Perché togliere il bosco ai lupetti?

Perché togliere il bosco ai lupetti?
(no al lockdown dei boschi della Liguria)
di Roberta Trucco
(pubblicato su ferraraitalia.it il 16 gennaio 2022)

Sono genovese, ho quattro figli e tutti hanno fatto il percorso scout. La mia ultima è una lupetta. Ieri al mattino presto abbiamo ricevuto dai Capi Branco le indicazioni per la caccia di domenica 16 gennaio. Tutto programmato: i lupetti avrebbero fatto una gran bella gita sui nostri splendidi monti.
Dopo poco giunge un nuovo messaggio dai capi: “perdonateci, siamo stati presi in contropiede dalla recente ordinanza che vieta di frequentare i boschi, pertanto gli avvisi appena inviati non sono più validi. Ci scusiamo e vi faremo avere il prima possibile notizie su cosa faremo domenica”.

La mia testa ha cominciato a macinare le parole “Vietato frequentare i boschi”. Sono rimasta li a ripetermele e ho sentito crescere dentro di me l’indignazione per questa ennesima decisione di un governo che tratta ormai da tempo le persone come fossero animali da allevamento. Non mi stupisce, nel piccolo e nel grande, lo sguardo antropologico va in questa direzione da molti anni nella inconsapevolezza dei più. Come madre di quattro figli il mio impegno è stato in particolare quello di lavorare per una città a misura di bambino, per la restituzioni di autonomie fondamentali ai più piccoli che le politiche, in nome della sicurezza (sine cura), hanno ridotto sempre di più impedendo ai nostri figli di fare quelle esperienze fondamentali per crescere e imparare a muoversi nell’ambiente che li circonda [leggi Qui].

Alcuni anni or sono mi sono trovata a lottare contro un’ordinanza del nostro municipio che recintava, nei parchi, la zona giochi dei bambini per “difenderli dalle cacche dei cani”. Risultato: i bambini venivano recintati negli spazi con i giochi di plastica rigorosamente montati su pavimenti asfaltati, mentre ai cani e ai loro proprietari era permesso correre tra gli alberi e sui prati.

Non avrebbe dunque dovuto stupirmi che, in nome del bene supremo economico, da oggi noi tutti verremo recintati nelle nostre città. Non dovrebbe stupirmi che dopo due anni di pandemia, in cui gli umani sono stati catalogati in diverse specie di animali, ai quali, a seconda della loro buona condotta, valutata dai governanti come ne fossero i proprietari, cancellando di fatto i diritti naturali, è dato accesso a certi luoghi.

Non è accettabile impedire la fruizione degli spazi naturali dei boschi, spazio vitale per attività all’aria aperta a 360°. Tanto più che tale ordinanza non ha come scopo tutelare la nostra salute – la peste suina africana infatti non è trasmissibile all’uomo e come scritto nell’ordinanza “la peste suina africana può avere gravi ripercussioni sulla salute della popolazione animale interessata e sulla redditività del settore zootecnico suinicolo, incidendo in modo significativo sulla produttività del settore agricolo a causa di perdite sia dirette che indirette con possibili gravi ripercussioni economiche in relazione al blocco delle movimentazioni delle partite di suini vivi e dei prodotti derivati all’interno dell’Unione e nell’export;” [Qui]. Queste le parole del nostro presidente della Regione Toti: “se si diffondesse danni incommensurabili rispetto a una mancata passeggiata nei boschi”.

La  buona salute è prioritaria e le istituzioni hanno il dovere e la responsabilità di salvaguardarla. Ma la credibilità delle istituzioni è ormai nulla. La vita a contatto con la natura è una medicina gratuita necessaria a tutte e tutti. A maggior ragione in questo periodo pandemico. A questo punto noi sappiamo bene quali sono gli stili di vita sani che vogliamo condurre. È necessario riconoscere che l’Occidente è affetto da una malattia ben più grave del Covid19, una malattia che uccide il senso stesso di essere umano e che questa malattia sta affettando i nostri piccoli, rendendoli dei piccoli robot ai quali dare ordini.

Ma c’è una speranza. Quella di non aspettare la risposta dall’alto, quella di saper fare scelte alternative, quella di avere il coraggio di disobbedire quando, quanto ci viene imposto, va contro la nostra ‘natura’. Forse oggi sempre più persone riescono a vedere e a metterlo in parole. E ciò che viene nominato esiste e cambia la realtà. Ognuno di noi ha un grande potere, ed è legato alla nostra capacità di fare delle scelte libere che ci corrispondono. Basta solo esercitarla questa libertà, costi quel che costi!

Qui sotto il testo di una mail che è stata inviata da moltissimi genovesi al Sindaco Bucci, al presidente Toti, al ministro Speranza e al Ministro Patuanelli pubblicata in questa pagina Facebook [Qui]:

No al lockdown dei boschi liguri
Come Cittadina/o ligure italiana/o voglio esprimere tutta la mia indignazione per le decisioni prese e calate dall’alto in materia di contenimento della peste suina che impongono di fatto un LOCKDOWN sui boschi dell’entroterra ligure.

“Limitare il lavoro e il tempo libero di tutti cittadini italiani (poiché i nostri boschi rappresentano un territorio non frequentato solo dai liguri) e mettere in pericolo l’economia di interi comuni allo scopo di difendere gli allevamenti intensivi è una misura inaccettabile, senza alcuna logica e totalmente fallimentare (Paolo Rossi, fotografo di fauna selvatica, documentarista, collaboratore di guide ambientali)”.

Infatti, siamo al corrente che cinghiali potenzialmente infetti sono già dispersi su tutto il territorio regionale e oltre, proprio a causa della caccia in battuta o braccata, attualmente in corso, che è la prima causa di rapida diffusione della peste. 

Sono norme che non garantiscono alcuna certezza se non quella di limitare il diritto al lavoro e al tempo libero di migliaia di persone.  

Se la preoccupazione è quella di tutelare gli allevamenti, i provvedimenti vanno presi nella direzione di messa in sicurezza degli stessi e non nella limitazione della fruizione degli spazi naturali dei boschi, spazio vitale per la  salute e il lavoro di tutte e tutti, che le istituzioni hanno il dovere e la responsabilità di salvaguardare, a maggior ragione in questo momento storico. 

Non si capisce di che cosa dovremmo avere paura, considerato che siamo costrette e costretti, da anni, a coabitare in città  con i cinghiali. Tutto questo  a causa della totale assenza  decennale di provvedimenti e azioni che favoriscano il rientro dei cinghiali nell’habitat naturale a vantaggio del loro e nostro equilibrio. 

Evidenzio inoltre che Piemonte e Liguria hanno due ordinanze diverse. In Liguria chiusura totale per 6 mesi, mentre in Piemonte  è vietata solo attività di  pesca, venatoria e addestramento.

Queste ordinanze inaccettabili nascono a supporto di stili di vita mortiferi voluti ormai  solo da poteri economici sostenuti dai governi. 

Dopo due anni di fallimentare gestione pandemica, noi sappiamo bene quali sono gli stili di vita sani che vogliamo condurre. 

Che non si pensi che questa volta staremo chiuse e chiusi in casa ad aspettare la fine dell’ordinanza.

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Perché togliere il bosco ai lupetti? ultima modifica: 2022-01-20T05:33:00+01:00 da GognaBlog

105 pensieri su “Perché togliere il bosco ai lupetti?”

  1. 105
    Alberto Benassi says:

    Andrea, per il povero ragazzino: “pare” non vale niente. E’ solo una speculazione senza alcuna prova. Esattamente come la ragazza di Biella che i cosiddetti novax volevano morta post-vaccino e che il povero padre ha dovuto smentire pubblicamente perché malata geneticamente al cuore e perché la morte è avvenuta prima dell’inizio delle vaccinazioni. Eppure, ci han provato…

    Vegetti ma falla finita.
    Tutti, ripeto TUTTI ci provano a raccontare balle per portare l’acqua al proprio mulino.
    Cencio dice male di straccio.
    Dove sta la verità assoluta? Da che parte? 
    Dalla parte del ministero della sanità?  Dalla parte della sanità LOMBARDA???

  2. 104
    Andrea Parmeggiani says:

    … e con questo chiudo perchè abbiamo già visto che le nostre sono posizioni inconciliabili. Senza rancore

  3. 103
    Andrea Parmeggiani says:

    Marco,
    d’accordo, allora il vaccino fa bene a tutti. A bambini, giovani. Ha fatto bene anche ai 16 morti accertati fino a SETTEMBRE dall’AIFA. 
    Ha salvato tante persone, d’accordo: soprattutto anziani, persone con patologie. Ma per qualcuno – troppi secondo me – ha fatto più male che bene. Vuoi chiamarle “martiri” in nome di un bene superiore? A me non sta bene

  4. 102
    marco vegetti says:

    Andrea, per il povero ragazzino: “pare” non vale niente. E’ solo una speculazione senza alcuna prova. Esattamente come la ragazza di Biella che i cosiddetti novax volevano morta post-vaccino e che il povero padre ha dovuto smentire pubblicamente perché malata geneticamente al cuore e perché la morte è avvenuta prima dell’inizio delle vaccinazioni. Eppure, ci han provato…

  5. 101
    Roberto Pasini says:

    Robino. L’adolescenza è già un passo avanti rispetto all’infanzia 😀 mia nonna,piemontese, mi diceva da bambino: “L’erba voglio non nasce neanche nel giardino del re”, quando pestavo i piedini con rabbia. Non sono in grado di valutare nel merito. Mi sembrava comunque interessante lo spirito. Anch’io penso che la responsabilizzazione e l’autocontrollo siano solo una delle leve di influenza sui comportamenti e ci voglia un “pacchetto” di azioni, non escluse le sanzioni. Tuttavia su una parte della popolazione e in certi contesti culturali può funzionare, insieme alla credibilità di chi la propone ovviamente. Purtroppo per tanti problemi di governo non c’è una “pallottola magica”unica da applicare subito, con successo e senza danni collaterali e sacrifici. Come si è detto altrove, sarebbe meglio dire le cose come stanno e non raccontare fiabe terrorizzanti o rassicuranti, perché così sono le fiabe, per loro natura. Cerea. 

  6. 100
    Giorgio Robino says:

    Capisco, Roberto, l’intento propositivo della proposta di ALZALAI, di superare l’atteggiamento bimbesco no-divieti, ma si tratta di una proposta ingenua, “adolescenziale”, continuando la metafora del percorso della vita umana. Sono tutti buoni propositi, ma inapplicabili di fatto ed in una situazione di l’emergenza nella “zona rossa”. 
     
     
    Ti sembrano realmente applicabili in pratica, considerando che la maggior parte delle persone che bazzica l’ambiente non segue le minime regole comportamentali di rispetto degli altri umani (e degli animali e della terra)? 
     
     
    Ce la vedi la gente che sta li a pulire le ruote delle scarpe da trail con il disinfettante e ce li vedi i biciclettari disinfettare le ruote delle bici per scrupolo sanitario? 
     
     
    Lato “tecnico” i provvedimenti di pulizia post-escursione sono forse anche un po’ inutili perché la contaminazione da evitare riguarda il trasporto del virus da un punto all’altro del bosco; all’interno delle aree extra-urbane. Ma poi culturalmente  la proposta è vana perché purtroppo, nella situazione di zona rossa, il libero arbitrio di una comunità di singoli individui di “buon senso” non è più “efficace” nei grandi numeri. 
     
     
    A riguardo del come è arrivato il virus ai cinghiali dell’alessandrino, io sento puzza di allevamenti di maiali. Questa l’origine, a naso, ma non ne ho prova e forse sbaglio. Altrimenti investighiamo nel mondo dei simpatici cacciatori (la do a probabilità minore). Verrà fuori l’arcano.

  7. 99
    Andrea Parmeggiani says:

    “Andrea, ci sono mille regole che rendono difficile la vita a un vecchietto. Che facciamo? Combattiamo contro tutte?”

    Forse nemmeno aggiungerne delle nuove…

    Aboliamo tutte le leggi (legge=obbligo) che han provocato causalmente, direttamente o indirettamente un morto?

    Ci vuole buonsenso: vedi la recente protesta a seguito della morte di un giovane che stava facendo uno stage in fabbrica. Non si possono abolire per un “incidente”.
    Ma qui, nel caso del vaccino, si parla di volere forzatamente inoculare una sostanza che in molti casi dia più vantaggi che possibili svantaggi (anziani, persone con patologie pregresse, e la combinazione dei due); in altri casi invece provoca più danni del vantaggio. Vedi il recente caso del dodicenne morto durante una corsa campestre 
    https://mattinopadova.gelocal.it/regione/2022/01/25/news/e-morto-il-ragazzo-dodicenne-colto-da-malore-durante-una-corsa-campestre-1.41167626
    Non se ne parla in modo ufficiale, ma pare avesse fatto da poco la seconda dose.

  8. 98
    lorenzo merlo says:

    Un bel grin state con deep pass?
    “Ma mi faccia il piacere”.

  9. 97
    Roberto Pasini says:

    No Cominetti. È un esempio di realismo “mandrognino” del basso piemonte: non negare il problema, proporre una soluzione alternativa e concreta a quella imposta, basata sulla responsabilizzazione degli utenti e sulla collaborazione e il coinvolgimento dell’autorità statale. In prima istanza. Poi si vedrà. Non basta dire No. 
     

  10. 96

    Pasini, secondo me il tuo ultimo intervento avrebbe avuto il giusto valore se tu avessi omesso la dicitura “Non basta dire NO”.

  11. 95
    Roberto Pasini says:

    Iniziativa alessandrina: la proposta di un codice di autodisciplina per i frequentatori della zona rossa. Magari non porterà a nulla, ma è interessante l’idea di cittadinanza attiva e propositiva di un sistema temporaneo di regole per risolvere il problema mediando gli interessi in gioco. Non basta dire NO.
    https://www.azalai.bio/proposta-peste-suina/?fbclid=IwAR06kzgb8_cjnycXFb2F8ObfQiBuCmb-FkJQtBFuGLa4rd_VV81hC14uIIk

  12. 94
    Uno says:

    Ecco una bella domanda :
    ma come c’è finito ‘sto virus nei boschi del Piemonte ?  

  13. 93
    Giuseppe Balsamo says:

    Robino, l’unico impatto sull’uomo di cui io sappia è solo economico.
    Almeno per ora.
    Naturalmente non ho idea della probabilità che possa verificarsi una zoonosi, ma di una cosa sono certo: non è zero.
    Quindi, un ulteriore motivo per cui il far finta che non vi sia un limite e il continuare ad aumentare le pressioni sull’ambiente non mi sembrano buone idee.
     
    Qui:
    fli.de/fileadmin/FLI/Images/Tierseuchengeschehen/afrikanische-schweinepest/Karten_EU/2022/Map_ASP_EU_2022-01-21.jpg
    una mappa dei casi segnalati in Europa orientale dal 1/1/21 al 21/1/22 (esclusa Sardegna).
    La lontananza degli altri casi da quelli del Piemonte non mi sembra compatibile con una diffusione naturale fra allevamenti o in ambiente selvatico. Ma, invece, temo che lo sia (compatibile) con la mobilità umana.
     
    P.S.
    Incidentalmente, qui:
    blv.admin.ch/dam/blv/it/dokumente/tiere/tierkrankheiten-und-arzneimittel/technische-weisung/tw-asp.pdf.download.pdf/TW-ASP-Wildschwein_IT.pdf
    le misure minime previste in Svizzera nel caso la PSA vi faccia la sua comparsa.
    Che, ovviamente, comprendono l’ assurdo e liberticida divieto di accesso alle zone interessate.

  14. 92
    Giorgio Robino says:

    Il primo articolo che menzioni, Giuseppe, dice:

    “Una malattia non pericolosa per l’uomo ma letale per i suini, che può avere gravi ricadute socioeconomiche e la cui origine è legata alle attività antropiche.”

    “non pericolosa per l’uomo” ? Quindi significa che ha un qualche impatto sull’uomo? Il fatto che la malattia riguardi solo ed esclusivamente i suidi è una questione che non mi convince completamente. Vedi i misteri inesplicati del passaggio di specie del covid-2…La risposta alla domanda del perché tutto è iniziato nell’alessandrino non la so proprio dare, ma la mia suggestione, come sottintende la frase riportata dall’articolo è che il virus sia portato ai maiali da altri maiali, negli allevamenti intensivi deve succede l’innarrabile. Non credo infatti alla tesi fantacomica che sia precipitata da un un elicottero una zecca africana sulla testa di un cinghiale dell’ovadese, che poi è andato svernare sull’alta via dei monti liguri per motivi turstici…  Quindi qui la parte lesa sono i cinghiali. 

  15. 91
    Giuseppe Balsamo says:

    Un paio di spunti sull’argomento che ritengo interessanti.
     
    scienzainrete.it/articolo/ci-mancava-peste-suina-africana/laura-scillitani/2022-01-19
    Parrebbe che il genotipo del virus approdato in Piemonte sia diverso da quello endemico in Sardegna. Molto più contagioso e letale, rendendo forse poco significativo confrontare le due situazioni.
     
    repubblica.it/il-gusto/2022/01/23/news/peste_suina_maiali_da_abbattere_richiesta_di_aiuto_degli_allevatori-334956382/
    I deprecabili “intensivi” possono permettersi di applicare tutte le procedure di biosicurezza, ma i piccoli allevamenti biologici ?
    Non è che sono proprio questi ultimi ad aver bisogno della maggior tutela ?
     
    P.S.
    Rileggendo i vari commenti, trovo curioso che nessuno abbia posto la domanda:
    ma come c’è finito ‘sto virus nei boschi del Piemonte ?

  16. 90
    Fabio Bertoncelli says:

    Caro Marco, forse un giorno noi saliremo insieme sui monti. Come fece Virgilio con il sommo Poeta, io ti farò da guida, mostrandoti la diritta via. Sarà allora che rimarrai illuminato dalla bellezza del vagare per boschi e per crinali senza certificati, senza permessi, senza lasciapassare. In assoluta libertà.
    😇😇😇

  17. 89
    Giorgio Robino says:

    Quindi oppongo dei dubbi alle tue certezze di “non sensatezza” di questi divieti. 
     
     
    Devo credere che le ordinanze siano state emesse in seguito a buone ragioni mediche zoologiche e di sanità “pubblica” umana, infine. Ma credo che tu neghi tutte queste ragioni medico-scientifiche, tant’è che nel tuo articolo non trovo nessun approfondimento a riguardo. E la tua posizione sull’altro virus, quello che impatta direttamente gli umani, il codid-19, mi sembra totalmente no-vax ( https://www.ferraraitalia.it/vaccinazione-lettera-aperta-a-papa-francesco-240093.html ). Presumo sempre in nome della sacrosanta libertà personale, il rispetto della diversità religiosa, di genere, di classe. Eh, ma quella di specie no?
     
     
    Insomma, il dilemma è come risolvere il rapporto tra libertà individuale e libertà collettiva. Salute collettiva animale, salute collettiva umana. Salute di tutti i viventi di questo pianeta, e pure delle pietre.
     
     
    Certo, I provvedimenti sono anche causati dalle ragioni degli interessi economici legati alla produzione di carne suina e l’export dall’Italia (che attualmente è VIETATO), ma queste ragioni infine riguardano ineluttabilmente tutto l’ecosistema (sanitario) di animali e uomini. Siamo tutti coinvolti.
     
     
    Nelle prossime settimane vedremo se il virus di sta peste suina si espanderà nell’appennino. Io temo di sì, sperando di sbagliare. Ma diventerà probabilmente un problema sovranazionale, altro che diritti delle lupette.
     
     
    Buone passeggiate (in città), purtroppo, al momento. Sia la volta buona che si riesca a rendere “pendonabile” la città, a grandi e piccini? Non credo.parte 2/fine

  18. 88
    Giorgio Robino says:

    Sono in profondo disaccordo, Roberta, sul movente che mi sembra stia alla base della tua protesta, che io traduco in una pretesa sovranità della libertà individuale/familiare, qui vista “dalla parte dei bambini” e delle loro condivisibili esigenze di socializzazione all’aria aperta. 
     
     
    Il punto di vista degli scout esemplifica buffamente una visione corporativistica dei “sacrosanti” diritti di queste o quelli, che però si disinteressa della complessità dell’ecosistema in cui viviamo, comprendente terra, virus, animali ed infine umani.
     
     
    “Attivarsi” contro queste ordinanze, protestando in nome della libertà delle singole classi sociali ovvero degli scout, dei cani di città, dei bambini, degli alpinisti, dei trail-runner o dei biciclettari (con le loro stupide bici a motore elettrico) è un atteggiamento che ignora però la Natura ed i suoi abitanti biologici.  
     
     
    Capisco l’avvilimento per queste imposizioni, che anche a me sembrano incredibili, inimmaginabili e deprivanti in un modo totalmente inaspettato per chiunque ami o crede di amare l’ambiente naturale. Anch’io sono frustrato personalmente, dato che magari vivo nel tuo quartiere, ed appena posso cerco di svagararmi dall’orrore urbano andando a camminare o correre nei boschi delle colline sopra la città, sempre più frequentate da assembramenti umani per me “senza senso” e sempre più frequentate dai cinghiali (forse qui c’entrano più i lupi che i lupetti). 
     
     
    parte 1/continua

  19. 87
    Alberto Benassi says:

    lo statalista Vegetti non è che non capisce. Fa finta di non capire.
    Lui parte dal principio che sono a cittadini a  dover eseere al servizio dello stato e non lo stato a servizio dei cittadini.
     A lui, sicuramente, gli va di  adottare il metodo cinese: “mutismo e rassegnazione”

  20. 86

    Vegetti ti ostini a non capire quale sia il problema. Anche se a dire che non capisci mi sento un po’ crovelliano, ma è così.

  21. 85
    marco vegetti says:

    Andrea, ci sono mille regole che rendono difficile la vita a un vecchietto. Che facciamo? Combattiamo contro tutte? Ti basta 1 morto per decidere che il vaccino obbligatorio è vessatorio? Perfetto, applichiamolo a tutto ciò che è obbligatorio per legge e ne troviamo ben più di uno. Ma la mia domanda è sempre quella: che si fa? Aboliamo tutte le leggi (legge=obbligo) che han provocato causalmente, direttamente o indirettamente un morto?

  22. 84
    Andrea Parmeggiani says:

    @75 Marco, 

    “Forse il vecchietto davanti alle Poste esiste ancora in piccole realtà,”

    Dal mio modestissimo punto di vista, basterebbe che questa norma discrimini e renda la vita complicata ad uno di questi vecchietti per ritenerla ingiusta e vessatoria. Cosi’ come mi basta che il “vaccino” abbia provocato 1 morte per ritenere ingiusto che venga reso obbligatorio. E a settembre 2021 eravamo a 16 “ufficiali”. Poi, dopo, nessuno più lo sa. 

  23. 83
    Alberto Benassi says:

    Lo dico perche’molti si vantano di passato scoutistico , nel mondo della politica e dell’economia.

    sarebbe bene che evitassero di farlo.
    Gli si addice di più il “dimmi chi sono e non chi ero”.

  24. 82
    albert says:

    Mi sa tanto che ormai, piu’che  ad escursionismo e vita nei boschi e nella  natura, campeggi autogestiti, la progressione di  “carriera” nei Boy Scout sia propedeutica a buon inserimento nella societa’da adulti , un investimento in relazioni utili.Lo dico perche’molti si vantano di passato scoutistico , nel mondo della politica e dell’economia. Altri al momento opportuno ( specie quando non c’e’da sfiancarsi di lavoro )rispolverano cappelli  o varie altre  vecchie divise.

  25. 81
    Alberto Benassi says:

    Tutti come tanti soldatini sulla via della seta.
    La maggioranza lo vuole!

  26. 80
    Matteo says:

    Vegetti, è stupefacente il tuo riuscire a vedere solo e unicamente il dito…spero possa almeno servire a vedere eventuali patologie.
    Se è corretto per l’uso della maschera avere la barba curata, allora lo era anche prima del 2011 (quando peraltro maschere per tutti non c’erano) e quindi vessatoria e dovuta a fini differenti l’imposizione. Che è quello che ho scritto e che tu ti rifiuti di capire.
     
    “alla maggioranza va bene così”
    Questo è esattamente il punto (sebbene sarebbe da capire come mai la stessa maggioranza che nel 2018 era favorevole a vietare l’uso del chador adesso è favorevole ad andarsene in giro con quello ffp2).
    Ammesso anche che alla maggioranza vada bene così (come andava bene nel ’22, peraltro) quello che è pericoloso è che questo giustifichi l’imposizione di fatto (ma non di legge) tramite la pressione di norme “tangenti” e spesso assurde, la persuasione tramite informazione pilotata, dati nascosti, ritoccati, parziali e l’incoraggiamento di comportamenti fobici, delatorii e apertamente conflittuali.

  27. 79
    Alberto Benassi says:

    Cominetti, Bertoncelli.
    Vi state confrontando con persone che del “diritto di poter scegliere” non gliene frega nulla, non gli interessa. O quanto meno hanno perso questo interesse, questa voglia, questo ideale.

  28. 78

    Govi, non sono incazzato ma amareggiato, che è diverso. Mi sembrano incazzati i vaccinati che dalla loro trincea/grinpas si sentono protetti sparando con “alzo zero” su chi ha scelto di non fare parte di un gioco che non lo convinceva. 
    Che la malattia da covid sia assodato che da non vaccinati duri di più l’ha deciso Speranza e non l’effettivo decorso, ma non è questo il punto. Ho fatto una quarantena meravigliosa spaccando legna e dedicandomi alla musica e alla creazione di oggetti artistici a tempo pieno. Mi ritengo fortunato, certo, ma è proprio per questo che dobbiamo difendere il diritto di poter scegliere.
    Poi ci sarà per tutti un giorno in cui creperemo.

  29. 77
    Fabio Bertoncelli says:

    Giacomo, io mi sono vaccinato non per capriccio, ma perché ritengo che il vaccino sia utile (non risolutivo) oltre una certa età. Qualcuno, invece, potrebbe pensarla in modo differente da me: lo devo condannare al pubblico ludibrio? al bando sociale? al confinamento a domicilio? 
     
    Ciò che tu chiami sprezzantemente hobby, in lingua italiana si definisce in modo diverso. Ma, di fronte a chi ignora l’abbiccí dei diritti civili, è inutile parlarne…
     
    N.B. Sai ciò che è successo oggi in sede di votazione per il presidente della Repubblica? Qualcuno qui nel forum lo trova normale: a tal punto siamo arrivati!

  30. 76
    Giacomo Govi says:

    Cominetti/71. Il punto e’ che e’ una domanda poco interessante per chi e’ vaccinato. Puo’ interessare i pochi come Bertoncelli, che, rigorosamente da vaccinati, hanno l’hobby di battersi per garantire il diritto al ‘rischio di malattia grave’ per tutti gli altri.  Per gli altri il GP non e’ altro che una formalita’. Ad alcuni (Crovella e molti altri) da’ quel senso di sicurezza che li fa star bene. Che possa essere considerato discriminante ci sta, ma molto pochi ne saranno davvero sensibilizzati, in quanto in maggioranza vedono la scelta di non vaccinarsi come un capriccio o nel migliore dei casi una scelta balzana. Ma questo dovreste capirlo, se no non se ne esce. Sulla questione se serva o no a contenere l’epidemia, chi lo sa? Non avremo mai i numeri ‘senza’. Che i non vaccinati abbiano, in caso di malattia, un periodo di contagio piu’ lungo e’ fatto direi assodato. Quanto questo sia determinante per l’epidemia difficile dirlo con certezza…
    Semmai, mi chiedo se sia salutare per lo spirito continuare su questa linea di incaxxatura permanente… la vita e’ fuori!

  31. 75
    marco vegetti says:

    Non so Andrea: io abito a Milano, in quartiere popolare. Eppure vecchietti in fila per la pensione non ne vedo più come una volta, quando erano davvero tanti. Ma vedo al mercato tanti vecchietti, ben oltre i 70, con la PostaPay o con il Bancomat. Mia madre 90enne la riceve in Banca e usa il Bancomat. Forse il vecchietto davanti alle Poste esiste ancora in piccole realtà, ma sono quelle dove figli e parenti accudiscono maggiormente i loro vecchi… 

  32. 74
    Andrea Parmeggiani says:

    @Vegetti
    Si, forse anche con il codice fiscale ti controllano. Io mi riferivo più a controlli a livello fiscale, che mi sembrano tutto sommato giusti. Per quanto riguarda l’obbligatorietà della vaccinazione, credo e spero che prima o poi qualche giudice si svegli e la impugni perchè è contraria alla costituzione. E comunque, è tramite il “grinpas” che hanno fatto la vera porcata, perchè è questo che mette gli uni (gli esercenti ad esempio) contro gli altri (i non vaccinati) creando tensioni sociali non indifferenti. Cosa ne pensi dei cartelli di alcuni negozi o locali che ricordano altri cartelli di tempi innominabili? (perchè è peccato fare paragoni) Ti rendi conto che i pensionati che non si sono vaccinati non possono andare a ritirare la pensione in posta?

  33. 73
    marco vegetti says:

    Sicuro Parmeggiani? Sai che per capire chi sono i non vaccinati over 50, ora obbligati al vaccino, incrociano i dati delle vaccinazioni con il codice fiscale? Altro che barba nell’Esercito. Dovreste preoccuparvi più di questo allora… 
    Marcello, io tutto sommato sono d’accordo con il Green Pass. Ce l’ho, ovviamente dopo le tre vaccinazioni, anche se la mia vita mondana consta di qualche cena al ristorante e un paio di volte al cinema. Onestamente, non mi sentirei limitato senza. E’ una legge, come dice Cacciari una legge va seguita o cambiata se si può ma finché c’è quella è la legge -ah già Cacciari ormai viene trattato da traditore e non più citato-,  e mi prenderei senza menate la responsabilità di non seguirla. Il nostro piemontese in fondo ha ragione: alla maggioranza va bene così. Alla (piccola) minoranza non piace? Raccolgano le firme per un referendum abrogativo. Già provato, già abortito. PS – Alle manifestazioni no vax in Italia ci va si e no qualche migliaio di persone: leggo di Bruxelles, dove erano 50MILA. Qui come mai non ci sono quei numeri ma tante chiacchiere social?

  34. 72
    marco vegetti says:

    Caro Matteo, semplicemente perché ho fatto il militare e indossato la maschera antigas durante un’esercitazione a fuoco. Dov’è il problema se una istituzione come l’Esercito (non il Circolo del Tennis) ha delle regole? E la regola non è più in vigore dal 4 dicembre 2011, sostituita da questa più chiara: Barba e baffi devono essere ben tagliati, ordinati, di lunghezza non eccessiva o sproporzionati, di forma regolare e non stilizzati e, se tinti, di colore naturale. La barba del viso non interessata da barba e baffi deve essere comunque ben rasata; i baffi non devono eccedere la larghezza del viso. Barba e baffi devono essere tali da consentire il corretto uso di tutti i capi di equipaggiamento, con particolare riferimento alla maschera anti-NBC.

  35. 71

    Chi è favorevole al grinpas lo dica sinceramente. Fisicamente non conosco NESSUNO che sia favorevole o che creda sia utile, ma magari qui c’è qualcuno che lo pensa. Tanto vale dircelo (a parte l’ancillotto cajoto/sabaudo che ce l’ha già detto una cinquantina di volte). E comunque sono curioso.

  36. 70
    Andrea Parmeggiani says:

    @67 
    Forse tessera sanitaria e codice fiscale controllano… ma non vietano la libertà delle persone come invece stanno facendo col Green Pass…
     

  37. 69
    Matteo says:

    Il taglio della barba è una necessità tanto reale e pressante, che parecchi militari di oggi ce l’hanno, anche in zone di guerra dove la necessità di una maschera antigas potrebbe essere più probabile (come si può notare in qualunque filmato dall’Afghanistan)
    Semplicemente oggi sono volontari per i quali non è più necessaria, ma anzi sarebbe probabilmente controproducente, la vessazione di tipo “storico”.
     
    Adesso chiediti come mai sei tanto propenso ad accettare e difendere ciò che ti viene detto da una autorità, senza fondamento ragionevole: potresti imparare qualcosa.
    Non scrivermelo (sono affari tuoi): prova a risponderti

  38. 68
    Alberto Benassi says:

    A questa stregua, la tessera sanitaria e il codice fiscale cosa sono? Altro che barba, quelle sì che controllano!

    Appunto!!
    e vogliano continuare con ulteriori sistemi!!!

  39. 67
    marco vegetti says:

    Forse quando era obbligatorio. Ora fai una scelta. La potevi fare anche prima, con l’obiezione, ma dovevi pagarne le conseguenze. La barba, scusami tanto, è solo una necessità dettata dall’indossare la maschera antigas. A questa stregua, la tessera sanitaria e il codice fiscale cosa sono? Altro che barba, quelle sì che controllano!

  40. 66
    Matteo says:

    Il servizio militare è la quintessenza del controllo sociale e si basa su continue vessazioni (più o meno calibrate, più o meno efficaci a seconda del tempo o del luogo) per ottenere che individui normali siano disposti a fare ciò che non vogliono assolutamente fare e altrimenti non farebbero mai.
    Il taglio della barba è un esempio abbastanza palese di vessazione inutile.
     
    Credevo proprio di essere stato capace di insultare chi la pensa in maniera differente da me…anche se “pensare” mi pare termine non correttamente applicabile a te.

  41. 65
    marco vegetti says:

    Grazie del cretino ignorante. In modo a volte gentile, a volte meno, vedo che proprio non si è capaci di insultare chi la pensa diversamente da voi. Però, però vi da fastidio quando qualcuno usa gli stessi termini con voi. Pagliuzza e trave. Prendo atto come avevo fatto sulle dimostrazioni richieste ma mai dovute.
    Paranoico: Nel linguaggio quotidiano il termine paranoia è spesso usato per definire condizioni non prettamente patologiche in cui una persona si ritiene vittima di persecuzioni. 
    Ennesima volta: il taglio della barba ad hoc a militare per indossare la maschera antigas come controllo sociale (rileggetevi il post di chi l’ha scritto) non è una forma all’eccesso di vedere persecuzioni ovunque?

  42. 64
    Matteo says:

    Vegetti non credo che tu sappia cosa vuol dire paranoico, ma questa è solo ignoranza, quindi forse non sei proprio un idiota.
    Però cretino si. A tutto tondo. 

  43. 63
    marco vegetti says:

    Va bene Alberto. E allora? La soluzione qual è, visto che gli eletti non fanno quel che promettono e che i votanti vogliono e che comunque non rispettano le leggi loro stessi e le loro amministrazioni? Guerra civile? Rivoluzione? Esilio volontario di massa?

  44. 62
    Alberto Benassi says:

    Si chiama democrazie, e funziona così.

    Si chiama democrazia MALATA e funziona così.
    Come le leggi le devono rispettare i cittadini. Allo stesso modo le leggi le devono rispettare le pubbliche istituzioni. Altrimenti i cittadini non sono tali perchè diventano dei sudditi.
    Quanto al votare non è detto che sia sempre giusto se non ci si sente rappresentati. Non vedo perchè dovrei dare la mia fiducia a qualcuno/qualcosa che mi tratta da suddito. Quindi non votare e pretendere che venga verbalizzato il motivo del mio NON voto.

  45. 61
    albert says:

    48) Non tutti i mali vengonoper nuocere. Causa i mutamenti climatici, in media montagna diventano possibili e remunerative colture di piante alimentari  prima considerate solo adatte a pianura. Alla lunga..se il livello del medio mare si innalzera’, le popolazioni rivierasche dovranno migrare piu’ in alto ed il villaggi abbandonati con  relativi servizi torneranno ad essere abitati. Suggestione buona per chi  ha riaspami da investire , per gli eredi.Poi i prezzi schizzeranno alle stelle.Per il momento, ad ogni sconfinamento, sara’come nel Medio  Evo, invece di un balzello, dovremmo scaricare le leggi locali.

  46. 60
    marco vegetti says:

    Sì, Roberto. Ma in parte: esistono le leggi. Quindi la nostra “natura” deve comunque rapportarsi a quelle. Volenti o nolenti. Non piacciono? Va bene: che si cambino. Ovvero, raccogliere firme per un referendum (il movimento no-vax ci aveva provato e quando ha capito l’avrebbe perso ha lasciato perdere). Ovvero, alle prossime elezioni votare (e ovviamente convincere la massa a farlo) qualcuno di proprio gradimento che (quanto meno) prometta qualcosa di simile a quello che vorremmo. Ovvero, fare una bella rivoluzione, con quello che comporta. Fino a quel momento, la nostra “natura” deve per forza vivere di compromessi. O altrimenti accettare onori e oneri, responsabilità che quel vivere secondo la nostra “natura” comporta. Si chiama democrazie, e funziona così.

  47. 59
    Roberto says:

    Vivere e comportarsi secondo la propria “natura”. Niente e nessuno ce lo può impedire, costi quel che costi.

  48. 58
    Riva Guido says:

    @ 54. Cominetti, siamo alle solite! Da un lato ce n’è uno che dopo tutto quello che ha combinato, e che potrebbe ancora combinare, può candidarsi alla Presidenza del Bel Paese. Dall’altro uno che ha problemi con la retromarcia e per questo non dovevano dargli la patente. Cominetti, ma Lei dove vive, in mezzo ai boschi per caso?

  49. 57
    marco vegetti says:

    Non credo che nessono dica quanti friends o nuts devi portare. Dicono che l’ARBA e la pala sono obbligatori. Sono misure di sicurezza individuale e collettive (con l’ARVA i soccorritori ti trovano, senza è molto più difficile): la tua sicurezza individuale e, scusate ma anche voi leggete le cronache, collettiva perché per i soccorritori stare in zona valanghiva a cercare per ore è un rischio. Allora dovreste ribellarvi anche contro il casco obbligatorio in moto: e se voglio tenere la chioma al vento? ARVA e pala non limitano la vostra libertà, magari invece vi permettono un po’ più di sicurezza. E nel caso, anche meno costi per il soccorso. Sarà che io non capisco, ma riprendete me, ma non il paranoico del taglio barba/maschera antigas uguale controllo sociale? Vi pare davvero normale? Anche se lavori in cantiere ci sono regole si sicurezza da rispettare, il militare perché non dovrebbe averne? Un breve accenno: forse democrazia non significa dare corda ai 60 milioni di allenatori di calcio che ci sono in Italia… Della serie: voglio l’energia pulita ma non voglio le pale eoliche e nemeno distese di pannelli. Almeno non a casa mia… Ecco

  50. 56
    Alberto Benassi says:

    Scusa Vegetti😁

  51. 55
    Alberto Benassi says:

    Vegetto quanti frends, nuts e chiodi ci dobbiamo portare per salire una via?
    Lo facciamo decidere ad  un DPCM?!?!?
     
     

  52. 54

    L’errore sta a monte, se non sai guidare in retromarcia non dovevano darti la patente.Finché si confonde la rapa con la fava non si va da nessuna parte.

  53. 53
    Riva Guido says:

    Il 19.01.2022 alle ore 15:00:00 la popolazione mondiale è di 8.000.650.000 fra uomini e donne.
    A Castelguglielmo, nel parcheggio della Amazon, i 1.200 dipendenti, per ragioni di sicurezza, sono obbligati a parcheggiare in retromarcia. Io in retromarcia sono una frana paurosa, lì farei una strage quotidiana. Questo provvedimento è discriminatorio.
     

  54. 52

    Vegetti, secondo me, sei distante anni luce dal comprendere il problema. Altrimenti non mi spiegherei quello che scrivi.

  55. 51
    Critico says:

    “le regole non piacciono? andate altrove”. La solita frase di chi si crede “padrone” e si arroga il diritto di decidere cosa devono fare gli altri. In una società democratica, alfine di educare cittadini rispettosi, occorre emanare normative condivisibili. In questo caso, non si condivide la decisione di impedire l’accesso ai praticanti attività outdoor nelle zone boschive. Occorre che il legislatore trovi altre soluzioni più condivisibili e socialmente/economicamente sostenibili. Il rischio, poi, è che questa metodologia di gestione dei problemi venga applicata altrove visto che oramai è stata sdoganato il sistema del lockdow . Per il resto, le telecamere, il tracciamento tramite internet etc sono sicuramente un tema interessante che meriterebbe una discussione a parte e che in questo contesto, però, crea un diversivo che confonde e nuoce all’argomento principale della discussione. 

  56. 50
    marco vegetti says:

    Ragazzi, permettetemi di allibire quando leggo che tagliare la barba ad hoc per indossare la maschera antigas a militare è controllo sociale. In Svezia i soldati possono avere i capelli lunghi, ma devono usare la retina sotto l’elmetto: controllo sociale? Vi prego… Nessun accenno invece al controllo PRIVATO che fanno i provider di internet e di telefonia mobile? Alle migliaia di telecamere di negozi, bar, banche, farmacie, ecc, ecc,? Poi però quando beccano il malvivente grazie a quelle migliaia di telecamere, allora va bene? Certo, ognuno decide cosa mettere nello zaino. Poi succede il patatrac ed ecco l’elicottero, i soccorritori, insomma, lo Stato, l’AREU, la Guardia di Finanza, gli ospedali. Ogni Stato al mondo ha delle regole. Non piacciono? Va bene. Infatti gli americani cui quelle regole non piacciono vanno a vivere in Alaska, in mezzo al nulla, dove nessuno può imporre niente.

  57. 49

    Allacciandomi al commento 47 di Benassi, aggiungo che tutte queste imposizioni che fanno leva sul rendere più sicura la nostra vita in realtà la rendono molto più rischiosa perché fanno abbassare la guardia nelle persone  deresponsabilizzandole di fronte al muoversi in ambienti naturali. Della società sicuritaria abbiamo parlato innumerevoli volte nel blog e non mi dilungo, ma non capirò mai quelli come Vegetti che se la prendono con chi vorrebbe avere più libertà di scelta delle proprie azioni nel pieno rispetto della libertà  e delle azioni altrui.
    La società di oggi è composta da un’elevatissima percentuale di idioti e incapaci a causa di questo.
     

  58. 48
    Paolo says:

    L’Italia è un paese che presenta molte aree interne marginali situate in collina e montagna, lontane dal centro metropolitano e dove nonostante l’abbandono continuano a viverci 12 milioni persone.
    Se non investiamo nel mantenimento dei servizi essenziali quali scuole, sanità di base, trasporti e copertura di rete diventa sempre più difficile invertire la tendenza, quelle saranno sempre di più “aree per vecchi”
    Fortunatamente qualcosa si muove, il livello centrale Con il piano strategia nazionale aree interne integrato con lo specifico ambito locale. 

  59. 47
    Alberto Benassi says:

    Vegetti
    un fatto è chiudere una strada per pericolo valanghe.
    Altro è chiudere l’accesso alla montagna perchè ha nevicato e c’è o ci potrebbe essere anche pericolo valanghe.
    Portare o no nello zaino un certo tipo di attrezzatura per affrontare un’ascensione lo decido io non il governo.
    Andare con una guida alpina lo decido io e non la regione Abruzzo come qualcuno voleva imporre.
    Un fatto sono le regole di convivenza, ad esempio di circolazione stradale. Con il semaforo rosso o lo stop mi fermo.
    Ben altra cosa è inquadrare,  controllare , dirigere la vita delle persone.
    Questa è una deriva autoritaria che sta sempre più crescendo.
     

  60. 46
    Enri says:

    Vegetti 45. Posso essere d’accordo con te in linea di principio. Solo che in questo caso l’ordinanza privilegia la salute degli animali da allevamento prima che la salute dell’uomo. E’ questo che non funziona.

  61. 45
    marco vegetti says:

    Sarà ma non capisco, Se un’ordinanza chiude una strada per pericolo valanghe, che c’entra la limitazione della libertà? Magari invece c’entra la sicurezza? E se non ci fosse il divieto e poi la valanga cade sulla tua macchina e vi spazza via, tutti addosso al Comune perché non ha segnalato il pericolo? Se un tratto di costa ha l’acqua inquinata da scarichi abusivi e viene chiusa per pericolo alla salute dei bagnanti è limitazione della libertà o salvaguardia della salute? Allora andate a 200 all’ora su una strada provinciale, perché non devono limitare la vostra libertà!

  62. 44
    Alberto Benassi says:

    Si chiama controllo sociale

    ma a Vegetti gli piace il controllo sociale.

  63. 43
    Matteo says:

    “Qualcuno mi spiega cosa c’entra l’assurda chiusura di boschi con l’obbligo di pala e arva o la chiusura per pericolo valanghe”
    Pensavo che ci arrivasse anche un lombrico, ma evidentemente…
    Sono il frutto della stessa mentalità: norme inutili, stupide però ben pubblicizzate e che 1) danno la sensazione di fare qualcosa, 2) impegnano poco chi le emana e ma colpiscono tutti, 3) tendono a deresponsabilizzare irreggimentando e confinando, 4) colpevolizzano i non allineati o chi fa qualcosa di diverso dagli altri
    Come l’obbligo di mascherine all’aperto.
     
    Sono il frutto di una mentalità deprecabile e ben chiara…forse qualcuno si ricorda a militare il controllo del taglio barba: se volevi tenerla, allora si controllava il taglio sotto il mento e davanti alle orecchie “per la maschera antigas”
    Si chiama controllo sociale

  64. 42
    Andrea Parmeggiani says:

    @32 Riccardo anch’io, infatti la mia frase era ironica 😉 Ho avuto la fortuna di essermi ammalato e guarito, e ora per 6 mesi non ci penso più. Parentesi chiusa
    @33 Enri  a proposito di portare a spasso gli escrementi degli animali malati fino a portarli in casa…. o a un allevamento… non mi risulta che la Liguria sia terra vocata all’allevamento dei maiali…. ma magari sbaglio 😉
     

  65. 41
    Critico says:

    Provvedimento draconiano che esaspera gli animi e fa perdere credibilità allo Stato. Il problema dell’eccessivo numero di cinghiali è forse derivato dall’abbandono dei territori collinari e montani, nonché da pratiche venatorie. I cinghiali causano incidenti stradali, scoticano il suolo danneggiando prati e coltivi. A volte entrano nelle città, sicuramente per cercare cibo magari tra i rifiuti. Ora la peste, che chissà come è da dove é arrivata. E per risolvere il problema si interdicono i boschi ai praticanti degli sport outdoor. Il periodo d’interdizione è di sei mesi e poi che si fa? Si proroga? Servono politiche di gestione seria del territorio al fine di evitare che i boschi diventino giungle adatte alla proliferazione dei cinghiali ed allo sviluppo di incendi boschivi. Le associazioni degli sport outdoor cosa dicono? Accettano in silenzio l’ennesimo lockdow? Poi ora il problema è limitato ad un’area ma si rischia che la metodologia venga applicata ad altri territori impedendo l’accesso ai boschi ed aree assimilabili. Si tratta di una metodologia di gestione dei problemi che desta perplessità e preoccupazione. 

  66. 40
    Alberto Benassi says:

    29 Vagetti
    Centra eccome . È un fatto di limitazione delle libertà personali che evidentemente a uno come te non interessano e anzi forse ti fa anche piacere che si vada in questa direzione

  67. 39
    DinoM says:

    Io penso che non ci si possa illudere che, non gestire il numero di capi presenti  possa migliorare la fauna. Ricordo anni addietro i camosci in sovrannumero accecati dalla malattia vagare barcollanti; terribile. Occorre riequilibrare il numero di capi presenti con i prelievi e le potenzialità date dal territorio. Il nostro territorio è densamente antropizzato e non si può pensare che la cosa non debba essere gestita. A poche centinaia di metri da casa mia non si contano più i resti di carcassa di cervo sbranati dai lupi e quando è buio non è consigliabile uscire di casa ed io stesso ho qualche remora nel portare i miei nipoti piccoli in gita di giorno.
     

  68. 38
    Enri says:

    Buoni suggerimenti, grazie. Approfondiro’. Magari e’ la volta che scopro ( riscopro) posti magnifici e comunque vicini a casa.

  69. 37
    Roberto Pasini says:

    Enri. Non credo che tu abbia neppure lontanamente bisogno di suggerimenti. Volevo solo dirti che se vuoi camminare, ravanare e pure anche un po’ arrampicare a Levante di Sori in questi due anni è stata riaperta tanta  roba nuova interessante e poco conosciuta: nel Tigullio, in Fontanabuona, sopra Lavagna, in Val Graveglia e in Val d’Aveto. In internet trovi tutto.,in più sta per uscire il nuovo libro di Parodi dedicato appunto al Tigullio. Buona serata. 

  70. 36
    Enri says:

    Se poi zona rossa arriva a Finale….ne vedremo delle belle….

  71. 35
    Enri says:

    Pasini, il mio dire che il Monte di Portofino diventera’ il piu’ grande focolaio covid e’ un po’ provocatorio ed eccessivo. Trattasi comunque di luoghi all’aria aperta. Ma chi non ha provato immagini la folla in Corso Vittorio Emanuele a Milano al venerdi sera tanto per citare un luogo noto ai piu’…. ecco, piu’ o meno stessa cosa sui sentieri del Promontorio.
    Spero che sia vero che restringeranno la zona rossa dopo i primi controlli. Pensare che tutto rimanga chiuso per sei mesi e’ pura follia. Vedremo.
    oggi mi sono spinto ancor piu verso levante, fuori zona rossa, avevo un paio d’ore libere… Ma i we saranno un dramma. 

  72. 34
    Roberto Pasini says:

    Enri. Concordo al 100% con le tue considerazioni. Lo spostamento a Levante lo abbiamo già visto domenica. Non solo sul Promontorio. La rete sentieristica è comunque in grado di reggere, anche grazie al lavoro del volontariato. Non credo diventeremo un focolio a causa degli escursionisti. Siamo già messi male adesso con i contagi, ma non penso a causa dell’andare per boschi. Nel mio piccolo punto di osservazione vedo che sono tutti o quasi contagi familiari. Ciò che temo invece è che scoprano presto qualche carcassa infetta anche qui e che scatti la chiusura fino all’estate. Sono state già emanate indicazioni dai comuni su come comportarsi nel caso. Qualche giorno fa mi sono preso un colpo in Val Graveglia vedendo un animale morto da lontano. Per fortuna era un capriolo e non un cinghiale. Questo vanificherebbe tutti gli sforzi fatti in questi due anni per valorizzare l’entroterra e per convincere gli amministratori locali che non ci sono solo le spiaggie (che peraltro non abbiamo) e che devono investire risorse a questo scopo. Ciao. 

  73. 33
    Enri says:

    La mail inviata al sindaco di genova e altre istituzioni e’ a mio avviso adeguata al fine di evidenziare la complessiva mancanza di senso del provvedimento. Quindi chi l’ha scritta ha fatto bene ad attivarsi. Avrei evitato pero’ di connotarla, in qualche modo, politicamente ( gestione fallimentare della pandemia / poteri sostenuti dal governo ecc.) visto che, a mio avviso, non solo cio’ non serve a nulla ma anzi e’ controproducente e rischia di mischiare tale e tali scritti alla protesta generale sui vaccini green pass e via dicendo. Dopo 2 anni di pandemia abbiamo capito che serve risolvere i problemi, cercando di portare tutti avanti e senza urlarsi addosso, da qualunque parte arrivino le urla.  Piu’ che ricollegare tutto alla fallimentare gestione della pandemia, quello che serve dire e’:
    1 c’e’ rischio per l’uomo? No
    2 se e come l’uomo puo’ portare il contagio? Praticamente impossibile, dovrebbe pestare resti organici di animale infetto, portarli a casa e infettare il maiale o cinghiale che tutti noi abbiano in salotto ( bellissima frase di un post precedente!)
    3 la salute degli animali prevale su quella dell’uomo? No, almeno in questo caso, costringere la gente a non poter respirare aria buona e camminare nei boschi e’ piu’ importante degli allevamenti di carne ( che, by the way, non fa nemmeno tanto bene…e sui produttori arriveranno i ristori, cioe’ le nostre tasse)
    4 questo provvedimento ha senso in liguria? No, guardate la cartina, la liguria non ha spazio, la gente vive in una striscia di terra e cerca sfogo in mare o sui monti. Chiudere i monti significa togliere alla gente spazio vitale e significa che nei we migliaia di persone della provincia che camminavano suo monti si concentreranno tutte sul Monte di Portofino, rimasto per ora fuori zona rossa, creando potenzialmente il piu’ grande focolaio covid d’italia ( e’ gia’ dura normalmente andare sul Monte figuriamoci ora)
    Se spingiamo su cose chiare, concrete, senza tante parole e ideologici piagnistei di contorno forse ce la facciamo.

  74. 32
    Riccardo Erriu says:

    @andrea 
    In effetti, per questioni etiche personali non mi sono ancora vaccinato, anche se tendenzialmente non mi definisco novax in senso assoluto. Rispetto la libertà di scelta di chi vuole farlo e pago i 15 euro di gabella ogni 2 giorni per lavorare… Non so però fino a quando potrò economicamente farlo perché le idee sono una cosa, bella e importante, ma la responsabilità economica verso i miei familiari sono un altra… Finché resisto  o finché non vinco al superenalotto 😅 la mia più che reazione è insubordinazione bella e buona! Sono abbastanza stanco di essere guardato con sospetto per ogni movimento che faccio, pur essendo sostanzialmente una persona onesta e che paga le tasse come tutti gli altri.. 
    @alberto
    Certo, credo lo stesso giorno che salirò un 9a a vista! 😂😉

  75. 31
    marco vegetti says:

    L’uomo forte può anche avere i baffoni o essere quasi calvo e ben sbarbato hehehehehe

  76. 30
    Fabio Bertoncelli says:

    Ehi! Il Vegetti che parla di fascio… 
     
    Lapsus freudiano? Desiderio inconscio dell’Uomo Forte? Cambiamento di fronte? Il vino rosso che, invecchiando, diventa nero? Qui gatta ci cova…

  77. 29
    marco vegetti says:

    Qualcuno mi spiega cosa c’entra l’assurda chiusura di boschi con l’obbligo di pala e arva o la chiusura per pericolo valanghe (fatta da decenni ormai ovunque sulle Alpi)? Ma allora dovremmo aggiungere i divieti di sosta, i divieti di balneazione, ecc. ecc. Non facciamo di tutta l’erba un fascio…

  78. 28
    albertperth says:

    Più continuo a leggere il Cominetti pensiero e più abbraccio la sua docente, di solito dai bambini ribelli nasce un genio qui al massimo E ugenio,se quakcuno va all’anagrafe.P.S chissà se ha dato dell’idiota  anche alla docente.bah! Pertanto concordo ne uccide di più l’ignoranza e la superficialità della peste suina. E del Covid .Tanto per insuinare un dubbio!

  79. 27
    Andrea Parmeggiani says:

    @Filippo
    E chi ha parlato di vaccini?

  80. 26
    Filippo Petrocelli says:

    Ma se smettessimo di mescolare le pere coi meloni? Lasciamo perdere i vaccini, che è meglio…
    La peste suina, come giustamente si diceva in un commento precedente, esiste in Sardegna da decenni. Tanto è vero che i loro prodotti suini non possono essere esportati al di fuori dell’isola. Non è che questo non abbia causato danni economici ai sardi ma siccome sono pochi, cazzi loro. In questo caso invece la minaccia è per l’indotto padano, enorme e parecchio remunerativo. Da cui le ordinanze regionali assurde in oggetto. Assurde e inutili, è solo questione di tempo, il bubbone scoppierà. I cinghiali, qui da me in Toscana, rufolano allegramente negli orti in periferia. E comunque preferisco mangiare carne di cinghiale, anche se pestifero, che carne di maiale zeppa di antibiotici. 

  81. 25
    Alberto Benassi says:

     

    Chi glielo spiega che fino a luglio non può praticamente lavorare ( ma dovrà pagare l’affitto presumo lo stesso)?

    digli di non preoccuparsi, ci penserà il presidente della tua regione a pagargli  l’affitto e a dargli da vivere.

  82. 24
    albert says:

    19) il brutto voto forse era perche’ non avevi portato con discrezione  una ruspante spennata e  ripulita, pronta per brodo o arrosto.(bravo 7+) con aggiunta di una dozzina di uova fresche( distinto 9) Per il 10 anche sacco di patate di montagna.

  83. 23
    albert says:

     Due pattuglie miste di scout boys and girls, gia’ adolescenti, pari composizione tra maschi e femmine  scesero dal pullman. Dai loro discorsi si seppe che dovevano attravversare i Lagorai e scendere in  Valsugana. Sembravano molto coinvolti e le loro menti sfavillavano di”pensieri stupendi”

  84. 22
    Andrea Parmeggiani says:

    @Riccardo
    Un discorso abbastanza reazionario, quasi da Novax 😉

  85. 21
    Riccardo Erriu says:

    Io vivo in uno dei comuni piemontesi dove vige la suddetta ordinanza… A meno di 10 km dalla val borbera, una zona che dal turismo di chi va per sentieri, a piedi o in mtb, viene sostenuta in maniera importante. Bloccare tutto significa uccidere le realtà lavorative di quella e di altre zone. Il rifugio sull’antola ha recentemente cambiato gestione. Chi glielo spiega che fino a luglio non può praticamente lavorare ( ma dovrà pagare l’affitto presumo lo stesso)? Vivo in un paese di 900 abitanti dove i cinghiali molte volte li trovo la sera a grufolare nel bosco a non più di 2 metri dalla mia recinzione, e dovrebbero spaventarsi se cammino su un sentiero in pieno giorno? Io per quanto mi riguarda, ho deciso andrò per sentieri o ad arrampicare lo stesso. Non si può piegare sempre la testa. 

  86. 20
    Alberto Benassi says:

    i miei genitori allevano ancora qualche gallina per le uova. Puntualmente ci vado a prenderle.
    Ogni tanto le confronto con quelle del supermercato. Quelle di mia mamma sono super gialle, di un colore vivo e buonissime. Quelle comprate al supermertcato, anche quelle biologiche da galline allevate all’aperto, super controllate e timbrate,  sono biancastre, sembrano anemiche. Ma saranno di galline vere??

  87. 19

    In seconda media la prof. di geografia durante un’interrogazione mi aveva chiesto se preferivo mangiare il pollo ruspante (ai tempi forse esisteva ancora) che razzola nella terra e nella merda nutrendosi di insetti e granoturco gettato nella sporcizia del pollaio oppure il pollo di allevamento nutrito con mangimi sicuri, tenuto in celle sterili e poi confezionato nella plastica? Ovviamente avevo risposto quello ruspante e mi ero beccato un brutto voto perché, secondo la prof, non ero stato attento alla spiegazione che aveva fatto in precedenza.Successivamente parlammo di raccolta delle olive e olio e ci disse che esistevano sistemi di raccolta moderni che scuotevano la pianta sollevando il contadino dal duro lavoro della raccolta ecc. ecc. Alzai la mano per dirle che c’erano dei sistemi più moderni ancora che prevedevano la raccolta dall’olivo di bottiglie d’olio già pronte per il consumo. Era una pubblicità dell’olio Carapelli, credo, che avevo visto a Carosello. Io feci il finto tonto per prenderla in giro ma lei mi appioppò un altro votaccio appena le fu possibile. Povera donna.

  88. 18
    Alberto Benassi says:

    i miei genitori da sempre hanno allevato conigli , polli, anatre ad uso familiare.
    Adesso non si può più.
    Non è salutare, non rispondono ai canoni sanitari.
    Ma andate a cagare!!!

  89. 17
    Simone Di Natale says:

    @ Marcello
    Una dimostrazione del fatto che si devono comprare i maiali confezionali e pieni di antibiotici che il mercato ci impone.
    e zitti!!

  90. 16

    In Ogliastra (Sardegna orientale) la peste suina c’è da 35 anni almeno. Tutti allevavano maiali allo stato brado e tutti potevano andare ovunque. Un paio d’anni fa è arrivato l’esercito in maschera è ha sterminato tutti i suini che poteva, li ha gettati in una fossa comune e gli ha dato fuoco e poi sotterrato il tutto. Una dimostrazione di celodurismo?

  91. 15
    Maria says:

    E poi il Papa, accusa le coppie perchè non fanno più figli
    Poveri Bambini !
    Una volta non avevamo giochi, ma i boschi erano nostri.
    Ora sono degl’animali.

  92. 14
    Fabio Bertoncelli says:

    «Mi domando se siamo completamente alla deriva perchè amministrati da politici e funzionari pubblici, che vogliono comandare e apparire, ma che pensano solo a scaricare sulla cittadinanza le responsabilità. Oppure c’ è un disegno, un obbiettivo di progressiva restrizione delle libertà personali da perseguire.»
    Probabilmente l’ipotesi esatta è la seconda.
     
    N.B. Se perfino un’anima ingenua come il sottoscritto incomincia a pensare in questi termini, allora mi preoccupo. Non poco.

  93. 13
    Alberto Benassi says:

    si dice che passeggiando nel bosco potresti calpestare la cacchina e la pisciatina del cinchiale infetto. Poi quando torni a casa la potresti trasmettere al maiale.
    Come se a casa ognuno di noi c’ha un bel maiale in salotto.
    Mi domando se siamo completamente alla deriva perchè amministrati da politici e funzionari pubblici, che vogliono comandare e apparire, ma che pensano solo a scaricare sulla cittadinanza le responsabilità. Oppure c’ è un disegno, un obbiettivo di progressiva restrizione delle libertà personali  da perseguire .

  94. 12
    Andrea Parmeggiani says:

    Genova. “La premessa è che questo virus non può attaccare gli esseri umani, non può attaccare neppure tutti gli animali ma solo i suidi, cioè i cinghiali e i maiali, ma nonostante questo, nel mondo silvano e naturale, non poteva capitare nulla di più grave“.

    Detto questo, ha ragione Matteo: se il problema è il rischio di propagare la peste agli allevamenti dei maiali, è sufficiente aumentare l’igienizzazione quando si deve entrare negli allevamenti. Ma ormai l’andazzo è questo: danneggiare tutti per proteggere qualcosa.

  95. 11
    Matteo says:

    A me pare comunque una vera belinata (per restare in tema con un altro post).
    Se il problema è la trasmissione agli allevamenti, i provvedimenti dovrebbero riguardare la protezione degli allevamenti stessi, non tutto il resto dell’universo mondo!
    Ma le grida di manzoniana memoria sono molto più semplici da imporre che qualcosa di strutturato e ragionato

  96. 10
    Paola Cesco - Frare says:

    Non ho apprezzato il tono della lettera, ma capisco pienamente le ragioni dell’ incazzatura. C’è n’ è di cui indignarsi!
    E tutto questo per salvaguardare allevamenti intensivi che sono spesso  la causa di malattie, e non solo animali. Mentre andare per boschi a passaggiare, per bambini e adulti, è la salute, fisica e psichica. 

  97. 9
    Giuseppe Balsamo says:

    I bambini! Ma perché nessuno pensa ai bambini! [cit.]
     
    Da quando ho letto per la prima volta dell’esistenza di questa odinanza, ho iniziato a chiedermi quale fossero le ragioni per cui vietare la frequentazione dei boschi a causa di un virus che non si trasmette all’uomo.Questo articolo:
    genova24.it/2022/01/peste-suina-lesperto-i-boschi-una-piccola-chernobyl-ecco-perche-chiudiamo-tutto-290375/
    prova a dare una risposta.
     
    P.S. Il divieto nei boschi piemontesi c’è eccome. Dei 114 comuni interessati (per ora), 78 sono in Piemonte.

  98. 8
    Roberto Pasini says:

    Ho la sensazione che il provvedimento, che appare irragionevole e poco realistico anche a chi non se intende, sia stato preso in fretta e furia come mossa preventiva rispetto ad un intervento della Ue che avrebbe potuto arrecare seri danni alle nostre esportazioni. Tenendo anche conto che i competitori sono pronti a saltarci addosso. Non a caso l’aspetto sanzionatorio non è stato ancora ben definito. Attualmente ha delle implicazioni addirittura penali, mi dicono. Assolto il compito formale, per pararsi le terga, può essere che ci siano poi degli aggiustamenti a livello locale per rendere il provvedimento applicabile senza troppi danni su altre attività. Per ora mi pare abbiano fatto marcia indietro rispetto alle strade di attraversamento. Ci sono azioni vigorose di pressione in campo da parte di molti gruppi organizzati.  Staremo a vedere, ognuno facendo quello che può per chiedere una modifica equilibrata.  A pensar male si fa peccato ma…Mi sbaglierò ma mi sembra una storia molto italiana : nel bene e nel male.

  99. 7
    Matteo says:

    Mi sfugge completamente il nesso tra peste suina e passeggiate nei boschi.
     
    Comunque è l’esito di due anni di diktat senza appello: hanno assuefatto tutti (governati e governanti) a non porsi domande anche davanti a quelli assurdi/stupidi/inutili.
    Perché è un’emergenza, perché è una guerra, perché siamo tutti sulla stessa barca.
     
    Come prevedibile e previsto da alcuni ragionanti.
    E mò sso cazzi… Hic Rhodus, hic salta!

  100. 6
    Andrea Parmeggiani says:

    E’ una decisione figlia dei nostri tempi. Una tristezza.

  101. 5
    Mario says:

    Ci stiamo abituando e la cosa sembra quasi ‘normale’. 2 anni fa sarebbe stata una forzatura non accettabile. Ma come ci si difende da norme che hanno forza di legge? Non vedo all’ orizzonte nessuno che abbia voglia o capacità di organizzare la opposizione ,servono  comitati? Class actions? Avvocati?  

  102. 4
    Alberto Benassi says:

    ordinanze sindacali di chiusura per valanghe.
    obbligo arva e pala.
    chiusura per covid.
    vaccino anche se non ne ho bisogno.
    Green pass per vivere
    chiusura boschi per peste suina.
     
    EVVAIIIIII tutto per la nostra protezione per il nostro bene.
     

  103. 3
    Alberto Benassi says:

    Evvai altra chiusura. E poi è tutto regolare…
    Complimenti.

  104. 2

    I boschi liguri in cui si vieta l’escursionismo confinano politicamente, ma si estendono geograficamente, con quelli piemontesi dove lo stesso divieto non c’è. 
    I cinghiali liguri sono liberi di arrivare fino ai centri cittadini da anni e quando qualcuno ha detto che andava posto un rimedio, si sono alzati in piedi a difenderli i soliti animalisti da salotto. 

  105. 1
    albert says:

    Nente da stupirsi…in ipermercato gli scaffali di cibo  e gadgets vari per animali domestici sono piu’ estesi di quelli per bambini.Idem gli spazi nei giardini pubblici. Nel mio paese ho notato che il palazzetto per pattinaggio a rotelle e’ chiuso, però solo per il periodo Natalizio hanno montato il finto pattinaggio su ghiaccio..caso strano davanti al palazzoMunicipale.Operazione  marketing pre elettorale prossima ventura??.Bambini giocano a calcio in cortile pure avendo un bel prato.Ho chiesto loro se hanno mai vistoin tv partite di campionato su campo in asfalto. Risposta”Noo,  ci piacerebbe pero’ la mamma poi non vuole che portiamo terra in casa e sporchiamo i vestiti di strigliate verdognole”

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