguirà nella sua politica. Per cui con modi di fare come il tuo, paradossalmente, state accentuando il fenomeno che vorreste cercare di attenuare.

  423. 163
    Giuseppe Balsamo says:

    @151
    Che poi tale percezione degli ebrei (che li porta a considerare l’antisionismo come una componente interna dell’antisemitismo) sia un errore concettuale,non è cosa sulla quale ottenete risultati a polemizzare con me. Semmai dovreste “dialogare” direttamente con il mondo ebraico e provare a “convincerlo”“.
     
    Crovella, non c’era nessun intento polemico nei tuoi confronti (a che scopo?), nè, tantomeno, un tentativo di convincere chicchessia (e me ne guardo).
     
    Ho solo indicato un elemento fattuale: a oggi la posizione dell’IHRA (da te citato) è quella di non ritenere espressioni di antisemitismo le critiche mosse a Israele come se fosse un qualsiasi altro paese.
    Pertanto, penso proprio di poter affermare che, per me, Israele, tramite il suo esercito, sta commettendo atrocità a Gaza così come la Russia in Ucraina, senza, per questo, essere tacciato di antisemitismo (e nemmeno di antisionismo, ma questo è un altro discorso). Con buona pace dei tuoi amici ebrei.
     
    Ho, inoltre, espresso un’opinione personale (mi pare che ancor si possa, giusto?) : per me è sbagliato confondere il popolo ebraico con Israele (e lo stesso per qualunque popolo e il rispettivo Stato o governo) e pernicioso associare i termini antisemitismo e antisionismo.
    E lo scrivo per quel che vale: senza pretese d’aver ragione, d’esser rappresentativo di qualcuno o qualcosa (se non me stesso) o voler convincere qualsivoglia persona.
    E sempre con buona pace, tua e dei tuoi amici ebrei 🙂

  424. 162
    marco vegetti says:

    161 Chissà com’è che la Corte dell’Aja ha reputato plausibile le denunce per genocidio presentate contro Israele… 

  425. 161
    Carlo Crovella says:

    Il tema centrale della Lettera agli ebrei italiani NON è che cosa intenda fare Israele, né cosa implica l’attentato di Mosca, ma cosa pensano gli ebrei italiani dei giorni nostri (e non del 1989) e la loro accertata propensione a considerare “antisionismo e “antisemitismo” fusi uno nell’altro, per cui chi attacca Israele, attacca tutti gli ebrei (così la vivono gli ebrei stessi).
     
    Altro esempio di questo fenomeno, di cui sembra che la sinistra non riesca a capacitarsi (e di conseguenza si inimica gli ebrei italiani).
     
     
    Dichiarazione della Presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane
    Fine gennaio 2024
     
    CESSATE IL FUOCO LO DICIAMO NOI
     
    Noemi Di Segni (Presidente UCEI): “Cessate il fuoco delle parole lo diciamo noi a chi continua ad accusare Israele di crimini di guerra e genocidio, con slogan basati sulla nazionalità e sulla fede, dando credito solo alla propaganda di Hamas e nuova vita a pregiudizi che speravamo estinti”.

  426. 160
    marco vegetti says:

    Io, a differenza dell’Occidente che dopo due ore dall’attentato già diceva l’Ucraina non c’entra è stato l’ISIS (in latino; excusatia non petita…) basandosi su chissà quali prove, ho dei dubbi da ingenuo sull’ISIS.
    1 – Soldi: mai sentito che i terroristi dell’ISIS hanno agito per soldi
    2 – Volti coperti nei filmati pre-attentati: mai successo prima
    3 – La bandiera dell’ISIS alle spalle degli attentatori è attaccata con lo scotch: mai visto prima visto che l’ISIS ha sempre curato molto la parte mediatica
    4 – Gli attentatori vestono gli stessi indumenti sia nel messaggio che nell’attentato: davvero strano, come se fosse stato fatto di fretta poco prima dell’azione
    5 – Gli attentatori sono vivi e scappavano: prima volta nella storia degli attentati dell’ISIS
    6 – Gli attentatori hanno agito con coordinazione e precisione ma senza esplosivi dunque gli attentatori erano addestrati visto che non è semplice tale coordinamento: addestrati prima ma il filmato di “rivendicazione” a ridosso dell’azione. L’ISIS ha sempre usato attentatori suicidi con molto esplosivo, qui no.
    7 – Il filmato dell’azione dell’attentato come e da chi è stato inviato dagli attentatori (in diretta) all’ISIS?
    8 – Gli attentatori nel filmato parlano tagijco, e non si sente nessun Allah Ackbar, slogan distintivo di ogni attentato ISIS.
    9 – Domanda: perché gli attentatori stavano guidando verso l’Ucraina (catturati nell’oblast di Bryansk, ricordo che Krasmìnogord è a nord ovest di Mosca, non a sud!)) e non verso Lituania o Lettonia (più sicure) o non sono rimasti semplicemente nascosti fino al calmarsi delle acque?

  427. 159
    marco vegetti says:

    Ma hai idea di cosa scrivi, vero?
    Perché in effetti non è chiarissimo cosa voglia fare a questo punto Israele a Gaza. Non credo vogliano spingersi fino al livello di atrocità distruttiva dell’esercito russo in Cecenia, Siria e Ucraina. Ma ci stanno andando vicino. 
    Se non te ne sei accorto, Gaza non c’è più… 
    E, giusto per, tutti bravi a ricordare Grozny e Aleppo, ma vi siete scordati di aggiungere al-Raqqa rasa al suole, oooops, dagli americani…. Ah, già loro sono quelli buoni!

  428. 158
    Carlo Crovella says:

    “Propaganda antisemita”. Chef Rubio e Orsini indagati per odio razziale
    La posizione espressa in questi mesi ha portato la comunità ebraica di Roma a presentare due distinte denunce nei confronti di Gabriele Rubini, conosciuto come Chef Rubio, e del sociologo Alessandro Orsini, professore spesso interpellato dalle trasmissioni tv per commentare la difficile situazione geopolitica.
     
    La comunità ebraica non ha gradito certe uscite di questi due personaggi, e per tale ragione lo scorso 24 gennaio ha deciso di procedere con le querele, “per plurime e reiterate condotte integranti i reati di propaganda istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa” oltre che per diffamazione aggravata. È stato ricordato, ad esempio, il coltello antisionista con manico in legno d’ulivo postato da Rubio su X-Twitter.
     
    … “Nel caso del professore Orsini c’è un’opinione chiaramente animata da un pregiudizio antisemita nei confronti dello Stato di Israele“, viene indicato nel documento presentato per la querela.
     
    … Quanto a che Rubio, la comunità punta il dito anche sui suoi post. “Tutti i commenti, soprattutto quelli successivi al 7 ottobre, sottolineano ed evidenziano il concetto di sionismo= terrorismo“, dichiara. Non solo. L’episodio più eclatante sarebbe stato la pubblicazione delle immagini raffiguranti un pugnale con doppia lama recanti il commento “Coltello antisionista con manico in legno d’ulivo“.
     
    (Per la cronaca: il pm Erminio Amelio di Roma, dopo le denunce, ha aperto un fascicolo d’indagine)
     
    COMMENTO C.C.: è uno degli esempi di quello che sostengo e che a voi non 2piace” accettare perché vi scombussola sul piano ideologico. Non sono io (Carlo Crovella), che manco sono ebreo, che desidero “confondere” antisionismo e antisemitismo. Sono gli ebrei che, la giorno d’oggi, ragionano così. Infatti se la Comunità ebraica di Roma denuncia un individuo perché ha mostrato un “coltello antisionista”, significa che detta comunità italiana si sente attaccata. In teoria dovrebbero incazzarsi solo i “sionisti”, non i semiti e invece di incazzano i semiti. Analogamente, la denuncia verso Orsini parla di “pregiudizio antisemita nei confronti dello Stato di Israele”. Questa frase è prova provata che sono gli ebrei italiani che ormai mescolano senza più distinzione “antisionismo” e “antisemitismo”.
     
    Pertanto finché la sinistra (italiana in particolare) continua ad attaccare Israele, fa scattare la reazione incazzata dell’intero mondo ebraico e non dei soli cittadini israeliani o dei soli sostenitori del sionismo. Non riuscite a capire questo? Vi rivelate piuttosto tonti. E pensate che gli ebrei siano comprensivi verso la vostra “tontaggine”? Ma figurati! Ve li state giocando, gli ebrei, anzi, secondo, me ve li siete già giocati.

  429. 157
    claudio genoria says:

    Dopo l’attentato a Mosca, 140 morti, la Russia è autorizzata a radere al suolo Kiev?

    Partiamo dal concetto che Putin ha già raso al suolo Grozny e Aleppo e svariati altri posti in Ucraina. È un modus operandi. Magari piace anche all’esercito israeliano, chi lo sa. Certo è una cosa che lascia strascichi, sete di vendetta. Infatti dopo qualche anno ti ritrovi a fare i conti con un attentato terroristico a Mosca. Che poi Putin possa cercare, contro ogni evidenza, di dare la colpa all’Ucraina, è solo un dettaglio: Putin è uno che le città le rade al suolo, eccome se lo fa, indipendentemente dal pretesto.
     
    Certo, in un certo senso, è un’analogia interessante. Perché in effetti non è chiarissimo cosa voglia fare a questo punto Israele a Gaza. Non credo vogliano spingersi fino al livello di atrocità distruttiva dell’esercito russo in Cecenia, Siria e Ucraina. Ma ci stanno andando vicino. 
    Ma non è una strategia che porta sicurezza, quello di sicuro no. “Il popolo della memoria non dovrebbe disprezzare gli altri popoli fino a crederli incapaci di ricordare per sempre” scrive Fortini qui sopra. Qualcuno farebbe bene a pensarci. E non è solo questione di sicurezza. È anche questione di coscienza, come scriveva lo stesso Fortini, anni fa, e come ripete oggi il regista Jonathan Glazer nel suo discorso alla serata degli Oscar: bisogna stare attenti alla nostra “disumanizzazione”, a questa capacità di condurre le nostre vite indifferenti, mentre fuori dalla porta di casa si sta compiendo un’atrocità (cfr https://www.theguardian.com/commentisfree/2024/mar/14/the-zone-of-interest-auschwitz-gaza-genocide. Quando un povero diavolo come Crovella scrive, senza scomporsi, di sterminio o deportazione, che cos’altro è se non disumano? Bisogna tornare ad ascoltare la nostra coscienza. 
     “Restiamo umani”, come diceva Vittorio Arrigoni. Oppure, di nuovo, Fortini: “Per una sua parte almeno [parificando le stragi del terrorismo con quelle di un esercito inquadrato e disciplinato] quel conflitto mette a repentaglio qualcosa che è dentro di noi”. Gli amici ebrei di Crovella – e tutti quelli come loro – farebbero bene a pensarci, anziché prendersela con quei cattivoni degli studenti italiani.

  430. 156
    Matteo says:

    “gli ebrei italiani di oggi NON concepiscono l’antisionismo come un concetto diverso dall’antisemitismo, ma concepiscono l’antisionismo come una componente integrante dell’antisemitismo”
     
    Chiunque pensi o affermi questo sbaglia accecato dalla propria ideologia o è in malafede, cioé vuole propagandare falsità.
    Va dunque contrastato e denunciato, a prescindere che sia ebreo o meno.
     
    Non mi interessa particolarmente convincere gli ebrei italiani, semmai mi intristisce notare come sono passati quarant’anni e l’idiozia, l’errore e il pregiudizio ideologico degli uomini non è cambiato molto e la conseguenza è morte e sofferenza per altri uomini. 
    Sono miope, non distinguo un ebreo da un palestinese.
     
    Seco

  431. 155
  432. 154
    Fabio Bertoncelli says:

    @ 153
    “Dopo l’attentato a Mosca, 140 morti, la Russia è autorizzata a radere al suolo Kiev?”
    Dopo l’Undici Settembre gli USA si sentirono autorizzati a invadere l’Afghanistan – e fin qui posso essere d’accordo – e, in sovrappiú, l’Iraq, che c’entrava come i cavoli a merenda.
     
    Non credo che, con i tagliagole dell’ISIS, Putin si limiterà a una ramanzina: “Ragazzi, non si fa mica cosí…”.

  433. 153
    marco vegetti says:

    149 CVrovella, ma leggi quello che gli altri scrivono? Balsamo, a differenza tua, è andato a leggere la definizione dell’INHRA e, ops, non è quella che TU dai… 
     
    Dopo l’attentato a Mosca, 140 morti, la Russia è autorizzata a radere al suolo Kiev?

  434. 152
    Carlo Crovella says:

    @150 Si usa, forse un po’ impropriamente, ma in modo comprensibile il termine “censura”, perché gli studenti NON si sono limitati a contestare, hanno proprio impedito di parlare, sembra anche fisicamente, oltre che con urla e slogan offensivi. In ogni caso, ancora una volta è una questione di “percezione” degli ebrei: i due personaggi in questione (Parenzo e Molinari) e, per estensione, gli ebrei italiani si sono sentiti “censurati”. Cioè zittiti, impossibilitati a parlare. 
     
    Ripeto anche qui, papale, papale la citazione delle parole di Aldo Cazzullo sul Corriere (da me già riportate al 145). Se non è censura nel senso stretto, lo è sicuramente nel senso a”operativo” del termine.
     
    Cmq , qualche giorno fa Aldo Cazzullo sul Corriere ha parlato delle recenti censure e degli attacchi subiti da David Parenzo e Maurizio Molinari da manifestanti pro palestina. «Non sono stati aggrediti e impossibilitati a parlare in quanto sostenitori di Israele», sottolinea Cazzullo. «Sono stati aggrediti e impossibilitati a parlare in quanto ebrei».

  435. 151
    Carlo Crovella says:

    Continuate a commettere un errore di base. E’ allucinante che non capiate: si tratta di concetti così semplici che li capirebbe un bambino dell’asilo. L’errore è il seguente: la convergenza, fino alla fusione totale, fra “antisionismo” e “antisemitismo” non è un MIO auspicio, ma la percezione attuale degli ebrei italiani (o, cmq, di moltissimi ebrei italiani: a giudicare dalle parole della Presidente delle Comunità ebraiche, si può concludere così. Infatti tali affermazioni – che ho riportato – non sono l’opinione di un singolo individuo, ma di un individuo che ricopre una carica apicale ufficialmente rappresentativa del “mondo degli ebrei italiani”).
     
    Che poi tale percezione degli ebrei (che li porta a considerare l’antisionismo come una componente interna  dell’antisemitismo) sia un errore concettuale, non è cosa sulla quale ottenete risultati a polemizzare con me. Semmai dovreste “dialogare” direttamente con il mondo ebraico e provare a “convincerlo”.
     
    Sinceramente la vedo molto dura, a convincere gli ebrei italiani che stanno commettendo un errore “esiziale” e che devono cambiare strategicamente. Infatti l’impressione che mi danno, oggigiorno, gli ebrei italiani (sia a livello di chiacchierate tra amici che leggendo le dichiarazioni ufficiali dei loro rappresentanti) è che sono molto cocciuti sul tema (tema “antisionismo componente dell’antisemitismo”, per cui chi attacca Israele attacca tutti gli ebrei) e, giorno dopo giorno, si arroccano sempre più su tali posizioni e si incazzano sempre più con chi li attacca e li critica (o anche con chi semplicemente sostiene che la fusione dei due termini sia un errore concettuale). Più li stuzzicate, e più forte sarà ogni volta il loro sostengo a Israele. Per cui Israele, anziché indebolirsi nelle sue convinzioni, si sentirà sempre più spalleggiata dai confratelli europei e proseguirà con accanimento nella sua attuale politica. Il risultato è esattamente l’opposto di quello che vi proponete.

  436. 150
    Placido Mastronzo says:

    Spero mi scuserete se faccio il pedante, ma nei casi di Parenzo, Molinari et al. NON  si può parlare di “censura”.
    La censura viene praticata dal potere e/o dall’autorità.
    Nei casi citati si tratta di contestazione. Contestazione dal basso (ignoti studenti verso noti giornalisti/personaggi). 

  437. 149
    Giuseppe Balsamo says:

    Forse meglio prima dare un’occhiata alla definizione di antisemitismo presente sul sito dell’IHRA e agli esempi esplicativi, di cui riporto un estratto:
    Le manifestazioni [di antisemitismo] possono avere come obiettivo lo Stato di Israele perché concepito come una collettività ebraica. Tuttavia, le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro paese non possono essere considerate antisemite.
     
    Fonte: https://holocaustremembrance.com/resources/la-definizione-di-antisemitismo-dellalleanza-internazionale-per-la-memoria-dellolocausto
     
    Direi abbastanza chiaro, no ?
     
    Ribadisco quanto ho già espresso in passato: confondere il popolo ebraico con Israele (e relativo governo) è errore esiziale.
    E voler far convergere i termini antisemitismo e antisionismo in un significato unico è azione assai sospetta.

  438. 148
    Carlo Crovella says:

    Torniamo invece al tema “Lettera agli ebrei italiani”.
     
    Mi preme focalizzare il ragionamento su un punto specifico. La già citata Presidente delle Comunità ebraiche afferma: “Sarebbe già un bel segnale il recepimento della definizione di antisemitismo adottata dall’Ihra. In quella definizione non si fa solo riferimento agli ebrei, ma anche alla conseguente demonizzazione dello stato di Israele.”
    (Ihra = International Holocaust Remembrance Alliance).
    Questo è il PUNTO CHIAVE: gli ebrei italiani di oggi NON concepiscono l’antisionismo come un concetto diverso dall’antisemitismo, ma concepiscono l’antisionismo come una componente integrante dell’antisemitismo.
    Di conseguenza quando qualcuno attacca Israele, gli ebrei si sentono attaccati in prima persona, sia come singole persone, sia come collettività ebraica.
    Questo perché il quadro non è più quello dei decenni scorsi, quando gli ebrei europei percepivano Israele come una propaggine lontana e complessivamente distaccata da loro. Oggi gli ebrei sentono Israele come parte integrante della loro stessa vita: ebrei e Israele sono una cosa SOLA. Sempre più spesso gli ebrei hanno doppia cittadinanza, i loro figli risiedono là, c’è quotidiano scambio nei due sensi di collaborazioni e frequentazioni.
    Per cui se attaccate Israele, attaccate tutti gli ebrei, non solo gli israeliani.
     
    La lettera agli ebrei, datata 1989, oggi NON ha più senso. Il quadro è totalmente cambiato: chi si ostina a non capirlo, si inimicherà TUTTI gli ebrei, anche quelli che abitano e risiedono qui.
     
    E’ inutile che cerchiate di “convincerli” con ragionamenti razionali, che non riescono a sopravanzare il richiamo etnico. E vedrete che alla fine vinceranno loro.

  439. 147
    Matteo says:

    “Quanto riportato è la posizione ufficiale di una figura apicale del mondo ebraico e rappresenta bene la “percezione” attuale degli ebrei.”
     
    Guarda, magari hai anche ragione tu, il che dimostra solo quanto sia attuale lo scritto di Franco latte Fortini. 
    Io invece spero di no, che tu non abbia ragione e faccio credito agli ebrei di essere meglio di così e che 35 anni non siano passati invano.
     

  440. 146
    Carlo Crovella says:

    @144 E’ stra-evidente che l’ubriaco sei tu
     
    D’altra parte non lo dimostri solo ora in questo specifico intervento, ma proprio in assoluto. Tienti pure il tuo mondo, che NON è quello vero, vivi come ti pare, ma non pretendere di capire cose che travalicano le tue capacità. Cosa c’entra per altro il tema Ucraina mescolato con questo? Sul punto ci sono persino governanti europei (es: Macron) che sostengono la necessità di inviare truppe europee, anzi non è escluso che truppe francesi (e pare anche inglesi) siano già là. Quindi il governo italiano è su posizioni prudenti rispetto ad altri paesi europei.

  441. 145
    Carlo Crovella says:

    Quanto riportato è la posizione ufficiale di una figura apicale del mondo ebraico e rappresenta bene la “percezione” attuale degli ebrei. Loro si “sentono” attaccati e che sia fondato o meno, questa per loro è la realtà. Con tali presupposti, non potrai mai rivolgerti a loro con le tue precedenti parole: li offendi e li ferisci e se la legano la dito. Ecco dove si concretizza il solco fra sinistra ed ebrei. Ma è colpa di gente come te, che ragiona e si esprime come te. Non è colpa degli ebrei. Gli ebrei si “sentono” attaccati e reagiscono arroccandosi sulle loro posizioni e accentuando il loro sostengo a Israele.
     
    Cmq , qualche giorno fa Aldo Cazzullo sul Corriere ha parlato delle recenti censure e degli attacchi subiti da David Parenzo e Maurizio Molinari da manifestanti pro palestina. «Non sono stati aggrediti e impossibilitati a parlare in quanto sostenitori di Israele», sottolinea Cazzullo. «Sono stati aggrediti e impossibilitati a parlare in quanto ebrei».

  442. 144

    Crovella fatti una doccia gelata. Esci dalla tua scatola. Quello che dici non è una barzelletta. La barzelletta sei tu!
    Quando ti leggo mi si rizzano i peli delle braccia. Esci fuori,  il mondo non è quello in cui stai.
    La destra!?
    La destra è quella parrucchiera (con rispetto parlando)  della Melona che oggi l’ho sentita dire delle cose (a suo favore c’è solo il fatto che fosse imbarazzata) sull’Ucraina che solo degli ubriachi possono condividere.
    Ecco: https://youtu.be/bIPnKA9hf4g?si=3se4Qi-up96aw1d2
     
    Tu, sei ubriaco?
    Sarebbe l’unica spiegazione.

  443. 143
    Matteo says:

    C’è stato un ebreo aggredito perché ebreo?
    C’è stata una manifestazione di volontà di aggredire un ebreo perché ebreo?
    Ci sono state scritte o minacce agli ebrei perché ebrei?
    Parenzo è stato picchiato? (Nota: sarei invece d’accordo se lo picchiassero per il suo sodalizio con Cruciani)
     
    Ma di che cazzo stai parlando! Chissenefrega della di Segni e del suo vittimismo patetico e ingiustificato!

  444. 142
    Carlo Crovella says:

    Altro che “barzellette” quelle che racconto sulla posizione e il sentiment degli ebrei italiani. Mi domando in che mondo viviate: forse state abitualmente sulla luna e ogni tanto vi collegate a internet!
     
    Sentite cosa dice la Presidente delle Comunità Ebraiche italiane.
     
    Riporto l’intero testo, così è davanti agli occhi di tutti!     
     
     
    La presidente UCEI Noemi Di Segni esprime la preoccupazione delle Comunità ebraiche per il clima di odio nelle università verso gli studenti ebrei
     
     
     “La situazione nelle università è talmente grave che ci aspettiamo che si intervenga in maniera decisa per tutelare gli studenti ebrei. C’è bisogno di un presidio delle forze dell’ordine. Non si può più sottovalutare questo clima d’odio”.
     
    La presidente dell’Unione delle comunità ebraiche (Ucei) Noemi Di Segni è in attesa di capire cosa uscirà dall’incontro di giovedì tra la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e la presidente della Conferenza dei Rettori delle università italiane (Crui) Giovanna Iannantuoni. Le due si sono date appuntamento dopo gli ultimi fatti di cronaca, come quello dell’Università Federico II di Napoli, dove un collettivo studentesco ha impedito al direttore di Repubblica Maurizio Molinari di parlare.
     
    “Eppure a Napoli la condanna è stata facile perché s’è capito subito che bloccare qualcuno, non farlo parlare, è sbagliato. Ma ci sono contesti universitari dove sono successe cose ancor più gravi”, dice Di Segni al Foglio. “Prendete il caso di Pisa, dove di certo non c’è stato alcun equilibrio tra oratori odiatori di Israele e noi, che non siamo stati nemmeno invitati. Ma anche della stessa università Bicocca di Milano, di cui Iannantuoni è rettrice. Anche lì si è tenuto un convegno allucinante che ha fatto meno notizia”.
     
    L’interlocuzione tra la Crui e il ministero nelle intenzioni del governo dovrebbe servire a dotarsi di strumenti per evitare che si possa reprimere la libera manifestazione del pensiero, come avviene sempre più spesso negli atenei.
     
    Ma nel nostro caso ci aspettiamo ovviamente anche una tutela nei confronti degli studenti di religione ebraica. Non è colpa nostra se dal 7 ottobre in poi viviamo sotto minaccia. Il dissenso in sé non va represso, ma è evidente la matrice di incitamento all’odio di alcune componenti universitarie”, analizza Di Segni, riandando alle statistiche che parlano di un crescendo di casi di antisemitismo registrati dai diversi osservatori nelle università italiane.
     
    Cosa vi aspettate? “Sarebbe già un bel segnale il recepimento della definizione di antisemitismo adottata dall’Ihra. In quella definizione non si fa solo riferimento agli ebrei, ma anche alla conseguente demonizzazione dello stato di Israele. E cioè esattamente quello che sta succedendo da noi. Ma l’incontro dovrebbe servire anche a stabilire che non ci può essere alcun boicottaggio nei confronti delle università e dei docenti israeliani. Perché anche su questo punto da parte di alcuni atenei c’è stata una grande ambiguità”.
     
    La presidente dell’Ucei già in occasione dell’ultima giornata della Memoria aveva puntato il dito contro la timidezza di alcuni rettori che non si erano spesi abbastanza nella condanna dei fatti del 7 ottobre. La stessa Crui, anche a causa di un vuoto di leadership, s’era espressa in termini molto generici parlando unicamente di pace e mostrandosi equidistante. “Da quando Iannantuoni è stata eletta le ho chiesto un incontro 3-4 volte. Sto ancora aspettando”, confessa Di Segni al Foglio. E in effetti il grande tema è il tipo di risposta che dimostrerà di voler intraprendere la Conferenza dei rettori. La presidente in un’intervista al Corriere ha sottolineato come “la situazione nelle università sia difficile” e ha detto che “impedire a qualcuno di parlare è incompatibile con l’idea stessa dell’Università”. Parole che sarebbero state prese male da una parte degli altri rettori, che preferiscono invece una Conferenza più ecumenica, che non entri nel merito del dibattito sul tema. Fatto sta che dall’incontro di giovedì la comunità ebraica si aspetta risposte concrete: “Abbiamo bisogno di sentirci protetti. Siamo noi quelli che subiscono le vere prevaricazioni”, conclude Di Segni. “Non è più accettabile”.
     
     
     
    QUESTE SONO LE PAROLE DI UNA AUTORITA’ APICALE E QUINDI UFFICIALMENTE RAPPRESENTATIVA DEL MONDO EBRAICO ITALIANO e non solo il contenuto delle “banali” chiacchiere con i miei amici.

  445. 141
    Matteo says:

    “Nelle universita’ italiane qualcuno pensa che sia democratico impedire agli altri di dire quello che pensano.”
    E non solo nelle università, pensa che ci sono state persone messe all’indice perché tacciate di filo-putinismo perché sostenevano che mandare armi in Ucraina non è il modo migliore per far cessare la guerra o di essere no-vax per aver detto che usare sistemi “alternativi” per non dover fare una legge era uno schifo…con tanto di liste di proscrizione e incitamento al pubblico ludibrio.
     
    Ma violenza o necessità di polizia mi sembra ben altra cosa.

  446. 140
    Expo says:

    Nelle universita’ italiane qualcuno pensa che sia democratico impedire agli altri di dire quello che pensano.
    Fino a ieri il simpatico trattamento era riservato solo alle personalita’ di centro-destra , che secondo qualcuno non potevano essere lasciate parlare perche’ avevano torto per definizione , adesso anche nomi di centro-sinistra , come Parenzo o il direttore di Repubblica , sono stati epurati.

  447. 139
    Matteo says:

    “Siamo già arrivati al punto che gli studenti ebrei e israeliani che frequentano le università italiane hanno timore di esser attaccati”
     
    Mi sono perso qualcosa?
    Gli unici studenti attaccati che mi vengono in mente lo sono stati dalla polizia e non erano ebrei. Magari la Di Segni avrà altre fonti informative…
     “Il collegamento con la crisi umanitaria dei palestinesi non regge più: anzi io mi sto convincendo che il rapporto causa effetto sia addirittura opposto.”
     
    Cosa significa questa frase? Che non c’è una crisi umanitaria a Gaza?
    E la tua opposta convinzione quale è, esattamente? Che Hamas il 7 ottobre ha attaccato perché Israele potesse fare strage dei palestinesi e carestia a Gaza? Oppure perché la sinistra perseguitasse gli ebrei nel mondo?
     
    La verità è una sola: che Israele ha subito un attacco, proditorio e vile, e che ha risposto con un evidente eccesso di legittima difesa (con una sproporzione numerica di almeno 30:1) fidando sulla sostanziale impunità che finora l’ha sempre protetta.
    Ma stavolta pare che abbia passato il segno.
    Continuare a sostenerla senza se e senza ma, continuando a sostenere la tossica tesi dell’eccezionalità degli ebrei o, peggio, dello Stato di Israele avrà come effetto, questo si, la recrudescenza dell’antisemitismo contro gente che non c’entra per nulla, ovvero gli ebrei non israeliani.
    E con ogni probabilità non verrà da sinistra.

  448. 138
    Carlo Crovella says:

    La presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni, ha rivolto un appello alle autorità (pubblicato il 19 marzo 2024 su Il Foglio) in cui si chiede maggiore protezione, anche di polizia, per gli studenti ebrei esposti all’odio dei loro compagni di studio: «La situazione nelle università è talmente grave – scrive la Di Segni – che ci aspettiamo che si intervenga in maniera decisa per tutelare gli studenti ebrei. C’è bisogno di un presidio delle forze dell’ordine. Non si può più sottovalutare questo clima d’odio».
     
     
    Questa situazione nelle Università, confermata dagli episodi di censura ai giornalisti Parenzo e Molinari e dall’episodio squadrista di Torino, è la conseguenza dell’agire esclusivamente degli attivisti di sinistra, non certo di quelli di destra (che anzi, continuano a esprimere sostengo sia a Israele che agli ebrei in generale).
     
    Siamo già arrivati al punto che gli studenti ebrei e israeliani che frequentano le università italiane hanno timore di esser attaccati, anche e soprattutto all’interno delle strutture universitarie. Per cui, prima di andar a cercare la pagliuzza nell’occhio degli altri, guardate la trave nel vostro occhio. Con un clima del genere, la pressione derivante dall’attivismo della sinistra non è più solo “antisionista”, ma è ormai chiaramente “antisemita”.
     
    Il collegamento con la crisi umanitaria dei palestinesi non regge più: anzi io mi sto convincendo che il rapporto causa effetto sia addirittura opposto. Ovvero che la sinistra odia Israele a prescindere e strumentalizza la crisi umanitaria dei palestinesi per legittimare le manifestazioni di tale odio. Solo che, con tali presupposti completamente “infondati”, le manifestazioni di odio verso Israele sfociano direttamente in manifestazioni di odio verso gli ebrei in generale.
     
    Il paradosso è che tale odio arriva agli ebrei dalla sinistra e questo è vissuto come un “tradimento” dagli ebrei stessi, in primis quelli che risiedono qui. Per cui si arroccheranno sempre più sulle loro posizioni e daranno sempre più sostegno emotivo a Israele, che proseguirà imperterrita nell’azione sui palestinesi.

  449. 137
    claudio genoria says:

    Voi pensate di agire per il bene dei palestinesi e invece appesantite sempre più la loro situazione

     
    Crovella, la storia dei tuoi amici ebrei sta diventando una barzelletta. “Occhio che i miei amici si stanno arrabbiando”, “mio cugino può darti un pugno che ti ammazza” (semi cit.). I tuoi amici farebbero meglio a ragionare sul concetto di passare dalla parte del torto perché è questo che sta succedendo in Israele. Primo, c’è una causa del Sudafrica contro Israele e mi pare che anche i sionisti più estremisti ci vadano cauti, a questo punto, con le baggianate sullo sterminio e sulla deportazione. Prendi nota, Crovella, perché da questo blog non gli stai facendo una gran pubblicità (stando a quello che scrivi tu, a nome loro, se è vero che questo è l’atteggiamento delle comunità ebraiche, va a finire che ha ragione il Sudafrica).
     
    secondo, cosa può esserci di peggio di quello che sta succedendo, in cosa si potrebbe ulteriormente appesantire la situazione. Ci sono notizie di amputazioni eseguite su bambini senza anestesia, chiedi ai tuoi amici cosa penserebbero se quei bambini fossero figli loro, o cosa pensano dei bambini che muoiono di fame, a Gaza, a decine. Tutto regolare per gli amici ebrei di Crovella?

  450. 136
    marco vegetti says:

    Un mio amico, amico ebreo, ha detto che Nethanyau è un criminale e che molti ebrei che lui conosce in Italia, in Europa, nel mondo, in Israele la pensano come lui. Se faccio come te, visto che le comunità si parlano, questa affermazione vale esattamente come le tue. Riportate. Le tue addirittura “non posso dirvi i loro nomi perché vi stupireste”. Comunque, la cosa divertente del blocco monolitico che tu dici è che in Italia vi sono addirittura ben 4 filoni di ebraismo, ben differenti tra loro. Quindi, neppure uniti tra i correligionari… E te lo riscrivo:
    PS – E dal governo rosso/verde tedesco (nonché erede alla lontana di chi sterminò gli ebrei) continua a ricevere armi, il 23% circa di quelle che importa dal mondo. Come la mettiamo con le pugnalate alle spalle?
    Come la mettiamo con i finanziamenti delle amministrazioni di sinistra? Come la mettiamo con la “vendetta” contro i loro sterminatori?  
    Davvero tanta generalizzazione e banalità, con argomenti riportati che valgono quanto i miei. Con “minacce” attribuite agli ebrei verso tutti quelli che li pugnalano alle spalle… Ma davvero ci credi a tutte ‘ste fregnacce?

  451. 135
    Carlo Crovella says:

    @118 ho già ampiamente spiegato cosa dovrete temere voi della sinistra, sia in termini di riflessi sui palestinesi, a voi tanto cari, sia in termini di trend elettorali di medio-lungo termine al seguito dello strappo fra sinistra ed ebrei europei (rispetto alla laison che durava da decenni come conseguenza dell’Olocausto). Rileggiti i relativi passi, sennò arriva voi qualche altro fenomeno che protesta o per numero di interventi o per lunghezza degli stessi…

  452. 134
    Carlo Crovella says:

    Preciso solo che ho SEMPRE detto che NON conosco tutti gli ebrei d’Italia e meno che mai d’Europa. Ma che si sa che le comunità si parlano strutturalmente  fra di loro. E’ abitudine storica, ben prima del 7 ottobre. A maggior ragione, per mia curiosità personale (non certo per fare bella figura qui sul Blog), ho sempre chiesto ai miei amici se la loro irritazione (per le azioni della sinistra) fosse una loro reazione personale o potesse esser rappresentativa di un mood generalizzato degli ebrei, a livello italiano o addirittura europeo. Mi hanno assicurato che l’impostazione dominante è quella lì un po’ in tutta Europa. Chi conosce gli ebrei e il loro modo di ragionare non dovrebbe avere esitazioni a crederlo. Anzi dovrebbe arrivarci da solo.
     
    Cmq, continuate pure così, sia qui a parole che, nei fatti, nella cronaca italiana e non solo italiana. Continuate a “pestare ” su Israele, senza rendervi conto che, così facendo, state offendendo e “pugnalando nella schiena” gli ebrei europei. Prima o poi i nodi arriveranno al pettine.  Voi pensate di agire per il bene dei palestinesi e invece appesantite sempre più la loro situazione.

  453. 133
    marco vegetti says:

    PS – E dal governo rosso/verde tedesco (nonché erede alla lontana di chi sterminò gli ebrei) continua a ricevere armi, il 23% circa di quelle che importa dal mondo. Come la mettiamo con le pugnalate alle spalle? 
     

  454. 132
    marco vegetti says:

    E, caro Crovella, a volte ci si dimentica di una cosa fondamentale: gli ebrei, prima che ebrei, sono CITTADINI ITALIANI. Così come ogni altra “minoranza” religiosa, etnica, ecc. ecc. Esempio: gli altoatesini posso dire tutto quel C…o che vogliono, ma SONO CITTADINI ITALIANI… Se poi come ti inventi tu, gli ebrei se la legano al dito, aspetto ancora di vedere quando e cosa faranno contro chi ne ha sterminati 6 milioni… Sono già passati 80 anni e nulla…

  455. 131
    marco vegetti says:

    Crovella, già sembra che abbassi i toni, ammettendo che quelli che frequenti sono pochi (ben meno dei 1000 di Torino). Continui a parlare degli ebrei europei che per altro sono si e no il 10% degli ebrei nel mondo. Quindi, neppure loro rappresentano in toto il sentire ebraico. Però continui a generalizzare come se i tuoi amici sapessero tutto. In USA, dove sono 6 milioni, la comunità ebraica è spaccata a metà tra sostenitori di Nethanyau e oppositori; persino in Israele su 120 seggi alla Knesset la coalizione al Governo ne ha solo 64… I dati non dicono di questo blocco di pensiero monolitico… 
    Tra l’altro, si sentono pugnalati alle spalle ma continuano a incassare contributi pubblici anche dalle Amministrazioni “di sinistra” come il Comune di Milano (per dirne una)… 

  456. 130
    Matteo says:

    “ciò che rileva NON è se davvero la sinistra tenga comportamenti “fascisti” contro gli ebrei, ma la loro percezione che sia così…”
     
    E perché ci si dovrebbe preoccupare di cosa pensano gli ebrei italiani quando si è di fronte alla peggior crisi umanitaria provocata dall’uomo dai tempi del genocidio dei Tutsi?
     
    Ah si, lo so: perché le demoplutocrazie occidentali sono quasi completamente nelle mani dei giudei che vogliono arrivare a dominare il mondo, come sta scritto nel protocollo dei savi di Sion  :-\

  457. 129
    Carlo Crovella says:

    L’episodio dell’incursione squadrista dei centri sociali a Torino ha un secondo problema, quello del Rettore che si è dimostrato “sottomesso” (così esplicitamente accusato su La Stampa) e la successiva delibera del Senato, in linea con le richieste degli squadristi.
     
    Sempre da fonti informali e personali, riporto che è davvero molto corposa l’irritazione di diversi ebrei torinesi verso alla “debolezza” di Rettore e Senato accademico che non hanno saputo opporsi agli squadristi e anzi si sono chinati supinamente al loro diktat. Quindi sono due le fonti di incazzatura degli ebrei: 1) l’azione degli squadristi e 2) l’atteggiamento supino del rettore e poi del Senato.
     
    A posteriori è saltato fuori che la generale e precedente petizione, raccolta a livello nazionale, sul respingimento da parte di tutte le Università italiane del protocollo di collaborazione con Israele, aveva raccolto solo 60 firme di professori torinesi. Tutto questo prima dell’atto squadrista.
     
    Subito dopo l’evento, in pochissimi giorni (2-3) è stata lanciata la petizione di protesta contro il Rettore, chiedendone le dimissioni per il suo comportamento. In due giorni pare che ci siano già 80 firme e la raccolta firme non è ancora conclusa, anzi.
     
    Questi firmatari non sono tutti ebrei, evidentemente, ma… ecco il punto chiave che risponde anche a chi non capisce cosa significhi mettersi contro gli ebrei.
     
    Il Rettore dovrà quindi affrontare ben altre pressioni del dikdak da saltimbanchi dei centri sociali. Come andrà a finire? Sarà davvero costretto a dare le dimissioni? Non possiamo sapere, la partita è in  gioco, ma…
     
    Qui, sia chiaro, parlo a titolo esclusivamente personale. Io che “conosco” come ragionano gli ebrei, non sarei stupito se l’inizio del martellamento sul rettore fosse frutto di specifiche iniziative degli ebrei torinesi. Gli ebrei se la legano al dito e non perdonano. Io li ammiro per le loro caratteristiche, ma chi continua ad agire e/o a ragionare come se gli ebrei non fossero ebrei, vive in un mondo che NON esiste. Se davvero è fondata la mia sensazione sul caso di specie (sia chiaro: è una MIA sensazione), cioè che gli ebrei torinesi, incazzati neri col rettore, hanno deciso di muovere le acque per spingerlo alle dimissioni… bhe, io non scommetterei proprio sul rettore….

  458. 128
    Carlo Crovella says:

    Ho già detto che io mi interfaccio con un numero limitato di ebrei, in termini diretti, ma a naso si tratta di un numero superiore rispetto ai vs contatti con ebrei, perché da come ragionate non date molto l’impressione di “capire” come ragionano gli ebrei.
     
    E’ vero che i mie contatti diretti con ebrei italiani non sono estesissimi. ma in compenso ho molta confidenza con loro e, oltre a parlare in modo molto profondo, ho espressamente chiesto loro quale sia il “mood” che a loro risulta circa gli ebrei europei. Le comunità si tengono in costante contatto, non solo dal 7 ottobre in poi. Quindi più o meno tutti “sanno” cosa pensa il popolo ebraico. Ovviamente c’è una certa dispersione statistica, ma i miei amici sostengono (e l’ho ripetuto migliaia di volte) che il sentimento dominante fra gli ebrei europei è quello di sentirsi traditi (“pugnalati nella schiena”, mi ha detto un amico) dal posizionamento della sinistra smaccatamente pro palestinesi. ciò che rileva NON è se davvero la sinistra tenga comportamenti “fascisti” contro gli ebrei, ma la loro percezione che sia così…

  459. 127
    marco vegetti says:

    I tuoi 3, 5, 10, 100, 1000 amici ebrei NON RAPPRESENTANO TUTTO IL SENTIRE EBRAICO. Inutile che continui a citarli: sono una goccia nel mare dei 15 milioni nel mondo. Con che faccia tosta intellettuale ti arroghi (tu, non ebreo) a sostenere che i 1000 amici tuoi rappresentano il pensiero di 15 milioni di altri ebrei? 
    PS – La tua Europa che va a destra sta facendo entrare nella UE la Bosnia-Erzegovina, più del 50% musulmana: chissà come saranno contenti i tuoi amici ebrei e voi “suprematisti bianchi” occidentali!

  460. 126
    Matteo says:

    “Continui a minacciare?!?!?”
     
    Ma no, certo che no!
    Sta solo allenandosi a scrivere un nuovo capitolo del libro del generale Vannacci, suo nuovo vate…

  461. 125
    Alberto Benassi says:

    ma fate attenzione che gli ebrei se la legano al dito…

    Continui a minacciare?!?!?

  462. 124
    Carlo Crovella says:

    Segnalo che anche da parte di personaggi di sinistra, caratterizzati da “onestà intellettuale”, si sta sottolineando che lo squadrismo di sinistra e/o antifascista ga assunto una valenza fascista. L’episodio dell’altro giorno a Torino è emblematico: un corteo di centro sociali ha fatto irruzione durante la seduta del senato Accademico e ha pretesa che fosse messa nell’Ordine del Giorno il respingimento del protocollo di collaborazione con Israele. Il rettore si è dimostrato pavido e sottomesso e quindi ha acconsentito e il Senato ha poi votato in tale direzione, ma questo è un secondo problema, di cui parlerò in seguito.
     
    Mi focalizzo sul primo problema, l’irruzione squadrista. Si tratta di un’irruzione analgoga a quella che, cento anni fa, facevano le camicie nere. In parole povere: partendo da presupposto (SBAGLIATO) della superiorità etica dei diritti, si applicano prassi assolutamente fasciste. la rivoluzione copernicana è anche in questo: oggi le manifestazioni di stampo fascista sono espresse da chi apparentemente inneggia a ideali antifascisti.
     
    Un altro dei miei amici ebrei, questo mi ha confidato, ieri: che non ravvisa differenze fra incursioni fasciste della sinistra di oggi rispetto alle incursioni squadriste delle camicie nere di centro anni fa. ecco la percezione che stanno esprimendo gli ebrei verso la sinistra, mentre la destra (non solo italiana) appoggia Israele e quindi viene percepita liberale e solidale da parte degli ebrei europei.
     
    Piuttosto che scrivere una lettera agli ebrei italiani, dovreste scrivere una lettera ai vostri “compagni” di schieramento politico e invitarli a interrompere con gli episodi che offendono e feriscono gli ebrei italiani. Naturalmente se vi stanno a cuore gli ebrei italiani. Se non è cos’ e degli ebrei italiani non ve ne sbatte nulla, continuate pure, ma fate attenzione che gli ebrei se la legano al dito…

  463. 123
    marco vegetti says:

    117 Crovella:
    Dal discorso di ieri (20/3/24) del Premier Meloni alla camera:
    La Meloni è la stessa che nel 2018 mandava gli auguri e le congratulazioni a Putin eletto Presidente? Quella che fa gli accordi con Al-Sisi dimenticandosi come è andato al potere e che i suoi sgherri hanno assassinato Regeni? Quella che dall’anti-atlantismo dei suoi tempi nel MSI è diventata il cocco di Biden?

  464. 122
    marco vegetti says:

    CROVELLA, ma di che ebrei parli? Dei 30.000 che vivono in Italia (di cui solo 25.000 iscritti a una delle 21 Comunità? TRENTAMILA! Su 60 MILIONI DI ITALIANI… La Comunità di Torino (che ha assorbito Alessandria, Asti, Acqui, Carmagnola, Cherasco, Chieri, Cuneo, Ivrea, Mondovì e Saluzzo) conta circa 1000 iscritti. Quindi il nulla, potresti anche conoscerli tutti, ma non rappresentano “GLI EBREI”…

  465. 121
    marco vegetti says:

    100-Crovella:
    A giuicare dalla recentissima dichiarazione del genero di Trump (“il lungo mare di gaza ha elevato valore immobiliare e i palestinesi vanno spostati nel deserto”),
    Quando citi, cita tutta la frase, altrimenti estrapoli quel che vuoi tu. L’idea del deserto è che gli israeliani preparino il deserto del Negev (ISRAELIANO) per ospitare i palestinesi… 

  466. 120
    Matteo says:

    “Sapete qual è la reazione emotiva dei mie amici ebrei a tutta questa sequenza di eventi?”
    Dato statistico sicuramente rilevante considerando il numero di ebrei torinesi
     
    “La ripetitività è per cercare di farmi capire da TUTTI”
    Secondo me la tua ripetitività rientra nel campo della pura propaganda.
    Visto quello che scrivi e come lo scrivi, credo anche controproducente.

  467. 119

    117, e di rimbalzo devono averlo preso in testa anche i tuoi amici ebrei.
    Il boomerang.

  468. 118
    Alberto Benassi says:

    Crovella  guarda che per il mio “di cosa ci dovremmo preoccupare? Ci faranno la guerra?” ti facevo più intelligente e scaltro.
    Con tutto il rispetto per le violenze che hanno subito gli ebrei, con tutto il rispetto per il   diritto allo loro esistenza, ma non è che hanno sempre e comunque il diritto di fare quello che gli pare. Quindi , come si dice qui da noi: s’incazza tante volte anche il mare, poi gli passa. E se non gli passa mi dispiace per loro.
    Stai parlando come se ne dovessimo avere paura, come se li dovessimo temere. Ci faranno fare la fine degli egiziani che li inseguivano nel Mar Rosso?
    Non mi sembra che da parte italiana sia mancato il riconoscimento della brutalità dell’atto terroristico di Hamas del 7 ottobre.  Ma non si può nemmeno far finta di nulla su quanto adesso sta facendo Israele. Come se tutte quelle miglia di morti palestinesi fossero acqua fresca.
    Se l’intenzione di Israele è quella di distruggere i palestinesi e i supestiti deportarli, noi tutti dovremmo essere d’accordo?
    Mi sembra una grossa pretesa che non si può condividere.
    Che poi si impedisca agli ebrei di parlare, o accedere a università, o altri luoghi, sono il primo a condannare questi atti di razzismo.
    Io ad Auschwitz – Birkenau ci sono stato, ma guardiamo di non invertire i ruoli.

  469. 117
    Carlo Crovella says:

    @116 La ripetitività è per cercare di farmi capire da TUTTI. Se tu leggi il 115 (uno prima del tuo) e la domanda che esso pone (“di cosa ci dovremmo preoccupare? Ci faranno la guerra?”), l’unico commento da fare è: siamo al 115.mo intervento e c’è ancora qualcuno che non ha CAPITO cosa significa inimicarsi gli ebrei europei…
     
    Dal discorso di ieri (20/3/24) del Premier Meloni alla camera:
     
    Considero grave e preoccupante l’ondata di antisemitismo dilagante anche nella nostra opinione pubblica, soprattutto quando coinvolge le istituzioni. Considero grave e preoccupante che il Senato accademico dell’Università di Torino scelga di non partecipare al bando per la cooperazione scientifica con Israele. E lo faccia dopo un’occupazione da parte dei collettivi“, ha rimarcato Meloni in Aula (alla Camera, NdR), stigmatizzando proprio la preoccupante successione dei fatti tra il sit-in degli antagonisti e la delibera del Senato Accademico.
     
    Notizia di oggi: durante la cerimonia dell’inaugurazione dell’anno accademico a Bologna, studenti contestano il preside dell’ateneo felsineo perché a novembre 2023 si era rifiutato di pronunciarsi per il cessate il fuoco a Gaza.
     
    Sapete qual è la reazione emotiva dei mie amici ebrei a tutta questa sequenza di eventi? Mi hanno detto: “È ormai dimostrato che la sinistra è “contro” gli ebrei, mentre il centro-destra è esplicitamente schierato “con” gli ebrei.”
     
    Gli ebrei dicono proprio così: la sinistra è “contro gli ebrei”, non dicono “contro Israele”.
     
    Questo è il risultato che ottenete: altro che “lettera di sensibilizzazione” indirizzata agli ebrei italiani! Li state offendendo, giorno dopo giorno, a tal punto che ormai sono incazzati con la sinistra e, poi, vi stupite pure del perché si siano incazzati…
     
    PS: certo che si può fare la deportazione. E’ formalmente vietate, ma il diritto internazionale è una barzelletta. chi manderà i carri armati a fermare la deportazione operata da Israele? Gli USA? La Russia? se si muove la Russia, gli USA si muovono CONTRO la Russia… inoltre gli ebrei sono scaltri. faranno degli accordi, daranno soldi, tecnologia, costruiranno infrastrutture in Egitto, Giordania ecc e in cambio chiederanno loro di 2ospitare” i palestinesi nelle parti desertiche di tali paesi. Conoscendo come “ragionano” gli ebrei, sono abbastanza sicuro che hanno già il piano nel cassetto… E’ solo questione di tempo…

  470. 116

    Crovella, dai tuoi interventi ripetitivi all’estremo, è chiaro che il boomerang l’hai preso tu. In testa.

  471. 115
    Alberto Benassi says:

     

    Fare incazzare gli ebrei non è mai cosa opportuna. 

    La sinistra starà anche sbagliando. Sempre che si possa definire uno sbaglio protestare contro una carneficina, o una deportazione di un popolo.  Ma te questi ebrei ce li stai facendo stare sui coglioni a tutti i costi.
    Di cosa ci dovremmo preoccupare?
    Ci faranno la guerra?

  472. 114
    Matteo says:

    “il risultato sarà la certezza dello “smistamento” dei palestinesi e dell’affievolimento della sinistra in sede europea.”
     
    Si chiama “deportazione” non “smistamento” ed è di certo improponibile e non praticabile.

  473. 113
    Carlo Crovella says:

    Siete patetici a fare gli ironici. Significa che non vi rendete conto che il tema in questione sarà molto più determinante, per l’evoluzione socio-politica dell’Europa, dell’altra guerra in essere, quella in Ucraina. Perché, con riferimento a quest’ultima non ci sono significative comunità di russi all’interno dell’Europa (certo, ci sono, ma non così radicate, non così numerose e, soprattutto, non così politicamente potenti come quelle ebraiche). Fare incazzare gli ebrei non è mai cosa opportuna. E la sinistra sta andando pervicacemente in quella direzione, giorno dopo giorno… il risultato sarà la certezza dello “smistamento” dei palestinesi e dell’affievolimento della sinistra in sede europea.

  474. 112
    Matteo says:

    Spesso alla nostra età l’incontinenza riguarda l’apparato urogenitale…

  475. 111
    Carlo Crovella says:

    E’ proprio lì il punto che non riuscite a comprendere e sul quale, pestando a favore dei palestinesi, accentuate la propensione degli ebrei a liberarsi di loro (inescsando un effetto boomerang). Liberarsi dei palestinesi e disporre unilateralmente dei territori (Gaza di qua e la Cisgiordania di là) NON è più solo il “sogno” della destra israeliana. Ho già detto che se il governo in carica fosse minoritario, basterebbe che rassegnassero le dimissioni quei due-tre ministri tali da far mancare la maggioranza in parlamento (israeliano) e aprire la crisi di governo, crisi che si chiuderebbe o con un altro governo o con elezioni anticipate che, secondo voi, sancirebbero la predominanza di un’opinione “pacifista” all’interno della cittadinanza israeliana. invece tutti si guardano bene di aprire la crisi di governo, perché sanno che NON è che per nulla assodato che il prossimo governo sarà “pacifista” e interessato a cercare un accordo-compromesso con i palestinesi. A prescindere dalle mie preferenze personali (io non sono neppure ebreo, meno che mai ho cittadinanza israeliana… cosa volete che contino le mie preferenze personali?), la sensazione è che Israele voglia risolvere una volta per tutte il problema. E la risoluzione passa o attraverso lo smistamento dei palestinesi in altri paesi (con accordi con altri paesi e magari corrispettivi in denaro o altre cose del genere: gli israeliani sono ricchi e possono pensare a soluzioni del genere) o attraverso il loro sterminio. nessuno auspica questa seconda soluzione, per cui vedrete che progressivamente si andrà verso la prima, a maggior ragione se, negli USA, vincerà Trump, il cui entourage si è già espresso in tal senso.
     
    Su questo tema di fondo si innesta l’autoflagellazione dei sostenitori europei dei palestinesi, Nessuno cogli che più “pestate” sul tasto, con dichiarazioni, manifestazioni, censure (vedi Parenzo e Molinari) atti intimidatori (vedi centri sociali torinesi su senato Accademico) e peggio è per i palestinesi. Perché offendte e ferite gli ebrei europei, i quali si “incazzano” e si stringono sempre più a sostegno di Israele, altro che allontanarsi.
     
    Per la cronaca, risulta che la Comunità Ebraica torinesi abbia espresso una protesta ufficiale al Rettore, chiedendogli anche un incontro, dove intendono discutere ‘sta scemenza del mancato ratifica degli accordi di collaborazione con le università israeliane, chiedendo inoltre al rettore che assuma efficaci misure di sicurezza per gli studenti “ebrei e israeliane” che frequentano l’ateneo torinese. Ho messo fra virgolette la dicitura (studenti) “ebrei e israeliani” per sottolineare quanto gli ebrei europei si sentano “legati” ai loro confratelli di cittadinanza israeliana. in altre parole non stanno dalla parte dei palestinesi.
     
    In generale e a prescindere dall’episodio torinese (che cito solo come esempio, ma non è l’unico, bensì uno dei tanti che si concretizzano) l’effetto boomerang che producete a danno palestinesi è schematizzabile in questo modo:
     
    1) Ogni atto (manifestazioni con slogan tipo “Israele fascista”, censure stile Parenzo e Molinari, intimidazione come a Torino ecc ecc ecc ) anziché sensibilizzare gli ebrei europei sul tema diritti dei palestinesi, offende e ferisce gli ebrei europei (italiani nel nostro caso, ma vale in tutta Europa).
     
    2) Più gli ebrei europei si sentono feriti (“pugnalati nella schiena”, ha detto un mio amico) da questi avvenimenti, in genere operati dal mondo della sinistra, e più si arroccano su posizioni rigide e quindi sostengono Israele con maggior convinzione e compartecipazione.
     
    3) Più sostengono Israele e più Israele, forte del maggior sostegno dei suoi confratelli europei, si sente determinata a proseguire. Di conseguenza martella con bombardamenti ecc ecc ecc.
     
    L’effetto finale di questo boomerang e un continuo peggioramento della situazione dei palestinesi, non un miglioramento. Paradossalmente per lavorare davvero a favore della causa palestinese, occorrerebbe seguire altre strategia, non così violente contro Israele. Più tardi il mondo della sinistra europea capirà questo (ammessi che arrivi mai a capirlo… la legnosità di alcuni lettori anche qui dimostra che la sinistra non riesca proprio a cogliere questo elemento cruciale) e più danni farete ai palestinesi.
     
    In parallelo all’effetto boomerang a danno dei palestinesi, c’è l’altro discorso, quello del solco che si è aperto, e forse sta diventano non più ricucibile, fra sinistra europea ed ebrei europei. Ma questo trend si riverbererà sugli esisti elettorali continentali, non solo del giugno 2024, ma dei prossimi decenni (e non solo in elezioni europee ma anche in elezioni nazionali). Forse gli ebrei mie coetanei, storicamente elettori della sinistra moderata – Pd per intenderci – per l’onda lunga dell’Olocausto, NON arriveranno proprio a votare per la destra: probabilmente si limiteranno a “non votare” (come mi ha confidato un mio amico ebreo), ma intanto vi mangiate un bel serbatoio di voti. Inoltre non escludo che, se il trend dovesse approfondirsi ulteriormente, fra 20-30 anni le prossime generazioni di ebrei europei arriveranno addirittura a votare per partiti di destra, magari non di destra estrema, ma di destra di governo. D’altra parte, la destra europea (e italiana in particolare), già ora, è schierata a sostegno di Israele: gli ebrei europei percepiscono che la destra sta con loro, mentre la sinistra sta contro di loro (l’appoggio ai palestinesi è vissuto dagli ebrei come una presa di posizione “contro” Israele e quindi “contro” gli ebrei”: irrilevante che sia davvero così. Loro, gli ebrei europei, la percepiscono così e quindi ve li state inimicando…).
     
    sia sul primo discorso (effetto boomerang a danno dei palestinesi) sia sul secondo (perdita del consenso degli ebrei europei) la sinistra sta sbagliando clamorosamente. La cosa più pazzesca è che vi incazzate pure, anziché rendervi conto delle stupidità che state commettendo…
     

  476. 110
    Marcello Cominetti says:

    Vuoi vedere che la soluzione a questo problema millenario la darà il Gognablog!?

  477. 109
    Alberto Benassi says:

    Probabilmente la deportazione forzata è anche il tuo sogno, ma questi sono solo affari tuoi.

    Da esserne fieri.
    Bisognerebbe ricordarsi quello che si è subito.

  478. 108
    Matteo says:

    “Vedrete che finirà così… i gaziani spostati nel Sinai egiziano, anche in tempi relativamente brevi. Quelli della Cisgiordania in Giordania, Arabia Saudita e Sinai, in tempi un più più lunghi, ma non lunghissimi.”
     
    Questo è sicuramente l’obbiettivo di massima dell’estrema destra israeliana al momento al governo, ma che pare ormai abbastanza minoritaria; probabilmente invece è solo il secondo obbiettivo di Netanyahu, che per i proprii  problemi mentali preferirebbe l’eliminazione totale.
     
    La seconda non è proprio da prendere in considerazione per evidenti motivi, ma anche la prima soluzione appare semplicemente irrealistica, visto che non c’è nessuno al mondo che accetterebbe di farsi carico di 2.5 milioni di gazawi e di quasi 3 di cisgiordani.
    Peraltro non si capisce nemmeno perché mai qualunque altro stato dovrebbe farsene carico.
     
    Probabilmente la deportazione forzata è anche il tuo sogno, ma questi sono solo affari tuoi.

  479. 107
    Carlo Crovella says:

    Vedrete che finirà così… i gaziani spostati nel Sinai egiziano, anche in tempi relativamente brevi. Quelli della Cisgiordania in Giordania, Arabia Saudita e Sinai, in tempi un più più lunghi, ma non lunghissimi.
     
    La frattura “sinistra-ebrei europei” è il vero problema perché è la cartina di tornasole di un fenomeno che, stante le domande che ancora adesso mi ponete, non riuscite proprio a focalizzare. Se fai un appello (dal contenuto pro palestinesi) agli ebrei italiani, che si sentono sempre più fusi con Israele perché i figli di ebrei italiani sono sempre più cittadini israeliani e presidenti là, metti gli ebrei italiani con le spalle al muro. In parole semplicissime li costringi a scegliere fra i palestinesi e i loro figli. Non avranno esitazione e sceglieranno i loro figli.
     
    Gli ebrei hanno la percezione che la sinistra preferisca la difesa dei diritti dei palestinesi anche a scapito della felicità dei loro (degli ebrei) figli. E il richiamo del sangue prevale sulla logica e sulla valutazione in termini di giustizia, diritti, ecc ecc.
     
    E’ quello che sto cercando di far capire da mille commenti in qua. Probabilmente questo meccanismo agirebbe in qualsiasi contesto etnico-culturale-politico, ma fra gli ebrei è massimizzato. Anche per questioni storiche: hanno dovuto stringersi nei loro affetti familiari per superare le tragedie spaventose (ben prima dell’Olocausto).
     
    Per questo i tentativi di fare appello al (presunto) senso di giustizia degli ebrei europei di oggi, che sono molto più collegati a Israele di quanto fossero anche solo 15 anni fa, sono veramente velleitari e patetici. Significa non cogliere nulla dell’aspetto antropologico. Ogni polemica, anche soffusa (peggio ancora se sfacciata o sotto forma di vera accusa), con gli ebrei europei fa scattare in loro la sensazione di esser pugnalati nella schiena. E quindi si difenderanno. Ecco perché gli ebrei si arroccheranno sempre più sulle loro posizioni, complessivamente “sioniste” (o, meglio, definite tali dalla sinistra). Più pestate su questo tasto, voi di sinistra, e più il solco si allargherà, altro che chiudersi. Se il solco si allarga, alla faccia che gli ebrei europei si “redimeranno” tornando su posizioni comprensive verso i diritti dei palestinesi.
     
    Siamo invece all’assurdo che il posizionamento della destra a sostegno di Israele spinge gli ebrei europei a ragionare sul fatto che ci sono cittadini europei occidentali che sostengono Israele. “Non sono tuti a sostegno dei palestinesi” ai si dicono. Questo rende ancor più incomprensibile, agli occhi degli ebrei europei, il posizionamento della sinistra e fa loro percepire che la sinistra li stia mettendo sul banco degli imputati. Che sia vero o meno poco rileva, così loro la vivono e questo li fa arroccare sulle posizioni “anti diritti dei palestinesi” e apre sempre di più  la fratture con la sinistra.
     
    Se volete recuperare una certe sintonia ideologica e di feeling gli ebrei, dovete cambiare completamente strategia, non battere a sangue il tasto dei diritti dei palestinesi. Su quel versante non ci caverete niente e anzi li perderete sempre di più (e, di conseguenza, Israele si sentirà sempre più spalleggiata dalle comunità ebraiche del mondo e quindi si irrigiderà sempre di più contro i palestinesi). Per cui state innescando un effetto boomerang: più “pestate” sugli ebrei italiani perché si allineino alla difesa di diritti dei palestinesi, più li spingete ad arroccarsi in posizioni difensive e più questo fenomeno darà forza e concretezza alla politica espansionistica di Israele.

  480. 106
    Placido Mastronzo says:

    Spostare persone come mobili? vedrete che finirà così. Sennò finirà con il massacro completo.

    Urca, ma davvero?
    Meno male che ci sei tu a dirlo, altrimenti non se ne sarebbe accorto nessuno!
    Quindi va bene così? Sterminati o deportati, e nessuno che dice niente?
    Perdonami, ma tutte le proteste e le prese di posizione che vediamo a destra e a manca, da cosa credi siano mosse?

  481. 105
    Placido Mastronzo says:

    Il punto cardine NON è se Israele agisce eticamente bene o male, ma il fatto che la sinistra europea (italiana in particolare), con le sue posizioni smaccatamente filo palestinesi, ha già prodotto una frattura con gli ebrei europei (con gli “ebrei europei” e non con i soli residenti in Israele) bla bla bla…

    Non cercare di sviare il discorso.
    Quello (la supposta frattura fra sinistra ed ebrei) sarà magari il punto cardine PER TE, che l’hai introdotto e, praticamente da solo, discusso.
    Ma il tema dell’articolo, un accorato appello agli ebrei italiani, in cui non si fa minimamente cenno a destra, sinistra o quant’altro, verte esattamente sulle azioni dello stato di Israele.
    E l’ “etica” che tu tiri in ballo non c’entra una mazza.

  482. 104
    Carlo Crovella says:

    Invece ricordo benissimo che mio padre leggeva La Stampa tutti i giorni e la commentavamo insieme, su ogni risvolto dell’attualità e della politica, sia interna che internazionale. Per questo interessarmi di politica e di attualità internazionale è un valore molto profondo nella mia vita. Quando ci fu la guerra dei Sei Giorni, mio padre me ne parlava, come se fossi un adulto. Forse a 6 anni non avevo la capacità logica di un adulto, ma ho “capito” fin da allora i dati del problema e la mia posizione filo Israele non è mai cambiata da allora. Spostare persone come mobili? vedrete che finirà così. Sennò finirà con il massacro completo. Fra i due, meglio deportarli.
    Ma ancora una volta prendete roma per toma. Il punto cardine NON è se Israele agisce eticamente bene o male, ma il fatto che la sinistra europea (italiana in particolare), con le sue posizioni smaccatamente filo palestinesi, ha già prodotto una frattura con gli ebrei europei (con gli “ebrei europei” e non con i soli residenti in Israele). Ora, anziché preoccuparvi di ricucire questa frattura, fate di tutto per renderla irreversile, offendendo giorno dopo giorno gli ebrei europei. Contenti voi! Da tifoso della destra non posso che gioire, per i motivi che ho già descritto, ma da osservatore non posso tacere sul fatto che la sinistra abbia un comportamento davvero “stolto”… vi scavate la fossa da soli!

  483. 103
    Matteo says:

    “dal 1967, io siamo sempre stato “pro Israrele””
     
    Nel 1967 avevi sei anni, non eri nemmeno capace di scrivere Israele, patetico megalomane…
    non che sia cambiato poi molto con il passare del tempo!

  484. 102
    Placido Mastronzo says:

    Crovella al #100: ma che risposta è? Sei in grado di comprendere quello che ho scritto? Il punto NON è che tu sia schierato di qua o di là, quelli sono fatti tuoi e ci mancherebbe altro!
    Blateri di “spostare i palestinesi e distribuirli fra gli altri paesi arabi” come se si trattasse di spostare dei mobili, non delle persone!
    Eccola qui la “giustizia a scomparsa”! Ed è solo uno dei tanti esempi, eh!
    PS
    Sei schierato con Israele da quando hai 6 anni? Buon per te, ma… chissenefrega?
    E poi cosa vorrebbe dire? Che la ragione sta dalla parte di chi la pensa in un certo modo da più a lungo? Dai, sono sicuro che sei più intelligente di così.

  485. 101
    Carlo Crovella says:

    Cmq, il tema sul quale si rifletteva NON è se Israele si comporti bene o male. Ma il fatto che la sinistra europea (italiana in particolare), attaccando Israele, ferisce gli ebrei europei e se li sta inimicando. Probabilmente in modo irreversibile.
     
    Riporto avvenimenti freschi freschi, proprio di ieri. A Torino ieri era convocato il Senato accademico dell’Università. Un gruppo di ragazzotti rumorosi di sinistra, radunati sotto la sigla “Cambiare rotta”, ha interrotto la seduta del Senato al grido “Palestina libera”. Sti ragazzotti hanno preteso, di fatto, che il Senato NON convalidasse un protocollo di collaborazione di ricerca con Israele. protocollo varato dal Ministero degli esteri italiano e valido per tutte le Università italiane. Il senato torinese si è poi allineato. Sorvolo sinteticamente sulle motivazioni di questa decisione: io vedo dei collegamenti sotterranei con una polemica “torinese” in atto da settimane circa presunte molestie di vari professori a danno di studentesse, con annesse accuse degli studenti (accuse politiche non giuridiche) dirette in modo specifico al rettore, accusato di aver lasciato correre quella situazione… Essendo già sui giornali da settimane per quel tema, oggi considerato “scottante”, secondo me il rettore ha preferito assecondare le richieste di ieri degli studenti per non appesantire il tono molto teso sull’ “altra” questione.
     
    Ma è irrilevante focalizzare le cause del comportamento di rettore e senato accademico, così come è irrilevante, in questa sede, definire se la politica di Israele sia corretta o meno.
     
    Trovo invece importante raccontare una coda dell’accaduto di ieri. Dopo cena ho telefonato a due miei amici, che sono ebrei. Erano davvero sconfortati dall’accaduto. Molto molto tristi. Uno mi ha detto testualmente: “mi sento pugnalato nella schiena”. per questioni di riservatezza, non posso citare i nomi, ma se li rendessi noti, restereste tutti allibiti. 
     
    Nel rapporto “sinistra europea (italiana in particolare)-ebrei”, rapporto che, come ho già detto, è durato in termini di “laison ideologico-politica” per decenni post Olocausto, si è rotto qualcosa di profondo. E si è rotto perché gli attacchi della sinistra a Israele sono percepiti dagli ebrei come attacchi a loro stessi. Inutile cercare di spiegare agli ebrei europei che “antisionismo” è cosa diversa da “antisemitismo”: la loro percezione è emotiva, profonda, di istinto, non li convincerete mai sul piano della logica. Il solco fra sinistra ed ebrei europei è già diventato molto profondo (in soli sei mesi!) e ogni episodio come quello di ieri lo affossa sempre di più.
     
    Infine: mettersi contro gli ebrei non è MAI cosa intelligente. Gli ebrei non perdonano perché non fa parte della loro cultura: l’Antico Testamento NON è il libro del perdono, ma della legge del taglione (occhio per occhio, dente per dente). Io starei molto cauto a mettermi contro gli ebrei, a prescindere dalla fondatezza o meno della politica di Israele. Quando fai uno sgarbo agli ebrei, nel breve incassano, magari in silenzio, ma se lo legano al dito, non dimenticano e, al momento opportuno, te la faranno pagare. Capita così negli affari, nella vita quotidiana, nei rapporti interpersonali e quindi anche in politica. Per cui: mettete la battaglia dei diritti umani dei palestinesi davanti a tutto? Ma fate pure, per carità. Sappiate che gli ebrei stanno vivendo il posizionamento della sinistra come un insieme di attacchi personali agli ebrei stessi e non come attacchi alla sola Israele. Per cui gli ebrei si sentono “traditi” e “pugnalati nella schiena”, da quella sinistra cui, per decenni, erano quanto meno “collegati” sul piano ideologico-politico. Prima o poi i nodi arriveranno al pettine: gli ebrei non dimenticano…

  486. 100
    Carlo Crovella says:

    @99 Certo che io sono schierato e “faccio parte” del blocco cui mi riferisco! Mi pare di averlo detto a chiare lettere. Sono basito che ci sia ancora qualcun o che caschi dalle nuvole a constatarlo. L’Occidente è la parte migliore del mondo, lo è sempre stato, ma nel prossimo futuro dovrà difendersi da tre avversari che sono sempre più forti: Cina (che preferisce combattere sul piano economico, ma è altrettanto insidiosa), Russia e quella parte del mondo islamico antioccidentale, che (largo circa) viene condizionata dall’Iran. I palestinesi rientrano in questa ultima fazione, per cui sono nemici dell’occidente e quindi sono anche miei nemici. Non l’ho mai negato, anzi mi pare di averlo detto a chiare lettere. Il problema della pacifica convivenza in M.O. si risolve solo spostando i palestinesi e distribuendoli fra gli altri paesi arabi. A giuicare dalla recentissima dichiarazione del genero di Trump (“il lungo mare di gaza ha elevato valore immobiliare e i palestinesi vanno spostati nel deserto”), dichiarazione che politicamente non ha nessun valore, ma che è sintomatica del sentiment USA della prossima presidenza, mi sa tanto che la politica di Israele è stata e sarà quella di bombardare Gaza finché la comunità internazionale, cioè principalmente gli USA, vedranno la deportazione dei palestinesi come unica alternativa pur di interrompere i bombardamenti. Io sono ESPLICITAMENTE con Israele e non solo da ottobre 2023, ma addirittura dalla Guerra dei Sei Giorni (1967). Avevo sei anni, ma in casa nostra si è sempre parlato di attualità e di politica (sia nazionale che internazionale), perché mio padre leggeva e commentava La Stampa. Per cui, dal 1967, io siamo sempre stato “pro Israrele” e, di conseguenza “anti palestinesi”. Non vedo dove sia la “mia” giustizia a scomparsa: sono univoco, chiaro e coerente. Nel momento in cui (1948) l’ONU legittimava lo stato di Israele, doveva far sloggiare fin da allora i palestinesi. A tenerli insieme, con ‘sta baggianata IPOCRITA, dei “due popoli e due Stati” si è solo incancrenita una situazione che ora è diventata ingovernabile per i motivi che ho già spiegato più volte (sono “agli atti”). Alla fine vincerà Israele e sbatterà fuori i palestinesi, vedrete che andrà così. E io tifo apertamente perché vada così, non mi nascondo e, come mio costume, dico le cose “pane al pane, vino al vino”.
     
    @98 Borrel è (politicamente) un morto vivente, perché fa parte della commissione europea in scadenza a inizio giugno (il 9 ci sono le elezioni europee). Quindi parla a vanvera, non rappresenta un cazzo di niente e di nessuno e anzi fa campagna elettorale, cioè cerca di catturare e/o trattenere i voti di gonzi che ci cascano ancora con sta storia dei “diritti umani”. Fare riferimento a un politico di fatto scaduto, perché fra circa due mesi SPARIRA’ totalmente dalla scena (quindi politicamente oggi è uno zombie), è conferma di stoltezza strutturale: converrebbe stare zitti, piuttosto che esporsi a figure ridicole di siffatta natura.

  487. 99
    Placido Mastronzo says:

    Crovella, il tuo #94 conferma ulteriormente la mia impressione di uso della “giustizia a scomparsa”. 
    Vengo e mi spiego: da quello che scrivi (non solo in questo filone di discussione) si ricava l’impressione che tu sia abituato a ragionare per contrapposizione fra blocchi monolitici e, concedimi, squadrati con l’accetta (in questo caso: Israele = Occidente = noi = “i buoni” contro Palestinesi = musulmani = aggressori dell’Occidente = loro = “i cattivi”).
    A parte che la realtà mi sembra un filino meno monolitica e un pelino più fluida e variegata (eufemismi), dai l’impressione non solo di schierarti, ma addirittura di identificarti, con uno dei blocchi e di giustificarne qualunque comportamento “senza se e senza ma” [cit.], che si tratti della “discutibile” (eufemismo) politica bellica dello stato di Israele, dei manganellatori di Pisa, del “tuo” governo, ecc. ecc.
    L’impressione che se ne trae è che, siccome tutto è concesso al “blocco dei buoni”, la giustizia possa allegramente andare a farsi fottere e venga chiamata in causa soltanto quando si tratta di difendere appunto il “blocco dei buoni”.
    Sono solo le impressioni che ricavo da quanto scrivi e non c’è niente di personale, ovviamente.
    Buona continuazione

  488. 98
    marco vegetti says:

    Prima di entrare in riunione Josep Borrell ha dipinto un quadro desolante della situazione sul campo.
    “Gaza prima della guerra era la più grande prigione a cielo aperto. Oggi è il più grande cimitero a cielo aperto. Un cimitero per decine di migliaia di persone e anche un cimitero per molti dei più importanti principi del diritto umanitario“, ha dichiarato Borrell ai giornalisti.
    L’Ue raggiunge un “accordo politico” per sanzionare i coloni israeliani estremisti
     
    Certo che quest’ Europa è antisemita!

  489. 97
    Matteo says:

    MA SMETTILA DI DIRE PALLE!
    Gli ultimi governi di Israele hanno cercato in tutti i modi di validare l’equazione sionismo = ebraismo = Israele per tacitare l’opposizione (esterna ma anche interna) alle loro politiche via via più razziste e colonialiste.
    Se adesso esagerano la cosa andrà a danno di Israele ma anche di tutti gli ebrei della diaspora, che molto poco giustificano la politica attuale di Israele.
     
    Leggi La spada e l’Olivo, scritto da un ebreo, edito nel ’98 e obbligatorio a West Point, e smettila con le tue sparate da ignorante

  490. 96
    Carlo Crovella says:

    Ma minchia! E’ da TUTTO IL DIBATTITO (e anche in altri, prima di questo!) CHE STO AFFERMANDO CHE LA REAZIONE DELLA SINISTRA POST EVENTI AUTUNNO 2023 (reazione in termini smaccatamente pro palestinesi) HA PRODOTTO LA CONVERGENZA FRA ANTISIONISMO E ANTISEMITISMO: i due fenomeni, oggi, sono pressoché fusi insieme. E da tale convergenza che consegue la scissione sinistra-ebrei.
     
    Tale scissione NON è colpa degli ebrei, bensì colpa della sinistra. Infatti mai prima di questi ultimi tempi, Parenzo o Molinari (o i loro corrispondenti) sono stati stati oggetto di “censura” da parte di esponenti o studenti o manifestanti vari di sinistra, che, oggi, sono invece strutturalmente posizionati su livelli pro palestinesi e quindi “censurano” aprioristicamente gli ebrei. Questa “censura” adesso accade davvero (e non solo in un caso isolato, ma ormai a ripetizione) e questo dipende dall’ ERRORE della sinistra che, attaccando Israele, in realtà ferisce anche gli ebrei europei (ecco perché, ora, antisionismo=antisemitismo).  Giusta o sbagliata che sia la percezione degli ebrei (che considerano gli attacchi a Israele come attacchi a loro stessi), quella è la loro percezione e la loro reazione dipende da tale percezione, non dalla fondatezza o meno della stessa percezione.
     
    Se la sinistra europea vuole ricucire con gli ebrei europei, deve assolutamente  rimodulare le sue posizioni su Israele, altrimenti il divario sinistra-ebrei si aprirà sempre di più. Sbagliato o meno che sia sul piano ideologico, il fenomeno in essere è quello. Se non vi importa niente di tenere gli ebrei nell’area di sinistra (come sono stati per decenni, post Olocausto: già spiegato perché), andate pure avanti così. Ma vi date la zappa sui piedi.
     
    Certo che è incredibile: in Occidente (in Europa in particolare) è in evoluzione un’onda elettorale di destra così ampia che al suo confronto uno tzunami sarà come un battito di ali di farfalla e i sinistrorsi non si preoccupano minimamente di arginare la perdita di voti di un bacino (quello degli ebrei) che tradizionalmente era di sostengo alla sinistra. Come se ne aveste da sprecare, di voti… 

  491. 95
    Matteo says:

    Tu parti da un un errore basilare, che quindi pervade ogni ragionamento.
     
    Israele non è gli ebrei e gli ebrei non sono Israele
     
    E’ un errore storico che negli ultimi vent’anni è stato scientemente perseguito dalla dirigenza israeliana, propagandato e incentivato attivamente. Ciò nonostante è un falso completo e come tale va denunciato.
    Io penso che entro breve tempo rimpiangeranno di averlo commesso, perché è più che evidente che l’ “antisionismo diventa sempre più antisemitismo” ma pare che il mondo non sia più molto disposto a sostenere Israele sempre e comunque.
     
    Perché tu voglia continuare a commetterlo e a propagandarlo con i tuoi interventi sono affari tuoi

  492. 94
    Carlo Crovella says:

    Da quel poco che si percepisce nelle apparizioni in TV, Parenzo non ha certo un modo di fare da “fascista” e inoltre è sempre stato schierato a sinistra. Finora. Adesso, dopo attacchi a lui del tutto immotivati se non sul piano ideologico (antisionismo diventa sempre più antisemitismo) anche il suo caso dimostra che si è aperta la divaricazione fra ebrei e sinistra, ma per “colpa” di quest’ultima che preferisce sostenere i palestinesi.
     
    A me non interessa la giustizia a metro, cioè secondo l’opportunismo del momento. Storicamente sono sempre stato schierato con gli israeliani e da sempre dico che Israele è uno pezzo di occidente. Per cui fra Israele e i palestinesi, sono sempre stato dalla parte di Israele. Oggi, per estensione, sono dalla parte degli ebrei, che, anche se NON residenti in Israele, ai giorni nostri si sentono feriti perché la sinistra europea (italiana in particolare) si è smaccatamente posizionata pro palestinesi. Siamo al paradosso, rispetto ai decenni passati: gli ebrei europei oggi ricevono sostengo e solidarietà dalla destra e viceversa sono fortemente avversati dalla sinistra. Se fossi uno di sinistra mi preoccuperei di fare il “pompiere” e andare a spegnere gli incendi ideologici fra sinistra ed ebrei, pena la perdita definitiva del loro sostegno. Invece assistiamo a un continuum di attacchi polemici dalla sinistra agli ebrei: ad ogni attacco, lo strappo in essere sarà sempre più difficilmente ricucibile e, a un certo punto, diventerà irreversibile.

  493. 93
    Placido Mastronzo says:

    Scrive Crovella al #79:

    gli studenti della Sapienza di Roma hanno impedito l’intervento di David Parenzo (giornalista ebreo, storicamente schierato a sinistra) all’urlo “Ebreo fascista!” (!).

    Conosco Parenzo solo di nome e ne ignoro il pensiero, per cui, senza entrare nel merito della contestazione, mi limito ad osservare che le due parole non sono necessariamente in contraddizione: chiunque usi, o inneggi a, metodi fascisti (es. istituzionalizzazione della violenza e del sopruso) si comporta da fascista.
    Ripeto a beneficio dei duri di comprendonio: ignoro se si tratti realmente del caso del citato Parenzo.
    Contemporaneamente registro che anche lo stesso Crovella al #15 si premura di informarci che:

    conoscendo gli ebrei, io li considero etnicamente dei… “fascisti”. ho utilizzato questa esplicita espressione (anche con i mie amici) per intendere che gli ebrei si considerano degli esseri superiori e paradossalmente tutte le difficoltà che hanno incontrato e superato nella storia confermano dentro di loro questa convinzione.

    Continua poi sempre al #79:

    E tutto questo [ndr: le manifestazioni/posizioni che Crovella definisce “pro-palestina”] per cosa? Per un popolo di non occidentali che odiano a morte tutti gli occidentali! Alla fine, tanto, vincerà Israele e li sbatterà fuori dalle palle, spostandoli nel Sinai (territorio egiziano) o in Giordania o in altri stati arabi lì vicino. La comunità internazionale accetterà perché alla fine è meglio la deportazione che lo sterminio dei palestinesi. Vedrete che finirà così, alla faccia di ogni considerazione sia storica che giuridica.

    Certamente è molto probabile che, se la guerra dovesse continuare come in questi giorni, finirà con lo sterminio, la deportazione o l’esodo (o le tre cose assieme) dei palestinesi… ma il pensiero di fondo che mi sembra di percepire è un perfetto esempio di “giustizia a scomparsa”: si tira fuori quando fa comodo, altrimenti quando dà fastidio la si tiene da parte (si sa mai che ad usarla troppo si consumi, signora mia), il che è anche un ottimo metodo per non dover fare i conti con la propria coscienza.

  494. 92
    Alberto Benassi says:

    L’ebreo Bernie Sanders non piace a Israele

    Ce ne faremo una ragione. E anche lui.

    Le canzoni rendono ancora possibili
    emozioni che non credevi
    di avere più 
    fanno bene lasciano ancora sognare il tuo cuore
    con la musica

    Crovella qualche volta canta  che ti fa bene.

  495. 91
    Carlo Crovella says:

    Non c’è bisogno di avvertire quel signore, ne è cosciente, anzi agisce volutamente in direzione anti-Israele. Ma è un eccezione rispetto alle posizioni degli ebrei e infatti Israele ha preso apertamente le distanze da lui. Pare che il suddetto Sander piaccia invece agli elettori USA di origini arabe. Per cui non piace agli ebrei e piace agli arabi: è l’esatto opposto della posizione complessiva delle comunità ebraiche. Quindi l’esempio è quanto mai sbagliato!
    Dall’odierno Manifesto (non certo un pericoloso giornale di destra…):
     

    L’ebreo Bernie Sanders non piace a Israele

    Al senatore del Vermont si rimproverano le critiche che ha rivolto a Israele in varie occasioni e di aver “oscurato” le sue origini ebraiche. 

  496. 90
    Luciano Regattin says:

    Qualcuno avverta l’ebreo Bernie Sanders che non sta osservando i dettami di Crovella. E non va bene.

  497. 89
    Carlo Crovella says:

    La valutazione del minestrone in testa è reciproca, anzi io ci aggiungo pure la sistematica sottolineature della assenza di intelligenza in molte delle vostre tesi. Io riporto eventi oggettivi (vedi episodi Parenzo, Molinari, buon Ramadan ecc), mentre voi vaticinate un mondo ideale che non esiste. Cmq, continuate pure così: se continuate a ferire gli ebrei europei, vi date sistematicamente la zappa sui piedi e io sono solo contento.

  498. 88
    Matteo says:

    “Così come la questione sulla valenza del termine “oggettivo”. Mi capita di riportare fatti di cronaca, questo intendo (a volte li commento, ma i fatti sono “oggettivi”, concreti).” “Per quanto riguarda la fonte dei commenti (Il Giornale), la prevenzione che esprimete voi sulle fonti è molto peggio della mia presunta pretesa di far passare per oggettive le mie opinioni.”
     
    Cosa intendi tu sono affari tuoi, ma le tue idee non sono oggettive,
    Punto.
     
    E a dimostrazione del minestrone che hai in testa, nella seconda frase qui sopra hai di nuovo confuso fatti, fonti e commenti!

  499. 87
    Carlo Crovella says:

    Ma che minaccia!… Già solo esporre una menata del genere conferma che non capite mai nulla della realtà che vi circonda. Così come la questione sulla valenza del termine “oggettivo”. Mi capita di riportare fatti di cronaca, questo intendo (a volte li commento, ma i fatti sono “oggettivi”, concreti).
     
    Se non conoscete gli ebrei, non sapete nulla di come ragionano, per cui non riuscite a capire quale danno la sinistra sta facendo a se stessa, con tutta la faccenda “pro palestinesi”. Già al netto del tema ebrei-palestinesi, siamo muovendoci in un trend generale di spostamento dell’opinione pubblica occidentale verso posizioni di “chiusura a riccio”, e quindi di destrizzazione. Se poi insultate e ferite gli ebrei europei con episodi di cronaca come quelli degli ultimi mesi (e degli ultimi giorni in particolare), vi scavate letteralmente la fossa sotto ai piedi. Io conosco profondamente diversi ebrei e lavoro da circa 35 anni anche con individui di etnia ebraica. Per cui “so” come ragionano, li ho visti all’opera in mille occasioni. Non ci credete che, con episodi quelli quelli citate, li ferite? Gli ebrei europei, intendo. Liberissimi di non crederlo, ma loro se la legano al dito…
     
    Per quanto riguarda la fonte dei commenti (Il Giornale), la prevenzione che esprimete voi sulle fonti è molto peggio della mia presunta pretesa di far passare per oggettive le mie opinioni. Avete fette di salame intorno agli occhi. Anche in tale situazione contingente, si tratta di fatti oggettivi. L’ “oikophobia” non l’ho teorizzata e coniata io, c’è fior di linea di pensiero, assodata e consolidata, che la sostiene apertamente.
     
    Piuttosto che perdere tempo in risvolti del tutto ininfluenti (come quelli che rinfacciate a me –  in questa come in mille altre occasioni), dovreste preoccuparvi della reazione dell’opinione pubblica rispetto alle continue prese di posizione della sinistra a favore degli avversari dell’Occidente. Come potete pensare che gli ebrei europei si sentano rappresentati e “protetti” da esponenti politici che si schierano apertamente per i palestinesi (contro gli ebrei, che oggi come oggi sono sempre più collegati con i loro parenti residenti in Israele)? Lo stesso per la baggianata del “buon Ramadan…” Secondo voi gli ebrei residenti in Lombardia stanno facendo i salti di gioia e voteranno ancora per il PD che omaggia il Ramadam? Io sono basito dalla superficialità (per non dire stupidità) che esprimete.
     
    Cmq, da tifoso della destra quale sono, non posso che gioire per i continui passi falsi che la sinistra europea (italiana in particolare) sta inanellando, giorno dopo giorno. Già la sinistra è sfavorita nei sondaggi a prescindere dal tema “ebrei-palestinesi”, ma con questi passi falsi uno dopo l’altro, la sinistra si autocondanna all’estinzione. La destrizzazione dell’Europa è un trend socio-politico e culturale che durerà parecchi decenni. Paradossalmente la sinistra contribuisce a tale evoluzione, auto danneggiandosi con ripetuti episodi come quelli che ho citato. Da “tifoso” della destra, io sono solo contento: fate continui autogol!

  500. 86
    Alberto Benassi says:

    Gli ebrei se la legano al dito: non lo dicono, nel breve non fanno proclami aggressivi, ma NON DIMENTICANO. E, quando sarà ora, ve la faranno pagare.

    Crovella,  che fai minacci??
     
     

  501. 85
    Matteo says:

    P.S.: il fatto poi che tu non dica da dove viene l’idiozia che citi, ma la riporti come “rassegna stampa” la dice lunga sulla tua onestà intellettuale.
    Ti svelo un segreto: basta fare un copia-e-incolla su Google per scoprire che da dove viene e quindi il valore della fonte

  502. 84
    Matteo says:

    Non ti sto dando del fascista, sto dicendo che tue idee non possono in alcun modo essere oggettive, semplicemente perché sono tue e di nessun altro. Come qualunque idea di chiunque altro non può esserlo.
     
    Quindi chi scrive “espongo idee oggettive” o usa il termine “oggettivo” per cercar di accreditare in modo falso le proprie argomentazioni o è un semplice ignorante.
    Oppure dimostra di aver problemi mentali.
     
    Vedi tu.

  503. 83
    Carlo Crovella says:

    L’oggettività delle mie analisi è dimostrata dai fatti.
    I fatti vi infastidiscono e pensate di cancellarli dandomi del fascista. Ma i fatti esistono, a prescindere da questo Blog e dai mie commenti, e sono fatti oggettivi.
     
    Notizia fresca fresca di questi giorni:
     
    Il PD Sezione Monza augura “buon Ramadan” alla comunità islamica monzese…
     
    Commento tratto dalla rassegna stampa:
    Si tratta di un passaggio significativo perché aiuta a comprendere la mentalità che anima la sinistra italiana (e occidentale). La solerzia con cui si spendono per ricordare e celebrare le tradizioni musulmane è pari solo all’attenzione dedicata a cercare di cancellare le nostre tradizioni.
    È la perfetta rappresentazione di ciò che il pensatore inglese Roger Scruton definisce «oikophobia»: odio per la propria casa e perciò per l’identità occidentale.
    Si tratta di un fenomeno, non più solo culturale e politico, ma anche antropologico, di quella parte della popolazione occidentale che tende a vedere in modo negativo i valori occidentali e a volerli perciò cancellare esaltando al contrario tutto ciò che arriva da altre culture.
     
     
    CONCLUSIONE: La notizia NON riguarda in modo diretto i palestinesi, ma si inserisce nello stesso filone dove si trova anche il sostengo ai palestinesi.
     
    I sostenitori dei palestinesi di fatto esprimono, con tale scelta, il loro astio verso l’Occidente, più che un vera solidarietà per i palestinesi stessi.
     
    Non vi piace l’Occidente? Benissimo: fate le tende e andate a viver altrove. I “veri” occidentali, al contrario vostro, amano l’occidente, il suo paradigma esistenziale e il suo modus vivendi. Lo amano nonostante i suoi difetti e le sue contraddizioni. Ma sostanzialmente si riconoscono nell’Occidente e quindi NON inneggiano agli avversari dell’Occidente, che siano i palestinesi di Gaza o i mussulmani di Monza.
     
    Se oltre all’astio verso l’Occidente, in più, pur di esprimerlo apertamente, ci aggiungete anche il fatto che vi inimicate gli ebrei europei, vi state proprio sparando nei coglioni. Soffocate le residue chance che avete di poter incidere, nel futuro politico (anche di medio-lungo termine: 30-40 forse 50 e più anni), sull’evoluzione dell’Occidente stesso. Gli ebrei se la legano al dito: non lo dicono, nel breve non fanno proclami aggressivi, ma NON DIMENTICANO. E, quando sarà ora, ve la faranno pagare.

  504. 82
    Marcello Cominetti says:

    Crovella, a Parenzo avrebbero fatto meglio a gridargli: coglione.

  505. 81
    Fabio Bertoncelli says:

    Matteo, permettimi un consiglio.
     
    Crovella (confidenzialmente, Krovellik) va preso a piccole dosi. Piccolissime. Quasi infinitesimali. Qualunque sia il tema, qualsiasi tesi lui sostenga.
    Altrimenti la pressione sale, e a noi fa male.
     
    P.S. Proposta all’amministratore del GognaBlog.
    I commenti crovelliani dovranno essere preceduti dalla seguente avvertenza, evidenziata in carattere neretto:
    Quanto segue può nuocere gravemente alla vostra salute. L’amministratore del blog non si assume alcuna responsabilità per travasi di bile, sbalzi di pressione, esaurimenti nervosi, impulsi omicidi e coccoloni vari derivanti dalla lettura. Chi legge lo fa a suo rischio. Buona fortuna!”.
     

  506. 80
    Matteo says:

    Cazzo Crovella SMETTILA DI MASSACARE LA LINGUA ITALIANA!
    (oltre ai nostri zebedei)
     
    “espongo idee oggettive”
    .Non esistono idee oggettive: i fatti sono oggettivi, i numeri sono oggettivi, le idee no.
    Le idee possono essere oggettivamente basate o (come nel tuo caso) ideologicamente preconcette, ma non possono che essere soggettive!
     
    Il resto del tuo intervento non vale il prezzo della carta su cui è scritto e non lo commento, ma almeno scrivi in italiano!

  507. 79
    Carlo Crovella says:

    Nei mie interventi, salvo rare eccezioni, non rispondo a individui in particolare, ma espongo idee oggettive. Da tempo sostengo che non solo non si sono separati per nulla i concetti “antisionismo” e “antisemitismo”, ma che, anzi, dall’autunno 2023 in poi, tali concetti si sono fortemente fusi uno nell’altro, per cui le posizioni pro palestinesi (ergo posizioni antisioniste) sono ormai posizioni antisemite a tutti gli effetti. Quanto meno così vengono percepite dagli ebrei europei ed è il motivo per cui la sinistra europea (italiana in particolare) se li sta inimicando.
     
    Circa dieci giorni fa gli studenti della Sapienza di Roma hanno impedito l’intervento di David Parenzo (giornalista ebreo, storicamente schierato a sinistra) all’urlo “Ebreo fascista!” (!). Pochi giorni fa gli studenti dell’Università napoletana hanno impedito l’intervento di Maurizio Molinari (ebreo e direttore del quotidiano La Repubblica), urlandogli “sionista-sionista”. Non un qualsiasi giornalista, ma il direttore de La Repubblica! Cioè il direttore di quel quotidiano che è il “faro” di un certo spaccato progressista, storicamente serbatoio di voti per il Pd. Se vi inimicate addirittura il mondo della Repubblica, siete proprio fritti a dovere! Dopo le tornate elettorali da qui alle europee, per trovare qualcuno di sinistra bisognerà andare nelle viscere della terra a cercarlo col lanternino. Con le posizioni pro palestinesi, state consegnando alla destra non solo l’Italia, ma l’intera Europa.
     
    E tutto questo per cosa? Per un popolo di non occidentali che odiano a morte tutti gli occidentali! Alla fine, tanto, vincerà Israele e li sbatterà fuori dalle palle, spostandoli nel Sinai (territorio egiziano) o in Giordania o in altri stati arabi lì vicino. La comunità internazionale accetterà perché alla fine è meglio la deportazione che lo sterminio dei palestinesi. Vedrete che finirà così, alla faccia di ogni considerazione sia storica che giuridica.
     
    PS: alle elezioni europee, gli eventuali leghisti che NON voteranno per la Lega voteranno per gli altri due partiti (Conservatori, cioè FdI, o PPE, cioè FI) o andranno ancora più a destra (nel comparto dove ci sono AfD o Vox ecc). Quindi non saranno voti persi per la destra, intesa nel senso più ampio dello schieramento. Invece la sinistra, che già è sfavorita nei sondaggi, in più si autoamputa il numero dei suoi elettori, inimicandosi vari sottoinsiemi di tali elettori… siete autolesionisti. E poi c’è pure qualcuno che si offende perché vi si consideriamo dei cretini…

  508. 78
    marco vegetti says:

    77 Pur di non rinunciare al comizio (alle Europee perdete Salvini), Crovella mi risponde. Peccato che io avessi fatto solo un appunto storico, che per lui, pur di sostenere la SUA VERITSA’ ASSOLUTA, dice che è una cagata fuori luogo. Peccato che UN POPOLO SENZA MEMORIA È UN POPOLO SENZA FUTURO  che non significa 10, 30, 50 anni ma ben di più

  509. 77
    Carlo Crovella says:

    Le eventuali priorità storiche non contano una beata mazza, oggi come oggi. Ciò che conta è la volontà di Israele di far sloggiare i palestinesi, perché Israele ha “bisogno” di  spazi e non si fermerà, a prescindere da ogni altra considerazione. (delle priorità storiche, poi, Israele se ne sbatte alla grandissima)
     
    A titolo di esempio, estratto da Limes:
    PER GLI ISRAELIANI IL DESTINO DEI PALESTINESI È NEL SINAI
    Netanyahu non riesce a gestire gli abitanti di Gaza, dunque vuole spedirli in Egitto. Ma non è la prima volta che lo Stato ebraico valuta tale soluzione. Perché Il Cairo ora potrebbe dire sì.
     
    Ma l’aspetto più sconcertante della sinistra europea, che da ottobre scorso si è cocciutamente arroccata a sostengo dei palestinesi, è che si sta dando la zappa sui piedi in termini elettorali. Inimicarsi gli ebrei europei non è un’idea intelligente, anzi è molto stupida. Gli ebrei, europei che fanno riferimento alle comunità dislocate sul continente, sono all’incirca 1,5 milioni, forse un po’ di più. Tutti voti che, storicamente, rientravano nel bacino della sinistra moderata (corrispondente al Pd, per capirci), per il già citato contesto post Olocausto. Renderseli ostili significa rinunciare, in tutto o in gran parte, a quel bacino elettorale. Infatti è abbastanza probabile che gli ebrei europei, indispettiti dalla scelta pro palestinesi operata della sinistra, si rifugeranno nell’astensionismo. La sinistra rischia di perdere quell’insieme di voti già nella prossima tornata elettorale di giugno 2024. Con un elettorato di destra che andrà a votare pressoché compatto, alienarsi i propri fan significa, per la sinistra, spararsi nei coglioni: praticamente, nelle elezioni di giungo 2024, è come se la sinistra europea partisse da -1,5 milioni di voti. Da tifoso della destra quale sono, non posso che gioire della stupidità espressa dalla sinistra, ma certo che resto basito dalla cocciutaggine con la quale vi piace farvi del male. 

  510. 76
    marco vegetti says:

    Qualcuno ha parlato di Cristo? Già veniva chiamata Palestina ai tempi dei Fenici, la chiamano Palestina gli storici greci e poi romani. Forse gli abitanti si chiamavano già palestinesi. Ben prima che una favoletta chiamata Bibbia ebraica ne rivendicasse la proprietà.
    Giuri e spergiuri ma poi leggi e rispondi: il fatto + che non facendolo ti sentiresti da meno e magari qualcuno dei tuoi centomila seguaci silenziosi si fa delle domande su quel che scrivi… Non sia mai, tu hai la SOLA E UNICA VERITA’
     

  511. 75
    Carlo Crovella says:

    Che genio! Certo che come tachiss sei davvero incredibile. Mi riprometto, ogni volta, di non leggere neppure le scemenze che scrivi, ma certo che sai inventartene ogni volta una sempre più insostenibile!.
     
    Tra l’altro, non ci vuole certo un cervello einsteiniano per scoprire che io sono “di parte”: l’ho detto a chiare lettere una marea infinita di volte!
     
    Non sto neppure a perdere tempo a fare ricerche storiche per dimostrare che gli ebrei popolavano quelle regioni secoli e secoli PRIMA di Cristo. E’ cmq intuitivo che è il termine “palestinesi” (per indicare gli arabi islamici che sono diventati stanziali nell’area) che deriva dal Palestina e non viceversa.
     
    In ogni caso, l’eventuale “precedenza” storica, oggi come oggi, non c’entra una beata mazza. Non capirlo è da rimbambiti totali. Infatti, oggi, è comprovato che gli israeliani “vogliono” disporre di tutto il territorio, liberandolo dai palestinesi (Hamas o non Hamas conta poco: Hamas è un’aggravante al problema, ma non è il “vero” problema).
     
    Vai a fare un discorso come il tuo agli ebrei europei e te li rendi nemici. Ecco la dimostrazione oggettiva della tesi che sostengo da mesi: la sinistra europea (italiana in particolare), schierandosi apertamente pro palestinesi, ha aperto un solco fra sé e gli ebrei europei… Ora ve li siete fatti “nemici”: contenti voi…

  512. 74
    marco vegetti says:

    Crovella, sei di coccio e di parte. Secondo te perché quella zona del mondo si chiama Palestina? Magari perché ci stavano i palestinesi ben prima degli ebrei (Stato di Israele). Quindi, magari, hanno tutto il diritto di stare a casa loro… 
     
    Matteo: grazie per aver aggiunto i Nobel della letteratura… Stavo per farlo io…
    Poi, chissà come è, OGGI i migliori matematici al mondo, a cui tutte le grandi Università danno la “caccia”, sono indiani… Anche la “razza” indiana è come quella ebraica?
     

  513. 73
    Carlo Crovella says:

    @50 Genoria
     
    1) Ho già spiegato chiaramente che io NON conosco tutti gli ebrei d’Europa. Ma ne conosco abbastanza profondamente alcune decine, con costoro chiacchiero confidenzialmente da tempo. Negli ultimi mesi abbiamo parlato molto su questi temi e le loro tesi le ho esposte stamattina. Già per mia curiosità, da mesi ho chiesto loro se loro ritengono che quelle siano le loro posizioni individuali o possano esser considerate abbastanza rappresentative delle comunità. La loro risposta è stata del tipo che all’interno della comunità hanno parlato a fondo e poi le varie comunità europee si confrontano sistematicamente su questi temi. riporto cose riportate, non ho le prove oggettive di tutto ciò. Ma la sensazione è che la presa di posizione filo palestinese della sinistra è complessivamente vissuta come presa di posizione “anti-ebraica”… E’ abbastanza plausibile che tale posizione, seppur molto articolata, sia però molto estesa. io ravviso la sensazione
     
    Poi preciso che io ho scritto che ritengo che si sia sfaldata la precedente liason fra ebrei europei e sinistra europea (la liason post Olocausto), non ho proprio detto che gli ebrei voteranno tutti a destra!
     
    2) Faccenda Hamas. certamente gli ebrei europei (attenzione: sulla base del feedback delle chiacchiere con i miei amici) sono d’accordo sull’esigenza di estirpare Hamas a qualsiasi costo. Quindi essi sono d’accordo che… per realpolitick non si può pensare di estinguere Hamas senza fare danni a Gaza… stante il fatto che i miliziani sono mescolati alla popolazione. per un discorso più generale, che va oltre Hamas, gli ebrei che conosco sono complessivamente… stufi del fatto che la popolazione israeliana (ebrea, intendo) viva sotto il costante rischio di attacchi, non solo cole quello (colossale) di ottobre, ma anche quelli “quotidiani” fatti di atti terroristici con uno -due morti… Dal momento in cui le nuove generazioni europee (in parole povere: i figli) vanno a studiare e poi lavorare/stabilirsi in Israele, la preoccupazione dei genitori è completamente diversa rispetto alla valutazione ideologica sull’intero tema “due stati, due popoli”. In pratica, anche se è chiaro che Hamas è il braccio armato, Hamas si mescola e trae origine dalla popolazione palestinese. non so se si riesce a capire la conclusione…: per estirpare Hamas, probabilmente non si può che pensare di far sloggiare del tutto i palestinesi. il che non significa “sterminare” del tutto i palestinesi, ma distribuirli fra i paesi arabi, in modo tale da non averli più, né a Gaza né in Cisgiordania. Questa è la sensazione che io ho tratto dalle chiacchierate con i mie amici.

  514. 72
    Matteo says:

    vedi a far le cose di corsa ho dimenticato il mio amato Vasilij Semënovič Grossman 🙁

  515. 71
    Matteo says:

    Tanto per cambiare ti sbagli…
    in ordine sparso, al volo senza pensarci troppo:
    Allen Ginsberg Saul Bellow Isaac Asimov Stefan Zweig Joseph Roth Franz Kafka
     
     

  516. 70
    Expo says:

    @68 
    Non ho detto che l’isolamento storico degli ebrei sia un bene , ma che la loro cultura e identita’ separata sia fra le prime cose da indagare per comprendere la loro superiore produzione scientifica ed economica.
     
    @69
    Nemmeno Einstein era un fanatico sionista , e nessuno ha detto che gli scienziati ebrei facessero il “Jew pride”.
    L’ipotesi e’ che nella religione e cultura ebraiche esista un “quid” che tenda a favorire una maggiore produzione scientifica negli appartenenti alla loro comunita.
    Posso sbagliarmi , ma non mi risulta che cio’ accada nella narrativa e nelle materie umanistiche.
     

  517. 69
    marco vegetti says:

    Expo – Comunque sia, questa tua ossessione sul rimarcare i Nobel EBREI induce a pensare a una forma di razzismo. Mai letto o sentito che, ad esempio, Oppenheimer  si “proclamasse” ebreo. Ha studiato come altri Nobel (non ebrei) a Harvard, a Cambridge, a Zurigo, a Gottinga, a Leida. Ed incredibilmente (secondo i tuoi parametri) dopo l’esplosione della bomba del primo test fece un’affermazione presa dal testo sacro dell’induismo (Bhagavadgītā) e non da Bibbia ebraica o Torah. Strano davvero per un fisico ebreo come lo dipingi tu (fisico americano, dice il mondo e la Storia)! Perché allora, prima che ebrei, siamo tutti etiopi o aborigeni australiani di origine (di razza) e di religione animisti…

  518. 68
    Alberto Benassi says:

    58) Expo, nella cultura possiamo evolvere e l’isolamento si può rompere. Non c’è solo il fanatismo religioso, esiste anche l’illuminismo.

  519. 67
    Expo says:

    @matteo
    Purtroppo e’ cosi.

  520. 66
    Matteo says:

    P.S.: già che ci siamo, tanto per confermare la tua intelligenza e astuzia, prova a dire a qualcuno che non sia italiano
    “Comportarsi da italiano , non da mafioso”
     
    Sono convinto che più del 50% della popolazione mondiale ti risponderebbe “ma gli italiani sono mafiosi

  521. 65
    Expo says:

    Noi ci autodefiniamo :”cristiani” , ma osserviamo i precetti di questa religione in modo ipersuperficiale , forse con battesimo e cresima come atti formali.
    Forse anche fra gli ebrei esiste una quota di persone con questo rispetto solo apparente di religione e tradizioni , ma buona parte di loro prende queste cose molto sul serio.
    Ricordo un’amica dell’universita’ che da cristiana aveva deciso di unirsi in matrimonio con un ragazzo ebreo.
    Il tipo di adesione all’ebraismo che le e’ stato richiesto era tanto pesante da sembrarmi inaccettabile.

  522. 64
    Matteo says:

    “Rispetto a loro siamo decisamente dei farisei”
     
    Oh suprema fonte di astuzia, intelligenza e sapidi commenti, permetti a un cretino di fare la parafrasi delle tue alate parole, in modo che il volgo possa intendere ed accedere alla tua saggezza:
     
    Rispetto agli ebrei noi siamo dei falsi degli ipocriti e guardiamo più alla forma che alla sostanza, cioé siamo una setta degli ebrei

  523. 63
    Expo says:

    No , non è che io non sia cosciente : sei proprio tu che non capisci un cazzo !Il significato di “fariseo” è ampiamente noto.

  524. 62
    Expo says:

    Infatti la maggior parte delle etnie che sono emigrate in un altro stato , nel giro di poche generazioni hanno perso la lingua e le usanze dello stato di provenienza.Gli ebrei hanno conservato intatte queste due cose come nessun popolo al mondo , e questo è peculiare come la loro leadership nelle materie economiche e scientifiche.

  525. 61
    Matteo says:

    “Prima di rispondere perfavore verifica di avere capito quello che c’è scritto. “
     
    Non sei cosciente del significato di quello che scrivi, cosa vuoi che ci possa capire io?
    Io mi limito a sottolineare gli errori, le idiozie, i non sequitur e le falsità in quello che tu scrivi

  526. 60
    Expo says:

    Spiegazione per chi non capisce :
     
     

    Perché si dice essere un fariseo?
     
     

    fig. Uomo falso, ipocrita, che guarda più alla forma che alla sostanza delle azioni (sign.

  527. 59
    Expo says:

    @ Alberto BesassiOvvio , ma se devi indagare perchè un gruppo di persone sia più bravo negli studi , devi anche indagare se questo possa derivare dalla sua cultura e dal suo isolamento.Nessuno dice che isolarsi sia bello , ma gli ebrei hanno vissuto 500 anni nei ghetti parlando fra di loro ed hanno fatto strage di premi nobel.@ MatteoE’ simpatico che quando io dico :”Comportarsi da fariseo” , tu ti affanni a postarmi dei video senza averci capito un cazzo…E’ come se dicessi “Comportarsi da italiano , non da camorrista” ed avere uno che si crede astuto come una volpe , che ti risponde che “I camorristi sono italiani”.Prima di rispondere perfavore verifica di avere capito quello che c’è scritto. 

  528. 58
    Matteo says:

    L’ultima volta, poi la smetto.
    Expo, guarda che i farisei erano ebrei!
     
    https://www.youtube.com/watch?v=S-aX6ZQz2qA

  529. 57
    Alberto Benassi says:

    … e che molto difficilmente si e’ mescolata con altre culture.

    Mica è detto che sia un pregio essere chiusi verso il resto del mondo.

  530. 56
    Expo says:

    @ 50
    Gente che dopo 400 / 1000 anni dalla diaspora , ha mantenuto una complessa identita’ culturale , e che molto difficilmente si e’ mescolata con altre culture.
    Cabala , letture , ortodossia , ed una religione estremamente impegnativa.
    Dopo il 1918 sono confluiti verso israele persone che erano vissute per 500 anni nei ghetti.
    Rispetto a loro siamo decisamente dei farisei.

  531. 55
    Marcello Cominetti says:

    L’ordine delle due ultime frasi va invertito.
    Scusatemi.

  532. 54

    Trovo che molti dei commenti abbiano una visione sabaudocentrica (o dei dintorni che coprono un raggio di circa 3/400 km)
    Provate a girare il mondo  sporcandovi della sua merda e molte cose appariranno sotto un’altra luce.
    Sennò sono solo convenzioni.
     
    Ma mi raccomando,  cercate la merda, sennò non funziona.
     
    Rassicuranti. Per questo ognuno ha le sue valide. 

  533. 53
    Matteo says:

    No è proprio il mio nome…e se sei stato attento in diversi post del Capo “una vita di alpinismo” è apparso anche il mio cognome 🙂
     
    Cmq è quello che scrivo che dovrebbe interessare, non chi sono

  534. 52
    bruno telleschi says:

    Scusa Matteo, ma a me un nome senza cognome pare uno pseudonimo.

  535. 51
    Matteo says:

    Expo, per me sono fisici, economisti, medici o scrittori tedeschi, britannici, russi o francesi di religione ebraica (anche se un Einstein o una Montalcini credo ti avrebbero contraddetto).
     
    Ma tu continua pure a chiamarli ebrei: vedrai che prima o poi spunta qualcuno che pensa il mondo quasi come lo pensi tu, però pensa che imbastardiscano la razza

  536. 50
    claudio genoria says:

    Crovella, ci sono due cose del tuo discorso che non ho capito: primo, se ritieni che i tuoi amici ebrei possano essere rappresentativi di tutti gli ebrei d’Europa (altrimenti su cosa basi l’affermazione che stanno andando tutti a destra), e secondo, se i tuoi amici sono solo, e comprensibilmente, e direi anche giustamente, a favore della distruzione di Hamas, o se sono proprio a favore della distruzione completa di Gaza e di tutti i suoi abitanti. Su questo secondo punto bisogna fare attenzione, perché non è più tanto chiaro, a questo punto, cosa voglia fare il governo israeliano, non a caso criticato fortemente dall’ebreo americano Bernie Sanders (si veda https://www.politico.com/news/2024/03/10/sanders-netanyahu-palestinians-israel-00146152). Ed è sempre per questo che la grandezza intellettuale dell’ebreo italiano Franco Fortini non smette di essere d’attualità. Ho i miei dubbi sul fatto che gli ebrei “della Diaspora”, europei o americani, vadano contro così compatti, come sostieni, alle posizioni espresse da Bernie Sanders, o che possano essere tutti insensibili a concetti come “l’accumulo di mala coscienza e di colpe rimosse”, mentre ci sono bambini (innocenti) palestinesi che muoiono di fame. Del resto, quelli che erano bambini nel 2008 sono diventati i terroristi del 2023. “Il popolo della memoria non dovrebbe disprezzare gli altri popoli fino a crederli incapaci di ricordare”, scrive Fortini, perché potrebbe essere uno sbaglio strategico, mi viene da aggiungere. A meno che non li si voglia sterminare tutti quanti. Però, come ho scritto all’inizio, se questa è l’idea, è meglio metterlo in chiaro.

  537. 49
    Expo says:

    @Marco VegettiI Nobel si creano con i soldi ?Perchè non c’è un’analoga percentuale di premi Nobel sauditi , del Dubai , dell Australia , del Giappone ?E’evidente che c’è qualcos’altro , qualcosa che si succhia in famiglia come il latte materno.

  538. 48
    marco vegetti says:

    La verità nuda e cruda è una e una sola: quella di Crovella. Tutto il resto, ciarpame… Sicuramente l’umiltà è la sua miglior dote… 

  539. 47
    marco vegetti says:

    Siete un po’ razzisti, eh? Guardate che i “vostri” Nobel “ebrei” non hanno studiato in Università israeliane, ma in quelle dei vari Imperi. Che poi fossero di origine ebraica, non c’entra un emerito ca..o. Conta invece lo studio, facilitato da famiglie facoltose che permettevano ai figli di studiare (fondamentalmente ai maschi perché la donna ebrea è soprattutto fattrice e poi madre…).
    Quanto ai tazebao, da chi viene la predica? Dal compilatore seriale della destra-che-conquisterà-il-mondo. Ogni post, un tazebao… Ah già, oggi ha una riunione al vertice con amici ebrei, che caso, proprio quando si parla di ebrei… Quando si parlava di Europa e Russia, con analisti e geopolitici, e quando parleremo di vacche ?

  540. 46
    Matteo says:

    “la mia logorrea è conseguenza dell’ottusità di chi si ostina a voler negare la realtà.”
     
    In effetti quando tutti continuano a fare appunti a ciò che dici, insistendo a voler dimostrare con i numeri e argomentare con la logica cos’altro puoi fare se non continuare a ripetere sempre le stesse cose “ogni volta fin nei minimi dettagli, come se la si spiegasse a bimbi dell’asilo”?
    Mica vorrai abbassarti e scendere nel loro campo….

  541. 45
    Carlo Crovella says:

    @41 In questo, come in tutti gli altri temi trattati (sai collegati alla montagna che di ampio respiro, come nella partizione T&T),  la mia logorrea è conseguenza dell’ottusità di chi si ostina a voler negare la realtà.
     
    Se costoro, che si spacciano per sopraffini aristotelici di alta apertura mentale, avessero la capacità di accettare la realtà nuda e cruda, per quanto contraria ai loro ideali, non ci sarebbe bisogno di spigargliela ogni volta fin nei minimi dettagli, come se la si spiegasse a bimbi dell’asilo.
     
    Se gli interlocutori aguzzassero l’ingegno, anche i mie interventi si alleggerirebbero.
     
    Vi saluto, vado a una riunione professionale con soci ebrei, cui sono affezionatissimo (lavoriamo insieme da decenni), ma… in casi del genere mai allentare l’attenzione, meglio sempre stare in campana…

  542. 44
    Expo says:

    @36 Se il mio cervello è slogato , il tuo è in coma irreversibile..Infattamente non notare questa gigantesca anomalia implica problemi alla vista:
    ISAAC BENGUIGUI
    Uno dei tratti caratterizzanti degli ebrei è la loro sete di conoscenza, in particolare nel campo scientifico. Il contributo degli ebrei alla scienza durante il XX secolo è senza pari, rispetto a qualsiasi altra etnia o popolo. Durante il XX secolo, il 35% dei Premi Nobel fu assegnato a scienziati ebrei, mentre questi rappresentavano solo lo 0,23% della popolazione mondiale in quel momento. Attraverso i ritratti di vita e opere di trenta Premi Nobel per la fisica, l’autore analizza i fattori che hanno favorito questo prestigioso risultato. Questo primo libro tradotto in italiano del prof. Benguigui rappresenta uno dei temi che più l’ha motivato nella sua carriera di ricercatore: come gli scienziati ebrei abbiano eccelso nel XX secolo in un numero così sproporzionato rispetto alla loro popolazione in Europa, nonostante le persecuzioni da loro subite nel vecchio continente attraverso i secoli e tutto questo all’ombra della Shoah, che vide il popolo ebraico fortemente decimato e affossato nella disperazione proprio durante quel XX secolo. Pertanto ci si può domandare quanto l’Europa abbia perso in sviluppo e progresso a causa del massacro di migliaia e migliaia di intellettuali ebrei da parte della mostruosità nazista.

  543. 43
    Carlo Crovella says:

    A chi desidera approfondire i vari aspetti di quel fenomeno, molto più ampio rispetto al singolo tema incentrato sugli ebrei (ma che comprende anche il cambiamento del mood degli ebrei), fenomeno che io definisco la “destrizzazione” dell’Occidente (in particolare dell’Europa), segnalo alcuni link pescati a caso dalla rassegna stampa di questi giorni. Link che riguardano diversi argomenti, i quali però compongono quell’ampio puzzle che è la destrizzazione in questione.
     
     
    https://www.corriere.it/oriente-occidente-federico-rampini/24_marzo_12/nuova-invasione-cinese-cominciata-fdc22db4-e08c-11ee-918b-52ad040c4f25.shtml
     
     
    https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/24_marzo_13/ucraina-russia-news-guerra-1c645736-e0a3-11ee-918b-52ad040c4f25.shtml
     
     
    https://www.ilgiornale.it/news/guerra/cos-dispiegata-nato-lungo-confine-russia-2295743.html
     
     
    https://www.corriere.it/esteri/24_marzo_11/virata-destra-elezioni-portogallo-populisti-chega-sono-ago-bilancia-04609a5e-dfe6-11ee-80e9-75a3581b16b6.shtml
     
     
     
    E soprattutto guardate questo video: altro che “cariche di alleggerimento” al seguito di tentativi di sfondamento di cordoni di polizia (come a Pisa)!  In Israele sì che “menano” davvero! (se la cittadinanza israeliana volesse cambiare il governo in carica, si attiverebbero i meccanismi politico-istituzionali per farlo. Ma non lo fanno… ergo, gli israeliani, a maggioranza, vogliono uno stato così come è adesso! Sia a Gaza che a Gerusalemme che in Cisgiordania!)
     
    La polizia israeliana usa i manganelli per non fare entrare i palestinesi nella moschea a Gerusalemme (domenica scorsa, NdR)
     
    Vedi video:
    https://youtu.be/rUgv-2TCXn0
     

  544. 42
    Expo says:

    @ Crovella
    La stupidita’ e l’incoerenza dell’ atteggiamento pro-palestina a prescindere della sinistra italiana esplode quando il popolo delle femministe e delle :”panchine rosse” viene messo di fronte agli stupri di guerra dei palestinesi sulle israeliane.
    Qualche giorno fa’ hanno cacciato da una manifestazione pro-palestina alcune donne che lo facevano notare.
    Il re e’ nudo.

  545. 41
    Matteo says:

    Di sicuro mancano le basi della logica e dell’analisi, ma non certo il pregiudizio ideologico e la logorrea…

  546. 40
    Carlo Crovella says:

    Siamo alle solite. Una maggioranza numerica fra i commentatori  (ma stragrande minoranza se rapportata al mood che sta diventando dominante nel mondo Occidentale) pensa, fanciullescamente, che gli spazi web a disposizione siano un “tazebao” da riempire solo di buone intenzioni e di sentimenti “buonisti”. Sentimenti e prese di posizione del tipo libertà, diritti, giustizia, pacifismo, ecc ecc ecc (e, implicitamente, dagli ai bellicosi, crimini di guerra, atrocità ecc ecc ecc).
     
     
    Nulla di peccaminoso se credete in quel paradigma di ideali, ma la “colpa” è il passo successivo. Cioè immaginate che la realtà sia quella che sognate voi, ancora intrisi di ideologia da anni Settanta.  L’ho già detto, cerco di sintetizzare, specie per gli eventuali nuovi lettori. Il mondo è cambiato, soprattutto il mondo occidentale. Si sta concretizzando quella che io chiamo la “destrizzazione” dell’Occidente, ovvero la sua chiusura a riccio come risposta alla maggior forza e aggressività dei tre nemici dell’Occidente. Tali nemici sono: la Cina (che agisce più sul terreno economico, ma altrettanto spietata e aggressiva), la Russia e quella parte del mondo islamico che viene condizionato dall’Iran (in realtà anche dalla Cina – vedi “cinesizzazione” dell’Africa, fenomeno in essere da decenni e che non si ferma certo – e dalla Russia – vedi profonda presenza della Brigata Wagner in molti paesi africani, in genere a maggioranza islamica). Con tre nemici così aggressivi e potenti, l’Occidente si chiuderà sempre più in se stesso, come in una fortezza medievale con spesse mura protettive. Inoltre assisteremo a un allontanamento degli USA (specie se trumpiani) dall’Europa, proprio perché a loro volta anche gli USA si chiuderanno sempre più in se stessi, allontanandosi dall’Europa. L’Europa reagirà a tutto ciò alzando difese sempre più impervie e coriacee, sia in termini militari che di orientamento della maggioranza dell’opinione pubblica. Sarà più difficile entrare in Europa, sarà più vischioso e complicato spostarsi al suo interno e/o lavorare (anche per i cittadini europei) e, soprattutto, l’Occidente equindi anche l’Europa si distaccherò e si disinteresserà dei problemi di “ingiustizia” in giro per il mondo (nella fattispecie, l’Europa sarà sempre meno sensibile ai palestinesi, tanto per capirci). Tutto ciò è quello che io chiamo la destrizzazione dell’Occidente. 
     
    In tale scenario di destrizzazione  si inserisce anche lo scollamento, che io giudico irreversibile, della precedente liason fra ebrei europei e mondo della sinistra europea. Dopo il 7 ottobre gli ebrei si aspettavano un’alzata di scudi “senza se e senza ma” dell’intera opinione pubblica europea a loro sostegno. In particolare se la aspettavano dalla sinistra europea, propria per la liason innescatasi post Olocausto. Invece assistiamo a migliaia di manifestazioni Pro Palestina (1100 in Italia) e la sinistra, a grandi linee si è èposizionata dalla parte dei palestinessi. Tale posizionamento della sinistra è vissuto come un “tradimento” da parte della maggioranza degli ebrei europeie se la sono legata al dito. in più la destra europea, a grandi linee, si è invece òposoizionata a sostegno di Israele e ciò viene vissuto dagli ebrei europei come motivo di avvicinamento fra ebrei (specie delle nuove generazioni, lontane dall’Olocausto) e il mondo della destra. quindi, con tutte le eccezioni del caso (=singoli individui, specie delle generazioni anagraficamente più anziane), il mondo ebraico si sta spostando dall’area ideologica della sinistra a quella centrista se non addirittura di destra (ovviamente di una destra cosiddetta di governo e non esplicitamente antisemita). Questo spostamento di alleanza ideologica del mondo ebraico è uno dei tanti tasselli della destrizzazione dell’Europa.
     
    Inoltre. Da ottobre assistiamo quindi a una certa convergenza sempre più intensa fra ebrei europei e concezione sionista (cioè di sostegno a Israele). Non indifferente è il fenomeno, in essere da circa un paio di decenni, di trasferimento di molti giovani ebrei europei in Israele. Questo rinsalda ancor di più i legami fra comunità ebraiche europee e Israele. Di conseguenza ogni presa di posizione  antisionista, oggi viene vissuta dagli ebrei come presa di posizione antisemita. Se sfugge questo particolare (che è cruciale) non cogliete l’intero castello, ma è limite di superficialità degli osservatori. La realtà è ben chiara. Gli ebrei europei, che magari per decenni sono stati piuttosto “tiepidi” sul tema Israrele e sugli interessi di quella nazione (considerandola quasi una costola separate, da cui prendere le distanze sul piano ideologico), oggi sono molto più coinvolti e, se li tocchi sul tema Israele, oggi è come se attentassi direttamente alla loro (degli ebrei europei) integrità personale.
     
    Cito un esempio. Per carità, è “un” esempio, numericamente non fa statistica, ma sul piano ideologico è molto rilevante. Uno dei mie amici di gite in montagna è un ebreo, ma di carattere mite. In passato non l’ho mai sentito fare discorsi bellicosi e anzi era piuttosto critico (nei decenni scorsi) verso la politica espansionista di Israele. Però uno dei suoi figli, oggi circa trentenne, è andato a fare l’università in Israele, poi ha trovato lavoro a Tel Aviv, si è stabilito là e, anche se torna in Italia molto spesso, ha preso anche la cittadinanza israeliana, e ora “vede” il suo futuro solo in Israele, non più in Italia. Ebbene il mio amico (che è il padre di questo ragazzo), dalle precedenti posizioni miti e non bellicose sul tema M.O., dopo il 7 ottobre è diventato una specie di falco. Può darsi che si sia immedesimato nello stato d’animo dei genitori dei giovani trucidati nel deserto o nei kibbuz, oppure nel futuro del destino di Israele come nazione, ma sta di fatto che ha cambiato completamente modo di essere e di pensare. Se, oggi, uno gli si rivolge accusando Israele di crimini di guerra (per i bombardamenti su Gaza), il mio amico, da mite che era,  ti “scanna” seduta stante. Si tratta di un caso numericamente isolato, certamente, ma lui stesso mi ha detto che sono migliaia i giovani ebrei europei che vanno a studiare e poi si stabiliscono in Israele. Quindi la descritta reazione emotiva dei “genitori” è numericamente molto diffusa in tutto il nostro continente. Questo fenomeno  incide moltissimo sul cambiamento del mood degli ebrei europei. Se oggi si attacca Isreele, essi reagiscono come se fosse un attacco personale agli ebrei europei. Generalizzando possiamo dire che, oggi “antisionismo” sta coincidendo sempre più con “antisemitismo”. O, meglio, che così viene percepito dagli ebrei europei. ecco la causa dello scollamento fra ebrei europei e sinistra europea.
     
    Chi, fra i commentatori, afferma che le mie considerazioni siano  e, se ascoltate da ebrei, li farebbero reagire incazzati neri,  non ha colto che io conosco direttamente molti ebrei e, da ottobre, ho parlato con loro in modo molto confidenziale e approfondito su questi temi. Le stesse cose “razziste” le ho dette per decenni nelle nostre conversazioni. Ho sempre detto ai mie amici ebrei che essi votavano per la sinistra (in genere per il PSI durante la prima repubblica, poi PDS-DS, poi Pd), ma non erano dei veri sinistrosi. Cioè il loro affratellamento con la sinistra era più che altro la conseguenza dell’Olocausto, ma gli ebrei hanno caratteristiche e mentalità tutt’altro che sensibili ai valori della sinistra (o, meglio, sono molto uniti fra di loro, ma verso l’esterno…mmmmm). Da 5 mesi in qua, io dico apertamente ai mie amici che i fatti dell’autunno 2023 hanno portato i nodi al pettine, nel rapporto fra ebrei europei e sinistra. L’allontanamento degli ebrei dal mondo della sinistra europea è molto più forte nelle giovani generazioni di ebrei, perché sono “più lontane” dall’Olocausto. Citare nonni e nonne, che anagraficamente hanno vissuto nell’epoca dell’Olocausto (o poco dopo e quindi con un “ricordo” molto vivo) oggi non è rilevante. Il futuro non è fatto dai nonni, ma dalle giovani generazioni di ebrei, le quali sono sempre più “sioniste” perché vedono nella crescita economica e politica di Israele delle chance che in Europa non vedono più così chiaramente. Di conseguenza “destino di Israele=crescente sostegno a Israele da parte degli ebrei europei” è (in sintesi) il trend in essere da un po’ e ormai ufficializzato senza più ombre dai fatti dell’ottobre 2023. Non capire l’effettiva realtà (o, peggio, volerla negare) è un limite degli osservatori, non una colpa “schifosa” dei bastardi-fascisti-razzisti che descrivono la realtà così come è.

  547. 39
    Matteo says:

    E perché “pseudo”?

  548. 38
    Matteo says:

    “sulle cause ha torto lo pseudo Matteo. La razza non c’entra nulla.”
     
    Perché io che ho detto?

  549. 37
    bruno telleschi says:

    L’eccellenza degli ebrei? Sui risultati ha ragione Crovella ma sulle cause ha torto lo pseudo Matteo. La razza non c’entra nulla. Capita spesso che le minoranze in cerca di autoaffermazione abbiano successo sulla massa dei conformisti e dei qualunquisti. Fino al 1939 gli ebrei erano una popolazione stanziata perlopiù nell’Europa orientale in mezzo agli slavi, popoli di contadini ignoranti e analfabeti, ortodossi o cattolici che fossero. Gli ebrei invece studiavano e per questo diventarono importanti in molti campi, non solo culturali ed economici. Anche in politica: basta ricordare Karl Marx Ferdinand Lassalle Julius Martov e finalmente Lev Trockij e Rosa Luxemburg.
     

  550. 36
    Matteo says:

    “In base a quale considerazioni dici che gli inglesi sono 5 volte piu’ intelligenti degli italiani ?Polemica sterile ?”
    Per ridicolizzare il tuo “ragionamento”, eseguendo una semplice ricerca in rete (dai che se ti impegni ce la fai anche tu) si trova che dall’istituzione del premio Nobel la GB ne ha vinti 125, la Germania 106, la Francia 64 e l’Italia 21
      “Faccio un ragionamento analogo al tuo “
    Non ti illudere, non sei attrezzato…rischi di slogarti il cervello!
     

  551. 35
    Luciano Regattin says:

    Che un frequentatore del blog voglia mantenere l’anonimato a me non crea alcun problema, se rimane nell’ambito del confronto di idee, condivisibili o meno che siano. Nel momento in cui comincia ad offendere gratuitamente a destra e a manca (soprattutto a manca), allora per me diventa un anonimo coglione qualsiasi.

  552. 34
    Marcello Cominetti says:

    E stai a vedere che Crovella mi diventa ebreo per osmosi.

  553. 33
    Expo says:

    @ Vegetti
    Il fatto che fosse di sinistra e antisionista non c’entra una cippa con intelligenza e cultura.
    Solo essere 5Stelle e’ condizione sufficiente per essere deficienti.

  554. 32
    marco vegetti says:

    Certo, peccato fosse di sinistra, antisionista ecc. ecc.  PS – I suoi avi facevano i pirati all’Isola d’Elba… Geni, eh?

  555. 31
    Expo says:

    @ Vegetti
    Il fatto che tua nonna ebrea fosse fra l’un per mille delle donne ingegnere degli anni 50 , e’un formidabile assist a quanto dice Crovella : poteva succedere solo in famiglie con una cultura eccezionale.

  556. 30
    Expo says:

    @ Matteo
    Che l’1% della popolazione mondiale o il 4% della popolazione mondiale scolarizzata abbia prodotto il 30% dei premi Nobel , qualcosa vuole dire per forza : che percentuale dei premi Nobel hanno prodotto per esempio il 60 milioni di italiani ?
     
    In base a quale considerazioni dici che gli inglesi sono 5 volte piu’ intelligenti degli italiani ?
    Polemica sterile ?
    Il fatto che Israele sia una potenza tecnologica  per te , Matteo , e’ colpa del fatto che si contenda un rettangolo di terreno incolto di 20 km x 20 km con un gruppo di pastori palestinesi ?
     
    Faccio un ragionamento analogo al tuo per sorridere un po’ : se i rom stanno a fare i borseggiatori sui bus , i trafficanti di armi e i ladri di rame , e’ perche’ lo stato italiano ha impedito loro di essere una popolazione florida , istruita e rispettata…
    I palestinesi poche cose sanno fare : una , come abbiamo visto anche oggi in Abruzzo , e’ fare i terroristi internazionali.
    Buon sangue non mente.
    .

  557. 29
    marco vegetti says:

    Pensate un po’: il sottoscritto con la sua ignoranza, testa dura, rompicoglioni, ecc. ecc. ha la nonna materna di origine ebraica (licenziata dalla Montecatini dopo e leggi razziali perché ebrea, seppure fosse una delle poche donne ingegnere in Italia in quegli anni). L’ho frequentata per almeno 40 anni, esattamente come il razzista (se un vero ebreo sentisse gli aggettivi che il CC gli affibbia inorridirebbe)  Crovella… 

  558. 28
    marco vegetti says:

    Expo 24: Veramente è tutto l’Occidente che non vede altro che la colpa di uno… Sveglia!

  559. 27
    marco vegetti says:

    Expo 20: uno dei danneggiati l’ha detto fin dal principio. Stati Uniti e Gran Bretagna. Ma il danneggiato in questione si chiama Federazione Russa e per definizione occidentale fa solo propaganda. 

  560. 26
    Matteo says:

    Expo
    “Il 30% dei Nobel di origine ebraica e’ una cazzata ?”
    Si, ribadirlo quando gli ebrei dicono 20% è una cazzata e dimostra che non leggi.
    Ma la cazzata vera è pensare i premi Nobel che dipendano da una caratteristica razziale o di sangue (alla Crovella), perché significa credere che i tedeschi siano del 15% più stupidi degli inglesi, i francesi stupidi la metà e l’intelligenza degli italiani sia il 20% di quella inglese.
    Il fatto che ciò non ti sia perfettamente chiaro in effetti dà da pensare
    “israele ha la migliore tecnologia al mondo…”
    Certo, e da anni  (non da pochi mesi) mantiene in costante penuria d’acqua (anche del Giordano) i palestinesi, che ne vengono dunque espropriati…quelli che non ha espropriato e deportato nel ’48, intendo

  561. 25
    Alberto Benassi says:

    24)e’ una posizione che solo il Papa nella sua inconcludenza puo’ assumere.
     
    E cosa dovrebbe dire il Papa, SCANNATEVI??? 

  562. 24
    Expo says:

    La “logica” , a mio modo di vedere , ci impone di prendere atto che esiste una divergenza insanabile di vedute che ha portato ad una guerra armata.
    Una situazione simile c’e’ fra Russia ed Ucraina ; il fatto di fare finta che le premesse non esistano e che esistano solo le armi cattive , e’ una posizione che solo il Papa nella sua inconcludenza puo’ assumere.
     

  563. 23
    Expo says:

    @Matteo
    “Basta leggere” che cosa ?

  564. 22
    Matteo says:

    Crovella, a te mancano le basi della logica.
    Tu oltre che da affermazioni contestabili, parti da supposizioni infondate: che ci sia solo una possibile opinione contraria alle tue affermazioni, che identifichi con la “posizione buonista” e me la attribuisci.
     
    Non so cosa penserebbe Aristotele della tua “cascata implicita”, ma le conclusioni a cui arrivi nel tuo solipsistico e implicito ragionare sono ancora più fallaci delle affermazioni da cui parti. Non sorprendentemente.
     
    Qualche volta basta leggere, ma mi pare che tu ed Expo non ne siate al corrente

  565. 21
    Carlo Crovella says:

    @18 E’ evidente che ti è estranea la logica aristotelica, specie “a cascata implicita”. Tu nel 14 affermi che le mie considerazioni sono stupide e sbagliate. Implicitamente intendi, ovviamente, che quelle cui ti riferisci tu sono “giuste”: E’ vero non le specifichi, ma le tuie considerazioni non possono che esser contrarie alle mie, sennò coinciderebbero. Ebberne, le mie considerazioni sono “schiette” e “spietate”, cioè descrivono, senza la schiavitù del politically correct, la realtà antropologica e quindi socio-politica degli ebrei e i rapporti con gli altri, a iniziare dai palestinesi. Le tue considerazioni, che (come ho spiegato sopra) sono antitetiche rispetto alle mie, non possono che esser “buoniste” o quanto meno ispirate alla speranza (irrealistica) di convivenza pacifica in M.O.. Chissà se mi hai seguito nel ragionamento. Ecco, un ebreo NON mi avrebbe posto una domanda come la tua: ragionamenti così li fa da solo e, soprattutto, li fa in modo fulmineo, altro che chiedermi di spiegarli passo per passo… 

  566. 20
    Expo says:

    @ Crovella
    La narrazione :”Netanyau sta perdendo consensi in israele” mi suona come quando due anni fa’ Putin stava morendo di un male incurabile e i russi avevano sabotato un gasdotto scandinavo.
    Oggi tutti sanno chi ha sabotato il gasdotto , ma nemmeno i diretti danneggiati vogliono dirlo in chiaro , xche’ lo sputtanamento dei media sarebbe totale

  567. 19
    Expo says:

    @ 16
    Qui in Italia parliamo di :”fuga dei cervelli” quando un laureato va a lavorare all’estero.
    I Nobel sono meno :”Cervelli” dei laureati ?

  568. 18
    Matteo says:

    Crovella, per favore, indicami un solo punto dove io cito e richiamo quelli che tu chiami “parametri buonisti”

  569. 17
    Carlo Crovella says:

    @14 anche a te si applica la conclusione del mio 12. Quelli di sinistra sono vittime di un profondo equivoco, perché cercano di applicare parametri “buonisti” (in perfetto stile politically correct) a individui che ne sono tendenzialmente estranei. Siete talmente vittime della gabbia del politically correct che dite che l’analisi schietta della realtà è “sbagliata”. Invece è sbagliato il vostro approccio all’intera faccenda. Finché quelli di sinistra non capiranno e metabolizzeranno questo equivoco, ogni discorso in merito non porterà da nessuna parte.  ma così facendo vi date la zappa sui piedi: gli ebrei, specie quelli europei, si stanno allontanando dal mondo della sinistra europea.

  570. 16
    Matteo says:

    Expo, continua con i tuoi “fatti” e potrei davvero arrivare a pensare che il computo dei premi Nobel come misura dell’intelligenza di un popolo non sia poi così sbagliata…

  571. 15
    Carlo Crovella says:

    @11 io mi baso sulla mia esperienza personale, lunga ormai diversi decenni. Certo non ho avuto a che fare con TUTTI gli ebrei del mondo, ma con un discreto numero. Ebrei torinesi, ma a risposta loro dicono che più o meno le mie considerazioni valgono per tutti gli ebrei, la torinesità non incide in queste considerazioni.
     
    Alcuni di questi sono mie abituali compagni di montagna (da decenni) e con loro sono legato da amicizia profonda e relativa confidenza. Per esempio a questi individui, nei decenni scorsi, e quindi ben prima del 7 ottobre, ho spesso confidato con schiettezza che non comprendevo la liason ebrei europei-sinistra perché, conoscendo gli ebrei, io li considero etnicamente dei… “fascisti”. ho utilizzato questa esplicita espressione (anche con i mie amici) per intendere che gli ebrei si considerano degli esseri superiori e paradossalmente tutte le difficoltà che hanno incontrato e superato nella storia confermano dentro di loro questa convinzione. Ebbene volete sapere la risposta dei mie amici: concordavano pienamente con me. Alcuni, in perfetto stile sabaudo (“torinese falso e cortese”) votano da tutta la vita per il Pd, ma interrogati in modo specifico riconoscono di considerare se stessi e i loro consanguinei come un popolo eletto, cioè con una marcia in più.
     
    Non parliamo poi degli ebrei che ho conosciuto lungo la mia quasi quarantennale esperienza professionale. Nel mondo degli affari un ebreo è sempre un passo avanti a tutti gli altri: è scaltro, rapidissimo di testa e di decisioni, prende posizione di vantaggio prima che le cose maturino e ti mette sempre in difficoltà. Tutti gli altri arrancano dietro. Nella mia esperienza di vita professionale ho capito, abbastanza in fretta, che un ebreo è sempre meglio averlo come socio piuttosto che come avversario e, anche quando lo hai come socio, è sempre meglio monitorare con attenzione quello che sta facendo… Tutte queste considerazioni le esprimo come sintomo di grandissima ammirazione da parte mia verso gli ebrei. Io davvero li ammiro, altro che disprezzarli. Ecco perché “tifo” per loro. E credo che finalmente sia sia rotta la già citata liason  fra ebrei europei e sinistra. Le cose si sono messe in modo che molto difficilmente le cicatrici si rinsalderanno.

  572. 14
    Matteo says:

    “@2 Le mie considerazioni non sono affatto “banalità””
     
    No in effetti sono solo stupide e sbagliate….come è sbagliato il tuo riferimento! 

  573. 13
    Expo says:

    Caro Matteo ,
    Io sono stato li tante volte per lavoro e porto dei fatti , tu porti delle opinioni.
    Il territorio condiviso e’ una brulla distesa povera per le capre : i palestinesi infatti non sono mai stati ricchi , sono pastori e vivono di sussistenza…
    Che ricchezza gli avrebbe espropriato israele , l’acqua del Giordano ?
    E’ falso anche quello : israele ha la migliore tecnologia al mondo per dissalare l’acqua del mare , e senza di quello le fiorenti coltivazioni della zona di Tel Aviv diventerebbero un deserto.
    Il 30% dei Nobel di origine ebraica e’ una cazzata ?
    Ok , allora gli hanno dato il Nobel perche’ i cattivi hanno pagato una mazzrtta all’accademia delle scienze.
    Einstein

  574. 12
    Carlo Crovella says:

    @2 Le mie considerazioni non sono affatto “banalità”, ma esplicitazione (senza la solita gabbia del politically corretc, gabbia che strutturalmente soffoca la sinistra – intesa come mondo di gente di sinistra) di concetti semplici ma che si tende a metter da parte perché danno fastidio ai sostenitori del politically correct.
     
    Approfitto per sottolineare a tutti un’altra cosa. Proprio sui quotidiani di oggi si legge che l’intelligence USA afferma che Netanyahu sta perdendo consensi. E’ evidente mossa per accrescere la portata dei suggerimenti del presidente Biden, che da un po’ tempo invita a sospendere gli interventi su Gaza (in realtà lo fa per sue esigenze elettorali, per ingraziarsi i cittadini USA più pacifisti). Il punto nodale è un altro: che Netanyahu non sia amato da TUTTI gli israeliani è una cosa, che gli israeliani vogliano destituirlo ORA è un’altra cosa. Se lo volessero DESTITUIRE davvero, a maggioranza, lo avrebbero potuto già fare da tempo. Infatti l’architettura costituzionale israeliana è si tipo democratico e quindi ci sono gli strumenti per cambiare governo. Basta che alcuni ministri si dimettano, in modo tale da far andare l’attuale governo in minoranza alla Knesset. Si aprirebbe una crisi di governo, con due possibili sbocchi: o si forma, all’interno della legislatura in corso, un nuovo governo SENZA Netanyahu o, se non si riesce a concretizzare  il punto 1, si va a nuove elezioni. Se nelle elezioni, prevale una maggioranza anti-guerra e favorevole all’accordo con palestinesi per pacifica convivenza, vincerà tale maggioranza e formerà il relativo nuovo governo, che agirà in tale direzione.
     
    Peccato che siamo fermi al fatto che nessun politico israeliano (di governo) voglia davvero aprire la crisi di governo… Io ne deduco, implicitamente, che i partiti israeliani di governo alla fin fine non sono poi così “contrari” alla guerra in corso. Sennò avrebbero già aperto la crisi di governo.
     
    Ultima cosa: @4 Io non ho volutamente citato gli aggettivi segnalati dal 4 perché non credo assolutamente che appartengano agli ebrei (intesi come comunità, singoli individui possono rappresentare delle eccezioni).  Anche ai mei occhi sono concetti estranei e che mi interessano poco (a prescindere dagli ebrei). La definizione di “popolo eletto” (che se non erro si rintraccia nelle sacre scritture) consegue non già a tali risvolti, ma a quelli delle “capacità” sia individuale che come popolo. Forse l’errore di prospettiva dei giorni nostri sta proprio in questo equivoco di fondo (quello per esempio implicito nel commento 4): applicare parametri “buonisti” a un popolo che per tradizione e caratteristiche ne è estraneo.

  575. 11
    Matteo says:

    P.S.: a parte che il sito ufficiale delle comunità ebraiche di che il 20% dei premi Nobel sono ebrei o di origine ebraica, ritenere con ciò che ci sia una differenza razziale è un’imbecillità che denota una visione razzista e stupida.
    Altrimenti dovremmo dedurne che gli inglesi sono più intelligenti dei tedeschi, che sono più intelligenti dei francesi che lo sono molto di più degli italiani.
    E che i cinesi sono veramente dei minorati.

  576. 10
    Alberto Benassi says:

    7) L’unica soluzione a lungo termine, per quanto utopistica e al momento irrealizzabile, mi pare essere quella di un unico stato dove ebrei, musulmani, cristiani, e chi più ne ha più ne metta, possano convivere nell’uguaglianza.

    L’utopia tante volte è la ovvia  soluzione del problema.

  577. 9
    Matteo says:

    “non sono per niente convinto che la poverta’ degli uni sia colpa della ricchezza degli altri”
    No, la povertà degli uni è dovuta all’espropriazione degli altri.
    La ricchezza degli altri invece è dovuta alle rimesse dall’estero e dal supporto economico/politico costante e protratto

  578. 8
    Expo says:

    Strano , anche qui sono d’accordo con Crovella.
    Per qualche ragione , in parte intuibile e in parte no , gli ebrei sono stati straordinariamente capaci.
    Non parlo tanto e solo della capacita’ imprenditoriale che e’ stata anche la loro sventura e che e’ un po’ meno preziosa , ma del fatto che non meno del 30% dei passati premi Nobel hanno qualcosa a che fare con gli ebrei.
    Anche guardando l’attualita’ , Oppenheimer , Von Neumann , Einstein , Morgenstern , Levi Montalcini e tanti altri , provenivano da un gruppo etnico di 40/50 milioni di persone sparse per il mondo.
     
    Quanto ai :”due popoli in due stati” , io penso che sia giusto , a patto di avere un arbitro con le palle vere e non finte che sanzioni i continui sfondamenti di israele nel territorio palestinese , e le continue aggressioni di matrice islamista agli israeliani.
    Quanto alle favole che amiamo raccontarci , io in Israele e Palestina qualche volta sono stato , e non sono per niente convinto che la poverta’ degli uni sia colpa della ricchezza degli altri , come vuole la vulgata sinistrorsa.
    Israele e’ un immenso incubatore tecnologico , dove alcune cose che altrove manco si sognano sono gia’ realta’.

  579. 7
    Placido Mastronzo says:

    Premesso che sono l’ultimo degli ignoranti, mi pare di poter dire che la soluzione “due stati-due popoli” sia realizzabile solo al costo di una serie di deportazioni multiple (via questi da qua, via quegli altri da là, e così via) che, oltre ad essere di per sé mostruose, non porterebbero successivamente a nulla di buono, come la Storia (anche recente – vedi Jugoslavia) ci ha insegnato.
    L’unica soluzione a lungo termine, per quanto utopistica e al momento irrealizzabile, mi pare essere quella di un unico stato dove ebrei, musulmani, cristiani, e chi più ne ha più ne metta, possano convivere nell’uguaglianza.
    PS: al commento #2 (Crovella) leggo diverse cose sconcertanti, cui però non ho tempo né voglia di replicare.

  580. 6
    Matteo says:

    Sono un po’ stufo della vulgata che vuole gli ebrei come un popolo eccezionale.
    La trovo falsa e pericolosa, innanzi tutto per gli ebrei stessi.
    Trovo la cosa pericolosa perché quando a qualcuno si attribuiscono caratteristiche speciali è facile che ciò si accompagni a diritti o imposizioni speciali, che invariabilmente diventano fonte di discriminazione e odio speciale. In entrambi i sensi.
    Ed è esattamente quello che è avvenuto ed avviene tutt’ora.
     
    Comunque bisognerebbe definire cosa sono gli ebrei. Non sono un esperto, ma mi pare che non ci si possa limitare a quelli coi cernecchi e vestiti ottocenteschi o agli affaristi di Wall Street e bisognerebbe comprendere almeno tutti quelli che fino agli anni quaranta del novecento hanno abitato il bacino del mediterraneo, particolarmente in pacifica convivenza con i mussulmani (che a loro volta non sono arabi!). Ma anche gli ebrei etiopi, indiani e cinesi.
     
    Se guardassimo con un minimo di obbiettività, scopriremmo che la presunta eccezionalità si limita ad avere inventato l’esistenza di un dio unico 4000 anni fa e ad averci costruito sopra il proprio mito fondativo.
     
    In ogni caso l’ebraismo non c’entra nulla e non deve entrare nella valutazione politica dell’esistenza e dell’operato dello stato di Israele.
    In Palestina non c’è nessun dio e non dovrebbe esserci nessuna terra promessa, nessun regno da rifondare o terra santa da liberare.
     

  581. 5
    Alberto Benassi says:

    il richiamo del sangue domina sulla convinzione politica

    Non ci sono parole!!

  582. 4
    Alberto Benassi says:

    Ho una grandissima stima degli ebrei: sono davvero il “popolo eletto”. Intelligenti, scaltri, astuti, intraprendenti, hanno sempre una marcia in più e quindi accumulano ricchezze come naturale conseguenza delle loro capacità.

    Tra i vari attibuti positivi che hai elencato, forse   ti sei dimenticato: buoni, altruisti, generosi, onesti, gentili, rispettosi, pacifisti.
    Dico forse…eh?

  583. 3
    Antonio Migheli says:

    La lettera aperta di Franco Fortini (un intellettuale di sinistra di eccezionale levatura), scritta quasi quarant’anni fa e più che mai attuale, è di una tragicità assoluta in quanto propone -con argomenti inoppugnabili- la morte  e la banalizzazione della Shoah proprio per mano di chi ne è stato vittima e ora diventa carnefice, in una sorta di delirio di onnipotenza basato su valori di “unicità” razziale che diventano paradossalmente quei modi di essere che l’antisemitismo secolare ha sempre attribuito agli Ebrei; e che Crovella qui ripropone (“intelligenti, scaltri, astuti, intraprendenti“), senza nemmeno rendersi conto del profondo significato razzista che questi termini si portano dietro.
    Ci si dovrebbe interrogare profondamente su quanto Fortini scrive, evitando per una volta -visto che non si parla di canyoning e piste da bob ma di sopravvivenza e convivenza di popolazioni- di scrivere le solite, inutili banalità.

  584. 2
    Carlo Crovella says:

    Non sono ebreo (né di sangue né di religione) ma ho moltissimi conoscenti (lavoro) e amici (montagna) ebrei e mi integro perfettamente con loro. Sono un ebreo “onorario”. Ho una grandissima stima degli ebrei: sono davvero il “popolo eletto”. Intelligenti, scaltri, astuti, intraprendenti, hanno sempre una marcia in più e quindi accumulano ricchezze come naturale conseguenza delle loro capacità. Per tutti questi motivi sono sempre stati invisi dalle altre popolazioni che hanno cercato di sopraffarli dalla notte dei tempi ai tempi recenti (es esilio a Babilonia, poi in Egitto ecc ecc ecc fino all’Olocausto).
     
    Realisticamente, io ritengo impossibile una  convivenza pacifica  fra ebrei e palestinesi, per tre motivi che interagiscono: 1) Gli spazi geografici sono ormai troppo stretti; 2) I due popoli sono in espansione demografica (gli ebrei anche perché continuano a “ricevere” immigrati di ritorno, cioè ebrei – tendenzialmente europei- che vanno a studiare e/o lavorare in Israele); 3)  I due tassi di sviluppo economico sono particolarmente divergenti (Israele è in pieno boom – specie nel settore agricolo e tecnologico -, mentre i palestinesi sono pressoché “fermi”).
     
    E’ ovvio che, come risultante dei tre suddetti fenomeni, Israele tende a “mangiare” continuamente nuovi territori: la spinta demografica ha bisogno di nuovi spazi, lo dimostra il continuo flusso di coloni ebrei che si stabiliscono in Cisgiordania, alla faccia delle regole.
     
    Infantile sperare di fermare questo trend. Altrettanto infantile, anzi addirittura ipocrita, sbandierare l’utopia di “due stati, due popoli”. Infantile e ipocrita, inoltre, “pretendere” che gli ebrei europei si schierino a sostengo di tale ipotesi (due stati e due popoli), condannando i bombardamenti di Gaza.
     
    Ho già scritto sul Gogna Blog (T&T), e lo ripeto anche oggi, che i fatti dell’ottobre 2023 (attacco del 7 ottobre e inizio bombardamenti di Gaza) hanno ufficializzato la fine della lunga e “falsa” liason fra ebrei e mondo della sinistra europea. Tale liason è nata al seguito dell’Olocausto, dove sia ebrei che sinistra avevano un grande nemico, il nazifascismo. Per estensione, nei decenni successivi, ebrei e sinistra hanno mantenuto una posizione comune di contrarietà alla destra, vedendola come l’erede dal nazifascismo. si trattava di posizioni ideologiche nate dall’Olocausto e prima o poi si sarebbero chiarite.
     
    Per decenni, chiacchierando amichevolmente con i mei amici ebrei (alcuni sono mie compagni di gita in montagna), ho sempre detto che non riuscivo a comprendere la perdurante continuità della laison fra ebrei e sinistra, considerato che gli ebrei (generazione dopo generazione) non hanno più sulla pelle il ricordo diretto dell’Olocausto e, viceversa, la natura antropologica degli ebrei è tutt’altro che di sinistra. Ovviamente ci sono singoli individui di sinistra, anche fra gli ebrei, ma il comun denominatore, una specie di media aritmetica ponderata, della loroampia  comunità vive e pensa e agisce in modo tutt’altro che “di sinistra”. Per cui concludevo con i mei amici che prima o poi la laison ebrei-sinistra europea si sarebbe rotta, magari al seguito di un evento specifico che portava i nodi al pettine. Ovviamente non potevo immaginare nel dettaglio i fatti dell’ottobre 2023, ma a grandi linee un qualcosa del genere era nell’aria da molto tempo per la convergenza e la correlazione fra i tre fenomeni sopra descritti.
     
    Ora i fatti dell’autunno 2023 hanno dimostrato che il mondo della sinistra europea si schiera esplicitamente con i palestinesi. Gli ebrei europei, per i quali il richiamo del sangue è più forte del posizionamento politico (salvo isolati individui), hanno scoperto di essersi ormai “disassati”, sul piano ideologico, rispetto  dalla sinistra europea e per contrapposizione acuiscono ancor di più la loro posizione anti-palestinese. Per ulteriore reazione la sinistra (intesa non solo in termini di esponenti politici in senso stretto, ma di intellettuali, giornalisti e anche normali cittadini) acuisce a sua volta il sostengo ai palestinesi, cosa che, implicitamente o meno, significa contrapporsi agli ebrei.
     
    Il recentissimo episodio della Sapienza è una conferma di tutto questo ragionamento. Il giornalista David Parenzo, ebreo e storicamente “di sinistra”,  doveva tenere un intervento presso l’Università romana e gli studenti (di sinistra) hanno fatto gazzarra fino a impedirgli di parlare, al grido “ebreo fascista!“. Parenzo, infatti, è il classico rappresentante del fatto che, fra gli ebrei europei di oggi, il richiamo del sangue domina sulla convinzione politica: infatti Parenzo, seppur dichiaratamente di sinistra da sempre, dopo i fatti di ottobre si è esplicitamente schierato, fin dal 7 ottobre, a sostengo di Israele e contro i palestinesi.
     
    Ebreo fascista!”. Questa affermazione, che fino ai primi di ottobre 2023, appariva uno sconcertante ossimoro politico-ideologico, oggi è urlato a polmoni spiegati da moltitudini di sinistra (anche nelle oltre 1100 manifestazioni Pro Palestina tenutesi in Italia da ottobre a oggi). Io non credo che, con il radicalizzarsi della contrapposizione fra ebrei europei e sinistra europea, si potrà tornare alla laison che li ha caratterizzati per decenni, posto Olocausto. il 7 ottobre è uno spartiacque da cui non si tornerà più indietro. inutile fare appelli alla ragionevolezza degli ebrei europei, essi sono i primi che hanno amici parenti (spesso i propri figli) oggi residenti in M.O. e non si posizioneranno MAI contro Israele.

  585. 1
    bruno telleschi says:

    La sciagurata idea di uno stato ebraico in Palestina fu ufficializzata a Basilea nel 1897 dopo aver escluso l’Argentina o l’Africa orientale e rifiutato nel 1903 anche l’offerta di Chamberlain all’epoca ministro inglese delle colonie per insediarsi in Uganda. Né gli ebrei emigrarono nel Birobidžan (Birobigiàn), lo stato ebraico creato da Stalin nel 1934 agli estremi confini con la Cina nell’ambito dell’unione delle repubbliche socialiste e sovietiche ben prima dello stato di Israele. Ma nel 2024 il futuro non può ritornare al passato degli opposti nazionalismi, non solo ebraico né tantomeno arabo e mussulmano

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