Sci: regole, mascherine, skipass online, prezzi, aperture e tendenze

La stagione è ai nastri di partenza. Prezzi in aumento in 8 impianti su 10. Green pass solo per gli impianti chiusi, le mascherine invece ci vogliono sempre. Dolomiti Superski: «Mancano ancora linee guida dettagliate, per esempio sui limiti di portata».

Sci: regole, mascherine, skipass online, prezzi, aperture e tendenze
(tutto quello che c’è da sapere)
di Carlotta Lombardo e Massimo Spampani
(pubblicato su corriere.it il 7 novembre 2022)

Bisognerà rispettare le regole delle linee guida nazionali per il contenimento del CoViD-19 e acquistare lo skipass preferibilmente on line ma la stagione bianca riprende finalmente il via dopo quasi due stagioni da incubo per gli operatori della montagna: impianti, servizi e hotel sempre sul punto di aprire ma sempre fermi e chiusi e, beffa delle beffe, le cime straordinariamente imbiancate di neve ma «inutilizzabili». I comprensori sciistici d’Italia sono (quasi) tutti pronti: si scierà dall’Alto Adige al Piemonte, in Valle d’Aosta, Lombardia e Friuli Venezia Giulia, con green pass e mascherina. Al Passo Falzarego, però, già si scia da questa mattina e fino alle 16.30 ma senza l’obbligo del green pass: per utilizzare la seggiovia del Col Gallina infatti non serve. Qui per sciare basta portare la mascherina sul volto quando ci si avvicina alla cassa, perché l’impianto è «aperto» e non è collegato ad altri impianti di risalita chiusi. Ed è uno dei tanti punti ancora ambigui della normativa, che è ancora in fase di chiarimento e definizione.

«Il Parlamento ha approvato il Decreto Legge «Green Pass bis» che, tra l’altro, regola anche l’utilizzo degli impianti di risalita nelle zone sciistiche durante la stagione invernale 2021-22 — spiega Andy Varallo, presidente di Dolomiti Superski, il mega comprensorio sciistico che raggruppa 12 comprensori sciistici nelle valli dolomitiche dell’Alto Adige, del Trentino e del Bellunese — mancano però ancora le linee guida dettagliate. Stiamo lavorando, noi cominciamo il 27 novembre con le prime aperture di impianti e piste, per poi andare a pieno regime dal weekend successivo, dal 4 dicembre in poi. Cortina d’Ampezzo, Plan de Corones, Arabba/Marmolada, San Martino di Castrozza e Passo Rolle tra le prime, poi l’Alta Badia, la Val Gardena e la Val di Fassa… La Sellaronda sarà aperta dal 4 dicembre 2021 al 10 aprile 2022, mentre il Giro della Grande Guerra aprirà i battenti subito dopo Natale 2021 per chiudere la stagione il 20 marzo 2022. Al momento, quello che sappiamo è che le regole per l’accesso agli impianti di risalita prevedono l’uso della mascherina a bordo di tutti gli impianti, chiusi e aperti, il rispetto delle distanze agli imbarchi e la riduzione all’80 per cento della capienza massima per gli impianti al chiuso, consentiti solo a chi è in possesso di green pass».

Le regole
Regole, però, che paiono essere ancora «confuse». Valeria Ghezzi, presidente dell’ANEF, l’Associazione nazionale degli esercenti funiviari, lo spiega bene. «Per gli impianti chiusi (funivie, cabinovie e seggiovie con il cofano anti intemperie) c’è un decreto di fine agosto che afferma, che con l’obbligo di green pass, si potrà arrivare alla portata dell’80% rispetto al 50 % che c’era prima. Quando ai primi di ottobre il decreto è stato convertito in legge, confermando l’obbligo del green pass per gli impianti chiusi, il legislatore si è “dimenticato” di innalzarne la portata all’80% . Quindi — continua Ghezzi— sarà una questione di pura forma, però l’impiantista che apre oggi deve rispettare il 50%, cioè la portata che abbiamo applicato durante la stagione estiva. È una cosa abbastanza grave — commenta — che non fa altro che causare assembramenti, code e anche perdite economiche. Per quanto riguarda le mascherine sono obbligatorie, quelle restano e nessuno di noi ha niente da dire. Noi abbiamo fatto una proposta al governo, già approvata dalle regioni, per definire la portata all’80 % e le regole per il controllo del green pass. Con gli impianti che già hanno cominciato ad aprire è urgente arrivare alla definizione di questi aspetti. Penso sia solo una questione di ritardo».

Tendenze
Sarà comunque un inverno alla grande, se la pandemia non obbligherà a rivedere le regole, e con molte sorprese. Perché la «fame» di sciare è tanta, ma anche le aspettative e le motivazioni per andare in montagna sono in buona parte cambiate. «Le previsioni segnano un incremento molto significativo delle presenze italiane (+38,7%) —spiega Massimo Feruzzi di JFC che ha redatto il dossier Skipass Panorama Turismo — che compenserà un notevole decremento di quelle straniere (-17,4%) con un incremento di fatturato complessivo pari al +15,2% , in comparazione con la stagione invernale 2019/2020». Quello che balza all’occhio dai dati rilevati dal dossier è che accanto alla clientela fedele, che sta già confermando il proprio soggiorno invernale e a quella dedita alle tradizionali attività sportive invernali (nel complesso più di 4 milioni ) si sta affermando una clientela che non ha mai frequentato la montagna in inverno o l’ha fatto senza una motivazione precisa. «Si tratta, a livello nazionale – spiega Feruzzi – di una quota potenziale di 3 milioni 680 mila nostri connazionali, che potrebbero essere attratti da un’offerta “outdoor experience”. Quindi che non intendono mettere gli sci o lo snowboard ai piedi, ma vogliono far parte della “comunità” che vive la montagna in maniera lenta, a pieno contatto con la natura». Lo sci alpinismo segnerà una crescita dovuta non tanto alla riconferma della sua pratica da parte degli “sciatori seriali” quanto, invece, al fatto che vi sarà una vera esplosione di coloro che sperimenteranno questa disciplina per la prima volta. Le richieste degli ospiti sono improntate alla massima flessibilità su date e cancellazioni, tranquillità sulle attenzioni sanitarie e maggiore richiesta di appartamenti, chalet, baite.

Aumento dei prezzi
Nota dolente l’incremento dei prezzi: il 78,7% degli operatori dichiara di avere alzato i prezzi rispetto allo scorso anno. E se la media indica 4,8 punti percentuali in più, si verificano situazioni con incrementi ben superiori, soprattutto nei periodi delle vacanze natalizie e del Carnevale e nei weekend. Il costo dello skipass giornaliero si attesta, a livello nazionale su +5,5%, mentre quello delle scuole di sci sul +8,3% rispetto a due stagioni fa. È certo, infatti, che dopo una stagione invernale «nulla», molti operatori della filiera turistica della montagna bianca punteranno a recuperare parte del fatturato perso.

Skipass online
La tendenza, per tutti, è quella di migrare l’acquisto dello skipass on line perché permette di ridurre le code davanti agli uffici skipass. «Un consiglio, non un obbligo, visto che abbiamo sciatori ottantenni che magari non hanno dimestichezza con la rete e il telefonino — avverte ancora il presidente di Dolomiti Superski — Noi puntiamo da tempo sulla digitalizzazione. Lo skipass del Dolomiti Superski ora si può acquistare on line dal sito dolomitisuperski.com. Una volta caricato sulla MyDolomiti Skicard, o ritirato presso una delle ticket box presenti nelle diverse aree sciistiche, si potrà accedere direttamente ai tornelli degli impianti. E con un’attenzione alla sostenibilità le tessere ora sono realizzate utilizzando carta riciclata. Inoltre, abbiamo fatto una partnership con Telepass, per godersi le giornate di sci, senza code e senza passare dalla biglietteria (chi ha la carta TelepassPay potrà attivarla come skipass e potrà sciare in tutto il comprensorio, senza dover acquistare lo skipass a parte, il costo verrà addebitato a fine mese direttamente sul conto Telepass). La difficoltà maggiore è il controllo dei green pass, stiamo lavorando affinché la modalità di gestione di questi sia altamente flessibile e poco invadente, sia per noi e che per lo sciatore».
Novità anche per il Trentino, dove ci sono 800 km di piste, la maggior parte distribuite tra due grandi comprensori, il Dolomiti Superski con 350 chilometri e lo Skirama Dolomiti-Adamello Brenta con quasi 400 chilometri. Anche qui l’acquisto online dello skipass è sempre più diffuso, mentre a Campiglio si paga per il tempo che si scia grazie all’innovativo «Starpass». I comprensori del Consorzio Skirama hanno adottato poi QODA, un’App nata per semplificare la fruizione quotidiana di moltissimi servizi. Gli sciatori potranno prenotare il proprio impianto di partenza e presentarsi alla stazione a valle all’ora indicata. Uno strumento di virtualizzazione delle file utilizzabile anche in più di 60 rifugi lungo le piste, per riservare tavoli e accessi ai self-service. Nella nuova App di Dolomiti Superski, invece, è disponibile una Skiers Map che quantifica anche l’affluenza degli sciatori ad ogni singolo impianto.

Novità in pista
Tante, le novità in pista. In generale, 14 gli impianti di risalita nuovi o completamente rinnovati, e numerose piste rimodellate o recuperate da zone precedentemente utilizzate per fini diversi, nel comprensorio Dolomiti Superski. Un esempio? Gli sciatori di Cortina d’Ampezzo potranno godersi il lascito dei Mondiali di Sci 2021: la pista Olympia è stata rimodernata e la Vertigine disegnata ad hoc per le gare maschili. Il tracciato Drusciè A, riqualificato a pista da slalom e sul 5 Torri c’è una nuova pista da allenamento omologata per gare «Lacedelli» mentre la cabinovia «Freccia nel Cielo» ha sostituito il primo troncone della storica e omonima funivia. Per la stagione invernale 2021-22 entrerà in funzione anche la cabinovia «Son dei Prade-Bai de Dones»: collega Cortina alle 5 Torri. In Val Gardena c’è la nuova pista nera «La Ria» che parte dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies a Selva Val Gardena e si snoda per oltre un chilometro su 310 metri di dislivello, con pendenza massima del 52%. Nuova anche la «Pilat»: l’ex discesa naturale scorre attraverso i boschi rocciosi dall’Alpe di Siusi a Ortisei e si presenta come una spettacolare e tortuosa pista forestale con una vista unica su tutta la Val Gardena. Lunghezza 4.670 m, dislivello 778 m, pendenza media/max: 17/58%. 

Valle d’Aosta
Si scia già, a Cervinia, tra i primi comprensori ad aprire. In tutte le stazioni sciistiche della Valle d’Aosta per accedere alle piste è attivo il Teleskipass che consente di salire direttamente sugli impianti di risalita senza dover acquistare lo skipass alle biglietterie. Nell’autunno 2022 anche i viaggiatori che non hanno dimestichezza con l’alta montagna e la neve potranno valicare le Alpi da Cervinia a Zermatt e viceversa grazie al futuristico progetto del Matterhorn Alpine Crossing. Un viaggio che rappresenterà la versione contemporanea e tecnologica del Grand Tour, permettendo di godere dello spettacolo del Cervino e della corona di 4.000 che lo circonda, passando dall’Italia alla Svizzera grazie agli impianti di risalita. Il progetto, unico a livello europeo, rappresenta la naturale continuazione del Matterhorn Glacier Paradise, la funivia trifune più alta al mondo, inaugurata nell’autunno 2018, che raggiunge il Piccolo Cervino. Il collegamento tra Valle d’Aosta e Vallese sarà reso possibile da un’altra funivia trifune, che supererà senza tralicci gli 1,6 chilometri del tragitto fra Testa Grigia (3’458 m) e Piccolo Cervino (3’821), in soli 4 minuti. 

Piemonte
L’apertura degli impianti Monterosa Ski è prevista per il 3 dicembre, con la possibilità di un anticipo fino al 20 novembre in caso di abbondanti nevicate. Anche nel comprensorio principale che collega Alagna, Gressoney e Champoluc, viene potenziato il sistema di vendita online e introdotto un sistema di tariffazione dinamica per gli skipass giornalieri e plurigiornalieri. Il comprensorio della Via Lattea, tra i più vasti delle Alpi (249 piste e 70 impianti) e tra i pochissimi internazionali (spazia da Cesana a Sestriere e Pragelato, da San Sicario a Claviere permettendo di sciare anche nella francese Montgenèvre) vanta la nuova sciovia Sises, un ammodernamento e ampliamento del polo Fraiteve, vero e proprio crocevia sci ai piedi tra Sestriere, Sauze d’Oulx e San Sicario.

Lombardia
Dal 27 novembre fino al primo maggio 2022 si scia invece a Livigno: 115km di piste e 31 impianti di risalita all’interno dell’Area sciistica dell’Alta Valtellina con il consiglio, anche qui di acquistare online lo skipass per potersi spostare al meglio con le funivie e risparmiare. Molto utile è la mappa di tutti gli impianti di Livigno, che si può scaricare online. Da non perdere Mottolino Fun Mountain, la ski area di Livigno in cui nel 2026 si sfideranno i campioni di half pipe, slopestyle e big air, le specialità internazionali del freestyle. A dicembre aprirà il Centro Servizi, vero e proprio hub dedicato non solo allo sci: spazi di incontro e socialità, una Digital Cave aperta allo smartworking e agli eventi e una ristorazione con il brand «Kosmo Taste the Mountain – Livigno & AlpiNN» ispirata dallo chef stellato Norbert Niederkofler. E poi, naturalmente, la pista Stelvio di Bormio, una leggenda per sci sciatori

Le località preferite
La classifica generale della migliore località italiana stilata da Skipass Panorama Turismo in base ai punteggi attribuiti alle varie voci dai nostri connazionali intervistati dal dossier, e che conoscono bene le destinazioni montane in quanto le frequentano, vede ancora una volta confermata la vittoria di Madonna di Campiglio (2723 voti) e al secondo posto si conferma Cortina d’Ampezzo (2.433). Queste due località distanziano in maniera evidente tutte le altre destinazioni montane italiane. A seguire, infatti, sul terzo gradino del podio si trova Canazei con 1.221 punti. Tutto quanto previsto ovviamente a una condizione: che non insorgano più lacune normative, né si rialzino i livelli pandemici.

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Sci: regole, mascherine, skipass online, prezzi, aperture e tendenze ultima modifica: 2021-11-24T05:08:00+01:00 da GognaBlog

21 pensieri su “Sci: regole, mascherine, skipass online, prezzi, aperture e tendenze”

  1. 21
    albert says:

    Per non scontentare altri e soprattutto se stessi..si caricano in furgone e/ o sul portapacchi o rimorchio :ciaspole, bastoncini, sci discesa e scarponi, skialp e scarponi, sci fondo escursionismo e pure pistaiolo (ovviamente doppia tecnica )..ecc..e si sceglie un posto dove si possono praticare tutte le specialita’ con neve fresca ,pendii, piste , impianti, bar  ristoranti e alberghi  a cortoraggio. esempio al passo Rolle , passo san Pellegrino e chi piu’ ne ha( di soldi , tempo  e prestanza fisica) piu’ ne metta  ecc.ecc. .Occorrerebbero 9 vite.

  2. 20
    albert says:

    Oggi passati alcuni servizi su telegiornali:preoccupazione per i mercatini natalizi vari…passatempo post sciate…Un tempo erano usanze di particolari borghi,da alcuni anni dilagano in ogni angolo, , proponendo ammenicoli vari  di provenienza..(artigianale fatti a mano??)  industriale da  dove il Natale è ‘solo un oggetto di business a spese degli occidentali. Qualche “espositore”si e’lamentato degli accessi controllati edelloscarso girodiaffari,  mentre era eviden e la pacchianeria( cuoricini in tutte  le salse  e presepietti fatti inserie) dei prodotti esposti.( i prodotti alimentari soggetti agli starnuti dei passanti smascherati o con mascherina pendula)
    .

  3. 19
    albert says:

    Ho visto immagine di sciatrice con ski alp, che saliva a Cortina su pista dismessa,  tra piloni e cavi privi di sedili, trainata da un  cane   da slitta.INVIDIA! Poi mi e’sorto un dubbio ..siccome  qui tutto cio’ che non e’ permesso da decreti, ordinanze ecc. e’Vietato..non e’che ad imitarla  si corrono rischi di sanzioni ,  forse di denuncia per maltrattamento animali???. Ci sarebbe pure un aggeggio  da traino a motore e cingoli  detto snowdog, con manico  . Forse e’ in auge là, dove tutto ciò che non e’vietato, e’permesso…magari meglio con motore elettrico.In questo periodo ci mettono ansia per la stagione invernale di localita’ montane, ma penso ci sia  parecchia sovrabbondanza di piste ed impianti ed invece il parco sciatori sia sempre quello .Dovremmo sciare con la preoccupazione di mantenere tutto il business o solo di divertirci secondo tasche e fisico??Parimenti ..dobbiamo affollare bar, ristoranti, pizzerie , spuntati come funghi , anche fuori mercato?O lasciare che sopravvivano quelli condotti con qualita’ e professionalita’?.

  4. 18
    Antonio says:

    Quindi, se ho capito bene, solo al Falzarego e negli altri impianti aperti si potrà sciare senza la rottura del green pass, dico bene?

  5. 17
    Fabio Bertoncelli says:

    ——— IL RITORNO DI BONINO ———
     
    1) Bonino si chiamava Alberto.
    2) Il commento 14 è in perfetto “stile Bonino”.
    3) Bonino era un grande appassionato di sci di pista, come Alberto.
    4) Bonino era persona di una certa età, come Alberto. 
    … … …
    Bentornato, Bonino! 

  6. 16
    Matteo says:

    Magari non si chiamerà bonino, ma di sicuro la rima la fa lo stesso!

  7. 15
    Fabio Bertoncelli says:

    «[…] settaristi dello sci alpinismo. […] Siete ridicoli nel desiderare la fine dello sci da discesa e la morte economica. […] vedete se ne uscite vivi. Per fortuna non contate nulla.»
    … … … 
    Scusi, signor Alberto, non è che lei di cognome si chiami Bonino?

  8. 14
    Alberto says:

    Per fortuna nel DSS non la pensano come tanti di voi e lo stesso in Francia e Austria con i grandi comprensori. Pia illusione di settaristi dello sci alpinismo, io parto sabato prossimo e mi divertirò e pensando a voi, ancora di più. Siete ridicoli nel desiderare la fine dello sci da discesa e la morte economica, parlatene nelle Dolomiti nel DSS e vedete se ne uscite vivi.Per fortuna non contate nulla. Io adoro lo sci da discesa, non mi interessa essere moderno o antico mi interessa solo fare ciò che mi piace e fin che la salute me lo permette continuerò a farlo. Buone sciate in pista a tutti

  9. 13
    albert says:

     anche il piattello per skilift sta passando di moda?
    https://mountcity.it/2018/07/23178/tiro-al-piattello-dello-ski-lift/
    operazione nostalgia, consentiva  di adottare in salita qualche  esercizio ..di  pattinata o spostamento alternato di peso.Utile anche per sci fondo, su piste varie non estreme ,con virate e risalite  pattinate  una discesa a punti  durava  parecchio.

  10. 12
    albertperth says:

    Il Sig.Matteo prova  fastidio fisico..brrrr e intolleranza mmhh glutinealp?per gli alberti che infestano il povero suo mondo…Poveretto non ha mai potuto esserci alla festa  degli albert..e quindi il suo limite emerge lasciate  che il suo limite emerga..si dice merga? Giusto.Se sai sciare ti trovi bene ovunque  anche in pista, poi se sei un purista ricorda che le tue lamine potrebbero affettare uno scoiattolo o disturbare un capriolo o centrare un albero rovinandone la corteccia ti sei mai chiesto cosa ne pensi di te un cristallo di neve reciso, per non dire del rumore dell’elisoccorso se ti deve recuperare, quante creature sotto stress.. fidati prenditi il covid e stai a casa  a curati.. poi guarisci e ti dedichi agli anagrammi…te o matt .anagramma?

  11. 11
    Mario says:

    Lo sci da discesa (pista) e’ una attivita’ di consumo, sono d’accordo con 4) Giorgio  sulle  moderne stazioni invernali. D’accordo anche con Saccone 7) ho notato la stessa cosa, molta gente privata del traino meccanico si e’ messa in pista ( cioe’ fuori) muovendo finalmente il culo anche in salita ed in neve fresca. Per una volta mi ha fatto piacere vedere tanta gente in  posti in genere piu’ solitari. 

  12. 10
    albert says:

    4- In questi giorni demoliscono una seggiovia a  Frassenè  Agordino e mettono in vendita i seggiolini biposto…per chi ha nostalgia.Prima ancora, lì , dagli  anni 1956 erano monoposto. Il biposto puo’ essere monoposto, ma se la compagnia e’ quella giusta ,  van  benissimo anche 2….tre e’gia’una folla.Pure i cestoni di Pian dei  Fiacconi..  son stati smontati. Almeno si respirava aria fresca e se ti nevicava addosso,era una goduria.

  13. 9

    Quale occasione migliore per dedicarsi solo allo scialpinismo?
    Alberto sei passato. Stavolta non attacca.

  14. 8
    Fabio Bertoncelli says:

    «Pensiero personale.»
     
    Pensiero stupendo (Patty Pravo, 1978).

  15. 7
    saccone says:

    L’anno scorso le montagne (almeno quelle dell’Alto Adige che ho frequentato), non erano assolutamente vuote, anzi molte volte quando arrivavo al parcheggio dei vari impianti sciistici chiusi, li trovavo quasi completamente pieni. E dove erano finite tutte le persone? Salivano tranquillamente a bordo pista e su forestali battute con slitte (e bambini), ciaspole o con le pelli. Il numero di persone presenti mi ha veramente colpito e rallegrato perchè forse vuol dire che se non avessero il servo elettrico che le porta su senza fatica, inizierebbero a muovere il sedere e portarlo su da sole. E come lo scorso anno, quando le baite erano aperte, si fermerebbero più volentieri a consumare perchè non sarebbero state già rapinate ad inizio pista. I soldi girerebbero ugualmente, magari meno ed in altre tasche, ma la montagna senza impianti di risalita ci guadagnerebbe infinitamente e grazie a lei ci guadagneremo anche noi. Pensiero personale

  16. 6
    Matteo says:

    Come Paolo non ho nulla da aggiungere se non che inizio a provare un certo fastidio fisico e intolleranza per la quantità di alberti che infestano ‘sto povero mondo!

  17. 5
    Paolo Gallese says:

    Giorgio, sono pienamente d’accordo. Nulla da aggiungere. 

  18. 4
    Giorgio Daidola says:

    Di questo sci delle regole non ne posso davvero più. Non sono un puro ad oltranza. E neppure un nostalgico. I vecchi skilift, le vecchie seggiovie con i seggiolini monoposto, con le stazioni di partenza e di arrivo simili a chalet di montagna,  le piste naturali senza reti e materassi di protezione, non mi davano alcun fastidio. Anzi li utilizzavo con soddisfazione. Costava anche poco farlo e richiedevano poche elementari regole  per funzionare. Oggi questo sci non esiste più.  Le moderne stazioni invernali sono un oltraggio alla bellezza dei luoghi, sono il frutto di un mondo sovraffollato e degenerato che bisogna far sfogare anche negli stadi di montagna. Per far sopravvivere questa umanità priva di valori e di futuro si sviluppano regole asfissianti che rendono l’artificialità  e la precarietà del tutto ancora più insopportabili a chi ha ancora occhi per vedere e testa per ragionare. 

  19. 3
    Alberto says:

    Speriamo quest’anno si scii, dovrei fare 8 giorni adesso a S.Ambrogio sulle Dolomiti. Sci dalle 8 alle 17… con sosta al rifugio, mi intererssa sciare non solo guardarmi intorno. e spero in impianti sempre più veloci comodi e sicuri. Austria  docet. Lo stesso la Francia che collega più comprensori, solo in Italia esplode sempre la contrarietà di quattro gatti allo sci da discesa. Se non vi va non praticatelo ma lasciatelofare a chi piace. Ma no, volete imporre comunque il  Democraxia è se si fa ciò che volete SOLO voivostro pensiero.

  20. 2
    Fabio Bertoncelli says:

    Io propongo una bella funivia fin sulla vetta del Cervino.
    Anzi, due: una da Zermatt al Matterhorn (vetta svizzera) e l’altra da Cervinia al Cervino (vetta italiana), con nastro trasportatore di collegamento tra le due vette, a disposizione per i turisti più audaci che si volessero cimentare nella traversata.
    Il progresso è inarrestabile. Olé. 

  21. 1
    albert says:

    Meno male: per sci di fondo su piste battute ed escursionistico non si leggono particolari normative. sembra che torninoinauge gli skipass a consumo, basato su uno scalare di punti da un totale comperato…con possibilita’0 di cambiare pista.        Tale sistema non alimenta l’ansia consumistica di discese , al limite si potrebbe pure applicare una sciolina…rallentante, per gustare di piu’il  panorama.

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