Andamento lento
(una rivisitazione in ottica moderna)
di Mirco Grasso
(pubblicato su Annuario del CAAI, 2025-2026)
Foto: Enrico Polo
La prima volta che ho messo le mani sulla bella roccia della parete di Valscura (Vette Feltrine, Dolomiti) è stato diversi anni fa e già al tempo spulciando un po’ nel web non ho potuto non notare questa Andamento lento, ma mi è bastato guardare la relazione piena di sezioni in artificiale per farmici stare alla larga.
Negli anni un pochino è aumentata la consapevolezza di quello che posso fare in montagna e con Nicolò abbiamo cominciato sempre più spesso a parlare di andare a vedere cosa volessero dire tutti questi tiri in artificiale segnati A3 e A2.
Finalmente le condizioni fisiche e della parete sembrano buone, quindi, armati di ferraglia ben più di quanto siamo abituati quando ci troviamo in modalità apertura, partiamo con un piano ben chiaro.
Primo step: riuscire a passare sui tiri, anche in artificiale.
Secondo step: individuare gli appigli e gli appoggi per decifrare le sequenze per la scalata libera.
Terzo step: sistemare le protezioni fisse in modo tale che siano sicure e utilizzabili durante la libera.
Quarto e ultimo step: scalare ogni tiro da primi senza mai cadere.
La strategia si è rivelata vincente e in qualche giornata, anche grazie all’aiuto di Francesco Rigon, sistemiamo e decifriamo tutti i tiri. A questo punto non è più tanto importante chi avrebbe fatto l’intera salita in libera, tutti e tre siamo riusciti in qualche modo a fare i singoli movimenti, bastava che uno solo riuscisse a liberare i singoli tiri per ritenerci soddisfatti.
Complice l’ombra nel momento giusto, in due giornate diverse riesco a salire tutti i tiri più difficili da primo, possiamo quindi sentenziare che Andamento lento non è più una linea da panico in artificiale, ma è una bellissima difficile via, su roccia super e con passi boulder davvero interessanti. Tutto sommato non è nemmeno troppo kamikaze, quindi avanti i prossimi!!
Qualche considerazione.
Abbiamo sostituito qualche chiodo e alcuni spit messi a mano quasi 30 anni fa. In un paio di casi ci siamo permessi di spostarli di qualche spanna (non più di 30 cm) in modo tale che siano utilizzabili durante la libera. La precisa relazione originale quindi rimane invariata, aggiungiamo solo un numeretto per indicare il grado in libera che proponiamo. La via non ha assolutamente cambiato carattere, credo solo che questa sia la giusta evoluzione di vie di questo tipo, aperte in ottica futuristica, con altri mezzi e altre priorità.
Parete sud della Cima di Valscura
Andamento lento
Difficoltà: fino ad A3
Gigi Dal Pozzo, Maurizio Fontana e Venturino De Bona, 1997.
Accesso generale
Da Santa Giustina (BL) seguire per San Gregorio nelle Alpi e poi per Roncoi. Seguire quindi le indicazioni per la chiesa di San Felice. La strada sterrata muore alla suddetta chiesetta, sul suo retro parte il sentiero che, attraversato il torrente, sale ripido sulla destra orografica della valle. Avvicinamento 2 ore intense.
Discesa
Dalla cima scendere verso l’anfiteatro roccioso e seguire verso sinistra per tracce di sentiero fino alla forcella che riporta in breve alla base della parete (20 minuti).
Materiale
NDA, Camalot dallo 0.3 al 3, Metolius micro, una scelta di chiodi per rinforzare alcune soste.
Note
1a ripetizione: Enrico Geremia e Alessandro Baù, 25-26 febbraio 2012.
1a libera: Nicolò Geremia, Mirco Grasso, Francesco Rigon, 17-18 febbraio 2024. Difficoltà IX+, VIII+ obbligatorio, RS4, 400 m.

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