Piste o peste?

Nelle Valli di Lanzo altre piste silvo-pastorali stanno sorgendo come funghi, compromettendo la rete del patrimonio escursionistico. Una di queste è in fase di realizzazione sul versante nord della Val d’Ala, nel Comune di Ala di Stura. E’ la pista forestale che da Pian Belfé 1400 m c. punta all’Alpe Lusignetto Est 1654 m.

Piste o peste? 
di Ivo Reano
(pubblicato su camoscibianchi.wordpress.com il 30 luglio 2020)
Foto: Ivo Reano

Lo scorso martedì 21 luglio avevo intenzione di arrivare al colle di Viana 2217 m, partendo dalla località “La Fabbrica” di Ala di Stura 1030 m, Val d’Ala, Valli di Lanzo, e facendo in salita la strada del Karfen, in modo da vedere lo stato dei lavori della “nuova” funivia di risalita.

Il tempo cambia e mi fa desistere dal continuare a salire sul tratto più ripido. Meno male perché il caldo mi stava rendendo troppo dura la salita…

Tornato alla stazione noto una rete di protezione con cartelli vari e mi avvicino a curiosare.

Vedo con grande tristezza che si tratta dell’inizio della pista per l’alpe Sapé di cui avevo sentito parlare a marzo dello scorso anno. Allora mi avevano parlato di un riutilizzo della pista che era stata costruita per la posa dei ripetitori sulla Rocca di Nona, facendone così la prosecuzione sino all’Alpe Sapé 1350 m.

Alpe Sapé (versante nord Val d’Ala – Valli di Lanzo)

Di per sé la cosa non mi turbava più di tanto, nell’ipotesi si trattasse di recuperare di un alpeggio, ma segnalavo comunque alla Sezione CAI Ala di Stura per l’attenzione dovuta alla costruzione di una strada che arriva vicino ad un sentiero a catasto.

Clicca per ingrandire

Nella lettura del cartello dei lavori mi ha immediatamente seccato notare:

1) la denominazione è “Lavori di realizzazione della pista forestale Alpe Sapé…” dove sembra che ci sia qualcosa di scritto dopo ma coperto “involontariamente”.

2) la cifra di 178 mila euro mi sembra decisamente esagerata per 1 km di pista senza ponti, senza grossi sbancamenti e poi non siamo in presenza di un terreno ricco d’acqua. Due anni fa avevo ricevuto la proposta (la curiosità porta a dire qualche piccola bugia) da parte di un costruttore di strade di montagna di fare un lavoro (avevo parlato di circa 1 chilometro per raggiungere l’abbandonata borgata di Desertetto) per la cifra di 17 euro al metro (17 mila euro al km) comprensivo di fossi e canaline. Essendo difficile da valutare, la spesa aumenta con la posa di eventuali tubazioni per superare i piccoli corsi d’acqua. La costruzione di ponti era da mettere in conto come grossa spesa aggiuntiva.

Decido, visto che il meteo sembrava stabilizzarsi sul variabile ma senza pioggia battente (spero!), di esplorare la pista.

In breve mi accorgo che alla quota di partenza (circa 1400 m) si aggiunge una rapida salita con due tornati che superano una pietraia, mentre l’alpe Sapé è a 1350 metri, e che quindi il motivo della designazione del nome nel progetto è perché normalmente si indica la località più vicina, e non significa affatto che la pista debba obbligatoriamente passare dall’alpe Sapé.

Apro una parentesi per aggiungere che la segnalazione del 2019 era riferita ad un bando per il “proseguimento della pista forestale dell’Alpe Sapé all’Alpe Lusignetto” e la cosa era allarmante visto che prima del Lusignetto il sentiero percorre un tratto dove lo spazio tra il torrente e le rocce è molto ridotto.  La possibilità di distruzione, o comunque di occupazione del sentiero, era molto alta e mi rendeva poco fiducioso del progetto, il cui vero tracciato mi era sconosciuto.

In giallo è evidenziato il tratto di pista già costruito mentre in blu un’estrapolazione di quello ancora da terminare. Notare come la pista si avvicini al sentiero identificato con il n. 211 al catasto della Regione Piemonte. Cliccando sulla mappa (estratto carta n. 8 Fraternali Editore) si visualizza un’area più estesa, alfine di identificarla meglio. Clicca per ingrandire.

Il cartello all’inizio mi pare da interpretare come accorpamento di quelli che in origine erano due progetti separati. Aggiungo che il percorso da me fatto è di circa 1300 metri sulla pista, a cui si dovranno aggiungere 900-1000 metri per terminare poco prima dell’alpeggio.

Il totale di 2300 metri porterebbe il costo a 74 euro al metro.

A quota 1450 trovo il sentiero segnalato dal CAI Ala di Stura già alcuni anni or sono, che permette di andare dal pian Belfé sino ad un bivio a quasi metà strada tra le alpi Sapé e Lusignetto Est.

Si tratta di un sentierino, e non certo di una via di grande percorrenza, ma la sua utilità escursionistica è indubbia, tant’è che a suo tempo avevo proposto di inserirlo nel catasto dei sentieri della Regione Piemonte.

Sul secondo albero a sinistra (ingrandite la foto) si nota la bandierina segnavia (evidenziata con circoletto rosso) del sentierino che il CAI di Ala di Stura aveva a suo tempo provveduto a dotare di segnaletica.

I lavori non sono ancora finiti e il raccordo col sentiero è stato chiaramente tralasciato, chi arrivasse dal basso si troverebbe a superare una catasta di alberi ammassati…

Dopo altri 200 metri trovo la prima ruspa e poi la seconda e lì mi accorgo che il sentiero e la strada seguono lo stesso tracciato: ne ho la conferma risalendo qualche metro di pendio ripido, raggiungendo il sentiero.

Seguo poi il sentiero continuando a vedere i segni di vernice che sono la traccia che seguiranno gli escavatori. Almeno sino a poco prima del bivio (con segnaletica CAI) i segni indicano che la strada prosegue sulla destra, distanziandosi di una ventina di metri.

Ancora una considerazione. Dalle foto si può notare una larghezza della strada di oltre 4 metri mentre una pista forestale dovrebbe avere una larghezza di 2,75 – 3 metri.

Ma devono ancora fare il fosso a monte! Aspetta che finiscano e poi andiamo a misurare!

Foto scattata dal sentiero a catasto n. 211. Il segno rosso sull’albero indica all’operatore della ruspa la direzione da seguire per spianare il percorso, molto vicino al sentiero. Quest’ultimo verrà distrutto dai lavori?

Il meteo non mi permette di continuare a salire e a malincuore rimango con il dubbio di quando (non se!) la strada andrà sul sentiero a catasto…

Io sono un operatore TAM, un titolato CAI della “Tutela Ambiente Montano”, devo fare qualcosa!

Ho scritto al CAI Ala per sentire la loro opinione in quanto la minaccia sul sentiero a catasto è reale.

Sentiti loro provvederò, spero con il loro sostegno, a scrivere al Sindaco per presentare questi fatti e denunciando la minaccia ad un sentiero che, essendo a catasto, “dovrebbe” essere protetto da qualunque trasformazione! E magari chiedere di visionare la VIA, la Valutazione di Impatto Ambientale, documento necessario per legge su qualunque opera.

Una piccola porzione della mappa delle Valli di Lanzo visualizzabile a questo link. Siamo nella zona del Comune di Ceres ed in blu sono indicate le strade sterrate (rilevamenti con tecnologia GPS). Clicca per ingrandire.

Per concludere segnalo che ad oggi nel territorio delle Valli di Lanzo (includendo anche le valli Ceronda, Casternone, Tesso e Malone) la lunghezza totale dei percorsi a catasto della rete del patrimonio escursionistico è pari a 923 km di cui:
lunghezza totale dei tratti su sentiero = 727 km;
lunghezza totale dei tratti su strade sterrate = 145 km
lunghezza totale dei tratti su strade asfaltate = 51 km
Totale lunghezza strade sterrate nelle Valli di Lanzo = 463,7 km

A questo link potete vedere una mappa con riportate le sterrate attualmente presenti nelle Valli di Lanzo (tratteggiate in blu): http://umap.openstreetmap.fr/it/map/sterrate-dell-valli-di-lanzo_420051#11/45.2949/7.3595. La mappa è ingrandibile utilizzando i pulsanti in alto a sinistra.

Piste o peste? si chiedeva Pro Natura Torino già nel 1994, trattando delle strade sterrate delle Val Pellice.

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Piste o peste? ultima modifica: 2020-08-31T05:11:00+02:00 da GognaBlog

2 pensieri su “Piste o peste?”

  1. 2
    Un viandante. says:

    Purtroppo la “valorizzazione” del territorio sembra passare sempre attraverso l’escavatore. E pensare che basterebbe la manutenzione dei  sentieri o perlomeno non cancellarli trasformandoli in piste sterrate. 

  2. 1
    Carlo Crovella says:

    Che amarezza! Dimostrazione che la distruzione del territorio montano NON avviene soltanto attraverso i comprensori sciistici. L’avidità umana non ha limiti

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