ClicAlp

Microprogetto del programma Interreg Alcotra coordinato da Aica, Associazione internazionale Comunicazione ambientale.

CliCAlp
(nasce la rete dei testimoni che difendono la montagna dal cambiamento climatico)
di Daniele Cat Berro
(pubblicato su lastampa.it il 22 maggio 2026)

Quando si parla di cambiamenti climatici la scienza, la ricerca e i dati sono ovviamente fondamentali e rappresentano l’ossatura della conoscenza di base del problema fisico, dei suoi impatti e delle possibili soluzioni per mitigarli e affrontarli.

Ma importante è anche dare voce a chi – nelle regioni montane e non solo – questi impatti li vive ogni giorno nella propria vita e nel proprio lavoro, ascoltarne le storie, mettere in rete i tanti soggetti che sono testimoni e portatori di interesse in questo settore (amministratori e decisori politici, agricoltori e allevatori, operatori del turismo, guide alpine, ricercatori e tecnici del territorio, giornalisti e comunicatori, e così via).

Obiettivo: condividere informazioni di qualità, esperienze, buone pratiche e strumenti utili alla comprensione di un clima globale che cambia e alla prevenzione e gestione dei rischi locali che ne derivano, e rendere dunque più resilienti le comunità di montagna.

Per questo è nata la piattaforma web “CliCAlp – rete transfrontaliera di testimoni locali per il clima e i rischi naturali” in riferimento al territorio italo-francese tra la provincia di Cuneo, le Hautes-Alpes e le Alpi dell’Alta Provenza.

L’iniziativa si è sviluppata come microprogetto nel quadro del programma europeo Interreg Alcotra, ed è stata coordinata da Aica, Associazione Internazionale Comunicazione Ambientale, con sede ad Alba, e dal partner francese Volubilis – Réseau euro-méditerranéen pour la ville et les paysages.

Il lancio del portale è avvenuto proprio nella capitale delle Langhe lo scorso 6 maggio durante il convegno “In rete per il clima: prevenzione, resilienza e adattamento”.

Il portale https://clicalp.eu/ si sta via via popolando di contenuti, così come il canale www.youtube.com/@CliCAlp: troverete così il racconto del divulgatore scientifico Roberto Cavallo sull’alluvione del 1994 in Piemonte vissuta in prima persona, le preoccupazioni di Marilyne Moynier, allevatrice di montagna, di fronte a ondate di caldo e nubifragi sempre più frequenti sui suoi pascoli della valle di Champoléon (Parco Nazionale degli Écrins, Francia), il rischio geo-idrologico spiegato dal geologo Piero Adamo, la trasformazione degli ambienti d’alta quota nell’esperienza quarantennale dell’alpinista e guida alpina Yves Naffrechoux, le memorie climatiche piemontesi di Gabriele Gallo, giornalista monregalese appassionato da sempre di meteorologia e climatologia, e tante altre testimonianze video.

In un mondo in cui l’azione climatica è penalizzata e rallentata da interessi di parte, malafede e fake news, la costruzione di una consapevolezza condivisa sui problemi che abbiamo di fronte si costruisce facendo rete, supportati dalla scienza e uniti da sfide ed esperienze comuni.

Anche a colpi di “clic”.

ClicAlp ultima modifica: 2026-07-11T05:18:00+02:00 da GognaBlog

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4 pensieri su “ClicAlp”

  1. Si il carrozzone va avanti da sé…come cantava Zero ma spostarsi e farlo passare meglio è peggio ,girarsi chiudere gli occhi e immaginarsi formichine inette , sporcanti  a miliardi pure. Ben venga  la consapevolezza e il desiderio di voler trasmettere qualcosa che non sia cinismo e nonsipuòfarenientismo…almeno la coscienza resta linda , sui risultati però concordo con Ratman.

  2. questo punto a molti scatta la carogna antiumanista: l’essere umano è indegno di vivere su un pianeta etc etc etc.

    Indegno?? Perchè mai visto che ne fa parte, è uno degli ingranaggi. 
    Ma di sicuro è quello che lo inzozza di più e anche con disprezzo.

  3. Grazie, bene. Sarà poco, sicuramente, ma ben venga anche ogni piccola semina di consapevolezza.

  4. L’idea di poter fare qualcosa come individui contro il fatto del “cambiamento climatico ” appartiene alla categoria delle pie illusioni.
    Per questo diventa indispensabile la creazione di soggetti collettivi che condividano un fine il cui raggiungimento sarà proporzionale alla dimensione del soggetto. 
    È a questo punto che si ritorna nel campo delle illusioni, non piu pie ma fantascientifiche: l’illusione che l’insieme degli esseri umani si costituisca come soggetto collettivo unitario: miliardi di persone che costituiscano una sorta di comunità dei fini, etc etc.
    A questo punto a molti scatta la carogna antiumanista: l’essere umano è indegno di vivere su un pianeta etc etc etc.
     

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