A cercare bellezza

A cercare bellezza
(il Breithorn di oggi)
di Michele Comi
(pubblicato in stilealpino.it il 30 agosto 2026)

Dopo più di trent’anni, a inizio estate, ritorno al Plateau Rosa, al rifugio Teodulo. Ci ero stato ai corsi guida, poi mai più.

Filippo, un amico fotografo, mi chiede di accompagnarlo sul ghiacciaio, per cogliere il primo raggio che illumina la Gran Becca. È pur sempre la vetta iconica per eccellenza, ha un senso.

Triste ambientazione per un Cervino privo di neve a fine giugno 2026

Alla cordata si aggiunge Simone, antropologo e regista documentarista.

Accetto, anche se l’idea di immergermi in quel caos d’alta quota non mi entusiasma. Ma ci muoveremo di notte in salita, ai margini dei traghetti di popolo di sciatori e alpinisti.

Lo sbarco al Plateau Rosa, nel pomeriggio, è surreale.

Il ghiacciaio dei miei ricordi è scomparso, sprofondato in basso. Gli impianti sono fermi a quell’ora e la presenza umana ormai rarefatta, ma il groviglio di funi, collegamenti aerei, mezzi battipista e ruspe ferme ai margini delle piste è impressionante.

Rifugio Teodulo

Il vecchio rifugio non esiste più, oggi è ristrutturato, più al servizio dello sci che dell’alpinismo.

Il silenzio della notte un poco riappacifica con la montagna. Nessuno, a quell’ora, si muove, vista la comodità dell’accesso che consente le ascensioni in giornata.

Saliamo su, sul filo dei Quattromila. Filippo coglie il tiepido e assieme sfolgorante raggio che illumina la montagna, già nera a inizio estate per il caldo bestiale.

Poi continuiamo fino alla vetta del Breithorn, per rientrare al Breuil prima dell’ora degli aperitivi.

E qui lo stacco si fa brutale.

Le cabine volteggiano sopra la testa, gli ski-lift girano, gli sciatori si spianano su una superficie di neve già a chiazze a inizio estate. I mezzi d’opera spostano neve nel tentativo vano di tappare i buchi.

Incrociamo cordate a sciami, dirette al trofeo dei 4000. Fa un caldo incredibile. Alle nove di mattina si affonda, non vediamo l’ora di fuggire. Loro salgono, sono appena all’inizio.

Riguadagniamo la partenza della cabina. Un tapis roulant, steso sul ghiaccio grigio e sulle pietre, riporta su gli sciatori. Intorno, tubi, antenne, macerie.

Due turisti, seduti tra quei resti, sono saliti quassù a cercare bellezza.

Ho voglia di tornare a casa.

A cercare bellezza ultima modifica: 2026-10-02T05:45:00+02:00 da GognaBlog

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39 pensieri su “A cercare bellezza”

  1. Dimenticavo;
    La si può chiamare compagna, ma è meglio non chiamarla camerata. 

  2. Mi sembra che non sia vietato avere una ragazza a 65 anni. Poi la si può chiamare: morosa, amante, convivente, compagna, concubina o altro ma non moglie.
    Molto di più della 5°, poi ho fatto il master a Cambridge, cioè sono stato la 3 mesi a mettere su malta con la cazzuola per la ristrutturazione di alcune aule
     

  3. Caro Filippo FFF, se sono 40 anni che non frequenti l’università ed hai una ragazza che ti chiama amore ci sono solo due possibilità, o hai fatto la quinta elementare o hai una ragazza che mente spudoratamente. In caso, solo per curiosità facci sapere.

  4. Un luogo da schifo, e spero che non nevichi più e che quella gentaglia se la prendesse nel culo.
    .
    Fermi i danni che hanno fatto a Cervinia , anche senza impianti e imprenditori che la sfruttano, la neve non ci sarebbe piu’ lo stesso.

  5. Marcheggiani, quella gentaglia non se lo prende mai nel culo. Loro nel culo ce lo mettono agli altri e a quello che ci circonda.

  6. A “cercare bellezza” è servito a farci vedere ” la trovata schifezza” che bastardi imprenditori, complici amministratori e chiunque si è arricchito sventrando quei luoghi di remota bellezza sono stati capaci di fare. Un luogo da schifo, e spero che non nevichi più e che quella gentaglia se la prendesse nel culo.

  7. Riletto alcune considerazioni..ben argomentate ,cazzi vostri,imbecille,testa di cazzo,..etc etc molti di questi fini pensatori ,per altro  si firmano per esteso,come dire io so io e voi …..ci siamo capiti,giusto caro Bernasconi?….buona serotina riflessione…e meritata cena

  8. Comunque:
    Il datore di lavoro sono io.
    La ragazza mi chiama…Amore.
    Il compagno di cordata mi dice: tira! Molla!
    In birreria da quando han voluto da me il greenpass non ci sono più entrato.
    L’università è 40 anni che non la frequento.
    Negli altri posti basta carta d’identità, tessera sanitaria e se ne fregano chi sei.

  9. Bertoncelli:
    Non mi sembra che i migranti che arrivano e buttano i documenti prima della dogana si pongano questo problema, di come presentarsi. Ma vengono serviti, riveriti e mantenuti. Cosa che non succede a me

  10. “Bobby, da uno come te mi sarei aspettato una risposta non cosí imbecille…”
    Ma stai scherzando?
    Questo è uno dei suoi interventi più centrati e ficcanti…

  11. 18 Marcello Cominetti
    ”Per i commenti, è tutto il resto, c’è lunedì che vi aspetta”.Bellissimo!
     

  12. Bobby, da uno come te mi sarei aspettato una risposta non cosí imbecille…

  13. Non mi ero accorto che ci fosse la dogana cinese , mi scusi tanto signor ufficiale giudiziario , perfavore signor esaminatore non scenda sotto il 27 , che mi rovina la media.

  14. …beh, avrà di certo grossi problemi a far stare tutto nelle apposite caselle dei moduli del comune, dell’anagrafe e della italica burocrazia tutta…

  15. Toglimi una curiosità, Filippo Filippini Filippon de Filippi: per la prima volta di fronte al tuo futuro datore di lavoro, di fronte a una ragazza, a un compagno di cordata, al tavolo in birreria, per la strada, a scuola, a un esame universitario, all’anagrafe del Comune, all’ufficiale giudiziario, dai Vigili Urbani, al seggio elettorale, dal medico, in ospedale, dai Carabinieri, nell’esercito, in tribunale, alla dogana cinese o a quella polacca, in qualsiasi posto del pianeta Terra (tranne che nel GognaBlog), tu ti presenti cosí: “Sono Filippo Filippini Filippon de Filippi, e tanto vi basti”?
     
    E a volte che ti viene risposto? “Va’ a caghèr”, come in questo caso? O ti arrestano?

  16. Si Cominetti sei noioso e antiquato, nell’era dell’identità digitale, del riconoscimento facciale, tu vuoi ancora nome e cognome. L’argomento è già stato bastantemente ( ma non bastardamente) sviscerato.
    È come andare ad arrampicare ancora con pedule rigide e moschettoni a D.
    Quanto al Comi, forse anche lui si è accorto di essersi fatto un autogoal.

  17. Malinconia, nostalgia, come qualcuno ha scritto, di qualcosa, di un tempo, che non ci sono  più? E se anche fosse, che ci sarebbe di male?!?! 
    Per chi ha, almeno un poco di sensibilità, sarebbe il minimo da provare nel vedere certi luoghi ridotti così:

    ma il groviglio di funi, collegamenti aerei, mezzi battipista e ruspe ferme ai margini delle piste è impressionante.

  18. Un indizio se passandomi accanto da dx osseva che non lo noto ê perchê ho perso l’uso della vista a questo occhio e lo puô collegare agli errori di battitura che appaiono,ecco che da due indizi si puô risalire al soggetto…buona attività

  19. Sig.Cominetti,ê superficiale la domanda perchê non si firmano per esteso,dovrebbe contare l’esposto e su quello eventualmente si argomenta,il domandarsi,perchê?cosa sottende che forse gli pseudonomi nascondono altre guide?mah!si ponga il quesito,ma siamo poi sicuri che un nome e un cognome sia poi quello giusto?Lei ben saprà che il redattore puô risalire allo stesore tramite l’i.p,pensi forse con questo sono arrivati al giallo della ricina,r poi di ê mai chiesto se qualche suo cliente sia affetto da turbe psichiche ben celate,e magari. legato alla sua corda decida di emulare il volo Dubai,ci pensi,al giorno d’oggi ben altri sono i parametri di certezza,certo ê il 3b meteo e il meteo alto adige,se passa dall Eggental,magari nei prossimi 4 giorni mi incontra

  20. A me è piaciuto l’articolo. Senza pretese ,ma testimonia di sensazioni individuali di disagio davanti a cambiamenti forti sulle nostre montagne: il cambiamento del clima e quindi dei paesaggi e il cambiamento del tipo di frequentazione ed infrastrutturazione di chi la “usa” o la visita/percorre.  Personalmente, io considero ci sia un minimo comune denominatore a questi processi , che è quello dei soldi che acquisiscono sempre più importanza nel mondo. Ma è una mia opinione….

  21. Chissà perché quelli che suggeriscono a Michele Comi di fare dell’altro o addirittura di rinunciare alla patacca di guida, proponendo anche sapienti alternative dilettantesche, non si firmano per esteso. Eh? Chissà perché?
     
    Invece io l’articolo l’ho compreso e lo approvo. Ma non mi metto di certo qui a spiegarlo alla mandria di cabrones che non vanno oltre la superficie. Quello è un problema vostro, cari miei.
    Dai che domani è sabato e 3b mette anche bello. Per i commenti, e tutto il resto, c’è lunedì che vi aspetta. Cazzi vostri.

  22. perchè vivere di ricordi quando si conoscono già i cambiamenti che ci sono stati sulle nostre montagne. Perchè trovarsi sbalorditi e lamentarsi se si sceglie di andare in alcune zone. Leggendo questo articolo poco interessante ho avuto un sottofondo di lamentele musicali che mi hanno portato a scrivere solo questo mio piccolo commento di pensiero.

  23. Ratman, ma che ca@@o vuoi dire?

    @3 Matteo, non capisci perche sei parte della generazione senza Dio.
    Quindi convertiti e poi capirai…

  24. Il riscaldamento climatico ha fatto abbassare le orecchie alle cime e alle località più alte e blasonate delle Alpi, rendendole molto simili a tante altre situate più in basso e molto meno rinomate. 

    È come la “livella” di Totò. Quindi ben venga a ripianare le disparità.

  25. Guido Merizzi abbiamo fatto l’università assieme, ricordo benissimo la piramide del Tresero coperta di neve dal 1 al 31 luglio di tutte le estati dal 1975 al 1978. Dici bene a proposito delle vette come quella che stanno assomigliando alle Orobie, un famoso glaciologo ha parlato di avvenire pirenaico per le Alpi.

  26. Comunque, non capire che la Bellezza è il risultato di una relazione complessa di fattori catalizzati dalla coscienza, esperienza, conoscenza etc etc dell’individuo che fa una esperienza dispone all’intolleranza che si traveste da compassione solo per non vergognarsi.

  27. Secondo me tema argomento oggetto di questa riflessione non è l’apocalittico del cambiamento climatico, il lacrimatoio di generazioni senza Dio che cercano l’interruttore dell’aria condizionata e un orizzonte di montagne verdi senza pale eoliche, centrali atomiche, pannelli solari.
    No. L’autore avrebbe scritto una filipicca inleggibile, un tormentone stopposo lunghissimo.
    Siamo un po nel solito “e dimmi che non vuoi morire” come cantava Patty Pravo.

  28. Ho talmente stupendi ricordi delle Alpi sino 1990 ,sicure,certe,poi un po meno verso il 2000,che non rovinerô di certo con gli attuali aspetti,credo le avesse visti anche Annibale,piû o meno cosï in una determinata parte.Eppure ad entrare per valli e valli nel nord e sud Ticino in Kanton Uri e nellOberland poco frequentato l aria che si respira fatte le dovute proporzioni resta ancora un aria quasi primigenia delle Alpi..a buon percorrere queste aeree..

  29. Inutile che il Michele Comi si lamenti.
    Se una guida alpina fa 350 km da Chiesa a Cervinia ( + 350 km per tornare a casa) per portare 2 clienti a fare 4 foto al Cervino, che è già stato fotografato miliardi di volte e in tutte le salse, e fare 4 passi sulla neve marcia, non contribuisce a risolvere il problema, ma è lui parte del problema.
    Forse farebbe bene ad attaccare la patacca al chiodo, come la guida del Glossclokner, o portare clienti solo sulla normale del Bernina 

  30. Il riscaldamento climatico ha fatto abbassare le orecchie alle cime e alle località più alte e blasonate delle Alpi, rendendole molto simili a tante altre situate più in basso e molto meno rinomate. Per esempio la vetta del Cervino assomiglia vagamente al pizzo di Coca delle Alpi Orobie che supera di poco i 3000 metri di quota, il mitico Plateau Rosa ad una località sciistica degli Appennini, il Pizzo Tresero in Valfurva, che anche in estate era una maestosa e lucente piramide di ghiaccio è diventato brullo e scuro come tante montagne delle Prealpi percorse da greggi di capre.
    Certo il primo raggio di sole sulla Gran Becca….., ammazza oh, che foto gagliarda!! Pe’ ‘na foto così me scalerei er Plateau Rosa pure cor deambulatore!!

  31. Però, ci sono altri posti da cui fare quella foto. Sei una guida alpina, potresti portare il tuo amico sul Grand Tournalin. O a dormire al bivacco Rossi e Volante, e all’alba salite sulla Roccia Nera. Passate una giornata splendida, poca gente, niente ruspe né piloni. Camminate e basta (è questo il punto) dai boschi di St.Jacques fino ai ghiacciai.
    Se invece scegli di andare a Cervinia, prendere la funivia dello sci estivo, fare due passi oltre le piste e fotografare il Cervino da lì, di che ti lamenti? Forse non avevate tempo o il tuo amico non aveva gamba. Era più comodo, no?

  32. La est del Cervino senza un filo di neve a fine giugno!
    Terribile!
    MS
     

  33. Nostalgia per il tempo che non è più.  Struggente malinconia, il vuoto del futuro che aspira furioso i giorni..In parte condivido , quanto al futuro non so se sarà la fine di qualcosa sui monti , o quella cosa che il bruco ( cioè noi ) chiama “fine del mondo” e gli altri chiamano farfalla.

  34. Un mondo scomparso, almeno pare.
    Cio’ che ha principio, ha fine?

  35. “Venghino, signori! Venghino! Ammucchiatevi avanti!”
     
    P.S. Il titolo dell’articolo, A cercare bellezza, mi pare leggerissimanente fuori luogo. Una giornata da Tafazzi sarebbe stato piú adatto.
    Michele, permettimi la battuta!

  36. Nostalgia per il tempo che non è più. 
    Struggente malinconia, il vuoto del futuro che aspira furioso i giorni.
    Tornare a casa affranti perché altri saranno ancora vivi.
    La tristezza di non comprendere il limite.

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