Una “sollevazione popolare” inevitabile

Ci siamo già occupati di questo problema più volte:
Le mega-belinate
La panchina gigante del Pian della Mussa
Sotto la panca la montagna crepa

Una “sollevazione popolare” inevitabile
di Luca Rota
(pubblicato su lucarota.com il 28 giugno 2022)

Ciò che non poteva non accadere sta accadendo – inevitabilmente, appunto.

È in corso infatti una piccola ma appassionata sollevazione popolare contro le panchine giganti, o “big bench” che dir si voglia, che giorno dopo giorno sta diventando sempre più grande, decisa e condivisa. D’altro canto chiunque abbia solo un minimo di sensibilità nei confronti della montagna e del valore dei suoi paesaggi, oltre che un ordinarissimo buon senso, sta capendo che un oggetto come la panchina gigante, così palesemente fuori contesto, inutile e degradante qualsiasi luogo di pregio nel quale viene piazzato con la pretesa di “valorizzarlo” (un termine, «valorizzazione», che sta diventando abusato e sempre più travisato come forse mai, prima d’ora), è sostanzialmente inaccettabile: una sorta di “raggiro turistico” che puntualmente genera l’esatto contrario di quello che, a parole, vorrebbe suscitare. È qualcosa di inesorabilmente brutto, sotto ogni punto di vista, che rischia di rovinare la bellezza delle montagne e la loro cultura, anche per come tali manufatti decontestuali finiscano per attirare un pubblico a sua volta fuori contesto, verso il quale non si produce nessuna opera di conoscenza e di sensibilizzazione nei confronti del paesaggio ove viene richiamato ma, anzi, se ne stimola la fruizione più superficiale e banalizzante. Un fenomeno che, sul momento, forse fa gridare i suoi sostenitori al “successo” ma che in breve tempo, e con modalità del tutto prevedibili, ci dovrà far constatare il degrado di tanti, troppi luoghi affascinanti delle nostre montagne, trasformati in altrettanti anonimi e deprimenti non luoghi.

Ma la sollevazione popolare, come detto, diventa sempre più grande e pure più autorevole: è il segno della sua solida fondatezza e non di meno la prova che, al contrario di quel celebre passaggio manzoniano, il “senso comune” non può e non deve vincere sempre sul buon senso. Per dire, lo scorso 13 giugno 2022 Il Dolomiti ha ripreso e rilanciato un ottimo articolo di Pietro Lacasella, pubblicato in origine qualche settimana fa su “Alto-Rilievo / Voci di montagna” e leggibile anche qui:

Ieri (27 giugno 2022) invece BergamoNews dà conto del sondaggio lanciato dal sito “ruralpini.it” circa il gradimento o meno delle panchine giganti – potete partecipare al sondaggio qui – i cui risultati al momento sono inequivocabili:

Ruralpini.it peraltro anticipa la prossima messa a punto di una petizione unitaria che punta a far dichiarare una “moratoria”, uno stop a questa moda delle panchinone, da sottoporre agli amministratori pubblici dei territori interessati.

Infine, sempre ieri L’Adige ha riportato le osservazioni di Annibale Salsa, uno dei più importanti antropologi italiani soprattutto in tema di montagne (è stato anche Presidente Generale del CAI) e autore di molti saggi illuminanti al riguardo, che a loro volta risultano inequivocabili e peraltro rimarcano quanto ho scritto poco sopra in tema di nuovi non luoghi:

Clicca per ingrandire

Ma se ne trovano molte altre, di opinioni e osservazioni contrarie alle panchine giganti, altrettanto autorevoli: basta fare una rapida ricerca sul web (e qui trovate un buon sunto al riguardo, curato da ruralpini.it).

Insomma, non si capisce proprio sulla base di quali convinzioni i promotori delle panchine giganti e chi li sostiene, innanzi tutto a livello politico-amministrativo locale, possano giustificare la loro installazione, non si capisce come possano avallare tali opere con animo apparentemente così leggero e con tanta – mi permetto, con tutto il rispetto – superficialità nei confronti dei loro territori, siano essi di montagna oppure no. E non si capisce nemmeno come non capiscano, essi, che a venir danneggiati dalle megapanchine non sono solo i luoghi amministrati e le loro valenze culturali ma pure la reputazione nei loro confronti e – nel caso di cariche politiche – il loro stesso consenso elettorale, appena al di fuori dalla personale schiera dei sodali. D’altro canto, nemmeno le montagne capirebbero perché, per contemplare e comprendere la loro bellezza, così palese, ci debba essere bisogno di una specie di giostra che nulla c’entra con tale bellezza e anzi, ribadisco, la degrada inesorabilmente. Non si capisce proprio, già.

Uno dei miei primi contributi sul tema, lo scorso 26 gennaio 2022 sul quotidiano La Provincia di Lecco. Clicca per ingrandire

Sondaggio
Panchine giganti: favorevoli o contrari?
da Alto-Rilievo/Voci di montagna, 15 giugno 2022

Premessa: tali sondaggi, per ovvie ragioni, non hanno alcuna valenza sociologica né, tantomeno, antropologica. Questo perché scompongono in due macro-gruppi un pensiero sociale che invece è caratterizzato da infinite sfumature.

Ho deciso di promuovere questo sondaggio quasi esclusivamente per curiosità.

Così, nella realtà minuta del mio blog, ho considerato interessante provare a capire com’è percepita la proliferazione delle “grandi panchine colorate” che si sta verificando sulle montagne italiane.

Visto che avete risposto in tanti, ritengo corretto pubblicare gli esiti di questo piccolo sondaggio.

Esiti
Pagina Instagram “altorilevo.vdm”:
– 523 contrari all’istallazione delle panchine
– 33 favorevoli all’istallazione delle panchine
Gruppo Facebook “voci di montagna”:
– 276 contrari all’istallazione delle panchine
– 11 favorevoli all’istallazione delle panchine
Storie pagina Facebook “Alto-Rilievo / voci di montagna”:
– 70 contrari all’istallazione delle panchine
– 13 favorevoli all’istallazione delle panchine

E, alla fine, ecco un divertente filmato, per il quale ringraziamo Fabrizio Bottelli (Giardino Botanico di Oropa):

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Una “sollevazione popolare” inevitabile ultima modifica: 2022-08-06T05:38:00+02:00 da GognaBlog

30 pensieri su “Una “sollevazione popolare” inevitabile”

  1. 30
    Luca Rota says:

    Caro Alessandro Topper (commento nr.11): se lei ce l’ha con me, essendo io il “blogger” in questione, sa che le dico? Amen: se la vuole pensare così libero di farlo. Lei non mi conosce e non sa cosa faccio ma emette sentenze come fosse il Padreterno, io non la conosco e non mi permetto di farlo ovvero di sancire che lei faccia questo o non faccia quest’altro. Ribadisco: amen, e buone vacanze. 🙂

  2. 29
    albert says:

    22) incendio?, NO grazie, da lì chissa’ fin dove si propaga , abbiamo gia”dato in Carso,  Bibione ecc, Trentino.. bast a unamanciata di sassi sulla zona di seduta…e non si commette reato . nei parchi dipianura ci depongono sozzura.

  3. 28
    albert says:

    17) un argomentazionePOLEMICA si vale dell’escmotage dialettico PERO’ ANCH E TU HAI  COMBINATO QUASLCOSA DISBAGLIATO.( TU QUOQUE ) ABUSATomANEIVARI DIBATITTI INCHIESTE  E CONTROINCHIESTE

  4. 27
    albert says:

    http://www.artesella.it/it/ ANNOVER A UNO STAFF A DI ARTISTI E ARCHITETTI

  5. 26
    Albertperth says:

    Scusate gli errori di battitura ma sono incazzatura per il pensiero da parroco di sacrestia che aleggia su di un sito che si spaccia per sito di montagna e in realtà a parte qualche raro lampo è di una paraculaggine sesquipedale..direbbe anche l’amareggiato ..Montenegro ovvio 
     

  6. 25
    albertperth says:

    toccare il Crovella life..manganellate  e altro mmmh non si può meglio lasciar correre censura.. deridere il CAI UGET..sacrilegio.. non dire pirla che il pasini pensiero urla al rischio chiusura..censurare l’ironia a beh.. poi viene fuori  righimo le auto ,incendiamo le panchette, sabotiamo gli impianti  ma al SIG. GOGNA tutto questo va bene.. quindi accondiscende? giusto  ha scritto giusto lo sceivente sullo stato di un blog e molti dei loro frequentatori

  7. 24
    Riva Guido says:

    Visto l’andazzo nel Bel Paese Chris Bangle s’è detto: Gli italiani, meglio in panchina!

  8. 23
    Antonio Prati says:

    Sono di legno, non ci vuole niente a darle fuoco.

  9. 22
    albert says:

    https://www.instagram.com/p/BoMV6PYH8yp/?utm_source=ig_embed&ig_rid=8606698e-bcfc-46e2-a6e7-ccd260502433 la fanatsia nonmanca e neppure mancano gli artistimagari diplomati a liceo artistico di Valle.

  10. 21
    albert says:

    https://girovagandointrentino.it/la-signora-di-doleda-di-andrea-dorigatti/se prudono le mani ci sarebbe di meglio da fare  https://curiosandosimpara.com/2019/01/07/unartista-decora-la-foresta-con-fantastiche-sculture-realizzate-con-rami-intrecciati-di-salice/i rami si intreccianosu sagoma di ferro sempre legno e ferro c’è.abbiamaproprrio bisogno dii nput di archistar
     

  11. 20
    albert says:

    Certo che sbattersi nelle istituzioni è più complicato, e sapete perché? Perché bisogna ragionare…ragionare ed esporre, ragionare e proporre, ragionare e mediare. Se le istituzioni non hanno proposte, loro, come bambini ingenui, visto che di tanto in tanto hanno gruzzoli di denari, finanzieranno la prima
     a volte inmmontagna si va con lesoluzioni spicce Burocrazia e avvocatii e carte bollate alprimo incidente sulle panche..persino i giochi p er bambini nei parchi hann o misure di sicurezza da rispettare.

  12. 19
    albert says:

    per riadattare dopo  vaia  i sentiri del cai gia’ censiti in  Trentino solo Volontariato e pala epiccone .. e motosega  chissàì quanto vogliono di ag a oraria i collocatori delle pancone con elicottero per portare i pezzi in alto.

  13. 18
    Monica says:

    È  da quando hanno iniziato ad installare queste oscenità che spero vivamente in una loro rimozione. Sono inutili, brutte, deturpano il paesaggio e non c’entrano nulla con una semplice, quasi invisibile panchina di legno utile ad un’eventuale sosta per riposare o ammirare il panorama. Non ne ho mai capito il senso se non farle diventare un gioco per adulti cretini.

  14. 17
    Francesco says:

    Una mandria di ipocriti che rifiutano con esagerazione le big bench e continuano a non vedere una moltitudine di cose ben peggiori…
    Ma io mi domando è mai possibile avere tanto in odio le panchine giganti e poi tollerare per esempio il continuo proliferare di croci di vetta, vie ferrate, ponti tibetani, zip line e chi più ne ha più ne metta?? Ma si stanno davvero rincoglionendo tutti??

  15. 16
    Gianfranco Valagussa Nonno says:

    Vorrebbero “valorizzare” il territorio e invece valorizzano il luna park con la galleria della paura.

  16. 15
    albert says:

    14) frane alluvionali in alta val di Fassa.chissà se le opere creative potrebbero resistere…ad una bomba d’acqua

  17. 14
    carlo barbolini says:

    Si potrebbe proporre di metterle a mo’ di tribune per la nuova pista di bob di Cortina, almeno saremmo certi che alla fine delle Olimpiadi invernali del 2026 andrebbero incontro  ad un degrado completo in pochissimo tempo insieme alla pista 

  18. 13
    Enri says:

    Tale Chris Bangle e’ stato il designer della bmw alcuni anni fa. Ha disegnato la bmw z4 che e’ stata valutata come una delle piu belle auto degli ultimi 20 anni, certamente quando usci’ era avveniristica per le forme.
    Quindi non e’ certo l’ultimo sciocco arrivato. Quanto alle panchine, sono una boiata pazzesca e mi viene da dire che la responsabilita’ maggiore di queste schifezze e’ di chi ha dato il permesso di posarle qua e la’. Bastava dire non grazie, guardi si occupi di disegnare la z5… invece evidentemente gli amministratori locali pur di farsi pubblicita’ allestirebbero anche la panchina microscopica…. e’ sempre la solita storia. Comunque la farei breve, toglierle? Io non ne ho mai vista una. Sono pesanti? Si possono smontare? Cosi,magari restituirle al mittente in pezzi ben ordinati, in modo che qualcuno la possa rimontare nel suo box…

  19. 12
    Furio S says:

    Il “progetto”, si chiama così,  anzi “big bench project” è un americanata inventata da tale Chris Bangle, americano appunto ma residente nelle Langhe, che evidentemente ha trovato il modo di fare un business.
    La velocità con cui questa idea balzana ha preso piede la dice lunga dell’intelligenza e profondità culturale dell’italiota medio….

  20. 11
    Alessandro Topper says:

    È sempre più evidente il fatto che blog e i “bloggettari” nascano come funghi e si moltiplichino. Certo il livello si è alzato rispetto alla loro invenzione e al boom dei primi anni 2000 quando, ad un certo punto, sti blog avevano così sconquassato lo scroto a tutti che in Inghilterra fu lanciata la moda, poi diffusasi in tutta Europa, delle magliette con scritto “my blog is bloggest than yours”, della serie “vediamo chi ce l’ha più duro”…poi i social hanno affossato un po’ il tutto, ma loro (i bloggettari) sono ritornati in auge,  ciascuno con un opinione su tutto; è proprio questa la ragione del loro (ri)diffondersi, i social hanno dato voce a chi non aveva voce (e in molti casi sarebbe stato meglio una buona pratica del silenzio) e via di blog blog blog. In questo caso specifico (panchine giga, passerelle, sentieri trasformati in strade ecc ecc) la cosa sta sfiorando il patetico, già, perché qua i bloggettari nutrono concetti di difesa alla montagna con termini scovati in qualche vecchio manuale di sociologia del liceo…ed ecco che la terminologia si fa (quasi) scientifica: “il NON LUOGO”. Ma dai?! Il non luogo?? Perché il blog lamentoso a posteriori invece cosa sarebbe?? La faccio breve e mi rivolgo direttamente a loro, i bloggettari del momento, gli OPINIONISTI PASSIVI. Ma dove caxxo siete quando si tratta di lottare in sedi istituzionali per evitare che gli scempi vengano progettati ed eseguiti? Io penso che vi piaccia più scrivere patetiche polemiche DOPO piuttosto che bloccare (e non bloggare poi) ste cose sul nascere! Forse vi pace di più avere uno sparuto gruppetto di fans che vi sollazza la vostra autostima? Certo che sbattersi nelle istituzioni è più complicato, e sapete perché? Perché bisogna ragionare…ragionare ed esporre, ragionare e proporre, ragionare e mediare. Se le istituzioni non hanno proposte, loro, come bambini ingenui, visto che di tanto in tanto hanno gruzzoli di denari, finanzieranno la prima puttanata che qualche buontempone gli propina. Esempio: la passerella ai Resinelli…chi c’era di voi bloggettari a dire “state proponendo una cazzata” quando negli ambienti dei “peccati” lecchesi si dichiarava di voler trasformare i Resinelli “nella Livigno di “noialtri”? Adesso ci sono altre cose in programma contro cui lottare e fare controproposte, vediamo se vi vedo nelle comunità montane, nei comuni o in regione, oppure se aspetterete che vengano eseguiti gli scempi per avere materiale per alimentare i vostri schifosi blog!! 
    My blog is bloggest than yours – bloggettari contenti 

  21. 10
    marco vegetti says:

    Concordo con Uno dei tanti, 7, Un popolo che non sa “sollevarsi” per ben più seri motivi dovrebbe “sollevarsi” per qualche panchina? Se dovesse succedere (ma parlo di masse, non di dieci o cento persone) a me cadrebbero i cosiddetti per la pochezza “intellettuale” dei “sollevanti”. Non me ne volete, ma credo ci siano problemi ben più gravi in Italia (nel mondo) per cui “sollevarsi”, montagne comprese…

  22. 9
    Matteo says:

    La panchina gigante miniaturizzata è una trovata semplicemente geniale e Angelo Alberta impagabile, grazie!
     
    Un’osservazione.
    Nelle 4 foto appaiono (dall’Adige a Bergamo News) 4 panchine con colori differenti ma evidentemente della medesima produzione: stesso ricciolo nelle gambe, stesso numero di doghe, stessa controventatura.
    Ritengo sarebbe interessante “scoprire” chi è il produttore…magari salta fuori qualche altarino.
    O come minimo si può andare a rigargli la macchina! 🙂 

  23. 8
    Massimo says:

    Basta con le valorizzazioni! Voglio la decrescita infelice!!

  24. 7
    Uno dei tanti says:

    Sollevazione popolare? Per le panchine ..non ci sono state sollevazione per i lockdown, le varie limitazioni e obblighi della pandemia, non ci sono state sollevazioni per le opere di cementificazione delle varie olimpiadi. Non ci sono sollevazioni per il caro carburanti… E volete fare la “rivoluzione” per le panchine giganti. Per favore.

  25. 6
    antoniomereu says:

    Simpatica la piccola grande  idea del video 

  26. 5
    albert says:

    utile la parte sottostante in caso di grandinata

  27. 4
    Mario says:

    Non vedo folle inferocite armate di forconi assaltare gli uffici comunali ma articoli e sondaggi sono comunque un buon segno.Qualche incursione pacifica che faccia vergognare gli allegri fruitori della panchinone sarebbe buona cosa. 

  28. 3
    mari says:

    Ho sfidato la canicola delle tredici dell’ ultimo giorno di luglio per andare a vedere la panchina gigante che è stata installata sul Monte di Brianza. Cosi’ si esprimeva  il sindaco del luogo sulla stampa locale in riferimento alla posa della big bench: “Abbiamo pensato di chiamarla “banchela”, panchina in dialetto” puntualizza il primo cittadino, sottolineando la scelta della location, lungo la caratteristica via del Bordeà, un percorso tra boschi, prati, vigneti e campi coltivati che collega Paù, Tremonte, Colle Brianza, Cò d’Indraen, Cò de l’Inguen, la Torre e soprattutto il bellissimo ponte del Bordeà.”.La “bruttura” non merita di più che una “toccata e fuga” solo per prendere atto di come non serva assolutamente ad impreziosire o ad ammirare quello che il posto offre, come si vuole far credere . L’ unica nota positiva è che non ha colori sgargianti, anzi il suo grigio si intona a quello della strada ai margini della quale è stata collocata. Più gradita è la normale panchina che è stata installata un po’ più avanti sull’ antica via del Bordeà oggetto di importanti lavori di sistemazione, questi si ben graditi.

  29. 2
    albert says:

    tra una dooga e l’altr a sipuo’far sfogar  l’aria superflua del ventre. per calzar scarpefondo e scarponida sci utilizzo una sedia sdraio ripiegbile a braccioli.

  30. 1
    albert says:

    panchine giganti perculi giganteschi sponsorizzate da dietisti e produttori di alimenti dimagranti scarsi icalorie..se poi accantoalla penchineone sorgono ristoranti polenta salsiccia e funghi… bisognerebbe rinforzre e ampliare la seduta delle panchinone??’

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