Ski total

Ski total
di Marco Albino Ferrari
(pubblicato sul suo profilo fb il 25 febbraio 2022)

E ora, cosa ce ne facciamo dello ski total?

Passare dal comprensorio sciistico della Val d’Isère, dove in inverno si disputano gare di Coppa del mondo, suscita sgomento. Ogni volta sembra di approdare nell’inverosimile. Val d’Isère è una stazione cosiddetta “integrata”, o ancora di “terza generazione”, o “ski total”. Sono quelle località sorte dal nulla – dove non c’era neppure un alpeggio – in zone perfette per le piste di sci: lunghi pendii esposti a nord, altitudine oltre i 1200 metri, facilità d’accesso. Una logica di ottimizzazione razionalista della vacanza sulla neve.

Tutto ebbe inizio nel 1964 con il Plan Neige, il piano di sviluppo delle Alpi francesi voluto dal governo destrorso di Pompidou, con domaine skiable futuribili: palazzoni a ridosso delle piste, che contenessero tutto il desiderabile per il doposci, dalla palestra al parrucchiere, dal cinema alla discoteca. Tutto dentro un solo complesso. I grattacieli più alti venivano definiti: «Montagne posate sulle montagne, la cui architettura si slancia verso il cielo». Altri li hanno definiti cages aux poules (gabbie per polli).

Oltre a Val d’Isère , dal Plan Neige sono nati: Isola 2000 nelle Alpi Marittime, La Plagne, Les Menuires e Avoriaz in Alta Savoia, Risoul, Les Orres e SuperDévoluy nelle Hautes- Alpes, e altre ancora. In Italia si avvicinano a questa filosofia gli ecomostri di Montecampione o i grattacieli del Passo del Tonale.

E ora che queste stazioni sono in crisi? E ora che hanno perso di interesse perché si preferisce andare a soggiornare in una baita, perché la neve scarseggia, perché i costi di manutenzione si rivelano esorbitanti… cosa ce ne facciamo? Luoghi di abbandono, come nelle periferie delle città? Per Milano-Cortina 2026 non progettiamo villaggi olimpici destinati ad diventare luoghi di abbandono come questi. Il tempo per ravvederci c’è.

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Ski total ultima modifica: 2022-03-22T05:16:00+01:00 da GognaBlog

24 pensieri su “Ski total”

  1. 24
    albert says:

    24) inutile alterarsi, DE GUSTIBUS NON EST DISPUTANDUM.., OGNUNO FACCIA QUELLO CHE VUOLE E  CHE SA FARE. Consigliabile praticare diverse attivita’ e situazioni…va meglio chi risiede  nelle vicinanze di localita’ che hanno offerta    diversificata.Possibilimente non svuotandosi  le tasche.
     

  2. 23
    albert says:

      c’e’ chi in questi giorni, dopo recenti nevicate, va a praticare ski total su neve fresca e sottostante  c’e’ ancora strato  che fa da base  di neve battuta, con impianti ormai chiusi..

  3. 22
    Guido spettoli says:

    Beh, vado in controtendenza, sono stato in val d’isere e non lo considero un ecomostro, sono stato a la plagne, morzine avoriaz, le 2 alpes, l’es arcs e non li considero ecomostro, certo sono soluzioni diverse soluzioni cmq che consentono l’avvicinamento di posti meravigliosi a prezzi contenuti. Se poi va mantenuto un meraviglioso equilibrio paesaggistici al solo beneficio di facoltosi che possono spendere in un giorno quello che una famiglia spende in una settimana, beh mi sento di dissentire. In Italia abbiamo si i grattacieli del tonale, abbiamo anche i condomini di Marilleva? Non vanno bene? Boh … Cancelliamo allora anche le roulottes nei campeggi e consentiamo lo sci ai soli abbienti … Cosi’ potranno evitare anche le code …. Mah…. Gli ambienti montani skitotal soffrono della difficoltà della montagna, della scarsità delle precipitazioni, della fine dell’abitudine delle settimane bianche, e voglio segnalare che spesso i posti super chic vivono di privilegi spesso legati a statuti speciali…. Ricordo con immenso piacere le prime settimane bianche da studente a Marilleva a costi contenuti con gli sconfini a Madonna di Campiglio miraggi inarrestabili……. 

  4. 21
    albert says:

     Se il recupero,la conservazione ,  di manufatti abitativi ed impianti nons ono piu’ redditizi,  anche  la demolizione comporta giro di soldi, contribuisce al PIL. Esistono pure aziende green recupero  e riutilizzo materiali inerti.Occorre pur sempre un nulla osta delle Belle  Arti…altrimenti la furia demolitiva ti rade al suolo pure un  colosseo….o case tipiche
    Vedi Magugliani https://www.ibs.it/fassa-montagna-che-scompare-libro-damiano-magugliani/e/9788886053303
    https://www.isprambiente.gov.it/files/snpa/consiglio-federale/Delibera89cfcriterieindirizzicondivisiperilrecuperodirifiutiinertieallegati.pdf
    mal che vada , in vari film si vedono all’opera carcerati che lavorano di mazza e piccone…comunque ci sono macchinari piu’ effcienti.

  5. 20
    antoniomereu says:

    19) non dimentichiamo e ne siamo anche grati.Sono gli investitori che da smemorati che sono ben si avvedono di apporre sui contratti clausole di ripristino del ambiente sfruttato.Quando le quote neve cambiano nei decenni e gli inverni vanno in ferie , vedi questo ultimo per esempio si dovrebbe rimettere mano ai profitti e ridare dignità estetica alle località che sono di tutti noi.
    A Pieve di Cadore sul col Contras nessuno si preoccupa di smantellare la vecchia seggiovia ja jaoo ferma dagli anni ’70 e nel bosco dove passava  c’e più ferro che a Piombino e non sono mega strutture , anzi.
     
    Il guadagno di allora ,forse meno delle aspettative ha avuto il potere di togliere la memoria? chissà!?
    Spero fortemente che il futuro villaggio Olimpico di Cortina(Fiames? )rientri nello stile che tu auspichi a fine post e che possa servire poi per alloggi personale dei futuri alberghi in attuale  rinnovamento preoloimpiadi ,infatti pare che sia l ultimo pensiero dei progettisti archistar. 

  6. 19

    18, non dimentichiamo che il turismo invernale nelle valli alpine è nato grazie a investitori cittadini che mettevano i soldi per costruire gli impianti. Certo è che oggi la cosa è sfuggita di mano e il montanaro che dalla povertà ha raggiunto un buon livello di benessere economico, crede ancora che lo sci sia l’unica possibilità invernale per lavorare. Sicuramente i casermoni francesi ma anche italici (Sestriere, Sansicario, Tonale, Marilleva, Prato Nevoso, Pila, Solaria in val di Fassa, Cielo alto a Cervinia, ecc…) sarà dura riconvertirli in qualcosa che si armonizzi con l’intorno, mentre architetture classiche di edifici meno ciclopici e seriali, saranno utilizzabili senza problemi.  

  7. 18
    antoniomereu says:

    Partendo da chi vende i terreni in queste quote ( prima follia) senza prevedere una riconversione futura impossibile e costosa ,  poi alle mega banche che appoggiando questi progetti alimentano investitori già ricchissimi e lontani anni luce dalla montagna passando  a tutta velocità a chi architettato da lauree e design è  quindi incriticabile  Artista… alimenta e da’ lavoro a chi più cemento c è meglio è. Arrivano poi le centinaia di ditte per finiture e servizi che mantengono migliaia di famiglie…dimentico qualcuno?
    Ha si, le formichine scivolatrici in attesa di ali munite di cartine di credito.
    La cosa peggiore è che mentre discutiamo queste brutture già vecchie il fiume di denaro  sta già scavando altri danni e nuovi progetti per far vivere le formichine come nel film The island la felicità programmata e condominizzata.

  8. 17
    albert says:

     Sarebbe il colmo se   tali casermoni in Italia ricevessero pure lo sconto o cessione credito fiscale ecobonus 110% per l’efficientamento energetico!Pero’ tutto e’ possibile, di tale legge si avvantaggiano i  furbi o gli investitori in seconde , terze ecc unita’immobiliari in complessi condominiali.

  9. 16

    Ho sbagliato. Le ultime cose del mio commento vanno bene alla maggioranza. 

  10. 15

    Benassi, il motivo lo puoi leggere al commento 8.
    È inutile cercare di convertire il gregge ovino in tante unità pensanti. La maggior parte della popolazione è composta da stupidi, quindi il sistema è fatto per loro. Chi pensa, agisce e percepisce in maniera autonoma e sensibile sarà sempre in minoranza e gli andrà bene la vacanza a Alcatraz, il grinpas, il telegiornale, i talk shows, il solito quotidiano e la piattezza costante che annienta ogni sforzo e rende liberi di fare parte di una massa rassicurante. 

  11. 14
    Matteo says:

    Il Beaufort, lo vendono a più di 20 euro al kg. Non si vende parmigiano nella Savoia…Sciare in Savoia è molto molto bello. 
     
    Alberto, il tuo concetto di bello deve essere simile al tuo palato, ed entrambi sono decisamente superiori alla tua intelligenza.
     
    Sei patetico anche come provocatore

  12. 13
    albert says:

    pure in zona dolomitica non mancano catafalchi di cemento…
    Falliscono https://astetribunali24.ilsole24ore.com/wp-content/uploads/2020/02/Bando.pdf
    e poi se li ricomprano
    https://www.ladige.it/territori/non-sole/2021/11/02/marilleva-che-affari-con-gli-hotel-arriva-isa-e-si-imbarcano-anche-le-funivie-1.3044275
    ma tutto sommato piu’ si concentrano sciatori e piu’spazio libero resta altrove..

  13. 12
    Alberto Benassi says:

    Quelli che vanno a divertirsi in quei posti lì, sono tali e quali a quelli che ripetono quelle vie da cui si può scendere in doppia perchè di tutto il resto della montagna non glie ne frega niente.

    APPLAUSI!!!!!!!
    Del resto se hanno costruito quei casermoni che sembrano batterie  per allevare i polli. Un motivo ci sarà!!!

  14. 11
    Riva Guido says:

    Quelli che vanno a divertirsi in quei posti lì, sono tali e quali a quelli che ripetono quelle vie da cui si può scendere in doppia perchè di tutto il resto della montagna non glie ne frega niente.

  15. 10
    Fabio says:

    Novantadue minuti di applausi ininterrotti.

  16. 9
    Fabio Bertoncelli says:

    Alberto, io NON sono un sostenitore della DECRESCITA, felice o infelice che sia.
     
    Io sono un sostenitore della CRESCITA, ma intelligente e rispettosa degli esseri umani e della loro dignità, oltre che rispettosa dell’ambiente naturale.
    Perché a vivere in un ambiente orrido e lordo ci rimettono pure gli esseri umani, si lordano pure gli esseri umani, non solo uccellini e marmotte.
    … … …
    Se tu godi a sciare e villeggiare ad Alcatraz, fallo pure. Ma ti consiglio di non vantartene qui, perché saresti considerato solo un masochista alla Tafazzi. Per non dire altro…

  17. 8
    Alberto says:

    Chi ha scritto questo articolo vive in un mondo tutto suo irreale. Non è vero che adesso si preferisce la baita, la gente vuole sciare e vuole comfort, chi vuole la baita sono quattro gatti, rispettabilissimi come chi vuole il 5 stelle e la stazione integrata. Sono bellissime stazioni per lo sci, Val d’Isere, Tignes, Avoriaz, £ Vallèès, posti meravigliosi per sciare. Ad alcuni non piacciono? Poco male piacciono alla maggioranza e i 4 verdi pallidi, fautori della decrescita, frustrati e infelici, se ne facciano una ragione. La gente ama quei posti. Per fortuna questi 4 gatti contano sempre meno. Io vado spesso nelle 3 Vallèes e con il DS è il posto più bello per sciare. Certamente per sciare scelgo una grande stazione, perchè voglio divertirmi con tante piste e possibilità di scelta, non certo una strazione con due impianti e due piste. Lo sci è divertimento e piacere, cosa non possibile nelle piccole stazioni, vanno bene per una mattinata e basta

  18. 7
    Carlo Crovella says:

    Le foto rappresentano efficacemente la cementificazione dei comprensori sciistici cui alludo sovente nei miei interventi. Chi auspica stazioni “totali” per il divertimento sciistico, non può scandalizzarvi per i condomìni-alveare. Le stazioni pesanti richiedono un giro d’affari di elevata consistenza, che comporta flussi antorpici notevoli: la gente mica bivacca in una truna nella neve… Queste stazioni hanno fatto il loro tempo, concettualmente sono un relitto del passato: occorre riconvertirsi verso stazioni leggere (skilift e non seggiovie a 6-8 posti…), poca gente, solo i veri appassionati dello sci, via tutte le forme di consumismo alla Briatore (spa, jacuzzi, apericena…) e bisognerebbe abbattere i condomìni come quelli. Poche casette, nascoste fra gli alberi… Se non ci muoviamo di nostra iniziativa verso questi obiettivi, ci penserà la Natura: una pandemia ieri (impianti chiusi per l’intera stagione nel 2021), mancanza di neve oggi (anche se in Francia ce n’è un po’ di più), una guerra domani, poi un’inondazione, una crisi energetica, la recessione… ecc ecc ecc. La Natura è darwiniana, quando un fenomeno o una specie eccedono e mettono in crisi il sistema, ci pensa la Natura a ristabilire l’equilibrio. La nostra intelligenza dovrebbe farci giocare d’anticipo: evitare di finire sull’orlo del baratro, dove scatta la tagliola della Natura. Non lo facciamo, evidentemente non siamo una specie intelligente. Sopravviverà chi saprà adattarsi alle condizioni di volta in volta determinate dalla Natura.

  19. 6
    Alberto Benassi says:

    Si scierà anche bene in Savoia…ma soprattutto  complimenti per l’architettura.
     
     

  20. 5
    Fabio Bertoncelli says:

    Che cosa sono quegli orridi fabbricati nelle fotografie? Stabilimenti penitenziari di Alcatraz? e quanti detenuti possono contenere? e costoro che reati possono mai aver commesso per finire rinchiusi in simili obbrobri?

  21. 4
  22. 3
    Alessandro says:

    Ma ci sei andato quest’inverno nelle stazioni di sci che elenchi? Io si. E ho visto altro. Sai come funziona la propaganda? I francesi lavorano a pieno ritmo. Ci sono anche molti agricoltori che possono vivere lì. Il Beaufort, lo vendono a più di 20 euro al kg. Non si vende parmigiano nella Savoia. Altro che niente alpeggi. Sciare in Savoia è molto molto bello.

  23. 2
    lorenzo merlo says:

    Ciao Marco.
    Che ce ne facciamo? È domanda da rivolgere ai prodi del capitalismo, la cui famelica sete di profitto non può che provocare rigurgiti che nessuno raccoglie e che non considera suo dovere ripulire. ”È andata così” dicono, oltre a seguire tutte le piste oneste e non pur di farci ancora denaro.
    Il Great Reset è l’ultimo della serie. Buttano a mare il passato e lo vendono come radioso futuro. Chi paga sarà un poveretto ultracinquatenne senza sufficiente doti per abitarlo.

  24. 1
    albert says:

     Dato che sono abituato al pollaio in pianura per la vita ordinaria, se mi regalassero un appartamento nel pollaio di montagna accetterei volentieri.( con congrua scorta di tappi di cera per isolare l’udito).  I locali che rimarranno dopo Olimpiadi, dovrebbero essere destinati a dipendenti pubblici (medici, infermieri, farmacisti, bancari,   ambulanze, insegnanti,  forze dell’ ordine, vigili ecc )che nelle zone turistiche sono richiesti ma poi vengono salassati da affitti da strozzinaggio e quindi appena possibile se la smammano altrove , dove la vita e’ meno cara. Comunque saprei adattarmi, per esperienze giovanili, pure a case rustiche e fienili, con montaggio interno di tendona e impianto di aria a   calda …alla bisogna….  o camino pronto per sfruttare possibilita’ di stufe a legna .

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