Su e giù dalla Torre Trieste

Quattro rotazioni con l’elicottero per quattro lanci con il paracadute dalla Torre Trieste (Civetta) nelle Dolomiti Bellunesi. L’ennesima scorribanda dell’influencer di turno nelle Dolomiti ridotte a un parco avventura.

Su e giù dalla Torre Trieste
a cura della Redazione di Mountain Wilderness Italia
26 luglio 2023

Non passa giorno che le Dolomiti non subiscano un nuovo sfregio.
Questi i fatti, tutti documentati sul profilo Instagram della ex velina e influencer Giulia Calcaterra.

Il 24 luglio 2023 la Calcaterra utilizza un elicottero della Elicampiglio/Heliunion per farsi portare, in compagnia di quattro amici, in cima alla Torre Trieste nel Gruppo del Civetta per lanciarsi con il paracadute. Quattro rotazioni per quattro salti, tutti in successione.

Le Dolomiti sono state riconosciute come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e la Torre Trieste, con le sue vie alpinistiche storiche (tra le altre una via Cassin-Ratti e una Carlesso-Sandri), rappresenta un luogo di grande valore storico, culturale e naturalistico.

Ribadiamo, se mai ce ne fosse bisogno, che l’uso a scopo turistico dell’elicottero in montagna ha un forte impatto ambientale in termini di inquinamento acustico e conseguente disturbo della fauna selvatica (gli elicotteri sono fonti di rumore molto elevato e il loro frequente sorvolo può disturbare la fauna selvatica locale, spaventare gli animali e influenzare i loro schemi di comportamento. Questo può avere conseguenze negative sulle popolazioni di animali sensibili al disturbo e sull’ecosistema circostante).

Inoltre l’elicottero contribuisce in modo importante all’inquinamento atmosferico (gli elicotteri emettono gas di scarico, compresi ossidi di azoto e particolato, che contribuiscono all’inquinamento atmosferico locale e alle emissioni globali).

Evidentemente per la nostra Calcaterra sono tutti dettagli trascurabili. Non ci stupiamo, basta una veloce occhiata al suo profilo Instagram (1 milione di follower) per farsi un’idea dello stile e dell’approccio che contraddistingue le sue “avventure”.

Ci stupiamo, invece, che le siano stati concessi i permessi. Si tratta di una vasta area protetta di enorme valore naturalistico e paesaggistico, un SIC di rilevanza europea, e come tale va rispettato e gestito e non trasformato in un teatro per esibizioni e spettacoli personali. Inoltre ci chiediamo se l’autorità aeroportuale competente sia stata opportunamente informata, poiché l’uso di un elicottero in una zona così delicata richiede il rispetto di precise normative e regolamenti. Il piano di volo va tassativamente comunicato, vanno rispettati orari e piazzole di decollo e atterraggio.
La compagnia di elicotteri aveva tutti i permessi?

Dal punto di vista culturale siamo alle solite: è essenziale comprendere che le Dolomiti vanno preservate e rispettate, non solo per il bene delle generazioni attuali ma anche per le future. L’azione dell’influencer è un chiaro esempio di come l’accesso a un vasto pubblico attraverso i social media debba essere gestito con la massima consapevolezza delle implicazioni culturali e ambientali.

Scambiare questo prezioso luogo con un banale parco giochi è eticamente deprecabile. Non possiamo permettere che la nostra eredità culturale venga svilita da comportamenti superficiali.

Il lancio con il paracadute (nessun problema se la cima fosse stata raggiunta con mezzi leali) potrebbe essere percepito come un’azione eroica e avventurosa, ma la realtà è ben diversa. Ogni azione irresponsabile ha conseguenze che vanno oltre la superficie e possono danneggiare irreparabilmente l’ambiente e la cultura del luogo, creando un precedente che veicola un messaggio devastante: metto mano al portafoglio e posso salire su tutte le cime delle Dolomiti.

In conclusione, è nostro dovere proteggere le Dolomiti e i loro valori unici. Invitiamo nuovamente tutti a essere consapevoli del potere dei social media e dell’importanza di promuovere un turismo rispettoso e sostenibile. Solo attraverso la tutela della natura e del patrimonio culturale potremo garantire che le generazioni future possano ammirare e apprezzare la bellezza e la storia delle Dolomiti, senza compromettere la loro integrità.

Giulia Calcaterra
Nata il 3 novembre 1991 a Magenta (MI), dopo l’esordio a Miss Italia nel 2011 la popolarità arriva con il ruolo di velina bionda (Striscia la notizia) nel 2012 e 2013, accanto ad Alessia Reato. Grazie alla sua passione per lo sport, Giulia ha aperto anche un canale Youtube, dove posta tutorial per allenarsi ed ha un marchio tutto suo di abbigliamento sportivo.

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Su e giù dalla Torre Trieste ultima modifica: 2023-07-27T05:24:00+02:00 da GognaBlog

40 pensieri su “Su e giù dalla Torre Trieste”

  1. 40
  2. 39
    Ratman says:

    Di questo passo mi aspetto una bella crociata woke contro quelli che usavano il pervitin per fare sconquassi in montagna qualche anno fa.

  3. 38
    Riva Guido says:

    “Panem et circenses, panem et circenses, panem et circenses, . . . ” e impunità! Venghino siore e siori, venghino! Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le esigenze. Guai a lasciare gli italiani senza leggi da infrangere, ne andrebbe di mezzo l’incolumità di tutti i loro amministratori, dall’ultimo al Primo che, visti quanti sono (?), non sanno più cosa inventarsi per non crearsi nemici e per sbarcare il lunario, agiatamente e comodamente. Quando uno ha la panza piena se ne fotte di tutto e di tutti e niente più lo riguarda, permettendo così ai manovratori di continuare ad agire a tutto campo e indisturbati. Di reale e inviolabile c’è solo la loro poltrona e quello che ci poggia sopra.
     

  4. 37
    Luigi Casanova says:

    Nel dicembre 1996 gli alpinisti di Mountain Wilderness a Moena tennero un convegno che proposte il testo di una legge che vietasse l’eliturismo in montagna. Come del resto è avvenuto in Francia, Liechtestein, Svizzera, Austria, Slovenia, Germania. Nel 1998 la legge era pronta, passata in commissione, bloccata dai DS in Parlamento. Dal allora è prevalso il disinteresse, solo le Province autonome di Trento e Bolzano hanno legiferato in modo discreto, la Valle d’Aosta in modo ipocrita.
    Il problema non è un volo o quattro. Come si dimostra in Dolomiti, sul Cansiglio e sempre più spesso ovunque, quando si inizia non finisce più. E’ la fine della montagna e l’umiliazione di chi ancora, in tanto, la vivono con umiltà e fatica, non solo scalando, ma assaporando silenzi, emozioni, paesaggi, bellezza. E ai problemi che si causano a fauna selvatica pregiata nessuno ci pensa? >E quando conteremo dei morti ce la prenderemo con i sindaci? I parenti di questi morti da chi pretenderanno risarcimenti? Chi deve, ribadisco deve, controllare la sicurezza sia alla partenza che all’arrivo, anche in vetta, di questi voli?

  5. 36
    Enri says:

    Il problema non è’ (solo) la protagonista ma i milioni di inbecilli che seguono questi tizi e soprattutto ripeto soprattutto chi l’ha portata su.

  6. 35
    Riva Guido says:

    Lei con quella bocca poteva dire ciò che voleva. Questa, con quel corpo . . . ce la fa anche senza paracadute.

  7. 34
    grazia says:

    D’accordo con Fabio al 3.

  8. 33
    Francesco Siorpaes says:

    Se la forza di gravità aumentasse con l’imbecillità (oltre che con la verticalità come sostiene qualcuno) questi cosiddetti “influencers” non riuscirebbero nemmeno ad alzare il culo dalla sedia.

  9. 32
    DanyZanna says:

    Poi se glielo fai presente sulla sua pagina IG ti cancella pure il post!!! Meglio non far vedere ai follower che nel mondo esiste ancora chi ha cervello per mandarla a cagare

  10. 31
    Agnese says:

    @21
    Sono d’accordo sul fatto che ognuno di noi ha il suo impatto sull’ambiente, per potersi davvero definire ecosostenibili bisognerebbe vivere nella propria fattoria, autoprodursi il cibo alla vecchia maniera, non usare corrente elettrica etc  e non schiodare mai il culo da casa.
     
    a me quello che fa incazzare di ‘sta tipa, e di quelli come lei (perché ce ne sono un bel po’ in giro) è l’ipocrisia con cui rivestono ogni loro affermazione.
    In un post precedente, su un altro argomento ma sempre lì siamo, afferma di impegnarsi per proteggere l’ambiente cercando di limitare il suo impatto.
     
    ma io dico, fa’ un po’ il cazzo che ti pare, non posso venire io a dirti cosa fare o non fare della tua esistenza (anche se non la condivido), ma almeno abbi la decenza di non spacciarti per amante dell’ambiente quando sei sempre in giro tra macchina, voli aerei, elicottero etc etc.
     

  11. 30
    Carlo says:

    SELVATICA …e-commerce di bikini, gioielli, borse per essere “sportivamente eleganti” 

  12. 29
    Me says:

    Che marchio ha? Almeno evito di acquistarne i prodotti 

  13. 28
    Carlo says:

    Lei ha perfettamente ragione e condivido in toto la sua strategia. Ma da ciò che leggo in questo blog temo non sia il posto giusto per trovare alleati contro una immane battaglia contro soverchianti forze. Spero che alle Sue idee siano più vicini i molti silenti che le leggono

  14. 27
    Carlo Crovella says:

    La società dei giorni nostri deve “spettacolarizzare” tutto: anzi la spettacolarizzazione è proprio l’anima più profonda di tale società. Ogni minimo istante va esagerato nei toni e va poi sbandierato ai quattro venti attraverso la tecnologia. La montagna resa facilmente accessibile apre i cancelli ai cannibali che vi portano su la spettacolarizzazione, sputtannando la montagna stessa. Per una questione di numeri (i cannibali sono milioni, forse miliardi sull’intero pianeta…), alla lunga vinceranno loro. Se non ci coalizziamo in breve tempo per rendere più complicato l’accesso alle montagne, saremo stritolati dai cannibali e dalle loro spettacolarizzazioni. Occorre far tornare la montagna più rude e di più difficile accesso, sennò tanto vale che ci mettiamo una pietra sopra: sarà solo questione di tempo.

  15. 26
    Marcello Cominetti says:

    Avrei semplicemente intitolato l’articolo:
    In nihil sapiendo vita iucundissima est

  16. 25
    Enzomc says:

    A me spiace soprattutto per chi le fa ste cazzate, costose e rischiose. Poveri ricchi che pensano di potersi comprare tutto, anche le emozioni, la prossima volta sarà su una navetta spaziale o in una suite zeppa di droghe e sesso, o in fondo al mare alla ricerca dell’ emozione più forte.
    Già il fatto che debbano condividere la loro esistenza con milioni di follower è indice di insoddisfazione ,e non c’è droga o adrenalina che la possa sostituire.
    Se la vuoi salire la torre Trieste ti devi preparare, e ci vorrà il suo tempo, per poi lanciarsi in volo ancora di più, alla fine si che ti sentirai appagato se questo era il tuo obbiettivo.
    Non perdete tempo ad analizzare ste stronzate, non ne vale la pena….. Commiseratele 

  17. 24
    Claudio says:

    L’unico commento da fare è che se riesce a divertirsi soltanto così la compatisco. Avrà anche tanti soldi e tanto seguito sui social, ma è povera di spirito.

  18. 23
    Gianni says:

    Che gli ambientalisti non vengano in Dolomiti con i loro SUV.
    Che non accendano i caminetti nei loro chalet.
    I cieli delle Dolomiti sono solcati tutto il giorno dai solchi degli aerei di linea utilizzati dagli ambientalisti che vanno in ferie.
    Un elicottero che vola tre minuti per portare in vetta quelli della tuta alare è zero impatto rispetto a quelli dei voli turistici che iniziano alla mattina e finiscono alla sera.
    E i rifugi che non utilizzino più l’elicottero per i rifornimenti ma che tornino ai muli.
     
     
     
     
     

  19. 22
    Emanuele Menegardi says:

    È l’ennesimo esempio di ” deficienza”!

  20. 21
    Luca says:

    Specifico: non faccio basejump né paracadutismo.. Parapendio sì, alpinismo, roccia, ghiaccio e (poco) scialpinismo. Non mi reputo meglio di chi fa basejump ma non ha il grado per salire la torre Trieste (io l’ho salita). Come non giudico chi prende la skyway per fare una via sui satelliti. Un volo in elicottero, contrapposto all’impatto di una funivia, è niente. Chi è disposto a rinunciare a venire in montagna perchè inquina? Chi è disposto a fare una gita in 3 gg anzichè in giornata per non avere il culo al caldo in una benna? A me va bene la critica ma sia onesta. Non salviamo vite, quindi qualsiasi inquinamento è di troppo. E le nostre attività rovinano l’ambiente. PS  l’inquinamento da zincatura del materiale d’alpinismo non è una supercazzole… Chiedere a Kinobi. 

  21. 20
    Cla says:

    Valentina 18:
    Secondo la tua logica, le strade dovrebbero essere lasciate libere per le ambulanze e le auto mediche. 
    Gli elicotteri servono per volare, le auto e i furgoni servono per spostarsi su strada, se poi il118 trasforma elicotteri in eliambulanze e auto e furgoni in automediche e ambulanze sono casi specifici e non la norma. Tutti hanno lo stesso diritto di occupare lo spazio aereo e le strade, i mezzi di soccorso hanno solo la precedenza. 

  22. 19
    Matteo says:

    “i lanci oggetto dell’articolo non avvengono con il parapendio nè il fascio funi si chiama “tirante”
    e d’altra parte il base-jump con l’elicottero ha la stessa dignità sportiva della moto d’acqua o della zip-line

  23. 18
    Valentina says:

    Carlo, il punto era appunto questo. I cieli meglio restino liberi per i velivoli di soccorso. Figuriamoci se pensavo che il soccorso alpino si prestasse per certe esibizioni 
    Spero sia chiaro ora. 
    Aggiungo una parentesi in merito a sport di serie a e b… Sono amica di una persona che fa lanci… E lo rispetto immensamente oltre ad ammirarlo per coraggio, tecnica, capacità atletica. Nessuno fa la caccia alle streghe o si sente mejo, si tratta di capire che ci devono essere dei limiti e non ci si può comportare sempre come bambini pretenziosi e viziati. 

  24. 17
    Carlo says:

    Entrando nel sito dell’elicotterista non risulta venga impiegato per soccorso o incendi. Trasporta persone, materiali, propone giri turistici ….direi che fa quello che fa un taxista, una guida turistica . Lo sfregio lo fa chi ha dato i permessi .

  25. 16
    Valentina says:

    Gentile Luca,
    Mi spiace ma sento di dover dissentire con quanto scritto. 
    Puntare il dito sull’inquinamento dato dalla produzione dei materiale per alpinismo etc…. Mi sembra quella che definirei una supercazzola. L’attrezzatura sportiva la utilizza QUALUNQUE sportivo. Quindi evitiamo di aggiungere motivazioni senza sostanza.
    Che la presenza dell’uomo sia sempre causa di inquinamento a prescindere, qualunque cosa esso faccia e che la nostra impronta resti, solitamente creando danni spesso irreparabili… non ci piove… Ma mi spiace… Non si può paragonare l’uso di un velivolo del genere (appunto velivoli che servono per i soccorsi, soccorsi di cui può necessitare chiunque non solo un’ alpinista!!) a scopo ludico, con una pellata invernale nella quale io tra l’altro di solito, anzi, sempre raccolgo pure la spazzatura altrui. 
    Ps. Chissà perché chiunque abbia civilmente, sottolineo, civilmente espresso il proprio disaccordo con il gesto è stato bloccato dalla signora G. C.
    Incapacità di argomentare con argomentazioni serie, costruttive, prendersi responsabilità e essere disposti a dire :”si forse questa è stata na cafonata” 
    Saluti e good luck

  26. 15
    Massimo says:

    Deficente ed esaltata lei, e più deficenti i “follower” che arricchiscono sta gente qua’.

  27. 14
    Francesco Veronese says:

    In parallelo è esattamente quello che succede anche in mare. Un cialtrone, ignorante, ingordo di soldi e di like si sogna di andare a “prendere un caffè” attorno al Titanic. Fortuna che è intervenuta Madre Natura stessa, in autotutela……

  28. 13
    Carlo says:

    Luca, non me la sento di darLe in toto. Però deve ammettere che quantomeno diseducativo non tanto i lanci in se (non ho capito se con paracadute e tuta alare) ma i permessi che vengono concessi per farli in questo momento storico all’interno di un dito patrimonio collettivo 

  29. 12
    Luca says:

    Matteo, nessun problema ad andarci. Però preferirei che chi dà fiato alle trombe sappia, prima, di che cosa parla.
    PS #5 :i lanci oggetto dell’articolo non avvengono con il parapendio nè il fascio funi si chiama “tirante”. 

  30. 11
    Matteo says:

    Luca, te mandi minga a dà via ‘l cu perché te foò un piaseé

  31. 10
    Luca says:

    Ancora.. Ci sono sport di serie a e sport di serie b?!?  Anche l’alpinismo, il trekking e lo scialpinismo hanno un impatto ambientale devastante. Quanto inquinano le frotte di “appassionati” che un qualsiasi weekend si spostano in montagna? E le decine di interventi di elisoccorso che poi richiedono giornalmente? Quante polveri sottili, carburante, plastiche, usano per il loro hobby? E gli inquinanti terribili che colorano i bei moschettoni, le tonnellate di ferraglia lasciata ogni anno in giro a deturpare la roccia, gli impianti per non farsi 4 ore da entreves a punta helbronner? Chi scrive se ne rende conto, oppure è sempre più facile vedere la pagliuzza nell’occhio dell’altro, più che il trave nel proprio? 

  32. 9
    Efrem says:

    Ma pensate che certe persone siano in grado di salire a piedi? 

  33. 8
    Max says:

    Ma non c’è una legge che proibisce queste “vaccate”? Avranno dovuto chiedere un permesso…….

  34. 7
    Agnese says:

    Che la tipa sia un’atleta di un certo livello non lo nego, anzi. Anche gnocca, per carità.
    Ma anche discretamente ipocrita nel sostenere che si preoccupa di rispettare l’ambiente ??‍♀️
     
    Ma io mi chiedo, chi minchia glieli da i permessi per fare ‘ste cose? ?

  35. 6
    Alberto Benassi says:

    Ma la signorina Calcaterra, dato anche il suo cognome, perchè non ci va a piedi in vetta alla torre Trieste?!?!?
     
    Forse a paura di sciuparsi la sua epidermide…?

  36. 5
    Matteo says:

    …è che ormai la tecnica è diventata troppo affidabile: mai che si rompa qualcosa, un elicottero, un paio di tiranti del parapenendio…

  37. 4
    Carlo says:

    A me fa specie venga definito sport sta roba qui!!!
    Oltre la ratti e la carlesso a me piace ricordare il “beone” Napoleone  Cozzi audacissimo primo salitore

  38. 3
    fabio pellegrini says:

    @Giovanni
    L’gnoranza più grande sta nel dar voce in internet a questi influencer che si indorano coi click. Parlandone si fa il loro gioco. 
    Amen
     

  39. 2
    Carlo Crovella says:

    Circo Barnum all’ennesima potenza.
     
    Se non ci ribelliamo, finiremo strangolati

  40. 1
    Giovanni Franceschi says:

    “In nihil sapiendo vita iucundissima est”.
    Per chi è del tutto ignorante la vita è giocondissima. (Publilio Siro)

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