Premio Marcello Meroni 2023

Premio Marcello Meroni 2023
(dedicato a chi, in ambito montano, riesce a essere un esempio positivo)

Presentazione XV edizione (2023)

Il Premio Meroni è attribuito alle persone, o gruppi di persone, che si sono particolarmente prodigate, con discrezione, dedizione, originalità, valenza sociale, solidarietà, particolari meriti etici e culturali e in modo volontaristico per la difesa e la promozione della montagna.   A ricordo e testimonianza dello stile, delle passioni e degli interessi di Marcello Meroni, a cui è intestato il riconoscimento,  sono istituiti i seguenti premi dedicati a:

– ambiente
– cultura
– alpinismo
– solidarietà

È possibile, per chiunque fosse interessato, avere ulteriori informazioni e proporre candidature, ritenute coerenti con il profilo richiesto, compilando direttamente online la scheda candidatura.

Le candidature devono pervenire entro il 25 settembre 2023.

La premiazione si terrà la mattina di sabato 28 ottobre 2023 presso la Sala Alessi di Palazzo Marino, Piazza Scala – Milano, nel corso di un evento aperto al pubblico e gratuito.
Ulteriori dettagli su https://premiomarcellomeroni.it/.

La XV edizione del premio intitolato alla memoria di Marcello Meroni è promosso dalla Scuola  di  Alpinismo  e  Scialpinismo  Silvio Saglio della Sezione SEM del CAI con il consenso e il sostegno della famiglia di Marcello e con il patrocinio della Scuola Regionale Lombarda di Alpinismo, del Comune di Milano, di ARCUS dell’Università Statale di Milano e dell’Università della Montagna UNIMONT e in collaborazione con il Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano. 

La nobiltà di questo premio
a cura degli istruttori e degli allievi della Scuola Silvio Saglio/CAI SEM

Noi abbiamo avuto la fortuna di conoscere Marcello Meroni, non solo come generoso e partecipe istruttore della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Silvio Saglio/CAI-SEM, ma anche, e soprattutto, come compagno di cordata.

In tanti, allievi o istruttori anch’essi, hanno condiviso con lui la passione per la montagna. Tuttavia resta immensamente difficile spiegare chi era Marcello.

Difficile, in special modo, per chi – come noi – gli è stato accanto per tanto tempo su sentieri, pareti di roccia, creste affilate, cascate di ghiaccio, pendii di neve e allegri tavoli di trattorie alpine. Per chi, insieme a lui, si è svegliato alle 3 di notte in bui rifugi tintinnanti di moschettoni o in angusti bivacchi scossi dal vento.

Potremmo raccontarvi del suo curriculum alpinistico davvero invidiabile. Oppure delle sue qualifiche e dei suoi impegni… Istruttore Nazionale di Alpinismo, direttore a più riprese sia del Corso di Cascate, sia del Corso di Alpinismo della nostra Scuola, Istruttore della Scuola Regionale Lombarda, sottile e preciso redattore di dispense per alpinisti.

Potremmo elencare le vie percorse o raccontarvi le sue capacità di sublime ghiacciatore, contare la quantità di lezioni tenute ad allievi e istruttori di tutta la Lombardia o farvi leggere i suoi scritti su ghiacciai e cascate.

Invece vi diremo solo che Marcello aveva il fascino, arcano e misterioso, che appartiene alle persone speciali. Quelle con cui stai bene e ti senti sereno, ma non sai spiegarti il perché.
Quelle con cui puoi parlare di stelle (il suo pane), di musica o cinema, di fisica o letteratura, di surf o vela (eh sì, la vela!), di informatica (ah… linux!)… senza che abbiano mai ostentato alcunché della loro cultura, intelligenza, genialità.

Il suo vivere la montagna era trasversale alla retorica, al protagonismo, alla prestazione, alla conquista. Il suo vivere la montagna era solo ricerca di libertà, bellezza e sensazioni altrimenti introvabili.

Marcello era sempre un passo avanti, sia che dovesse condurre la cordata, dirigere un gruppo di allievi o analizzare una situazione complessa. Eppure, appena fatto il passo, si fermava ad aspettarti.

Adesso il passo l’ha fatto lungo.

Così, nel mentre fatichiamo e arranchiamo in questa nostra vita che continua, ci piace l’idea di lui che ci aspetta e di noi che lo ricordiamo attraverso l’emozione di un simbolico riconoscimento.

Di premi ce ne sono tanti. Ma quello intitolato a Marcello Meroni è, per noi, unico.
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Documento conclusivo della XIV edizione (2022)
(25 novembre 2022, Sala Vitman dell’Acquario Civico di Milano, via Gadio 2 – Milano)
di Roberto Serafin

Un simile uragano di applausi non si era mai ascoltato in quattordici anni, quanti ne contano i premi dedicati dalla Società Escursionisti Milanesi a Marcello Meroni. Venerdì 25 novembre il pubblico di appassionati che affollava la sala dell’Acquario Civico a Milano per assistere alla consegna dei premi ha scelto con esultanza il suo beniamino tra i quattro designati dalla giuria. E per Luigi Peverelli, il rider milanese che, come si è letto sul Corriere della Sera, si guadagna da vivere per poter conquistare in bicicletta i quattromila delle Alpi, è stato un trionfo. A consegnargli la targa per le 26 cime oltre i 4000 metri violate in 83 giorni con trasferimenti in bicicletta c’era come sempre la gentile Nicla Diomede che fu a suo tempo compagna dell’indimenticabile Meroni, istruttore di alpinismo e fisico di professione. Contrapposto ai numerosi rappresentanti della cosiddetta età d’oro venuti a celebrare questa consegna come un rito a cui è impossibile sottrarsi, si è imposto il nuovo che avanza anche nell’alpinismo. E  sotto lo sguardo di diversi papaveri del CAI tra i quali il presidente generale. Che ha annunciato nuovi progetti per riportare al centro dell’attenzione l’alpinismo come del resto prevede fin da epoche remote lo statuto del sodalizio. 

Poi tutti a condividere una benaugurale fetta di panettone al termine di una serata condotta dall’alpinista Matteo Willi Bertolotti. A ritirare le targhe assegnate dalla giuria era stato per primo proprio Peverelli e si è subito capito dal calore degli applausi che i numerosi followers avrebbero decretato il suo successo quando la parola, come da regolamento, sarebbe passata al pubblico presente in sala.  A raccontarsi sotto l’incalzare delle domande di Bortolotti si sono poi con piacere ritrovati due grandi vecchi, il milanese Oreste Ferré, gloria della Società Escursionisti Milanesi, e il bellunese Bepi Pellegrinon arrivato da Falcade a ricevere il tributo dei milanesi per la sua attività di editore e di memoria storica delle Dolomiti. A completare il quartetto dei prescelti è salito sul palco dell’Acquario anche il giovane fuoriclasse Matteo Della Bordella dei Ragni di Lecco che ha raccontato della benemerita iniziativa per il rispetto dell’ambiente di cui è tra gli artefici e che gli ha fruttato il riconoscimento.

Particolare importante. Da Pinzolo in quel di Trento è giunta per ricevere l’abbraccio dei milanesi una delegazione del Premio della Solidarietà Alpina “gemellato” con il premio Meroni. Ha anche brevemente preso la parola Elena Buscemi, appassionata alpinista, portando i saluti del Consiglio comunale di cui è Presidente. Il conto alla rovescia per la vittoria, anzi per l’apoteosi di Peverelli, è poi continuato per tutto il tempo. Un premio, quello riservato a Peverelli, da giudicare meritatissimo grazie al raid compiuto fra i quattromila delle Alpi con 20.000 metri di dislivello positivo in bicicletta e oltre 46.000 metri di dislivello positivo a piedi.

A quanto si è capito è stato giusto premiare questa grande esperienza di cicloalpinismo da considerare anche un ponte gettato nella storia dell’alpinismo, quando protagonisti delle scalate estreme come Hermann Buhl e Kurt Diemberger andavano all’assalto delle vette pedalando allegramente su scassati velocipedi. E a proposito: la bici di Luigi era una Fuji Jari 2.3, un modello estremamente versatile per ogni avventura. Portapacchi anteriori e posteriori, 4 borse normalissime, un bagaglio ovviamente sbilanciato sulla parte alpinistica. E poi cartine stradali, carte alpinistiche, navigatore Gps da escursionismo (Garmin Gps Map 64s), 2 power bank, videocamera, telefono cellulare. 

Marcello Meroni

Un aspetto dell’impresa che fa onore a Peverelli è, per concludere, l’avere viaggiato con un pannello solare (40w di potenza) che lo ha reso praticamente sempre autonomo dal punto di vista energetico. Particolare che, dati i tempi, merita da solo un premio. 

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Premio Marcello Meroni 2023 ultima modifica: 2023-09-12T05:47:00+02:00 da GognaBlog

4 pensieri su “Premio Marcello Meroni 2023”

  1. di vie con Marcello ne ho fatte u po’, e quando è mancato è stato un calcio in bocca!
    In suo ricordo abbiamo aperto una via in Groenlandia, ma non riempirà mai il vuoto…
    Al di la dei premi e del tributo a una persona speciale, mi piace ricordare che s’andava a scalare per il gusto di stare insieme e fare cose semplici e belle, e del fatto che una bella giornata dovesse concludersi con un sorso di Armagnac e discorsi strampalati!
    https://www.planetmountain.com/it/notizie/alpinismo/ragni-di-lecco-in-groenlandia-terra-per-lalpinismo-e-larrampicata.html
     

  2. Potremmo elencare le vie percorse o raccontarvi le sue capacità di sublime ghiacciatore, contare la quantità di lezioni tenute ad allievi e istruttori di tutta la Lombardia o farvi leggere i suoi scritti su ghiacciai e cascate.

    Beh, almeno indicare dove reperirli credo farebbe piacere anche a Lui che li ha scritti…..ed a me

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