Preghiamo osservare che il post seguente è stato redatto prima che diventasse di pubblico dominio la notizia che Israele era stata preavvisata dagli Emirati dell’imminenza dell’attacco di Hamas; prima che diventasse di pubblico dominio la notizia delle sanzioni UK verso i coloni in Cisgiordania; prima delle osservazioni contenute nell’articolo di Riccardo Taddei (che dimostra che gli israeliani sono quasi tutti d’accordo con Netanyahu).
Class action internazionale contro USA e Israele – 2
di Massimo Silvestri
Non sono né di destra né di sinistra. Sino a qualche anno fa, ignorante delle dinamiche esplosive che si sono poi manifestate apertamente negli ultimi anni ero tendenzialmente pro Israele. Ora, visto quello che è successo non parteggio né per Israele né per Hamas né per l’attuale dirigenza iraniana. Sono semplicemente una persona che vede ciò che accade e cerca di ragionare con la propria testa. Ciò che sta accadendo a livello geopolitico mondiale (e non solo per il conflitto tra USA e Israele e l’Iran) mi lascia esterrefatto! La proposta della class action nasce dall’esigenza di fermare i colpevoli ‘dal basso’ assicurando giustizia per le vittime, in questo caso economiche, che pur non essendo coinvolte nel conflitto si trovano a doverne pagare i danni (il discorso è ovviamente molto più ampio e più grave per le vittime di guerra e civili, fisiche, umane ed ambientali e dei danni materiali arrecati da ciò che è accaduto).

Per meglio comprendere il senso della proposta voglio ampliare lo sguardo a monte analizzando tre ulteriori argomenti che di proposito e per brevità avevo omesso e che sono l’origine profonda di ciò che è successo.
“E se mi sbaglio mi correggerete…”.
Prima e dopo il 24 febbraio 2022 (invasione russa dell’Ucraina)
Il 24 febbraio 2022, dopo che il 20 febbraio 2014 la Russia aveva invaso la Crimea e nei giorni immediatamente precedenti l’invasione la Russia aveva proclamato l’annessione delle due province separatiste di Doneck e Luhansk, è la data della tentata invasione russa dell’Ucraina. Nelle intenzioni di Putin in 15 giorni l’Ucraina sarebbe dovuta diventare vassalla di Mosca come la Bielorussia di Lukashenko. Come sappiamo, gli è andata molto male e la cosa si trascina ormai da quattro anni e mezzo. Voglio focalizzare tuttavia l’indagine su un aspetto. La Russia è membro permanente insieme a Cina, Francia, Regno Unito e Stati Uniti del consiglio di sicurezza dell’ONU, con diritto di veto. Trattasi, come noto, dei paesi usciti vincitori 80 anni fa della Seconda guerra mondiale. Ciò che appare evidente è che, forse sin da prima ma ancor più dopo l’invasione russa dell’Ucraina l’ONU è diventata impotente a risolvere questioni di tipo geopolitico, in particolare se in esse sono coinvolti membri permanenti. Nessuno si è mai chiesto perché dopo quattro anni e mezzo dall’invasione tra Ucraina e Russia si sono messi di mezzo tra Russia e Ucraina una marea di Stati con scarsissimi se non nulli risultati pratici ma non l’ONU, che sarebbe la sede istituzionale più idonea? Gutierrez è al massimo in grado di lanciare allarmi per il clima ma è impotente a risolvere questioni internazionali in cui stanno crepando milioni di persone. Se l’ONU dovesse rappresentare equamente tutti gli 8,3 miliardi di persone del pianeta andrebbe rifondata completamente su nuove basi adatte al mondo attuale in cui la popolazione dell’Occidente rappresenta ormai solo una piccola parte della popolazione mondiale, con capacità decisionali ribaltate, ma ora non è così! E’ su questa impotenza istituzionale che alcune nazioni, come tra poco vedremo, Israele in testa – ma non è l’unica nazione! -, fanno conto per attuare ciò che fa comodo a loro in barba al diritto internazionale.
Prima e dopo il 7 ottobre 2023 (attacco di Hamas al sud di Israele)
Il 7 ottobre 2023 è la data dell’attacco di Hamas al sud di Israele. La narrazione dice che guerriglieri di Hamas hanno invaso alcuni villaggi del sud di Israele causando la morte diretta o la deportazione di 1200 persone e che non era stato possibile bloccare l’operazione di Hamas prima che accadesse, narrazione che è stata presa per buona da tutti in Occidente. Ma è credibile? Israele ha i servizi segreti, soprattutto militari, in assoluto più efficienti al mondo in grado di sapere tutto di tutti e non hanno capito che Hamas stava preparando un’invasione? Ma suvvia, è una storiella da educande! Sono israeliane le ditte che a livello mondiale si occupano di sistemi di spionaggio civile industriale e militare. Possono contare con l’alleanza con gli USA sull’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza satellitari. E non sono stati in grado di capire che i preparativi di Hamas appena al di là del confine avrebbero portato ad una possibile invasione? Ma quanto vi sembra credibile tutto questo?
Ciò che penso è che Israele sapeva tutto ma di proposito chi avrebbe dovuto muoversi non si è mosso: hanno sacrificato 1200 persone della propria gente (1) per avere il motivo valido per attuare la soluzione finale contro Hamas: invadere Gaza, ammazzare 70.000 persone di cui almeno 50.000 civili di cui 20.000 minori che non c’entravano nulla, distruggere tutto, inquinare i pozzi potabili, far diventare un territorio un unico grande campo di concentramento per due milioni di persone chiuso all’esterno, senza fornire neppure il cibo necessario a fornire le calorie necessarie alla sopravvivenza di chi ci abita: neppure i Nazisti nella Seconda guerra mondiale sono stati capaci di tanto! E – colmo dei colmi! – proprio dal medesimo popolo che 85 anni fa i nazisti – e non solo loro! – hanno cercato di far sparire dalla faccia della terra! Incredibile! Inconcepibile!
Ma c’è dell’altro, almeno Israele si fosse limitata solo a questo!
Questione Cisgiordania e Gerusalemme Est: territori formalmente palestinesi, abitati da palestinesi ma occupati abusivamente da Israele e invasi da coloni estremisti. Con le zone ancora palestinesi circondate da muri con pochi checkpoint di passaggio con pratica impossibilità di spostamenti per i palestinesi. Con coloni radicalizzati che ammazzano, incendiano abitazioni e auto, sradicano ulivi per costringere la gente che qui risiedeva da sempre e vivevano della loro terra ad andarsene e lasciare le terre agli israeliani. Leggete per favore ‘I figli dell’odio’ di Cecilia Sala per capire meglio il contesto generale. La gravità di questi fatti – se non materiali almeno sul piano del dileggio verso il diritto internazionale – è almeno pari a ciò che sta accadendo a Gaza.
Ma ancora non basta! L’invasione da parte di Israele del sud del Libano, regione occupata da diverse popolazioni e parzialmente dagli Hezbollah filoiraniani nell’ottica della guerra totale contro Israele. Ma nell’ottica integralista rabbinica in cui la terra promessa va ‘dal Giordano all’Eufrate’ territorio da destinare ad Israele.
Ufficialmente per eradicare Hezbollah il territorio è stato invaso facendosi beffe delle forze di interposizione dei Caschi Blu dell’ONU, con almeno 5000 morti in Libano dal marzo scorso, la distruzione di case, l’incendio di terre e la migrazione forzata di 1,2 milioni di persone verso Beirut, Tiro e Sidone (circa 800.000 dalle regioni vicine al confine sino al fiume Litani, il resto da regioni confinanti). Bombardamenti mirati di edifici nella capitale Beirut. A danno di un paese, il Libano, patria di numerose ed eterogenee etnie, di religione diversa, che pur con alti e bassi nell’ultimo mezzo secolo sono convissuti pacificamente tra loro, paese che a conti fatti non c’entrava nulla e che si è trovato al centro di episodi di geopolitica internazionale a suo danno senza avere i mezzi per poter imporre alcunché. E lo stesso è avvenuto, tanto per ricordare, anche per il sud della Siria, nella zona del Golan. Fatti che sino a 30 anni fa avrebbero per lo meno portato all’isolamento internazionale di Israele. E non è successo nulla. E non succederà nulla.
Perché Israele ha fatto impunemente tutto questo? Per il motivo esposto al paragrafo precedente: nessuna istituzione sovranazionale con poteri esecutivi sarebbe mai intervenuta a fermarla e a condannarla! Ma facendo ciò che ha fatto e sta tuttora facendo Israele è diventata invisa e odiata almeno dal 90% delle nazioni mondiali e da buona parte dell’opinione pubblica occidentale, almeno per la parte ancora in grado – in tempi di social imperanti – di ragionare con la propria testa ….

La questione della bomba atomica iraniana
Ci sono cinque paesi in possesso dell’atomica che hanno aderito al trattato di non proliferazione nucleare:
Russia (5420 testate);
Stati Uniti (5042 testate);
Cina (620 testate);
Francia (370 testate);
Regno Unito (225 testate).
Ci sono poi altri quattro Stati con armi nucleari (non ufficiali o non firmatari):
India (190 testate);
Pakistan (170 testate);
Corea del Nord (60 testate);
Israele (90 testate, il possesso non è mai stato esplicitamente dichiarato).
USA e Israele hanno giustificato l’aggressione all’Iran perché secondo loro Teheran stava preparando la costruzione di un ordigno atomico invece di un uso civile dei prodotti fissili diventando così il decimo stato in possesso dell’atomica. Ancor prima un blitz della sola Israele aveva fatto saltare un altro presunto sito nucleare. Ma allora perché gli USA non si sono mossi allo stesso modo con la Corea del Nord, paese decisamente più pericoloso dell’Iran? Forse perché le atomiche di Kim Jong-un sono meno pericolose perché al massimo possono far saltare il Giappone o la Cina e non la California o l’Alaska mentre l’atomica iraniana può far saltare Israele? Ed allo stesso modo perché ancor prima non hanno impedito che India e Pakistan, paesi la cui stabilità politica è per lo meno dubbia o altalenante, ne venissero in possesso?
Ditemi: in questa situazione qual è il vero pericolo per un conflitto nucleare? Che il bombone ce l’abbia l’Iran o che ce l’abbiano USA e Israele governati all’apice da persone dalla molto dubbia stabilità mentale?
In conclusione: qual è il principale paese terrorista internazionale? L’Iran – la cui attuale dirigenza, ripeto, ha una mia stima al di sotto dello zero – ha ammazzato almeno 80.000 persone fuori dai propri confini negli ultimi 4 anni? Sta causando il genocidio di 2 milioni di persone come a Gaza e lo sfollamento di 1,2 milioni di persone come in Libano? Sta invadendo aree dal 1948 assegnate ad un altro popolo, come in Cisgiordania? No? E quale stato sta facendo invece tutto questo? E si badi bene, Netanyahu e il suo governo non potrebbero fare NULLA di tutto questo senza un diffuso appoggio popolare dal basso: significa che è l’intera – o quasi – società israeliana ad appoggiare anche solo con il silenzio la sua politica: è questa la cosa in assoluto più grave e preoccupante.
Sul coinvolgimento degli USA mi sono già dilungato nel post precedente. Allora, mi chiedo, perché non dovrebbe partire una class action internazionale contro Israele e contro gli USA, alleati storici di Israele e sede delle principali lobby economiche ebraiche, quelle che speculano sul debito dei paesi poveri per essere risarciti dei costi connessi ad una guerra che solo Israele e USA hanno voluto?
In tutta questa narrazione non ho inventato nulla. Ho solo cercato di fare il punto della situazione, limitare l’analisi per intanto ai soli danni economici arrecati a paesi non belligeranti cercando di capire cosa i comuni cittadini potrebbero fare per rivalersi su coloro che li hanno causati. Tuttavia MOLTO BENE conscio che i problemi veri sarebbero risolvibili solo sul piano giudiziario PENALE con sentenze emesse da tribunali internazionali a carico di una moltitudine immensa di ipocriti e non solo sul piano della giustizia civile.
Nota
(1) Ricordatevi delle manifestazioni in Israele per riportare a casa i superstiti dalla deportazione a Gaza e dell’inerzia dei comandi israeliani a trattare per la restituzione: queste persone per Netanyahu erano ormai morti viventi sacrificabili sull’altare della soluzione finale!
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Purtroppo sono d’accordo su tutto quanto espresso dall’articolo.
Sopratutto con il fatto che il Mossad non sapesse…