Vaccino anti-CoViD-19: no a obbligo e passaporto

L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, nella seduta plenaria del 27 gennaio 2021 a Strasburgo, ha approvato a larghissima maggioranza (115 favorevoli, 2 contrari e 13 astenuti) la risoluzione 2361(2021) dal titolo: Vaccini anti CoViD-19: considerazioni etiche, legali e pratiche. La notizia, in Italia, è praticamente passata sotto silenzio.

Vaccino anti-CoViD-19: no a obbligo e passaporto
(a cura dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa)
Traduzione di Markus, ComeDonChisciotte.org
(pubblicato su comedonchisciotte.org il 29 gennaio 2021)

Introduzione
di Leopoldo Salmaso

Il Consiglio d’Europa è la principale organizzazione di difesa dei diritti umani del continente europeo. Include 47 Stati membri, tra cui i 27 membri dell’Unione Europea (UE) che adottò la medesima bandiera 30 anni più tardi. Il Consiglio d’Europa è quindi una istituzione distinta dall’UE, ad essa antecedente (fu fondato nel 1949) e più allargata, comprendente tutti gli stati che geograficamente e storicamente fanno parte dell’Europa (quindi anche Russia e 19 altri). Tutti i 47 Stati sono firmatari della Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo, la cui applicazione fa capo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU).Il documento approvato è frutto di equilibrismo politico e inevitabilmente ne paga le conseguenze: dall’elogio della famigerata GAVI (Bill Gates, Lorenzin, Guerra…), a un immeritato omaggio alla grandeur di medici francesi, a disinvolte capriole etiche a proposito della sperimentazione sui bambini (paragrafi 7.4.2 e 7.4.3), fino all’eresia scientifica di presumere che SARS-CoV-2 possa essere eradicato completamente dalla faccia della Terra, cosa impossibile a ottenersi perfino in via teorica, e che i vaccini possano ridurre il ritmo di mutazione del virus mentre è vero l’esatto contrario.

Con tutti questi limiti, e con la ben nota im-potenza delle assemblee parlamentari europee (*), vengono ribaditi alcuni principi fondamentali come ai commi 7.3.1 e 7.3.2: “Assicurare che i cittadini siano informati che la vaccinazione NON è obbligatoria e che nessuno debba subire pressioni politiche, sociali o di altro genere per sottoporsi a vaccinazione, se non lo desidera egli stesso… Assicurare che nessuno sia discriminato per non essersi fatto vaccinare temendo per la propria salute o semplicemente perché non lo desidera”.

A larghissima maggioranza è stato anche approvato l’emendamento 1, inserito al paragrafo 7.5.2, che recita testualmente: “utilizzare i certificati di vaccinazione solo per lo scopo designato di monitorare l’efficacia del vaccino, i potenziali effetti collaterali e gli eventi avversi”.  A quanto pare sarebbe stato “politically incorrect” inserire nel testo della risoluzione anche quanto ben specificato nella nota esplicativa all’emendamento stesso, e cioè: “I Certificati di Vaccinazione non dovranno essere usati come ‘passaporti vaccinali’ (alle frontiere, agli scali aerei, o per l’accesso ai servizi). Un tale uso sarebbe non scientifico in assenza di dati sull’efficacia dei vaccini nel ridurre i contagi, sulla durata dell’immunità eventualmente acquisita, e sulla percentuale di ‘fallimenti’ nel produrre immunità a causa di nuove varianti, di [elevate] cariche virali, e di ritardi nelle dosi di richiamo. Un tale uso susciterebbe anche problemi di privacy e, considerando la limitata disponibilità di vaccini, potrebbe perpetuare e rafforzare pratiche discriminatorie e di esclusione”.

In apertura di sessione, il Direttore Generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus aveva rivolto all’Assemblea un lungo e accorato appello sull’importanza di codesti vaccini. Egli ha continuato a parlare di “pandemia” anche se è ben consapevole che una dichiarazione di “stato di pandemia da CoViD-19” non è mai stata ufficialmente discussa, né tantomeno approvata, da nessuno dei due organi competenti in base allo statuto dell’OMS: Assemblea Generale (art. 21a) o Consiglio Direttivo (art. 28i).

Pubblichiamo il testo integrato con i tre emendamenti approvati, tradotto dal documento ufficiale in inglese.

Il logo ufficiale del Consiglio d’Europa

Vaccini anti CoViD-19: considerazioni etiche, legali e pratiche
1
La pandemia di CoViD-19, una malattia infettiva causata dal nuovo coronavirus SARS-CoV-2, nel 2020 ha causato molte sofferenze. A dicembre, erano stati registrati più di 65 milioni di casi in tutto il mondo e si erano avuti più di 1,5 milioni di morti. Il peso della malattia, così come le misure di salute pubblica richieste per combatterla, hanno devastato l’economia globale, mettendo a nudo linee di frattura e disuguaglianze preesistenti (anche nell’accesso all’assistenza sanitaria) e causando disoccupazione, declino economico e povertà.

2 Il rapido sviluppo in tutto il mondo di vaccini sicuri ed efficaci contro CoViD-19 sarà essenziale per contenere la pandemia, proteggere i sistemi sanitari, salvare vite e contribuire a ripristinare le economie globali. Anche se gli interventi non farmacologici, come il distanziamento fisico, l’uso di mascherine, il lavaggio frequente delle mani, le quarantene e i lockdown, hanno contribuito a rallentare la diffusione del virus, i tassi di infezione stanno ora aumentando nuovamente nella maggior parte del mondo. Molti Stati membri del Consiglio d’Europa stanno vivendo una seconda ondata peggiore della prima, mentre le loro popolazioni soffrono sempre più di “stanchezza da pandemia” e si sentono demotivate nel seguire i comportamenti raccomandati per proteggere se stesse e gli altri dal virus.

3 Anche vaccini allestiti rapidamente, sicuri ed efficaci, tuttavia, non sono una panacea immediata. Dopo il periodo festivo tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, con i suoi tradizionali raduni al chiuso, i tassi di infezione saranno probabilmente molto alti nella maggior parte degli Stati membri. Inoltre, medici francesi hanno appena stabilito in modo scientifico una correlazione tra le temperature esterne e il tasso di incidenza della malattia sui ricoveri e i decessi. In questo inverno, i vaccini saranno senza dubbio insufficienti a ridurre significativamente i tassi di infezione, in particolare se si tiene conto che, in questo momento, la domanda supera di gran lunga l’offerta. Anche nelle migliori circostanze non si potrà avere una parvenza di “vita normale” fino alla metà o alla fine del 2021.

Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa a Strasburgo

4 Affinché i vaccini siano efficaci, saranno cruciali una diffusione capillare e un sufficiente tasso di somministrazione. Tuttavia, la velocità con cui i vaccini vengono sviluppati potrebbe rappresentare una sfida difficile per costruire fiducia verso di essi. Un’equa distribuzione dei vaccini CoViD-19 è anche necessaria per garantire l’efficacia della vaccinazione. Se non saranno distribuiti abbastanza ampiamente in aree gravemente colpite, i vaccini saranno inefficaci nell’arginare la marea della pandemia. Inoltre, il virus non conosce confini ed è quindi nell’interesse di ogni paese cooperare per assicurare equità globale nell’accesso ai vaccini CoViD-19. L’esitazione e il nazionalismo hanno la capacità di far deragliare lo sforzo per il vaccino CoViD-19, finora sorprendentemente veloce e di successo, permettendo al virus SARS-CoV-2 di mutare e quindi di spuntare lo strumento più efficace al mondo contro la pandemia, almeno fino ad ora.

5 La cooperazione internazionale è quindi necessaria ora più che mai per accelerare lo sviluppo, la produzione e la distribuzione giusta ed equa dei vaccini CoViD-19. Il Piano di Distribuzione del Vaccino CoViD-19, noto anche come COVAX, è l’iniziativa leader per la distribuzione globale dei vaccini. Condotto in collaborazione fra l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la Vaccine Alliance (Gavi) e la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI), il piano sollecita fondi dai paesi sottoscrittori per sostenere la ricerca, lo sviluppo e la produzione di una vasta gamma di vaccini CoViD-19 e per negoziare il loro prezzo. Un’adeguata gestione dei vaccini e della catena di approvvigionamento, che richiedono cooperazione internazionale e preparazione degli Stati membri, saranno anche necessarie per la distribuzione dei vaccini antivirali in modo sicuro ed equo. A questo proposito, l’Assemblea Parlamentare invita i vari Paesi a seguire le linee guida sviluppate dall’OMS sui preparativi del programma, sulla sua attuazione, e sul processo decisionale a livello nazionale.

6 Gli Stati membri devono già da ora preparare le loro strategie vaccinali per distribuire le dosi in modo etico ed equo, decidendo anche a quali gruppi di popolazione dare la priorità nelle fasi iniziali quando la fornitura è scarsa, e come espandere la vaccinazione quando la disponibilità di uno o più vaccini CoViD-19 migliorerà. Bioeticisti ed economisti sono ampiamente d’accordo sul fatto che le persone sopra i 65 anni e le persone sotto i 65 anni con comorbidità che le espongono ad un maggior rischio di malattia gravi e di morte, gli operatori sanitari (specialmente quelli che lavorano a stretto contatto con persone dei gruppi ad alto rischio), e le persone che lavorano in infrastrutture critiche essenziali dovrebbero avere accesso prioritario alla vaccinazione. Non si dovrebbero dimenticare bambini, donne incinte e madri che allattano, per i quali nessun vaccino è stato finora autorizzato.

La bandiera europea

7 Gli scienziati hanno fatto un lavoro notevole in tempo record. Ora tocca ai governi agire. L’Assemblea sostiene la visione del Segretario Generale delle Nazioni Unite secondo cui un vaccino CoViD-19 deve essere un bene pubblico globale. L’immunizzazione deve essere disponibile per tutti, ovunque. L’Assemblea esorta quindi gli Stati membri e l’Unione Europea a:

7.1 per quanto riguarda lo sviluppo dei vaccini CoViD-19:
7.1.1 garantire sperimentazioni di alta qualità che siano valide e condotte in modo etico in conformità con le disposizioni pertinenti della Convenzione sui diritti umani e la biomedicina (ETS n. 164, Convenzione di Oviedo) e il suo Protocollo Aggiuntivo sulla ricerca biomedica (CETS n. 195), e che includano progressivamente bambini, donne incinte e madri che allattano;
7.1.2 garantire che gli organismi di regolamentazione incaricati di valutare e autorizzare i vaccini contro il CoViD-19 siano indipendenti e protetti da pressioni politiche;
7.1.3 assicurarsi che siano rispettati gli standard minimi di sicurezza, efficacia e qualità dei vaccini;
7.1.4 implementare sistemi efficaci per monitorare i vaccini e la loro sicurezza dopo la loro distribuzione alla popolazione generale, anche al fine di monitorare i loro effetti a lungo termine;
7.1.5 mettere in atto programmi assicurativi indipendenti per garantire il risarcimento di danni e lesioni derivanti dalla vaccinazione;
7.1.6 prestare particolare attenzione al possibile insider trading di dirigenti farmaceutici, o all’indebito arricchimento delle aziende farmaceutiche a spese pubbliche, attuando le raccomandazioni contenute nella Risoluzione 2071 del 2015: Salute Pubblica e interessi dell’industria farmaceutica: come garantire il primato degli interessi di salute pubblica?;
7.1.7 superare le barriere e le restrizioni derivanti dai brevetti e dai diritti di proprietà intellettuale, al fine di garantire la produzione e la distribuzione capillare dei vaccini in tutti i Paesi e a tutti i cittadini;

7.2 per quanto riguarda la distribuzione dei vaccini CoViD-19:
7.2.1 assicurare il rispetto del principio di equo accesso all’assistenza sanitaria, come stabilito dall’articolo 3 della Convenzione di Oviedo, nei piani nazionali di distribuzione dei vaccini, garantendo che i vaccini CoViD-19 siano disponibili alla popolazione indipendentemente dal genere, razza, religione, status giuridico o socioeconomico, disponibilità economica, ubicazione e altri fattori che spesso contribuiscono a disuguaglianze nell’ambito della popolazione;
7.2.2 sviluppare strategie per l’equa distribuzione dei vaccini CoViD-19 all’interno degli Stati membri, tenendo conto che la fornitura sarà inizialmente bassa, e prepararsi a come espandere i programmi di vaccinazione quando aumenteranno le forniture; seguire le raccomandazioni di comitati di bioetica e istituzioni indipendenti nazionali, europee e internazionali, come pure dell’OMS, nello sviluppo di queste strategie;
7.2.3 assicurare che le persone all’interno dei gruppi prioritari siano trattate equamente, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili come gli anziani, le persone con patologie di base e gli operatori sanitari, specialmente quelli che lavorano a stretto contatto con persone che fanno parte di gruppi ad alto rischio, le persone che lavorano nelle infrastrutture essenziali e nei servizi pubblici, in particolare nei servizi sociali, nei trasporti pubblici, nelle forze dell’ordine e nelle scuole, e quelle che lavorano nel commercio al dettaglio;
7.2.4 promuovere l’equità nell’accesso ai vaccini CoViD-19 tra i vari Paesi sostenendo gli sforzi internazionali, come l’Acceleratore di Accesso agli Strumenti CoViD-19 (ACT Accelerator) e la sua COVAX Facility;
7.2.5 astenersi dall’accumulare scorte di vaccini CoViD-19 che minerebbero la capacità di altri Paesi di procurarsi i vaccini per le loro popolazioni, assicurarsi che l’accumulo di scorte non si traduca in un’escalation dei prezzi dei vaccini da parte di chi accumula a svantaggio chi non è in grado di farlo, condurre verifiche e operare con la dovuta diligenza per assicurare una rapida distribuzione dei vaccini al minimo costo basato su quanto dovuto e non sul potere del mercato.
7.2.6 Assicurare che ogni Stato membro sia in grado di vaccinare il personale sanitario e i gruppi ad alto rischio prima che la vaccinazione sia estesa alla popolazione generale, perciò considerare la donazione di vaccini o accettare che sia data priorità a paesi che non siano ancora stati in grado di farlo, tenendo a mente che una giusta e globalmente equa distribuzione di vaccini è la via più efficiente per battere la pandemia e ridurre gli oneri socio-economici ad essa associati.
7.2.7 garantire che i vaccini CoViD-19 di cui sia stata stabilita la sicurezza e l’efficacia siano accessibili a tutti coloro che li richiederanno in futuro, facendo ricorso, se necessario, a licenze obbligatorie in cambio del pagamento di royalties;

7.3 per quanto riguarda la garanzia di un’elevata diffusione dei vaccini:
7.3.1 assicurare che i cittadini siano informati che la vaccinazione NON è obbligatoria e che nessuno subisca pressioni politiche, sociali o di altro genere per sottoporsi a vaccinazione, se non lo desidera egli stesso.
7.3.2 assicurare che nessuno sia discriminato per non essersi fatto vaccinare temendo per la propria salute o semplicemente perché non lo desidera.
7.3.3 adottare misure tempestive ed efficaci per contrastare la disinformazione, l’ignoranza e l’esitazione riguardo ai vaccini CoViD-19;
7.3.4 distribuire informazioni trasparenti sulla sicurezza e sui possibili effetti collaterali dei vaccini, collaborando con le piattaforme dei social media e regolamentandole per prevenire la diffusione di disinformazione;
7.3.5 comunicare in modo trasparente i contenuti dei contratti con i produttori di vaccini e renderli disponibili pubblicamente per il controllo parlamentare e pubblico;
7.3.6 collaborare con le organizzazioni non governative e/o altre organizzazioni locali per raggiungere i gruppi emarginati;
7.3.7 impegnarsi con le comunità locali nello sviluppo e nell’attuazione di strategie ad hoc per sostenere l’adozione del vaccino;

7.4 per quanto riguarda la vaccinazione CoViD-19 nei bambini:
7.4.1 assicurare l’equilibrio tra il rapido sviluppo della vaccinazione per i bambini e la dovuta attenzione ai problemi di sicurezza ed efficacia, e garantire la completa sicurezza ed efficacia di tutti i vaccini messi a disposizione dei bambini, con particolare attenzione al migliore interesse del bambino, in conformità con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia;
7.4.2 assicurare sperimentazioni di alta qualità, con la dovuta attenzione per le salvaguardie del caso, in accordo con gli standard legali e le linee guida internazionali, compresa una giusta distribuzione dei benefici e dei rischi nei bambini oggetto di studi sperimentali;
7.4.3 assicurare che i desideri dei bambini siano debitamente presi in considerazione, in accordo con la loro età e maturità; se il consenso di un bambino non può essere dato, assicurarsi che sia raggiunto l’accordo in altre forme e che sia basato su informazioni affidabili e appropriate all’età;
7.4.4 sostenere l’UNICEF nei suoi sforzi per distribuire i vaccini dei produttori che hanno accordi con lo Strumento COVAX a coloro che ne hanno più bisogno.

7.5 riguardo al monitoraggio degli effetti a lungo termine dei vaccini COVID-19 e alla loro sicurezza:
7.5.1 assicurare la cooperazione internazionale per la tempestiva individuazione e chiarificazione di qualsiasi segnalazione sulla sicurezza attraverso lo scambio globale e in tempo reale dei dati sugli eventi avversi a seguito di vaccinazione (AEFIs);
7.5.2 utilizzare i certificati di vaccinazione solo per lo scopo designato di monitorare l’efficacia del vaccino, i potenziali effetti collaterali e gli eventi avversi;
7.5.3 eliminare qualsiasi lacuna nella comunicazione tra le autorità sanitarie pubbliche locali, regionali e internazionali che trattano i dati AEFI e superare le carenze nelle reti esistenti di dati sanitari;
7.5.4 Ravvicinare maggiormente la farmacovigilanza ai servizi di assistenza sanitaria;
7.5.5 sostenere il campo emergente della ricerca adversonomica che studia le variazioni individuali nelle risposte ai vaccini, basate su differenze nell’immunità innata, nei microbiomi e nell’immunogenetica.

8 Con riferimento alla Risoluzione 2337 (2020) Le Democrazie di fronte alla pandemia di CoViD-19, l’Assemblea riafferma che, come istituzioni cardine della democrazia, in tempo di pandemia i parlamenti devono continuare a svolgere il loro triplice ruolo di rappresentanza, legiferazione e supervisione. L’Assemblea chiede quindi ai parlamenti di esercitare questi poteri, come appropriato, anche per quanto riguarda lo sviluppo, l’assegnazione e la distribuzione dei vaccini CoViD-19.

I padri fondatori del Consiglio d’Europa, 1949

Leopoldo Salmaso è medico, marito, padre e nonno. Studioso delle relazioni socio-economiche, finanziarie e monetarie fra Nord e Sud del mondo.
Lavora con le popolazioni rurali della Tanzania da oltre trent’anni.
Autore di AIDS: Sindrome da Indifferenza Acquisita? e di Il golpe latino: l’Europa salvata dalla crisi per errore disponibile anche in inglese e spagnolo su Lulu.com.
Conduttore del programma radiofonico Debito e democrazia su Radio Gamma 5.
Co-editore del manifesto Moneta Bene Comune, disponibile in varie lingue su www.monetabenecomune.it.
Autore e traduttore (da Inglese, Francese, Spagnolo, Swahili).

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Vaccino anti-CoViD-19: no a obbligo e passaporto ultima modifica: 2021-02-09T04:14:00+01:00 da GognaBlog

42 pensieri su “Vaccino anti-CoViD-19: no a obbligo e passaporto”

  1. 42
  2. 41
    Giuseppe Balsamo says:

    Avevo fatto anche io la stessa ricerca, con identico risultato.
    In quest’ultimo video qualche immagine si vede, ma queste a me fanno venire più dubbi di quanti me ne chiariscano.
    Peccato, avrei letto volentieri i dettagli su strumenti utilizzati, prodotti analizzati, metodologia e risultati ottenuti.
    Grazie comunque.

  3. 40
    lorenzo merlo says:

    Con “camera deputati tamponi” ho trovato pari video, tutti con immagini illeggibili.
    Magari da qui si può proseguire: https://www.youtube.com/watch?v=R-LhOzV_wa0

  4. 39
    Giuseppe Balsamo says:

    Interessante.
    Merlo, sai se i risultati di queste analisi siano consultabili da qualche parte?
    Nel video le immagini mostrate sul monitor non sono intelligibili, e l’esposizione mi sembra un pò confusa…

  5. 38
  6. 37
  7. 36
    lorenzo merli says:

    Ho sentito parte del tg2 dopo tempo immemore. Il ministro scevolamente garantiva la sicurezza del vaccino Astrazenica e naturalmente dei suoi fratelli. Da quanto poi diceva un emissario delle Istituzioni si poteva dedurre che una percentuale di rischio era contemplata.
    Nessun commento in merito alla contraddizione durante la parte del tg dedicata ai vaccini. Anzi. Servizi che non confermavano alcuna relazione tra morto e effetti collaterali. E sul vaccino come unico solo rimedio al grande male. Nessun accenno alla possibilitá di curarsi in casa e come fare.  Su come rinforzare il sistema immunitario. Sul 4 certi effetti collaterali che prima non esistevano nel senso che venivano esclusi ora esistono e sono diventati una normale razione. 
    Ascoltare certe cose è un malore che non viene alla maggioranza. C’è qualcosa da capire. La pazzia pare l’abbia già contagiata ed è tutta sintomatica: non batte ciglio. 
     
    https://www.databaseitalia.it/fermate-le-vaccinazioni-o-sara-una-catastrofe-lettera-aperta-alloms-di-geert-vanden-bossche-virologo-ed-esperto-di-vaccini-ex-senior-gavi-e-bill-melinda-gates-foundation/

  8. 35
  9. 34
    lorenzo merlo says:

    Campagna vaccinale: “Stiamo lavorando per voi”.
    https://luogocomune.net/21-medicina-salute/5729-vaxxed-ii-sub-ita#comments

  10. 33
    Giuseppe Balsamo says:

    @31 Non è certamente obbligatorio vedere i -36 dappertutto (ma il non vederli non implica che non ci siano).
    L’articolo propone una delle possibili chiavi di lettura degli eventi. Chiave che può adattarsi più o meno bene al buco di serratura attraverso il quale crediamo di comprenderli.
     
    @32 Articolo e annesso titolone acchiappalettori, pessimi (a mio parere).
    Per (provare a) capirci davvero qualcosa (se si ha questo obiettivo), suggerisco la lettura diretta su Science:
    science.sciencemag.org/content/371/6530/741
     
    Il report (non l’articolo) è molto interessante, ma lo prenderei con cautela. Espone una teoria e vi sono dei limiti, evidenziati chiaramente nel materiale pubblicato su Science.

  11. 32
  12. 31
    lorenzo merlo says:

    Se lo sprito critico è magnetizzato dai -36 è proprio critico.
    Qui ci sono sicuramente altri -36, anche se io non ne ho visti: https://comedonchisciotte.org/i-5-modi-con-cui-vi-fregano-e-vi-fanno-vaccinare-contro-il-covid/

  13. 30
    Giuseppe Balsamo says:

    Interessante questo Club-36, non lo conoscevo. Sai se oltre allo statuto hanno anche la stretta di mano segreta ? 🙂
     
    Comunque, ci sono molti modi di applicare a quanto ci viene proposto l’esercizio del proprio spirito critico.
    Compreso quello di non applicarlo affatto (se il nostro pregiudizo è confermato, perchè approfondire ?).
     
    P.S. Se fosse solo per le c.d. imperfezioni dell’articolo, scenderebbe la catena già a sentir parlare di ozono come ossigeno rinforzato.

  14. 29
    lorenzo merlo says:

    Evidenziare le imperfezioni di un articolo per ridurre la voce che esprime è nello statuto del Club-36. 

  15. 28
    Giuseppe Balsamo says:

    “Club -36”
     
    In che senso ?

  16. 27
    lorenzo merlo says:

    “Club -36”

  17. 26
    Giuseppe Balsamo says:

    Farabutto non saprei.
    Quanto a certezze granitiche mi pare che ne abbia parecchie anche lui da propinare. Forse meglio cambiare medico ?P.S.
    @24 Il dubbio che le conclusioni alle quali giunge l’articolo siano del tutto o in parte errate, nemmeno sfiora.
    Interessante…

  18. 25
    lorenzo merlo says:

    Di farabutti è pieno il mondo. Scegli il lato da guardare.
    https://www.ravennaedintorni.it/societa/2021/03/05/dottore-mascherina-vaccini-luca-graziani/

  19. 24
    lorenzo merlo says:

    Se viene il dubbio lo si può esprimere?
    Se sì, non è che le autorità italiane/ritardo campagna vaccinale si nascondano dietro la mancanza di pianificazione/organizzazione solo per mettere in campo un diversivo?
    Non è che la verità è che prima vogliono capirci qualcosa?
    https://comedonchisciotte.org/israele-laboratorio-del-mondo/

  20. 23
    Alberto C. says:

    In risposta a Lorenzo. Al contrario! E’ molto pertinente e ancora molto più pertinente! Così come lo è questa info: https://numero6.org/medicina-e-scienza/pillole-di-in-coerenza-il-caso-crisanti/?aff=annaturletti
    21

    lorenzo merlo says:
    3 Marzo 2021 alle 7:13
    Non tanto pertinente ma molto pertinente.https://www.ariannaeditrice.it/articoli/le-multinazionali-del-farmaco-lavorano-per-la-nostra-salute

  21. 22
    albert says:

    A scuola ,nei programmi di scienze, si dovrebbero pure tenere  seminari a carattere civico ed educativo, ( Tabagismo, droghe e farmaci, sessualita’ ..storia dellamedicina, traumatologia , pronto soccorso ecc).. come programmazione ordinaria e non un martellemento solo quando scoppia un Covid, un  Sars.Non certo pietose settimane della creativita’ stile “la corrida”o tornei  di calcetto ” “docenti contro studenti”
     Con fatica ho trovato una statistica estesa agli ultimi 20 anni su epidemie annuali della normale influenza, di solito al  massimo di diffusione tra gennaio e febbraio. Assommando    decessi,  saturazione  reparti di  ospedali,  malattia di personale sanitario sul piu’ bello del picco,  ore lavorative perse,  era pur sempre una bella botta   .Pero’ essendo  i casi diluiti., non ci  badava quasi piu’ nessuno.
    Rimanevano invendute o in  frigo le scorte di vaccino antinflluenzale aggiornato alla variante, da buttare via per l’anno dopo.
    Ad un responsabile sanitario medico di RSA e’stato chiesto”Quanti casi nella sua struttura? r:” Manco uno” 
    Cronista col microfono “Che  fortuna!””
    ” Fortuna un corno.Io applico le direttive antinfluenza stagionale   ed ho fatto scorte di mascherine, tute , guanti, disinfettanti come candeggina ed alcool ed  altro , scorta di   antipiretici e antinfiammatori e altro,  se occorre  chiudo lolimitolelvisite esterne . Se il personale-debitamente istruito e aggiornato e messo poi in allarme,   sgarra ..non giro latesta  dall’altra parte ,gli faccio prima ammonizione scritta e poi se continua..sospensione ..fino al  licenziamento ”
    Da non dire , solo da pensare : quando poi ad un dirigente il personale chiede permessi  o favori, ferie nel periodo desiderato( non e’ obbligo del datore del lavoro corrispondere al periodo , solo al monte giorni) , terrei conto .. di tanti aspetti , anche del volontario vaccinamento .Se e’ falcoltativo, chapeau!,  mi inchino alla legge, sulla privacy anche,  ma poi sul facoltativo discrezionale  che compete alla  mia funzione dirigenziale  mi muoverei anch’io.

  22. 21
  23. 20
    Alberto C. says:

    ….infatti si parla sempre più spesso di “tempeste citochiniche” indotte per reazione, dal nostro sistema immunitario…
    https://numero6.org/newsletter/morris-tramite-le-interviste-a-vari-dottori-spiega-la-verita-nascosta-dietro-al-moscone-virus/?aff=annaturletti 

  24. 19
    Geri Steve says:

    @17
    Roberto, adesso la cosa importante è augurarsi che il tuo caro amico ce la faccia: me lo auguro di cuore.
    La ricerca va con tempi diversi da quelli della malattia del tuo amico; ciò che è certo è che c’è ancora molto da capire su questa nuova malattia e che insieme ai vaccini ci hanno propinato una versione semplicistica di un problema complesso.
    Il fatto è che le malattie gravi e le morti non sembrano provocate direttamente dal coronavirus, ma da un eccesso di reazione del nostro sistema immunitario; forse addiruttura da una reazione sbagliata, una reazione auto immune per cui il nostro sistema immunitario attaccherebbe, oltre alle cellule infette, anche nostre cellule sane.
    Sono cose che verranno certamente capite, ma non in tempi brevi.
    ciao e ancora auguri per il tuo amico,
    Geri

  25. 18
    lorenzo merlo says:

    Non so dove si annidi qui la quota -36. Sarà illuminante la vs ricerca. So peró che c’è una quota +59’ dedicata agli astinenti da vaccino. https://numero6.org/intervista/intervista-a-barbara-balanzoni-testimonianza-da-chi-e-in-prima-linea/

  26. 17
    Roberto Pasini says:

    Ho saputo ieri sera che il mio compagno di montagna in gioventù e poi di dieci anni di barca è intubato a Dubai dove era andato a trovare la figlia che lavora lì. Uomo di montagna e di mare, 73 anni, il ritratto della salute e di una vita nella natura. Non posso fare altro che coltivare nel mio cuore una calda e laica speranza La fredda ragione è piena di dubbi e di domande e aspetta di leggere senza pregiudizi qualche documentata risposta magari proprio da quel paese che per i cristiani è la culla della Speranza da 2000 anni. Ciao.

  27. 16
  28. 15
    Geri Steve says:

     
    Roberto,
     
    quello non è un articolo scientifico pubblicato da Nature dopo un adeguato referaggio, ma soltanto una new, cioè una “notizia” in cui si riferisce cosa sostengono alcuni ricercatori non identificati, alcuni in Israele e altri in UK.
     
    Questi ultimi (UK) dichiarano un fatto decisamente interessante: sarebbe stato osservato un calo di contagi in un gruppo di 13000 vaccinati rispetto ad un altro gruppo di 33000 non vaccinati.
     
    Peccato che manchino molti dati essenziali: il criterio con cui sono stati selezionati i due gruppi, se questi erano comparabili per età, per stato di salute e per luogo, perchè questi individui comunicavano i loro dati, quanto è durato il periodo di osservazione e se era lo stesso per i due gruppi… Così com’è vale quanto un qualsiasi pettegolezzo, che però potrebbe anche riferirsi ad uno studio valido che forse qualcuno pubblicherà. Vedremo.
     
     
    Le “notizie” da Israele sono ancora più pasticciate, però chi le riporta ha avuto l’onestà di riportare anche le giustissime critiche.
     
     
    Certamente il caso Israele sarà ben documentato e ben analizzabile, a meno che…
     
    Si dice che Israele abbia ottenuto da Pfizer le tante dosi necessarie per una rapida vaccinazione di tutta la popolazione (palestinesimi compresi) proprio in cambio della cessione dei dati del monitoraggio post vaccinazione.  Non vorrei (mi sembrerebbe troppo, ma non si sa mai…) che ci sia un contratto per cui Israele cederebbe quei dati a Pfizer in esclusiva.
     
    Sperando che non sia così, fra qualche mese dovrebbe uscire una analisi attendibile dei diversi effetti della vaccinazione in Israele, fermo restando che non disponiamo e non disporremo di un altro Israele da utilizzare come campione di controllo.
     
    Come dici tu: aspettiamo conferme o smentite
     
    Geri

  29. 14
    Roberto Pasini says:

    Ho trovato il riferimento originale. Citato oggi dal saggio Remuzzi sul Corriere. Coltiviamo la speranza, aspettando conferme o smentite.https://www.nature.com/articles/d41586-021-00316-4

  30. 13
    Giuseppe Balsamo says:

    Grazie Geri per le precisazioni, e in particolare riguardo all’ultimo punto del tuo commento.
    Avevo scritto “contro il SARS-COV-2” pensando agli anticorpi di cui i vaccini dovrebbero stimolare lo sviluppo e al loro bersaglio (il virus),  ma, allo stato attuale, è decisamente più corretto il tuo ragionamento.
    E’ meglio chiamarli vaccini contro la COVID-19, almeno per ora.

  31. 12
    Geri Steve says:

     
    @ 5
    Giuseppe,
    sulla mia citazione di REPORT hai ragione tu: io ho scritto a memoria e ho sbagliato. Complimenti per la tua attenzione e per la tua ricerca.
    Ho rivisto adesso e preciso:
     
    Doshi ha dichiarato che le diverse agenzie hanno richiesto alle ditte produttrici di testare l’efficacia dei vaccini su almeno un campo: trasmissione e malattia, e che tutte le ditte hanno scelto soltanto la malattia.
    Un intervistatore ne ha chiesto conto a Rasi (EMA) il quale ha incredibilmente risposto che per richiedere di testare anche l’efficacia della trasmissione con un tampone settimanale ci voleva “il senno di poi” !
    Effettivamente Zaks è di Moderna, e non c’è intervista ma solo una sua foto con lettura di quanto dichiarato al BMJ in cui lui afferma che tamponare ogni settimana 30.000 persone sarebbe stato insostenibile (unteneable), riferendosi  alla insostenibilità -in termini di costi -di quelle operazioni di tamponamento.
    “Our trial will not demonstrate prevention of transmission,” Zaks said, “because in order to do that you have to swab people twice a week for very long periods, and that becomes operationally untenable.”
    Nota che per amplificare gli insostenibili costi Zaks li esagera parlando addirittura di due tamponi settimanali.
     
    Poi Zaks cambia argomento e tocca il problema della scarsa significatività dei dati di malattia affermando che per avere dati significativi sarebbe servito un campione dieci volte più grande, con il solito insostenibile aumento di costi.
    Così dicendo Zaks evita di affrontare l’obiezione di Doshi il quale giustamente sostiene che senza alcun costo aggiuntivo, semplicemente mettendo a disposizione tutti i dati rilevati ma non elaborati (i dati grezzi, compresi quindi anche i malati lievi) si potrebbe capire che l’efficacia contro la malattia sarebbe inferiore a quanto dichiarato.
    Più avanti, toccando il problema della durata della fase sperimentale, Zaks dice il vero affermando che su tutte quelle decisioni hanno avuto il loro peso le agenzie di controllo: a decision where FDA and NIH will also weigh in.
     
    In parole semplici e chiare:
    è ovvio che fare bene le sperimentazioni costa, e se le agenzie di controllo certe cose importanti (come la misurazione dell’efficacia nell’ostacolare la trasmissione) non le pretendono, perchè mai una singola ditta dovrebbe sostenerne i costi rischiando pure di trovarsi penalizzata rispetto alla concorrenza?
    Del resto le agenzie e i governi non richiedono neanche cose importanti e a costo zero come  la pubblicazione completa di tutti i dati (compresi quelli negativi) e la pubblicazione dei contratti di finanziamento e di fornitura.
     
     
    @ 10
    Roberto,
    Scusa, non ho visto l’articolo, che comunque credo riguardari il solo vaccino Pfizer.
     
    Quello della trasmissione dell’infezione è argomento importantissimo su cui purtroppo sappiamo ancora troppo poco. Che io sappia, non è ancora stato standardizzato un metodo di misura della carica virale di un portatore, mentre quella misurazione dovrebbe essere alla base di quella ricerca e di qualsiasi altra ricerca e controllo degli individui superdiffusori.
     
    Pensa che il famoso “un metro di distanza” è relativo alla teoria della propagazione soltanto via goccioline (droplets) mentre non è afffatto esclusa (anzi: provata ma non quantificata) la trasmissione a lunga distanza via aereosol.
    Pensa quanto quella trasmissione può essere rilevante negli impianti di aria condizionata.
     
    La (giusta) corsa ai vaccini ha purtroppo oscurato molti altri aspetti forse più rilevanti che però producono meno onori e meno profitti.
     
    @ 11
    Giuseppe, ti leggo adesso.
    Concordo appieno con te sul fatto che ci vorrà tempo per capire sull’efficacia dei vaccini, soprattutto nel tempo e sulle varianti.
     
    Per quanto detto dovresti chiamarli vaccini contro la covid-19, cioè contro la malattia, e non contro il virus Sars-cov-2, altrimenti mi rimangio i complimenti per la tua attenzione.
    Fermo restando che è lecito sperare che siano anche efficaci contro la trasmissione del coronavirus.

  32. 11
    Giuseppe Balsamo says:

    Pasini, Israele è il Paese sul quale ultimamente si è concentrata attenzione, avendo una popolazione numericamente significativa ed essendo molto avanticon le vaccinazioni (in rapporto al numero di abitanti) contro il SARS-COV-2.
    Da là (giustamente) cominciano ad arrivare i primi studi sugli effetti nella popolazione reale.
    I primi segnali paiono incoraggianti.
    Ma (mia personale opinione) è ancora troppo presto per trarre conclusioni robuste.

  33. 10
    roberto.pasini@mondaymorning.it says:

    Oggi il Corriere riportava questo studio israeliano su vaccini e capacità di trasmissione. Cosa ne pensate ? I link ai documenti originali sono nell’articolo. 
    “Nuovo studio sui dati di Israele: la carica virale dei vaccinati si riduce molto. Il vaccino quindi abbassa la capacità di trasmissione del virus, dato che (secondo un’altra ricerca) la quantità di virus contribuisce a infettare più della presenza di sintomi” 

  34. 9
    Giuseppe Balsamo says:

    @5
    Geri, sono d’accordo con quanto hai scritto nel tuo (interessante) commento ma il riferimento a REPORT non mi torna.
    Suppongo tu intenda la trasmissione andata in onda il 25/1 “NELLE MANI DEL VACCINO”, dove viene sollevata la tematica del vaccino in relazione alla diffusione dei contagi.
    (Visibile qui: rai.it/programmi/report/inchieste/Nelle-mani-del-vaccino-e9be7be5-66ff-49e2-b502-2b939f73e2b5.html)
     
    Il servizio è interessante e generalmente ben fatto (a mio parere), ma il tizio a cui viene chiesto il perchè non sono stati rilevati gli asintomatici durante il trial, non è il CEO di Pfizer (Albert Bourla) come hai scritto tu, bensì il capo dipartimento medico Moderna, Tal Zaks.
    Se capisco bene, nella sua risposta Zaks parla di “operationally untenable” (insostenibilità operativa) nell’eseguire i tamponi alle medesime 30000 persone, per due volte alla settimana, per tutti i mesi di durata dello studio (a titolo di esempio, oggi l’intera Lombardia ha eseguito circa 20000 tamponi molecolari).
    E’ una giustificazione ragionevole ?
     
    Il discorso economico è invece riferito a realizzare uno studio su 300000 persone invece di 30000 (con complicazioni aggiuntive non solo economiche), e non all’extra-costo che avrebbe comportato fare anche i tamponi.
    L’intervista è riportata qui: bmj.com/content/371/bmj.m4037 (editoriale interessante per gli interrogativi posti).  
     
    Infine, sui monoclonali suggerirei cautela.
     
    P.S. Riguardo all’articolo su Totem&Tabù, i concetti espressi dal Consiglio d’Europa sono molto interessanti.
    Il cappello di introduzione, invece, è (a mio parere) pessimo. Compresa la perla finale dello stato di pandemia mai approvato dagli organi competenti.

  35. 8
    lorenzo merlo says:

    Il solito fanatico disfattista. (corsivo)

  36. 7
    Alberto Benassi says:

    piuttosto direi uno che si fa domande.

  37. 6
    lorenzo merlo says:

    Il solito fanatico disfattista.

  38. 5
    Geri Steve says:

    CORONAVIRUS – 34
    LA BUGIA DEI VACCINI CHE FERMEREBBERO LA DIFFUSIONE DEI CONTAGI.
     
    E’ noioso ma necessario ripeterlo, perchè da Mattarella in giù sono in tanti che affermano e ripetono questa bugia, cosicchè tanta gente ci crede. Ci sono perfetti imbecilli che ci spiegano che il vaccino è la soluzione, citando vaiolo e poliomelite, come se tutti i vaccini fossero uguali.
    Ci sono persone che in buona fede ma pessima conoscenza affermano il dovere di vaccinarsi per fermare la pandemia. Alcuni parlano di dovere morale e molti invocano l’obbligo legale.
     
    Nè i produttori di vaccini nè le diverse agenzie di autorizzazione hanno colpe dirette: tutti, per ogni vaccino anticovid, hanno dichiarato che nessuno ha raccolto dati che dimostrino che quel vaccino impedisca o rallenti la diffusione del coronavirus.
     
    In realtà di colpe ne hanno almeno due:
    – nel non aver previsto la raccolta e quindi di non aver raccolto dati epidemiologici sull’effetto del vaccino in questione sulla trasmissione  del coronavirus
    – nel non aver mai smentito i tanti che in TV, giornali, internet, truffano la gente affermando il contrario.
     
    Va affermata chiaramente un’altra cosa: IL FATTO CHE NON ESISTANO DATI A SOSTEGNO DELLA EFFICACIA DEI VACCINI CONTRO LA TRASMISSIONE DELL’INFEZIONE NON DIMOSTRA CHE IN QUESTO I VACCINI SIANO TOTALMENTE INEFFICACI.
    SIGNIFICA PERO’ CHE NOI NON SAPPIAMO SE E QUANTO SIANO EFFICACI CONTRO LA DIFFUSIONE.
     
    E’ lecito sperare che i vaccini riducano la diffusione? Certamente, ma è una speranza che fra l’altro si scontra con la complessità del problema: potrebbero avere una certa efficacia su una variante del coronavirus e diverse (anche nulle) su altre. Oltre alle differenze fra varianti, ovviamente entrano in gioco anche le differenze fra i vaccini. Tutte cose su cui non si sa niente.
     
    L’ottima trasmissione REPORT ha intervistato il CEO (l’Amministratore Delegato) di Pfizer il quale ha candidamente affermato che quell’azienda (come anche tutte le altre) non si è posta il problema perchè nelle fasi sperimentali sarebbe stato troppo costoso tamponare sistematicamente i vaccinati per sapere se e quanto si infettavano.
     
    Ovviamente i costi sono un problema reale, ma quella tirchieria è scandalosa se si considerano i finanziamenti pubblici a ditte private, gli scandalosi contratti segreti e gli enormi guadagni privati dei produttori di vaccini.
     
    Gli ottimisti credono che se quei dati non sono stati raccolti in fase 3 li si potrà raccogliere in fase 4, cioè nell’attuale fase di vaccinazione di massa: si vedrà se le vaccinazioni fermeranno o no la  diffusione.
     
    Anche qui si sottovaluta la complessità del problema: ci capiremmo qualcosa soltanto se tutti i vaccini fossero efficaci contro la trasmissione di tutte le varianti del coronavirus.
     
    Attualmente sono in circolazione tre vaccini occidentali, più quello cubano, russo, cinese e forse già anche quello indiano, mentre le varianti, dopo quella inglese, sudafricana e brasiliana, sono in sicuro e rapido aumento.
     
    Il non aver raccolto quei dati durante la fase sperimentale 3 ha provocato un danno grave alla conoscenza di questa malattia comparsa da più di un anno ma di cui sappiamo ancora poco.
     
    L’aver esagerato l’efficacia dei diversi vaccini contro la malattia e millantato (ripeto senza colpe dirette dei produttori) l’efficacia contro la diffusione ha dirottato soldi ed energie  sulla produzione dei vaccini penalizzando però la ricerca sulla malattia e le sperimentazioni di terapie.
     
    Se come sembra (ma non ancora sufficientemente dimostrato) gli anticorpi monoclonali fossero altamente efficaci basterebbe tenere sotto controllo (con sistematici tamponamenti) tutta la popolazione a rischio e intervenire prontamente per azzerare la mortalità.
     
    Il che ridurrebbe di molto il problema, anche se esiste un altro preoccupante aspetto ancora poco noto, provvisoriamente chiamato long covid. Si tratta di gente guarita dall’infezione, cioè negativizzata ai tamponi, ma che continua a star male a lungo, forse per sempre.
     
    C’è ancora molto da capire.
     
    Ieri è morto Franco Marini, ufficialmente guarito dalla covid; come anche Giorello e tanti altri non rientrerà nel conteggio ufficiale dei morti per la covid.
     
    C’è anche tanta verità statistica da ricostruire.
     
    Geri
     

  39. 4
    Alberto C. says:

    Concordo con Lorenzo, sulla questione del tasto di spazio…magari è proprio (volutamente) non considerato….

  40. 3
    lorenzo merlo says:

    Ti si è rotto – da un po’ – il tasto spazio.

  41. 2
    albert says:

    Intanto bisogna produrli..che non succeda come per il vaccino inflluenzale di stagione 20-21, ricercato da molti PERSINO DISPOSTI A COMPRARSELO  IN FARMACIA CON I PROPRI SOLDI,MA   INSUFFICIENTE AL FABBISOGNO nella   fascia di mesi utili e poi arrivato in ritardo FUORI TEMPO MASSIMO,NON piu’immagazinabile per il prossimo anno forse,  calcolano milioni di euro gettati.Scrivere documenti e regole e’ facile, basta pigiare tasti , i principi dovrebbero essere gia’ stati agli atti  per qualsiasi pandemia dal nome  ignoto, ma  sperimentare e produrre a spron battuto e’altra musica.
    Agli esordi del Covid  trovai sul web  documenti circa le precauzioni  per pandemia infuenzale:riducendo all’osso erano mascherine, lavaggio mani e oggetti contattati,distanziamento, vaccinazione non obbligatoria.Un documento Svizzero era di 30 Pagine molto schematiche, quello Italiano un  blocco di 150 circa in burocratese, il succo era lo stesso e..in molte  rsa e luoghi di cura, allegramente disapplicato o poco preso sul serio. Piccolo particolare: i corridoi e bagni e baretti e distributori interni agli ospedali simili a suk, con allevamenti di germi e virus e loro diffusione attraverso migliaiadi scarpe , mani .Nelle sale d’aspetto manifesti e dispensatori di gel igienizzante anche prima del covid, nei bagni poster  invitanti a lavarsi le mani..e poi utenti che uscivano ancora conlalcerniera aperta e strusciantisi le mani sui vestiti.Altro che  non_Vax, molti ancora non credono a germi e virus e nemmeno a insetti e parassiti.Prov a ne nsia che  si e’ gettat alalcolpa ai Pipistrelli   cinesi, mentre il guano di piccioni e i loro corpi in putrefazione  in citta’ non destano rimostranze di massa e chiprotesta sitrov a acombattere contro animalistiad oltranza ed  autorita’ che per non scontrarsi con questi fanno orecchio da mercante. vengonocollocate leltrappole dispensatrici di  bocconavelenaticontroi ratti e contemporaneamente altrimettono a disposizione dei medesimi avanzi di cibo.Tutto  all’insegna insegna del “SIAMO LIBERI, NON SIAMO OBBLIGATI AD OBBEDIRE E NEPPURE A LEGGERE  E CONOSCERE.”
     
    Assicurare..comunicare..sostenere..adottare ,sviluppare, astenersi ecc MA CHIDEVE FARLO? E SE NON SIFA COSA SUCCEDE?ISRAELE HA COMPRATO A PREZZO MAGGIORATO, ATTINGENDO A FONDI MILITARI PRONTAMENTE DISPONIBILI E VACCINATOA MANETTA.NOI SIAMO STATI PRODUTTIVI DI TRASMISSIONI ED INTERVISTE E CRONOPROGRAMMI TEORICI  E BLA BLA BLA.Preoccupiamoci intanto dei volenterosi disposti a vaccinarsi e magari  pure a comprarsi il vaccino a 10..100 volte tanto pur di lavorare  e dei dubbiosi e certificatini solo in seguito.

  42. 1
    lorenzo merlo says:

    Se un istituto di questa portata si preoccupa di dare informazione comunitarie fa il suo lavoro ordinario.
    Se la preoccupazione si estende al campo giuridico-legislativo-etico-politico-democratico è preoccupante.
    Non perché lo faccia: a suo modo è pregievole.
    Piuttosto perché i suoi destinatari sono trattati alla stregua di bimbi da tenere per mano.
    Ma anche questo a suo modo resta pregievole.
    È il sottinteso che preoccupa. E conta.
    Siamo in mano e a rischio di restrizioni. Sennò perché un istituto di tale portata dovrebbe preoccuparsi di allargare il proprio pensiero al campo giuridico-legislativo-etico-politico-democratico.
    Preoccupazioni beninteso, che non contano nulla per i radical-chic benpensanti. Quelli che davanti a considerazioni meno glassate delle proprie provano fastidio.
    Proprio loro i benpensanti che credono di non avere responsabilità sullo stato temibile delle cose.

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