Professionisti dell’arrampicata su roccia

Professionisti dell’arrampicata su roccia, chi sono? Ci sono associazioni che sostengono che il Ministero riconosce la possibilità di insegnare e accompagnare nell’arrampicata su roccia a “maestri di arrampicata” in virtù della legge 4/2013. Ma cosa dice questa legge? 

Professionisti dell’arrampicata su roccia
(chi sono? Alcuni chiarimenti)
a cura del Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane
(pubblicato su guidealpine.it il 5 febbraio 2024)

La legge 4/2013 di cosa si occupa?
La 4/2013 reca disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini e collegi e consente lo svolgimento di qualsiasi professione volta alla prestazione di servizi a favore di terzi, salvo che non si sovrappongano a quelli dei professionisti per il cui esercizio sia richiesta per legge l’iscrizione all’albo, come ad esempio quella di Guida alpina.

Pone quindi dei limiti?
Sì, pone precisi limiti ed esclusioni.

Quali?
Sono escluse le attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi, professioni sanitarie, attività e dei mestieri disciplinati da specifiche normative, per il resto chiunque può svolgere attività professionale.

La 4/2013 ha comportato la possibilità di esercitare nuove attività professionali?
No, riguarda professioni che già potevano essere liberamente praticate anche prima del 2013. Dà invece la possibilità ai professionisti di organizzarsi in associazioni di categoria, definire l’oggetto della professione, che però ovviamente non deve sovrapporsi a quello delle professioni regolamentate.

Cosa possono fare queste associazioni di categoria?
Definiscono ad esempio i requisiti di ingresso e l’eventuale formazione.

Esistono degli standard minimi formativi obbligatori?
No, assolutamente no, è proprio il concetto di questa legge….le professioni della 4/13 sono professioni che si potevano svolgere anche prima del 2013, qualche associazione infatti fa formazione, altre no, alcuni poca, altri di più, non ci sono standard, ognuno fa quel che vuole, perché il concetto di questa legge NON è quello di creare professioni che debbano dare delle garanzie all’utenza, come quelle legate ad esempio alla nostra professione e quindi all’incolumità delle persone. In pratica ognuno si autoregola come meglio crede.

Ma quindi per esercitare una professione che non ha riserve di legge, si è obbligati a essere iscritti a un’associazione di riferimento?
Assolutamente no, è solo una scelta, eventualmente un’opportunità, ma non è obbligatorio!

Ma queste associazioni sono riconosciute dal ministero?
No, il Ministero non riconosce, non si può parlare di riconoscimento.
Come si legge in una nota inviata al Conagai dal Mise (ora Mimit): “Il Ministero è chiamato a inserire nell’elenco le associazioni professionali che dichiarano, con assunzione di responsabilità da parte dei legali rappresentanti, di essere in possesso dei requisiti. Pertanto, l’istruttoria che l’Amministrazione è chiamata a compiere è di tipo prettamente compilativo, limitandosi a verificare il deposito delle dichiarazioni, oltre che la pubblicazione sul sito web degli elementi di interesse per il consumatore, senza entrare nel merito della documentazione e senza sindacare la veridicità delle informazioni rese. Il Ministero si limita ad accertare l’avvenuta trasmissione della dichiarazione ai fini dell’inserimento nell’elenco delle associazioni professionali, nella quale è già precisato che l’attività stessa non contempla attività riservate a soggetti iscritti in albi o elenchi”.

L’arrampicata su roccia è un’attività riservata alle Guide alpine?
Sì, l’articolo 2 della nostra legge quadro nazionale prevede che lo svolgimento a titolo professionale dell’attività su roccia senza limiti di difficoltà, e comunque laddove possa essere necessario l’uso di tecniche e di attrezzature alpinistiche, è riservato alle guide alpine abilitate all’esercizio professionale e iscritte all’albo.

Le Guide alpine hanno una specializzazione sull’arrampicata?
Sì, l’articolo 10 della nostra legge prevede delle specializzazioni. Riguardo all’arrampicata la specializzazione è legata all’agonismo, non certo all’arrampicata su roccia che è già presente nello standard formativo del percorso per Guida alpina, come previsto all’articolo 2.

Alcuni sostengono che, visto che è una specializzazione delle Guide alpine, non rientra nella riserva di legge, è vero?
Assolutamente no, la riserva sull’arrampicata su roccia, come si è detto, è data dall’articolo 2, dove comunque si riserva anche l’utilizzo di tecniche e attrezzature alpinistiche, come ad esempio la corda, e questo è già ben definito anche da sentenze della Corte Costituzionale, oltre che nella legge quadro dei Maestri di sci. Inoltre sarebbe come dire che si possa fare la specializzazione da anestesista senza essere medico.

Un consiglio a chi voglia fare della passione per l’arrampicata su roccia una professione?
Evitate di credere ai venditori di fumo, e prima di fare delle scelte o di affidarvi a dei professionisti, verificatene le credenziali, quello che dicono e scrivono utilizzando i canali ufficiali dei Ministeri, come in questo caso, il Mimit, (ex Mise).


Il commento
di Paolo Caruso

L’articolo in questione tocca un argomento complesso che può portare a interpretazioni fuorvianti e a errori. I professionisti riconosciuti dal MIMIT (le cui associazioni sono pertanto inserite nell’elenco del Ministero) secondo la legge 4/2013 rientrano tra le professioni non ordinistiche e si occupano di contenuti diversi rispetto a quelle riservate agli ordini e collegi. Nei link che seguono viene spiegato tutto dettagliatamente. Quindi, in questo caso non si può certo parlare di abusivismo, sarebbe un controsenso e un’assurdità, un cortocircuito legislativo. E’ anche molto grave sostenerlo, qualcuno potrebbe impugnare simili accuse. Anche per quanto riguarda le professioni ordinistiche non è semplice capire determinati aspetti legislativi. Ad esempio, la nuova figura di Aspirante guida di 1 livello, introdotta in pochissime regioni come se fosse mancato il coordinamento del Collegio Nazionale, suscita molte perplessità in quanto questa figura non è prevista nella legge 6/89. Ritengo giusto dare informazioni corrette così che tutti possano farsi una idea precisa del quadro generale, in materia di legge, prima di assumere posizioni che altrimenti potrebbero essere gravemente sbagliate. 

Come guida io mi sento in dovere di prendere le distanze dai gravi errori interpretativi che potrebbero anche arrecare danni alla categoria. Inoltre, in qualità di garante della qualità della formazione dell’Associazione dei Maestri di Arrampicata Sportiva IAMAS che è stata RICONOSCIUTA dal MIMIT (anche se per il Collegio Nazionale sembrerebbe difficile da comprendere) in quanto forma professionisti che, a differenza delle guide alpine, NON accompagnano sulla roccia ma INSEGNANO la Tecnica del Movimento nell’arrampicata sportiva, cioè il Metodo Caruso, non posso esimermi dall’intervenire quando si affermano evidenti inesattezze.  I Maestri IAMAS, dunque, svolgono un’attività che esula dalle riserve della legge delle guide. Per questo io svolgo questo ruolo, in quanto non ha nulla a che fare con le competenze delle guide alpine. E’ tutto molto chiaro e semplice, almeno per chi non si ostina a non voler capire.

Nel mio canale youtube con questo video spiego la storia del testo Progressione su roccia e come le guide non hanno riconosciuto il Metodo tra le loro competenze:
https://m.youtube.com/watch?v=ps7UZaY-oms&t=20s <https://m.youtube.com/watch?v=ps7UZaY-oms&t=20s>

Inoltre, IAMAS ha già smentito chiaramente la posizione del Collegio in questi articoli:
https://www.iamas.it/guida-alpina-maestro-di-arrampicata-istruttore/
https://www.facebook.com/share/p/CMgmbATZwWmreBeM/
https://www.facebook.com/share/p/SCFoUQaf3cXZeHes/

E anche io ho già voluto precisare come stanno le cose, in quanto ritengo che la maggioranza delle guide riconoscano il valore dell’onestà intellettuale:
https://www.facebook.com/share/p/MptU7CL6LpLssAMy/
https://www.facebook.com/share/p/FYjbgMrU1GnmxDG4/

Tra l’altro, il fatto che alcune guide accusino realtà estremamente competenti di non essere tali è inaccettabile, oltre che grave, soprattutto in questo caso in cui è noto che le tecniche del Metodo sono decenni avanti, relativamente alla tecnica e alla didattica del movimento in arrampicata sportiva, e sono il riferimento tecnico di tante realtà, anche fuori dall’Italia. 

Noi guide abbiamo la legge 6/89 perché Bassanini si è adoperato sostanzialmente perchè stimolato dal fatto che il figlio era guida. Se ora ci fosse un altro politico che avesse qualche parente Maestro di arrampicata (o che si definisce tale) e introducesse una nuova legge sul Maestro di arrampicata, andrebbe tutto bene? Basterebbe questo per dimostrare le competenze di questi maestri? Oppure sarebbe meglio entrare nel merito dei contenuti, come faccio io e ora anche IAMAS?

Eppure, credo che i più sappiano che le linee guida dell’Associazione e dei Maestri IAMAS sono proprio i contenuti analizzati e approvati dal Ministero. Se non bastasse, come autore del Metodo io stesso ho il compito di garantire la massima eccellenza in tema di tecnica e didattica nell’arrampicata sportiva all’interno di IAMAS.

Attenzione però: ora alcuni soggetti senza arte né parte stanno cercando di farsi riconoscere dal Mimit pur essendo persone senza livello e senza competenze se non quelle di aver partecipato, come tanti altri, a una piccola parte della formazione sulle Tecniche del Metodo: si tratta perfino di individui senza titoli, allontanati per questioni di etica professionale, di correttezza e di scarsa capacità. Noi guide dovremmo preoccuparci di questi personaggi e di questo tipo di associazioni che, nel caso in cui venissero riconosciute dal Ministero, darebbero luogo alla degenerazione definitiva del settore arrampicata. Bisogna anche considerare che senza il contenuto della Tecnica del movimento, non dovrebbe essere riconosciuto a nessuno il titolo di maestro, almeno oggi; tra l’altro, sono convinto che l’accompagnamento su roccia sia già riservato alle guide alpine. Ho provato a spiegarlo molte volte, ma sembra difficile capire quanto dannoso diventerebbe lo sdoganamento di figure non qualificate nel mondo dell’arrampicata. Peccato.

12
Professionisti dell’arrampicata su roccia ultima modifica: 2024-03-27T05:46:00+01:00 da GognaBlog

144 pensieri su “Professionisti dell’arrampicata su roccia”

  1. 144
    Carlo Crovella says:

    Anche la tua ultima affermazione, quella dei tribunali, conferma che hai una certa confusione in testa. I giudici applicano la legge o le leggi esistenti, non spetta ai giudici discernere se sia corretta o meno l’estensione della L. 4/2013 anche al settore in questione. Finche le tre leggi (L. 6/89, L. 4/2013 e L. 2023 “sportiva”) sono in vigore nell’attuale formulazione, c’è confusione normativa, che va chiarita, pro futuro, con un nuovo testo che spazza via le ambiguità e le sovrapposizioni in essere oggi. Le sentenze passate valgono sui casi di specie (sui quali non si tornerà), ma se le GA NON esigono un nuovo testo che regoli il tutto, le sentenze passate rischiano di consolidare giurisprudenza. Le leggi, oggi tutte e tre efficaci, non sono immutabili: si possono cambiare, ma NON le cambiano i giudici, le cambia il Parlamento. Ecco perché necessaria una nuova legge.

  2. 143
    Carlo Crovella says:

    Fernando: non contesto il tuo riproporre il tema due volte, ma avermi fatto una domanda tempo fa, cui ho risposto e successivamente avermi riproposto la stessa domanda, il che significa che non hai letto con attenzione la mia prima risposta. I miei interventi sono molto numerosi anche perché devo rispondere e controbattere a numerosi interlocutori. Se poi ciascun interlocutore mi ripropone le STESSE questioni due, tre, quattro volte, ovviamente questo amplifica il numero dei mie interventi.

  3. 142
    Fernando says:

    @Fabio ah ah! Grande, sono stato percorso dall’antico brivido dello studente cazziato dal professore. Prometto che non lo farò più.
    @Carlo mi tiri le orecchie perché ho peccato di riproporre il tema due volte quanto tu hai riproposto il concetto del super DDL omnicomprensivo di tutte le discipline outdoor…in 80 commenti…..noto una leggera sproporzione. 
    Chiudo, questa volta definitivamente…. nella tua tesi a favore del super DDL non tieni conto di una cosa…i Tribunali si sono già espressi a favore di professionisti che lavorano nell’ambito della 4/2013 e contro i monopoli delle GA come in principio generale…N.B. i singoli abusivi perseguiti (giustamente) non fanno testo. 
    Saluti
    p.s. sono bergamasco, ciao

  4. 141
    Fabio Bertoncelli says:

    Fernando, bada di non sgarrare: il Crovella ti osserva.
    E poi sgrida.
     
    P.S. Benvenuto nel club!

  5. 140
    Carlo Crovella says:

    Fernando: ti sei porto con fare cortese e rispettoso e per questo ti ho spiegato le cose con pazienza e per ben due volte. Ti prego però di non riproporre i “temi” una terza volta… Ciao!

  6. 139
    Carlo Crovella says:

    Sempre per Fernando. Sul punto 2) Mi è chiarissimo che le sia la legge 4/2013 che le 2023 “sportiva” siano leggi dello stato, è auto-esplicativo. Solo che, applicate al settore in questione, comportano delle storture giuridiche (che il loro legislatore non aveva previsto, o forse che ha cercato di forzare…). O meglio la 4/2013 non è sbagliata in assoluto, solo che vale esclusivamente per i settori dove NON c’è un ordine professionale. Invece dove c’è l’ordine, NON possono proprio esserci altre figure professionali parallele: è il principio dell’esclusività delle professioni ordinistiche. La legge sportiva 2023 è in evidente contrasto per la parte a pagamento. Agiscano pure le ASD e i relativi tecnici sportivi, ma nel settore del volontariato (come fa la tua ASD), sennò i tecnici sportivi (se pagati) violano l’esclusività di professione ordinistica.
    In entrambi i casi è necessario che il nuovo DDL corregga le storture giuridiche, e lo faccia una volta per tutte, impedendo l’applicazione della 4/2103 al settore e eliminando  le discipline di pertinenza dagli elenchi del CONI, cui la legge 2023 fa riferimento.

  7. 138
    Carlo Crovella says:

    Fernando, non so perché ma mi pari “piemontese”. Per cui capirai il mio ultimo modo di dire “suma al pian dei babi“. Se non sei piemontese l’ho spiegato poco sotto. Sei tornato al punto di partenza:  entrambe le cose le hoesplcitamente analizzata a stretto giro con i tuoi precedenti interventi.
    Cerco di sintetizzare. Sul punto 1, “nel più stai il meno”: i professionisti paralleli alle GA, una volta incamerati nell’ordine professionale delle GA, avranno la formazione di base delle GA più le peculiarità specifiche delle singole discipline. In termini di sicurezza, ci guadagnano tutti, in particolare i clienti. Ci perdono invece quei professionisti che non vogliono fare lo stesso sforzo delle GA per esser legittimati a farsi pagare e cercano escamotage vari, più o meno legali, per aggirare il problema. 

  8. 137
    Fernando says:

    @Carlo, in merito al commento @135. 
    Sta di fatto che sia la 4/2013, che la legge sullo sport sono LEGGI dello STATO, forse improprie e certamente tirate per i capelli in riferimento alla definizione di Alpinismo come sport (vi è anche la falconeria ad esempio, la legge è bizzarra). Ma non sei ne tu ne io che decidiamo la validità o meno.  Ci sono e bisogna muoversi all’interno del quadro giuridico vigente. 
    Mi pare che sia solo tu a non prenderne atto. 

  9. 136
    Fernando says:

    @Carlo, fa piacere constatare che circa 100 commenti dopo, anche tu sei giunto a concludere che la qualità della formazione che riceve un accompagnatore/istruttore è un punto centrale. Continuo a sostenere la mia tesi, che se la didattica per formare un istruttore sportivo outdorr fosse in carico o cmq superviosionato dalle GA, si eleverebbero gli standard e lavorerebbero, ognuno nei rispettivi ambiti, tutti…e molto meglio. 
    Permettimi un appunto, ritenere che solo le GA abbiano una formazione impeccabile è un filo pretestuoso e poco rispettoso per altre professioni…un istrutture di MTB o di parapendio è forse meno “tecnico” nel suo ambito di una GA?  Una GAE ne sa molto in ambito storico naturalistico, vale meno questo di un AMM?
    Hai una visione in filo massimalista. C’è tanta gente che fa bene il proprio lavoro, non solo le ottime GA. 

  10. 135
    Carlo Crovella says:

    Minchia! Se c’è l’esclusività giuridica, a favore della GA, della professione di “accompagnare i clienti a pagamento”, non possono esercitare contemporaneamente sia professionisti inseriti nel Collegio delle GA che professionisti NON inseriti nel collegio delle GA. 
     
    L’applicazione a queste settore della legge 4/2013 è impropria e infondata giuridicamente, in quanto tale legge codifica i professionisti solo dove NON c’è un ordine professionale (che nel caso delle GA si chiama Colleggio). Idem con patate per la legge 2023, quella del mondo sportivo, che è frutto di un colpo di mano del CONI.

  11. 134
    Carlo Crovella says:

    Cmq, dopo 130 commenti sei tornato di nuovo al pian dei babi. Che cranio legnoso che hai!
    A proposito, digressione. Per mia curiosità culturale, ho telefonato a un anziano contadino dell’astigiano, che conosco da una vita e per il quale il dialetto piemontese è la lingua madre. Mi ha confermato che, anche per lui, l’espressione “suma al pian dei babi” ha il significato cui faccio riferimento io e non gli pare che c’entri col il destino dei rospi, spiaccicati sul terreno. Invece il nome della ricetta il pollo ai babi, che è un pollo “schiacciato”, potrebbe collegarsi al “saut dei babi”, un gioco che facevano i bambini ai tempi della civiltà contadina. Si metteva il rospo su un’estremità di un asse perpendicolare a un tronco, oscillante come un’altalena. I bambini davano un colpo violento all’estremità opposta di tale asse, il rospo schizzava in aria e poi, ricadendo, si spiaccicava al suolo. Da qui anche la definizione popolare: “fè la fin dei babi” (fare la fine dei rospi: spiaccicati per terra).

  12. 133
    Matteo says:

    Eppure è semplice: se non sono GA non devono stare nel collegio delle GA e non possono essere le GA a dire chi, come e quando diventa non-GA.
     
    E non ho detto nulla su come si diventa non-GA e chi può diventarlo, che è un altro argomento.

  13. 132
    Carlo Crovella says:

    Perché le altre figure non vogliono finire “sotto” le GA? Perché prendere il brevetto da AMM (Accompagnatore di media Montagna, in seno alle GA) è molto più tosto che seguire il corsetto del menga citato nei precedenti mie commenti. chiunque può prendere quel patentino. E lo stesso valke anche per le discipline nuove come il canyoning: come fanno le manovre gli attuali accompagnatori di canyoning? Come le fanno le guide o a modo loro?
    Se invece si incorpora tutto nell’ordine professionale delle GA, in ogni disciplina i professionisti a pagamento hanno l’approccio delle GA, applicato alle varie tematiche di ciascuna disciplina. ma è proprio quello che le varie figure collaterali, nonché i tecnici sportivi NON vogliono…
    o la vedo dura trovare a tavolino un accordo di settore, spero per le GA che non mollino l’esclusività sulla professione, perché se mollano sul principio giuridico, si troveranno milioni di “concorrenti”, che prendono patentini  burla, con corsi on line in remoto (???!!!???).

  14. 131
    Carlo Crovella says:

    No, sei tu che non capisci. La mia riflessione è che NON possono esser autorizzate a operare figure professionali che hanno preparazione/verifica7aggiornamenti un milione di volte inferiore a quella delle GA. Accompagnare clienti è la prestazione (a pagamento). Per cui, sullo stesso sentiero possiamo incontrare clienti accompagnati da una AMM (figura già esistente nel corpus delle GA) e altri accompagnati da una GAE, la cui preparazione non è confrontabile alla prima. e’ questo che NON regge. Se invece si incorporano tutte le figure professionali nel Collegio delle GA, con le infinite sotto-voci, la preparazione sarà a livello dello storico delle GA.

  15. 130
    Matteo says:

    “COME PUO’ ESSER PARAGONATA QUESTA “PREPARAZIONE” A QUELLA RICHIESTA PER DIVENTAR GUIDA ALPINA???”
     
    Perfetto, bravo, vedi che dai e dai poi ci arrivi anche tu!
    Se questa preparazione non può essere paragonata a quella della GA, perché chi è preparato così dovrebbe far parte del collegio delle GA? E viceversa, naturalmente.
     
    Se entrambe le figure devono far parte di un collegio deve essere un collegio che non sia delle né delle une né delle altre…direi un collegio di Accompagnamento Professionale a Pagamento, ma temo i doppi sensi!

  16. 129
    Carlo Crovella says:

    SEGUE:
    Il corso, ad esclusione della parte pratica, è erogato in modalità E-Learning (FAD) e può essere frequentato da qualunque luogo, in qualsiasi orario della giornata e senza limiti di scadenze.
     
    COME PUO’ ESSER PARAGONATA QUESTA “PREPARAZIONE” A QUELLA RICHIESTA PER DIVENTAR GUIDA ALPINA??? E’ auto-eplicativo che la L. 4/2013 e’ un modo per bypassare il problema elle autorizzazioni. Il “vero” tema NON è abrogare gli ordini professionali, ma incamerare le figure collaterali (ammesso che abbiano un senso alternativo alle attuali GA) fino a parificare i percorsi formativi/verificativi/di aggiornamento a quanto fanno da sempre le GA. Le figure alternative NON vogliono la severità che invece caratterizza il mondo delle GA, ecco il “vero” punto. Invece vogliono poter fare concorrenza alla GA con minor selezione e parametri valutativi più attenuati (ciò non toglie che singoli individui possano esser molto “seri”, ma non è vincolo di categoria, questo è il punto)

  17. 128
    Carlo Crovella says:

    Corso per Guida Ambientale Escursionistica (GAE). 
    1. Erogato dal Centro Studi Helios, Accreditato ai sensi di legge per la formazione Professionale
    2. Attività pratica e Project work svolti nel proprio territorio;
    3. Conforme agli standard europei EQF ed ECVET 
    4. Inserito in un percorso di attestazione e qualificazione ai sensi della legge 4/2013 che prevede: 
    o Metodologia didattica cognitiva 
    o Project work basati sulla realizzazione di progetti esecutivi 
    o Attestazione e Qualificazione Professionale (Legge 4/2013) a seguito di esperienza sul campo che permette tra l’altro, di essere considerato “professionista” ai sensi di legge (DPCM 14/10/2021)

  18. 127
    marco vegetti says:

    Crovella: l’abolizione degli Ordini professionali sarebbe giusta. In pratica sono soprattutto delle corporazioni che difendono i propri interessi. Sono stato iscritto per anni all’Ordine dei giornalisti. Me ne sono andato per due motivi:
    1 – Nel passaggio da lira ad euro, la quota è passata da 100.000 lire all’anno a 100 euro: esattamente la schifezza che molti giornalisti avevano condannato.
    2 – L’Ordine non espelle i Soci neppure nel caso, è successo, che un iscritto lavorasse per i Servizi Segreti e passasse a loro informative sui colleghi. 
    Questo significa solo difesa della casta e dei propri interessi. Tutto il resto, dai codici deontologici alle Casse previdenziali un affare di famiglia.
     

  19. 126
    Carlo Crovella says:

    questo è il “vero” tema sul tavolo e va posto con il dovuto tono, cordiale e corretto come fa Dm. Più si grada, in nome di idee sconclusionate (“tutti possono guadagnare nell’accompagnament7formazione”, “basta ordini professionali”, “viva i nuovi tecnici sèporgtivi, non vedete che li legittima la legge” – quella fortemente condizionata dal potere politico del CONI, NdR) e più si accede il clima della negoziazione a monte (cioè fra i rappresentanti delle divesere fazioni, PRIMA di far confluire nel DDL l’eventuale accordo fra di loro). Più il clima di confronto è esacerbato (mamma mia: che termine forbito!) e più le GA si arroccheranno sulle loro posizioni di difesa dell’esclusività giuridica a loro riconosciuta dall’esistenza del loro ordine professionale. premesso che, essendo io un tifoso della legittimità delle GA, non capisco perché dovrebbero rinunciare a tale principio, la rinuncia deve partire da loro, o quanto meno coinvolgerle ed ottenere il loro avallo. Invece, più le attaccate, le GA, e più si riducono le probabilità di ottenere questo tassello, senza il quale… addio ad una vera “liberalizzazione” del settore nel nuovo DDL. A buon intenditor…

  20. 125
    Dm says:

    Erroneamente si pensa che l’Italia sia fanalino di coda. Tuttavia gli ordini e la riserva sul titolo/attività sono diffusi largamente in tutta Europa in special modo nel settore medico/salute. Si tratta di modulare correttamente, con opportune leggi, il mix tra riserva professione e riserva di titolo poichè il problema che il legislatore dovrebbe porsi non è mantenere il monopolio per una singola categoria di persone, ma tutelare il consumatore e il mercato, nel senso di non impedire lo sviluppo del mercato stesso.

  21. 124
    marco vegetti says:

    124: scioglimento per legge di TUTTI gli ordini professionali. Questo sarebbe un passo avanti e ci porterebbe in linea con l’Europa e il mondo.

  22. 123
    Carlo Crovella says:

    Lo spunto di DM è interessante, ma resta a tavolino, nel senso che se le GA NON vogliono rinunciare all’esclusività giuridica della professione, non credo che nessuno potrà imporre loro altre soluzioni. La partita è da giocare ai tavoli della trattativa dove si discuterà del contenuto del DDL

  23. 122
    Dm says:

    La riserva professionale (tipo quella delle GA) non è l’unico modo x salvaguardare il consumatore. In genere si utilizza la riserva professionale dove non c’è problema di concorrenza ( tipo medici ) o la prestazione è molto specifica (avvocato). Dove il settore è particolarmente variegato si ricorre spesso a una riserva sul titolo professionale. Pertanto nel caso in esame, data la particolare ampiezza si potrebbe benissimo ricorrere a questo. Si potrebbe perciò togliere la riserva professionale (= chiunque potrebbe esercitare) ma la qualifica di GA data solo dopo  esami. Attualmente la riserva professionale, a mio avviso,  è troppo ampia ( e incerta) e include settori dove altre figure (ad esempio CONI) sono sicuramente più qualificate nello svolgere l’attività. Questa rimodulazione andrebbe fatta anche per tutelare i ragazzi che affidano il loro futuro professionale di GA ( e familiare) a un’attività la cui perimetrazione è sempre incerta e soggetta a rapporti di forza politica. Al tempo stesso blocca in modo insensato decine di altre attività specialistiche che potrebbero offrire sia servizi di qualità piu mirati che molte opportunità di lavoro.

  24. 121
    Matteo says:

    Sto parlando dei commenti” 55 su 120, contati, sono tuoi, fesso (e non voglio pensare alle battute)
     
    Tu non “intervieni con forza”, tu inondi di cazzate il blog Crovella e lo affossi!

  25. 120
    Carlo Crovella says:

    @118 ma come non vedi tracce???? Non mi riferisco agli articolo. Sto parlando dei commenti, intervengo con forza proprio per confutare la marea di commenti con quell’impostazione. Ho fatto tre esempi, perché sono fra gli ultimi tre temi trattati (per quello delle GA, guarda la sfilza qui sotto). 

  26. 119
    Matteo says:

    Tu pretendi che questo luogo sia lo sfogatoio dei deliri del tuo piccolo ego e qualunque contraddittorio scatena la tua incontinenza verbale.
     
    Sei patetico.

  27. 118
    antoniomereu says:

    Scusa ma dei 3 punti da te descritti trovo piuttosto il contrario,  non vedo molte tracce di quello  che dici e si che da lettore onnivoro perdo pochi articoli e commenti…ma un dubbio ti viene mai?Vero e’ che una vista ha sempre bisogno di una controllatina…ad ogni età e domani io ci  andrò!

  28. 117
    Carlo Crovella says:

    E’ proprio quell’atteggiamento che fa incazzare. Si concepisce il Gogna Blog come il tazebao dei ribelli a prescindere, dei contromanisti per indole. Si vorrebbe che fossero scritte solo cose come:  1) ISRAELE NAZISTA, quando Israele è stato legittimo che sta difendendosi dalla morsa di terroristi che la voglio distruggere. 2) LIBERI TUTTI A FARSI PAGARE IN MONTAGNA, quando la legge LEGITTIMA solo le GA, per cui gli altri sono degli abusivi, poiché le leggi successive sono o (4/2013) una impropria applicazione di una legge generica al settore in questione già normato, o figlie (legge 2023) di un colpo di mano del CONI. 3) SCIAMO E ARRAMPICHIAMO SENZA NESSUN LIMITE NE’ AUTOCONTROLLO, quando la montagna non ne può più dello sfruttamento antropico ecc ecc ecc. 

  29. 116
    antoniomereu says:

    114@perché babbeo?mai pensato.A me piace andare contromano di notte in autostrade sconosciute, mi sento nonno e vecchietto e me ne faccio vanto,anzi ora provo la corsia di sinistra s.s.51 in pieno giorno!

  30. 115
    Carlo Crovella says:

    @111 A parte il significato metaforico del modo di dire dialettale, un punto fermo è che in piemontese i babi sono i rospi e non le rane. su questo non ci piove.

  31. 114
    Carlo Crovella says:

    @112 in realtà è quello il punto cardine della questione metodologica. non solo su uno specifico tema da analizzare, ma in generale. La schiera di chi si aspetta solo di leggere ISARELE NAZIATSA, LIBERI TUTTI NEL FARSI PAGARE IN MONTAGNA, ARRAMPICHIAMO/SCIAMO SENZA LIMITI ecc ecc ecc guarda a chi si contrappone (nel caso, il sottoscritto) come se fosse costui il vecchietto che pensa agli altri contromano. Invece, nella sostanza, contromano davvero vi muovete voi, oggi su questo tema, domani su un altro. E chi ve lo fa notare, vi manda in paranoia e gli date del babbeo (“vecchietto che dice guarda quanti contromano”).

  32. 113
    Carlo Crovella says:

    A parte la ricerchina su internet (attività che, non si capisce,  perchè, se la fa un altro, è oro colato, se la faccio io “non rileva”…), da 60 anni abbondanti io uso la l’espressione dialettale nel senso da me riportato. In generale e fuor di metafora può significare (nelle due accezioni, la tua e la mia): “siamo ridotti male”, o “siamo al punto di partenza, dopo aver percorso un tragitto lungo, ma infruttuoso”. Alla fin fine, non è il suo significato intrinseco che cambi granché.
     
    Per quanto riguarda il tema: è impossibile l’abolizione di un ordine professionale! Intendo imposta dall’esterno o dall’altro. Al limite (cmq previa verifica giuridica del principio, che ora non ho voglia di fare) può lo stesso ordine deliberare la sua auto-liquidazione. Ma in nel caso delle GA non si capisce che vantaggio ne avrebbero: infatti, oggi hanno il coltello dalla parte del manico, sul piano giuridico, e devono solo far valere la situazione che li vede su posizioni giuridiche di vantaggio rispetto alla jungla circostante. Perché dovrebbero autopunirsi, smontando la tutela connessa al loro dorine profesisonale?

  33. 112
    antoniomereu says:

    Sperando non venga proposto il test Minnesota per poter continuare a partecipare al dialogoblog/b, vien in mente quel vecchietto che alla guida della propria auto fa notare alla moglie al suo fianco quanti stamane siano entrati contromano in autostrada!

  34. 111
    Giuseppe Penotti says:

    Crovella lungi da instaurare un contraddittorio sui detti piemontesi. La  definizione che riporti è errata. Non basta una googlata (e se vuoi ti cito anche la fonte),. D’altronde se fosse come riporti tu, non vi sarebbe alcuna attinenza con il pollo al babi, per l’appunto schiacciato da una pietra. 
    Per quel che riguarda l’articolo e i tuoi continui batti e ribatti, la soluzione è semplice.
    Abolire l’Ordine delle GA. 

  35. 110
    Carlo Crovella says:

    Io confido che il nuovo DDL affermi una volta per tutte il principio in questione, senza nessuna esclusione, un po’ perché faccio il tifo affinché il lavoro delle GA sia tutelato al 100% e non sia più oggetto di “scippi” come nell’attuale jungla, un po’ per veder dare una bella “bastonata” a tutti quelli che strillano “liberi tutti”

  36. 109
    Carlo Crovella says:

    Sul tema principale, è appropriato dire che siamo tornati al pian dei babi.
     
    DIFATTI, NEPPURE DOPO 100 COMMENTI, LO SVEGLIONE DEL “LIBERI TUTTI”, HA CAPITO IL PRINCIPIO GIURIDICO DELL’ESCLUSIVITA’ PROFESSIONALE IN UN SETTORE DOVE ESISTE GIA’ PER LEGGE UN ORDINE PROFESIONALE (principio descritto fin dall’inizio)
     

  37. 108
    Carlo Crovella says:

    Anche la faccenda della ruote che schiacciano i babi a me non torna (tra l’altro l’espressione è vecchia come Noè, ben prima delle auto…). Per far capire a tutti cosa intendevo, ho trovato la sottostante definizione che mi pare più appropriata.
     
    … Uno di questi (modi di dire piemontesi, NdR) è sicuramente “essere al pian dij babi”, che ad un profano potrebbe ricordare una località tipica. Ma “il pian d’ij babi” può essere ovunque, perché sta ad indicare una situazione negativa.
    Tradotto letteralmente, significa “al piano dei rospi” e rappresenta la spiegazione visiva di una situazione di difficoltà. I rospi, infatti, quando tentano di risalire la sponda dello stagno, scivolano verso il basso, vanificando l’immane sforzo portato avanti per raggiungere la cima. In men che non si dica, vengono a trovarsi di nuovo al punto di partenza.

  38. 107
    Carlo Crovella says:

    Precisazione: i “babi” sono i rospi e non le rane…

  39. 106
    Carlo Crovella says:

    @103 Ti piace la sintesi espressiva??? eccoti accontentato!
     
    1) chi non ama legge non è intelligente (infatti la lettura, alimenta l’intelligenza)
     
    2) chi, non amando leggere, si approssima a un libro/giornale/spazio web, ecc, non è doppiamente intelligente.
     
    3) chi non ama leggere e, oltre ad approssimarsi a uno “spazio di lettura”, si autoinfligge la lettura medesima (specie di quei pezzi di cui ha già sperimentato che gli sono sgraditi) non è intelligente “al triplo”

  40. 105
    Giuseppe Penotti says:

    “Pian dei babi”.
    Tipica espressione torinese, fa riferimento al babi che in torinese è la rana. Pian dei babi asserisce all’immagine della rana spiaccicata sull’asfalto dal passaggio di una ruota, assumendo il significato: “più in basso di così è impossibile “.
    Altresì se vi troverete in qualche vecchia trattoria piemontese e troverete nel menù il “pollo al babi” è un modo di cottura del pollo posato su una piastra rovente e schiacciato da una grossa pietra.

  41. 104
    Carlo Crovella says:

    No, perchè ci sono sia i  vertici regionali delle GA che quelli nazionali, che io per sintesi ho definito APICALI. Le trattative al tavolo negoziale le faranno questi ultimi. Mica andranno alle trattative tutte le GA d’Italia, né i verti regionali

  42. 103
    riky says:

    crovella, non sono d’accordo al 100% che la qualità del buon vino sia direttamente proporzionale al lavoro e al tempo dedicato a produrlo. Ma in linea di massima così!
    ” per cui scrivere un commento per il blog mi porta via due nano secondi”
    Anche a me fare 1000 foto in un giorno non costa nulla. Ma di queste ne pubblico una o due al massimo. A volte nessuna!
    e il fatto che ti incaponisci a commentare con 70 risposte vuol dire 
    a) che non sai arrivare a un punto
    b) che il punto non c’è
    c) che vuoi avere l’ultima parola a tutti i costi, a prescindere
     

  43. 102
    Fabio Bertoncelli says:

    ——  STUZZICANDO IL CARLON CHE (NON) DORME  ——
    “[…] io suggerisco ai vertici APICALI delle GA […]”
    Carlo, se si tratta di vertici, sono già apicali. Non trovi?
     
    P.S. Ora scendo in cantina a prendere l’elmetto…

  44. 101
    Carlo Crovella says:

    Balengo! sei tu che NON CAPISCI: l’esclusività professionale dove c’è un ordine professionale è un principio generale del nostro modello giuridico! Non lo si può discutere/eludere/scavalcare. Rientreranno anche le figure molto collaterali come accompagnatori MTB e base jumping. Farà ridere, ma, nell’interesse stesso della tutela delle GA, io suggerisco ai vertici APICALI delle GA (che sono quelli che si siedono ai tavoli delle trattative, in rappresentanze dei loro associati) di estendere, nel DDL, il principio dell’esclusività a TUTTE le attività, esistenti e di futura invenzione, anche laddove in prima battuta potrebbe far sorridere come per MTB e base jumping.
     
    Questo perché si sa che l’ “occasione fa l’uomo ladro” e lasciar aperti degli spiragli a iniziative anche marginali indurrà i malintenzionati a cercare ecamotage per farsi pagare (esempio, ma solo per farmi capire anche dagli sveglioni: un malintenzionato accompagna clienti in una escursione a piedi e la spaccia come escursione in MTB… ecco dove lo spiraglio può far rientrare dalla finestra ciò che si deve  sbatter fuori dalla porta).

  45. 100
    Carlo Crovella says:

    “Pollaio” è riferito a sveglioni come te o come quall’atro che cerca su internet il significato di modi di dire dialettali o quell’altro ancora che si chiede cosa io faccia per lavoro 8tra l’altro: potrei essere disoccupato o pensionato, vista l’età…).
     
    Piuttosto che concentrarti su scemenze collaterali, leggiti bene l’ultimo mio commento sul principio giuridico dell’esclusività professionale conseguente ala presenza di un ordine professionale. Se non metabolizzi questa realtà oggettiva del nostro sistema giuridico (e quindi inscavalcabile), non capirai mai il reale problema giuridico e sparerai sono scemenze degne della peggior sinistra, quella faziosa e aprioristica

  46. 99
    Matteo says:

    “Tutte le NUOVE discipline rispetto alla fotografia giuridica effettuata nel 1989 835 anni fa) dalla l. 6/89, vanno fatte rientrare nell’unico ordine professionale legittimato dalla legge. Si tratterà di sotto voci di tale ordine professionale.”
     
    COL CAZZO! Questa è al massimo la tua opinione  assolutamente avulsa dalla realtà.
    Nella competenza delle guide allora dovrebbero rientrare anche l’accompagnamento esclusivo in Mountain-bike e il base-jumping, attività che si svolgono in montagna e per le quali è decisamente pericoloso affidarsi a persone non addestrate!!
     
    Smettila di accusare gli altri di non capire e ascolta, una buona volta!
     

  47. 98
    Carlo Crovella says:

    Siccome l’eventuale dilagare (della violazione dell’esclusività professionale laddove ci sono ordini professionali) NON è compatibile con il nostro ordinamento giuridico (per il quale –  ripeto – se c’è un ordine professionale, lì esiste l’esclusività giuridica della professione), occorrerà applicarlo anche nel settore della montagna. La obiezione di chi è miope (obiezione del tipo: si tratta di discipline “nuove” rispetto alla L. 6/89) si sana attraverso l’inserimento di rispettivi sotto-voci nell’ordine professionale, che non può che essere unico. cioè l’ordine professionale delle GA.

  48. 97
    Matteo says:

    Visto che insisti tocca ribadire.
    Che oltretutto non sei nemmeno capace di un minimo di ragionamento senza rimanere abbagliato dai tuoi ottusi paraocchi ideologici.
     
    1- Se due commenti “sostengono tesi contraddittoire fra loro in termini di esegesi del mio modo di scrivere” forse sarebbe logico dedurre che solo tua fantasia persecutoria esiste una “fazione …con un’impostazione da tazebao maoista-leninista” 
     
    2-Persone differenti con sensibilità differenti che non sono d’accordo con te ed esprimono pareri differenti: noi lo si chiama confronto (e magati lo qualifichiamo pure democratico). E ci piace pure, anche se tu non lo sopporti e ti da un gran fastidio, scatendo i tuoi complessi di persecuzione.
     
    3-Quando poi non sai più cosa rispondere e  rimani senza argomenti (cosa che di solito avviene piùttostom rapidamente), da molto fastidio il tuo continuo buttarla in caciara con ISRAELE CHE SI FA PAGARE PER ACCOMAPAGNARE SENZA LIMITI GLI SCIATORI NAZISTI e altra cazzate
     
    4- E’ del tutto evidente poi che nel “pollaio che contraddistingue, purtroppo, lo spazio commenti di questo peraltro bellissimo blog” tu sei decisamente la gallina che starnazza e scagazza più di tutte, credendosi pure un pavone!
     

  49. 96
    Carlo Crovella says:

    Miiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii………………….! Siamo la 94 commento e siamo ancora al “pian dei babi” (questo piemontesismo NON ve lo spiego, così che lo sveglione di turno corra sulla rete a cercare il significato…). 
     
    Tutte le NUOVE discipline rispetto alla fotografia giuridica effettuata nel 1989 835 anni fa) dalla l. 6/89, vanno fatte rientrare nell’unico ordine professionale legittimato dalla legge. Si tratterà di sotto voci di tale ordine professionale. altrimenti non si rispetta l’esclusività della professione ordinistica, principio giuridico che è basilare del nostro modello giuridico generale, e non solo applicato al settore della montagna (es: non possono esistere fantomatici “consulenti legali” a fianco degli avvocati di cui esiste l’ordine professionale). Se, nel settore della montagna, si apre alla coesistenza fra professionisti disciplinati da loro ordine professionale (GA) e “altre” figure parimenti autorizzate a farsi pagare, si lede un principio giuridico soprastante al settore stesso. Allora ci saranno medici iscritti all’ordine e altri non iscritti, commercialisti iscritti all’ordine e altri non iscritti ecc ecc ecc.

  50. 95
    Carlo Crovella says:

    @93 Ma perché sei così infastidito? basta che non li leggi, i mie commenti! ti ho già detto: saltali a piè pari 8forse ti è ignoto il concetto di “piè pari”? non mi stupirei…)
    Da 7 anni stabilmente contribuisco al Blog (sia con articoli scritti, sia con articoli segnalati e pre-redazionati) e in più aggiungo i commenti. Non è un lavoro, questo per il Gogna Blog, perché lo faccio gratis, perché mi piace: è un interesse fra i mille che ho. Scrivere per me è uno strumento di lavoro, sia in ambito professionale che di interessi collaterali, ho già detto anche qui sul blog che scrivo mediamente 40-50 cartelle al giorno, in certi giorni arrivo anche a 80-100 cartelle. per cui scrivere un commento per il blog mi porta via due nano secondi. Ma vedo che anche tu, incaponendoti su un risvolto collaterale del tutto irrilevante (guardati pure i tuoi film e salta a piè pari i mie commenti!), dimostri sempre più la fondatezza della mia analisi: ricerca della censura perché i miei contenuti danno fastidio. Cercate pretesti per zittire voci alternative, tutto qui.

  51. 94
    Matteo says:

    Io non voglio fare l’interesse proprio di nessuno, ma mi pare che sia necessario “entrare nel ginepraio” e mettere “spartiacque giuridici, semplicemente perché è la realtà che evolve e si è evoluta da quando sono state “definite” le GA in modi imprevisti e imprevedibili e quindi è necessario un riordino. Altrimenti vale tutto ed è il casino!
    Ho cercato di evidenziare con il torrentismo (o canyoning che dir si voglia) il problema, ma credo sia facilmente estensibile a molti altri campi. Il torrentismo non è materia tipicamente0 da una GA e le GA si sono “appropriate” della materia con un “modulo apposito cui si aderisce su base volontaria (a ribadire che si per se’ non è materia propria della GA)
    Hanno fatto benissimo, perché occorre gente seria e ben preparata per accompagnare e magari anche per insegnar! Ma questo non definisce o impone in alcuna maniera che si debba essere GA per accompagnare in torrente.
    E i futuri, auspicati “accompagnatori in forra” non saranno GA e non saranno inseribili nei collegi delle GA
    Spero sia chiaro perché ritengo che cercare di accorpare tutte le possibili attività differenti (e magati anche quelle future) sotto l’ombrello delle Guide Alpine sia un errore concettuale. Senza voler togliere proprio nulla alle GA

  52. 93
    riky says:

    Crovella: “l’uomo che rispondeva la gente
    Ma un lavoro o una famiglia ce li ha? Perché dare 50 risposte (per quanto opinabili) su un tema a caso in soli 2 giorni è un lavoro. Solo per leggerle ho dovuto rinunciare a un paio di film… E poi ci sono gli altri post che neanche ho guardato! dove ci saranno altre centinaia di sbrodolate… ops, risposte.
    crovella: comunque non è vero, ti ho mentito… ho letto le prime righe di un commento a caso e poi ho guardato il film. 
    Ti consiglio uno stage di risponditore in Badia, c’è la rinomata scuola “metodo Galuscio” che insegna sintesi e puntualità 
    (questa è per pochi, ma se mi pagate una birra ve la racconto)

  53. 92
    Carlo Crovella says:

    sul pollaio che contraddistingue, purtroppo, lo spazio commenti di questo peraltro bellissimo blog, tralascio, se non per sottolineare agli occhi di tutti che la fazione di chi 8più o meno implicitamente) auspica che appaiono sono commenti in linea con un’impostazione da tazebao maoista-leninista (scelta peraltro che NON è quella di gogna) sottolineo dicevo le contraddizioni all’interno di tale schieramnento, per cui due commenti, fisicamente vicini fra loro l’85 e l’89) sostengono tesi contraddittoire fra loro in termini di esegesi del mio modo di scrivere 8uno afferma che sono obsoleto perché uso “apicale” e l’altro che scrivo male e sgrammaticato…). Non mi tange nessuna di queste scemenze, mi preme solo sottolineare che sono delle scemenze espresse da molti rappresentanti del citato schieramento. Ovvero si cerca di strumentalizzare risvolti collaterali del tutto privi di importanza (come se scrivere con stile obsoleto andasse censurato a prescindere).
    In tutte queste richieste su risvolti collaterali, il “vero” obiettivo non è richiedere bella scrittura, né richiedere pochi commenti, nè richidere commenti corti, ecc, ma cercare di vietare i contenuti che infastidiscono. Infatti la schiera in questione vorrebbe vedere sul Blog solo commenti della serie ISRAELE NAZISTA, LIBERI TUTTI, TUTTI POSSONO FARSI PAGARE IN MONTAGNA, SCIAMO/ARRAMPICHIAMO SENZA LIMITI ecc ecc ecc. Trattasi quindi di subdole richieste in stile fascista, come stanno facendo i centri sociali sul tema israelo-palestinese. Della serie “il fascismo degli antifascisti”…

  54. 91
    Carlo Crovella says:

    Principi come questo, che magari a noi dell’ambiente appaiono chiari, vanno messi nero su bianco a fine giuridici (e oggi NON lo sono, ecco la gazzarra del settore), anche perché la “natura umana è debole e cede facilmente alla tentazione, per cuie occorre definire a priori dove l’azione di un tecnico sportivo a pagamento NON è legittima. Premesso ciò, io sono convinto che a cercare questi “spartiacque giuridici” (fra lato sportino e lato non sportivo delle discipline montanare) ci si ficca in un ginepraio senza uscita: si rischia poi di far rientrare dalla finestra ciò che si vuole cacciare dalla porta. Per cui, nell’interesse stesso delle GA, io farei piazza pulita di ogni ambiguità interpretativa e farei affermare, nella nuova legge, un principio basilare e totale: solo le GA sono legittimate a farsi pagare, in ogni frangente e in ogni risvolto delle discipline. Tutti gli altri: accompagnino pure e facciano anche formazione, ma solo GRATIS.

  55. 90
    Carlo Crovella says:

    Sul punto cardine (sport-no sport), basta che il nuovo DDL definisca al di là di ogni dubbio i campi di esclusività della professione di guida alpina. L’analisi di Cominetti è fondata e peraltro ricordo che lo avevamo sottolineato un anno fa (quando si parlò della legge “sportiva”). Ma sul piano giuridico NON basta la logica: bisogna mettere i principi nero su bianco. Il nuovo DDL dovrà chiarire due punti chiave 1) che sigle e siglette non possono agire al di fuori dell’ordine professionale delle GA (per cui o vengono assorbite – in specifiche sotto – voci, ma coordinate con i parametri delle GA) o sono completamente “fuori legge” e quindi vanno liquidate; 2) ammesso che si possa andare poi nel dettaglio giuridico, fra parte “sportiva” e parte non sportiva”, delle discipline praticabili in montagna, occorre scrivere a chiare lettere che i tecnici sportivi hanno dei limiti oltre i quali NON possono esercitare a pagamento, perché andrebbero fuori legge. Esempio di “limiti” definibili per legge. Arrampicata sportiva è: arrampicata indoor e outdoor ma solo su falesie spittate a monotiri (moulinette). Invece vie di più tiri e, a maggior ragione, se non attrezzate = terreno d’avventura (chiamiamolo così, per capirci), dove la prestazione a pagamento è riservata in via esclusiva alle guide

  56. 89
    Matteo says:

    “Per cui chiariamo la questione una volta per sempre, perché questo stillicidio è fastidiosissimo… Io sono basito da queste osservazioni, perché invece vengo sempre apprezzato per…la qualità/quantità dei mie interventi. … la mia presenza garantisce sempre interventi arguti e di qualità: do brio alle riunioni. …dico, senza peli sulla lingua, le verità “scomode”, per cui si strumentalizzano i risvolti collaterali per cercare di attuare una censura”
     
    Ma anche un po’ meno, no?
    Diciamo che anche una fistola palatale ha la sua utilità, perché evita un ascesso interno con aumento di pressione, ritenzione di materiale infetto, avvelenamento del sangue e magari morte.
    Questo però non significa che deve essere gradita e comunque sarebbe meglio curarla per farla sparire.
     
    Comunque dissento completamente sul fatto che tu usi un linguaggio forbito. Tu pensi di essere forbito perché inserisci parole strambe, straniere o pseudo-gergali e locuzioni dialettali, spesso inventando palesemente, ma in realtà nei tuoi interventi spesso scrivi male, in modo sgrammaticato e sintatticamente riprovevole con frequenti errori.
    E ti incazzi moltissimo quando te lo si fa notare!
     
    Il problema comunque è la quantità che ha sostituito la prolissità, senza modificare in alcun modo la stucchevole, ripetitiva piattezza intellettuale e argomentativa.

  57. 88
    Dm says:

    Direi che Marcello ha inquadrato, in due righe, l’argomento.

  58. 87
    Fabio Bertoncelli says:

    Carlo, mi complimento (questa volta sinceramente, cioè senza ironia) per l’energia fisica e mentale che hai dimostrato in vita tua partecipando a tante riunioni.
    Ho apprezzato parecchi tuoi articoli, come le memorie di scialpinismo e quelle sulla traversata della Corsica, i brani biografici su Gervasutti oppure “Piú montagna per pochi” (benché il titolo sia forse fuorviante) e altri ancora.
    Inoltre ti ringrazio per il tuo scritto su Giusto Gervasutti, che anni fa mi inviasti per posta elettronica su mia richiesta.
     
    Però devi lasciare spazio anche alle altre persone. Se tutti scrivessero quindici commenti quotidiani nel GognaBlog, che succederebbe?
     
    P.S. E cerchiamo di abbandonare almeno un po’ i toni polemici. Non dovremmo essere qui nel forum per battibeccare sempre! Io ci vengo soprattutto per informarmi e parlare di montagne e alpinismo.
    Tuttavia certi articoli di Totem & Tabú sono davvero troppo faziosi. 

  59. 86
    Giovanni Massari says:

    Sono perfettamente d’accordo con Marcello: Alpinismo e Sci Alpinismo non sono sport mentre Arrampicata Sportiva e Ski Alp lo sono diventati senza dubbio. Forse basterebbe questa distinzione a placare gli animi…

  60. 85
    marco vegetti says:

    Allora è un’espressione illogica di un cortile? Non so se ridere o piangere.
    Apicale è usato soprattutto nel linguaggio amministrativo e burocratico, molto meno nella lingua parlata. I quotidiani, e non mi interessa quali, sono tutto fuorché il regno delle buone lettere. Dovresti ben saperlo, visto che ti vanti di leggerne dozzine…
    Del fatto che sia obsoleto, me ne ha parlato una studiosa e scrittrice (tradotta in tutta Europa, 23 libri al suo attivo, membro della Comunità ebraica di Milano, già docente all’Università di Pavia, collaboratrice del Corriere della Sera) cui ho fatto leggere qualcuno dei tuoi interventi… 
     

  61. 84
    Carlo Crovella says:

    Ma cosa c’entra la rete???? i modi di dire dialettali cambiano quasi da cortile a cortile e cercate  delle “conferme” nella rete? Non sono cose codificate come in un dizionario e sulla Treccane. Ma vi rendete conto di quanto siete balenghi?
     
    (cmq sei tu che non ricordi quello che hai scritto, rileggiti – sul punto “termini di un modo di scrivere forbito”. Ma forbito dove? ma li leggi i giornali, i quotidiani intendo: apicale, obsoleto, ecc sono di uso normale nei giornali. Certo che se per te il riferimento è Topolino, magari lì non li trovi, i termini così forbiti…)

  62. 83
    Carlo Crovella says:

    Per cui chiariamo la questione una volta per sempre, perché questo stillicidio è fastidiosissimo: e una volta ci sono troppi commenti e poi sono troppo lunghi e poi ci sono troppi refusi e poi ci sono troppe ripetizioni e poi addirittura contengono termini “forbiti” (novità odierna di un altro bel fenomeno!). Io sono basito da queste osservazioni, perché invece vengo sempre apprezzato per il mio impegno e la qualità/quantità dei mie interventi. Mi capita, anche adesso, di ricevere inviti a partecipare ai vari eventi, perché la mia presenza garantisce sempre interventi arguti e di qualità: do brio alle riunioni. Non credo possibile che tutti gli altri siano cretini e solo qui ci siano degli Einstein che trovano “fastidiosi” i mie contributi (i motivi del fenomeno li ho già spiegati mille volte: dico, senza peli sulla lingua, le verità “scomode”, per cui si strumentalizzano i risvolti collaterali per cercare di attuare una censura).

  63. 82
    marco vegetti says:

    Non ho scritto che obsoleto è forbito: ma il sangue ti va agli occhi evidentemente e non riesci a leggere bene (non vuoi?). Se poi pensi che qualcuno qui ti voglia censurare, fatti curare la mania di persecuzione: nessuno l’ha mai affermato e comunque può farlo solo AG. 
    Inventi pure i modi di dire piemontesi: in rete non si trova NULLA che confermi la tua versione (che sarebbe anche solo logicamente sbagliata). Si dice sugli occhi, che sia prosciutto o salame e foderati di parlando di orecchie.
    Mi fa piacere comunque che ti sei rimesso a leggermi (secondo me l’hai sempre fatto) e a rispondermi, sbugiardando da solo le tue prese di posizione su di me…
     

  64. 81
    Carlo Crovella says:

    Trovo assurdo, per non dire stupido, che si preferisca uno scenario spento, soffuso, insonorizzato come quello di assenza o limitatissimo numero di commenti. Guardate l’area commenti di un articolo, di qualità e riferito a un fenomeno interessante, come l’articolo Cantieri d’alta quota. Ci sono tre miseri commenti. Mi dà idea di un campo di stoppie, dopo che le hanno bruciate: è triste, melenso, dà idea di abbandono, quasi di morte. Non è colpa degli autori dell’articolo, ma il la percezione è quella. Che differenza, invece, dove ci sono tanti commenti: c’è fermento, c’è vita, ci sono idee, spunti, motivi di riflessione. Vi piace di più l’assenza di interventi? ma allora cosa cercate in un Blog? Forse cercate l’assenza di scocciature (=tanti commenti, tante scocciature)? Ma basta non palesarsi o al limite saltare a piè pari. Io invece amo i dibattiti. A parte questo blog, sono uno che interviene sempre. Per decenni ho partecipato a una riunione ogni tardo pomeriggio, tutti i giorni. Una volta di politica, una culturale, una musicale, una di montagna, ecc. A volte invitato come oratore, ma anche se solo partecipante, faccio sempre uno/due interventi, spesso in contraddittorio (che NON significa litigare, significa esprimere posizioni antagoniste). Ora, per età e varie altre cose, mi limito a due riunioni a settimana in media. Da sempre scrivo, non solo qui, ma anche in altri blog dei più vari argomenti. Per me è vita: la vostra preferenza è stasi intellettiva, per non dire morte cerebrale.

  65. 80
    Fabio Bertoncelli says:

    Carlo, la regola che hai menzionato, nel tentativo di giustificarti, vale per TUTTI, non solo per te.
    Però – ma che caso! – sei stato proprio tu, non altri, a infrangere il primato.
     
    P.S. Ti rinnovo i miei complimenti.

  66. 79
    Carlo Crovella says:

    @78 se tu fossi capace di andar in profondità, capiresti che si tratta dell’effetto perverso della recente riduzione del numero di battute. Tre commenti da 1500 battute corrispondono a un solo documento di 4500 battute, mi pare elementare.
     
    Ripeto: ssere infastiditi per il numero di commento, o la lunghezza, o la prolissità, o la ripetitività,  addirittura (novità di giornata!) per l’uso di termini considerati “forbiti” (a parte che termini come apicale o obsoleto NON sono “forbiti”, vedasi qualsiasi quotidiano, ma anche se fossero???) è solo strumentale per cercare di censurare i miei contenti,. che danno fastidiop perchè sono verità scomode.
     
    Se io scrivessi 10.000 commenti uno dietro l’altro, ma tutti allineati ai desisderata di un certa frangia di lettori strutturali, stile ISRAELE NAZISTA, LIBERI TUTTI, SCIARE IN PISTA COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI ecc ecc ecc, nessuno obietterebbe per i mie interventi, anzi scrivereste “Crovella for president”. 

  67. 78
    Fabio Bertoncelli says:

    Carlo, nell’elenco “Commenti recenti” al momento sette su dieci sono tuoi. È il nuovo primato nella storia del GognaBlog.
    Complimenti!

  68. 77

    L’alpinismo e lo scialpinismo (non l’arrampicata sportiva e lo skialp, badate bene) NON sono sport.
     
    Il fatto che il Coni li abbia inseriti in un elenco al pari del tennis,, lo sci alpino o la petanque denota solo grande incompetenza.
     
    Chi si fa andare bene questa classificazione, pur sapendo perfettamente che è sbagliata, ha altri interessi, che con lo sport, l’alpinismo o lo scialpinismo non c’entrano nulla.
     
    A buon intenditor…
     

  69. 76
    Carlo Crovella says:

    L’esempio del taxi conta ma fino ad un certo punto. Nel settore dei taxi, NON c’è un ordine professionale riconosciuto dalla legge, è questa la grande differenza. Non c’è neppure per i panettieri, gli idraulici i falegnami (non confondere iscrizioni alla Camera di commercio o ad Associazioni di categoria: sono ben altra cosa). Devi ragionare pensando a un settore dove invece esista l’ordine professionale sancito dalla legge, esempio quello dei medici, degli avvocati, dei commercialisti. Uno NON può esercitare in quei settori stando FUORI dall’ordine professionale. Se eventuali leggi successive a quella che ha istituito l’ordine professionale (nel ns caso la 6/89) hanno creato confusione, come nel settore della montagna, è tempo di ripristinare il principio giuridico dell’esclusività della professione in coerenza con l’esistenza dell’ordine professionale.

  70. 75
    Carlo Crovella says:

    Fernando. Nel già segnalato articolo, pubblicato sul blog qualche giono fa, si riferisce su un incontro organizzato dal CAI. sia chiaro: il CAI non è parte in causa diretta, perché NON effettua prestazioni a pagamento, ma nel suo alveo si inserisce il Collegio Nazionale delle GA, che è l’organo apicale e quindi rappresentativo dell’intero mondo delle GA italiane. A giudicare dal resoconto dell’incontro, non pare che sia regnata armonia e convergenza. Le posizioni sono molto distanti e molto contrastanti. E’ chiaro che siamo in presenza di una contrapposizione politica (che condizionerà il DDL) fra le GA da una parte e dall’latra tutta la pletora di sigle e siglette, nonché i tecnici sportivi ex legge del 2023. chi prevarrà in tale contrapposizione? Allo stato attuale non si può dirlo. Io faccio il tifo per le GA. Le quali partono dal vantaggio che allo stato attuale il loro ordine professionale (ex l. 6/89) è l’UNICO riconosciuto. riusciranno a far prevalere il principio dell’esclusività della professione? Dipende da come se la giocano nella trattativa “politica”. I numeri e i presupposti giuridici li hanno, certo la partita è aperta…

  71. 74
    Carlo Crovella says:

    Nota: apicale, obsoleto, ridondante: sono termini assolutamente attuali e di uso comune. solo chi vive in un mondo tutto suo non li conosce e li considera sbagliati. ma anche qui che cappero c’entra questo risvolto. occupatevi di leggere bene gli articoli, che mi pare che non comprendiate neppure quelli. Parlo degli articoli principali, in questo caso la descrizione della posizione delle GA.

  72. 73
    Carlo Crovella says:

     A Torino diciamo “fette di prosciutto (o di salame) intorno agli occhi”. Non è una legge universale, se i lombardi dicono “sugli occhi”, che rilievo ha questa scemenza? Si tratta di varianti regionali che non incidono sui contenuti. Chi si sofferma su queste stupidaggini lo fa solo perché ottenebrato dalla superficialità e a corto di argomenti di contenuto.
     
    Sul tema dell’articolo, non dico puttanate o quanto meno non le dico solo io, ammesso che siano oggettivamente delle puttanate (evidentemente NON lo sono). Rileggete con attenzione l’articolo soprastante e vedrete che il mondo delle GA è  posizionato in modo molto “deciso” sull’argomento. Io esprimo solo delle  opinioni di un singolo cittadino, lo faccio per amor di dibattito e piacere di riflettere. Amor di dibattito che vi è estraneo: qui sul Blog voi vorreste legger solo affermazioni del tipo (a seconda del tema del giorno): LIBERI TUTTI, ISRAELE NAZISTA, SCIAMO IN PISTA COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI, ecc
    Sul caso di specie, il mondo delle GA (attraverso le loro figure apicali, che le rappresentano nelle opportune sedi) hanno i numeri e i presupposti giuridici per tutelare i loro interesse e in particolare ufficializzare una volta per tutte (nel nuovo DDL) l’esclusività giuridica della loro professione. Il che non può che corrispondere a “spazzar via” tutte le sigle e siglette che, in questi anni, hanno ridotto il settore a una vera jungla anarchica.

  73. 72
    marco vegetti says:

    54 Crovella:
    Se a volte si usa una formula apparentemente ambigua (tipo “le GA facciano una legge così e cosà”), è evidente che si usa tale formulazione in senso metaforico, intendendo “le GA si attivino per far fare dal legislatore una legge così e cosà.”
    No furbetto: TU USI, NON SI USA. E poi per pararti il culo dalle puttanate che scrivi, inventi la solita manfrina di quelli che non capiscono le metafore. 
    Le persone qui scrivono senza invenzioni metaforiche proprio perché preme loro farsi capire direttamente, non sentirsi più brave intelligenti profonde di tutti gli altri (questo è quello che permea dai tuoi scritti, che ho fatto leggere ad amici che di montagna non sanno nulla, ma di scrittura sì. A loro ha fatto ridere l’uso di “apicale”, obsoleto e ridondante, usato solo per mostrare un linguaggio forbito…). PS -Altrove scrivevi “le fette di salame intorno agli occhi (è agli atti): noi lombardi diciamo sugli occhi, non intorno. Certo, sicuramente era una metafora, non una cantonata… Ma se le metti intorno, vedi lo stesso… 😀 😀 😀

  74. 71
    fernando says:

    Se mi consenti un paragone, senza girarci troppo intorno, quello che si fa finta di non vedere è che la questione è identica al problema dei Taxi…servono più Taxi perchè la domanda è in crescita, ma chi detiene il monopolio dei Taxi preferisce non aumentare le licenze, non far entrare altri operatori, non aprire a modelli di business che propongono soluzioni diverse. Risultato, guadagni garantiti per i pochi che ottengono lo status di tassista, costi alti per gli utenti, clima da assedio nella fruizione/erogazione di un servizio. Battaglie legali che intasano tra le altre cose il sistema giudiziario.
    Ci piace così o sedendosi tutti intorno ad un tavolo si potrebbe cercare il modo per lavorare tutti bene nei rispettivi ambiti e rispettando le proprie specificità?
     
     

  75. 70
    fernando says:

    Il riferimento che facevo alla legge 4/2013 è proprio sulla questione dell’accompagnamento in escursioni con le note battaglie giudiziarie tra Accompagnatori di Media Montagna e  Guide Ambientali Escursionistiche. Anche qui lo Stato si è espresso con diverse sentenze che non rilevano in principio generale l’abuso della professione da parte delle GAE.  
    Stesso discorso può essere esteso nell’ambito della nuova legge sullo sport…credo che le GA abbiano intentato azioni legali contro istruttori di roccia delle ASD ad esempio, sarebbe interessante capire come è andata a finire. Sempre come principio generale, non nel singolo caso.
    Se anche in questo caso i tribunali non rilevano irregolarità…in tal senso ritengo che il rirdino sia avvenuto. Probabilmente “all’italiana”, ma tant’è. 
     

  76. 69
    Fernando says:

    Carlo, grazie per la precisazione sul DDL su cui non ero al corrente, approfondirò la questione anche leggendo l’articolo che mi hai linkato. 
    Sull’ultimo punto che sollevi hai perfettamente ragione, in alcune realtà  come emerso da sentenze si è mascherato da rimborsi, compensi per prestazioni professionali “improprie”. 
    Quello che non mi trova d’accordo, ma rimaniamo nell’ambito delle opinioni, il fatto che tutto debba ricadere sotto l’egida dell’ordine professionale delle GA.
     

  77. 68
    Carlo Crovella says:

    Infine: nel tuo 58 specifichi che vi siete trasformati in A.S.D. per legittimare la vs attività di VOLONTARI. Questo va benissimo. L’oggetto del contendere non è la presenza di ASD di volontari in parallelo al CAI, ma un’altra cosa. Ovvero che nelle ASD si possa pagare (direttamente o sotto forma di falsi rimborsi spese) chi esercita l’attività di accompagnamento/formazione a favore degli associati. In tale caso, oggi falsamente permesso dalla legge 2023, ma a mio giudizio giuridicamente in contrasto con la 6/89, la situazione va sanata. infatti i percettori di redditi (anche minimi) per attività di accompagnamento violano il principio dell’esclusività professionale delle GA. Se voi accompagnate i vs associati in modo gratuito, il problema NON SUSSISTE. Ciao!

  78. 67
    Carlo Crovella says:

    Forse non sei al corrente, ma c’è già un progetto di legge anzi un DDL (Disegno Di Legge) in essere. Segnalo, anzi RIPETO quanto già esposto: se si sta lavorando a un DDL, non penso, secondo logica, che la nuova legge vada a ufficializzare la confusione derivante dalle tre  leggi esistenti (6/89, 4/2013 e 2023), ma andrà a ripulire il settore, archiviando le leggi passate e creandone una nuova che sia l’unico testo che norma l’intero settore. Scrivere una NUOVA legge semplicemente per ufficializzare la realtà (anarchica) in essere, non ha senso: tanto vale lasciare tutto così com’è.
    Del nuovo DDL si è parlato pochi giorni fa anche qui sul Gogna Blog, con riferimento ad un incontro dei vari rappresentanti tenutosi in seno al CAI, vedi:
    https://gognablog.sherpa-gate.com/incontro-a-milano-contro-la-nuova-legge-sulle-professioni-della-montagna/
     

  79. 66
    Carlo Crovella says:

    Ma che dici??? come il riordino è “già” avvenuto???? E’ proprio il contrario! dai se dici così hai un’idea molto sbagliata dello stato dell’arte del settore, che oggi è una jungla anarchica, anche PER COLPA DEI LEGISLATORI che hanno solo fatto pasticci in passato. Infatti anziché prendere la L. 6/89 (GA) e riformarla, ampliandola e ammodernandola, ci ha aggiunto, ma senza amalgama, la recentissima legge sportiva (che, a mio parere, è in stridente contrasto con la 6/89, al seguito di un errore – voluto? – del suo legislatore), nonché la legge 4/2013, che però non c’entra una mazza con il settore del professionisti (=coloro legittimati a farsi pagare) della montagna. infatti la 4/2013 è legge generale e generica riferiti ai professionisti che non rientrano in ambiti ordinistici. Peccato che il settore di cui parliamo ha un ordine professionale, quello delle GA, istituito dalla 6/89. Non si può, in un settore dove c’è un ordine prof., affiancare altri professionisti “non ordinistici”. Quindi sia la 4/2013 (generica) sia la recente legge 2023 (sportiva) entrano in contrasto con la 6/89. Ergo, ora NON c’è un settore “pulito”, ma una vera jungla anarchica creata dai legislatori. Necessario rimettere pulizia nel settore, a prescindere per chi si fa il tifo. 

  80. 65
    Fernando says:

    Carlo, che ci sia un unico quadro giuridico che uniformi le discipline mi può trovare anche d’accordo…ma che questo sia unicamente in capo ad un unico ordine professionale perchè mai dovrebbe…sono due cose diverse. Quello che mi sembra tu non voglia vedere/accettare è che pare che il legislatore abbia chiaramente definito gli ambiti in cui operano GA e Lavoratori Sportivi e questo è inopinabile. Il riordino a cui fai più volte riferimento ha un promotore istituzionale o è un tuo auspicio? La legge sulla riforma dello Sport è stata approvata a luglio 2023, meno di un anno fa. Poi c’è quella delle GA del89 e quella degli operatori tipo Guide ambientali escursonistiche del 4/2013. Questi sono i 3 impianti che consentono a una miriade di associazioni e professionisti di operare. Il riordino è già avvenuto. Che poi sia migliorabile, ma in senso di integrazione e armonizzazione tra gli operatori e le funzioni e non di veti a favore di corporazioni professionali. 

  81. 64
    Carlo Crovella says:

    Nell’ipotesi di RIORDINO del settore che punti a stabilire un solo ordine professionale, quello delle GA, con sotto voci (es canyoning), i parametri tecnici di valutazione e aggiornamento saranno determinati dalla relativa commissione tecnica che, al suo interno, comprenderà per statuto i rappresentanti di tutte le varie sotto-voci. La commissione tecnica elabora, e aggiorna nel tempo, i parametri tecnici e, come lo fa per alpinismo/arrampicata/scialpinismo ecc, lo farà pure per tutte le altre sotto-voci, su iniziativa e responsabilità delle figure rappresentative (es le peculiarità del canyoning saranno definite dai commissari specifici del canyoning). Ma il tutto va inserito in un’unica cornice tecnica (=ogni manovra tecnica, trasversale alle varie discipline, tutti la devono fare in certo specifico modo, stabilito dalla commissione tecnica), a sua volta inserita in un unico quadro giuridico (= un unico ordine professionale). Questo è il modello che garantisce la sicurezza ai clienti, indipendentemente dalle discipline, e l’esclusività giuridica della professione.

  82. 63
    Matteo says:

    Fernando, mi pare che la tua disamina sia più che corretta e nel mio piccolo mi pareva di aver detto qualcosa del genere.
    A mio avviso non è molto importante quante associazioni professionali siano necessarie, se una unica o più differenti, ma sono d’accordo che semmai il punto dirimente è come vi si accede, con quali titoli e competenze e quindi come e da chi debbano essere formati gli appartenenti.
    Perché appare ovvio un certo conflitto di interessi se si dovesse imporre che per essere accompagnatore in canyon, per esempio, si deve essere prima GA

  83. 62
    Carlo Crovella says:

    E’ chiaro che poi il introdotto da fernando entra in gioco nei confronti della “sicurezza” dei clienti. Con quali standard vengono preparati i “tecnici sportivi”, sono standard più severi, meno severi di quelli delle GA? sinceramente non saprei e non mi interessa sapere, perché la legittimità giuridica ad operare NON deriva dalla preparazione, è questione prettamente giuridica. Della severità della preparazione delle GA abbiamo tutti più o meno contezza (non fgosse altro che pe5r ragioni storiche), mentre nessuno ha percezione della preparazione dei tecnici sportivi. Temo sia molto disomogenea e questo è sicuramente un problema nell’ottica della sicurezza dei clienti. Ma NON è il problema sul tavolo in questo momento, che è un problema prettamente giuridico su chi e perché sia legittimato a farsi pagare al seguito di attività di accompagnamento/formazione di clienti. Arrivo a dire, provocatoriamente, che i tecnici sportivi potrebbero essere anche sue volte più “capaci” delle GA in termini tecnici e quindi di sicurezza per i clienti, ma questo non “sana” in automatico il contrasto giuridico fra le due leggi, contrasto che va invece chiarito una volta per tutte proprio a livello normativo.

  84. 61
    Carlo Crovella says:

    Fernando. il tema “etico” che tiri in ballo è molto interessante, ma non c’entra con quello giuridico. Sono due problematiche parallele/autonome e non è detto che la legittimità o meno di farsi pagare dai tecnici sportivi sia collegabile alla fondatezza o meno della loro preparazione tecnica, poi testata in termini di severità agli esami e ai successivi aggiornamenti.
    Soprattutto questo doppio binario NON interessa alle GA, perché a loro interessa (o dovrebbe interessare) la tutela dell’esclusività giuridica della professione, a prescindere dalla capacità tecnica.
    Il quadro giuridico che hai sintetizzato è ben chiaro a molti commentatori e mi pare che lo abbiamo già descritto in precedenza. La “stortura” sta proprio nella compresenza di due leggi dello stato che confliggono (almeno sul punto di specie). Va corretta tale stortura o in una direzione (indiscussa esclusività delle GA) o nell’altra (accettando definitivamente il doppio quadro: GA e CONI). Io sono tifoso delle GA e quindi mi auguro che i loro rappresentanti sappiano far prevalere l’ipotesi 1. Ma staremo a vedere, la partita  è aperta. Certo che fare una nuova legge solo per ufficializzare il quadro già n essere (confuso e contraddittorio) non ha tanto senso logico. Tanto vale lasciare tutto com’è. Ecco perché io do per scontato che, se il presupposto del nuovo DDL sia il RIORDINO del settore, tale testo di legge faccia chiarezza, sennò esso è inutile rispetto al quadro già in essere.

  85. 60
    Fernando says:

    Il punto vero CRITICO a mio modestissimo parere è il seguente…CHI FORMA GLI ISTRUTTORI delle neonate discipline di ALPINISMO, SCIALPINISMO, ROCCIA TREKKING ecc in seno agli enti di promozione sportiva EPS quali CSEN, CSI, UISP ecc? Quali standard di competenze hanno i potenziali neoistruttori di questi enti? Quali concetti relativi a sicurezza, pianificazione uscite, competenze di insegnamenti tecnici hanno ORGANICAMENTE questi potenziali neoistruttori?  In ambito del mio EPS al momento vedo il deserto e le poche attività di formazione sono oserei dire imbarazzanti (corso online di istruttore di trekking ad esempio).
    Sapendo bene quale è il ruolo e la preparazione richiesta per gli istruttori, quali ad esempio nell’ambito delle Scuole CAI e delle stesse GUIDE ALPINE…io qui vedo il vero punto ETICO che andrebbe affrontato, nel quale si aprirebbero spazi ENORMI per attività di formazione da parte delle GUIDE dei suddetti istruttori.
     
    Mi piacerebbe un bel dibattito su questo punto, tiro in ballo Massari che non conosco ma mi è sembrato molto preparato o cmq chi ne sa più di me
    grazie

  86. 59
    Fernando says:

     
    Possiamo discutere se l’ALPINISMO E DERIVATI siano sport o meno, ma cmq questa è la situazione attuale. 
    Da queste leggi derivano due figure professionali ENTRAMBI RICONOSCIUTE DALLO STATO che sono le Guide Alpine e il LAVORATORE SPORTIVO, che tra le varie figure identifica l’ISTRUTTORE E L’ALLENATORE, oltre che l’Alteta, il direttore sportivo ecc ecc.
    Quindi in questo quadro tutti hanno diritto di operare, ricevere compensi e pagare contributi, con buona pace di chi cerca di difendere posizioni corporativistiche. 
    Sempre per la RIFORMA DELLA SPORT le singole federazioni possono FORMARE E CERTIFICARE allenatori e ISTRUTTORI.
     
    e. 

  87. 58
    Fernando says:

    Ciao tutti, offro la mia opinione non richiesta sulla questione perchè, mio malgrado, da Presidente di un Gruppo Alpinistico locale non sezione CAI, dopo quasi 60 anni di attività abbiamo deciso di affiliarci allo CSEN e diventare una A.S.D. per avere una legittimazione formale e un riconoscimento giuridico alla nostra attività di VOLONTARI appassionati di montagna. Pertanto, ho approfondito la questione.
    Il rilievo che faccio è il seguente: attualmente esistono DUE LEGGI DELLO STATO ENTRAMBE PROMULGATE IN GAZZETTA UFFICALE, una che regola l’attività professionistica delle Guide e l’altra l’attività sportiva nei quali sono inclusi quelli che vengono definiti SPORT DI MONTAGNA in ambito CONI come ben descritto da Massari. 
    (Continua)
     

  88. 57
    Carlo Crovella says:

    E’ straevidente, a mano di esser in malafede o piuttosto tontim, che la legge 6/89 fotografa la sitaione a 35 anni fa. Il riordino con una nuova Legge che sostituisce la 6/89 è proprio quello che inquadrare, dento un UNICO ordine profesisonale, tutte le discipline nel frattempo “inventate”.
     
    questo è uno dei due temi caldi del riordino. nel caso di Massari che si occupa di arrampicata, il tema è un altro. quello di chi si fa pagare pur non essendo GA, sotto la costruita copertura della legge sportiva e del famoso elenco CONI.
     
    Entrambe le cose vanno corrette con una nuova legge, naturalmente se le GA ci tengono a preservare il principio giuridico dell’esclusività della loro professione (essendo il loro l’unico ordine professionale riconosciuto dalla legge). Se, invece, le GA NON ci tengono (o se ci sono, a monte, motivazioni di “quieto vivere” fra mondo GA e CONI) ovvio che le mie sono considerazione solo a tavolino. Ciò nonostante sono ineccepibili sul piano dei contenuti.

  89. 56
    Matteo says:

    Pare evidente che tu pontifichi su tutto, ma quanto a corretta informazione sei un po’ carente.
    Cito dalla legge 6/89 (copiata da guidealpine.it):
     
    Art.2Oggetto delle professioni di guida alpina – E’ guida alpina chi svolge professionalmente, anche in modo non esclusivo e continuativo, le seguenti attività:
    a) accompagnamento di persone in ascensioni sia su roccia che su ghiaccio o in escursioni in montagna;
    b) accompagnamento di persone in ascensioni sci-alpinistiche o in escursioni sciistiche;
    c) insegnamento delle tecniche alpinistiche e sci-alpinistiche con esclusione delle tecniche sciistiche su piste di discesa e di fondo.
     
    Pare quindi evidente che torrentismo e speleologia siano escluse tout court dalle fattispecie, ma anche l’escursionismo e l’arrampicata sportiva possano rientrare con molta, molta fatica e forzatura, essendo i termini “ascensione” e “montagna” piuttosto vaghi e maldefiniti

  90. 55
    Fabio Bertoncelli says:

    Oggi il CrovellaBlog promette bene: alle ore 9.36 siamo già a cinque-commenti-cinque. Carlo sta decisamente puntando a battere il suo primato di logorrea giornaliera.
    Bravo!

  91. 54
    Carlo Crovella says:

    Agli sveglioni che, more solito, capiscono roma per toma, ricordo che mi è chiarissimo che le leggi vengono licenziate dal Parlamento. Ma a me venite a spiegare una banalità del genere?!? Di fatti parlo sempre di “legislatore“. Le GA NON possono deliberare direttamente una legge dello stato. Però possono farsi parte attiva per “spingere” il legislatore a fare detta legge e/o a inserire certi principi giuridici. Quindi è assodato che si parla sempre e solo di legisliatoerre che approiva in via definitiva la Legge. Se a volte si usa una formula apparentemente ambigua (tipo “le GA facciano una legge così e cosà”), è evidente che si usa tale formulazione in senso metaforico, intendendo “le GA si attivino per far fare dal legislatore una legge così e cosà.”
     
    A chi ancora una volta continua a trovare insopportabili i mie pipponi ripeto che basta che li salti a piè pari (forse a chi non ama leggere, la definizione “saltare a piè pari” è oscura…). I pipponi e la loro ripetitività sono resi necessari dalla pervicacia di chi si stina a sostenere il contrario della verità giuridica. Se gli operatori che oggi strillano la loro legittimità a farsi pagare riconoscessero al primo colpo l’infondatezza giuridica di tale loro pretesa, non ci sarebbe bisogno di rispiegare le caratteristiche del tema giuridico. idem con patate su ogni altro tema trattato, sia di montagna (es sci di pista) che non (esempio ebrei).
     

  92. 53
    Carlo Crovella says:

    Tutti quelli che operano come te, caro Massari, sono i benvenuti, ma devono confluire nel comparto del volontariato e non in quello dell’attività retribuita. Ho già spiegato che per professionisti non si intende chi fa SOLO quello di mestiere, ma tutti quelli che prendono soldi per la loro attività di accompagnamento/formazione, anche come “secondo lavoro”, come part time, in modo intermittente e saltuario, anche sotto forma di falsi rimborsi spese. Il grande discrimine giuridico è: da una parte il grande mondo di chi effettua l’attività senza prendere nemmeno mezzo euro (quindi volontari puri, possono essere soggetti CAI oppure collaboratori delle associazioni) e dall’altra chi lo fa a fronte pagamento. fra qausi non c’è differenza fra chi guadagna 100.000 euro l’anno e chi prende pochi euro, perché lo fa come “secondo lavoro”. Ka nuova legge 8il DDL, una volta approvato) dovrà chiarire questo principio oltre ogni ragionevole dubbio interpretativo, in modo tale che i Massari del caso possono fare, con tutta la nostra ammirazione, la loro attività ma GRATIS.

  93. 52
    Carlo Crovella says:

    @ Massari. ma che c’entrano gli “altri” sport! Non hanno per legge un ordine profesisonale, principio che inevitabilmente prevede l’eslusività della profesisone. Non esiste un ordine profesisonale degli allenatori di calcio o di basket. attenzione a NON confondere i patentiti richiesta sul piano sportivo per esercitare il ruolo con il concetto giuridico di oprdine profesisonale. nel nostro settore esite eccome un ordine profesisonale, quello delle GA, sancito dalla L. 6/89. e’ evidente che la successiva e generica legge sullo sport 8quella cui ti riferisci tu) ha preso il “mucchio” delle discipline inserrite nell’elenco CONI, ma è innegabile che ci sia un conflitto giuridico fra il principio della L. 6/89 8eslcusività delle GA, con proprio ordine profesisonale; a farsi pagare per accompagnamento7formazione) e la legge “sportiva”. Unica incognita: questo conflitto giuridico è figlio di un errore (cioè in buona fede il legislatore della legge sportiva ha preso lìelenco CONI senza preventivamente verificare la compatibilità con la precedente L. 6/89) o è figlio di un 2colpo di mano” (cioè voluta forzatura della situazione per garantire guadagni anche a chi NON è GA)? interessante chiarire questa incognita, ma irrilevante. il problema NON è la causa del conflitto giuridico, ma il conflitto giuridico in quanto tale. Va definitivamente fatta chiarezza nel settore (io, se fossi una GA, avrei chiesto almeno 10 anni fa ai miei rappresentanti apicali di far chiarezza totale).

  94. 51
    keerthi Hewagoda says:

    Grande arrampicatori come Wolfgang gullich , Patrick Edlinger NON hanno avuto questi carte o certificati burocratiche . Spirito Alpinistico NON deve avere queste restrizioni burocratiche . Tutti questi leggi assurde fanno per business,  per soldi e per alcuni per alzare loro status, gelosia . Burocrazia Italiana,  come quella della chiesa in tempo medievale e vergognoso.  Dovete combattere contro queste restrizioni e stare sempre con liberta ed innovazione.  L’alpinismo e Libertà.  

  95. 50
    riky says:

    @47 ma quando uno ti chiede “scusi che ore sono?” la risposta normale è “le 10 e 20” (per dire).
    Tu invece rispondi in comodi 40 minuti spiegandogli la tua versione della storia della misurazione del tempo. 
    Magari interessantissima.
    Ma il risultato è che il questuante dopo 30 secondi se n’è andato altrove per trovare risposta. 
    Ho espresso la mia opinione, peraltro condivisa da molti, e dato un suggerimento, anziché liquidare la questione e dimenticarmi del blog (come molti evidentemente fanno!).
    Cosa che mi esorti a fare, visto che metà degli scritti sono tuoi e anche dei commenti… 
    Te saludi
     

  96. 49
    Giovanni Massari says:

    A me personalmente il blog di Alessandro piace tantissimo così com’è con la sua grande disparità di argomenti e commenti in cui ciascuno puo’ immergersi e trarre spunto oppure deliberatamente ignorarli; credo che proprio in questa diversità di proposte e commenti stia la ricchezza intrinseca del GognaBlog
    A Carlo proporrei (ironicamente) di eliminare anche altri sport di interesse CONI dato che tanti altri sport hanno figure di “professionisti” pagati che operano parallelamente e a volte in sinergia a figure “dilettantistiche” pagate anch’esse; eliminiamo quindi anche Calcio, Basket, Pallavolo, ecc
    Lo sport in Italia funziona così da sempre e te lo dico io che sono un professionista dello sport e semplicemente le cose cambiano perché cambia la società e le sue esigenze (vedi boom degli sport di montagna e nuovi inserimenti di tali sport)
    Infatti a riprova di questo ti posso dire che anche in questo campo già succede che Guide collaborino con ASD in varie zone italiane e più in grande il Collegio Guide della Valle D’Aosta ha fatto passare una mozione di collaborazione con lo CSEN (ente di promozione sportiva con tecnici abilitati all’insegnamento dello Sport Climbing) per un corso di arrampicata che poi si è regolarmente svolto in stretta collaborazione(tutti regolarmente pagati per i loro servigi Tecnici e Guide)
    Come vedi le tue prese di posizione su battaglie peraltro non tue e successive elucubrazioni sono superate dai fatti

  97. 48
    marco vegetti says:

    40 Crovella:
    “Occorre varare una nuova legge che faccia chiarezza e cancelli le discipline “della montagna” 
    Ma ci sei o ci fai? Cambiare una LEGGE spetta alle Guide Alpine? Forse non te ne sei accorto, ma esiste un Parlamento per cambiare/rifare/promuovere leggi!
    Forse io e altri siamo stupidi e ignoranti, ma tu vivi in una realtà inventata (da te) dove, ad esempio, le GA cambiano le leggi… 

  98. 47
    Carlo Crovella says:

    Al di là del singolo argomento qui trattato (GA e non GA), credo di esser il secondo contributore come numero di articoli (dopo Gogna), e di gran lunga sopra al terzo… quindi il tuo invito è fuori luogo. Inoltre i temi di attualità, specie nella società di oggi, sono validi se trattati a caldo. Non ho problemi a scrivere un articolo, su questo come su qualsiasi altro tema (di montagna e non) ma so che la programmazione del Gogna Blog viaggia come minimo con un mese di differenza fra fornitura e pubblicazione (salvo  effettive “emergenze”, ma non è il caso di questo tema). Che senso avrebbe far leggere fra un mese le mie risposte a Massari o a Matteo... nel frattempo sarà passata talmente tanta acqua sotto i ponti che prima che i lettori del Gogna Blog facciano mente locale e colleghino…
    Infine, se proprio non hai la mentalità del “curioso” che divora testi per piacevole acculturamento personale, fai che saltare a piè pari i mie commenti... tanto sai già che ti infastidiscono che te ne importa di punirti a leggerli???
    In realtà l’esperienza di tutti questi anni ha sempre dimostrato che le obiezioni sui vari risvolti collaterali (troppi commenti, troppo lunghi, troppo ripetitivi, troppi refusi e chi più ne ha più ne metta) sotto sotto sono solo dei tentativi di  strumentalizzazioni per zittire le voci che danno fastidio sui contenuti (per combinazioni l’ho scritto proprio pochi giorni fa, non ricordo in che conversazione)

  99. 46
    riky says:

    crovella dice: “Solo articoli e basta. L’articolo qui riportato è molto chiaro, ma non esaustivo sulla tematica (es: conflitto GA-CONI, ecc)”
    se hai forti perplessità (più che lecite), scrivi tu un articolo integrativo ed esaustivo e chiedi a gogna di pubblicartelo. Massacrarci gli zebedei con 16 risposte ridondanti e se posso non troppo precise e documentate (come quelle di chi ti ribatte, sia chiaro)  non fa altro che allontanare me e tanti altri dai commenti.

  100. 45
    Carlo Crovella says:

    I mie interventi (qui) sono 16 perché, cammin facendo, emerge sempre la necessità di specificare successivi risvolti, o a fronte di domande-contrapposizioni degli interlocutori o per naturare necessità-opportunità di sviscerare meglio i sotto argomenti, approfondendoli (il rema “errore” giuridico ne è un esempio).
     
    Io resto sempre basito delle “proteste” (qui come in mille altri argomenti) di chi è infastidito da numero commenti, o loro lunghezza, o ripetizione, o refusi ecc ecc ecc. Le trovo obiezioni “stupide”, cioè “non intelligenti”. infatti se uno è interessato ad approfondire le varie tematiche, dovrebbe essere “affamato” di contributi: più sono e più ampia e variegata è l’informazione e il suo approfondimento. Pare invece che, per diversi lettori, l’ottimizzazione (Balsamo comprendi il concetto nel senso giusto…) dell’informazione debba coincidere con la rarefazione dei commenti. Ma allora che “dibattito” è? Estremizzando, potremmo cancellare del tutto lo spazio commenti. Solo articoli e basta. L’articolo qui riportato è molto chiaro, ma non esaustivo sulla tematica (es: conflitto GA-CONI, ecc). Preferite assenza o minimizzazione dei contributi? Ma allora cose ve ne frega di leggere un blog? Io resto basito, sarà che io leggo un numero infinito di quotidiani, periodici, siti e blog… 

  101. 44
    claudio genoria says:

    (parte 2/2)
    2) Moderazione dei commenti: gli insulti, la prolissità e la ripetitività andrebbero fermati sul nascere. Il limite di battute, come si può constatare, ha sortito l’effetto opposto a quello sperato. Invece un intervento strutturale sui commenti potrebbe essere quello di consentire la risposta diretta, così da poter creare sotto-thread che il gestore sarebbe eventualmente in grado di chiudere, quando cominciano ad avvitarsi. Anche l’opzione di chiudere i commenti, ad un certo punto (a distanza di settimane o una volta stabilito che sia stato detto tutto quello che c’era da dire), può essere presa in considerazione.
     
    3) Ripubblicare col consenso dell’autore, così che eventualmente possa intervenire nelle discussioni. Penso che il fatto di essere chiamati a pubblicare qui possa essere un piacere e un onore per chiunque, tra l’altro.
     
    4) Farla finita con articoli che parlano di pandemia e derivati. E se si prendono articoli da siti di chiaro orientamento cospirazionista di destra – succede – il gestore abbia l’accortezza di mettere in chiaro la propria posizione, altrimenti uno potrebbe pensare, per un attimo, di trovarsi su Byoblu, e non su un blog di montagna.
     
    My 2 cents…

  102. 43
    claudio genoria says:

    (parte 1/2) (faccio seguito ai commenti di Matteo e Riky)
     
    Se posso dire la mia – in senso costruttivo: se il Gognablog non mi piacesse, non perderei tempo a scrivere questa cosa – e ripeto, se posso, anche se io non sono nessuno – alpinista mediocre, ma anche mediocre commentatore, direi – io avrei qualche suggerimento da sottoporre al sig. Gogna:
     
    1) Meno post: al momento, Gogna lavora quotidianamente su tre fronti (Gognablog, T & T, Altrispazi), il che si traduce in almeno una o due pubblicazioni al giorno, in molti casi affrettate (es. le pubblicazioni in inglese: se ha bisogno di aiuto con le traduzioni, mi offro volentieri). Avere da “gestire” uno o due, massimo, articoli a settimana consentirebbe tra l’altro un lavoro più puntuale di (segue)

  103. 42
    Matteo says:

    “16 interventi su 40 sono di Crovella”
     
    e quasi tutti inutili, perché le sue opinioni erano sufficientemente espresse nel primo!

  104. 41
    riky says:

    16 interventi su 40 sono di Crovella.
    Posso dare un suggerimento? Il troppo stroppia, e alla fine della discussione non ho letto una riga, e così secondo me fan tanti se no n tutti. 
    Sembra la trasposizione di uno di quei teatrini televisivi in cui giornalisti e politici friggono aria senza dire nulla, e dopo 3 minuti ho già cambiato canale…
    Lo dico in termini di critica costruttiva. 

  105. 40
    Carlo Crovella says:

    Certo che la mia tesi sull’ “errore”, a livello di recente legge sul mondo sportivo, è una MIA tesi, che però io considero fondata e quindi facilmente sanabile da chi di dovere (rappresentanti GA). Non credo che a sanare questo errore ci si debba rivolgere ad un “tribunale”. Occorre varare una nuova legge che faccia chiarezza e cancelli le discipline “della montagna” (in senso lato, compreso canyoning, MTB, cora ecc), dagli elenchi CONI cui fa riferimento la legge sul mondo sportivo. NON E’ NECESSARIO CAMBIARE QUESTA LEGGE (SUL MONDO SPORTIVO GENERALE) CHE NON ELENCA TUTTE LE DISCIPLINE, MA FA RIFERIMENTO AGLI ELENCHI CONI: se si cancellano una o più voci degli ELENCHI CONI, in automatico quella legge sul mondo sportivo NON le coinvolgerà più. TUTTO CIO’ LO SI OTTIENE AL SEGUITO DI UNA BATTAGLIA-NEGOZIAZIONE “POLITICA” (contrapposizione GA-CONI: è il punto nodale della faccenda) e con eventuali (successivi) interventi legislativi che adeguino quanto sopra. Varare un DDL (poi convertito in legge, ovviamente)che ri-sancisca il principio dell’esclusività delle GA a farsi pagare in ambiente outdoor è il primo passo. La cancellazione delle discipline dagli Elenchi CONI conseguirà nelle opportune sedi e con le azioni richieste dalla procedura in tal senso.

  106. 39
    Carlo Crovella says:

    E’ assolutamente chiaro che i verti delle GA NON devono rendere conto a me, che NON sono GA, ma ai loro colleghi sì. Evidentemente c’è un tassello che sfugge agli esterni al mondo GA, iniziando dal sottoscritto, e che non viene palesato proprio per la sua natura di possibile “accorso sotto banco di quieto vivere”. Però la situazione è diventata intollerabile. io sono in confidenza con un certo numero di GA e vi assicuro che complessivamente ne hanno le palle piene della situazione: hanno tutti i costi, diretti e indiretti 8aggiornamenti, cambio materiale, ecc) a loro carico e poi vedono i clienti indirizzarsi verso le associazioni dove i costi per esser portati sono molto più bassi…

  107. 38
    Carlo Crovella says:

    E’ vero che è assurdo (ma lo sostengo da anni…) che un privato cittadino come il sottoscritto, esplicitamente alpinista amatoiriale e formatore per amor di causa (quindi: GRATIS) si debba sbattere per sostenere gli interessi delle GA: Dove sono i vertici apicali delle stesse? non dico solo quelli OGGI in carica, ma quelli degli ultimi 20 anni circa. pare che i vertici delle GA siano consenzienti alla jungla che si è creata. per questo dovrebbero concretizzare delle azioni precise. Questo articolo è uno delle primissime espressioni, in 20 anni circa, di presa di posizione “esplicita” della GA. Noin male, ma non basta pubblicare degli articoli, occorre agire nelle opportune sedi (politiche – forgiando a dovere il DDl nascente – e giudiziarie, se del caso). ibnrteressante chiedersi come mai ci si questo silenzio strutturale dei vertici delle GA. chi è a loro contrario 8cioè chi è per la legittimazione dell’apertura a tutti del concetto di farsi pagare dai clienti), strumentalizza il sielnzio come prova implicita che la situazione è l’opposto di quella a favore delle GA: Per questo l’azione esplicita delle GA avrebbe un’importanza capitale. Più tardi si palesano, e più terreno avranno da recuperare in termini di “negoziazione” con gli interlocutori. 

  108. 37
    Fabio Bertoncelli says:

    Marco e Matteo e c., noi critichiamo sempre, senza pietà, il buon Carlone, che ce la mette tutta dalla mattina alla sera come se fosse pagato a cottimo.
    Però – ammettetelo! – senza di lui il forum sarebbe un luogo assai piú noioso. Almeno riconosciamogli il merito.
    Inoltre in passato ha pubblicato interessantissimi articoli sullo scialpinismo, che ho apprezzato pure io, benché non sia del ramo.
     
    P.S. Carlo, sono in attesa dei tuoi commenti pieni di strafalcioni. Ce li avevi promessi l’altro giorno; però oggi mi sono accorto che sei ancora nella media storica 2018-2023. Devi mantenere la parola.
    Se avresti bisogno di un aiuto per sbagliare, potessi contattarmi. Sono specializzato nell’inversione congiuntivo/condizionale.
     

  109. 36
    marco vegetti says:

    35 Matteo. Come ti sbagli, Matteo! Crovella è politologo, geopolitico, analista finanziario, scrittore di montagna, consulente giuridico, legislatore e chi più ne ha più ne metta. Ovviamente ha studiato tutto, mentre scriveva un articolo con la destra, aveva una call , sfogliava i giornali, scriveva un post con la sinistra e con l’orecchio libero telefonava. Ovvio, i mezzo alla strada, al presidio davanti all’Università di Torino, prima di andare ad un incontro politico, seguito da una riunione al CAI… Un vero professionista! A Milano si dice Ofelè fa el to mesté. In Sabaudia non è contemplato…

  110. 35
    Matteo says:

    “No, no. “e’” un errore oggettivo. “
     
    A meno di considerare il torrentismo e le altre specialità come non rientranti nelle fattispecie per cui le GA hanno prerogativa. 
    Come a me pare logico…altrimenti non si capisce perché la Mountain bike non dovrebbe rientrare nelle attività di cui le GA sono titolari.
     
    E comunque credo che l’errore giuridico debba essere stabilito da un tribunale, non da un privato cittadino, il quale al massimo può esprimere una opinione!

  111. 34
    Alberto Benassi says:

    Per me possono legiferare e legittimare chi gli pare e piace. Basta che non vengano a limitare la libertà di chi in montagna vede ancora uno spazio di libertà e ci vuole continuare ad andare da solo a fare quello che gli piace e come gli piace.

  112. 33
    Pablo says:

    Sarebbe ora che ci fosse un riordino e in fine un po’ di ordine, i tempi son cambiati in questi ultimi 30 anni, alcune attività outdoor si sono evolute specializzate e con loro delle nuove figure specifiche, spesso altamente formate, come: guide canyoning, maestri arrampicata, guide ambientali esc, guide vulcanologiche…figure che si sono specializzate in una singola attività dando alla luce nuovi professionisti. È sicuramente il tempo di legittimare queste figure come poi del resto si fa in molti paesi europei e rompere con questo monopolio insensato oggigiorno delle guide alpine e del loro fortissimo collegio.

  113. 32
    Carlo Crovella says:

    @26 No, no. “e'” un errore oggettivo. Il legislastore della normativa generale sportiva non può non tener conto della preesistente esistenza della Legge n.6/89. doveva nella successiva normativa fare riferimento, eventualmente aggiornare7sostituire i punti delle 6/89 con i quali entra in conflitto. Invece non risulta. Come se la 6/89 non esistesse: in questo c’è stato l’errore.
     
    A questo punto si aprono due ipotesi: 1) il legislatore della normativa sportiva  ha preso una cantonata, in buona fede, ma sempre una cantonata; 2) la presunta cantonata è in realtà frutto di una scelta predeterminata, ovvero si vuole creare delle opportunità di lavoro a prescindere dalla precedente legge che riservava l’esclusività della professione alle sole GA.
     
    Il mistero non sarà mai chiarito, perché è superfluo chiarirlo: se il nuovo DDL riordinerà il settore nel senso più fondato dal punto di vista giuridico (ovvero che esiste un SOLO ordine professionale, quello delle GA), tutto il resto sarà per definizione non conforme alla legge.
     
    Se invece il nuovo DDL accetterà una pluralità di soggetti autorizzati a farsi pagare, avrà vinto il fronte del CONI, ma a quel punto sarà irrilevante il pregresso.

  114. 31
    riky says:

    @20 è una placca di 8 metri scarsi chiusa da due fessure da me aperte dal basso a Cadarese nel settore “bimbiminkia” e chiodata successivamente da qualche pirla, perché inserita in un contesto non adeguato. Tra l’altro reputo poco opportuno l’uso di tale foto, proprio perché per quei pochi (ma buoni) che capiscono rappresenta una porcheria. Le guide potrebbero usarne un’altra, suvvia!
    Ps: ma crovella, se hai ragione tu (non lo so, non sono ironico) perché perdi tempo a friggere aria per gente che non ti ascolta?  Poi leggendo Massari e altri mi pare che la questione sia tutt’altro che risolta e chiara! 

  115. 30
    Carlo Crovella says:

    @28 DM. Circa scuole, io la penso in modo diametralmente opposto. Sono parte in cauaa, sono un profondo tifoso del modello didattico centralizzato del CAI. Sostengo che i soci CAI, specie quelli di nuova associazione, dovrebbero obbligatoriamente fare un ciclo didattico (non solo tre uscitelle, ma almeno due o tre stagioni) con una delle scuole del CAI. In tal modo il CAI avrebbe soci che hanno l’imprinting del modello didattico del CAI: non avremmo (o ridurremmo) i soci cannibali. Anche qui c’è forse una differenza profondissima fra Scuole CAI di sezioni grandi (e con un bacino metropolitano alle spalle) e scuole di sezioni piccole/piccolissime. Noi abbiamo scuole con 30-60, a volte 100 istruttori… che fanno turn over e garantiscono attività didattica per 50-60 a volte 80 e più allievi… Siamo consapevoli dei rischi e ci comportiamo di conseguenza. Spero di non veder mai la chiusura delle Scuole CAI imperniate sulla professionalità dei volontari. Nota: “Professionalità” (=prestazione impeccabile) è concetto MOLTO diverso da “professionismo” (=farsi pagare).

  116. 29
    Carlo Crovella says:

    @27 “professionista” = chi offre una prestazione a fronte di denaro. Se poi lo fai come secondo lavoro, poco rileva. A maggior ragione, se esiste il solo ordine professionale delle GA, non possono esserci individui come te (intendo che fanno solo come secondo lavoro) che percepiscono denaro a fronte di attività di accompagnamento o formazione. Sarebbe la liberalizzazione dell’anarchia e altro che un SOLO ordine professionale. chiunque si alza una mattina e accompagna gente e si fa pagare…. Spero di non veder mai una bestemmia del genere.

  117. 28
    Dm says:

    Carlo mi sembra di percepire che il CAI veda (per motivi di responsabilità/assicurazione) le Scuole  non più così centrali al progetto (vedi vicenda Pila e lettera agli istruttori dell’allora Presidente). La legittimità (attualmente) è certificata dalle sentenze. Ad oggi  mi risulta solo quella di Milano ( con molti distinguo in un caso particolare) altre non ne conosco.

  118. 27
    Giovanni Massari says:

    Vedremo Carlo vedremo… Io intanto mi godo il momento e questa possibilità insperata che mi fa un po’ chiudere un cerchio con l’arrampicata iniziato ormai più di 40 anni fa applicando liberamente nella nostra “scuola” o Asd Arrampigranda un protocollo da noi costruito e sperimentato e che a quanto pare funziona molto bene.
    Restando nel tema del DDL in oggetto esso parla di riordino delle professioni di montagna e la cosa non ci tocca dato che professionisti non lo siamo.

  119. 26
    Matteo says:

    “Ti ho già detto a suo tempo che l’inserimento delle discipline “della montagna” (chiamiamole così per capirci, possono anche eseer canyoning, MTB ecc) nel famoso elenco CONI cui fa riferimento la normativa da te citata è UN ERRORE GIURIDICO. “
     
    Guarda che al massimo ti è consentito scrivere che TU CONSIDERI l’inserimento un errore giuridico, non che E’

  120. 25
    Carlo Crovella says:

    Questo particolare risvolto è un tema del CAI ed è interessante averlo sollevato (Dm). Tocca però al CAI Centrale 8e non alle singole sezioni) prendersene cura. Forse il CAI Centrale lo ha già percepito e può darsi che la sua iniziativa nell’organizzare il recente incontro (vedi articolo di qualche gg fa) abbia in realtà questa origine… chissà… Ma cmq in questo risvolto la legittimità a farsi pagare o meno non c’entra niente, sul piano giuridico

  121. 24
    Carlo Crovella says:

    Per quanto riguarda il CAI, che non c’entra niente, in modo diretto, nel discorso “professionale”, la mia sensazione non è affatto pessimistica. Può darsi che la mia visione risenta della particolare realtà torinese, dove abbiamo due sezioni grandi e molto attive (più alcune nell’hinterland, parimenti attive), diverse scuole (di osgni discipline tecnica), una miriade di gite sociali di ogni natura e stagionalità e… una domanda addirittura soverchiante la gamma offerta in ogni risvolto. Inoltre è fortemente ripresa, rispetto a 10-15 anni fa, la frequentazione di giovani e giovanissimi. per il momento eventuali associazioni parallele al CAI, a Torino non creerebbero nessun problema.
    Può darsi invece che in sezioni più piccole, magari collaterali in termini geografici e non prossime a centri metropolitane, la situazione sia molto diversa. Questo piò esser un problema e il CAI Centrale dovrebbe, saggiamente, monitorarlo.
    In effetti potremmo andare incontro a una spaccatura del CAI fra grandi agglomerati, in genere collegati a grandi bacini metropolitani, e piccole sezioni che soffriranno maggiormente la “concorrenza” delle associazioni, a prescindere che i tecnici di queste ultime si facciano pagare o meno. 

  122. 23
    Carlo Crovella says:

    Certo che io, tra l’altro “amatore” che opera nel volontariato puro, esprimo una posizione personale. Ti ho già detto a suo tempo che l’inserimento delle discipline “della montagna” (chiamiamole così per capirci, possono anche eseer canyoning, MTB ecc) nel famoso elenco CONI cui fa riferimento la normativa da te citata è UN ERRORE GIURIDICO. Errore forse in buona fede o forse anche in male fede, visto che il CONI cerca, senza neppure nascondersi, di legittimare opportunità di lavoro al fine di rafforzare le varie associazioni (in TUTTI gli sport) per irrobustire sempre più le sue fila.
    La normativa sportiva cui ti riferisci contiene un evidente incongruenza giuridica. Il nuovo legislatore (quello del DDL) dovrà sbrogliare la matassa e scegliere se legittimare l’impostazione del CONI (violando il principio di esclusività professionale delle GA) o viceversa tutelare una volta per tutte l’ordine professionale delle GA (imponendo al CONI dei correttivi per le discipline in questione: basta semplicemente cancellarle dall’elenco CONI e a loro non si applica la legislazione sportiva).
     
    Io sto con le GA. la mia è una semplice posizione individuale, tra l’altro tocca ai vertici apicali delle GA portare aventi la tutela della loro esclusività.

  123. 22
    Dm says:

    Gli indirizzi e le interpretazioni saranno come al solito stabiliti dalle componenti di “forza” delle varie organizzazioni. Su questo piano non c’è alcun dubbio che il CONI sia il più forte di tutti già adesso. Non vedo perciò come una piccola organizzazione, come quella delle GA possa “competere” con giganti come il CONI che è riuscito a rendere completamente esentasse il corrispettivo per i servizi sportivi. Già ora le cause intentate per abuso di professione sono rare a fronte di un’attività outdoor CONI molto intensa. Io non ho molta fiducia che gli istruttori CAI dureranno molto a lungo; c’è forse qualche scuola in condizioni migliori ma in generale il numero di giovani disposti a prendersi tutte queste responsabilità gratis è sempre in diminuzione, anche perchè il carico di aggiornamento etc etc è ormai molto molto impegnativo. A maggior ragione nell’arrampicata dove nella stessa palestra operano GA (retribuite), Fasi (retribuiti) istruttori CAI (gratis) e il confronto è devastante. Fossi io in CAI e GA cercherei almeno di parificare il trattamento fiscale dei primi 6.000 euro di compensi……. In questo senso spero che il recente accordo CAI/FASI vada in questa direzione.
     

  124. 21
    Matteo says:

    “Ma allora non leggi…”
     
    Mah, leggere magari legge anche, è capire quello che legge il problema…

  125. 20
    Alessandro says:

    Non c’entra nulla, ma posso chiedere che parete è quella in foto?
    Grazie 

  126. 19
    Giovanni Massari says:

    E mi correggo sulle guide dato che alcuni di loro, in forma privata, ho avuto evidenti manifestazioni di solidarietà dato che hanno capito che c’è posto per tutti

  127. 18
    Giovanni Massari says:

    Sinceramente non vedo dove sia il problema a farsi pagare per fare corsi di arrampicata o Ski Alp dato che la legge lo consente…
    Quanto poi a rosicare mi sembra sia che chi rosica siano le Guide ed il CAI nei nostri confronti ed io personalmente sono contento di avere questo brevetto da tecnico che uso a piacimento sia facendomi pagare (soldi che vanno praticamente tutti in chiodature) che gratis e se da domani mi diranno che non lo posso più fare smetterò tranquillamente perché, ringraziando il cielo, non sono un professionista.
    Sara’ però il legislatore a dovermelo dire non certamente tu o altri che, come te, possono esprimere libere opinioni o fare leva su presunte ragioni etiche ma non hanno facoltà di decidere nulla.

  128. 17
    Carlo Crovella says:

    Se c’è conflitto fra la L. 6/89, specificamente riferita alla montagna-outdoor, e la generica  e più recente legislazione sulle professioni dello sport, è chiaro che a maggior ragione va fatta chiarezza per il mondo delle montagna.
    Io NON credo che la generica legislazione possa sovrapporsi/prevalere sulla L. 6/89 (peraltro mi pare che sia la posizione delle GA). Il punto cardine è l’ordine professionale, già esistente ed esclusivo. Questo tassello giuridico è peculiare. A tiolo di esempio: non esiste infatti un ordine professionale degli allenatori di pallavolo., per cui non è professione ordinistica, per cui tutti possono farsi pagare per allenare anche la squadretta della parrocchia. Invece farsi pagare per prestazioni che sono, per legge, ECLUSIVE di un ordine professionale è fatto illecito. Se c’è una più ampia normativa che, inavvertitamente (o magari proprio in male fede…) ha coinvolto il campo di azione esclusivo delle GA, il DDL dovrà correggere tale errore, che genera la jungla in essere.
     
    Pr cui il DDL, se davvero vuole fare chiarezza definitiva, deve esplicitamente escludere le attività della montagna dalla più generale normativa sportiva (quella cui fa riferimento Massari)

  129. 16
    Fabio Bertoncelli says:

    Caro Giovanni (Massari), per discutere col Crovella bisogna aver bene in mente un film: “Fantozzi contro tutti”.
     
    Sostituisci il nome con quello di Crovella e avrai il quadro perfetto di come siamo messi nel forum…
     

  130. 15
    Carlo Crovella says:

    Dovrete vedervela con le GA, non con il CAI.
    Il CAI è imperniato sul volontariato e se vi ponete sul piano di 2concorrenza” del CAI, su quel punto dovete stare (volontariato).
    Se volete farvi pargae, direttamente o meno, non siete più alternative al CAI, ma alle GA. Con loro dovrete confrontarvi e fare i conti.
     
    Mi pare pazzesco che sia un volontario del CAI (nella fattispecie il sottoscritto) a dover difendere  la legittimità delle GA nell’esclusività della professione. Se non è più così mi pare invece che facciate il gioco delle tre carte…), allora la nuova legge (DDL) dovrebbe già esser orienta in tale senso. Mi pare invece che il DDL sia una ufficializzazione delle 6/89 e che voglia metter ordine alla jungla che si è creata in 35 anni. E questo che vi rode e che vi spaventa… L’articolo del giorno spiega molto bene il quadro normativo e mi pare che le “associazioni” siano completamente escluse.

  131. 14
    Giovanni Massari says:

    Ma allora non leggi…con la riforma dello sport non si tratta più di rimborsi o compensi ma di lavoro sportivo con regolare contratto registrato e con stipendi tassati. Sinceramente e senza polemica penso che tu debba informarti meglio.

  132. 13
    Carlo Crovella says:

    MORALE: fate pure attività di accompagnamento/formazione a favore degli associati delle vostra associazioni, ma GRATIS per voi a titolo individuale (le quote di iscrizione devono coprire SOLO i costi oggettivi e non le para retribuzioni degli accompagnatori)
     
    DOMANDA: se non c’è più la remunerazione, anche attraverso l’escamotage dei (falsi)rimborsi spese,  voi accompagnatori delle associazioni farete lo stesso GRATIS l’attività di accompagnamento e formazione? 
     
    IO PENSO DI NO, quanto meno l’attuale platea di  questi accompagnatori si sfoltirà tantissimo, a conferma che ciò che vi anima in tale ruolo NON è lo spirito del volontariato (come nel CAI), ma l’incasso. Cosa che cozza con il quadro giuridico in essere e che voi invece cercate di legittimare, tirando il testo della nuova legge dalla vostra parte. 

  133. 12
    Giovanni Massari says:

    Ps dimenticavo… abbiamo anche un tecnico molto capace che nella nostra ASD fa Ski Alp…ovviamente regolarmente retribuito.

  134. 11
    Giovanni Massari says:

    Pacatamente caro Carlo…
    Forse non leggi o non sai…
    il mondo dello sport è cambiato con una specifica riforma, magari informati 
    So benissimo che non siamo professionisti e me ne vanto
    Un caro saluto 

  135. 10
    Carlo Crovella says:

    Massari, miiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii…………………..! Discorso già fatto a manetta e più volte sul blog, CHE PALLE! E’ tutto agli atti e gli interessati possono andare a leggere. Certo che se uno lo ritira fuori, come si fa a non ripetere le stesse cose che gli sono state spiegate, punto per punto, a suo tempo?
     
    Sintesi: tutto ciò non c’entra un cappero con la legittimazione della professione! E questo il punto chiave e spero che la nuova legge faccia piazza pulita delle ambiguità che si sono create nel tempo e che alimentano la jungla in essere.
     
    Le associazioni conseguenti al demenziale elenco del CONI (demenziale per la parte collegata alla montagna) sono ALTERNATIVE al CAI e NON alle GA! Cioè siete volontari che, anziché operare nella principale associazione di volontari (CAI), fate piccole associazioni collaterali. MA NON POTETE FARVI PAGARE PER PORTAR GENTE IN MONTAGNA
     
    L’ESCAMOTAGE CHE VIENE UTI,LIZZATO IN TALI ASSOCIAZIONI OVVERO I “RIMBORTSI SPESE” AGLI ACCOMPAGNATOREI DELLE USCITE  SONO IN REALTA’ DELLE MODALITA’ Fqwuanto men o OPACHE (tra l’altro a mio parere anche delle eluzioni fiscali… perchè non fate fattura con IVA ecc?) PER FARSI PAGARE LA PRESTAZIONE DELL’ACCOMPAGNAMENTO O DELLA FORMAZIONE, COSA CHE NON POTETE FARE PER LEGGE PERCHE’ NON SIETE GUIDE.

  136. 9
    Giovanni Massari says:

    Il CAI e le Guide Alpine dovranno farsene una ragione o intavolare una trattativa che coinvolgerebbe tutto il mondo dello sport dilettantistico… Credo per cui che gli ambiti siano già ben distinti e dovrebbero restare quelli che sono con le Guide come unici professionisti con compensi regolati dalle partite IVA, il CAI come ente Volontaristico e gli Enti di Promozione Sportiva come sviluppatori dell’attività Dilettantistica con compensi regolati da contratti di lavoro sportivo.Sara’ poi la variegata e corposa utenza a scegliere liberamente a chi rivolgersi.

  137. 8
    Giovanni Massari says:

    Partiamo dall’inizio… Perché ora le associazioni possono proporre l’arrampicata sportiva, lo Ski Alp e lo Sky running (e anche l’alpinismo) ai loro associati?Semplicemente perché, come ormai riconosciuto, sono sport Olimpici o di massa e come tali sono diventati sport di interesse CONI e sono stati inseriti nello specifico elenco con le rispettive sigle (Alpinismo AB001, Syrunning AB002, Arrampicata indoor e outdoor AD001 e AD002 ecc). Essendo avvenuto l’inserimento si è provveduto, come da iter per tutti gli altri sport (dal Calcio alla Pallavolo passando per il Basket), a formare tecnici che tali sport possano insegnare a livello “dilettantistico” e di promozione sportiva. Per quello che riguarda nello specifico lo Sport Climbing (che mi riguarda direttamente dato che sono Presidente di Arrampigranda Asd con 450 associati nel 2023) il bacino di allievi che ne deriva potrà andare a rinfoltire quelli dei prossimi atleti della specifica federazione (FASI) come avviene in ogni altro sport e come avviene ormai in molte palestre di arrampicata che hanno doppia affiliazione (FASI e enti di promozione sportiva come UISP, ACLI, CSEN). Inoltre con la riforma dello Sport del 2023 i compensi sono diventati del tutto legittimi e regolati da appositi contratti di “lavoro sportivo” e sottoposti a specifica tassazione.

  138. 7
    Carlo Crovella says:

    Le posizioni antitetiche convergono nella conclusione: un UNICO contenitore giuridico. Vi è però una differenza abissale: nelle posizioni opposte a quella in cui si inserisco anche io, si pensa ad un contenitore dove le GA siano UNA delle voci, ma ciò significa elevare le associazioni al livello dell’attuale ordine professionale delle GA. Viceversa chi (come me) sostiene la legittimità delle GA come unici professionisti della montagna e dell’outdoor, afferma che tale unico “contenitore” non può che esser l’ordine professionale delle GA (già esistente) e che le “associazioni” vengano lì assorbite in sotto-voci per discipline (es canyning). Il tutto però gestito secondo i criteri di severità e governo deontologico delle GA. Per cui sia nell’ottica delle “sicurezza” offerta al clienti sia sul piano delle legittimità giuridica, questa seconda ipotesi è totalmente infondata. Non c’entra nulla la propensione corporativistica del Governo in carica, perché trattasi di un tema giuridico (legge 6/89) e non “politico”. Anzi mi viene da concludere che proprio la legittimazione delle attuali associazioni, elevandole in qualche modo a ordini professionali, quella sì che sarebbe la manifestazione di preferenze corporativistiche, finalizzate a ufficializzare interessi che già allo stato attuale (L. 6/89) conseguono a chiare manifestazioni di abuso di professione.

  139. 6
    Alberto Benassi says:

    Se ciò dovesse passare, mi aspetto che anche nell’ambito della chiodatura/richiodatura di vie di arrampicata sportiva le guide alpine porranno il loro veto e pretenderanno (dietro lauto compenso) di essere le uniche figure preposte a tale compito.

    Beh…su questo ci sara da essere d’accordo in tanti. Sportiva o non sportiva, di padroni non ce ne sono.

  140. 5
    Matteo says:

    “le varie associazioni che si occupano di outdoor …possono essere paragonate…ai fisioterapisti, ai nutrizionisti, agli psicologi e a tutte quelle figure che operano proficuamente e in modo cooperativo  nell’ambito sanitario, senza togliere alcuno spazio e alcuna prerogativa ai Medici.”
     
    Sono completamente d’accordo con Antonio con l’aggiunta che volendo limitare il numero degli ordini professionali potrebbero essere unite tutte in una associazione unica di Guide con diverse declinazioni  (escursionistiche, canyoning, arrampicata sportiva, alpina, storico-paesaggistica), ognuna con il suo percorso di abilitazione e in cui le Guide Alpine sarebbero solo una delle componenti.

  141. 4
    Antonio Migheli says:

    Quella del Collegio guide alpine è a mio parere una posizione anacronistica e corporativa, che non tiene in alcun conto la diversificazione di ruoli che si è venuta a creare in parallelo alla comparsa di nuovi modi di avvicinarsi alla montagna e all’arrampicata in particolare. Il solito trito paragone con l’ambito medico è del tutto fuorviante: le varie associazioni che si occupano di outdoor non possono essere paragonate ad “anestesisti senza laurea in Medicina”, ma semmai ai fisioterapisti, ai nutrizionisti, agli psicologi e a tutte quelle figure che operano proficuamente e in modo cooperativo  nell’ambito sanitario, senza togliere alcuno spazio e alcuna prerogativa ai Medici.
    Un sostegno alle tesi delle guide alpine non mi stupisce affatto da parte di un governo che ha nella difesa del corporativismo la sua ragion d’essere. Se ciò dovesse passare, mi aspetto che anche nell’ambito della chiodatura/richiodatura di vie di arrampicata sportiva le guide alpine porranno il loro veto e pretenderanno (dietro lauto compenso) di essere le uniche figure preposte a tale compito.

  142. 3
    Carlo Crovella says:

    In conclusione, mi auguro che le GA, attraverso li loro rappresentanti apicali, tengano duro nel pretendere che, con la nuova legge, si persegua davvero il “riordino del settore”. Un “vero” riordino non può che ufficializzare l’esistenza del solo ordine professionale delle GA, per cui si farà piazza pulita di sigle e siglette che NON hanno pari livello di legge. Sigle e siglette potranno sopravvivere solo come associazioni di volontari che quindi NON possono farsi pagare per la loro opera di formazione. Se il legislatore non girerà la testa dall’altra parte (tipico in Italia), egli disciplinerà nel testo della nuova legge la natura e gli importa dei cosiddetti “rimborsi-spese”, in modo tale che non li si possa più usare come escamotage per elargire corrispettivi (para) professionali. Un vero dilettante, che fa formazione per amore di causa e non  per lucro, non dovrebbe neppure richiedere il rimborso spese di costi effettivamente da lui sostenuti, figuriamoci utilizzarlo per incassare denaro che, nei fatti, è in realtà il corrispettivo di un’attività professionale “mascherata”. Questa dettaglio è importante, perché se le GA vinceranno a livello di principio generale (cioè un solo ordine professionale, il loro), ma non faranno in modo di spazzar via il tema dei “falsi rimborsi spese”, la loro sarà una vittoria di Pirro. A buon intenditor…

  143. 2
    riky says:

    non c’entra niente con l’articolo ma con la foto. Chi è il genio che ha chiodato quella placca a Cadarese? 

  144. 1
    Carlo Crovella says:

    Ho, finalmente una presa di posizione netta da parte delle autorità rappresentative delle GA. Leggendo questo testo di coglie al volo che, gli “altri”, tentano di fare il gioco delle tre carte, spacciando le loro associazioni di categoria per ordini professionali autonomi ed equivalenti a quello delle GA. E, sotto sotto, l’obiettivo per cui frignano gli “altri” è quello di ottenere una specie di condono delle associazioni con la nuova legge. Cioè stanno spingendo affinché la nuova legge, prendendo atto che le associazioni di categoria esistenti esistono già da un bel po’ e coinvolgono un discreto numero di individui, le “salvi” innalzandole a livello di ordine professionale, cioè pareggiandole a quello delle GA. Sarebbe l’accettazione irreversibile dell’attuale jungla di sigle e siglette e anzi probabilmente aprirebbe a un ulteriore proliferare di tali sigle. Altro che “riordino” del settore! La soluzione corretta è esattamente opposta: un solo ordine professionale, quello delle GA, con delle sotto-voci riferiti alle diverse discipline praticabili in montagne e in ambiente outdoor. per esercitare professionalmente in ciascuna disciplina occorre prendere il rispettivo brevetto, rilasciato solo dal mondo delle GA.

La lunghezza massima per i commenti è di 1500 caratteri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.