Mi sono fatto male, e adesso?

Mi sono fatto male, e adesso?
di Claudia Rota
(da Il bigino dell’arrampicata, www.nerdclimbing.com)

Lettura: spessore-weight(1), impegno-effort(1), disimpegno-entertainment(2)

Io consiglio sempre di andare dal dottore per qualsiasi sintomo. Alla peggio abbiamo perso un po’ di tempo ma ci siamo anche messi il cuore in pace. Se però l´appuntamento ce l´avete tra una settimana e nel frattempo vi dannate con mille pensieri e domande senza risposta ecco un paio di dritte che forse potrebbero aiutarvi a capire che cosa vi è successo… e ad andare dal dottore con le idee più chiare.

Ho volutamente evitato di stilare una lista esaustiva dei vari tipi di lesione e non ho utilizzato terminologia specifica. Per questo motivo le informazioni che andrò a presentarvi sono tutto tranne che complete e sono molto generalizzate. Non usatele per fare auto-diagnosi, andate dal medico o al Pronto Soccorso se occorre!

Questo capitolo è valido per le lesioni acute, cioè accadute da poco: tornate dalla falesia con una sensazione diversa, dolorosa e spiacevole provata durante o dopo l’arrampicata. Nella maggior parte dei casi il corpo avvierà un processo infiammatorio. La parte lesionata si gonfierà, sarà dolorante e difficile da muovere. Questa fase dura qualche giorno. Potete provare a velocizzare il processo applicando subito ghiaccio diverse volte durante il primo giorno, in modo da limitare l’afflusso di liquido. Per i giorni successivi tenete la parte a riposo e sollevata, in modo da aiutare il liquido affluito a defluire.

Tutto questo ha comunque poco a che fare con il vero “mi sono fatto male”, il vero trauma. La reazione infiammatoria è un meccanismo automatico del corpo per aiutare la guarigione dell’effettiva lesione. La lesione di per sé NON È il processo infiammatorio. Può essere che durante il periodo dell´infiammazione la vostra lesione effettiva guarisca, ma può anche essere di no. In ogni caso è necessario prima aspettare che l’infiammazione sia passata per poter comprendere meglio il danno effettivo e agire di conseguenza.

Come dicevo, uno strappo muscolare potrebbe essere già guarito una volta che l’infiammazione è passata. D´altro canto la rottura di un tendine potrebbe richiedere fisioterapia o anche un intervento, che però potranno essere svolti solo quando il gonfiore sparisce.

Non si può purtroppo dare una ricetta unica per tutto. Nella maggior parte dei casi un paio di giorni di attesa non peggiorano la situazione. Al contrario, vi invito ad andare subito dal dottore o in Pronto Soccorso se avete una delle seguenti sensazioni:
– instabilità;
– sembra che qualcosa si sia rotto o non sia al suo posto;
– non riuscite a caricare peso e/o a sviluppare forza con la parte lesa;
– la parte risulta molle e cedevole al tatto.

Se l’infiammazione non dovesse passare dopo una settimana andate comunque dal dottore, è meglio che non duri troppo.

E ora la domanda da un milione di dollari: antiinfiammatori (aspirina, paracetamolo…) sì o no?
È sempre meglio evitare medicinali, se possibile. Specialmente in casi di cronicità, quando la lesione dura già da qualche tempo, sono controindicati. Durante il processo infiammatorio però sono validi alleati per diminuirne la durata. Se vi aiutano a non sentire il dolore o a sgonfiare la parte allora non abbiate paura di prenderli per un paio di giorni e alla giusta dose (ovviamente se non sono controindicati per patologie varie che potreste avere o interazioni con altri farmaci assunti, ma qui dovreste saperlo meglio di me!).

Dovreste arrampicare nel frattempo? Nella stragrande maggior parte dei casi la risposta è un NO categorico. Al corpo non interessa il vostro ego, ha bisogno di tempo ed energie per guarire dalla lesione che VOI avete causato, perciò state buoni e non interferite!

E ora cambiamo scenario. Siete stati dal medico, avete fatto i vostri accertamenti e sarete “fuori uso” per qualche tempo. Ci siamo passati tutti: l’umore è nero, non si riesce a trovare un´alternativa all´arrampicata, ci si chiede se davvero si guarirà completamente, se si tornerà ad arrampicare come prima…

Skrik (L’urlo), Edvard Munch, 1893

Qua abbiamo a che fare con il nostro cervello e la nostra psiche. Il corpo guarisce in modo meccanico e automatico: ci sono diverse fasi che durano un determinato ammontare di tempo, ci sono indicazioni abbastanza precise per un´eventuale riabilitazione e così via. Ma è il cervello che durante tutto questo tempo può giocarci brutti scherzi.

I miei consigli, forse un po’ scontati e generici ma sempre validi, sono questi.
Tentate di rimanere positivi. La vita è molto più della vostra lesione ma anche dell’arrampicata.
Approfittatene per dedicarvi ad altri progetti, fate qualcosa di nuovo o riprendete a fare qualcosa per il quale di solito avete poco tempo.

Circondatevi di persone che capiscono la vostra situazione. Non c´è di peggio che avere a che fare con persone che non arrampicano, magari non praticano alcuno sport e sono ultra-sedentarie. Non possono relazionarsi alla vostra situazione. Sì, avere a che fare con altri arrampicatori potrebbe farvi venire voglia di arrampicare e deprimervi ancora di più… ma penso sia il male minore. Se gli altri arrampicatori sono vostri amici e gli spiegate la situazione, sapranno sicuramente parlarvi nel modo giusto senza esagerare e darvi supporto emotivo quando ne avrete bisogno.

Seguite i consigli medici, fate la riabilitazione e tentate di condurre uno stile di vita il più sano possibile. Non sono vane raccomandazioni. È la scienza a dimostrarci che cose come dormire abbastanza e alimentarsi in modo sano aiutano in modo considerevole la guarigione.

E una volta che sarete guariti magari provate a riflettere sull’accaduto e sul perché vi siete fatti male in primis. Magari è stata sfiga, magari poteva essere evitato. Un buon programma di esercizi preventivi e di stretching delle dita da eseguire ogni settimana vi metterà al riparo da molti acciacchi cronici ma anche acuti tipici dell’arrampicata. 

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Mi sono fatto male, e adesso? ultima modifica: 2018-05-29T05:44:07+02:00 da GognaBlog

4 pensieri su “Mi sono fatto male, e adesso?”

  1. 4
    paolo panzeri says:

    Certo che ci sta, tutto ci sta!

    Però qualcosina di più magari farebbe bene sopratutto ai giovani, per i vecchi come me rimbambiti o scassati va benissimo.

    Simone, magari Alessandro deve adeguarsi ai dettami della Fedeli 🙂

  2. 3
    Giandomenico Foresti says:

    Beh, questa volta devo dire che la Rota ha scritto a segno, soprattutto in considerazione del pubblico che immagino voglia raggiungere, costituito perlopiù da ragazzi e ragazze giovani e inesperti/e.

    Certo, per chi è navigato si tratta di consigli scontati (anche se non è poi detto), ma i giovani, oltre ad avere tessuti completamente diversi che li portano ad esagerare, non hanno ancora capito bene come funziona il mondo e sono quindi portati a non rispettare i tempi di recupero che un infortunio più o meno grave comporta.

    Brava Claudia, ci sta’!

  3. 2
    Alberto Benassi says:

    “La vita è molto più della vostra lesione ma anche dell’arrampicata.
    Approfittatene per dedicarvi ad altri progetti, fate qualcosa di nuovo o riprendete a fare qualcosa per il quale di solito avete poco tempo.”

    ma che brava mammina…!

  4. 1
    Simone Di Natale says:

    Quando Gogna pubblica questi articoli sarei curioso di apere quale sia il motivo. Testare le reazioni di chi legge? Capire quale sia il livello minimo accettato? La mia non vuole essere una critica…è proprio curiosità!

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