Livinallongo non vuole la skiarea Cortina-Arabba

Il progetto: unire le valli dolomitiche per vuotare le strade dal traffico in vista delle Olimpiadi. Ma la comunità, sindaco in testa, resiste: “Il nuovo impianto sul Col di Lana, cima sacra, sarebbe un errore dal punto di vista ambientale, economico e storico“.

Livinallongo non vuole la skiarea Cortina-Arabba
di Fiammetta Cupellaro
(pubblicato su repubblica.it il 18 gennaio 2023)

Unire le valli dolomitiche con impianti sciistici per svuotare le strade dal traffico in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. È una delle idee illustrate dal governatore del Veneto, Luca Zaia che nel Piano Regionale di Ripresa e Resilienza ha inserito opere per 639 milioni di euro legate ai Giochi. Uno di questi progetti riguarda un possibile collegamento sciistico tra Cortina e Arabba, frazione del comune di Livinallongo, ora in prima fila contro il Piano conosciuto come il “Grande Carosello”.
Le ragioni di questa resistenza sono molteplici e non solo di tutela ambientale del proprio territorio. Qui c’è il Col di Lana. “Qui in vetta nel luogo dove morirono 8 mila uomini, sia italiani che austriaci, durante la Grande Guerra c’è un santuario a cielo aperto. Lo abbiamo costruito con i fondi europei e il sentiero parte proprio da Livanallongo. In questo luogo considerato sacro, dove c’era la linea del fronte, vogliono far passare piste, alzare piloni, costruire rifugi, nuove stazioni a monte e a valle? Non se ne parla“.

Col di lana

Il comitato del no
Leandro Grones è il sindaco di questo paese veneto, in provincia di Belluno. Piccolo, ma molto determinato, Livanallongo. Qui praticamente quasi tutti i 1.384 abitanti hanno aderito ad un comitato per bocciare un progetto per la creazione di nuovi impianti di risalita sul loro territorio “per far rinascire la montagna” e “evitare lo spopolamento”, ha spiegato Zaia. Un piano da 40-45 milioni di euro che fa parte dell’offerta olimpica 2026 nel capitolo Dolomiti no car.

Ma qui a Livanallongo e ad Arabba, non c’è nessun spopolamento della montagna. Anzi, è il contrario: Arabba per la sua posizione può essere definita il cuore del Dolomiti Superski, il più grande comprensorio sciistico del mondo – ribatte il sindaco – perché proprio grazie allo sci la disoccupazione è pari a zero. Qui, nella nostra valle gli sport invernali rappresentano la vita economica e sociale. Confiniamo oltre che con Cortina, con Canazei, Corvara e San Cassiano. E dall’altra parte abbiamo la Marmolada. Perché allora ci opponiamo al progetto? Non vediamo il bisogno di riempire un’altra valle con un’altra funivia. Possiamo trovare soluzioni meno impattanti e certamente non passando per il Col di Lana. Fino adesso, nessuno ha mai pensato di alzare piloni in quel luogo di alto valore paesaggistico e storico“.

Quella di creare gli hub di collegamento tra una skiarea e l’altra è una tendenza ormai di moda un po’ ovunque, non solo in Italia. Cavalca il desiderio degli sciatori, soprattutto i più esperti, di non percorrere durante la giornata la stessa pista, ma di fare un percorso ad anello. Meglio, se si parte con gli sci ai piedi già fuori dell’albergo. Così si vedono in montagna, sempre più spesso, sciatori trainati da cavalli, trasportati da una seggiovia all’altra da tapis roulant sulla neve, tunnel trasparenti di raccordo da una pista all’altra.
Tutto nasce dal fatto che a Cortina, nonostante ci siano piste magnifiche, si scia su comprensori non collegati. Per questo si cerca il collegamento con i nostri hub, verso Arabba soprattutto per sciare sulla Marmolada o in Val Badia“, spiega ancora il sindaco di Livanallongo. “Secondo il piano previsto dal Caroselo bianco, chi partirà da Cortina con gli sci ai piedi dopo aver raggiunto il passo Falzarego, potrebbe salire su un impianto senza pista che arriverebbe prima al comprensorio di Passo Campolongo, poi in Alta Badia e qui significa sciare a Corvara, Colfosco, La Villa, San Cassiano. Insomma, il paradiso dello sci. In piena area del Dolomiti Superski: 15 comprensori sciistici uniti da un unico skipass, 1.200 chilometri di piste, di cui 500 collegati sci ai piedi“.   

C’è pero un problema: bisogna passare per il Col di Lana. “Dal punto di vista di chi scia, in realtà questo punto non vale molto, perché si tratta di un terreno acquitrinoso, un percorso di saliscendi, ha però un grande prestigio ambientale e storico“, ribatte il sindaco Grones. Zaia però è convinto che gli sciatori verrebbero a vedere le Olimpiadi con gli sci ai piedi, invece che prendere l’auto? “Nessuno verrà da San Cassiano o da Corvara utilizzando solo gli impianti di risalita per assistere alle gare – assicura il primo cittadino di Livinallongo – Troppo faticoso, ci sono dislivelli da percorrere a piedi tra un impianto e l’altro. Con un costo ambientale ed economico da sostenere illogico. Sa cosa succederà? Gli sciatori e gli appassionati verranno con i bus organizzati dai fan club“.

Livinallongo

Le alternative
Troviamo un’alternativa per arrivare in Val Badia, dicono gli abitanti di Livanallongo che hanno proposto un nuovo tracciato, che secondo loro sarebbe meno impattante: sempre partendo dal Passo Falzarego (dunque da Cortina) il tracciato potrebbe puntare verso Agordo e la Valparola. “Da lì creando un solo impianto sarebbe possibile mettere in comunicazione Cortina con la Val Badia, senza passare per il Col di Lana“. Zaia accetterà il suggerimento?
Sempre il sindaco Grones invita comunque alla prudenza. “Soprattutto confrontandoci con i problemi dovuti al cambiamento climatico ci domandiamo tutti se abbia senso costruire ancora nuovi impianti – racconta – Anche noi che abbiamo voluto destinare la vita della nostra comunità allo sport invernale vogliamo non spingerci oltre un certo limite. Certo si può migliorare l’esistente, trasformare gli impianti di risalita e farli diventare sostenibili ed efficienti, pensiamo alle rinnovabili, sotterrare i binari dove è possibile, ma sono i numeri a suggerirci di procedere con molto prudenza“. Un esempio: “Qui siamo a 1.600 metri di altezza e per la prima volta da decenni, a gennaio e per diversi giorni di seguito abbiamo visto cadere la pioggia, non la neve. La pioggia d’inverno da noi è un’anomalia. Ora speriamo nelle nevicate“.  

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Livinallongo non vuole la skiarea Cortina-Arabba ultima modifica: 2023-02-26T05:30:00+01:00 da GognaBlog

13 pensieri su “Livinallongo non vuole la skiarea Cortina-Arabba”

  1. 13
    Giacomo says:

    Sono rimasto allucinato dai siti e dalle modalità con cui si propongono questi nuovi impianti, sembra veramente un film americano sugli speculatori con Meryl Streep e Robert Redford. Quelle zone, il Col di Lana così come il Sief o il Civetta sono sacre . Non solo le Dolomiti sono stracariche di impianti tra l’altro a prezzi proibitivi. La vai Badia è urbanisticamente distrutta da anni a detta degli stessi turisti storici. In vaste aree montane del Veneto non si trovano gli artigiani, ancora di meno operatori turistici.Grazie al Sindaco di Livinallongo! Nei versanti sud non c’è più neve e ancora pensano a distruggere? Bisogna individuare e minacciare i signori che stanno ben nascosti dietro figure fantoccio o politici .
    non lasciamo toccare le Dolomiti dopo che gli impianti le hanno già deturpate.
    un esempio ultimo per tutt? Scendendo dalla forcella del Col dei Bois sul Lagazuoi si vede dall’alto una ferita orizzantale nel bosco verso le cinque Torri di vari km con un mega impianto e ha strada sotto tipo Amazzonia recentissima senza lista con l’unico scopo di “collegare” la zona delle Tofane col 5 Torri.
    non prendere la macchina? Ma se in estate al confronto le macchine e le moto sono 100 volte di più. Gli argomenti usati da questi signori sono di totale assoluta ipocrisia.
    Facciamo dei comitati e organizziamoci!

  2. 12
    Antonio Baroncini says:

    Zaia o non sa di cosa parla o mente sapendo di mentire, quando parla di impianti in sostituzione delle auto. Basta guardare ai risultati del nuovo impianto prati Pocol Bai de Dones a Cortina,  che dovrebbe essere la prima parte del progetto. Non ha assolutamente svuotato i parcheggi di Bai de Dones e Col Gallina, dove la gente continua ad andare in auto. Inoltre lasciare lo ski bus, magari elettrico, sarebbe costato molto molto meno 

  3. 11
    Daniele Stramare says:

    Sono Daniele Stramare già tedoforo alle olimpiadi di Cortina del 1956 ed ancora sciatore praticante.
    Sarebbe interessante e qualificcante per l’organizzazione e splendido per me poter ripetere, dopo 70 anni, quella esperienza.
    Per quanto concerne il traffico stradale, sicuramente affannoso durante i giochi olimpici, non lo si limita collegando Cortina orizzontalmente, ma da sud a nord e viceversa, per attingere spettatori dalle città della pianura padana oppure dall’Austria o dalla Baviera.
    Livinalungo non vuole collegamenti nuovi perché non ne ha bisogno facendo già  parte di quella miniera d’oro che è  la Sellaronda.
    Studiate invece collegamenti col “Civetta” o  con le aree di San Vigilio.
    Il Col di Lana rimarrebbe non deturpato e il museo a cielo aperto che tutti vogliamo e gli sportivi potrebbero mirare le olimpiadi senza intasare di vetture Cortina e i passi dolomitici.
    Daniele Stramare via col lonc 1 segusino. Scrittore.

  4. 10
    Cla says:

    Roberto:
    vivere nel 1923 per vedere la montagna incontaminata? Si bello, però magari saresti stato uno di quelli che pochi anni prima aveva dovuto sputare sangue per portare un cannone da 60 quintali sulla Lobbia Alta e lasciarlo li in eterno come un impianto di risalita dismesso.
     

  5. 9
    Roberto says:

    Per fortuna almeno Livinalongo si oppone, ma vogliamo proprio trasformare tutta la montagna  in un lunapark ?
    Invidio chi è  vissuto 100 anni fa senza tutti questi impianti che deturpato tutto l’ambiente  oltre a portare solo gente che non gli interessa nulla della Montagna  se non il divertimento. 

  6. 8
    Stefano says:

    Si Cominetti, la descrizione è perfetta. Dimentica pero’ di dire che quelle genti, le genti del nord est si lamentano, espongono le proprie opinioni, ma poi chinano sempre il capo davanti all’autorita’. Saluti
     
    Ermene cosa centra questo discorso quando la disparità tra il trentino e il bellunese risiede ancora nel dopo guerra. 

  7. 7
    Luciano Regattin says:

    5. A giudicare dall’intervista, appare evidente che le differenze siano diametralmente opposte a quanto suppone lei. Se ne faccia una ragione, non tutti desiderano vivere circondati da gabbie di cemento e ferro, anche se con un conto in banca più interessante.

  8. 6
    P. P. says:

    La scorsa estate sono stato sul Col di Lana su consiglio dei residenti e capisco e condivido tutte le motivazioni che il sindaco ha esposto.

  9. 5
    Ermene says:

    Capito perché l’Alto Adige e/o il Trentino stanno meglio del Bellunese? Dire sempre no forse non va bene. Non lamentatevi delle differenze …

  10. 4

    Devo dire che da residente in Livinallongo (casa mia è proprio sulle pendici meridionali del Col di Lana) sono contento che in questa valle, rimasta autentica come poche altre, si abbia chiaro il concetto di limite. 
    L’alta valle trova in Arabba una moderna stazione sciistica situata da una parte sul Sellaronda, l’itinerario sciistico più famoso e frequentato al mondo, e dalla parte opposta presenta le piste di Porta Vescovo che sono tra le più belle e tecniche dell’intero comprensorio Dolomiti Superski.
    Il resto della valle e tutte le sue frazioni, dal Falzarego a Larzonei e da Corte a Ornella, fino a Davedino, sono popolate da allevatori di bestiame e da gente profondamente legata e innamorata del proprio territorio. È una montagna ripida ma incantata su cui le poche zone pianeggianti (Laste) offrono paesaggi straordinari. Qui d’inverno non vengono solo i soliti sciatori ma anche ciaspolatori, camminatori, alpinisti e scialpinisti, tutti accomunati da un estremo buon gusto. Se un versante della valle venisse sacrificato anch’esso allo sci, questa valle potrebbe solo svantaggiarsene perché perderebbe il suo carattere peculiare di autenticità. 
    E comunque si può sciare da Cortina alla Val Badia collegandosi quindi con Arabba. Solo al ritorno occorre prendere uno skibus (a pagamento!) Da Armentarola a Passo Falzarego.
    Sono felice anche che il mio Sindaco non sia un suddito di Zaia come invece succede nella vicina Cortina, e che agisca con buonsenso.
    Ce lo porterei io Zaia a farsi un giro sugli sci da queste parti per spiegargli tutto quello che non sa…o che fa finta di non sapere. Gratis, ovviamente. 

  11. 3
    Ratman says:

    Il capo della colonna sabauda delle “Brigate Roccie” ha parlato: uomo bianco non avrai un altro impianto aug.
     

  12. 2
    Carlo Crovella says:

    Primo: evitare nuovi impianti e nuovi rifugi ecc. Secondo: smantellare quelli esistenti, al limite sostituendoli con impianti leggeri (skilift). Nel caso di rifugi ecc, farli tornare in modalità vintage. Se ci interessa una montagna per “alpinisti”, questo e altro occorre fare.
     
    #piùmontagneperpochi

  13. 1
    Fabio says:

    Condivido a pieno tutto quanto detto dal Sindaco di Livinalongo! Il problema ora è: il politico Zaia e tutti quanti intravedono una opportunità di guadagno, faranno tesoro di questa alternativa e di questi punti di vista? La recente faccenda di una obbrobriosa scala metallica in costruzione al Castel Pietra alle porte della Val Canali, mi fa’ pensare di no! Quando il politico ha idealizzato….., non glielo togli dalla mente!!

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