Save the Sorba

Molti dei pochi fiumi in Italia ancora praticamente intatti si trovano nelle montagne della Valsesia, ma i mini progetti idroelettrici stanno mettendo a rischio la loro esistenza naturale. Attualmente il più in pericolo è il torrente Sorba, a causa della progettata centralina di Rassa. Proteggiamo i nostri fiumi alpini! Firma la petizione!

Quando i nostri amministratori capiranno finalmente il reale capitale assommato nella natura che ci circonda, forse il torrente Sorba e tante altre bellezze italiane scamperanno il pericolo della distruzione. E’ quindi ora di ribellarci alla frase “Abbiamo gli amministratori che ci meritiamo!”.

I compagni di Nouria Newman

Salva il torrente Sorba
di Nouria Newman (campionessa del mondo K1 nel 2014)
(pubblicato su kokatat.com il 17 novembre 2020)

I miei primi ricordi del fiume Sorba in Italia vengono dal vederlo in una rivista. Allora ero solo una bambina e correre in classe III sul mio fiume locale era una delle cose più impegnative che potessi fare. Le foto di Tao Berman, Steve Fisher, Corran Addison e Shannon Carroll, tutti in corsa ai TEVA Extreme Outdoor Games o Shaun Baker che correva il Devil’s Slide sul Sorba nel 1991, erano semplicemente troppo pazze. Non era nemmeno qualcosa che potevo considerare di sognare a quel punto della mia vita.

Nouria Newman nei pressi del ponte romano sul Sesia

Avanti veloce di 15 anni circa. Il novembre 2018 è stato quando mi sono diretta per la prima volta al Sorba. Le cose che risaltavano non erano necessariamente l’acqua bianca. Non fraintendetemi, le gocce e gli scivoli rocciosi del Sorba sono fantastici ma non è la prima cosa che mi viene in mente quando penso a questo posto. Ricordo di essermi svegliata all’alba e di aver visto per la prima volta il paese di Rassa in Valsesia. Aveva nevicato per un paio di centimetri durante la notte ed era semplicemente irreale. Allora studiavo a Parigi e quello è stato uno dei pochissimi fine settimana in cui sono riuscita a scappare dalla città. Ero determinata a trarne il massimo, così ho iniziato la mia giornata con una discesa in solitaria lungo la parte superiore del Sorba. Ricordo di aver remato attraverso il vecchio villaggio, andando proprio sotto il vecchio ponte, proseguendo con alcuni bei scivoli di roccia all’uscita del villaggio, proprio prima di cadere in uno stretto canyon. La gola era bellissima e ricordo di aver avuto per un po’ la compagnia di un airone cenerino. La valle del Sorba è un posto speciale e non solo per le sue acque bianche.

In discesa sulla Devil’s Slide del Sorba

Come kayaker e amanti della natura è il minimo che possiamo fare per proteggere i luoghi che ci danno la nostra più grande gioia. Quindi, per favore, prenditi un minuto per firmare la petizione contro il progetto idroelettrico Rassa. La petizione al momento (2 dicembre 2020, ore 08.12) conta 9.138 firme.

Ovviamente vorremmo mantenere navigabile la sezione lunga un chilometro dell’Alto Sorba sopra la confluenza con la Gronda, ma va ben oltre il mantenimento di un fantastico parco giochi d’acqua bianca. Si tratta di proteggere l’ecosistema della valle. Anche le piccole dighe hanno un grande impatto sull’ambiente, limitando il trasporto di sedimenti, alterando la temperatura dell’acqua, influenzando le migrazioni dei pesci… In questo momento le acque dell’Alto Sorba sono incontaminate. È l’habitat di numerose specie di pesci tra cui lo Scazzone europeo particolarmente sensibile all’inquinamento. Non so voi ma io voglio continuare a remare fiumi pieni di pesci, dove posso bere l’acqua, dove posso vedere aironi e antichi villaggi pittoreschi.

Shaun Baker
Il torrente Gronda in Rassa alla confluenza con il Sorba ove sorgerà l’edificio della centrale. Foto: Pete Wood.

Il progetto idroelettrico interesserà anche il patrimonio culturale di Rassa. Non vedo come gli architetti, per quanto bravi, riescano a mimetizzare un’intera centrale elettrica e ad accordarla con le strutture abitative tipiche del vecchio villaggio alpino. Oppure nascondere la condotta lungo la sponda sinistra idrografica del fiume, che intendono scavare con l’ausilio di iniezioni chimiche invece che con esplosivi perché il villaggio di Rassa è troppo vicino.  E anche se facessero il lavoro migliore, nessuno si potrebbe liberare del rumore costante generato dalla centrale tra il fiume Sorba e il Gronda. Il tutto per realizzare una centrale idroelettrica con una potenzialità bassissima (226kW). Il gioco non vale la candela. Soprattutto perché molto probabilmente i profitti non fornirebbero nemmeno un rimborso completo dell’investimento pubblico iniziale di 2 milioni di euro. Se questo progetto venisse approvato, creerebbe un precedente e altri piccoli comuni potrebbero essere tentati di portare avanti i propri assurdi progetti idroelettrici. Firma e condividi la petizione, difendi la conservazione del fiume! Qualunque cosa tu voglia contribuire, è necessario qualsiasi aiuto.

Oltre che dalla francese Nouria Newman, la causa della petizione contro la centralina di Rassa e quindi per il salvataggio del torrente Sorba è stata sposata dai maggiori kayaker mondiali. Primo fra tutti il britannico Shaun Baker, canoista dell’estremo, universalmente conosciuto per le sue imprese. Primo canoista ad avere disceso la famosa rapida Devil’s Slide sotto Rassa già nel 1991, già allora dimostrava di precorrere i tempi di questo sport: Baker detiene 7 Guinness World Records e 9 titoli di Campione Nazionale Kayak UK.

Tra gli altri, assieme a Baker, hanno firmato la petizione Daniele Molmenti, Giovanni Di Gennaro, il fantasioso Francesco Balducci (oltre 1000 fiumi discesi in 7 continenti), Eric Deguil, Mariann Saether (prima discesa nel 2007 del rio Bravo in Patagonia), Ben Stookesberry (70 prime discese in 15 Paesi), Corran Addison. E ci scusiamo se i grandi nomi non sono tutti riportati.

Francesco Balducci
Mariann Saether

Il torrente Sorba è stato anche il teatro del bellissimo film Il pescatore completo che racconta la storia di Arturo Pugno. Nel film è anche l’eccezionale testimonianza di Yvon Chouinard.

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Save the Sorba ultima modifica: 2020-12-02T05:21:38+01:00 da GognaBlog

14 pensieri su “Save the Sorba”

  1. 14
    Lorenzo Molinari says:

    Il luogo dove vorrebbero costruire la centralina idroelettrica è una rara perla di bellezza delle nostre valli alpine.
    E’ come se a qualcuno venisse in mente di issare un traliccio con una centralina di trasformazione elettrica in mezzo a piazza Santa Maria delle Grazie a Milano, gli darebbero del folle, chiamerebbero la neurodeliri!
    Invece se si tratta di deturpare luoghi magnifici del nostro patrimonio paesaggistico si è costretti a fare una raccolta firme e mobilitarsi da tutto il mondo per sperare sia evitato lo scempio. Ma vi pare normale?

  2. 13
    Alberto Benassi says:

    il video l’avevo già visto casualmente cercando qualcosa su Chouinard.
    Mi aveva colpito. Bellissimo.
    Queste persone hanno una sensibilità superiore, ci parlano con il fiume. Sicuramente il fiume gli risponde, confidandogli i propri segreti,  perchè sa che da queste persone non ha nulla da temere.
    Queste persone dovrebbere tenere delle lezioni nelle scuole.

  3. 12
    Carlo Crovella says:

    Il grave (gravissimo) problema della scuola italiana è l’organizzazione, davvero da terzo-quarto mondo, anche ante Covid. Tale fenomeno danneggia profondamente la sua impostazione ideologica che invece è riconosciuta da tutti come una delle migliori al mondo. Posso citare alcuni esempi: i miei figli hanno studiato per dei periodi all’estero anche a livello di scuole superiori e lo confermano, così come lo confermano moltissimi miei conoscenti che sono o cittadini italiani residenti all’estero (con figli che frequentano le scuole locali e fanno il confronto) o cittadini stranieri che risiedono stabilmente in Italia (con fiugli che frequentano le nostre scuole e fanno il confronto con le loro). Tutti dicono che l’impostazione è ottima, ma che la disorganizzazione del sistema (anche pre Covid) e la mancanza di fondi rendono il nostro sistema una bolgia da 3 o 4 mondo, questo sì.
     
    Interessante invece un ricordo che mi è nel frattempo riaffiorato in mente. Avevo letto, direi 4-5 anni fa, che risultava perfino dalle statistiche ISTAT che il 70%-80% dei ragazzi italiani in età scuole elementari (quindi fino ai 10 anni) NON era mai stato in un bosco, neppure accompagnato dalla famiglia. Quando noi avevamo meno di 10 anni, seppur cittadini, vuoi in un bosco, vuoi per campi e vigne, vuoi in montagna, l’ambiente lo conoscevano epidermicamente, grazie all’attività familiare che si faceva allora. Da circva 20-30 anni è completamente diverso, i millenians sono “nati digitali” e i genitori preferiscono piazzarli davanti a un tablet piuttosto che andare a raccogliere insieme le castagne.
     
    Come possiamo aspettarci che le giovani generazioni (e a maggior ragione quelle “future”) rispetteranno l’ambiente se non hanno neppure percezione di cosa sia? Inutile aspettarselo che li acculturino i genitori. Occorre che intervenga la scuola, sia a livello di preparazione teorica che con uscite pratiche. Ecco perché, seppur un po’ a malincuore da parte mia, sono giunto alla conclusione che, nella irrinunciabile riorganizzazioine del sistema scolastico, sarebbe meglio mettere da parte certi argomenti teorici (ho citato a titolo di esempio le equazioni logaritmiche) e invece portare i ragazzi nell’ambiente: cose semplicissime, tipo passeggiate nei boschi, nei prati, sulle colline. Così impareranno epidermicamente cos’è l’ambiente, entreranno in empatia con esso e, in via naturale, lo rispetteranno, in tutte le sue manifestazioni compreso un torrente come il Sorba.

  4. 11
    Matteo says:

    Per tornare in argomento, dall’ufficio non riesco a firmare causa firewall, ma appena a casa lo faccio anche se non conosco la valle del Sorba.
    E il corto sul pescatore completo è uno dei più belli che abbia mai visto, affascinante e ammaliante

  5. 10
    MG says:

    “Tuttavia l’impostazione tradizionale della nostra suola (che reta una delle migliori al mondo) ha tralasciato alcuni risvolti che stanno divenmtando di importanza capitale, come la conoscenza approfondita della Costituzione (che è l’insieme delle regole della convivenza civile e politica) e, soprattutto, la cultura dell’ambiente (come comportarsi per ridurre al minimo l’impatto ambientale).”
     
    che la nostra scuola resti una delle migliori del mondo mi pare tesi un pelino avveniristica e totalmente infondata, prima che immotivata.
    Quanto allo studio della Costituzione (sperando che non la imparino come la leggi tu), direi che affermare principi  solenni che muiono ogni giorno in un mare devastante di burocrazia e inefficienza sia del tutto inutile.
     
    La scuola dovrebbe semplicemente formare individui pensati e autoderminati, il contrario di ciò che vuole la società attuale (e digitale, vedi il post boycott amazon), ed in questo, se l’umanità vorrà sopravvivere non è imporrante l’educazione ambientale per impattare meno ma è fondamentale insegnare ai cuccioli l’educazione a se stessi e alla natura umana, l’empatia con l’ambiente che ci circonda, il rispetto delle altre forme di vita e dei ritmi naturali, per uscire dall’antropocene e ritornare ad un sistema di vita bilanciato: posto che l’impronta umana sul pianeta è ineliminabile, per lo meno che non sia sciagurata.   
    Solo individui che raggiungano quello stato di percezione potranno salvare il sorba e tutto quello che gli sta intorno. 
    ormai son peggio di merlo… :o)

  6. 9
    Drugo Lebowsky says:

    Alberto, scazzone è il brutto nome italiano per il Cottus gobio, un pesciolino di fondale. E in effetti è un buon indicatore in quanto come lo spinarello o il temolo, sparisce rapidamente per ragioni di inquinamento o di pesante modificazione dell’habitat.Dalle mie parti è chiamato “marsòn”… Dare del “pesca-marsonéti” o del “pesca-spinariòe” equivaleva a dare del principiante o dell’incapace. Adesso per un ragazzino che inizia sono pesci difficilmente pescabili.Ps: se era una battuta ci sono cascato come un pollo ^_^

  7. 8
    Alberto Benassi says:

    Emanuele io sono toscano e scazzare può anche rendere più leggera la vita.
    Si  vero noi facciamo la differenza ma non tutti sono così sensibili a certi valori.
     

  8. 7
    Emanuele says:

    Alberto, chissà se lo Scazzone europeo (in toscana si intende un nullafacente per libera scelta) lo ha tradotto in automatico google o se è veramente un animaletto autoctono della valle. Trovo stupendo il filmato dei pescatori, un modo di vivere la natura che spero possa sopravviverci, questa sarebbe secondo me la giusta strada, un’educazione impartita con cose semplici, il mondo lo iniziamo a salvare da dentro di noi.

  9. 6
    Alberto Benassi says:

    A parte tutto ciò, se vi capita di transitare per la Val sesia, fate un salto nella valle laterale dove scorre il torrente Sorba: è meraviglioso, dà impressione di essere una creatura vivente, con una sua personalità e una sua anima. A rivedere le foto del ponte, mi sono venuti i brividi

    purtroppo questa sensibilità per cogliere, percepire queste emozioni, chi ce l’ha più???

  10. 5
    Carlo Crovella says:

    Mi accorgo a posteriori che, per un mio errore procedurale, il commento 5 è partito prima della rilettura. Chiedo scusa ai lettori, ma il contenuto è cmq comprensibile.

  11. 4
    Carlo Crovella says:

    io spero che la “ricostruzione” istituzionale post epidemia coinvolga anche la scuola italiana, come programmi, priorità e competenze. In linea di priuncipoio io sono sempre stato un gran sostenitore della Cultura con al C maiuscola, quindi di una cultura a 360 gradi che preparti su ogni fronte del sapere, dalla filosofia alla matemitica. Tuttavia l’impostazione tradizionale della nostra suola (che reta una delle migliori al mondo) ha tralasciato alcuni risvolti che stanno divenmtando di importanza capitale, come la conoscenza approfondita della Costituzione (che è l’insieme delle regole della convivenza civile e politica) e, soprattutto, la cultura dell’ambiente (come comportarsi per ridurre al minimo l’impatto ambientale). Poiché non si possono fare lezioni per 20 ore al dì, sono il primo a concludere che occorre sacrificare qualche nozione  della Cultura come piacerebbe a me, per dare spazio alle nuove materia di importanza capitale, come appunto i temi ambientali. Ne va della sopravvivenza delle generazioni future. Mi piange il cuore a dire quello che sto per dire, ma siamo arrivati al punto di doverlo dire (per farmi capire da tutti): rinunciamo a insegnare cose tipo le equazioni logaritmiche e investiamo di più nelle nuove materia capitali. sapremo farlo? Eh… fossimo in Germania direi di sì, in Italia non so. Ci sono troppi interessi corporativistici che sfoceranno in vischiosità e lentezze abissali… Quello che possono fare i semplici cittadini come me è, per quanto possibile, seguire un virtuoso stile di vita (es: stare in casa con un maglione in più, ma limitare il riscaldamento) ed esprimersi in tal senso, cercando di costruire, specie nelle nuove generazioni, una coscienza civica e ambientalista per il domani. A parte tutto ciò, se vi capita di transitare per la Val sesia, fate un salto nella valle laterale dove scorre il torrente Sorba: è meraviglioso, dà impressione di essere una creatura vivente, con una sua personalità e una sua anima. A rivedere le foto del ponte, mi sono venuti i brividi. Buona giornata a tutti!

  12. 3
    Paolo Gallese says:

    Carlo hai ragione. Ma l’educazione ambientale non si fa bene a scuola. Dovrebbe diventare una materia trasversale sul piano delle discipline, per radicarsi. Ma presuppone un un impegno forte da parte di un collegio docenti (figuriamoci di una scuola). Ne ridurrebbe il peso orario, ma aumenterequello qualitativo. Purtroppo mancano le competenze,  in materia e sul piano di una possibile programmazione in tal senso. Per ora.

  13. 2
    Carlo Crovella says:

    Concordo con 1. Sono affezionatissimo al Sorba dove (30 anni fa circa) ho mosso i miei primi passi nel settore del canyoning, in compagnia anche di Roberto Bonelli, detto Crazy Horse (vedi articolo pubblicato sul Blog nella scorsa estate). Quindi prima linea di difesa è difendere strenuamente l’integrità del torrente. Tuttavia il problema generale è che l’attuale modello socio-economico richiede troppa energia e spostare la produzione da una centrale idroelettrica a un’altra fonte non cambia molto a livello di sistema. Potrebbe cambiare invece se ci mettiamo un maglione in più d’inverno oppure se accettiamo, senza protestare, il sudore estivo come si faceva decenni fa. Su questo obiettivo di comportamento individuale, anche di spicciola quotidianità, c’è moltissimo da lavorare. Lavorare a livello di modifica della mentalità dominante. Provocatoriamente dico che la crisi socio-economica in atto potrebbe rendere l’energia molto più cara in termini relativi, ovvero per le prospettiche tasche (più ridotte) dei cittadini. Di c0onseguenza molti faranno di necessità virtù. Ovvero si metteranno un maglione in più d’inverno non tanto per convinzione ideologica, ma perché non possono permettersi di pagare il riscaldamento elevato come facevano un tempo. Questo potrebbe essere uno dei risvolti positivi della crisi economica conseguente alla pandemia in corso. Buona Giornata a tutti!

  14. 1
    emanuele says:

    Firmato.. hanno accettato: Non costruiranno centrale idroelettrica per far funzionare tutti i nostri condizionatori per avere freddo d’estate e le caldaie per avere caldo in inverno (minimo 25°c, costruiranno anzichè una centrale idroelettrica una centrale a combustibili fossili. 
    Alternative proposte?!? dimostrate, educate, educhiamoci, per far sì che non serva un’altra centrale elettrica

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