“Caro Carlo, anche tu ci hai lasciato e in momenti come questi ci mancherà ancora di più la tua ironia e la tua forza nell’affrontare questo schifo di mondo. Facile dire andremo avanti anche per te, speriamo di riuscirci. Un abbraccio (Roberto Rep Repossi)”.
Carlo Monguzzi
(l’ambientalista milanese «spina nel fianco» del centrosinistra)
Appassionato e affascinato dalla politica e dall’ambientalismo, sempre in prima fila alle manifestazioni di Milano, consigliere comunale di Europa verde e storica figura ambientalista, Monguzzi ha una lunga carriera in politica, intimamente legata alla sua città, Milano.
Nel 1980 ha contribuito alla fondazione di Legambiente e dal 1990 in poi è stato eletto più volte consigliere regionale in Lombardia. Nel 2011 era approdato in consiglio comunale di Milano con il Pd di Giuliano Pisapia, per poi essere rieletto nel 2021 con Europa Verde nella maggioranza del sindaco Beppe Sala.
Dalla prima legge sulla raccolta differenziata, al primo Piano Aria contro lo smog, Monguzzi era un combattente. Tra le sue battaglie anche quelle contro il traffico illecito dei rifiuti, contro l’abbattimento degli alberi, contro la caccia, contro la cementificazione del territorio e il consumo di suolo e per la trasparenza nella gestione della cosa pubblica. Tante lotte che non ha mai smesso di portare avanti, fino alla fine. Nonostante fosse consigliere comunale con la maggioranza, in questi anni non ha risparmiato critiche alla giunta di Sala. Tra tutte, la scelta di vendere lo stadio di San Siro e le politiche green della città come l’Area B.
Monguzzi, però, non parlava solo di ambiente. Tra le sue ultime battaglie c’è stata quella per la guerra a Gaza che definiva un genocidio. In Consiglio comunale si era presentato con una bandiera palestinese in segno di protesta. Su Instagram, invece, l’ultimo post ricorda la sua ultima vittoria: un ricordo dell’anarchico Pino Pinelli a cui era riuscito a far dedicare una via nella zona di San Siro. Non è, però, potuto presenziare alla cerimonia di intitolazione a marzo perché era ricoverato (la Redazione).
E’ morto Carlo Monguzzi
di Chiara Baldi
(pubblicato su milano.corriere.it il 13 aprile 2026)
Carlo Monguzzi non c’è più: il consigliere comunale dei Verdi, ex Pd, ex assessore regionale, eterno combattente di battaglie che a molti sembravano già perse in partenza, colui che non mancava mai di dire la sua quando un provvedimento assunto dal suo centrosinistra era – per lui – «sbagliato», è morto a 74 anni dopo una breve malattia, il 13 aprile 2026. Nei mesi scorsi Monguzzi era stato ricoverato più volte, negli ultimi giorni si trovava all’Hospice dell’Istituto dei Tumori.
La notizia della scomparsa è stata data dalla moglie sugli account Facebook e Instagram dello stesso Monguzzi: «Amore mio ora sei libero. Carlo non c’è più. Un uomo perbene libero coraggioso non c’è più. Sono grata alla vita per aver condiviso con te tanto tempo…ora mi sento persa e non so come fare a ritrovare la tua leggerezza che mi rendeva così serena. Grazie per esserci stato sempre. Forte solido delicato e gentile, bello. Eri così. Grazie di tutto amore mio». Monguzzi, riservatissimo nella vita privata, si era sposato nel 2021 – a 70 anni – con Silvia Ceruti.
In pochi minuti sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio, a cominciare da quello del sindaco Beppe Sala, con cui pure Monguzzi negli anni è stato molto critico (da San Siro a Area B, passando per tante iniziative che per Carlo non erano davvero ambientaliste): «Se ne è andato Carlo Monguzzi, se ne è andato un lottatore. Spesso non la vedevamo allo stesso modo, ma lo rispettavo per il suo impegno politico e il nostro affetto reciproco non è mai venuto a mancare. Avevo celebrato il suo matrimonio. Ed era l’unico che in aula consiliare si rivolgeva a me non con “Sindaco”, ma con “Beppe”. Chi non frequenta la politica non può capire come possano coesistere duri scontri pubblici e solidi rapporti privati. Anche l’ultima volta che è venuto nel mio ufficio, nei mesi scorsi, avevamo discusso animatamente e ci eravamo lasciati con un abbraccio. Un abbraccio che ricordo molto bene. Durante la sua malattia, che è progredita in un modo assurdamente rapido, mi informava delle cure. Poi non è più riuscito a farlo e ho capito. Riposa in pace, caro Carlo».
Nato a Milano il 18 settembre del 1951, si era laureato in Ingegneria chimica e poi era diventato professore di matematica. Ma è sempre stata la politica la sua grande passione. Tra i fondatori di Legambiente e dei Verdi, nel 1990 era entrato in Regione Lombardia come consigliere regionale con la Federazione dei Verdi. Dal 1993 al 1994 è stato anche assessore regionale all’Ambiente ed energia promuovendo la prima legge sulla raccolta differenziata dei rifiuti e il primo Piano Aria contro lo smog. In Regione è stato rieletto come consigliere anche nel 1995, nel 2000 e nel 2005.
Poi, non potendo più essere ricandidato al Pirellone, nel 2011 è entrato in Consiglio Comunale a Milano nel 2011 con il Pd. Partito da cui è uscito alla vigilia delle amministrative del 2021, preferendo la lista di Europa Verde, ma in questi anni non sono mancate le frizioni con i suoi due compagni di partito eletti a Palazzo Marino, per cui Carlo Monguzzi alla fine era quasi sempre una voce fuori dal coro, il «dissidente» del centrosinistra che spesso solo (o accompagnato da pochissimi altri eletti) combatteva le battaglie per coerenza e difesa dei principi. Era anche uno dei pochissimi che in Aula a Palazzo Marino aveva il 100 per cento delle presenze nelle sedute e quando gli si chiedeva perché, amava dire «Quando si prende un impegno lo si onora fino in fondo».
Chi frequentava Milano e le sue manifestazioni lo trovava sempre, con il suo pile, in prima fila alle commemorazioni per piazza Fontana – la via dedicata di recente a Pino Pinelli a San Siro è anche merito di Monguzzi – così come per il 25 aprile, o per i venerdì senza scuola dei Fridays for Future. Più di recente, dopo il 7 ottobre 2023, Monguzzi – non senza attirarsi le critiche di molti – ogni sabato era in piazza con la comunità palestinese.
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Noi invece per dare un pesante contributo alla causa palestinese da loro abbiamo mandato la Sumud Flottilla.
Tutti chi, Dix?
Io non ho detto che la brigata ebraica non abbia lasciato morti in terra d’Italia, ho detto che non erano partigiani.
Comunque le cifre ufficiali parlano di 30 morti e 70 feriti durante del ciclo operativo in Italia dal 6 marzo ’45 alla fine del conflitto, per tutte le cause…come ho scritto oggettivamente ha contribuito proprio pochino alla Liberazione.
Pix. Comunque è stato arrestato. Sono segnali simbolici, indicatori di clima. Non dimentichiamo che stiamo andando verso un periodo pre-elettorale. Tutto farà brodo nel pentolone. Ma non è inevitabile. Dipende anche molto dai messaggi che lanceranno i leader, o i presunti tali.
Peccato che Matteo abbia visto cose difformi da quello che raccontano tutti .La Brigata Ebraica ha lasciato morti sul suolo italiano per essere cacciata dai Propal alla faccia di bandiere israeliane e fantomatici accordi
@PasiniA Roma hanno sparato con una softair , le pistolette che si utilizzano per fare le finte guerre nelle apposite strutture.Se questo è tentato omicidio , io sono già morto da 20 anni.
Direi molto chiara la spiegazione di Matteo sui fatti accaduti e sintetico e giusto il commento di Benassi
Il pentolone è stato scaldato, fino a farlo diventare bollente, dalle bombe e dai carri armati israeliani che hanno spianato Gaza. A tutti è stato bene così, provvedimenti contro Israele non sono stati presi.
Franz. Mai detto che si trattava di scaramucce banali tra compagni. E’ stata una cosa brutta che ha danneggiato un bell’evento di popolo. C’è da sperare che organizzatori e parti interessate ci riflettano a scopo preventivo, perché quando certi problemi gli affronti in strada finisce sempre male. Poteva andare anche peggio sia a Milano come a Roma. Anche se a Roma probabilmente si tratta di una scheggia impazzita ma quando scaldi il pentolone non sai mai cosa viene su.
“i partigiani ebrei sono stati cacciati dalla manifestazione commemorativa , perché avevano esposto la loro bandiera “
In una sola frase almeno 3 falsità…un bel record!
1) la brigata Ebraica non era formata da partigiani, ma un corpo dell’Esercito di Sua Maestà Britannica, forte di oltre 5000 uomini che ha combattuto (poco) in Romagna a partire da marzo ’45
2) Dietro lo striscione della brigata Ebraica c’erano i forzaitalioti con bandiere di Forza Italia e Israele: le prime di un partito politico, da sempre escluse il 25 Aprile, la seconda non è la bandiera degli ebrei in generale e tantomeno della brigata ebraica, che è stata sciolta 3 anni prima della nascita dello stato di Israele e che si era convenuto non avrebbe dovuto essere esposta.
Per sovrappiù, c’erano le bandiere dell’Iran imperiale e degli USA, fotografie di Trump e Netanyahu e cartelli inneggianti a Pahvi jr, il che rappresenta un evidente sostegno all’aggressione all’Iran odierno, stona decisamente con il 25 Aprile ed è una evidente provocazione.
3) Infine lo striscione della brigata Ebraica con tutti gli annessi appena descritti, è stata entrare dalla Polizia nel percorso davanti allo striscione di apertura, impedendogli di sfilare.
Lo striscione è stato ripiegato e portato avanti (dove doveva stare), ma a quel punto chi sopraggiungeva ha iniziato a fischiare e contestare bandiere e foto e la brigata Ebraica si è rifiutata di proseguire e protetta dalla Polizia e dai City Angels ha costituito un tappo per corteo nel punto più stretto del percorso (circa tra via Boschetti e via Senato).
Dopo più di un’ora di tappo, all’aumentare della pressione del corteo (almeno 100000 persone erano dietro, non capivano perché si fosse fermi e volevano raggiungere il Duomo) la Polizia ha ritenuto che fosse il caso di esfilare i provocatori
Quindi delle due l’una: o la brigata Ebraica voleva provocare o non sapeva di quello che volevano fare chi le si è aggregato e dovrebbe stare più attenta a chi intruppa. In ogni caso li non doveva starci così ed è un’ottima cosa che sia stata allontanata dal corteo
@ Pasini
Tu ragioni come fossero banali scaramucce fra compagni , in cerca di una chioccia che infili loro un discorso , in realtà qui i partigiani ebrei sono stati cacciati dalla manifestazione commemorativa , perché avevano esposto la loro bandiera , mentre altri che non c’entravano una mazza con la resistenza italiana ( i palestinesi con le loro bandiere ) erano tollerati perché vicini all’ideologia dei partigiani “rossi”.
Certe cose bisogna anche dirle…
Govi. Che vuoi fare ognuno è figlio della sua epoca. Comunque le derive le puoi alimentare o puoi cercarle di contenere. C’è anche un problema di leadership di chi organizza e governa l’evento. Non dappertutto si è visto quello che si è visto a Milano. A Milano in questo momento il fronte progressista ha seri problemi di leadership e si vede, non solo per questo evento.
Pasini, il 25 Aprile che tu hai in mente e’ quello in cui Taviani e Boldrini, due partigiani, andavano a braccetto a spasso per Milano. Il giorno dopo il ministro Taviani tornava nel suo ufficio, al Viminale, e trovava il rapporto dei carabinieri che riportavano che Boldrini era stato a Milano, a festeggiare il 25 Aprile…
Ora e’ un po’ diverso? Direi che si vada piu’ per posizionarsi, che per condividere alcunche’. Si va con bandiere che dicono chi sei ( es. CGIL ) ma soprattutto da che parte stai, e non mi riferisco alla Resistenza. Del resto quelle che Matteo ha indicato saranno forse provocazioni, ma su temi ortogonali a quelli della resistenza. L’Anpi, il padrone di casa, supporta visibilmente le bandiere palestinesi, ma non sopporta ( o perlomeno non fa nulla per evitare che siano osteggiate ) le bandiere Ucraine…
Matteo. Mi spiace non riuscire a farmi capire. Intendevo proprio dire che se partecipi ad una iniziativa unitaria devi accettarne le regole concordate e fare un passo indietro rispetto al far valere cio’ che ti distingue e non rientra nella piattaforma comune. Putroppo c’è chi per varie motivazioni proprio non ce la fa o non lo vuole proprio fare e allora si creano i casini.
Roberto, sinceramente non ho capito bene cosa tu voglia sostenere, comunque io ritengo che le bandiere di Israele e degli USA associate a quella dell’Iran imperiale fossero un pura e semplice provocazione e che il posizionamento nel punto più stretto del percorso e davanti allo striscione d’apertura sia stato deciso appositamente per raddoppiare la provocazione (e non mi stupisce affatto che l’abbia deciso la polizia)
Infine ritegno che il corteo abbia fatto benissimo a fischiare e contestare (peraltro in maniera molto civile), fino a che anche il più stupido dei pulotti ha capito che era meglio piantarla li e tirarli fuori dalla manifestazione.
Se la brigata ebraica ha accettato di associarsi a questa compagnia di propria volontà, bene che non abbiano manifestato; se invece se li è trovati li, stiano più attenti la prossima volta.
Fu Stalin – non le alte sfere del PCI – a decidere per il niet alla rivoluzione bolscevica in Italia. Stalin ordinò e Togliatti, fedele servitore, ubbidí.
Con ogni probabilità la decisione dipese dalla Conferenza di Yalta: lí era stato stabilito che l’Italia sarebbe dovuta finire sotto l’influenza americana. In caso di rivoluzione (i.e. colpo di Stato) gli USA si sarebbero – come dire? – un po’ “arrabbiati”. A quei tempi era prudente evitarlo.
Matteo. Ti ringrazio di aver chiarito il tuo pensiero. Coincide con il mio. Il 25 Aprile è una di quelle ricorrenze che unisce ma al tempo stesso traccia una linea di divisione tra chi stava e chi sta da una parte e chi dall’altra. Le divergenze nascono dove si traccia la linea di demarcazione. Nella maggior parte degli eventi la linea di demarcazione è abbastanza in ampia e rispecchia l’originaria convergenza di culture che collaborarono pur nella loro diversità alla guerra di Liberazione e successivamente alla definizione della nostra Costituzione. Altri collocano la linea invece entro limiti più ristretti. Ad esempio esiste una interpretazione “insurrezionale” e “rivoluzionaria” della guerra di Liberazione che sicuramente era presente ma che non fu quella che poi alla fine emerse. Non dimentichiamo che il mito della Resistenza tradita fu alla base dell’ispirazione di molti che scelsero la lotta armata come tentativo di portare a compimento quel movimento rivoluzionario che secondo loro era stato sacrificato dalla dirigenza di PCI e PSI. Chi ha visioni più ristrette, in un senso o nell’altro, e vuole utilizzare questa ricorrenza per veicolare altri contenuti, e’ giusto e legittimo che si faccia la sua iniziativa, ma non può pretendere di imporre magari pure in modo aggressivo la sua impostazione a chi ha scelto un’opzione diversa. Le reazioni di rigetto saranno inevitabili.
Io comunque – che sono all’antica – do piú fiducia a chi si presenta con nome e cognome rispetto a chi si “firma” così:
«Ciribiribin! Che bel facin, / che bel nasin. / Ciribiribin! Che bel bochin, / l’é pròpe fàit për fé ‘d basin».
Avevo già espresso al #30 che voler leggere come inclusivo una ricorrenza che non lo è affatto è uno sbaglio.
Il cercare di colpevolizzare qualcuno perché non si adatta a questa lettura invece è ideologico. Come per l’ambientalismo peraltro.
Il 25 Aprile in realtà è sia divisivo che aggregativo, perché la Resistenza ha unito tutti gli antifascisti, pur con qualche frizione (ma sorprendentemente poche) vi hanno partecipato dai monarchici ai comunisti, operai, contadini, borghesi e nobili, militari, poliziotti e ladri.
Ed è molto interessante, perché è un caso unico in Europa e le cose sono andate in maniera ben differente in Polonia, in Francia e nei Balcani.
Credo che sia per questo che il 25 Aprile stia fortemente sul ca@@o a certa gente e per questo si tenti continuamente di provocare per sminuirlo e smerdarlo.
Mi aveva colpito la frase “te l’ho già spiegato”. La vedevo più adatta al filone Savonarola. Dal Matteo storico mi sarei aspettato : come ho già avuto modo di dire….peraltro hai ripetuto la cosa che ho detto io cioè che il 25 Aprile è un evento di convergenza su valori di democrazia e libertà. Sai le sfumature del linguaggio contano, sono uno specchio dei nostri stati d’animo e dei nostri atteggiamenti nei confronti degli altri, ma no è roba da blog, mi rendo conto, ma da belle letterine che si scambiavano in passato. Saluti
Sono il Matteo storico, l’altro non so chi sia ma da un po’ che non lo vedo apparire.
Ma perché chiedi, io vorrei si valutasse quello che scrivo non chi sono.
Solo per capire, ma che Matteo sei? Matteo Pellegrini o quell’altro che ogni tanto appare? Se usaste i cognomi si capirebbe meglio chi sta dialogando con chi, ma pare che non sia una cosa “contemporanea” e solo una mania da vecchi rincitrulliti.
“il 25 aprile dovrebbe essere un valore condiviso”
No, te l’ho già spiegato, il 25 Aprile non è e non deve essere un valore condiviso.
E’ condiviso solo da chi riconosce che il fascismo e che tutto ciò che ne è derivato è un male, ivi compresi il neofascismo, il fascismo del terzo millennio, le pulsioni autoritaristiche o pseudosovraniste e quella voglia di irridere e cambiare la Costituzione che permea certa destra.
L’ambientalismo invece dovrebbe essere un valore condiviso da tutti, visto che tutti viviamo nello stesso ambiente, ma non mi pare che sia poi così condiviso quando si pretende di riavviare le centrali a carbone. Oppure quando si pretende di liberarsi da lacci e lacciuoli in nome della libera impresa o per ideologia si rifiuta di limitare la proprietà privata o di intervenire sui profitti da sfruttamento e speculazione.
Ci sono momenti e occasioni dove è giusto e opportuno far emergere le divergenze e momenti dove al contrario è opportuno far emergere le convergenze. Il 25 aprile, per il suo significato e le sue radici storiche, dovrebbe essere un momento di convergenza dove si mettono da parte le proprie posizioni e si sottolineano come i padri fondatori alcuni valori di base rappresentati dalla Costituzione repubblicana e dal Tricolore. Purtroppo c’è chi non ce la fa a non volersi differenziare ad ogni costo e ad affermare la sua “diversità”, forse teme che se non facesse così , anche simbolicamente, esibendo le sue insegne, perderebbe la sua identità e annacquerebbe i suoi valori specifici. E questo vale a destra, a sinistra e al centro. Io penso che se un individuo o un gruppo ha valori suoi, solidi e radicati, di cui è profondamente convinto, non teme il “contagio” e la “convergenza” con il diverso, quando li ritiene necessari. Ho sempre pensato e verificato anche nella vita personale che il fanatismo spesso nasconde un’ insicurezza sulle proprie radici che spinge ad enfatizzarle per proteggersi dal dubbio. Poi ci sono i provocatori di provocatori di professione, a volte prezzolati, ma li’ e’ un’altra storia. Qui mi riferisco alla psicologia del “seguace”.
Sarà, mas tutto è partito dal fatto che il 25 aprile dovrebbe essere un valore condiviso (come l’ambientalismo, come andare in montagna ecc) e invece c’è la tendenza ad appropriarsene, per cui si mettono le bandiere palestinesi sulle vette e si cacciano i “diversi” dal corteo. Storicamente questo è un atteggiamento della sola sinistra, non ricordo analoghi casi da parte della destra. al corteo ci doveva essere una sola bandiera: il tricolore. Questo significa che erano fuori luogo le bandiere di Isarele MA ANCHE QUERLLE PAQLESTINESI (non parliamo degli slogan “”dal fiume al mare” – negazione dello stato di Israele – come mi hanno raccontato). Cmq, se vi piace ledere i legami con la grande comunità ebraica, io personalmente sono solo contento. Quando parlo della comunità ebraica italiana (che al suo interno ovviamente è variegata, ma che ha dei comuni denominatori), non intendo il Mossad. Che vi piaccia o meno gli ebrei costituiscono un importante tassello della società italiana, specie in termini imprenditoriali. Inimicarseli non fa bene alle classi lavoratrici, che dovrebbero essere “tutelate” e non “danneggiate” dalla sinistra…
Beh Frank, lo si sa da tempo che c’è una parte di ebrei razzisti, che sostengono i crimini di Israele e che in Italia si sentono rappresentati dagli eredi di quelli che gli ebrei li consegnavano agli alleati tedeschi.
Ma dovrebbe esser chiaro che non sono benvisti al corteo del 25 Aprile.
Importante è riconoscere e sottolineare che questi non sono tutti gli ebrei, che gli ebrei non sono tutti uguali e non c’è nessuno che possa parlare o rappresenti per tutti gli ebrei: perché altrimenti verrà presto qualcuno che parlerà contro tutti gli ebrei!
E questo è esattamente il perché è nato ed si celebra il 25 Aprile
Rassegna stampa della comunità ebraica.
https://www.shalom.it/italia/i-guastafeste-della-liberazione/
“Siamo stati applauditi dalla gente che era lato sui marciapiedi, Ci hanno detto “bravi, bravi, finalmente” ed è una cosa che è sempre accaduta anche gli altri anni” [Bella Gubbay, Mai Indifferenti]
“Le persone che ci hanno applaudito credo abbiano trovato conforto nel vedere che c’erano pronunce all’interno del mondo ebraico di opposizione alla politica del governo”
“Potrebbero portare in corteo l’insegna della Brigata Ebraica, che è una pianta di ulivo con tre scritte in ebraico, inglese e arabo. Sarebbe una cosa molto pertinente ad affermare che dobbiamo riconoscere i palestinesi come un popolo, no?” [Stefano Levi della Torre]
“C’erano cartelli che ringraziavano Trump, c’erano esponenti dell’associazione Amici di Israele noti per la frase in TV “definisci bambino” [N.d.r. :Eyal Mizrahi]. Non sono stati rispettati gli accordi presi. Scendere in piazza con bandiere israeliane, mentre Israele sta commettendo conclamati crimini contro l’umanità, significa non voler riconoscere questi crimini come tali” [Giulia Frova, Laboratorio Ebraico Antirazzista]
“Il presidente della comunità ebraica milanese, Walker Meghnagi, è molto amico dei politici di destra, di Fratelli d’Italia, dei fratelli La Russa. Quindi che lui voglia mettere sotto accusa la manifestazione del 25 Aprile mi pare faccia parte del suo mestiere. E’ la sua line, diciamo un eufemismo, leggermente strumentale” [Stefano Levi della Torre]
“Sono accuse vergognose quelle all’ANPI. E’ anche una cosa controproducente, che anzi può creare antisemitismo. La comunità ebraica non è un partito, gli ebrei non sono un partito, sono delle persone che la pensano nei modi più diversi. Dovrebbe parlare a titolo personale” [Renata Sarfati]
@56
Il problema della sinistra non è tanto non essere paracula e non strizzare l’occhio alla comunità ebraica , il problema è che le manca la coerenza per prendere una posizione inambigua nei confronti delle sue anime più stupide.
Non è che ripeto, basta guardarsi intorno… L’avete letto quello che ha dichiarato Fiano (ex deputato del Pd)? e oggi il figlio delle Segre e poi anche la comunità ebraica milanese?… Gli ebrei “contano” eccome, spostano un sacco di voti. E’ ovvio che nella migliore delle ipotesi (per la sinistra) sono persone che si asterranno nelle elezioni politiche 2027, quando erano tutti elettori storici del Pd, quindi sono voti in meno per la sinistra. E magari passano a votare quanto meno FI, se non addirittura FdI, considerato che c’è un annetto in cui ci si riposizionerà in modo più centrista, europeista e atlantista (tradizionale, NATO e non filo Trump). Basta poco e il quadro cambia radicalmente. E gli ebrei potrebbero giocare un ruoloo9 determinante. Imimicarseli, da parte della sinistra, è come spararsi nei cosiddetti.
Certo che Meloni e amici hanno ingollato un bel rospo per far finta di essere amici degli ebrei e dei americani. Ne hanno sempre detto peste e corna. Ma si sa siamo italiani volta gabbana
Non ci dormiremo la notte dalla paura di una vendetta del mossad.
Ma tu sei proprio convinto che ripetere la stessa cosa ossessivamente la renda vera?
“Voi antisemiti”. “Farneticate”. A Milano finisce in tribunale la lite Anpi-comunità ebraica
https://milano.repubblica.it/cronaca/2026/04/27/news/milano_lite_anpi_comunita_ebraica_tribunale_querele-425308078/?ref=RHLM-BG-P2-S3-T1-fdg10
Se entrate in causa contro gli ebrei si mette male per il grande mondo della sinistra. La mia esperienza di virta mi ha insegnato che gli ebrei è sempre meglio averli dalla propria parte che come avversari. non mi pongo neppure il problema se tale modo di ragionare sia razzista: è oggettivamente così. Tra l’atro io ho una grandissima stima degli ebrei (tutti, israaeliani o meno) perché sono davvero il “popolo eletto” come loro stessi storicamente si sono sempre definiti. Ho talmente tanta stima degli ebrei che i miei amici ebrei (che frequento da quando avevamo i calzoni corti..) mi dicono che io sono un ebreo ad honorem per la testa che ho. Semmai quindi NON sono razzista verso gli ebrei ma lo sono verso i non ebrei… (tutti, non solo gli islamici)
Quanto alla destra se si spoglia finalmente del populismo (cosa che, cmq, non c’entra un piffero con il tema del 25 aprile) io sono solo contento, visto che da sempre sono di destra ma non populista. Penso anche che la inevitabile virata post referendum farà vedere che in un annetto circa (da qui alle elezioni politiche 2027) si riconquisteranno gli elettori conservatori e moderati di centro-dx. Se poi si aggiungerà pure l’indiretto sostegno della grande comunità ebraica (quanto meno in termini di resa definitiva di distanza della sinistra), bhe… non dovrebbe proprio esserci partita.
Crovella ognuno fa le proprie scelte. Te stai c9n gli strozxini.
Può essere, anzi, meglio: speriamo proprio di fare i conti con i nostri errori strategici, nel senso di riconoscerli e quindi emendarli.
E tra tutti gli errori della sinistra, vecchi e nuovi, quello dei fischi alla brigata ebraica mi pare proprio l’ultimo.
Fossi in te però mi preoccuperei dell’attuale problema strategico della destra, ovvero della evidente perdita di credibilità del populismo e della propaganda di fronte alla conclamata incapacità di governare e assoluta inanità a farlo che avete dimostrato negli ultimi quattro anni.
P.S.: pensare che gli ebrei formino un blocco monolitico e un’unica, grande comunità mondiale è un modo di pensare gravemente razzista.
Oltre che palesemente falso.
La storia dimostra sistematicamente che mettersi contro gli ebrei non è MAI una mossa intelligente. Perfino per il nazismo, che di ebrei ne ha sterminati 6 milipni. Gli ebrei sono sopravvissuti al nazismo e sopravviveranno ad Hamas & C, mentre il nazismo (inteso come III Reich) non è sopravvissuto agli ebrei, così come Hams & C non sopravviveranno agli ebrei. Avevate una laison cultural-emotiva-politica con la grande comunità mondiale degli ebrei e ve la state “giocando”, regalandola alla destra. BEH, FARETE POI I CONTI CON I VS ERRORI STRATEGICI.
DAL CORRIERE DI OGGI:
Il figlio di Liliana Segre: «Non so se terrò la tessera dell’Anpi»
https://www.corriere.it/politica/26_aprile_26/il-figlio-di-liliana-segre-non-so-se-terro-la-tessera-dell-anpi-5e5549b2-0aba-402c-8445-e010736b2xlk.shtml
Il fascismo dell’antifascismo, la mafia dell’antimafia, sono tutti uguali, il pistolero di Roma è un balengo e il poliziotto di Rogoredo solo una mela marcia…
Presentarsi con le bandiere israeliane, americane, con le foto di Trump e Netanythu e con cartelli inneggianti a Palahvi invece cos’è?
Circa la brigata ebraica, comunque, vediamo di fare un po’ di chiarezza: formata a ottobre ’44, forte di più di 5000 uomini, entra in azione il 15 marzo ’45 e conta in tutto 30 caduti, in azione e per cause non di servizio.
La brigata ebraica è certamente un segno importante della volontà ebraica di riscatto e rinascita, però oggettivamente ha contribuito proprio pochino alla Liberazione.
Se gli eredi di questa brigata accettano di presentarsi con i provocatori forzitalioti, all’ombra delle bandiere americana e israeliana e si sente rappresentata da criminali come Trump e Netanyahu allora mi pare sacrosanto fischiarla e contestarla
Cicero. Bravi. La Madonnona della Cima magari non avrà completamente gradito ma va bene. Non è proprio una colonna sonora adatta ad una festa che dovrebbe ricordare l’unità delle forze democratiche contro il fascismo ma non importa. C’è chi vuole distinguersi e starsene per contro proprio anche nei momenti unitari, nessun problema, basta che si faccia le sue cose senza sabotare con iniziative inappropriate le iniziative di altri che in certi momenti, non sempre, ritengono prioritario far emergere le convergenze piuttosto che le divergenze. Magari il prossimo anno andare sul Caucaso e poi ad omaggiare le lapidi partigiane che costellano Barbagelata.
Noi invece abbiamo cantato BELLA CIAO al rifugio Envers des Aiguilles a cena insieme a dei ragazzo francesi.
Dimenticavo:
Ieri sul Maggiorasca abbiamo cantato “Contessa”
E questo caro Ratman ti fa sentire bene nonostante le bombe israeliane che fanno fuori i poveracci?
Insomma…che ce ne frega a noi.
Del resto meglio stare con gli israeliani che i soldi ce l’hanno. Eppure un certa destra che oggi comanda, li ha avuti sempre sui coglioni.
Non ho sottomano il libro e non posso controllare. Puo’ essere originale. Come tutte le persone brillanti dotate di un’intelligenza rapida e caustica Flaiano ogni tanto è stato spinto a dire cose “scorrette” dal suo desiderio di stupire e “sconcertare i borghesi”. Sul fascismo come categoria dello spirito, soprattutto italico direi perché per la versione nazi sono meglio altri, ha scritto cose acute. Maccari è un altro bell’esempio di dove il gusto di essere “contro” può portare una persona. Una interessante storia di vita, per chi non ha paura della complessità ed è andato oltre i fumetti giapponesi.
E:
” L’aspirazione delle donne è di fare le puttane.”
Diario degli errori pag.30, è di Flaiano o anche quella di un suo amico?
Per essere precisi : la frase non è di Flaiano ma del suo amico Mino Maccari, pittore e scrittore, che nel 1922 partecipò alla marcia su Roma. Fu citata da Flaiano in un suo libro per sottolineare che il fascismo e’ anche una categoria umana , cosa molto condivisibile, poi erroneamente attribuita a lui se non sbaglio a partire da Oriana Fallaci. Un latinista dovrebbe essere dimostrare un po’ di acribia filologica, ma si signora mia, i tempi son cambiati.
Sarebbe interessante uno studio sulla struttura della società palestinese, studio che potrebbe fare luce sulla composizione del popolo, sulle relazioni tra le sue componenti, sulla base economica su cui si organizzano le relazioni sociali.
Insomma, al di là della idea romantico,pauperistica,terzomondista, che scalda il cuore di molti, capire di cosa è di chi si parla realmente quando si parla di “popolo” palestinese.
Questo perché l’impressione è che quelli massacrati siano dei poveracci, carne da macello di élite che se ne stanno in quatar a contare i milioni di dollari di “aiuti” al popolo che finiscono nelle loro tasche.
Che dire, Lenin chiamava “utili idioti” i borghesi occidentali filo comunisti, hamas fa lo stesso con i cosiddetti “antisionisti”
Come diceva Ennio Flaiano:
” Ci sono 2 tipi di fascisti: i fascisti e gli antifascisti.”
Tranquillo io ero sul Maggiorasca.
Bravo Cicerone. Hai fatto bene a non andare. Tu avresti dovuto andare a commemorare la X Mas, magari a Portofino nella piccola baia dell’Olivetta, luogo di una delle imprese più eroiche insieme ai camerati tedeschi. Tra l’altro nessuno si è azzuffato, come sempre, perché l’evento si chiama “Porta un tricolore in Antola” e ci sono delle regole per chi partecipa. Un tricolore, pensa un po’, non la bandiera di altri stati, o i ritratti di capi di stato stranieri. Stai a casa anche l’anno prossimo. Dammi retta.
Fausto, ma hai visto che belli i video fatti con il drone ieri sull’ Antola???
Che figata!!!
Meno male che non c’ero!!!
Il segno l’ha lasciato Israele facendo un genocidio, sterminando donne e bambini a Gaza, prendendo a sprangate una statua del Cristo, sparando sui soldati italiani in Libano.
E Forza Italia è complice.
Però sono due fattispecie molto diverse. Il singolo pistolero di Roma è un balengo, probabilmente un “delinquente”, sicuramente pericoloso, ma (allo stato attuale) non significativo di una “rottura” politica.
L’episodio di Milano, invece, è destinato a lasciare il segno nei rapporti fra comunità ebraica e sinistra. Lo segnala anche Emanuele Fiano, ex deputato del PD e presidente dell’associazione Sinistra per Israele. Vedasi articolo odierno del Corriere:
Fiano: «Adesso è impossibile per la comunità ebraica ricucire con la sinistra»
L’ex deputato pd e presidente di Sinistra per Israele: clima terribile, fatti simili lo dimostrano
di Cesare Zapperi
https://www.corriere.it/politica/26_aprile_26/fiano-adesso-e-impossibile-per-la-comunita-ebraica-ricucire-con-la-sinistra-6ebcc6db-2fa0-479a-83f5-302ea779fxlk.shtml
Sinceramente non so se essere contento o dispiaciuto: l’episodio mi amareggia come cittadino, perché suggella il fatto che la sinistra NON vuole proprio condividere i “valori comuni” (in quanto li considera “suoi”), ma come elettore sono contento, perché mettersi contro gli ebrei non è mai una mossa azzeccata…
Ieri ci sono stato due segnali che chi di dovere dovrà monitorare. Da un lato il tizio mascherato che ha sparato con una pistola ad aria compressa su un corteo. Dall’altro i gesti di intolleranza verso componenti di minoranza dei cortei. Come sempre qualcuno sotto sotto di scaldare il clima e gli animi come nelle arene per trarne vantaggi ma dovrebbe sapere che quando dalla lampada escono certi spiriti poi è difficile farli rientrare. Purtroppo sembra che la famosa “storia, maestra di vita” sia una bella frase, destinata a soccombere davanti alla “coazione a ripetere”.
Guardate il video allegato: esempio incontestabile di come da una “certa” parte 8che non è certo la mia) si consideri il 25 aprile una valore “non condiviso”, ma di parte. Urlare “ve ne andate si o no” alla Brigata Ebraica 8(che ha oggettivamente combattuto durante la Liberazione) è già offensivo in quanto tale, se poi in parallelo si sventolano le bandiere palestinesi la dice lunga… che c’entra tutto ciò con il 25 aprile?
https://video.corriere.it/milano/25-aprile-a-milano-fiano-espulsi-dal-corteo-ecco-cos-e-accaduto-alla-brigata-ebraica/9c0134c0-f38d-4379-8e54-b9fccf3c7xlk
Certo che, in ogni schieramento, esistono imbecilli e cretini: è così perché purtroppo, numericamente parlando, costituiscono la maggior parte della specie umana. Ma l’intolleranza di questi tempi è “solo” da sinistra. E l’inteolleranza si sposa con la tendenza ad appropriarsi di valori cosiddetti comuni, perché così si escludono 8dai valori teoricamente comuni) gli “altri”. Oggi capita sul tema 25 aprile, tempo fa mi sono irritato assai per le bandiere palestinesi sul Cervino o sui Dru: la montagna è un valore trasversale e comune a tutti, quindi dovrebbe essere un valore che ci aggrega e invece i primi a voler dividere stanno a sinistra. Questo è innegabile
“a Milano i giovani di FI non hanno boccato il corteo, bensì è accaduto il contrario: è il corteo che si è bloccato e ha preteso”
Guarda che ero li e so cosa ho visto: la gente passava con il contagocce tra i due schieramenti di polizia, molti cori, molte battute salaci e diversi vaffanculo. Superato il tappo il corteo era decisamente spezzonato, ma tutti andavano verso il Duomo. Nessuno capiva perché il corteo era fermo e parecchi scantonavano da via Salvini, via Palestro e via Serbelloni per aggirare.
Forza Italia ha provocato bassamente, ma in realtà nessuno se lè in…filata, diciamo
Tu credi pure alle balle se vuoi, ma restano balle.
Crovella. Lo sai bene che è così, a sinistra come a destra. E in passato era pure peggio come ricorderai. C’è sempre una quota di imbecilli, di paranoici, di sociopatici pieni solo di rabbia e di rancore, di cultori del mito della Purezza e dello splendido isolamento e pure di potenziali killer da gestire prima, durante e dopo. Furono proprio i “traditori” i “moderati” quelli che cercavano alleanze e non isolamento il secondo bersaglio del terrorismo. Non mi meraviglia. La storia potrebbe anche ripetersi. Speriamo che i gruppi dirigenti attuali dei due schieramenti siano all’altezza.
Insisto, la difesa dell’ambiente è politica, impone scelte politiche e ha (deve avere) conseguenze politiche, in senso lato e in senso stretto.
La sinistra con molti mal di pancia, lo ammetto, la strada sembra averla imboccato.
La destra, per ora almeno, riapre le centrali a carbone, innalza inni alle centrali nucleari e non da cenno di voler provare a superare i fossili. Di certo non prova nemmeno a cercar di arginare gli extra profitti da speculazione pura come quelli delle multinazionali del petrolio.
Di Fiano e della brigata ebraica non so nulla perché non li ho visti, che il corteo era lungo e affollato.
Ma i forzitalioti si e non hanno sfilatom per niente: hanno fatto da tappo, bloccando il corteo per un’ora con il solerte aiuto dei celerini.
Comunque il 25 aprile è quella roba li.
Il 25 aprile è nato per dividere e deve continuare a dividere.
Dividere chi ha combattuto l’invasore da chi con l’invasore ha collaborato finendone schiavo, dividere chi ha voluto l’Italia libera e la Repubblica e chi ha sostenuto la dittatura fascista.
Oggi dividere chi vuole democrazia e diritti e chi vuole un Governo dalla mano forte e pesante.
Chi oggi vuole controllare la Polizia e chi invece si schiera “senza se e senza ma”…salvo poi dover parlare di mele marce per giustificarsi.
L’architetto Hannoun, imprigionato solo in base alle informative di Israele e USA con una vera oscenità giuridica (qui voialtri non avete nulla da dire?), è stato prosciolto da tutte le accuse, mi pare…
Se questa è la tolleranza della sinistra di oggi…
https://video.corriere.it/milano/25-aprile-a-milano-fiano-espulsi-dal-corteo-ecco-cos-e-accaduto-alla-brigata-ebraica/9c0134c0-f38d-4379-8e54-b9fccf3c7xlk
PS: a Milano i giovani di FI non hanno boccato il corteo, bensì è accaduto il contrario: è il corteo, infarcito di bandiere palestinesi (?!?), che si è bloccato e ha preteso – fra fischi e insulti – di espellere la Brigata Ebraica (“siete solo delle saponette mancate”…) e anche i giovani di FI cche avevano le bandiere americane in ricordo dei 320.000 caduti angloamericani nella risalita “liberatoria” dello Stivale.
Se questa è la sinistra che si profila sempre di più, auguri! Sono convinto che il primo a dissociarsi sarebbe proprio Monguzzi.
Certi approcci sono come le magliette di Abercrombie o di Hello Kitty.
Si possono portare fino ad una certa età. Dopo gli inevitabili estremismi adolescenziali e le altrettanto inevitabili delusioni si fa strada una visione più realistica delle persone e dei gruppi con i quali si decide di fare un pezzo di strada insieme. Si comprende che gli individui e i gruppi sono realtà complicate, un mix di elementi diversi. Qualcuno ci piace di più, qualcuno di meno. Sono fatti così, possiamo cercare di trovare delle intese ma non li possiamo smontare come una costruzione fatta di mattoncini Lego. E allora facciamo le nostre scelte, di qua o di là, sto con questo o con quello, perché la vita adulta richiede scelte di campo, dall’amicizia alla politica, così come gli altri peraltro le fanno con noi. Il “pacco” si prende o non si prende per quello che è. Altrimenti si rimane soli ad abbaiare alla luna e a ricercare la Purezza e la Perfezione oppure si gira, si gira come la vispa Teresa da un gruppo all’altro, da un a persona all’altra, eternamente delusi e insoddisfatti cercando qualcosa che non esiste in realtà, come le immagini di donne o di uomini generate dall’intelligenza artificiale. E’ la differenza tra le Vite dei Santi e le Vite delle persone reali. Si può apprezzare una persona che ha condotto una vita sostanzialmente basata su posizioni diverse dalle nostre, con la quale abbiamo avuto in comune solo alcune cose, ma dobbiamo accettarla per quello che è o è stata. Questo non è mollezza etica, come pensa il Savonarola della marca vicentina, ma rispetto, tolleranza e umanità. Amen
Non concordo pienamente sulla conclusione circa Monguzzi ma diciamo che ci può stare, anche se trovo stonata l’adulazione che è stata fatta (in alcuni commenti) circa il suo impegno sul risvolto strettamente politico.
Tornando al tema del giorno “25 aprile”, il fatto che, per sfilare, quelli di FI fossero circondati dal cordone di polizia a loro protezione, la dice lunga sulla genuina “condivisione” dell’evento… Tra l’altro da miri conoscenti milanesi risulta che, sull’altrp lato (quello degli anarchici ecc), siano partiti insulti a ripetizione contro la brigata ebraica e il “traditore” Fiano (ebreo che è in rotta con il Pd di cui è stato parlamentare) nonché slogan a sostengo dell’eroe del giorno , cioè l’imam Hannoun, incarcerato perché sospettato di essere il capo di una cellula di Hamas in Italia e acclamato come martire della Resistenza. c’è troppa confusione e tutto ciò fa molto male agli ideali: se il 25 aprile è diventato “quella roba lì”, allora tenetevela pure.
Il discorso è partito da questo post e relativi commenti: a mio modesto parere mescolare i risvolti di Monguzzi nuoce alla condivisione fra tutti noi del suo ricordo. Se esser ambientalisti significa implicitamen5te esser tutto il “resto”, allora prendo le distanze dal concetto di impegno ambientalista. E’ ovvio che io onvece sono convinto che si possa esser genuinamente coinvolti nella tutela dell’ambiente anche senza esser tutto il “resto” che piace tanto a molti di voi.
L’mbientalismo non dovrebbe essere di destra né di sinistra, ma in realtà avendo una inevitabile ricaduta politica deve per forza essere politico o non essere.
La sinistra il dilemma l’ha affrontato a suo tempo e lo affronta adesso: cosa fare se la difesa dell’ambiente costa posti di lavoro. In realtà non lo ha risolto e la posizione non è certo granitica, ma se lo è posto e lo considera.
La destra il problema speculare non se lo è mai posto: se la difesa dell’ambiente cozza contro il capitale, lo sviluppo, il PIL o la proprietà privata, la difesa dell’ambiente passa in ultima fila e si riaprono le centrali a carbone [N.B.: sono stato magnanimo, perché in realtà basta molto meno della difesa del capitale, basta un punto percentuale nei sondaggi…]
Appena tornato dalla manifestazione, in bicicletta non in SUV perché non ce l’ho e non lo vorrei nemmeno regalato.
C’era il centro-destra di FI, in 300, con bandiera americana, quella di Israele e quella dell’Iran dello Shah, circondato da un doppio cordone di polizia in tenuta antisommossa a difenderli ha bloccato il corteo per mezz’ora.
Questo comunque è un thread su Carlo Monguzzi e Carlo Monguzzi non è stato solo ambientalista, ma tanto altro ed è giusto ricordarlo.
Enzo, guai a te…!!
La vendetta di Fustino Dixan ti raggiungerà e ti punirà.
Il fatto è che si sta tutti (intendo non solo in queste conversazioni) sconfinando in “brand” che perdono i contenuti originari e invece diventano dei contenitori dove riversare la scontentezza dei gg mostri, al limite scontentezza anche individuale (disoccupazione, moglie che ti sbatte fuori di casa, squadra del cuore che non vince, ecc ecc ecc). Prendiamo il 25 aprile (esempio, ovviamente, da considerare moooooolto mutatis mutandis): se per sfilare in ricordo dell’evento (e per onorare la memoria di chi, allora, è morto per quegli ideali) occorre mettersi insieme con i crocieristi in partenza, i pro pal e i più disparati antagonisti, cioè tutti soggetti che , fra le tante loro aberrazioni, fischiano apertamente la brigata ebraica (che invece al tempo combattè eccome…), alla fine io rinuncio perché NON mi mescolo con tutti costoro. La vita di Monguzzi, per quel poco che conosco di lui, è molto diversa, ma in questa sede andrebbe omaggiato solo il suo impegno ambientalista (vero e profondo) e non anche quello sindacale e politico. Sono altri risvolti della sua persona, legittimi, ma non appartengono a tutti gli ambientalisti. Si rischia di far degenerare l’ambientalismo a uno dei tanti brand svuotati del suo valore originario e strumentalizzati per opportunismo del momento.
Fausto. Sforzati. Leggi la vita di Rossa dal paracadutismo alla montagna alla militanza sindacale e politica, al sacrificio della vita per mano di alcuni fanatici spinti a diventatre assassini disumani e spietati dalla loro visione ideologica e talebana del mondo e magari capirai, se vuoi capire cosa succede davvero “giù in mezzo agli uomini”. Buon 25 aprile.
Ma anche tu Crovella, cerca di capire. Nessuno lega niente in modo obbligato o vuole concedere patenti di Virtù o indicare Vie Maestre per la Salvezza e la Redenzione. Prima che la cosa degenerasse a causa del Giudice Supremo Vicentino che punta il ditino severo e condanna alla dannazione i borghesi capitalisti venduti che hanno coltivato e coltivano innocue passioni sportive collaterali invece di dedicarsi alla Causa Suprema, si voleva solo omaggiare una persona che aveva le sue opinioni come ognuno di noi e che tutti rispettavano per il suo impegno, vedi le parole affettuose di Sala. Sicuramente non apparteneva al tuo mondo ma va bene , nessuno ha contrapposto buoni e cattivi. Le parole di Sanchez che ho citato hanno fatto pensare a molti di noi che forse dopo la fase dell’arroganza salvifica e la colpevolizzazione masochista degli sconfitti sia giunto il momento di rivendicare con dignità, senza spocchia ma anche con un po’ di orgoglio, le radici della storia del movimento operaio e socialista. Tutto qui, Ovviamente questo vale per chi a questo mondo in qualche modo e con diverse sfumature appartiene. Ciao
Roberto, ti ho già spiegato che il mio non è giudizio, bensì opinione e dubbio. Quando ti poni, come nel tuo caso, quale interprete e portatore di istanze, permetti delle perplessità nei confronti del tuo sistema morale? Ti ho chiesto come stanno insieme bursi, Carlo e il suv al 25 aprile, tu mi rispondi con il titolo di un libro. Bene, a me il dubbio della logica morale rimane.
@13 Nel momento in cui ricordando, anche con affetto, una persona scomparsa, la si dipinge come un grande sostentore della tematica ambientalista, ma poi (per irrobustire maggiormente i suoi “meriti”) si scrive che ha avuto un impegno politico militante (a sinistra) e ultimamente, dopo il 7 otto0bre 2023, non c’è stato sabato in cui non fosse in piazza per le istanze pro pal, inevitabilmente si legano queste “cose” fra loro. Il messaggio è: non puoi essere sensibile alla tematica ambientale se non sei ANCHE di sinistra, pro pal, anttagonista cc ecc e3cc. Invece è sbagliato, anxi è MOLTO sbagliato. Perché si allontanano dalla sensibilità verso lambiente tutti quesi soggetti che NON condividono le altre tematiche.
La tutela dell’ambiente è un valore trasversale e chi lo tira per la giacchetta portandolo in uno schieramento )in questo caso di sinitsra, ma il concetto varrebbe anche all’opposto) fa male a quel valore (= la tutela dell’ambiente). E’ il motivo per cui io evito aprioristicamente di iscrivermi a molte associazioni ambientaliste, di cui condivido il credo ambientalista, ma NON la tedenza amescolarlo con il resto. Per esempio, io sono a favore dell’assoulta intangibilità del Vallone delle Cime Bianche, ma questo non c’entra un fico secco con Gaza, sul cui tema ho le mi idee molti diverse dai pro pal. Se per schierami con chi si batte sulle Cime Bianche, devo/posso trovarmi fianco a fianco con dei pro pal, evito alla radice di mescolarmi e porto aventi (nel mio piccolo) una battaglia ambientalista cpn modalità “autonome”. Alla fine ci perde l’ambientalismo, perché, se gli ambientalisti fossero tutti uniti, avremmo una massa critica superiore (e quindi una “spinta” socio-culturale-politica superiore) , invece così andiamo avanti alla rinfusa, siamo meno incisivi e cmq1 è andata a finire con le Olimpiadi 2026 lo dimostra benissimo. Ma questo fenomeno è colpa di un “certo” ambientalismo (quello appunto di sinistra) e non di gente come me: io non obbligherei i miei ipotetici compagni di difesa delle Cime Bianche a schierarsi con gli israeliani., loro di fatto sì (al contrario)… NOTA: cito l’esempio “pro pal” perché segnalato nell’articolo, ma il discorso vale su qualsiasi altro tema
Sergio Luzzatto, Giù in mezzo agli uomini, Vita e morte di Guido Rossa, Einaudi, Torino, 2021. Un piccolo capolavoro. La differenza tra giudicare e capire perché gli uomini, fanno certe scelte e come cercano di gestire i diversi aspetti della loro vita nel corso del tempo. Vale per i miti, gli eroi e i modelli di riferimento ma anche per le persone “normali”. Primum intelligere. Buon 25 Aprile, ovviamente in Porche Cayenne, altro che Suv da borghese piccolo piccolo.
No Roberto, al Sig. Fausto gli interessa solo offendere.
Chiudiamo questa tirata in bellezza con le parole del Poeta, prima che viri ulteriormente. Un omaggio malinconico ma con un po’ di speranza alla figura pubblica che si è voluto qui onorare e alla cultura della pace e del rispetto delle nostre radici di cui è stato un militante per tutta la sua vita. Saluti a tutti. Sipario.
April is the cruellest month, breeding
Lilacs out of the dead land, mixingMemory and desire, stirringDull roots with spring rain.…………In the mountains, there you feel free.
Io per ora ho espresso opinioni, forti ma opinioni. Voi solo questa scusa come debole ritirata. Te ne rendi conto? da una persona con la tua intelligenza, mi aspettavo di meglio.
Vedi Fausto ciò che rende privo di valore aggiunto confrontarsi con te e’ che non ti interessa dialogare ma solo esprimere giudizi drastici su persone, motivazioni, scelte, vite che conosci in modo superficiale e sommario. Come del resto è inevitabile in rete e dove proprio per questo bisognerebbe essere meno categorici. Ma la cosa più irritante francamente è l’arroganza, l’intolleranza, il dogmatico che esprimono le tue parole. Ne abbiamo vista troppa in passato di questa roba e ne abbiamo pure viste nei casi estremi le conseguenze. Perciò lascia perdere e vai in pace, se ti riesce, come ti ho già detto.
Questi discorsi qualunquisti, generalisti e relativisti, la dicono lunga sul tuo spessore morale Pasini. Cerchi di relativizzare tutto per dare una giustificazione al tuo midollo etico. È a causa di queste giustificazioni a tutto che stiamo colando a picco.
Perché invece ora i politici verdi di grande peso dove li vedresti?
Crovella. Mai detto che i temi dell’ambiente siano una prerogativa della sinistra. Il merito di persone e militanti come Carlo Monguzzi all’interno del variegato schieramento diciamo per comodità “progressista” è stato proprio ricordare l’importanza di queste tematiche per molto tempo considerate come secondarie e di nicchia rispetto ai grandi temi strategici della pace e della giustizia sociale. Non è un caso che nel nostro paese per molti anni le tematiche “verdi” non siano riuscite a consolidare movimenti politici di grande peso e rilievo come altrove.
Il tema del trovare un rapporto tra impegno politico e sociale e attività diciamo ludiche è stato drammatico per molti in alcuni momenti ben più tragici e sanguinosi della storia del paese. Consiglio di leggersi in proposito le pagine sofferte di Guido Rossa. Qualcuno ci è riuscito di più e qualcuno di meno. Qualcuno si è squilibrato in un senso o nell’altro e poi è riuscito a trovare la quadra come dicono a Bologna. Qualcuno non è piu’ riuscito a trovarla e ha fatto scelte unilaterali. Questi problemi ci sono stati, ci sono oggi e probabilmente ci saranno anche domani. In ogni caso non c’e’ un mix ideale da realizzare nell’unita’ di tempo e di luogo e non c’è un prima e un dopo e un itinerario di vita da indicare come standard virtuoso, come vorrebbero i fanatici o i moralisti o gli ideologi del regime nell’URSS. Ogni uomo ha un suo percorso che non è lineare, è il risultato complessivo che conta non il modo più o meno diritto o a zig zag per arrivarci. Siamo essere guidati da un sistema complesso di pensieri ed emozioni, non da un algoritmo. In un qualunque itinerario di vita anche il più luminoso ci sono angoli bui, contorsioni, inversioni di marcia….la vita degli uomini reali non è un libro devozionale di Vite dei Santi. È un atto di grande presunzione e arroganza quello di giudicare le scelte delle persone senza conoscere personalmente da vicino la loro storia estrena ed esterna. Nel caso specifico di chi per esempio ha dedicato tempo e sforzi per conseguire un obiettivo “socialmente” inutile per lui importante in quel momento non vuole affatto dire che l’abbia fatto per egoismo e narcisismo tossico. Tra narcisismo tossico e lavoro sull’autostima e lo sviluppo di se’ c’è una bella differenza. Solo una persona che fa fatica ad accettare le complessità dell’esistenza umana può contrapporre il “Buono” come Carlo Monguzzi al “Cattivo” che si è dedicato a perseguire un suo “sogno”. Non conoscevo Carlo personalmente ma sono sicuro che lui non l’avrebbe fatto mai, perché non era quella la cultura di riferimento alla quale apparteneva. Le forti convinzioni aiutano a capire il mondo nelle sue sfumature altrimenti come diceva Marx sono ideologia, falsa coscienza, che produce sicurezze effimere.
@ 9 e 10
Vivi e lascia vivere.
Non è detto che la sensibilità per la tutela dell’ambiente sia esclusiva della sinistra e, a maggior ragione, dei pro pal ecc ecc. La tutela dell’ambkente è un valore trasversale alle ideologie e andrebbe sempre disgiunto dalle altre battaglie politiche, troppo personali.-Altrimenti si dà per scontato che tale valore “appartenga” a un preciso schieramento, il che non è vero.
Ovviamente 25 aprile
Condivido molto il pensiero di roberto. Grazie e buon 35 aprile
Caro Fabio, tra le tante narrazioni che abbiamo a disposizione per consolarci dei limiti temporali della nostra vita individuale è’ molto diffusa nel mondo che non riesce ad avere Fede nella trascendenza l’idea dell’immortalità attraverso le opere e il ricordo di quello che siamo riusciti a fare per gli altri, in modo generoso e disinteressato, come ha fatto per tutta la sua vita Carlo Monguzzi. Non è solo per ragioni di tempo libero che le attività di volontariato sia sociale che ambientale coinvolgano fasce anziane della popolazione. Lo si fa per gli altri ma anche per sé’, in un momento della vita nel quale si percepisce più forte il tema del “lascito” e del “ricordo”. Personalmente trovo molto consolatoria l’idea panteistica e Spinoziana della Vita come un insieme che va oltre la nostra vita individuale. Qualcuno anche qui ne ha parlato recentemente a proposito del libro di un giovane filosofo contemporaneo “Metamorfosi. Siamo un’unica sola vita”. Anche qui non è un caso che molti anziani superata l’epoca della sfida e della prestazione cerchino un rapporto più intimo e rilassato con la natura, riscoprendo la lentezza e la bellezza della contemplazione che prescinde dall’ “impresa” piccola o grande. Ma bando alle chiacchiere tristi che si fanno alle commemorazioni di chi ci ha lasciato, domani e’ una grande festa di gioia e di Liberazione per tutti. I nostri genitori uscivano da una delle tragedie storiche più grandi della specie umana, avevano speranza dopo aver visto la morte da vicino e magari hanno deciso di metterci al mondo perché credevano nel futuro. Rendiamogli omaggio e impegniamoci come possiamo perché quella dura lezione di distruzione e morte non venga dimenticata. Ce n’è bisogno. Ciao
Ammesso che l’anima esista, ora quella di Carlo vaga libera e beata in altre dimensioni, oltre le miserie, le vanità e le sofferenze di questo mondo.
Spero che sia vero. Spero che non sia solo un’illusione creata dalla nostra mente di fronte all’angoscia e al mistero della morte. Ma il dubbio ti assale, feroce.
Con Roberto al 100%. Ciao Carlo, non frequente esempio di verde insieme visionario e concreto. Ci mancherai
Ciao compagno Monguzzi. La nostra generazione comincia ad andarsene, un pezzo alla volta, ma qualcosa resterà. Spero che tu abbia potuto sentire le parole di Pedro Sanchez a Barcellona e che ti abbiano un po’ consolato: gli uomini passano ma le idee rimangono e si trasmettono alle nuove generazioni : “ Per anni hanno tentato di trasformare la nostra identità in un insulto. Hanno tentato di farci vergognare delle nostre idee, ma è finita. La vergogna da oggi cambia lato. La vergogna è per quelli che tacciono davanti all’ingiustizia, appoggiano la guerra e la violenza a Gaza, in Cisgiordania, Ucraina, Medio Oriente. Per noi è l’orgoglio di essere pacifisti, ecologisti, sindacalisti, femministi. L’orgoglio di essere socialisti, socialdemocratici, progressisti, perché è più necessario di sempre”.
E ora che questa spada nel fianco si è spezzata che combineranno a Milano?!?!?!?
Una vera ispirazione anche nelle nostre battaglie. Un ambientalista vero, e non di facciata. Uno che non combatteva le battaglie solo nella sua testa, e non relativizzava sempre i problemi per cercare una giustificazione morale al proprio modo di vivere. Grazie Carlo!