Proposte per ripartire con l’attività in montagna in Fase 2

Questo post di Stefano Pivot (13 aprile 2020, ore 0.01) ha ricevuto (al momento attuale, 14 aprile, ore 10.39) 99 commenti e indotto a 69 condivisioni.

Proposte per ripartire con l’attività in montagna in Fase 2
di Stefano Pivot
(dal suo profilo facebook 13 aprile 2020)

Premessa
Il governo ha formato una squadra di esperti da tutto il mondo perché lo aiutino a valutare come procedere nella fase 2, ovvero far ripartire le attività senza far impennare il numero dei contagi. E’ quindi giusto che i professionisti della montagna aiutino il governo a prendere le giuste decisioni per progettare, quando sarà possibile, la riapertura dell’attività in montagna.

Proposta
Inizio con una proposta che possa servire da base, su cui iniziare una discussione e arrivare a una proposta finale condivisa.
Tutti sono d’accordo sulle indicazioni dell’OMS che l’attività fisica è salutare e benefica.
Tutti sono d’accordo sul rischio, in caso di incidenti, di finire in ospedale, aggravando il già grave carico sanitario.
Di mano in mano che la situazione sanitaria degli ospedali migliora, nei prossimi giorni/settimane si potrebbe iniziare a “liberare” le attività di montagna, in base alla gravità dei possibili incidenti.
1) Si inizia dalle attività di escursionismo e della corsa su sentiero, perché sono quelle che probabilmente hanno le conseguenze minori in caso di incidenti (problema tipico: caviglia slogata?);
2) successivamente si estende alle attività di arrampicata sportiva e di mountain bike che, per la velocità o per l’altezza di caduta, possono avere conseguenze più traumatiche, rispetto alla passeggiata/corsa;
3) ultima fase, si estende alle attività di scialpinismo e di alpinismo in montagna che, svolgendosi in un ambiente più severo, hanno pericoli oggettivi maggiori.

Distanziamento sociale nel periodo estivo
Secondo gli esperti sembrerebbe che le necessità di cautela – distanza di 1 metro – debbano continuare ancora per un po’ di tempo (beninteso: se gli esperti cambiano idea su questa necessità, ancora meglio!).
Propongo quindi di:
– muoversi in piccoli gruppi. Le guide potranno accompagnare fino a un massimo di 5 clienti (che, legati sul ghiacciaio, quasi sempre mantengono distanze superiori al metro). Stessa cosa per i gruppi del CAI o delle varie associazioni escursionistiche o gruppi di amici;
– utilizzare le adeguate protezioni. Nell’attività personale o di accompagnamento, nel caso in cui ci si trovi a condividere spazi ristretti (un po’ come per le distanze nei supermercati), è necessario indossare la mascherina. Esempio tipico di spazi ristretti: in funivia o nei rifugi alpini. La ditta La Sportiva propone una mascherina lavabile e utilizzabile per fare sport (https://www.lasportiva.com/…/c…/action/view/contentId/651049): non l’ho mai provata e quindi non so se sia efficace o se, sotto sforzo, si vada in ipossia, ma potrebbe essere una soluzione da sperimentare e adottare.
Se efficace, il collegio delle guide potrebbe acquistarne uno stock da destinare a ciascuna guida: essendo lavabili (immagino sia in materiale sintetico; è sufficiente lavarle a 40° per neutralizzare il virus?), potrebbero essere fornite dalle guide ai propri clienti e lavate dopo ogni uscita.
Al lato pratico, utilizzo di buon senso: se vado a camminare o correre per i sentieri, porto con me la mascherina; se sono solo, posso mantenerla sul collo, a portata di mano (un po’ come si utilizza solitamente un buff); se sono con altre persone o vedo che sto per incrociare qualcuno sul sentiero, alzerò la mascherina sulla bocca e così farà l’altra persona.

Al via la produzione di Stratos Mask: ergonomica, sostenibile, comoda da indossare e lavabile con elemento filtrante intercambiabile.

Ovviamente non è un discorso esaustivo, ma vuole essere un primo contributo per iniziare una discussione proficua, ritornando a una frequentazione pacifica, salutare e gioiosa della montagna.
Spero che molti propongano commenti costruttivi e che i “pezzi grossi” delle categorie interessate raccolgano tutte le informazioni e redigano una proposta concreta, pratica e realizzabile.

La proposta di Giampiero Di Federico
di Stefano Ardito

Giampiero Di Federico è uno dei più grandi alpinisti italiani e guida alpina, abruzzese doc. Per lui iniziare a riaprire i sentieri e le pareti è possibile. “Le guide alpine e gli accompagnatori di media montagna dell’Abruzzo sono dei professionisti abituati a vigilare sulla sicurezza dei loro clienti. Possono farlo anche nelle condizioni di oggi“, afferma. Giampiero Di Federico da molti anni emoziona gli abruzzesi e non solo con I suoi exploit alpinistici sulle pareti del Gran Sasso, della Majella e del Karakorum. Come guida alpina, da sempre, si preoccupa della sicurezza di chi partecipa alle sue lezioni e ai suoi corsi. Nello scorso gennaio 2020, dopo gli incidenti causati dal ghiaccio sulle montagne abruzzesi, ha dedicato delle uscite gratuite all’insegnamento delle tecniche da usare In montagna d’inverno. «Conosciamo tutti i problemi legati al CoViD-19, nessuno vuole fare dei salti in avanti pericolosi – spiega Di Federico – Gli operatori balneari, però, hanno giustamente iniziato a fare proposte concrete su come riaprire le spiagge, e in questi giorni lavorano per pulire e preparare le loro strutture. Anche la montagna, con tutte le precauzioni del caso, deve iniziare a riaprire le sue porte».

Nei giorni scorsi, Di Federico ha inviato la sua proposta a Mauro Febbo, assessore regionale al Turismo, e a Davide Di Giosaffatte, presidente del Collegio regionale delle guide alpine. Tramite quest’ultimo, il documento è arrivato anche al Collegio nazionale delle guide e al suo presidente, il valdostano Pietro Giglio. «Credo che in piccoli gruppi, mantenendo le distanze e usando le mascherine e gli altri dispositivi di sicurezza, tornare in montagna sia possibile. Ogni guida potrebbe accompagnare al massimo 6 o 7 persone» prosegue Di Federico. Oltre che sui sentieri, secondo la guida, si potrebbe tornare anche sulle pareti di arrampicata attrezzate come quelle dl Roccamorice o Monticchio. «Per scalare in falesia ci si può tenere a distanza. Anche i nodi possono essere preparati e verificati tenendosi a qualche metro. Con la corda dall’alto, iI rischio per i clienti è molto basso». In una prima fase si può pensare solo a delle escursioni o a delle arrampicate in giornata, dato che per la riapertura delle strutture ricettive c’è bisogno di indicazioni nazionali.  «La conferma della prenotazione dell’escursione, inviata dalla guida o dall’accompagnatore per e-mail o per whatsapp, potrebbe valere in caso di controlli sulle strade» prosegue Giampiero Di Federico. Com’è ovvio, oltre che dalla Regione Abruzzo e dal Collegio regionale delle guide, la proposta dovrà essere vagliata dal Corpo nazionale soccorso alpino e dai Parchi. E’ una discussione che può essere fatta rapidamente e in modo pacato, nell’interesse di tutti. Nei prossimi mesi sarà difficile volare o attraversare i confini, e sarà importante evitare i luoghi affollati. «E’ vero – prosegue Di Federico – questa situazione potrebbe spingere molte persone verso le valli e i sentieri dell’Appennino e dell’Abruzzo. La gente ha bisogno d’aria e di moto, aprire la montagna in modo indiscriminato potrebbe essere rischioso. Le guide alpine e gli accompagnatori di media montagna sono tra le categorie più colpite dalla chiusura – conclude – In Abruzzo siamo circa 150 professionisti. Se la mia proposta verrà approvata potremmo dare una mano al territorio e a migliaia di potenziali clienti».

Il Servizio del Tg8:

Più completo:
https://www.facebook.com/giampiero.difederico/videos/2928940700474375/

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Proposte per ripartire con l’attività in montagna in Fase 2 ultima modifica: 2020-04-16T05:32:00+02:00 da GognaBlog

352 pensieri su “Proposte per ripartire con l’attività in montagna in Fase 2”

  1. 352
    roberto antonel says:

    i sentieri di montagna non sono tutti uguali e le Regioni alpine non sono tutte uguali.In Friuli Venezia Giulia ad esempio la maggior parte dei sentieri (tranne quelli nelle località cosiddette turistiche) sono selvaggi,impervi e scarsamente frequentati quindi non si vede il motivo per cui si impedisca all’escursionista solitario di andarci,visto che non troverà nessuno se non qualche animale e qualche zecca.In secondo luogo più tempo passa senza andare sui sentieri e più questi si degradano per cui dopo la “riapertura” ci vorrà almeno un mese per saggiarne e ripristinarne la massima efficienza.

  2. 351
    guido says:

    Voglio proprio vedere se ripartiranno gli sport di contatto (calcio,rugby,basket ecc.ecc ) dove si abbracciano, si trattengono, si scontrano di testa faccia a faccia.In quel caso , di quali FANTASMI stiamo parlando in merito alla montagna? Il business e l’economia stanno già prevalendo sull’aspetto sanitario.
    La montagna può ripartire subito ; un sacco a pelo ,una tendina e via….

  3. 350
    Matteo says:

    @Roberto Pasini: secondo me un mix di A+D è fin troppo, sperando che ci sia un numero abnorme di B e trovare così tranquillità ovunque!

  4. 349
    Alberto Benassi says:

    intanto ci sarà una bella scrematura che darà una mano per gli spazi. Gli over60 non ci saranno.Ci riunchideranno in casa perchè siamo fragili, da proteggere…naturalmente senza pensione poi moriremo di fame e di solitudine.Dove non  ci sono  riusciti la Fornero e Monti ci ha pensato il Covid

  5. 348
    guido says:

    Ps.
    La proposta di subordinare la riapertura delle montagne alle guide alpine è inaccettabile per tutti gli escursionisti di montagna.
    Le guide le utilizzino gli inesperti
     
     

  6. 347
    guido says:

    Vado in montagna da una vita per sentieri e raggiungendo cime in solitaria o con amici. In settimana non incontro praticamente nessuno. Portarmi una mascherina nel caso icrociassi qualcuno non è certo un problema. La montagna non è  un problema come i mezzi pubblici o i locali affollati. Diverso il discorso per i rifugi dove serve il distanziamento sociale. Montagna è benessere , aria sana , e grandi spazi. “Non contagiamo le rocce”. La montagna è un rapporto di amore con la natura. Ridateci la montagna !

  7. 346
    Lusa says:

    Nessuno può prevedere ciò che si verificherà nei luoghi prospicienti all’attacco dei sentieri e quanta affluenza si concentrerà.Possibile è (si rimane nel campo delle possibilità) che quando a seguito di eventuali controlli emergessero criticità di eventuali “raduni” poco gestibili, i Sindaci delle varie località potranno emettere ordinanze restrittive quali la chiusura dell’accesso ai sentieri, mulattiere e strade di arroccamento. Se non ricordo male a causa di pericolo valanghe qualche primo cittadino aveva emesso un’ordinanza di chiusura all’accesso alla montagna.
    .

  8. 345
    Lusa Mutti says:

    Nessuno può prevedere ciò che si verificherà nei luoghi prospicienti all’attacco dei sentieri e quanta affluenza si concentrerà.
    Possibile è (si rimane nel campo delle possibilità) che quando a seguito di eventuali controlli emergessero criticità di eventuali “raduni” poco gestibili, i Sindaci delle varie località potranno emettere ordinanze restrittive quali la chiusura dell’accesso ai sentieri, mulattiere e strade di arroccamento. Se non ricordo male a causa di pericolo valanghe qualche primo cittadino aveva emesso un’ordinanza di chiusura all’accesso alla montagna.

  9. 344
    Roberto Pasini says:

    Si potranno prendere tutti i provvedimenti che si vogliono ma quando verranno aperte le gabbie ognuno si troverà di fronte a scelte individuali: A. Se ne fotte rispettando solo formalmente le regole per evitare improbabili sanzioni (difficile il controllo di massa a gabbie aperte o in montagna) B. Continua a seppellirsi nella tana finché passa C. Rispetta con particolare rigorosità le regole sperando che lo facciamo anche gli altri (vedi uso corretto delle mascherine) o rompendo le scatole attivamente a chi incontra, con qualche rischio personale D. Rispetta con buon senso le regole senza crederci troppo e preparandosi all’impatto (a mio parere altamente probabile per molti a gabbie aperte). E. Si trasferisce in un luogo/paese che ottimizzi le sue priorità personali dalla bassa probabilità di contagio,  costi della vita, all’efficienza del sistema sanitario, alla sicurezza.

  10. 343
    Carlo Crovella says:

    @ 341 Non dirlo a me. Ho sempre avuto il pallino della creativita’, ma sono almeno 20 anni che per scelta faccio quasi esclusivamente gite in valloni dove spesso non incontro nessun altro. Per me la creatività è il vero senso dell’andare in montagna. Solo che presuppone il sapersi muovere adeguatamente, che è un concetto completamente diverso dalla performance tecnico-atletica, che è invece il trend dominante. Magari quest’estate ci incontreremo in vetta al Breithorn e saremo noi due da soli quel giorno. Chissa’

  11. 342
    Carlo Crovella says:

    Non prendo in giro nessuno. È la logica conseguenza del permesso per nuclei familiari. Ci deve essere una “certa” separazione fra nucleo e nucleo  altrimenti, come dice Lusa, tanti nuclei familiari uno vicino all’altro possono sommarsi e costituire un “gruppone” ed è quello che le autorità dimostrano di non gradire. Poi, se la distanza giusta fra nucleo e nucleo sia 5 metri opuure 20 m oppure 100 m lo stabiliranno i decreti governativi, non Crovella. Sta di fatto che se sarà così (e le attuali regole tedesche convergo o in tal senso), non si può pensare,  allo stato attuale delle cose, a gite “di amici” per il prossimo futuro. Ciao!

  12. 341
    Enri says:

    @commento 329
    L’idea o l’esempio del Breithorn da Cervinia lo facevo io qualche commento prima. Sono d’accordo sulle stime numeriche fatte da Crovella su quanti passeranno a fare simili sgroppate (per me saranno ancor meno). Questo porterà una riduzione della frequentazione di alcune cime e massicci, ma inevitabilmente aumenterà quella di cime e massicci più accessibili, comunque accessibili anche senza rifugi e funivie, quindi, se le norme ci lasceranno andare in montagna, prevedo simil deserto in alta quota e sovraffollamento in bassa valle (per provare a disegnare una tendenza “sulla carta del salumiere” come si suol dire). Ma a parte questo, io ho fatto questo esempio perchè una montagna solitaria potevamo cercarla e trovarla anche prima. Partire alla 2 di mattina ed andare sul Breithorn da Cervinia si è sempre potuto fare, arrivando in vetta prima di quelli che salgono in funivia. Ed è una cosa stupenda. L’ultima volta che ho fatto cose simili, sono andato Sul Gran Paradiso partendo dal parcheggio di Pont, in piena notte,  sono arrivato ancor prima di coloro che partivano dal Vittorio Emanuele. E la normale del Gran Paradiso è forse l’ascensione più affollata del pianeta. Voglio dire, se in montagna si è un poco, ma poprio un poco creativi, gli spazi di solitudine si trovano. E in qualche modo mi dispiace che saremo costretti a scoprirlo solo ora che in qualche modo gli eventi ci costringono. A me personalmente piace allenarmi nella conca del Breuil, mi piace partire ad ore antelucane ed è uno spettacolo e l’unico affollamento che trovo è quello di stambecchi che non mi lasciano in pace…. Certo, se se parto alle 8 del mattino trovo la jeep che porta su ai rifugi, trovo tutti quelli che un pezzo lo saltano con la funivia, trovo la famiglia che, con tutto il rispetto, parla ad alta voce, con schiamazzi vari dei bambini (tutti ne hanno il diritto) e via discorrendo, ma basta poco per trovare solitudine anche nei posti più affollati e turistici. Se questa estate servirà a farci immaginare un modo un po’ diverso di stare in montagna, disperdendo chi la frequenta anzichè aggregare nei soliti luoghi, ben venga. Senza contare che, come dicevo in precedenza, alcune aree di alcuni massicci (Leggi Monte Bianco, per esempio zona Satelliti) diventeranno di colpo estremamente selvagge ed impegnative senza mezzi di avvicinamento e punti di appoggio. Come sarà una Kuffner da Courmajeur? Ma altre zone tipo Gran Jorassess per esempio sono sempre state meno accessibili. Il Boccalatte spesso è stato anche chiuso. Quindi tutti coloro che in passato hanno frequentato zone diciamo addomesticate dovranno reinventarsi. Coloro invece che già si andavano  a cacciare in posti in cui la distanza dall’ultimo luogo “umano” a volte è decisamente elevata, bene o male saparanno già cosa li aspetta.
    Del resto io ho sempre pensato che non è la vetta il punto più importante di una montagna ma il luogo da cui si parte per salirvi.
     

  13. 340
    Carlo Crovella says:

    Specifico meglio: la significativa distanza (a puro titolo di esempio 100 m) va intesa fra gruppo familiare e successivo  gruppo familiare. Anche in tal caso, evidentemente, sarà tutto demandato al senso di responsabilità individuale. Ciao!

  14. 339
    Andrea Parmeggiani says:

    “Probabilmente verrà previsto l’obbligo di mantenere una significativa distanza, tipo 100.metri,”
    Immagino che tu voglia prendere in giro qualcuno, no?

  15. 338
    Carlo Crovella says:

    Anche io sfruttero’ gli spazi di libertà che consentiranno le regole del prossimo futuro. Ma per me è più agevole,: per indole, da almeno 20 anni faccio gite solitarie o con mia moglie, quindi non cambierà molto per me. L’affermazione riguardava la maggior parte dei frequentatori della montagna, persone che abitualmente prediligono giornate condivise con amici. Inoltre per “gruppi familiari” verrà presumibilmente specificato che si tratterà di stretti nuclei familiari (coniugi più figli conviventi), non di ampi gruppi con nonni, cugini, zii ecc. Per cui i gruppi familiari saranno mediamente di 4 persone (2 genitori+in media 2 figli, salvo eccezioni). Probabilmente verrà previsto l’obbligo di mantenere una significativa distanza, tipo 100.metri, questo per dirimere i dubbi dj Lusa. Certo, tutto è principalmente lasciato al senso di responsabilità individuale. Alla fine si torna sempre li’. Buona serata a tutti!

  16. 337
    Agilulfo says:

    allo stato attuale l’estate 2020 è da considerare “persa” per noi appassionati di montagna

    Ma quando mai.
    Personalmente sto sfruttando al massimo ogni spazio di libertà, e intendo continuare a farlo.

  17. 336
    Paolo Panzeri says:

    In Corea del nord educano il popolo fucilando sul posto che non rispetta le regole emanate.
    Magari qui da noi si può fare meglio, di sicuro per tentativi.

  18. 335
    Roberto Pasini says:

    Nessuna norma potrà mai comprendere tutte le fattispecie. Molto dipenderà dell’etica individuale dei comportamenti. Possiamo solo sperare che la comunità delle terre alte abbia mediamente un po’ di consapevolezza e senso del dovere. Caratteristica del nostro paese è emanare norme astratte che spesso sono di difficile applicazione. Obbligo mascherine. La maggior parte delle mascherine sono monouso e costano 1,5 €. Ci vogliono 30 mascherine al mese per persona. In molte regioni bisogna procurarsele privatamente. Fate i conti quanto dovrebbe spendere una famiglia di 4 persone. Se tutti non sono rigorosi nell’uso (si vede in giro di tutto) servono a poco. Grandi principi e poi scadente pratica quotidiana. Però c’è stato l’esempio abbastanza positivo del divieto di fumo e delle cinture. Quien sabe?

  19. 334
    Lusa Mutti says:

    Per porre un seguito alle mie supposizione:
    Si può uscire solo per andare a fare la spesa come disposizioni dettate con autocertificazioni. Le persone ci vanno a seconda delle proprie esigenze ed orari.
    Se per caso in una cittadina di 10.00 persone ad ogniuno balenasse l’idea di uscire a fare la spesa mettiamo per ipotesi alle ore 9 di mattina per raggiungere un determinato supermercato o 2 o 3. Tutti sono in regola perchè non vi sono orari specifici per uscire e si ritroverebbero tot migliaia di persone fuori casa e se queste decidessero tutte di fare la fila e non tornassero a casa in questo caso (consideriamolo al limite di ogni logico ragionamento, ma pur sempre una possibilità anche se remota) per evitare il caos generato dagli assembramenti come si agirebbe?
    Tutti sono in regola, possono venire sanzionati?
     

  20. 333
    Carlo Crovella says:

    @331 in ogni caso vale il spazio minimo fra individuo e individuo e i singoli gruppi (familiari e non) dovrebbero stare a distanza fra loro. E poi chissà…. magari proprio per evitare situazioni di quel tipo, verrà “legittimato” un controllo governativo di natura informatica. Non da me, ma dalle autorità competenti, che sono principalmente governative (ricordo che, oggi come oggi, trattasi di Governo di centro-sinistra, non un pericoloso governo fascista). Non c’è neppure bisogno di un app specifica. Gli spostamenti dei telefoni cellulari da cella a cella vengono in automatico registrati dai sistemi dei vari operatori. I governanti potrebbero prevedere un algoritmo centralizzato (cioè sommatoria di tutti i vari operatori telefonici), per cui scatta l’allarme quando in una certa località ci saranno più di X cellulari contemporaneamente. In tal caso potrebbe essere immediatamente spedita una pattuglia, magari in elicottero, per disperdere l’assembramento …. e chi può sapere cosa ci riserverà il futuro? Magari faranno un Governo di unità nazionale (con tutti dentro) proprio perché nessun cittadino possa prendersela con la “maggioranza” per le norme imposte. Aspettiamo e vedremo

  21. 332
    Carlo Crovella says:

    Non devi porre queste domande a me, ma alle autorità che stabiliranno le norme. Io non c’entro nulla con l’elaborazione delle leggi (o decreti ministeriali). Non riuscite mai a distinguere fra miei “auspici” e le mie “previsioni” fredde e razionali di quello che potrebbe essere il prossimo futuro, sulla base dell’analisi oggi disponibili. E’ vero che in questo specifico conteso spesso i miei auspici coincidono con le mie previsioni, ma in questi commenti non sto esprimendo i miei desiderata ideologici, bensì quello che  l’analisi oggettiva ci può far presumere. Base di partenza dei ragionamenti: regole illustrate qui sotto circa norme in Germania più discorso del Premier Conte in Parlamento più notizie di oggi sui giornali. Incrociate queste tre cose e vedrete che, più o meno, giungerete anche voi alle stesse conclusioni.

  22. 331
    Lusa Mutti says:

    Esempio pratico: Escursioni al Forato e al Procino. Una Domenica qualsiasi.
    Io decido di andare al Forato e raggiungo con la mia famiglia Stazzema. Parcheggio in Loc. La croce. Nel frattempo arriva il Benassi e la sua famiglia. Poi il Benedetti con la sua. Poi il Viti con la sua. Poi altri. Che quella mattina hanno avuto l’idea con la mia e casualmente si trovassero lì. Poi durante le ore consecutive ininterrottamente arrivassero altre famiglie. Chi potrebbe limitare questo?
    E poi:  Altre famiglie che partissero seguendo la modalità casuale sopra esposta dal Matanna e altre famiglie da Pomezzana. In poche parole tutta la zona si affollasse di centinaia di persone sui suddetti?
    E’ fattibile e qui arriva il punto in tutto il territorio nazionale controllare ogni accesso ad ogni sentiero?
    Ed anche se si applicasse il tracciamento e le persone rispettassero le norme distanziatorie chi prevederebbe un’affluenza nei suddetti punti?

  23. 330
    Lusa Mutti says:

    Crovella: Nel caso in cui in un piazzale di montagna si trovassero casualmente più famiglie che una mattina avessero deciso di andare a fare un’escursione in montagna imboccando eventuali vari sentieri rispettando tutte le normative cosa accadrebbe? E considerando che nel solito punto di partenza, durante la giornata arrivassero altre famiglie?
     
     

  24. 329
    Carlo Crovella says:

    “Non c’è rosa senza spine”. Volete vivere in una comunità nazionale sicura ed evoluta (anche sul piano tecnologico)? Bene, occorre pagare implicitamente il prezzo di essere controllati: probabilmente lo eravamo già ai tempi dei dossier cartacei (solo chi conosce gli archivi del Viminale potrebbe confermarlo, ma iop penso proprio di sì), a maggior ragione adesso che siamo in un un mondo tecnologico. Non vi va di esser controllarti? Bene, ritiratevi in una baita alpina fuori dal mondo oppure trasferitevi in paesi tecnologicamente arretrati tipo Sud America o Africa sub-sahariana, ammesso che esistano ancora. Cmq i controlli tecnologici c’erano già anche prima del virus, volenti o nolenti. Tutto il grande tema dei BIG DATA si fonda sulla mappatura informatica. Per ora, almeno ufficialmente, è anonima… ma, insomma, a un numero telefonico (o a un indirizzo IP) corrisponde un nome e cognome… La prossima svolta, che potrebbe essere “legittimata” dalle autorità con l’esigenza di sicurezza pubblica sul piano sanitario, sarà rendere facilmente visibile la corrispondenza numero-nome (oggi la può chiedere solo un magistrato). Accadrà o non accadrà? e chi può dirlo, ora? Dipende da moltissime variabile che sono ancora sconosciute e solo marginalmente riguardano la montagna. Per esempio se nei prossimi mesi ci sarà una recrudescenza epidemica (la cosiddetta seconda ondata,  o magari a fine anno anche una terza ondata) io mi aspetto che l’app IMMUNI verrò resa obbligatoria.  Non sto dicendo che me lo auguro, sto dicendo che mi aspetto che le autorità agiranno in tal senso. Tecnicamente è molto semplice: verrà immessa da remoto in ogni device. Ma non per gli alpinisti, per tutti!

    Torniamo invece della probabilità di fare gite o arrampicate nell’estate 2020. Se le scarne indicazioni provenienti dalla Germania saranno recepite anche in Italia è facile comprendere che tale regole saranno “spiacevoli” per la stragrande maggioranza dei (passati) frequentatori. Chi invece ama una montagna solitaria, paradossalmente, si troverà maggiormente a suo agio. Riprendo un commento altrui dei gg scorsi (non ricordo il numero): fare il Bretihorn a piedi da Cervinia (impianti chiusi), dormendo in tenda al Plateau Rosà (rifugi chiusi). Che bellezza!  Quanti lo faranno? A naso 10 persone (forse anche meno) al giorno per ogni giorno estivo. Nelle ultime estati, con funivie in azione e/o rifugi aperti, quanta gente arrivava in punta al Breithorn ogni giorno? Diciamo un numero a caso: 100 al giorno (non credo di esser molto distante dalla realtà). Le giornate della stagione estiva (metà giugno-metà settembre) sono 120, riduciamole a 100 perchè si perde qualche g per brutto tempo ecc. Negli anni scorsi: 100 persone al g X 100 gg = 10.000 persone in vetta al Breithorn ogni estate. Nell’estate 2020 (e, chissà, forse anche nelle prossime): 10 persone al g X 100 gg= 1.000 persone a stagione.

    Si farà il TOR quest’anno? L’anno scorso 1.000 partecipanti. Non credo proprio, almeno per il 2020, a meno di cambiare completamente formula… ma non mi viene in mente un’alternativa immediata (per competizioni di quel genere).
    ——–
    Si faranno gite sociali, uscite di Scuole Cai, gite di gruppo organizzate da professionisti vari? Allo stato attuale (vedi regole tedesche) direi di no. Si faranno uscite in cordata a due guida-cliente? Teoricamente forse sì, ma se verrà confermato l’obbligo (proprio ieri e oggi divulgato) di distanza minima ampliata a 2 m nelle attività all’aria aperta… mmm…non vedo come sia compatibile con le vicinanza umana in sosta ecc (cmq anche 1 metro non è compatibile)… insomma allo stato attuale l’estate 2020 è da considerare “persa” per noi appassionati di montagna. Prepariamoci per la prossima, se va bene. Per vicende personali già in passato la vita mi ha insegnato a saper aspettare. Che l’epidemia lasci questo insegnamento a tutti. Ciao!

  25. 328
    lorenzo merlo says:

    App ragionamenti dalla saga del passo alla volta.
    https://www.youtube.com/watch?v=EErPz4l1rcg

  26. 327
    Riva Guido says:

    Alcune volte ripetere giova. Il popolo italiano è stato sapientemente educato a campare nutrendosi di aggiramenti di leggi e divieti. E quando uno ha la panza piena se ne fotte di tutto e di tutti e niente più lo riguarda e i manovratori possono continuare ad agire indisturbati. Delinquere non è un diritto e tanto meno un dovere! Chi tollera l’illegalità è perchè ci convive e di certo non perchè fa il poliziotto.

  27. 326
    Roberto Pasini says:

    Caro Andrea, un altro mio compagnuccio di corda fa l’avvocato del lavoro di parte sindacale. Ogni tanto litighiamo su alcuni casi che mi racconta di aver vinto con successo a favore di persone che io avrei preso a pedate nel sedere. Per spiegarmi come funziona il sistema del diritto in un paese democratico mi ha convinto a leggere i libri di Carofiglio, come sai un ex magistrato. Ho imparato di più su come funziona, nel bene e nel male, il sistema e sul significato di alcune leggi e procedure leggendo i suoi romanzi che non studiando i manuali di diritto. 

  28. 325
    Alberto Benassi says:

    le bugie sono una cosa , gli inganni un’altra.
    Come ben dice Sepulveda nel suo diario di viaggio  “Patagonia Express”
    e qui qualcuno ci sta ingannando

  29. 324
    lorenzo merlo says:

    Ma quello che fa testo è la questione del passo alla volta.
    Guarda un passo alla volta dove siamo arrivati a concieare il mondo, le strade, i paesaggi.
    Guarda come ci siamo abituati alla tecnologia credendo fosse un bene e ora ne dipendiamo in crescendo.
    Alle medicine.
    Ai succedanei del cibo.
    Alla morale.

  30. 323
    Andrea Parmeggiani says:

    Io non ho detto di essere senza peccato… 
    Ma credo che le leggi sulla privacy che sono state fatte, nel modo in cui vengono applicate e possono essere aggirate, servono veramente a poco a chi si comporta bene, e servono invece tanto a chi è abituato a comportarsi male 

  31. 322
    Roberto Pasini says:

    Andrea tutti siamo un po’ “delinquenti”. Non ci sono santi senza peccati, come numerose biografie ci hanno rivelato e come ci insegna l’esperienza della vita, se ne abbiamo un po’. Un mio compagno di cordata, psico/analista ortodosso, Giovanni Stella ha scritto un bel libro sul ruolo sociale della bugia ispirandosi ad un film con Schwarzenegger “True Lies”. Senza bugie la vita sociale sarebbe un inferno. I più pericolosi sono proprio quelli che negano la nostra complessa natura e pretendono di essere totalmente puri e senza peccato: di solito diventano persecutori inflessibili. È un profilo di personalità ben noto a chi si occupa di clinica.

  32. 321
    Alberto Benassi says:

    io sono del 50% NO!
    che se la mettano sai dove ….così gli traccia la flatulenza e la  regolarità intestinale.

  33. 320
    Andrea Parmeggiani says:

    @Roberto
    I delinquenti sono sicuramente d’accordo con te. 

  34. 319
    Lusa Mutti says:

    Interessante apprendere da alcuni sondaggi riguardo l’applicazione dell’app italiana “IMMUNI” per il tracciamento del contagio del coronavirus. Ad oggi la percentuale dei favorevoli e contrari si equivale. Circa 50% i SI e il 50% i NO.
     

  35. 318
    Roberto Pasini says:

    A chi dice che i temi della privacy sono cazzate consiglio la visione del film Perfetti Sconosciuti. Non c’è bisogno di pensare a grandi peccati. Tutti facciamo piccoli peccatucci, abbiamo piccoli segreti, la vita è piena di innocenti bugie. Alcune cose esposte al pubblico e fuori dal loro contesto potrebbero essere motivo di imbarazzo. Cosa che non capiscono spesso i ragazzi, ma anche gli adulti, come abbiamo commentato a proposito della sciocca gogliardata dei due del soccorso alpino. Quindi sarebbe meglio che il nostro telefono rimanesse protetto, ma purtroppo questa è una pia illusione, anche per chi lo usa pochissimo. Era così comunque anche in epoca analogica, almeno in certi paesi. Anche qui cito un film La vita degli altri. Sulla DDR dove si facevano legalmente cose che in altri paesi si facevano illegalmente. Quando c’è di mezzo la sicurezza nazionale non c’è Santo che tenga.

  36. 317
    Matteo says:

    Beh, Carlo, poco da dire se non invitarti a leggere il post #iostoacasa

  37. 316
    Carlo Crovella says:

    Per quanto riguarda il tema dell’articolo, ribadisco che state facendo i conti senza l’oste, che saranno le disposizioni delle autorità. Non solo “quando”, ma soprattutto “come” si potrà praticare attività sportive in montagna. Se i protocolli applicativi saranno molto “severi” (mascherine e guanti chirurgici sempre indossati, distanze di sicurezza non riducibili, pannelli in plexiglass, app e altre modalità esplicite e obbligatorie di controllo ecc ecc ecc) può darsi che ci sia un formale permesso di fare gite ma che le condizioni non le rendano “piacevoli”. Mi ricordo uno slogan pubblicitario della Lavazza di qualche anno fa: IL CAFFE’ E’ UN PIACERE, SE NON E’ BUONO CHE PIACERE E’?. La valutazione della “piacevolezza” delle gite in quel contesto sarà molto soggettiva, così come sarà soggettiva la decisione o meno di violare le norme in vigore. Per quel che riguarda me, se le eventuali norme non saranno di mio gradimento, eviterò di andare in montagna finchè resteranno in vigore. Grazie a Dio ho tantissimi interessi, sportivi-culturali-professionali, per cui non mi annoierò di certo, così come non mi sono annoiato per nulla in questi ormai due mesi di restrizione. Buona giornata!

  38. 315
    Carlo Crovella says:

    @310 Rispondo solo perchè mi è stata posta una specifica domanda: la mia affermazione aveva un tono sarcastico per tutti quegli esseri umani (ormai il 99%) che in nome delle cose belle fattibili con la tecnologia sono esposti alle violazioni e ai controlli. Non escludo che, magari a fronte di una seconda ondata dell’epidemia, si arrivi a legittimare il controllo diretto (oggi possibile, come precisato da qualcuno, solo dopo intervento di un magistrato). Io non ho nessun timore: primo perchè non ho motivo (non violo regole e quindi non ho motivo di essere sanzionato). Secondo perchè non uso quasi il cellulare: faccio se va bene tre telefonate a settimana, non vado sui social, non chatto se non per spicciole questioni quotidiane con mogli e figli. In città esco sempre senza cellulare, se non per incontri di lavoro. In montagna se lo porto (in genere la metà delle volte) sta spento nella patta dello zaino: serve solo in caso di emergenza. vivo così perchè mi piace, non perchè mi obbligano. Ma se vivessimo tutti così, avremmo una vita migliore a cominciare dal pianeta  (l’esigenza di silicio ha comportato lo sbancamento di intere colline).  I siti dei quotidiani e questo blog li leggo solo dal pc, molto molto raramente dal telefono (es se sono in vacanza).

  39. 314
    Roberto Pasini says:

    Andrea..mai dire mai. Bisogna sempre essere pronti. Magari sfuggire all’investigatore privato assunto dalla moglie. Un colpo di stato… ci siamo andati vicini in passato. A volte la storia riserva sorprese. Mio padre, ufficiale della Regia Marina, addetto alle trasmissioni, divenne un mago dell’illegalita’ durante la guerra partigiana. Tutto può succedere. Il virus ci ha insegnato che non ci sono riposanti certezze. 😇😇

  40. 313
    Andrea Parmeggiani says:

    A me non frega assolutamente niente se qualcuno mi traccia.. che facciano pure. 
    Credo che chi non voglia farsi tracciare ha qualcosa da nascondere… E per la “privacy” negli ultimi anni sono state fatte cose abominevoli.

  41. 312
    Andrea Parmeggiani says:

    @Roberto
    Guarda che non sono stolto. Ho capito benissimo… E perchè avresti motivo di non doverti fare tracciare?

  42. 311
    Roberto Pasini says:

    Sveglia Andrea. Quando non vuoi farti tracciare. Anche tu impara dai “maestri”: da entrambe le sponde della legge ti possono insegnare molto: Adattamento Attivo. Tutti i sistemi hanno buchi, in particolare in Italia. È una scelta etica individuale utilizzare o no questi spazi intermedi tra legalità e illegalità. È per questo che da soli centinaia di provvedimenti restrittivi non servono: devi convincere le persone, se manca l’ethos le persone trovano sempre il modo di scappare come nel fumetto dello struzzo e il coyote. Il problema non sono leggi e gendarmi ma l’autorevolezza e il consenso che ne deriva. Lo sanno bene tutte le dittature, dove non a caso convivono spesso repressione e corruzione diffusa. 

  43. 310
    Matteo says:

     
    @Riva Guido: “e voi?” Beh appena sarà possibile spostarsi tra i comuni io andrò ad arrampicare, coartando moglie e figlia (che vedo belle compresse anche loro) o chiunque voglia venire…partendo dal 5a temo, vista la reclusione e la mia totale riluttanza all’allenamento! Oppure andrò da solo in uno dei tanti luoghi che mi mancano da vedere.
     
    @Carlo Crovella: La drammaticità etica di questa epidemia è che offre un pretesto plausibile (il futuro controllo della salute pubblica) per operazioni di controllo comr non abbiamo mai immaginato.” Sia detto senza alcuna intenzione polemica, ma non ti pare che le tue tanto rivendicate virtù sabaude del pessimismo e dell’acquiescenza a qualunque decisione dell’autorità, siano un gran bell’aiuto  e un incentico in questa deprecabile direzione?
     
    @Riva Guido: consiglio di leggere la voce “sarcasmo” sulla Treccani; eventualmente anche qui http://www.treccani.it/vocabolario/sarcasmo/
     

  44. 309
    Andrea Parmeggiani says:

    https://www.corriere.it/cronache/20_aprile_21/coronavirus-valle-d-aosta-protesta-magistrati-passeggiare-non-illegale-37b6f9dc-83fd-11ea-ba93-4507318dbf14.shtml
    Era ora
    “Benassi, non hai visto Gomorra. Si toglie batteria e sim. ”
    E allora che lo compri a fare?
     

  45. 308
    Roberto Pasini says:

    Grande è il disordine sotto il cielo diceva il presidente Mao. Protesta di un gruppo di magistrati della Valle d’Aosta contro i divieti alle passeggiate. Articolo di Cremonesi sul Corriere di oggi.
     
    https://www.corriere.it/cronache/20_aprile_21/coronavirus-valle-d-aosta-protesta-magistrati-passeggiare-non-illegale-37b6f9dc-83fd-11ea-ba93-4507318dbf14.shtml

  46. 307
    Roberto Pasini says:

    Lorenzo, gli americani ricicciano per i loro pretoriani formule antiche. È la forza degli imperi: spietati, semplici e saccheggiatori. 
    Benassi, non hai visto Gomorra. Si toglie batteria e sim. In caso di emergenza si usa un satellitare difficilmente rintracciabile (650€ + 50 di prepagata). Si trovano sempre “buoni” maestri. Siamo in Italia, abbiamo delle eccellenze in proposito una volta concentrate in alcune zone ma ormai diffuse sul tutto il territorio, persino nelle regioni alpine.
    Crovella, al mercato di Pinerolo ( sede dei Lancieri di Pinerolo di cui fu ufficiale Gianni Agnelli) rivolta vociante contro le restrizioni: o tempora , o mores !!
    A proposito di vecchi da rinchiudere suggerisco di vedere la performance dei Rolling Stone, qualche giorno fa al Live Aid 2020. Siamo sicuri che gli eccessi fanno male? 

  47. 306
    Paolo Panzeri says:

    Il controllo da decenni è già previsto, disponibile e utilizzato.
     
    I cip sottopelle e altri strumenti non sono necessari per controllarci, possono solo essere una nostra comodità se riuscissimo a superare il problema della interfaccia visiva e tattile, le pariti che occupano più spazio.
     
    Quando è nato il telefonino per la massa non è stata accettata la criptatura personale, solo quella del fornitore del servizio telefonico, in più il fornitore deve archiviare tutto per 10 anni.
     
    L’unica nostra garanzia di “privacy” è che i dati registrati e archiviati possano essere letti solo su mandato di un giudice.
     
    Noticina … a causa della privacy non si può fare la localizzazione col telefonino per essere soccorsi, ci vorrebbe sempre un giudice e allora noi scavalchiamo privacy e giudice usando delle app, quindi diamo una nuova e semplice maniera per controllarci … 🙂 
     
    La soluzione per evitare di essere controllati è semplice: non dovremmo accedere a ciò che “gira” telefonicamente, cioè tutto, anche la casa intelligente, o la tv, o l’automobile, ma anche questo blog  🙂 …. tutto il mondo digitale è controllabile, registrabile e archiviabile.
     
    Dovremmo tornare a scrivere lettere e andare a trovare le persone per parlare con loro.
     
    Non c’è da preoccuparsi: non siamo più capaci di vivere senza farci controllare 🙂 … di questo non dobbiamo accusare altre menti, solo la nostra. 🙂

  48. 305
  49. 304
    GognaBlog says:

    La Germania, pur tendendo ancora chiuse le strutture sportive (sia indoor che outdoor), ha riaperto alla scalata in falesia e in montagna. Queste sono le scarne indicazioni:
    “In Germania le rocce non sono strutture sportive nel senso della legge, ma appartengono agli spazi aperti e alle foreste. Quindi è permesso frequentarle.
    Sono ammessi lo sport e l’esercizio fisico all’aria aperta, anche l’arrampicata, il bouldering, le escursioni a piedi e in bicicletta. Sono consentite attività sportive con i membri della propria famiglia o con al massimo un’altra persona non appartenente alla propria famiglia.
    In quest’ultimo caso deve essere mantenuta la distanza minima di 1,5 metri.
    È assolutamente vietata la formazione di gruppi”.

  50. 303
    Alberto Benassi says:

    La drammaticità etica di questa epidemia è che offre un pretesto plausibile (il futuro controllo della salute pubblica) per operazioni di controllo comr non abbiamo mai immaginato. Questo è il vero problema sociopolitico del futuro, non se si potra’ o meno arrampicare e a quali condizioni. Ciao!

    Appunto Crovella.
    e te dall’alto del tuo rispetto sabaudo delle leggi, perchè cosi sei stato educato, che fai? Te ne  stai tranquillo e sereno ad aspettare  che ti mettano il chip?

  51. 302
    lorenzo merlo says:

    …in generale io applicherei […]; Riconosci la situazione,  Accettala, Adattati alle condizioni, Agisci, Valuta.
    Personalmente stringerei – stringo – a quanto sopra.
    Vitanaturaldurante.
    Non Virusnaturaldurante.
    [Senza nulla togliere al corpo speciale, la formula è anziana di millenni].

  52. 301
    Alberto Benassi says:

    e adattarsi in modo attivo e non passivo

    voglio vedere come ti adatterai quanto ti avranno messo UP o braccialetto…

  53. 300
    Roberto Pasini says:

    L’opinione di Anna Torretta.
    https://www.facebook.com/317843921351/posts/10157988321471352/?d=n
    La regola ovvia ma sempre utile dei Navy Seals io pensavo di applicarla non alla montagna ma alla situazione Covid 19: in particolare mi ha ricordato che per sopravvivere bisogna accettare la situazione (regole non sempre lineari comprese) e adattarsi in modo attivo e non passivo, senza sprecare energie a lamentarsi o pensare che poteva andare diversamente.

  54. 299
    Alberto Benassi says:

    Esperienza ed istinto non qualche protocollo o procedura  di comportamento scritta su un foglio

  55. 298
    Alberto Benassi says:

    Riconosci la situazione,  Accettala, Adattati alle condizioni, Agisci, Valuta.

    Nulla di nuovo. Sono regole che in montagna dovrebbero essere sempre applicate. Ma si impara ad applicarle un pò con l’esperienza e un po con l’istinto. 

  56. 297
    Roberto Pasini says:

    Caro Enry, voglio seguire il tuo stimolo e faccio outing. Esplicito il mio programmino provvisorio in 5 punti di ritorno ai monti per i prossimi mesi. Mi piacerebbe ricevere i tuoi consigli o di altri. Quindi per favore astenersi perditempo e litigiosi. Premetto che è un programma di un alpinista e di un corridore “merendero” di età abbastanza elevata. Per altre fasce valgono sicuramente linee diverse. In particolare i professionisti o chi opera sul fronte competitivo. 1. Appena possibile fare il test sierologico. Se si potrà fare con canali ufficiali bene, altrimenti ricorrere a canali alternativi privati (internet o altro). Anche se il test non è affidabile al 100% può dare indicazioni. Due anni fa mi ero impestato di zecche. Per precauzione ho fatto il test ed è risultato che avevo gli anticorpi “antichi”quindi vuol dire che anche se non mi ero accorto ero stato esposto al virus del Lime. Test non sicuro ma mi ha tranquillizzato. Ho speso privatamente 40€, ben spesi. Anche i miei due compagnucci abituali cercheranno di farlo e applicheremo il principio “poca brigata vita beata”               2.Ridurre il rischio. Scegliere itinerari a livello più basso del solito, possibilmente plaisir e con pochi rischi oggettivi. Questo vale anche per il trail running: itinerari più corti e meno complessi, con possibilità di exit non troppo complicate in caso di bisogno. Se arrampicare non sarà possibile perché troppo incasinato, dedicarsi alla fascia intermedia tra escursionismo e climbing. Ci sono un sacco di cose interessanti da fare. un ritorno alle esperienze giovanili pre climbing.                                             3. Ridurre gli spostamenti e scegliere itinerari secondari e poco frequentati.                                             4. Essere autonomi come cibo e pernottamento. Esistono oggi attrezzature superleggere che con un investimento non eccessivo consentono di ridurre gli sforzi entro limiti accettabili anche per chi non è più nel pieno delle sue risorse.          5. Adottare un programma che ho chiamato come sugli aerei “Prepararsi all’impatto”. Penso che la probabilità di essere esposti al virus prima o poi sia elevata, quindi farsi trovare preparati e poi vada come vada. Quindi: curare l’alimentazione, appena possibile e non rischioso verificare le condizioni generali di salute, migliorare la capacità aerobica. Per mantenere alta la motivazione e darsi anche qualche obiettivo sfidante (avendo deciso di ridurre la sfida in ambiente) applicare un programma di allenamento sistematico. In rete ci sono un sacco di programmi, alcuni gratis altri a pagamento. A me piacciono quelli di Uphill Athlete. Io ho comprato il programma di 16 settimane “Via Valeis” che prepara per fare un itinerario meraviglioso di running di più giorni in Svizzera, È impegnativo, mi fa sognare e può essere applicato anche se la mobilità sarà limitata al proprio comune o regione. Ovviamente bisogna vedere cosa succederà a livello di regole, ma in generale io applicherei il metodo di un famoso corpo militare per la gestione delle missioni sul terreno; Riconosci la situazione,  Accettala, Adattati alle condizioni, Agisci, Valuta. Grazie per i consigli che vorrai darmi.

  57. 296
    Alberto Benassi says:

    Infatti Fabio ci sta benissimo che qualcuno s’incazzi soprattutto con qualche rappresentante delle forze dell’ordine che fa lo sceriffo.
    Adesso tutta questa polizia a controllarci come fossimo tutti delinquenti. Ma prima dov’ era ? 
    Ho sempre sentito dire che non c’erano risorse sufficienti per mezzi e uomini.
    Adesso invece anche i droni

  58. 295
    Lusa Mutti says:

    enry (290)
    Da parte mia riprenderò con la pratica speleo. E’ curioso come anni fa un amico di Firenze vi è rimasto in una sala per 15 gg cibandosi con un sacco di arance che aveva portato con se ed aveva passato il tempo a dilettarsi a dipingere una parete).

  59. 294
    grazia says:

    Prof. Aristogitone, 
    spegni la televisione!!!

  60. 293
    Carlo Crovella says:

    E chi ha detto che lo stato ha sempre ragione? Sto dicendo che, ora come ora, non sappiamo minimamrnte quale sarà la modalità di vits del futuro, non solo per l’estate 2020 ma magari per i prossimi anni se non addirittura per sempre. Siamo di fronte a una rivoluzione epocale per cui gli standard di 3 mesi fa (gennaio, prima della epidemia in Italia) potrebbero essere un ricordo irreversibile. Io mi aspetto anche le evoluzioni più imprevedibili, non escludo situazioni “pazzesche” come quella, “provocatoria”, dei cloni+braccialetti (o app obbligatorie ecc). A metà anni ’90 pubblicai su Alp un racconto intitolato Climbomat che è una crasi fra climbing e bancomat. In soldoni alla base delle montagne si apre un pannello e appare uno sportello tipo bancomat. Infilando la propria card personsle e obblugatoria pet ogni cittadino, una card tipo tesserino sanitario, ci di collega alla mega banca dati centrale che “monitora” tutto ciò che facciamo non solo in montagna, ma anche in montagna: prenotazioni per fare le vie, vie fatte e ome le si fa ecc ecc ecc. In pratica 25 anni fa avevo preconizzato un grande fratello della montagna. Immaginavo un simil circuito bancomat come veicolo tecnologico di collegamento perché internet non rta forse neppure diffuso e i cellulari erano dei macigni da mezzo chilo. Oggi la realtà mette a disposizione smartphone, app, droni, braccialetti (non sganciabili), magari cip obbligatoriamentr inseriti sotto cute a tutti i cittadini qusnfo nascono. La drammaticità etica di questa epidemia è che offre un pretesto plausibile (il futuro controllo della salute pubblica) per operazioni di controllo comr non abbiamo mai immaginato. Questo è il vero problema sociopolitico del futuro, non se si potra’ o meno arrampicare e a quali condizioni. Ciao!

  61. 292
    Prof. Aristogitone says:

    Sul finire del 1800 si pensava che le grandi città venissero seppellite dagli escrementi dei cavalli e si studiavano misure per prevenire tale disgrazia.
    Nel mentre venne inventata l’automobile.
    Magari troveranno il vaccino.

  62. 291
    Fabio Bertoncelli says:

    Alberto, esiste anche la possibilità che, prima o poi, sia qualcuno del popolo, esasperato, a sparare.

  63. 290
    enri says:

    E voi?
    possiamo per una volta parlare di come immaginiamo di tornare pa’ fuori, evitando di essere il seguito della conferenza stampa della protezione civile o uno dei tanti ed inutili talk show?? 

  64. 289
    Enri says:

    Io per gli allenamenti di resistenza non cambiero’ programma. Ore 5 Cervinia, freddo pungente anche in estate e via verso Cima Furggenn o Colle del Leone. 1500 mt di dislivello, zaino con qualche bottigoia d’acqua da svuotare in cima, tanto per restare un vecchietto di mezza eta’ in forma. Solitudine totale. Di solito trovo stambecchi prima del Sasso dello Zucchero. Nessun altro. Poi faremo il Breithorn da Cervinia e magari anche di piu’. Sarebbe bellissimo. Se ci vieteranno di spostarci fra regioni ( per me da Liguria a Valle D’Aosta) trovero’ un modo, troveremo un modo. Eticamente e in coscienza il divieto sara’ ingiustificato. Per il resto mi sto massacrando di pannello in garage a livello del mare. Non potendo nemmeno raggiungere Finale. Mi piacerebbe rifare una via al Grand Capucin con partenza a piedi da Courmajeur, notte in tenda al col Flambeaux… non ho piu’ il fisico, soprattutto non ho piu’ i tendini. Questo mi fa ritogliere per l’ennesima volta il cappello a Kilian a Ueli ed a tutti quelli che per andare in cima al Bianco non hanno bisogno di funivie ne’ rifugi. Giu’ il cappello, anche se sono cannibali…

  65. 288
    Alberto Benassi says:

    Crovella lo stato non ha sempre ragione.
    Esiste anche il diritto di protesta.
    Se la gente scenderà in  strada a  protestare che faranno  la mitraglieranno con i droni?
     

  66. 287
    Fabio Bertoncelli says:

    Ora però al potere ci sono gli integerrimi Cinque Stelle e il democratico Partito Democratico. Rivolgersi a loro, non a Bava Beccaris.

  67. 286
    Lusa Mutti says:

    Ragazzi state attenti a non appoggiare i braccialetti sul vostri cesti della merenda perchè se ve li ruba l’orso Yoghi e Bubu il drone non ci capisce più una mazza.

  68. 285
    Riva Guido says:

    @Matteo al 280. Le chiacchiere stanno a zero! Di fatto i paracarristi (orientalisti) stanno dimostrando con i fatti di saper gestire con ottimi risultati l’emergenza CV rispetto a centralisti e occidentalisti. Benché l’esperienza non sia trasmissibile, nelle prossime disposizioni Giuseppì dovrà tenerne conto.

  69. 284
    Lusa Mutti says:

    Crovella per quanto riguarda l’innescare degli “assembramenti” quel certo Bava Beccaris di sabauda memoria a te tanto cara saprebbe come risolverli. All’epoca gli e stata data anche una medaglia e una promozione dal suo mandante.

  70. 283
    Carlo Crovella says:

    Pero’ se le autorità stabiliranno così…dura lex, sede lex. Poi ciascuno deciderà se violare o meno. Attenzione però che la tecnologia che voi tanto amate (mentre io la detesto da sempre) potrebbe consentire modalità di controllo da fantascienza che potrebbero lasciare pochi spazi di manovra anche in montagna. Alcuni esempi? Droni dei carabinieri che battono regolarmente il territorio (comprese le pareti)+obbligo di braccialetti elettronici che dialogano con i droni e trasmettono i dati anagrafici individuali=se il drone vi vede troppo vicini al vostro socio in sosta siete bel che individuati. La sanzione (o a quel punto addirittura la denuncia?  E chi lo da? Dipende da cosa decideranno le autorità) vi arriverà direttamente a casa. Una specie di autovelox applicato alla montagna. Vi fa ridere? Mah… io prima di ridere aspetterei a vedere cosa si inventeranno, perché non escludo un clima da grande fratello non solo nei prossimi mesi ma anche nei prossimi anni. Ciao!

  71. 282
    Andrea Parmeggiani says:

    “Chi invece frequenterà itinerari molto gettonati o con necessità di legarsi in cordata (es per arrampicare o su ghiacciaio ecc)  dovrà tener conto di tale problematica.”
    Io personalmente ABORRO anche solo l’idea che si debbano considerare tali misure per una gita in montagna. Cosi’ come mi sembra abominevole la proposta che è stata fatta da qualcuno che propone dei distanziamenti in plexiglass nelle spiagge. Roba da internamento in ospedale psichiatrico solo per averlo pensato

  72. 281
    Carlo Crovella says:

    @ 260: per “Più montagna per pochi” rinvio a precedenti dibattiti su questo blog, mi pare a ottobre 2019 e gennaio 2020
     
    @261: sulle misure prospettiche in montagna allo stato attuale non sappiamo nulla, ma certo che non verrà facilitata ogni tipologia di attività che possa anche alla lontana innescare degli “assembramenti” (quindi gite sociali, combriccole numerose, uscite di gruppo con professionisti ecc). Per estensione potrebbe anche essere vietato arrampicare in cordata, perché la cordata presuppone dei momenti di stretta vicinanza fra i due soci (es soste, specie se scomode e ristrette), incompatibili con gli ipotetici obblighi di rispettare ampie distanze minime fra individui.
     
    @ 272: non ho detto che tengo distanze di sicurezza in montagna con mis moglie. Ci mancherebbe! Ho detto che se anche camminiamo a 50 m di distanza non ci viene il batticuore. Siccome io da circa 20 anni faccio principalmente gite da solo o con mia moglie (molto raramente c’è anche mia figlia), privilegiando valloni isolati dove spesso non incontro nessun altro, non avrò problemi in futuro a tenere le eventuali distanze di sicurezza che magari saranno obbligatorie. Chi invece frequenterà itinerari molto gettonati o con necessità di legarsi in cordata (es per arrampicare o su ghiacciaio ecc)  dovrà tener conto di tale problematica.
     
    In conclusione ripropongo il concetto generale: lo stato attuale non dappiamo che regime regolamentatorio (tra l’altro molto diverso fase per fase) ci sarà e quindi aspettiamo a vedere che regole verranno elaborate e poi ciascuno si regolerà di conseguenza. Buona serata!

  73. 280
    Matteo says:

    “io mi auspico che venga reintrodotto obbligatoriamente anche l’uso dei pantaloni alla zuava in velluto”
    Riva Guido, guarda che il velluto a coste da rammolliti e gravemente sospetto di deviazionismo di sinistra, essendo adottato da quei decadenti esteti arrampicatori di paracarri dei dolomitisti.
    Nelle vere Alpi, ove la lotta è reale e fondamento e misura del bene, i pantaloni all azuava devono essere in doppia lana cardata e tessuta a principe di Galles di colore grigio.
    Come massima licenza (e solo per chi abbia adeguatamente meritato sul campo) possono essere tollerate toppe in camoscio sul derriére.

  74. 279
    Andrea Parmeggiani says:

    @Alberto Benassi
    Detto in modo brutale  ma diretto come al tuo solito… Ma giusto.

  75. 278
    Alberto Benassi says:

    sono  sempre andato in montagna a fare il mio alpinismo , facendo solitarie, aprendo vie nuove, d’estate e d’inverno,  facendo l’istruttore ai corsi, con spirito di libertà.
    Adesso qualcuno dice, forse ordina,  che bisogna attenersi ad una sterile (del resto c’è il virus)  PROCEDURA.
    Le solitarie no perchè troppo pericolose, ma anche in più di due non va bene, le invernali idem, vie nuove non se ne parla perchè il terreno nuovo è troppo rischioso.
    Ma anche la corda, da sempre importante simbolo di condivisione, di solidarietà tra le persone, verrà invece   vista  come strumento di diffidenza  verso il proprio compagno.
    Sinceramente questo è veramente triste e personalmente non credo che potrò rispettare queste regole.
    Arrestatemi pure.

  76. 277
    Giacomo Govi says:

    @Lusa vero, ma io la leggerei cosi’:   puoi andare in gruppi liberi di due persone ( ! ). Deroghe per le famiglie. Per le guide, sarebbero limitati ad un cliente. Rifugi e’ tutt’altro discorso. Dipende se ristoranti/bar/alberghi verranno riaperti…

  77. 276
    Lusa Mutti says:

    Anche perchè:
    NON dicono nulla delle Guide Alpine e dei vari Accompagnatori/guide.
    NON dicono nulla dei Rifugi e circa modalità di apertura.
    Insomma tutto verte semplicemente su una frequentazione esclusivamente familiare con solo un eventuale estraneo/estranea aggiunto (insomma una famiglia allargata).
     

  78. 275
    grazia says:

    Bambén (pronunciato come Abatantuono in “Marrakech Express 🙂 ), Hitler quanto il suo compare Mussolini e ogni politico che si rispetti non sarebbero andati molto lontano senza lo stuolo di servitori, tirapiedi e portaborse.
    Così come è poco produttivo dar voce a commenti insensati e poco coerenti, sarebbe ideale non alimentare il possibile scenario offerto dai nostri governanti.
    In montagna sì, ma senza maschere e distanze. 
    In montagna sì, per sostenere l’economia delle Terre Alte – magari da raggiungere quanto più possibile a piedi e non con il favore di camionette e fuoristrada (stile Etna, anche se lei dimostra che sa difendersi dagli assalti).
    In montagna sì, con il solo consumo di prodotti locali. 
    In montagna sì, con ritmi, competenze e preparazione adeguati all’area visitata – no mordi  e fuggi.
    In montagna sì, senza musica (di dubbio gusto) che fa scoppiare i timpani e distrae dalla poesia.
    In montagna sì, con gruppi piccoli per poter gestire sicurezza e pericoli.
    In montagna sì, senza moto che ti sfrecciano accanto. 
    In montagna sì, ….

  79. 274
    Lusa Mutti says:

    Hanno scoperto l’acqua calda i Tedeschi. Pensino a metter la regola del caschetto. Il bimbo che arrampica ne è sprovvisto. In montagna c’è anche la gravità e qualcosa può cadere dall’alto.

  80. 273
    Giacomo Govi says:

    @ginesi  Grazie per la segnalazione! E’ perfino piu’ stretto di quello che pensavo io, ma credo accettabile. Francamente spero in qualcosa del genere.

  81. 272
    Agilulfo says:

    tanto per andare all’essenziale

    https://pareti.it/ecco-le-nuove-regole-tedesche-per-la-scalata/

    Qui da noi invece ci mettiamo tafazziamente i bastoni fra le ruote da soli.
    Vedi proposta Rampini.
    Vedi chi farnetica di dispenser di gel lungo i sentieri o di distanze di sicurezza dalla moglie.

  82. 271
    Fabio Bertoncelli says:

    Lusa, raus! Dietro alla lavagna!
    In ginocchio sui ceci! 😂😂😂

  83. 270
  84. 269
    massimo ginesi says:

    @grazia “per non alimentare un pensiero, basta non commentare.”
    anima candida… :o) non sempre, non per tutti, non dovunque.
     
    quanto a questo Lusa, che fosse la controfigura un pò un pò para.. di qualcuno lo si intuiva già dai post precedenti…  però  era proprio necessario? il tema era  interessante ed il confronto poteva anche non buttarsi, nei limiti del possibile, in caciara

  85. 268
    Lusa Mutti says:

    A proposito, il buon Benassi poi armato di tutto punto si calerà dall’alto in doppia per ripulire con il disinfettante dove ho toccato con le mani e piedi la roccia affinchè l’eventuale ripetitore arrampichi senza lo spettro di contrarre il coronavirus.

  86. 267
    Fabio Bertoncelli says:

    Comunque, se tutti voi, carichi della vostra ideologia nazionalpopolare, non aveste vergognosamente attaccato il Crovella, tutta quella interminabile diatriba non sarebbe mai nata e la storia sarebbe morta e sepolta da un pezzo.
    Invece no! Tutti a brontolare: “Ma guarda qua! Ma guarda là! Ma guarda su! Ma guarda giú!”.
    Dopo tutti i vostri attacchi io invece, solo nel mio cantone, sospiravo: “Crovella l’è spacià! Crovella l’è spacià!”. Insomma, mi prendeva un groppo alla gola, a me e pure al Pavanati.
    Invece il buon Carlo è riuscito a salvarsi con un colpo di reni all’ultimo secondo: razza sabauda.
    Diabolico Crovella! Fagliela vedere a tutti quegli alpinisti rammolliti e nazionalpopolari (insomma, alla Pippo Baudo) intruppati a testa bassa sulla via normale del Monte Bianco!
    … … …
    Morale della favola: voi, scandalizzati come vecchie beghine, avete rifiutato “Piú montagna per pochi” e ora vi trovate con un “Niente montagna per tutti”. Ben vi sta!
     
    P.S. Copyright per i dialoghi: Catenacci, Alto gradimento, 1970-197? Chi non era ancora nato non sa niente: eviti di sproloquiare. Chi non capisce stia zitto.
    N.B. mi scuso con chi – a torto – si è eventualmente risentito.
    P.P.S. Soprattutto, spero di non aver risvegliato il can che dorme. 😂😂😂
     

  87. 266
    Lusa Mutti says:

    In attesa di una risposta da Crovella, per rimanere nel tema dell’articolo, come farei a continuare a praticare il free solo che per filosofia rinuncia a qualsiasi protezione ad esclusione del sacchetto con la magnesite?
    Solamente fino all’attacco di una via indosserò mascherina e guanti chirurgici e il disinfettante per le mani certamente lo userò dopo aver espletato i bisogni corporali (per scongiurare il rischio di salmonellosi).

  88. 265
    grazia says:

    Lo dico pianissimo (come Rita Pavone) in un bisbiglio all’orecchio di chi vuol sentire: per non alimentare un pensiero, basta non commentare.

  89. 264
    Riva Guido says:

    Se per la salvezza dell’umanità dovessimo ritornare alle nostre origini o quasi, io mi auspico che venga reintrodotto obbligatoriamente anche l’uso dei pantaloni alla zuava in velluto, pur sapendo fin da ora che si scatenerà una feroce e mortale diatriba per stabilire quale velluto utilizzare fra il 250, 500 e 1000 righe (coste).

  90. 263
    Roberto Pasini says:

    Nooo … nooo Lusa. Per pietà! Non andare di nuovo a sollevare questo tema già ampiamente discusso nei mesi scorsi. Fai qualcosa per distrarti diversamente.  Attacca me o qualcun’altro. È già dura stare disciplinatamente in casa. Che gli Dei dell’Alpe abbiano pietà di noi. 

  91. 262
    Massimo Ginesi says:

    @lusa no, davvero… così svegli l’orco. 
    affollamento-in-montagna-esiste-davvero
    leggiti qui, una monografia abbondante del Crovella pensiero. ti basta per tutto il Covid19, e anche per il 20 e il 21…
    non riportare qui dentro la questione o è la fine

  92. 261
    Massimo Ginesi says:

    Arridaie con la nobiltà sabauda e tutte le minchiate che ne conseguono.
    Il tema è “si riandrà in montagna e con quali precauzioni”, non con quante persone.
    Peraltro da che mondo è mondo in montagna la gente non si aggrega, chiunque si rompe fortemente le palle se su un sentiero, una via un monotiro in falesia trova davanti a se dieci persone.
    Chiunque abiti l’orbe terraqueo, di lignaggio nobile o meno, sia il climeber imbizzarrito di 16 anni o l’ottuagenario arrancatole di sentieri,  sabaudo, ligure  o siculo si rompe le palle se deve fare la fila ai monti. 
    BAsta con ste tirate da caiano nobile. Ognuno di noi è sufficientemente grandino e autosufficiente da andare dove vuole con chi vuole e si sta semplicemente interrogando su come potrà riprendere a farlo.
    Non sei una razza eletta, sei solo un terrificante infestatore di thread. 
    L’affollamento non centra una beneamata minchia (cit.), a parte rifugi e impianti, perché se il problema c’è c’è anche fra i due o i tre di una cordata. 

  93. 260
    Lusa says:

    Crovella dice: la mia filosofia è “Più montagna per pochi”.
    Quali sarebbero i pochi? Chi determina il quantitativo e le modalità? Vi è un garante?
    Una visione alquanto aristocratico sabauda. Personalmente mi ritengo tra i “molti” e quindi che faccio?
    Attendo risposta da Crovella.
     

  94. 259
    Carlo Crovella says:

    @ 255: io da molti decenni quegli standard, cioè anche quando non si pensava neppure al rischio epidemia. lo faccio per mia indole personale. In più, per riservatezza sabauda, non amo l’affollamento né tanto meno gli “assembramenti” (non solo in montagna, ma in particolare in montagna). Non so sei hai letto gli articoli dell’autunno 2019 (ben prima dell’epidemia) e il relativi dibattiti, ma la mia filosofia è “Più montagna per pochi”. Da decenni auspico una montagna meno affollata, a prescindere dall’epidemia. Per cui da decine d’anni faccio gite (sia con gli sci che d’estate) andando in valloni dimenticati da Dio, anche perché ho un particolare gusto esplorativo. Per esempio il giorno di Ferragosto 2019 in alta Val Susa, quando tutti si assembravano per le tradizionali grigliate, io ho fatto una gita con mia moglie e mia figlia in un vallone dove non abbiamo incontrato nessun essere umani (in realtà tre tedeschi in vetta, ma erano saliti dal versante opposto e dopo due convenevoli di là se ne sono scesi). Questo potrebbe diventare lo standard per tutti del prossimo futuro, non solo per l’estate 2020. Il punto è che per me è uno standard ideale che già applico da decenni. Ma per voi? Saprete rinunciare alla gita in compagnia? Saprete rinunciare all’arrapicata su difficoltà tali che non possono essere affrontate se non con la sicurezza della cordata e non in solitaria? I professionisti (guide, rifugisti ecc) sapranno adattarsi a questi standard anche nel medio termine? La prova di maturità non sarà da parte di chi ha una concezione come la mia, ma da chi ha la concezione diametralmente opposta… Chi si sente “derubato”, oggi come oggi, perchè non può fare una corsetta in pianura, domani e dopodomani saprà andare in montagna in modo austero e rigoroso dei precetti di sicurezza? Mah… io dubito e questo spingerà le autorità a essere molto stringenti nelle regole anche per il futuro… Magari sbaglio, vedremo. Ai posteri l’ardua sentenza

  95. 258
    Agilulfo says:

    se tutti quelli che si preoccupano del covid […] si preoccupassero allo stesso modo del cancro o delle malattie cardiovascolari, da domani mecdonald fallirebbe, i verdurai bio diverrebbero miliardari e i consorzi agrari finirebbero le semente da orto…

    E, mi permetto di aggiungere, forse la “corsetta nel parco” non sarebbe più vista come un capriccio edonistico.

  96. 257
    massimo ginesi says:

    “Oppure possiamo cercare di adottare comportamenti di buon senso, cioè non assembrarci, non starnutirci in faccia, lavandoci le mani più spesso, e accettare il fatto che d’ora in avanti il Covid accompagnerà le nostre vite?”
    se tutti quelli che si preoccupano del covid come della peste bubbonica (quando da stime realistiche pare abbia una incidenza di mortalità dalle parti dello 0,2 e qualcosa) si preoccupassero allo stesso modo del cancro o delle malattie cardiovascolari, da domani mecdonald fallirebbe, i verdurai bio diverrebbero miliardari e i consorzi agrari finirebbero le semente da orto…
    MA si sa, il pilotaggio delle teste con l’informazione fa miracoli  
     

  97. 256
    massimo ginesi says:

    @govi “Ci lamentiamo ma e’ a causa di questo che il nostro confinamento e’ diverso da quello in Germania e in Inghilterra.  ”
     
    in questo sbagli. siamo così perché chi ci governa ha fatto e sta facendo scelte folli. Che poi l’indole italica media sia diversa da quella teutonica e britannica possiamo essere d’accordo, ma le scelte non sono conseguenze, sono scelte di governo a monte, non si comprende assunte sulla scorta di quali parametri né quali risultati abbiano dato, mentre mostrano discutibilissimi profili giuridici e insensate disparità di trattamento di situazioni analoghe, nel tipico costume italico.
    Anche se qualcuno ritorna alla carica con l’osservanza delle regole. Le regole devono avere un fondamento normativo ed uno pratico, non si può comprimere la libertà individuale delle persone per mesi con decreti ministeriali (o peggio con circolari interpretative, come quella dell’interno sui duecento metri da casa), semplicemente perché nel nostro ordinamento quelle non sono regole cogenti.
    Perché una regola, epr quanto legittima sotto il profilo giuridico, trovi anche applicazione diffusa è bene che coloro che sono chiamati ad osservarla ne percepiscano il senso. vedremo cosa verrà fuori, ad oggi non si è percepito. 

  98. 255
    Andrea Parmeggiani says:

    @Carlo
    Mi sembra che almeno su questo siamo tutti d’accordo: non ha senso una attività in montagna con tutte le restrizioni che potrebbero essere previste per una “sicurezza sanitaria”. Meglio rinunciare piuttosto. 
    Ma è e deve essere necessario? Voglio dire… Se continuerà per 10 anni il trend attuale (300-500 nuovi contagi al giorno), è necessario mantenere distanziamento sociale, mascherine, ecc? Oppure possiamo cercare di adottare comportamenti di buon senso, cioè non assembrarci, non starnutirci in faccia, lavandoci le mani più spesso, e accettare il fatto che d’ora in avanti il Covid accompagnerà le nostre vite?

  99. 254
    Roberto Pasini says:

    Caro Giacomo, non era ragionevole pensare che la Peste modificasse le caratteristiche dello spirito nazionale. Un’antropologo potrà tra qualche anno descrivere le connessioni tra le diverse strategie adottate dai paesi e le caratteristiche delle culture nazionali. Le decisioni hanno radici più profonde che non le diverse valutazioni dei numeri e dell’efficacia delle singole misure pratiche. In questi giorni ho riletto un vecchio scritto di Jung dedicato agli UFO(1958) “Un mito moderno; le cose che si vedono in cielo”. Anche la moderna Peste ha fatto emergere contenuti psichici profondi. Basta leggere con attenzione anche questo dibattito sul nostro blog. Come non vedere in trasparenza, al di là del merito, soprattutto nelle posizioni più estreme l’azioni di alcuni archetipi atemporali come direbbe Jung: la salvezza attraverso il sacrificio, la dipendenza dall’autorita’ paterna, la natura madre soccorrevole,  la malattia come espiazione dei peccati, la congiura dei malvagi, la ricerca del capro, la palingenesi dopo la sofferenza, la purezza da ritrovare, la ribellione del puer aeternus…La Peste ha strofinato energicamente la lampada e da questa è uscita tanta roba, tante proiezioni che si agitavano sotterranee da un po’ di tempo, almeno dal passaggio di secolo, che ha sempre un’importanza significativa nella vita spirituale dei popoli. A livello individuale e collettivo ci sarà molto lavoro di consapevolezza da fare per evitare che interferisca troppo con l’adozione  di soluzioni efficaci, anche se tutto ciò fa parte di noi, non è un cascame di epoche buie, e con questo dobbiamo fare i conti, con pazienza, empatia e senza arroganza, insieme alla ricerca del tipo di mascherina più efficace etc..Così parlò Bellavista 😇

  100. 253
    grazia says:

    @matteo
    Ho smesso di mangiare carne 16 anni fa quando, trentenne (meglio tardi che mai), ho scoperto che molte azioni sono frutto di abitudini e retaggi culturali e che ero libera di scegliere cosa mangiare e come. Non a caso questo mio percorso è stato parallelo al cammino per diventare guida.
    L’animalismo – mangiare animali, quali, in che modo – ha il suo fondamento su paradigmi culturali. Da noi il cane non si mangia, in Cina sì. Nel catanese vanno pazzi per la carne di cavallo, in Uk è considerata una barbarie. 
    Alimentazione a parte, anch’io credo molto nella forza dell’azione individuale e nella presa di coscienza che il nostro benessere (e non quello meramente economico!) dipende dal nostro stile di vita.
    @govi
    Può  anche darsi, anche se ho molte riserve in merito, che la mascherina mi salvi dal covid19, ma certamente non mi terrà al riparo da tumori e malattie cardio-vascolari, se continuerò a vivere in aree altamente urbanizzate e devastate da ogni forma di inquinamento. 
    @stefano, @massimo, @agililfo, @lorenzo, d’accordo con voi.

  101. 252
    Carlo Crovella says:

    Dopo un volontario mantenermi ai margini del dibattito conseguente al fatto che nei giorni scorsi ho già illustrato abbondantemente la mia posizione sul tema ( sintetizzo: “tornare in montagna è l’ultima delle preoccupazioni che avrà il Paese e lo si farà pienamente solo quando saremo tornati in una situazione pre-epidemia”), riprendo la parola solo per segnalare che in quasi tutto voi aleggia un equivoco di fondo. Probabilmente in buona fede, per carità, ma è questo equivoco che vi porta fuori strada. L’equivoco è il seguente: voi date per scontato che la “fase 2” corrisponderà al pieno ritorno alla situazione pre-epidemia e quindi comporterà il pieno reintegro di tutte le libertà personali, compresa quella di fare gite/arrampicate ecc. Non è così: la fase 2 sarà interlocutoria, a questa subentrerà una fase 3 e magari una fase 4 e forse anche una fase 5… solo quest’ultima (ammesso che sia davvero l’ultima) corrisponderà al pieno reintegro delle libertà personali. Quando avverrà la fase 5? nessuno può dirlo con certezza oggi: a naso io penso per Natale, ma è una sensazione strettamente personale. Di certo la piena libertà non corrisponderà alla fase 2 prevista per il 4 maggio prossimo. Forse la fase 3 (allo stato attuale ipotizzabile per l’estate 2020) prevederà una maggior libertà di movimento, compresa anche le attività sul territorio (fra cui l’andar in montagna), ma con significativi obblighi di applicazione: mascherine e guanti chirurgici sempre indossati, distanze di sicurezza anche sui sentieri (non parliamo nei rifugi) e magari pannelli di plexiglass a distanziare le persone. Se sarà così per l’estate 2020, significa che (nonostante il formale autorizzazione a muoversi in montagna) di fatto l’unica attività realisticamente praticabile saranno le escursioni solitarie. Infatti: vi immaginate arrampicare in cordata sistematicamente con mascherina e guanti? e poi: vi portate il pannello di plexiglass sulla schiena per interporlo fra voi e il vostro socio una volta arrivati in sosta? lo stesso vale per le gite di gruppo (alpinistiche e/o escursionistiche): magari si potranno formalmente fare, ma esclusivamente in fila indiana tenendo una certa distanza, chessò 5 metri, l’uno dall’altro… che senso ha? non parliamo poi dei rifugi: pannelli di pelxiglass in mezzo alle tavolate per dividere i commensali, forse addirittura nei dormitori e poi: i bagni in comune come si gestiranno? E gli impianti di risalita (parlo in un’ottica estiva)? forse si potrà andare uno per volta sui seggiolini delle seggiovie o negli ovetti delle cabinovie… ma per le funivie con benne da 30-50 posti? Faranno corse con 3 passeggeri per volta? Ma non conviene economicamente ai gestori, così come per i rifugi, la cui capienza sarà sensibilmente ridotta per “colpa” delle restrizioni applicative (spazi, pannelli ecc). Io credo che, nella prossima estate, molti rifugisti decideranno di non aprire: che vantaggio hanno ad avere massimo 10 ospiti al giorno? temo che ci sarà pochissimo lavoro per le guide e gli altri professionisti a vario titolo: chi mai sarà interessato a pagare l’onorario per avere una guida che sta “distante”?Bisogna quindi essere più realisti del re e mettere in conto che l’estate 2020 è praticamente “andata”. Nella migliore delle ipotesi, ripeto, si potranno fare escursioni in solitaria. Per me non è un problema perché, anche in condizioni normali, tendenzialmente gite da solo o al massimo con mia moglie… anche se staremo distanti 50 metri non avremo particolari condizionamenti (siamo sposati da 30 anni, non abbiamo “bisogno” di tenerci per mano in montagna…). Ma per chi va in montagna per altre motivazioni (arrampicare oppure socializzare oppure farsi condurre da guide ecc), di fatto sarà improponibile farlo nell’estate 2020. Però sottolineo che stiamo facendo i conti senza l’oste, ovvero non abbiamo la più pallida idea di quale regime di libertà-restrizioni sarà in vigore nei prossimi mesi. Occorre aspettare e adeguarsi alle norme stabilite dalle autorità. Tutto qui. Buona giornata a tutti!

  102. 251
    Lusa says:

    Un braccialetto uguale per tutti? Per di più di plastica e dozzinale? A sinista porto il Rolex e a destra minimo voglio un braccialetto firmato Cartier.

  103. 250
    Giacomo Govi says:

    La questione della mascherina, come quella dello sport durante il confinamento, ha a che fare con la nostra indole individualista e disobbediente. Ci lamentiamo ma e’ a causa di questo che il nostro confinamento e’ diverso da quello in Germania e in Inghilterra.  E cosi’ per la mascherina. Se non ci fosse bisogno di norme astruse per farla indossare dove serve ( citta’, negozi, ecc ), non ci dovremmo porre il problema della deroga per la corsa o per la montagna…

  104. 249
    Giacomo Govi says:

    @agilulfo
    LA situazione che tu descrivi e il caso della uscita in montagna descrivono bene la difficolta’ di stabilire una norma che per me e’ importante in molte situazioni ( in generale quando ti muovi in citta’ o in zone con elevato passaggio di persone ).  Ma se la fase 2 puo’ iniziare, devono trovare un modo affinche’ non debba essere applicata in modo ossessivo e pedante. 

  105. 248
    Agilulfo says:

    @Giacomo Govi

    In citta’ e in generale nelle situazioni di contatto pubblico frequente sicuramente [la mascherina] ci va ( smettiamola di non voler capire a che serve ). Il problema e’ come distinguere/autorizzare i casi dove non e’ necessaria

    Oh! Ma vedi allora che la pensiamo allo stesso modo?

  106. 247

    Fase 2 Wu Han… il video si trova comodamente su you tube.La vita nel posto più appestato del mondo (più o meno) sta ricominciando in maniera regolare, tutto aperto con limitazioni molto simili a quelle nostre di un mese fa. Ristoranti e bar aperti, metropolitane idem (servizi pubblici in genere) negozi che riprendono l’attività normale con, appunto, qualche limitazione su base di regola igienica.Qui siamo ancora a raccontarcela su come portarci il barile di disinfettante in parete… assurdo…!Ma ci rendiamo conto che più si tenta di imbrigliare e più ci si taglia le gambe da soli?Le responsabilità del disastro avvenuto a questo punto appaiono abbastanza chiare (scarica barile a parte), quindi anche considerando valide le restrizioni fin’ora adottate (evito di parlare di diritti calpestati senza ritegno), riprendiamoci la nostra libertà. Di pazzi ce ne sono tanti in giro ma come accade in Cina, la maggior parte della popolazione si comporta in maniera prudenziale senza che puntino loro un fucile alla testa (malgrado le fiabe metropolitane che hanno girato on line per settimane…), solo perché l’hanno passata e non ci tengono a riprovare… ma diamo un p0′ di senso a questa umanità o ci piace essere filo-guidati anche per andare al cesso?Il turismo ci metterà di più a ripartire, per sua natura, non esistono ricette in proposito, arriverà da solo e si reinsedierà nei tempi che non sarà nessuno a decidere. Tutto il resto sono tentativi di piegare un sistema a nostro piacimento ma di solito accade esattamente l’opposto.Quanto all’andare per monti, anche rischiare di farsi male, fa parte dell’esistenza umana, che sia un capriccio lo dice solo chi vive allo stato di larva grato a mamma istituzione, ma l’istituzione siamo noi a crearla non il contrario.Vedo la gente che sta esplodendo, ieri a Torino una manifestazione in strada… tutti contro tutti… se non ci svegliamo subito per reimpostare quella che conoscevamo come normalità ciò che la sostituirà sarà molto brutto da vivere!
     

  107. 246
    Agilulfo says:

    @Giacomo Govi (186)
    Mi chiedo, ad esempio, se è corretto che, mentre passeggio per conto mio e indossando tutto quanto previsto dalle varie ordinanze regionali, io debba essere sanzionato se chi mi dovesse sottoporre ad un controllo ritenesse, evidentemente a sua discrezione, che non mi trovo in prossimità della mia abitazione.

  108. 245
    lorenzo merlo says:

    La fase 2 potrebbe essere sfruttata per diffondere una campagna alimentare destinata alla crescita della consapevolezza che la nostra salute deriva dallo stile di vita; che le medicine curano i sintomi; che le malattie le produciamo noi.

  109. 244
    Giacomo Govi says:

    Leggendo la proposta di Rampini mi pare che manchi chiaramente idea di cosa sia “riaprire”. Credo che “fase 2” debba comportare una sostanziale restituzione delle liberta’ del cittadino. Uscire di casa senza dovere avere un motivo autorizzato, senza cartacei, andare dove si vuole e con chi si vuole. Negozi aperti con entrata regolamentata, credo ristoranti e bar ancora chiusi. Cinema, concerti, riunioni massive ancora stop. Treni e mezzi pubblici da regolamentare ( io stesso non so come ). La questione della mascherina pure non e’ ovvia. In citta’ e in generale nelle situazioni di contatto pubblico frequente sicuramente ci va ( smettiamola di non voler capire a che serve ).  Il problema e’ come distinguere/autorizzare i casi dove non e’ necessaria ( per esempio in montagna )
    Io non vedo molto altro, ma attendo contributi. Non vedo per esempio che senso abbia vietare di andare in montagna “perche e’ potenzialmente pericoloso”. Non e’ coerente. Se gli ospedali sono ancora in crisi covid, significa che non si deve riaprire. Non sara’ il singolo incidente a creare problemi.  Come non mi pare abbia senso limitare i posti in macchina (una automobile a testa, ma siamo matti? ). 
     

  110. 243
    massimo ginesi says:

    @grazia “Naturalmente capisco il desiderio di ripartire, sia per la grave situazione economica, sia per motivi di salute fisica e mentale, tuttavia questo fermo, per quanto disastroso, rappresenta una grande opportunità. 
    Ogni attività, ogni settore, ogni porzione di questo pianeta dovrebbe impegnarsi a trovare soluzione per modelli più compatibili con la vita degli esseri umani e di tutti gli esseri viventi.”
    condivido, potrebbe essere una bella opportunità di ripensamento, partendo dal singolo. LA macchina consumistica ripartirà immediatamente, stimolando acquisti e nuove modalità apparentemente più compatibili (leggevo stamani che già il settore auto prevede possibilità di grandi incentivi per il rilancio). 
    In realtà ci sarebbe da rallentare e molto, non da rilanciare e questa pausa forzata che a molti ha mostrato come si possa campare bene con ritmi più lenti, costumi essenziali e lavoro più tranquillo potrebbe essere una buona scintilla.
     
    Anche se ci credo poco, le rivoluzioni partono dall’individuo, sempre. Io ho messo di mangiare animali tre anni fa, al termine di un percorso di dubbi iniziati sotto il profilo meramente etico e finito con la presa di coscienza di cosa sono i macelli e gli allevamenti intensivi (noi occidentali che ci scandalizziamo tanto dei wet market…).
    Si può vivere bene con poco, scalando vicino, conoscendo quello che abbiamo, che spesso vediamo ma non guardiamo, e godendo dei piccoli piaceri della vita.
    MA chi pensa non consuma e chi non consuma non è un buon cittadino di una civiltà occidentale basata sul pil.  

  111. 242
    Alberto Benassi says:

    ma tanto adesso ci metteranno UP o BRACCIALETTO obbligatori.
     
    TGla7 stamani mattina ore 7.30
    come se si fosse dei delinquenti
     

  112. 241
    Giuseppe Balsamo says:

    Se l’andare in montagna deve tradursi in una serie di ossessive pratiche sanitarie, credo si perda in toto il senso dell’andare in montagna.

  113. 240
    Andrea Parmeggiani says:

    Grazia, queste sono regole dettate dal buon senso, come è giusto che sia, e non da – come al solito – una macchina burocratica che continua ad alimentare se’ stessa.
    Ribadisco.. Sono d’accordo in toto con le opinioni espresse da te e da Massimo, alle quali non mi viene da aggiungere nulla… se non da applaudire

  114. 239
    grazia says:

    Naturalmente capisco il desiderio di ripartire, sia per la grave situazione economica, sia per motivi di salute fisica e mentale, tuttavia questo fermo, per quanto disastroso, rappresenta una grande opportunità. 
    Ogni attività, ogni settore, ogni porzione di questo pianeta dovrebbe impegnarsi a trovare soluzione per modelli più compatibili con la vita degli esseri umani e di tutti gli esseri viventi.
    Sarebbe un grande passo per l’umanità attuare un grande piano di rientro in cui viene ripensata ogni attività ridimensionando produzioni e consumi.
    In montagna, per esempio, bisognerebbe bandire l’uso della plastica monouso, favorire trasporti comuni, il cammino a piedi, evitare il mordi e fuggi.
    Sarebbe opportuno ridimensionare gli allevamenti e le colture intensive, ridurre le ore lavorative, favorire il consumo dei prodotti locali, promuovere l’attività fisica presso ogni azienda, ricreare gli asili vicini ai posti di lavoro. 
    Queste non sono che poche idee raccolte in due minuti.

  115. 238
    grazia says:

    Roberto, sono d’accordo con Massimo.
    Per di più, non vogliamo renderci conto che le regole che verranno stabilite (non da noi) non riguarderanno una sola estate.
    Il vademecum può essere inserito in uno di quei manualetti di surviving, vista la minuzia che scorpora ogni singola azione, neanche fosse un avvicinamento di guerra.
    Specialisti hanno sottolineato che uno dei punti cardine della propagazione del virus è l’indebolimento delle difese immunitarie a causa dell’intenso inquinamento delle aree più colpite, e noi che facciamo? Inquiniamo tutto il resto del paese, montagne comprese.
    Ormai mi sembra chiaro che il virus non si propaga così facilmente a tutta la popolazione (come cercano di convincerci da due mesi), e che in virtù delle ultime ricerche, è possibile trattare a casa i malati con semplici farmaci già in uso , guarendoli e senza farli arrivare in ospedale. 
    Oppure vogliamo continuare a perpetrare gli errori commessi, non solo passivamente, ma anche diventano palesemente complici? 
    Portare una mascherina tutto il giorno non mi sembra salutare: si finisce per essere a contatto continuo con ciò che la natura vuole fuori da noi. Finiremmo per soffrire tutti di patologie a carico del sistema respiratorio.

  116. 237
    massimo Ginesi says:

    senza considerare che, a parte la cervellotica gestione di una uscita, per una via di 100 metri uno dovrebbe portarsi un saccone da 50 litri di disinfettante liquido, visto il numero di volte che se ne prevede l’utilizzo… bene peraltro ad oggi introvabile.,
    E poi pensa la sfiga, se arrivato in cima, dopo tutto sto casino da psichiatrici, trovi un escursionista maleducato che starnutisce…
    a volte star zitti sarebbe più opportuno ed elegante, che poi a qualche scriteriato amministratore non venga in mente di far tesoro di tali balzi d’ingegno.
     

  117. 236
    Massimo Ginesi says:

    @pasini “ma mi chiedo: ha senso?”
    non ce l’ha, a mio avviso sotto alcun profilo, ne sanitario ne pratico. L’avvicinamento a due in macchina uno sul sedile posteriore opposto è degno dei Monty Python. forse lui gira con una Rolls che consente distanziamenti di tre metri… che poi, se uno sputata droplet nell’abitacolo, come la mettiamo?
    la sosta a un metro di distanza… ma questo dove scala (taccio di quella appeso due metri sotto)?
    Vietato andar da soli. e perché? che mi sembra l’opzione più sana.
    solo un caiano dop poteva tirar fuori una serie di scemenze simili tutte insieme, manca l’alzabandiera prima di partire e poi c’è tutto  (del resto basta leggere i commenti alla pagina fb di persone che, evidentemente, sono abituate a praticare per rendersi conto del realismo di una simile sortita…).
    se uno ha paura del virus stia fermo immobile a casa, con la tutta antiNBC e vivrà tranquillo, se non gli viene un cancro, un ictus o un infarto. 
    per gli altri direi di prenderla un pò più easy.
    Che poi pure sta cosa delle goccioline che rimangono nell’aria mi sembra una solenne boiata, contraddetta da tutti gli addetti ai lavori.
    cercate online un pò di foto di come fanno il lockdown gli inglesi e i tedeschi, che non mi pare stiano estinguendosi.
    Il problema è la totale mancanza di idee e piani nel cervello centrale del paese, non il virus in montagna .
     

  118. 235
    Roberto Pasini says:

    Ecco un’altra proposta concreta e molto dettagliata. Apprezzabile la buona volontà ma mi chiedo: ha senso? Se si tratta di mettere in piedi procedure così complicate non è meglio fare altro? In fondo non si tratta di una vita ma di un’estate..
    https://www.facebook.com/317843921351/posts/10157983706381352/?d=n

  119. 234
    Un viandante. says:

    Trovo pertinente al tema oggetto della discussione ľintervento n229 del Cai Ascoli Piceno. Bisogna avere il coraggio di chiedere e di ipotizzare un futuro. Condivisibile la possibilità di ripartire con un nuovo approccio al tema della frequentazione della montagna e soprattutto del riprendere ad effettuare attività motorie .

  120. 233
    Michele Cornioli says:

    Questi scambi mi hanno portato a rileggere una celebre lettera di Guido Rossa, riporto qui i primi la prima parte.
    Ottavio carissimo
    l’indifferenza, il qualunquismo e l’ambizione che dominano nell’ambiente alpinistico in genere ma soprattutto in quello genovese, sono tra le squallide cose che mi lasciano scendere senza rimpianto la famosa “lizza” della mia stagione alpina.
    Da ormai parecchi anni, mi ritrovo sempre più spesso a predicare agli amici che mi sono vicino l’assoluta necessità di trovare un valido interesse nell’esistenza, un interesse che si contrapponga a quello quasi inutile (e non nascondiamocelo, forse anche a noi stessi) dell’andare sui sassi. Che ci liberi dal vizio di quella droga che da troppi anni ci fa sognare e credere semidei o superuomini chiusi nel nostro solidale egoismo, unici abitanti di un pianeta senza problemi sociali, fatto di lisce e sterili pareti, sulle quali possiamo misurare il nostro orgoglio virile, il nostro coraggio, per poi raggiungere (meritato premio) un paradiso di vette pulite perfette e scintillanti di netta concezione tolemaica, dove per un attimo o per sempre possiamo dimenticare di essere gli abitanti di un mondo colmo di soprusi e ingiustizie, di un mondo dove un abitante su tre vive in uno stato di fame cronica, due su tre sono sottoalimentati e dove su sessanta milioni di morti all’anno, quaranta milioni muoiono di fame!

  121. 232
    Riva Guido says:

    Con il CV il continente è isolato.
    Finché c’è vita c’è speranza! Ma finché c’è Speranza ci sarà ancora vita?

  122. 231
    grazia says:

    Guido, hai semplicemente fatto un acquisto non conveniente. 
    Tutti i prodotti agricoli del consorzio che ti ho indicato sono acquistabili su richiesta, in qualunque periodo dell’anno, e non fanno nessuna sorta di sperequazione. Anzi, supportano diversi progetti umanitari e in questi giorni stanno distribuendo cestini alle famiglie più bisognose. 
    Fare acquisti consapevoli mi sembra alla base di ogni possibile cambiamento. 
    Buona domenica.

  123. 230
    Riva Guido says:

    Buongiorno Grazia, le arance le ho acquistate nell’unico super del paese in cui abito (circa 9.000 abitanti) e dal quale non posso uscire per la sola spesa. Il super opera in tutte le regioni italiane! Mi chiedo se anche questi, come sempre di più in uso nel mondo, fanno i profitti nel Paese che per capacità glie li assicura e poi vanno a pagare le tasse nel Paese che per propria convenienza glie ne fa pagare di meno. Le tasse vanno pagate la dove si realizzano i profitti, come riconoscimento e perchè quegli Stati all’occorrenza utilizzano i soldi di quelli che hanno lavorato e pagato le tasse in quel Paese. All’epoca di Mani Pulite quando i PM interrogarono Enrico Cuccia questi affermò che i bilanci delle società sono quella tal cosa in cui ognuno ci può scrivere quello che vuole. Disse anche di mettere pure a verbale che in tantissimi anni di onorata carriera non aveva mai visto un bilancio in regola. Buona domenica, Guido.

  124. 229
    Paola Romanucci says:

    Credo che in questo momento storico, ‘rieducare’ le persone all’attività motoria in ambiente risponda a un servizio sociale importante, per il recupero dell’equilibrio psicofisico compromesso dalla lunga cattività, sia in chiave di prevenzione di tante patologie indotte, con riverberi negativi sulla qualità della vita e sui costi sociali; sia come sostegno diffuso al turismo locale. Consideriamo che, per un po’, anche palestre e piscine saranno probabilmente meno accessibili. In sintesi, chiusa in casa o nei luoghi di lavoro, c’è un’intera popolazione cui gioverebbe, in tutti i sensi, la frequentazione della montagna e dell’ambiente in genere.
    1. PARTENZE A PIEDI/TREK URBANI. Il diradamento è poco compatibile con un utilizzo promiscuo di auto o pullman. Potremmo ricominciare in modo graduale, proponendo percorsi con partenza a piedi dalle/nelle città. Molte città, come la mia Ascoli, hanno la fortuna di avere rilievi a tiro di gambe, tuttavia per una popolazione di ogni fascia di età che deve riabituarsi all’attività motoria all’aperto, trekking urbani o camminate sulla spiaggia potrebbero andare benissimo: questa pandemia ha costretto ad adattarci a cose ben peggiori.
    2. TRASFERIMENTI AUTONOMI CON AUTO PROPRIE. Ancora per diversi mesi avremo a che fare con criticità importanti, come gli asintomatici diffusori di contagio, la vulnerabilità degli anziani e/o persone con patologie (ma non soltanto, pare). Per evitare occasioni di assembramento, foriere di responsabilità morali prima ancora che giuridiche in caso di contagi e con rischio di scatenare nuovi focolai locali, dovremmo evitare i canonici appuntamenti per la partenza. Potremmo darci appuntamento direttamente sul luogo di partenza del percorso, con indicazione formale ai soci di organizzarsi autonomamente per rispettare, sotto propria responsabilità e dunque con espresso esonero degli organizzatori, le misure precauzionali (distanze, mascherine, guanti, igienizzanti etc) ed altre eventuali che, ad oggi, non possiamo prevedere.
    3. PICCOLI GRUPPI SU PERCORSI DIVERSI. Presumendo che in ambiente e distanziati potrebbe non essere necessario indossare mascherine e guanti (verificheremo presto la funzionalità delle mascherine ‘tecniche‘), ammucchiare troppa gente resterà comunque sconsigliato per un po’: in base alla disponibilità degli accompagnatori potremmo diversificare i percorsi nella stessa giornata, per realizzare gruppi contenuti entro un massimo di 5-10 persone. Sarebbero necessarie le prenotazioni e anche uno sforzo organizzativo supplementare non indifferente, che darebbe il segnale di un impegno proattivo da parte delle sezioni a beneficio dei territorio.
    4. PICCOLI GRUPPI A PRANZO/PRANZI AL SACCO ‘SOLIDALI’. Diversificare gli itinerari domenicali ‘costruendo’ piccoli gruppi con mete diverse agevolerebbe anche il pasto, se pensiamo alle nostre piccole trattorie di montagna in cui per un po’ di tempo non potremo stiparci ai tavoli come prima. Continueremmo così a sostenere le comunità di montagna, specie nelle zone colpite dal terremoto, che devono ancora vedere un vero inizio della ‘ricostruzione’ e a causa dell’emergenza sanitaria rischiano una ulteriore battuta di arresto. In alternativa al pranzo canonico, potremmo anche organizzarci per prenotare nei paesi di transito dei sacchetti da consumare all’aperto, ben distanziati su un bel prato o sulla piazzetta di un borgo.
    Possono suonare discorsi prematuri, ma trovo che sia un modo concreto, sano e solidale per ‘essere CAI’ nell’emergenza e coltivare un legame operativo e utile alle comunità, come ‘popolo della montagna’ in generale. La montagna è bella in compagnia: anche ai tempi di un virus che ci ha lanciato una sfida a ripensare tutto delle nostre società. Raccogliamola.
    Paola Romanucci, presidente del CAI di Ascoli Piceno

  125. 228
    Matteo says:

    4,06 €/KG
    Beh, Guido, secondo me ti hanno fregato, ieri lane late bio erano a 2.2 €/kg e i tarocchi (sacco) a 1.8€/kg!
    Non erano IGP ma italiane e buone

  126. 227
    grazia says:

    Buongiorno Guido,
    non so da chi tu abbia acquistato le arance, ma quello che hai indicato è un prezzo esorbitante. Trovo opportuno chiedere al produttore onesto che te le invia la ragione di tali costo e i dettagli sui proventi. 
    Per farti un’idea, ti invito a consultare il sito http://www.legallinefelici.bio, dove potrai leggere che una cassetta di 12 kg di arance biologiche ha un costo di 20 €.
    Mentre scrivo si è aperta la danza degli elementi di Donna Etna con colata, fontane di lava e ricaduta di ceneri.

  127. 226
    Riva Guido says:

    Grazia, il 15.04 ho acquistato al super tre arance rosse di Sicilia IGP e le ho pagate 4,06 €/KG. Ha chi vanno tutti questi soldi?

  128. 225
    grazia says:

    Ragazzi, di prima mattina così pronti a denigrare, eh? L’effetto della quarantena si vede!!
    Naturalmente non giustifico le poche euro agli immigrati perché si tratta di puro schiavismo.
    Però i margini in campagna non consentono sempre di poter mettere in regola e a volte c’è bisogno solo di aiuto per qualche giornata, quando il lavoro si fa più intenso.
    Meglio tardi che mai, da domani in Sicilia sarà consentito andare a lavorare nel proprio orto, anche se si trova in un altro comune.

  129. 224
    Fabio Bertoncelli says:

    Effettivamente (commento 223), per tentare di risolvere il problema della scarsità di manodopera nei campi, ci si potrebbe rivolgere a chi percepisce il cosiddetto “reddito di cittadinanza”: “Signori, vi abbiamo trovato un lavoro: in campagna. Lí guadagnerete. Non piú stravaccati sul divano. Non piú lavorando in nero. Se rifiuterete, addio al vostro reddito di cittadinanza”.
     
    Ovviamente, però, bisognerebbe pagare la giusta mercede: è troppo comodo servirsi di africani a tre euro all’ora. Pagate il giusto, e vedrete che qualche italiano comincerà a lavorare in campagna. Risolveremo il problema della carenza di manodopera in quel settore e, in parte, quello della disoccupazione (a volte falsa disoccupazione, cioè lavoro in nero).
    In conclusione:
    1) Lavoratori sí, redditi di cittadinanza no.
    2) Lavoratori sí, schiavi no.
    3) Lavoratori regolari sí, lavoratori in nero no.
    … … …
    Almeno tentare? No, eh?
     

  130. 223
    antonio massettini says:

    è divertente tornare ogni tanto su questo sito e vedere come crovella & ve le cantano a regola d’arte. facevate tanto i ganzi a credere che siccome voi non state nella pelle a correre fuori allora tutti hanno lo stesso desiderio. invece vi siete presi due sberle sul muso. vi manca l’attività fisica? andate a lavorare nei campi a 10 euro al giorno: manca mano d’opera perchè gli immigrati clandestini sono scappati all’inizio dell’epidemia per paura

  131. 222
    grazia says:

    In effetti oltre a dispiacermi per chi ha trovato opportuno mettere in rete il brevissimo filmato, mi rammarico per i protagonisti che hanno sentito necessario accompagnare i loro momenti con una registrazione. Forse proprio perché sono giovani, è ormai imperativo fare foto o video di ciò che si fa, altrimenti sembra che non lo si sia fatto. Ma questo è un altro tema.
     

  132. 221
    Roberto Pasini says:

    In piemontese c’è una parola adatta che si potrebbe applicare a questo video self-evident: “balengu”. Ce ne sarebbe un’altra più greve ma lasciamo perdere. Non mi scandalizza l’infantilismo. Non esistono eroi senza macchia. Chiunque abbia frequentato il retrobottega di ogni professione, anche le più nobili, potrebbe raccontare di tutto, compresi gli “eroi” della sanità. La qualità umana non è direttamente proporzionale alla prestazione. Quello che ogni volta mi meraviglia anche quando escono registrazioni di telefonate è il fatto che un sacco di persone non si pongono il problema che oggi tutto diventa pubblico. Eppure questi due sono giovani e dovrebbero saperlo. Un po’ di sculacciate sul culetto fanno comunque bene ai bimbi. Io sono per metodi pedagogici tradizionali. Questo non significa nulla rispetto al dibattito che si è svolto qui. Assumere posizioni manichee e giudicanti e usare casi estremi come esempio non serve molto. Certamente esistono versioni “caricaturali” delle varie posizioni: dal “puer aeternus” al senex sadico e punitivo. In realtà il partito dei rispettosi delle regole (al quale appartengo) ha diverse sfumature, così come il partito dei ribelli. Problemi complessi si affrontano accettando e rispettando la complessità e non semplificando per limiti cognitivi e bisogni emotivi di sfogare problematiche personali poco elaborate nelle sedi opportune. Buona domenica.

  133. 220
    grazia says:

    Mi sono applicata a guardare il video, anche se non conoscendo i soggetti, non mi interessava 🙂
    First. Per quanto ne sappia, potrebbero essere a casa loro. Non conosco questi ragazzi e non ho idea di dove stiano.
    Second. Mi pare chiaro che il messaggio era diretto a gente che conoscevano (per questo hanno elencato località precise). 
    Third. È un video di due minuti che non prova nulla.
    Fourth. Non avete proprio null’altro a cui pensare che attaccare il prossimo? 🙂

  134. 219
    grazia says:

    L’articolo proposto dalla redazione invitava, nonostante la criticità del periodo che stiamo vivendo, a trovare insieme soluzioni costruttive.
    Ma state dimostrando quanto si possa continuare a separare e disgregare e dileggiare senza motivazioni valide e solo per il piacere di farlo.

  135. 218
    Lusa says:

    Guarda il filmato e non tergiversare e sviare il contenuto del filmato con vuote parole e concetti balzani. Le esalazioni dell’Etna se non si fa attenzione possono ottenebrare la mente. Se non puoi commentare il filmato astieniti anche dal commentare i provvedimenti delle restrizioni. Coerenza!

  136. 217
    Jacopo says:

    Premettendo che sto leggendo tutta la discussione perché, a modo suo, molto interessante, ho la sensazione che stia diventando uno degli offtopic più lunghi dai (bei) tempi di Fuorivia, ma almeno là ce la si faceva addosso dal ridere e alla fine si andava a bere all’Insonnia 😀
    Insomma, quando si comincia a scambiare opinioni concrete sulla fase 2 in montagna? 

  137. 216
    grazia says:

    Francamente, Lusa, mi sembri disturbata da molte cose! 🙂
    Tu e Crovella mi avete fatto venire in mente un tipo che davanti al supermercato si è scocciato perché invece di stare in fila , camminavo nel parcheggio leggendo. Credo che avrebbe voluto che stessi come lui e gli altri tutto e sull’attenti a rimirare l’ingresso come fosse un oracolo con aria mesta.
    Sicuramente gli sarebbe piaciuto  fare come me, ma non avendone lo slancio, ha preferito prendersela con me, ma alla mia risposta “Buonasera, posso aiutarla?” si è smarrito.

  138. 215
    Lusa says:

    grazia io non commento perchè (non è la foto) ma il filmato e le parole che si commentano da sole https://video.lastampa.it/cuneo/guida-alpina-di-paesana-deride-in-un-video-chi-sta-a-casa-per-il-coronavirus-sospeso-dal-soccorso-alpino/113260/113274
    Che ti metti a fare anche la censore? Sveglia, levati il prosciutto dagli occhi.
    Quello che mi ha disturbato del filmato sono gli auguri di buon covid a tutti che ha espresso quel signore con il pearcing sulla lingua.
     

  139. 214
    grazia says:

    Brava, Lusa, non commentare perché, a giudicare dalla foto, non c’eri anche te.

  140. 213
    grazia says:

    Crovella, da persona pensante non mi metto a giudicare il comportamento di qualcuno, tanto meno di un collega, da un semplice video e quattro parole scritte.
    Se non ci sono, non posso permettermi di fare commenti.
    Faccio, invece, i miei complimenti a chi ha messo in rete il video, consapevole o meno delle conseguenze a cui sarebbero andati incontro gli attori, per di più con cariche importanti.
    Ma siccome sui social è molto in voga sparare alle spalle, non sono sorpresa.
    Se conoscessi Fantoni, certamente lo contatterei per chiedergli come sia andata, ma resta, in tutti i casi, una sua esperienza personale.

  141. 212
  142. 211

    La mamma degli scemi è sempre incinta, viene da dire. Chissà se è vero?
    Bertoncelli, grazie dell’invito ma a scalare con Crovella non ci andrei  (con rispetto parlando). Semmai andiamo noi due.

  143. 210
  144. 209
  145. 208

    Per tutti ma di più per qualcuno… rilassatevi!Baci senza lingua ma con la mascherinahttps://www.youtube.com/watch?v=jdI3uSjKE34
     

  146. 207
    Massimo Ginesi says:

    @merlo grazie, amo molto bergonzoni, meno Luttazzi. ora me la leggo tre o quattro volte e sono certo di capirla (non è sarcastico, e che a volte non arrivo proprio velocemente a quanto esprimi). 

  147. 206
    Carlo Crovella says:

    Esempio di episodio di particolare gravità deontologica:
    https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/04/17/news/covid_coronavirus_video_alberto_fantone_paesana_sospeso_dimissioni_sasp_socccorso_alpino_e_speleologico_piemonte_istruttore_-254293006/
    Se avete la pazienza di leggere tutto il testo, verificherete che la posizione istituzionale delle Guide è di dire a tutti di stare assolutamente a casa, senza alcuna esitazione o protesta sulla fondatezza o meno delle restrizioni ecc. Per cui chi fra di voi è un professionista  non è in contrasto con un Crovella qualsiasi, ma con la posizione ufficiale della vostra istituzione. Di conseguenza: o vi allineate o uscite dall’istituzione.

    Non credo assolutamente che questa maratona sia inutile perché ha dimostrato che non è vero (come evidentemente davate per scontato) che tutti gli appassionati di montagna stiano premendo per la riapertura. Vi sono infatti anche gli individui che, seppur molto appassionati, comprendono con maturità che il senso di responsabilità deve venire prima: rispettare le regole, sia quelle attualmente in vigore sia quelle che verranno negli auspicati nuovi atti governativi. Con la consapevolezza che le tempistiche complessive dei futuri e graduali step (verso la normalita) potrebbero essere molto lunghe (in soldoni: probabile che salti l’estate 2020 e  chissa’, forse anche l’inverno prossimo).

  148. 205
    grazia says:

    Massimo, ho appena enumerato più o meno le stesse cose in un altro post a proposito del numero dei figli di una famiglia.

  149. 204
    Fabio Bertoncelli says:

    Commento 199: la risposta è incompleta.
    Per molti – moltissimi – il piano era invece questo: “Ora abbattiamo il regime fascista, servendoci anche dei partigiani liberali, dei partigiani popolari, dei partigiani socialisti, di tutti i partigiani che vogliono ripristinare la democrazia. Poi però instauriamo un regime comunista. Uguale a quello di Stalin”.
    Saremmo caduti dalla padella alla brace.
    … … …
    Questa si chiama Storia. Quella che non ci hanno insegnato a scuola. 
     
    Firmato: Fabio Bertoncelli.
    Nato e abitante da sempre a Castelfranco Emilia (Modena, Emilia-Romagna): la vera, storica, unica e indiscussa capitale del famigerato TRIANGOLO  DELLA  MORTE.
    Ora capite il motivo – uno dei motivi – per cui detesto tanto il comunismo? Oltre a detestare, BENINTESO, il fascismo, il nazismo e tutte le altre dittature che opprimono l’umanità?
    E voi mi capirete se dico che, su questo tema, mi inalbero sempre un po’. Leggerissimamente.
    … … …
    E se qualcuno mi contestasse di essere andato fuori tema, a lui risponderò: ci sono cose piú importanti del tuo fuori tema.
     

  150. 203
    lorenzo merlo says:

    Ci vorrebbe la rotondità di Bergonzoni, o il bisturi di Luttazzi, più che la pedanteria di merlo.
    Però la so.
    Finché abbiamo da difendere qualcosa – in questo caso una posizione, ma è sempre una posizione – arriveremo ad adottare qualunque mezzo inclusi quelli da sempre denigrati, arriveremo a sopraffare, a contraddirci.
    È una considerazione che non allude a non prendere posizione ma a non identificarcisi.
    L’identificazione crea ideologia e l’ideologia riduce l’infinito al misero io.
    L’io rigenera la storia nota, il progresso è solo materiale.
    I risultati sono qui, dappertutto.

  151. 202
    Massimo ginesi says:

    Al termine di questa lunga maratona che, more solito e grazie alle lunghe tirate sabaude è servita a nulla, a me rimane una curiosità antropologica, su cui magari merlo di cui leggo con grande attenzione i contributi (pur non capendo sempre tutto), potrebbe darci illuminante lettura.
     
    Come mai i crovelli e gli ultimi emuli (che non sanno quel che dicono quando si apparentano ai nonni scappati ai monti) solo in questo contesto hanno scoperto di essere i partigiani johnny della mascherina dello stare a casa in forza di un principio etico e filantropico volto al bene dell’umanità e la stessa problematica non se la pongono quando comprano telefonini, sci, giacche, elettrodomestici, fanno benzina alle loro macchinine, vanno al centro commerciale a comprare le loro belle bistecche da allevamento intensivo, accendono i condizionatori nei loro studi da consulenti societari accaldati, quando appestano con il loro diesel i tornanti del moncenisio e così via?
    Come mai arriva ora e tutto insieme il dilemma etico della loro impronta sul mondo?
     

  152. 201
  153. 200
    grazia says:

    Vabè, Matteo, ci voleva qualcun altro a sostenere Crovella….

  154. 199
    Matteo says:

    Cornioli, “ma cosa pensate si dicessero gli uomini e le donne che si univano alle bande partigiane?”
    La so! Questa la so!
    Si dicevano “Neanche morto che faccio ancora quello che mi dice il governo Italiano! Mi ha già fregato troppo.”
    Ho vinto qualche cosa?

  155. 198
    lorenzo merlo says:

    Non ti resta che iscriverti all’Albo dei Delatori, veri probiviri della legge. E se non c’è, crearlo. Non vorrai andare fuori legge omettendo di denunciare quello là, lontano 100 metri, senza mascherina? Di seguirlo per registrare in che civico entra.

  156. 197
    Carlo Crovella says:

    Apprezzo molto quanto scrive Cornioli, di cui non ricordavo gli strali passati, tanti me ne arrivano addosso non solo in questo blog, ma ovunque. È il prezzo che ho deciso di pagare per l’azione moralizzatrice che porto avanti in modo esplicito da 7-8 anni (prima anche, ma poi ho proprio “deciso” di espormi pubblicamente in tal senso). I ravvedimenti come quello di Cornioli mi fanno molto piacere e ripagano lo sforzo e l’impegno profuso. Non è l’unico, Cornioli, anzi sono tantissimi ed è questo che mi da’ gioia  in questa fase della vita (molto di più che fare o no un passaggio di VI). Ritornando al tema dell’articolo: stiamo a vedere cosa delibereranno le autorita’, ma l’establishment istituzionale della montagna (professionisti, istruttori, alpinisti di visibilita’) dovrebbe sempre esprimere una posizione di grande prudenza e maturità. Staremo a vedere. PS: se non conoscete chi occupa il ruolo di vicedirettore del Corriere, cioè del più importante giornale italiano, vuol dire che vivete avulsi dalla realtà. In tal caso le vostre opinioni, di cui sarete convinti in modo genuino per carita’, sono le idee di chi vive in un “mondo” tutto suo e non è detto che siano le più adeguate alla realtà effettiva. Ciao!

  157. 196
    Paolo Panzeri says:

    Mi spiegate perché i torinesi sono diventati così tanto inquisitori con le guide?
    Prima La Stampa e ora l’inserto torinese de La Repubblica… giornali micio micio (identico editore?!?!)
    Chiedo qui perché qui leggo un po’ di tutto.
    Lascio stare il Michelazzi che pontifica sempre, penso brindando 🙂 ma gli voglio bene e qualcun’altro che “se la tira, insegna e racconta un po’ di balle”, dico solo che parecchie guide sono persone serie, sono anche loro esseri umani e stanno nelle medie, magari ultimamente si legge che ogni tanto coi clienti fanno scempiaggini, ma tanti giovani si impegnano molto, hanno belle idee e forse cambieranno l’inutile rivalità, spesso astiosa, dei loro anziani !
    Scrivo così per i giovani che per passione scelgono il mestiere di guida alla Rèbuffat.

  158. 195
    Fabio Bertoncelli says:

    Ci vado io! Cordata Bertoncelli-Crovella, con guida alpina (Cominetti).
    Per la serie: “Potevamo stupirvi con effetti speciali”…
    … … …
    P.S. Guai a te, Marcello, se azzardi battute sconvenienti! Ti farei espellere per un mese intero dal mio amico Alessandro. E riammesso solo dopo aver passato una notte in ginocchio sui ceci. 😂😂😂
     

  159. 194
    Prof. Aristogitone says:

    E chi sarebbe ‘sto Severgnino che, pur non incontrando nessuno mentre correva, aveva paura di essere riconosciuto? Da chi?Alzi la mano qui chi andrebbe in vacanza con Crivella. Paga tutto lui, benzina, rifugi, funivie (‘tanto sono chiusi), e magari la guida alpina se serve. Eh?! Chi ci andrebbe? 

  160. 193
    Michele Cornioli says:

    “Prima il dovere e poi il piacere”: ma è così difficile accettare che nel periodo terribile che stiamo vivendo non c’è altra etica accettabile? Sono sicuro che la maggior parte di voi è cresciuta nel mito della Resistenza: ma cosa pensate si dicessero gli uomini e le donne che si univano alle bande partigiane? Erano spinti dall’urgenza di fare qualcosa per il proprio paese o per la propria idea politica o dalla ricerca di una qualche soddisfazione personale? Personalmente mi credevo ad anni luce dalle retorica dell’onore, ma in questo periodo il criterio che mi do è proprio questo, astenendomi, con qualche sacrificio, dal fare cose che possono aumentare i problemi degli altri. Se non facessi così, mi vergognerei profondamente di aver ceduto ai miei egoismi, tollerabili forse in tempo normale ma inammissibili ora.
     
    Detto questo, voglio fare le mie scuse a Carlo Crovella che nelle discussioni di gennaio ho provocato in qualche mio intervento. Ora capisco meglio il suo pensiero, e ammetto che, al netto degli eccessi autoreferenziali che rendono a volte sgradevoli i suoi scritti, sono in sintonia con il suo pensiero. 

  161. 192

    PEACE AND LOVE!!!
    🌷🌷🌷🌷🤣🌷🤣🌷🤣

  162. 191
    Fabio Bertoncelli says:

    No, no, no! Tu quoque, Stefano!
    Basta! Fate la pace, tutti! Altrimenti… 😡😡😡
     
    Pace e amore.  😇😇😇

  163. 190

    Fabio Bertoncelli probabilmente ti è scappato il T9… MITOMANE non mite… 

  164. 189
    Fabio Bertoncelli says:

    Gli ultimi commenti del nostro Crovella mi hanno ricordato il vecchio aforisma:
                 “Temete l’ira del mite”.
     

  165. 188
    Roberto Pasini says:

    Guardiamo avanti. Parliamo della fase 2. Noi più anziani, parzialmente garantiti economicamente, non possiamo pensare che per tutelare prevalentemente la nostra salute tutti debbano stare chiusi nelle tane ancora per tanto. Sarebbe un atto di egoismo e non di responsabilità. È giusto che siamo noi a limitarci con onestà e misura. In fondo abbiamo avuto tanto. Possiamo accontentarci per un po’ e lasciare che gli altri che devono garantirsi un futuro si organizzino con realismo e prudenza nel lavoro, nella vita sociale e nel tempo libero. Siamo stati una generazioni di idealisti e di ribelli. Oggi secondo me questo è il nostro compito: dimostrare che il nostro non era narcisismo infantile ma impegno per una società migliore e che non abbiamo perso quello spirito anche se un po’ rincoglioniti (parlo per me ovviamente).

  166. 187
    Carlo Crovella says:

    Ti ho già detto che sbagli profondamente e che che la tua posizione è fortemente criticabile sul piano deontologico. Al momento dovresti invitare i clienti (che eventualmente ti contattano) a rispettare le norme in vigore (attenta a non far confusione fra i messaggi dei media e gli atti governativi). Attualmente la regola generale è: stare a casa. Fra qualche mese, non sappiamo. Ma potrebbero esserci regole applicative molto stringenti, esempio che nelle escursioni si devono SEMPRE indossare mascherine e guanti chirurgici (e/o che si deve camminare in fila indiana a 2 metri uno dall’altro ecc ecc ecc). Non ho tempo per andare a rintracciare il tuo commento specifico, ma a memoria ricordo che ieri o l’altro ieri hai scritto qualcosa del tipo che ai tuoi clienti tu non pensi di far mettere le mascherine. A prescindere da quello che ritieni giusto o meno a titolo personale, se sarà in vigore quella regola la dovrai rispettare tu e la dovrai far rispettare, proprio in virtù della tua figura professionale. Se i tuoi clienti vedono che tu per prima non indossi mascherina e guanti, si sentiranno legittimati a violare la norma. Ho citato questo specifico risvolto per dare un esempio pratico e comprensibile al volo, ma il concetto coinvolge l’intera attività.

  167. 186
    Giacomo Govi says:

    @Agilulfo: Nel marasma dei commenti su tutto ( ma ben poco puntuali ), potresti essere specifico: se ritieni di aver capito la ratio del divieto di fare sport, o della mascherina, potresti spiegarci perche’ sono inefficaci/incoerenti?  E’ possibile che tu abbia individuato degli ottimi motivi, doversti condividerli.

  168. 185
    Massimo Ginesi says:

    qualcuno continua a parlare a vanvera di deontologia, come se quello fosse un dovere morale di ubbidire a norme discutibili, transitorie emanate a capocchia in un periodo di emergenza e destinate ad essere ancora soggette al vaglio della conversione. 
    Deontologia è in realtà L’insieme delle regole morali che disciplinano l’esercizio di una determinata professione.
    Ognuna ha la propria. Quale sarebbe il preciso dovere deontologico che viola la guida che auspica una ripresa dell’attività alpina al più presto? se il nostro illuminato ce lo spiega ne saremmo tutti più sollevati, credo a partire dalle guide. 
    Ovviamente l’alpinista di punta che non sia guida non soggiace al dovere deontologico, allora ne avrebbe uno morale di esempio, (sempre nella logica balilla, i presume).
    Quale dovere morale avrebbe l’alpinista di non auspicare  una pronta ripresa dell’attività in montagna se non assecondare tesi che, al momento non hanno alcun univoco sostegno scientifico, né hanno dimostrato alcune effettiva efficacia? 
    Perché se seguiamo quella linea, allora avrebbe anche il dovere morale di non andare a mettere a repentaglio la propria vita su qualche parete groenlandese, magari inducendo altri ad emularlo. 
    Nessuna deontologia e nessun dovere morale presuppone il dovere di bovino soggiacere a qualunque disposizione solo perché venga impartita dall’alto.
    quella si chiama cieca subordinazione e non fa parte degli ordinamenti moderni, fa parte delle più bieche dittature o dei regimi militareschi, o ancore della idea bacata che aleggia in  alcune  forme associate di frequentazione della montagna che taluno anela e che io vieterei per legge. 
    quindi ben venga la discussione critica su quanto è in vigore, sulle modifiche da apportare e su quanto si potrebbe a breve fare. 
    Severgnini che corra un pò dove cavolo gli pare, che mi sembra uno dei meno adatti a dire agli altri cosa fare…

     

     

  169. 184
    grazia says:

    Sono accompagnatore di media montagna ed è proprio in virtù della mia visibilità, che  da sempre cerco di trasmettere metodi per migliorare lo stile di vite attuale, avvicinandosi alla natura, modificando l’alimentazione, indossando fibre naturali, facendo acquisti consapevoli, viaggiando invece di correre da una parte del pianeta, rallentando i ritmi quotidiani, affrancandosi quanto più possibile dalla tecnologia e dalle mode, aumentando l’auto-produzione e mantenendosi vigili, liberi e pensanti nonostante i messaggi martellanti offerti dai media.
     

  170. 183
    Carlo Crovella says:

    Faccio però notare che sono stati diversi i professionisti (di varia levatura, nomea e visibilità) che hanno avanzato l’idea di riprendere la via dei monti e/o hanno protestato contro le norme restirttive, dal Di Federico citato nell’articolo alla guida naturalistica (mi pare questo sia il suo ruolo) dell’Etna. In ogni caso, a parte i professionisti che stanno in cima alla lista sul piano della responsabilità morale e deontologica, ci sono poi gli istruttori e tutti quelli che, essendo “forti”, hanno una visibilità e nomea. Da loro dovrebbe arrivare un insegnamento come il riferimento a Severgnini (adattato alla montagna, non alla semplice corsetta, qui il tema è se fare gite o meno quest’estate). Buon week end a tutti!

  171. 182
    Agilulfo says:

    Scrive Giacomo Govi al commento 142:

    […] le differenze di vedute ci stanno, per carita’. Personalmente le troverei […] piu’ credibili se si sforzassero perlomeno di capire la ratio dei provvedimenti, che pure contestano, come per l’assenza di deroghe per lo sport o l’imposizione dell’uso della maschera. Per molte di quelle cose ci sono palate di spiegazioni disponibili, basta cercarle.

    Veramente è proprio perché si capisce “la ratio dei provvedimenti” che molti si interrogano sulla loro reale efficacia e coerenza, come dimostrano molti dei commenti precedenti.
     

  172. 181
    Fabio Bertoncelli says:

    Andrea, sono di Castelfranco Emilia, ma socio della sezione di Modena da sempre. Da molti anni però non la frequento più. Gli amici hanno smesso e io ora vado solitario per i monti come un vecchio leone (o come un vecchio orso, fate voi). 
    Un tempo ero pure tra gli istruttori del corso, e quelli sono stati gli anni piú belli e spensierati della mia vita. A dispetto degli acciacchi – anzi, delle malattie – continuo però, come ho detto, a salire sui monti, per quanto mi è possibile.
     
    A me, mi ha rovinato quel tale che disse: “Casarotto, tieni alta la bandiera!”. Ecco, letta quella frase, l’ho imparata tanto bene che non l’ho piú scordata.
    Scherzo, naturalmente. La montagna – e l’alpinismo alla Rébuffat – mi è entrata nel sangue da adolescente. E una parte della colpa è proprio sua, di Gastone: guida alpina, montagnard e soprattutto poeta, inconsapevole di esserlo.

  173. 180
    enri says:

    Per Fabio.
    capisco, da quando sono nato frequento quelle cime e da anni il divertimento e’ risalirle o provare a risalirle senza funivie ne’ rifugi con partenze in pieno buio. Con questa modalita’ il distanziamento sociale e’ assicurato. Per questo dico che quest’estate il Breithorn da Cervinia sara’ una bella passeggiata…e non credo troveremo la solita fila sul pendio finale ahah…. vediamo il lato positivo. Per non parlare del Cervino, cosi risolviamo l’odiosa questione della prenotazione preventiva della Carrell….e nemmeno l’Orionde’! Si sale da Cervinia, punto. Che spettacolo.
    che se poi vogliamo essere veramente seri questo e’ il modo piu’ serio di salire in montagna.
     

  174. 179
    Riva Guido says:

    Vivi alla Crovella e la vita ti sarà bella!

  175. 178
    Andrea Parmeggiani says:

    @Fabio Bertoncelli, sei di Modena quindi?

  176. 177
    Fabio Bertoncelli says:

    Caro “enri”, apri le orecchie e ascolta questa storia.
     
    Ero fresco di Corso Roccia. Non ti dico l’anno perché mi vergogno; ti basti sapere che il nostro Gogna da appena un lustro aveva aperto la sua terribile via sulla nord del Cervino.
    Fu cosí che a fine luglio, terminato l’esame di maturità, mi ritrovai sul treno per la Valle d’Aosta; era la prima volta. Modena-Torino e Torino-Châtillon. Allenamento: zero.
    Con me c’erano tre istruttori e tre ex allievi del corso, diventati miei amici. Avevo diciotto anni (non so se mi spiego…). Destinazione: Cervinia. Da lí era partito pure Gogna per la sua nord. 😬😬😬
    Incredibilmente ingenuo, ero convinto che avrei salito il Breithorn Occidentale per la via normale, magari a piedi partendo da Cervinia. Per me sarebbe bastato (e avanzato): tutto allora luccicava di magia.
    Tuttavia, fui trascinato da quegli assatanati addirittura sulla Cresta del Leone al Cervino: a causa della mia timidezza e del mio carattere mite, non avevo osato rifiutare. Mia massima esperienza d’alta quota era la Marmolada, l’estate precedente: un gruppetto di baldi diciassettenni autodidatti, all’arrembaggio della ferrata.
    La mia ingenuità era tale che, quel pomeriggio, al Rifugio Carrel, mi aspettavo di veder sopraggiungere da un momento all’altro nientemeno che la cordata di Walter Bonatti e Carlo Mauri. Per me, allora, solo un cavaliere senza macchia e senza paura era degno del Cervino. Io che ci facevo?
     
    La cosa finí come doveva finire: soltanto i tre istruttori raggiunsero la vetta. Noi quattro ex allievi decidemmo per una ritirata strategica all’Enjambée e fummo recuperati dai nostri maestri sulla via del ritorno. Che tempi!
    Come disse Gianni Vattimo, il filosofo del “pensiero debole”: “Poche storie! Potessi ritornare a quei giorni, darei via tutto il pensiero debole”.
    E tutti voi, che cosa dareste via? 😂😂😂
    … … …
    Ebbene, e qui termino il mio pistolotto (che mi ha quasi condotto a lacrime di nostalgia), forse la prossima estate avrò l’occasione di realizzare il sogno dei miei diciotto anni: il Breithorn Occidentale.
    A piedi da Cervinia, naturalmente. 😊😊😊
     

  177. 176
    massimo ginesi says:

    @matteo “visto che hanno mentito come maiali sul conteggio”- guarda che i maiali sono animali molto sinceri, emotivamente assai sviluppati, intelligenti e affettuosissimi (quindi dovreste smettere di mangiarli…). E’ assai più corretto dire hanno mentito come uomini  ;o) 
    Ad esempio, una delle cose che il genere umano dovrebbe mutare immediatamente è il proprio modo di alimentarsi e di stare sul pianeta.  sincerità, emotivamente 

  178. 175
    Lusa says:

    Giustissima la geolocalizzazione – non tramite app sul telefonino che non tutti posseggono – ma tramite braccialetto elettronico obbligatorio ben fisso e che non si può togliere, come quello dell’inanellamento degli uccellini. Chi sgarra paga come è giusto debba essere, sperando che le sanzioni vengano come minimo raddoppiate!
    Auspicando che nelle strutture ospedaliere al bisogno avranno la precedenza di accesso solo chi si attiene strettamente alle regole vigenti. Fai da te, no Alpitur? ahi ahi ahi
    Altro che anarchia….
    Crovella grande maestro di vita. Sei da ammirare e prendere ad esempio.

  179. 174
    massimo ginesi says:

    @crivella: dato che sei tanto ineducato da storpiare il mio nome in ogni post, comincio anch’io.
    LA tesi del reato usato in senso generico per far capire si addice poco a chi si proclama giurista ma tant’è, non mi interessa polemizzare su quello, ti sei già abbondantemente definito da solo per quello che scrivi e come lo scrivi.
    Tuttavia continui a scrivere ettolitri di robe alcoliche senza che nessuno, qui sopra abbia mai manifestato, tantomeno i professionisti o le guide, intenti di trasgressione. 
    NESSUNO. né mi pare che a livello nazionale i frequentatori della montagna riempiano le statistiche dei trasgressori. Quindi se la smetti di ammorbarci con le tue teorie sulla deontologia di stampo vagamente fascistoide sul credere , obbedire, combattere credo tu faccia una grande cortesia a chi ha voglia di confrontarsi sul tema. 
    Il problema non se oggi sia opportuno fregarsene delle disposizioni, poiché vi sono e vietano alcune cose (con tutti i se e i ma legati all’interpretaizone di provvedimenti che, in alcuni casi, sono semplici atti amministrativi e non normativi, come i decreti ministeriali che, come saprà certamente il giuricommercialista, sono disposizioni  disapplicabali dal giudice ordinario).
    Appare comunque pacifico che non sia consentito spostarsi per andare ai monti. 
    Si tratta di disposizione che epr taluni, fra i quali io mi colloco, non hanno alcun senso, ma tant’è quelle sono.
    Chi vorrà provare a trasgredirle e impugnare il relativo provvedimento potrebbe avere positive sorprese, per ora mi pare che buona parte delle persone – obtorto collo – le rispetti.
    Le disposizioni sbagliate non si contestano solo attraverso un nuovo iter parlamentare, come comprendo qualunque persona dotata di senno, ma anche attraverso eventuali iniziative giudiziarie.
    Peraltro la follia di chi sta gestendo questa fase emerge già dalla necessità di depenalizzare dopo un mese, una condotta che nelle prime settimane aveva dato luogo ad una massa di notizie di reato ex art 650 c.p. da intasare le procure per i prossimi 25 anni… per valutare se chi aveva portato il cane all’aiuola più distante era un pericoloso delinquente. 
    Il problema è la fase due, in un paese in cui si vieta in modo arbitrario e con metodi altamente autoritari, in spregio a molti dei vincoli giuridici che il nostro ordinamento frappone a simili iniziative, senza che vi sia una traccia o un piano per la ripartenza.
    Senza che appaiano ne meditate né spiegate le scelte che si fanno. Mio figlio abita e lavora in Inghilterra da febbraio, quindi si è trovato coinvolto da subito nel casino britannico. Gli arrivano sms e lettere a casa in cui l’autorità spiga le proprie mosse e le ragioni che le sottendono. Il lock down funziona che si può uscire un’ora al giorno per fare attività fisica solitaria, e i poliziotti non inseguono la gente con i droni o gli elicotteri ma stanno nei parchi e gentilmente allontanano le persone che si raggruppano. Questo in un paese dove l’ordine e la disciplina mi pare non siano optional. e questo per dire che vi sono molti modi di gestire anche una situazione di emergenza e di clausura. 
    Siccome quanto fatto sin qui da coloro che ci governano non appare brillare epr efficienza, trasparenza e correttezza  io sono fra coloro che temono uno scempio anche nella fase due. 
    Non so se abbia un senso che associazioni, guide, blog e quant’altro si organizzino per fare proposte.
    La più sensata ribadisco che sarebbe quello di dare una data di fine della chiusura e dettare per quella fase modalità generali di interazione fra le persone. Ognuno poi le declinerà nella propria sfera di attività.
    questa folle paura del contagio mi pare francamente  scellerata, se all’umanità toccherà confrontarsi con un virus, sarà bene anche mettere in conto di prenderlo, tenuto conto che il 90% dei casi evolve senza problemi significativi, a meno che non si voglia rimanere blindati sino a che non ci sarà un solo positivo in giro. 
    Non si tratta di non poter tollerare il non andare ai monti per sei mesi (la vita mi ha proposto prove ben più complesse che mi hanno allontanato dai monti per anni) ma di interrogarsi su modalità che si profilano fortemente lesive della integrato psicofisica di ciascuno di noi e che hanno riflessi devastanti sulla vita economica. 
    Desiderare di riprendere le proprie attività lavorative, ludiche, motorie non è affatto segno di scarso senso civico o di cialtroneria, è la legittima aspettativa di ogni essere umano che – pur a fronte di morti e feriti – anela a vivere la propria vita, specie a fronte di misure folli e totalmente restrittive sulla cui necessità e utilità molti – anche illustri studiosi – nutrono più di un dubbio e le cui ricadute economiche e psicologiche, specie in uno stato che ha adottato la tecnica del “state chiusi e arrangianatevi”, saranno peggiori del virus.
    Non sfuggirà che il mainstream del state tutti chiusi vede come unici contraddittori scientifici due vedette quali Burioni e Lo Palco, non si sentono altre campane. chissà perché.
    Così come mi preoccupano gli spettri che già si agitano dietro affari da migliaia numeri come i test degli anticorpi e le app di tracciamento.
    Questo è un paese ove il bene dei cittadini è molto declamato ma quasi mai perseguito. e dunque il cittadino, lecitamente, dubita e si interroga.  
     
     
     

  180. 173
    Enri says:

    L’esempio di Severgnini e’ un bell’esempio ma ti diro’ di piu’: tutti dobbiamo dare il buon esempio, non solo chi e’ in vista. Ma la questione e’ un’altra: perche’ il decreto considera corretto andare dal tabaccaio a prendere le sigarette o fare la spesa tre volte al giorno passando prima dal macellaio, poi dal verduriere infine al supermercato ( e vorrei vedere nei sacchetti della spesa quanto c’e’ di indispensabile) e inveve non permette di camminare per 1km,  fossero anche 2, per fare un esempio, da casa mantenendo distanze da eventuali altri, tenendo mascherina ecc.? Le domande sorgono quando ci sono indicazioni parzialmente insensate. In uno stato democratico i decreti oltreche’ comandare le persone le devono persuadere e questo in vari ultimi decreti non e’ successo. E chi sente dentro, insieme al senso del dovere, un po’ di ribellione e’ perche’ a volte si ha la sensazione che non tutto quello che ci biene comandato in questi giorni sia sensato nonche’ utile. Tutto qui. 

  181. 172
    Matteo says:

    “perché non ci vai gia’ ora?” ovviamente perché non posso rischiare 400€ di multa assolutamente ingiusta che uno stato rapace e predatorio di origine e fondamento sabaudo mi impone, per motivi infondati e vessatorii.
    Ribadisco: in Germania è consigliata l’attività all’aria aperta e come tutti sanno in Germania (luterana) anche facendo la tara – visto che hanno mentito come maiali sul conteggio- non stanno morendo più di noi. 
    Di fronte a un’ingiusta imposizione, la prima cosa è parlarne. La seconda cercare di farla cambiare. Ma la terza è la disobbedienza, decisamente più civile della rivolta armata che deve rimanere l’extrema ratio. 
    Appena si riuscirà a muoversi un po’ senza venire impallinati dai questurini, sarà la prima cosa che farò.
    Se poi Crovella vorrà  restarsene chiuso in casa sino al beneplacito della Superiore Autorità, che tanto bene ha fatto sempre e in particolare in questa sciagurata disgrazia che ci funesta nonostante il Sistema Sanitario che tutti ci invidiano…beh, dicevo, se Crovella vorrà rimanersene a casa ne guadagnerà la respirabilità dell’aria!
     

  182. 171
    Lusa says:

    Ripartire con l’attività in montagna?
    In quale scenario? Leggasi attentamente:
    https://www.fanpage.it/esteri/science-quarantena-e-distanziamento-sociale-a-singhiozzo-fino-al-2022/

  183. 170
    Carlo Crovella says:

    Aggiungo un particolare che conferma la mia recentissima presa di posizione sul dovere deontologico. Beppe Severgnini, editorialista e vicedirettore del Corriere, sta trascorrendo il periodo di reclusione a Crema, dove ha la residenza anagrafica. Ha raccontato che da casa sua, per un corto viottolino, giunge subito in aperta campagna. Nei primissimi giorni della reclusione, quindi stiamo parlando di inizio marzo, si concedeva una corsetta fra i campi, tanto non incontrava nessuno (testuali parole). Ma si è subito reso conto che, data la visibilità del suo personaggio, si trattava di un comportamento deontologicamente sbagliato, perchè “cosa può pensare il comune cittadino se vede il vicedirettore del Corriere che viola una norma in vigore” (ancorché commettendo un semplicissimo illecito amministrativo, NdR)? e quindi da allora ha smesso, anche se nelle poche corsette che si era concesso non aveva incontrato nessuno.
    ———–
    Mutatis mutandis è questo quello che intendo per il “nostro” mondo di appassionati della montagna e dell’outdoor. Ripeto: gli alpinisti più bravi (e quindi con una maggior visibilità e nomea), nonché le guide e gli accompagnatori a vario titolo DEVONO dare l’esempio di essere individui integerrimi. Nel mio piccolo mi è capitato che, di recente, un paio di conoscenti mi abbiano contattato per sondare i mie eventuali programmi alpinistici per l’estate 2020 e io ho subito detto loro che, finché non c’è il via libera ufficiale, io non farò gite neppure da solo, figuriamoci con altri. Questo l’ho detto innanzi tutto perché lo “sento” dentro di me e poi perché, in quanto istruttore titolato di lungo corso, ho anche io una responsabilità deontologica (seppur inferiore a quella delle Guide) di dare il buon esempio sul piano etico. Invece aver verificato nel dibattito di ieri che alpinisti certamente più forti di me e/o guide/accompagnatori peccano in tal senso suscita in me una profonda critica e, in alcuni casi, anche un certo disprezzo.

  184. 169
    enri says:

    Vedo che i commenti non sono rimasti stretti a come poter immaginare un ritorno in montagna ma hanno poi, ovviamente dilagato. Tuttavia non mi sembra che vi siano schieramenti opposti. Credo tutti abbiamo pensato che sia stato giusto per il bene comune chiudersi in casa. D’altra parte dopo oltre un mese e mezzo ci si chiede se effettivamente ora ( non a inizio marzo) sia la cosa piu’ saggia da fare dovendo coniugare salute con la prosecuzione della nostra vita economica e sociale futura. Detto questo molti di noi, fra cui il sottoscritto, si chiedono perche’ abbia piu’ diritto un fumatore di andare a comprarsi le sigatette dal tabaccaio, in tal modo si inoltre inducendo possibili assembramenti, rispetto a chi per sua salute fisica vorrebbe farsi una passeggiata all’aperto di 30 minuti magari un po’ oltre i 200 mt da casa, senza far correre alcun rischio a se’ ed agli altri. Ecco direi che i dubbi nascono da qui. Concordo con Crovella e soci che dobbiamo essere seri, ma il perche’ uno possa uscire se ha un cane o andar per sigarette sia possibile e camminare ad 1 km da casa no… beh questo io non lo capisco e non e’ un tema di essere seri o meno. Tra l’altro la vita forzata a casa portera’ ad indebolirci e ne pagheremo le conseguenze di salute. Detto questo, io penso che in montagna forse si potra’ tornare in estate se lo faremo sostanzialmente rispettando le distanze e per questo vedo improbabile che rifugi e funivie possano riaprire ( se sara’ possibile meglio per chi fa di cio’ un lavoro) . Se riapriranno potremo comunque andare in montagna in modo diverso, scoprire che il 4000 piu’ facile delle alpi, il breithorn occidentale, senza rifugi e funivia , diventera’ un discreta sgroppata… che bello! Che poi pensare all’alpinismo rispetto alla morte di decine di migliaia di persone sia un capriccio, questo e’ certo. Ma qui non si tratta di infischiarsene di chi muore o e’ morto. Qui si tratta di immaginare un futuro a breve termine che rimetta in moto quel circolo virtuoso di desiderio, obiettivo, realizzazione che e’ alla base di ogni comportamento umano. E che tra l’altro da’ da vivere… non solo a noi ma anche i nostri figli che tutto sommato hanno statisticamente piu’ anni di noi davanti. In ultimo concordo con chi resta schifato da come anche in una situazione simile ci sia chi non ha comportamenti alimentari sobri….

  185. 168
    grazia says:

    Da anni vado a trovare una vecchina  nel paese accanto, sempre qui sull’Etna.
    Ha 89 anni, ha vissuto certamente la guerra e tante privazioni dovute alla povertà della sua famiglia. Da anni mi ripete che siamo tornati al fascismo e che, visto il quadro politico e i tagli in ogni settore, saremmo andati incontro a un periodo di ristrettezze. Mi invitava a prepararmi psicologicamente e si diceva preoccupata perché sosteneva che le nuove generazioni non sarebbero state in grado di superarlo, così tanto abituate a ricchezze superficiali e per nulla alla fatica. 

  186. 167
    lorenzo merlo says:

    Mi cito in merito a quanto nel 158.
    Il link proposta da Grazia 159 è interessante per tutto, in particolare per le ultime 5 parole del video.
    Il treno sta passando, decidiamo se lasciarlo sfilare o no.

  187. 166
    Roberto Pasini says:

    Certo Fabio, se penso a quello che hanno sopportato i miei genitori prima durante la guerra e poi durante la guerra partigiana, dico che le capacità di resistenza dell’uomo sono molto elevate ma forse ci siamo illusi che i nostri figli e nipoti potessero godere di condizioni particolari (privilegiate) come quelle in cui siamo vissuti noi in Europa nel dopoguerra. Speriamo di non dover rinunciare a questo desiderio senile. Non vedo come si possa godere masochisticamente come qualcuno su questo blog del fatto che le persone debbano tirare la cinghia di tre/quattro buchi. Se uno vuole flagellarsi lo faccia: infinite sono le perversioni dell’animo umano, ci sono uomini e donne che pagano per farsi picchiare. Gusti loro. Io mi ricordo bene come vivevano i miei nonni in Valdossola. Se uno non ha ricordi familiari guardi le fotografie o legga i racconti. Vade retro. 

  188. 165
    Riva Guido says:

    La panza piena, per alcuni a dismisura e a discapito di molti, ha portato a svuotare la testa.

  189. 164
    Fabio Bertoncelli says:

    Provo a rispondermi da solo. 
     
    Forse le ultime generazioni dell’Occidente sono state “rammollite” da 75 anni di pace, di progresso e di maggior benessere.
     
    Beh, se questa è davvero la ragione, allora evviva il “rammollimento”! 😁😁😁

  190. 163
    Carlo Crovella says:

    @genesi: ti avevo già detto più volte, ieri in giornata, che ho utilizzato fin dall’inizio il termine “reato” non per mia ignoranza, ma per farmi capire da tutti, In realtà fin dall’inizio intendevo “violazione di una norma in vigore”. Per altro anche su giornali, Tv ecc usano il termine “reato” proprio per farsi capire da tutti. Il fatto che si tratti, tecnicamente, di un “semplice” illecito amministrativo non cambia il ragionamento sostanziale, che è il seguente:
    GLI ALPINISTI/ARRAMPICATORI PIU’ CAPACI (e quindi con posizione di maggior visibilità sia all’interno del mondo dell’alpe sia verso l’esterno) DOVREBBERO DARE IL BUON ESEMPIO IN TERMINI DI RISPETTO DELLE LEGGI VIGENTI, a prescindere dalla fondatezza scientifica o meno delle stesse. SI AGISCA NELLE OPPORTUNE SEDI (PARLAMENTO ECC) per elaborare norme sostitutive, se quelle in vigore sono ritenute “sbagliate”, ma, finché sono in vigore le norme attuali, chi ha un ruolo di visibilità, in questo come in qualsiasi altro settore, deve agire come un fratello maggiore rispetto agli altri e “insegnare” loro a rispettare le leggi e come comportarsi.
    In questo momento la collettività ci chiede (cioè chiede a noi alpinisti) di NON fare gite fino a nuovo ordine (che potrà arrivare fra poco, ma anche molto in là nel tempo). Bene, dobbiamo tutti saper stare disciplinatamente ai nostri posti, finché non arriverà l’esplicita autorizzazione. Solo allora si potrà tornare a praticare le varie attività (alpinismo, arrampicata MTB ecc e se il regime din essere coinvolgerà il prossimo inverno la cosa riguarderà anche tutto il mondo dello sci).
    DISCORSO ANCOR PIU’ STRINGENTE PER CHI RICOPRE UN RUOLO PROFESSIONALE, CIOE’ PER LE GUIDE ALPINE/NATURALISTICHE E OGNI ALTRO TIPO DI ACCOMPAGNATORE. Dovreste “sentire” il dovere deontologico di dire agli eventuali clienti che vi contattano che, finchè non c’è la liberalizzazione ufficiale, NON li portate in montagna.
    Invece molti di voi non solo non danno il buon esempio, ma addirittura tenderebbero a istigare verso comportamenti in violazione di norme (norme “leggere” da un punto di vista giuridico? sì, certo ma non importa, sempre norme in vigore sono: che SERIETA’ etico-deontologico-professionale esprime una qualsiasi guida che si comporta così?)
    Temete una perdita di fatturato? Certo, accadrà e il vostro timore è comprensibile, ma rendetevi conto che questo problema coinvolge tutti i settori professionali e sarà sempre più marcato da qui in avanti. Esempi? Molte aziende mie clienti sono letteralmente ferme da inizio marzo: sono quindi quasi due mesi che io non fatturo nulla. Figuriamoci da qui in avanti: le aziende piccole (fino a  10 dipendenti per intenderci) o non riapriranno del tutto o avranno un volume d’affari più che dimezzato e quindi taglieranno i costi di consulenza. Altro esempio: il proprietario del ristorantino, dove tradizionalmente andavo a mangiare un boccone per pranzo, ha chiuso il 1 marzo e, da quello che si legge in questi giorni, potrà forse riaprire non prima di fine maggio-giugno. Quindi ha tre mesi di buco totale e, probabilmente, le regole che saranno imposte (distanze, mascherine e guanti, pannelli in plexiglass), riducendogli l’operatività a circa 10 coperti (contro i 30-35 del suo spazio tradizionale), potrebbero indurlo a non riaprire fino a totale superamento della fase critica. Forse non riaprirà mai più del tutto. Altri esempi: cinema, teatri, sale da ballo…. tutti tireremo la cinghia alla grandissima e non si capisce perché il settore della montagna dovrebbe considerarsi estraneo a questo fenomeno generalizzato.
    Quindi il fatto che guide/accompagnatori fattureranno poco o niente quest’estate non sarà una calamità specifica del settore, ma rientra in una tragedia che coinvolgerà tutta la popolazione (secondo me, non può stare completamente tranquillo neppure chi ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato – il classico “posto fisso” – e neppure i dipendenti pubblici/pensionati: non mi addentro nei tecnicismi per illustrare questa tesi, ma io non starei tranquillo neppure in quella situazioni, apparentemente “blindate”).
    Pertanto, nel settore della montagna, la posizione deontologica corretta dovrebbe essere: “non ci si muove fino al liberi tutti ufficiale” e chi ha più visibilità e/o ricopre un ruolo professionale dovrebbe dare il buon esempio ed essere ancor più rigoroso. Se non lo fa, è deontologicamente molto scorretto e questo danneggia l’immagine che il settore dà all’intera collettività.
    Mi dispiace che non “sentiate” dentro di voi questi ragionamenti: trovo già assurdo che ve li si debba dire dall’esterno perché non ci arrivate da soli, ma che addirittura protestiate quando vi si richiama al rispetto delle regole e alla serietà deontologica, mi pare significativo di una tara di fondo. 
    Un valido alpinista non è colui che arrampica sul VII o che scia sui 50 gradi o che fa 2500 metri di dislivello di corsa, ma è una figura seria, ponderata, matura che sa “aspettare” e insegna come ci si comporta davvero, sul piano etico prima ancora che in senso strettamente tecnico.

  191. 162
    Fabio Bertoncelli says:

    Sí, Roberto, hai ragione. Un confino domiciliare si dimentica abbastanza facilmente.
    Temo invece pure io che le conseguenze economiche saranno piú disastrose della stessa epidemia.
     
    Tuttavia mi pongo una domanda. Le passate generazioni sono sopravvissute alla Prima guerra mondiale, alla dittatura fascista, alla depressione economica, alla Seconda guerra mondiale, all’occupazione nazista, ai lager, allo sterminio degli ebrei, alla guerra civile, allo sfacelo sociale ed economico, allo spettro della guerra nucleare, ecc. ecc. Addirittura qualche soldato ha combattuto entrambe le guerre, e forse pure quella d’Etiopia. 
     
    Come ci sono riusciti? Avevano nervi piú resistenti dei nostri? 

  192. 161
    Salvatore Bragantini says:

    Questo interminabile elenco di opinioni, condivisibili e non, mi pare da un lato dovuto alla forzata inattività, per molti ascrivibile ad un disegno oscurantista che neanche Orwell lo avrbbe mai immaginato, da un altro lato alla nostro smaccato individualismo, dal quale anch’io per primo mi riconosco affetto.
    Però non è forse il nostro individualismo una delle grandi cause dei mali del mondo dei quali qui discettiamo, e che ci è rimproverato da tante culture orientali? 
    Meditiamo, gente, meditiamo…

  193. 160
    Roberto Pasini says:

    Se è stato fatto un errore per panico, mancanza di mezzi, incompetenza o altro (e mi auguro ti tutto cuore che non sia stato così) le responsabilità sarebbero enormi e non perché non siamo andati a correre o in montagna, piccola cazzata da viziati, ma perché saremo forse il paese che almeno in Europa pagherà il prezzo economico più elevato.

  194. 159
    grazia says:

    Buongiorno,
    infatti, Roberto, il problema più grande è il disastro economico, non l’uscire a farsi una corsetta, per quanto vitale per molti di noi.
    Per questo a me sembra inutile separare, come sanno fare gli uomini, tutte le attività e avanzare proposte. Ho visto persino un progetto per paraventi in plexiglas per le spiagge!
    Sono questi i momenti in cui dovremmo ricordarci di vivere in un unico paese e invece di cantare ai balconi il nostro orgoglio, dovremmo facendo sentire all’unisono le nostri voci di sdegno e protesta.
    Se tutti fossimo d’accordo, per una volta, tutto sarebbe possibile.
    Ma c’è chi si crogiola nello stare a casa e gli pare persino giusto, in barba a chi non ha da mangiare.
    Anche questa intervista mi pare illuminante:
    https://m.youtube.com/watch?v=i0B32R3vi2I&feature=youtu.be&fbclid=IwAR2nvZ5XylzIMtF3tBIlsZA_-4xT_oNfEpIo0TLOoIqk5o7XXUok7Z5DIWM

  195. 158
    lorenzo merlo says:

    Gestire un’emergenza è di per sé un atto creativo in qualche modo senza colpe.
    Ma, la cultura che abbiamo permette che Burioni sia dove si trovi, che il Comitato della Verità sia sbocciato, che la nostra realtà dipenda dall’Eu, e lunghi eccetera, non sono atti creativi. Sono scelte ponderate.
    Noi dobbiamo porci al cospetto di questa cultura e prendere posizione.
    Così come è nostra la responsabilità di quella che c’è, altrettanto sarà nostra di quella che avremo.

  196. 157
    Roberto Pasini says:

    Non lo so. Le valutazioni sono sempre difficili. Il disagio in casa è un problema minore. Il problema è il disastro economico.
     

  197. 156
    Fabio Bertoncelli says:

    Roberto, mi stai dicendo che sono recluso in casa da un mese e mezzo per niente? Ho capito bene? È vero?
    … … … 
    Vado a prendere il fucile. 

  198. 155
    Roberto Pasini says:

    Questo spunto di riflessione è apparso ieri sul Sole 24 Ore:
    https://www.ilsole24ore.com/art/siamo-l-unico-paese-mondo-che-sta-distruggendo-sua-economia-e-sua-cultura-causa-virus-ADemZwK#commentsform
    Forse un bilancio vero si potrà fare solo a fine anno. Mi auguro con tutto il cuore che non si scopra che ci siamo suicidati per niente e non mi riferisco al sopportabilissimo disagio di non andare in montagna, problema davvero minore.
    “In parole povere, in base ai dati pubblicati finora, non è morta più gente quest’anno rispetto agli anni precedenti in Italia nel suo complesso – fermo restando, ripetiamo, che in Lombardia, a Piacenza e altre province da fine febbraio c’è stata un mortalità tripla in media della media. Noi stessi siamo sorpresi di questo dato e siamo aperti a spiegazioni e correzioni che spieghino diversamente i dati che abbiamo rilevato dall’Istat. Insomma, si apra un dibattito libero, come avviene negli altri Paesi.L’obiezione che il lockdown abbia ridotto la mortalità al punto di farla scendere persino sotto la media storica non sembra valida perché quella italiana è la seconda più alta del mondo per il Covid, con 338 morti per 1 milione di abitanti e tanti paesi che non hanno messo tutti agli “arresti domiciliari” come noi (Corea, Giappone, Taiwan, Hong Kong, Australia, Svezia) hanno mortalità inferiore a 90 morti per 1 milione. Anche paesi che hanno applicato una via di mezzo come l’Olanda e gli USA hanno mortalità dimezzata rispetto a noi. Sembra cioè poco plausibile che senza lockdown l’Italia avrebbe avuto una mortalità ancora più alta, visto che tanti altri paesi che lo applicano molto meno hanno anche molti meno morti (Paolo Becchi e Giovanni Zibordi)”.

  199. 154
    Domenico Perri says:

    Sarebbe utile fornire contributi mirati a ricominciare ad andare in montagna in tempi ragionevoli, rispettando le regole minime, e proponendo un codice o regolamento condiviso da tutte le organizzazioni che operano in montagna. Magari attraverso un confronto dialettico, esprimendo le giuste e reali esigenze di tutti, dal camminatore della domenica all’arrampicatore estremo. Un documento condiviso e firmato da tutti coloro che amano la montagna in tutte le sue declinazioni, compresi i rifugi e le strutture ricettive ancora chiusi. Ogni occasione di scontro non fa che alimentare il clima avvelenato che si vive ogni giorno “in valle”, di recente Alessandro Lamberti Bocconi, Jolly, e’ stato massacrato dai soliti sciacalli della tastiera semplicemente per aver espresso un suo sogno o un auspicio di riprendere il 4 maggio a fare le cose di sempre in montagna. Camminare, correre, pedalare, arrampicare, secondo un’. Etica che ognuno di noi si impone da sempre nel rispetto della comunità e dell’ambiente montano. Allora cari amici, tutti, mobilitiamoci per proporre un manifesto condiviso in cui si possa ritornare tutti, nel rispetto delle regole necessarie, ma non soffocanti e restrittive. Ricordiamoci che la libertà della persona viene ancora prima di ogni altra regola o vincolo. Lo dice la nostra Costituzione.

  200. 153
    Massimo Ginesi says:

    @crovella: se qualche masochista avesse voglia di leggere la miriade di scemenze che scrivi si renderebbe conto di quanto sei inconsistente. Prima gridi al reato, Ti obiettano che è illecito amministrativo e non reato, e replichi che non è quello che importa.  Affermi che siamo noi a sostenere che è illecito amministrativo, ti citano gli estremi e l’obiezione è ma certo che lo so. 
    fai pena. stop. 
    io non ho mai sostenuto che intendo violare alcun precetto, ho semplicemente rilevato  che sono previsioni irrazionali, deleterie e che violano libertà fondamentali con modalità, scopi e criteri giuridici discutibili.
    e che non vi è prova che siano utili a prevenir il diffondersi dell’epidemia.
    se permarranno intatti  per secoli valuterò come condurmi, sempre in un alveo istituzionale, che sino  a prova contraria non prevede l’obbedienza bovina alla legge solo perchè tale ma anche la possibilità di farne valere l’illegittimità nelle opportune sedi.
    mi rendo conto che per quelli che inneggiano a primo levi e poi sostengono l’obbedienza cieca  alla legge, quale che sia il contenuto ma solo perché legge, tesi che giustifica da secoli le peggiori nefandezze, possa apparire posizione bizzarra, ma rientra nelle facoltà dello stato non sabaudo. 
    devo infine rilevare che con la tua straordinaria educazione civica hai mandato a puttane l’ennesima possibilità di confronto, così come la mia voglia, ritrovata a fronte di un tema significativo, di interloquire qui sopra.
    Non ti conosco nella realtà (né ci tengo a farlo)   ma certo qui sopra interpreti un ruolo desolante.
     
     
     

  201. 152
    Riva Guido says:

    E’ già pronta la modifica dell’Art. 5 della sana e robusta Costituzione: La Repubblica è una e divisibile e verrà rifondata in gli Stati Disuniti d’Italia.

  202. 151
    Carlo Crovella says:

    Per quel genio di genesi: ma certo che lo dice la legge, lo so benissimo, ma cosa c’entra? Il punto è che io sono coerente con il principio in cui credo (stare a casa per senso del dovere), mentre tu scalpiti per andar sui monti. Bene, perché non ci vai gia’ ora? Tanto o fai ricorso o al massimo paghi la multa. Che differenza c’è fra commettere l’illecito amminstrativo oggi e invece commetterlo a luglio? Se ti stanno strette le restrizioni, tanto vale che le violi gia’ ora, no?

  203. 150
    Prof. Aristogitone says:

    Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, l’uomo con la pistola è un uomo morto. Figuriamoci se ha una sciabola.

  204. 149
    Lusa says:

    Se veramente vengono chiusi i confini della Campania ragazzi ce la possiamo sognare la mozzarella di bufala…
     

  205. 148
    Fabio Bertoncelli says:

    La secessione della Campania (De Luca, PD)?
    No, ragazzi, no! Qui siamo su “Scherzi a parte”…
    … … …
    E Bossi che cosa dice? Si allea con De Luca?

  206. 147
    massimo ginesi says:

    lo dice la legge, non lo sosteniamo no, caro espertone:
    art. 4 dl 24.3.2020 “Salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle
    misure di contenimento di cui all’articolo 1, comma 2, individuate e
    applicate con i provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2,
    comma 1, ovvero dell’articolo 3, e’ punito con la sanzione
    amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000 e
    non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo
    650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge
    attributiva di poteri per ragioni di sanita’, di cui all’articolo 3,
    comma 3. Se il mancato rispetto delle predette misure avviene
    mediante l’utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate fino a
    un terzo. “prima di pontificare, conoscere.posto questo non per interloquire ulteriormente con un personaggio penso, che si commenta con i suoi ultimi post, ma per dare un parametro oggettivo alla sua pelosità. ho più volte sospettato che il nick crovella fosse un troll inventato da Gogna per tenere alto il rating del suo blog. temo invece che corrisponda ad un soggetto realmente esistente. e non ne provo sollievo.

  207. 146
    Carlo Crovella says:

    Ma scusate: se sostenete che andare in giro è “solo” un illecito amministrstivo e che potreste fare ricorso con buone previsioni di accoglimento dello stesso, perché non andate a far gite gia’ adesso? Che vi importa di aspettare luglio-agosto? Fate gite/arrampicate in questi giorni bellissimi giorni di primavera, anziché sprecarli a litigare con quel fascita di Crovella, no? O vi divertite di piu’ in questo secondo caso? PS: vi segnalo che proprio oggi De Luca (Campania, Pd) ha detto che, se il Nord accelera sulla riapertura, lui chiude immediatamente tutti i confini della regione! Sottolineo De Luca del Pd, non un fascista estremo. PS2: io “sceriffo”? si’ certo. Io mezzo prete? Ma figurati! Piuttosto  io sono un mangiapreti: considero (come gia’ sosteneva Indro Montanelli) che la presenza sul ns territorio della sede del Papato sia la vera maledizione storica dell’Italia! Tutto ciò non c’entra, almeno direttamente, con il virus, ma forse forse indirettamente si’. Infatti il senso del dovere è tipicamente calvinista-luterano e non cattolico, mondo che invece fa riferimento al perdono, per cui puoi peccare (dalla violazione di un divieto in su’) e poi ti penti e… arriva il condono.. Se fate mente locale è questo il punto chiave per cui l’area tedesco-olandese non si fida di noi italusni e non vi vuole dare i soldi… e io li capisco. Senzs wuei slldi  la crisi economica mordera’ di piu e rendera’ tutto piu complicato e teso, compreso il trrend di riapertura e, a cascata, anche quello delle gite in montagna.

  208. 145
    grazia says:

    Caro Giacomo, 
    è stato difficile sin dall’inizio comprendere la ratio dei provvedimenti proprio per via della grande confusione generata dagli inviti contraddittori – divertitevi e state a casa, si usano le mascherine tra il popolo ma per gli addetti ai lavori no, ogni regione che sforna più provvedimenti che pane un panettiere. 
    Credo ci stiamo impegnando tutti per seguire le direttive, ma ciò non toglie che si possa discuterne.

  209. 144
    Alessandro P. says:

    Leggo con grande interesse il pezzo e i contributi. 
    Cerco di essere sintetico.
    La discussione mi preme, con tutti i suoi impliciti etici, economici, edonistici e via dicendo. Appoggio il dialogo costruttivo e propositivo.
    Difficile aggiungere qualcosa di valore al molto che è già stato detto. Mi riserverò almeno l’educazione.
    Ci sono molte proposte apprezzabili, prospettive probabili, aspettative. Nulla di sicuro, da quel poco che capisco. 
    Ebbene, la montagna sa aspettare e i suoi nobili abitanti lo sapranno fare. Immagino, da cittadino, che non staranno con le mani in mano e forse già pensano cosa inventarsi, cosa creare, come fare. Io li appoggerò, come mi chiederanno.
    Vedremo soluzioni nuove e inedite? Non so che dire. Non proietto le mie aspettative su altri, mi riservo il piacere di lasciarmi sorprendere. Quando? Ogni stagione è quella giusta per le cime: ci sono solo atteggiamenti e abbigliamento sbagliati, ho sentito dire.
    Io mi limito ad attendere, non appena sarà possibile, nel rispetto altrui e dello Stato, di tornare a godere la montagna e le emozioni che riesce a trasmettere a tutti noi.
    È impossibile dire, almeno per me, non esperto di situazioni tanto complesse e contraddittorie, lo scenario che verrà. Riesco a dire solo quello che spero o di cui mi illudo, se si vuole: io ricordo solo quelli che ho veduto e nei quali voglio tornare. 
    Ringrazio, intanto, Alessandro che ha lanciato il dibattito, da cui può dedurre più di quanto le parole non dicano.
    A tutti auguro il meglio secondo quanto ognuno desidera.

  210. 143
    grazia says:

    Crovella sempre più divertente! 
    By the way, non scrivo per catturare la stima di qualcuno. 🙂

  211. 142
    Giacomo Govi says:

    La discussione ha preso la ormai gia’ sperimentata deriva crovelliana che sara’ dura recuperare. Io credo che la spaccatura con i “ribelli” che si oppongono al confinamento sia irreparabile, ma al contrario  di Crovella penso che il loro punto di vista sia non solo legittimo, ma anche comprensibile. Ognuno ha la sua storia e la propria situazione personale, e questo produce inevitabilmente punti di vista differenti. Ad esempio la professione. Chi nel confinamento ha visto bloccare la propria principale attivita’ non avra’ certo la stessa fermezza di principi rispetto a chi, tutto sommato, ha dovuto rinunciare al fine settimana in montagna ma non allo stipendio.  La stessa valutazione sulla gravita’ dell’epidemia, come abbiamo visto, varia con la persona e  per esempio con gli stessi numeri che Matteo ha giudicato “un virus blando”, l’Huffington Post ( certo, giornale di regime ) oggi piazzava titoli drammatici. Quindi le differenze di vedute ci stanno, per carita’. Personalmente le troverei piu’ equilibrate se evitassero di esserci proposte con il tono di chi “ci ha visto giusto” e compatisce noi poveri ottusi che non sappiamo grattare la falsificata superficie. E pure piu’ credibili se si sforzassero perlomeno di capire la ratio dei provvedimenti, che pure contestano, come per l’assenza di deroghe per lo sport o l’imposizione dell’uso della maschera. Per molte di quelle cose ci sono palate di spiegazioni disponibili, basta cercarle. 

  212. 141
    Roberto Pasini says:

    Anche nel Cai sabaudo ci sono voci diverse. Appello medico CAI di Venaria, Grande è il disordine sotto il cielo.
    https://www.facebook.com/groups/8433142162/permalink/10156773055292163/

  213. 140
    DinoM says:

    Quanto all’argomento di cui si tratta vedo solo uno scomposto tentativo di mercato captive. Stranamente a me ha ricordato alcuni commenti denigratori e sprezzanti sull’operato dei chiodatori volontari, senza peraltro citare esempi concreti di alcun tipo.
    Sono molto contento dei commenti di Michelazzi e di alcune GA che qui hanno scritto.
    Dino Marini

  214. 139
    DinoM says:

    Vedo i commentatori molto agitati. Però vi inviterei alla calma e allo studio del nuovissimo modello di autocertificazione appena uscito.!
     

  215. 138
    Roberto Pasini says:

    Lusa, tessera del pane e tutti a stecchetto! Va bene che per Freud dopo la Fase 1 Orale viene la Fase 2 Anale ma non facciamoci troppo prendere dall’entusiasmo per le “restrizioni”. Anche a Torino usano frustini calvinisti ma poi mangiano e bevono bene ( te lo dice un piemontese al 50% , non credere a tutto quello che racconta Crovella sulle pratiche di espiazione sabaude).Bertoncello maestro bricconcello mi tocca sostituirti da modesto allievo di bottega 😃😇

  216. 137
    Carlo Crovella says:

    @grazia: tu invece mi ispiri solo disistima, per questo stattene pure alla larga

  217. 136
    Carlo Crovella says:

    Per l’amico Bertoncelli, di cui apprezzo sempre l’humor para-britannico: prima di fucilarmi, devono venirmi a svovare; se anche mi scovano, devono stanarmi dal mio fortino; se anche mi stanano, devono sapere che con me ho la piccozza ben affilata… Dato il mio passato da schermitore, sinceramente io la vedo dura che mi si riesca a fucilare. Se ci fosse una sala scommesse su questo specifico evento, io non ti suggerirei di scommettere sulla concretizzazione della fucilazione.

  218. 135
    grazia says:

    Carlo Crovella, grazie per avermi fatto ridere!! 
    Le risate sono indispensabili a smorzare tensioni inutili!

  219. 134
    Carlo Crovella says:

    @grazia: ma chi ti vuole!!! Nessun desiderio di farmi abbracciare da te! Se  dovessimo mai incrociarvi per puro caso  ti suggerisco di stare distante, molto distante da me.

    In genersle: nel contesto familiare (molto sabaudo) in cui sono stato educato uno dei principali insegnamenti e’ “prima il dovere e poi il piacere”. Per tale motivo ho dentro di me il senso del dovere, declinato nella fattispecie sul tema fare gite o meno. Non crediate che non mi sia costato, emotivamente, rinunciare alle gite dal 1 marzo a oggi (e probabilmente da oggi per molti mesi), ma sopporto stoicamente questo sacrificio personale in nome dell’interesse collettivo. È questo che vi rinfaccio. Il vostro è un egoismo mascherato da richiesta di liberta’. Gli individui “resposabili” non devono neppure farselo dire, questo principio etico perché lo sentono dall’interno. Invecd voi addirittura strillare cime oche perché (a puro titolo di esempio) vi impongono guanti e mascherine nonostante i 20 gradi odierni…

  220. 133
    Roberto Pasini says:

    Chi emana leggi e provvedimenti amministrativi non è Dio. Si tratta di uomini, che spesso non conoscono bene ciò su cui legiferano, a volte nella fretta commettono errori e imprecisioni. Si veda in proposito l’analisi dell’avvocato runner sul carattere confuso e ondivago di alcuni provvedimenti sul tema sport o la discussione sul tema della sicurezza in falesia con ocioalfix, chiaramente un magistrato che sa bene come vanno le cose in tribunale e che non ci sono interpretazioni univoche. Non si tratta di decisioni che regolano il bene o il male assoluti, le tavole di Mose’ , ma di regole contingenti che cercano di affrontare un problema nuovo e inaspettato, dai contorni non ben chiari a nessuno, magari nel tempo potrebbero rivelarsi persino inefficaci o secondarie. Questo significa che chi deve applicarle nella concretezza, cittadini, forze dell’ordine e operatori del diritto deve tenere sempre in mente qua l’è lo scopo finale e adattarle alle diverse “fattispecie”. Ed è quello che accade nella maggior parte dei casi, anche se questi margini inevitabili di applicazione possono portare a volte ad atteggiamenti rigidamente giustizialisti o flessibilmente lassisti, ma questo dipende purtroppo dal legame perverso stato poco credibile / cittadino poco responsabile.  Ci troviamo e ci troveremo di fronte a provvedimenti di ordine generale che andranno applicati a livello individuale da chi va in montagna, usando il buon senso e alcune capacità/virtu’ che ci caratterizzano come comunità: coraggio, responsabilità, solidarietà, resilienza, valutazione realistica e accettazione del rischio, applicazione delle procedure di sicurezza a tutela nostra e degli altri, amore per l’ambiente.  Questi dovranno essere i principi guida con i quali riempire a livello individuale e collettivo gli spazi che ci saranno nelle norme, senza furbizie o rigidi estremismi. Lasciamo da parte le patenti di buono e di cattivo. Applichiamo le regole con onestà, come cittadini liberi e responsabili, non come sudditi o fedeli. Anch’io penso che gli spazi saranno limitati per quest’estate ma capisco che c’è anche un aspetto non banale di sostenibilità economica delle regioni alpine e quindi ben vengano le riflessioni concrete che da più parti si stanno facendo su cosa poter salvare, senza furbizie o assurdità che non sarebbero neppure accettate dagli appassionati. 

  221. 132
    Fabio Bertoncelli says:

    Caro Carlo, sei stato accusato di voler militarizzare la montagna. Sei stato accusato di essere mezzo prete e mezzo sceriffo. Sei stato accusato di attività “caiana” (che non si sa bene che cosa significhi, però fa sempre la sua bella figura, come urlare all’untore o al fascista o al razzista).
    Ti dichiari colpevole o innocente?
     
    Se non confesserai le tue colpe sarai fucilato alla schiena, in segno di disprezzo. Se invece ammetterai le tue colpe, sarai fucilato – bontà loro – al petto. Puoi scegliere.
     

  222. 131
    lorenzo merlo says:

    Interessante.
    L’anarchia, diversamente dalla vulgata, che la riduce a fare ognuno quello che gli pare, sussiste solo e soltanto nella misura in cui le consapevolezze sociali – il trito bene comune – e quelle individuali, fanno corpo unico.
    L’eventuale utopia non è nellla concezione di uno stato senza strutture, ma nel suo spirito: le dette consapevolezze.
    A quel punto la questione delle strutture dello stato – va da sé – non serve più neppure citarle: problema superato.
    Interessante, perché anche se fossimo d’accordo su una sola delle diverse idee qui emerse per ripartire in montagna – senza quella dote anarchica – in tempi brevissimi sarebbe contraddetta potenzialmente da chiunque.
    Una contraddizione che avrebbe il medesimo motivo per il quale ora, in questo dibattito, le diverse posizioni restano tali. Ovvero non corvergono in una.
    Perciò, ripartendo in montagna senza una modalità comune, ognuno comunque seguirà la propria. Stirner – anarchico – diceva che qualunque interesse personale è – al momento opportuno – più potente dei qualunque ideologia.
    Il proprio comportamento in montagna, qualunque esso sarà stato, se le curve del virus seguiteranno a scemare, sarà considerato al pari di quello giusto.
    All’opposto, con un recrudescenza delle curve, salvo eclatanze, considererà che altri hanno sbagliato.
    In caso di recrudescenza, adottare fin d’ora la linea più ferrea o legale permette di anticipare la propria innocenza, di validare la propria accusa. E già che ci sono, nella fattiscpecie, di considerarsi migliori della massa alla quale appartengono. almeno nella misura in cui non si rendono che per giudicarla devono farne parte costituente.

  223. 130
    grazia says:

    Caro Carlo,
    è un vero peccato che non ci si possa incontrare per via delle restrizioni, altrimenti correrei subito ad abbracciarti per sciogliere in parte le sbarre della gabbia in cui ti sei rinchiuso. 
    Penso sia già trascorso più di un mese da quando ho cominciato a essere attiva sul blog e oramai ho capito bene come la pensi: giuro che non ho bisogno di leggere il resto del tuo post, mi bastano le prime sette righe.
    Preferisco dedicarmi all’osservazione delle evoluzioni delle rondini sopra casa mia, vero  esempio di libertà.
    Perdonatemi se lo ribadisco: ma non ha senso alcuno trovare soluzioni per riprendere a fare vita all’aria aperta con i presupposti che ci sono imposti.
    Quando ho aperto gli occhi stamattina, stavo per uscire a correre, ma non per volontà di infrangere le regole ma seguendo una voce fuori campo eppure interiore.
    Purtroppo, poi, mi sono ricordata d’essere nell’aprile 2020 e quindi ho corso in terrazza. 
    Ecco, io auspico che uno di questi giorni identici l’uno all’altro, senza spazio e senza tempo, tutto il popolo italiano all’unisono si svegli con i miei stessi sentimenti, chi uscendo in bici, chi andando ad abbracciare la mamma che non vede da due mesi, chi per lavorare, chi per andare a vedere l’alba,  mandando allo sbaraglio tutto il piano – malamente – progettato.
    E se qualcuno vuole continuare a stare nel recinto, che ci stia.

  224. 129
    Lusa says:

    Crovella dice: condividono le restrizioni e che, se dipendesse da loro, le estenderebbero nel tempo e le renderebbe ancor più stringenti per prudenza generale e per rispetto collettivo.
    Condivido pienamente e mi schiero dalla parte di Crovella in toto.
    Razionalizzerei anche il mangiare, si vede in giro ai supermercati gente che riempie e tira i carrelli con chili e chili di cibi spazzatura. Si vedono i bidoni dell’immondizia che traboccano di scarti.  Un tot di riso/pasta, verdura, legumi carne e frutta a persona per 15 giorni con “apposita tessera” è largamente sufficiente per bere c’è l’acqua dell’aquedotto. La gente si è abituata troppo al benestare e questo non è bene, gli fa saltare troppi grilli per la testa e pensieri balzani.

  225. 128
    massimo ginesi says:

    @pasini “Non si potrebbe cambiare schema almeno in questa circostanza e mantenere il confronto su basi più concrete? In fondo la discussione era partita bene: come realisticamente e responsabilmente salvare il salvabile dell’estate turistica in montagna?”
     
    a mio avviso non si tratta di salvare la stagione turistica ma la salubrità mentale di migliaia di individue e la loro sopravvivenza psichica prima che economica.
    L’ho già detto ma vi ritorno 8( concordo parola per parola con l’analisi dell’avvocato  runner lombardo, che – un po sacrilego – fa anche lui un’analisi critica): regole generali di distanziamento, che ogni partecipante applicherà – sotto la sua responsabilità e buona creanza (o diligenza – alle specifiche discipline.
    Non ha senso disciplinare analiticamente le fattispecie, se non si vuol creare una barando dalla quale non si esce più.
    I tempi a me paiono già pericolosi, per gravità, intensità e capillarità del controllo. Quando abbiamo detto che non si devono far riunioni, che si dve stare a distanza e si devono osservare alcune regole igieniche ogni frequentatore provvederà da se a conformarvisi, senza vietare tout court l’attività all’aperto. 
    Ovvio che rifugi, adunate nei saloni cena, gite sociale e quant’altro, ove non siano in grado di rispettare tali prescrizioni, non si faranno.
    Le guide potranno adottare modalità di precauzione su gruppi ridotti e il singolo potrà beatamente andarsi a fare un giro sino a foce di cardeto senza avere i droni dietro, che non sta diffondendo proprio un bel niente se non la paura che è stata instillata a dosi da elefante attraverso un battage mediatico folle. 
    Le file di bare portate via con i camion hanno indotti molti a pensare alla guerra e a un’epidemia invincibile, non a chiedersi se epr caso – avendo i posti rianimazione della Germania – quelle bare non ci sarebbero state.
    e così vale per molti degli espetti di questa epidemia del pensiero… 

  226. 127
    massimo ginesi says:

    e con questo ultimo post abbiamo dato il meglio della teoria dello stato sociale da scuolaradiolettra. 
     
    Chi commette un’infrazione perde i diritti civili, perché si chiama fuori dal patto sociale.
    in quattro righe abbiamo mandato  a puttane interi secoli di elaborazione scientifica su tali aspetti, da kelsen in poi…
    A chi sosta fuori dagli spazi tagliamogli la gamba, con attaccato scarpone e sci da sci alpinismo (non sciancrato, of course)
    A chi non si disinfetta prima della ferrata via tutte due le mani. 
    Buona bevuta. e quando avete finito, posate il fiasco. 
     

  227. 126
    Nicola Pech says:

    L’atteggiamento del Crovella rivela l’indole securitaria caiana che vuole militarizzare la montagna con un atteggiamento che è una via di mezzo tra il prete e lo sceriffo. D’altronde, se non sbaglio, l’estrazione è quella. Auspica restrizioni ancora più severe: nessuna responsabilità personale, nessuna capacità di distinguere quello che è davvero da evitare (gli assembramenti) da quello che non ha nessun impatto sulla diffusione del virus (andare in montagna). Concordo con Pasini: è triste, molto triste.
     

  228. 125
    Un viandante. says:

    Salvare il mondo astenendosi dal proporre / pensare anche di fare una gita, una passeggiata ma dove siamo finiti ? Per la carità, é giusto sostenere le proprie opinioni ma occorre rispettare anche quelle degli altri senza aggredirli come un predicatore dal pulpito. Ben venga chi nel tunnel cerca di vedere una luce. E poi basta con questa retorica della montagna maestra di vita . 

  229. 124
    Carlo Crovella says:

    @grazia: mi sono concentrato sull’outdoor perché in questo specifico dibattito si sta parlando della possibilità o meno di fare gite nell’estate 2020. Parlare delle restrizioni generali è fuori tema, almeno in prima battuta: non ha attinenza diretta con il tema dell’articolo pubblicato. Peto’ se vuoi sapere la mia opinione anche sul resto, concordo in pieno con le restrizioni imposte e, anzi, sarei stato ancor più severo. La vostra intolleranza su quei punti è la conferma della vostra anarchia in termini di convivenza civile (l’outdoor e’ solo un risvolto marginale e di scarsa impirtanza). Per cui: non siete disposti a fare quei sacrifici generali (quelli da te elencati) per 2 mesi e mezzo (metà febbraio-fine aprile)? Beh, allora perché io devo fare il sacrificio di pagare le tasse, un cui pezzettino finanzia il sistema sanitario che, prima o poi, assistera’ anche voi? Vi chiamate fuori dal patto sociale? Benissimo, ma allora statevene sempre fuori. Questo è il tema generale, che però qui deve calarsi nella fattispecie della possibilità o meno di fare gite nel prossimo futuro e in particolare nell’estate 2020. Per chiarire a Pasini, in un’ottica cordialmente costruttiva: io temo che sia irrealistico pensare di applicare alla montagna le regole previste per esempio per gli stabilimenti balneari nella fase intermedia ipotizzabile per l’estate. Per cui l’autorizzazione a far gite in montagna, nonché arrampicare in falesia, nonché utilizzare i rifugi ecc ecc ecc  dovrebbe essere rinviata fino a quando saremo definitivamente tornati a una situazione pre-epidemia (cosa che io stimo possibile non prima dell’autunno). Compromessi tecnico-giuridici (es mascherine e guanti sui sentieri ecc) io non li vedo facilmente applicabili, per cui tanto vale tagliare la testa al toro e considerare l’annata 2020 come “persa” per l’alpinismo/arrampicata/MTB ecc e, se le cose non migliorano strutturalmente, anche per sci/scialpinismo/ciasploe/cascate ecc dell’inverno 20-21. Se invece le autorità autorizzeranno, a torto o a ragione, l’attività outdoor gia’ per l’estate, è ovvio che fare gite non sarà una violazione di divieti, ma sarà lasciato alla coscienza dei singoli. PS (non mi ricordo più per chi): non è che io mi devo far legittimare dai miei figli, ma (nell’ambito di un profonda confidenza interattiva) mi interessava conoscere l’opinione sul tema di due giovani. I figli hanno detto di loro iniziativa che condividono le restrizioni e che, se dipendesse da loro, le estenderebbero nel tempo e le renderebbe ancor più stringenti per prudenza generale e per rispetto collettivo. Quindi non tutti la pensano come voi, anzi mi pare che i sondaggi dicano che il 65%-70% degli italiani (di ogni eta’) condividono le misure adottate. Ciao@

  230. 123
    Massimo ginesi says:

    Perdona Pasini, premesso che non interloquirò piu nel merito perche mi interessa poco confrontarmi con chi detiene il verbo e considera il resto del mondo una massa di decerebrati o di anarchici, ma dove vedi il dagli al Crovella?
    mi pare che costui, scrivendo ripetutamente scempiaggini con toni ieratici, faccia piu o meno tutto da solo, sputtanando qualunque seria possibilità di discussione.
    a me personalmente non  fa neanche rabbia. Fa tristezza.

  231. 122
    Roberto Pasini says:

    Segnalo come esempio di moderazione e buon senso ambrosiano il contributo di un competente avvocato e appassionato runner membro della Commissione Sport dell’Ordine di Milano sui provvedimenti relativi alle restrizioni all’attività sportiva.
    https://www.facebook.com/101065146423/posts/10158681956966424/?d=n

  232. 121
    Roberto Pasini says:

    Fantastico. Siamo tornati al gioco solito “Solo contro tutti” e “Dagli al Crovella”. Si chiama “coazione a ripetere”. Avete risvegliato dal sonno il mastino e lui ha subito reagito. Non si potrebbe cambiare schema almeno in questa circostanza e mantenere il confronto su basi più concrete? In fondo la discussione era partita bene: come realisticamente e responsabilmente salvare il salvabile dell’estate turistica in montagna? Il bene, il male, la legge, la libertà, i destini del mondo non c’entrano. Di piccole cose di tratta ma che possono fare la differenza. Speriamo che chi deve decidere abbia un approccio più minimalista. 

  233. 120
    Agilulfo says:

    il walfare dovrebbe essere riconosciuto solo a chi se lo.merita per l’adeguata mentalita’

    Triage ideologico.
    Qui ci vuole la patente di adeguata mentalità.

  234. 119
    grazia says:

    Onestamente, Carlo, è davvero incomprensibile quanto inaccettabile come tu possa ridurre tutte le restrizioni che ci sono state imposte con “la vita outdoor”, mettendole tutte nel calderone delle attività ricreative e, così etichettandole, facendole passare per non necessarie. 
    So che appare molto più semplice seguire il gregge, ma da quando mi sono ritrovata in questa vita cerco quanto meno di capire ciò che mi capita e di utilizzare al meglio le risorse che mi sono state donate, intelletto compreso. 
    Ti ricordo che non puoi andare a trovare i tuoi familiari, le persone a te care e quelle che hanno bisogno del tuo sopporto; non puoi andare a lavorare; non puoi spingerti al di là di 200 m dalla tua abitazione e non puoi valicare i limiti del tuo comune; non puoi uscire con tutta la tua famiglia; non puoi mantener sano il tuo stato di salute stando al sole e facendo quattro passi; puoi uscire solo per fare la spesa, comprare medicine, droghe al tabacchi e comprare giornali che ti ricordano che la tua vita è in pericolo; puoi uscire solo a certe ore del giorno legate all’apertura dei negozi (anch’essi sottoposti a numerose restrizioni); se ti beccano in giro devi compilare e firmare una dichiarazione illegale, and so on.Magari se ci pensi bene, lo vedi anche tu che non è solo la vita outdoor a essere lesa.
     

  235. 118
    Carlo Crovella says:

    La questione è generale e trova nell’andare in montagna solo una fattispecie di applicazione pratica. La questione generale prescinde inoltre dalla distinzione fra reato e illecito amministrativo, anzi prescinde addirittura dall’esistenza o meno di leggi (o decreti) con valore giuridico. È un patto sociale che si regge sul senso del dovere reciproco. Se vuoi far parte di una collettivita’  nazionale lo devi sentire dentro di te questo dovere (di rispettare le regole, NdR), anche quelle non scritte, a prescindere dal fatto che ci siano testi di legge o asdimilati. Altrimenti ti chiami fuori dalla collettività e pero’ non pretendi di avere, nei suoi confronti, dei diritti. Fuor di metafora: se non sapete rinunciare per 6 mesi (marzo-settembre) a stare senza attività l’outdoor per il bene della collettività nazionale (a prescindere che sia imposto o meno per esplicito decreto), allora non si capisce perché la collettivita dovrebbe, per esempio, mettervi a disposizione il servizio sanitario quando ne avete bisogno. O dentro o fuori. Volete stare fuori? Ma benissimo, con me sfondate una porta aperta: individui del vostro calibro non sono elementi vantaggiosi per la collettività nazionale. Pero’ se dimostrate che preferite farvi gli affari vostri, fate pure, ma a quel punto state sempre fuori. Quello che mi irrita e che volete la botte piena e la moglie ubrica: cioe’ volete l’assoluta libertà individuale, ma contemporaneamente volete anche i vantaggi della collettivita’ (senza pagarne i prezzi). Questo non è tollerabile (inoltre sul piano socioeconomico, non è più sostenibile: siamo un paese con le pezze sul sedere per cui  il walfare dovrebbe essere riconosciuto solo a chi se lo.merita per l’adeguata mentalita’). Per il resto: mi è chiarissima la differenza fra reato e illecito amministrativo, ma ho utilizzato il termine reato per essere più facilmente compreso da tutti. Per quanto riguarda le difficoltà arrampicatorie (“ridicole”) sulle quali mi sono sempre mosso, qui c’è il vero scontro ideologico. Per me andare in montagna è scuola di vita, non semplice sport e i valori etici ed esistenziali li puoi imparare anche sul III grado o sui sentieri, mentre chi “vede” solo la prestazione (“ho fatto il VII”,  “sono salito per 2500 m di dislivello” “ho fatto la gara di corsa” ecc ecc ecc) strumentalizza la montagna a mero palazzetto dello sport. La sputtana. La tua/vostra visione è arida e egocentrica sia in termini strettamente arrampicatori/alpinistici che di etica a 360 nella vita di tutti i giorni. Frequentatori della montagna come voi sono un male e non un bene per la montagna a prescindere dai decreti governativi in essere. Ecco perché gia’ da diversi anni ho deciso di portare avanti  l’iniziativa politica “Più montagna per pochi”, finalizzata a preservare/ripulire la montagna dall’abuso consumistico e prestazionale. Questo specifico odietno dibattito ha il merito di aver illustrato oltre ogni ragionevole dubbio un concetto di cui sono convinto da anni ed anni: chi e’ un “cannibale” nell’approccio alla montagna, e’ un cannibale a 360 gradi e viceversa. Cioe’ chi ha un approcvio superficiale alla montagna, con elevate probabilità non ha un integerri.o senso civico. Meglio quindi allontanare i cannibali dalla montagna e lasciarla solo a chi “sente” il piacere di evolversi eticamente attraverso la sua frequentazione.

  236. 117
    grazia says:

    Per quanto riguarda gli appellativi lanciati alla rete – visto che non ho l’onore di aver incontrato nessuno di voi (a parte Stefano) e non è possibile guardarsi – direi che non mi toccano, tanto più che si tratta di giudizi che si basano su quattro parole. 
    Non mi pare costruttivo il dialogo con chi attacca quando non sa argomentare. Preferisco infinite volte il silenzio, piuttosto, oppure l’ammissione che le parole sono finite.
    A me capita spesso in questi giorni, di rimanere a corto di parole. Praticamente all’uscita di ogni nuovo decreto sento spegnersi dentro di me quella scintilla vitale che mi ha permesso di attraversare diverse tempeste della mia vita.
    Però mi conforta sapere che non sono sola in questo viaggio apparentemente contro corrente e ringrazio Massimo, Alberto, Stefano e gli altri che sanno vedere e esprimere apertamente la loro opinione. 

  237. 116
    Matteo says:

    Questa non può passare: “bisogna rispettare pedestremente la legge anche quando ingiusta, finchè resta in vigore”
    E’ almeno dal 1945 che questa interpretazione è cassata e da nessuno stato civile è pretesa l’osservanza incondizionata della legge. E nemmeno negli eserciti è richiesta, almeno formalmente, l’obbedienza pronta, cieca e assoluta.
    Questo semplicemente perché Auschwitz era legale e il Reich pagava anche il biglietto del treno.
    Figurarsi poi l’obbedienza a norme di (molto) dubbia legalità che prevedono al massimo sanzioni.
    E per favore, no mi si citi l’eccezionalità dell’evento e l’ineluttabilità dei provvedimenti affinché funzionino: in Germania, non solo non è vietata, ma è consigliata l’attività all’aria aperta soprattutto per gli over 65, che come ci ricordava il buon Heinz è uno dei miglior viatici per non prenderlo, il virus.
    Quindi se volete a tutti i costi a ergervi a paladini dell’ordine costituito, almeno non insultate la nostra e la vostra intelligenza!

  238. 115
    Paolo Panzeri says:

    Un’uomo, vissuto più di un secolo fa e amante del ragionamento, non ricordo il nome, aveva detto che la politica si sarebbe involgarita e sarebbe diventata la “prostituta del pensiero”.
     
    Mi sembra che i discorsi che ci vengono fatti e le soluzioni che ci vengono continuamente presentate dimostrino ampiamente che aveva ragione.

  239. 114
    Alberto Benassi says:

    per LUSA
    oltre a salutarmi il PIM,  ti comunico che ho quasi terminato una via che sto aprendo su qualle bella parete sopra Colleoni che fa da sostegno calcareo alla cupola del Croce il monte dell giunchiglie.
    Appena finita passo da Colleoni e bridiamo, Te prepara vino e sarcicce alla brace.
    Si festeggia

  240. 113
    grazia says:

    Massimo, ti ringrazio per i complimenti.
    Condivido pienamente ciò che hai espresso.
    I più non si rendono conto che la pratica di distrarre le masse mentre accade qualcosa di più importante è cominciata da molti anni. 
    Penso sia chiaro che il problema non è riducibile all’andare in montagna – cosa per me vitale e non perché sono guida, ma esattamente il contrario: è l’unione con la Natura che mi ha portata a diventare guida e non solo.
    Io trovo molto inquietante la cieca osservanza delle direttive, a volte persino anticipandola come qui a Zafferana, dove si è cominciato a  indossare guanti e mascherine  per strada non appena hanno chiuso i recinti. Oggi sono uscita in sandali e la maggior parte delle persone portava giacche pesanti, sicuramente per proteggersi contro il nemico, a dispetto dei 20 gradi.
    So che mi sto ripetendo, ma se accettiamo così incondizionatamente gli ordini (auto-certificazione non legittima compresa) senza capire ciò che stiamo facendo, non facciamo che peggiorare la qualità della vita che conduciamo. 
    Non sono disposta a usare la maschera per guidare le mie escursioni e tanto meno quando corro da sola. Non sono disposta a seguire pedissequamente gli ordini di chi getta alle ortiche da decenni il patrimonio artistico, storico e naturalistico del nostro paese. Non sono disposta a diventare un soldatino senza uno scopo reale. 

  241. 112
    massimo ginesi says:

    La freschezza delle idee fa ridere i polli  bisogna dire ld cose comd stanno  non comd ci piacerebbe che fossero: quelli sono sogni immaturi da irresponsabili
    un’affermazione che ti qualifica e ti defisce. Direi che non serve altro. Se non che maturo e irresponsabile, almeno per quanto mi riguarda, puoi dirlo a tua sorella. quanto a dir le cose come stanno, spero di vivere in un paese in cui quel potere non ti competa mai (che pure ti attribuisci il verbo in ogni settore).
    se ti occupi di diritto societario r non distingui in reato da un illecito amministrativo i tuoi clienti ti saranno meno grati dei tuoi discenti scianti.
    Scrivi sempre come il detemtore del verbo, quando il solo leggere l’epopea bonattiana del bunker, una via che si fa in due ore a 10 minuti dalla macchina e con due passi di 5c su 5 tiri scarsi mi a fatto Ridere due giorni.
    e se andavi in striata che scrivevi, i giorni grandi?
     
    a proposito dell’oggettivita e affidabilita di quel che scrivi.
    Tu sei tolemaico, il mondo ruota intorno a te e ai tuoi accessori, i figli ai quali chiedi se sei nel giusto. Che pena.
    io, grazia e un po di altre persone mi pare preferiscano condursi civilmente senza rinunciare al proprio spirito critico.
    in tempi bui, di leggi razziali saresti uno di quelli da cui mi guarderei di piu.
     
     

  242. 111
    Roberto Pasini says:

    Gli anni passano, i bimbi crescono e le mamme invecchiano, i nuovi mattini diventano malinconici tramonti ma siamo sempre lì. Da un lato un alpinismo ligio e conservatore (nel senso positivo del termine), dall’altro un alpinismo libertario e ribelle. Lancieri di Pinerolo e anarchici carraresi. Yin e Yang, onda o particella, oppure come direbbe qualcuno oscillazioni quantiche dello spirito? Chi dei due salverà il Dio dell’Alpe? Uno o l’altro, entrambi, o nessuno dei due? Ah saperlo! La maggioranza silenziosa probabilmente segue la grande scuola democristiana: mi raccomando santifica le regole figliolo e eventualmente pecca ma con giudizio, poi si aggiusta tutto come diceva Zia Mariannina al Divo. A questo punto la conclusione spetta di diritto, come in “Sogno di mezza estate”, a Bertoncello il Bricconcello. Aspetto con ansia Fabio. 

  243. 110
    Alberto Benassi says:

    Poi se vogliamo seguire quella china, pericolosa, ricorderei a Crovella, che tanto si vanta di essere concittadino di Primo Levi, che anche le leggi razziali erano leggi.Quindi starei attento a proporre, specie di questi tempi, modelli bovini di osservanza. Il cittadino è certamente tenuto a rispettare la legge, non a spegnere sul cervello mentre lo fa.

    A Crovella
    attenzione a barattare la libertà di un popolo per un po di sicurezza in più.
    Non lo dico io che sono un emerito imbecille, lo diceva un certo Sepulveda a proposito di un popolo quando attraversa un difficile momento.
    E noi lo stiamo attraversando,  anche se è già da tempo che stiamo barattando…

  244. 109
    Agilulfo says:

    Caro Michele Cornioli, non rivendico affatto il diritto di “fare come cazzo ci pare” (ti cito, sorvolo invece sul resto della tua frase), ma quello di usare il cervello sì.

  245. 108
    Carlo Crovella says:

    Per ginesi: mi occupo di diritto societario per cui ho accumulato una discretavforma mentis giuridica. Cmq parlavo con Bertocelli su un piano etico per cui la tua osservazione non è fondata. Vedremo come cambierà il quadro nell’immediato futuro. Io non penso che si manifesteranno le condizioni per fare gite nell’estate prossima (vedi presa di posizione generale dell’ Ist Sup Sanita’). La freschezza delle idee fa ridere i polli  bisogna dire ld cose comd stanno  non comd ci piacerebbe che fossero: quelli sono sogni immaturi da irresponsabili

  246. 107
    Carlo Crovella says:

    A pranzo ho interpellato i mie figli (27 e 22 anni) per verificare se le mie idee sono inquinate dalla mia età anagrafica. Ebbene di loro iniziativa mi hanno detto che non pensano  allo stato attuale, di fare vacanze per rispetto e senso civico. In più ho chiesto a loro (che leggono chat e cose del genere) di ragguagliarmi circa anticipazioni che girano sui prossimi provvedimenti. Mi hanno detto che gira voce che De Luca (governatore PD della Campania) non voglia autorizzare l’accesso alle spiagge libere pare lo stesso anche in Sicilua. Per gli stabilimenti balneari prevedono regole molto stringenti con ampie distanze  pannelli in plexiglass fra lettino d lettino e obbligo di mascherina e guanti chirurgici. In spiaggia! Ammesso che sia confermato  è facilmente comprensibile che se quelle saranno le regole in vigore, difficilmente le si potrà applicare in montagna. Che ipotizzate? Di mettere pannelli di plexiglass a tutte le soste in parete? Si posizionare dispenser a ogni curva di sentiero? Non parliamo dei rifugi, su cui mi sono già espresso. È evidente che sllo stato attuale l’idea che si possa andare in montagna nell’estate 2020 e’ del tutto priva di fondamento. Segnalo che proprio oggi l’,Istituto Superiore di Sanita’hs ufficialmente detto che “e’ presto per autorizzare le vacanze estive”. Circa la questione dei numeri ISTAT dei decessi in Piemonte e Lombardia va notato che tali numeri sono “relativamente” contenuti proprio perché la “stretta” è stata abbastanza repentina (con il senno di poi avrebbe dovuto esserlo ancora di più  ma lo è stato abbastanza). Se fosse sempre stato possibile (anchd in marzo) praticare sport, fare passeggiate nei boschi, fare pedalate e altre cose “irresponsabili”  i morti sarebbero stati molti e molti di più perché il virus avrebbe girato di più. Per fortuna quindi che hanno messo le restrizioni e ogni persona con senso di responsabilità non può che augurarsi che i prossimi rallentamenti delle restrizioni siano molto prudenti e con tempistiche molto dilazionare. Se per la salute di tutti dovete mettere in conto il sacrificio di non andare in montagna quest’estate…beh ringraziate di essere ancora vivi. Il vostro “sacrificio” è il contributo etico che offrite alla collettività nazionale cui appartenete. Farvi addirittura “belli” perché violate i divieti getta un’ombra di indegnità sj di voi. A questo punto, se in un domani doveste mai aver necessità di andare in ospedale (per un qualsiasi motivo) perché vi aspettate che l’ospedale sia s vostra disposizione quando voi avete infranto il patto sociale (questo è il profondo significato del rispetto delle leggi) che è la base della convivenza democratica???

  247. 106
    massimo ginesi says:

    premesso che non sono un fautore del contagio libero, ma lo sono del libero intelletto, eviterei di scrivere scempiaggini del tipo: 
    “ora è così e chi viola commette un reato. ”
    Ricorderei anche che commercialista e giurista hanno solo la desinenza simile… e null’altro in comune.
    oggi chi va a farsi un giro in montagna commette un illecito amministrativo, sanzionato con una pena pecuniaria, esattamente come  un divieto di sosta.
    Poichè le norme che hanno istituito quei divieti sono cervellotiche, imprecise e – soprattutto – del tutto irrazionali e discrezionali, molte di quelle violazioni finiranno come carta straccia nei Tribunali.
    Dura lex, sed lex va bene. ma se mi ordinano di girare per un mese con una cresta di gallo per sconfiggere il virus qualche domanda sulla portata di quella norma comincio a farmela. 
    Poi se vogliamo seguire quella china, pericolosa, ricorderei a Crovella, che tanto si vanta di essere concittadino di Primo Levi, che anche le leggi razziali erano leggi.
    Quindi starei attento a proporre, specie di questi tempi, modelli bovini di osservanza. Il cittadino è certamente tenuto a rispettare la legge, non a spegnere sul cervello mentre lo fa. 
    Peraltro, more solito, la discussione è finita in direzioni manichee, nelle quali non ho più interesse ad interagire.
    Un plauso a Grazia, però. per la freschezza e l’intensità delle posizioni che esprime, che le si condivida o meno (io le condivido). 

  248. 105
    grazia says:

    Super d’accordo con Matteo.

  249. 104
    Carlo Crovella says:

    rispondo all’amico Bertooncelli e a seguire a qualche altra osservazione.
    A Bertoncelli: tenendomi sempre su un piano “etico” (anche se sono un mezzo giurista per studi ed esperienza professionale e quindi mastico abbastanza anche la materia), secondo me SI. cioè bisogna rispettare pedestremente la legge anche quando ingiusta, finchè resta in vigore (è questo il punto chiave dell’oggetto di questo specifico dibattito, anche se adesso, a te, sto parlando in generale).
    Rispetto ai regimi assoluti stile Liuigi XIV o, peggio, dittatoriali come il III Reich, abbiamo la “fortuna” di vivere in un sistema democratico, per cui se una legge si rivela sbagliata, inappropriata, ingiusta… la possiamo cambiare, ma non possiamo cambiarla se non nei canonie nei tempi previsti dalla Costituzione, oppure se le autorità competenti, di loro iniziativa o sotto la spinta dell’opiniooe pubblica, la aggiornano. Non sta in piedi che uno dica: qui nel mio paesello non ci sono segnali di pericolo, per cui me ne vado per i boschi in barba alle autorità.
    Nella fattispecie, c’è ancora in vigore un regime di auto-reclusione. Piaccia o non piaccia, è legge e va rispettata, a prescindere se la situazione in essere dipende o meno da errori o se i dati confermano o meno il sentore diffuso. ora è così e chi viola commette un reato. 
    Fra poco verranno introdotte delle novità, si passerà a regimi meno rigidi, ma non si tornerà IMMEDIATAMENTE alla normalità pre-epidemia. I tempi di transizione saranno, a mio modesto parere, molto lunghi, si andrà oltre l’estate o addirittura al 2021. In ogni step occorre che tutti, sottolineo TUTTI, rispettino perfettamente il regime in essere in quel momento. Le attività voluttuarie e di relax (come andare a ballare, andare al cinema e non ultimo andare in montagna) devono essere posposte in termini di priorità: saranno le ultime cose che verranno liberalizzate. Fatti due conti, è molto difficile (anche se non impossibile) che ciò maturi nell’estate 2020.

  250. 103
    Alberto Benassi says:

    per Benassi: mi è sorto il pensiero di andare a far l’eremita a Colleoni devo sentire se il buon Pierotti è d’accordo. La fonte d’acqua c’è, la legna non manca, il forno per fare il pane idem e le castagne abbondano, candele e lampade ad olio per l’illuminazione. Occorrerà un mulo, qualche gallina e alcune capre.

    vai vai e salutami il PIM

  251. 102
    Matteo says:

    Carlo, sabaudo non dovrebbe coincidere con stupido.
    Non c’è una guerra, al massimo una scaramuccia di confine; certo con una scaramuccia di confine è partita la II guerra mondiale: vediamo di evitarlo!
    Ho scaricato 3gg fa i dati ISTAT relativi ai morti totali nei primi 3 mesi dell’anno (link postato da non mi ricordo chi, da qualche parte qui); non sono uno statistico, ma ho azzardato un’analisi e si possono ricavare alcune cose (in corsivo i miei commenti):
    1 – i dati sono molto incompleti (198077 dati utili su 841032 record forniti, dichiarazione ISTAT) il che o è dovuto a incompetenza, perché a metà aprile il numero dei morti di marzo dovrebbe essere ben noto, oppure qualcuno ha buttato un osso al cane e si è tenuto la ciccia
    con la premessa dell’insufficienza dei dati, ho con un po’ di fatica cercato di analizzare i dati relativi a Lombardia, Piemonte e Veneto:
    2 – si può notare che fino a tutto febbraio incluso, il numero di morti del 2020 è minore della media dei 5 anni precedenti (tranne febbraio nel solo Piemonte dove è pari); quindi le voci di anomale polmoniti fin da novembre sono leggende metropolitane
    3 – il numero dei morti totale nei 3 mesi analizzati rispetto alla media dei 5 anni precedenti è del  155% in Lombardia, del 121% in Piemonte e del 115% in Veneto. Se è vero che il  numero di morti giornaliero sta effettivamente diminuendo, il numero totale non è certo un granché e sembrerebbe significare che il virus sia decisamente blando
    4 – Solo in Lombardia si nota un aumento della mortalità significativo a partire dai 70 anni; in Piemonte e Veneto tale aumento si nota a partire dai 85
    5 – Si nota un leggero aumento del rapporto maschi/femmine solo in Lombardia e solo sopra i 60 anni; nei dati di Piemonte e Veneto non ve n’è traccia
     
    Ovviamente tutto quanto scritto sopra è come minimo aleatorio basandosi su dati decisamente incompleti e dovrebbe essere rifatto: sarebbe il compito di ISTAT e del commissario gestore della crisi, che però, pare, preferiscano correre dietro alla numerologia astrale dei “contagi” (che come dovrebbe essere evidente a tutti sono totalmente sconosciuti, un numero senza significato).
    Questa è la prima cosa che mi fa incazzare e dovrebbe fare incazzare tutti.
    La seconda cosa è che mi pare evidente che ci sia una gestione a base di “story telling” e non basata su fatti, come le storie narrate dal nonno sui bombardamenti, che, per quanto interessanti e coinvolgenti, non aiutano a capire il perché di una guerra o a evitare la prossima. Se da parte di un nonno è apprezzabile, da parte delle autorità di una nazione è esecrabile, perché tratta i cittadini come bambini, e pericoloso perché sottilmente antidemocratico e si risolve in decisioni funzionale a interessi che non sono mai generali. Questo a me fa paura e incazzare ancora di più.
    Mi spiace per la tua situazione lavorativa, ma il mio senso del dovere civico mi porta a mettere in discussione anche e soprattutto i doveri imposti senza una giustificazione convincente o evidentemente stupidi e vessatori (la mascherina per strada, il divieto di muoversi per fare sport o semplicemente la pizzeria d’asporto sotto casa che può servire i rider in coda ma non i privati cittadini!). Non si disprezza la disobbedienza civica: qualche volta è la strada più civile. Almeno se non si vuole finire con Auschwitz.  
    Sono fiero di affermare che ogni giorno mi faccio almeno una pedalata in giro senza mettere a repentaglio la salute di nessuno. Certo in realtà è un po’ triste visto che vivo al centro di Capannonia e non aspetto altro che di tornare a grattar roccia!

  252. 101
    Fabio Bertoncelli says:

    “Iniusta lex, sed lex.
    Carlo, vale pure questa versione?
     
    N.B. Non mi sto riferendo alle disposizioni sul confinamento domiciliare (che comunque, pur avendo validità di legge, non sono affatto leggi!), ma in generale al concetto stesso di legge.
    Insomma, anche quelle di Luigi XIV erano leggi dello Stato. Da rispettare? Pur avendo studiato diritto costituzionale, non ho mai sciolto il dubbio, che per l’appunto è etico e non giuridico. 
    … .. …
    Anche nella Germania nazista esistevano leggi, a cui ubbidire tassativamente. Molti gerarchi nazisti, a Norimberga e altrove, si appellarono a questo principio: erano cittadini del Reich, erano soldati, quindi – dissero loro – dovevano ubbidire.
     
    Fine del “pistolotto” (etico ma non giuridico).

  253. 100
    Michele Cornioli says:

    Già molto meglio fare come cazzo ci pare e far crepare gli altri. Voi avete un grave problema di intelligenza se vi sentite lesi nella vostra libertà in questo momento

  254. 99
    Agilulfo says:

    Produci, consuma, crepa.
    E senza protestare, grazie.
     

  255. 98
    Michele Cornioli says:

    Questa volta sono totalmente d’accordo con Carlo Crovella. In questo caso la responsabilità alla quale la pratica della montagna ci ha educato bisogna rivolgerla non verso noi stessi ma verso gli altri.

  256. 97
    Riva Guido says:

    Il popolo italiano sempre più vittima di se stesso, non per colpa di tutti gli italiani, ma di una parte che con il trascorrere dei decenni è sempre più maggioranza. “Panem et circenses”.

  257. 96
    Carlo Crovella says:

    Sull’intera faccenda c’è una legge in vigore, o meglio ci sono delle disposizioni che hanno valore di legge. Dura lex, sed lex. Occorre rispettarle, che ci piaccia o meno. Questo vale ora come in qualsiasi altro risvolto della vita. Verso chi non rispetta le leggi in vigore, io provo solo disprezzo. Almeno state zitti e non andate a dire pubblicamente che violate o vorreste che si violassero le regole. Inoltre: se siete degli irresponsabili a tal punto che non sapete neppure stare a casa per alcuni mesi (quando la legge lo impone), con quale legittimità etica affrontate la montagna? Se una persona non è matura, non lo è mai. Se dimostrate di non essere maturi, posati, responsabili di fronte a regole con valore di legge, come potete pensare di esserlo nel resto della vostra esistenza (e nello specifico in montagna)? Questo è il vero punto della situazione, non se ci sono stati errori o meno nella gestione dell’emergenza (tra l’altro sia a livello locale che nazionale, con due linee partitiche ben  diverse). Andare in montagna non è superare il tal grado in roccia, sciare su x gradi di pendenza, fare Y mila metri di dislivello.  Andare in montagna è una disciplina educativa attraverso la quale  si “cresce” nella consapevolezza civica in quanto cittadini, genitori, lavoratori. Qui e ora lo si deve dimostrare. Cosa insegnate ai vostri figli (o cosa insegnereste ai vostri eventuali figli): che si violano le leggi in vigore?

  258. 95
    Lusa says:

    per Benassi: mi è sorto il pensiero di andare a far l’eremita a Colleoni devo sentire se il buon Pierotti è d’accordo. La fonte d’acqua c’è, la legna non manca, il forno per fare il pane idem e le castagne abbondano, candele e lampade ad olio per l’illuminazione. Occorrerà un mulo, qualche gallina e alcune capre.

  259. 94
  260. 93
    Carlo Crovella says:

    Può darsi che, in merito alla situazione in essere, ci sia differenza fra piccoli paesi e metropoli. A Torino città girano sistematicamente le volanti della polizia a passo d’uomo per fare ronde di controllo. Io devo andare in ospedale per controlli periodici, relatici a mie problemi di salute indipendenti dal virus, e l’ultima volta che ci sono stato (20 gg fa circa) mi sembrava di essere subito dopo a un bombardamento aereo: ambulanze una dietro l’altra, barelle, bare, gente disperata, medici stravolti… Amici di Crema, Lodi e Milano, con i quali comunico per telefono, mi descrivono un quadro non dissimile da quello torinese. Se lo spaccati che io “vedo” direttamente con i miei occhi è rappresentativo della realtà nazionale (almeno del nord), andare in montagna è l’ultima cosa cui si deve pensare, con o senza guide. Il governatore piemontese Cirio, avanzando ieri l’ipotesi per una riapertura al 4 maggio, ha già esplicitamente detto che sarà una “nuova” normalità, non quella cui eravamo abituati “prima”: sistematiche distanze di sicurezza (sia nei luoghi di lavoro che per strada), mascherine e guanti obbligatori anche per strada, turni differenziati di lavoro per evitare assembramenti sui mezzi pubblici, dispenser di disinfettante a ogni angolo… Ma come si può pensare di applicare questo regime alla montagna? Metterete i dispenser lungo i sentieri? Poi: i rifugi dovrebbero essere assimilati alle norme che saranno applicate ai ristoranti (che pare saranno fra le ultime attività a riaprire: fine maggio, forse giugno). per esempio nei ristornati ho letto che ci sarà l’obbligo di pannelli di plexiglas per separare i tavoli (dove al massimo potranno sedersi due persone). Vi immaginate una pari misura nei rifugi? Per non parlare dei bagni (in genere comuni nei rifugi) e dei dormitori. Per aprire a queste condizioni, penso che un qualsiasi gestore di rifugi preferisca tener chiuso per il 2020. Conosco la gente di montagna, è tenace e non si perderà d’animo, saprà trovarsi un’altra occupazione per l’esate 2020: tagliaboschi, apicultori, cureranno l’orto e venderanno la verdura… Chi avrà più difficoltà a “reinventarsi” è chi, pur lavorando d’estate nel turismo alpino, è di pianura/città. Ma l’esigenza della salute e della tranquillità sociale ha una indiscussa priorità sulle esigenze dei singoli.

  261. 92

    Carlo Crovella sei il prodotto perfetto della strategia politica attuale e te lo dico con molta pena… non ti disprezzo, ti compatisco.NON SIAMO IN GUERRA!
    Vuoi vedere cos’è una guerra? Fatti un giretto in Siria, in Palestina, in un altro casuale Paese di Africa o Medio Oriente… lì vedrai cosa significa quella parola e farai la conta dei morti, quelli delle bombe , delle raffiche di mitra, dei raid aerei, delle missioni di “pace”… .  Magari capirai anche perché tanta gente scappa su un gommone a rischio di annegare (il Mediterraneo ha più morti sui fondali che in tutti gli ospedali italiani!), pur di tentare di salvarsi. Con questo finisco di risponderti prossimamente sull’argomento.PEACE AND LOVE! Slogan nato contro le guerre, all’epoca il Vietnam oggi molte di più ma quelle vere!

  262. 91
    Carlo Crovella says:

    Il senso del dovere dovrebbe avere la meglio rispetto ai ragionamenti irrispettosi che avanzate sule tema generale. Siamo in guerra, e ci sono morti e feriti. Se andate a fare passeggiate nei boschi in barba ai divieti, da “sabaudo” quale sono vi disprezzo per la vostra disobbedienza civica, ma almeno non ditelo pubblicamente per rispetto verso chi vive davvero momenti complicati.

  263. 90

    Per restare in argomento visto che nonostante molti di noi abbiamo già scritto, visto la lunghezza degli interventi, a qualcuno può essere sfuggito:RIBADISCO UN CONCETTO CHE DOVREBBE GIA’ ESSERE CHIARO MA QUANDO SI PARLA DI GUIDE ALPINE SPESSO NON LO E’:
    un qualsiasi professionista iscritto ad un Albo non rappresenta la categoria, parla per sé. Gli interventi su questa pagina fatti da Guide Alpine allo stesso modo parlano per sé stessi. Sta di fatto che al momento non mi risulta che alcuna proposta sia giunta al Collegio Nazionale, del quale faccio parte come rappresentante eletto, quindi la categoria non si è espressa né a favore né contro e se nessuna proposta venisse depositata questo non accadrà mai perché malgrado favorevoli o contrari, rimane sempre un intervento personale non lesivo in termini di deontologia.Già a suo tempo, in maniera ufficiale il Collegio Nazionale si espresse contrariamente al fatto di “blindare” la frequentazione di ambienti naturali (non operiamo solo in montagna da anni ormai), perché snaturerebbe la professione, salvo casi particolari dove ci viene richiesto, tipo zone speciali, riserve integrali ecc. . Non siamo vigili urbani e non vogliamo esserlo.Spero che questo possa chiarire una volta per tutte.
    FUORI TEMA:Massimo Ginesi e Grazia, la penso come voi. Malgrado piccole divergenze il vostro pensiero si concentra sul battere il panico instillato nelle persone con la forza del ragionamento. Panico che ha permesso di creare pericolose limitazioni ai diritti fondamentali della persona, Costituzione della Repubblica italiana a parte…
    Carlo Crovella, certo che le sensibilità soggettive sono diversissime ma vivo anch’io in Lombardia, nel bresciano, perciò zona considerata molto calda. Non vedo quella situazione drammatica che descrivi tu, aldilà del fatto che la gente sta in casa perché altrimenti li multano… Molti escono, tanti si fanno le passeggiate per i boschi in barba alla forestale (e secondo me fanno benissimo), spesso con qualcuno capita ancora di socializzare casualmente, segno che malgrado il Deguello provocato da varie ordinanze, oltretutto illecite in buona parte (il perché non sto a spiegarlo perché troppo lungo), il tutto è stato percepito in modo diverso. Gli ospedali sono in crisi di sicuro per il numero di malati ma molto di più per la carenza strutturale e la mancanza di DPI. Nel frattempo sono arrivate mascherine monouso (a seconda dei comuni una ogni residente o una per famiglia… ), mentre negli ospedali mancano per gli operatori… strategia propagandistica che vorrei sapere a chi ha portato beneficio, non certo ai cittadini.E mentre i laboratori sono già pronti per predisporre i test alla cittadinanza regione non si fa più sentire, il perché l’ho saputo da un direttore sanitario… mancano i test, perché come ormai come d’uso, hanno venduto la pelle prima di prendere l’orso, in quanto i test non sono ancora validati…Il nemico pubblico numero uno qui, ormai non è più il covid ma la mala sanità che sta imperversando ancora, lo scandalo delle case di riposo per il quale spero sta volta qualcuno paghi veramente e non l’ultimo scemo del villaggio, lo stress dei sanitari sottoposti a turni massacranti per mancanza di personale che sembra assumano ogni giorno ma ogni giorno non assumono mai…Intano il lavoro per fortuna sta ricominciando e aldilà del commercio e del turismo che subiranno, prevedo, una crisi epocale, piano piano la vita sta ricominciando anche se posti di blocco ce ne sono ancora ma molto più blandi, sembra.

  264. 89
    Lusa says:

    Mi si è rotto il cellulare e l’ho buttato. Come farò? Finalmente farò senza. Appena mi si si romperà il computer, farò senza anche di quello idem per la televisione e l’auto. Non mi straccerò le vesti. E se ritornerò ad arrampicare mi sposterò in bicicletta e porterò sullo zaino un peso in più: sacco a pelo e tendina.
    Un sano ritorno alle origini….

  265. 88
    Roberto Pasini says:

    ”Gli animi, sempre più amareggiati dalla presenza de’ mali, irritati dall’insistenza del pericolo, abbracciavano più volentieri quella credenza: ché la collera aspira a punire: e, come osservò acutamente, a questo stesso proposito, un uomo d’ingegno, le piace più d’attribuire i mali a una perversità umana, contro cui possa far le sue vendette, che di riconoscerli da una causa, con la quale non ci sia altro da fare che rassegnarsi“
    I Promessi sposi, Cap. XXXI

  266. 87
    Carlo Crovella says:

    Per Grazia: ma tu dove abiti? probabilmente tu non vivi al nord e in particolare in Lombardia/Piemonte. Qui, purtroppo, il clima di morte è ancora ben dominante, siamo oggettivamente ancora in una situazione molto critica e severa, lo si percepisce girando anche per la città (siamo praticamente in un regime di coprifuoco) e soprattutto  lo si capisce dai racconti diretti di chi frequenta ospedali e strutture sanitarie varie. I medici e gli infermieri sono a pezzi, ne conosco di persona a decine e parlo con loro (a rotazione) quasi ogni giorno. Ti ho già detto, cara Grazia, che qui (Piemonte e Lombardia) c’è DAVVERO, la “peste” per strada e, con questi presupposti, sentir le tue insinuazioni circa il nostro condizionamento mediatico disturba parecchio. Macchè media! Siamo capace di vedere da soli la realtà in cui qui viviamo, ancora oggi. E’ una realtà oggettiva e non fa vittime solo fra gli 80enni, ma, purtroppo, anche fra gli individui di mezza età e anche fra i più giovani (30 enni). Ti invito quindi  a portare profondo rispetto per i morti e per chi vive in questo difficoltà OGGETTIVA astenendoti espressamente dalle tue ripetute insinuare sul fatto che siamo “contaminati” dai media. A parte ciò, finchè l’epidemia non sarà del tutto placata, è velleitario ipotizzare un ritorno ad attività outdoor, compreso l’andar in montagna: troppo rischioso che (per una sola superficialità) riparta il contagio, a quel punto sarebbe la fine. Quindi io penso che l’estate 2020 sia “persa” per la montagna, anche perché emergeranno, come ho accennato, i morsi della crisi economica che farà (figurativamente, ma non solo) più morti ancora. Più in generale, se questa crisi riportasse in auge un alpinismo più severo e scomodo, come accennato da Enri, io farei salti di gioia: già lo proponevo, anche da questo blog, nel passato, cioè in tempi non sospetti per il virus, figuriamoci adesso! Anzi spero che la fase “scomoda” duri tanto, in modo tale che quelli che non si trovano a loro agio con una montagna “scomoda” si disincentivano e passino ad altre attività. In tal modo, anche quando saremo ritornati alla piena normalità sul piano della salute pubblica, io spero che resteranno frequentatori della montagna solo quelli che si trovano bene con una montagna scomoda. Meno gente, meno bailamme, meno inquinamento=montagna più bella e serena

  267. 86
    Alberto Benassi says:

    mi associo ad ENRI ricostruiamo un rapporto diretto con la montagna, un alpinismo di qualità non di quantità. Un alpinismo più lento. Ritorniamo a dormire sotto le stelle.
    Come facevano tanti anni fa Valdo Corsi e Guido De Carlo, forse LUSA li ha conosciuti o ne ha sentito parlare,  che partivano in bicicletta da Querceta per andare in Apuane a fare il crestone sud del Contrario.

  268. 85
    Raffaello Toro says:

    Buongiorno,
    in riferimento alle dichiarazioni di Giampiero Di Federico vorrei esprimere il MIO pensiero e precisare quanto segue:
    – Le sue affermazioni riguardano le SUE libere idee. Il sottoscritto è completamente CONTRARIO a ciò che Di Federico espone sui suoi canali social.
    – Lui parla in prima persona e non riferisce il pensiero del Collegio Guide Alpine Abruzzo. E’ una sua iniziativa e non della categoria delle Guide Alpine
    – Nell’articolo a firma di Stefano Ardito ci sono due inesattezze: nessuna proposta è stata presentata al Presidente delle Guide Alpine Abruzzo né tantomeno al Collegio Nazionale
    Buona montagna, libera, a tutti
    Saluti
    Guida Alpina
    Raffaello Toro

  269. 84
    Roberto Bozzo says:

    Bravo Enri, domande precise che ci riguardano tutti. Personalmente a Pasqua mi sono mezzo zaino in spalla e in una ora e mezza ho raggiunto una falesia e fatti i 15 tiri che c’erano, e continuerò così! Qui ho proprio letto di tutto, quante cose condivisibili! Cito solo il pensiero Crovelliano che in altri momenti ho trovato a dir poco curioso ma in questa occasione non posso non condividere senza dimenticare in questi tempi del b. non c’è solo il corona ma uscirà anche il problema debito pubblico

  270. 83
    Enri says:

    Forse dovremmo riparlare di come ognuno di noi potra’ tornare in montagna o no? Io ho detto la mia: no rifugi, no funivie, no aiuti quindi! 
    Allora siamo pronti ad un’estate in cui per fare una via ai satelliti dovremo prepararci ad una mezza impresa? Siamo pronti, finalmente, a salire in vetta al Cervino partendo dalla chiesa di Cervinia? 
    Io vorrei sapere che ne pensate. Dell’inferno dei nostri giorni e delle responsabilita’ avremo modo di parlarne altrove ma qui il tema e’ poter andare in montagna o saltare il turno del 2020. Se ci diamo delle sane regole, che sarebbero innanzitutto quelle di un alpinismo serio e non facilitato, ce la  facciamo. Se no tranquilli, se stiamo qui a disquisire di come organizzare i rifugi o le comutive con le guide non ne usciamo.

  271. 82
  272. 81
    grazia says:

    Ragazzi, in questo post mi arrendo perché si continua a ripetere lo stesso ritornello – tanti morti, vaccino, tuttiacasa – e ribadisco che i media hanno sortito l’effetto desiderato.
    Possediamo tutti occhi per vedere, orecchie per sentire e bocca per parlare, ma abbiamo scelto di farci imbavagliare e ipnotizzare dalle campagne martellanti che ci accompagnano da due mesi.
    Ognuno sceglie di chi è essere schiavo. Io lo sarò per sempre dei miei sogni che contemplano un mondo più sano e uomini più misurati e attenti e non certo con catene che hanno scelto loro stessi di mettersi.

  273. 80
    Carlo Crovella says:

    Segnalo che oggi, mentre noi ci gingillavamo in questo dibattito, sono morte oltre 500 persone solo di Coronavirus (fonte Protezione Civile). Siamo quindi ancora nella Fase 1: la Fase 2 non sarà quella che pensano molti di voi, cioè l’immediato liberi tutti, ma una cosa intermedia. Il liberi tutti arriverà con la Fase 3 che però sarà molto in la’ nel tempo: altro che pensare alle gite quest’estate! Per i rifugi, poi, non penso proprio che possano garantisi condizioni di sicurezza finché non ci sarà l’indiscusso ritorno alla situazione pre-epidemia. Difficile che si ottenga ciò per l’estate 2020, possibile (ma non certo) per il 2021.

  274. 79
    Giuseppe Balsamo says:

    @grazia (73, 78) Si muore tutti, certo che sì, ma perchè farlo prima del tempo ?
    Nonostante tutte le storture del “prima” e quelle del “durante”, la vita è così bella…
    Se non si fosse chiuso, chissà, probabilmente saremmo tutti qui a criticare il governo per non averlo fatto e con uno zero in più in fondo al numero nero. Ci sono zone (Bergamo) dove la mortalità è quattro volte quella dello stesso periodo dell’anno scorso. Raddoppiata a Pesaro, che non è Pianura Padana e nemmeno epicentro dell’epidemia. Dati ISTAT, non dei media.
    Io ritengo odiose queste misure, ma necessarie, purtroppo. Quindi le accetto, a malincuore ma le accetto. Avrei preferito qualcosa che responsabilizzasse di più le persone (tipo Svezia, ma anche lì han dei dubbi), ma quanto ciò sia inattuabile in Italia lo si è visto fin da subito. Allora scrissi “toccherà vietare”. Così è stato.
     
    Quanto alla montagna, si vedrà.
    Passata la fase del “martello” arriverà quella della “danza”. Se in essa sarà compresa la montagna, ciascuno potrà fare due conti e valutare se e come potersi permettere la gita.
    Non credo che il distanziamento sociale sarà un problema, ci sarà poca gente in giro e poca nei rifugi, quindi più scelta per chi preferisce le uscite solitarie e anche la montagna potrà un pò respirare.Io, se potrò spostarmi per raggiungere le montagne, me ne andrò in giro in tenda.

  275. 78
    grazia says:

    @giacomo, la gestione della diffusione della malattia in certe aree è stata dovuta all’incuria, sia per quanto riguarda misure prese e non prese, sia riguardo allo stato di inquinamento di ogni sorta presente in quelle zone che ha depauperato le difese immunitarie dei cittadini. 
    Certamente i media hanno sortito l’effetto sperato se davvero in molti sono conviti della gravità di questo virus, se comparato alla mortalità dovuta ad altre patologie ben più diffuse. Ma mi pare evidente che, sorprendentemente, non si voglia proprio considerare questo aspetto e si dia per assodato tutto ciò che viene diffuso dai media.
    Qualcuno ha scritto che si stava andando fuori tema, ma non vede che se i presupposti – è davvero così pericoloso questo virus? – barcollano, non si può neppure prendere in considerazione proposte di ulteriori misure restrittive che, una volta accettate, diverranno la norma.

  276. 77
    Giacomo Govi says:

    @ginesi  Il lockdown non ricerca sicurezza ad oltranza.  E’ una soluzione di sicuro effetto per rallentare l’arrivo di malati gravi negli ospedali.  Credo che sia facile da capire ( o da accettare, a seconda dell’attitudine con cui si guardano le cose ) per chiunque. In questo senso non richiede un atteggiamento altamente fideistico verso la scienza o altre attitudini illuministe che tu mi attribuisci. Nella sua semplicita’, richiede solo un po’ di logica. Magari su di te non hanno effetto i racconti drammatici di cui perlomeno dai giornali avrai avuto accesso. E mi rendo conto che per un enormita’ di persone il non poter uscire – e quindi non lavorare – costituisce un impedimento difficile da gestire e quindi da accettare. Ma io credo che non ci fossero alternative nella situazione in cui siamo partiti. Le tue proposte, “screening seri sugli asintomatici, tracciatura e movimentazione sulla base dei dati acquisiti ”  sono fattibili se hai controllato caso per caso, non quando cominci a gestire il contagio di paesi interi ( Codogno , il Bergamasco )”
    Per finire, non ti pare irrealistico che l’intero mondo benestante e no, stia sbagliando tutto come noi?

  277. 76
    Roberto Scala says:

    Limito il mio commento alle due proposte presentate, ossia al tornare in montagna, quindi non mi soffermo su impatti economici e sociali del virus. La seconda, quella di Di Federico, sembra privilegiare una montagna riservata alle guide, del resto rappresenta proprio quella categoria. La prima a più ampio spettro, ossia la montagna aperta a tutti, offre perlomeno una traccia su cui muoversi, il cui filo conduttore sono le conseguenze sul servizio sanitario di possibili incidenti, lasciando le attività più a rischio ultime in ordine di tempo. Personalmente ritengo che l’elemento chiave è la responsabilità individuale nel muoversi, evitando il contatto con gli altri e rispettando quindi le distanze interpersonali. Come non sarà sempre facile, pensando ad esempio a soste in parete su vie famose e generalmente affollate. Può diventare più pericoloso, dal punto di vista del contagio, il parcheggio di una gita molto gettonata. Un aspetto di cui non si parla sono i rifugi, quali regole per accedervi? Comunque ottima iniziativa di aprire un dibattito su questo argomento.

  278. 75
    Giacomo Govi says:

    @grazia: Molte sono ottime proposte, che condivido. Pero’ si parlava di alternative al confinamento, che si e’ reso necessario quando effettivamente ci e’ ritrovati ad inseguire l’epidemia, invece che aspettarla. Mi pare che al riguardo tu sostieni: “avrei diffuso metodi per rafforzare le difese immunitarie – dall’attività fisica all’alimentazione, dall’assunzione di vitamina C e D a decine di pratiche per distrarre il pensiero costante dalla malattia – invece di inchiodare il popolo a casa ipnotizzandolo con il conteggio dei morti, convincendolo che a salvarci sarà solo il vaccino (come se si potesse creare nottetempo!”
    E qui ci ritroviamo da capo… Se non inchiodi il popolo a casa che fai? Lo lasci fare la sua vita normale?  Oppure lo confini ma lo lasci uscire in massa a fare ginnastica? Secondo te funziona?

  279. 74
    Massimo Ginesi says:

    @michelazzi ritorniamo pure al tema, è apprezzabile la posizione che esprimi , perché – come ho detto – quella di di Federico davvero è stata un’uscita infelice. Io ritengo che le guide siano un patrimonio culturale e professionale cui attingere, ma in libertà.  Starà a loro (come a molti altri professionisti), reinventarsi e rimodulare proposte alla luce delle nuove esigenze (escludo che si possa accompagnare gente in montagna con lo smart working, ma magari la formazione…)
    Però la deriva del discorso guarda che non è tanto lontana dal tema. Il punto è la misura e l’incidenza di divieti così stringenti, stabiliti unilateralmente e i loro riflessi su attività che hanno invece una base fondamentale nella libertà di scelta, come quelle alpine.
    io temo che la normazione di emergenza di questo periodo (in buona parte malfatta) non ci lascerà per lungo tempo e finirà per condizionare anche ambiti che ci riguardano. E se vogliamo filosofeggiare, in parte riguarda quel bisogno di sicurezza assoluta (chimera) che  traspare dagli illuministi tipo Govi, ossia la necessità di fornire certezze (che perlatro gli arresti domiciliari così come oggi sono stati disposti non garantiscono).
    Io auspico che ad un certo punto si revochino i provvedimenti emergenziali, si consenta alle persone di rimuoversi e si dettino principi generali, che poi ciascuno declinerà nella pratica delle diverse attività. Ho il terrore che a qualcuno venga in mente di legiferare anche in tema di frequentazione alpina sino alla fine dell’emergenza.
    E così rispondo anche agli illuministi del lockdown ad oltranza: qualche indicazione l’ho data, screening seri sugli asintomatici, tracciatura e movimentazione sulla base dei dati acquisiti (non lo dico io perlatro, ma diversi scienziati – pregliasco fra tutti- , vedere risultati del veneto), non sulla cabala o sulla rete a strascico, barrichiamo tutti che così non si sbaglia…
    quanto al troppo facile, caro Govi, non era riferito alla soluzione, ma alla tua modalità dialettica di ribaltare sull’interlocutore con il classico stratagemma “allora fallo tu”.
    Peraltro mi piacerebbe capire quale persona dotata di senno possa pensare di murare vivi milioni di persone, impedirgli di lavorare, di svolgere attività che aiutino a mantenere salubrità psichica, di tenerli in una prospettiva di tracollo economico personale e familiare, senza alcun concreto sostegno pubblico (i 600 euro.., una presa per i fondelli), dire  loro come lo stato intende gestire quelle esigenze e poi aspettarsi che non accada nulla sotto il profilo del malessere sociale.
    sotto il profilo economico non ho le competenze per capire se i suggerimenti di Pasini possano comportare una sterzata positiva, anche se a naso ho qualche dubbio… magari sono un atteggiamento positivo, ma di fronte ad una crisi epocale di questo genere, senza interventi sostanziali pubblici e per settori temo non se ne venga fuori. 
    Norme così gravi richiedono spiegazioni altrettanto serie, sotto il profilo delle ragioni che le hanno legittimate, specie se si adottano aldifuori di qualunque contraddittorio parlamentare, salvo che non si stia in corea del nord dove si dice si fa così perché lo dico io. 
    Ma finché saremo uno stato che per dire una cosa che si esprime in cinque parole emana una circolare di sette pagine (caso personale), non ci salveremo, né in montagna né in pianura.
    in ogni caso se il 4 maggio non si sbloccherà, qualcosa inizierà la mia lotta partigiana di liberazione per la riconquista dell’alpe :O)
     

  280. 73
    grazia says:

    @giuseppe balsamo 
    se sbagli, la gente muore?
    Vorrei comunicarvi che la vita va così: si nasce, si vive e infine si muore.
    Lo ripeto anche qui: sono altre le malattie di cui ci si deve cominciare a preoccupare seriamente, non del covid19!
    Non penso d’essere l’unica ad avere intorno a sé persone malate di tumore. Negli ultimi anni ho visto partire diversi amici, alcuni per la rapidità del decorso non ho potuto neppure salutarli e a volte non mi par vero che non ci siano più.
    La gran parte delle persone che sono mancate per aver contratto il covid19 erano molto malate, soprattutto con patologie a carico del sistema cardio-vascolare.
    Ce lo vogliamo chiudere perché tutta questa gente era malata? Vogliamo cominciare a riflettere seriamente sul nostro stile di vita, sul luogo in cui viviamo, su ciò che mangiamo, sugli indumenti che indossiamo? 
    A me questa, al di là della tragedia legata soprattutto al modo in cui le persone sono morte negli ospedali (e preferisco non tornare sull’accanimento di certe terapie senza considerare i casi clinici) e alla modalità dell’impegno degli operatori (ci sono anche diversi colleghi guide che stanno prodigandosi), questo mi pare un momento eccezionalmente favorevole per fare un passo indietro.
    La vita che si viveva non è quella a misura d’uomo, che lascia spazi e tempi di libertà.
    Questo è il tempo giusto per osservare ciò che eravamo prima, per osservare i nostri governatori impigliati in meccanismi perniciosi, per riprogrammare il futuro. 

  281. 72
    Massimo Dapelo says:

    Confesso di non aver letto tutti i commenti pubblicati; mi sono fermato dopo una trentina per un motivo molto preciso: quasi tutti sono, consentitemi l’espressione scolastica, “fuori tema”, nel senso che si è spaziato dai massimi sistemi alle valutazioni politiche, sociali etc etc. Credo si debba tornare un attimo indietro concentrandosi su come potrebbe davvero ripartire l’attività in montagna nella cosiddetta fase 2 (speriamo non nella 3!). Per farlo è necessario far pervenire una proposta seria a chi decide su quanto si potranno allargare le maglie della “quarantena collettiva” e francamente, non lo dico per piaggeria perché non conosco nemmeno il Pivot, la proposta di una gradualità nel liberare le attività di montagna a me pare sensata e praticabile. Però su questa o altre proposte pesa purtroppo la difficoltà di dare voce adeguata nelle sedi decisionali, poichè il popolo degli escursionisti, trail-runners, free climbers, alpinisti, guide etc non è una categoria come può essere per esempio quella citata in un commento dei concessionari balneari. Neanch’io ho compreso il senso di non poter andare a camminare e correre sui sentieri dell’appennino dove abito, uscendo dal cancello di casa e incontrando normalmente solo daini e caprioli mentre è consentito soddisfare il bisogno primario di acquistare le sigarette ma così è, e non può essere la polemica ad aiutare un eventuale cambio di rotta o apertura del politico… grazie per l’attenzione. 
     
     

  282. 71
    Alberto Benassi says:

    Ringrazio Stefano Michelazzi  per quanto ha dichiarato in merito alla proposta di Di Federico, per aver ribadito l’anarchia della montagna .
    Grazie Stefano

  283. 70
    grazia says:

    Alors,
    @massimo ginesi, grazie per il sostegno!
    Siamo d’accordo su tutto, ma non sposo l’ipotesi di tracciamento dei positivi asintomatici, visto che a questo punto lo saremo tutti, e non solo al covid19, ma a un altro miliardo di virus.
    @heinz grill, ti invito a chiamare questo virus con il suo nome, covid19, perché pare che “coronavirus” sia un nome generico.
    @giacomo govi, mi pare inutile sottolineare tutti gli errori gravissimi compiuti a livello sanitario, visto che oramai sanno anche i sassi che i maggiori focolai dell’infezione sono stati proprio gli ospedali.
    Tuttavia, può essere un buon esercizio di memoria, seppur alcuni passi possano apparire banali:
    – avrei isolato i casi di covid19 sin dall’inizio;
    – avrei fornito agli operatori i dispositivi necessari per proteggersi, invece di mandarli allo sbaraglio, addirittura in principio vietando l’uso delle mascherine per non incutete preoccupazione tra i pazienti (!!!!);
    – avrei reso operativi i diversi piccoli ospedali appena dismessi invece di costruire platealmente ospedali da campo;
    – avrei effettuato un’analisi clinica costante sui decessi studiando la reale causa di morte (per mesi ci è stato detto che si trattava di polmonite, mentre si è evidenziato che si tratta di piccoli trombi) al fine di rendere più efficaci possibile le terapie, non intasare gli ospedali e ridurre il numero dei morti;
    – avrei diffuso metodi per rafforzare le difese immunitarie – dall’attività fisica all’alimentazione, dall’assunzione di vitamina C e D a decine di pratiche per distrarre il pensiero costante dalla malattia – invece di inchiodare il popolo a casa ipnotizzandolo con il conteggio dei morti, convincendolo che a salvarci sarà solo il vaccino (come se si potesse creare nottetempo!
    Per fare giusto qualche esempio.
    @luciano pellegrini, scelta corporativa di De Federico? Sono guida anch’io e direi che ha parlato per sé.
    Ritengo che una brava guida debba senza dubbio avere le capacità di accompagnare, ma anche il dovere di trasmettere ai propri clienti la passione per la natura e il desiderio di viverla in autonomia, altrimenti la nostra missione svanisce.

  284. 69
    Giuseppe Balsamo says:

    Ringrazio Michelazzi per la presa di distanza da Di Federico, con l’augurio che almeno la montagna resti quello spazio di libertà come auspicato da tutti.
     
    Il mio commento (66) è chiaramente una provocazione, ma si inquadra nella logica di chi tuttora sottovaluta la situazione e lo fa senza tener conto che, se la situazione è questa e non peggio, lo deve proprio alle misure che trova inaccettabili (si veda Regno Unito e Stati Uniti, ad esempio).
    In virtù di questa logica, la (provocatoria) riapertura di un territorio come deve essere considerata ?
    Attenzione, però, a prendere delle decisioni, perchè se sbagli la gente muore.

  285. 68
    Roberto Pasini says:

    Crovella, condivido le tue preoccupazioni e anche il richiamo alle priorità ma il tuo pensiero è troppo estremo, in questo caso nella variante pessimista. Già ci siamo scontrati su questo approccio rispetto ad altri argomenti, ma va bene così. È il bello del confronto. Anche in questo caso io sono più moderato, as usual. Penso come te che il problema sia grave ma come ho detto in precedenza ci sono margini nel nostro paese, margini privati non pubblici, a differenza di altri paesi come gli USA, dove c’è una situazione opposta. Quello che mi preoccupa è il problema gestionale e la frammentazione a cui stiamo assistendo dello stato nazionale. Con un credibile ed efficiente centro di comando si potrebbe essere un po’ piu’ ottimisti. Mi sembra da molti segnali, anche su questo blog, che ci sia una certa esasperazione e dopo il 4 maggio la pentola potrebbe scoppiare generando la pressione necessaria per un cambio di rotta. Vedremo. In ogni caso non mi sembra inutile che qualcuno pensi a salvare almeno un pezzo dell’estate. Ovviamente va fatto realisticamente e in modo serio. Qui dove sono ora stanno pensando cosa salvare dell’estate marina: anche se si riuscisse a salvare il 30/40 % potrebbe essere buono per chi deve sopravvivere. Visto che hai con sincerità parlato delle tue scelte io dichiaro le mie. Non sono ricco ma dopo una vita di lavoro ho un po’ di risparmi. Appena potrò tornare a casa mia chiamerò una ditta di imbianchini bergamaschi che conosco e gli farò rinfrescare il mio appartamento. Proporrò che si usi l’avanzo di cassa che abbiamo come condominio per ridipingere le scale. Cambierò anche qualche elettrodomestico ormai un po’ invecchiato, comprando marche rigorosamente italiane. Continuerò a pagare la nostra colf e i suoi contributi, anche se non lavora, almeno fino a quando per questi lavoratori ci sarà un’integrazione salariale. Mi fermo qui perché volevo solo fare un esempio. Se ognuno di noi fa quello che può con le sue risorse, come hai dichiarato anche tu, forse il Titanic non affonda nonostante i litigi in plancia. Ricordiamoci che abbiamo dato esempi al mondo in questo periodo migliori di Schettino. Chissà….

  286. 67

    SCUSATE… in internettiano il maiuscolo è visto come alzare la voce… per farmi sentire… non ce ne sarà bisogno magari ma … dai mi piace così…Il punto del discorso è ormai volatilizzato… si parla di tutto: come avresti affrontato la crisi ( e chi è Babbo Natale? Chi doveva farlo bene, ha saputo farlo solo apportando gravi modifiche, per fortuna non accreditate, almeno per il momento alla Costituzione?), chi urla contro le Guide (che al momento per quelle che hanno scritto qui, me compreso, hanno affermato il concetto di libera circolazione in montagna e cassato sia la proposta di Pivot, peraltro moderatissima, che quella di Di Federico, di stampo fascista… collega al quale già in passato lo stesso Collegio Nazionale rispose picche a sue proposte similari delle quali i media ci chiedevano come la pensassimo…), poi c’è chi la pensa burionescamente… facciamo fare le cavie a qualcuno… roba da HERR MENGELE  e credo di aver dettoi tutto.Quello che si può dedurre da tutto questo è che almeno in parte il caos del quale ho parlato già in Corona Vir(t)us è stato impostato… buona o mala fede non importa a questo punto (propendo per la seconda sicuramente, per fontana e gallera, che se ci sarà un’inchiesta mi piacerebbe sapere quanto hanno guadagnato nel frattempo…).Se qualche strana situazione non mi smentisse, assicuro che le Guide Alpine sono assolutamente convinte che la montagna è di tutti e che la nostra ricchezza (e non di tipo economico) sta proprio nell’anarchia alpinistica. L’abbiamo già evidenziato come dicevo poco più su e, almeno per quanto ne so io, nulla è cambiato (casi singoli a parte!).
     

  287. 66
    Giuseppe Balsamo says:

    Allora, dato che l’epidemia è una esagerazione giornalistico-politica, si potrebbe fare un esperimento.
    Prendere un’isola, ad esempio la Sicilia, e riaprire tutto (tenendo però chiuso lo Stretto). Da domani. Indiscriminatamente.
    Via le mascherine, via i tamponi, via tutto.
    Aspettare fino al fatidico 3 maggio e vedere cosa succede.
    Se non succede nulla, si può riaprire dappertutto.
    Se invece cominciano a fioccare i morti, peccato. Vuol dire che c’aveva ragione chi voleva tenere chiuso.

  288. 65
    Fabio Bertoncelli says:

    AAA – Cercasi pistola per suicidio.
    N.B. Ho appena letto l’ultimo commento crovelliano.
     

  289. 64
    Giacomo Govi says:

    @Ginesi Il “troppo facile my dear” dice tutto. E’ proprio il punto. Che non e’ per nulla facile. Aggiungi ulteriori critiche che sono ovviamente condivisibili ( anche se in parte come tu dici “del modello Italia di sempre” ), ma si parlava del confinamento.
    “mi dicano in forza di quali ragioni da quasi due mesi non posso lavorare, non posso uscire a far due passi, non posso muovermi, non posso andare in bicicletta (sacrilego, fare un giro in bici, notoriamente contegnosissima) altrimenti mi rincorre un drone.
    Io su questo ti ho gia’ risposto. Se la logica non ti convince, devi evidentemente avere una logica diversa. E di questa che ti chiedevo.
    Pretendo che mi dicano quanto questa misura ha positivamente influito sull’evolversi della epidemia”
    E in che forma te lo devono dire? Quanti decessi ci siamo risparmiati? Suvvia. C’erano alternative di pari ( o maggiore!) efficacia piu’ rispettose delle liberta’ personali? Penso che chi lo trova inaccettabile debba perlomeno porsi il problema. 

  290. 63
    Carlo Crovella says:

    Continuate tutti a rivendicare una prossima e imminente libertà di far gite come se fosse solo questo governo (che peraltro politicamente io destesto da sempre) a stabilite se e quando si andrà in montagna. Potranno anche esser completamentr tolte le restrizioni, cosa ipotizzabile per giugno-luglio, ma se la maggipranza della gente stentera’ a procacciarsi il cibo quotidiano (come io temo) avra’ ben altre preoccupazioni per la testa che la montagna. A leggere i vostri commenti mi ricordate i passeggeri del Titanic che continuavano a ballare anche quando il bastimento stava gia’ affondando. Fate in modo di avere con voi un bel giubbetto di salvataggio, perche’ saranno pochi gli italiani che passeranno completamente indenni i prossimi 18-24 mesi. Buona serata (e buona fortuna)

  291. 62
    Luciano pellegrini says:

    È chiaro che Di Federico ha fatto una proposta corporativa, pensando alle loro tasche. Non c’è lavoro, quindi anche questa categoria è penalizzata. Liberamente ha espresso una sua idea, che ha avuto diversi commenti contrari, anche da parte di guide alpine. Non è accettabile che si deve andare in montagna, territorio molto maltrattato, accompagnati da guide alpine o da accompagnatori di media montagna. Anche se ha consigliato un numero ridotto di clienti, il guadagno è assicurato. Basta aumentare la tariffa. Non accetto, (parlo per me ma, penso che anche altri amici, hanno la stessa idea), che «La conferma della prenotazione dell’escursione, inviata dalla guida o dall’accompagnatore per e-mail o per WhatsApp, potrebbe valere in caso di controlli sulle strade». Significa che solo chi accetta questa proposta, può allontanarsi dal suo comune di residenza? È invece negato a chi vuole fare una escursione solitaria in montagna, per riassaporare l’ambiente? Il vantaggio di essere solitario è, che non esiste l’obbligo della mascherina, che sarebbe una cosa superflua! No caro Giampiero, la libertà è per tutti, godiamo degli stessi diritti ma anche doveri, anche se pensi alla pensione delle guide alpine e degli accompagnatori di media montagna.

  292. 61
    Un viandante. says:

    Che cosa è utile e che cosa non lo è ? Pensare che per ripartire non ci si possa concedere neanche una gitarella in montagna è errato, come prima del virus era squilibrata la visione della vita turbocapitalista spinta anche nella pratica sportivo ludica. E poi la follia dell’ipermovimento di persone, dei voli aerei che magari fermati in tempo avrebbero rallentato il casino… Ricordiamoci poi che anche prima c’era chi si accontentava di gite brevi, di un giorno, mica tutti avevano tempo e denaro per girare tra rifugi e alte vette. Comunque erano soddisfatti di potersi fare una gita. Ora bisogna pensare delle ipotesi di ripartenza, per poter tornare a frequentare i sentieri e la montagna, per fare esercizio fisico e soprattutto per ricaricare le batterie psicologiche proprio per affrontare con maggior forza le vicende che ci attendono. Ripartiamo. E chiediamo che ci lascino ripartire.

  293. 60
    Roberto Pasini says:

    Il piano c’è e sono i cinque punti illustrati da ministro Speranza. Il problema è quello che si chiama in gergo la governance. Siamo capitati nel mezzo di una crisi e di uno scontro politico che si è aggiunto alle ben note incapacità dell’amministrazione pubblica di gestire piani complessi e sistemici e non solo singoli interventi anche importanti come Genova. Le considerazioni di Crovella sulle sue scelte personali e professionali di gestione delle risorse economiche non fanno una piega e hanno tutta la mia approvazione e ammirazione. A livello complessivo le cose possono presentare aspetti meno lineari. La ricchezza finanziaria degli italiani è superiore a 4000 miliardi ed è investita in prodotti assicurativi e finanziari. A questa si aggiunge il patrimonio immobiliare. Questa ricchezza sicuramente non è equamente distribuita, ma non è neppure in mano a 100 persone. Chiunque abbia avuto a che fare col mondo del Private Banking sa che proprio nelle zone più colpite ci sono risorse importanti possedute da settori della popolazione più anziana, esattamente il target preferito dal virus che tuttavia non consulta prima l’Agenzia delle entrate e spara nel mucchio. Un predicatore di Radio Maria potrebbe costruirci sopra una qualche narrazione punitiva. Parlare di patrimoniale susciterebbe la rivolta. Guardate cosa è successo all’ingenuo e fuori tempo Del Rio. È dunque necessario convincere chi ha un po’ di soldi a smetterla di tenerli investiti in fondi di investimento per lo più stranieri e a cominciare a spendere, a sostenere la domanda interna, a cambiare la macchina e il frigorifero, a ristrutturare la casa, ad andare in vacanza e a dare un po’ di oro alla patria comprando titoli del tesoro. Se i medio benestanti, e ce sono tanti soprattutto al Nord, per paura del futuro si chiudono in casa e fanno le formichine siamo fottuti. A volte le vie per la salvezza sono tortuose e non sempre coincidono con gli ideali di purezza e santità e con i nostri sogni di un mondo migliore. Come noto l’economia è una scienza triste. Poi si potrà riflettere su quello che si chiamava un “diverso modello di sviluppo” ma adesso, nel prossimo anno o due, bisogna reggere. Sul lungo periodo siamo tutti morti, come è ben noto. Quindi ben vengano riflessioni su come gestire l’estate in modo realistico e far spendere un po’ di soldi a chi li ha. 

  294. 59
    Alberto Benassi says:

    lo stato c’è
      ma come ti aiuta? 
    a farti fare un’altro debito, a farti aumentare i costi con interessi da pagare.
    BRAVI statisti lungimiranti

  295. 58
    Alberto Benassi says:

    MASSIMO ha già detto tutto !!
     
    qualcuno che si è messo al comando del paese , delle regioni, profumatamente pagato , ha DICHIARATO :
    che non ci sarebbero stati problemi
    che il virus qui non sarebbe arrivato
    potenza di fuoco
    liquidità immediata
    lo stato c’è
    strage del ponte di Genova ,  giustizia  verrà fatta
    strage di Viareggio,  giustizia verrà fatta
    PROCLAMI, PROCLAMI e solo PROCLAMI
    intanto ad Aulla crolla un altro ponte, intanto muoiono medici ed infermieri perchè non hanno  i DPI adeguati.
    ect, ect, ect

  296. 57
    massimo ginesi says:

    @Govi:” Grazia, Massimo e altri, provate a smettere per un attimo di sentirvi sudditi e agite da sovrani: esponete come “le autorita’” avrebbero dovuto gestire l’epidemia, chiaramente secondo le vostre valutationi riguardo alla gravita’ della malattia, ”
    Troppo facile, my dear. io non faccio né il presidente del consiglio né il ministro della salute né il direttore dell’Iss.
    Non ho i loro poteri, i loro mezzi di informazione, il loro stipendio e il loro ruolo. 
    I latini dicevano “cuius comoda, eius et incommoda”. Troppo facile dire dite voi come fare.
    Io vedo che è stata dichiarato uno stato di emergenza con decreto 31 gennaio, vedo che da quel momento ci si doveva attrezzare e si è rimasti ciondolanti sino ai primi di marzo, quando tutto è andato in tilt. 
    Da cittadino vedo continui sperperi di denaro, continui appalti che finiscono all’attenzione della magistratura, una gestione non propriamente efficiente della sanità (a cui si sono sottratte, in maniera lecita e meno, infinite risorse) salvo oggi scoprire gli eroi e indurre le anime belle a cantar sui balconi o a stendere lenzuoli con scritto  andrà tutto bene (nulla lo è andato, in realtà).  
    Vedo, pèr gli amici medici che lavorano in prima linea, che sono stati mandati allo sbaraglio e che se hanno voluto qualche protezione in molti casi se  la sono comprata di tasca.
    Vedo una catastrofe economica (in questo son d’accordo con Crovella) che avanza a passi da giganti – specie verso alcune categorie – e vedo una classe dirigente che si trastulla in decreti e circolari senza che nulla stia accadendo (sai quante persone già non riescono a pagare l’affitto di casa o di studio senza che costoro si siano neanche posti il problema?)
    vedo assessori e presidenti di regione che costruiscono un ospedale spendendo 21 milioni e in cui ci sono tre persone.
    Insomma vedo il modello Italia di sempre, di fronte ai terremoti, ai ponti che crollano, alle epidemie, alle inondazioni.  
    Io da chi mi governa pretendo risposte, chiare, nette, efficienti.
    non che sia io doverle dare a loro. 
    Però, siccome ho un pò di discernimento, esigo anche che mi dicano in forza di quali ragioni da quasi due mesi non posso lavorare, non posso uscire a far due passi, non posso muovermi, non posso andare in bicicletta (sacrilego, fare un giro in bici, notoriamente contegnosissima) altrimenti mi rincorre un drone.
    Pretendo che mi dicano quanto questa misura ha positivamente influito sull’evolversi della epidemia e quale siano le prospettive e i piani per uscirne, e – conseguentemente – quali norme di comportamento si intendono adottare,   non che qualcuno vada. fare un pistolotto alle 23 di sera su Facebook spiegando che, per ora si arriva al 3 maggio.  
    E bada che non ne faccio una questione di coloro politico ma di serietà e competenza a 360gradi. 

  297. 56
    Enri says:

    La fase 2 in montagna avrà caretteristiche potenzialmenete magnifiche. Si parte sempre dal fondo valle, nessuna funivia, nessun rifugio ovviamente, dove gli assembramenti sarebbero fatali. Ognuno da solo, finalmente in silenzio, per i fatti propri. Sui sentieri ci si tiene distanti, ci si fa passare almeno a due o tre metri di distanza. Per i ghiacchia si va legati, legarsi tenendosi a metri di distanza non è difficile, anzi. In vetta nessuna stretta di mano, salvo poi dover incenerire i guanti. La cosa più interessante è che con questa storia, quest’anno, a differenza di quasi esattamente un anno fa, non dobbiamo più parlare di prenotazioni obbligatorie al Gouter, al Gnifetti o alla Carrell. Semplicemente perchè saranno chiusi. E quindi salirà solo chi è in grado di partire da Cervinia per la Gran Becca, da Stafal per il Rosa o dal Campeggio Aguille Noire per il Bianco. Andare a fare una via ai Satelliti senza Skywau e Rifugio Torino…hihi…. allora si che sarà un’impresa! Questo è alpinismo signori. Chi vuole e chi se la sente non si faccia scappare questa magnifica occasione. Saluti
     

  298. 55
    Alberto Benassi says:

    Mi pare manifesto anche che le zone più colpite siano quelle più devastate da inquinamento di ogni tipo. Perché, allora, non si promuovono stili di vita più salutari?

    perchè hanno sempre URLATO che bisogna crescere, correre….
    e adesso ???
    glielo vorrei chiedere alla nostra politica, ai signori della confindustria, ai signori delle cave apuane:  E ADESSO??

  299. 54
    Giacomo Govi says:

    Qualche volta, quando si e’ improvvisamente chiamati ad organizzare e decidere, ci si rende conto di quale sia la difficolta’ nel definire i provvedimenti, e di quali e quanti compromessi si e’ costretti ad accettare. Grazia, Massimo e altri, provate a smettere per un attimo di sentirvi sudditi e agite da sovrani: esponete come “le autorita’” avrebbero dovuto gestire l’epidemia, chiaramente secondo le vostre valutationi riguardo alla gravita’ della malattia, all’accettabilita’ dei decessi e al rispetto delle liberta’ individuali. Vi assicuro che se avete una proposta alternativa convincente, sarete voi a far cambiare idea a molta gente, me compreso. 

  300. 53
    massimo ginesi says:

    grazia for president! :o)

  301. 52
    Heinz Grill says:

     
    Secondo la mia osservazione questa crisi di Corona non può essere una domanda dei contagi. La quarantene assoluta non serve per la salute, perché se abbiamo un isolamento, desinfezione e mascherina in ogni momento della vita, le prossime infezioni con altri viri e batterie arrivano più velocemente, perchè non abbiamo più nessuna resistenza. Anche depressioni si svilupperanno e pure demenzie in età troppo giovani saranno risultati. Ho 35 anni di esperienza nel campo della medicina e so, che movimento, respirazione e anche contatti con varie persone sono essenziali per la salute. La domanda con la quarantene non è una domanda della salute. In Germania e in Austria discutono molto, perchè la quarantene era -per tanti esperti- un errore grave. Un governo debole e anche un sistema sanitario troppo insufficiente portano a tanti errori. Secondo me il nemico non è il virus, la nostra paura crea un effetto nocebo. Adesso abbiamo una discussione politica e meno per la salute. Movimento, arrampicare e alpinismo sono essenziali per la cultura e per la salute, indipendente dal rischio. Quante persone cadono e devono andare per quello all’ospedale? Sono poche. La violenza nelle famiglia e altre malattie, che si sviluppano con questa quarantena, sono più gravi. Vedo come tedesco che Italia è il paese per un buon alpinismo, per ospitalità e per bellezza e arte. Se non abbiamo questi valori della cultura, siamo veramente poveri in Italia. Non parlo dell’ economia, è un altro problema. Ma perdere questa cultura è veramente grave. La ripartenza con l’Alpinismo deve essere un tema più grande. Nelle montagne è quasi impossibile di creare contagi. Chi prende dalla montagna il Corona? Nessuno.

  302. 51
    massimo ginesi says:

    @Govi “Ad ogni modo, per sua stessa impostazione, esso DEVE prescindere dalle attivita’ che limita ( fatto salvo ovviamente quelle essenziali ). Non e’ possibile ( sia dal punto di vista operativo che dal punto di vista dell’equita’ )  ragionare sulla base di ‘che cosa uno andrebbe a fare’.”
    non credo che questa emergenza sia una esagerazione giornalistica, ritengo tuttavia che si tratti di una vicenda grave gestita in un modo folle dai soggetti preposti. 
    Detto ciò, appartengo invece a quella categoria di cittadini che quando vedono mutare bruscamente e pericolosamente il panorama normativo che regola i rapporti sociali, si preoccupano e si chiedono se gli interventi siano commisurati e adeguati allo scopo.
    Il contenimento non è stato applicato e previsto nel modo da te auspicato, perché si son fatte deroghe di tutti i tipi, dalle più strane alle più assurde, consentendo a molte attività produttive (financo i call center nella fese iniziale) di continuare a lavorare e prevedendo ipotesi assurde per i singoli (il cane, la sigaretta, il giornale, etc). 
    Allora non si possono produrre norme così a capocchia, poiché generano confusione e sperequazione fra soggetti in identiche condizioni (come minimo).
    Lo spostamento in macchina non genera alcuna interazione nè assembramento (ove sia effettuato da soli) e a contenere ciò che si vuole evitare era sufficiente una serie di principi generali, ovvero quelli che vietano i gruppi, l’interazione, etc.
    Si è preferito, per ragione a me ignote e senza fornire alcuna giustificazione scientifica, una misura generalizzata e rigida, reiterata ad libitum senza alcuna spiegazione (che non sia “ci siamo confrontati con le autorità scientifiche”), che finirà per avere impatti ben più devastanti dell’emergenza che voleva combattere, ma tant’è. questa è l’Italia.  
    Non mi sembra il caso di addentrarci qui in problemi di filosofia sociale o di politica normativa. 
    Quanto alla montagna son d’accordo con te, a mio avviso ad un certo punto questo lockdown deve terminare (mi auguro a breve) e le persone devono essere messe gradualmente in condizioni di riprendere a vivere, ivi comprese le attività ludiche e ricreative all’aperto , che semmai dovranno essere praticate con alcuni accorgimenti.
    Attenzione però anche agli accorgimenti che si invocano, sennò torniamo alla questione della sicurezza imposta dall’alto. Io mi auguro fortemente che la ripresa sia graduale e con cautele che siano generali e che non ci si spinga a dire chi può andare  dove,   a fare cosa  e con chi sui monti.
    A meno di non voler considerare i cittadini sudditi beoti, le precauzioni che vietano in via generale assembramenti, adunate sportive e altre situazioni di possibile pericolo sono più che sufficienti a garantire la sicurezza di ciascuno contemperando l’esigenza di rispettare l’autonomia degli individui. 
    Infine, dico sommessamente che par di capire che una seria politica di screening e tracciamento dei positivi  asintomatici, che i paesi civili hanno posto in atto, consentirebbe  di rendere il lockdown totale assai meno greve e lungo. Ma  richiede soldi e capacità manageriali, due cose con cui la nostra classe dirigente ha un rapporto difficile da sempre.
     
     
     

  303. 50
    grazia says:

    Massimo Ginesi,
    Luis Sepùlveda è tra gli scrittori che amo di più per l’importanza dei temi trattati e per la grande ammirazione che nutro per la sua vita trascorsa a proteggere Libertà, Pace e Luce.

  304. 49
    grazia says:

    Caro Giacomo,
    evviva che sia sempre più nutrito il gruppo di persone che considera l’epidemia un’esagerazione giornalistico-politica! 
    Mi pare evidente che si stia andando fuori misura su tutti i fronti: diritti del cittadino, restrizioni di ogni tipo in nome dell’amore (sia chiaro che se vado a trovare i miei genitori anziani, dimostro loro il mio amore e non standone lontana), ridicoli del tutto o mancanti presidi di sicurezza per tutti gli operatori sanitari, terapie perpetrate senza indagini cliniche adeguate, chiusura di quasi tutte le attività.
    A me sembrano abbastanza le misure che abbiamo accettato sinora ed è fuori questione che se ne ammettano di nuove che, per altro, rischiano di cristallizzarsi mutando per sempre il nostro stile di vita.
    Mi pare manifesto anche che le zone più colpite siano quelle più devastate da inquinamento di ogni tipo. Perché, allora, non si promuovono stili di vita più salutari? Perché, con il giusto monitoraggio, non si è spinto chi aveva una seconda casa al di fuori del lager ad andarci? No, è più giusto che si costituisca un vero e proprio lazzaretto in cui gli individui continuino a morire come mosche sotto gli occhi di tutti.
    E noi fuori che facciamo? Stiamo a guardare dalle nostre casette, abbagliati dagli incantesimi televisivi, senza muovere un dito. 
    Che il popolo italiano avesse poca spina dorsale, lo sapevo anche prima. Adesso ne abbiamo evidenze, con il nostro sottostare come soldatini all’ordine perentorio di stare a casa e muoversi solo se necessario compilando una dichiarazione assolutamente illegale.
    Please, wake up!

  305. 48
    Carlo Crovella says:

    Concedetemi due minuti per un chiarimento. La mia coscienza di padre e cittadino mi spinge in modo autonomo e determinsto (cioe’ a prescindere da eventuali divieti goverativi) a ridimensionare le eventuali uscite 2020 in montagna a semplici puntate giornaliere o addirittura di mezza giornata a pochi km fuori porta. Questo per evitare i costi di uscite piu’ complete come, a puro titolo di esempio, salire alla Punta Gnifetti. Mi aspettavo che ilconfronto dei costi fosse immediato per tutti: 1) uscita in giornata a 30-max 50 km da Torino, senza autostrada e senza caffe’-birra: solo benzina: costo suo 20’35 euro. 2) punta Gnifetti in due gg: più benzina, ma soprattutto autostrada, rifugi (mezza pensione) impianti, costi per l’attrezzatura (magari va sostituita o manutenuta), ecc ecc. C’euna differenza di 150-200 euro a uscita, moltiplicato per (stimiamo) 8 uscite estive (luglio-agosto-inizio settembre) può fare almeno 1.500 euro di differenza. A questo aggiungo la rinuncia alle vacanze 2020 e a ogni altro costo voluttuario e non necessario. Perché questo? Tutto ciò per tenere prudentemente da parte delle risorse finanziarie per le esigenze di studio e di assoluta serenità dei miei figli (e moglie). Nonché per la muia scelta di onorare (nonostante una clausola che mi permetterebbe di sganciarmi immediatamente) gli impegni verso i miei due collaboratori junior. Se fossi un cinico, prenderei atto che il lavoro del nostro studio si è praticamente azzerato (e sarà molto limitato da qui a fine anno, per i motivi generali descritti) per cui egoisticamente mi converrebbe interrompere i contratti con effetto immediato. Poiché mi sento nei loro confronti non dico un padre ma un fratello maggiore, ho detto loro che assicuro il corrispettivo mensile per sei mesi, ma che probabilmente non proseguirò oltre. Però almeno do’ loro sei mesi di tempo e di respiro finanziario. Per fare ciò, tuttavia, (visto che lo studio incasseta’ praticamente zero) devo ridimensionare le mie spese personali, sapendo rinunciare a quello che è voluttiario come l’andare in montagna, almeno per il 2020, rinviando i progetti al futuro (non so neppure se al 21 al 22). Nessuno può comprendere quanto mi costi questa decisione a livello emotivo ed esistenziale. Ma appunto la coscienza morale e civica impone rinunce di questo tipo. Anche se voi non avete famiglia e/o collaboratori a carico, il senso civico vi dovrebbe convincere a fare delle corrospondenti rinunce voluttuarie e mettervi invece a “lavorare” a testa bassa per collaborare tutti (tutti gli italiani, intendo, appassionati o meno di montagna) per uscire il prima possibile dalla grave crisi in cui ci troveremo nei prossimi mesi. Guardate che fareste bene a non sottovalutare le considerazioni che ho esposto. Mi date l’idea che non vi rendiate conto della crisi che si sta profilando (anzi la crisi economica c’è gia”, solo che non emerge ancora perché siamo tutti mentalmente “ibernati” dalla clausura imposta.

  306. 47
    Giacomo Govi says:

    @ginesi: Premetto che io – come forse avrai letto – auspico la riapertura e spero in tempi medio-brevi. Ho esposto i motivi per cui secondo me per le attivita’ in montagna non dovrebbero esserci limitazioni, in caso di riapertura.   Tornando pero’ al confinamento, sulla sua necessita’ non cerchero’ certo di convincerti. Se appartieni al nutrito gruppo di quello che considera l’epidemia una esagerazione politico-giornalistica, allora e’ chiaro che per te la logica dei provvedimenti e’ difficile da cogliere. Ad ogni modo, per sua stessa impostazione, esso DEVE prescindere dalle attivita’ che limita ( fatto salvo ovviamente quelle essenziali ). Non e’ possibile ( sia dal punto di vista operativo che dal punto di vista dell’equita’ )  ragionare sulla base di ‘che cosa uno andrebbe a fare’.  E’ del tutto evidente che fare una passeggiata in un bosco o su una montagna non espone ( in tutta probabilita’ ) a contatti e quindi non aumenta il contagio.  Ma non si riuscirebbe ad organizzare un livello cosi’ capillare di deroghe che siano controllabili. Oltre tutto molte di queste attivita’ richiedono spostamenti con autovetture e questo complica decisamente le cose, creando movimenti  potenzialmente ingenti di persone che sono esattamente la cosa che vuoi limitare. 
    Aggiungo infine che capisco la posizione di Crovella. Credo pero’ che bisogna accettare che la ripresa della vita fuori casa non corrispondera’ al tempo pre-epidemia. Bisogna accettare un periodo di transizione con le dovute prudenze del caso.

  307. 46
    Alberto Benassi says:

    si Fabio il vino in Abruzzo è buono e forte ma a qualcuno…. gli fa male!!

  308. 45
    Fabio Bertoncelli says:

    Mi pare di aver capito che in Abruzzo c’è buon vino, ad alta gradazione alcolica.

  309. 44
    Alberto Benassi says:

    Di Federico dice:
    La gente ha bisogno d’aria e di moto, aprire la montagna in modo indiscriminato potrebbe essere rischioso.Le guide alpine e gli accompagnatori di media montagna sono tra le categorie più colpite dalla chiusura – conclude – In Abruzzo siamo circa 150 professionisti. Se la mia proposta verrà approvata potremmo dare una mano al territorio e a migliaia di potenziali clienti».

    che vuol dire ? che io ci posso andare se ci vado con lui perchè è guida?
    Ma che se lo scordi, mica è sua la montagna!!
     

  310. 43
    Massimo Ginesi says:

    @govi “Per cui dire ‘Che problema sanitario vuoi che ponga il salire in solitudine su una vetta’ e’ indice che non si e’ capito a che cosa serviva stare confinati.”
    io credo di averlo capito e credo che in nome di una falsa sicurezza sanitaria si siano sacrificati per troppo tempo i diritti fondamentali di una moltitudine di persone. 
    Se vuoi però spiegarmi tu, dal punto di vista sanitario, quale significato abbia tenere in casa murati vivi milioni di cittadini per evitare il diffondersi del contagio, ti ascolto e magari rivedo le mie posizioni . 
    Perché la tua teoria, che  comporta che nessuno si muova sino a che ci sia in giro anche un solo positivo, mi pare una soluzione un pò troppo di lungo  periodo.
    Io  ritengo, sin da principio,  che molte delle disposizioni emanate ultimamente abbiano ecceduto (per forma e sostanza) i limiti dell’ordinamento e credo che non non abbia alcun senso  vietare  di andarsi a fare un giro in un bosco o su un monte, semmai stabilendo misure generali di precauzione (tipo quelle sulle distanze o sull’assembramento).
    Ma qui, in nome di non si comprende bene quali criteri scientifici e giuridici, chi va a comprare un libro, esce con il cane, va in edicola o va dal tabaccaio è un cittadino non pericoloso, chi si fa un giri nel bosco dietro casa viene inseguito con i droni…
    non vi viene qualche dubbio che si stia passando la Misra e che talune modalità temo finiscano per avere poco a che fare con i virus? Ad esempio mi aspetterei da uno stato che intende gestire seriamente una emergenza, emanando ordinanze che obbligano all’uso delle mascherine, che mettesse quei presidi a disposizione, mentre sono più rare del bourbon durante il proibizionismo.
    però il runner o l’escursionista o il climber sono diventati  il pericolo.
    Forse sarebbe l’ora di rendersi conto che molte delle modalità di gestione di questa epidemia in Italia hanno più a che fare con le carenze di un sistema sanitario a buchi e con l’incapacità degli amministratori pubblici, che con una reale esigenza di segregazione dell’intera popolazione. 
    Che però, da quella via, abbiamo abituato in sole quattro settimane, ad obbedire prona a qualunque diktat. 
    quanto alle guide, sono senza dubbio categoria professionale che dovranno vedere, come altre forme di tutela ed incentivazione (pubblica, ove occorra).
    mi pare tuttavia ridicolo sostenere che l’appuntamento con la guida possa diventare causa di giustificazione per l’uscita (quando quel professionista raggruppa 6/7 persone con modalità che nell’accompagnamento mi par difficile improntare al distanziamento). 

  311. 42
    Giacomo Govi says:

    Credo in generale, per fare delle ipotesi bisogna per prima cosa cogliere che la riapertura deve essere basata su principi generali e prendere in considerazione tutte le normali attivita’ all’aperto della gente. Per cui dire ‘Che problema sanitario vuoi che ponga il salire in solitudine su una vetta’ e’ indice che non si e’ capito a che cosa serviva stare confinati.  Cosa per altro che mi sembra molto diffusa. Se apertura ci sara’, come molti di noi sperano, dovra’ essere chiaro che e’ a discapito della piu’ alta sicurezza sanitaria e dovremo assumere la necessaria prudenza.  Ma ad ogni modo, per me non e’ realistico che si organizzi una riapertura selettiva sulle attivita’ della singola persona. Se si autorizza l’apertura, incontrarsi con un numero limitato di amici o con una guida dovra’ essere perfettamente autorizzato. Che cosa questi piccoli gruppi vadano a fare sara’ affare loro. Ovviamente per attivita’ che di per se’ implicano assembramenti ( come le attivita’ balneari ), senza un adattamento alla nuova situazione non se ne esce. Ma in montagna non vedo grossi problemi…
     

  312. 41
    grazia says:

    Veramente, Andrea Dolci, tutta le sante norme di igiene che vengono chiamate in causa (stendiamo un velo pietoso su amuchine & compagnia cantante), non erano per niente diffuse.
    Non ci lavava in continuazione, non ci si cambiava d’abito due-tre volte al giorno, si scherzava molto di più coinvolgendo il contatto fisico, si passavano giornate intere fuori a giocare, si beveva dallo stesso bicchiere e dalla stessa bottiglia, ci di passava oggetti da condividere. 
    Eppure sono altre le malattie che stanno minando la nostra generazione, non certo i virus.

  313. 40
    andrea dolci says:

    Mi associo a quanto detto da Massimo Ginesi.
    Aggiungo che ci esponiamo ogni giorno a rischi a partire da quando mettiamo i piedi giù dal letto. Imparare a convivere col rischio, gestirlo per minimizzarlo è parte del nostro vivere quotidiano e per questo motivo il regime del terrore instaurato non ha alcun senso se non quello di evitare il collasso del nostro ssn. Passata la buriana dovremo come ovvio mantenere alcune regole a partire da quelle base di igiene, norme  che, a dire la verità, le nostre madri una volta insegnavano. 

  314. 39
    Massimo Ginesi says:

    la proposta di di Federico la ascriverei alle boutade, neanche delle più felici.
    Insieme alla teoria di Crovella che preconizza  anni di censure.
    Premesso che del virus non sappiamo granché (ma abbastanza da adottare scelte ponderate)   appare plausibile (lo ha ripetuto la virologa Capua ieri) che nell’arco di qualche settimana  buona parte della popolazione abbia sviluppato una immunità per aver avuto la malattia in forma lieve o asintomatica, sì che potrà tranquillamente ritornare alla vita normale, non essendo infettiva e non potendo (plausibilmente) essere infettata nuovamente.
    Per gli altri, osservate normali precauzioni igieniche, ci saranno gli ospedali non più in stato di collasso, e si potrà prendere atto che è una malattia con incidenza bassa di casi gravi così come è opportuno prendere coscienza che di malattia talvolta qualcuno muore (sempre Capua dixit).
    Non per questo si potranno murare vive 60 milioni di persone perché 10000 hanno contratto un virus, le riflessioni di cui sotto mi paiono assai preoccupanti per l’inclinazione ad accettare supinamente violazioni di diritti essenziali – che in questo periodo si sono adottate in modo assai sommario (e per molti costituzionalisti illecito) – senza una vera ragione argomentata.
    Tra l’altro sarebbe curioso capire dove sia la pericolosità sanitaria di andare a farsi da solo un giro sino in cima ad una vetta, che taluni – tipo Crovella  – vogliono vietare ad oltranza.
     
    Se invece vogliamo fare un ragionamento sotto il profilo sanitario chiedetevi quanto arrampicare toccando appigli corde e attrezzi che altri hanno toccato sia indenne da rischio e capirete che il distanziamento vale come il due di briscola. 
    Allora, a mio avviso, nel momento in cui si uscirà dalla soglia di collasso (per l’inadeguatezza del nostro sistema sanitario, non per la gravità dell’epidemia che ha un’incidenza numerica reale assai bassa, aldilà di quel che ciancia la protezione civile che da numeri senza denominatore, non avendo fatto screening seri), si dovrà consentire alla gente di ritornare a vivere se non si vorranno avere oltre alle conseguenze economiche già così devastanti, conseguenze sociali e psicologiche serie su intere fasce della popolazione.
    Sostenere oggi che si debba andare con la guida (non ho compreso se si intende con la guida si altrimenti a casa)  mi pare una sortita pro domo propria di deciso cattivo gusto, perlatro volta ancor più a imbrigliare quelle libertà per le quali io mi batterò sino alla fine. 
    poi mi piacerebbe che i fautori di simili indiscriminate restrizioni non cominciano ad esempio ad insorgere per i 412000 morti annui per polveri sottili (https://ilsalvagente.it/2020/01/07/polveri-sottili-e-record-di-morti-in-italia-e-al-nord-tornano-i-blocchi-auto/)  chiedendo il ban di ogni spostamento veicolare, tanto per dirne una, o a chiudere con la forza tutti i tabaccai e gli spacciatori di alcol, che certamente provocano ben più morti della Covid.
    Attenzione che certe chine sono pericolossime.
    e comunque in questi giorni se ne sono andati Sepulveda e Joe Brown. Un saluto a due grandi. 

  315. 38
    Fabio Bertoncelli says:

    “Se moriremo, moriremo con onore” 
    (cit. Mulan, Walt Disney)
     

  316. 37
    Riva Guido says:

    Vendo a prezzi modici sostanza spray che rende invisibili.

  317. 36
    Matteo says:

    OK,  l’apocalisse è incominciata iniziando a colpire proditoriamente il mio computer!
    Comunque state tranquilli, andrà tutto bene: moriremo tutti!

  318. 35
    Matteo says:

    Crovella, mi pari leggerissimamente pessimista!
    Io non so cosa ci aspetti, però proprio non riesco a capire cosa c’entri la tua coscienza di padre e cittadino con l’andare solo a 50 e non a 80 km (Gressoney) e perché questo dovrebbe essere il vero modo di valutare l’andare in montagna.
    Io vorrei spendermi i miei quattro soldi e i tre giorni prima di Armageddon andando senza assurdi divieti.
    Comunque preoccuparsi dei possibili turisti tedeschi, prevedendo di rassicurarli per invitarli a venire comunque non mi pare affatto superficiale
     
    Chi mi conosce sa che quella che si sta prefigurando è una montagna che a me personalmente piace molto (solitaria, isolata, senza assembramenti e code…), ma so anche io che quest’estate non ne godrò come mi piacerebbe davvero. Per esempio mi piacerebbe andare ancora alla Punta Gnifetti (Capanna Margherita) e, per una volta, senza l’usuale processione, mi piacerebbe vedere quei luoghi incontaminati senza folla ecc ecc ecc, ma la mia coscienza di padre e di cittadino mi fa anteporre altre priorità. Per cui al massimo mi concederà delle escursioni giornaliere in valloni isolati a 30-50 km da casa. Questo è il vero modo in cui si dovrebbe valutare il tema “andare in montagna nell’estate 2020” e vi invito a riflettere profondamente. Finchè rimanete ancorati su su dibattito superficiale, dimostrate che non avete la minima idea di cosa capiterà nell’immediato futuro.

  319. 34
    Matteo says:

    Francamente non riesco a capire cosa c’entri la tua coscienza di padre e cittadino, la recessione totale/globale/epocale/devastante e andare in montagna solo a 50 km o in cima alla Gnifetti! (che poi da Torino a Gressoney saranno 80 km)
    Quanto a quello che capiterà nell’immediato futuro, mi pare che tu sia leggerissimamente pessimista, ma comunque sia io vorrei spendermi i miei quattro soldi e le mie poche ore prima di Armageddon andando in montagna senza esserne impedito da inutili divieti
     

  320. 33
    Giuseppe Balsamo says:

    Al di là delle considerazioni economiche (per le quali ciascuno ha i propri parametri, e chi vive di montagna e turismo certamente ha i suoi), ci sono un paio di cose che non mi piacciono nella proposta di Di Federico.
    La prima è nella frase “…la conferma della prenotazione dell’escursione, inviata dalla guida …eccetera.. potrebbe valere in caso di controlli per le strade”.
    E chi in montagna (se e quando) volesse andarci in autonomia ? Dovrà per forza prenotare una guida per avere un lasciapassare ai controlli ?
    La seconda è “…aprire la montagna in modo indiscriminato potrebbe essere rischioso. Le guide alpine …eccetera…”.
    Che frequentare la montagna sia rischioso lo sa (o dovrebbe saperlo) chiunque frequenti la montagna, e da ben prima dell’arrivo del COVID.
    Non viene scritto in modo esplicito, ma una (maliziosa ?) possibile lettura è che per la gestione del rischio sia necessaria la presenza di una guida.
    Mi sembra importante sottolineare che non è così.
    Con tutto il rispetto per le guide alpine, gli accompagnatori e la loro professione.

  321. 32
    Andrea Parmeggiani says:

    @Alberto Benassi e Grazia
    Mi trovo completamente d’accordo con le vostre affermazioni

  322. 31
    Roberto Pasini says:

    Se altre categorie addette ad attività ricreative vengono a sapere della proposta di Di Federico si faranno avanti. I bagnini per esempio (11.000). Si va in acqua solo accompagnati in piccoli gruppi da professionisti della sicurezza incaricati di far controllare le disposizioni. Le professioniste/i del sesso (90.000). Si fa sesso anche in casa sotto la supervisione di professioniste/i del settore da sempre attente alla prevenzione del contagio e incaricate dai comuni di far rispettare le regole in un’attività dove il distanziamento richiede grande competenza e abilità. Siamo seri. Se si torna il montagna lo si fa accettando i rischi di contagio e responsabilizzando le persone a fare le loro scelte,  tutti, senza bisogno di guardie e precettori. Altrimenti faremo altro per questa estate. Se non si potrà andare in montagna per salvaguardare il lavoro delle guide potrebbero esserci altre soluzioni. Non so quanto possa valere il fatturato estivo di circa 1000 guide, ma non mi sembra una cifra stratosferica rispetto ai numeri che circolano per altri comparti. Con un po’ di sforzo   i comuni e le regioni alpine potrebbero utilizzare la loro professionalità in modi più seri e rispettosi evitando di trasformarle in guardiani/badanti, ad esempio in attività sul territorio. Quindi, con tutto il rispetto per la categoria, nella quale ho molti amici,  la simpatia e l’attenzione al problema, penso che la proposta di De Federico richiederebbe significative integrazioni, per dirla in modo diplomatico.

  323. 30
    Gianfranco Bo says:

    Non vorrei però che passasse l’idea (come sembra proporre la guida Di Federico) che la ripresa delle attività in montagna vada fatta necessariamente accompagnati da guide alpine. Sarebbe a mio avviso un’assurdità.Dobbiamo avere il coraggio di dire apertamente che andare in montagna non è più rischioso – a livello di contagio – di andare a lavorare in fabbrica o in ufficio come fanno ancora oggi milioni di cittadini.Inoltre, dobbiamo anche insistere che il rischio di pesare sul sistema sanitario nazionale può essere limitato con la responsabilità di ciascun appassionato di montagna. Oltre a #manteniamoledistanze, proviamo a parlare di #abbassiamoilrischio. Cioè scegliamo tutti responsabilmente degli itinerari e delle attività che limitino al massimo l’eventuale ricorso al soccorso alpino. Secondo me possiamo farcela, dimostrando di essere cittadini responsabili e con la testa sulle spalle.

  324. 29
    Alberrto Benassi says:

    io penso che oramai ci siamo veramente FUSI il cervello.
    qualcuno forse  lo voleva e ci sono riusciti.
     
    Se qualcuno pensa di potermi far vivere così, o mi fa fuori questo virus, oppure prima o poi, ma penso prima, farò fuori qualcuno.

  325. 28
    Paolo Panzeri says:

    Con quest’ultimo video del Difederico mi sembra, a differenza di altri suoi video elementari, di essere entrato nella fantascienza più concettuale che possa essere concepita da un essere umano e ora credo fermamente nell’esistenza degli extraterrestri.
    Comincio a ricredermi sulle capacità creative intellettuali delle vecchie guide alpine.
    Mi domando quali siano i suoi clienti, a quale fascia della popolazione appartengano.
    E’ solo un pensiero sul marketing delle guide.

  326. 27
    Carlo Crovella says:

    Ha colto giusto Bertoncelli: sarà un anno da galera, indiretta (cioè provocata da fortissime e diffusissime restrizioni economiche).
    Previsioni FMI di pochi gg fa: 
    https://www.imf.org/en/Publications/WEO/Issues/2020/04/14/weo-april-202
    Se non è peste nel senso sanitario del termine, lo sarà in senso sociale ed economico. Tra l’altro, osservate che l’Italia è sicuramente la più debole e fragile, ma la crisi è pesantissima ovunque e in particolare in Europa. Io ci metterei una pietra sopra all’idea di vedere (come negli anni scorsi) frotte di escursionisti tedeschi/olandesi ecc, per esempio, sulla Via della Bocchette in Dolomiti o cose del genere. In Italia, poi, la situazione sarà “drammatica” (titolo di ieri del 24 ore). Io personalmente non mi stupirei se nei prossimi mesi anche lo Stato si trovasse in carenza di liquidità (causa il rinvio degli incassi fiscali) e potrebbe ridurre/rinviare/sospendere il pagamento degli stipendi ai pubblici dipendenti o quello delle pensioni o la cassi integrazione ecc.  Per cui: immaginate un appassionato di montagna, che normalmente si concedeva tre-quattro ascensioni ogni estate nel gruppo del Bianco o del Rosa…  anche senza guida, avrà i costi di rifugi (dove ormai è obbligatoria la mezza pensione, spesso carissima), impianti, attrezzatura, benzina, autostrada ecc… Bene immaginatevi che sia un professore di scuola media o anche delle superiori… e immaginate che abbia una moglie casalinga e due figli, un mutuo per la casa, le auto, le assicurazioni, le bollette… immaginatevi che lo Stato al 30 giugno gli dica “scusa, ma non ho i soldi per pagarti gli stipendi estivi” oppure che gli dica”ti pago gli stipendi ma decurtati del 30%” oppure che gli dica “ti pago il 100% degli stipendi ma rinvio tutto al 31 dicembre”….(situazioni che io non dò per certe al 100%, ma che non mi stupirei se si concretizzassero)… ebbene pensate forse che tale individuo, con la tempesta emotiva che lo travolgerà, metterà in conto di fare le sue “solite” 3-4 ascensioni estive? mah… al massimo si concederà qualche passeggiata in giornata sulle prealpi a pochi km dalla sua città… e non si fermerà neppure a bere un caffè o una birra…
    —-
    di esempi così ve ne potrei fare milioni: i precari salteranno come birilli, chi non ha neppure un contratto (es giovani aiuto baristi) è già a secco da fine febbraio, i professionisti, specie se free lance, o non fatturano già più o, se hanno fatturato, non incassano…. I proprietari di immobili in affitto dovranno fare i conti con i mancati pagamenti degli affitti ecc ecc ecc…
    —–
    A parte gli oltre 20.000 nostri concittadini che ci hanno lasciato nelle scorse settimane, il dramma vero per il Paese deve ancora arrivare e sarà, appunto, quello economico. E, di fronte a uno scenario del genere, voi vi preoccupate se in sosta si può o meno rispettare la distanza di sicurezza  (o altre baggianate del genere)? 
    —-
    Infine, a parte tutto ciò, ipotizziamo anche di liberalizzare gli spostamenti e quindi l’accesso alle montagne. Il punto è che in montagna ci saranno così pochi individui (per i sopracitati motivi) che tutte le questioni “mascherina su o già sui sentieri” oppure “camminare in fila indiana o appaiati” ecc ecc ecc non avranno nessun riferimento con la realtà.

    Chi mi conosce sa che quella che si sta prefigurando è una montagna che a me personalmente piace molto (solitaria, isolata, senza assembramenti e code…), ma so anche io che quest’estate non ne godrò come mi piacerebbe davvero. Per esempio mi piacerebbe andare ancora alla Punta Gnifetti (Capanna Margherita) e, per una volta, senza l’usuale processione, mi piacerebbe vedere quei luoghi incontaminati senza folla ecc ecc ecc, ma la mia coscienza di padre e di cittadino mi fa anteporre altre priorità. Per cui al massimo mi concederà delle escursioni giornaliere in valloni isolati a 30-50 km da casa. Questo è il vero modo in cui si dovrebbe valutare il tema “andare in montagna nell’estate 2020” e vi invito a riflettere profondamente. Finchè rimanete ancorati su su dibattito superficiale, dimostrate che non avete la minima idea di cosa capiterà nell’immediato futuro.

  327. 26
    Stefano Calanca says:

    Detta quasi con ironia… nell’arrampicata sportiva vedremo gente rinviare ad altezza corretta cercando di non mettere la corda in bocca.

  328. 25
    Paolo Giunti says:

    Ma piantatela di fare pubblicità, oltretutto ad un oggetto inutile, specie all’aperto. Finitela di fare pubblicità, della paura oltretutto.

  329. 24
    Giacomo Govi says:

    Io penso che tutta la regolamentazione della fase 2 ( o 3, vedremo quante fasi ci saranno ) sara’ frutto di un compromesso piu’ o meno al ribasso, a seconda di come sara’ la situazione al momento della riapertura.  Difficile dire in questo momento come sara’. E’ chiaro che le spinte ( opposte ) sono 2: la sicurezza ( e qui Crovella ha perfettamente ragione, la coerenza vorrebbe che si riparta solo quanto c’e’ una ragionevole somiglianza alla situazione pre-epidemia ) e la necessita’ da un lato di rilasciare la stretta alle libera’ del cittadino, dall’altro a far si che la gente possa lavorare ( turismo, ristorazione, alberghi). C’e’ in gioco la sopravvivenza economica ( non solo quella sanitaria ) di migliaia di famiglie. Quindi e’ complicato, in parte il dotarsi di regole delle varie categorie professionali aiutera’ certamente.  Classificare le attivita’ per ordine di rischio mi pare comunque inutile, una volta che ‘apri’ non e’ l’incidente in piu’ o in meno il problema, ma semmai tracciare e contenere il contagio.

  330. 23
    Simone Martina says:

    La Stratos Mask di La Sportiva non è ancora in vendita.

  331. 22
    otto says:

    Non mi è chiaro il motivo per cui si dovrebbe ritenere l’escursionismo meno pericoloso dell’arrampicata sportiva, posto che gli incidenti anche gravi e mortali che si verificano tra chi pratica escursionismo sono decisamente superiori. Per quanto riguarda la falesia non mi pare così difficile il distanziamento sociale, sicuramente più facile e praticabile che in fabbrica, per dire…
     

  332. 21
    Jacopo says:

    La penso come Matteo (commento n. 12). Sono d’accordo che certe soluzioni possono essere la negazione del senso di libertà che dà la montagna, ma bisogna che qualcuno faccia sentire la voce di chi lavora in montagna, altrimenti si rischia di finire dimenticati

  333. 20
    GognaBlog says:

    L’articolo è stato aggiornato con l’intervento di Giampiero Di Federico.

  334. 19
    Nicola Pech says:

    Crovella, se parliamo del lavoro delle Guide Alpine, sarà il mercato a stabilire se ci sono o no i clienti. Inutile quindi fare previsioni. Quanto all’attività del singolo, non capisco perchè sia “meglio che tutte le attività non strettamente necessarie, come l’andar in montagna, siano ancora sospese e rinviate a date successive”. Quale ragionamento sta alla base di questa affermazione? Perchè deve essere vietato andare a camminare, sciare, scalare? 

  335. 18
    Fabio Bertoncelli says:

    Insomma, caro Carlo, tanto vale commettere un reato e andarsene in galera per il 2020, vitto e alloggio assicurati. 
    Non colgo molte differenze rispetto allo scenario che tu, senza alcun riguardo per i deboli di cuore e per i depressi, hai sciaguratamente qui descritto.
     
    N.B. Scenario per il quale, però, direi: “Fuochino, fuochino… Quasi fuoco. Fuoco!”. 

  336. 17
    grazia says:

    Carlo,
    forse non hai partecipato agli altri scambi, altrimenti sapresti perfettamente che molti di noi sono assolutamente consapevoli che quest’anno la stagione non parte e che si sta compiendo una strage economica – di certo non aspetto che me lo dica la televisione per esserne certa!
    Ciò non toglie che si possa cominciare a pensare a possibili soluzioni perché, chi lo sa, prima o poi si ricomincerà.
    Ma tanto non saremo certo noi a deciderlo, né la nuova partenza, né le regole da seguire come nuovi polli in batteria.
    E, dulcis in fundo, si sta sempre più sottolineando (ma si sapeva anche prima) che l’attività fisica e l’esposizione al sole – vitamina D! vitamina D! – sono essenziali per il benessere psico-fisico, sia che si facciano due passi in giardino o che si salga in montagna. Stiamo producendo e alimentando un montón di effetti collaterali volontariamente. 
    Resto inteso che là fuori, nonostante frotte di medici ne parlino a dispetto dei bavagli, non c’è la peste. 

  337. 16
    Carlo Crovella says:

    Il mio riferimento all’apertura delle scuole ha il solo ruolo di indicare un momento in cui tutto il paese sarà conscio di esser tornato ad un’esistenza “normale”. Se, invece, a settembre 2020 si ripartirà ancora con la didattica on line, significa che neppure a settembre saremo in una situazione accettabile sul piano della sicurezza. Ergo meglio che tutte le attività non strettamente necessarie, come l’andar in montagna, siano ancora sospese e rinviate a date successive. Lo stesso per ogni altra attività del genere. Avete detto: le vacanze di alcuni corrispondono al lavoro di altri. Ma certo: però non riuscite a focalizzare che, nell’immediato futuro, non ci sarà più lavoro per nessuno! Quest’estate il turismo, alpino come balneare, sarà ridotto al lumicino: staremo a casa, a prescindere dall’esplicito divieto delle autorità, perché non avremo i soldi per muoverci. Certo ci sarà ancora qualcuno se lo potrà permettere, o perché facoltoso di suo o perché, per esempio, single con stipendio assicurato. Ma saranno una minoranza, davvero esigua. Chi ha una attività professionale e/o un esercizio commerciale (negozio, bar, cinema…) oppure deve far quadrare i conti di un nucleo familiare (dove le priorità non sono certo quelle di permettersi un’escursione con guida, ma di dar da mangiare a moglie e figli…) state tranquilli che avrà tante di quelle preoccupazioni che andare in montagna non gli passa manco per la testa. Qualche giorno fa l’FMI ha detto che PIL italiano 2020 è stimato in calo del 10%: una cosa senza precedenti neppure nella crisi economica del 2009. I turisti stranieri? A parte che anche loro avranno problemi economici, ma poi chi viene in Italia che è l’epicentro europeo dell’epidemia? Se fate affermazioni come quelle dei commenti precedenti, significa che non vi rendete proprio conto di che cosa significherà la crisi economica che ci aspetta. Ve lo dico io: tireremo tutti la cinghia. Coinvolgerà tutto il paese, ma visto che qui stiamo parlando di persona che lavorano in montagna e sulla montagna (guide, rifugisti, albergatori, negozianti di articoli sportivi….), vi dò un suggerimento spassionato: iniziate ad entrare nella logica che quest’estate non vedrete un cliente, perché è fortemente probabile che accadrà così. Per cui le considerazioni circa mascherina sì o no sui sentieri ecc ecc ecc sono completamente fuori luogo: chi è avveduto e previdente (pochi, mi par di capire…) sta già ipotizzando un modo alternativo per sbarcare il lunario nel 2020. Meditate, gente, meditate…

  338. 15
    Federica says:

    Ciao Lorenzo, 
    ci potrebbe anche stare la certificazione sierologica e €25 le spenderei anche ora… ma chi risulta ancora non immune? deve continuare a rimanere recluso….questo vale anche l’accesso all’attività lavorativa…. ed inoltre chi controlla….a già le guide… 

  339. 14
    grazia says:

    https://m.facebook.com/giampiero.difederico
    – Artivare ognuno con la propria auto al punto di partenza? Così si butterebbe alle ortiche tutto il lavoro svolto in anni per sensibilizzare le persone all’uso dei veicoli promuovendo la condivisione, si arriverebbe a congestionare con il traffico certe aree che dovrebbero, al contrario, essere preservate, e saremmo tutti parte attiva nell’incremento dell’inquinamento – altro che mascherina, poi!
    – È possibile caminare a molti metri di distanza? E come si fa a garantire la sicurezza sui passaggi più impervi o difficili per motivi di ridotta mobilità o difficoltà psicologiche? Come è possibile trasmettere il sapere per un accompagnatore? Che senso avrebbe camminare ordinatamente tutti in fila indiana distanziasti senza poter comunicare?
    – Distanza di 3-4 m in falesia? È sempre possibile? Magari la rispetti con il tuo compagno, ma non con altri climber che stanno facendo sicurezza o attendono il loro turno.
    Ringrazio Di Federico per il suo contributo, ma non vedo attuabili le sue proposte.

  340. 13
    Lorenzo says:

    Si andra’ quando non è  dato a sapere ma con grande sicurezza per la cordata ( pensate.alle soste). Come ?con certificazione sierologica vera e non truffaldina per mettere in sicurezza guide clienti  cordate escursionisti. Pensate alle ferrate! Credo che 25 Euro sia una spesa sostenibile in cambio del piacere e della libertà  di azione.

  341. 12
    Matteo says:

    A me invece, al di là della mascherina, il contributo pare costruttivo e condivisibile.
    Visto l’andazzo, se non ci si prepara una posizione ragionevole e non si fa attività di lobbying, sarà permesso (e quindi obbligato) andare al lavoro in metrò ma non andare a camminare in montagna…che a ben pensarci è quello che sta già capitando: se mi fermano perché la mia azienda è aperta (e rischi ben di ammalarmi) e ho l’autocertificazione mi dicono “buona giornata”, se i fermano per campi tra Segrate e Settala (dove al massimo mi  infettano le nutrie) mi multano e mi denunciano perché sono uscito dal comune!
    Se l’alternativa è aspettare il benestare dei padroni del vapore, per arrivare  in Antimedale ne metto anche 2 di mascherine!
    P.S.: Michelazzo, secondo me vale anche per voi Guide: tutti i posti di lavoro stanno preparando le procedure per la riapertura “sicura”: si apre a scaglioni -scala A per salita, scala B per discesa – ai piani si circola in senso orario – obbligo di misurare la febbre mattina e sera (già partito) – ecc.
    I posti seri, ovviamente…quelli che non hanno mai chiuso perché paraculati o perché iscritti, più o meno correttamente, in categorie definite “essenziali” o perché se ne sono semplicemente fregati (e sono molto di più di quanti si immagini), beh quelli continueranno a fregarsene, all’italiana.
    Visto quello che contate, se aspettate che vi dicano che potete riprendere, secondo me rischiate di morire di fame!

  342. 11
    rf says:

    pro-post Potëmkin
    si metta in coda alle altre 😉

  343. 10
    Fabio Bertoncelli says:

    Sí, caro Rampik. E magari, quando incontrerai qualche altro camerata (pardon, collega), vi saluterete con un bel Sieg Heil!
     
    Rampik, sto scherzando! 😂😂😂

  344. 9
    grazia says:

    Carlo Crovella, forse non sai che già da settimane si parla di ricominciare a settembre con l’apprendimento on-line.
    Detto questo, andare in vacanza per alcuni si traduce in lavoro per molti altri e quindi, purtroppo, il quadro non è riducibile alla rinuncia del meritato riposo (che comunque è legittimo).
    Rampik, cos’ha detto, di grazia, la guida Di Federico? 

  345. 8
    Nicola Pech says:

    Non ho ben capito cosa propone Crovella (commento 4): non possiamo andare in montagna fino a quando non riaprono le scuole? E secondo quale ratio? E al mare, possiamo andare? E nei parchi cittadini? E in collina? 

  346. 7
    rampik says:

    Io mi associo a quanto proposto ieri su giornali e social dalla guida Di Federico. Così ogni volta che andrò in montagna guadagnerò soldi, potrò comandare, non troverò nessuno che intralci il mio lavoro e magari potrò anche fare le multe!

  347. 6
    Fabio Bertoncelli says:

    Nei rifugi con la mascherina? Sui sentieri con la mascherina? Sulla Cresta Segantini con la mascherina? Sulla vetta del Monte Bianco con la mascherina? No, grazie.
    … … …
    Immaginate una cordata che voglia salire sul Monte Bianco per la Via del Goûter. Deve prenotarsi un anno prima, subire un controllo di polizia, pagare un conto esorbitante, sopportare la folla, sopportare scortesie e prepotenze varie, cenare al secondo o al terzo turno, dormire come allo Stalag 17, intrupparsi sulla Cresta delle Bosses, attendere pazientemente il proprio turno per calpestare la cima. Il tutto con regolamentare mascherina, compresa la foto di vetta. 
     
    Preferisco Milano Marittima.

  348. 5
    grazia says:

    Buongiorno,
    non mi sms embêta che l’uso della mascherina all’aperto sia imposto, se non forse in aree definite, se è possibile mantenere la distanza di sicurezza. Èrichiesto di coprire naso e bocca, ma non è specificato che si debba necessariamente farlo con la maschera, si può usare un fazzoletto, una sciarpa, uno scaldacollo.
    Quando ho visto la maschera de La Sportiva, mi sono venute in mente le fumarole dei Crateri Sommitali dell’Etna e ho pensato che potrebbe essere utile per visitare le aree attive dei vulcani, ma sinceramente assolve a questo scopo anche un semplice scaldacollo, senza dispendio di denaro supplementare.
    E soprattutto ho pensato che durante l’attività fisica, anche solo il camminare, la mascherina renda più difficile la respirazione. 
    Per il resto sono d’accordo con Stefano (ciao, Stefano!): imbrigliare la nostra attività in tutte queste regole, finirebbe per snaturarla.

  349. 4
    Carlo Crovella says:

    Sono contrario ad autorizzare qualsiasi tipo di accesso alla montagna finché non ci sarà il TOTALE via libera totale su tutto il resto della vita cosiddetta “normale”. Rinviamo all’autunno 2020, almeno. Solo quando, per esempio, riapriranno quotidianamente scuole e università, solo allora potrà essere autorizzato l’andare in montagna. Dovremo pazientare e rinunciare alle gite della prossima estate? bah, non lamentiamoci: c’è chi è morto nelle ultime settimane, noi siamo degli individui fortunati. Che il nostro andar in montagna sia sintomo di un livello elevato di educazione civica e di correttezza esistenziale. Se non sappiamo rinunciarvi, non siamo “degni” della montagna.

  350. 3
    Andrea Parmeggiani says:

    Rabbrividisco… Questa è la vita che ci aspetta?

  351. 2

    Come già ho avuto modo di commentare, sono assolutamente contrario a trovate di questo tipo.La situazione proposta non si discosta molto da quella discussa pochi giorni fa in merito alle falesie della Val Vigezzo (https://gognablog.sherpa-gate.com/quale-sicurezza-alla-bonasson/)
    Imbrigliare la professione in una serie di regolamenti auto-imposti sarebbe fare un auto-goal, le motivazioni si possono ben estrapolare dallo stesso articolo citato nel link.L’esempio classico che ho riportato nel mio commento in FB è quello di una cordata in conserva corta dove garantire la distanza minima risulta impossibile in moltissime occasioni (capita spesso di aiutare il cliente con contatto fisico) e solo questo esporrebbe il professionista ad un mancato rispetto delle regole che si è auto-imposto ed a essere imputabile nell’evenienza di una possibile causa.La risposta di Stefano è stata ovviamente che nessuno potrebbe imputare alla Guida Alpina la causa di un eventuale contagio (basta che il cliente si sia recato in un supermercato e come fai a dire che sia la Guida la causa?)…Misure attuali di prevenzione in fase 2: le aziende sono tenute al rispetto delle regole su distanze (in una fabbrica, officina, ufficio è già più probabile anche se non sempre attuabile…) e tenute alla fornitura dei nuovi DPI (mascherine monouso da rifornire giornalmente e disinfettanti vari), il datore di lavoro verrà ritenuto responsabile in caso di contagio… Ne ho parlato ieri con un amico che ha un officina e ha ricevuto questi giorni le disposizioni e non sa come farà a riaprire (non sarà il solo) con queste regole.Nell’articolo citato sulle falesie il discorso su responsabilità certe e presunte, alla fine (grazie all’intervento di un giurista) ha evidenziato che nel nostro universo (e la chiodatura di una falesia è molto meno soggetta a situazioni uniche o evenienze rare) tutto è discutibile e certezze alla fine ben poche…Ora, alla luce di possibili situazioni non preventivamente valutabili, con quale serenità si può imbrigliare una professione? Ne sia esempio il fatto che nessuna attività professionale (almeno nell’ambito del conosciuto) ha espresso proposte sui generis. La nostra poi, che propone anche e forse soprattutto un approccio all’ambiente al di fuori delle normali regole di vita comune (in montagna la gente va a fare alpinismo spessissimo per rifuggire da una società che gli impone anche come dove e quando andare al bagno…) si vedrebbe impoverita proprio in ciò che rappresenta. 
    I tempi sono difficili per tutti e per noi lo saranno anche di più considerando tutta una serie di fattori ai quali dovremo saper fare fronte, in primis la difficoltà nella mobilità delle persone che causerà non pochi problemi ma come già ho espresso nel commento in FB, malgrado il sottoscritto viva esclusivamente della professione di Guida Alpina e quindi sarà soggetto a dover subire tutte le problematiche del caso, preferisce tenere duro ed attendere la fine della bufera, adeguandosi di volta in volta alle situazioni contingenti, piuttosto che vedere snaturata la propria professione che già in questo nuovo millennio è sempre più difficile da attuare.Mi viene da piangere a pensare ad un ghiacciaio tipo Vallée Blanche o simili, frequentato da cordate in mascherina… credo si possa intuire facilmente che il senso stesso dell’andare per monti sarebbe stravolto (oltre ad una reale difficoltà di respirazione che capita anche solo quando fa molto freddo e mettiamo davanti la faccia sciarpette di vario tipo…) e non mi si venga a dire che così siamo tutti più responsabili… La responsabilità in alpinismo è l’accettazione del rischio altrimenti parliamo di gardaland  ed in questo caso ovviamente il rischio di natura diversa da quelli usuali va accettato sia dalle Guide che dai clienti.  

  352. 1
    Nicola Pech says:

    Non si capisce bene se questa proposta valga per le Guide Alpine, quindi una sorta di codice di autodisciplina, o debba essere imposta a tutti. Nel primo caso, nessun problema. Nel secondo…é uno scherzo, vero?

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