Vie in ritardo

Causa la lunghissima vita di arrampicata, la conseguente massa di ricordi e soprattutto il non aver mai attribuito eccessiva importanza a quanto da lui realizzato, l’amico Antonio Bernard si è risolto recentemente, previa gradita telefonata, ad inviarmi del materiale da tempo rimastogli nel cassetto.

Si tratta di due itinerari aperti da Bernard con nientemeno che Graziano Feo Maffei, ovviamente ancora nel secolo scorso.

Nella telefonata mi ha detto che ben pochi sono a conoscenza di queste due vie, della quali non gli risulta che il Feo abbia mai pubblicato la relazione, nonostante che se ne fosse preso incarico.

Lascio ad altri il compito di indagare a questo proposito, e mi limito a pubblicare quanto lo stesso Antonio Bernard mi ha inviato qualche giorno dopo.

Vie in ritardo
di Antonio Bernard

Ciao Alessandro,
ti invio: 1) relazione verbale della via alla Torre dell’Amicizia (così l’ha battezzata Graziano) – 2) schizzo della via dei Diedri Nord – 3) fotografia della parete del Sas da le Undesc con tre vie.

Quella a sinistra è una via alla Punta Salvanes che ho aperto con Mario Vigo (lo stesso che aprì la via Nino Marchi alla Pietra di Bismantova). Si tratta di una via su roccia molto buona, già ripetuta e meglio sistemata da Marco Furlani.

Quella al centro è la via dei Diedri Nord.

Quella a destra è la via alla Torre dell’Amicizia. Le vie aperte con Graziano sono rimaste abbastanza chiodate, anche se non del tutto. Le loro classificazioni sono state fatte molti anni fa con la scala chiusa. La relativa fotografia ha i tracciati fatti a matita come usava un tempo e non con il power point, per cui sono meno belli, però dovrebbero essere precisi (siamo intervenuti noi della Redazione per renderli più visibili, NdR).

La parete nord-ovest del Sas da le Undesc (Monzoni). A sinistra, via Bernard-Vigo alla Punta Salvanes; al centro, via dei Diedri; a destra, via alla Torre dell’Amicizia.
Graziano Feo Maffei

Per tua conoscenza, già che ci sono, ti invio anche la relazione di una vietta nuova (un centinaio di metri) che ho aperto tre anni fa alla discreta età di 78 anni, con Francesco Profico. Non è niente di speciale, però la roccia è senz’altro buona e, soprattutto, la parete con un fronte di circa 200 metri era completamente inviolata. Si trova sul Sas Morin, ben visibile dal rifugio Vallaccia. Quest’anno ho visto che Alberto Salogni (della Valle di Fiemme) ha tracciato un’altra via ad appena 5/6 metri a sinistra, con una logica secondo me discutibile per via dell’eccessiva vicinanza. Comunque, complimenti anche a lui per la passione che sta dimostrando da decenni.

Ciao, Antonio.

Sas Morin, via del Lares

Sas da le Undesc 2517 m (gruppo della Marmolada, sottogruppo Vallaccia)
Sperone nord-ovest
Via alla Torre dell’Amicizia (nome proposto)
Graziano Maffei e Antonio Bernard (alternati) il 29 luglio 1976. Difficoltà: fino al VI+ con passi di A2 (classificazioni con scala chiusa!). Dislivello: 500 m. Chiodi di passaggio in maggioranza lasciati. Solo alcune soste sono attrezzate.

Dal bivacco Zeni portarsi sulla grande cengia erbosa che corre in direzione dello spigolo nord-ovest, percorrerla e portarsi in discesa sotto grandi strapiombi gialli. Attacco.

Salire una fessura che solca gli strapiombi (S1;35 m; VI-, passi A2; 20 chiodi, sosta su staffe).

Superare un piccolo tetto (A2 e VI+) poi più facilmente per un caminetto friabile ad una nicchia (S2; 15 m; 6 chiodi).

Antonio Bernard

Superare il tetto della nicchia (A2) raggiungere un secondo tetto (V+) e superarlo (VI+, passo A2), poi proseguire per fessura (VI-) (S3; 20 m; 4 chiodi).

Proseguire per il camino con strozzatura (S4; 20 m; V, 1 passo VI, 1 chiodo).

Continuare per camino, finché si allarga e ci si porta sul suo lato sinistro (S5; 40 m; IV-, poi IV+, friabile).

Montare in alto a sinistra sul filo della costola (S6; 40 m; III e IV).

Proseguire per il filo della costola (S7; 40 m; III).

Scavalcare una torre e raggiungere una forcella (S8; 30 m; III).

Salire un camino per 15 m, poi attraversare a destra sul filo dello spigolo (S9; 30 m; III e IV).

Superare direttamente la placca liscia sovrastante, poi obliquare a destra alla sosta (S10; 35 m; VI-, poi III; 1 chiodo, tolto).

Puntare al filo dello spigolo (S11; 35 m; III+).

Direttamente per rocce articolate (S12; 35 m; IV).

Ancora sullo spigolo di roccia ottima (S13; 35 m; IV e IV+).

Raggiungere una cengia sotto un muro giallo e superarlo per placca liscia e friabile (S14; 30 m; VI il muro; 1 chiodo tolto).

Attraversare la grande cengia sotto il salto terminale (S15; I).

Raggiungere per un diedro e una breve traversata a destra una fessura che taglia il salto finale (S16; 30 m; V- e IV).

Proseguire per fessura (S17; 40 m; IV+).

Raggiungere la cresta sommitale (S18; 60 m; II).

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Vie in ritardo ultima modifica: 2023-09-19T05:57:00+02:00 da GognaBlog

5 pensieri su “Vie in ritardo”

  1. 5
    Alberto Benassi says:

    grazie per la risposta.

  2. 4
    Bernard Antonio says:

    Fra la via dei Diedri Nord e quella alla Torre dell’Amicizia avrei dei dubbi su quale consigliare. Forse la seconda, in quanto la prima parte dei Diedri Nord potrebbe essere bagnata. I diedri Nord, però, presentano difficoltà sia in basso che in alto, mentre le difficoltà sulla Torre dell’Amicizia sono concentrate nei primi 100 / 150 metri, dopo si viaggia veloci.

  3. 3
    Alberto Benassi says:

    Grazie Antonio.
    Una domanda: tra la via dei Diedri Nord e la Via alla Torre dell’Amicizia , quale consiglieresti?

  4. 2
    Antonio Bernard says:

    A proposito delle “vie in ritardo” vorrei specificare che le relazioni che ho inviato sono state da me redatte a memoria e ad una notevole distanza di tempo dalla  salita, per cui potrebbero non essere precise. Il tracciato sulle foto, invece, è attendibile. Questo per eventuali ripetitori. Antonio Bernard

  5. 1
    Alberto Benassi says:

    Nel  regno della Vallaccia ho seguito le orme di Bernard e Vigo alla punta Salvanes con la rotta tracciata da Marco Furlani sulla sua guida.

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