L’uomo che regalò Patagonia per salvare il pianeta a cura di #Technology (pubblicato su Instagram l’11 dicembre 2025)
Lo scalatore che viveva con 50 centesimi al giorno e ha rinunciato a una fortuna di tre miliardi di dollari. E’ la storia di Yvon Chouinard, l’uomo che ha regalato Patagonia per salvare il pianeta.La maggior parte dei miliardari è ossessionata dal vincere sempre nella competizione del capitalismo. Yvon Chouinard? Lui addirittura non si è mai interessato a quel tipo di gara, perché voleva vivere libero. Ma il destino aveva altri piani.Negli anni Sessanta, Yvon dormiva in tenda nei luoghi dove arrampicava. Viveva con mezzo dollaro al giorno, una dieta di cibo per gatti in scatola e farina d’avena con nessun desiderio di fama, danaro o affari. Voleva solo la sua libertà.Aveva un problema: l’attrezzatura da arrampicata di allora era pericolosa. Così imparò il mestiere di fabbro per farsela da solo. Cominciò a lavorare non per iniziare un’attività lavorativa ma solo per risolvere il suo problema.Ma questo si seppe presto in giro e gli scalatori volevano usare la sua attrezzatura. La domanda cresceva, ma lui non era ancora pronto. Nessuna azienda, nessun programma. Solo un’officina e un sogno.Per mettersi al passo, Yvon e i suoi amici cominciarono a lavorare in quello che una volta era un pollaio. Ma continuava a non voler prendere scorciatoie e continuava a fare attrezzatura sempre più sicura e nata per durare. Qualità>profitti; impegno>danaro.E poi successe qualcosa di radicale. Yvon realizzò che ciò che creava stava ferendo le montagne che lui amava. La maggior parte dei marchi tende a nascondere questa realtà. Lui si mise a rifare tutto.Nel 1973 ha lanciato Patagonia. Non era solo un brand di abbigliamento. Era un vero e proprio movimento. Per usare il business per salvare il pianeta, per produrre di meno ma meglio, per incoraggiare i negozianti a riparare piuttosto che sostituire. Idee, a quel tempo, del tutto anti-capitaliste.Ogni brand ripeteva “comprate di più”. Patagonia seguiva invece l’altra strada: la sua pubblicità non diceva “comprate di più” bensì raccomandava “non comprate questa giacca”. Patagonia non si curava di crescere perché era più interessata all’impatto sull’ambiente.E allora, indovinate cosa è successo? La gente voleva Patagonia proprio per quello. Esplosero le vendite. Perché, quando ti preoccupi di qualcosa ben più grosso del profitto, guadagni fiducia. E questa non ha prezzo.Attraverso i decenni, Patagonia è cresciuta fino a diventare un impero da tre miliardi di dollari. Yvon era diventato miliardario per caso. Ma lui tenne duro sulla sua missione: libertà, semplicità e prima di tutto la Terra. Il danaro non è mai stato il suo obiettivo.E a quel punto arrivò la questione da 3 miliardi: a chi far gestire Patagonia nel dopo-Yvon? Le opzioni erano tre. a) Vendere a investitori? L’avrebbero mandata in rovina; b) farla diventare pubblica? Wall Street avrebbe sacrificato la missione; c) darla ai propri figli? Erano loro a non volerla. Yvon aveva bisogno di un altro percorso.Così nel 2022 Yvon regalò Patagonia, trasferendo la proprietà a due enti: Patagonia Purpose Trust (che protegge la missione) e Holdfast Collective (che riceve i profitti allo scopo di contrastare il cambio climatico).Da ora e per sempre gli utili annuali (circa 100 milioni di dollari) finanziano le cause ambientali. Nessuna scappatoia fiscale, niente greenwashing. Una mossa genuina e radicale.Perché lo ha fatto? Con le sue parole: “La Terra ora è la nostra azionista unica”. Il denaro non è mai stato il fine, che invece era ed è l’impatto.
Trattasi di una via che non si ferma a metà parete. Grande Chouinard.
Grazie al cielo piace anche agli altri. Per questo un esempio raro
Piace a tutti quelli che al suo posto farebbero l’esatto contrario.
Yvon for president for the world !!!
Esemplare!
Una persona meravigliosa….
un grande, in qualsiasi campo.
Davvero emozionante!
Un altro mondo è possibile.
Grazie Yvon.