Narrazione vendesi

Tutto sussiste sia in quanto reale che in quanto suggestione. Entrambe, per esserci, sono soggetti alla nostra narrazione, la quale non solo è tanto reale quanto suggestione, ma è, a sua volta, tanto generatrice di realtà quanto di suggestioni. Entrambe sono autoreferenziali ed entrambe sono concepite come definitivamente reali. Nel mondo duale il dilemma di ciò che è vero e di ciò che non lo è ontologico, come la sofferenza, da esso generata. Quindi, astenersi scientisti perditempo. Ovvero a tutti coloro che all’ombra del vessillo della scienza ritengono che la loro verità superi le altre; a coloro per i quali la sola fuga verso la Verità è misconoscere il transitorio carattere e mutevole divenire degli ambiti in cui mutando, sussiste.

Narrazione vendesi
di Lorenzo Merlo
(scritto il 15 aprile 2021)

Narrazione del cosmo
Il flusso cosmico dell’energia scorre in noi. Quando non è interrotto siamo il benessere. Se deviato, ingarbugliato da cattivi sentimenti ed egoiche pretese, genera malessere. Significa essere isolati dalla verità del cosmo, dall’armonia.

L’ingarbuglio è apparentemente provocato anche da altri. Ma l’indulgenza non aiuta. Se il groviglio è complesso, ci vuole solo l’opportuna dedizione per scioglierlo.

Se isolati dal flusso universale possiamo immaginarci dentro un bozzolo, nel quale la nostra energia come nell’ossessione gira su se stessa e genera endemici mondi di pena. Chiusa in circoli viziosi o spinta da ardite pretese, ridonda e tende a collassare. I cattivi sentimenti ne sono nutriti. Il dominio su noi stessi è perduto. Avvertiamo malesseri. Se di lunga o forte durata, generiamo malattie.

Diffondiamo l’aura i cui toni cromatici esprimono la nostra natura, il nostro livello evolutivo e la nostra condizione intima del momento. Gli animali pare li vedano. I cani ci abbaiano, i gatti ci curano.

Nel sonno, libero dall’invadenza dell’io, quindi dai suoi sentimenti e relativi nodi, rigeneriamo noi stessi a causa del flusso energetico cosmico che torna libero a scorrere in noi. Rigenerare è parola opportuna, bambini e cuccioli lo sanno. Nei lunghi sonni, creano se stessi. Ma anche gli adulti, che si ripuliscono dai vincoli delle incertezze.

Ma ci sono tutti i livelli di grado. Nel sonno disturbato la presenza dell’io seguita a deviare l’energia cosmica e succhiare la nostra. Ci si sveglia con fatica e ci si sente stanchi, inetti a riconoscere la gratitudine per la vita.

Come nel labirinto della mente, intenti a inseguire i richiami dei pensieri e dei suoi opposti, siamo costretti a percorrere le narrazioni di tutte le direzioni. Fuori da esso, i dilemmi e i drammi del vivere si mostrano per quello che sono, sentieri senza uscita, le cui verità fittizie sono sirene di Ulisse alle quali possiamo ora resistere.  Ne vediamo le illusioni, i veli di maya che ci nascondevano a noi stessi.

Narrazione del dolore
Prendere coscienza di essere gli artefici del nostro destino a causa dei sentimenti con i quali ci indentifichiamo, a causa delle reazioni alle nostre emozioni, permette di avviare un processo di emancipazione nei confronti della logica dell’io. Una specie di maschera che non sappiamo d’indossare. Segno di un battesimo culturale del quale non ci avvediamo. Permette di liberare quei nodi d’interruzione della partecipazione al cosmo. Permette la guarigione, se la malattia è presa in tempo, se il fisico non ha passato il punto di non ritorno. Ma anche, per alcuni, di rigenerare parti del corpo fisico ­ denti per esempio – normalmente considerate senza possibilità di replica.

Il cammino verso la consapevolezza del ruolo con il quale ci identifichiamo è un processo autopoietico. Non servono libroni, professorini e professoroni, esperti e specialisti: è già tutto in noi, come il crescere di un bimbo è già tutto in lui.

Affinché il dolore, di cui vantavamo il diritto di affermarlo sopra ogni altra cosa, cessi di essere una occulta richiesta d’aiuto, un’espressione d’indulgenza e vittimismo, affinché, come il sasso nella corrente che crea la marmitta, arresti la sua ridondanza erosiva di bellezza, è necessario trasmutarlo. Non più soltanto prendendocene la responsabilità. È necessario divenire portatori, non più del nostro dolore ma del dolore del mondo.

Non solo portatori, ma anche perpetuatori, almeno finché il ciclo delle rinascite del quale siamo parte non interrompa il suo/nostro egocentrico motore. È un fermate le macchine che richiede di essere capitani di noi stessi, che richiede l’emancipazione dal nostro io. Quando non c’è più qualche perché proprio a me?, scompare ogni vittimismo, così come la pretesa d’essere accuditi.

Assumendoci il dolore del mondo ripetiamo il percorso – con tutto il rispetto per i ricercatori ben più anziani – di Cristo, emblema dell’evoluzione disponibile ad ogni uomo. Detta di amore, di armonia, di partecipazione al cosmo.

È un’assunzione di responsabilità, che per compiersi richiede la morte personale, richiede il ridimensionamento dell’io a fittizia impalcatura di forze opposte alla creatività. Un percorso necessario per la purificatrice dai peccati, di ciò che sta sotto il dominio del male. Solo mondati dai vizi capitali possiamo vivere l’Uno, la sua energia. Escludendo la scienza, che prende un occhio e ci dice in cosa consiste, nulla esiste da isolato, senza la relazione e la contiguità che lo conforma in un certo modo. Ciò che è o viene separato dal tutto è a suo modo cancro e cancerogeno. Non è evidente la relazione tra la nostra epoca e il crescente popolo di terminali del grande male? Non è evidente che stiamo remando nella direzione meno umana e più malefica?

Il corpo richiede 72 ore per modificare il proprio stato di salute, tanto per perderla, quanto per ristabilirla. Ci vogliono 72 ore, cioè tre giorni per permettere al digiuno di compiere la sua opera di disintossicazione, affinché, anche attraverso questa pratica, il flusso cosmico d’energia incontri meno ostacoli in noi e ci permetta di sentire la via a noi opportuna, tanto nella vita, quanto nella circostanza. Per alcuni è cosa nota ed emblematica, per altri no. L’avevo accennato: astenersi scientisti perditempo.

Con la dovuta motivazione è togliere, più che ad acquisire, saperi, che si può giocare al gioco della maschera che non sapevamo di avere. Ma ora senza paura, creativamente consapevolmente. Si può arrivare alla libertà di noi stessi. Non una vita senza dolore, né colma di piacere. Ma dentro un’armonica vibrazione che permetterà di vivere al meglio, anche nel dolore. Che permetterà di evolvere ancora verso la forza e l’equilibrio. Che permetterà al qui ed ora di sostituire il passato e il futuro in un numero crescente di occasioni. Quella condizione oltre il dominio del dualismo e del pensiero, oltre le resistenze dell’io, tanto all’origine delle sofferenze, quanto del tempo, delle dottrine, delle dipendenze, delle pretese, dei desideri, degli opposti, dell’avere in cui si svolgono tutte le narrazioni in vendita.

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Narrazione vendesi ultima modifica: 2021-08-24T04:05:00+02:00 da GognaBlog

10 pensieri su “Narrazione vendesi”

  1. 10
  2. 9
    lorenzo merlo says:

    Può darsi.
    https://rumble.com/vmf92z-perch-vogliono-vaccinare-tutti.html
    Ma il livello non è quello di Elvis.

  3. 8
    marco vegetti says:

    Lorenzo, Rumble cita Databaseitalia, pieno di cazzate (persino traduzioni SBAGLIATE di un discorso di Bill Gates). Se questa è narrazione, almeno IMPARINO l’inglese prima di scrivere.  PS – Non c’è grafene nei vaccini, nessuno l’ha trovato. E nemmeno l’ossido di grafene. Se tutti questi narratori si mettessero insieme e donassero un euro, farebbero fare delle analisi vere sui prodotti/vaccini. Invece citano a cazzo studi che non dimostrano nulla e sul nulla sono basati.  E non si tratta di narrare, ma di parlare di ciò che si conosce. Altrimenti, la Terra è piatta, il Megalodonte nuota tra noi e Elvis Presley non è afrfatto morto. Questo è il livello.

  4. 7
    lorenzo merlo says:

    Siate responsabili e rispettate il vostro dovere: vaccinatevi. È il progresso che ve lo chiede.
    https://rumble.com/vmf92z-perch-vogliono-vaccinare-tutti.html

  5. 6
    Gengis Khan says:

    se la narrazione avesse un prezzo ci sarebbe sempre chi vuole spendere poco e chi molto
    la narrazione ha anche un rpezzo ma è irrisorio,il vero prezzo è dato dal tempo e dalla dedizione,tempo che non tutti anno o possono permettersi
    per…………………..tanti motivi ogni individuo sceglie la narrazione che lo soddisfa
    son bravi tutti a leggere un romanzo che gli piace,pochi mano leggere ujnì mattone
    così è per la narrazione,se ti piace ci credi se non ti piace pensi che è falsa
    poi sperimenti sulla tua pelle e allora capisci cos’è la narrazione,prima è come una frittura di pesce con olio esausto

  6. 5
  7. 4
    albert says:

    “Chi concepisce l’importanza di un record sportivo o di una vetta conquistata, a maggior ragione dovrebbe essere fiero di questo risultato, come lo sono io che non c’entro niente. ”
    Pero’ strada lunga con risultati parziali e con “bugs”e cantonate per la verita’universale.. Questa e’una narrazione
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/09/19/matematica-ecco-come-risolvere-un-problema-vecchio-di-quattro-secoli-nonostante-la-disperazione/5455394/ Ma la dimostrazione completa?
    http://scienzamedia.uniroma2.it/~eal/Wiles-Fermat.pdf
     e si tratta di un breve  enunciato facile da capire , Pierre Fermat formulò nel 1637, afferma che l’equazione an + bn = cn non ha soluzioni intere positive, se n è superiore a due. Si tratta, come è evidente, di un problema piuttosto semplice da comprendere, ma la cui dimostrazione (che Fermat assicurò di possedere, ma non rese mai pubblica prima della morte) è stata inseguita dal mondo della matematica per oltre tre secoli.
    FIGURIAMOCI  PER SCIENZE SPERIMENTALI A VERIFICA STATISTICA…COME PER FARMACI E VACCINI.
    ECCO UN NARRATORE NON SPECIALISTA:  DINO BUZZATI.https://www.ilporticciolocultura.it/editoriali-recenti-editoriali-23/659-giuseppe-benelli-dino-buzzati-e-luigi-poletti-il-mistero-dei-numeri-primi.html
    ecco un’altra narrazione:https://ambulatoridemetra.it/demetra/ignac-fulop-semmelweis-fra-genio-e-follia-la-storia-del-medico-che-intui-il-valore-del-lavaggio-delle-mani/
    eppure ancor oggi se obblighi a lavarsi mani ecc, semplice igiene, qualche no soap  no-wash spunta e si inc******,   si ribella a  come viene fabbricato il sapone con grassi animali, o si limita a sapone con grassi vegetali o neppure quelli van bene , ci sono profumanti nocivi ecc.mentre in alcune zone del nostro piccolo pianeta, per mancanza di acqua  e sapone e fogne  si muore per infezioni intestinali catena merda-mano-bocca.

  8. 3
    albert says:

    ..ed  e’ narrazione sostenente una verita’ provvisoria a scadenza indefinita..se cambia narrazione, cambia verita’. Se cambia dopo  qualche anno ,decennio o secolo, a  chi ci ha  creduto daranno del pirla. Viceversa se verra’ continuata la narrazione e consolidata la verita’ conseguente,  agli antagonistii contrari  si fissera’pure l’epiteto. Eppure , ad esempio, i geocentrici tolemaici non erano del tutto fuori solo che i loro modello di universo aveva alcune falle cui  il modello eliocentrico rimedio’ , pero’ oggi se qualcuno e’ ancora geocentrico o terra piattista gli si ride dietro…anche se entro certe dimensioni ed esperienze di vita vissuta non ci sarebbe tanta differenza  tra le due visioni.Per la vita quotidiana di chi si muove poco..uno vale l’altra ma..a scuola ci si gioca LA  promozione e quindi BISOGNA ADERIRE AD UNA NARRAZIONE IMPERANTE ALTRIMENTI CI SI ROVINANO LE VACANZE. Se invece   sei gia’fuori del sistema scolastico ti prendi del Medievale perche la narrazione imperante dice che era epoca buia ed invece non e’ vero secondo nuove narrazioni storiche revisioniste.
    Eugenio Montale :IL PIRLA
    “Prima di chiudere gli occhi mi hai detto pirlauna parola gergalenon traducibileDa allorame la porto addossocome un marchio che resiste alla pomiceCi sono anche altri pirla nel mondoma come riconoscerli?I pirla non sanno di esserloSe pure ne fossero informatitenterebbero di scollarsicon le unghie quello stimma.”!
    Aggiunta , meglio non grattarsi a sangue nel tentativo,  se cambia il vento i pirla diventano geni profetici.Infatti dopo due guerre mondiali, imprese coloniali, imperi  ,missioni di pace qua e la’ , la narrazione va in certo modo accusatorio di chi ha fallito ,o autoassolitorio o autogratificante . Stringi stringi ci troviamo con morti a centinaia di migliaia, spreco di miliardi mandati in fumo , rancori nei nostri confronti,  territorialmente tali e quali , ascoltati o ignorati a seconda delle adesioni ad altrui politiche estere o  industriali  che spesso ci comprano ci spolpano e ci rivendono.
    Ci stimano o per i nostri medici soccorritori o per l’efficienza e qualita’ di certe nostre armi che riusciamo ad esportare o per opere d’arte specie se riescono a ciularcele.

  9. 2
    lorenzo merlo says:

    Sì. Ma non si tratta di scoprire la verità. Bensì di riconoscere che la verità è solo ed esclusivamente dentro una narrazione.
    Consapevoli di questo e su questo fondando una cultura avremmo altre storie.

  10. 1
    albert says:

     Se non si crede alla narrazione, tutti hanno a disposizione microscopi ottici o elettronici per credere veramente ai virus e batteri e microbi?  all’ azione su di esssi da parte di antibiotici o farmaci’ . Ci ammaniscono tanti bei filmati animati con computer grafica.Si utilizzano innumerevoli aggeggi tecnologici, eppure i principi che stanno alla base del loro funzionamento sono oscuri ai più. Persino una semplice bicicletta con i rapporti,viene adoperata e ci si fida, senza conoscere  meccanica e leggi fisiche.
    Galassie, buchi neri??  fusione e fissione, particelle subatomiche  Narrazione o realta’? Per far capire con scociatorie , si ricorre spesso a divulgazione che e’narrazione, altrimenti per ognuno occorrerebbero secoli di vita a disposizione per verificare.Invece su va a spanna , si cerca piacere e si evita dolore se si puo’.Intanto si usa smartphone perche’ e’ utile e ci piace, si ascoltano le sirene sui2..4..5.giga (ma che vor di’ sto giga??), si aggiungono app, poi su come funzione , su quali conseguenze possano avere le onde radio…si fa finta di non sapere…non ci si pongono domande.Infatti ora smetto..troppo schermo = occhio secco.
     

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